Corso di laurea

Monitoraggio e Riqualificazione Ambientale

Università degli Studi di Roma - La Sapienza · 47 materie · 4 file condivisi

Il Corso di Laurea Magistrale in "Monitoraggio e Riqualificazione Ambientale" ha lo scopo di formare una figura professionale esperta in grado di progettare, coordinare e organizzare studi di analisi, monitoraggio e riqualificazione ambientale con approccio di tipo interdisciplinare rivolto alla componente biotica ed abiotica degli ecosistemi naturali e di origine antropica.
Il Corso di Laurea Magistrale prevede, dopo un gruppo di discipline comuni caratterizzanti, la possibilità di scegliere tra due Curricula, "Analisi e Monitoraggio Ambientale" e "Analisi e Riqualificazione Ambientale". Il primo consente l’approfondimento delle migliori tecnologie ed approcci sperimentali volti al monitoraggio della componente biotica vegetale ed animale dell’ambiente. Il secondo consente di approfondire applicazioni tecnologiche e progettuali volte alla gestione sostenibile dell’ambiente. I due Curricula prevedono in comune, anche insegnamenti di Analisi dei dati e di Valutazione di Impatto Ambientale e di Valutazione Strategica.

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Materie del corso

A SCELTA DELLO STUDENTE 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · 0 file

Gli studenti possono approfondire temi di interesse specifico per acquisire maggiori competenze nel loro ambito di studio. A questo scopo i 12 CFU degli esami a scelta devono essere inseriti nel percorso formativo.…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Gli studenti possono approfondire temi di interesse specifico per acquisire maggiori competenze nel loro ambito di studio. A questo scopo i 12 CFU degli esami a scelta devono essere inseriti nel percorso formativo. Studenti e studentesse possono scegliere uno o più insegnamenti presenti all'interno dell'offerta formativa relativa a tutti i corsi di laurea della Sapienza, purché coerenti con gli obiettivi del CdS.

Codice insegnamento AID-0d72954c-1c3

ECOLOGIA APPLICATA E EVOLUZIONE 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · BIOS-05/A · 0 file

Stiamo vivendo un periodo senza precedenti di cambiamenti globali per opera delle attività antropiche. Obiettivo del presente corso è fornire gli strumenti concettuali e analitici dell’ecologia evolutiva per (1)…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Stiamo vivendo un periodo senza precedenti di cambiamenti globali per opera delle attività antropiche. Obiettivo del presente corso è fornire gli strumenti concettuali e analitici dell’ecologia evolutiva per (1) comprendere le cause prossimali e distali di problemi ambientali complessi (2) analizzare in modo critico possibili soluzioni a specifiche problematiche, quali perdita di biodiversità, sicurezza alimentare e salute pubblica.

Programma

Durante il corso verrà posta attenzione a specifiche problematiche relative all’ambiente agricolo, urbano e naturale. I diversi argomenti verranno affrontati attraverso la trattazione di casi di studio, discussioni e lavori di gruppo.

Ambiente agricolo e produzione alimentare: l’agro-ecosistema; agrobiodiversità, selezione naturale e artificiale; evoluzione dei modelli di produzione agro-alimentare: agricoltura mono- e multifunzionale; approcci agro-ecologici e servizi ecosistemici; indicatori di sostenibilità ambientale biologici e socio-economici.

Ambiente urbano: il processo di urbanizzazione: cenni storici e trend globali; dinamiche eco-evolutive in ambiente urbano; impatti diretti e indiretti dell’urbanizzazione sulla biodiversità; servizi e disservizi ecosistemici in ambiente urbano; agricoltura urbana; città del futuro tra distopia e high-tech.

Ambiente naturale: connessioni e interdipendenza tra ambiente naturale, urbano e rurale; pattern locali e globali di biodiversità; metodi molecolari di indagine della biodiversità.

Pianificazione del paesaggio: soluzioni a problemi pratici basate su principi ecologico-evolutivi; economia circolare; principi di progettazione di sistemi complessi. In questa parte del corso è offerta agli studenti la possibilità di mettere in pratica i metodi di indagine trattati finora. Lavorando in gruppo e con il docente, gli studenti analizzeranno un sistema di produzione dal punto di vista ecologico e socio-economico, definendone potenziali sviluppi in termini di sostenibilità. Parte integrante di tale attività sarà l’uscita didattica che si svolgerà a fine corso.

Modalità d'esame

Prova orale

La valutazione è espressa in trentesimi (voto minimo 18/30, voto massimo 30/30 con lode).

L’esame complessivamente consente di verificare il raggiungimento degli obiettivi in termini di conoscenze e competenze acquisite così come le abilità comunicative.

Testi di riferimento

Lezioni in power point e altro materiale dalla letteratura scientifica forniti dal docente.

Codice insegnamento 10629674

ECOLOGIA DELLE PIANTE INVASIVE 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · BIOS-01/C · 0 file

Fornire conoscenze specialistiche sui processi di invasione biologica sull’esempio delle piante vascolari Competenze da sviluppare e Risultati di apprendimento attesi: Conoscere e saper comprendere il processo di…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Fornire conoscenze specialistiche sui processi di invasione biologica sull’esempio delle piante vascolari
Competenze da sviluppare e Risultati di apprendimento attesi: Conoscere e saper comprendere il processo di naturalizzazione ed invasione delle specie alloctone, in particolare delle piante vascolari Saper applicare le conoscenze e le capacità apprese sul processo di invasione e sull’ecologia delle specie vegetali Avere la capacità di valutare lo stato di invasività delle specie vegetali e di formulare ipotesi sui fattori biotici, abiotici ed antropici che influenzano il processo invasivo Saper comunicare in maniera efficace le informazioni conosciute tramite presentazioni orali Avere la capacità di attingere a diverse fonti di informazione tra cui libri di testo, bibliografia scientifica, documenti tecnici e normativi, banche date in rete sia in italiano sia in inglese.

Programma

Introduzione alle invasioni biologiche. Pet to pest: le invasioni biologiche, un fenomeno recente in rapida espansione. Differenze rispetto ai fenomeni naturali di espansione e colonizzazione delle specie.

2 Il processo di invasione. I principali framework internazionali per rappresentare il processo di invasione. I diversi stadi nel processo di invasione delle specie vegetali alloctone. La più recente terminologia scientifica sulle piante alloctone e invasive.

2.1 Introduzione. Differenze tra la diffusione mediata dall’uomo e la dispersione naturale delle specie. Dispersal rate, type, selection, globalità dei flussi di scambio delle specie. Periodi di introduzione delle specie alloctone. Archeofite e neofite. Modalità (pathways) di introduzione; modello recepito in CBD: release, escape, contaminant, stowaway. Introduzioni volontarie e accidentali.

2.2 Spontaneizzazione. Strategie delle piante in relazione al processo di invasione. Applicazione delle strategie di Grime alle piante alloctone e invasive. Modalità di riproduzione vegetativa. Riproduzione sessuata e vegetativa a confronto, vantaggi e svantaggi nel processo di invasione. Le specie alloctone casuali. Specie casuali nella flora d’Italia. Motivi per il monitoraggio delle specie casuali.

2.3 Naturalizzazione. Fattori che influenzano la naturalizzazione (establishment) delle specie alloctone. Compatibilità ambientale, fitness dei propaguli, propagule pressure. Specie naturalizzate, le specie naturalizzate nella flora d’Italia.

2.4 Invasione. Modalità di diffusione delle piante alloctone. Diffusione secondaria, naturale e indotta dall’uomo; estensione della superficie, formazione di nuove popolazioni. La dispersione come fattore chiave del processo di invasione. Strategie di dispersione nelle piante vascolari in relazione al processo di invasione; vantaggi della dispersione anemocora, idrocora, autocora, endo- ed ecto- zoocora. Le vie di trasporto come canali preferenziali per la diffusione delle specie invasive.

3 Fattori che influenzano il processo di invasione. Criteri generali e principali teorie sul processo di invasione. Relazioni biotiche. L’assenza di coevoluzione. Resistenza biotica. Facilitazione; invasional meltdown. Fasi di latenza. Enemy Release Hypothesis. Novel Weapon Hypothesis; esempi; succulenza, allelopatia. Azione dell’uomo: pathways, propagule pressure, il ruolo del disturbo naturale e antropico nel processo di invasione; adattamenti delle piante al disturbo. Caratteri dell’ambiente; vulnerabilità, ambienti naturali e antropizzati più soggetti alle invasioni. Il caso delle isole: island susceptibility hypothesis. Parametri e caratteri delle specie che ne determinano l’invasività; invasività in altre regioni, compatibilità biogeografia e di habitat, ampiezza dell’areale. Capacità di adattamento, competitività, strategie di riproduzione e dispersione.

4 Cenni su impatti e gestione delle specie invasive. Cenni sulle principali tipologie di impatto delle piante invasive. Impatti ambientali e socio-economici. Esempi di impatto delle piante invasive in Italia. Prioritizzazione. I principali strumenti normativi internazionali, nazionali e locali. Cenni sulle tecniche gestionali post-introduzione.

5 Invasione di specie vegetali in Italia. Eterogeneità ambientale e ricchezza di specie; principali trend in relazione ai parametri ambientali. Le principali piante invasive della flora d’Italia. Analisi di 7 casi di studio: origine, introduzione, diffusione, caratteri che determinano l’invasività, ambienti invasi, impatti e gestione di: Ailanthus altissima, Ambrosia artemisiifolia, il genere Carpobrotus, Pontederia crassipes (Eichhornia crassipes), Oxalis pes-caprae, Reynoutria japonica (Fallopia japonica), Robinia pseudacacia.

  • Introduzione alle invasioni biologiche, un fenomeno recente e in rapida espansione. Invasioni e minaccia alla biodiversità locale e globale. Casi di studio: Pueraria lobata e Miconia calvescens .
  • Testi di riferimento: Durante il corso verranno forniti agli studenti articoli scientifici, testi, siti internet, banche dati, documenti tecnici e normativi, ed altro materiale didattico per la preparazione dell’esameIl materiale per l’esame (copia delle slides, papers scientifici, link a siti web, documenti tecnici etc.) viene caricato sulla piattaforma e-learning Sapienza.
  • Il processo di invasione: I diversi stadi nel processo di invasione delle specie vegetali alloctone. La più recente terminologia scientifica sulle piante alloctone e invasive.
  • Introduzione delle specie: Differenze tra la diffusione mediata dall’uomo e i fenomeni naturali di espansione e colonizzazione delle specie. Dispersal rate, type, selection, global. Periodi di introduzione, modalità (pathways) di introduzione .
  • Spontaneizzazione: Strategie riproduttive delle piante in relazione al processo di invasione. Le specie alloctone casuali.
  • Naturalizzazione:Fattori che influenzano la naturalizzazione (establishment) delle piante alloctone. Compatibilità ambientale, fitness dei propaguli. Propagule pressure.
  • Invasione: I diversi significati ed usi del termine invasione. Modalità di diffusione delle piante alloctone. Diffusione secondaria, naturale e indotta dall’uomo. La dispersione come fattore chiave del processo di invasione. Strategie di dispersione nelle piante vascolari in relazione al processo di invasione. Le vie di trasporto come canali preferenziali per la diffusione delle specie invasive.
  • Impatti e gestione: impatti ambientali e impatti socio-economici. Principi generali di gestione. Attività preventive; normativa sulle specie invasive in Italia; principali tecniche gestionali post-introduzione.
  • Le principali piante invasive della flora d’Italia. Analisi di 7 casi di studio: Ailanthus altissima, Ambrosia artemisiifolia, il genere Carpobrotus, Pontederia crassipes (Eichhornia crassipes), Oxalis pes-caprae, Reynoutria japonica (Fallopia japonica), Robinia pseudacacia.

Modalità d'esame

L’esame finale consiste in una prova orale al termine dell’insegnamento, durante la quale viene accertato l’effettivo conseguimento da parte dello studente degli obiettivi formativi.

Ai fini della valutazione verranno prese in esame la comprensione dei contenuti del corso, la correttezza del linguaggio scientifico adottato, la capacità di ragionamento e di studio autonomo.

Per conseguire un punteggio pari a 30/30 lo studente deve dimostrare di aver acquisito una conoscenza eccellente in tutti gli argomenti, di essere capace di collegarli e di effettuare ragionamenti autonomi.

A scelta dello studente, tale prova potrà comprendere l’esposizione di una tematica specifica, coordinata e concordata con il docente durante il corso, nell’ambito di un argomento monografico che viene scelto ogni anno fra temi di maggiori attualità e rilevanza della ricerca internazionale

Testi di riferimento

Durante il corso verranno forniti agli studenti articoli scientifici, testi, siti internet, banche dati, documenti tecnici e normativi, ed altro materiale didattico per la preparazione dell’esame

Il materiale per l’esame (copia delle slides, papers scientifici, link a siti web, documenti tecnici etc.) viene caricato sulla piattaforma e-learning Sapienza.

Lockwood et al 2013. Invasion Ecology 2nd Edition. Wiley-Blackwell

  • Blackburn et al. 2011. A proposed unified framework for biological invasions. Trends in Ecology and Evolution 26: 333-339.
  • Hulme et al. 2008 Grasping at the routes of biological invasions: a framework for integrating pathways into policymanagement. Journal of Applied Ecology 45: 403–414
  • Mack R.N., Londsdale W.M. 2001 Humans as Global Plant Dispersers: getting more than we bargained for Bioscience 51: 95-102.
  • Simberloff et al. 2011. Non-natives: 141 scientists object. Nature 474: 153-154
  • van Kleunen et al 2018 The changing role of ornamental horticulture in alien plant invasions. Biol Rev 93:1421–1437.
  • van Kleunen et al. 2015. Global exchange and accumulation of non-native plants. Nature 525: 100–103 doi:10.1038/nature14910

Codice insegnamento 10626817

ELEMENTI DI IDROGEOLOGIA 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · GEOS-03/B · 0 file

Questo corso ha lo scopo di impartire le nozioni fondamentali dell’idrogeologia, da utilizzare per la ricerca e la valutazione quantitativa delle risorse idriche rinnovabili. Gli studenti saranno messi in grado di…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Questo corso ha lo scopo di impartire le nozioni fondamentali dell’idrogeologia, da utilizzare per la ricerca e la valutazione quantitativa delle risorse idriche rinnovabili. Gli studenti saranno messi in grado di comprendere e valutare quantitativamente il bilancio idrologico, di conoscere le modalità di circolazione idrica sotterranea e di consultare ed interpretare elaborati cartografici tematici. Risultati dell’apprendimento: Comprensione dei concetti fondamentali per la circolazione idrica sotterranea, valutazione delle componenti del bilancio idrologico, lettura e interpretazione di cartografia idrogeologica, misura in campo dei parametri fondamentali

Programma

L’acqua in natura: Le risorse idriche della Terra. Interfaccia acqua dolce-acqua salata. Dal ciclo dell’acqua al bilancio idrologico. La misura dell’acqua. Delimitazione di spazio e di tempo nei processi di misura dell’acqua.

Concetti di permeabilità e di porosità efficace. Legge di Darcy. Unità di misura della permeabilità. Sistema roccia-acqua-aria.

Equazione del bilancio idrogeologico. Metodi di misura dei parametri di bilancio. Strumenti per la misura dei parametri di bilancio. Analisi dell’equazione di bilancio. Metodo diretto per il calcolo dell’infiltrazione efficace. Parametri chimico-fisici fondamentali.

Acquifero. Definizione di acquifero. Condizioni per l’esistenza di un acquifero. Idrogeologia strutturale. Limiti idrogeologici. Acquifero libero, imprigionato, artesiano. Potenziale, livello di base, campo piezometrico. Tipi di sorgente, loro studio e caratterizzazione. Modelli idrogeologici e bilanci idrogeologici. Idrogrammi fluviali e loro scomposizione.

Cartografia idrogeologica. Cenni di idrogeologia regionale. Metodi di valutazione delle risorse idriche superficiali e sotterranee rinnovabili.

  • Bilancio idrologico e idrogeologico
  • Testi di riferimento: Celico, Elementi di Idrogeologia, Liguori
  • Permeabilità e Legge di Darcy
  • Testi di riferimento: Celico, Elementi di Idrogeologia, Liguori
  • Acquiferi e sorgenti
  • Testi di riferimento: Celico, Elementi di Idrogeologia, Liguori
  • Idrogeochimica delle acque sotterranee
  • Testi di riferimento: Celico, Elementi di Idrogeologia, Liguori
  • Cartografia idrogeologica
  • Testi di riferimento: Boni, Bono, Capelli, Schema idrogeologico dell’Italia Centrale

Modalità d'esame

La prova orale consiste nella discussione preliminare da parte dello studente dell’assetto idrogeologico di una carta geologica o idrogeologica a sua scelta, di scala 1:100.000 o superiore. Per gli studenti non di Scienze Geologiche la carta da discutere è lo Schema idrogeologico dell’Italia Centrale, scala 1:500000

La prova orale prosegue con domande sui temi affrontati nel programma.

La prova viene valutata nel suo insieme in trentesimi. Non sono previsti esoneri e prove in itinere.

Testi di riferimento

CELICO P. (2005) – Elementi di Idrogeologia. Ed. Liguori.

Schema idrogeologico dell'Italia Centrale e articoli correlati

Codice insegnamento P288191981

FUNGHI PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE 1° anno · 1° semestre · 3 CFU · BIOS-01/C · 0 file

1)Questo modulo dell’insegnamento ha l’obiettivo generale di fornire agli studenti e alle studentesse le conoscenze su come le piante possono essere utilizzate in vari settori nel campo della sostenibilità ambientale…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

1)Questo modulo dell’insegnamento ha l’obiettivo generale di fornire agli studenti e alle studentesse le conoscenze su come le piante possono essere utilizzate in vari settori nel campo della sostenibilità ambientale (colture in vitro, produzione di metaboliti secondari, fitorimedio). In particolare, il modulo si propone di fornire le informazioni utili alla comprensione dei meccanismi cellulari alla base del bioaccumulo e alle strategie adattative per la sopravvivenza in ambienti contaminati. Inoltre, fornisce le conoscenze necessarie per l’utilizzo delle piante per il recupero di ambienti contaminati.

Obiettivi specifici

A - Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Conoscere le principali strategie di risposta delle piante agli stress abiotici e biotici.

OF 2) Comprendere a livello cellulare le diverse modalità di risposta delle piante esposte a inquinanti ambientali.

OF 3) Conoscere le diverse fasi di una coltura in vitro nonché le diverse tecnologie.

OF 4) Comprendere le diverse applicazioni delle colture in vitro nel campo della sostenibilità ambientale.

2)"Il modulo ha l’obiettivo generale di fornire conoscenze sulle peculiarità dei funghi, sull’ampia gamma di funzioni che essi svolgono nell’ambito dei beni e servizi ecosistemici e sui numerosi meccanismi che hanno sviluppato in risposta a fattori di stress biotici e abiotici. Saranno anche trattati aspetti riguardanti le interazioni funghi-piante nella mitigazione degli stress ambientali. Lo studente acquisirà conoscenze sulle potenzialità dei funghi come biorisorse per uno sviluppo sostenibile e per la riqualificazione ambientale.

Obiettivi specifici

A - Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Conoscere le caratteristiche principali biologiche ed ecologiche dei funghi con particolare riferimento ai beni e servizi ecosistemici.

OF 2) Comprendere i meccanismi che i funghi hanno sviluppato in risposta a fattori di stress abiotici e biotici e gli aspetti riguardanti le loro interazioni con le piante nella mitigazione degli stress ambientali.

OF 3) Conoscere i meccanismi di interazione dei funghi con inquinanti organici ed elementi potenzialmente tossici e le loro potenzialità nell’ambito del biorisanamento.

B – Capacità applicative

OF 4) Saper dedurre le diverse risposte dei funghi a specifici fattori di stress abiotici e biotici, considerando anche funghi estremofili.

OF 5) Risolvere problemi legati agli impatti antropici in vari contesti ambientali impiegando i funghi come biorisorse nel risanamento ambientale.

OF 6) Risolvere problemi legati agli stress biotici e abiotici sulla fitness delle piante utilizzando i funghi come promotori della crescita.

C - Autonomia di giudizio

OF 7) Essere in grado di valutare quali beni e servizi ecosistemici i funghi possono offrire per il raggiungimento degli obiettivi della sostenibilità ambientale.

OF 8) Integrare le conoscenze acquisite al fine di affrontare problemi in ambito agricolo, industriale e ambientale con soluzioni ispirate dalla natura.

D – Abilità nella comunicazione

OF 9) Saper comunicare in modo chiaro e con un linguaggio appropriato a interlocutori specialisti e non specialisti quanto si è appreso durante le lezioni del modulo, anche tramite la redazione di presentazioni in power point o altri mezzi di comunicazione.

E - Capacità di apprendere

OF 10) Avere la capacità di consultare la letteratura scientifica relativa ai principali ambiti della disciplina, anche dopo la conclusione del modulo, al fine di poter condurre apprendimenti e aggiornamenti in autonomia.

OF 11) Avere la capacità di valutare in modo critico articoli scientifici, le metodologie adottate e i risultati in essi ottenuti.

OF 12) Essere in grado di ideare e sviluppare un progetto di ricerca o di divulgazione scientifica riguardante una o più tematiche oggetto del modulo.

