Corso di laurea

Scienze e Tecnologie per la Conservazione dei Beni Culturali - Science and Technology for the Conservation of Cultural Heritage

Università degli Studi di Roma - La Sapienza · 60 materie · 0 file condivisi

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Materie del corso

A SCELTA DELLO STUDENTE 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · 0 file

Gli studenti possono approfondire temi di interesse specifico per acquisire maggiori competenze nel loro ambito di studio. A questo scopo i 12 CFU degli esami a scelta devono essere inseriti nel percorso formativo.…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Gli studenti possono approfondire temi di interesse specifico per acquisire maggiori competenze nel loro ambito di studio. A questo scopo i 12 CFU degli esami a scelta devono essere inseriti nel percorso formativo. Studenti e studentesse possono scegliere uno o più insegnamenti presenti all'interno dell'offerta formativa relativa a tutti i corsi di laurea della Sapienza, purché coerenti con gli obiettivi del CdS.

Codice insegnamento AID-195529a0-07a

A SCELTA DELLO STUDENTE 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · 0 file

Gli studenti possono approfondire temi di interesse specifico per acquisire maggiori competenze nel loro ambito di studio. A questo scopo i 12 CFU degli esami a scelta devono essere inseriti nel percorso formativo.…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Gli studenti possono approfondire temi di interesse specifico per acquisire maggiori competenze nel loro ambito di studio. A questo scopo i 12 CFU degli esami a scelta devono essere inseriti nel percorso formativo. Studenti e studentesse possono scegliere uno o più insegnamenti presenti all'interno dell'offerta formativa relativa a tutti i corsi di laurea della Sapienza, purché coerenti con gli obiettivi del CdS.

Codice insegnamento AID-5b625ca1-85e

ADVANCED CHEMICAL METHODS IN ARCHAEOLOGICAL MATERIALS SCIENCE 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · CHEM-01/B · 0 file

1) MODULO CHEMICAL STUDIES AND METHODS FOR METALS AND ALLOYS Il corso fornisce agli studenti conoscenze sulle tecniche archeometallurgiche, i principi della fusione, i diagrammi di fase delle leghe metalliche e le…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

1) MODULO CHEMICAL STUDIES AND METHODS FOR METALS AND ALLOYS Il corso fornisce agli studenti conoscenze sulle tecniche archeometallurgiche, i principi della fusione, i diagrammi di fase delle leghe metalliche e le analisi termiche (TGA, DSC). Comprende l'analisi delle strutture cristalline mediante diffrattometria a raggi X (XRD) e l'interpretazione dei pattern XRD. Gli studenti svilupperanno abilità nel valutare le composizioni di fase, distinguere tra vetro e cristalli, e risolvere problemi legati a TGA, DSC e XRD. Acquisiranno inoltre autonomia nell'applicare queste tecniche, comunicheranno in inglese e miglioreranno le loro capacità di apprendimento e riflessione.
Obiettivo generale Il corso approfondisce la scienza dei materiali nel contesto dei beni culturali, con focus su metalli, leghe e ceramiche. Gli studenti acquisiranno competenze per sviluppare protocolli di caratterizzazione dei materiali inorganici utilizzando diagrammi di fase, analisi termiche (TGA e DSC) e diffrazione a raggi X (XRD). Studieranno gli arrangiamenti atomici nei materiali inorganici, influenzati da metalli, leghe e processi metallurgici. Le tecniche di analisi termica saranno presentate come strumenti per valutare il comportamento e la stabilità dei materiali, mentre l'XRD verrà introdotto per indagare la struttura cristallina. Integrando le tecniche analitiche con le conoscenze teoriche, gli studenti saranno in grado di progettare protocolli di caratterizzazione mirati.
Obiettivi specifici A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) tecniche di archeometallurgia e principi della fusione metallurgica OF 2) diagrammi di fase di diverse leghe metalliche OF 3) Analisi termiche dei materiali: analisi termogravimetrica (TGA) e calorimetria a scansione differenziale (DSC) OF 4) Strutture cristalline con diversi tipi di impacchettamento atomico OF 5) Tecniche di diffrazione a raggi X (XRD) OF 6) Interpretazione dei diffrattogrammi XRD e determinazione delle strutture cristalline …. B – Capacità applicative OF 7) valutare i tipi di fase, il numero di fasi, i rapporti di composizione e la composizione all'interno di una singola fase utilizzando un diagramma di fase OF 8) spiegare le differenze tra vetro e cristalli OF 9) risolvere problemi relativi alle analisi TGA, DSC e XRD … C - Autonomia di giudizio OF 10) comprendere i risultati ottenuti da analisi TGA, DSC e XRD OF 11) definire le strutture di fase utilizzando queste tecniche in combinazione con un diagramma di fase OF 12) costruire procedure di valutazione per materiali inorganici … D – Abilità nella comunicazione OF 13) saper comunicare in lingua inglese OF 14) saper disegnare grafici semplici e scrivere frasi in inglese … E - Capacità di apprendere OF 15) valutare e analizzare la propria comprensione OF 16) avere la capacità di consultare le domande OF 17) sviluppare il proprio programma di studio autonomamente OF 18) avere competenze informatiche di base
2) MODULO CHEMICAL STUDIES AND METHODS FOR POLYMERS AND COMPOSITES Gli studenti comprendono la struttura atomica, i legami chimici, le classi di materiali e le tecniche spettroscopiche (IR, Raman, UV, NMR). Sono in grado di collegare le proprietà dei materiali ai legami chimici, valutare i polimeri e risolvere problemi spettroscopici. Interpretano gli spettri e analizzano i materiali in modo autonomo. Comunicano in inglese, realizzano grafici semplici, riflettono sulle proprie conoscenze, pongono domande, pianificano lo studio e utilizzano competenze informatiche di base.
Obiettivo generale Il corso forma gli studenti integrando la scienza dei materiali con la conservazione dei beni culturali. L’obiettivo è sviluppare la capacità di costruire protocolli per la conservazione e la caratterizzazione dei materiali, utilizzando tecniche spettroscopiche come IR, Raman, UV e NMR. Il percorso inizia con la comprensione dei materiali a livello atomico. Studiando le proprietà degli atomi, gli studenti dovranno comprendere le differenze tra i legami chimici e quelli fisici. Successivamente, applicheranno queste conoscenze, insieme alle tecniche analitiche, per sviluppare protocolli efficaci di caratterizzazione dei materiali.
Obiettivi specifici A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) la tavola periodica e le proprietà degli atomi in base ai gruppi OF 2) i legami chimici e fisici, e il loro ruolo nella formazione dei materiali OF 3) diverse classi di materiali con differenti legami chimici OF 4) l’unicità dei legami covalenti e la varietà dei polimeri OF 5) Il principio delle tecniche spettroscopiche e la loro corretta selezione (IR, Raman, UV e NMR) OF 6) i parametri importanti per le analisi sopra indicate e l’interpretazione dei risultati …. B – Capacità applicative OF 7) analizzare le proprietà dei materiali in base ai legami chimici e ai costituenti OF 8) descrivere vantaggi e svantaggi dei materiali polimerici OF 9) risolvere problemi relativi alle spettroscopie IR, Raman, UV e NMR … C - Autonomia di giudizio OF 10) comprendere gli spettri IR, Raman, UV e NMR OF 11) definire la struttura chimica utilizzando tali spettri OF 12) costruire procedure di valutazione per materiali organici … D – Abilità nella comunicazione OF 13) saper comunicare in lingua inglese OF 14) saper disegnare grafici semplici e scrivere frasi in inglese … E - Capacità di apprendere OF 15) valutare e analizzare la propria comprensione OF 16) avere la capacità di consultare le domande OF 17) sviluppare il proprio programma di studio autonomamente OF 18) avere competenze informatiche di base

Modalità d'esame

Per superare l’esame è necessario conseguire un voto non inferiore a 18/30. Lo studente deve dimostrare di aver acquisito una conoscenza sufficiente delle proprietà materiali dei costitutivi delle opere d’arte, dell’origine del loro degrado e delle strategie utilizzate per la loro conservazione e restauro.

Per ottenere il punteggio massimo di 30/30 e lode, lo studente deve invece dimostrare una conoscenza eccellente di tutti gli argomenti trattati durante il corso, riuscendo a collegarli in maniera logica e coerente.

Durante il corso saranno inoltre proposti alcuni questionari di valutazione formativa.

Codice insegnamento 10630328

ADVANCED MODULE 1° anno · 2° semestre · 3 CFU · ARCH-01/A · 0 file

1) Il corso fornisce conoscenze teoriche e pratiche sull’archeologia sperimentale, attraverso la storia degli studi, l’uso delle collezioni di confronto e la riproduzione di attività tecnologiche. Gli studenti…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

1) Il corso fornisce conoscenze teoriche e pratiche sull’archeologia sperimentale, attraverso la storia degli studi, l’uso delle collezioni di confronto e la riproduzione di attività tecnologiche. Gli studenti acquisiranno competenze nella documentazione delle tracce d’uso e nella sperimentazione di protocolli archeometrici.

Obiettivo generale

L’obiettivo di questo corso è fornire una comprensione approfondita della metodologia dell’archeologia sperimentale e delle sue applicazioni all’analisi e interpretazione delle evidenze archeologiche, con particolare attenzione alle collezioni di confronto litiche e ceramiche.

Obiettivi specifici

A - Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Conoscere la storia e i fondamenti dell’archeologia sperimentale.

OF 2) Comprendere l'importanza delle collezioni di confronto nella ricerca archeologica.

OF 3) Conoscere le metodologie per l’osservazione delle tracce tecnologiche.

OF 4) Comprendere le relazioni tra sperimentazione e interpretazione archeologica.

OF 5) Riconoscere le potenzialità e i limiti dei protocolli sperimentali.

OF 6) Conoscere casi studio applicati all’archeometria.

….

B – Capacità applicative

OF 7) Saper dedurre processi tecnologici attraverso l’analisi delle repliche.

OF 8) Risolvere problematiche interpretative tramite l’approccio sperimentale.

OF 9) Essere in grado di applicare protocolli sperimentali in ambito archeologico.

…

C - Autonomia di giudizio

OF 10) Essere in grado di valutare criticamente le fonti sperimentali.

OF 11) Integrare le conoscenze acquisite per formulare ipotesi interpretative.

OF 12) Riflettere sull’affidabilità delle repliche come strumento analitico.

…

D – Abilità nella comunicazione

OF 13) Saper comunicare i risultati di un progetto sperimentale.

OF 14) Presentare efficacemente processi e osservazioni tecniche.

…

E - Capacità di apprendere

OF 15) Avere la capacità di consultare la letteratura metodologica e specialistica.

OF 16) Avere la capacità di valutare l’applicabilità di un protocollo sperimentale.

OF 17) Essere in grado di ideare, condurre e documentare un progetto di sperimentazione.

2) OBIETTIVI FORMATIVI Il corso fornisce competenze teoriche e pratiche relative alla metodologia dell’archeologia sperimentale. Gli studenti acquisiranno conoscenze sulla storia della disciplina, sui protocolli sperimentali e sulla costruzione di collezioni di confronto per l’analisi archeometrica, sviluppando abilità di osservazione, interpretazione e sperimentazione su manufatti litici, ossei e ceramici.

Obiettivo generale

L’obiettivo di questo corso è fornire agli studenti una solida base teorica e applicativa nell’ambito dell’archeologia sperimentale, attraverso l’analisi dei protocolli sperimentali e la costruzione e uso di collezioni di confronto.

Obiettivi specifici

A - Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Conoscere la storia e gli sviluppi dell’archeologia sperimentale

OF 2) Comprendere le finalità e i limiti del metodo sperimentale in archeologia

OF 3) Riconoscere le principali categorie di tracce e residui d’uso

OF 4) Comprendere il concetto e l’utilizzo della collezione di confronto

OF 5) Conoscere i protocolli per la riproduzione controllata di azioni/manufatti

OF 6) Riconoscere l’integrazione tra sperimentazione e interpretazione archeologica

B – Capacità applicative

OF 7) Saper dedurre le funzioni di un oggetto dalle tracce d’uso

OF 8) Risolvere problemi legati alla documentazione e replica di operazioni tecniche

OF 9) Essere in grado di applicare tecniche sperimentali per costruire collezioni di confronto

…

C - Autonomia di giudizio

OF 10) Essere in grado di valutare criticamente protocolli sperimentali

OF 11) Integrare le conoscenze acquisite per interpretare evidenze archeologiche

OF 12) Sviluppare riflessioni autonome sull’uso della sperimentazione in archeologia

…

D – Abilità nella comunicazione

OF 13) Saper comunicare i risultati delle attività sperimentali

OF 14) Saper utilizzare il lessico tecnico della disciplina

…

E - Capacità di apprendere

OF 15) Avere la capacità di consultare e confrontare fonti bibliografiche specialistiche

OF 16) Avere la capacità di valutare la validità dei dati ottenuti sperimentalmente

OF 17) Essere in grado di ideare e sviluppare un progetto sperimentale coerente

2)

Modulo: FUNDAMENTALS
N/D
Modulo: ADVANCED MODULE
N/D

Programma

Modulo: FUNDAMENTALS
N/D
Modulo: ADVANCED MODULE
N/D

Modulo: FUNDAMENTALS
N/D
Modulo: ADVANCED MODULE

  • Introduzione al corso. Definizione, obiettivi e ruolo dell’archeologia sperimentale nella ricerca archeologica.

Storia della disciplina. Dalle prime esperienze del XIX secolo ai laboratori contemporanei: sviluppo e riconoscimento scientifico.

Metodologia sperimentale. Ipotesi, variabili e protocolli di riproduzione controllata; limiti e potenzialità.

Esperimento e osservazione. Il concetto di “esperienza” e il valore euristico dell’azione pratica.

Collezioni di confronto. Definizione, tipologie e importanza per la validazione archeometrica.

Tecnologie litiche. Produzione sperimentale di strumenti in pietra: tecniche di scheggiatura e osservazione delle tracce tecnologiche.

Tecnologie ceramiche. Repliche sperimentali di ceramiche: impasti, modellazione, cottura e analisi delle superfici.

Tracce d’uso e residui. Osservazione microscopica e interpretazione delle modificazioni funzionali.

Approcci archeometrici. Connessioni tra sperimentazione e analisi scientifiche (microscopia, FTIR, GC-MS, residui organici).

Esperienze integrate. Interpretare il gesto tecnico: corpo, materia e cognizione.

Casi di studio. Analisi di esperimenti su scala internazionale (litica, ceramica, metallurgia, tessile).

Discussione finale. Dalla replica alla conoscenza: riflessioni critiche sull’esperimento come metodo archeologico.

Modalità d'esame

Modulo: FUNDAMENTALS
N/D
Modulo: ADVANCED MODULE
N/D

Testi di riferimento

Modulo: FUNDAMENTALS
N/D
Modulo: ADVANCED MODULE
N/D

Modulo: FUNDAMENTALS
N/D
Modulo: ADVANCED MODULE
N/D

Codice insegnamento AID-9c7b515d-136

APPLIED GEOSCIENCES TO CULTURAL HERITAGE 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · GEOS-01/D · 0 file

1) Il corso fornisce conoscenze avanzate sulla biologia vegetale applicata ai Beni Culturali, con competenze in istologia del legno, paletnobotanica, uso degli isotopi stabili e archeopalinologia. Lo studente deve essere…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

1) Il corso fornisce conoscenze avanzate sulla biologia vegetale applicata ai Beni Culturali, con competenze in istologia del legno, paletnobotanica, uso degli isotopi stabili e archeopalinologia. Lo studente deve essere in grado di analizzare contesti archeologici e ambientali del passato, interpretare dati interdisciplinari e comunicare i risultati in modo critico, anche attraverso esperienze dirette in musei, siti e edifici storici.

Obiettivo generale

L’obiettivo principale del corso è fornire allo studente una preparazione avanzata nell’ambito della biologia vegetale applicata ai Beni Culturali, con particolare attenzione all’analisi e interpretazione di contesti archeologici e ambientali del passato.

Obiettivi specifici

A - Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Conoscere le tipologie di resti vegetali

OF 2) Comprendere l‘importanza delle piante come patrimonio culturale

….

B – Capacità applicative

OF 7) Saper dedurre conclusioni utilizzando solo i dati disponibili

OF 8) Risolvere problemi interpretativi sugli ambienti del passato

OF 9) Essere in grado di applicare tecniche/metodi analitici allo studio di resti vegetali

…

C - Autonomia di giudizio

OF 10) Essere in grado di scegliere le tecniche più appropriate in funzione dei materiali disponibili

OF 11) Integrare le conoscenze acquisite al fine di supportare studi multidisciplinari

…

D – Abilità nella comunicazione

OF 13) Saper comunicare quanto studiato con terminologia appropriata

E - Capacità di apprendere

OF 15) Avere la capacità di consultare la bibliografia appropriata

OF 16) Avere la capacità di valutare i dati presentati in un lavoro scientifico

OF 17) Essere in grado di ideare e sviluppare un progetto di tesi sperimentale

2) Obiettivo generale

L’obiettivo del corso è di approfondire le conoscenze acquisite in laurea triennale sulla metodologie diagnostiche applicate nel campo dei beni culturali e in particolare nell’analisi dei geomateriali (lapidei, ceramiche, vetri, malte, metalli, pigmenti …).

Obiettivi specifici

A - Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Conoscere i principali metodi analitici utilizzati nella caratterizzazione e diagnostica dei beni culturali

OF 2) Conoscere metodologie avanzate utilizzati nella caratterizzazione e diagnostica dei geomateriali di interesse dei beni culturali

OF 3) Conoscere i passaggi nella creazione di un progetto di diagnostica applicato sui geomateriali (campionamento, documentazione, pianificazione dell’intervento)

B – Capacità applicative

OF 4) Saper applicare un approccio multidisciplinare alla diagnostica

OF 5) Saper applicare procedure metodologiche e strumentali

C – Autonomia di giudizio

OF 6) Essere in grado di interpretare i dati sperimentali

OF 7) Saper individuare una possibile metodologia di analisi nella risoluzione delle problematiche connesse allo studio dei principali geomateriali utilizzati nei beni culturali

D – Abilità nella comunicazione

OF 8) Saper presentare i dati ottenuti

OF 9) Saper lavorare in un team

OF 10) Saper disseminare argomenti scientifici attraverso articoli su riviste o post su social media

E - Capacità di apprendere

OF 11) Avere la capacità di consultare la letteratura scientifica

OF 12) Avere la capacità di consultare database di progetti nazionali e internazionali

Lo studente/la studentessa dovrebbe essere in grado di comprendere il ruolo svolto dalle piante nel patrimonio culturale, includendo nella lista i siti archeologici, gli edifici storici, i paesaggi culturali e le piante utilizzate nell'alimentazione, in pratiche culturali e rituali del passato.

Lo studente/la studentessa dovrebbe essere in grado di comunicare in modo chiaro e efficace concetti complessi legati ai materiali vegetali e alla conservazione del patrimonio culturale, sia in forma scritta che orale.

Programma

Modulo Geosciences

Le lezioni saranno incentrate sulle metodologie di analisi solitamente applicate per la

caratterizzazione archeometrica dei geomateriali. Le attività saranno sia teoriche che pratiche, con

particolare attenzione all’elaborazione dei dati.

Gli argomenti trattati sono riassunti di seguito:

-Metodi di campionamento

-Analisi in situ

-Microscopia ottica

-Spettroscopia infrarossa in trasformata di Fourier (FTIR)

-Spettroscopia Raman

-Diffrazione a raggi X (XRD)

-Microscopia elettronica a scansione con spettroscopia a dispersione di energia (SEM-EDS)

-Spettrometria di massa al plasma accoppiato induttivamente (ICP-MS)

Modulo plant biology

Il contributo della biologia vegetale allo studio del patrimonio culturale. Istologia del legno. L’uso delle piante nel passato: paletnobotanica. L’origine dell’agricoltura. L'uso degli isotopi stabili nella ricostruzione dell'ambiente del passato. L'archeopalinologia per lo studio dell'ambiente e dei cambiamenti climatici del passato. Casi di studio dall’area mediterranea. Seminari in siti archeologici, musei ed edifici storici.

  • - Testi di riferimento: materiale disponibile in classroom

Modalità d'esame

Esonero su anatomia del legno

Orale sul resto del programma

Testi di riferimento

Materiale disponibile in classroom

Modulo: APPLIED GEOSCIENCES TO CULTURAL HERITAGE
N/D
Modulo: PLANT BIOLOGY FOR CULTURAL HERITAGE
N/D

Codice insegnamento AID-a8325d37-2f6

APPLIED GEOSCIENCES TO CULTURAL HERITAGE 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · GEOS-01/D · 0 file
APPLIED GEOSCIENCES TO CULTURAL HERITAGE 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · GEOS-01/D · 0 file

1) Il corso fornisce conoscenze avanzate sulla biologia vegetale applicata ai Beni Culturali, con competenze in istologia del legno, paletnobotanica, uso degli isotopi stabili e archeopalinologia. Lo studente deve essere…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

1) Il corso fornisce conoscenze avanzate sulla biologia vegetale applicata ai Beni Culturali, con competenze in istologia del legno, paletnobotanica, uso degli isotopi stabili e archeopalinologia. Lo studente deve essere in grado di analizzare contesti archeologici e ambientali del passato, interpretare dati interdisciplinari e comunicare i risultati in modo critico, anche attraverso esperienze dirette in musei, siti e edifici storici.

Obiettivo generale

L’obiettivo principale del corso è fornire allo studente una preparazione avanzata nell’ambito della biologia vegetale applicata ai Beni Culturali, con particolare attenzione all’analisi e interpretazione di contesti archeologici e ambientali del passato.

Obiettivi specifici

A - Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Conoscere le tipologie di resti vegetali

OF 2) Comprendere l‘importanza delle piante come patrimonio culturale

….

B – Capacità applicative

OF 7) Saper dedurre conclusioni utilizzando solo i dati disponibili

OF 8) Risolvere problemi interpretativi sugli ambienti del passato

OF 9) Essere in grado di applicare tecniche/metodi analitici allo studio di resti vegetali

…

C - Autonomia di giudizio

OF 10) Essere in grado di scegliere le tecniche più appropriate in funzione dei materiali disponibili

OF 11) Integrare le conoscenze acquisite al fine di supportare studi multidisciplinari

…

D – Abilità nella comunicazione

OF 13) Saper comunicare quanto studiato con terminologia appropriata

E - Capacità di apprendere

OF 15) Avere la capacità di consultare la bibliografia appropriata

OF 16) Avere la capacità di valutare i dati presentati in un lavoro scientifico

OF 17) Essere in grado di ideare e sviluppare un progetto di tesi sperimentale

2) Obiettivo generale

L’obiettivo del corso è di approfondire le conoscenze acquisite in laurea triennale sulla metodologie diagnostiche applicate nel campo dei beni culturali e in particolare nell’analisi dei geomateriali (lapidei, ceramiche, vetri, malte, metalli, pigmenti …).

Obiettivi specifici

A - Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Conoscere i principali metodi analitici utilizzati nella caratterizzazione e diagnostica dei beni culturali

OF 2) Conoscere metodologie avanzate utilizzati nella caratterizzazione e diagnostica dei geomateriali di interesse dei beni culturali

OF 3) Conoscere i passaggi nella creazione di un progetto di diagnostica applicato sui geomateriali (campionamento, documentazione, pianificazione dell’intervento)

B – Capacità applicative

OF 4) Saper applicare un approccio multidisciplinare alla diagnostica

OF 5) Saper applicare procedure metodologiche e strumentali

C – Autonomia di giudizio

OF 6) Essere in grado di interpretare i dati sperimentali

OF 7) Saper individuare una possibile metodologia di analisi nella risoluzione delle problematiche connesse allo studio dei principali geomateriali utilizzati nei beni culturali

D – Abilità nella comunicazione

OF 8) Saper presentare i dati ottenuti

OF 9) Saper lavorare in un team

OF 10) Saper disseminare argomenti scientifici attraverso articoli su riviste o post su social media

E - Capacità di apprendere

OF 11) Avere la capacità di consultare la letteratura scientifica

OF 12) Avere la capacità di consultare database di progetti nazionali e internazionali

Lo studente/la studentessa dovrebbe essere in grado di comprendere il ruolo svolto dalle piante nel patrimonio culturale, includendo nella lista i siti archeologici, gli edifici storici, i paesaggi culturali e le piante utilizzate nell'alimentazione, in pratiche culturali e rituali del passato.

Lo studente/la studentessa dovrebbe essere in grado di comunicare in modo chiaro e efficace concetti complessi legati ai materiali vegetali e alla conservazione del patrimonio culturale, sia in forma scritta che orale.

Programma

Modulo Geosciences

Le lezioni saranno incentrate sulle metodologie di analisi solitamente applicate per la

caratterizzazione archeometrica dei geomateriali. Le attività saranno sia teoriche che pratiche, con

particolare attenzione all’elaborazione dei dati.

Gli argomenti trattati sono riassunti di seguito:

-Metodi di campionamento

-Analisi in situ

-Microscopia ottica

-Spettroscopia infrarossa in trasformata di Fourier (FTIR)

-Spettroscopia Raman

-Diffrazione a raggi X (XRD)

-Microscopia elettronica a scansione con spettroscopia a dispersione di energia (SEM-EDS)

-Spettrometria di massa al plasma accoppiato induttivamente (ICP-MS)

Modulo plant biology

Il contributo della biologia vegetale allo studio del patrimonio culturale. Istologia del legno. L’uso delle piante nel passato: paletnobotanica. L’origine dell’agricoltura. L'uso degli isotopi stabili nella ricostruzione dell'ambiente del passato. L'archeopalinologia per lo studio dell'ambiente e dei cambiamenti climatici del passato. Casi di studio dall’area mediterranea. Seminari in siti archeologici, musei ed edifici storici.

  • - Testi di riferimento: materiale disponibile in classroom

Modalità d'esame

Esonero su anatomia del legno

Orale sul resto del programma

Testi di riferimento

Materiale disponibile in classroom

Modulo: APPLIED GEOSCIENCES TO CULTURAL HERITAGE
N/D
Modulo: PLANT BIOLOGY FOR CULTURAL HERITAGE
N/D

Codice insegnamento AID-abf124bc-1c1

APPLIED GEOSCIENCES TO CULTURAL HERITAGE 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · GEOS-01/D · 0 file
ARCHAEOMETRY 1° anno · 1° semestre · 3 CFU · PHYS-06/A · 0 file

1) Il corso si propone di garantire che gli studenti abbiano una conoscenza dei metodi e delle applicazioni dell'archeometria, con particolare attenzione a: a) analisi chimico fisiche dei manufatti, riguardanti la…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

1) Il corso si propone di garantire che gli studenti abbiano una conoscenza dei metodi e delle applicazioni dell'archeometria, con particolare attenzione a: a) analisi chimico fisiche dei manufatti, riguardanti la provenienza, i tipi di utilizzo della tecnologia e l'autenticità dei manufatti; b) studi paleoambientali sui cambiamenti di paesaggio, clima, flora e fauna.

2) Il corso mira a fornire agli studenti e alle studentesse conoscenze teoriche e competenze applicative nell’ambito dell’archeometria e della bioarcheologia, con particolare attenzione all’uso di analisi chimico-fisiche e biologiche per lo studio della provenienza, uso, autenticità e contesto bio-culturale dei manufatti e dei resti umani.

Obiettivo generale

L’obiettivo di questo corso è introdurre alle metodologie scientifiche applicate allo studio dei manufatti e dei resti bioarcheologici, fornendo strumenti per l’interpretazione integrata dei dati materiali, biologici e culturali nei contesti archeologici.

Obiettivi specifici

A - Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Conoscere i fondamenti teorici dell’archeometria e della bioarcheologia.

OF 2) Comprendere le principali tecniche analitiche chimiche, fisiche e biologiche.

OF 3) Riconoscere problematiche legate alla provenienza, autenticità e uso dei manufatti.

OF 4) Conoscere metodi per l’analisi dei resti umani, isotopi, DNA e tracciamenti nutrizionali.

OF 5) Comprendere l'integrazione tra dati archeologici, chimici e bioantropologici.

OF 6) Familiarizzare con casi studio multidisciplinari in ambito archeologico.

….

B – Capacità applicative

OF 7) Saper dedurre informazioni su dieta, mobilità e patologie da resti umani.

OF 8) Risolvere problemi di interpretazione con metodi scientifici integrati.

OF 9) Essere in grado di applicare protocolli di analisi su materiali differenti.

…

C - Autonomia di giudizio

OF 10) Essere in grado di valutare la validità di approcci scientifici diversi.

OF 11) Integrare fonti e dati per la costruzione di interpretazioni complesse.

OF 12) Formulare ipotesi indipendenti fondate su prove interdisciplinari.

…

D – Abilità nella comunicazione

OF 13) Saper comunicare i risultati di analisi bio-archeometriche in contesti accademici.

OF 14) Presentare efficacemente un caso studio multidisciplinare a pubblico specialistico.

…

E - Capacità di apprendere

OF 15) Avere la capacità di consultare letteratura scientifica multidisciplinare.

OF 16) Avere la capacità di valutare criticamente metodi analitici e interpretazioni.

OF 17) Essere in grado di ideare, sviluppare e presentare un progetto di ricerca integrato.

Modulo: ARCHAEOMETRY
N/D
Modulo: LABORATORY OF ARCHAEOMETRY
N/D

Programma

Modulo: ARCHAEOMETRY
N/D
Modulo: LABORATORY OF ARCHAEOMETRY
N/D

Modulo: ARCHAEOMETRY
N/D
Modulo: LABORATORY OF ARCHAEOMETRY
N/D

Modalità d'esame

Modulo: ARCHAEOMETRY
N/D
Modulo: LABORATORY OF ARCHAEOMETRY
N/D

Testi di riferimento

Modulo: ARCHAEOMETRY
N/D
Modulo: LABORATORY OF ARCHAEOMETRY
N/D

Modulo: ARCHAEOMETRY
N/D
Modulo: LABORATORY OF ARCHAEOMETRY
N/D

Codice insegnamento AID-653835fc-5e4

ARCHAEOMETRY AND LABORATORY OF ARCHAEOMETRY 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · PHYS-06/A · 0 file

1) MODULO ARCHAEOMETRY Il corso si propone di garantire che gli studenti abbiano una conoscenza dei metodi e delle applicazioni dell'archeometria, con particolare attenzione a: a) analisi chimico fisiche dei manufatti,…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

1) MODULO ARCHAEOMETRY Il corso si propone di garantire che gli studenti abbiano una conoscenza dei metodi e delle applicazioni dell'archeometria, con particolare attenzione a: a) analisi chimico fisiche dei manufatti, riguardanti la provenienza, i tipi di utilizzo della tecnologia e l'autenticità dei manufatti; b) studi paleoambientali sui cambiamenti di paesaggio, clima, flora e fauna.
2) MODULO LABORATORY OF ARCHAEOMETRY Il corso mira a fornire agli studenti e alle studentesse conoscenze teoriche e competenze applicative nell’ambito dell’archeometria e della bioarcheologia, con particolare attenzione all’uso di analisi chimico-fisiche e biologiche per lo studio della provenienza, uso, autenticità e contesto bio-culturale dei manufatti e dei resti umani.
Obiettivo generale L’obiettivo di questo corso è introdurre alle metodologie scientifiche applicate allo studio dei manufatti e dei resti bioarcheologici, fornendo strumenti per l’interpretazione integrata dei dati materiali, biologici e culturali nei contesti archeologici.
Obiettivi specifici A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere i fondamenti teorici dell’archeometria e della bioarcheologia. OF 2) Comprendere le principali tecniche analitiche chimiche, fisiche e biologiche. OF 3) Riconoscere problematiche legate alla provenienza, autenticità e uso dei manufatti. OF 4) Conoscere metodi per l’analisi dei resti umani, isotopi, DNA e tracciamenti nutrizionali. OF 5) Comprendere l'integrazione tra dati archeologici, chimici e bioantropologici. OF 6) Familiarizzare con casi studio multidisciplinari in ambito archeologico. …. B – Capacità applicative OF 7) Saper dedurre informazioni su dieta, mobilità e patologie da resti umani. OF 8) Risolvere problemi di interpretazione con metodi scientifici integrati. OF 9) Essere in grado di applicare protocolli di analisi su materiali differenti. … C - Autonomia di giudizio OF 10) Essere in grado di valutare la validità di approcci scientifici diversi. OF 11) Integrare fonti e dati per la costruzione di interpretazioni complesse. OF 12) Formulare ipotesi indipendenti fondate su prove interdisciplinari. … D – Abilità nella comunicazione OF 13) Saper comunicare i risultati di analisi bio-archeometriche in contesti accademici. OF 14) Presentare efficacemente un caso studio multidisciplinare a pubblico specialistico. … E - Capacità di apprendere OF 15) Avere la capacità di consultare letteratura scientifica multidisciplinare. OF 16) Avere la capacità di valutare criticamente metodi analitici e interpretazioni. OF 17) Essere in grado di ideare, sviluppare e presentare un progetto di ricerca integrato.

Programma

ARCHAEOMETRY
Modulo: ARCHAEOMETRY
N/D
Modulo: LABORATORY OF ARCHAEOMETRY
N/D

Modulo: ARCHAEOMETRY
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Modulo: LABORATORY OF ARCHAEOMETRY
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LABORATORY OF ARCHAEOMETRY
Modulo: ARCHAEOMETRY
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Modulo: LABORATORY OF ARCHAEOMETRY
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Modulo: ARCHAEOMETRY
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Modulo: LABORATORY OF ARCHAEOMETRY
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Modalità d'esame

ARCHAEOMETRY
Modulo: ARCHAEOMETRY
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Modulo: LABORATORY OF ARCHAEOMETRY
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LABORATORY OF ARCHAEOMETRY
Modulo: ARCHAEOMETRY
N/D
Modulo: LABORATORY OF ARCHAEOMETRY
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Testi di riferimento

ARCHAEOMETRY
Modulo: ARCHAEOMETRY
N/D
Modulo: LABORATORY OF ARCHAEOMETRY
N/D

Modulo: ARCHAEOMETRY
N/D
Modulo: LABORATORY OF ARCHAEOMETRY
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LABORATORY OF ARCHAEOMETRY
Modulo: ARCHAEOMETRY
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Modulo: LABORATORY OF ARCHAEOMETRY
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Modulo: ARCHAEOMETRY
N/D
Modulo: LABORATORY OF ARCHAEOMETRY
N/D

Codice insegnamento 10630253

ARCHEOBOTANICA IN LABORATORIO E SUL CAMPO 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · BIOS-01/B · 0 file

Il corso fornisce conoscenze avanzate nell’ambito dell’archeobotanica e delle scienze paleoambientali, applicate ai Beni Culturali. Gli studenti apprenderanno metodi di campionamento, analisi e interpretazione dei dati…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso fornisce conoscenze avanzate nell’ambito dell’archeobotanica e delle scienze paleoambientali, applicate ai Beni Culturali. Gli studenti apprenderanno metodi di campionamento, analisi e interpretazione dei dati vegetali, sviluppando capacità operative, critiche e interdisciplinari attraverso attività pratiche sul campo e in laboratorio.
Obiettivo generale L’obiettivo di questo corso è fornire agli studenti strumenti teorici e pratici per l’analisi e l’interpretazione di dati paleoambientali e resti vegetali in contesti archeologici, attraverso l’uso di metodi archeobotanici, dendrocronologici e isotopici, al fine di ricostruire paesaggi, ambienti e pratiche umane del passato.
Obiettivi specifici A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere i fondamenti della dendrocronologia e le sue applicazioni nei Beni Culturali OF 2) Comprendere le principali metodologie archeobotaniche e paleoambientali OF 3) Conoscere i principi dell’analisi isotopica applicata allo studio paleoambientale OF 4) Comprendere l’impatto antropico e climatico nei cambiamenti ambientali del passato OF 5) Acquisire nozioni sui contesti e i materiali adatti all’analisi archeobotanica …. B – Capacità applicative OF 7) Saper dedurre l’approccio analitico più idoneo al contesto in studio OF 8) Risolvere problemi legati al campionamento e alla conservazione dei reperti vegetali OF 9) Essere in grado di applicare metodi di laboratorio e tecniche sul campo in modo autonomo … C - Autonomia di giudizio OF 10) Essere in grado di valutare criticamente l’idoneità dei materiali al tipo di analisi OF 11) Integrare le conoscenze acquisite per ricostruire scenari paleoambientali complessi OF 12) Formulare ipotesi interpretative in relazione ai dati raccolti … D – Abilità nella comunicazione OF 13) Saper comunicare in modo chiaro i risultati delle analisi archeobotaniche OF 14) Usare un lessico scientifico adeguato nell’ambito delle scienze ambientali e archeologiche … E - Capacità di apprendere OF 15) Avere la capacità di consultare fonti bibliografiche e dati specialistici OF 16) Avere la capacità di valutare criticamente i dati paleoambientali OF 17) Essere in grado di ideare e sviluppare un progetto di ricerca archeobotanica interdisciplinare

Programma

Fondamenti di dendrocronologia ed esempi di applicazioni.

Nuove frontiere della ricerca archeobotanica: lo studio isotopico di materiali vegetali per la ricostruzione paleoambientale, paleoclimatica, delle tecniche agricole del passato.

Le diverse procedure di campionamento in situ dei materiali archeobotanici. Tecniche di sotto-campionamento, estrazione e selezione dei materiali da effettuarsi in laboratorio.

Gestione della catalogazione dei materiali e dei database dei risultati delle analisi.

Come leggere in modo completo i dati ottenuti: l’interpretazione e il confronto multidisciplinare dei dati paleoambientali.

Modalità d'esame

Si richiede di scegliere un articolo scientifico a scelta tra quelli proposti e di illustrarlo. Vengono poi fatte domande sui vari argomenti trattati nel corso

Testi di riferimento

dispense fornite dal docente e articoli scientifici che saranno messi a disposizione degli studenti tramite e-learning.