B – Capacità applicative

OF 5) Saper dedurre le diverse risposte delle piante a particolari fattori di stress (termici, idrici, metalli pesanti, patogeni).

OF 6) Risolvere problemi legati agli impatti causati da stress abiotici e biotici sulla fitness della pianta riuscendo a mitigarne gli effetti negativi fino al ripristino dello stato fisiologico ottimale.

OF 7) Essere in grado di applicare tecniche/metodi di colture in vitro vegetali e di fitorimedio per ottenere composti utili e per progetti di riqualificazione di aree particolarmente soggette ad inquinamento da metalli pesanti.

C - Autonomia di giudizio

OF 8) Essere in grado di valutare l’impatto di uno o più stress e i loro effetti negativi sulle piante.

OF 9) Integrare le conoscenze acquisite al fine di affrontare problemi in ambito agricolo e ambientale in una visione sostenibile.

D – Abilità nella comunicazione

OF 10) Saper comunicare in modo chiaro e con un linguaggio appropriato a interlocutori specialisti e non specialisti quanto si è appreso durante le lezioni del modulo, anche tramite la redazione di presentazioni in power point o altri mezzi di comunicazione.

E - Capacità di apprendere

OF 11) Avere la capacità di consultare la letteratura scientifica relativa ai principali ambiti della disciplina , anche dopo la conclusione del modulo, al fine di poter condurre apprendimenti e aggiornamenti in autonomia.

OF 12) Avere la capacità di valutare in modo critico articoli scientifici, le metodologie adottate e i risultati in essi ottenuti.

OF 13) Essere in grado di ideare e sviluppare un progetto di ricerca o di divulgazione scientifica riguardante una o più tematiche oggetto del modulo.

"

L'insegnamento di Piante e Funghi per la sostenibilità ambientale rientra, come insegnamento caratterizzante, all'interno del percorso formativo del Corso di Laurea Magistrale in Monitoraggio e Riqualificazione Ambientale ed è rivolto, in particolare, agli studenti di 1° anno I semestre.

L’ obiettivo formativo principale è quello di fornire allo studente conoscenze su come le piante e i funghi possono essere utilizzati in vari settori nel campo della sostenibilità ambientale, dalla produzione di metaboliti secondari e nelle colture in vitro, alle interazioni funghi-piante nella mitigazione degli stress ambientali.

A conclusione del processo di apprendimento, lo studente sarà in grado di comprendere il funzionamento e i meccanismi di risposta degli organismi vegetali e fungini in relazione agli stress ambientali e di sperimentare le loro possibili applicazioni per il recupero ambientale.

La partecipazione alla didattica frontale permetterà allo studente di ottenere le competenze di base per dimostrare i fattori biotici e abiotici che possono influenzare la crescita e lo sviluppo delle piante e funghi e come tali organismi possono acclimatarsi e adattarsi agli stress.

Conoscenze e capacità di comprensione

  • Capacità di descrivere le principali risposte adattative delle piante e funghi agli stress ambientali;
  • Comprensione delle principali applicazioni nel campo della sostenibilità ambientale degli organismi vegetali e dei funghi;
  • Conoscere le caratteristiche principali biologiche ed ecologiche dei funghi con particolare riferimento ai beni e servizi ecosistemici.

Capacità di applicare conoscenze e comprensione

  • Capacità di utilizzare le conoscenze acquisite per comprendere il ruolo ecologico e funzionale degli organismi vegetali e fungini nel recupero ambientale;
  • Capacità di applicare tecniche/metodi di colture in vitro vegetali e di fitorimedio per ottenere composti utili e per progetti di riqualificazione di aree particolarmente soggette ad inquinamento da metalli pesanti;
  • Abilità nell’osservazione e nell’analisi delle diverse risposte dei funghi a specifici fattori di stress abiotici e biotici, considerando anche funghi estremofili.

Autonomia di giudizio

  • Capacità di sviluppare un pensiero critico nel valutare quali beni e servizi ecosistemici i funghi possono offrire per il raggiungimento degli obiettivi della sostenibilità ambientale.
  • Attitudine a formulare interpretazioni personali sui principali impatti di uno o più stress e i loro effetti negativi sulle piante.
  • Capacità di integrare le conoscenze acquisite al fine di affrontare problemi in ambito agricolo, industriale e ambientale con soluzioni ispirate dalla natura.

Abilità comunicative

  • Capacità di comunicare concetti del fito- e micorimedio in modo chiaro, con terminologia appropriata e con proprietà di linguaggio, sia in contesti specialistici che divulgativi.
  • Abilità nell’esporre in modo sintetico ma efficace i principali contenuti teorici e pratici del corso, anche attraverso elaborati scritti e presentazioni orali.

Capacità di apprendimento

  • Capacità di approfondire in modo autonomo i temi trattati nel corso attraverso lo studio individuale, la consultazione di fonti scientifiche aggiornate (testi, articoli scientifici, materiali multimediali).
  • Abilità nell’utilizzare strumenti di autovalutazione e nella partecipazione attiva alle attività pratiche per monitorare e migliorare le proprie competenze.
  • Attitudine a integrare le conoscenze acquisite nel corso all’interno di un percorso formativo più ampio nell’ambito del monitoraggio ambientale.

Programma

Modulo: FUNGHI PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
N/D
Modulo: PIANTE PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
Modulo Piante per la sostenibilità ambientale

Il modulo prevede 24 ore di lezioni frontali suddivise in 2 unità didattiche.

Prima unità: Adattamenti di cellule, tessuti e organi vegetali agli stress biotici ed abiotici (12 ore).

Differenziamento e adattamento degli organi della pianta, radici, fusto, foglie e fiori alle variazioni dei

parametri ambientali ed agli stress estremi. Tecniche di coltura in vitro per lo studio delle risposte a stress

biotici ed abiotici e per il risanamento ambientale. Strategie di adattamento delle piante agli stress biotici.

Seconda unità: Bioaccumulo di composti inquinanti (12 ore).

Capacità delle piante di accumulare elementi tossici; effetti del bioaccumulo sul differenziamento di organi e

tessuti della pianta. Potenzialità delle piante nella bonifica di suoli inquinati e adattamenti cito-istologici negli

organi ipogei ed epigei. Effetti di metalli pesanti e metalloidi sull’omeostasi ormonale. La radice quale organo

primariamente coinvolto nelle risposte adattative all’inquinamento dei suoli.

Modulo Funghi per la sostenibilità ambientale

Il modulo prevede 24 ore di lezioni frontali suddivise in 3 Unità didattiche.

Unità 1: Introduzione: I funghi e la sostenibilità ambientale (4 ore)

I funghi e le loro peculiarità, i principali ruoli geologici ed ecologici che essi giocano, i beni e servizi ecosistemici

da essi forniti e le alterazioni dovute alle attività antropiche. Importanza dei funghi come biorisorse

nell’ambito degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU.

Unità 2: I funghi e gli adattamenti agli stress ambientali (10 ore)

Principali fattori di stress abiotici e biotici; meccanismi di tolleranza e resistenza presenti nei funghi; risposte

ai fattori di stress di origine naturale; interazione funghi-piante nella mitigazione degli stress; tecniche

colturali per lo studio delle risposte a stress abiotici; i funghi nella promozione della crescita delle piante

(biostimolanti e biofertilizzanti); i funghi nella lotta biologica ed integrata.

Unità 3: I funghi e gli inquinanti (10 ore)

I principali inquinanti con particolare riferimento agli elementi potenzialmente tossici; interazioni funghi inquinanti e meccanismi metabolismo indipendente e metabolismo dipendente; interazioni funghi micorrizici

e piante in presenza di elementi potenzialmente tossici; potenzialità dei funghi nel biorimedio di matrici

ambientali contaminate. Fitorimedio assistito con i funghi.

Modulo: FUNGHI PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
N/D
Modulo: PIANTE PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE

  • Differenziamento e adattamento degli organi della pianta, radici, fusto, foglie e fiori alle variazioni dei parametri ambientali ed agli stress estremi. (2 ore)
  • Testi di riferimento: Materiale di studio verrà fornito dal docente.
  • Tecniche di coltura in vitro per lo studio delle risposte a stress biotici ed abiotici e per il risanamento ambientale. (8 ore)
  • Testi di riferimento: Materiale di studio verrà fornito dal docente.
  • Strategie di adattamento delle piante agli stress biotici. (2 ore)
  • Testi di riferimento: Materiale di studio verrà fornito dal docente.
  • Capacità delle piante di accumulare elementi tossici; effetti del bioaccumulo sul differenziamento di organi e tessuti della pianta. (2 ore)
  • Testi di riferimento: Materiale di studio verrà fornito dal docente.
  • Potenzialità delle piante nella bonifica di suoli inquinati e adattamenti cito-istologici negli organi ipogei ed epigei. (4 ore)
  • Testi di riferimento: Materiale di studio verrà fornito dal docente.
  • Effetti di metalli pesanti e metalloidi sull’omeostasi ormonale. (2 ore)
  • Testi di riferimento: Materiale di studio verrà fornito dal docente.
  • La radice quale organo primariamente coinvolto nelle risposte adattative all’inquinamento dei suoli. (4 ore)
  • Testi di riferimento: Materiale di studio verrà fornito dal docente.

Modalità d'esame

La prova orale verrà svolta congiuntamente con i docenti dei due moduli del corso di insegnamento. Agli studenti verrà proposto l’approfondimento di un argomento, illustrato durante il corso, con casi di studio da articoli scientifici presenti in letteratura, al termine del quale seguiranno domande per la verifica delle conoscenze degli altri argomenti inclusi nel programma.

Testi di riferimento

Modulo: FUNGHI PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
N/D
Modulo: PIANTE PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
Materiale didattico verrà fornito dal docente.

Modulo: FUNGHI PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
N/D
Modulo: PIANTE PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
N/D

Codice insegnamento AID-be848d68-9de

GEOCHIMICA AMBIENTALE 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · GEOS-01/C · 0 file

L’obiettivo di questo corso è comprendere i meccanismi che determinano la mobilità degli elementi tra fasi diverse. Occorre conoscere i “serbatoi”, domini terrestri caratterizzati da specifiche composizioni, ed i cicli…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

L’obiettivo di questo corso è comprendere i meccanismi che determinano la mobilità degli elementi tra fasi diverse. Occorre conoscere i “serbatoi”, domini terrestri caratterizzati da specifiche composizioni, ed i cicli geochimici, ovvero l’insieme dei processi che descrivono il flusso degli elementi da un serbatoio all’altro. Il fine è quello di interpretare correttamente i processi che hanno determinato le concentrazioni di elementi specifici mediante la scelta delle sistematiche chimiche/isotopiche più adatte al tracciamento delle reazioni avvenute.

Programma

Introduzione alle proprietà fisico-chimiche degli elementi e dei loro isotopi; composizione chimica della terra; ciclo delle rocce; elementi geo/biodisponibili; ioni in soluzione; solubilità e reazioni redox; ciclo delle acque; tracciabilità isotopica; idrogeochimica isotopica; ciclo del carbonio; ciclo dell'azoto; ciclo dello zolfo e del fosforo; metalli e metalloidi; mercurio.

  • Richiami di geochimica degli elementi e di gechimica isotopica
  • Il ciclodell'acqua e interazione acqua-roccia
  • Il ciclo del carbonio
  • Il cicclo dell'azoto
  • Il ciclo di fosforo e zolfo
  • Metalli e metalloidi

Modalità d'esame

Domande e approfondimenti

Testi di riferimento

Geochimica ambientale. B.De Vivo, A. Lima and F.R. Siegel. Liguori Editore

Principles of Stable Isotope Geochemistry. Z. D. Sharp. Pearson Education.

An Introduction to Enviromental Geochemistry_J.E. Andrews, P. Brimblecombe, T.D. Jickells, P.S. Liss and B. Reid. Blackwell Publishing

Codice insegnamento 10629262

GEOMORFOLOGIA APPLICATA 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · GEOS-03/A · 0 file

Conoscenza e capacità di osservare e riconoscere le forme di modellamento del rilievo e la loro genesi. Capacità di analizzare il rilievo terrestre attraverso la fotointerpretazione. Conoscenza e capacità di applicare…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Conoscenza e capacità di osservare e riconoscere le forme di modellamento del rilievo e la loro genesi. Capacità di analizzare il rilievo terrestre attraverso la fotointerpretazione. Conoscenza e capacità di applicare metodi per la valutazione della pericolosità e del rischio geomorfologico. Capacità di progettare e di organizzare campagne di rilevamento dei dissesti e attività di monitoraggio sul territorio. Capacità di valutare quantitativamente l’intensità dell’erosione nei bacini fluviali e sui versanti. Competenza e capacità di realizzazione di relazioni tecniche e di carte tematiche di pubblica utilità, per uso professionale e progettuale. Conoscenza e capacità di utilizzo di strumenti tecnici per il monitoraggio fluviale e dei dissesti geomorfologici.

Programma

1. INTRODUZIONE AL CORSO

Le scale spazio-temporali in geomorfologia. La geomorfologia dinamica e il monitoraggio. La Geomorfologia nella gestione del territorio. Pericolosità e rischio geomorfologici.

2. LA CARTOGRAFIA GEOMORFOLOGICA

Cenni storici. Le scale di rappresentazione cartografica. Criteri di classificazione. Linee guida per l’allestimento di una carta geomorfologica. Guida alla redazione delle note illustrative e di una relazione professionale.

3. RILEVAMENTO GEOMORFOLOGICO

Raccolta dei dati esistenti. Attività di terreno, Rilevamento di forme di erosione e di accumulo. Determinazioni morfocronologiche e morfodinamiche. Principi di base del telerilevamento. Fotografie aeree stereoscopiche e loro caratteristiche. Criteri e tecniche per l’interpretazione delle immagini telerilevate (immagini da satellite e foto aeree).

Esempi pratici di rilevamento geomorfologico in ambiente naturale e seminaturale.

4. CARTOGRAFIA TEMATICA E GIS

Fondamenti di GIS: cartografia digitale, tipologie di dati, geodatabase, introduzione all’utilizzo del software GIS.

Allestimento di una carta geomorfologica in ambiente GIS: acquisizione di basi topografiche e litologiche e loro georeferenziazione. Digitalizzazione e costruzione di una banca dati geomorfologica, creazione della simbologia e del layout finale.

Applicazioni GIS per l'analisi geospaziale e la realizzazione di carte tematiche di ambito geomorfologico. Analisi geomorfica quantitativa di bacini idrografici.

5. TECNICHE DI MONITORAGGIO GEOMORFOLOGICO

Introduzione al monitoraggio: i concetti di equilibrio, instabilità geomorfologica e intensità dei processi. Tecniche strumentali per il monitoraggio geomorfologico. Pianificazione di un progetto di monitoraggio.

6. VALUTAZIONE DELLA PERICOLOSITA' GEOMORFOLOGICA

Discontinuità spazio-temporale degli eventi estremi. Cause e fattori predisponenti l’instabilità del territorio. Zonazione spaziale e tempi di ricorrenza dei fenomeni. Metodi per la valutazione della pericolosità geomorfologica. Lettura e realizzazione di carte di pericolosità geomorfologica.

Modalità d'esame

Prova orale e discussione degli elaborati cartografici prodotti mediante GIS

La valutazione delle conoscenze acquisite dallo studente e della sua capacità di interpretazione autonoma avverrà mediante discussione orale e prove pratiche. Durante tali prove potranno essere utilizzate carte tematiche, foto aeree, strumenti tecnici.

Nella determinazione del voto finale si terrà conto: a) della logica seguita nella risoluzione del quesito; b) della correttezza della procedura individuata; c) dell’adeguatezza della soluzione proposta in funzione delle competenze che lo studente dovrebbe aver acquisito; d) dell’utilizzo di un linguaggio appropriato.

Testi di riferimento

Testi di riferimento

D’OREFICE M. E GRACIOTTI R. (2015). Rilevamento Geomorfologico e Cartografia. Realizzazione – Lettura - Interpretazione. Dario Flaccovio Editore, Palermo.

Testi integrativi

CICCACCI S. (2020). Le forme del rilievo. Atlante illustrato di Geomorfologia. Mondadori –Sapienza. Terza edizione

CASTIGLIONI G.B. (1991). Geomorfologia. UTET, Torino.

PANIZZA M.(2005). Manuale di Geomorfologia applicata. Franco Angeli, Milano 2005

Hengl T, Reuter H (2009). Geomorphometry. Elsevier. eBook ISBN: 9780080921884, Hardcover ISBN: 9780123743459

Altri riferimenti

PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE e DISPENSE distribuite durante il corso o disponibili in formato elettronico

Codice insegnamento 10628484

GESTIONE DELLA BIODIVERSITA' E DELLE AREE PROTETTE 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · BIOS-05/A · 0 file

Il corso si propone di fornire agli studenti gli strumenti conoscitivi per la valutazione delle principali problematiche per la gestione della biodiversità e degli ecosistemi naturali con particolare riferimento alle…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso si propone di fornire agli studenti gli strumenti conoscitivi per la valutazione delle principali problematiche per la gestione della biodiversità e degli ecosistemi naturali con particolare riferimento alle aree protette. Inoltre, è ulteriore obiettivo del corso quello di utilizzare tali strumenti conoscitivi, acquisiti mediante approcci sperimentali in laboratorio e in campo, anche attraverso l’uso di tecnologie innovative, al fine di costruire percorsi didattici.

Programma

Parte 1. Diversità Biologica

Significato della biodiversità e suo valore per l’umanità. Valori diretti e indiretti. Definizioni e scale della diversità biologica. Diversità genetica, specifica, ecosistemica. Diversità strutturale e funzionale. Diversità alfa, beta e gamma. Indici per la misura della diversità biologica. Diversità globale: specie conosciute, numero stimato di specie. Specie criptiche ed endemismi. Origine della biodiversità: influenza della geodiversità, ipotesi della stabilità delle condizioni ambientali e del disturbo ottimale. Esempi relativi ad ecosistemi naturali ed antropici. Hot spot di biodiversità.

Parte 2. Il declino della biodiversità

Il declino della biodiversità e la sesta estinzione. Estinzione come processo naturale e antropogenico. La crisi della biodiversità. Fenomeni locali e globali. L’ipotesi di Gaia. Concetto di global change. Distruzione e alterazione degli habitat. Consumo di habitat, frammentazione ed effetto margine. Gestione forestale e biodiversità. Trasformazione dei processi produttivi in agricoltura. Agricoltura tradizionale e intensiva, abbandono. Incendi.

Inquinamento: principali tipologie ed impatti. Piogge acide. Assottigliamento dello strato di ozono. Global warming: cause, dinamiche e impatti sugli organismi e sui principali ecosistemi.

Prelievo eccessivo di specie selvatiche. Sostenibilità del prelievo e gestione della fauna. Bracconaggio. Il traffico di specie selvatiche prelevate illegalmente. La Convenzione di Washington (CITES): struttura, applicazioni e situazione italiana. Clonazione e specie minacciate. Introduzione di specie aliene. Definizione di specie aliena e di invasore biologico. Caratteristiche e dinamiche delle invasioni biologiche. Casi studio italiani ed extraeuropei.

Parte 3. Gestione delle aree protette

Dimensione e configurazione delle aree protette. Applicazioni della teoria della biogeografia delle isole alla designazione di un’area protetta. Effetto della distanza tra aree e della dimensione. Il problema SLOSS (Single Large or Several Small). Ruolo conservazionistico delle aree grandi e piccole. Perimetrazione delle aree protette. Perimetrazione ed effetto margine. Ecologia del paesaggio e designazione delle aree protette. Effetto della matrice. Connectivity. Corridoi biologici continui e discontinui (stepping stones). Significato della scala spaziale dei corridoi. Corridoi biologici e riscaldamento globale: il problema dello spostamento degli areali e delle “migrazioni assistite”. Reti ecologiche e loro funzionalità. Le Aree Protette in Italia. Direttive europee “Uccelli” (79/409) e “Habitat” (92/43). Designazione di ZPS e SIC. Rete Natura 2000. Gestione dei Siti Natura 2000. La valutazione d’incidenza. I Piani di Gestione. Il sistema delle aree protette italiane. Zonazione, aree di protezione esterna. Principi di gestione di parchi e riserve. Liste Rosse. Ruolo dell’IUCN. Conservare specie o ambienti? Conservazione in situ ed ex situ. Piani di azione con esempi italiani. Introduzione, ripopolamento e reintroduzione. Il conflitto tra predatori e attività antropiche: analisi del fenomeno e strategie gestionali. Gestione delle principali specie di ungulati presenti sul territorio italiano. Concetti chiave per la reintroduzione e linee guida IUCN. Il ruolo degli zoo moderni e degli orti botanici.

4) Escursione presso il Bosco di Palo Laziale (Roma). In questa escursione gli studenti condurranno attività di campo volta alla determinazione della biodiversità. Inoltre, conosceranno i processi e i metodi per la gestione di un'area naturale protetta attraverso le spiegazioni e gli esempi riportati dai ricercatori e dai conservatori dell'area naturale protetta.

Modalità d'esame

A conclusione del corso gli studenti dovranno sostenere la prova di valutazione di profitto con un colloquio orale. L'esame orale prevede un numero di domande congruo a verificare il grado di preparazione dello studente.

Sarà valutato per il giudizio e il voto finale, la congruità delle risposte rispetto alle domande formulate, il grado di conoscenze dei concetti acquisiti, la capacità di collegare i diversi argomenti del programma e le conoscenze interdisciplinari, la capacità di riportare esempi esplicativi e contestualizzare i problemi, la padronanza e chiarezza di espressione ed esposizione, l’uso appropriato di un linguaggio specifico.

Gli appelli degli esami di profitto, verranno stabiliti in accordo con il regolamento didattico. Per gli studenti lavoratori sarà concordato con il docente un orario che tenga conto delle esigenze reciproche.

Testi di riferimento

Il corso è supportato da presentazioni in PowerPoint® e video, nonché da attività formative in campo finalizzate all’acquisizione delle principali tecniche di monitoraggio e gestione delle aree protette.

Autori Vari - Stato della biodiversità in Italia. Ministero Ambiente e Tutela del territorio, Palombi ed., Roma, 2005.

Autori Vari – Biodiversità: Risorse per lo Sviluppo. ENEA Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, Roma, 2009.

Codice insegnamento P472261891

INDICATORI BIOLOGICI DI TOSSICITÀ AMBIENTALE 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · BIOS-04/A · 0 file

Il corso mira a fornire agli studenti e alle studentesse le competenze fondamentali per identificare, comprendere e valutare i rischi tossicologici associati alla presenza di contaminanti ambientali e xenobiotici.…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso mira a fornire agli studenti e alle studentesse le competenze fondamentali per identificare, comprendere e valutare i rischi tossicologici associati alla presenza di contaminanti ambientali e xenobiotici. L’insegnamento integra lo studio dei meccanismi citotossici indotti da queste sostanze con l’analisi di strumenti biologici utili al monitoraggio della qualità ambientale. Un focus particolare sarà dedicato alla selezione e all’applicazione di indicatori biologici e ambientali in grado di rilevare effetti tossici, sia acuti che cronici, provocati da composti chimici presenti in varie matrici ambientali. Importanti tematiche del corso riguardano anche i processi che portano alla persistenza/ degradazione, bioconcentrazione, bioaccumulo e biomagnificazione di contaminanti. Verranno inoltre esaminati i profili tossicologici e i meccanismi d’azione, a livello cellulare e sistemico, di agenti inquinanti di origine antropica o naturale, al fine di comprendere il loro impatto sulla salute degli organismi viventi e sull’ambiente nel suo complesso. Accanto a concetti teorici fondamentali, il corso fornisce un’adeguata preparazione pratica e metodologica per l’identificazione, la caratterizzazione quali-quantitativa e il monitoraggio di biomarcatori ambientali, finalizzati alla valutazione degli effetti tossici indotti da xenobiotici e altri contaminanti.
Obiettivi specifici
A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscenze relative all’attuale normativa vigente per il monitoraggio ambientale; OF 2) Comprensione dei concetti generali di tossicologia, tossicocientica, tossicodinamica e caratterizzazione del rischio; OF 3) Conoscenze dell’interazione di xenobiotici ambientali su sistemi cellulari semplici e organismi complessi; OF 4) Conoscenze dei principali meccanismi di danno cellulare ed effetti genotossici mediato da xenobiotici ambientali; OF 5) Comprensione dei principali approcci metodologici per lo studio in vitro e in vivo degli effetti tossici indotti dall’esposizione a xenobiotici ambientali; OF 6) Conoscenze relative ai principali inquinanti ambientali e l’identificazione di potenziali indicatori biologici per il monitoraggio ambientale;
B – Capacità applicative OF 7) Capacità di interpretare e applicare le normative e linee guida nazionali e internazionali relative al monitoraggio ambientale e alla gestione del rischio tossicologico; OF 8) Abilità nel condurre analisi tossicocinetiche e tossicodinamiche per valutare il rischio associato all'esposizione a xenobiotici e contaminanti ambientali, sia in scenari acuti che cronici; OF 9) Capacità di studiare e comprendere gli effetti dei contaminanti su sistemi biologici, utilizzando sia modelli cellulari semplici che organismi complessi; OF10) Competenze nell'identificare i principali meccanismi molecolari e cellulari di danno (es. stress ossidativo, genotossicità, apoptosi) indotti da xenobiotici ambientali; OF11) Abilità pratiche nell’utilizzare metodologie sperimentali (in vitro e in vivo) per valutare la tossicità ambientale, con competenze nell’analisi e interpretazione dei risultati; OF12) Capacità di selezionare e utilizzare indicatori biologici (biomarcatori) e ambientali per il monitoraggio dello stato di salute di ecosistemi e organismi esposti a contaminanti; OF13) Capacità di redigere una relazione scientifica di presentazione e discussione di dati sperimentali.
C - Autonomia di giudizio OF 14) Abilità nel proporre, con spirito critico e responsabilità scientifica, strategie di monitoraggio ambientale basate sull’uso di biomarcatori e sull’identificazione di contaminanti prioritari; OF 15) Capacità di formulare giudizi indipendenti sull’impatto ambientale dall’esposizione a inquinanti, anche attraverso l’integrazione di dati da modelli biologici e indicatori ambientali; OF 16) Capacità di giudizio critico, attraverso lo studio di recensioni e articoli scientifici su aspetti chiave del campo e discussioni approfondite; OF17) Capacità di valutare la correttezza e il rigore scientifico negli argomenti relativi agli argomenti trattati dal Corso.
D – Abilità nella comunicazione OF 18) Capacità di esporre in modo chiaro, coerente e scientificamente corretto concetti complessi di tossicologia ambientale, sia oralmente che per iscritto, utilizzando il lessico specialistico appropriato; OF 19) Competenze nella presentazione e interpretazione di risultati di studi tossicologici, anche attraverso l’uso di grafici, tabelle e strumenti digitali, con capacità di rispondere a domande critiche e di discutere le implicazioni dei dati ottenuti; OF-20) Abilità nella redazione di relazioni tecniche, report tossicologici, e documenti per il monitoraggio ambientale, conformi agli standard scientifici e normativi; OF-21) Capacità di comunicare efficacemente con professionisti di discipline in progetti di ricerca o intervento, favorendo un approccio integrato alla gestione dei rischi ambientali.
E - Capacità di apprendere OF-22) capacità di apprendere criticamente protocolli e approcci per la valutazione in vitro e in vivo della tossicità, e di applicarli autonomamente in contesti di ricerca o controllo ambientale; OF-23) sviluppare competenze nell’impostazione, pianificazione e redazione di progetti scientifici, apprendendo come definire ipotesi, obiettivi, approcci sperimentali e modalità di analisi dei risultati; OF-24) capacità di comprendere, rielaborare e approfondire in autonomia concetti avanzati di tossicologia ambientale, normativa e metodologie sperimentali, anche al di fuori del contesto didattico; OF-25) capacità di cercare, selezionare e interpretare criticamente la letteratura scientifica, normativa e tecnica, per aggiornare le proprie conoscenze e sviluppare una visione integrata delle problematiche ambientali.

Programma

Introduzione alla tossicologia ambientale:

  • Definizione e finalità della tossicologia ambientale.
  • Concetti di xenobiotico, contaminante e inquinante.
  • Relazioni tra tossicologia, ecotossicologia e salute ambientale.

Principi generali di tossicologia:

  • Dose-risposta, soglia tossica, NOAEL e LOAEL.
  • Tossicocinetica e tossicodinamica: assorbimento, distribuzione, metabolismo ed escrezione dei contaminanti.
  • Normativa di riferimento

Meccanismi di tossicità e danno cellulare

  • Stress ossidativo, genotossicità e morte cellulare
  • Meccanismi molecolari di danno indotto da metalli pesanti, pesticidi, idrocarburi policiclici aromatici e microplastiche.
  • Effetti a breve e lungo termine sull’organismo

Persistenza e destino ambientale dei contaminanti

  • Degradazione, bioaccumulo, bioconcentrazione e biomagnificazione.
  • Trasporto e trasformazione dei contaminanti

Biomarcatori e indicatori biologici

  • Tipologie di biomarcatori: esposizione, effetto e suscettibilità.
  • Indicatori biologici e ambientali per il monitoraggio della qualità ecotossicologica.
  • Applicazioni di sistemi cellulari e organismi modello

Metodologie sperimentali e monitoraggio ambientale

  • Test in vitro e in vivo per la valutazione della tossicità.
  • Saggi citotossici, genotossici e biochimici.

Aspetti applicativi e casi di studio

Modalità d'esame

La verifica sarà attraverso una prova orale e/o scritta. Valutazioni in itinere potranno essere concordate con gli studenti

Testi di riferimento

Materiale didattico fornito dal docente

Testi consigliati:

Mutagenesi ambientale, 2004, Migliore L. Ed Zanichelli (per la parte generale/cellulare)

Tossicologia, 2004, C.L. Galli, E. Corsini, M. Marinovich. Piccin (per la parte di tossicologia generale, cellulare e tessuto-specifica)

Elementi di genetica ecologica, 2005, Conner e Hartl. Ed Piccin. (per la parte popolazionistica)

Codice insegnamento 10627467

METODI CHIMICI PER IL MONITORAGGIO AMBIENTALE 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · CHEM-01/B · 0 file

Mettere gli studenti in condizione di saper gestire autonomamente l'attività sperimentale in un laboratorio di analisi chimica ambientale. Fornire le competenze per la valutazione ambientale dei risultati analitici…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Mettere gli studenti in condizione di saper gestire autonomamente l'attività sperimentale in un laboratorio di analisi chimica ambientale. Fornire le competenze per la valutazione ambientale dei risultati analitici ottenuti in funzione degli obiettivi attesi.

Programma

Tecniche strumentali di analisi: Cenni sulle principali tecniche analitiche: principio della misura potenziomentrica, elettrodi di riferimento, elettrodo a vetro per la misura del pH, sonde elettrochimiche; principi e principali campi di applicazione ambientali della cromatografia liquida e gassosa, fenomeni di allargamento della banda cromatografica, eluizione a gradiente, sistemi di introduzione del campione e sistemi di rivelazione; principi e principali campi di applicazione ambientali della spettroscopia atomica e molecolare: assorbimento atomico a fiamma e fornetto di grafite; spettroscopia al plasma; spettrofotometria UV-Vis; cenni sulla fluorescenza a raggi X. Metodi di taratura: taratura esterna, utilizzo dello standard interno, metodo delle aggiunte.

Campionamento e preparazione del campione: rappresentatività del campionamento in relazioni alla tecnica di campionamento utilizzata; conservazione del campione; compatibilità del campione con le tecniche strumentali; pretrattamento del campione: estrazioni liquido-liquido e liquido solido; purificazione del campione; esempi applicativi;

Qualità del dato: Principali parametri di validazione di un metodo analitico: limiti di rilevabilità e di quantificazione, sensibilità, campo di applicazione, robustezza, recupero ed impiego dei materiali certificati; concetto di incertezza analitica con riferimento ai limiti di legge e all’interpretazione dei dati sperimentali; espressione del risultato analitico; contributi sistematici e casuali all’incertezza; cenni sul calcolo dell’incertezza: metodo metrologico e metodo olistico; certificazione analitica;

Modalità d'esame

Esame orale, possibilità di prove scritte di autovalutazione durante il corso

Testi di riferimento

Chimica analitica strumentale – Rubinson, Rubinson, Zanichelli

Fondamenti di Chimica Analitica – Skoog, West, Holler – EdSES

no

Codice insegnamento 10626388

MICOLOGIA AMBIENTALE E APPLICATA 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · BIOS-01/C · 0 file

Obiettivo generale Il corso ha l'obiettivo di fornire le conoscenze sulle caratteristiche uniche dei funghi e sulla loro organizzazione, inclusi i moderni approcci sperimentali nella biologia ed ecologia fungina, e sulle…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Obiettivo generale Il corso ha l'obiettivo di fornire le conoscenze sulle caratteristiche uniche dei funghi e sulla loro organizzazione, inclusi i moderni approcci sperimentali nella biologia ed ecologia fungina, e sulle molteplici modalità con cui i funghi rispondono alle alterazioni ambientali. Il corso comprende anche aspetti relativi alla diversità tassonomica, funzionale e genetica dei funghi, con diversi esempi tratti da ricerche recenti. Lo studente acquisirà conoscenze e competenze in diversi campi relativi a biotecnologie fungine, ispirate da soluzioni basate sulla natura, con applicazioni sostenibili come nel caso del biorimedio.
Obiettivi specifici A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere le caratteristiche principali biologiche ed ecologiche dei funghi con particolare riferimento ai ruoli ecologici e geologici svolti dai funghi e ai beni e servizi ecosistemici che essi forniscono. OF 2) Comprendere l’importanza dei funghi come biorisorse nella sostenibilità ambientale. OF 3) Conoscere gli impatti delle attività antropiche sulla biodiversità dei funghi, gli adattamenti dei funghi alle alterazioni ambientali e l’importanza della conservazione della loro biodiversità. OF 4) Conoscere i meccanismi di interazione dei funghi con inquinanti organici ed elementi potenzialmente tossici e le loro potenzialità nell’ambito del biorisanamento (micorimedio) anche in relazione con altri organismi come, ad esempio, i batteri in consorzi microbici o come, ad esempio, le piate nell’ambito del fitorimedio assistito. OF 5) Conoscere le principali tecniche colturali per lo studio, l’isolamento e l’identificazione dei funghi, i test di tolleranza e resistenza a sostanze potenzialmente tossiche, test di biodegradazione di contaminanti organici e test per la valutazione della produzione di metaboliti utili nei contesti di biorisanamento e plant growth promotion. B – Capacità applicative OF 7) Saper dedurre i differenti ruoli ecologici svolti dai funghi, le potenziali applicazioni in vari contesti, incluso il biorisanamento e il biomonitoraggio (es. l’impiego di licheni e funghi saproxilici come bioindicatori ambientali) OF 8) Risolvere problemi legati agli impatti delle attività umane attraverso l’impiego di funghi in chiave di sostenibilità ambientale, di salvaguardia della biodiversità e di economia circolare per il raggiungimento di obiettivi di sostenibilità sia in ambito internazionale (es. Agenda 2030 delle Nazioni Unite) sia in ambito europeo e nazionale. OF 9) Essere in grado di applicare tecniche/metodi colturali e test per lo studio dei funghi, la loro valorizzazione in ambiti differenti, incluso il biorimedio e la riqualificazione ambientale, la plant growth promotion, il biomonitoraggio e la conservazione della loro biodiversità. C - Autonomia di giudizio OF 10) Essere in grado di valutare i beni e servizi ecosistemici che i funghi possono offrire per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale e per la risoluzione di problemi ambientali, sociali ed economici attuali. OF 11) Integrare le conoscenze acquisite al fine di affrontare problemi in ambito agricolo, industriale e ambientale con soluzioni ispirate dalla natura. OF 12) Essere autonomi nella ricerca di fonti e documenti in ambito micologico, essere in grado di valutarle in modo critico in chiave scientifica e di utilizzarle per la realizzazione di opere, progetti, articoli o altri documenti utili in vari contesti, incluso la ricerca scientifica. D – Abilità nella comunicazione OF 13) Saper comunicare in modo chiaro e con un linguaggio appropriato (utilizzando i giusti termini tecnico-scientifico in ambito micologico) a interlocutori specialisti e non specialisti quanto si è appreso durante le lezioni, sapendo collegare concetti e contesti differenti OF 14) Saper comunicare attraverso vari mezzi di comunicazione che includano anche la realizzazione di presentazioni in power point, la preparazione di documenti o report su argomenti in ambito micologico o su argomenti ad esso collegati. E - Capacità di apprendere OF 15) Avere la capacità di consultare la letteratura scientifica relativa ai principali ambiti della disciplina, anche dopo la conclusione dell’insegnamento, al fine di poter condurre apprendimenti, esperimenti e aggiornamenti in autonomia. OF 16) Avere la capacità di valutare in modo critico articoli scientifici o altra documentazione scientifica o di altro ambito, sapendo discutere i contenuti trattati, incluse le metodologie adottate e i risultati principali ottenuti. OF 17) Essere in grado di ideare e sviluppare progetti di ricerca o di divulgazione scientifica riguardante una o più tematiche in ambito micologico o ad esso associato.

Codice insegnamento 10632363

MICROBIOLOGIA E BIOTECNOLOGIE AMBIENTALI 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · AGRI-05/B · 0 file

1)"Il modulo di Microbiologia e biotecnologie ambientali ha l’obiettivo di fornire conoscenze di base relative al ruolo svolto dai microrganismi negli ecosistemi, l’impatto sui fenomeni biologici, il loro ruolo nei…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

1)"Il modulo di Microbiologia e biotecnologie ambientali ha l’obiettivo di fornire conoscenze di base relative al ruolo svolto dai microrganismi negli ecosistemi, l’impatto sui fenomeni biologici, il loro ruolo nei processi biologici e biotecnologici di trattamento delle acque, compostaggio, biorisanamento e per la valorizzazione di sottoprodotti dell’industria agroalimentare. Le conoscenze e competenze acquisite nel modulo costituiranno un quadro di riferimento per la comprensione e l’applicazione delle biotecnologie nel settore ambientale, agrario ed urbano.
A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere la diversità, la fisiologia e i ruoli ecologici dei microrganismi negli ecosistemi naturali e ingegnerizzati. OF 2) Comprendere i meccanismi attraverso cui i microrganismi contribuiscono ai cicli biogeochimici e alla sostenibilità ambientale. OF 3) Conoscere i principi e le applicazioni dei processi microbici nel trattamento delle acque, nel compostaggio e nella biorisanamento. OF 4) Comprendere le interazioni microbiche e il loro ruolo nella valorizzazione dei sottoprodotti dell’industria agroalimentare. OF 5) Comprendere i concetti di base della biotecnologia ambientale e il loro legame con l’ecologia microbica. OF 6) Conoscere le strategie e le tecnologie attuali impiegate nella microbiologia ambientale e industriale.
B - Capacità di applicare conoscenza e comprensione OF 7) Essere in grado di dedurre l’approccio microbico o biotecnologico più adeguato per un determinato problema ambientale. OF 8) Essere in grado di risolvere problemi legati all’inquinamento, alla gestione dei rifiuti o al recupero di biorisorse mediante strategie microbiche. OF 9) Essere in grado di applicare metodi microbiologici e tecniche biotecnologiche per il monitoraggio e il trattamento ambientale. OF 10) Essere in grado di interpretare risultati sperimentali e dati derivanti da analisi microbiologiche e biotecnologiche.
C - Autonomia di giudizio OF 11) Essere in grado di valutare la sostenibilità e la fattibilità di processi microbici o biotecnologici applicati all’ambiente. OF 12) Essere in grado di integrare le conoscenze acquisite per formulare soluzioni adeguate alle problematiche ambientali e agricole. OF 13) Essere in grado di analizzare criticamente la letteratura scientifica e le innovazioni nel campo della microbiologia ambientale.
D - Abilità comunicative OF 14) Saper comunicare in modo chiaro ed efficace informazioni scientifiche e risultati di progetti, sia oralmente che per iscritto. OF 15) Essere in grado di collaborare e interagire in contesti interdisciplinari nell’ambito della biotecnologia ambientale.
E - Capacità di apprendimento OF 16) Avere la capacità di consultare la letteratura scientifica e i database per aggiornarsi sui progressi della microbiologia e biotecnologia. OF 17) Avere la capacità di valutare protocolli sperimentali e progettare nuove strategie per applicazioni microbiologiche o biotecnologiche. OF 18) Essere in grado di ideare e sviluppare un progetto in scala ridotta legato alle applicazioni microbiche nella gestione ambientale.
2) "Il modulo di Strategie diagnostiche per la protezione di ecosistemi agrari, forestali e urbani ha l’obiettivo di fornire conoscenze teoriche e pratiche relative alle principali strategie diagnostiche utilizzate per la rilevazione e l’identificazione di patogeni e contaminanti in ecosistemi agrari, forestali e urbani.
A. Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Acquisire conoscenze teoriche sulle strategie diagnostiche per la rilevazione di patogeni e microrganismi in ecosistemi agrari, forestali e urbani. OF 2) Comprendere il principio di funzionamento, i vantaggi e i limiti delle principali tecniche diagnostiche tradizionali, immunologiche e molecolari. OF 3) Comprendere l'importanza della sicurezza alimentare e della rilevazione di contaminanti come micotossine e pesticidi.
B. Capacità di applicare conoscenza e comprensione OF 4) Applicare protocolli di campionamento specifici per differenti contesti ecologici e ambientali. OF 5) Essere in grado di utilizzare tecniche microbiologiche classiche e avanzate per l’identificazione di patogeni e l’analisi delle comunità microbiche. OF 6) Essere in grado di condurre analisi per la rilevazione di patogeni vegetali mediante metodi basati sulla PCR (LAMP, qPCR) e analisi di comunità microbiche tramite sequenziamento con tecnologia Nanopore.
C. Autonomia di giudizio OF 7) Saper selezionare in modo critico le metodologie diagnostiche più appropriate in relazione al tipo di ecosistema e al problema fitosanitario o ambientale da affrontare. OF 8) Valutare la qualità e l'affidabilità dei risultati ottenuti tramite le diverse tecniche di analisi.
D. Abilità comunicative OF 9) Saper comunicare in modo efficace risultati diagnostici a interlocutori specialisti e non specialisti. OF 10) Essere in grado di redigere relazioni tecniche e presentazioni orali utilizzando un linguaggio scientifico adeguato.
E. Capacità di apprendere OF 11) Sviluppare competenze trasversali per aggiornarsi autonomamente sulle nuove tecniche diagnostiche emergenti nel settore agrario, forestale e urbano. OF 12) Integrare conoscenze multidisciplinari per affrontare problematiche complesse relative alla salute degli ecosistemi agrari, forestali e urbani.