Codice insegnamento 10625995

ATTIVITÀ DI LABORATORIO 1° anno · 2° semestre · 3 CFU · ARCH-01/A · 0 file

Obiettivo generale MODULO ATTIVITA' SUL CAMPO (1) L’obiettivo di questo corso è sviluppare le capacità di interazione tra archeometri ed archeologi, fornire un linguaggio comune e condividere con gli studenti di…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Obiettivo generale MODULO ATTIVITA' SUL CAMPO (1)

L’obiettivo di questo corso è sviluppare le capacità di interazione tra archeometri ed archeologi, fornire un linguaggio comune e condividere con gli studenti di tecnologie per la conservazione dei beni culturali quelli che sono gli obiettivi centrali della ricerca archeologica in generale.

Obiettivi specifici

A - Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Conoscere la natura e gli obiettivi della ricerca archeologica

OF 2) Conoscere i sistemi di datazione relativa dei manufatti

OF 3) Conoscere le metodologie interpretative utilizzate nello studio delle società antiche

OF 4) Conoscere le regole della stratigrafia archeologica

OF 5) Riconoscere le caratteristiche dei contesti di rinvenimento dei materiali archeologici

B – Capacità applicative

OF 6) Saper elaborare idee originali sull’interpretazione dei dati per la comprensione dell’organizzazione economica, sociale e politica delle società studiate

OF 7) Saper ricostruire i contesti archeologici

OF 8) Saper valutare l’affidabilità dei contesti e dei materiali in essi rinvenuti

OF9) Saper porre le domande di ricerca giuste

…

C - Autonomia di giudizio

OF 10) Essere in grado di valutare un matrix stratigrafico-archeologico

OF 11) Essere in grado di valutare la correttezza dell’attribuzione di un manufatto al contesto archeologico

2) Fornire agli studenti strumenti teorici e pratici per affrontare criticamente la ricerca archeologica. Il corso sviluppa conoscenze metodologiche su scavo, documentazione, analisi dei manufatti e contesti, con attenzione all'interdisciplinarità e all’etica. Approfondisce il rapporto con le scienze applicate e la validazione dei dati archeometrici.

Obiettivo generale

L’obiettivo di questo corso è fornire una comprensione critica e operativa delle metodologie della ricerca archeologica, dalla formazione del record archeologico alla documentazione, analisi e interpretazione dei dati, in una prospettiva interdisciplinare.

Obiettivi specifici

ITA:

A - Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Conoscere le principali metodologie di scavo stratigrafico.

OF 2) Comprendere i processi di formazione del record archeologico

OF 3) Conoscere i sistemi di datazione e di documentazione.

OF 4) Comprendere il ruolo delle scienze applicate in archeologia.

OF 5) Conoscere gli approcci tipologici e tecnologici.

OF 6) Comprendere le problematiche legate alla conservazione e all’etica della ricerca.

….

B – Capacità applicative

OF 7) Saper dedurre informazioni dai dati stratigrafici.

OF 8) Risolvere problemi metodologici e interpretativi.

OF 9) Essere in grado di applicare tecniche di rilevamento e classificazione.

…

C - Autonomia di giudizio

OF 10) Essere in grado di valutare criticamente i dati archeologici.

OF 11) Integrare le conoscenze per ricostruire processi culturali.

OF 12) Riconoscere limiti e potenzialità delle diverse metodologie.

…

D – Abilità nella comunicazione

OF 13) Saper comunicare i risultati di una ricerca archeologica in forma orale e scritta.

OF 14) Saper presentare dati attraverso supporti visivi e digitali.

…

E - Capacità di apprendere

OF 15) Avere la capacità di consultare fonti bibliografiche e dati archeologici.

OF 16) Avere la capacità di valutare metodologie innovative.

OF 17) Essere in grado di ideare e sviluppare un progetto di ricerca.

Al termine dell’insegnamento, lo studente sarà in grado di:

  • Conoscere e comprendere i principali temi, metodi e problemi trattati nel corso, dimostrando padronanza dei concetti fondamentali e del lessico disciplinare.
  • Applicare le conoscenze acquisite per analizzare casi di studio, elaborare argomentazioni coerenti e risolvere problemi specifici collegati alla disciplina.
  • Analizzare criticamente le diverse prospettive teoriche e metodologiche, dimostrando capacità di sintesi e valutazione autonoma delle fonti.
  • Comunicare in modo chiaro e appropriato, sia oralmente sia per iscritto, i risultati delle proprie riflessioni o analisi.
  • Elaborare collegamenti interdisciplinari e riflettere in modo critico sul valore dei saperi acquisiti in relazione al contesto scientifico e culturale più ampio.

Programma

Modulo: ATTIVITÀ DI LABORATORIO
Parte 1: natura e obiettivi della ricerca archeologica - riconoscimento e individuazione delle evidenze archeologiche – la definizione di sito archeologico – i processi di formazione dei siti archeologici – il contesto – strategie e metodologie dello scavo stratigrafico in diversi contesti e situazioni (siti all’aperto, siti in grotta, siti subacquei, tell del Vicino Oriente, contesti urbani, siti nel deserto) – la sequenza stratigrafica ed il matrix di Harris – i sistemi di datazione relativa – scelta dei più appropriati strumenti di registrazione e documentazione sul terreno e archiviazione dei dati – metodi di ricerca nelle indagini di superfice e negli studi territoriali – metodologie di recupero delle evidenze – esigenze di studio ed esigenze di restauro e conservazione – scavo di salvataggio – etica della ricerca archeologica.

Parte 2: documentazione e studio dei materiali archeologici – architettura e organizzazione sociale - tecnica e tecnologia – la classificazione dei manufatti – la tipologia dei manufatti - la ricostruzione delle tecniche di manifattura e della catena di produzione – la distruzione dei manufatti – lo scambio e il commercio – sussistenza e implicazioni economiche e sociali – il rituale funerario e la bioarcheologia – arte, religione, simbologia.

Parte 3: rapporto dell’archeologia con le discipline scientifiche – finalità e strategie di analisi - scelta dei campioni per analisi archeometriche – valutazione del valore reale dei risultati delle analisi archeometriche (validità statistica).

I vari temi saranno affrontati e discussi da un punto di vista teorico e mediante la presentazione di casi-studio specifici.

Modulo: ATTIVITÀ SUL CAMPO
N/D

Modulo: ATTIVITÀ DI LABORATORIO

  • Introduzione all’archeologia. Definizione, finalità, metodi e obiettivi della disciplina.

Il sito archeologico. Formazione dei depositi, systemic vs. archaeological context.

Stratigrafia e cronologia. Datazioni relative e assolute; matrice di Harris.

Tipologia e seriations. Criteri di classificazione e ricostruzione cronologica.

Survey e studi territoriali. Rilevamenti di superficie, prospezioni e GIS.

Lo scavo archeologico. Metodi di documentazione e procedure di campo.

Scavi urbani e di emergenza. Problematiche e casi studio.

Archeologia speciale. Archeologia subacquea e dei contesti estremi: casi studio.

Recupero e gestione dei materiali. Tecniche di conservazione e catalogazione.

Discussione tematica. Presentazioni degli studenti e confronto sui principali problemi metodologici.

Economia primaria e ambiente. Metodologie per lo studio dei resti faunistici e botanici.

Archeologia come antropologia. Struttura sociale, uso dello spazio, architettura e materiali in situ.

Analisi microstratigrafiche. Etnografia, sezioni sottili e materiali da costruzione.

Archeologia sperimentale. Finalità, metodi e principali esempi.

Cultura materiale I. Concetto di chaîne opératoire, industrie litiche, ossee e ornamentali.

Cultura materiale II. Ceramica: tecnologie, archeometria e organizzazione della produzione.

Funzione e uso. Analisi tracce d’uso (use-wear) e casi studio di laboratorio.

Produzione tessile. Prime evidenze, tecniche e indagini archeometriche.

Produzione metallurgica. Materiali, leghe e analisi tecniche.

Significato simbolico della cultura materiale. Pigmenti, residui, reti sociali e stili.

Arte rupestre e mobiliare. Tecniche di produzione, analisi e datazioni.

Resti umani. Età, salute, pratiche funerarie e interpretazioni antropologiche.

Dieta antica. Tecnologie di trasformazione, residui, amidi, fitoliti e casi studio.

Dalle diete alle migrazioni. Analisi isotopiche e prospettive bioarcheologiche.

Modulo: ATTIVITÀ SUL CAMPO

  • - Testi di riferimento: 1) Renfrew, C., Bahn, P. and DeMarrais, E. (2024) L'essenziale di archeologia. Teorie - Metodi – Pratiche. 3rd Italian edition. Bologna: Zanichelli.

Modalità d'esame

Per superare l'esame occorre conseguire un voto non inferiore a 18/30. Lo studente deve dimostrare di aver acquisito sufficiente conoscenza degli argomenti trattati durante il corso per superare l'esame. L'idoneità all'esame sarà ottenuta attraverso una valutazione orale, la frequenza, la partecipazione attiva, la capacità di ragionamento e lo studio indipendente. Per conseguire un punteggio pari a 30/30 e lode, lo studente deve invece dimostrare di aver acquisito una conoscenza eccellente di tutti gli argomenti trattati durante il corso, essendo in grado di raccordarli in modo logico e coerente.

Testi di riferimento

Modulo: ATTIVITÀ DI LABORATORIO
1) Renfrew, C., Bahn, P. and DeMarrais, E. (2024) L'essenziale di archeologia. Teorie - Metodi – Pratiche. 3rd Italian edition. Bologna: Zanichelli.

2) A. Mark Pollard, Ruth Ann Armitage, Cheryl A. Makarewicz, Handbook of Archaeological Sciences. I capitoli:

  • Palaeodiet Through Stable Isotope Analysis (Pages: 437-452)
  • Dental Calculus (Pages: 575-590)
  • Zoo archaeology 731-752
  • Lithic Exploitation and Usewear Analysis (Pages: 819-832)
  • Ancient Binders and Pigments (Pages: 833-865)
  • Making and using metals 935-952
  • Archaeological remote sensing 1005-1024

Modulo: ATTIVITÀ SUL CAMPO
N/D

Modulo: ATTIVITÀ DI LABORATORIO
N/D
Modulo: ATTIVITÀ SUL CAMPO
N/D

Codice insegnamento AID-84396555-fa2

ATTIVITÀ SUL CAMPO 1° anno · 2° semestre · 3 CFU · ARCH-01/A · 0 file

Obiettivo generale MODULO ATTIVITA' SUL CAMPO (1) L’obiettivo di questo corso è sviluppare le capacità di interazione tra archeometri ed archeologi, fornire un linguaggio comune e condividere con gli studenti di…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Obiettivo generale MODULO ATTIVITA' SUL CAMPO (1)

L’obiettivo di questo corso è sviluppare le capacità di interazione tra archeometri ed archeologi, fornire un linguaggio comune e condividere con gli studenti di tecnologie per la conservazione dei beni culturali quelli che sono gli obiettivi centrali della ricerca archeologica in generale.

Obiettivi specifici

A - Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Conoscere la natura e gli obiettivi della ricerca archeologica

OF 2) Conoscere i sistemi di datazione relativa dei manufatti

OF 3) Conoscere le metodologie interpretative utilizzate nello studio delle società antiche

OF 4) Conoscere le regole della stratigrafia archeologica

OF 5) Riconoscere le caratteristiche dei contesti di rinvenimento dei materiali archeologici

B – Capacità applicative

OF 6) Saper elaborare idee originali sull’interpretazione dei dati per la comprensione dell’organizzazione economica, sociale e politica delle società studiate

OF 7) Saper ricostruire i contesti archeologici

OF 8) Saper valutare l’affidabilità dei contesti e dei materiali in essi rinvenuti

OF9) Saper porre le domande di ricerca giuste

…

C - Autonomia di giudizio

OF 10) Essere in grado di valutare un matrix stratigrafico-archeologico

OF 11) Essere in grado di valutare la correttezza dell’attribuzione di un manufatto al contesto archeologico

2) Fornire agli studenti strumenti teorici e pratici per affrontare criticamente la ricerca archeologica. Il corso sviluppa conoscenze metodologiche su scavo, documentazione, analisi dei manufatti e contesti, con attenzione all'interdisciplinarità e all’etica. Approfondisce il rapporto con le scienze applicate e la validazione dei dati archeometrici.

Obiettivo generale

L’obiettivo di questo corso è fornire una comprensione critica e operativa delle metodologie della ricerca archeologica, dalla formazione del record archeologico alla documentazione, analisi e interpretazione dei dati, in una prospettiva interdisciplinare.

Obiettivi specifici

ITA:

A - Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Conoscere le principali metodologie di scavo stratigrafico.

OF 2) Comprendere i processi di formazione del record archeologico

OF 3) Conoscere i sistemi di datazione e di documentazione.

OF 4) Comprendere il ruolo delle scienze applicate in archeologia.

OF 5) Conoscere gli approcci tipologici e tecnologici.

OF 6) Comprendere le problematiche legate alla conservazione e all’etica della ricerca.

….

B – Capacità applicative

OF 7) Saper dedurre informazioni dai dati stratigrafici.

OF 8) Risolvere problemi metodologici e interpretativi.

OF 9) Essere in grado di applicare tecniche di rilevamento e classificazione.

…

C - Autonomia di giudizio

OF 10) Essere in grado di valutare criticamente i dati archeologici.

OF 11) Integrare le conoscenze per ricostruire processi culturali.

OF 12) Riconoscere limiti e potenzialità delle diverse metodologie.

…

D – Abilità nella comunicazione

OF 13) Saper comunicare i risultati di una ricerca archeologica in forma orale e scritta.

OF 14) Saper presentare dati attraverso supporti visivi e digitali.

…

E - Capacità di apprendere

OF 15) Avere la capacità di consultare fonti bibliografiche e dati archeologici.

OF 16) Avere la capacità di valutare metodologie innovative.

OF 17) Essere in grado di ideare e sviluppare un progetto di ricerca.

Al termine dell’insegnamento, lo studente sarà in grado di:

  • Conoscere e comprendere i principali temi, metodi e problemi trattati nel corso, dimostrando padronanza dei concetti fondamentali e del lessico disciplinare.
  • Applicare le conoscenze acquisite per analizzare casi di studio, elaborare argomentazioni coerenti e risolvere problemi specifici collegati alla disciplina.
  • Analizzare criticamente le diverse prospettive teoriche e metodologiche, dimostrando capacità di sintesi e valutazione autonoma delle fonti.
  • Comunicare in modo chiaro e appropriato, sia oralmente sia per iscritto, i risultati delle proprie riflessioni o analisi.
  • Elaborare collegamenti interdisciplinari e riflettere in modo critico sul valore dei saperi acquisiti in relazione al contesto scientifico e culturale più ampio.

Programma

Modulo: ATTIVITÀ DI LABORATORIO
Parte 1: natura e obiettivi della ricerca archeologica - riconoscimento e individuazione delle evidenze archeologiche – la definizione di sito archeologico – i processi di formazione dei siti archeologici – il contesto – strategie e metodologie dello scavo stratigrafico in diversi contesti e situazioni (siti all’aperto, siti in grotta, siti subacquei, tell del Vicino Oriente, contesti urbani, siti nel deserto) – la sequenza stratigrafica ed il matrix di Harris – i sistemi di datazione relativa – scelta dei più appropriati strumenti di registrazione e documentazione sul terreno e archiviazione dei dati – metodi di ricerca nelle indagini di superfice e negli studi territoriali – metodologie di recupero delle evidenze – esigenze di studio ed esigenze di restauro e conservazione – scavo di salvataggio – etica della ricerca archeologica.

Parte 2: documentazione e studio dei materiali archeologici – architettura e organizzazione sociale - tecnica e tecnologia – la classificazione dei manufatti – la tipologia dei manufatti - la ricostruzione delle tecniche di manifattura e della catena di produzione – la distruzione dei manufatti – lo scambio e il commercio – sussistenza e implicazioni economiche e sociali – il rituale funerario e la bioarcheologia – arte, religione, simbologia.

Parte 3: rapporto dell’archeologia con le discipline scientifiche – finalità e strategie di analisi - scelta dei campioni per analisi archeometriche – valutazione del valore reale dei risultati delle analisi archeometriche (validità statistica).

I vari temi saranno affrontati e discussi da un punto di vista teorico e mediante la presentazione di casi-studio specifici.

Modulo: ATTIVITÀ SUL CAMPO
N/D

Modulo: ATTIVITÀ DI LABORATORIO

  • Introduzione all’archeologia. Definizione, finalità, metodi e obiettivi della disciplina.

Il sito archeologico. Formazione dei depositi, systemic vs. archaeological context.

Stratigrafia e cronologia. Datazioni relative e assolute; matrice di Harris.

Tipologia e seriations. Criteri di classificazione e ricostruzione cronologica.

Survey e studi territoriali. Rilevamenti di superficie, prospezioni e GIS.

Lo scavo archeologico. Metodi di documentazione e procedure di campo.

Scavi urbani e di emergenza. Problematiche e casi studio.

Archeologia speciale. Archeologia subacquea e dei contesti estremi: casi studio.

Recupero e gestione dei materiali. Tecniche di conservazione e catalogazione.

Discussione tematica. Presentazioni degli studenti e confronto sui principali problemi metodologici.

Economia primaria e ambiente. Metodologie per lo studio dei resti faunistici e botanici.

Archeologia come antropologia. Struttura sociale, uso dello spazio, architettura e materiali in situ.

Analisi microstratigrafiche. Etnografia, sezioni sottili e materiali da costruzione.

Archeologia sperimentale. Finalità, metodi e principali esempi.

Cultura materiale I. Concetto di chaîne opératoire, industrie litiche, ossee e ornamentali.

Cultura materiale II. Ceramica: tecnologie, archeometria e organizzazione della produzione.

Funzione e uso. Analisi tracce d’uso (use-wear) e casi studio di laboratorio.

Produzione tessile. Prime evidenze, tecniche e indagini archeometriche.

Produzione metallurgica. Materiali, leghe e analisi tecniche.

Significato simbolico della cultura materiale. Pigmenti, residui, reti sociali e stili.

Arte rupestre e mobiliare. Tecniche di produzione, analisi e datazioni.

Resti umani. Età, salute, pratiche funerarie e interpretazioni antropologiche.

Dieta antica. Tecnologie di trasformazione, residui, amidi, fitoliti e casi studio.

Dalle diete alle migrazioni. Analisi isotopiche e prospettive bioarcheologiche.

Modulo: ATTIVITÀ SUL CAMPO

  • - Testi di riferimento: 1) Renfrew, C., Bahn, P. and DeMarrais, E. (2024) L'essenziale di archeologia. Teorie - Metodi – Pratiche. 3rd Italian edition. Bologna: Zanichelli.

Modalità d'esame

Per superare l'esame occorre conseguire un voto non inferiore a 18/30. Lo studente deve dimostrare di aver acquisito sufficiente conoscenza degli argomenti trattati durante il corso per superare l'esame. L'idoneità all'esame sarà ottenuta attraverso una valutazione orale, la frequenza, la partecipazione attiva, la capacità di ragionamento e lo studio indipendente. Per conseguire un punteggio pari a 30/30 e lode, lo studente deve invece dimostrare di aver acquisito una conoscenza eccellente di tutti gli argomenti trattati durante il corso, essendo in grado di raccordarli in modo logico e coerente.

Testi di riferimento

Modulo: ATTIVITÀ DI LABORATORIO
1) Renfrew, C., Bahn, P. and DeMarrais, E. (2024) L'essenziale di archeologia. Teorie - Metodi – Pratiche. 3rd Italian edition. Bologna: Zanichelli.

2) A. Mark Pollard, Ruth Ann Armitage, Cheryl A. Makarewicz, Handbook of Archaeological Sciences. I capitoli:

  • Palaeodiet Through Stable Isotope Analysis (Pages: 437-452)
  • Dental Calculus (Pages: 575-590)
  • Zoo archaeology 731-752
  • Lithic Exploitation and Usewear Analysis (Pages: 819-832)
  • Ancient Binders and Pigments (Pages: 833-865)
  • Making and using metals 935-952
  • Archaeological remote sensing 1005-1024

Modulo: ATTIVITÀ SUL CAMPO
N/D

Modulo: ATTIVITÀ DI LABORATORIO
N/D
Modulo: ATTIVITÀ SUL CAMPO
N/D

Codice insegnamento AID-7ff3c22d-5a8

BIOARCHAELOGY AND CULTURAL HERITAGE 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · BIOS-03/B · 0 file

A completamento del corso, lo studente sarà in grado di: i) identificare strumenti teorici e metodologici propri della bioarcheologia, con particolare attenzione alle indagini isotopiche; ii) analizzare criticamente…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

A completamento del corso, lo studente sarà in grado di: i) identificare strumenti teorici e metodologici propri della bioarcheologia, con particolare attenzione alle indagini isotopiche; ii) analizzare criticamente gli studi sulle pratiche alimentari del passato attraverso dati ottenuti da resti umani, animali e vegetali; iii) acquisire competenze avanzate nelle analisi per la ricostruzione della paleodieta e della mobilità in contesti archeologici; iv) comprendere il valore dell’integrazione tra approcci teorici e analisi di laboratorio per una lettura multidisciplinare dei dati bioarcheologici; v) applicare le conoscenze acquisite per la tutela e valorizzazione dei beni culturali, utilizzando i dati bioarcheologici per arricchire le narrazioni museali e promuovere una maggiore consapevolezza del patrimonio culturale.
Obiettivo generale Il corso mira a fornire conoscenze avanzate su metodi e tecniche bioarcheologiche per l’analisi dei resti umani (con riferimenti a resti animali e vegetali) da contesti antichi. Lo studente svilupperà capacità critiche, applicherà competenze in contesti interdisciplinari e sarà in grado di interpretare i dati in un’ottica di tutela e valorizzazione del patrimonio. Attraverso una serie di lezioni teoriche, seguite da esercitazioni pratiche su metodologie di analisi specifiche, il corso mira a stimolare autonomia di giudizio, capacità di lavoro in gruppo, abilità comunicative e apprendimento continuo.
Obiettivi specifici
A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere strumenti teorici e metodologici propri della bioarcheologia OF 2) Comprendere le metodologie di indagine per la ricostruzione della paleodieta e della mobilità in contesti antichi OF 3) Comprendere il valore dell’integrazione tra approcci teorici e analisi di laboratorio OF 4) Applicare le conoscenze acquisite per la tutela e valorizzazione dei beni culturali OF 5) Conoscere il campo di applicazione delle analisi bioarcheologiche in ambito culturale B – Capacità applicative OF 6) Saper dedurre quali metodologie di indagine bioarcheologica sono più adatte al singolo contesto culturale OF 7) Risolvere problemi derivanti dai limiti applicativi nelle indagini di beni culturali OF 8) Saper analizzare e sviluppare dati bioarcheologici OF 9) Applicare le conoscenze acquisite per la tutela e valorizzazione dei beni culturali C - Autonomia di giudizio OF 10) Essere in grado di valutare il rapporto rischio/beneficio nell’applicare tecniche di indagine innovative in ambito culturale OF 11) Integrare le conoscenze acquisite al fine di promuovere la valorizzazione e la tutale dei resti bioarcheologici OF 12) Valutare criticamente la letteratura bioarcheologica D – Abilità nella comunicazione OF 13) Saper comunicare i risultati ottenuti durante le esercitazioni in maniera chiara e oggettiva OF 14) Saper veicolare informazioni derivanti da esercitazioni in gruppo e in autonomia, esponendo in maniera critica il risultato di quanto appreso E - Capacità di apprendere OF 15) Avere la capacità di consultare la letteratura di riferimento in campo bioarcheologico OF 16) Avere la capacità di valutare opportunità, limiti e rischi dell’applicazione di indagini bioarcheologiche OF 17) Essere in grado di ideare e sviluppare un progetto bioarcheologico con finalità di ricerca e valorizzazione

Programma

Il corso esplora il modo in cui il cibo è stato utilizzato in archeologia per indagare fenomeni culturali. Lo studio del record archeologico (resti faunistici, dati botanici, analisi della cultura materiale) tradizionalmente fornisce una evidenza indiretta dell’alimentazione durante il passato, mentre l’applicazione di tecniche biomolecolari permette di determinare direttamente il tipo di cibo consumato dalle popolazioni umane nel passato. Questa prospettiva ha profondamente modificato il modo con cui, la disciplina archeologica, ha utilizzato le pratiche di sussistenza per definire i processi culturali del passato, spesso sovvertendo alcuni assunti teorici: dalle ‘rivoluzioni’ della preistoria europea ai banchetti di epoca romana.

  • Isotopi stabili
  • Testi di riferimento: M.A. Katzenberg & S. Saunders. 2008. Biological anthropology of the human skeleton. Second Edition. Academic Press, New York.
  • Metodi analitici in bioarcheologia
  • Testi di riferimento: M.A. Pollard & C. Heron. 2008. Archaeological Chemistry. The Royal Society of Chemistry, London.

Modalità d'esame

Per superare l'esame occorre conseguire un voto non inferiore a 18/30. Lo studente deve dimostrare di aver acquisito una conoscenza sufficiente degli argomenti trattati a lezione e di aver letto e acquisito in maniera critica la letteratura distribuita durante il corso. Per conseguire un punteggio pari a 30/30 e lode, lo studente deve invece dimostrare di aver acquisito una conoscenza eccellente di tutti gli argomenti trattati durante il corso, essendo in grado di raccordarli in modo logico e coerente e di saper discutere in maniera critica e ragionata la letteratura distribuita durante il corso, collegandola opportunamente agli argomenti affrontati. Viene valutato in maniera particolarmente positiva il saper dimostrare di aver compiuto una ricerca bibliografica indipendente, legata alla volontà di approfondire alcuni temi di particolare interesse.

Durante il corso potranno essere proposti alcuni questionari di valutazione formativa.

Testi di riferimento

M.A. Katzenberg & S. Saunders. 2008. Biological anthropology of the human skeleton. Second Edition. Academic Press, New York.

M.A. Pollard & C. Heron. 2008. Archaeological Chemistry. The Royal Society of Chemistry, London.

  • Durante il corso verrà distribuito materiale bibliografico

Codice insegnamento 10629521

CATALOGAZIONE 1° anno · 2° semestre · 3 CFU · BIOS-01/B · 0 file

1) L’obiettivo generale del corso è fornire allo studente conoscenze e capacità utili per la progettazione in un contesto museale, analizzando le tendenze in ambito nazionale ed internazionale. Venendo introdotto alle…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

1) L’obiettivo generale del corso è fornire allo studente conoscenze e capacità utili per la progettazione in un contesto museale, analizzando le tendenze in ambito nazionale ed internazionale. Venendo introdotto alle pratiche della catalogazione, digitalizzazione e comunicazione multimediale, lo studente svilupperà capacità di pensare criticamente e creativamente. Lo studente sarà in grado di implementare effettivamente tali aspetti all’interno del museo e valorizzare il patrimonio culturale.

Obiettivi specifici

A - Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Conoscere funzioni, ruoli, compiti e responsabilità nei musei

OF 2) Comprendere le tendenze in atto nella museologia in campo internazionale

B – Capacità applicative

OF 3) Saper applicare i principi fondamentali di documentazione museale e gestione delle collezioni

OF 4) Essere in grado di preparare una strategia di catalogazione per un museo …

C - Autonomia di giudizio

OF 5) Essere in grado di valutare le tendenze della ricerca in ambito museale

OF 6) Integrare le conoscenze acquisite al fine di proporre un progetto scientifico museale

D – Abilità nella comunicazione

OF 7) Saper comunicare tematiche museali attraverso comunicazioni a workshop/podcast/articoli divulgativi

OF 8) Utilizzare i principi fondamentali della progettazione di mostre museali

E - Capacità di apprendere

OF 9) Avere la capacità di consultare le principali banche dati bibliografiche

OF 10) Essere in grado di ideare e sviluppare un progetto di esposizione museale

2) L’obiettivo generale del corso è fornire allo studente conoscenze e capacità utili per la progettazione in un contesto museale, analizzando le tendenze in ambito nazionale ed internazionale. Venendo introdotto alle pratiche della catalogazione, digitalizzazione e comunicazione multimediale, lo studente svilupperà capacità di pensare criticamente e creativamente. Lo studente sarà in grado di implementare effettivamente tali aspetti all’interno del museo e valorizzare il patrimonio culturale.

Obiettivi specifici

ITA:

A - Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Conoscere e comprendere il funzionmento della comunicazione multimediale

OF 2) Conoscoere approcci e metodologie per implementatre la multimedialità per il museo

….

B – Capacità applicative

OF 3) Selezionare contenuti e strumenti digitali appropriati per il contesto

OF 4) Essere in grado di progettare e sviluppare percorsi museali

…

C - Autonomia di giudizio

OF 5) ) Integrare le conoscenze acquisite al fine di proporre un progetto scientifico museale

OF 6) Saper analizzare criticamente le modalità attraverso cui i beni culturali vengono valorizzati dalle istituzioni

…

D – Abilità nella comunicazione

OF 7) Saper comunicare tematiche museali attraverso l’ausilio di strumenti digitali mutlimediali (es. podcast/narrazioni animate)

OF 8) Utilizzare i principi fondamentali della comunicazione multimediale nella progettazione di contenuti per diversi tipi di interlocutori del museo

…

E - Capacità di apprendere

OF 9) Essere in grado di interpretare e concrettizzare progetti sulla base di linee guida ed indicazioni ministeriali

OF 10) Essere in di selezionare, analizzare criticamente ed acquisire sia concetti che contenuti nuovi e trasferirli nell’ambito della museologia.

…

Venendo introdotto alle pratiche della catalogazione, digitalizzazione e comunicazione multimediale, lo studente svilupperà capacità di pensare criticamente e creativamente. Lo studente sarà in grado di implementare effettivamente tali aspetti all’interno del museo e valorizzare il patrimonio culturale.

Risultati di apprendimento

A - Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Conoscere funzioni, ruoli, compiti e responsabilità nei musei

OF 2) Comprendere le tendenze in atto nella museologia in campo internazionale

B – Capacità applicative

OF 3) Saper applicare i principi fondamentali di documentazione museale e gestione delle collezioni

OF 4) Essere in grado di preparare una strategia di catalogazione per un museo …

C - Autonomia di giudizio

OF 5) Essere in grado di valutare le tendenze della ricerca in ambito museale

OF 6) Integrare le conoscenze acquisite al fine di proporre un progetto scientifico museale

D – Abilità nella comunicazione

OF 7) Saper comunicare tematiche museali attraverso comunicazioni a workshop/podcast/articoli divulgativi

OF 8) Utilizzare i principi fondamentali della progettazione di mostre museali

E - Capacità di apprendere

OF 9) Avere la capacità di consultare le principali banche dati bibliografiche

OF 10) Essere in grado di ideare e sviluppare un progetto di esposizione museale

Programma

Modulo: MULTIMEDIALITA'

Introduzione alla materia: definizioni e concetti di base. Origini e storia della multimedialità.

Evoluzione dell'apprendimento multimediale. La teoria di Mayer ed i suoi principi.

I musei di ieri, oggi e domani: dalle mostre ottocentesche al museo digitale.

Piano di digitalizzazione ed innovazione dei musei italiani.

Strumenti ed esperienze chiave per comprendere e sviluppare la multimedialità nei musei.

Modulo: CATALOGAZIONE
Caratteristiche e finalità del Museo.

Musei locali, nazionali e internazionali.

Figure museali: funzioni, ruoli e responsabilità nel museo.

Processi di gestione museale. Musei e territorio. Sostenibilità. Servizio pubblico.

Il museo e la ricerca

Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione: standard catalografici, strutture dei dati .

Principi di catalogazione. Catalogazione per tipologie. Catalogazione per finalità. Interoperabilità.

Digitalizzazione. Geolocalizzazione. Open data. Collezioni online.

Visita a Musei Sapienza e preparazione di un progetto di catalogazione.

Modulo: MULTIMEDIALITA'

  • La teoria dell'apprendimento multimediale (8 ore)
  • La multimedialità nei musei (2 ore)
  • Evoluzione delle esposizioni museali e gli strumenti digitali per i musei (4 ore)
  • PND - Il Piano Nazionale per la Digitalizzazione del patrimonio culturale (2 ore)
  • Attività laboratoriale (12 ore)

Modulo: CATALOGAZIONE

  • attività di gruppo

Modalità d'esame

Esame orale con presentazione di un progetto.

Per superare l'esame occorre conseguire un voto non inferiore a 18/30. Lo studente deve dimostrare di aver acquisito una conoscenza sufficiente degli aspetti generali di museologia, in particolare in merito alla catalogazione e documentazione delle collezioni; e di aver acquisito le competenze di comunicazione scientifica e divulgativa in ambito culturale. Per conseguire un punteggio pari a 30/30 e lode, lo studente deve invece dimostrare di aver acquisito una conoscenza eccellente di tutti gli argomenti trattati durante il corso, essendo in grado di raccordarli in modo logico e coerente.

Testi di riferimento

Modulo: MULTIMEDIALITA'
Non c'è un testo di riferimento per il modulo sulla Multimedialità

Per la parte introduttiva sulla teoria, viene suggerito di consultare il volume di R.E. Mayer - Multimedia Learning Third Edition, University Cambridge Press

Per la rimanente parte del corso, il materiale di studio (dispense, articoli, siti web) sarà disponibile sulla pagine e learning del corso.

Modulo: CATALOGAZIONE
Materiale di studio disponibile nella pagina e-learning del corso

Modulo: MULTIMEDIALITA'
N/D
Modulo: CATALOGAZIONE
N/D

Codice insegnamento AID-b8d2cbf1-781

CHEMICAL AND PHYSICAL METHODS 1° anno · 1° semestre · 9 CFU · PHYS-03/A · 0 file

MODULO CHEMISTRY OF THE CONSERVATION Obiettivi: A - Conoscenza e capacità di comprensione Definire le caratteristiche dei consolidanti del legno Identificare pregi e difetti dei trattamenti di consolidamento tradizionali…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

MODULO CHEMISTRY OF THE CONSERVATION Obiettivi: A - Conoscenza e capacità di comprensione Definire le caratteristiche dei consolidanti del legno Identificare pregi e difetti dei trattamenti di consolidamento tradizionali Descrivere l’origine del segnale NMR B – Capacità applicative Discutere come le modalità di formulazione influenzano le proprietà del consolidante Identificare gli elementi morfologici dell’imaging MRI C - Autonomia di giudizio Confrontare le capacità di consolidamento dei materiali di recente introduzione rispetto ai tradizionali Valutare l’efficacia del consolidamento da dati NMR D – Abilità nella comunicazione Saper comunicare agli addetti al restauro privi di formazione scientifica, la natura e gli effetti dei processi di degrado sui materiali costitutivi Saper comunicare agli addetti al restauro privi di formazione scientifica, le proprietà dei materiali per il restauro e le caratteristiche delle metodologie applicate E - Capacità di apprendere Valutare l’efficacia di metodi e materiali di nuova introduzione
MODULO PHYSICAL METHODS Obiettivi generali L'obiettivo del corso è quello di introdurre lo studente all'analisi dei materiali archeologici utilizzando i metodi tipici della fisica della materia condensata e della scienza dei materiali. Il corso prevede sia lezioni frontali che sessioni di laboratorio.
Obiettivi specifici - Conoscenza e comprensione: Lo studente acquisirà la conoscenza dei concetti di base della fisica della materia condensata e della loro relazione con le tecniche di analisi specifiche. - Capacità di applicare conoscenza e comprensione: Lo studente acquisirà la capacità di interpretare i dati di microscopia, imaging, raggi X e radioattività di materiali archeologici. - Capacità critiche e di giudizio: Lo studente svilupperà capacità critiche e di giudizio analizzando casi di studio e definendo metodi fisici appropriati per gli studi archeologici. Queste capacità saranno sviluppate attraverso l'interazione con il docente durante il corso. - Capacità di comunicazione: Allo studente sarà richiesto di interagire nell'analisi dei materiali di studio e durante le lezioni per identificare i metodi fisici appropriati negli studi archeologici. - Capacità di apprendimento: Lo studente acquisirà la capacità teorica e pratica di applicare i metodi fisici all'identificazione e alla datazione dei materiali archeologici.

Programma

PHYSICAL METHODS
Modulo: PHYSICAL METHODS
N/D
Modulo: CHEMISTRY OF THE CONSERVATION
1. Introduzione generale: la chimica dei materiali artistici

Natura, struttura e proprietà chimico-fisiche dei materiali costitutivi: minerali, pigmenti, leganti organici, polimeri naturali e sintetici.

Processi di degrado e alterazione: idrolisi, ossidazione, fotodegradazione, reazioni acido-base e scambio ionico nei materiali porosi.

Principi di compatibilità, reversibilità e minimo intervento.

Ruolo del solvente e interazioni soluto–matrice: parametri di solubilità (Teas, Hansen) e selettività nella pulitura.

Approccio chimico alla conservazione preventiva: equilibrio igroscopico, inquinanti, radiazione UV e microclima.

2. Consolidanti e trattamenti per il legno

Struttura chimica e morfologica del legno: cellulosa, emicellulose, lignina, estrattivi e minerali.

Meccanismi di degrado chimico e biologico: idrolisi acida, ossidazione ligninica, azione di funghi e batteri.

Consolidanti polimerici: resine acriliche, poliesteri insaturi, epossidiche e siliconiche.

Sistemi nanostrutturati e materiali ibridi inorganico–organici (silani, silossani, ossidi metallici colloidali).

Valutazione dell’efficacia del trattamento: penetrazione, variazioni dimensionali, proprietà meccaniche e colorimetriche.

Casi di studio su reperti lignei archeologici e su manufatti musealizzati.

3. Consolidanti e trattamenti per la pelle e i materiali organici flessibili

Struttura e chimica del collagene; processi di concia e trasformazione storica della pelle.

Meccanismi di degradazione: idrolisi, ossidazione, reticolazione e perdita di plasticità.

Agenti consolidanti e plasticizzanti: PEG, PVA, idrogel, emulsioni acriliche e microdispersi.

Pulitura selettiva e trattamento delle superfici protettive.

Valutazione dell’intervento: variazioni cromatiche, flessibilità, traspirabilità e compatibilità con la pelle archeologica.

4. Consolidanti e trattamenti per materiali lapidei

Composizione e porosità dei materiali lapidei naturali e artificiali.