Programma

STRATEGIE DIAGNOSTICHE PER LA PROTEZIONE DI ECOSISTEMI AGRARI, FORESTALI E URBANI
Modulo: STRATEGIE DIAGNOSTICHE PER LA PROTEZIONE DI ECOSISTEMI AGRARI, FORESTALI E URBANI
Modulo Strategie diagnostiche per la protezione di ecosistemi agrari, forestali e urbani

  • Caratteristiche degli ecosistemi agrari, forestali e urbani.
  • I principali stress ambientali (inquinamento, cambiamento climatico) e biotici (funghi, batteri, virus) per le piante negli ecosistemi agrari, forestali e urbani.
  • Tecniche di campionamento nei sistemi agrari, forestali e urbani
  • Diagnosi microbiologica tradizionale: coltura, isolamento e identificazione.
  • Tecniche immunologiche e tecniche molecolari.
  • Studio delle comunità microbiche (Nanopore sequencing).
  • Rilevazione di micotossine e pesticidi.

Modulo: MICROBIOLOGIA E BIOTECNOLOGIE AMBIENTALI

1. Filogenesi e diversità microbica, citologia e genetica dei Microrganismi procarioti ed eucarioti:

2. Ecofisiologia microbica: fattori ambientali che controllano la crescita microbica. Interazioni microbiche, analisi delle comunità microbiche

3. Metabolismo microbico: Fototrofia, Chemiolitotrofia; Catabolismo dei composti organici. Cicli biogeochimici (C, N, S)

4. Trattamento delle acque di scarico, compostaggio dei rifiuti organici, principi di biorisanamento.

5. Processi biotecnologici per la valorizzazione di sottoprodotti dell’industria agroalimentare

Modulo: STRATEGIE DIAGNOSTICHE PER LA PROTEZIONE DI ECOSISTEMI AGRARI, FORESTALI E URBANI
N/D
Modulo: MICROBIOLOGIA E BIOTECNOLOGIE AMBIENTALI
N/D

MICROBIOLOGIA E BIOTECNOLOGIE AMBIENTALI
Modulo: STRATEGIE DIAGNOSTICHE PER LA PROTEZIONE DI ECOSISTEMI AGRARI, FORESTALI E URBANI
Modulo Strategie diagnostiche per la protezione di ecosistemi agrari, forestali e urbani

  • Caratteristiche degli ecosistemi agrari, forestali e urbani.
  • I principali stress ambientali (inquinamento, cambiamento climatico) e biotici (funghi, batteri, virus) per le piante negli ecosistemi agrari, forestali e urbani.
  • Tecniche di campionamento nei sistemi agrari, forestali e urbani
  • Diagnosi microbiologica tradizionale: coltura, isolamento e identificazione.
  • Tecniche immunologiche e tecniche molecolari.
  • Studio delle comunità microbiche (Nanopore sequencing).
  • Rilevazione di micotossine e pesticidi.

Modulo: MICROBIOLOGIA E BIOTECNOLOGIE AMBIENTALI

1. Filogenesi e diversità microbica, citologia e genetica dei Microrganismi procarioti ed eucarioti:

2. Ecofisiologia microbica: fattori ambientali che controllano la crescita microbica. Interazioni microbiche, analisi delle comunità microbiche

3. Metabolismo microbico: Fototrofia, Chemiolitotrofia; Catabolismo dei composti organici. Cicli biogeochimici (C, N, S)

4. Trattamento delle acque di scarico, compostaggio dei rifiuti organici, principi di biorisanamento.

5. Processi biotecnologici per la valorizzazione di sottoprodotti dell’industria agroalimentare

Modulo: STRATEGIE DIAGNOSTICHE PER LA PROTEZIONE DI ECOSISTEMI AGRARI, FORESTALI E URBANI
N/D
Modulo: MICROBIOLOGIA E BIOTECNOLOGIE AMBIENTALI
N/D

Modalità d'esame

STRATEGIE DIAGNOSTICHE PER LA PROTEZIONE DI ECOSISTEMI AGRARI, FORESTALI E URBANI
L’esame di profitto, consiste in una prova orale sugli argomenti sviluppati durante le ore di lezione teorica e teorico-pratica. La valutazione finale è espressa in trentesimi.

Per l’esame di profitto, la prova orale consiste in domande riguardanti gli argomenti del programma. L’esito positivo della prova orale darà luogo alla valutazione finale dell’esame.

Per gli studenti iscritti all’anno di corso nel quale si svolge l’insegnamento, è prevista una prova di esonero orale relativa agli argomenti di lezioni ed esercitazioni svolti nel periodo che precede la prova stessa (circa metà programma). La prova di esonero è superata se lo studente mostra livello di conoscenza adeguato, ovvero padronanza della materia e del linguaggio tecnico-scientifico, capacità di analisi dei problemi e di strutturazione delle argomentazioni. L’esito positivo delle prove di esonero concorre alla valutazione finale dell’esame ed ha la validità di un anno accademico.

Per gli studenti risultati idonei alla prova di esonero, la prova orale finale riguarderà solo gli argomenti di lezioni ed esercitazioni svolti nel periodo successivo alla prova di esonero. In questo caso, la valutazione dell’esame di profitto è espressa come media tra la votazione riportata all’esonero e la prova finale.

L’esame di profitto degli studenti stranieri può essere svolto in lingua inglese

MICROBIOLOGIA E BIOTECNOLOGIE AMBIENTALI
L’esame di profitto, consiste in una prova orale sugli argomenti sviluppati durante le ore di lezione teorica e teorico-pratica. La valutazione finale è espressa in trentesimi.

Per l’esame di profitto, la prova orale consiste in domande riguardanti gli argomenti del programma. L’esito positivo della prova orale darà luogo alla valutazione finale dell’esame.

Per gli studenti iscritti all’anno di corso nel quale si svolge l’insegnamento, è prevista una prova di esonero orale relativa agli argomenti di lezioni ed esercitazioni svolti nel periodo che precede la prova stessa (circa metà programma). La prova di esonero è superata se lo studente mostra livello di conoscenza adeguato, ovvero padronanza della materia e del linguaggio tecnico-scientifico, capacità di analisi dei problemi e di strutturazione delle argomentazioni. L’esito positivo delle prove di esonero concorre alla valutazione finale dell’esame ed ha la validità di un anno accademico.

Per gli studenti risultati idonei alla prova di esonero, la prova orale finale riguarderà solo gli argomenti di lezioni ed esercitazioni svolti nel periodo successivo alla prova di esonero. In questo caso, la valutazione dell’esame di profitto è espressa come media tra la votazione riportata all’esonero e la prova finale.

L’esame di profitto degli studenti stranieri può essere svolto in lingua inglese

Testi di riferimento

STRATEGIE DIAGNOSTICHE PER LA PROTEZIONE DI ECOSISTEMI AGRARI, FORESTALI E URBANI
Modulo: STRATEGIE DIAGNOSTICHE PER LA PROTEZIONE DI ECOSISTEMI AGRARI, FORESTALI E URBANI
Appunti e slide delle lezioni e articoli scientifici forniti dal docente.

Modulo: MICROBIOLOGIA E BIOTECNOLOGIE AMBIENTALI

  • Appunti di lezione;
  • Microbiologia agroambientale- Editrice Ambrosiana, Biavati – Sorlini

Altro:

  • Microbiologia Generale ed Agraria, Casa Editrice Ambrosiana, Biavati - Sorlini
  • Biologia dei microrganismi, Casa Editrice Ambrosiana, Dehò - Galli

Modulo: STRATEGIE DIAGNOSTICHE PER LA PROTEZIONE DI ECOSISTEMI AGRARI, FORESTALI E URBANI
N/D
Modulo: MICROBIOLOGIA E BIOTECNOLOGIE AMBIENTALI
N/D

MICROBIOLOGIA E BIOTECNOLOGIE AMBIENTALI
Modulo: STRATEGIE DIAGNOSTICHE PER LA PROTEZIONE DI ECOSISTEMI AGRARI, FORESTALI E URBANI
Appunti e slide delle lezioni e articoli scientifici forniti dal docente.

Modulo: MICROBIOLOGIA E BIOTECNOLOGIE AMBIENTALI

  • Appunti di lezione;
  • Microbiologia agroambientale- Editrice Ambrosiana, Biavati – Sorlini

Altro:

  • Microbiologia Generale ed Agraria, Casa Editrice Ambrosiana, Biavati - Sorlini
  • Biologia dei microrganismi, Casa Editrice Ambrosiana, Dehò - Galli

Modulo: STRATEGIE DIAGNOSTICHE PER LA PROTEZIONE DI ECOSISTEMI AGRARI, FORESTALI E URBANI
N/D
Modulo: MICROBIOLOGIA E BIOTECNOLOGIE AMBIENTALI
N/D

Codice insegnamento 10631054

MICROBIOLOGIA E BIOTECNOLOGIE AMBIENTALI 1° anno · 2° semestre · 3 CFU · AGRI-08/A · 0 file

1)"Il modulo di Microbiologia e biotecnologie ambientali ha l’obiettivo di fornire conoscenze di base relative al ruolo svolto dai microrganismi negli ecosistemi, l’impatto sui fenomeni biologici, il loro ruolo nei…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

1)"Il modulo di Microbiologia e biotecnologie ambientali ha l’obiettivo di fornire conoscenze di base relative al ruolo svolto dai microrganismi negli ecosistemi, l’impatto sui fenomeni biologici, il loro ruolo nei processi biologici e biotecnologici di trattamento delle acque, compostaggio, biorisanamento e per la valorizzazione di sottoprodotti dell’industria agroalimentare. Le conoscenze e competenze acquisite nel modulo costituiranno un quadro di riferimento per la comprensione e l’applicazione delle biotecnologie nel settore ambientale, agrario ed urbano.

A - Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Conoscere la diversità, la fisiologia e i ruoli ecologici dei microrganismi negli ecosistemi naturali e ingegnerizzati.

OF 2) Comprendere i meccanismi attraverso cui i microrganismi contribuiscono ai cicli biogeochimici e alla sostenibilità ambientale.

OF 3) Conoscere i principi e le applicazioni dei processi microbici nel trattamento delle acque, nel compostaggio e nella biorisanamento.

OF 4) Comprendere le interazioni microbiche e il loro ruolo nella valorizzazione dei sottoprodotti dell’industria agroalimentare.

OF 5) Comprendere i concetti di base della biotecnologia ambientale e il loro legame con l’ecologia microbica.

OF 6) Conoscere le strategie e le tecnologie attuali impiegate nella microbiologia ambientale e industriale.

B - Capacità di applicare conoscenza e comprensione

OF 7) Essere in grado di dedurre l’approccio microbico o biotecnologico più adeguato per un determinato problema ambientale.

OF 8) Essere in grado di risolvere problemi legati all’inquinamento, alla gestione dei rifiuti o al recupero di biorisorse mediante strategie microbiche.

OF 9) Essere in grado di applicare metodi microbiologici e tecniche biotecnologiche per il monitoraggio e il trattamento ambientale.

OF 10) Essere in grado di interpretare risultati sperimentali e dati derivanti da analisi microbiologiche e biotecnologiche.

C - Autonomia di giudizio

OF 11) Essere in grado di valutare la sostenibilità e la fattibilità di processi microbici o biotecnologici applicati all’ambiente.

OF 12) Essere in grado di integrare le conoscenze acquisite per formulare soluzioni adeguate alle problematiche ambientali e agricole.

OF 13) Essere in grado di analizzare criticamente la letteratura scientifica e le innovazioni nel campo della microbiologia ambientale.

D - Abilità comunicative

OF 14) Saper comunicare in modo chiaro ed efficace informazioni scientifiche e risultati di progetti, sia oralmente che per iscritto.

OF 15) Essere in grado di collaborare e interagire in contesti interdisciplinari nell’ambito della biotecnologia ambientale.

E - Capacità di apprendimento

OF 16) Avere la capacità di consultare la letteratura scientifica e i database per aggiornarsi sui progressi della microbiologia e biotecnologia.

OF 17) Avere la capacità di valutare protocolli sperimentali e progettare nuove strategie per applicazioni microbiologiche o biotecnologiche.

OF 18) Essere in grado di ideare e sviluppare un progetto in scala ridotta legato alle applicazioni microbiche nella gestione ambientale.

2) "Il modulo di Strategie diagnostiche per la protezione di ecosistemi agrari, forestali e urbani ha l’obiettivo di fornire conoscenze teoriche e pratiche relative alle principali strategie diagnostiche utilizzate per la rilevazione e l’identificazione di patogeni e contaminanti in ecosistemi agrari, forestali e urbani.

A. Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Acquisire conoscenze teoriche sulle strategie diagnostiche per la rilevazione di patogeni e microrganismi in ecosistemi agrari, forestali e urbani.

OF 2) Comprendere il principio di funzionamento, i vantaggi e i limiti delle principali tecniche diagnostiche tradizionali, immunologiche e molecolari.

OF 3) Comprendere l'importanza della sicurezza alimentare e della rilevazione di contaminanti come micotossine e pesticidi.

B. Capacità di applicare conoscenza e comprensione

OF 4) Applicare protocolli di campionamento specifici per differenti contesti ecologici e ambientali.

OF 5) Essere in grado di utilizzare tecniche microbiologiche classiche e avanzate per l’identificazione di patogeni e l’analisi delle comunità microbiche.

OF 6) Essere in grado di condurre analisi per la rilevazione di patogeni vegetali mediante metodi basati sulla PCR (LAMP, qPCR) e analisi di comunità microbiche tramite sequenziamento con tecnologia Nanopore.

C. Autonomia di giudizio

OF 7) Saper selezionare in modo critico le metodologie diagnostiche più appropriate in relazione al tipo di ecosistema e al problema fitosanitario o ambientale da affrontare.

OF 8) Valutare la qualità e l'affidabilità dei risultati ottenuti tramite le diverse tecniche di analisi.

D. Abilità comunicative

OF 9) Saper comunicare in modo efficace risultati diagnostici a interlocutori specialisti e non specialisti.

OF 10) Essere in grado di redigere relazioni tecniche e presentazioni orali utilizzando un linguaggio scientifico adeguato.

E. Capacità di apprendere

OF 11) Sviluppare competenze trasversali per aggiornarsi autonomamente sulle nuove tecniche diagnostiche emergenti nel settore agrario, forestale e urbano.

OF 12) Integrare conoscenze multidisciplinari per affrontare problematiche complesse relative alla salute degli ecosistemi agrari, forestali e urbani.

Modulo: STRATEGIE DIAGNOSTICHE PER LA PROTEZIONE DI ECOSISTEMI AGRARI, FORESTALI E URBANI
N/D
Modulo: MICROBIOLOGIA E BIOTECNOLOGIE AMBIENTALI
N/D

Programma

Modulo: STRATEGIE DIAGNOSTICHE PER LA PROTEZIONE DI ECOSISTEMI AGRARI, FORESTALI E URBANI
Modulo Strategie diagnostiche per la protezione di ecosistemi agrari, forestali e urbani

  • Caratteristiche degli ecosistemi agrari, forestali e urbani.
  • I principali stress ambientali (inquinamento, cambiamento climatico) e biotici (funghi, batteri, virus) per le piante negli ecosistemi agrari, forestali e urbani.
  • Tecniche di campionamento nei sistemi agrari, forestali e urbani
  • Diagnosi microbiologica tradizionale: coltura, isolamento e identificazione.
  • Tecniche immunologiche e tecniche molecolari.
  • Studio delle comunità microbiche (Nanopore sequencing).
  • Rilevazione di micotossine e pesticidi.

Modulo: MICROBIOLOGIA E BIOTECNOLOGIE AMBIENTALI

1. Filogenesi e diversità microbica, citologia e genetica dei Microrganismi procarioti ed eucarioti:

2. Ecofisiologia microbica: fattori ambientali che controllano la crescita microbica. Interazioni microbiche, analisi delle comunità microbiche

3. Metabolismo microbico: Fototrofia, Chemiolitotrofia; Catabolismo dei composti organici. Cicli biogeochimici (C, N, S)

4. Trattamento delle acque di scarico, compostaggio dei rifiuti organici, principi di biorisanamento.

5. Processi biotecnologici per la valorizzazione di sottoprodotti dell’industria agroalimentare

Modulo: STRATEGIE DIAGNOSTICHE PER LA PROTEZIONE DI ECOSISTEMI AGRARI, FORESTALI E URBANI
N/D
Modulo: MICROBIOLOGIA E BIOTECNOLOGIE AMBIENTALI
N/D

Modalità d'esame

L’esame di profitto, consiste in una prova orale sugli argomenti sviluppati durante le ore di lezione teorica e teorico-pratica. La valutazione finale è espressa in trentesimi.

Per l’esame di profitto, la prova orale consiste in domande riguardanti gli argomenti del programma. L’esito positivo della prova orale darà luogo alla valutazione finale dell’esame.

Per gli studenti iscritti all’anno di corso nel quale si svolge l’insegnamento, è prevista una prova di esonero orale relativa agli argomenti di lezioni ed esercitazioni svolti nel periodo che precede la prova stessa (circa metà programma). La prova di esonero è superata se lo studente mostra livello di conoscenza adeguato, ovvero padronanza della materia e del linguaggio tecnico-scientifico, capacità di analisi dei problemi e di strutturazione delle argomentazioni. L’esito positivo delle prove di esonero concorre alla valutazione finale dell’esame ed ha la validità di un anno accademico.

Per gli studenti risultati idonei alla prova di esonero, la prova orale finale riguarderà solo gli argomenti di lezioni ed esercitazioni svolti nel periodo successivo alla prova di esonero. In questo caso, la valutazione dell’esame di profitto è espressa come media tra la votazione riportata all’esonero e la prova finale.

L’esame di profitto degli studenti stranieri può essere svolto in lingua inglese

Testi di riferimento

Modulo: STRATEGIE DIAGNOSTICHE PER LA PROTEZIONE DI ECOSISTEMI AGRARI, FORESTALI E URBANI
Appunti e slide delle lezioni e articoli scientifici forniti dal docente.

Modulo: MICROBIOLOGIA E BIOTECNOLOGIE AMBIENTALI

  • Appunti di lezione;
  • Microbiologia agroambientale- Editrice Ambrosiana, Biavati – Sorlini

Altro:

  • Microbiologia Generale ed Agraria, Casa Editrice Ambrosiana, Biavati - Sorlini
  • Biologia dei microrganismi, Casa Editrice Ambrosiana, Dehò - Galli

Modulo: STRATEGIE DIAGNOSTICHE PER LA PROTEZIONE DI ECOSISTEMI AGRARI, FORESTALI E URBANI
N/D
Modulo: MICROBIOLOGIA E BIOTECNOLOGIE AMBIENTALI
N/D

Codice insegnamento AID-ee455eb9-297

PIANTE E FUNGHI PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · BIOS-01/C · 0 file

1) MODULO “PIANTE PER LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE” Questo modulo dell’insegnamento ha l’obiettivo generale di fornire agli studenti e alle studentesse le conoscenze su come le piante possono essere utilizzate in vari…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

1) MODULO “PIANTE PER LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE” Questo modulo dell’insegnamento ha l’obiettivo generale di fornire agli studenti e alle studentesse le conoscenze su come le piante possono essere utilizzate in vari settori nel campo della sostenibilità ambientale (colture in vitro, produzione di metaboliti secondari, fitorimedio). In particolare, il modulo si propone di fornire le informazioni utili alla comprensione dei meccanismi cellulari alla base delle risposte di difesa agli stress abiotici e biotici. Inoltre, fornisce le conoscenze necessarie per l’utilizzo delle piante per il recupero di ambienti contaminati. Obiettivi specifici A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere le principali strategie di risposta delle piante agli stress abiotici e biotici. OF 2) Comprendere a livello cellulare le diverse modalità di risposta delle piante esposte a inquinanti ambientali. OF 3) Conoscere le diverse fasi di una coltura in vitro nonché le diverse tecnologie. OF 4) Comprendere le diverse applicazioni delle colture in vitro nel campo della sostenibilità ambientale. B – Capacità applicative OF 5) Saper dedurre le diverse risposte delle piante a particolari fattori di stress. OF 6) Risolvere problemi legati agli impatti causati da stress abiotici e biotici sulla fitness della pianta riuscendo a mitigarne gli effetti negativi fino al ripristino dello stato fisiologico ottimale. OF 7) Essere in grado di applicare tecniche/metodi di colture in vitro vegetali e di fitorimedio per ottenere composti utili e per progetti di riqualificazione di aree particolarmente soggette ad inquinamento da metalli pesanti. C - Autonomia di giudizio OF 8) Essere in grado di valutare l’impatto di uno o più stress e i loro effetti negativi sulle piante. OF 9) Integrare le conoscenze acquisite al fine di affrontare problemi in ambito agricolo e ambientale in una visione sostenibile. D – Abilità nella comunicazione OF 10) Saper comunicare in modo chiaro e con un linguaggio appropriato a interlocutori specialisti e non specialisti quanto si è appreso durante le lezioni del modulo, anche tramite la redazione di presentazioni in power point o altri mezzi di comunicazione. E - Capacità di apprendere OF 11) Avere la capacità di consultare la letteratura scientifica relativa ai principali ambiti della disciplina, anche dopo la conclusione del modulo, al fine di poter condurre apprendimenti e aggiornamenti in autonomia. OF 12) Avere la capacità di valutare in modo critico articoli scientifici, le metodologie adottate e i risultati in essi ottenuti. OF 13) Essere in grado di ideare e sviluppare un progetto di ricerca o di divulgazione scientifica riguardante una o più tematiche oggetto del modulo.
2) MODULO “FUNGHI PER LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE” Il modulo ha l’obiettivo generale di fornire conoscenze sulle peculiarità dei funghi, sull’ampia gamma di funzioni che essi svolgono nell’ambito dei beni e servizi ecosistemici e sui numerosi meccanismi che hanno sviluppato in risposta a fattori di stress biotici e abiotici. Saranno anche trattati aspetti riguardanti le interazioni funghi-piante nella mitigazione degli stress ambientali. Lo studente acquisirà conoscenze sulle potenzialità dei funghi come biorisorse per uno sviluppo sostenibile e per la riqualificazione ambientale. Obiettivi specifici A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere le caratteristiche principali biologiche ed ecologiche dei funghi con particolare riferimento ai beni e servizi ecosistemici. OF 2) Comprendere i meccanismi che i funghi hanno sviluppato in risposta a fattori di stress abiotici e biotici e gli aspetti riguardanti le loro interazioni con le piante nella mitigazione degli stress ambientali. OF 3) Conoscere i meccanismi di interazione dei funghi con inquinanti organici ed elementi potenzialmente tossici e le loro potenzialità nell’ambito del biorisanamento. B – Capacità applicative OF 4) Saper dedurre le diverse risposte dei funghi a specifici fattori di stress abiotici e biotici, considerando anche funghi estremofili. OF 5) Risolvere problemi legati agli impatti antropici in vari contesti ambientali impiegando i funghi come biorisorse nel risanamento ambientale. OF 6) Risolvere problemi legati agli stress biotici e abiotici sulla fitness delle piante utilizzando i funghi come promotori della crescita. C - Autonomia di giudizio OF 7) Essere in grado di valutare quali beni e servizi ecosistemici i funghi possono offrire per il raggiungimento degli obiettivi della sostenibilità ambientale. OF 8) Integrare le conoscenze acquisite al fine di affrontare problemi in ambito agricolo, industriale e ambientale con soluzioni ispirate dalla natura. D – Abilità nella comunicazione OF 9) Saper comunicare in modo chiaro e con un linguaggio appropriato a interlocutori specialisti e non specialisti quanto si è appreso durante le lezioni del modulo, anche tramite la redazione di presentazioni in power point o altri mezzi di comunicazione. E - Capacità di apprendere OF 10) Avere la capacità di consultare la letteratura scientifica relativa ai principali ambiti della disciplina, anche dopo la conclusione del modulo, al fine di poter condurre apprendimenti e aggiornamenti in autonomia. OF 11) Avere la capacità di valutare in modo critico articoli scientifici, le metodologie adottate e i risultati in essi ottenuti. OF 12) Essere in grado di ideare e sviluppare un progetto di ricerca o di divulgazione scientifica riguardante una o più tematiche oggetto del modulo.

Programma

FUNGHI PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
Modulo: FUNGHI PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
N/D
Modulo: PIANTE PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
Modulo Piante per la sostenibilità ambientale

Il modulo prevede 24 ore di lezioni frontali suddivise in 2 unità didattiche.

Prima unità: Adattamenti di cellule, tessuti e organi vegetali agli stress biotici ed abiotici (12 ore).

Differenziamento e adattamento degli organi della pianta, radici, fusto, foglie e fiori alle variazioni dei

parametri ambientali ed agli stress estremi. Tecniche di coltura in vitro per lo studio delle risposte a stress

biotici ed abiotici e per il risanamento ambientale. Strategie di adattamento delle piante agli stress biotici.

Seconda unità: Bioaccumulo di composti inquinanti (12 ore).

Capacità delle piante di accumulare elementi tossici; effetti del bioaccumulo sul differenziamento di organi e

tessuti della pianta. Potenzialità delle piante nella bonifica di suoli inquinati e adattamenti cito-istologici negli

organi ipogei ed epigei. Effetti di metalli pesanti e metalloidi sull’omeostasi ormonale. La radice quale organo

primariamente coinvolto nelle risposte adattative all’inquinamento dei suoli.

Modulo Funghi per la sostenibilità ambientale

Il modulo prevede 24 ore di lezioni frontali suddivise in 3 Unità didattiche.

Unità 1: Introduzione: I funghi e la sostenibilità ambientale (4 ore)

I funghi e le loro peculiarità, i principali ruoli geologici ed ecologici che essi giocano, i beni e servizi ecosistemici

da essi forniti e le alterazioni dovute alle attività antropiche. Importanza dei funghi come biorisorse

nell’ambito degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU.

Unità 2: I funghi e gli adattamenti agli stress ambientali (10 ore)

Principali fattori di stress abiotici e biotici; meccanismi di tolleranza e resistenza presenti nei funghi; risposte

ai fattori di stress di origine naturale; interazione funghi-piante nella mitigazione degli stress; tecniche

colturali per lo studio delle risposte a stress abiotici; i funghi nella promozione della crescita delle piante

(biostimolanti e biofertilizzanti); i funghi nella lotta biologica ed integrata.

Unità 3: I funghi e gli inquinanti (10 ore)

I principali inquinanti con particolare riferimento agli elementi potenzialmente tossici; interazioni funghi inquinanti e meccanismi metabolismo indipendente e metabolismo dipendente; interazioni funghi micorrizici

e piante in presenza di elementi potenzialmente tossici; potenzialità dei funghi nel biorimedio di matrici

ambientali contaminate. Fitorimedio assistito con i funghi.

Modulo: FUNGHI PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
N/D
Modulo: PIANTE PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE

  • Differenziamento e adattamento degli organi della pianta, radici, fusto, foglie e fiori alle variazioni dei parametri ambientali ed agli stress estremi. (2 ore)
  • Testi di riferimento: Materiale di studio verrà fornito dal docente.
  • Tecniche di coltura in vitro per lo studio delle risposte a stress biotici ed abiotici e per il risanamento ambientale. (8 ore)
  • Testi di riferimento: Materiale di studio verrà fornito dal docente.
  • Strategie di adattamento delle piante agli stress biotici. (2 ore)
  • Testi di riferimento: Materiale di studio verrà fornito dal docente.
  • Capacità delle piante di accumulare elementi tossici; effetti del bioaccumulo sul differenziamento di organi e tessuti della pianta. (2 ore)
  • Testi di riferimento: Materiale di studio verrà fornito dal docente.
  • Potenzialità delle piante nella bonifica di suoli inquinati e adattamenti cito-istologici negli organi ipogei ed epigei. (4 ore)
  • Testi di riferimento: Materiale di studio verrà fornito dal docente.
  • Effetti di metalli pesanti e metalloidi sull’omeostasi ormonale. (2 ore)
  • Testi di riferimento: Materiale di studio verrà fornito dal docente.
  • La radice quale organo primariamente coinvolto nelle risposte adattative all’inquinamento dei suoli. (4 ore)
  • Testi di riferimento: Materiale di studio verrà fornito dal docente.

PIANTE PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
Modulo: FUNGHI PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
N/D
Modulo: PIANTE PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
Modulo Piante per la sostenibilità ambientale

Il modulo prevede 24 ore di lezioni frontali suddivise in 2 unità didattiche.

Prima unità: Adattamenti di cellule, tessuti e organi vegetali agli stress biotici ed abiotici (12 ore).

Differenziamento e adattamento degli organi della pianta, radici, fusto, foglie e fiori alle variazioni dei

parametri ambientali ed agli stress estremi. Tecniche di coltura in vitro per lo studio delle risposte a stress

biotici ed abiotici e per il risanamento ambientale. Strategie di adattamento delle piante agli stress biotici.

Seconda unità: Bioaccumulo di composti inquinanti (12 ore).

Capacità delle piante di accumulare elementi tossici; effetti del bioaccumulo sul differenziamento di organi e

tessuti della pianta. Potenzialità delle piante nella bonifica di suoli inquinati e adattamenti cito-istologici negli

organi ipogei ed epigei. Effetti di metalli pesanti e metalloidi sull’omeostasi ormonale. La radice quale organo

primariamente coinvolto nelle risposte adattative all’inquinamento dei suoli.

Modulo Funghi per la sostenibilità ambientale

Il modulo prevede 24 ore di lezioni frontali suddivise in 3 Unità didattiche.

Unità 1: Introduzione: I funghi e la sostenibilità ambientale (4 ore)

I funghi e le loro peculiarità, i principali ruoli geologici ed ecologici che essi giocano, i beni e servizi ecosistemici

da essi forniti e le alterazioni dovute alle attività antropiche. Importanza dei funghi come biorisorse

nell’ambito degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU.

Unità 2: I funghi e gli adattamenti agli stress ambientali (10 ore)

Principali fattori di stress abiotici e biotici; meccanismi di tolleranza e resistenza presenti nei funghi; risposte

ai fattori di stress di origine naturale; interazione funghi-piante nella mitigazione degli stress; tecniche

colturali per lo studio delle risposte a stress abiotici; i funghi nella promozione della crescita delle piante

(biostimolanti e biofertilizzanti); i funghi nella lotta biologica ed integrata.

Unità 3: I funghi e gli inquinanti (10 ore)

I principali inquinanti con particolare riferimento agli elementi potenzialmente tossici; interazioni funghi inquinanti e meccanismi metabolismo indipendente e metabolismo dipendente; interazioni funghi micorrizici

e piante in presenza di elementi potenzialmente tossici; potenzialità dei funghi nel biorimedio di matrici

ambientali contaminate. Fitorimedio assistito con i funghi.

Modulo: FUNGHI PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
N/D
Modulo: PIANTE PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE

  • Differenziamento e adattamento degli organi della pianta, radici, fusto, foglie e fiori alle variazioni dei parametri ambientali ed agli stress estremi. (2 ore)
  • Testi di riferimento: Materiale di studio verrà fornito dal docente.
  • Tecniche di coltura in vitro per lo studio delle risposte a stress biotici ed abiotici e per il risanamento ambientale. (8 ore)
  • Testi di riferimento: Materiale di studio verrà fornito dal docente.
  • Strategie di adattamento delle piante agli stress biotici. (2 ore)
  • Testi di riferimento: Materiale di studio verrà fornito dal docente.
  • Capacità delle piante di accumulare elementi tossici; effetti del bioaccumulo sul differenziamento di organi e tessuti della pianta. (2 ore)
  • Testi di riferimento: Materiale di studio verrà fornito dal docente.
  • Potenzialità delle piante nella bonifica di suoli inquinati e adattamenti cito-istologici negli organi ipogei ed epigei. (4 ore)
  • Testi di riferimento: Materiale di studio verrà fornito dal docente.
  • Effetti di metalli pesanti e metalloidi sull’omeostasi ormonale. (2 ore)
  • Testi di riferimento: Materiale di studio verrà fornito dal docente.
  • La radice quale organo primariamente coinvolto nelle risposte adattative all’inquinamento dei suoli. (4 ore)
  • Testi di riferimento: Materiale di studio verrà fornito dal docente.

Modalità d'esame

FUNGHI PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
La prova orale verrà svolta congiuntamente con i docenti dei due moduli del corso di insegnamento. Agli studenti verrà proposto l’approfondimento di un argomento, illustrato durante il corso, con casi di studio da articoli scientifici presenti in letteratura, al termine del quale seguiranno domande per la verifica delle conoscenze degli altri argomenti inclusi nel programma.

PIANTE PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
La prova orale verrà svolta congiuntamente con i docenti dei due moduli del corso di insegnamento. Agli studenti verrà proposto l’approfondimento di un argomento, illustrato durante il corso, con casi di studio da articoli scientifici presenti in letteratura, al termine del quale seguiranno domande per la verifica delle conoscenze degli altri argomenti inclusi nel programma.

Testi di riferimento

FUNGHI PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
Modulo: FUNGHI PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
N/D
Modulo: PIANTE PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
Materiale didattico verrà fornito dal docente.

Modulo: FUNGHI PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
N/D
Modulo: PIANTE PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
N/D

PIANTE PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
Modulo: FUNGHI PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
N/D
Modulo: PIANTE PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
Materiale didattico verrà fornito dal docente.

Modulo: FUNGHI PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
N/D
Modulo: PIANTE PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
N/D

Codice insegnamento 10631127

PIANTE PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE 1° anno · 1° semestre · 3 CFU · BIOS-01/A · 0 file

1)Questo modulo dell’insegnamento ha l’obiettivo generale di fornire agli studenti e alle studentesse le conoscenze su come le piante possono essere utilizzate in vari settori nel campo della sostenibilità ambientale…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

1)Questo modulo dell’insegnamento ha l’obiettivo generale di fornire agli studenti e alle studentesse le conoscenze su come le piante possono essere utilizzate in vari settori nel campo della sostenibilità ambientale (colture in vitro, produzione di metaboliti secondari, fitorimedio). In particolare, il modulo si propone di fornire le informazioni utili alla comprensione dei meccanismi cellulari alla base del bioaccumulo e alle strategie adattative per la sopravvivenza in ambienti contaminati. Inoltre, fornisce le conoscenze necessarie per l’utilizzo delle piante per il recupero di ambienti contaminati.

Obiettivi specifici

A - Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Conoscere le principali strategie di risposta delle piante agli stress abiotici e biotici.

OF 2) Comprendere a livello cellulare le diverse modalità di risposta delle piante esposte a inquinanti ambientali.

OF 3) Conoscere le diverse fasi di una coltura in vitro nonché le diverse tecnologie.

OF 4) Comprendere le diverse applicazioni delle colture in vitro nel campo della sostenibilità ambientale.

2)"Il modulo ha l’obiettivo generale di fornire conoscenze sulle peculiarità dei funghi, sull’ampia gamma di funzioni che essi svolgono nell’ambito dei beni e servizi ecosistemici e sui numerosi meccanismi che hanno sviluppato in risposta a fattori di stress biotici e abiotici. Saranno anche trattati aspetti riguardanti le interazioni funghi-piante nella mitigazione degli stress ambientali. Lo studente acquisirà conoscenze sulle potenzialità dei funghi come biorisorse per uno sviluppo sostenibile e per la riqualificazione ambientale.

Obiettivi specifici

A - Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Conoscere le caratteristiche principali biologiche ed ecologiche dei funghi con particolare riferimento ai beni e servizi ecosistemici.

OF 2) Comprendere i meccanismi che i funghi hanno sviluppato in risposta a fattori di stress abiotici e biotici e gli aspetti riguardanti le loro interazioni con le piante nella mitigazione degli stress ambientali.

OF 3) Conoscere i meccanismi di interazione dei funghi con inquinanti organici ed elementi potenzialmente tossici e le loro potenzialità nell’ambito del biorisanamento.

B – Capacità applicative

OF 4) Saper dedurre le diverse risposte dei funghi a specifici fattori di stress abiotici e biotici, considerando anche funghi estremofili.

OF 5) Risolvere problemi legati agli impatti antropici in vari contesti ambientali impiegando i funghi come biorisorse nel risanamento ambientale.

OF 6) Risolvere problemi legati agli stress biotici e abiotici sulla fitness delle piante utilizzando i funghi come promotori della crescita.

C - Autonomia di giudizio

OF 7) Essere in grado di valutare quali beni e servizi ecosistemici i funghi possono offrire per il raggiungimento degli obiettivi della sostenibilità ambientale.

OF 8) Integrare le conoscenze acquisite al fine di affrontare problemi in ambito agricolo, industriale e ambientale con soluzioni ispirate dalla natura.

D – Abilità nella comunicazione

OF 9) Saper comunicare in modo chiaro e con un linguaggio appropriato a interlocutori specialisti e non specialisti quanto si è appreso durante le lezioni del modulo, anche tramite la redazione di presentazioni in power point o altri mezzi di comunicazione.

E - Capacità di apprendere

OF 10) Avere la capacità di consultare la letteratura scientifica relativa ai principali ambiti della disciplina, anche dopo la conclusione del modulo, al fine di poter condurre apprendimenti e aggiornamenti in autonomia.

OF 11) Avere la capacità di valutare in modo critico articoli scientifici, le metodologie adottate e i risultati in essi ottenuti.

OF 12) Essere in grado di ideare e sviluppare un progetto di ricerca o di divulgazione scientifica riguardante una o più tematiche oggetto del modulo.

B – Capacità applicative

OF 5) Saper dedurre le diverse risposte delle piante a particolari fattori di stress (termici, idrici, metalli pesanti, patogeni).

OF 6) Risolvere problemi legati agli impatti causati da stress abiotici e biotici sulla fitness della pianta riuscendo a mitigarne gli effetti negativi fino al ripristino dello stato fisiologico ottimale.

OF 7) Essere in grado di applicare tecniche/metodi di colture in vitro vegetali e di fitorimedio per ottenere composti utili e per progetti di riqualificazione di aree particolarmente soggette ad inquinamento da metalli pesanti.

C - Autonomia di giudizio

OF 8) Essere in grado di valutare l’impatto di uno o più stress e i loro effetti negativi sulle piante.

OF 9) Integrare le conoscenze acquisite al fine di affrontare problemi in ambito agricolo e ambientale in una visione sostenibile.

D – Abilità nella comunicazione

OF 10) Saper comunicare in modo chiaro e con un linguaggio appropriato a interlocutori specialisti e non specialisti quanto si è appreso durante le lezioni del modulo, anche tramite la redazione di presentazioni in power point o altri mezzi di comunicazione.

E - Capacità di apprendere

OF 11) Avere la capacità di consultare la letteratura scientifica relativa ai principali ambiti della disciplina , anche dopo la conclusione del modulo, al fine di poter condurre apprendimenti e aggiornamenti in autonomia.

OF 12) Avere la capacità di valutare in modo critico articoli scientifici, le metodologie adottate e i risultati in essi ottenuti.

OF 13) Essere in grado di ideare e sviluppare un progetto di ricerca o di divulgazione scientifica riguardante una o più tematiche oggetto del modulo.

"

L'insegnamento di Piante e Funghi per la sostenibilità ambientale rientra, come insegnamento caratterizzante, all'interno del percorso formativo del Corso di Laurea Magistrale in Monitoraggio e Riqualificazione Ambientale ed è rivolto, in particolare, agli studenti di 1° anno I semestre.

L’ obiettivo formativo principale è quello di fornire allo studente conoscenze su come le piante e i funghi possono essere utilizzati in vari settori nel campo della sostenibilità ambientale, dalla produzione di metaboliti secondari e nelle colture in vitro, alle interazioni funghi-piante nella mitigazione degli stress ambientali.

A conclusione del processo di apprendimento, lo studente sarà in grado di comprendere il funzionamento e i meccanismi di risposta degli organismi vegetali e fungini in relazione agli stress ambientali e di sperimentare le loro possibili applicazioni per il recupero ambientale.

La partecipazione alla didattica frontale permetterà allo studente di ottenere le competenze di base per dimostrare i fattori biotici e abiotici che possono influenzare la crescita e lo sviluppo delle piante e funghi e come tali organismi possono acclimatarsi e adattarsi agli stress.

Conoscenze e capacità di comprensione

  • Capacità di descrivere le principali risposte adattative delle piante e funghi agli stress ambientali;
  • Comprensione delle principali applicazioni nel campo della sostenibilità ambientale degli organismi vegetali e dei funghi;
  • Conoscere le caratteristiche principali biologiche ed ecologiche dei funghi con particolare riferimento ai beni e servizi ecosistemici.

Capacità di applicare conoscenze e comprensione

  • Capacità di utilizzare le conoscenze acquisite per comprendere il ruolo ecologico e funzionale degli organismi vegetali e fungini nel recupero ambientale;
  • Capacità di applicare tecniche/metodi di colture in vitro vegetali e di fitorimedio per ottenere composti utili e per progetti di riqualificazione di aree particolarmente soggette ad inquinamento da metalli pesanti;
  • Abilità nell’osservazione e nell’analisi delle diverse risposte dei funghi a specifici fattori di stress abiotici e biotici, considerando anche funghi estremofili.

Autonomia di giudizio

  • Capacità di sviluppare un pensiero critico nel valutare quali beni e servizi ecosistemici i funghi possono offrire per il raggiungimento degli obiettivi della sostenibilità ambientale.
  • Attitudine a formulare interpretazioni personali sui principali impatti di uno o più stress e i loro effetti negativi sulle piante.
  • Capacità di integrare le conoscenze acquisite al fine di affrontare problemi in ambito agricolo, industriale e ambientale con soluzioni ispirate dalla natura.