Alterazioni chimiche e fisiche: dissoluzione, cristallizzazione salina, formazione di croste nere e gesso.

Prodotti consolidanti inorganici: silicati di etile, nanocalce, idrossidi doppi lamellari e carbonati amorfi.

Polimeri e sistemi ibridi per la protezione superficiale.

Valutazione della compatibilità e della durabilità dei trattamenti.

Tecniche di caratterizzazione: FTIR, Raman, SEM-EDS, TG/DSC, spettrofotometria di riflettanza.

5. Metodi analitici e validazione scientifica (versione aggiornata – ITA)

Risonanza Magnetica Nucleare (NMR) applicata alla diagnostica e conservazione del legno: principi di base della spettroscopia NMR e dell’imaging MRI; composizione chimica del legno e ruolo dell’acqua; applicazioni alla valutazione dello stato di conservazione, alla distribuzione dell’umidità e alla verifica dell’efficacia dei trattamenti consolidanti.

Cromatografia liquida ad alte prestazioni (HPLC-MS) per l’analisi di miscele organiche complesse e per la proteomica dei tessuti archeologici: identificazione di collagene, albumine e altre proteine strutturali o di degrado in cuoio, pergamena e fibre naturali.

Validazione scientifica dei trattamenti di restauro attraverso protocolli di campionamento, confronto con reference materials e verifica di riproducibilità.

Modulo: PHYSICAL METHODS
N/D
Modulo: CHEMISTRY OF THE CONSERVATION

  • primo semestre

CHEMISTRY OF THE CONSERVATION
Modulo: PHYSICAL METHODS
N/D
Modulo: CHEMISTRY OF THE CONSERVATION
1. Introduzione generale: la chimica dei materiali artistici

Natura, struttura e proprietà chimico-fisiche dei materiali costitutivi: minerali, pigmenti, leganti organici, polimeri naturali e sintetici.

Processi di degrado e alterazione: idrolisi, ossidazione, fotodegradazione, reazioni acido-base e scambio ionico nei materiali porosi.

Principi di compatibilità, reversibilità e minimo intervento.

Ruolo del solvente e interazioni soluto–matrice: parametri di solubilità (Teas, Hansen) e selettività nella pulitura.

Approccio chimico alla conservazione preventiva: equilibrio igroscopico, inquinanti, radiazione UV e microclima.

2. Consolidanti e trattamenti per il legno

Struttura chimica e morfologica del legno: cellulosa, emicellulose, lignina, estrattivi e minerali.

Meccanismi di degrado chimico e biologico: idrolisi acida, ossidazione ligninica, azione di funghi e batteri.

Consolidanti polimerici: resine acriliche, poliesteri insaturi, epossidiche e siliconiche.

Sistemi nanostrutturati e materiali ibridi inorganico–organici (silani, silossani, ossidi metallici colloidali).

Valutazione dell’efficacia del trattamento: penetrazione, variazioni dimensionali, proprietà meccaniche e colorimetriche.

Casi di studio su reperti lignei archeologici e su manufatti musealizzati.

3. Consolidanti e trattamenti per la pelle e i materiali organici flessibili

Struttura e chimica del collagene; processi di concia e trasformazione storica della pelle.

Meccanismi di degradazione: idrolisi, ossidazione, reticolazione e perdita di plasticità.

Agenti consolidanti e plasticizzanti: PEG, PVA, idrogel, emulsioni acriliche e microdispersi.

Pulitura selettiva e trattamento delle superfici protettive.

Valutazione dell’intervento: variazioni cromatiche, flessibilità, traspirabilità e compatibilità con la pelle archeologica.

4. Consolidanti e trattamenti per materiali lapidei

Composizione e porosità dei materiali lapidei naturali e artificiali.

Alterazioni chimiche e fisiche: dissoluzione, cristallizzazione salina, formazione di croste nere e gesso.

Prodotti consolidanti inorganici: silicati di etile, nanocalce, idrossidi doppi lamellari e carbonati amorfi.

Polimeri e sistemi ibridi per la protezione superficiale.

Valutazione della compatibilità e della durabilità dei trattamenti.

Tecniche di caratterizzazione: FTIR, Raman, SEM-EDS, TG/DSC, spettrofotometria di riflettanza.

5. Metodi analitici e validazione scientifica (versione aggiornata – ITA)

Risonanza Magnetica Nucleare (NMR) applicata alla diagnostica e conservazione del legno: principi di base della spettroscopia NMR e dell’imaging MRI; composizione chimica del legno e ruolo dell’acqua; applicazioni alla valutazione dello stato di conservazione, alla distribuzione dell’umidità e alla verifica dell’efficacia dei trattamenti consolidanti.

Cromatografia liquida ad alte prestazioni (HPLC-MS) per l’analisi di miscele organiche complesse e per la proteomica dei tessuti archeologici: identificazione di collagene, albumine e altre proteine strutturali o di degrado in cuoio, pergamena e fibre naturali.

Validazione scientifica dei trattamenti di restauro attraverso protocolli di campionamento, confronto con reference materials e verifica di riproducibilità.

Modulo: PHYSICAL METHODS
N/D
Modulo: CHEMISTRY OF THE CONSERVATION

  • primo semestre

Modalità d'esame

PHYSICAL METHODS
Modulo: PHYSICAL METHODS
N/D
Modulo: CHEMISTRY OF THE CONSERVATION
To pass the exam the student must obtain a grade of not less than 18/30. The student must demonstrate that he/she has acquired a sufficient knowledge of the properties of material usend in the works of art, of the origin of their degradation and of the strategies used for their conservation and restoration.

To achieve a score of 30/30 cum laude, the student must instead demonstrate that he/she has acquired excellent knowledge of all the topics covered during the course, being able to link them in a logical and coherent way.

CHEMISTRY OF THE CONSERVATION
Modulo: PHYSICAL METHODS
N/D
Modulo: CHEMISTRY OF THE CONSERVATION
To pass the exam the student must obtain a grade of not less than 18/30. The student must demonstrate that he/she has acquired a sufficient knowledge of the properties of material usend in the works of art, of the origin of their degradation and of the strategies used for their conservation and restoration.

To achieve a score of 30/30 cum laude, the student must instead demonstrate that he/she has acquired excellent knowledge of all the topics covered during the course, being able to link them in a logical and coherent way.

Testi di riferimento

PHYSICAL METHODS
Modulo: PHYSICAL METHODS
N/D
Modulo: CHEMISTRY OF THE CONSERVATION
Lessons slides

Modulo: PHYSICAL METHODS
N/D
Modulo: CHEMISTRY OF THE CONSERVATION
[1] M. Broda et al., “Organosilicons of different molecular size and chemical structure as consolidants for waterlogged archaeological wood – a new reversible and retreatable method,” Sci. Rep., vol. 10, no. 1, p. 2188, Dec. 2020, doi: 10.1038/s41598-020-59240-8.

[2] M. Broda, S. F. Curling, M. J. Spear, and C. A. S. Hill, “Effect of methyltrimethoxysilane impregnation on the cell wall porosity and water vapour sorption of archaeological waterlogged oak,” Wood Sci. Technol., vol. 53, no. 3, pp. 703–726, May 2019, doi: 10.1007/s00226-019-01095-y.

[3] C. A. Material et al., “Wood Conservation,” pp. 1–10, 2017, [Online]. Available: https://nautarch.tamu.edu/CRL/conservationmanual/File6.htm.

[4] A. Chami Khazraji and S. Robert, “Interaction effects between cellulose and water in nanocrystalline and amorphous regions: A novel approach using molecular modeling,” J. Nanomater., vol. 2013, 2013, doi: 10.1155/2013/409676.

[5] B. Kaye, “Conservation of waterlogged archaeological wood,” Chem. Soc. Rev., vol. 24, no. 1, p. 35, 1995, doi: 10.1039/cs9952400035.

[6] M. Broda, B. Mazela, and A. Dutkiewicz, “Organosilicon compounds with various active groups as consolidants for the preservation of waterlogged archaeological wood,” J. Cult. Herit., vol. 35, pp. 123–128, 2019, doi: 10.1016/j.culher.2018.06.006.

[7] M. Christensen, M. Frosch, P. Jensen, U. Schnell, Y. Shashoua, and O. F. Nielsen, “Waterlogged archaeological wood—chemical changes by conservation and degradation,” J. Raman Spectrosc., vol. 37, no. 10, pp. 1171– 1178, Oct. 2006, doi: 10.1002/jrs.1589.

[8] E. Hocker, G. Almkvist, and M. Sahlstedt, “The Vasa experience with polyethylene glycol : A conservator ’ s perspective,” J. Cult. Herit., vol. 13, no. 3, pp. S175–S182, 2012, doi: 10.1016/j.culher.2012.01.017.

[9] P. D. Fix, “Archaeological watercraft: A review and critical analysis of the practice,” no. May, p. 408, 2015, [Online]. Available: http://hdl.handle.net/1969.1/155316.

[10] M. Christensen, M. Frosch, P. Jensen, U. Schnell, Y. Shashoua, and O. F. Nielsen, “Waterlogged archaeological wood - Chemical changes by conservation and degradation,” J. Raman Spectrosc., vol. 37, no. 10, pp. 1171– 1178, 2006, doi: 10.1002/jrs.1589.

[11] T. D. Nguyen, Y. Kohdzuma, R. Endo, and J. Sugiyama, “Evaluation of chemical treatments on dimensional stabilization of archeological waterlogged hardwoods obtained from the Thang Long Imperial Citadel site, Vietnam,” J. Wood Sci., vol. 64, no. 4, pp. 436–443, Aug. 2018, doi: 10.1007/s10086-018- 1719-7.

[12] M. Christensen, O. F. Nielsen, P. Jensen, and U. Schnell, “Water structure in polyethylene glycols for preservation of wooden artefacts. A NIR-FT-Raman spectroscopic investigation,” J. Mol. Struct., vol. 735–736, no. SPEC. ISS., pp. 267–270, 2005, doi: 10.1016/j.molstruc.2004.10.090.

[13] A. Vorobyev, N. P. van Dijk, and E. Kristofer Gamstedt, “Orthotropic creep in polyethylene glycol impregnated archaeological oak from the Vasa ship: Results of creep experiments in a museum-like climate,” Mech. Time- Dependent Mater., vol. 23, no. 1, pp. 35–52, 2019, doi: 10.1007/s11043-018- 9382-3.

[14] Z. Walsh, E. R. Janeček, M. Jones, and O. A. Scherman, “Natural polymers as alternative consolidants for the preservation of waterlogged archaeological wood,” Stud. Conserv., vol. 62, no. 3, pp. 173–183, 2017, doi: 10.1179/2047058414Y.0000000149.

[15] M. E. Payne, O. O. Kareem, K. Williams-Pavlantos, C. Wesdemiotis, and S. M. Grayson, “Mass spectrometry investigation into the oxidative degradation of poly(ethylene glycol),” Polym. Degrad. Stab., no. xxxx, p. 109388, 2020, doi: 10.1016/j.polymdegradstab.2020.109388.

[16] J. M. Parrent, “The Conservation of Waterlogged Wood Using Sucrose Author ( s ): James M . Parrent Published by : Taylor & Francis , Ltd . on behalf of the International Institute for Conservation of Historic and Artistic Works Stable URL : http://www.jstor.com/stable/15,” vol. 30, no. 2, pp. 63–72, 1985.

[17] A. Tahira, W. Howard, E. R. Pennington, and A. Kennedy, “Mechanical strength studies on degraded waterlogged wood treated with sugars,” Stud. Conserv., vol. 62, no. 4, pp. 223–228, 2017, doi: 10.1080/00393630.2016.1169364.

[18] L. Babinski, “Influence of pre-treatment on shrinkage of freeze-dried archaeological oak-wood,” Acta Sci. Pol. Silvarum Colendarum Ratio Ind. Lignaria, vol. 06, no. 4, 2007.

[19] S. Kugler, P. Ossowicz, K. Malarczyk-Matusiak, and E. Wierzbicka, “Advances in rosin-based chemicals: The latest recipes, applications and future trends,” Molecules, vol. 24, no. 9, 2019, doi: 10.3390/molecules24091651.

[20] G. Giachi, C. Capretti, I. D. Donato, N. Macchioni, and B. Pizzo, “New trials in the consolidation of waterlogged archaeological wood with different acetone- carried products,” J. Archaeol. Sci., vol. 38, no. 11, pp. 2957–2967, Nov. 2011, doi: 10.1016/j.jas.2011.06.012.

[21] D. W. Grattan, “A practical comparative study of several treatments for waterlogged wood,” Stud. Conserv., vol. 27, no. 3, pp. 124–136, 1982, doi: 10.1179/sic.1982.27.3.124.

[22] M. Christensen, H. Kutzke, and F. K. Hansen, “New materials used for the consolidation of archaeological wood-past attempts, present struggles, and future requirements,” J. Cult. Herit., vol. 13, no. 3 SUPPL., pp. S183–S190, 2012, doi: 10.1016/j.culher.2012.02.013.

[23] N. Kiliç and A. G. Kiliç, “An attenuated total reflection Fourier transform infrared (ATR-FTIR) spectroscopic study of waterlogged woods treated with melamine formaldehyde,” Vib. Spectrosc., vol. 105, no. October, 2019, doi: 10.1016/j.vibspec.2019.102985.

[24] B. Mazela, J. Kowalczuk, I. Ratajczak, and K. Szentner, “Moisture content (MC) and multinuclear magnetic resonance imaging (MRI) study of water absorption effect on wood treated with aminofunctional silane,” Eur. J. Wood Wood Prod., vol. 72, no. 2, pp. 243–248, 2014, doi: 10.1007/s00107-013-0768-2.

[25] K. Szubert, A. Dutkiewicz, M. Dutkiewicz, and H. Maciejewski, “Wood protective coatings based on fluorocarbosilane,” Cellulose, vol. 26, no. 18, pp. 9853–9861, 2019, doi: 10.1007/s10570-019-02737-x.

[26] J. Siuda, W. Perdoch, B. Mazela, and M. Zborowska, “Catalyzed reaction of cellulose and lignin with Methyltrimethoxysilane-FT-IR, 13C NMR and 29Si NMR studies,” Materials (Basel)., vol. 12, no. 12, 2019, doi: 10.3390/ma12122006.

[27] F. Antonelli et al., “Cellulose and Lignin Nano-Scale Consolidants for Waterlogged Archaeological Wood,” Front. Chem., vol. 8, no. January, 2020, doi: 10.3389/fchem.2020.00032.

[28] E. McHale, C. C. Steindal, H. Kutzke, T. Benneche, and S. E. Harding, “In situ polymerisation of isoeugenol as a green consolidation method for waterlogged archaeological wood,” Sci. Rep., vol. 7, no. April, 2017, doi: 10.1038/srep46481.

[29] A. Papacchini, S. Dominici, G. Di Giulio, M. Fioravanti, and A. Salvini, “Bio-based consolidants for waterlogged archaeological wood: Assessment of the performance and optimization of the diagnostic protocol,” J. Cult. Herit., vol. 40, pp. 49–58, 2019, doi: 10.1016/j.culher.2019.05.009.

[30] Y. Kanazawa et al., “Internal evaluation of impregnation treatment of waterlogged wood; relation between concentration of internal materials and relaxation time using magnetic resonance imaging,” Magn. Reson. Imaging, vol. 38, pp. 196–201, 2017, doi: 10.1016/j.mri.2017.01.010.

[31] Z. Walsh-korb and L. Avérous, “Progress in Materials Science Recent developments in the conservation of materials properties of historical wood,” Prog. Mater. Sci., vol. 102, no. May 2017, pp. 167–221, 2019, doi: 10.1016/j.pmatsci.2018.12.001.

[32] P. Baglioni and R. Giorgi, “Soft and hard nanomaterials for restoration and conservation of cultural heritage,” Soft Matter, vol. 2, no. 4, pp. 293–303, 2006, doi: 10.1039/b516442g.

[33] Y. Fors, F. Jalilehvand, and M. Sandström, “Analytical aspects of waterlogged wood in historical shipwrecks,” Anal. Sci., vol. 27, no. 8, pp. 785–792, 2011, doi: 10.2116/analsci.27.785.

[34] K. E. High and K. E. H. Penkman, “A review of analytical methods for assessing preservation in waterlogged archaeological wood and their application in practice,” Herit. Sci., vol. 8, no. 1, pp. 1–33, 2020, doi: 10.1186/s40494-020- 00422-y.

[35] J. Kowalczuk, A. Rachocki, M. Broda, B. Mazela, G. A. Ormondroyd, and J. Tritt- Goc, “Conservation process of archaeological waterlogged wood studied by spectroscopy and gradient NMR methods,” Wood Sci. Technol., vol. 53, no. 6, pp. 1207–1222, 2019, doi: 10.1007/s00226-019-01129-5.

[36] M. Bardet, G. Gerbaud, Q. K. Trân, and S. Hediger, “Study of interactions between polyethylene glycol and archaeological wood components by 13C high-resolution solid-state CP-MAS NMR,” J. Archaeol. Sci., vol. 34, no. 10, pp. 1670–1676, 2007, doi: 10.1016/j.jas.2006.12.005.

CHEMISTRY OF THE CONSERVATION
Modulo: PHYSICAL METHODS
N/D
Modulo: CHEMISTRY OF THE CONSERVATION
Lessons slides

Modulo: PHYSICAL METHODS
N/D
Modulo: CHEMISTRY OF THE CONSERVATION
[1] M. Broda et al., “Organosilicons of different molecular size and chemical structure as consolidants for waterlogged archaeological wood – a new reversible and retreatable method,” Sci. Rep., vol. 10, no. 1, p. 2188, Dec. 2020, doi: 10.1038/s41598-020-59240-8.

[2] M. Broda, S. F. Curling, M. J. Spear, and C. A. S. Hill, “Effect of methyltrimethoxysilane impregnation on the cell wall porosity and water vapour sorption of archaeological waterlogged oak,” Wood Sci. Technol., vol. 53, no. 3, pp. 703–726, May 2019, doi: 10.1007/s00226-019-01095-y.

[3] C. A. Material et al., “Wood Conservation,” pp. 1–10, 2017, [Online]. Available: https://nautarch.tamu.edu/CRL/conservationmanual/File6.htm.

[4] A. Chami Khazraji and S. Robert, “Interaction effects between cellulose and water in nanocrystalline and amorphous regions: A novel approach using molecular modeling,” J. Nanomater., vol. 2013, 2013, doi: 10.1155/2013/409676.

[5] B. Kaye, “Conservation of waterlogged archaeological wood,” Chem. Soc. Rev., vol. 24, no. 1, p. 35, 1995, doi: 10.1039/cs9952400035.

[6] M. Broda, B. Mazela, and A. Dutkiewicz, “Organosilicon compounds with various active groups as consolidants for the preservation of waterlogged archaeological wood,” J. Cult. Herit., vol. 35, pp. 123–128, 2019, doi: 10.1016/j.culher.2018.06.006.

[7] M. Christensen, M. Frosch, P. Jensen, U. Schnell, Y. Shashoua, and O. F. Nielsen, “Waterlogged archaeological wood—chemical changes by conservation and degradation,” J. Raman Spectrosc., vol. 37, no. 10, pp. 1171– 1178, Oct. 2006, doi: 10.1002/jrs.1589.

[8] E. Hocker, G. Almkvist, and M. Sahlstedt, “The Vasa experience with polyethylene glycol : A conservator ’ s perspective,” J. Cult. Herit., vol. 13, no. 3, pp. S175–S182, 2012, doi: 10.1016/j.culher.2012.01.017.

[9] P. D. Fix, “Archaeological watercraft: A review and critical analysis of the practice,” no. May, p. 408, 2015, [Online]. Available: http://hdl.handle.net/1969.1/155316.

[10] M. Christensen, M. Frosch, P. Jensen, U. Schnell, Y. Shashoua, and O. F. Nielsen, “Waterlogged archaeological wood - Chemical changes by conservation and degradation,” J. Raman Spectrosc., vol. 37, no. 10, pp. 1171– 1178, 2006, doi: 10.1002/jrs.1589.

[11] T. D. Nguyen, Y. Kohdzuma, R. Endo, and J. Sugiyama, “Evaluation of chemical treatments on dimensional stabilization of archeological waterlogged hardwoods obtained from the Thang Long Imperial Citadel site, Vietnam,” J. Wood Sci., vol. 64, no. 4, pp. 436–443, Aug. 2018, doi: 10.1007/s10086-018- 1719-7.

[12] M. Christensen, O. F. Nielsen, P. Jensen, and U. Schnell, “Water structure in polyethylene glycols for preservation of wooden artefacts. A NIR-FT-Raman spectroscopic investigation,” J. Mol. Struct., vol. 735–736, no. SPEC. ISS., pp. 267–270, 2005, doi: 10.1016/j.molstruc.2004.10.090.

[13] A. Vorobyev, N. P. van Dijk, and E. Kristofer Gamstedt, “Orthotropic creep in polyethylene glycol impregnated archaeological oak from the Vasa ship: Results of creep experiments in a museum-like climate,” Mech. Time- Dependent Mater., vol. 23, no. 1, pp. 35–52, 2019, doi: 10.1007/s11043-018- 9382-3.

[14] Z. Walsh, E. R. Janeček, M. Jones, and O. A. Scherman, “Natural polymers as alternative consolidants for the preservation of waterlogged archaeological wood,” Stud. Conserv., vol. 62, no. 3, pp. 173–183, 2017, doi: 10.1179/2047058414Y.0000000149.

[15] M. E. Payne, O. O. Kareem, K. Williams-Pavlantos, C. Wesdemiotis, and S. M. Grayson, “Mass spectrometry investigation into the oxidative degradation of poly(ethylene glycol),” Polym. Degrad. Stab., no. xxxx, p. 109388, 2020, doi: 10.1016/j.polymdegradstab.2020.109388.

[16] J. M. Parrent, “The Conservation of Waterlogged Wood Using Sucrose Author ( s ): James M . Parrent Published by : Taylor & Francis , Ltd . on behalf of the International Institute for Conservation of Historic and Artistic Works Stable URL : http://www.jstor.com/stable/15,” vol. 30, no. 2, pp. 63–72, 1985.

[17] A. Tahira, W. Howard, E. R. Pennington, and A. Kennedy, “Mechanical strength studies on degraded waterlogged wood treated with sugars,” Stud. Conserv., vol. 62, no. 4, pp. 223–228, 2017, doi: 10.1080/00393630.2016.1169364.

[18] L. Babinski, “Influence of pre-treatment on shrinkage of freeze-dried archaeological oak-wood,” Acta Sci. Pol. Silvarum Colendarum Ratio Ind. Lignaria, vol. 06, no. 4, 2007.

[19] S. Kugler, P. Ossowicz, K. Malarczyk-Matusiak, and E. Wierzbicka, “Advances in rosin-based chemicals: The latest recipes, applications and future trends,” Molecules, vol. 24, no. 9, 2019, doi: 10.3390/molecules24091651.

[20] G. Giachi, C. Capretti, I. D. Donato, N. Macchioni, and B. Pizzo, “New trials in the consolidation of waterlogged archaeological wood with different acetone- carried products,” J. Archaeol. Sci., vol. 38, no. 11, pp. 2957–2967, Nov. 2011, doi: 10.1016/j.jas.2011.06.012.

[21] D. W. Grattan, “A practical comparative study of several treatments for waterlogged wood,” Stud. Conserv., vol. 27, no. 3, pp. 124–136, 1982, doi: 10.1179/sic.1982.27.3.124.

[22] M. Christensen, H. Kutzke, and F. K. Hansen, “New materials used for the consolidation of archaeological wood-past attempts, present struggles, and future requirements,” J. Cult. Herit., vol. 13, no. 3 SUPPL., pp. S183–S190, 2012, doi: 10.1016/j.culher.2012.02.013.

[23] N. Kiliç and A. G. Kiliç, “An attenuated total reflection Fourier transform infrared (ATR-FTIR) spectroscopic study of waterlogged woods treated with melamine formaldehyde,” Vib. Spectrosc., vol. 105, no. October, 2019, doi: 10.1016/j.vibspec.2019.102985.

[24] B. Mazela, J. Kowalczuk, I. Ratajczak, and K. Szentner, “Moisture content (MC) and multinuclear magnetic resonance imaging (MRI) study of water absorption effect on wood treated with aminofunctional silane,” Eur. J. Wood Wood Prod., vol. 72, no. 2, pp. 243–248, 2014, doi: 10.1007/s00107-013-0768-2.

[25] K. Szubert, A. Dutkiewicz, M. Dutkiewicz, and H. Maciejewski, “Wood protective coatings based on fluorocarbosilane,” Cellulose, vol. 26, no. 18, pp. 9853–9861, 2019, doi: 10.1007/s10570-019-02737-x.

[26] J. Siuda, W. Perdoch, B. Mazela, and M. Zborowska, “Catalyzed reaction of cellulose and lignin with Methyltrimethoxysilane-FT-IR, 13C NMR and 29Si NMR studies,” Materials (Basel)., vol. 12, no. 12, 2019, doi: 10.3390/ma12122006.

[27] F. Antonelli et al., “Cellulose and Lignin Nano-Scale Consolidants for Waterlogged Archaeological Wood,” Front. Chem., vol. 8, no. January, 2020, doi: 10.3389/fchem.2020.00032.

[28] E. McHale, C. C. Steindal, H. Kutzke, T. Benneche, and S. E. Harding, “In situ polymerisation of isoeugenol as a green consolidation method for waterlogged archaeological wood,” Sci. Rep., vol. 7, no. April, 2017, doi: 10.1038/srep46481.

[29] A. Papacchini, S. Dominici, G. Di Giulio, M. Fioravanti, and A. Salvini, “Bio-based consolidants for waterlogged archaeological wood: Assessment of the performance and optimization of the diagnostic protocol,” J. Cult. Herit., vol. 40, pp. 49–58, 2019, doi: 10.1016/j.culher.2019.05.009.

[30] Y. Kanazawa et al., “Internal evaluation of impregnation treatment of waterlogged wood; relation between concentration of internal materials and relaxation time using magnetic resonance imaging,” Magn. Reson. Imaging, vol. 38, pp. 196–201, 2017, doi: 10.1016/j.mri.2017.01.010.

[31] Z. Walsh-korb and L. Avérous, “Progress in Materials Science Recent developments in the conservation of materials properties of historical wood,” Prog. Mater. Sci., vol. 102, no. May 2017, pp. 167–221, 2019, doi: 10.1016/j.pmatsci.2018.12.001.

[32] P. Baglioni and R. Giorgi, “Soft and hard nanomaterials for restoration and conservation of cultural heritage,” Soft Matter, vol. 2, no. 4, pp. 293–303, 2006, doi: 10.1039/b516442g.

[33] Y. Fors, F. Jalilehvand, and M. Sandström, “Analytical aspects of waterlogged wood in historical shipwrecks,” Anal. Sci., vol. 27, no. 8, pp. 785–792, 2011, doi: 10.2116/analsci.27.785.

[34] K. E. High and K. E. H. Penkman, “A review of analytical methods for assessing preservation in waterlogged archaeological wood and their application in practice,” Herit. Sci., vol. 8, no. 1, pp. 1–33, 2020, doi: 10.1186/s40494-020- 00422-y.

[35] J. Kowalczuk, A. Rachocki, M. Broda, B. Mazela, G. A. Ormondroyd, and J. Tritt- Goc, “Conservation process of archaeological waterlogged wood studied by spectroscopy and gradient NMR methods,” Wood Sci. Technol., vol. 53, no. 6, pp. 1207–1222, 2019, doi: 10.1007/s00226-019-01129-5.

[36] M. Bardet, G. Gerbaud, Q. K. Trân, and S. Hediger, “Study of interactions between polyethylene glycol and archaeological wood components by 13C high-resolution solid-state CP-MAS NMR,” J. Archaeol. Sci., vol. 34, no. 10, pp. 1670–1676, 2007, doi: 10.1016/j.jas.2006.12.005.

Codice insegnamento 10631685

CHEMISTRY OF THE CONSERVATION 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · CHEM-01/B · 0 file

1) Obiettivi generali L'obiettivo del corso è quello di introdurre lo studente all'analisi dei materiali archeologici utilizzando i metodi tipici della fisica della materia condensata e della scienza dei materiali. Il…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

1) Obiettivi generali

L'obiettivo del corso è quello di introdurre lo studente all'analisi dei materiali archeologici utilizzando i metodi tipici della fisica della materia condensata e della scienza dei materiali. Il corso prevede sia lezioni frontali che sessioni di laboratorio.

Obiettivi specifici

  • Conoscenza e comprensione: Lo studente acquisirà la conoscenza dei concetti di base della fisica della materia condensata e della loro relazione con le tecniche di analisi specifiche.
  • Capacità di applicare conoscenza e comprensione: Lo studente acquisirà la capacità di interpretare i dati di microscopia, imaging, raggi X e radioattività di materiali archeologici.
  • Capacità critiche e di giudizio: Lo studente svilupperà capacità critiche e di giudizio analizzando casi di studio e definendo metodi fisici appropriati per gli studi archeologici. Queste capacità saranno sviluppate attraverso l'interazione con il docente durante il corso.
  • Capacità di comunicazione: Allo studente sarà richiesto di interagire nell'analisi dei materiali di studio e durante le lezioni per identificare i metodi fisici appropriati negli studi archeologici.
  • Capacità di apprendimento: Lo studente acquisirà la capacità teorica e pratica di applicare i metodi fisici all'identificazione e alla datazione dei materiali archeologici.

2)

Conoscenza e capacità di comprensione (Knowledge and understanding)

Al termine del corso lo studente possiede una conoscenza avanzata dei principi chimici e fisici applicati allo studio, alla conservazione e alla diagnostica dei materiali archeologici.

Comprende:

la natura e le trasformazioni dei materiali costitutivi dei reperti (minerali, leganti, pigmenti, polimeri naturali e sintetici);

i processi di degrado chimico-fisico e le strategie di intervento basate su compatibilità e reversibilità;

le proprietà e i meccanismi d’azione di consolidanti, adesivi e resine;

i fondamenti della misura fisica e dell’interazione radiazione-materia, necessari per l’impiego di tecniche spettroscopiche e di imaging.

Capacità di applicare conoscenza e comprensione (Applying knowledge and understanding)

Lo studente è in grado di:

selezionare e applicare metodi chimici e fisici per l’identificazione, la caratterizzazione e la conservazione dei materiali archeologici;

interpretare dati provenienti da analisi spettroscopiche (UV-Vis, IR, Raman, NMR), termiche e cromatografiche, nonché da tecniche di imaging ottico, elettronico e multispettrale;

valutare l’efficacia e la compatibilità di trattamenti di consolidamento e protezione;

utilizzare metodologie fisiche per la misura non invasiva e la datazione dei materiali (radiocarbonio, termoluminescenza, riflettometria nel dominio del tempo, radar GPR).

Autonomia di giudizio (Making judgements)

Lo studente sviluppa autonomia critica nel:

scegliere metodologie di analisi e intervento coerenti con la natura del reperto e con i principi etici della conservazione;

valutare l’affidabilità dei dati sperimentali e la riproducibilità dei trattamenti;

integrare le informazioni chimiche, fisiche e storico-archeologiche in un quadro interpretativo coerente.

Abilità comunicative (Communication skills)

Lo studente è in grado di:

comunicare con linguaggio tecnico appropriato i risultati delle indagini e delle sperimentazioni;

redigere relazioni tecniche e scientifiche;

dialogare efficacemente con restauratori, fisici, chimici e archeologi in contesti multidisciplinari, anche in lingua inglese.

Capacità di apprendimento (Learning skills)

Lo studente acquisisce:

la capacità di aggiornarsi autonomamente sulle innovazioni nei materiali e nelle metodiche diagnostiche;

un atteggiamento critico e sperimentale orientato alla ricerca;

la preparazione necessaria per proseguire in attività di ricerca o in dottorati nel campo della scienza e della tecnologia per la conservazione dei beni culturali.

Programma

Modulo: PHYSICAL METHODS
N/D
Modulo: CHEMISTRY OF THE CONSERVATION
1. Introduzione generale: la chimica dei materiali artistici

Natura, struttura e proprietà chimico-fisiche dei materiali costitutivi: minerali, pigmenti, leganti organici, polimeri naturali e sintetici.

Processi di degrado e alterazione: idrolisi, ossidazione, fotodegradazione, reazioni acido-base e scambio ionico nei materiali porosi.

Principi di compatibilità, reversibilità e minimo intervento.

Ruolo del solvente e interazioni soluto–matrice: parametri di solubilità (Teas, Hansen) e selettività nella pulitura.

Approccio chimico alla conservazione preventiva: equilibrio igroscopico, inquinanti, radiazione UV e microclima.

2. Consolidanti e trattamenti per il legno

Struttura chimica e morfologica del legno: cellulosa, emicellulose, lignina, estrattivi e minerali.

Meccanismi di degrado chimico e biologico: idrolisi acida, ossidazione ligninica, azione di funghi e batteri.

Consolidanti polimerici: resine acriliche, poliesteri insaturi, epossidiche e siliconiche.

Sistemi nanostrutturati e materiali ibridi inorganico–organici (silani, silossani, ossidi metallici colloidali).

Valutazione dell’efficacia del trattamento: penetrazione, variazioni dimensionali, proprietà meccaniche e colorimetriche.

Casi di studio su reperti lignei archeologici e su manufatti musealizzati.

3. Consolidanti e trattamenti per la pelle e i materiali organici flessibili

Struttura e chimica del collagene; processi di concia e trasformazione storica della pelle.

Meccanismi di degradazione: idrolisi, ossidazione, reticolazione e perdita di plasticità.

Agenti consolidanti e plasticizzanti: PEG, PVA, idrogel, emulsioni acriliche e microdispersi.

Pulitura selettiva e trattamento delle superfici protettive.

Valutazione dell’intervento: variazioni cromatiche, flessibilità, traspirabilità e compatibilità con la pelle archeologica.

4. Consolidanti e trattamenti per materiali lapidei

Composizione e porosità dei materiali lapidei naturali e artificiali.

Alterazioni chimiche e fisiche: dissoluzione, cristallizzazione salina, formazione di croste nere e gesso.

Prodotti consolidanti inorganici: silicati di etile, nanocalce, idrossidi doppi lamellari e carbonati amorfi.

Polimeri e sistemi ibridi per la protezione superficiale.

Valutazione della compatibilità e della durabilità dei trattamenti.

Tecniche di caratterizzazione: FTIR, Raman, SEM-EDS, TG/DSC, spettrofotometria di riflettanza.

5. Metodi analitici e validazione scientifica (versione aggiornata – ITA)

Risonanza Magnetica Nucleare (NMR) applicata alla diagnostica e conservazione del legno: principi di base della spettroscopia NMR e dell’imaging MRI; composizione chimica del legno e ruolo dell’acqua; applicazioni alla valutazione dello stato di conservazione, alla distribuzione dell’umidità e alla verifica dell’efficacia dei trattamenti consolidanti.

Cromatografia liquida ad alte prestazioni (HPLC-MS) per l’analisi di miscele organiche complesse e per la proteomica dei tessuti archeologici: identificazione di collagene, albumine e altre proteine strutturali o di degrado in cuoio, pergamena e fibre naturali.

Validazione scientifica dei trattamenti di restauro attraverso protocolli di campionamento, confronto con reference materials e verifica di riproducibilità.

Modulo: PHYSICAL METHODS
N/D
Modulo: CHEMISTRY OF THE CONSERVATION

  • primo semestre

Modalità d'esame

Modulo: PHYSICAL METHODS
N/D
Modulo: CHEMISTRY OF THE CONSERVATION
To pass the exam the student must obtain a grade of not less than 18/30. The student must demonstrate that he/she has acquired a sufficient knowledge of the properties of material usend in the works of art, of the origin of their degradation and of the strategies used for their conservation and restoration.

To achieve a score of 30/30 cum laude, the student must instead demonstrate that he/she has acquired excellent knowledge of all the topics covered during the course, being able to link them in a logical and coherent way.

Testi di riferimento

Modulo: PHYSICAL METHODS
N/D
Modulo: CHEMISTRY OF THE CONSERVATION
Lessons slides

Modulo: PHYSICAL METHODS
N/D
Modulo: CHEMISTRY OF THE CONSERVATION
[1] M. Broda et al., “Organosilicons of different molecular size and chemical structure as consolidants for waterlogged archaeological wood – a new reversible and retreatable method,” Sci. Rep., vol. 10, no. 1, p. 2188, Dec. 2020, doi: 10.1038/s41598-020-59240-8.

[2] M. Broda, S. F. Curling, M. J. Spear, and C. A. S. Hill, “Effect of methyltrimethoxysilane impregnation on the cell wall porosity and water vapour sorption of archaeological waterlogged oak,” Wood Sci. Technol., vol. 53, no. 3, pp. 703–726, May 2019, doi: 10.1007/s00226-019-01095-y.

[3] C. A. Material et al., “Wood Conservation,” pp. 1–10, 2017, [Online]. Available: https://nautarch.tamu.edu/CRL/conservationmanual/File6.htm.

[4] A. Chami Khazraji and S. Robert, “Interaction effects between cellulose and water in nanocrystalline and amorphous regions: A novel approach using molecular modeling,” J. Nanomater., vol. 2013, 2013, doi: 10.1155/2013/409676.

[5] B. Kaye, “Conservation of waterlogged archaeological wood,” Chem. Soc. Rev., vol. 24, no. 1, p. 35, 1995, doi: 10.1039/cs9952400035.

[6] M. Broda, B. Mazela, and A. Dutkiewicz, “Organosilicon compounds with various active groups as consolidants for the preservation of waterlogged archaeological wood,” J. Cult. Herit., vol. 35, pp. 123–128, 2019, doi: 10.1016/j.culher.2018.06.006.

[7] M. Christensen, M. Frosch, P. Jensen, U. Schnell, Y. Shashoua, and O. F. Nielsen, “Waterlogged archaeological wood—chemical changes by conservation and degradation,” J. Raman Spectrosc., vol. 37, no. 10, pp. 1171– 1178, Oct. 2006, doi: 10.1002/jrs.1589.