Abilità comunicative

  • Capacità di comunicare concetti del fito- e micorimedio in modo chiaro, con terminologia appropriata e con proprietà di linguaggio, sia in contesti specialistici che divulgativi.
  • Abilità nell’esporre in modo sintetico ma efficace i principali contenuti teorici e pratici del corso, anche attraverso elaborati scritti e presentazioni orali.

Capacità di apprendimento

  • Capacità di approfondire in modo autonomo i temi trattati nel corso attraverso lo studio individuale, la consultazione di fonti scientifiche aggiornate (testi, articoli scientifici, materiali multimediali).
  • Abilità nell’utilizzare strumenti di autovalutazione e nella partecipazione attiva alle attività pratiche per monitorare e migliorare le proprie competenze.
  • Attitudine a integrare le conoscenze acquisite nel corso all’interno di un percorso formativo più ampio nell’ambito del monitoraggio ambientale.

Programma

Modulo: FUNGHI PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
N/D
Modulo: PIANTE PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
Modulo Piante per la sostenibilità ambientale

Il modulo prevede 24 ore di lezioni frontali suddivise in 2 unità didattiche.

Prima unità: Adattamenti di cellule, tessuti e organi vegetali agli stress biotici ed abiotici (12 ore).

Differenziamento e adattamento degli organi della pianta, radici, fusto, foglie e fiori alle variazioni dei

parametri ambientali ed agli stress estremi. Tecniche di coltura in vitro per lo studio delle risposte a stress

biotici ed abiotici e per il risanamento ambientale. Strategie di adattamento delle piante agli stress biotici.

Seconda unità: Bioaccumulo di composti inquinanti (12 ore).

Capacità delle piante di accumulare elementi tossici; effetti del bioaccumulo sul differenziamento di organi e

tessuti della pianta. Potenzialità delle piante nella bonifica di suoli inquinati e adattamenti cito-istologici negli

organi ipogei ed epigei. Effetti di metalli pesanti e metalloidi sull’omeostasi ormonale. La radice quale organo

primariamente coinvolto nelle risposte adattative all’inquinamento dei suoli.

Modulo Funghi per la sostenibilità ambientale

Il modulo prevede 24 ore di lezioni frontali suddivise in 3 Unità didattiche.

Unità 1: Introduzione: I funghi e la sostenibilità ambientale (4 ore)

I funghi e le loro peculiarità, i principali ruoli geologici ed ecologici che essi giocano, i beni e servizi ecosistemici

da essi forniti e le alterazioni dovute alle attività antropiche. Importanza dei funghi come biorisorse

nell’ambito degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU.

Unità 2: I funghi e gli adattamenti agli stress ambientali (10 ore)

Principali fattori di stress abiotici e biotici; meccanismi di tolleranza e resistenza presenti nei funghi; risposte

ai fattori di stress di origine naturale; interazione funghi-piante nella mitigazione degli stress; tecniche

colturali per lo studio delle risposte a stress abiotici; i funghi nella promozione della crescita delle piante

(biostimolanti e biofertilizzanti); i funghi nella lotta biologica ed integrata.

Unità 3: I funghi e gli inquinanti (10 ore)

I principali inquinanti con particolare riferimento agli elementi potenzialmente tossici; interazioni funghi inquinanti e meccanismi metabolismo indipendente e metabolismo dipendente; interazioni funghi micorrizici

e piante in presenza di elementi potenzialmente tossici; potenzialità dei funghi nel biorimedio di matrici

ambientali contaminate. Fitorimedio assistito con i funghi.

Modulo: FUNGHI PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
N/D
Modulo: PIANTE PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE

  • Differenziamento e adattamento degli organi della pianta, radici, fusto, foglie e fiori alle variazioni dei parametri ambientali ed agli stress estremi. (2 ore)
  • Testi di riferimento: Materiale di studio verrà fornito dal docente.
  • Tecniche di coltura in vitro per lo studio delle risposte a stress biotici ed abiotici e per il risanamento ambientale. (8 ore)
  • Testi di riferimento: Materiale di studio verrà fornito dal docente.
  • Strategie di adattamento delle piante agli stress biotici. (2 ore)
  • Testi di riferimento: Materiale di studio verrà fornito dal docente.
  • Capacità delle piante di accumulare elementi tossici; effetti del bioaccumulo sul differenziamento di organi e tessuti della pianta. (2 ore)
  • Testi di riferimento: Materiale di studio verrà fornito dal docente.
  • Potenzialità delle piante nella bonifica di suoli inquinati e adattamenti cito-istologici negli organi ipogei ed epigei. (4 ore)
  • Testi di riferimento: Materiale di studio verrà fornito dal docente.
  • Effetti di metalli pesanti e metalloidi sull’omeostasi ormonale. (2 ore)
  • Testi di riferimento: Materiale di studio verrà fornito dal docente.
  • La radice quale organo primariamente coinvolto nelle risposte adattative all’inquinamento dei suoli. (4 ore)
  • Testi di riferimento: Materiale di studio verrà fornito dal docente.

Modalità d'esame

La prova orale verrà svolta congiuntamente con i docenti dei due moduli del corso di insegnamento. Agli studenti verrà proposto l’approfondimento di un argomento, illustrato durante il corso, con casi di studio da articoli scientifici presenti in letteratura, al termine del quale seguiranno domande per la verifica delle conoscenze degli altri argomenti inclusi nel programma.

Testi di riferimento

Modulo: FUNGHI PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
N/D
Modulo: PIANTE PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
Materiale didattico verrà fornito dal docente.

Modulo: FUNGHI PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
N/D
Modulo: PIANTE PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
N/D

Codice insegnamento AID-e9e14cbb-547

STRATEGIE DIAGNOSTICHE PER LA PROTEZIONE DI ECOSISTEMI AGRARI, FORESTALI E URBANI 1° anno · 2° semestre · 3 CFU · AGRI-05/B · 0 file

1)"Il modulo di Microbiologia e biotecnologie ambientali ha l’obiettivo di fornire conoscenze di base relative al ruolo svolto dai microrganismi negli ecosistemi, l’impatto sui fenomeni biologici, il loro ruolo nei…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

1)"Il modulo di Microbiologia e biotecnologie ambientali ha l’obiettivo di fornire conoscenze di base relative al ruolo svolto dai microrganismi negli ecosistemi, l’impatto sui fenomeni biologici, il loro ruolo nei processi biologici e biotecnologici di trattamento delle acque, compostaggio, biorisanamento e per la valorizzazione di sottoprodotti dell’industria agroalimentare. Le conoscenze e competenze acquisite nel modulo costituiranno un quadro di riferimento per la comprensione e l’applicazione delle biotecnologie nel settore ambientale, agrario ed urbano.

A - Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Conoscere la diversità, la fisiologia e i ruoli ecologici dei microrganismi negli ecosistemi naturali e ingegnerizzati.

OF 2) Comprendere i meccanismi attraverso cui i microrganismi contribuiscono ai cicli biogeochimici e alla sostenibilità ambientale.

OF 3) Conoscere i principi e le applicazioni dei processi microbici nel trattamento delle acque, nel compostaggio e nella biorisanamento.

OF 4) Comprendere le interazioni microbiche e il loro ruolo nella valorizzazione dei sottoprodotti dell’industria agroalimentare.

OF 5) Comprendere i concetti di base della biotecnologia ambientale e il loro legame con l’ecologia microbica.

OF 6) Conoscere le strategie e le tecnologie attuali impiegate nella microbiologia ambientale e industriale.

B - Capacità di applicare conoscenza e comprensione

OF 7) Essere in grado di dedurre l’approccio microbico o biotecnologico più adeguato per un determinato problema ambientale.

OF 8) Essere in grado di risolvere problemi legati all’inquinamento, alla gestione dei rifiuti o al recupero di biorisorse mediante strategie microbiche.

OF 9) Essere in grado di applicare metodi microbiologici e tecniche biotecnologiche per il monitoraggio e il trattamento ambientale.

OF 10) Essere in grado di interpretare risultati sperimentali e dati derivanti da analisi microbiologiche e biotecnologiche.

C - Autonomia di giudizio

OF 11) Essere in grado di valutare la sostenibilità e la fattibilità di processi microbici o biotecnologici applicati all’ambiente.

OF 12) Essere in grado di integrare le conoscenze acquisite per formulare soluzioni adeguate alle problematiche ambientali e agricole.

OF 13) Essere in grado di analizzare criticamente la letteratura scientifica e le innovazioni nel campo della microbiologia ambientale.

D - Abilità comunicative

OF 14) Saper comunicare in modo chiaro ed efficace informazioni scientifiche e risultati di progetti, sia oralmente che per iscritto.

OF 15) Essere in grado di collaborare e interagire in contesti interdisciplinari nell’ambito della biotecnologia ambientale.

E - Capacità di apprendimento

OF 16) Avere la capacità di consultare la letteratura scientifica e i database per aggiornarsi sui progressi della microbiologia e biotecnologia.

OF 17) Avere la capacità di valutare protocolli sperimentali e progettare nuove strategie per applicazioni microbiologiche o biotecnologiche.

OF 18) Essere in grado di ideare e sviluppare un progetto in scala ridotta legato alle applicazioni microbiche nella gestione ambientale.

2) "Il modulo di Strategie diagnostiche per la protezione di ecosistemi agrari, forestali e urbani ha l’obiettivo di fornire conoscenze teoriche e pratiche relative alle principali strategie diagnostiche utilizzate per la rilevazione e l’identificazione di patogeni e contaminanti in ecosistemi agrari, forestali e urbani.

A. Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Acquisire conoscenze teoriche sulle strategie diagnostiche per la rilevazione di patogeni e microrganismi in ecosistemi agrari, forestali e urbani.

OF 2) Comprendere il principio di funzionamento, i vantaggi e i limiti delle principali tecniche diagnostiche tradizionali, immunologiche e molecolari.

OF 3) Comprendere l'importanza della sicurezza alimentare e della rilevazione di contaminanti come micotossine e pesticidi.

B. Capacità di applicare conoscenza e comprensione

OF 4) Applicare protocolli di campionamento specifici per differenti contesti ecologici e ambientali.

OF 5) Essere in grado di utilizzare tecniche microbiologiche classiche e avanzate per l’identificazione di patogeni e l’analisi delle comunità microbiche.

OF 6) Essere in grado di condurre analisi per la rilevazione di patogeni vegetali mediante metodi basati sulla PCR (LAMP, qPCR) e analisi di comunità microbiche tramite sequenziamento con tecnologia Nanopore.

C. Autonomia di giudizio

OF 7) Saper selezionare in modo critico le metodologie diagnostiche più appropriate in relazione al tipo di ecosistema e al problema fitosanitario o ambientale da affrontare.

OF 8) Valutare la qualità e l'affidabilità dei risultati ottenuti tramite le diverse tecniche di analisi.

D. Abilità comunicative

OF 9) Saper comunicare in modo efficace risultati diagnostici a interlocutori specialisti e non specialisti.

OF 10) Essere in grado di redigere relazioni tecniche e presentazioni orali utilizzando un linguaggio scientifico adeguato.

E. Capacità di apprendere

OF 11) Sviluppare competenze trasversali per aggiornarsi autonomamente sulle nuove tecniche diagnostiche emergenti nel settore agrario, forestale e urbano.

OF 12) Integrare conoscenze multidisciplinari per affrontare problematiche complesse relative alla salute degli ecosistemi agrari, forestali e urbani.

Modulo: STRATEGIE DIAGNOSTICHE PER LA PROTEZIONE DI ECOSISTEMI AGRARI, FORESTALI E URBANI
N/D
Modulo: MICROBIOLOGIA E BIOTECNOLOGIE AMBIENTALI
N/D

Programma

Modulo: STRATEGIE DIAGNOSTICHE PER LA PROTEZIONE DI ECOSISTEMI AGRARI, FORESTALI E URBANI
Modulo Strategie diagnostiche per la protezione di ecosistemi agrari, forestali e urbani

  • Caratteristiche degli ecosistemi agrari, forestali e urbani.
  • I principali stress ambientali (inquinamento, cambiamento climatico) e biotici (funghi, batteri, virus) per le piante negli ecosistemi agrari, forestali e urbani.
  • Tecniche di campionamento nei sistemi agrari, forestali e urbani
  • Diagnosi microbiologica tradizionale: coltura, isolamento e identificazione.
  • Tecniche immunologiche e tecniche molecolari.
  • Studio delle comunità microbiche (Nanopore sequencing).
  • Rilevazione di micotossine e pesticidi.

Modulo: MICROBIOLOGIA E BIOTECNOLOGIE AMBIENTALI

1. Filogenesi e diversità microbica, citologia e genetica dei Microrganismi procarioti ed eucarioti:

2. Ecofisiologia microbica: fattori ambientali che controllano la crescita microbica. Interazioni microbiche, analisi delle comunità microbiche

3. Metabolismo microbico: Fototrofia, Chemiolitotrofia; Catabolismo dei composti organici. Cicli biogeochimici (C, N, S)

4. Trattamento delle acque di scarico, compostaggio dei rifiuti organici, principi di biorisanamento.

5. Processi biotecnologici per la valorizzazione di sottoprodotti dell’industria agroalimentare

Modulo: STRATEGIE DIAGNOSTICHE PER LA PROTEZIONE DI ECOSISTEMI AGRARI, FORESTALI E URBANI
N/D
Modulo: MICROBIOLOGIA E BIOTECNOLOGIE AMBIENTALI
N/D

Modalità d'esame

L’esame di profitto, consiste in una prova orale sugli argomenti sviluppati durante le ore di lezione teorica e teorico-pratica. La valutazione finale è espressa in trentesimi.

Per l’esame di profitto, la prova orale consiste in domande riguardanti gli argomenti del programma. L’esito positivo della prova orale darà luogo alla valutazione finale dell’esame.

Per gli studenti iscritti all’anno di corso nel quale si svolge l’insegnamento, è prevista una prova di esonero orale relativa agli argomenti di lezioni ed esercitazioni svolti nel periodo che precede la prova stessa (circa metà programma). La prova di esonero è superata se lo studente mostra livello di conoscenza adeguato, ovvero padronanza della materia e del linguaggio tecnico-scientifico, capacità di analisi dei problemi e di strutturazione delle argomentazioni. L’esito positivo delle prove di esonero concorre alla valutazione finale dell’esame ed ha la validità di un anno accademico.

Per gli studenti risultati idonei alla prova di esonero, la prova orale finale riguarderà solo gli argomenti di lezioni ed esercitazioni svolti nel periodo successivo alla prova di esonero. In questo caso, la valutazione dell’esame di profitto è espressa come media tra la votazione riportata all’esonero e la prova finale.

L’esame di profitto degli studenti stranieri può essere svolto in lingua inglese

Testi di riferimento

Modulo: STRATEGIE DIAGNOSTICHE PER LA PROTEZIONE DI ECOSISTEMI AGRARI, FORESTALI E URBANI
Appunti e slide delle lezioni e articoli scientifici forniti dal docente.

Modulo: MICROBIOLOGIA E BIOTECNOLOGIE AMBIENTALI

  • Appunti di lezione;
  • Microbiologia agroambientale- Editrice Ambrosiana, Biavati – Sorlini

Altro:

  • Microbiologia Generale ed Agraria, Casa Editrice Ambrosiana, Biavati - Sorlini
  • Biologia dei microrganismi, Casa Editrice Ambrosiana, Dehò - Galli

Modulo: STRATEGIE DIAGNOSTICHE PER LA PROTEZIONE DI ECOSISTEMI AGRARI, FORESTALI E URBANI
N/D
Modulo: MICROBIOLOGIA E BIOTECNOLOGIE AMBIENTALI
N/D

Codice insegnamento AID-1fd0ab67-01c

TIROCINIO 1° anno · 2° semestre · 7 CFU · 0 file

Acquisizione di conoscenze integrative mediante esperienze di laboratorio e campagna; comprensione dell’importanza dell’approccio interdisciplinare nel metodo scientifico

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Acquisizione di conoscenze integrative mediante esperienze di laboratorio e campagna; comprensione dell’importanza dell’approccio interdisciplinare nel metodo scientifico

Programma

Specifici delle diverse attività

Modalità d'esame

Riconoscimento dei CFU di tirocinio, in seguito a Valutazione del docente

Testi di riferimento

Nessun testo specifico

Codice insegnamento AAF1045

VEGETAZIONE, PAESAGGIO E RIPRISTINO ECOLOGICO 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · BIOS-01/C · 0 file

Obiettivo generale Sviluppare competenze essenziali per il ripristino ecologico basate sull’analisi della vegetazione e del paesaggio, identificazione di obiettivi e priorità di ripristino, definizione di modelli di…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Obiettivo generale Sviluppare competenze essenziali per il ripristino ecologico basate sull’analisi della vegetazione e del paesaggio, identificazione di obiettivi e priorità di ripristino, definizione di modelli di riferimento, valutazione dei benefici attesi e monitoraggio dei risultati; conoscenza, apprendimento ed analisi critica di attività e progetti di ripristino ecologico, sviluppati a diverse scale e in diversi contesti territoriali, in accordo con obiettivi strategici e norme di livello internazionale, nazionale e locale A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere e comprendere principi di base, metodi e strumenti per l’analisi strutturale, funzionale e dinamica di vegetazione e paesaggio OF 2) Conoscere e comprendere i principi di base dell’ecologia del ripristino B – Capacità applicative OF 3) Saper identificare obiettivi e priorità di ripristino e definire modelli di riferimento, OF 4) Essere in grado di applicare tecniche/metodi per valutare i benefici attesi e monitorare i risultati dgeli interventi di ripristino ecologico OF5) essere in grado di selezionare ed applicare strumenti e soluzioni di ripristino ecologico più idonei, in funzione della scala di indagine e della diversità dei contesti territoriali di riferimento, e coerenti con obiettivi strategici e normativi correnti C - Autonomia di giudizio OF 6) Essere in grado di effettuare un’analisi critica di attività e progetti di ripristino ecologico, illustrati nell’ambito di attività seminariali o di approfondimento D – Abilità nella comunicazione OF 7) Saper comunicare e argomentare criticamente soluzioni alternative di ripristino ecologico E - Capacità di apprendere OF 8) Avere la capacità di proseguire lo studio in modo autonomo attraverso la conoscenza dei modelli teorici di base per l’analisi ecologica del paesaggio e della vegetazione applicate al ripristino, nonché delle principali fonti istituzionali e scientifiche per il reperimento dei dati utili all’implementazione di strategie e regolamenti internazionali, nazionali e locali

Programma

L’insegnamento si articola in una sezione teorica (4 CFU), relativa ai fondamenti dell’ecologia del ripristino (restoration ecology), della scienza della vegetazione e dell’ecologia del paesaggio, una sezione seminariale (1 CFU), dedicata all’illustrazione da parte di esperti e analisi critica di casi studio e/o partecipazione ad eventi di disseminazione, e in una sezione formativa sul terreno (1 CFU), dedicata all’osservazione diretta ed apprendimento in campo di modelli e progetti di ripristino ecologico.

  • introduzione alla restoration ecology; definizioni, fondamenti teorici,

inquadramento politico-strategico

  • principi

e sfide del ripristino ecologico

  • scienza della vegetazione e restoration ecology: comunità vegetali e

dinamica della vegetazione

  • scienza della vegetazione e restoration ecology: eterogeneità ambientale e vegetazione naturale potenziale
  • scienza della vegetazione e restoration ecology: cartografia delle serie di vegetazione a livello nazionale e a livello

locale

  • scienza della vegetazione e restoration ecology:

classificazione ecoregionale

  • scienza della vegetazione e restoration ecology:

dati

e metodi per la valutazione dello stato di conservazione della vegetazione

  • ecologia del paesaggio e restoration ecology:modelli interpretativi del paesaggio (tipologie, utilizzo, struttura dei

dati, modello patch-corridoio-matrice)

  • ecologia del paesaggio e restoration ecology:cartografia degli usi e coperture del suolo e cartografia degli

ecosistemi

  • ecologia del paesaggio e restoration ecology:indici di struttura del paesaggio, livelli di analisi; metriche di

composizione e configurazione

  • ecologia del paesaggio e restoration ecology: applicazione delle metriche di paesaggio

(eterogeneità

naturale e disturbo antropico, frammentazione, effetto margine, modelli di

biodiversità -biogeografia delle isole, meta-popolazioni, source-sink-,

connettività ecologica, reti ecologiche)

  • dalla valutazione al ripristino: modello di valutazione DPSIR (Determinanti, Pressioni, Stato, Impatti,

Risposte)

  • dalla valutazione al ripristino: sistemi di riferimento; prioritizzazione
  • dalla valutazione al ripristino:ripristino in ambiente terrestre, Direttiva Habitat, Rete Natura2000, Lista

Rossa degli Ecosistemi d’Italia

  • dalla valutazione al ripristino: soluzioni basate sulla natura e infrastrutture verdi
  • dalla valutazione al ripristino: ripristino in aree urbane, contesto strategico e strumenti di

pianificazione, infrastrutture verdi

  • Esempi di piani e progetti di ripristino ecologico- caso di studio 1
  • Esempi di piani e progetti di ripristino ecologico- caso di studio 2
  • Esempi di piani e progetti di ripristino ecologico- caso di studio 3
  • Esempi di piani e progetti di ripristino ecologico- caso di studio 4
  • Escursione guidata nell'ambito della Città Metropolitana di Roma - 1
  • Escursione guidata nell'ambito della Città Metropolitana di Roma - 2

Modalità d'esame

La valutazione dello studente prevede un esame orale finalizzato alla verifica dell’apprendimento dei concetti di base relativi a ciascuno degli argomenti teorici del programma e alla verifica della capacità di integrazione tra questi argomenti. Nel corso del colloquio orale, che potrà svolgersi anche a partire dall’elaborazione facoltativa di una tesina relativa ad un caso studio, lo studente dovrà inoltre dimostrare di saper selezionare gli strumenti più idonei per l’applicazione dei concetti di base;

per superare l'esame, e riportare quindi un voto non inferiore a 18/30, lo studente deve dimostrare di aver acquisito una conoscenza sufficiente dei fondamenti teorici di base (peso = 1/3), di essere capace di integrare i diversi argomenti (peso = 1/3) e di essere in grado di applicare tali conoscenze nella selezione di strumenti e modelli di ripristino ecologico (peso = 1/3); per conseguire un punteggio pari a 30/30 e lode, lo studente deve dimostrare di aver raggiunto un livello eccellente in ognuno dei tre aspetti oggetto di valutazione

Testi di riferimento

  • Palmer, M. A., Zedler, J. B., & Falk, D. A. (Eds.). (2016). Foundations of restoration ecology (p. 3). Washington, DC: Island Press. (disponibile presso il docente)
  • Blasi C. & Biondi E. 2017. La flora in Italia. Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, pp. 704. Sapienza Università Editrice, Roma. (disponibile gratuitamente online al link https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/biblioteca/protezione_natura/LaFloraInItalia.pdf)
  • Battisti C., 2004. Frammentazione ambientale, connettività, reti ecologiche. Un contributo teorico e metodologico con particolare riferimento alla fauna selvatica. Provincia di Roma, Assessorato alle Politiche agricole, ambientali e Protezione civile, 248 pp. (disponibile online al link http://www.planeco.org/battisti.pdf)
  • Burkhard B, Maes J (Eds.) (2017) Mapping Ecosystem Services. Pensoft Publishers, Sofia,

374 pp (disponibile online al link https://ab.pensoft.net/articles.php?id=12837)

  • McGarigal, K. ,2015. FRAGSTATS help. University of Massachusetts: Amherst, MA, USA, 182. (disponibile online al link http://priede.bf.lu.lv/ftp/pub/GIS/atteelu_analiize/FragStats/fragstats.help.4.2.pdf)
  • Blasi C., Capotorti G., Copiz R., Guida D., Mollo B., Smiraglia D., Zavattero L., 2018. Terrestrial Ecoregions of Italy. Map and Explanatory notes. Global Map S.r.l., Firenze, Italy (disponibili online ai link https://www.researchgate.net/publication/337275982_Terrestrial_Ecoregions_of_Italy_explanatory_notes e https://www.researchgate.net/publication/337276053_Map_of_the_Terrestrial_Ecoregions_of_Italy_1_1_000_000)
  • FAO, SER & IUCN CEM. 2023. Standards of practice to guide ecosystem restoration. A contribution to the

United Nations Decade on Ecosystem Restoration. Summary report. Rome, FAO. https://doi.org/10.4060/

cc5223en (disponibile online)

  • Maes et al., 2016. Mapping and Assessment of Ecosystems and their Services. Urban Ecosystems. Publications Office of the European Union, Luxembourg. (disponibile online c/o https://ec.europa.eu/environment/nature/knowledge/ecosystem_assessment/pdf/102.pdf)
  • Dispense specifiche sugli argomenti oggetto delle attività seminariali e casi studio

Codice insegnamento 10627468

A SCELTA DELLO STUDENTE 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · 0 file

Gli studenti possono approfondire temi di interesse specifico per acquisire maggiori competenze nel loro ambito di studio. A questo scopo i 12 CFU degli esami a scelta devono essere inseriti nel percorso formativo.…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Gli studenti possono approfondire temi di interesse specifico per acquisire maggiori competenze nel loro ambito di studio. A questo scopo i 12 CFU degli esami a scelta devono essere inseriti nel percorso formativo. Studenti e studentesse possono scegliere uno o più insegnamenti presenti all'interno dell'offerta formativa relativa a tutti i corsi di laurea della Sapienza, purché coerenti con gli obiettivi del CdS.

Codice insegnamento AID-404d6b3a-27e

ALTERAZIONI AMBIENTALI E VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO 2° anno · 1° semestre · 3 CFU · GEOS-03/A · 0 file

L’obiettivo generale dell’insegnamento integrato è la comprensione da parte degli studenti dei meccanismi che governano i delicati equilibri ambientali, con particolare attenzione alle alterazioni antropiche, mediante un…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

L’obiettivo generale dell’insegnamento integrato è la comprensione da parte degli studenti dei meccanismi che governano i delicati equilibri ambientali, con particolare attenzione alle alterazioni antropiche, mediante un approccio multidisciplinare.

1 – Conoscenza e capacità di comprensione

Conoscenza dei principali fattori predisponenti l’erosione accelerata del suolo

Conoscenza degli effetti degli interventi antropici sul territorio.

Conoscenza dei metodi della geomorfologia urbana.

Conoscenza dei metodi di valorizzazione del patrimonio geologico.

2 – Conoscenza e capacità di comprensione applicate

Capacità di valutare quantitativamente l’intensità dell’erosione nei bacini fluviali e sui versanti.

Capacità di organizzare e condurre campagne di rilevamento geomorfologico in ambienti fortemente antropizzati.

Capacità di valutare le conseguenze nel tempo e nello spazio degli interventi antropici sul territorio.

3 - Autonomia di giudizio

Capacità di raccogliere e analizzare i dati necessari per esprimere pareri oggettivi in forma autonoma.

4 – Abilità nella comunicazione

Capacità di comunicare in modo razionale e conseguenziale, adattando il linguaggio in funzione del livello culturale degli ascoltatori, gli effetti degli interventi antropici sul territorio.

Capacità di comunicare la valenza scientifica e divulgativa di siti di particolare interesse geomorfologico.

5 - Capacità di apprendere

Avere la capacità di consultare la letteratura scientifica sulle alterazioni ambientali a scala di bacino idrografico e versante.

Capacità di comprendere la dinamica geomorfologica in ambienti fortemente urbanizzati.

Programma

Modulo: ALTERAZIONI AMBIENTALI E VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO

  • L’erosione accelerata del suolo: fattori predisponenti e impatto delle attività antropiche a scala di bacino idrografico e di versante, esempi di monitoraggio dell’erosione del suolo. Analisi delle alterazioni ambientali al paesaggio fisico naturale e delle loro conseguenze. Mitigazione del rischio di inondazione fluviale, di erosione del suolo e delle spiagge.
  • La geomorfologia urbana: metodi per il rilevamento geomorfologico in ambienti fortemente modificati dall’uomo. Riconoscimento e rappresentazione delle forme antropiche. La carta geomorfologica di Roma.
  • Itinerari geoturistici e valorizzazione del patrimonio geomorfologico.

Modulo: ALTERAZIONI E RISANAMENTO AMBIENTALE
Pedologia, suolo, importanza e funzioni del suolo. Processi di formazione ed evoluzione dei suoli. La classificazione dei suoli.

Elementi di chimica ambientale relativi ai cicli degli elementi in traccia e dei metalloidi nel sistema suolo.

Processi che determinano la presenza di inquinanti inorganici nel suolo e fattori che ne condizionano la mobilità e biodisponibilità.

Strategie di riduzione in situ della mobilità e biodisponibilità dei contaminanti inorganici del suolo.

Modulo: ALTERAZIONI AMBIENTALI E VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO

  • 1 CFU (8 ore) di lezioni frontali
  • 2 CFU di attività pratiche sul terreno

Modulo: ALTERAZIONI E RISANAMENTO AMBIENTALE

  • Il suolo: importanza e funzioni. La pedogenesi.
  • Inquinanti inorganici nel suolo e loro mobilità e biodisponibilita.
  • Strategie di riduzione della mobilità e biodisponibilità dei contaminanti inorganici.

Modalità d'esame

Gli studenti saranno chiamati a proporre ed esporre un progetto di fruizione e di valorizzazione del territorio. Dopo l'esposizione orale, seguiranno eventuali domande da parte dei docenti.

Testi di riferimento

Modulo: ALTERAZIONI AMBIENTALI E VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO
M. Del Monte - Geomorfologia di Roma. Sapienza Università Editrice, 2018

Modulo: ALTERAZIONI E RISANAMENTO AMBIENTALE
Khan Towhid Osman (2013) SOILS - Principles, Properties and Management.

ISBN: 978-94-007-5663-2

Ibrahim Misral (2004) SOIL POLLUTION - Origin, Monitoring and Remediation

ISBN: 978-3-662-05400-0

Modulo: ALTERAZIONI AMBIENTALI E VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO
N/D
Modulo: ALTERAZIONI E RISANAMENTO AMBIENTALE
Articoli tecnici e scientifici specialistici forniti dai docenti.

Appunti delle lezioni.

Codice insegnamento AID-c872a801-53c

ALTERAZIONI AMBIENTALI RISANAMENTO E VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · GEOS-03/A · 0 file

L’obiettivo generale dell’insegnamento integrato è la comprensione da parte degli studenti dei meccanismi che governano i delicati equilibri ambientali, con particolare attenzione alle alterazioni antropiche, mediante un…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

L’obiettivo generale dell’insegnamento integrato è la comprensione da parte degli studenti dei meccanismi che governano i delicati equilibri ambientali, con particolare attenzione alle alterazioni antropiche, mediante un approccio multidisciplinare.
A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere i fattori della pedogenesi. OF 2) Conoscere i fattori che determinano la presenza degli inquinanti inorganici nel suolo. OF 3) Conoscere le principali strategie di riduzione in situ della mobilità e biodisponibilità dei contaminanti inorganici nel suolo.
B - Capacità applicative OF 1) Essere in grado di applicare i principali elementi di chimica ambientale relativi ai cicli degli elementi in traccia e dei metalloidi nel suolo. OF 2) Saper inquadrare i processi pedogenetici in relazione ai differenti fattori che li condizionano.
C - Autonomia di giudizio OF 1) Essere in grado di applicare nozioni e principi utili a riconoscere le principali tipologie di suoli.
D - Abilità nella comunicazione OF 1) Saper comunicare la natura dei principali processi pedogenetici. OF 2) Saper comunicare le principali metodologie per il risanamento dei suoli contaminati da inquinanti inorganici.
E - Capacità di apprendere OF 1) Avere la capacità di consultare la letteratura scientifica sui processi pedogenetici.
2) MODULO ALTERAZIONI E RISANAMENTO AMBIENTALE "1 – Conoscenza e capacità di comprensione Conoscenza dei fattori della pedogenesi. Conoscenza dei processi che determinano la presenza degli inquinanti inorganici nel suolo. Conoscenza delle principali strategie di riduzione in situ della mobilità e biodisponibilità dei contaminanti inorganici nel suolo.
2 – Conoscenza e capacità di comprensione applicate Capacità di applicare i principali elementi di chimica ambientale relativi ai cicli degli elementi in traccia e dei metalloidi nel suolo. Capacità di inquadrare i processi pedogenetici in relazione ai differenti fattori che li condizionano.
3 - Autonomia di giudizio Capacità di applicare nozioni e principi utili a riconoscere le principali tipologie di suoli.
4 – Abilità nella comunicazione Capacità di comunicare la natura dei principali processi pedogenetici. Capacità di comunicare le principali metodologie per il risanamento dei suoli contaminati da inquinanti inorganici.
5 - Capacità di apprendere Avere la capacità di consultare la letteratura scientifica sui processi pedogenetici."

Programma

ALTERAZIONI AMBIENTALI E VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO
Modulo: ALTERAZIONI AMBIENTALI E VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO

  • L’erosione accelerata del suolo: fattori predisponenti e impatto delle attività antropiche a scala di bacino idrografico e di versante, esempi di monitoraggio dell’erosione del suolo. Analisi delle alterazioni ambientali al paesaggio fisico naturale e delle loro conseguenze. Mitigazione del rischio di inondazione fluviale, di erosione del suolo e delle spiagge.
  • La geomorfologia urbana: metodi per il rilevamento geomorfologico in ambienti fortemente modificati dall’uomo. Riconoscimento e rappresentazione delle forme antropiche. La carta geomorfologica di Roma.
  • Itinerari geoturistici e valorizzazione del patrimonio geomorfologico.

Modulo: ALTERAZIONI E RISANAMENTO AMBIENTALE
Pedologia, suolo, importanza e funzioni del suolo. Processi di formazione ed evoluzione dei suoli. La classificazione dei suoli.

Elementi di chimica ambientale relativi ai cicli degli elementi in traccia e dei metalloidi nel sistema suolo.

Processi che determinano la presenza di inquinanti inorganici nel suolo e fattori che ne condizionano la mobilità e biodisponibilità.

Strategie di riduzione in situ della mobilità e biodisponibilità dei contaminanti inorganici del suolo.

Modulo: ALTERAZIONI AMBIENTALI E VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO

  • 1 CFU (8 ore) di lezioni frontali
  • 2 CFU di attività pratiche sul terreno

Modulo: ALTERAZIONI E RISANAMENTO AMBIENTALE

  • Il suolo: importanza e funzioni. La pedogenesi.
  • Inquinanti inorganici nel suolo e loro mobilità e biodisponibilita.
  • Strategie di riduzione della mobilità e biodisponibilità dei contaminanti inorganici.

ALTERAZIONI E RISANAMENTO AMBIENTALE
Modulo: ALTERAZIONI AMBIENTALI E VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO

  • L’erosione accelerata del suolo: fattori predisponenti e impatto delle attività antropiche a scala di bacino idrografico e di versante, esempi di monitoraggio dell’erosione del suolo. Analisi delle alterazioni ambientali al paesaggio fisico naturale e delle loro conseguenze. Mitigazione del rischio di inondazione fluviale, di erosione del suolo e delle spiagge.
  • La geomorfologia urbana: metodi per il rilevamento geomorfologico in ambienti fortemente modificati dall’uomo. Riconoscimento e rappresentazione delle forme antropiche. La carta geomorfologica di Roma.
  • Itinerari geoturistici e valorizzazione del patrimonio geomorfologico.

Modulo: ALTERAZIONI E RISANAMENTO AMBIENTALE
Pedologia, suolo, importanza e funzioni del suolo. Processi di formazione ed evoluzione dei suoli. La classificazione dei suoli.

Elementi di chimica ambientale relativi ai cicli degli elementi in traccia e dei metalloidi nel sistema suolo.

Processi che determinano la presenza di inquinanti inorganici nel suolo e fattori che ne condizionano la mobilità e biodisponibilità.

Strategie di riduzione in situ della mobilità e biodisponibilità dei contaminanti inorganici del suolo.

Modulo: ALTERAZIONI AMBIENTALI E VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO

  • 1 CFU (8 ore) di lezioni frontali
  • 2 CFU di attività pratiche sul terreno

Modulo: ALTERAZIONI E RISANAMENTO AMBIENTALE

  • Il suolo: importanza e funzioni. La pedogenesi.
  • Inquinanti inorganici nel suolo e loro mobilità e biodisponibilita.
  • Strategie di riduzione della mobilità e biodisponibilità dei contaminanti inorganici.

Modalità d'esame

ALTERAZIONI AMBIENTALI E VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO
Gli studenti saranno chiamati a proporre ed esporre un progetto di fruizione e di valorizzazione del territorio. Dopo l'esposizione orale, seguiranno eventuali domande da parte dei docenti.

ALTERAZIONI E RISANAMENTO AMBIENTALE
Gli studenti saranno chiamati a proporre ed esporre un progetto di fruizione e di valorizzazione del territorio. Dopo l'esposizione orale, seguiranno eventuali domande da parte dei docenti.

Testi di riferimento

ALTERAZIONI AMBIENTALI E VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO
Modulo: ALTERAZIONI AMBIENTALI E VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO
M. Del Monte - Geomorfologia di Roma. Sapienza Università Editrice, 2018

Modulo: ALTERAZIONI E RISANAMENTO AMBIENTALE
Khan Towhid Osman (2013) SOILS - Principles, Properties and Management.

ISBN: 978-94-007-5663-2

Ibrahim Misral (2004) SOIL POLLUTION - Origin, Monitoring and Remediation

ISBN: 978-3-662-05400-0

Modulo: ALTERAZIONI AMBIENTALI E VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO
N/D
Modulo: ALTERAZIONI E RISANAMENTO AMBIENTALE
Articoli tecnici e scientifici specialistici forniti dai docenti.

Appunti delle lezioni.

ALTERAZIONI E RISANAMENTO AMBIENTALE
Modulo: ALTERAZIONI AMBIENTALI E VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO
M. Del Monte - Geomorfologia di Roma. Sapienza Università Editrice, 2018

Modulo: ALTERAZIONI E RISANAMENTO AMBIENTALE
Khan Towhid Osman (2013) SOILS - Principles, Properties and Management.

ISBN: 978-94-007-5663-2

Ibrahim Misral (2004) SOIL POLLUTION - Origin, Monitoring and Remediation

ISBN: 978-3-662-05400-0

Modulo: ALTERAZIONI AMBIENTALI E VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO
N/D
Modulo: ALTERAZIONI E RISANAMENTO AMBIENTALE
Articoli tecnici e scientifici specialistici forniti dai docenti.

Appunti delle lezioni.

Codice insegnamento 10630312

ALTERAZIONI E RISANAMENTO AMBIENTALE 2° anno · 1° semestre · 3 CFU · GEOS-01/D · 0 file

L’obiettivo generale dell’insegnamento integrato è la comprensione da parte degli studenti dei meccanismi che governano i delicati equilibri ambientali, con particolare attenzione alle alterazioni antropiche, mediante un…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

L’obiettivo generale dell’insegnamento integrato è la comprensione da parte degli studenti dei meccanismi che governano i delicati equilibri ambientali, con particolare attenzione alle alterazioni antropiche, mediante un approccio multidisciplinare.

1 – Conoscenza e capacità di comprensione

Conoscenza dei principali fattori predisponenti l’erosione accelerata del suolo

Conoscenza degli effetti degli interventi antropici sul territorio.

Conoscenza dei metodi della geomorfologia urbana.

Conoscenza dei metodi di valorizzazione del patrimonio geologico.

2 – Conoscenza e capacità di comprensione applicate

Capacità di valutare quantitativamente l’intensità dell’erosione nei bacini fluviali e sui versanti.

Capacità di organizzare e condurre campagne di rilevamento geomorfologico in ambienti fortemente antropizzati.

Capacità di valutare le conseguenze nel tempo e nello spazio degli interventi antropici sul territorio.

3 - Autonomia di giudizio

Capacità di raccogliere e analizzare i dati necessari per esprimere pareri oggettivi in forma autonoma.

4 – Abilità nella comunicazione

Capacità di comunicare in modo razionale e conseguenziale, adattando il linguaggio in funzione del livello culturale degli ascoltatori, gli effetti degli interventi antropici sul territorio.

Capacità di comunicare la valenza scientifica e divulgativa di siti di particolare interesse geomorfologico.

5 - Capacità di apprendere

Avere la capacità di consultare la letteratura scientifica sulle alterazioni ambientali a scala di bacino idrografico e versante.

Capacità di comprendere la dinamica geomorfologica in ambienti fortemente urbanizzati.

Programma

Modulo: ALTERAZIONI AMBIENTALI E VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO

  • L’erosione accelerata del suolo: fattori predisponenti e impatto delle attività antropiche a scala di bacino idrografico e di versante, esempi di monitoraggio dell’erosione del suolo. Analisi delle alterazioni ambientali al paesaggio fisico naturale e delle loro conseguenze. Mitigazione del rischio di inondazione fluviale, di erosione del suolo e delle spiagge.
  • La geomorfologia urbana: metodi per il rilevamento geomorfologico in ambienti fortemente modificati dall’uomo. Riconoscimento e rappresentazione delle forme antropiche. La carta geomorfologica di Roma.
  • Itinerari geoturistici e valorizzazione del patrimonio geomorfologico.

Modulo: ALTERAZIONI E RISANAMENTO AMBIENTALE
Pedologia, suolo, importanza e funzioni del suolo. Processi di formazione ed evoluzione dei suoli. La classificazione dei suoli.

Elementi di chimica ambientale relativi ai cicli degli elementi in traccia e dei metalloidi nel sistema suolo.

Processi che determinano la presenza di inquinanti inorganici nel suolo e fattori che ne condizionano la mobilità e biodisponibilità.

Strategie di riduzione in situ della mobilità e biodisponibilità dei contaminanti inorganici del suolo.

Modulo: ALTERAZIONI AMBIENTALI E VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO

  • 1 CFU (8 ore) di lezioni frontali
  • 2 CFU di attività pratiche sul terreno

Modulo: ALTERAZIONI E RISANAMENTO AMBIENTALE

  • Il suolo: importanza e funzioni. La pedogenesi.
  • Inquinanti inorganici nel suolo e loro mobilità e biodisponibilita.
  • Strategie di riduzione della mobilità e biodisponibilità dei contaminanti inorganici.