[8] E. Hocker, G. Almkvist, and M. Sahlstedt, “The Vasa experience with polyethylene glycol : A conservator ’ s perspective,” J. Cult. Herit., vol. 13, no. 3, pp. S175–S182, 2012, doi: 10.1016/j.culher.2012.01.017.

[9] P. D. Fix, “Archaeological watercraft: A review and critical analysis of the practice,” no. May, p. 408, 2015, [Online]. Available: http://hdl.handle.net/1969.1/155316.

[10] M. Christensen, M. Frosch, P. Jensen, U. Schnell, Y. Shashoua, and O. F. Nielsen, “Waterlogged archaeological wood - Chemical changes by conservation and degradation,” J. Raman Spectrosc., vol. 37, no. 10, pp. 1171– 1178, 2006, doi: 10.1002/jrs.1589.

[11] T. D. Nguyen, Y. Kohdzuma, R. Endo, and J. Sugiyama, “Evaluation of chemical treatments on dimensional stabilization of archeological waterlogged hardwoods obtained from the Thang Long Imperial Citadel site, Vietnam,” J. Wood Sci., vol. 64, no. 4, pp. 436–443, Aug. 2018, doi: 10.1007/s10086-018- 1719-7.

[12] M. Christensen, O. F. Nielsen, P. Jensen, and U. Schnell, “Water structure in polyethylene glycols for preservation of wooden artefacts. A NIR-FT-Raman spectroscopic investigation,” J. Mol. Struct., vol. 735–736, no. SPEC. ISS., pp. 267–270, 2005, doi: 10.1016/j.molstruc.2004.10.090.

[13] A. Vorobyev, N. P. van Dijk, and E. Kristofer Gamstedt, “Orthotropic creep in polyethylene glycol impregnated archaeological oak from the Vasa ship: Results of creep experiments in a museum-like climate,” Mech. Time- Dependent Mater., vol. 23, no. 1, pp. 35–52, 2019, doi: 10.1007/s11043-018- 9382-3.

[14] Z. Walsh, E. R. Janeček, M. Jones, and O. A. Scherman, “Natural polymers as alternative consolidants for the preservation of waterlogged archaeological wood,” Stud. Conserv., vol. 62, no. 3, pp. 173–183, 2017, doi: 10.1179/2047058414Y.0000000149.

[15] M. E. Payne, O. O. Kareem, K. Williams-Pavlantos, C. Wesdemiotis, and S. M. Grayson, “Mass spectrometry investigation into the oxidative degradation of poly(ethylene glycol),” Polym. Degrad. Stab., no. xxxx, p. 109388, 2020, doi: 10.1016/j.polymdegradstab.2020.109388.

[16] J. M. Parrent, “The Conservation of Waterlogged Wood Using Sucrose Author ( s ): James M . Parrent Published by : Taylor & Francis , Ltd . on behalf of the International Institute for Conservation of Historic and Artistic Works Stable URL : http://www.jstor.com/stable/15,” vol. 30, no. 2, pp. 63–72, 1985.

[17] A. Tahira, W. Howard, E. R. Pennington, and A. Kennedy, “Mechanical strength studies on degraded waterlogged wood treated with sugars,” Stud. Conserv., vol. 62, no. 4, pp. 223–228, 2017, doi: 10.1080/00393630.2016.1169364.

[18] L. Babinski, “Influence of pre-treatment on shrinkage of freeze-dried archaeological oak-wood,” Acta Sci. Pol. Silvarum Colendarum Ratio Ind. Lignaria, vol. 06, no. 4, 2007.

[19] S. Kugler, P. Ossowicz, K. Malarczyk-Matusiak, and E. Wierzbicka, “Advances in rosin-based chemicals: The latest recipes, applications and future trends,” Molecules, vol. 24, no. 9, 2019, doi: 10.3390/molecules24091651.

[20] G. Giachi, C. Capretti, I. D. Donato, N. Macchioni, and B. Pizzo, “New trials in the consolidation of waterlogged archaeological wood with different acetone- carried products,” J. Archaeol. Sci., vol. 38, no. 11, pp. 2957–2967, Nov. 2011, doi: 10.1016/j.jas.2011.06.012.

[21] D. W. Grattan, “A practical comparative study of several treatments for waterlogged wood,” Stud. Conserv., vol. 27, no. 3, pp. 124–136, 1982, doi: 10.1179/sic.1982.27.3.124.

[22] M. Christensen, H. Kutzke, and F. K. Hansen, “New materials used for the consolidation of archaeological wood-past attempts, present struggles, and future requirements,” J. Cult. Herit., vol. 13, no. 3 SUPPL., pp. S183–S190, 2012, doi: 10.1016/j.culher.2012.02.013.

[23] N. Kiliç and A. G. Kiliç, “An attenuated total reflection Fourier transform infrared (ATR-FTIR) spectroscopic study of waterlogged woods treated with melamine formaldehyde,” Vib. Spectrosc., vol. 105, no. October, 2019, doi: 10.1016/j.vibspec.2019.102985.

[24] B. Mazela, J. Kowalczuk, I. Ratajczak, and K. Szentner, “Moisture content (MC) and multinuclear magnetic resonance imaging (MRI) study of water absorption effect on wood treated with aminofunctional silane,” Eur. J. Wood Wood Prod., vol. 72, no. 2, pp. 243–248, 2014, doi: 10.1007/s00107-013-0768-2.

[25] K. Szubert, A. Dutkiewicz, M. Dutkiewicz, and H. Maciejewski, “Wood protective coatings based on fluorocarbosilane,” Cellulose, vol. 26, no. 18, pp. 9853–9861, 2019, doi: 10.1007/s10570-019-02737-x.

[26] J. Siuda, W. Perdoch, B. Mazela, and M. Zborowska, “Catalyzed reaction of cellulose and lignin with Methyltrimethoxysilane-FT-IR, 13C NMR and 29Si NMR studies,” Materials (Basel)., vol. 12, no. 12, 2019, doi: 10.3390/ma12122006.

[27] F. Antonelli et al., “Cellulose and Lignin Nano-Scale Consolidants for Waterlogged Archaeological Wood,” Front. Chem., vol. 8, no. January, 2020, doi: 10.3389/fchem.2020.00032.

[28] E. McHale, C. C. Steindal, H. Kutzke, T. Benneche, and S. E. Harding, “In situ polymerisation of isoeugenol as a green consolidation method for waterlogged archaeological wood,” Sci. Rep., vol. 7, no. April, 2017, doi: 10.1038/srep46481.

[29] A. Papacchini, S. Dominici, G. Di Giulio, M. Fioravanti, and A. Salvini, “Bio-based consolidants for waterlogged archaeological wood: Assessment of the performance and optimization of the diagnostic protocol,” J. Cult. Herit., vol. 40, pp. 49–58, 2019, doi: 10.1016/j.culher.2019.05.009.

[30] Y. Kanazawa et al., “Internal evaluation of impregnation treatment of waterlogged wood; relation between concentration of internal materials and relaxation time using magnetic resonance imaging,” Magn. Reson. Imaging, vol. 38, pp. 196–201, 2017, doi: 10.1016/j.mri.2017.01.010.

[31] Z. Walsh-korb and L. Avérous, “Progress in Materials Science Recent developments in the conservation of materials properties of historical wood,” Prog. Mater. Sci., vol. 102, no. May 2017, pp. 167–221, 2019, doi: 10.1016/j.pmatsci.2018.12.001.

[32] P. Baglioni and R. Giorgi, “Soft and hard nanomaterials for restoration and conservation of cultural heritage,” Soft Matter, vol. 2, no. 4, pp. 293–303, 2006, doi: 10.1039/b516442g.

[33] Y. Fors, F. Jalilehvand, and M. Sandström, “Analytical aspects of waterlogged wood in historical shipwrecks,” Anal. Sci., vol. 27, no. 8, pp. 785–792, 2011, doi: 10.2116/analsci.27.785.

[34] K. E. High and K. E. H. Penkman, “A review of analytical methods for assessing preservation in waterlogged archaeological wood and their application in practice,” Herit. Sci., vol. 8, no. 1, pp. 1–33, 2020, doi: 10.1186/s40494-020- 00422-y.

[35] J. Kowalczuk, A. Rachocki, M. Broda, B. Mazela, G. A. Ormondroyd, and J. Tritt- Goc, “Conservation process of archaeological waterlogged wood studied by spectroscopy and gradient NMR methods,” Wood Sci. Technol., vol. 53, no. 6, pp. 1207–1222, 2019, doi: 10.1007/s00226-019-01129-5.

[36] M. Bardet, G. Gerbaud, Q. K. Trân, and S. Hediger, “Study of interactions between polyethylene glycol and archaeological wood components by 13C high-resolution solid-state CP-MAS NMR,” J. Archaeol. Sci., vol. 34, no. 10, pp. 1670–1676, 2007, doi: 10.1016/j.jas.2006.12.005.

Codice insegnamento AID-b14b0500-fcf

CLIMATE RISK ASSESSMENT OF CULTURAL HERITAGE 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · PHYS-05/B · 0 file

L’obiettivo di questo corso è acquisire una preparazione teorico-pratica avanzata finalizzata alla comprensione, analisi e gestione dei rischi di degrado indotti dai fattori climatici sui materiali presenti in ambiente…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

L’obiettivo di questo corso è acquisire una preparazione teorico-pratica avanzata finalizzata alla comprensione, analisi e gestione dei rischi di degrado indotti dai fattori climatici sui materiali presenti in ambiente interno ed esterno, attraverso l’impiego di metodologie scientifiche, strumenti analitici e riferimenti normativi internazionali.
Obiettivi specifici A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Definire e descrivere le variabili climatiche fondamentali nel campo della conservazione dei materiali in ambiente interno ed esterno OF 2) Acquisire conoscenza sui rischi di degrado indotti dal clima in ambiente interno ed esterno OF 3) Acquisire conoscenza sui regolamenti internazionali riguardanti i rischi di degrado indotti dal clima B – Capacità applicative OF 4) Essere capaci di applicare procedure metodologiche e strumentali OF 5) Essere capaci di applicare funzioni matematiche semplificate per la definizione del rischio indotto dal clima OF 6) Essere capaci di applicare i regolamenti internazionali riguardanti i rischi di degrado indotti dal clima C - Autonomia di giudizio OF 7) Essere capaci di interpretare i dati sperimentali e di simulazione OF 8) Essere capaci di applicare un approccio scientifico alla conservazione dell’ambiente costruito OF 9) Essere capaci di identificare i rischi di degrado indotti dal clima in ambiente interno ed esterno OF 10) Trasferire i risultati scientifici all’applicazione dei regolamenti internazionali D – Abilità nella comunicazione OF 10) Sapere come comunicare risultati scientifici OF 11) Comunicare i risultati dell’analisi/studio in modo chiaro agli stakeholder mantenendo la credibilità scientifica E - Capacità di apprendere OF 12) Avere l’abilità di consultare la letteratura scientifica per migliorare alcuni degli argomenti trattati durante il corso

Programma

Il corso è strutturato in tre moduli.

Modulo n.1: Ripasso delle variabili microclimatiche chiave (per es., temperature dell’aria, umidità relativa, rapporto di mescolamento dell’aria umida, temperatura di rugiada). Ripasso della strumentazione di base e studio della strumentazione avanzata per il monitoraggio microclimatico (per es., termoigrometri, misuratore del contenuto di umidità, termocamera). Relazione tra le variabili microclimatiche e i processi di degrado che affliggono i materiali costituenti i beni culturali. Definizione di processi di degrado indotti dal clima per diversi materiali. Regolamenti europei e internazionali riguardanti gli studi microclimatici applicati alla conservazione preventiva dei beni culturali.

Modulo n.2: Applicazione delle procedure standardizzate. Applicazione di funzioni semplificate per la modellazione igrotermica. Applicazione delle funzioni dose-risposta e funzioni danno per la valutazione del rischio indotto dal clima. Cambiamento climatico e suo impatto sulla conservazione dei beni culturali in ambienti di conservazione interni.

Modulo n.3: Identificazione dei rischi specifici di degrado indotto dal clima in diversi contesti conservativi. Pianificazione e progettazione di una campagna di monitoraggio.

  • 2° anno, 1° semestre
  • Testi di riferimento: Microclimate for Cultural Heritage - Measurement, Risk Assessment, Conservation, Restoration, and Maintenance of Indoor and Outdoor Monuments. 3rd edition. Dario Camuffo. Elsevier, 2019.

Modalità d'esame

Prova di esame orale.

Lo/a studente/ssa dovrà dimostrare di avere confidenza coi regolamenti internazionali riguardanti I rischi di degrado indotti dal clima e loro applicazione, con la strumentazione avanzata per il monitoraggio microclimatico, con l’applicazione di funzioni dose-risposta e danno.

Durante il corso, autovalutazioni intermedie saranno usate per misurare la comprensione dello/a studente/ssa.

Testi di riferimento

Microclimate for Cultural Heritage - Measurement, Risk Assessment, Conservation, Restoration, and Maintenance of Indoor and Outdoor Monuments. 3rd edition. Dario Camuffo. Elsevier, 2019.

Materiale didattico fornito sulla pagina E-learning.

Codice insegnamento 10627064

EXPERIMENT AND EXPERIENCE IN ARCHAEOLOGY 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · ARCH-01/A · 0 file

1) MODULO FUNDAMENTALS Il corso fornisce conoscenze teoriche e pratiche sull’archeologia sperimentale, attraverso la storia degli studi, l’uso delle collezioni di confronto e la riproduzione di attività tecnologiche. Gli…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

1) MODULO FUNDAMENTALS Il corso fornisce conoscenze teoriche e pratiche sull’archeologia sperimentale, attraverso la storia degli studi, l’uso delle collezioni di confronto e la riproduzione di attività tecnologiche. Gli studenti acquisiranno competenze nella documentazione delle tracce d’uso e nella sperimentazione di protocolli archeometrici.
Obiettivo generale L’obiettivo di questo corso è fornire una comprensione approfondita della metodologia dell’archeologia sperimentale e delle sue applicazioni all’analisi e interpretazione delle evidenze archeologiche, con particolare attenzione alle collezioni di confronto litiche e ceramiche.
Obiettivi specifici A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere la storia e i fondamenti dell’archeologia sperimentale. OF 2) Comprendere l'importanza delle collezioni di confronto nella ricerca archeologica. OF 3) Conoscere le metodologie per l’osservazione delle tracce tecnologiche. OF 4) Comprendere le relazioni tra sperimentazione e interpretazione archeologica. OF 5) Riconoscere le potenzialità e i limiti dei protocolli sperimentali. OF 6) Conoscere casi studio applicati all’archeometria. …. B – Capacità applicative OF 7) Saper dedurre processi tecnologici attraverso l’analisi delle repliche. OF 8) Risolvere problematiche interpretative tramite l’approccio sperimentale. OF 9) Essere in grado di applicare protocolli sperimentali in ambito archeologico. … C - Autonomia di giudizio OF 10) Essere in grado di valutare criticamente le fonti sperimentali. OF 11) Integrare le conoscenze acquisite per formulare ipotesi interpretative. OF 12) Riflettere sull’affidabilità delle repliche come strumento analitico. … D – Abilità nella comunicazione OF 13) Saper comunicare i risultati di un progetto sperimentale. OF 14) Presentare efficacemente processi e osservazioni tecniche. … E - Capacità di apprendere OF 15) Avere la capacità di consultare la letteratura metodologica e specialistica. OF 16) Avere la capacità di valutare l’applicabilità di un protocollo sperimentale. OF 17) Essere in grado di ideare, condurre e documentare un progetto di sperimentazione.
2) MODULO ADVANCED MODULE Il corso fornisce competenze teoriche e pratiche relative alla metodologia dell’archeologia sperimentale. Gli studenti acquisiranno conoscenze sulla storia della disciplina, sui protocolli sperimentali e sulla costruzione di collezioni di confronto per l’analisi archeometrica, sviluppando abilità di osservazione, interpretazione e sperimentazione su manufatti litici, ossei e ceramici.
Obiettivo generale L’obiettivo di questo corso è fornire agli studenti una solida base teorica e applicativa nell’ambito dell’archeologia sperimentale, attraverso l’analisi dei protocolli sperimentali e la costruzione e uso di collezioni di confronto.
Obiettivi specifici A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere la storia e gli sviluppi dell’archeologia sperimentale OF 2) Comprendere le finalità e i limiti del metodo sperimentale in archeologia OF 3) Riconoscere le principali categorie di tracce e residui d’uso OF 4) Comprendere il concetto e l’utilizzo della collezione di confronto OF 5) Conoscere i protocolli per la riproduzione controllata di azioni/manufatti OF 6) Riconoscere l’integrazione tra sperimentazione e interpretazione archeologica
B – Capacità applicative OF 7) Saper dedurre le funzioni di un oggetto dalle tracce d’uso OF 8) Risolvere problemi legati alla documentazione e replica di operazioni tecniche OF 9) Essere in grado di applicare tecniche sperimentali per costruire collezioni di confronto … C - Autonomia di giudizio OF 10) Essere in grado di valutare criticamente protocolli sperimentali OF 11) Integrare le conoscenze acquisite per interpretare evidenze archeologiche OF 12) Sviluppare riflessioni autonome sull’uso della sperimentazione in archeologia … D – Abilità nella comunicazione OF 13) Saper comunicare i risultati delle attività sperimentali OF 14) Saper utilizzare il lessico tecnico della disciplina … E - Capacità di apprendere OF 15) Avere la capacità di consultare e confrontare fonti bibliografiche specialistiche OF 16) Avere la capacità di valutare la validità dei dati ottenuti sperimentalmente OF 17) Essere in grado di ideare e sviluppare un progetto sperimentale coerente

Programma

FUNDAMENTALS
Modulo: FUNDAMENTALS
N/D
Modulo: ADVANCED MODULE
N/D

Modulo: FUNDAMENTALS
N/D
Modulo: ADVANCED MODULE

  • Introduzione al corso. Definizione, obiettivi e ruolo dell’archeologia sperimentale nella ricerca archeologica.

Storia della disciplina. Dalle prime esperienze del XIX secolo ai laboratori contemporanei: sviluppo e riconoscimento scientifico.

Metodologia sperimentale. Ipotesi, variabili e protocolli di riproduzione controllata; limiti e potenzialità.

Esperimento e osservazione. Il concetto di “esperienza” e il valore euristico dell’azione pratica.

Collezioni di confronto. Definizione, tipologie e importanza per la validazione archeometrica.

Tecnologie litiche. Produzione sperimentale di strumenti in pietra: tecniche di scheggiatura e osservazione delle tracce tecnologiche.

Tecnologie ceramiche. Repliche sperimentali di ceramiche: impasti, modellazione, cottura e analisi delle superfici.

Tracce d’uso e residui. Osservazione microscopica e interpretazione delle modificazioni funzionali.

Approcci archeometrici. Connessioni tra sperimentazione e analisi scientifiche (microscopia, FTIR, GC-MS, residui organici).

Esperienze integrate. Interpretare il gesto tecnico: corpo, materia e cognizione.

Casi di studio. Analisi di esperimenti su scala internazionale (litica, ceramica, metallurgia, tessile).

Discussione finale. Dalla replica alla conoscenza: riflessioni critiche sull’esperimento come metodo archeologico.

ADVANCED MODULE
Modulo: FUNDAMENTALS
N/D
Modulo: ADVANCED MODULE
N/D

Modulo: FUNDAMENTALS
N/D
Modulo: ADVANCED MODULE

  • Introduzione al corso. Definizione, obiettivi e ruolo dell’archeologia sperimentale nella ricerca archeologica.

Storia della disciplina. Dalle prime esperienze del XIX secolo ai laboratori contemporanei: sviluppo e riconoscimento scientifico.

Metodologia sperimentale. Ipotesi, variabili e protocolli di riproduzione controllata; limiti e potenzialità.

Esperimento e osservazione. Il concetto di “esperienza” e il valore euristico dell’azione pratica.

Collezioni di confronto. Definizione, tipologie e importanza per la validazione archeometrica.

Tecnologie litiche. Produzione sperimentale di strumenti in pietra: tecniche di scheggiatura e osservazione delle tracce tecnologiche.

Tecnologie ceramiche. Repliche sperimentali di ceramiche: impasti, modellazione, cottura e analisi delle superfici.

Tracce d’uso e residui. Osservazione microscopica e interpretazione delle modificazioni funzionali.

Approcci archeometrici. Connessioni tra sperimentazione e analisi scientifiche (microscopia, FTIR, GC-MS, residui organici).

Esperienze integrate. Interpretare il gesto tecnico: corpo, materia e cognizione.

Casi di studio. Analisi di esperimenti su scala internazionale (litica, ceramica, metallurgia, tessile).

Discussione finale. Dalla replica alla conoscenza: riflessioni critiche sull’esperimento come metodo archeologico.

Modalità d'esame

FUNDAMENTALS
Modulo: FUNDAMENTALS
N/D
Modulo: ADVANCED MODULE
N/D

ADVANCED MODULE
Modulo: FUNDAMENTALS
N/D
Modulo: ADVANCED MODULE
N/D

Testi di riferimento

FUNDAMENTALS
Modulo: FUNDAMENTALS
N/D
Modulo: ADVANCED MODULE
N/D

Modulo: FUNDAMENTALS
N/D
Modulo: ADVANCED MODULE
N/D

ADVANCED MODULE
Modulo: FUNDAMENTALS
N/D
Modulo: ADVANCED MODULE
N/D

Modulo: FUNDAMENTALS
N/D
Modulo: ADVANCED MODULE
N/D

Codice insegnamento 10630878

FUNDAMENTALS 1° anno · 2° semestre · 3 CFU · ARCH-01/A · 0 file

1) Il corso fornisce conoscenze teoriche e pratiche sull’archeologia sperimentale, attraverso la storia degli studi, l’uso delle collezioni di confronto e la riproduzione di attività tecnologiche. Gli studenti…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

1) Il corso fornisce conoscenze teoriche e pratiche sull’archeologia sperimentale, attraverso la storia degli studi, l’uso delle collezioni di confronto e la riproduzione di attività tecnologiche. Gli studenti acquisiranno competenze nella documentazione delle tracce d’uso e nella sperimentazione di protocolli archeometrici.

Obiettivo generale

L’obiettivo di questo corso è fornire una comprensione approfondita della metodologia dell’archeologia sperimentale e delle sue applicazioni all’analisi e interpretazione delle evidenze archeologiche, con particolare attenzione alle collezioni di confronto litiche e ceramiche.

Obiettivi specifici

A - Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Conoscere la storia e i fondamenti dell’archeologia sperimentale.

OF 2) Comprendere l'importanza delle collezioni di confronto nella ricerca archeologica.

OF 3) Conoscere le metodologie per l’osservazione delle tracce tecnologiche.

OF 4) Comprendere le relazioni tra sperimentazione e interpretazione archeologica.

OF 5) Riconoscere le potenzialità e i limiti dei protocolli sperimentali.

OF 6) Conoscere casi studio applicati all’archeometria.

….

B – Capacità applicative

OF 7) Saper dedurre processi tecnologici attraverso l’analisi delle repliche.

OF 8) Risolvere problematiche interpretative tramite l’approccio sperimentale.

OF 9) Essere in grado di applicare protocolli sperimentali in ambito archeologico.

…

C - Autonomia di giudizio

OF 10) Essere in grado di valutare criticamente le fonti sperimentali.

OF 11) Integrare le conoscenze acquisite per formulare ipotesi interpretative.

OF 12) Riflettere sull’affidabilità delle repliche come strumento analitico.

…

D – Abilità nella comunicazione

OF 13) Saper comunicare i risultati di un progetto sperimentale.

OF 14) Presentare efficacemente processi e osservazioni tecniche.

…

E - Capacità di apprendere

OF 15) Avere la capacità di consultare la letteratura metodologica e specialistica.

OF 16) Avere la capacità di valutare l’applicabilità di un protocollo sperimentale.

OF 17) Essere in grado di ideare, condurre e documentare un progetto di sperimentazione.

2) OBIETTIVI FORMATIVI Il corso fornisce competenze teoriche e pratiche relative alla metodologia dell’archeologia sperimentale. Gli studenti acquisiranno conoscenze sulla storia della disciplina, sui protocolli sperimentali e sulla costruzione di collezioni di confronto per l’analisi archeometrica, sviluppando abilità di osservazione, interpretazione e sperimentazione su manufatti litici, ossei e ceramici.

Obiettivo generale

L’obiettivo di questo corso è fornire agli studenti una solida base teorica e applicativa nell’ambito dell’archeologia sperimentale, attraverso l’analisi dei protocolli sperimentali e la costruzione e uso di collezioni di confronto.

Obiettivi specifici

A - Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Conoscere la storia e gli sviluppi dell’archeologia sperimentale

OF 2) Comprendere le finalità e i limiti del metodo sperimentale in archeologia

OF 3) Riconoscere le principali categorie di tracce e residui d’uso

OF 4) Comprendere il concetto e l’utilizzo della collezione di confronto

OF 5) Conoscere i protocolli per la riproduzione controllata di azioni/manufatti

OF 6) Riconoscere l’integrazione tra sperimentazione e interpretazione archeologica

B – Capacità applicative

OF 7) Saper dedurre le funzioni di un oggetto dalle tracce d’uso

OF 8) Risolvere problemi legati alla documentazione e replica di operazioni tecniche

OF 9) Essere in grado di applicare tecniche sperimentali per costruire collezioni di confronto

…

C - Autonomia di giudizio

OF 10) Essere in grado di valutare criticamente protocolli sperimentali

OF 11) Integrare le conoscenze acquisite per interpretare evidenze archeologiche

OF 12) Sviluppare riflessioni autonome sull’uso della sperimentazione in archeologia

…

D – Abilità nella comunicazione

OF 13) Saper comunicare i risultati delle attività sperimentali

OF 14) Saper utilizzare il lessico tecnico della disciplina

…

E - Capacità di apprendere

OF 15) Avere la capacità di consultare e confrontare fonti bibliografiche specialistiche

OF 16) Avere la capacità di valutare la validità dei dati ottenuti sperimentalmente

OF 17) Essere in grado di ideare e sviluppare un progetto sperimentale coerente

2)

Modulo: FUNDAMENTALS
N/D
Modulo: ADVANCED MODULE
N/D

Programma

Modulo: FUNDAMENTALS
N/D
Modulo: ADVANCED MODULE
N/D

Modulo: FUNDAMENTALS
N/D
Modulo: ADVANCED MODULE

  • Introduzione al corso. Definizione, obiettivi e ruolo dell’archeologia sperimentale nella ricerca archeologica.

Storia della disciplina. Dalle prime esperienze del XIX secolo ai laboratori contemporanei: sviluppo e riconoscimento scientifico.

Metodologia sperimentale. Ipotesi, variabili e protocolli di riproduzione controllata; limiti e potenzialità.

Esperimento e osservazione. Il concetto di “esperienza” e il valore euristico dell’azione pratica.

Collezioni di confronto. Definizione, tipologie e importanza per la validazione archeometrica.

Tecnologie litiche. Produzione sperimentale di strumenti in pietra: tecniche di scheggiatura e osservazione delle tracce tecnologiche.

Tecnologie ceramiche. Repliche sperimentali di ceramiche: impasti, modellazione, cottura e analisi delle superfici.

Tracce d’uso e residui. Osservazione microscopica e interpretazione delle modificazioni funzionali.

Approcci archeometrici. Connessioni tra sperimentazione e analisi scientifiche (microscopia, FTIR, GC-MS, residui organici).

Esperienze integrate. Interpretare il gesto tecnico: corpo, materia e cognizione.

Casi di studio. Analisi di esperimenti su scala internazionale (litica, ceramica, metallurgia, tessile).

Discussione finale. Dalla replica alla conoscenza: riflessioni critiche sull’esperimento come metodo archeologico.

Modalità d'esame

Modulo: FUNDAMENTALS
N/D
Modulo: ADVANCED MODULE
N/D

Testi di riferimento

Modulo: FUNDAMENTALS
N/D
Modulo: ADVANCED MODULE
N/D

Modulo: FUNDAMENTALS
N/D
Modulo: ADVANCED MODULE
N/D

Codice insegnamento AID-d53941a2-668

GEOCHIMICA PER I BENI CULTURALI 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · GEOS-01/C · 0 file

Conoscenza delle applicazioni della geochimica allo studio dei materiali, intesi quali materie prime, di origine geologica. Conoscenza delle metodologie analitiche utilizzate per lo studio geochimico dei materiali con…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Conoscenza delle applicazioni della geochimica allo studio dei materiali, intesi quali materie prime, di origine geologica. Conoscenza delle metodologie analitiche utilizzate per lo studio geochimico dei materiali con particolare riferimento alla produzione della ceramica, dei leganti, delle malte e dei metalli. Conoscenza delle applicazioni della geochimica isotopica alla geocronologia e allo studio di provenienza di manufatti di interesse archeologico e storico-artistico.
Obiettivo generale Gli studenti che abbiano superato l’esame saranno provvisti delle conoscenze necessarie ad impiegare le tecniche analitiche proprie della geochimica finalizzate allo studio di manufatti di interesse storico-artistico ed archeologico. Capacità di impostare un progetto di ricerca o un report tecnico-scientifico concernente applicazioni della geochimica alla conservazione e al restauro dei beni culturali. Acquisizione dell’uso di competenze e di una terminologia tecnico-scientifica rigorose ed appropriate, specifiche dei campi di applicazione della geochimica. Capacità di impostare studi e ricerche basate su metodi geochimici applicati ai manufatti di interesse storico-artistico ed archeologico con finalità di conservazione e restauro di materiali mediante l’utilizzo delle tecniche più appropriate. Capacità di impostare un progetto di ricerca o un report tecnico-scientifico concernente applicazioni della geochimica alla conservazione e al restauro dei beni culturali.
Obiettivi specifici A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Gli studenti acquisiranno una solida conoscenza delle applicazioni della geochimica nello studio dei materiali, in particolare delle materie prime di origine geologica. Inoltre, saranno in grado di comprendere le metodologie analitiche utilizzate per l'analisi geochimica, con un focus specifico sulla produzione di ceramica, leganti, malte e metalli. OF 2) Gli studenti apprenderanno come la geochimica isotopica possa essere applicata alla geocronologia e allo studio della provenienza di manufatti di rilevanza archeologica e storico-artistica. OF 3) Coloro che supereranno l’esame saranno dotati delle competenze necessarie per utilizzare tecniche analitiche geochimiche, finalizzate all'analisi di manufatti di interesse storico-artistico e archeologico. OF 4) OF 5) Gli studenti acquisiranno competenze comunicative, imparando a utilizzare una terminologia tecnico-scientifica rigorosa e appropriata, specifica per i vari campi di applicazione della geochimica. OF 6) Gli studenti svilupperanno la capacità di impostare studi e ricerche basate su metodi geochimici, applicati a manufatti di interesse storico-artistico e archeologico, con l'obiettivo di conservare e restaurare materiali utilizzando le tecniche più appropriate.
B – Capacità applicative OF 7) Gli studenti saranno in grado di ricavare dalla lettura della letteratura scientifica le applicazioni della geochimica nella conservazione e nel restauro dei beni culturali più consone alla soluzione di problematiche inerenti le tematiche del corso. OF 8) Gli studenti saranno in grado di risolvere problematiche inerenti le applicazioni della geochimica nella conservazione e nel restauro dei beni culturali. OF 9) Gli studenti saranno in grado di progettare un progetto di ricerca o un report tecnico-scientifico che esplori le applicazioni della geochimica nella conservazione e nel restauro dei beni culturali.
C - Autonomia di giudizio OF 10) Gli studenti saranno in grado di analizzare criticamente i risultati ottenuti dalle tecniche geochimiche applicate, valutando l'efficacia delle metodologie utilizzate. OF 11) OF 12) Gli studenti saranno incoraggiati a sviluppare un approccio autonomo all'apprendimento, esplorando ulteriormente le applicazioni della geochimica e saranno in grado di valutare l'impatto delle tecniche geochimiche sulla conservazione dei beni culturali, considerando anche gli aspetti etici e sostenibili.
D – Abilità nella comunicazione OF 13) Gli studenti saranno stimolati a pensare e comunicare in modo innovativo, proponendo nuove metodologie o approcci nell'applicazione della geochimica al restauro. OF 14) Durante il corso, gli studenti avranno l'opportunità di collaborare in gruppi per sviluppare progetti di ricerca, favorendo il lavoro di squadra e la condivisione delle conoscenze.
E - Capacità di apprendere OF 15) Gli studenti saranno in grado di consultare criticamente la letteratura scientifica e le tecniche geochimiche applicate, aggiornandosi e valutando l'efficacia delle metodologie utilizzate. OF 16) Gli studenti saranno in grado di valutare criticamente la letteratura scientifica e le tecniche geochimiche applicate, valutando l'efficacia delle metodologie utilizzate. OF 17) Gli studenti saranno, sulla base delle peculiarità e dell'efficacia delle metodologie utilizzate, saranno stimolati a redigere contenuti e progetti di ricerca inerenti le tematiche del corso

Programma

Applicazioni e metodi analitici della geochimica finalizzati alla caratterizzazione, datazione e provenienza di geomateriali e di manufatti di interesse archeologico e storico-artistico (ceramiche, manufatti litici, malte, pigmenti e metalli). Ricostruzione delle tecniche di produzione, delle tracce d'uso e diagnostica dei materiali lapidei, malte e metalli. Applicazioni e metodi basati sul decadimento di radioisotopi: 40Ar-39Ar; U-Th-Pb; radiocarbonio, metodi basati sul disequilibrio radioattivo.

Modalità d'esame

Dopo la prova scritta, saranno poste delle domande sul programma di esame

Testi di riferimento

Materiale didattico e riassunti delle lezioni saranno resi disponibili mediante la piattaforma e-learning

Materiale didattico e riassunti delle lezioni saranno resi disponibili mediante la piattaforma e-learning

Codice insegnamento 10627910

GEOPHYSICS APPLIED TO CULTURAL HERITAGE 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · GEOS-04/B · 0 file

OBIETTIVI FORMATIVI Gli studenti acquisiranno conoscenze di base sui principi fisici dei principali metodi geofisici applicabili ai beni culturali, e la capacità di partecipare alla progettazione di campagne di…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

OBIETTIVI FORMATIVI Gli studenti acquisiranno conoscenze di base sui principi fisici dei principali metodi geofisici applicabili ai beni culturali, e la capacità di partecipare alla progettazione di campagne di prospezione non invasive. Svilupperanno competenze nell'analisi dei dati geofisici, nella loro interpretazione e integrazione con aspetti geologici e archeologici. Impareranno a collaborare con professionisti (geologi, archeologi, architetti, ingegneri) in progetti di conservazione e valorizzazione del patrimonio. Obiettivo generale L'obiettivo principale di questo corso è fornire agli studenti una preparazione panoramica completa e interdisciplinare, integrando conoscenze geofisiche, geologiche e archeologiche per l’indagine e la conservazione del patrimonio culturale. Gli studenti apprenderanno le principali tecniche geofisiche non invasive (geoelettriche, elettromagnetiche, georadar, sismiche, gravimetriche e magnetometriche), applicate allo studio di siti archeologici e beni culturali, sviluppando competenze nella progettazione, nell’esecuzione e nell’interpretazione dei risultati provenienti dalle indagini sul campo. Il corso promuove l’integrazione tra metodi scientifici e la collaborazione con figure professionali come archeologi, geologi e restauratori, garantendo un approccio multidisciplinare alla valorizzazione e alla tutela del patrimonio. Obiettivi specifici ITA: A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere i principi fisici alla base dei principali metodi geofisici (geoelettrici, elettromagnetici, georadar, sismici, gravimetrici e magnetometrici) applicabili allo studio dei beni culturali OF 2) Comprendere i principi di base delle tecniche informatiche utilizzate per l'elaborazione e visualizzazione dei dati geofisici OF 3) Comprendere le caratteristiche geologiche dei siti di interesse archeologico e culturale, e come le tecniche geofisiche possano essere utilizzate per monitorare i processi naturali che influenzano la conservazione e l'integrità del patrimonio B – Capacità applicative OF 4) Saper dedurre la tecnica geofisica più appropriata per ogni tipologia di sito archeologico o bene culturale OF 5) Risolvere problemi relativi alla progettazione e realizzazione di indagini geofisiche non invasive, considerando le specifiche esigenze del patrimonio OF 6) Essere in grado di collaborare all’applicazione di tecniche e metodi geofisici per l’acquisizione dei dati in campo e contribuire alla loro elaborazione e interpretazione, utilizzando strumenti informatici di base e rispettando le normative di tutela del patrimonio culturale C - Autonomia di giudizio OF 7) Essere in grado di interpretare i risultati delle indagini geofisiche, tenendo conto del contesto storico, archeologico e geologico del sito OF 8) Integrare le conoscenze acquisite per valutare l’efficacia delle indagini e proporre soluzioni ottimali per la conservazione e il monitoraggio del patrimonio D – Abilità nella comunicazione OF 9) Saper comunicare i risultati delle indagini geofisiche in modo chiaro e comprensibile a un pubblico scientifico e non scientifico OF 10) Essere in grado di presentare i dati e le conclusioni delle indagini in modo efficace, utilizzando supporti visivi e tecniche di visualizzazione dei dati OF 11) Saper collaborare e comunicare in modo efficace con professionisti di altre discipline (geologi, archeologi, restauratori) nell’ambito di progetti di conservazione e valorizzazione del patrimonio E - Capacità di apprendere OF 12) Avere la capacità di consultare e utilizzare risorse scientifiche e tecniche relative alla geofisica applicata ai beni culturali OF 13) Avere la capacità di aggiornarsi costantemente sulle tecnologie emergenti e sulle nuove metodologie di indagine geofisica

Codice insegnamento 10625782

GEOSCIENCES AND PLANT BIOLOGY FOR CULTURAL HERITAGE 1° anno · 1° semestre · 12 CFU · GEOS-01/D · 0 file

1) PLANT BIOLOGY FOR CULTURAL HERITAGE Il corso fornisce conoscenze avanzate sulla biologia vegetale applicata ai Beni Culturali, con competenze in istologia del legno, paletnobotanica, uso degli isotopi stabili e…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

1) PLANT BIOLOGY FOR CULTURAL HERITAGE Il corso fornisce conoscenze avanzate sulla biologia vegetale applicata ai Beni Culturali, con competenze in istologia del legno, paletnobotanica, uso degli isotopi stabili e archeopalinologia. Lo studente deve essere in grado di analizzare contesti archeologici e ambientali del passato, interpretare dati interdisciplinari e comunicare i risultati in modo critico, anche attraverso esperienze dirette in musei, siti e edifici storici.
Obiettivo generale L’obiettivo principale del corso è fornire allo studente una preparazione avanzata nell’ambito della biologia vegetale applicata ai Beni Culturali, con particolare attenzione all’analisi e interpretazione di contesti archeologici e ambientali del passato.
Obiettivi specifici A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere le tipologie di resti vegetali OF 2) Comprendere l‘importanza delle piante come patrimonio culturale …. B – Capacità applicative OF 7) Saper dedurre conclusioni utilizzando solo i dati disponibili OF 8) Risolvere problemi interpretativi sugli ambienti del passato OF 9) Essere in grado di applicare tecniche/metodi analitici allo studio di resti vegetali … C - Autonomia di giudizio OF 10) Essere in grado di scegliere le tecniche più appropriate in funzione dei materiali disponibili OF 11) Integrare le conoscenze acquisite al fine di supportare studi multidisciplinari
… D – Abilità nella comunicazione OF 13) Saper comunicare quanto studiato con terminologia appropriata
E - Capacità di apprendere OF 15) Avere la capacità di consultare la bibliografia appropriata OF 16) Avere la capacità di valutare i dati presentati in un lavoro scientifico OF 17) Essere in grado di ideare e sviluppare un progetto di tesi sperimentale
2) APPLIED GEOSCIENCES TO CULTURAL HERITAGE Obiettivo generale L’obiettivo del corso è di approfondire le conoscenze acquisite in laurea triennale sulla metodologie diagnostiche applicate nel campo dei beni culturali e in particolare nell’analisi dei geomateriali (lapidei, ceramiche, vetri, malte, metalli, pigmenti …).
Obiettivi specifici A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere i principali metodi analitici utilizzati nella caratterizzazione e diagnostica dei beni culturali OF 2) Conoscere metodologie avanzate utilizzati nella caratterizzazione e diagnostica dei geomateriali di interesse dei beni culturali OF 3) Conoscere i passaggi nella creazione di un progetto di diagnostica applicato sui geomateriali (campionamento, documentazione, pianificazione dell’intervento)
B – Capacità applicative OF 4) Saper applicare un approccio multidisciplinare alla diagnostica OF 5) Saper applicare procedure metodologiche e strumentali
C – Autonomia di giudizio OF 6) Essere in grado di interpretare i dati sperimentali OF 7) Saper individuare una possibile metodologia di analisi nella risoluzione delle problematiche connesse allo studio dei principali geomateriali utilizzati nei beni culturali
D – Abilità nella comunicazione OF 8) Saper presentare i dati ottenuti OF 9) Saper lavorare in un team OF 10) Saper disseminare argomenti scientifici attraverso articoli su riviste o post su social media
E - Capacità di apprendere OF 11) Avere la capacità di consultare la letteratura scientifica OF 12) Avere la capacità di consultare database di progetti nazionali e internazionali

Programma

APPLIED GEOSCIENCES TO CULTURAL HERITAGE
Modulo Geosciences

Le lezioni saranno incentrate sulle metodologie di analisi solitamente applicate per la

caratterizzazione archeometrica dei geomateriali. Le attività saranno sia teoriche che pratiche, con

particolare attenzione all’elaborazione dei dati.

Gli argomenti trattati sono riassunti di seguito:

-Metodi di campionamento

-Analisi in situ

-Microscopia ottica

-Spettroscopia infrarossa in trasformata di Fourier (FTIR)

-Spettroscopia Raman

-Diffrazione a raggi X (XRD)

-Microscopia elettronica a scansione con spettroscopia a dispersione di energia (SEM-EDS)

-Spettrometria di massa al plasma accoppiato induttivamente (ICP-MS)

Modulo plant biology

Il contributo della biologia vegetale allo studio del patrimonio culturale. Istologia del legno. L’uso delle piante nel passato: paletnobotanica. L’origine dell’agricoltura. L'uso degli isotopi stabili nella ricostruzione dell'ambiente del passato. L'archeopalinologia per lo studio dell'ambiente e dei cambiamenti climatici del passato. Casi di studio dall’area mediterranea. Seminari in siti archeologici, musei ed edifici storici.

  • - Testi di riferimento: materiale disponibile in classroom

PLANT BIOLOGY FOR CULTURAL HERITAGE
Modulo Geosciences

Le lezioni saranno incentrate sulle metodologie di analisi solitamente applicate per la

caratterizzazione archeometrica dei geomateriali. Le attività saranno sia teoriche che pratiche, con

particolare attenzione all’elaborazione dei dati.

Gli argomenti trattati sono riassunti di seguito:

-Metodi di campionamento

-Analisi in situ

-Microscopia ottica

-Spettroscopia infrarossa in trasformata di Fourier (FTIR)

-Spettroscopia Raman

-Diffrazione a raggi X (XRD)

-Microscopia elettronica a scansione con spettroscopia a dispersione di energia (SEM-EDS)

-Spettrometria di massa al plasma accoppiato induttivamente (ICP-MS)

Modulo plant biology

Il contributo della biologia vegetale allo studio del patrimonio culturale. Istologia del legno. L’uso delle piante nel passato: paletnobotanica. L’origine dell’agricoltura. L'uso degli isotopi stabili nella ricostruzione dell'ambiente del passato. L'archeopalinologia per lo studio dell'ambiente e dei cambiamenti climatici del passato. Casi di studio dall’area mediterranea. Seminari in siti archeologici, musei ed edifici storici.

  • - Testi di riferimento: materiale disponibile in classroom

Modalità d'esame

APPLIED GEOSCIENCES TO CULTURAL HERITAGE
Esonero su anatomia del legno

Orale sul resto del programma

PLANT BIOLOGY FOR CULTURAL HERITAGE
Esonero su anatomia del legno

Orale sul resto del programma

Testi di riferimento

APPLIED GEOSCIENCES TO CULTURAL HERITAGE
Materiale disponibile in classroom

Modulo: APPLIED GEOSCIENCES TO CULTURAL HERITAGE
N/D
Modulo: PLANT BIOLOGY FOR CULTURAL HERITAGE
N/D

PLANT BIOLOGY FOR CULTURAL HERITAGE
Materiale disponibile in classroom

Modulo: APPLIED GEOSCIENCES TO CULTURAL HERITAGE
N/D
Modulo: PLANT BIOLOGY FOR CULTURAL HERITAGE
N/D

Codice insegnamento 10631196

ISTITUZIONI DI FISICA DELLA MATERIA 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · PHYS-03/A · 0 file

Obiettivo generale L’obiettivo generale di questo corso è fornire una comprensione approfondita dei principi fondamentali della fisica della materia condensata, con particolare attenzione alla teoria quantistica…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Obiettivo generale L’obiettivo generale di questo corso è fornire una comprensione approfondita dei principi fondamentali della fisica della materia condensata, con particolare attenzione alla teoria quantistica applicata ad atomi, molecole e solidi, nonché alle tecniche spettroscopiche avanzate per l'analisi dei materiali. Il corso mira a sviluppare competenze teoriche e pratiche utili per affrontare problemi complessi in ambito scientifico e tecnologico e in particolare nella conservazione e nel restauro dei beni culturali.
Obiettivi specifici A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere le basi della meccanica quantistica applicata ai sistemi atomici, molecolari e solidi. OF 2) Comprendere i fenomeni di interazione tra radiazione (luce visibile, infrarossa, ultravioletta, raggi X) e materia. OF 3) Conoscere le tecniche spettroscopiche utilizzate per lo studio delle proprietà dei materiali. OF 4) Analizzare le proprietà elettroniche e ottiche dei materiali a partire da modelli teorici. OF 5) Interpretare esperimenti di spettroscopia su sistemi atomici e molecolari.
B – Capacità applicative OF 7) Saper dedurre proprietà fisiche dei materiali utilizzando modelli teorici della fisica della materia. OF 8) Essere in grado di applicare tecniche sperimentali per la caratterizzazione di materiali innovativi, anche in contesti interdisciplinari come la diagnostica dei beni culturali tangibili.
C - Autonomia di giudizio OF 10) Essere in grado di valutare criticamente i risultati sperimentali confrontandoli con previsioni teoriche.
D – Abilità nella comunicazione OF 13) Saper comunicare i risultati scientifici utilizzando un linguaggio tecnico appropriato.
E - Capacità di apprendere OF 15) Avere la capacità di consultare testi avanzati e articoli scientifici per approfondire argomenti specifici nel campo della fisica della materia.

Codice insegnamento 10631686

LABORATORIO DI CHIMICA DEL RESTAURO E DELLA CONSERVAZIONE 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · CHEM-01/B · 0 file

A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere i principi della spettroscopia OF 2) Conoscere le principali tecniche spettroscopiche IR, UV-VIS, Raman OF 3) Conoscere la microscopia ottica ed elettronica a…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere i principi della spettroscopia OF 2) Conoscere le principali tecniche spettroscopiche IR, UV-VIS, Raman OF 3) Conoscere la microscopia ottica ed elettronica a scansione (SEM/ EDS/WDS) OF 4) Conoscere la natura e le proprietà chimiche delle leghe antiche base Cu, Ag e Fe OF 5) Conoscere le principali metodologie antiche di trasformazione dei minerali metallici in metallo OF 6) Conoscere i principali fenomeni di degrado chimico-fisico di metalli archeologici B – Capacità applicative OF 7) Saper riconoscere la struttura di un metallo/lega antica OF 8) Saper analizzare la patina di un manufatto metallico ed individuare il processo di degrado C - Autonomia di giudizio OF 9) Saper orientarsi nella scelta delle tecniche di indagine più adatte su manufatti di interesse storico/archeologico OF 10) Essere in grado di valutare la natura dei processi di degrado dei materiali metallici antichi OF 11) Essere in grado attraverso l’osservazione della microchimica e microstruttura di un metallo/lega antico di identificare il processo ed il livello tecnologico raggiunto dal metallurgista D – Abilità nella comunicazione OF 12) Saper interagire con gli archeologi per la programmazione congiunta di campionature mirate durante uno scavo E - Capacità di apprendere OF 13) Avere la capacità di interpretare il risultato di un’analisi spettroscopica OF 14) Avere la capacità di consultare la letteratura scientifica

Programma

MANUFATTI IN METALLO
Modulo: MANUFATTI IN METALLO
Cenni storici sull’uso dei metalli e delle loro leghe.

Metodologie antiche di trasformazione dei minerali in metalli.

Struttura e proprietà di metalli, leghe a base di rame, argento e ferro.

Studio dello stato di conservazione e dei principali agenti e meccanismi di degrado.

Principali processi di corrosione e tipologie di patine.

Metodi tradizionali e innovativi basati sull’impiego di emergenti nanotecnologie per la conservazione di manufatti metallici.

Rivestimenti protettivi per l’inibizione della corrosione.

Conservazione preventiva in ambienti museali.

Principali tecniche di indagine per lo studio dei metalli.

Principi delle tecniche spettroscopiche, come FTIR e Raman, e loro applicazione allo studio di manufatti metallici.

Principi della microscopia ottica ed elettronica a scansione e loro applicazione allo studio di manufatti metallici.

Esempi di applicazione ed attività laboratoriali.

Modulo: TECNICHE ANALITICHE
Cenni storici sull’uso dei metalli e delle loro leghe.

Metodologie antiche di trasformazione dei minerali in metalli.

Struttura e proprietà di metalli, leghe a base di rame, argento e ferro.

Studio dello stato di conservazione e dei principali agenti e meccanismi di degrado.

Principali processi di corrosione e tipologie di patine.

Metodi tradizionali e innovativi basati sull’impiego di emergenti nanotecnologie per la conservazione di manufatti metallici.

Rivestimenti protettivi per l’inibizione della corrosione.

Conservazione preventiva in ambienti museali.

Principali tecniche di indagine per lo studio dei metalli.

Principi delle tecniche spettroscopiche, come FTIR e Raman, e loro applicazione allo studio di manufatti metallici.

Principi della microscopia ottica ed elettronica a scansione e loro applicazione allo studio di manufatti metallici.

Esempi di applicazione ed attività laboratoriali.

Modulo: MANUFATTI IN METALLO
N/D
Modulo: TECNICHE ANALITICHE
N/D

TECNICHE ANALITICHE
Modulo: MANUFATTI IN METALLO
Cenni storici sull’uso dei metalli e delle loro leghe.

Metodologie antiche di trasformazione dei minerali in metalli.

Struttura e proprietà di metalli, leghe a base di rame, argento e ferro.

Studio dello stato di conservazione e dei principali agenti e meccanismi di degrado.

Principali processi di corrosione e tipologie di patine.

Metodi tradizionali e innovativi basati sull’impiego di emergenti nanotecnologie per la conservazione di manufatti metallici.

Rivestimenti protettivi per l’inibizione della corrosione.

Conservazione preventiva in ambienti museali.

Principali tecniche di indagine per lo studio dei metalli.

Principi delle tecniche spettroscopiche, come FTIR e Raman, e loro applicazione allo studio di manufatti metallici.

Principi della microscopia ottica ed elettronica a scansione e loro applicazione allo studio di manufatti metallici.

Esempi di applicazione ed attività laboratoriali.

Modulo: TECNICHE ANALITICHE
Cenni storici sull’uso dei metalli e delle loro leghe.

Metodologie antiche di trasformazione dei minerali in metalli.

Struttura e proprietà di metalli, leghe a base di rame, argento e ferro.

Studio dello stato di conservazione e dei principali agenti e meccanismi di degrado.

Principali processi di corrosione e tipologie di patine.

Metodi tradizionali e innovativi basati sull’impiego di emergenti nanotecnologie per la conservazione di manufatti metallici.

Rivestimenti protettivi per l’inibizione della corrosione.

Conservazione preventiva in ambienti museali.

Principali tecniche di indagine per lo studio dei metalli.

Principi delle tecniche spettroscopiche, come FTIR e Raman, e loro applicazione allo studio di manufatti metallici.

Principi della microscopia ottica ed elettronica a scansione e loro applicazione allo studio di manufatti metallici.

Esempi di applicazione ed attività laboratoriali.

Modulo: MANUFATTI IN METALLO
N/D
Modulo: TECNICHE ANALITICHE
N/D

Modalità d'esame

MANUFATTI IN METALLO
Modulo: MANUFATTI IN METALLO
Svolgimento di una prova orale sugli argomenti trattati per valutare le conoscenze acquisite, la capacità di applicarle in modo autonomo, la capacità di approfondimento e la chiarezza espositiva.

Modulo: TECNICHE ANALITICHE
Svolgimento di una prova orale sugli argomenti trattati per valutare le conoscenze acquisite, la capacità di applicarle in modo autonomo, la capacità di approfondimento e la chiarezza espositiva.

TECNICHE ANALITICHE
Modulo: MANUFATTI IN METALLO
Svolgimento di una prova orale sugli argomenti trattati per valutare le conoscenze acquisite, la capacità di applicarle in modo autonomo, la capacità di approfondimento e la chiarezza espositiva.

Modulo: TECNICHE ANALITICHE
Svolgimento di una prova orale sugli argomenti trattati per valutare le conoscenze acquisite, la capacità di applicarle in modo autonomo, la capacità di approfondimento e la chiarezza espositiva.

Testi di riferimento

MANUFATTI IN METALLO
Modulo: MANUFATTI IN METALLO
Testi consigliati (non obbligatori)

‐ Elementi di metallurgia applicata al restauro delle opere d’arte. Massimo Leoni

‐ Struttura e proprietà dei materiali metallici. A. Cigada, T. Pastore

‐ Chimica per l’arte. L. Campanella e coautori

‐ Ancient & historic metals : conservation and scientific research, David A. Scott, Jerry Podany and Brian

B. Considine, the Getty Conservation Institute

‐ A Practical Guide to the Care and Conservation of Metals, Gordon Turner‐Walker, Xi Wang Art and

Design Agency

‐ Metallography and microstructure of ancient and historic metals, David A. Scott, the Getty

Conservation Institute

Modulo: TECNICHE ANALITICHE
Testi consigliati (non obbligatori)

‐ Elementi di metallurgia applicata al restauro delle opere d’arte. Massimo Leoni

‐ Struttura e proprietà dei materiali metallici. A. Cigada, T. Pastore

‐ Chimica per l’arte. L. Campanella e coautori

‐ Ancient & historic metals : conservation and scientific research, David A. Scott, Jerry Podany and Brian

B. Considine, the Getty Conservation Institute

‐ A Practical Guide to the Care and Conservation of Metals, Gordon Turner‐Walker, Xi Wang Art and

Design Agency

‐ Metallography and microstructure of ancient and historic metals, David A. Scott, the Getty

Conservation Institute

Modulo: MANUFATTI IN METALLO
N/D
Modulo: TECNICHE ANALITICHE
N/D

TECNICHE ANALITICHE
Modulo: MANUFATTI IN METALLO
Testi consigliati (non obbligatori)

‐ Elementi di metallurgia applicata al restauro delle opere d’arte. Massimo Leoni

‐ Struttura e proprietà dei materiali metallici. A. Cigada, T. Pastore

‐ Chimica per l’arte. L. Campanella e coautori

‐ Ancient & historic metals : conservation and scientific research, David A. Scott, Jerry Podany and Brian

B. Considine, the Getty Conservation Institute

‐ A Practical Guide to the Care and Conservation of Metals, Gordon Turner‐Walker, Xi Wang Art and

Design Agency

‐ Metallography and microstructure of ancient and historic metals, David A. Scott, the Getty

Conservation Institute

Modulo: TECNICHE ANALITICHE
Testi consigliati (non obbligatori)

‐ Elementi di metallurgia applicata al restauro delle opere d’arte. Massimo Leoni

‐ Struttura e proprietà dei materiali metallici. A. Cigada, T. Pastore

‐ Chimica per l’arte. L. Campanella e coautori

‐ Ancient & historic metals : conservation and scientific research, David A. Scott, Jerry Podany and Brian

B. Considine, the Getty Conservation Institute

‐ A Practical Guide to the Care and Conservation of Metals, Gordon Turner‐Walker, Xi Wang Art and

Design Agency

‐ Metallography and microstructure of ancient and historic metals, David A. Scott, the Getty

Conservation Institute

Modulo: MANUFATTI IN METALLO
N/D
Modulo: TECNICHE ANALITICHE
N/D

Codice insegnamento 10630329

LABORATORIO DI FISICA PER ANALISI MICROCLIMATICHE 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · PHYS-05/B · 0 file

1) Obiettivo generale L’obiettivo di questo corso è di sviluppare la comprensione dei concetti chiave e dei meccanismi fisici che determinano le condizioni microclimatiche in ambiente confinato, e di analizzare i dati…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

1) Obiettivo generale L’obiettivo di questo corso è di sviluppare la comprensione dei concetti chiave e dei meccanismi fisici che determinano le condizioni microclimatiche in ambiente confinato, e di analizzare i dati termo-igrometrici al fine di evidenziare situazioni critiche indotte dall’ambiente. In particolare verrà trattato l’argomento dello sviluppo dei moti verticali.
Obiettivi specifici A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscenza e comprensione dei processi fisici dell’atmosfera che regolano il microclima OF 2) Avere familiarità con i concetti di termodinamica atmosferica con e senza vapore d’acqua OF 3) Comprensione dei processi fisici di degrado che coinvolgono l’interazione tra materiale e ambiente. B – Capacità applicative OF 4) Uso dei diagrammi termodinamici per la valutazione della stabilità dell’aria e della formazione di moti verticali OF 5) Uso del diagramma psicrometrico per derivare le grandezze termoigrometriche e valutare le condizioni critiche dell’ambiente di cui si dispongono i dati.
C - Autonomia di giudizio OF 6) Essere in grado di analizzare con spirito critico i dati microclimatici OF 7) Essere in grado di integrare le conoscenze acquisite al fine di applicarle nel contesto dei rischi indotti dalle condizioni climatiche.
D – Abilità nella comunicazione OF 8) Redigere una relazione scientifica tecnico-scientifica sui dati raccolti durante la campagna di misura microclimatica.
E - Capacità di apprendere OF 9) Avere la capacità di consultare articoli scientifici al fine di approfondire in modo autonomo alcuni argomenti introdotti durante il corso
2) Obiettivi specifici A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscenza e comprensione dei processi fisici dell’atmosfera che regolano il microclima. OF 2) Avere familiarità con le grandezze igrometriche. OF 3) Avere familiarità con i concetti di statistica esplorativa per analizzare serie temporali dei dati microclimatici. OF 4) Conoscenza delle normative europee vigenti sul microclima per i beni culturali.
B – Capacità applicative OF 5) Applicare l’analisi statistica esplorativa per la caratterizzazione del microclima. OF 6) Pianificare ed effettuare campagne di misure microclimatiche.
C - Autonomia di giudizio OF 7) Essere in grado di analizzare con spirito critico i dati microclimatici. OF 8) Essere in grado di integrare le conoscenze acquisite al fine di applicarle nel contesto dei rischi indotti dalle condizioni climatiche.
D – Abilità nella comunicazione OF 9) Redigere una relazione scientifica tecnico-scientifica sui dati raccolti durante la campagna di misura microclimatica.
E - Capacità di apprendere OF 10) Avere la capacità di consultare articoli scientifici al fine di approfondire in modo autonomo alcuni argomenti introdotti durante il corso OF 11) Avere la capacità di utilizzare il software per generare mappe spaziali dei dati microclimatici misurati nella campagna microclimatica

Programma

MODULO DI BASE
Modulo: MODULO DI BASE
Il corso base di Laboratorio di Analisi Microclimatiche è finalizzato a fornire agli studenti/studentesse le competenze fondamentali per comprendere, misurare e interpretare i principali parametri termoigrometrici in ambito sia indoor che outdoor. Attraverso un approccio integrato tra teoria e pratica di laboratorio, il corso guida alla comprensione dei processi fisici alla base della stabilità atmosferica e dei moti convettivi.

Particolare attenzione è dedicata all'utilizzo degli strumenti di misura, all'interpretazione dei dati sperimentali e all’analisi dei diagrammi termodinamici. Il corso costituisce un’occasione per sviluppare un metodo scientifico di indagine ambientale, utile per la conservazione di beni culturali.

Introduzione alla microclimatologia: definizioni, ambiti di applicazione. Parametri termoigrometrici: temperatura dell’aria, rugiada, bulbo bagnato. Umidità: assoluta, relativa, specifica e saturazione.

Proprietà fisiche dell’aria umida e dell’acqua. Equazione di stato per l’aria secca ed umida. Proprietà termiche dell’acqua. L’equazione di Clausius Clapeyron. Processi adiabatici per aria secca e per aria satura. Stabilità dell’aria. Inversione termica.

Strumentazione e metodi di misura: Panoramica degli strumenti per la misura della temperatura e umidità.

Analisi dei dati e interpretazione: Introduzione ai diagrammi termodinamici. Lettura e utilizzo dei diagrammi per la valutazione della stabilità dell’aria

Casi studio: applicazione pratica

Modulo: MODULO DI TECNICHE AVANZATE
Statistica parametrica: la curva normale e la stima del valor medio e della deviazione standard. Residui e momenti di una distribuzione normale: skewness e kurtosi. Popolazione e campione. Distribuzione normale standardizzata: significato di 1 sigma e 3 sigma. Utilizzo di un foglio di lavoro per individuare i principali descrittori statistici della statistica parametrica: media, varianza, deviazione standard, curtosi, skewness.

Statistica non parametrica: media, mediana e moda. Significato dei percentili: 25mo e 75mo percentile. Intervallo inter-quartile e suo utilizzo. Test del chi-quadro per la normalità di una distribuzione. Metodo dei minimi quadrati. Regressione lineare. Correlazione e coefficiente di determinazione.

Box-whisker plot e sua relazione con la distribuzione di Gauss. Confronto tra boxplots.

Media mobile: rilevare le fluttuazioni di una grandezza su scale temporali diverse. Cicli e trend. Frequenza cumulata. Le variazioni giornaliere di una grandezza (daily span). Diagramma a regressione tra daily span di temperatura e umidità relativa e suo significato in termini di derivata.

Determinazione clima storico secondo la Normativa EN 15757 2010.

Esercitazioni pratiche in ambiente confinato: misure di temperatura dell'aria e di grandezze igrometriche, analisi dei dati e discussione. Introduzione all’uso del programma Surfer per la mappatura dei dati microclimatici ed applicazione.

Modulo: MODULO DI BASE

  • secondo semestre

Modulo: MODULO DI TECNICHE AVANZATE

  • 2 semestre

MODULO DI TECNICHE AVANZATE
Modulo: MODULO DI BASE
Il corso base di Laboratorio di Analisi Microclimatiche è finalizzato a fornire agli studenti/studentesse le competenze fondamentali per comprendere, misurare e interpretare i principali parametri termoigrometrici in ambito sia indoor che outdoor. Attraverso un approccio integrato tra teoria e pratica di laboratorio, il corso guida alla comprensione dei processi fisici alla base della stabilità atmosferica e dei moti convettivi.

Particolare attenzione è dedicata all'utilizzo degli strumenti di misura, all'interpretazione dei dati sperimentali e all’analisi dei diagrammi termodinamici. Il corso costituisce un’occasione per sviluppare un metodo scientifico di indagine ambientale, utile per la conservazione di beni culturali.

Introduzione alla microclimatologia: definizioni, ambiti di applicazione. Parametri termoigrometrici: temperatura dell’aria, rugiada, bulbo bagnato. Umidità: assoluta, relativa, specifica e saturazione.

Proprietà fisiche dell’aria umida e dell’acqua. Equazione di stato per l’aria secca ed umida. Proprietà termiche dell’acqua. L’equazione di Clausius Clapeyron. Processi adiabatici per aria secca e per aria satura. Stabilità dell’aria. Inversione termica.

Strumentazione e metodi di misura: Panoramica degli strumenti per la misura della temperatura e umidità.

Analisi dei dati e interpretazione: Introduzione ai diagrammi termodinamici. Lettura e utilizzo dei diagrammi per la valutazione della stabilità dell’aria

Casi studio: applicazione pratica

Modulo: MODULO DI TECNICHE AVANZATE
Statistica parametrica: la curva normale e la stima del valor medio e della deviazione standard. Residui e momenti di una distribuzione normale: skewness e kurtosi. Popolazione e campione. Distribuzione normale standardizzata: significato di 1 sigma e 3 sigma. Utilizzo di un foglio di lavoro per individuare i principali descrittori statistici della statistica parametrica: media, varianza, deviazione standard, curtosi, skewness.

Statistica non parametrica: media, mediana e moda. Significato dei percentili: 25mo e 75mo percentile. Intervallo inter-quartile e suo utilizzo. Test del chi-quadro per la normalità di una distribuzione. Metodo dei minimi quadrati. Regressione lineare. Correlazione e coefficiente di determinazione.

Box-whisker plot e sua relazione con la distribuzione di Gauss. Confronto tra boxplots.

Media mobile: rilevare le fluttuazioni di una grandezza su scale temporali diverse. Cicli e trend. Frequenza cumulata. Le variazioni giornaliere di una grandezza (daily span). Diagramma a regressione tra daily span di temperatura e umidità relativa e suo significato in termini di derivata.

Determinazione clima storico secondo la Normativa EN 15757 2010.

Esercitazioni pratiche in ambiente confinato: misure di temperatura dell'aria e di grandezze igrometriche, analisi dei dati e discussione. Introduzione all’uso del programma Surfer per la mappatura dei dati microclimatici ed applicazione.

Modulo: MODULO DI BASE

  • secondo semestre

Modulo: MODULO DI TECNICHE AVANZATE

  • 2 semestre

Modalità d'esame

MODULO DI BASE
Valutazione della relazione scritta sull'analisi dei dati forniti relativi al Modulo I e II.

La prova orale consiste nella presentazione mediante slides dei risultati descritti nella relazione e 2 o 3 domande su argomenti dell’insegnamento volte ad indagare la capacità dello studente/studentessa di esporre in maniera chiara e rigorosa l’argomento richiesto utilizzando un linguaggio scientifico. Verrà valutata: - la capacità dell'utilizzo corretto della terminologia; - di saper analizzare i dati; - di interpretazione dei dati per studiare il microclima.

MODULO DI TECNICHE AVANZATE
Valutazione della relazione scritta sull'analisi dei dati forniti relativi al Modulo I e II.

La prova orale consiste nella presentazione mediante slides dei risultati descritti nella relazione e 2 o 3 domande su argomenti dell’insegnamento volte ad indagare la capacità dello studente/studentessa di esporre in maniera chiara e rigorosa l’argomento richiesto utilizzando un linguaggio scientifico. Verrà valutata: - la capacità dell'utilizzo corretto della terminologia; - di saper analizzare i dati; - di interpretazione dei dati per studiare il microclima.

Testi di riferimento

MODULO DI BASE
Modulo: MODULO DI BASE
Prodi F. Battaglia A. Meteorologia Parte 2° Microfisica, 2007

materiale disponibile sul sito e-learning del docente

Modulo: MODULO DI TECNICHE AVANZATE
Appunti di statistica forniti via la piattaforma e-learning del docente

Modulo: MODULO DI BASE
N/D
Modulo: MODULO DI TECNICHE AVANZATE
N/D

MODULO DI TECNICHE AVANZATE
Modulo: MODULO DI BASE
Prodi F. Battaglia A. Meteorologia Parte 2° Microfisica, 2007

materiale disponibile sul sito e-learning del docente

Modulo: MODULO DI TECNICHE AVANZATE
Appunti di statistica forniti via la piattaforma e-learning del docente

Modulo: MODULO DI BASE
N/D
Modulo: MODULO DI TECNICHE AVANZATE
N/D

Codice insegnamento 10630265

LABORATORIO DI MUSEOLOGIA: CATALOGAZIONE E MULTIMEDIALITA' 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · GEOS-02/A · 0 file

1) MODULO CATALOGAZIONE L’obiettivo generale del corso è fornire allo studente conoscenze e capacità utili per la progettazione in un contesto museale, analizzando le tendenze in ambito nazionale ed internazionale.…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

1) MODULO CATALOGAZIONE L’obiettivo generale del corso è fornire allo studente conoscenze e capacità utili per la progettazione in un contesto museale, analizzando le tendenze in ambito nazionale ed internazionale. Venendo introdotto alle pratiche della catalogazione, digitalizzazione e comunicazione multimediale, lo studente svilupperà capacità di pensare criticamente e creativamente. Lo studente sarà in grado di implementare effettivamente tali aspetti all’interno del museo e valorizzare il patrimonio culturale.
Obiettivi specifici A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere funzioni, ruoli, compiti e responsabilità nei musei OF 2) Comprendere le tendenze in atto nella museologia in campo internazionale B – Capacità applicative OF 3) Saper applicare i principi fondamentali di documentazione museale e gestione delle collezioni OF 4) Essere in grado di preparare una strategia di catalogazione per un museo … C - Autonomia di giudizio OF 5) Essere in grado di valutare le tendenze della ricerca in ambito museale OF 6) Integrare le conoscenze acquisite al fine di proporre un progetto scientifico museale D – Abilità nella comunicazione OF 7) Saper comunicare tematiche museali attraverso comunicazioni a workshop/podcast/articoli divulgativi OF 8) Utilizzare i principi fondamentali della progettazione di mostre museali E - Capacità di apprendere OF 9) Avere la capacità di consultare le principali banche dati bibliografiche OF 10) Essere in grado di ideare e sviluppare un progetto di esposizione museale
2) MODULO MULTIMEDIALITA' L’obiettivo generale del corso è fornire allo studente conoscenze e capacità utili per la progettazione in un contesto museale, analizzando le tendenze in ambito nazionale ed internazionale. Venendo introdotto alle pratiche della catalogazione, digitalizzazione e comunicazione multimediale, lo studente svilupperà capacità di pensare criticamente e creativamente. Lo studente sarà in grado di implementare effettivamente tali aspetti all’interno del museo e valorizzare il patrimonio culturale.
Obiettivi specifici A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere e comprendere il funzionamento della comunicazione multimediale OF 2) Conoscere approcci e metodologie per implementare la multimedialità per il museo …. B – Capacità applicative OF 3) Selezionare contenuti e strumenti digitali appropriati per il contesto OF 4) Essere in grado di progettare e sviluppare percorsi museali … C - Autonomia di giudizio OF 5) ) Integrare le conoscenze acquisite al fine di proporre un progetto scientifico museale OF 6) Saper analizzare criticamente le modalità attraverso cui i beni culturali vengono valorizzati dalle istituzioni … D – Abilità nella comunicazione OF 7) Saper comunicare tematiche museali attraverso l’ausilio di strumenti digitali mutlimediali (es. podcast/narrazioni animate) OF 8) Utilizzare i principi fondamentali della comunicazione multimediale nella progettazione di contenuti per diversi tipi di interlocutori del museo … E - Capacità di apprendere OF 9) Essere in grado di interpretare e concrettizzare progetti sulla base di linee guida ed indicazioni ministeriali OF 10) Essere in di selezionare, analizzare criticamente ed acquisire sia concetti che contenuti nuovi e trasferirli nell’ambito della museologia. …

Programma

MULTIMEDIALITA'
Modulo: MULTIMEDIALITA'

Introduzione alla materia: definizioni e concetti di base. Origini e storia della multimedialità.

Evoluzione dell'apprendimento multimediale. La teoria di Mayer ed i suoi principi.

I musei di ieri, oggi e domani: dalle mostre ottocentesche al museo digitale.

Piano di digitalizzazione ed innovazione dei musei italiani.

Strumenti ed esperienze chiave per comprendere e sviluppare la multimedialità nei musei.

Modulo: CATALOGAZIONE
Caratteristiche e finalità del Museo.

Musei locali, nazionali e internazionali.

Figure museali: funzioni, ruoli e responsabilità nel museo.

Processi di gestione museale. Musei e territorio. Sostenibilità. Servizio pubblico.

Il museo e la ricerca

Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione: standard catalografici, strutture dei dati .

Principi di catalogazione. Catalogazione per tipologie. Catalogazione per finalità. Interoperabilità.

Digitalizzazione. Geolocalizzazione. Open data. Collezioni online.

Visita a Musei Sapienza e preparazione di un progetto di catalogazione.

Modulo: MULTIMEDIALITA'

  • La teoria dell'apprendimento multimediale (8 ore)
  • La multimedialità nei musei (2 ore)
  • Evoluzione delle esposizioni museali e gli strumenti digitali per i musei (4 ore)
  • PND - Il Piano Nazionale per la Digitalizzazione del patrimonio culturale (2 ore)
  • Attività laboratoriale (12 ore)

Modulo: CATALOGAZIONE

  • attività di gruppo

CATALOGAZIONE
Modulo: MULTIMEDIALITA'

Introduzione alla materia: definizioni e concetti di base. Origini e storia della multimedialità.

Evoluzione dell'apprendimento multimediale. La teoria di Mayer ed i suoi principi.

I musei di ieri, oggi e domani: dalle mostre ottocentesche al museo digitale.

Piano di digitalizzazione ed innovazione dei musei italiani.

Strumenti ed esperienze chiave per comprendere e sviluppare la multimedialità nei musei.

Modulo: CATALOGAZIONE
Caratteristiche e finalità del Museo.

Musei locali, nazionali e internazionali.

Figure museali: funzioni, ruoli e responsabilità nel museo.

Processi di gestione museale. Musei e territorio. Sostenibilità. Servizio pubblico.

Il museo e la ricerca

Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione: standard catalografici, strutture dei dati .

Principi di catalogazione. Catalogazione per tipologie. Catalogazione per finalità. Interoperabilità.

Digitalizzazione. Geolocalizzazione. Open data. Collezioni online.

Visita a Musei Sapienza e preparazione di un progetto di catalogazione.

Modulo: MULTIMEDIALITA'

  • La teoria dell'apprendimento multimediale (8 ore)
  • La multimedialità nei musei (2 ore)
  • Evoluzione delle esposizioni museali e gli strumenti digitali per i musei (4 ore)
  • PND - Il Piano Nazionale per la Digitalizzazione del patrimonio culturale (2 ore)
  • Attività laboratoriale (12 ore)

Modulo: CATALOGAZIONE

  • attività di gruppo

Modalità d'esame

MULTIMEDIALITA'
Esame orale con presentazione di un progetto.

Per superare l'esame occorre conseguire un voto non inferiore a 18/30. Lo studente deve dimostrare di aver acquisito una conoscenza sufficiente degli aspetti generali di museologia, in particolare in merito alla catalogazione e documentazione delle collezioni; e di aver acquisito le competenze di comunicazione scientifica e divulgativa in ambito culturale. Per conseguire un punteggio pari a 30/30 e lode, lo studente deve invece dimostrare di aver acquisito una conoscenza eccellente di tutti gli argomenti trattati durante il corso, essendo in grado di raccordarli in modo logico e coerente.

CATALOGAZIONE
Esame orale con presentazione di un progetto.

Per superare l'esame occorre conseguire un voto non inferiore a 18/30. Lo studente deve dimostrare di aver acquisito una conoscenza sufficiente degli aspetti generali di museologia, in particolare in merito alla catalogazione e documentazione delle collezioni; e di aver acquisito le competenze di comunicazione scientifica e divulgativa in ambito culturale. Per conseguire un punteggio pari a 30/30 e lode, lo studente deve invece dimostrare di aver acquisito una conoscenza eccellente di tutti gli argomenti trattati durante il corso, essendo in grado di raccordarli in modo logico e coerente.

Testi di riferimento

MULTIMEDIALITA'
Modulo: MULTIMEDIALITA'
Non c'è un testo di riferimento per il modulo sulla Multimedialità

Per la parte introduttiva sulla teoria, viene suggerito di consultare il volume di R.E. Mayer - Multimedia Learning Third Edition, University Cambridge Press

Per la rimanente parte del corso, il materiale di studio (dispense, articoli, siti web) sarà disponibile sulla pagine e learning del corso.