Modalità d'esame

Gli studenti saranno chiamati a proporre ed esporre un progetto di fruizione e di valorizzazione del territorio. Dopo l'esposizione orale, seguiranno eventuali domande da parte dei docenti.

Testi di riferimento

Modulo: ALTERAZIONI AMBIENTALI E VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO
M. Del Monte - Geomorfologia di Roma. Sapienza Università Editrice, 2018

Modulo: ALTERAZIONI E RISANAMENTO AMBIENTALE
Khan Towhid Osman (2013) SOILS - Principles, Properties and Management.

ISBN: 978-94-007-5663-2

Ibrahim Misral (2004) SOIL POLLUTION - Origin, Monitoring and Remediation

ISBN: 978-3-662-05400-0

Modulo: ALTERAZIONI AMBIENTALI E VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO
N/D
Modulo: ALTERAZIONI E RISANAMENTO AMBIENTALE
Articoli tecnici e scientifici specialistici forniti dai docenti.

Appunti delle lezioni.

Codice insegnamento AID-81e02797-0d5

ALTRE CONOSCENZE UTILI PER L'INSERIMENTO NEL MONDO DEL LAVORO 2° anno · 1° semestre · 3 CFU · 0 file

Sviluppo di abilità nel campo delle applicazioni pratiche, anche in rapporto alla possibilità di inserimento nel mondo lavorativo.

Scheda dell'insegnamento

Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.

Obiettivi formativi

Sviluppo di abilità nel campo delle applicazioni pratiche, anche in rapporto alla possibilità di inserimento nel mondo lavorativo.

Programma

In funzione dell'attività scelta dallo studente

  • La programmazione del corso è gestita dal tutor dell’industria

(scelta su JobSoul) in collaborazione del docente guida scelto dallo studente

Modalità d'esame

Riconoscimento dei CFU di tirocinio, in seguito a Valutazione del docente

Testi di riferimento

Il materiale didattico viene fornito dai docenti responsabili dei tirocini

Codice insegnamento AAF1149

APPLICAZIONI AMBIENTALI DEI GEOMATERIALI 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · GEOS-01/A · 0 file

L’obiettivo generale è lo sviluppo delle attitudini personali degli studenti, finalizzato alla piena comprensione dei meccanismi che regolano gli equilibri ambientali attraverso un approccio interdisciplinare…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

L’obiettivo generale è lo sviluppo delle attitudini personali degli studenti, finalizzato alla piena comprensione dei meccanismi che regolano gli equilibri ambientali attraverso un approccio interdisciplinare integrato. Obiettivi specifici sono la comprensione del ruolo dei geomateriali nei diversi contesti naturali, industriali, ambientali e sanitari nonché la capacità di analizzare le loro proprietà chimiche e fisiche. Per maggiori dettagli si fa riferimento ai descrittori di Dublino sotto elencati. A) Capacità di riconoscere, analizzare e classificare i geomateriali di interesse ambientale. B) Conoscenza dei principali gruppi di minerali di interesse ambientale. Conoscenza delle loro proprietà chimiche e fisiche e dei fattori che ne influenzano la stabilità. Conoscenza dei processi naturali o antropici che coinvolgono i minerali. C) Capacità di analizzare il ruolo dei geomateriali nelle problematiche ambientali e di suggerire utilizzi appropriati e soluzioni ai problemi. D) Capacità di comunicare concetti, problemi e soluzioni a interlocutori specialisti e non. E) Capacità di fare ricerche di materiale di studio in maniera autonoma per preparare una tesina d’esame.

Codice insegnamento 10629819

BOTANICA SPERIMENTALE PER L'AMBIENTE 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · BIOS-01/A · 0 file

L’insegnamento si propone di approfondire le conoscenze relative all’organizzazione e all’architettura degli organi delle piante vascolari in relazione alle variazioni dei parametri ambientali. Ha lo scopo di fornire…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

L’insegnamento si propone di approfondire le conoscenze relative all’organizzazione e all’architettura degli organi delle piante vascolari in relazione alle variazioni dei parametri ambientali. Ha lo scopo di fornire agli studenti informazioni sulle tecniche sperimentali di analisi e diagnostica cito-istologica necessarie per valutare eventuali variazioni morfo-funzionali dovute a stress ambientali sia di natura biotica che abiotica. Inoltre, durante il corso verranno illustrate e analizzate le strategie che le piante vascolari attuano a vari livelli, per contrastare le variazioni dei parametri ambientali. L’insegnamento si propone, inoltre, di fornire le conoscenze di base sulle tecniche per l’ottenimento delle piante geneticamente modificate (PGM) e delle tecniche per la diagnosi di PGM. Obiettivi specifici del corso sono: fornire le informazioni, teoriche/pratiche, necessarie per la comprensione dei processi a livello di cellula, di organo e dell’intero organismo in relazione alle condizioni ambientali; fornire le informazioni per la comprensione dei processi riproduttivi delle piante vascolari in relazione alle condizioni ambientali; fornire le informazioni sui processi metabolici, primari e secondari, delle piante in relazione alle variazioni dei parametri ambientali; fornire le conoscenze per valutare gli effetti del polline come agente di rilascio di allergeni; fornire le conoscenze per l’ottenimento delle PGM e il loro impatto sull’ambiente.

Programma

Descrizione dei contenuti

Il corso si propone di approfondire le conoscenze sull'organizzazione e l'architettura delle piante vascolari in relazione alle variazioni dei parametri ambientali. Ha lo scopo di fornire agli studenti informazioni sulle tecniche sperimentali cito-istologiche per l'analisi e la diagnosi delle anomalie morfo-funzionali dovute ai cambiamenti ambientali.

L’insegnamento prevede 5 CFU (40 ore) di lezioni frontali suddivise in 3 Unità didattiche e 1 CFU (12 ore) di attività sperimentali di laboratorio.

Lezioni Frontali

1à Unità: Strategie riproduttive in funzione dei parametri ambientali (16 ore).

L’embrione zigotico ed il seme: monitoraggio dell’embriogenesi e della germinazione del seme in relazione alla variazione dei parametri ambientali. L’embrione somatico ed i semi artificiali: tecniche di coltura in vitro per l’ottenimento di embrioni somatici e semi sintetici, potenziali applicazioni per la salvaguardia ambientale. Variazione somaclonale e gametoclonale in relazione all’ambiente. Ottenimento e selezione di ibridi rispondenti ai cambiamenti ambientali. Colture di protoplasti e produzione di ibridi somatici e cibridi e loro significato per l’ambiente.

2à Unità: Meccanismi di risposta e adattamenti di cellule, tessuti ed organi vegetali agli stress ambientali (16 ore).

Tecniche di coltura in vitro per lo studio delle risposte a stress biotici ed abiotici e per il risanamento ambientale. Bioaccumulo di composti inquinanti: effetti del bioaccumulo sul differenziamento di organi e tessuti. Approfondimenti sugli effetti di metalli pesanti e metalloidi sull’omeostasi ormonale e sullo sviluppo delle piante. Geni implicati nelle risposte delle piante ai fattori di stress. Interazione delle piante con l’aria: il ruolo dell’apparato fogliare. Piante modello per lo studio degli effetti del particolato atmosferico sugli organismi vegetali.

3à Unità: interazione pianta-ambiente; piante geneticamente modificate (8 ore)

Produzione di metaboliti secondari ed adattamenti cito-istologici in risposta alle componenti biotiche e abiotiche dell’ecosistema. Il polline, vitalità, monitoraggio pollinico e qualità dell’aria. Polline ed allergeni. Organismi geneticamente modificati: diagnostica e ricaduta ambientale. Analisi degli effetti della trasformazione genica su organi e tessuti vegetali. Epigenetica.

Attività di Laboratorio

1) Allestimento di colture cellulari e semina di piante in condizioni di stress, es. presenza di metalli tossici, e allevamento in ambienti controllati (2h);

2) Valutazione degli effetti sulla crescita delle piante, analisi morfologiche ed istochimiche (4h);

3) Tecniche per lo studio delle risposte delle piante alle basse temperature, utilizzo di protoplasti (2h);

4) Principali tecniche di biologia molecolare per lo studio degli effetti degli inquinanti ambientali sulle piante (2h);

5) Tecniche per lo studio del polline (2h).

  • La docente fornirà il materiale didattico necessario per lo studio a lezione
  • Testi di riferimento: Non è previsto nessun libro di testo. Alcuni articoli scientifici saranno forniti dalla docente

Modalità d'esame

La valutazione consiste in una prova orale. La prova d’esame ha l’obiettivo di verificare il livello di conoscenza ed approfondimento degli argomenti del programma dell’insegnamento e la capacità di ragionamento sviluppata dallo studente. L’esame complessivamente consente di verificare il raggiungimento degli obiettivi in termini di conoscenze e competenze acquisite così come le abilità comunicative. Nella prova orale viene valutato il livello delle conoscenze raggiunto, vengono inoltre valutate la proprietà di linguaggio, la chiarezza espositiva e la capacità critica.

Testi di riferimento

Il materiale didattico viene fornito durante il corso.

La bibliografia viene riportata alla fine di ogni argomento trattato a lezione.

Codice insegnamento 10627132

METODI E MODELLI MATEMATICI PER L'AMBIENTE 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · MATH-04/A · 0 file

Conoscenza e capacità di comprensione: acquisire conoscenza specialistica su metodi e modelli matematici per lo studio di fenomeni biloogi e antropici. Conoscenza e capacità di comprensione applicate: saper usare i…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Conoscenza e capacità di comprensione: acquisire conoscenza specialistica su metodi e modelli matematici per lo studio di fenomeni biloogi e antropici. Conoscenza e capacità di comprensione applicate: saper usare i modelli matematici per studuare un fenomeno e per fare predizioni, mediante l’uso di strumenti software.
Competenze da sviluppare e Risultati di apprendimento attesi: Obiettivi specifici: acquisire conoscenze sui modelli di popolazione deterministici e probabilistici e strumenti statistici descrittivi e inferenziali utili per l'analisi ambientale; sviluppare la capacità di giudizio attraverso l’elaborazione di un tesina di analisi di dati reali o simulati.

Programma

Diario delle lezioni / programma su: http://brazil.mat.uniroma1.it/dario#didattica

Introduzione ai sistemi dinamici (16 ore).

Equazioni alle differenze ed equazioni

differenziali. Analisi qualitativa: equilibri e stabilità, biforcazioni e catastrofi (shift ecologico).

Statistica descrittiva; (8 ore). Frequenze assolute e relative, rappresentazioni

grafiche. Media e deviazione standard; mediane e percentili. Statistica

bivariata e multivariata. Correlazione, retta di regressione; componenti

principali. Regressione per leggi esponenziali e a potenza.

Richiami di probabilità (12 ore). Indipendenza. Formula di Bayes, Legge dei grandi

numeri. Variabili aleatorie. Le principali distribuzioni di probabilità

nella modellistica. Indici di variabilità.

Statistica inferenziale (16 ore). Stima dei parametri di una distribuzione,

intervalli di confidenza. Verifica di ipotesi. Introduzione ai vari test statistici.

  • lezioni 1-10: richiami di matematica e modellizzazione differenziale, con esercitazione in laboratorio. Per i dettagli vedi il diario delle lezioni su http://brazil.mat.uniroma1.it/dario
  • lezioni 11-24: richiami di statistica con esercitazione in laboratorio. Per i dettagli vedi il diario delle lezioni su http://brazil.mat.uniroma1.it/dario

Modalità d'esame

L’esame mira a valutare l’apprendimento mediante una prova scritta che

  • attesti le competenze acquisite nelle esercitiazioni
  • attesti l'acquisizione dei principali punti della modellizzazione deterministica e stocastica.

Per conseguire un punteggio pare a 25/30, lo/la studente deve dimostrare di avere acquisito una buona conoscenza e competenza sugli argomenti di base del corso.

Per conseguire un punteggio pari a 30/30 e lode, lo/la studente deve dimostrare di aver acquisito un'eccellente competenza e conoscenza di tutti gli argomenti trattati durante il corso.

Testi di riferimento

Appunti del docente su

http://brazil.mat.uniroma1.it/dario/#didattica

Benedetto, Degli Esposti, Maffei: "Matematica per le scienze della vita", IV edizione

G. Gaeta: "Modelli matematici in biologia", Springer

Whitlock, Schluter: Analisi statistica dei dati biologici, Zanichelli 2022

Iacus, Masarotto: "Laboratorio di statistica con R"

Codice insegnamento P131458788

MONITORAGGIO DELLA QUALITA' DELL'ARIA 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · CHEM-01/B · 0 file

L’insegnamento si propone di approfondire le conoscenze relative al ruolo delle piante e dei funghi nella tutela ambientale e nel recupero sostenibile di ecosistemi alterati.

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

L’insegnamento si propone di approfondire le conoscenze relative al ruolo delle piante e dei funghi nella tutela ambientale e nel recupero sostenibile di ecosistemi alterati.

Programma

Monitoraggio della qualità dell’aria: parametri di interesse, anche in riferimento alle normative vigenti. Problemi emergenti.

Campionatori automatici, sistemi di campionamento con e senza arricchimento: canisters, bags, tubi di adsorbimento e gorgogliatori. Campionatori passivi. Concetto di risoluzione spaziale e temporale.

Influenza delle condizioni meteorologiche sulle concentrazioni in aria. Utilizzo del Radon come proxy della capacità di diluizione delle masse d’aria.

Particolato atmosferico: sorgenti primarie e secondarie e relazioni con la distribuzione dimensionale. Composizione chimica: macro- e micro-componenti e traccianti di sorgente. Procedure analitiche per la determinazione delle specie chimiche di maggiore interesse.

Campionamento del materiale particolato (PM): strumentazioni e taglio dimensionale. Equilibri solido-vapore, linee di denuder e filter packs

Elaborazione dei dati di caratterizzazione chimica del particolato atmosferico e utilizzo di tecniche avanzate di analisi statistica multivariata per l'attribuzione delle fonti di PM.

Identificazione delle relazioni tra le componenti chimiche nel PM e campioni di PM mediante analisi delle componenti principali.

Individuazione dei profili chimici e valutazione del contributo di diverse sorgenti di emissione alla concentrazione di massa del PM attraverso l'uso di modelli a recettore come la fattorizzazione a matrice positiva. Realizzazione di mappe spaziali delle concentrazioni

Durante il corso verranno svolte esercitazioni sull'uso di software open-source per l'elaborazione di dati di chimica dell'atmosfera e verranno forniti agli studenti gli strumenti necessari per elaborare e interpretare dati di chimica ambientale.

Modalità d'esame

esame orale

elaborazione di un dataset ambientale e discussione dei risultati

Testi di riferimento

appunti delle lezioni e slides. Selezione di aricoli scientifici

Codice insegnamento 10627133

MONITORAGGIO MEDIANTE BIOINDICATORI ANIMALI 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · BIOS-03/A · 0 file

Lo studente svilupperà competenze su un insieme di indicatori animali e su metodologie bio-ecologiche impiegate nella valutazione della qualità ambientale e nel biomonitoraggio in ecosistemi acquatici e terrestri. -…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

  • Lo studente svilupperà competenze su un insieme di indicatori animali e su metodologie bio-ecologiche impiegate nella valutazione della qualità ambientale e nel biomonitoraggio in ecosistemi acquatici e terrestri. - Conoscenza della biologia dei principali taxa animali utilizzati nella bioindicazione e loro riconoscimento. - Conseguimento di competenze specialistiche nel settore del biomonitoraggio.

Codice insegnamento P331076327

Prova finale 2° anno · 2° semestre · 38 CFU · 0 file

Acquisizione di conoscenze pratiche e capacità di esposizione dei risultati ottenuti attraverso un lavoro di ricerca scientifica in laboratorio e/o in campo.

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Acquisizione di conoscenze pratiche e capacità di esposizione dei risultati ottenuti attraverso un lavoro di ricerca scientifica in laboratorio e/o in campo.

Codice insegnamento AAF1036

VALUTAZIONE AMBIENTALE E SISTEMI INFORMATIVI GEOGRAFICI 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · CEAR-12/B · 0 file

Il corso fornisce conoscenze di base sulla normativa relativa a VIA e VAS, sulla comunicazione tramite indicatori ambientali e sull’uso di software GIS. Le competenze acquisite permetteranno di comprendere le fasi di una…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso fornisce conoscenze di base sulla normativa relativa a VIA e VAS, sulla comunicazione tramite indicatori ambientali e sull’uso di software GIS. Le competenze acquisite permetteranno di comprendere le fasi di una valutazione ambientale, analizzare, interpretare e gestire dati territoriali, valutare scenari ambientali, comunicare i risultati con efficacia e applicare il GIS anche in altri ambiti, come pianificazione territoriale, gestione delle risorse e monitoraggio ambientale.
A – Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere i principi fondamentali della valutazione ambientale OF 2) Conoscere la normativa di riferimento in materia di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) e VAS (Valutazione Ambientale Strategica) OF 3) Comprendere il funzionamento dei sistemi di riferimento geografici e cartografici
B – Capacità applicative OF 4) Saper impostare un processo di VIA o di VAS OF 5) Acquisire competenze di base nell’utilizzo di software GIS per la valutazione ambientale
C – Autonomia di giudizio OF 6) Essere in grado di valutare criticamente dati e risultati in ambito di valutazione ambientale OF 7) Integrare le conoscenze acquisite per applicare software GIS anche in contesti diversi dalla valutazione ambientale
D – Abilità nella comunicazione OF 8) Saper comunicare efficacemente i risultati attraverso indicatori ambientali e rappresentazioni cartografiche
E – Capacità di apprendere OF 9) Acquisire autonomia nella consultazione e nell’interpretazione di documenti tecnici di valutazione ambientale OF 10) Saper gestire e analizzare dati georeferenziati OF 11) Essere in grado di ideare e sviluppare un progetto GIS basato su dati geografici

Codice insegnamento 10629893

BIOMARCATORI DI ALTERAZIONI AMBIENTALI 0 file
BIOMARCATORI DI ALTERAZIONI AMBIENTALI 0 file
BOTANICA SPERIMENTALE 0 file
DINAMICA DELLA VEGETAZIONE ED ECOLOGIA DEL PAESAGGIO 0 file
ECOLOGIA APPLICATA E SERVIZI ECOSISTEMICI 0 file
ECOLOGIA APPLICATA E SERVIZI ECOSISTEMICI 0 file
ECOLOGIA DELLE SPECIE SINANTROPICHE E INVASIVE 0 file
METODI CHIMICI PER L'ANALISI AMBIENTALE 0 file
METODI CHIMICI PER L'ANALISI AMBIENTALE 4 file
Dispense Definizioni Cromatografia — 2019 pillola free Fattore di capacità e numero di piatti teorici utilizzati per misurare la risoluzione in cromatografia. Selettività calcolata con i tempi reticolari. HETP determina l'efficacia della colonna. Equazione di van Deemter descrive il comportamento del fluido mobile, considerando diffusione e trasferimento di massa. Dispense Cromatografia — 2019 pillola free Fattore di capacità e numero di piatti teorici utilizzati per misurare la risoluzione in cromatografia. Selettività calcolata con i tempi reticolari dei componenti. HETP determina l'efficacia della colonna. Equazione di van Deemter descrive il comportamento del fluido mobile nella colonna, considerando diffusione e trasferimento di massa. Dispense Monitoraggio in Atmosfera — 2019 pillola free L'inquinamento atmosferico urbano si forma dalla sovrapposizione di tre componenti: fondo regionale, fondo urbano e eventi hot spot. Il monitoraggio costante è importante per la salute umana e conservazione degli ecosistemi. Le principali strategie di monitoraggio attualmente disponibili supportano misure e interventi per migliorare la qualità dell'aria in aree urbane. La definizione di inquinante atmosferico dipende dalla concentrazione che può alterare le condizioni ambientali e salutari, determinando un pericolo per l'uomo o l'ecosistema. Il monitoraggio deve considerare la copertura spaziale e temporale delle misure, con strategie diverse per aree Dispense Testo sulla Radioattività naturale — 2019 pillola free L'introduzione sottolinea l'importanza del controllo della qualità dell'aria e la complessità dell'inquinamento atmosferico, influenzato da fattori come le condizioni climatiche. L'inquinamento è definito in base a standard legali, mentre la troposfera, in particolare il Planetary Boundary Layer (PBL), ha caratteristiche chimico-fisiche differenti a causa dell'influenza del suolo. I fenomeni meteorologici come vento, stabilità atmosferica e inversioni termiche influenzano la diffusione degli inquinanti. In aree urbane, le emissioni di inquinanti sono concentrate nelle zone centrales
MINERALOGIA AMBIENTALE 0 file
MONITORAGGIO E RILEVAMENTO GEOMORFOLOGICO 0 file
MONITORAGGIO E RILEVAMENTO GEOMORFOLOGICO 0 file
MONITORAGGIO MEDIANTE BIOINDICATORI VEGETALI 0 file
VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA VIA - VAS 0 file
VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA VIA - VAS 0 file
VALUTAZIONE GEOCHIMICA DELLA QUALITA' AMBIENTALE 0 file
VALUTAZIONE GEOCHIMICA DELLA QUALITA' AMBIENTALE 0 file

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