Modulo: CATALOGAZIONE
Materiale di studio disponibile nella pagina e-learning del corso

Modulo: MULTIMEDIALITA'
N/D
Modulo: CATALOGAZIONE
N/D

CATALOGAZIONE
Modulo: MULTIMEDIALITA'
Non c'è un testo di riferimento per il modulo sulla Multimedialità

Per la parte introduttiva sulla teoria, viene suggerito di consultare il volume di R.E. Mayer - Multimedia Learning Third Edition, University Cambridge Press

Per la rimanente parte del corso, il materiale di studio (dispense, articoli, siti web) sarà disponibile sulla pagine e learning del corso.

Modulo: CATALOGAZIONE
Materiale di studio disponibile nella pagina e-learning del corso

Modulo: MULTIMEDIALITA'
N/D
Modulo: CATALOGAZIONE
N/D

Codice insegnamento 10630828

LABORATORY OF ARCHAEOMETRY 1° anno · 1° semestre · 3 CFU · BIOS-01/B · 0 file

1) Il corso si propone di garantire che gli studenti abbiano una conoscenza dei metodi e delle applicazioni dell'archeometria, con particolare attenzione a: a) analisi chimico fisiche dei manufatti, riguardanti la…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

1) Il corso si propone di garantire che gli studenti abbiano una conoscenza dei metodi e delle applicazioni dell'archeometria, con particolare attenzione a: a) analisi chimico fisiche dei manufatti, riguardanti la provenienza, i tipi di utilizzo della tecnologia e l'autenticità dei manufatti; b) studi paleoambientali sui cambiamenti di paesaggio, clima, flora e fauna.

2) Il corso mira a fornire agli studenti e alle studentesse conoscenze teoriche e competenze applicative nell’ambito dell’archeometria e della bioarcheologia, con particolare attenzione all’uso di analisi chimico-fisiche e biologiche per lo studio della provenienza, uso, autenticità e contesto bio-culturale dei manufatti e dei resti umani.

Obiettivo generale

L’obiettivo di questo corso è introdurre alle metodologie scientifiche applicate allo studio dei manufatti e dei resti bioarcheologici, fornendo strumenti per l’interpretazione integrata dei dati materiali, biologici e culturali nei contesti archeologici.

Obiettivi specifici

A - Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Conoscere i fondamenti teorici dell’archeometria e della bioarcheologia.

OF 2) Comprendere le principali tecniche analitiche chimiche, fisiche e biologiche.

OF 3) Riconoscere problematiche legate alla provenienza, autenticità e uso dei manufatti.

OF 4) Conoscere metodi per l’analisi dei resti umani, isotopi, DNA e tracciamenti nutrizionali.

OF 5) Comprendere l'integrazione tra dati archeologici, chimici e bioantropologici.

OF 6) Familiarizzare con casi studio multidisciplinari in ambito archeologico.

….

B – Capacità applicative

OF 7) Saper dedurre informazioni su dieta, mobilità e patologie da resti umani.

OF 8) Risolvere problemi di interpretazione con metodi scientifici integrati.

OF 9) Essere in grado di applicare protocolli di analisi su materiali differenti.

…

C - Autonomia di giudizio

OF 10) Essere in grado di valutare la validità di approcci scientifici diversi.

OF 11) Integrare fonti e dati per la costruzione di interpretazioni complesse.

OF 12) Formulare ipotesi indipendenti fondate su prove interdisciplinari.

…

D – Abilità nella comunicazione

OF 13) Saper comunicare i risultati di analisi bio-archeometriche in contesti accademici.

OF 14) Presentare efficacemente un caso studio multidisciplinare a pubblico specialistico.

…

E - Capacità di apprendere

OF 15) Avere la capacità di consultare letteratura scientifica multidisciplinare.

OF 16) Avere la capacità di valutare criticamente metodi analitici e interpretazioni.

OF 17) Essere in grado di ideare, sviluppare e presentare un progetto di ricerca integrato.

Modulo: ARCHAEOMETRY
N/D
Modulo: LABORATORY OF ARCHAEOMETRY
N/D

Programma

Modulo: ARCHAEOMETRY
N/D
Modulo: LABORATORY OF ARCHAEOMETRY
N/D

Modulo: ARCHAEOMETRY
N/D
Modulo: LABORATORY OF ARCHAEOMETRY
N/D

Modalità d'esame

Modulo: ARCHAEOMETRY
N/D
Modulo: LABORATORY OF ARCHAEOMETRY
N/D

Testi di riferimento

Modulo: ARCHAEOMETRY
N/D
Modulo: LABORATORY OF ARCHAEOMETRY
N/D

Modulo: ARCHAEOMETRY
N/D
Modulo: LABORATORY OF ARCHAEOMETRY
N/D

Codice insegnamento AID-2bbec4fe-12d

MANUFATTI IN METALLO 1° anno · 1° semestre · 3 CFU · CHEM-01/B · 0 file

A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere i principi della spettroscopia OF 2) Conoscere le principali tecniche spettroscopiche IR, UV-VIS, Raman OF 3) Conoscere la microscopia ottica ed elettronica a…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

A - Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Conoscere i principi della spettroscopia

OF 2) Conoscere le principali tecniche spettroscopiche IR, UV-VIS, Raman

OF 3) Conoscere la microscopia ottica ed elettronica a scansione (SEM/ EDS/WDS)

OF 4) Conoscere la natura e le proprietà chimiche delle leghe antiche base Cu, Ag e Fe

OF 5) Conoscere le principali metodologie antiche di trasformazione dei minerali metallici in metallo

OF 6) Conoscere i principali fenomeni di degrado chimico-fisico di metalli archeologici

B – Capacità applicative

OF 7) Saper riconoscere la struttura di un metallo/lega antica

OF 8) Saper analizzare la patina di un manufatto metallico ed individuare il processo di degrado

C - Autonomia di giudizio

OF 9) Saper orientarsi nella scelta delle tecniche di indagine più adatte su manufatti di interesse storico/archeologico

OF 10) Essere in grado di valutare la natura dei processi di degrado dei materiali metallici antichi

OF 11) Essere in grado attraverso l’osservazione della microchimica e microstruttura di un metallo/lega antico di identificare il processo ed il livello tecnologico raggiunto dal metallurgista

D – Abilità nella comunicazione

OF 12) Saper interagire con gli archeologi per la programmazione congiunta di campionature mirate durante uno scavo

E - Capacità di apprendere

OF 13) Avere la capacità di interpretare il risultato di un’analisi spettroscopica

OF 14) Avere la capacità di consultare la letteratura scientifica

Modulo: MANUFATTI IN METALLO
N/D
Modulo: TECNICHE ANALITICHE
N/D

Programma

Modulo: MANUFATTI IN METALLO
Cenni storici sull’uso dei metalli e delle loro leghe.

Metodologie antiche di trasformazione dei minerali in metalli.

Struttura e proprietà di metalli, leghe a base di rame, argento e ferro.

Studio dello stato di conservazione e dei principali agenti e meccanismi di degrado.

Principali processi di corrosione e tipologie di patine.

Metodi tradizionali e innovativi basati sull’impiego di emergenti nanotecnologie per la conservazione di manufatti metallici.

Rivestimenti protettivi per l’inibizione della corrosione.

Conservazione preventiva in ambienti museali.

Principali tecniche di indagine per lo studio dei metalli.

Principi delle tecniche spettroscopiche, come FTIR e Raman, e loro applicazione allo studio di manufatti metallici.

Principi della microscopia ottica ed elettronica a scansione e loro applicazione allo studio di manufatti metallici.

Esempi di applicazione ed attività laboratoriali.

Modulo: TECNICHE ANALITICHE
Cenni storici sull’uso dei metalli e delle loro leghe.

Metodologie antiche di trasformazione dei minerali in metalli.

Struttura e proprietà di metalli, leghe a base di rame, argento e ferro.

Studio dello stato di conservazione e dei principali agenti e meccanismi di degrado.

Principali processi di corrosione e tipologie di patine.

Metodi tradizionali e innovativi basati sull’impiego di emergenti nanotecnologie per la conservazione di manufatti metallici.

Rivestimenti protettivi per l’inibizione della corrosione.

Conservazione preventiva in ambienti museali.

Principali tecniche di indagine per lo studio dei metalli.

Principi delle tecniche spettroscopiche, come FTIR e Raman, e loro applicazione allo studio di manufatti metallici.

Principi della microscopia ottica ed elettronica a scansione e loro applicazione allo studio di manufatti metallici.

Esempi di applicazione ed attività laboratoriali.

Modulo: MANUFATTI IN METALLO
N/D
Modulo: TECNICHE ANALITICHE
N/D

Modalità d'esame

Modulo: MANUFATTI IN METALLO
Svolgimento di una prova orale sugli argomenti trattati per valutare le conoscenze acquisite, la capacità di applicarle in modo autonomo, la capacità di approfondimento e la chiarezza espositiva.

Modulo: TECNICHE ANALITICHE
Svolgimento di una prova orale sugli argomenti trattati per valutare le conoscenze acquisite, la capacità di applicarle in modo autonomo, la capacità di approfondimento e la chiarezza espositiva.

Testi di riferimento

Modulo: MANUFATTI IN METALLO
Testi consigliati (non obbligatori)

‐ Elementi di metallurgia applicata al restauro delle opere d’arte. Massimo Leoni

‐ Struttura e proprietà dei materiali metallici. A. Cigada, T. Pastore

‐ Chimica per l’arte. L. Campanella e coautori

‐ Ancient & historic metals : conservation and scientific research, David A. Scott, Jerry Podany and Brian

B. Considine, the Getty Conservation Institute

‐ A Practical Guide to the Care and Conservation of Metals, Gordon Turner‐Walker, Xi Wang Art and

Design Agency

‐ Metallography and microstructure of ancient and historic metals, David A. Scott, the Getty

Conservation Institute

Modulo: TECNICHE ANALITICHE
Testi consigliati (non obbligatori)

‐ Elementi di metallurgia applicata al restauro delle opere d’arte. Massimo Leoni

‐ Struttura e proprietà dei materiali metallici. A. Cigada, T. Pastore

‐ Chimica per l’arte. L. Campanella e coautori

‐ Ancient & historic metals : conservation and scientific research, David A. Scott, Jerry Podany and Brian

B. Considine, the Getty Conservation Institute

‐ A Practical Guide to the Care and Conservation of Metals, Gordon Turner‐Walker, Xi Wang Art and

Design Agency

‐ Metallography and microstructure of ancient and historic metals, David A. Scott, the Getty

Conservation Institute

Modulo: MANUFATTI IN METALLO
N/D
Modulo: TECNICHE ANALITICHE
N/D

Codice insegnamento AID-a37b1e28-071

METODI DELLA RICERCA ARCHEOLOGICA 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · ARCH-01/A · 0 file

1) MODULO ATTIVITA' SUL CAMPO Obiettivo generale L’obiettivo di questo corso è sviluppare le capacità di interazione tra archeometri ed archeologi, fornire un linguaggio comune e condividere con gli studenti di…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

1) MODULO ATTIVITA' SUL CAMPO Obiettivo generale L’obiettivo di questo corso è sviluppare le capacità di interazione tra archeometri ed archeologi, fornire un linguaggio comune e condividere con gli studenti di tecnologie per la conservazione dei beni culturali quelli che sono gli obiettivi centrali della ricerca archeologica in generale.
Obiettivi specifici A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere la natura e gli obiettivi della ricerca archeologica OF 2) Conoscere i sistemi di datazione relativa dei manufatti OF 3) Conoscere le metodologie interpretative utilizzate nello studio delle società antiche OF 4) Conoscere le regole della stratigrafia archeologica OF 5) Riconoscere le caratteristiche dei contesti di rinvenimento dei materiali archeologici
B – Capacità applicative OF 6) Saper elaborare idee originali sull’interpretazione dei dati per la comprensione dell’organizzazione economica, sociale e politica delle società studiate OF 7) Saper ricostruire i contesti archeologici OF 8) Saper valutare l’affidabilità dei contesti e dei materiali in essi rinvenuti OF9) Saper porre le domande di ricerca giuste … C - Autonomia di giudizio OF 10) Essere in grado di valutare un matrix stratigrafico-archeologico OF 11) Essere in grado di valutare la correttezza dell’attribuzione di un manufatto al contesto archeologico
2) MODULO ATTIVITA' DI LABORATORIO Il corso fornisce una visione critica delle metodologie della ricerca archeologica, dalla formazione del record allo scavo stratigrafico, dalla documentazione allo studio dei materiali, fino all’integrazione con le scienze applicate. I casi studio permettono di sviluppare competenze pratiche, analitiche e interpretative in un’ottica interdisciplinare ed etica.
Obiettivo generale L’obiettivo di questo corso è fornire una comprensione critica e operativa delle metodologie della ricerca archeologica, dalla formazione del record archeologico alla documentazione, analisi e interpretazione dei dati, in una prospettiva interdisciplinare.
Obiettivi specifici A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere le principali metodologie di scavo stratigrafico. OF 2) Comprendere i processi di formazione del record archeologico OF 3) Conoscere i sistemi di datazione e di documentazione. OF 4) Comprendere il ruolo delle scienze applicate in archeologia. OF 5) Conoscere gli approcci tipologici e tecnologici. OF 6) Comprendere le problematiche legate alla conservazione e all’etica della ricerca. …. B – Capacità applicative OF 7) Saper dedurre informazioni dai dati stratigrafici. OF 8) Risolvere problemi metodologici e interpretativi. OF 9) Essere in grado di applicare tecniche di rilevamento e classificazione. … C - Autonomia di giudizio OF 10) Essere in grado di valutare criticamente i dati archeologici. OF 11) Integrare le conoscenze per ricostruire processi culturali. OF 12) Riconoscere limiti e potenzialità delle diverse metodologie. … D – Abilità nella comunicazione OF 13) Saper comunicare i risultati di una ricerca archeologica in forma orale e scritta. OF 14) Saper presentare dati attraverso supporti visivi e digitali. … E - Capacità di apprendere OF 15) Avere la capacità di consultare fonti bibliografiche e dati archeologici. OF 16) Avere la capacità di valutare metodologie innovative. OF 17) Essere in grado di ideare e sviluppare un progetto di ricerca.

Programma

ATTIVITÀ DI LABORATORIO
Modulo: ATTIVITÀ DI LABORATORIO
Parte 1: natura e obiettivi della ricerca archeologica - riconoscimento e individuazione delle evidenze archeologiche – la definizione di sito archeologico – i processi di formazione dei siti archeologici – il contesto – strategie e metodologie dello scavo stratigrafico in diversi contesti e situazioni (siti all’aperto, siti in grotta, siti subacquei, tell del Vicino Oriente, contesti urbani, siti nel deserto) – la sequenza stratigrafica ed il matrix di Harris – i sistemi di datazione relativa – scelta dei più appropriati strumenti di registrazione e documentazione sul terreno e archiviazione dei dati – metodi di ricerca nelle indagini di superfice e negli studi territoriali – metodologie di recupero delle evidenze – esigenze di studio ed esigenze di restauro e conservazione – scavo di salvataggio – etica della ricerca archeologica.

Parte 2: documentazione e studio dei materiali archeologici – architettura e organizzazione sociale - tecnica e tecnologia – la classificazione dei manufatti – la tipologia dei manufatti - la ricostruzione delle tecniche di manifattura e della catena di produzione – la distruzione dei manufatti – lo scambio e il commercio – sussistenza e implicazioni economiche e sociali – il rituale funerario e la bioarcheologia – arte, religione, simbologia.

Parte 3: rapporto dell’archeologia con le discipline scientifiche – finalità e strategie di analisi - scelta dei campioni per analisi archeometriche – valutazione del valore reale dei risultati delle analisi archeometriche (validità statistica).

I vari temi saranno affrontati e discussi da un punto di vista teorico e mediante la presentazione di casi-studio specifici.

Modulo: ATTIVITÀ SUL CAMPO
N/D

Modulo: ATTIVITÀ DI LABORATORIO

  • Introduzione all’archeologia. Definizione, finalità, metodi e obiettivi della disciplina.

Il sito archeologico. Formazione dei depositi, systemic vs. archaeological context.

Stratigrafia e cronologia. Datazioni relative e assolute; matrice di Harris.

Tipologia e seriations. Criteri di classificazione e ricostruzione cronologica.

Survey e studi territoriali. Rilevamenti di superficie, prospezioni e GIS.

Lo scavo archeologico. Metodi di documentazione e procedure di campo.

Scavi urbani e di emergenza. Problematiche e casi studio.

Archeologia speciale. Archeologia subacquea e dei contesti estremi: casi studio.

Recupero e gestione dei materiali. Tecniche di conservazione e catalogazione.

Discussione tematica. Presentazioni degli studenti e confronto sui principali problemi metodologici.

Economia primaria e ambiente. Metodologie per lo studio dei resti faunistici e botanici.

Archeologia come antropologia. Struttura sociale, uso dello spazio, architettura e materiali in situ.

Analisi microstratigrafiche. Etnografia, sezioni sottili e materiali da costruzione.

Archeologia sperimentale. Finalità, metodi e principali esempi.

Cultura materiale I. Concetto di chaîne opératoire, industrie litiche, ossee e ornamentali.

Cultura materiale II. Ceramica: tecnologie, archeometria e organizzazione della produzione.

Funzione e uso. Analisi tracce d’uso (use-wear) e casi studio di laboratorio.

Produzione tessile. Prime evidenze, tecniche e indagini archeometriche.

Produzione metallurgica. Materiali, leghe e analisi tecniche.

Significato simbolico della cultura materiale. Pigmenti, residui, reti sociali e stili.

Arte rupestre e mobiliare. Tecniche di produzione, analisi e datazioni.

Resti umani. Età, salute, pratiche funerarie e interpretazioni antropologiche.

Dieta antica. Tecnologie di trasformazione, residui, amidi, fitoliti e casi studio.

Dalle diete alle migrazioni. Analisi isotopiche e prospettive bioarcheologiche.

Modulo: ATTIVITÀ SUL CAMPO

  • - Testi di riferimento: 1) Renfrew, C., Bahn, P. and DeMarrais, E. (2024) L'essenziale di archeologia. Teorie - Metodi – Pratiche. 3rd Italian edition. Bologna: Zanichelli.

ATTIVITÀ SUL CAMPO
Modulo: ATTIVITÀ DI LABORATORIO
Parte 1: natura e obiettivi della ricerca archeologica - riconoscimento e individuazione delle evidenze archeologiche – la definizione di sito archeologico – i processi di formazione dei siti archeologici – il contesto – strategie e metodologie dello scavo stratigrafico in diversi contesti e situazioni (siti all’aperto, siti in grotta, siti subacquei, tell del Vicino Oriente, contesti urbani, siti nel deserto) – la sequenza stratigrafica ed il matrix di Harris – i sistemi di datazione relativa – scelta dei più appropriati strumenti di registrazione e documentazione sul terreno e archiviazione dei dati – metodi di ricerca nelle indagini di superfice e negli studi territoriali – metodologie di recupero delle evidenze – esigenze di studio ed esigenze di restauro e conservazione – scavo di salvataggio – etica della ricerca archeologica.

Parte 2: documentazione e studio dei materiali archeologici – architettura e organizzazione sociale - tecnica e tecnologia – la classificazione dei manufatti – la tipologia dei manufatti - la ricostruzione delle tecniche di manifattura e della catena di produzione – la distruzione dei manufatti – lo scambio e il commercio – sussistenza e implicazioni economiche e sociali – il rituale funerario e la bioarcheologia – arte, religione, simbologia.

Parte 3: rapporto dell’archeologia con le discipline scientifiche – finalità e strategie di analisi - scelta dei campioni per analisi archeometriche – valutazione del valore reale dei risultati delle analisi archeometriche (validità statistica).

I vari temi saranno affrontati e discussi da un punto di vista teorico e mediante la presentazione di casi-studio specifici.

Modulo: ATTIVITÀ SUL CAMPO
N/D

Modulo: ATTIVITÀ DI LABORATORIO

  • Introduzione all’archeologia. Definizione, finalità, metodi e obiettivi della disciplina.

Il sito archeologico. Formazione dei depositi, systemic vs. archaeological context.

Stratigrafia e cronologia. Datazioni relative e assolute; matrice di Harris.

Tipologia e seriations. Criteri di classificazione e ricostruzione cronologica.

Survey e studi territoriali. Rilevamenti di superficie, prospezioni e GIS.

Lo scavo archeologico. Metodi di documentazione e procedure di campo.

Scavi urbani e di emergenza. Problematiche e casi studio.

Archeologia speciale. Archeologia subacquea e dei contesti estremi: casi studio.

Recupero e gestione dei materiali. Tecniche di conservazione e catalogazione.

Discussione tematica. Presentazioni degli studenti e confronto sui principali problemi metodologici.

Economia primaria e ambiente. Metodologie per lo studio dei resti faunistici e botanici.

Archeologia come antropologia. Struttura sociale, uso dello spazio, architettura e materiali in situ.

Analisi microstratigrafiche. Etnografia, sezioni sottili e materiali da costruzione.

Archeologia sperimentale. Finalità, metodi e principali esempi.

Cultura materiale I. Concetto di chaîne opératoire, industrie litiche, ossee e ornamentali.

Cultura materiale II. Ceramica: tecnologie, archeometria e organizzazione della produzione.

Funzione e uso. Analisi tracce d’uso (use-wear) e casi studio di laboratorio.

Produzione tessile. Prime evidenze, tecniche e indagini archeometriche.

Produzione metallurgica. Materiali, leghe e analisi tecniche.

Significato simbolico della cultura materiale. Pigmenti, residui, reti sociali e stili.

Arte rupestre e mobiliare. Tecniche di produzione, analisi e datazioni.

Resti umani. Età, salute, pratiche funerarie e interpretazioni antropologiche.

Dieta antica. Tecnologie di trasformazione, residui, amidi, fitoliti e casi studio.

Dalle diete alle migrazioni. Analisi isotopiche e prospettive bioarcheologiche.

Modulo: ATTIVITÀ SUL CAMPO

  • - Testi di riferimento: 1) Renfrew, C., Bahn, P. and DeMarrais, E. (2024) L'essenziale di archeologia. Teorie - Metodi – Pratiche. 3rd Italian edition. Bologna: Zanichelli.

Modalità d'esame

ATTIVITÀ DI LABORATORIO
Per superare l'esame occorre conseguire un voto non inferiore a 18/30. Lo studente deve dimostrare di aver acquisito sufficiente conoscenza degli argomenti trattati durante il corso per superare l'esame. L'idoneità all'esame sarà ottenuta attraverso una valutazione orale, la frequenza, la partecipazione attiva, la capacità di ragionamento e lo studio indipendente. Per conseguire un punteggio pari a 30/30 e lode, lo studente deve invece dimostrare di aver acquisito una conoscenza eccellente di tutti gli argomenti trattati durante il corso, essendo in grado di raccordarli in modo logico e coerente.

ATTIVITÀ SUL CAMPO
Per superare l'esame occorre conseguire un voto non inferiore a 18/30. Lo studente deve dimostrare di aver acquisito sufficiente conoscenza degli argomenti trattati durante il corso per superare l'esame. L'idoneità all'esame sarà ottenuta attraverso una valutazione orale, la frequenza, la partecipazione attiva, la capacità di ragionamento e lo studio indipendente. Per conseguire un punteggio pari a 30/30 e lode, lo studente deve invece dimostrare di aver acquisito una conoscenza eccellente di tutti gli argomenti trattati durante il corso, essendo in grado di raccordarli in modo logico e coerente.

Testi di riferimento

ATTIVITÀ DI LABORATORIO
Modulo: ATTIVITÀ DI LABORATORIO
1) Renfrew, C., Bahn, P. and DeMarrais, E. (2024) L'essenziale di archeologia. Teorie - Metodi – Pratiche. 3rd Italian edition. Bologna: Zanichelli.

2) A. Mark Pollard, Ruth Ann Armitage, Cheryl A. Makarewicz, Handbook of Archaeological Sciences. I capitoli:

  • Palaeodiet Through Stable Isotope Analysis (Pages: 437-452)
  • Dental Calculus (Pages: 575-590)
  • Zoo archaeology 731-752
  • Lithic Exploitation and Usewear Analysis (Pages: 819-832)
  • Ancient Binders and Pigments (Pages: 833-865)
  • Making and using metals 935-952
  • Archaeological remote sensing 1005-1024

Modulo: ATTIVITÀ SUL CAMPO
N/D

Modulo: ATTIVITÀ DI LABORATORIO
N/D
Modulo: ATTIVITÀ SUL CAMPO
N/D

ATTIVITÀ SUL CAMPO
Modulo: ATTIVITÀ DI LABORATORIO
1) Renfrew, C., Bahn, P. and DeMarrais, E. (2024) L'essenziale di archeologia. Teorie - Metodi – Pratiche. 3rd Italian edition. Bologna: Zanichelli.

2) A. Mark Pollard, Ruth Ann Armitage, Cheryl A. Makarewicz, Handbook of Archaeological Sciences. I capitoli:

  • Palaeodiet Through Stable Isotope Analysis (Pages: 437-452)
  • Dental Calculus (Pages: 575-590)
  • Zoo archaeology 731-752
  • Lithic Exploitation and Usewear Analysis (Pages: 819-832)
  • Ancient Binders and Pigments (Pages: 833-865)
  • Making and using metals 935-952
  • Archaeological remote sensing 1005-1024

Modulo: ATTIVITÀ SUL CAMPO
N/D

Modulo: ATTIVITÀ DI LABORATORIO
N/D
Modulo: ATTIVITÀ SUL CAMPO
N/D

Codice insegnamento 10631145

MINERALI METALLICI E GEMME: USO E PROVENIENZA 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · GEOS-01/D · 0 file

Conoscere i processi genetici di formazione di metalli e gemme, saper caratterizzare tali materiali con tecniche analitiche dedicate, valutare il loro uso in antichità, e riconoscere i processi di corrosione e…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Conoscere i processi genetici di formazione di metalli e gemme, saper caratterizzare tali materiali con tecniche analitiche dedicate, valutare il loro uso in antichità, e riconoscere i processi di corrosione e alterazione. Identificare i parametri utili per studi di provenienza dei materiali.
Obiettivo generale L’obiettivo di questo corso è conoscere i materiali metallici e le gemme di interesse dei BC, e le loro forme di degrado.
Obiettivi specifici A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere i principali minerali metallici, le leghe e le gemme più importanti utilizzati in antichità OF 2) Conoscere le principali leghe (Cu-As, Cu-Sn, Cu-Sn-Pb etc.) utilizzate in antichità nel campo dei Beni Culturali OF 3) Conoscere le gemme incolori/colorate naturali utilizzate dalle antiche popolazioni OF 4) Conoscere i processi di alterazione e/o corrosione di gemme o manufatti metallici
B – Capacità applicative OF 7) Saper dedurre dallo studio di gemme e metalli i processi genetici/e di corrosione e alterazione di tali materiali OF 8) Risolvere problemi di caratterizzazione dei materiali OF 9) Essere in grado di applicare tecniche analitiche per lo studio di metalli e gemme … C - Autonomia di giudizio OF 10)Essere in grado di riconoscere i materiali metallici e le gemme e valutare la natura dei processi di alterazione e/o corrosione OF 11) Integrare le conoscenze acquisite al fine di caratterizzare leghe metalliche antiche ed elaborare modelli di conservazione e restauro OF 12) … D – Abilità nella comunicazione OF 13) Saper comunicare con altri specialisti nell’ambito dell’archeometria OF 14) Saper comunicare a soggetti privi di formazione scientifica, le caratteristiche di materiali metallici e gemme nel campo dei beni culturali … E - Capacità di apprendere OF 15) Avere la capacità di consultare testi e bibliografia specifica OF 16) Avere la capacità di consultare database nazionali e internazionali OF 17) Essere in grado di ideare e sviluppare un progetto di studio

Programma

Proprietà principali dei metalli. I metalli nell'antichità: I primi minerali metallici riconosciuti e utilizzati dall’uomo per l’estrazione dell’oro, dell’argento, del rame, dello stagno, del ferro e del piombo, etc.. Le leghe: Cu-As-lega, bronzo, ottone, ecc..

Lo sviluppo tecnologico: età del rame, del bronzo e del ferro. Uso di manufatti semplici e complessi. Composizione chimica dei minerali metallici. Metallurgia: processi di estrazione dei metalli. Criteri per individuare le miniere di provenienza e la diffusione nel mondo conosciuto. Utilizzo dei traccianti isotopici e geochimici per l’individuazione dei possibili siti estrattivi.

Le gemme: richiami di mineralogia e cenni sulla geologia dei depositi. Le pietre dure, semidure e colorate. Lavorazione e caratterizzazione chimica, natura, riconoscimento e tipologia delle inclusioni per determinarne la provenienza. Loro diffusione nel mondo antico. Le gemme organiche. Metodi di studio e di analisi non distruttive.

Approfondimento sulla qualità e quantità di minerali metallici e gemme conosciuti e utilizzati nei millenni dalle diverse civiltà, la loro distribuzione e gli usi.

Il corso è suddiviso in 4CFU di didattica frontale e 2CFU di esercitazioni.

Esercitazioni: uso dello Stereomicroscopio per l’osservazione di manufatti metallici e dei loro prodotti di alterazione, e delle inclusioni in gemme

  • secondo semestre

Modalità d'esame

Per superare l'esame occorre conseguire un voto non inferiore a 18/30. Lo studente deve dimostrare di aver acquisito una conoscenza sufficiente del programma svolto.

Per conseguire un punteggio pari a 30/30 e lode, lo studente deve invece dimostrare di aver acquisito una conoscenza eccellente di tutti gli argomenti trattati durante il corso, essendo in grado di raccordarli in modo logico e coerente.

Testi di riferimento

Brigo L. e Montanari F.: Metalli e minerali industriali. Aracne ed. Roma. Cavenago-Bignami Moneta S.

Lezioni della Docente

Codice insegnamento 10629412

MODULO DI BASE 1° anno · 2° semestre · 3 CFU · PHYS-05/B · 0 file

Lo studente verrà addestrato all’uso di strumenti messi a disposizione nel laboratorio e metodologie per lo studio del microclima in ambiente confinato analizzando i dati acquisiti con spirito critico e a redigere una…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Lo studente verrà addestrato all’uso di strumenti messi a disposizione nel laboratorio e metodologie per lo studio del microclima in ambiente confinato analizzando i dati acquisiti con spirito critico e a redigere una relazione scientifica tecnico-scientifica sul lavoro svolto.

Al termine del Modulo I, le studentesse e gli studenti saranno in grado di:

  • utilizzare correttamente la terminologia della fisica dell'atmosfera applicata alla conservazione dei beni culturali;
  • comprendere la struttura verticale dell’aria secondo diverse classificazioni;
  • illustrare e spiegare i concetti fondamentali della termodinamica dell’atmosfera, con particolare riferimento alla stabilità dell’aria nel contesto microclimatico;
  • applicare l’equazione di stato all’aria umida e calcolare la temperatura virtuale.

Al termine del Modulo II, le studentesse e gli studenti saranno in grado di:

  • utilizzare con precisione e coerenza la terminologia tecnica specifica del microclima per i beni culturali, al fine di comunicare efficacemente con professionisti del settore, restauratori e conservatori museali;
  • applicare metriche statistiche appropriate per caratterizzare il microclima;
  • condurre una campagna microclimatica utilizzando strumentazione conforme agli standard europei;
  • conoscere la normativa europea relativa alla definizione delle bande di tollerabilità;
  • redigere una relazione tecnico-scientifica e presentare in modo chiaro i risultati ottenuti.

Programma

Modulo: MODULO DI BASE
Il corso base di Laboratorio di Analisi Microclimatiche è finalizzato a fornire agli studenti/studentesse le competenze fondamentali per comprendere, misurare e interpretare i principali parametri termoigrometrici in ambito sia indoor che outdoor. Attraverso un approccio integrato tra teoria e pratica di laboratorio, il corso guida alla comprensione dei processi fisici alla base della stabilità atmosferica e dei moti convettivi.

Particolare attenzione è dedicata all'utilizzo degli strumenti di misura, all'interpretazione dei dati sperimentali e all’analisi dei diagrammi termodinamici. Il corso costituisce un’occasione per sviluppare un metodo scientifico di indagine ambientale, utile per la conservazione di beni culturali.

Introduzione alla microclimatologia: definizioni, ambiti di applicazione. Parametri termoigrometrici: temperatura dell’aria, rugiada, bulbo bagnato. Umidità: assoluta, relativa, specifica e saturazione.

Proprietà fisiche dell’aria umida e dell’acqua. Equazione di stato per l’aria secca ed umida. Proprietà termiche dell’acqua. L’equazione di Clausius Clapeyron. Processi adiabatici per aria secca e per aria satura. Stabilità dell’aria. Inversione termica.

Strumentazione e metodi di misura: Panoramica degli strumenti per la misura della temperatura e umidità.

Analisi dei dati e interpretazione: Introduzione ai diagrammi termodinamici. Lettura e utilizzo dei diagrammi per la valutazione della stabilità dell’aria

Casi studio: applicazione pratica

Modulo: MODULO DI TECNICHE AVANZATE
Statistica parametrica: la curva normale e la stima del valor medio e della deviazione standard. Residui e momenti di una distribuzione normale: skewness e kurtosi. Popolazione e campione. Distribuzione normale standardizzata: significato di 1 sigma e 3 sigma. Utilizzo di un foglio di lavoro per individuare i principali descrittori statistici della statistica parametrica: media, varianza, deviazione standard, curtosi, skewness.

Statistica non parametrica: media, mediana e moda. Significato dei percentili: 25mo e 75mo percentile. Intervallo inter-quartile e suo utilizzo. Test del chi-quadro per la normalità di una distribuzione. Metodo dei minimi quadrati. Regressione lineare. Correlazione e coefficiente di determinazione.

Box-whisker plot e sua relazione con la distribuzione di Gauss. Confronto tra boxplots.

Media mobile: rilevare le fluttuazioni di una grandezza su scale temporali diverse. Cicli e trend. Frequenza cumulata. Le variazioni giornaliere di una grandezza (daily span). Diagramma a regressione tra daily span di temperatura e umidità relativa e suo significato in termini di derivata.

Determinazione clima storico secondo la Normativa EN 15757 2010.

Esercitazioni pratiche in ambiente confinato: misure di temperatura dell'aria e di grandezze igrometriche, analisi dei dati e discussione. Introduzione all’uso del programma Surfer per la mappatura dei dati microclimatici ed applicazione.

Modulo: MODULO DI BASE

  • secondo semestre

Modulo: MODULO DI TECNICHE AVANZATE

  • 2 semestre

Modalità d'esame

Valutazione della relazione scritta sull'analisi dei dati forniti relativi al Modulo I e II.

La prova orale consiste nella presentazione mediante slides dei risultati descritti nella relazione e 2 o 3 domande su argomenti dell’insegnamento volte ad indagare la capacità dello studente/studentessa di esporre in maniera chiara e rigorosa l’argomento richiesto utilizzando un linguaggio scientifico. Verrà valutata: - la capacità dell'utilizzo corretto della terminologia; - di saper analizzare i dati; - di interpretazione dei dati per studiare il microclima.

Testi di riferimento

Modulo: MODULO DI BASE
Prodi F. Battaglia A. Meteorologia Parte 2° Microfisica, 2007

materiale disponibile sul sito e-learning del docente

Modulo: MODULO DI TECNICHE AVANZATE
Appunti di statistica forniti via la piattaforma e-learning del docente

Modulo: MODULO DI BASE
N/D
Modulo: MODULO DI TECNICHE AVANZATE
N/D

Codice insegnamento AID-96d23b9d-bdb

MODULO DI TECNICHE AVANZATE 1° anno · 2° semestre · 3 CFU · PHYS-05/B · 0 file

Lo studente verrà addestrato all’uso di strumenti messi a disposizione nel laboratorio e metodologie per lo studio del microclima in ambiente confinato analizzando i dati acquisiti con spirito critico e a redigere una…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Lo studente verrà addestrato all’uso di strumenti messi a disposizione nel laboratorio e metodologie per lo studio del microclima in ambiente confinato analizzando i dati acquisiti con spirito critico e a redigere una relazione scientifica tecnico-scientifica sul lavoro svolto.

Al termine del Modulo I, le studentesse e gli studenti saranno in grado di:

  • utilizzare correttamente la terminologia della fisica dell'atmosfera applicata alla conservazione dei beni culturali;
  • comprendere la struttura verticale dell’aria secondo diverse classificazioni;
  • illustrare e spiegare i concetti fondamentali della termodinamica dell’atmosfera, con particolare riferimento alla stabilità dell’aria nel contesto microclimatico;
  • applicare l’equazione di stato all’aria umida e calcolare la temperatura virtuale.

Al termine del Modulo II, le studentesse e gli studenti saranno in grado di:

  • utilizzare con precisione e coerenza la terminologia tecnica specifica del microclima per i beni culturali, al fine di comunicare efficacemente con professionisti del settore, restauratori e conservatori museali;
  • applicare metriche statistiche appropriate per caratterizzare il microclima;
  • condurre una campagna microclimatica utilizzando strumentazione conforme agli standard europei;
  • conoscere la normativa europea relativa alla definizione delle bande di tollerabilità;
  • redigere una relazione tecnico-scientifica e presentare in modo chiaro i risultati ottenuti.

Programma

Modulo: MODULO DI BASE
Il corso base di Laboratorio di Analisi Microclimatiche è finalizzato a fornire agli studenti/studentesse le competenze fondamentali per comprendere, misurare e interpretare i principali parametri termoigrometrici in ambito sia indoor che outdoor. Attraverso un approccio integrato tra teoria e pratica di laboratorio, il corso guida alla comprensione dei processi fisici alla base della stabilità atmosferica e dei moti convettivi.

Particolare attenzione è dedicata all'utilizzo degli strumenti di misura, all'interpretazione dei dati sperimentali e all’analisi dei diagrammi termodinamici. Il corso costituisce un’occasione per sviluppare un metodo scientifico di indagine ambientale, utile per la conservazione di beni culturali.

Introduzione alla microclimatologia: definizioni, ambiti di applicazione. Parametri termoigrometrici: temperatura dell’aria, rugiada, bulbo bagnato. Umidità: assoluta, relativa, specifica e saturazione.

Proprietà fisiche dell’aria umida e dell’acqua. Equazione di stato per l’aria secca ed umida. Proprietà termiche dell’acqua. L’equazione di Clausius Clapeyron. Processi adiabatici per aria secca e per aria satura. Stabilità dell’aria. Inversione termica.

Strumentazione e metodi di misura: Panoramica degli strumenti per la misura della temperatura e umidità.

Analisi dei dati e interpretazione: Introduzione ai diagrammi termodinamici. Lettura e utilizzo dei diagrammi per la valutazione della stabilità dell’aria

Casi studio: applicazione pratica

Modulo: MODULO DI TECNICHE AVANZATE
Statistica parametrica: la curva normale e la stima del valor medio e della deviazione standard. Residui e momenti di una distribuzione normale: skewness e kurtosi. Popolazione e campione. Distribuzione normale standardizzata: significato di 1 sigma e 3 sigma. Utilizzo di un foglio di lavoro per individuare i principali descrittori statistici della statistica parametrica: media, varianza, deviazione standard, curtosi, skewness.

Statistica non parametrica: media, mediana e moda. Significato dei percentili: 25mo e 75mo percentile. Intervallo inter-quartile e suo utilizzo. Test del chi-quadro per la normalità di una distribuzione. Metodo dei minimi quadrati. Regressione lineare. Correlazione e coefficiente di determinazione.

Box-whisker plot e sua relazione con la distribuzione di Gauss. Confronto tra boxplots.

Media mobile: rilevare le fluttuazioni di una grandezza su scale temporali diverse. Cicli e trend. Frequenza cumulata. Le variazioni giornaliere di una grandezza (daily span). Diagramma a regressione tra daily span di temperatura e umidità relativa e suo significato in termini di derivata.

Determinazione clima storico secondo la Normativa EN 15757 2010.

Esercitazioni pratiche in ambiente confinato: misure di temperatura dell'aria e di grandezze igrometriche, analisi dei dati e discussione. Introduzione all’uso del programma Surfer per la mappatura dei dati microclimatici ed applicazione.

Modulo: MODULO DI BASE

  • secondo semestre

Modulo: MODULO DI TECNICHE AVANZATE

  • 2 semestre

Modalità d'esame

Valutazione della relazione scritta sull'analisi dei dati forniti relativi al Modulo I e II.

La prova orale consiste nella presentazione mediante slides dei risultati descritti nella relazione e 2 o 3 domande su argomenti dell’insegnamento volte ad indagare la capacità dello studente/studentessa di esporre in maniera chiara e rigorosa l’argomento richiesto utilizzando un linguaggio scientifico. Verrà valutata: - la capacità dell'utilizzo corretto della terminologia; - di saper analizzare i dati; - di interpretazione dei dati per studiare il microclima.

Testi di riferimento

Modulo: MODULO DI BASE
Prodi F. Battaglia A. Meteorologia Parte 2° Microfisica, 2007

materiale disponibile sul sito e-learning del docente

Modulo: MODULO DI TECNICHE AVANZATE
Appunti di statistica forniti via la piattaforma e-learning del docente

Modulo: MODULO DI BASE
N/D
Modulo: MODULO DI TECNICHE AVANZATE
N/D

Codice insegnamento AID-f60529ca-80a

MOLECULAR BIOLOGY FOR BIODETERIORATION: MECHANISMS AND DIAGNOSIS 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · AGRI-05/B · 0 file

Lo studente deve dimostrare di aver acquisito le conoscenze e gli strumenti metodologici di base necessari per poter comprendere ed elaborare argomentazioni relative al processo di biodeterioramento dei beni culturali…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Lo studente deve dimostrare di aver acquisito le conoscenze e gli strumenti metodologici di base necessari per poter comprendere ed elaborare argomentazioni relative al processo di biodeterioramento dei beni culturali attraverso un approccio molecolare e comprendere l’attività metabolica alla base del processo indicato, acquisendo capacità descrittiva delle principali tecnologie utilizzate per l’identificazione e la manipolazione dei microrganismi coinvolti. Il percorso formativo è orientato a trasmettere allo studente gli strumenti teorici, metodologici e operativi per studiare, comprendere e manipolare i fattori molecolari e biochimici che intervengono durante un processo di biodeterioramento.
Obiettivo generale L’insegnamento si inserisce fra le attività del curriculum in inglese del corso di laurea magistrale in Scienze e Tecnologie per la Conservazione dei Beni Culturali - Science and Technology for the Conservation of Cultural Heritage. L’obiettivo generale dell’insegnamento, che comprende sia lezioni frontali teoriche sia sessioni pratiche di laboratorio, è quello di fornire alle studentesse e agli studenti le conoscenze di base della biologia molecolare per lo studio degli organismi biodeteriogeni, finalizzate alla comprensione dei più peculiari processi di biodeterioramento che interessano sia materiali moderni che antichi, al fine di preservarli e conservarli. L'insegnamento si sviluppa con approccio biomolecolare, e tende a inserire concetti e principi che spaziano dalle tecniche di sequenziamento degli acidi nucleici fino allo studio dell’attività metabolica dei bideteriogeni. Ulteriore obiettivo è comprendere e gestire in modo sostenibile i beni culturali e i materiali innovativi odierni. Obiettivi formativi dell’insegnamento sono: 1) descrivere le principali cause del biodeterioramento nell’ambito dei beni culturali; 2) spiegare le principali vie metaboliche attivate durante il processo di biodeterioramento; 3) descrivere l’approccio molecolare associato al sequenziamento per la valutazione qualitativa e quantitativa del processo di biodeterioramento; 4) sviluppare un approccio sperimentale finalizzato all’acquisizione di competenze pratiche per studiare i processi di biodeterioramento; 5) descrivere i principali meccanismi di azione dei principali biocidi utilizzati per controllare il biodeterioramento.
Obiettivi specifici A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere i differenti biodeteriogeni in base alle caratteristiche morfologiche. OF 2) Conoscere le attitudini metaboliche dei biodeteriogeni. OF 3) Comprendere quali interventi possono essere attuati per il controllo dei biodeteriogeni in base alle caratteristiche metaboliche e all’ambiente in cui si trovano.
B – Capacità applicative OF 7) Saper dedurre le cause che portano all’instaurarsi di un processo di biodeterioramento. OF 8) Risolvere problemi andando a modulare i fattori ambientali che influenzano l’instaurarsi del processo di biodeterioramento OF 9) Essere in grado di applicare tecniche/metodi per gestire il processo di biodeterioramento.
C - Autonomia di giudizio OF 10) Essere in grado di interpretare, valutare criticamente e discutere i risultati di analisi sperimentali finalizzate ad individuare e caratterizzare i processi di biodeterioramento considerando le diverse matrici di attecchimento. OF 11) Integrare le conoscenze acquisite al fine di sviluppare la migliore strategia di intervento sia da un punto di vista metodologico sia da un punto di vista di impatto ambientale. OF 12) Essere in grado di analizzare ed integrare i parametri chimico-fisico-biologico-ambientali per definire la migliore strategia di preservazione e conservazione del bene culturale.
D – Abilità nella comunicazione OF 13) Saper comunicare in modo adeguato le conoscenze apprese utilizzando un linguaggio scientifico per descrivere in modo accurato e rigoroso lo studio dei biodeteriogeni. OF 14) Saper interagire con il docente e con il personale specializzato che si occupa della conservazione e del restauro dei beni culturali.
E - Capacità di apprendere OF 15) Avere la capacità di consultare il materiale proposto ma anche di sviluppare una ricerca critica per comprendere gli aspetti salienti del biodegrado dei beni culturali. OF 16) Avere la capacità di valutare cause-effetti e interventi. OF 17) Essere in grado di ideare e sviluppare un progetto di conservazione dei beni culturali.

Programma

  • Cellula procariotica ed eucariotica

Caratteristiche e differenze. Membrana plasmatica: struttura biochimica, funzioni; differenze. Patrimonio genetico: DNA, geni e genomi; riproduzione e ricombinazione genica. Mitosi e meiosi. Replicazione. Mutazioni.

  • Biodeteriogeni

Batteri: Struttura, morfologia e tassonomia batterica, DNA/RNA batterico, nicchie ecologiche batteriche.

Archeobatteri e cianobatteri: caratteristiche morfologico-strutturali, nicchie ecologiche.

Funghi: Struttura, morfologia e tassonomia fungina, DNA/RNA fungino, nicchie ecologiche fungine.

Licheni: Caratteristiche morfologico-strutturali, concetto di simbiosi: interazioni funzionali e biochimiche tra micobionti e fotobionti.

Briofite: Struttura, morfologia e tassonomia delle briofite, DNA/RNA delle briofite, Nicchie ecologiche delle briofite

Animali: Organismi biodeteriogeni che attaccano il patrimonio culturale (ad esempio acari, insetti, roditori e uccelli)

  • Relazioni tra condizioni ambientali, tipo di substrato, natura dei colonizzatori (fattori ambientali, caratteristiche del substrato, biodiversità dei biodeteriogeni)
  • Campionamento e identificazione dei biodeteriogeni
  • Attecchimento e attività biologica (pietra, legno, carta, tessuto, materiale sintetico)
  • Metabolismo microbico
  • Cenni sulle applicazioni della biologia molecolare nella conservazione del patrimonio culturale (estrazione e analisi di DNA/RNA, PCR, sequenziamento di DNA/RNA, RNAseq, ontologie geniche)
  • Tecniche di conservazione del patrimonio culturale
  • Biodeteriogeni
  • Tassonomia batterica
  • Tassonomia fungina
  • DNA e RNA
  • Metabolismo dei microrganismi
  • Casi di studio: tessuti, pergamena, materiale litico, carta, legno.

Modalità d'esame

La verifica dell'apprendimento avviene mediante una prova scritta, con domande aperte/chiuse, della durata di due ore. Per ogni domanda è già stabilito un punteggio massimo e la valutazione sarà effettuata in forma comparativa. L'obiettivo dell'esame consiste nel verificare e valutare: a) la conoscenza dei contenuti affrontati a lezione, b) la capacità di ragionamento critico, c) la capacità acquisita di formulare una diagnosi e di individuare eventuali strategie di controllo.

La valutazione è espressa in trentesimi (voto minimo 18/30, voto massimo 30/30 con lode).

Testi di riferimento

M.T. Madigan, J.M. Martinko, K.S. Bender, D.H. Buckley, D. A. Stahl Brock. Biology of microorganisms. Pearson Learning Solution.

G. Caneva, M.P. Nugari, O. Salvadori. Plant biology for Cultural Heritage. Vol. 1: Biodeterioration and conservation. Nardini Editore.

Codice insegnamento 10629506

MULTIMEDIALITA' 1° anno · 2° semestre · 3 CFU · GEOS-02/A · 0 file

1) L’obiettivo generale del corso è fornire allo studente conoscenze e capacità utili per la progettazione in un contesto museale, analizzando le tendenze in ambito nazionale ed internazionale. Venendo introdotto alle…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

1) L’obiettivo generale del corso è fornire allo studente conoscenze e capacità utili per la progettazione in un contesto museale, analizzando le tendenze in ambito nazionale ed internazionale. Venendo introdotto alle pratiche della catalogazione, digitalizzazione e comunicazione multimediale, lo studente svilupperà capacità di pensare criticamente e creativamente. Lo studente sarà in grado di implementare effettivamente tali aspetti all’interno del museo e valorizzare il patrimonio culturale.

Obiettivi specifici

A - Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Conoscere funzioni, ruoli, compiti e responsabilità nei musei

OF 2) Comprendere le tendenze in atto nella museologia in campo internazionale

B – Capacità applicative

OF 3) Saper applicare i principi fondamentali di documentazione museale e gestione delle collezioni

OF 4) Essere in grado di preparare una strategia di catalogazione per un museo …

C - Autonomia di giudizio

OF 5) Essere in grado di valutare le tendenze della ricerca in ambito museale

OF 6) Integrare le conoscenze acquisite al fine di proporre un progetto scientifico museale

D – Abilità nella comunicazione

OF 7) Saper comunicare tematiche museali attraverso comunicazioni a workshop/podcast/articoli divulgativi

OF 8) Utilizzare i principi fondamentali della progettazione di mostre museali

E - Capacità di apprendere

OF 9) Avere la capacità di consultare le principali banche dati bibliografiche

OF 10) Essere in grado di ideare e sviluppare un progetto di esposizione museale

2) L’obiettivo generale del corso è fornire allo studente conoscenze e capacità utili per la progettazione in un contesto museale, analizzando le tendenze in ambito nazionale ed internazionale. Venendo introdotto alle pratiche della catalogazione, digitalizzazione e comunicazione multimediale, lo studente svilupperà capacità di pensare criticamente e creativamente. Lo studente sarà in grado di implementare effettivamente tali aspetti all’interno del museo e valorizzare il patrimonio culturale.

Obiettivi specifici

ITA:

A - Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Conoscere e comprendere il funzionmento della comunicazione multimediale

OF 2) Conoscoere approcci e metodologie per implementatre la multimedialità per il museo

….

B – Capacità applicative

OF 3) Selezionare contenuti e strumenti digitali appropriati per il contesto

OF 4) Essere in grado di progettare e sviluppare percorsi museali

…

C - Autonomia di giudizio

OF 5) ) Integrare le conoscenze acquisite al fine di proporre un progetto scientifico museale

OF 6) Saper analizzare criticamente le modalità attraverso cui i beni culturali vengono valorizzati dalle istituzioni

…

D – Abilità nella comunicazione

OF 7) Saper comunicare tematiche museali attraverso l’ausilio di strumenti digitali mutlimediali (es. podcast/narrazioni animate)

OF 8) Utilizzare i principi fondamentali della comunicazione multimediale nella progettazione di contenuti per diversi tipi di interlocutori del museo

…

E - Capacità di apprendere

OF 9) Essere in grado di interpretare e concrettizzare progetti sulla base di linee guida ed indicazioni ministeriali

OF 10) Essere in di selezionare, analizzare criticamente ed acquisire sia concetti che contenuti nuovi e trasferirli nell’ambito della museologia.

…

Venendo introdotto alle pratiche della catalogazione, digitalizzazione e comunicazione multimediale, lo studente svilupperà capacità di pensare criticamente e creativamente. Lo studente sarà in grado di implementare effettivamente tali aspetti all’interno del museo e valorizzare il patrimonio culturale.

Risultati di apprendimento

A - Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Conoscere funzioni, ruoli, compiti e responsabilità nei musei

OF 2) Comprendere le tendenze in atto nella museologia in campo internazionale

B – Capacità applicative

OF 3) Saper applicare i principi fondamentali di documentazione museale e gestione delle collezioni

OF 4) Essere in grado di preparare una strategia di catalogazione per un museo …

C - Autonomia di giudizio

OF 5) Essere in grado di valutare le tendenze della ricerca in ambito museale

OF 6) Integrare le conoscenze acquisite al fine di proporre un progetto scientifico museale

D – Abilità nella comunicazione

OF 7) Saper comunicare tematiche museali attraverso comunicazioni a workshop/podcast/articoli divulgativi

OF 8) Utilizzare i principi fondamentali della progettazione di mostre museali

E - Capacità di apprendere

OF 9) Avere la capacità di consultare le principali banche dati bibliografiche

OF 10) Essere in grado di ideare e sviluppare un progetto di esposizione museale

Programma

Modulo: MULTIMEDIALITA'

Introduzione alla materia: definizioni e concetti di base. Origini e storia della multimedialità.

Evoluzione dell'apprendimento multimediale. La teoria di Mayer ed i suoi principi.

I musei di ieri, oggi e domani: dalle mostre ottocentesche al museo digitale.

Piano di digitalizzazione ed innovazione dei musei italiani.

Strumenti ed esperienze chiave per comprendere e sviluppare la multimedialità nei musei.

Modulo: CATALOGAZIONE
Caratteristiche e finalità del Museo.

Musei locali, nazionali e internazionali.

Figure museali: funzioni, ruoli e responsabilità nel museo.

Processi di gestione museale. Musei e territorio. Sostenibilità. Servizio pubblico.

Il museo e la ricerca

Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione: standard catalografici, strutture dei dati .

Principi di catalogazione. Catalogazione per tipologie. Catalogazione per finalità. Interoperabilità.

Digitalizzazione. Geolocalizzazione. Open data. Collezioni online.

Visita a Musei Sapienza e preparazione di un progetto di catalogazione.

Modulo: MULTIMEDIALITA'

  • La teoria dell'apprendimento multimediale (8 ore)
  • La multimedialità nei musei (2 ore)
  • Evoluzione delle esposizioni museali e gli strumenti digitali per i musei (4 ore)
  • PND - Il Piano Nazionale per la Digitalizzazione del patrimonio culturale (2 ore)
  • Attività laboratoriale (12 ore)

Modulo: CATALOGAZIONE

  • attività di gruppo

Modalità d'esame

Esame orale con presentazione di un progetto.

Per superare l'esame occorre conseguire un voto non inferiore a 18/30. Lo studente deve dimostrare di aver acquisito una conoscenza sufficiente degli aspetti generali di museologia, in particolare in merito alla catalogazione e documentazione delle collezioni; e di aver acquisito le competenze di comunicazione scientifica e divulgativa in ambito culturale. Per conseguire un punteggio pari a 30/30 e lode, lo studente deve invece dimostrare di aver acquisito una conoscenza eccellente di tutti gli argomenti trattati durante il corso, essendo in grado di raccordarli in modo logico e coerente.

Testi di riferimento

Modulo: MULTIMEDIALITA'
Non c'è un testo di riferimento per il modulo sulla Multimedialità

Per la parte introduttiva sulla teoria, viene suggerito di consultare il volume di R.E. Mayer - Multimedia Learning Third Edition, University Cambridge Press

Per la rimanente parte del corso, il materiale di studio (dispense, articoli, siti web) sarà disponibile sulla pagine e learning del corso.

Modulo: CATALOGAZIONE
Materiale di studio disponibile nella pagina e-learning del corso

Modulo: MULTIMEDIALITA'
N/D
Modulo: CATALOGAZIONE
N/D

Codice insegnamento AID-95cc9de8-713

PALEOBIOLOGIA E PALEOPATOLOGIA 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · BIOS-03/B · 0 file

Obiettivo generale Lo studente acquisirà conoscenze teoriche e pratiche nell’ambito della bioarcheologia, con particolare attenzione all’anatomia scheletrica umana. Saranno affrontati i metodi per la costruzione del…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Obiettivo generale Lo studente acquisirà conoscenze teoriche e pratiche nell’ambito della bioarcheologia, con particolare attenzione all’anatomia scheletrica umana. Saranno affrontati i metodi per la costruzione del profilo biologico, in particolare le tecniche per la determinazione del sesso e la stima dell’età alla morte nei soggetti adulti. Verranno fornite le basi per il riconoscimento delle principali condizioni paleopatologiche. Le conoscenze acquisite permetteranno di comprendere criticamente i processi interpretativi bioarcheologici in relazione al contesto archeologico.
Obiettivi specifici A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere l’anatomia scheletrica. OF 2) Riconoscere le principali differenze morfologiche tra individui di sesso maschile e femminile. OF 3) Approfondire la conoscenza dell’anatomia scheletrica degli individui adulti. OF 4) Conoscere gli aspetti fondamentali della paleopatologia e le principali categorie diagnostiche. OF 5) Acquisire la capacità di inserire l’analisi dei resti scheletrici all’interno del contesto bioarcheologico, integrando dati ambientali, culturali e funerari. OF 6) Essere in grado di analizzare e interpretare criticamente i risultati delle indagini bioarcheologiche, applicando le competenze sviluppate in ambito osteobiografico.
B – Capacità applicative OF 7) Essere in grado di valutare criticamente l’appropriatezza del campionamento distruttivo ai fini di analisi isotopiche e genetiche su dieta e mobilità. OF 8) Sviluppare strategie operative per l’analisi e l’interpretazione di scheletri in condizioni conservative critiche. OF 9) Applicare in modo consapevole e critico i principali metodi antropologici per la determinazione del sesso biologico e la stima dell’età alla morte.
C - Autonomia di giudizio OF 10) Essere in grado di valutare criticamente la letteratura scientifica, al fine di applicare metodi consolidati e integrarli con i più recenti aggiornamenti della ricerca. OF 11) ​Integrare le conoscenze acquisite per affrontare e comprendere le questioni etiche inerenti allo studio dei resti scheletrici umani. OF 12) Sviluppare una riflessione critica autonoma nell’interpretazione dei dati scheletrici, integrando evidenze biologiche, archeologiche e culturali nella valutazione delle ipotesi ricostruttive.
D – Abilità nella comunicazione OF 13) Acquisire la capacità di presentare e discutere i risultati delle analisi osteobiografiche condotte in gruppo, utilizzando un linguaggio scientifico appropriato e coerente con il contesto disciplinare. OF 14) Essere in grado di riconoscere e argomentare i limiti metodologici ed epistemologici della ricerca, formulando ipotesi migliorative o percorsi alternativi di approfondimento.
E - Capacità di apprendere OF 15) Acquisire competenze per orientarsi criticamente tra le fonti bibliografiche specialistiche, inclusi i manuali di anatomia scheletrica e le principali riviste scientifiche del settore. OF 16) Sviluppare consapevolezza e senso critico nei confronti delle implicazioni etiche dello studio di resti scheletrici appartenenti a individui che hanno avuto una vita e un'identità. OF 17) Acquisire la capacità di progettare e strutturare un’indagine osteobiografica, dalla definizione degli obiettivi alla selezione dei metodi analitici più appropriati.

Codice insegnamento 10627273

PHYSICAL METHODS 1° anno · 1° semestre · 3 CFU · PHYS-03/A · 0 file

1) Obiettivi generali L'obiettivo del corso è quello di introdurre lo studente all'analisi dei materiali archeologici utilizzando i metodi tipici della fisica della materia condensata e della scienza dei materiali. Il…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

1) Obiettivi generali

L'obiettivo del corso è quello di introdurre lo studente all'analisi dei materiali archeologici utilizzando i metodi tipici della fisica della materia condensata e della scienza dei materiali. Il corso prevede sia lezioni frontali che sessioni di laboratorio.

Obiettivi specifici

  • Conoscenza e comprensione: Lo studente acquisirà la conoscenza dei concetti di base della fisica della materia condensata e della loro relazione con le tecniche di analisi specifiche.
  • Capacità di applicare conoscenza e comprensione: Lo studente acquisirà la capacità di interpretare i dati di microscopia, imaging, raggi X e radioattività di materiali archeologici.
  • Capacità critiche e di giudizio: Lo studente svilupperà capacità critiche e di giudizio analizzando casi di studio e definendo metodi fisici appropriati per gli studi archeologici. Queste capacità saranno sviluppate attraverso l'interazione con il docente durante il corso.
  • Capacità di comunicazione: Allo studente sarà richiesto di interagire nell'analisi dei materiali di studio e durante le lezioni per identificare i metodi fisici appropriati negli studi archeologici.
  • Capacità di apprendimento: Lo studente acquisirà la capacità teorica e pratica di applicare i metodi fisici all'identificazione e alla datazione dei materiali archeologici.

2)

Conoscenza e capacità di comprensione (Knowledge and understanding)

Al termine del corso lo studente possiede una conoscenza avanzata dei principi chimici e fisici applicati allo studio, alla conservazione e alla diagnostica dei materiali archeologici.

Comprende:

la natura e le trasformazioni dei materiali costitutivi dei reperti (minerali, leganti, pigmenti, polimeri naturali e sintetici);

i processi di degrado chimico-fisico e le strategie di intervento basate su compatibilità e reversibilità;

le proprietà e i meccanismi d’azione di consolidanti, adesivi e resine;

i fondamenti della misura fisica e dell’interazione radiazione-materia, necessari per l’impiego di tecniche spettroscopiche e di imaging.

Capacità di applicare conoscenza e comprensione (Applying knowledge and understanding)

Lo studente è in grado di:

selezionare e applicare metodi chimici e fisici per l’identificazione, la caratterizzazione e la conservazione dei materiali archeologici;

interpretare dati provenienti da analisi spettroscopiche (UV-Vis, IR, Raman, NMR), termiche e cromatografiche, nonché da tecniche di imaging ottico, elettronico e multispettrale;

valutare l’efficacia e la compatibilità di trattamenti di consolidamento e protezione;

utilizzare metodologie fisiche per la misura non invasiva e la datazione dei materiali (radiocarbonio, termoluminescenza, riflettometria nel dominio del tempo, radar GPR).

Autonomia di giudizio (Making judgements)

Lo studente sviluppa autonomia critica nel:

scegliere metodologie di analisi e intervento coerenti con la natura del reperto e con i principi etici della conservazione;

valutare l’affidabilità dei dati sperimentali e la riproducibilità dei trattamenti;

integrare le informazioni chimiche, fisiche e storico-archeologiche in un quadro interpretativo coerente.

Abilità comunicative (Communication skills)

Lo studente è in grado di:

comunicare con linguaggio tecnico appropriato i risultati delle indagini e delle sperimentazioni;

redigere relazioni tecniche e scientifiche;

dialogare efficacemente con restauratori, fisici, chimici e archeologi in contesti multidisciplinari, anche in lingua inglese.

Capacità di apprendimento (Learning skills)

Lo studente acquisisce:

la capacità di aggiornarsi autonomamente sulle innovazioni nei materiali e nelle metodiche diagnostiche;

un atteggiamento critico e sperimentale orientato alla ricerca;

la preparazione necessaria per proseguire in attività di ricerca o in dottorati nel campo della scienza e della tecnologia per la conservazione dei beni culturali.

Programma

Modulo: PHYSICAL METHODS
N/D
Modulo: CHEMISTRY OF THE CONSERVATION
1. Introduzione generale: la chimica dei materiali artistici

Natura, struttura e proprietà chimico-fisiche dei materiali costitutivi: minerali, pigmenti, leganti organici, polimeri naturali e sintetici.

Processi di degrado e alterazione: idrolisi, ossidazione, fotodegradazione, reazioni acido-base e scambio ionico nei materiali porosi.

Principi di compatibilità, reversibilità e minimo intervento.

Ruolo del solvente e interazioni soluto–matrice: parametri di solubilità (Teas, Hansen) e selettività nella pulitura.

Approccio chimico alla conservazione preventiva: equilibrio igroscopico, inquinanti, radiazione UV e microclima.

2. Consolidanti e trattamenti per il legno

Struttura chimica e morfologica del legno: cellulosa, emicellulose, lignina, estrattivi e minerali.

Meccanismi di degrado chimico e biologico: idrolisi acida, ossidazione ligninica, azione di funghi e batteri.

Consolidanti polimerici: resine acriliche, poliesteri insaturi, epossidiche e siliconiche.

Sistemi nanostrutturati e materiali ibridi inorganico–organici (silani, silossani, ossidi metallici colloidali).

Valutazione dell’efficacia del trattamento: penetrazione, variazioni dimensionali, proprietà meccaniche e colorimetriche.

Casi di studio su reperti lignei archeologici e su manufatti musealizzati.

3. Consolidanti e trattamenti per la pelle e i materiali organici flessibili

Struttura e chimica del collagene; processi di concia e trasformazione storica della pelle.

Meccanismi di degradazione: idrolisi, ossidazione, reticolazione e perdita di plasticità.

Agenti consolidanti e plasticizzanti: PEG, PVA, idrogel, emulsioni acriliche e microdispersi.

Pulitura selettiva e trattamento delle superfici protettive.

Valutazione dell’intervento: variazioni cromatiche, flessibilità, traspirabilità e compatibilità con la pelle archeologica.

4. Consolidanti e trattamenti per materiali lapidei

Composizione e porosità dei materiali lapidei naturali e artificiali.

Alterazioni chimiche e fisiche: dissoluzione, cristallizzazione salina, formazione di croste nere e gesso.

Prodotti consolidanti inorganici: silicati di etile, nanocalce, idrossidi doppi lamellari e carbonati amorfi.

Polimeri e sistemi ibridi per la protezione superficiale.

Valutazione della compatibilità e della durabilità dei trattamenti.

Tecniche di caratterizzazione: FTIR, Raman, SEM-EDS, TG/DSC, spettrofotometria di riflettanza.

5. Metodi analitici e validazione scientifica (versione aggiornata – ITA)

Risonanza Magnetica Nucleare (NMR) applicata alla diagnostica e conservazione del legno: principi di base della spettroscopia NMR e dell’imaging MRI; composizione chimica del legno e ruolo dell’acqua; applicazioni alla valutazione dello stato di conservazione, alla distribuzione dell’umidità e alla verifica dell’efficacia dei trattamenti consolidanti.

Cromatografia liquida ad alte prestazioni (HPLC-MS) per l’analisi di miscele organiche complesse e per la proteomica dei tessuti archeologici: identificazione di collagene, albumine e altre proteine strutturali o di degrado in cuoio, pergamena e fibre naturali.

Validazione scientifica dei trattamenti di restauro attraverso protocolli di campionamento, confronto con reference materials e verifica di riproducibilità.

Modulo: PHYSICAL METHODS
N/D
Modulo: CHEMISTRY OF THE CONSERVATION

  • primo semestre

Modalità d'esame

Modulo: PHYSICAL METHODS
N/D
Modulo: CHEMISTRY OF THE CONSERVATION
To pass the exam the student must obtain a grade of not less than 18/30. The student must demonstrate that he/she has acquired a sufficient knowledge of the properties of material usend in the works of art, of the origin of their degradation and of the strategies used for their conservation and restoration.

To achieve a score of 30/30 cum laude, the student must instead demonstrate that he/she has acquired excellent knowledge of all the topics covered during the course, being able to link them in a logical and coherent way.

Testi di riferimento

Modulo: PHYSICAL METHODS
N/D
Modulo: CHEMISTRY OF THE CONSERVATION
Lessons slides

Modulo: PHYSICAL METHODS
N/D
Modulo: CHEMISTRY OF THE CONSERVATION
[1] M. Broda et al., “Organosilicons of different molecular size and chemical structure as consolidants for waterlogged archaeological wood – a new reversible and retreatable method,” Sci. Rep., vol. 10, no. 1, p. 2188, Dec. 2020, doi: 10.1038/s41598-020-59240-8.

[2] M. Broda, S. F. Curling, M. J. Spear, and C. A. S. Hill, “Effect of methyltrimethoxysilane impregnation on the cell wall porosity and water vapour sorption of archaeological waterlogged oak,” Wood Sci. Technol., vol. 53, no. 3, pp. 703–726, May 2019, doi: 10.1007/s00226-019-01095-y.

[3] C. A. Material et al., “Wood Conservation,” pp. 1–10, 2017, [Online]. Available: https://nautarch.tamu.edu/CRL/conservationmanual/File6.htm.

[4] A. Chami Khazraji and S. Robert, “Interaction effects between cellulose and water in nanocrystalline and amorphous regions: A novel approach using molecular modeling,” J. Nanomater., vol. 2013, 2013, doi: 10.1155/2013/409676.

[5] B. Kaye, “Conservation of waterlogged archaeological wood,” Chem. Soc. Rev., vol. 24, no. 1, p. 35, 1995, doi: 10.1039/cs9952400035.

[6] M. Broda, B. Mazela, and A. Dutkiewicz, “Organosilicon compounds with various active groups as consolidants for the preservation of waterlogged archaeological wood,” J. Cult. Herit., vol. 35, pp. 123–128, 2019, doi: 10.1016/j.culher.2018.06.006.

[7] M. Christensen, M. Frosch, P. Jensen, U. Schnell, Y. Shashoua, and O. F. Nielsen, “Waterlogged archaeological wood—chemical changes by conservation and degradation,” J. Raman Spectrosc., vol. 37, no. 10, pp. 1171– 1178, Oct. 2006, doi: 10.1002/jrs.1589.

[8] E. Hocker, G. Almkvist, and M. Sahlstedt, “The Vasa experience with polyethylene glycol : A conservator ’ s perspective,” J. Cult. Herit., vol. 13, no. 3, pp. S175–S182, 2012, doi: 10.1016/j.culher.2012.01.017.

[9] P. D. Fix, “Archaeological watercraft: A review and critical analysis of the practice,” no. May, p. 408, 2015, [Online]. Available: http://hdl.handle.net/1969.1/155316.

[10] M. Christensen, M. Frosch, P. Jensen, U. Schnell, Y. Shashoua, and O. F. Nielsen, “Waterlogged archaeological wood - Chemical changes by conservation and degradation,” J. Raman Spectrosc., vol. 37, no. 10, pp. 1171– 1178, 2006, doi: 10.1002/jrs.1589.

[11] T. D. Nguyen, Y. Kohdzuma, R. Endo, and J. Sugiyama, “Evaluation of chemical treatments on dimensional stabilization of archeological waterlogged hardwoods obtained from the Thang Long Imperial Citadel site, Vietnam,” J. Wood Sci., vol. 64, no. 4, pp. 436–443, Aug. 2018, doi: 10.1007/s10086-018- 1719-7.

[12] M. Christensen, O. F. Nielsen, P. Jensen, and U. Schnell, “Water structure in polyethylene glycols for preservation of wooden artefacts. A NIR-FT-Raman spectroscopic investigation,” J. Mol. Struct., vol. 735–736, no. SPEC. ISS., pp. 267–270, 2005, doi: 10.1016/j.molstruc.2004.10.090.

[13] A. Vorobyev, N. P. van Dijk, and E. Kristofer Gamstedt, “Orthotropic creep in polyethylene glycol impregnated archaeological oak from the Vasa ship: Results of creep experiments in a museum-like climate,” Mech. Time- Dependent Mater., vol. 23, no. 1, pp. 35–52, 2019, doi: 10.1007/s11043-018- 9382-3.

[14] Z. Walsh, E. R. Janeček, M. Jones, and O. A. Scherman, “Natural polymers as alternative consolidants for the preservation of waterlogged archaeological wood,” Stud. Conserv., vol. 62, no. 3, pp. 173–183, 2017, doi: 10.1179/2047058414Y.0000000149.

[15] M. E. Payne, O. O. Kareem, K. Williams-Pavlantos, C. Wesdemiotis, and S. M. Grayson, “Mass spectrometry investigation into the oxidative degradation of poly(ethylene glycol),” Polym. Degrad. Stab., no. xxxx, p. 109388, 2020, doi: 10.1016/j.polymdegradstab.2020.109388.

[16] J. M. Parrent, “The Conservation of Waterlogged Wood Using Sucrose Author ( s ): James M . Parrent Published by : Taylor & Francis , Ltd . on behalf of the International Institute for Conservation of Historic and Artistic Works Stable URL : http://www.jstor.com/stable/15,” vol. 30, no. 2, pp. 63–72, 1985.

[17] A. Tahira, W. Howard, E. R. Pennington, and A. Kennedy, “Mechanical strength studies on degraded waterlogged wood treated with sugars,” Stud. Conserv., vol. 62, no. 4, pp. 223–228, 2017, doi: 10.1080/00393630.2016.1169364.

[18] L. Babinski, “Influence of pre-treatment on shrinkage of freeze-dried archaeological oak-wood,” Acta Sci. Pol. Silvarum Colendarum Ratio Ind. Lignaria, vol. 06, no. 4, 2007.

[19] S. Kugler, P. Ossowicz, K. Malarczyk-Matusiak, and E. Wierzbicka, “Advances in rosin-based chemicals: The latest recipes, applications and future trends,” Molecules, vol. 24, no. 9, 2019, doi: 10.3390/molecules24091651.

[20] G. Giachi, C. Capretti, I. D. Donato, N. Macchioni, and B. Pizzo, “New trials in the consolidation of waterlogged archaeological wood with different acetone- carried products,” J. Archaeol. Sci., vol. 38, no. 11, pp. 2957–2967, Nov. 2011, doi: 10.1016/j.jas.2011.06.012.

[21] D. W. Grattan, “A practical comparative study of several treatments for waterlogged wood,” Stud. Conserv., vol. 27, no. 3, pp. 124–136, 1982, doi: 10.1179/sic.1982.27.3.124.

[22] M. Christensen, H. Kutzke, and F. K. Hansen, “New materials used for the consolidation of archaeological wood-past attempts, present struggles, and future requirements,” J. Cult. Herit., vol. 13, no. 3 SUPPL., pp. S183–S190, 2012, doi: 10.1016/j.culher.2012.02.013.

[23] N. Kiliç and A. G. Kiliç, “An attenuated total reflection Fourier transform infrared (ATR-FTIR) spectroscopic study of waterlogged woods treated with melamine formaldehyde,” Vib. Spectrosc., vol. 105, no. October, 2019, doi: 10.1016/j.vibspec.2019.102985.

[24] B. Mazela, J. Kowalczuk, I. Ratajczak, and K. Szentner, “Moisture content (MC) and multinuclear magnetic resonance imaging (MRI) study of water absorption effect on wood treated with aminofunctional silane,” Eur. J. Wood Wood Prod., vol. 72, no. 2, pp. 243–248, 2014, doi: 10.1007/s00107-013-0768-2.

[25] K. Szubert, A. Dutkiewicz, M. Dutkiewicz, and H. Maciejewski, “Wood protective coatings based on fluorocarbosilane,” Cellulose, vol. 26, no. 18, pp. 9853–9861, 2019, doi: 10.1007/s10570-019-02737-x.

[26] J. Siuda, W. Perdoch, B. Mazela, and M. Zborowska, “Catalyzed reaction of cellulose and lignin with Methyltrimethoxysilane-FT-IR, 13C NMR and 29Si NMR studies,” Materials (Basel)., vol. 12, no. 12, 2019, doi: 10.3390/ma12122006.

[27] F. Antonelli et al., “Cellulose and Lignin Nano-Scale Consolidants for Waterlogged Archaeological Wood,” Front. Chem., vol. 8, no. January, 2020, doi: 10.3389/fchem.2020.00032.

[28] E. McHale, C. C. Steindal, H. Kutzke, T. Benneche, and S. E. Harding, “In situ polymerisation of isoeugenol as a green consolidation method for waterlogged archaeological wood,” Sci. Rep., vol. 7, no. April, 2017, doi: 10.1038/srep46481.

[29] A. Papacchini, S. Dominici, G. Di Giulio, M. Fioravanti, and A. Salvini, “Bio-based consolidants for waterlogged archaeological wood: Assessment of the performance and optimization of the diagnostic protocol,” J. Cult. Herit., vol. 40, pp. 49–58, 2019, doi: 10.1016/j.culher.2019.05.009.

[30] Y. Kanazawa et al., “Internal evaluation of impregnation treatment of waterlogged wood; relation between concentration of internal materials and relaxation time using magnetic resonance imaging,” Magn. Reson. Imaging, vol. 38, pp. 196–201, 2017, doi: 10.1016/j.mri.2017.01.010.

[31] Z. Walsh-korb and L. Avérous, “Progress in Materials Science Recent developments in the conservation of materials properties of historical wood,” Prog. Mater. Sci., vol. 102, no. May 2017, pp. 167–221, 2019, doi: 10.1016/j.pmatsci.2018.12.001.

[32] P. Baglioni and R. Giorgi, “Soft and hard nanomaterials for restoration and conservation of cultural heritage,” Soft Matter, vol. 2, no. 4, pp. 293–303, 2006, doi: 10.1039/b516442g.

[33] Y. Fors, F. Jalilehvand, and M. Sandström, “Analytical aspects of waterlogged wood in historical shipwrecks,” Anal. Sci., vol. 27, no. 8, pp. 785–792, 2011, doi: 10.2116/analsci.27.785.

[34] K. E. High and K. E. H. Penkman, “A review of analytical methods for assessing preservation in waterlogged archaeological wood and their application in practice,” Herit. Sci., vol. 8, no. 1, pp. 1–33, 2020, doi: 10.1186/s40494-020- 00422-y.

[35] J. Kowalczuk, A. Rachocki, M. Broda, B. Mazela, G. A. Ormondroyd, and J. Tritt- Goc, “Conservation process of archaeological waterlogged wood studied by spectroscopy and gradient NMR methods,” Wood Sci. Technol., vol. 53, no. 6, pp. 1207–1222, 2019, doi: 10.1007/s00226-019-01129-5.

[36] M. Bardet, G. Gerbaud, Q. K. Trân, and S. Hediger, “Study of interactions between polyethylene glycol and archaeological wood components by 13C high-resolution solid-state CP-MAS NMR,” J. Archaeol. Sci., vol. 34, no. 10, pp. 1670–1676, 2007, doi: 10.1016/j.jas.2006.12.005.

Codice insegnamento AID-56c96f2d-530

PLANT BIOLOGY FOR CULTURAL HERITAGE 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · BIOS-01/B · 0 file

1) Il corso fornisce conoscenze avanzate sulla biologia vegetale applicata ai Beni Culturali, con competenze in istologia del legno, paletnobotanica, uso degli isotopi stabili e archeopalinologia. Lo studente deve essere…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

1) Il corso fornisce conoscenze avanzate sulla biologia vegetale applicata ai Beni Culturali, con competenze in istologia del legno, paletnobotanica, uso degli isotopi stabili e archeopalinologia. Lo studente deve essere in grado di analizzare contesti archeologici e ambientali del passato, interpretare dati interdisciplinari e comunicare i risultati in modo critico, anche attraverso esperienze dirette in musei, siti e edifici storici.

Obiettivo generale

L’obiettivo principale del corso è fornire allo studente una preparazione avanzata nell’ambito della biologia vegetale applicata ai Beni Culturali, con particolare attenzione all’analisi e interpretazione di contesti archeologici e ambientali del passato.

Obiettivi specifici

A - Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Conoscere le tipologie di resti vegetali

OF 2) Comprendere l‘importanza delle piante come patrimonio culturale

….

B – Capacità applicative

OF 7) Saper dedurre conclusioni utilizzando solo i dati disponibili

OF 8) Risolvere problemi interpretativi sugli ambienti del passato

OF 9) Essere in grado di applicare tecniche/metodi analitici allo studio di resti vegetali

…

C - Autonomia di giudizio

OF 10) Essere in grado di scegliere le tecniche più appropriate in funzione dei materiali disponibili

OF 11) Integrare le conoscenze acquisite al fine di supportare studi multidisciplinari

…

D – Abilità nella comunicazione

OF 13) Saper comunicare quanto studiato con terminologia appropriata

E - Capacità di apprendere

OF 15) Avere la capacità di consultare la bibliografia appropriata

OF 16) Avere la capacità di valutare i dati presentati in un lavoro scientifico

OF 17) Essere in grado di ideare e sviluppare un progetto di tesi sperimentale

2) Obiettivo generale

L’obiettivo del corso è di approfondire le conoscenze acquisite in laurea triennale sulla metodologie diagnostiche applicate nel campo dei beni culturali e in particolare nell’analisi dei geomateriali (lapidei, ceramiche, vetri, malte, metalli, pigmenti …).

Obiettivi specifici

A - Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Conoscere i principali metodi analitici utilizzati nella caratterizzazione e diagnostica dei beni culturali

OF 2) Conoscere metodologie avanzate utilizzati nella caratterizzazione e diagnostica dei geomateriali di interesse dei beni culturali

OF 3) Conoscere i passaggi nella creazione di un progetto di diagnostica applicato sui geomateriali (campionamento, documentazione, pianificazione dell’intervento)

B – Capacità applicative

OF 4) Saper applicare un approccio multidisciplinare alla diagnostica

OF 5) Saper applicare procedure metodologiche e strumentali

C – Autonomia di giudizio

OF 6) Essere in grado di interpretare i dati sperimentali

OF 7) Saper individuare una possibile metodologia di analisi nella risoluzione delle problematiche connesse allo studio dei principali geomateriali utilizzati nei beni culturali

D – Abilità nella comunicazione

OF 8) Saper presentare i dati ottenuti

OF 9) Saper lavorare in un team

OF 10) Saper disseminare argomenti scientifici attraverso articoli su riviste o post su social media

E - Capacità di apprendere

OF 11) Avere la capacità di consultare la letteratura scientifica

OF 12) Avere la capacità di consultare database di progetti nazionali e internazionali

Lo studente/la studentessa dovrebbe essere in grado di comprendere il ruolo svolto dalle piante nel patrimonio culturale, includendo nella lista i siti archeologici, gli edifici storici, i paesaggi culturali e le piante utilizzate nell'alimentazione, in pratiche culturali e rituali del passato.

Lo studente/la studentessa dovrebbe essere in grado di comunicare in modo chiaro e efficace concetti complessi legati ai materiali vegetali e alla conservazione del patrimonio culturale, sia in forma scritta che orale.

Programma

Modulo Geosciences

Le lezioni saranno incentrate sulle metodologie di analisi solitamente applicate per la

caratterizzazione archeometrica dei geomateriali. Le attività saranno sia teoriche che pratiche, con

particolare attenzione all’elaborazione dei dati.

Gli argomenti trattati sono riassunti di seguito:

-Metodi di campionamento

-Analisi in situ

-Microscopia ottica

-Spettroscopia infrarossa in trasformata di Fourier (FTIR)

-Spettroscopia Raman

-Diffrazione a raggi X (XRD)

-Microscopia elettronica a scansione con spettroscopia a dispersione di energia (SEM-EDS)

-Spettrometria di massa al plasma accoppiato induttivamente (ICP-MS)

Modulo plant biology

Il contributo della biologia vegetale allo studio del patrimonio culturale. Istologia del legno. L’uso delle piante nel passato: paletnobotanica. L’origine dell’agricoltura. L'uso degli isotopi stabili nella ricostruzione dell'ambiente del passato. L'archeopalinologia per lo studio dell'ambiente e dei cambiamenti climatici del passato. Casi di studio dall’area mediterranea. Seminari in siti archeologici, musei ed edifici storici.

  • - Testi di riferimento: materiale disponibile in classroom

Modalità d'esame

Esonero su anatomia del legno

Orale sul resto del programma

Testi di riferimento

Materiale disponibile in classroom

Modulo: APPLIED GEOSCIENCES TO CULTURAL HERITAGE
N/D
Modulo: PLANT BIOLOGY FOR CULTURAL HERITAGE
N/D

Codice insegnamento AID-7c5ca62b-315

PLANT BIOLOGY FOR CULTURAL HERITAGE 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · BIOS-01/B · 0 file
PLANT BIOLOGY FOR CULTURAL HERITAGE 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · BIOS-01/B · 0 file

1) Il corso fornisce conoscenze avanzate sulla biologia vegetale applicata ai Beni Culturali, con competenze in istologia del legno, paletnobotanica, uso degli isotopi stabili e archeopalinologia. Lo studente deve essere…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

1) Il corso fornisce conoscenze avanzate sulla biologia vegetale applicata ai Beni Culturali, con competenze in istologia del legno, paletnobotanica, uso degli isotopi stabili e archeopalinologia. Lo studente deve essere in grado di analizzare contesti archeologici e ambientali del passato, interpretare dati interdisciplinari e comunicare i risultati in modo critico, anche attraverso esperienze dirette in musei, siti e edifici storici.

Obiettivo generale

L’obiettivo principale del corso è fornire allo studente una preparazione avanzata nell’ambito della biologia vegetale applicata ai Beni Culturali, con particolare attenzione all’analisi e interpretazione di contesti archeologici e ambientali del passato.

Obiettivi specifici

A - Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Conoscere le tipologie di resti vegetali

OF 2) Comprendere l‘importanza delle piante come patrimonio culturale

….

B – Capacità applicative

OF 7) Saper dedurre conclusioni utilizzando solo i dati disponibili

OF 8) Risolvere problemi interpretativi sugli ambienti del passato

OF 9) Essere in grado di applicare tecniche/metodi analitici allo studio di resti vegetali

…

C - Autonomia di giudizio

OF 10) Essere in grado di scegliere le tecniche più appropriate in funzione dei materiali disponibili

OF 11) Integrare le conoscenze acquisite al fine di supportare studi multidisciplinari

…

D – Abilità nella comunicazione

OF 13) Saper comunicare quanto studiato con terminologia appropriata

E - Capacità di apprendere

OF 15) Avere la capacità di consultare la bibliografia appropriata

OF 16) Avere la capacità di valutare i dati presentati in un lavoro scientifico

OF 17) Essere in grado di ideare e sviluppare un progetto di tesi sperimentale

2) Obiettivo generale

L’obiettivo del corso è di approfondire le conoscenze acquisite in laurea triennale sulla metodologie diagnostiche applicate nel campo dei beni culturali e in particolare nell’analisi dei geomateriali (lapidei, ceramiche, vetri, malte, metalli, pigmenti …).

Obiettivi specifici

A - Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Conoscere i principali metodi analitici utilizzati nella caratterizzazione e diagnostica dei beni culturali

OF 2) Conoscere metodologie avanzate utilizzati nella caratterizzazione e diagnostica dei geomateriali di interesse dei beni culturali

OF 3) Conoscere i passaggi nella creazione di un progetto di diagnostica applicato sui geomateriali (campionamento, documentazione, pianificazione dell’intervento)

B – Capacità applicative

OF 4) Saper applicare un approccio multidisciplinare alla diagnostica

OF 5) Saper applicare procedure metodologiche e strumentali

C – Autonomia di giudizio

OF 6) Essere in grado di interpretare i dati sperimentali

OF 7) Saper individuare una possibile metodologia di analisi nella risoluzione delle problematiche connesse allo studio dei principali geomateriali utilizzati nei beni culturali

D – Abilità nella comunicazione

OF 8) Saper presentare i dati ottenuti

OF 9) Saper lavorare in un team

OF 10) Saper disseminare argomenti scientifici attraverso articoli su riviste o post su social media

E - Capacità di apprendere

OF 11) Avere la capacità di consultare la letteratura scientifica

OF 12) Avere la capacità di consultare database di progetti nazionali e internazionali

Lo studente/la studentessa dovrebbe essere in grado di comprendere il ruolo svolto dalle piante nel patrimonio culturale, includendo nella lista i siti archeologici, gli edifici storici, i paesaggi culturali e le piante utilizzate nell'alimentazione, in pratiche culturali e rituali del passato.

Lo studente/la studentessa dovrebbe essere in grado di comunicare in modo chiaro e efficace concetti complessi legati ai materiali vegetali e alla conservazione del patrimonio culturale, sia in forma scritta che orale.

Programma

Modulo Geosciences

Le lezioni saranno incentrate sulle metodologie di analisi solitamente applicate per la

caratterizzazione archeometrica dei geomateriali. Le attività saranno sia teoriche che pratiche, con

particolare attenzione all’elaborazione dei dati.

Gli argomenti trattati sono riassunti di seguito:

-Metodi di campionamento

-Analisi in situ

-Microscopia ottica

-Spettroscopia infrarossa in trasformata di Fourier (FTIR)

-Spettroscopia Raman

-Diffrazione a raggi X (XRD)

-Microscopia elettronica a scansione con spettroscopia a dispersione di energia (SEM-EDS)

-Spettrometria di massa al plasma accoppiato induttivamente (ICP-MS)

Modulo plant biology

Il contributo della biologia vegetale allo studio del patrimonio culturale. Istologia del legno. L’uso delle piante nel passato: paletnobotanica. L’origine dell’agricoltura. L'uso degli isotopi stabili nella ricostruzione dell'ambiente del passato. L'archeopalinologia per lo studio dell'ambiente e dei cambiamenti climatici del passato. Casi di studio dall’area mediterranea. Seminari in siti archeologici, musei ed edifici storici.

  • - Testi di riferimento: materiale disponibile in classroom

Modalità d'esame

Esonero su anatomia del legno

Orale sul resto del programma

Testi di riferimento

Materiale disponibile in classroom

Modulo: APPLIED GEOSCIENCES TO CULTURAL HERITAGE
N/D
Modulo: PLANT BIOLOGY FOR CULTURAL HERITAGE
N/D

Codice insegnamento AID-08afa70c-58c

PLANT BIOLOGY FOR CULTURAL HERITAGE 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · BIOS-01/B · 0 file
STONE TOOL TECHNOLOGY LABORATORY 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · ARCH-01/A · 0 file

Obiettivo generale L’obiettivo di questo corso è fornire agli studenti una solida base teorica e pratica per comprendere la fabbricazione, l’uso e il significato degli strumenti litici nel passato, con un focus sulla…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Obiettivo generale L’obiettivo di questo corso è fornire agli studenti una solida base teorica e pratica per comprendere la fabbricazione, l’uso e il significato degli strumenti litici nel passato, con un focus sulla relazione tra tecnologia, comportamento umano e organizzazione sociale.
Obiettivi specifici A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere i principali tipi di strumenti litici e le tecnologie di produzione. OF 2) Comprendere l’evoluzione delle tecnologie litiche in relazione al comportamento umano. OF 3) Approfondire i metodi per l’analisi morfologica e funzionale degli strumenti. OF 4) Comprendere le dinamiche di trasferimento e scambio di materie prime. OF 5) Conoscere i metodi scientifici per la provenienza delle materie prime. OF 6) Acquisire nozioni sulle innovazioni tecnologiche in archeologia sperimentale. …. B – Capacità applicative OF 7) Saper dedurre informazioni funzionali dagli strumenti litici. OF 8) Risolvere problemi relativi alla classificazione e analisi dei manufatti. OF 9) Essere in grado di applicare metodi scientifici e sperimentali allo studio degli strumenti litici. … C - Autonomia di giudizio OF 10) Essere in grado di valutare criticamente ipotesi tecnologiche e interpretative. OF 11) Integrare le conoscenze acquisite per ricostruire biografie funzionali degli oggetti. OF 12) Elaborare autonomamente riflessioni sull’evoluzione tecnologica. … D – Abilità nella comunicazione OF 13) Saper comunicare in modo efficace risultati di analisi tecnologiche. OF 14) Saper argomentare scelte metodologiche e interpretazioni con linguaggio tecnico. … E - Capacità di apprendere OF 15) Avere la capacità di consultare criticamente fonti bibliografiche specialistiche. OF 16) Avere la capacità di valutare approcci teorici e pratici. OF 17) Essere in grado di ideare e sviluppare un progetto di analisi litica indipendente.

Codice insegnamento 10626795

TECNICHE ANALITICHE 1° anno · 1° semestre · 3 CFU · CHEM-01/A · 0 file

A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere i principi della spettroscopia OF 2) Conoscere le principali tecniche spettroscopiche IR, UV-VIS, Raman OF 3) Conoscere la microscopia ottica ed elettronica a…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

A - Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Conoscere i principi della spettroscopia

OF 2) Conoscere le principali tecniche spettroscopiche IR, UV-VIS, Raman

OF 3) Conoscere la microscopia ottica ed elettronica a scansione (SEM/ EDS/WDS)

OF 4) Conoscere la natura e le proprietà chimiche delle leghe antiche base Cu, Ag e Fe

OF 5) Conoscere le principali metodologie antiche di trasformazione dei minerali metallici in metallo

OF 6) Conoscere i principali fenomeni di degrado chimico-fisico di metalli archeologici

B – Capacità applicative

OF 7) Saper riconoscere la struttura di un metallo/lega antica

OF 8) Saper analizzare la patina di un manufatto metallico ed individuare il processo di degrado

C - Autonomia di giudizio

OF 9) Saper orientarsi nella scelta delle tecniche di indagine più adatte su manufatti di interesse storico/archeologico

OF 10) Essere in grado di valutare la natura dei processi di degrado dei materiali metallici antichi

OF 11) Essere in grado attraverso l’osservazione della microchimica e microstruttura di un metallo/lega antico di identificare il processo ed il livello tecnologico raggiunto dal metallurgista

D – Abilità nella comunicazione

OF 12) Saper interagire con gli archeologi per la programmazione congiunta di campionature mirate durante uno scavo

E - Capacità di apprendere

OF 13) Avere la capacità di interpretare il risultato di un’analisi spettroscopica

OF 14) Avere la capacità di consultare la letteratura scientifica

Modulo: MANUFATTI IN METALLO
N/D
Modulo: TECNICHE ANALITICHE
N/D

Programma

Modulo: MANUFATTI IN METALLO
Cenni storici sull’uso dei metalli e delle loro leghe.

Metodologie antiche di trasformazione dei minerali in metalli.

Struttura e proprietà di metalli, leghe a base di rame, argento e ferro.

Studio dello stato di conservazione e dei principali agenti e meccanismi di degrado.

Principali processi di corrosione e tipologie di patine.

Metodi tradizionali e innovativi basati sull’impiego di emergenti nanotecnologie per la conservazione di manufatti metallici.

Rivestimenti protettivi per l’inibizione della corrosione.

Conservazione preventiva in ambienti museali.

Principali tecniche di indagine per lo studio dei metalli.

Principi delle tecniche spettroscopiche, come FTIR e Raman, e loro applicazione allo studio di manufatti metallici.

Principi della microscopia ottica ed elettronica a scansione e loro applicazione allo studio di manufatti metallici.

Esempi di applicazione ed attività laboratoriali.

Modulo: TECNICHE ANALITICHE
Cenni storici sull’uso dei metalli e delle loro leghe.

Metodologie antiche di trasformazione dei minerali in metalli.

Struttura e proprietà di metalli, leghe a base di rame, argento e ferro.

Studio dello stato di conservazione e dei principali agenti e meccanismi di degrado.

Principali processi di corrosione e tipologie di patine.

Metodi tradizionali e innovativi basati sull’impiego di emergenti nanotecnologie per la conservazione di manufatti metallici.

Rivestimenti protettivi per l’inibizione della corrosione.

Conservazione preventiva in ambienti museali.

Principali tecniche di indagine per lo studio dei metalli.

Principi delle tecniche spettroscopiche, come FTIR e Raman, e loro applicazione allo studio di manufatti metallici.

Principi della microscopia ottica ed elettronica a scansione e loro applicazione allo studio di manufatti metallici.

Esempi di applicazione ed attività laboratoriali.

Modulo: MANUFATTI IN METALLO
N/D
Modulo: TECNICHE ANALITICHE
N/D

Modalità d'esame

Modulo: MANUFATTI IN METALLO
Svolgimento di una prova orale sugli argomenti trattati per valutare le conoscenze acquisite, la capacità di applicarle in modo autonomo, la capacità di approfondimento e la chiarezza espositiva.

Modulo: TECNICHE ANALITICHE
Svolgimento di una prova orale sugli argomenti trattati per valutare le conoscenze acquisite, la capacità di applicarle in modo autonomo, la capacità di approfondimento e la chiarezza espositiva.

Testi di riferimento

Modulo: MANUFATTI IN METALLO
Testi consigliati (non obbligatori)

‐ Elementi di metallurgia applicata al restauro delle opere d’arte. Massimo Leoni

‐ Struttura e proprietà dei materiali metallici. A. Cigada, T. Pastore

‐ Chimica per l’arte. L. Campanella e coautori

‐ Ancient & historic metals : conservation and scientific research, David A. Scott, Jerry Podany and Brian

B. Considine, the Getty Conservation Institute

‐ A Practical Guide to the Care and Conservation of Metals, Gordon Turner‐Walker, Xi Wang Art and

Design Agency

‐ Metallography and microstructure of ancient and historic metals, David A. Scott, the Getty

Conservation Institute

Modulo: TECNICHE ANALITICHE
Testi consigliati (non obbligatori)

‐ Elementi di metallurgia applicata al restauro delle opere d’arte. Massimo Leoni

‐ Struttura e proprietà dei materiali metallici. A. Cigada, T. Pastore

‐ Chimica per l’arte. L. Campanella e coautori

‐ Ancient & historic metals : conservation and scientific research, David A. Scott, Jerry Podany and Brian

B. Considine, the Getty Conservation Institute

‐ A Practical Guide to the Care and Conservation of Metals, Gordon Turner‐Walker, Xi Wang Art and

Design Agency

‐ Metallography and microstructure of ancient and historic metals, David A. Scott, the Getty

Conservation Institute

Modulo: MANUFATTI IN METALLO
N/D
Modulo: TECNICHE ANALITICHE
N/D

Codice insegnamento AID-0e82564e-860

TECNICHE PER IL CONTROLLO AMBIENTALE E PER LA SICUREZZA DEI SITI 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · IIND-07/B · 0 file

Obiettivo del corso è fornire allo studente le nozioni necessarie alla comprensione delle interazioni fondamentali tra il bene culturale e l’ambiente che lo circonda. In particolare alla fine del corso lo studente…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Obiettivo del corso è fornire allo studente le nozioni necessarie alla comprensione delle interazioni fondamentali tra il bene culturale e l’ambiente che lo circonda. In particolare alla fine del corso lo studente dovrà essere in grado di valutare l’interazione con le radiazioni elettromagnetiche (luminose e non) e le sollecitazioni di natura termo-igrometrica, nonché conoscere le tecniche per il risanamento delle murature e la progettazione di sistemi di condizionamento dell’aria.

Codice insegnamento 10628544

TEORIA DEL RESTAURO ARCHITETTONICO 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · CEAR-11/B · 0 file

Obiettivo generale Il corso si propone di fornire competenze teoriche utili per la conoscenza del restauro architettonico e/o archeologico. Al termine lo studente apprende l'evoluzione del concetto di monumento, ha una…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Obiettivo generale Il corso si propone di fornire competenze teoriche utili per la conoscenza del restauro architettonico e/o archeologico. Al termine lo studente apprende l'evoluzione del concetto di monumento, ha una conoscenza storicizzata delle teorie del restauro e dei criteri guida che hanno condizionato l'attività di conservazione dei monumenti nel tempo. In particolare lo studente è in grado di: analizzare, riconoscere e storicizzare precedenti interventi sull’edificio oggetto di studio; definire le problematiche storico - metodologiche legate ad indirizzi e/o tendenze disciplinari differenti.
Obiettivi specifici A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere i riferimenti teorici necessari alla comprensione di un bene storico architettonico e propedeutici alla definizione di criteri operativi per la conservazione e il restauro. OF 2) Comprendere la storia del restauro e delle differenti teorie che nelle varie epoche hanno indirizzato l’operato dei restauratori. OF 3) Comprendere, valutare e analizzare un’architettura nelle connessioni tra stratificazioni storiche e tracce materiali come base preliminare di un progetto di diagnostica. OF 4) Contribuire alla costruzione di quella particolare consapevolezza e capacità critico-progettuale che devono possedere tutti coloro che contribuiscono, a vario titolo, allo studio delle problematiche conservative di un’architettura; OF 5) OF 6) …. B – Capacità applicative OF 7) Essere in grado di apprendere e comprendere le nozioni della disciplina del restauro al fine di farle diventare parte del proprio bagaglio culturale. OF 8) Essere in grado di condurre una corretta lettura dell’architettura costruita e dei suoi materiali costituenti. OF 9) Poter applicare le conoscenze teoriche acquisite durante l’insegnamento a situazioni concrete, per poter lavorare in gruppi multidisciplinari per la progettazione preliminare di interventi di conservazione e restauro. … C - Autonomia di giudizio OF 10) Essere in grado di valutare criticamente lo stato di conservazione di un edificio storico e degli interventi di restauro subiti nel tempo. OF 11) Integrare le conoscenze acquisite al fine di saper raccogliere, sintetizzare ed interpretare scientificamente i dati raccolti inerenti lo studio e il restauro di un’architettura, nei suoi materiali costituenti. OF 12) Valutare ed interpretare autonomamente le conoscenze teoriche acquisite durante l’insegnamento, osservare criticamente gli interventi eseguiti sui beni architettonici e culturali, valutare adeguatamente le fonti delle informazioni raccolte e formulare idee e soluzioni a problemi specifici, adattandosi ad ambiti di lavoro e tematiche varie. … D – Abilità nella comunicazione OF 13) Saper comunicare con terminologia appropriata il proprio pensiero; disporre di abilità comunicative e relazionali nei confronti di altri attori o professionalità coinvolte nell’attività progettuale di tutela e conservazione dei beni architettonici e culturali. OF 14) … E - Capacità di apprendere OF 15) Avere la capacità di comprendere le differenti filosofie di intervento e restituire una lettura critica e diretta delle opere oggetto di studio. OF 16) Rafforzare le sue capacità di apprendimento e le conoscenze specifiche multidisciplinari che gli consentiranno di intraprendere studi futuri in piena autonomia. OF 17) Essere in grado di ideare e sviluppare un progetto di diagnostica in ambito architettonico, consapevole delle connessioni reciproche esistenti nel loro sviluppo diacronico, tra testo architettonico e contesto

Programma

Introduzione alla storia del restauro. Storia generale del restauro e storia del restauro dei monumenti. Il documento e la sua interpretazione. Monumento/documento.

La vicenda storica del restauro e le posizioni teoriche relative ad ogni epoca.

Restauro archeologico e Neoclassicismo.

Conservazione e restauro a Roma nei primi decenni del secolo XIX.

La stagione dei ‘Revival’ ed il restauro stilistico. La diffusione in ambito europeo.

L’antirestoration movement. Il restauro ‘storico’ in Italia. Il restauro ‘filologico’. Figure. Ambiti. Esempi.

La questione dei valori all’inizio del XX secolo.

G. Giovannoni e il restauro ‘scientifico’. Realizzazioni e architetti nella prima metà del XX secolo.

Il secondo dopoguerra. Il problema della ricostruzione. Il restauro ‘critico’ e i suoi sviluppi. R. Bonelli e R. Pane.

La Teoria di C. Brandi.

Le articolazioni ulteriori. Il pensiero di P. Philippot. L’unità di metodologia di U. Baldini. Il pensiero di R.Longhi.

Gli attuali orientamenti di pensiero. La pura conservazione. La manutenzione-ripristino. La posizione conservativa tout court. Riflessioni per una teoria del restauro

L’articolazione del programma prevede che le 48 ore (6 cfu) siano interamente destinate a lezioni teoriche frontali, suddivise tra il richiamo ai principali caposaldi storici e teorici della disciplina (32 ore - 4 cfu) e l’approfondimento dei più recenti contributi teorico-metodologici (16 ore - 2 cfu);

Modalità d'esame

La verifica, individuale, consisterà nel rispondere, in modo sintetico e esauriente, ad alcuni quesiti predisposti dal docente, sugli argomenti delle lezioni e della bibliografia di base. Obiettivo della prova è accertare l'acquisizione della necessaria conoscenza di base.

Testi di riferimento

M.P. SETTE, Il restauro in architettura. Quadro storico, Utet, Torino 2001;

C. BRANDI, Teoria del restauro, Ediz. di Storia e Letteratura, Roma 1963; II ed. Einaudi, Torino 1977;

G. CARBONARA, Avvicinamento al restauro, Liguori Editore, Napoli, 1997;

G. CARBONARA (a cura di), Atlante del restauro architettonico, 2 tomi, Utet, Torino 2004; (riguardo agli argomenti trattati nelle lezioni);

P. FANCELLI, Il restauro dei monumenti, Nardini, Fiesole (FI) 1998, II. ed. Nardini, Firenze 2005;

S. CASIELLO (a cura di), Verso una storia del restauro. Dall’età classica al primo Ottocento, Alinea, Firenze 2008;

Codice insegnamento 10628525

A SCELTA DELLO STUDENTE 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · 0 file

Gli studenti possono approfondire temi di interesse specifico per acquisire maggiori competenze nel loro ambito di studio. A questo scopo i 12 CFU degli esami a scelta devono essere inseriti nel percorso formativo.…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Gli studenti possono approfondire temi di interesse specifico per acquisire maggiori competenze nel loro ambito di studio. A questo scopo i 12 CFU degli esami a scelta devono essere inseriti nel percorso formativo. Studenti e studentesse possono scegliere uno o più insegnamenti presenti all'interno dell'offerta formativa relativa a tutti i corsi di laurea della Sapienza, purché coerenti con gli obiettivi del CdS.

Codice insegnamento AID-0547c10a-6d6

A SCELTA DELLO STUDENTE 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · 0 file

Gli studenti possono approfondire temi di interesse specifico per acquisire maggiori competenze nel loro ambito di studio. A questo scopo i 12 CFU degli esami a scelta devono essere inseriti nel percorso formativo.…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Gli studenti possono approfondire temi di interesse specifico per acquisire maggiori competenze nel loro ambito di studio. A questo scopo i 12 CFU degli esami a scelta devono essere inseriti nel percorso formativo. Studenti e studentesse possono scegliere uno o più insegnamenti presenti all'interno dell'offerta formativa relativa a tutti i corsi di laurea della Sapienza, purché coerenti con gli obiettivi del CdS.

Codice insegnamento AID-36007228-b91

ADVANCED BIOLOGICAL METHODS APPLIED TO CULTURAL HERITAGE 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · BIOS-01/B · 0 file

Il corso ha l’obiettivo di fornire agli studenti gli strumenti concettuali e tecnici per l’applicazione delle analisi biologiche applicate ai Beni Culturali. Gli studenti acquisiranno le conoscenze sulle principali…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso ha l’obiettivo di fornire agli studenti gli strumenti concettuali e tecnici per l’applicazione delle analisi biologiche applicate ai Beni Culturali. Gli studenti acquisiranno le conoscenze sulle principali tecniche utilizzate per il riconoscimento dei materiali biologici e degli organismi deteriogeni e le competenze relative alle fasi di diagnosi e di conservazione delle opere d’arte.
Secondo Modulo: Gli studenti acquisiranno la capacità di ricostruire paesaggi culturali del passato e di analizzare le relazioni uomo-ambiente del passato attraverso tecniche di studio avanzate.
A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Fornire agli studenti e alle studentesse una solida base teorica e metodologica per l’applicazione delle scienze biologiche allo studio e alla conservazione dei beni culturali. OF 2) Riconoscere i principali agenti biologici responsabili del deterioramento delle opere d’arte, e comprenderne i meccanismi di azione al fine di individuare adeguate strategie di conservazione e prevenzione. OF 3) Acquisire familiarità con le tecniche di analisi biologica, dalle metodologie tradizionali a quelle più avanzate, come il metabarcoding e la metagenomica, applicate sia a DNA moderno che antico. OF 4) Comprendere i metodi avanzati per lo studio del biodeterioramento e per la ricostruzione dei paleoambienti, con particolare attenzione agli effetti delle attività antropiche sul patrimonio culturale. OF 5) Approfondire la conoscenza della diversità genetica, dei marcatori molecolari e degli strumenti bioinformatici per l’identificazione degli organismi coinvolti nei processi di deterioramento.
B – Capacità applicative OF 7) Applicare metodi di analisi del DNA nel contesto dei beni culturali, con particolare attenzione alla diagnostica e alla conservazione delle opere d’arte. OF 8) Eseguire tecniche di laboratorio fondamentali, tra cui l’estrazione del DNA, l’amplificazione tramite PCR, il DNA fingerprinting e il sequenziamento. OF 9) Sviluppare competenze pratiche nel lavoro di laboratorio, redigere brevi note scientifiche e presentare i risultati della ricerca in forma di seminario.
C - Autonomia di giudizio OF 10) Saper valutare criticamente il livello di biodeterioramento nei beni culturali, identificando i principali agenti biologici responsabili del danno. OF 11) Integrare le conoscenze teoriche e pratiche acquisite per proporre strategie di conservazione appropriate e scientificamente fondate. OF 12) Essere in grado di valutare con metodo scientifico il livello di deterioramento biologico dei beni culturali, in relazione al tipo di materiale e all’ambiente di conservazione. OF 13) Sviluppare la capacità di progettare e pianificare un laboratorio dedicato all’analisi del DNA antico, considerando aspetti tecnici, logistici e di biosicurezza. D – Abilità nella comunicazione OF 14) Saper comunicare in modo chiaro ed efficace i risultati delle analisi biologiche applicate ai beni culturali, utilizzando un linguaggio appropriato al contesto scientifico e multidisciplinare. OF 15) Acquisire capacità di presentazione orale e scritta, anche in lingua inglese, per la divulgazione dei risultati a diversi pubblici, inclusi specialisti, conservatori e pubblico non accademico.
E - Capacità di apprendere OF 16) Sviluppare la capacità di apprendere e aggiornarsi autonomamente nell’ambito delle metodologie biologiche applicate ai beni culturali, anche attraverso la consultazione di banche dati scientifiche internazionali come GenBank e BOLD. OF 17) Acquisire competenze progettuali e critiche per ideare e strutturare attività di ricerca avanzata, come la realizzazione di un laboratorio per l’analisi del DNA. OF 18) Rafforzare l’attitudine all’apprendimento continuo e interdisciplinare, necessaria per affrontare in modo efficace l’evoluzione delle tecnologie e delle sfide legate alla conservazione del patrimonio culturale.

Codice insegnamento 10631087

ADVANCED PHYSICAL METHODS APPLIED TO CULTURAL HERITAGE 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · PHYS-06/A · 0 file

Proprietà delle onde elettromagnetiche. Basi di struttura della materia con particolare attenzione alla risposta ottica. Ottica geometrica e realizzazione di un sistema ottico. Tipologie di sorgenti e detector.…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Proprietà delle onde elettromagnetiche. Basi di struttura della materia con particolare attenzione alla risposta ottica. Ottica geometrica e realizzazione di un sistema ottico. Tipologie di sorgenti e detector. Descrizione delle comuni tecniche di spettroscopia. Progettazione di un sistema di spettroscopia e di imaging multispettrale. Basi di analisi dati. Obiettivo generale
L’ obiettivo di questo corso e’ quello di apprendere le tecniche ottiche per la diagnostica dei beni culturali: dall'immagine multi spettrale alla spettroscopia con la relativa analisi e validazione dei dati senza tralasciare l’aspetto importante legato al “design" del sistema di misura.
Obiettivi specifici A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere: le proprietà fondamentali delle onde elettromagnetiche e le caratteristiche di diverse sorgenti luminose, inclusi i laser. OF 2) Comprendere: i principi dell'ottica geometrica e il funzionamento di un sistema ottico per l'acquisizione di immagini multispettrali. OF 3) Conoscere: le diverse tipologie di detector utilizzati in ambito ottico e le loro specifiche proprietà. OF 4) Comprendere: le basi della struttura della materia, con un focus sulla sua interazione con la luce e la risposta ottica. OF 5) Conoscere: le principali tecniche di spettroscopia applicate ai beni culturali. OF 6) Conoscere: i fondamenti dell’analisi dati
B – Capacità applicative OF 7) Saper dedurre: informazioni qualitative e quantitative sulla composizione e lo stato di conservazione di un manufatto attraverso l'analisi di immagini multispettrali e dati spettroscopici. OF 8) Risolvere problemi: relativi alla progettazione di semplici sistemi ottici per l'imaging e la spettroscopia. OF 9) Essere in grado di applicare tecniche/metodi: di acquisizione ed elaborazione di immagini multispettrali per l'identificazione di materiali e la mappatura di degrado.
C - Autonomia di giudizio OF 10) Essere in grado di: valutare criticamente l'affidabilità e la significatività dei dati ottenuti con tecniche ottiche e radiometriche. OF 11) Integrare le conoscenze acquisite al fine di: selezionare le metodologie fisiche più appropriate per rispondere a specifiche domande diagnostiche nel campo dei beni culturali. OF 12) Essere in grado di: interpretare i risultati di analisi fisiche avanzate nel contesto della storia, dei materiali e delle tecniche artistiche di un bene culturale.
D – Abilità nella comunicazione OF 13) Saper comunicare: in modo chiaro e preciso i principi fisici alla base delle tecniche diagnostiche utilizzate e i risultati ottenuti, anche a interlocutori non esperti. OF 14) Saper presentare: progetti di indagine diagnostica che integrino diverse metodologie fisiche, motivando le scelte tecniche e le aspettative di risultato.
E - Capacità di apprendere OF 15) Avere la capacità di consultare: la letteratura scientifica specialistica per approfondire aspetti specifici delle tecniche analitiche e per rimanere aggiornati sulle nuove metodologie. OF 16) Avere la capacità di valutare: criticamente l'efficacia e i limiti di nuove tecniche fisiche applicate al patrimonio culturale. OF 17) Essere in grado di ideare e sviluppare un progetto: di ricerca o di applicazione pratica che utilizzi metodi fisici avanzati per l'analisi e la conservazione dei beni culturali.

Codice insegnamento 10628107

CHIMICA DEI BENI CULTURALI E METODI ELETTROCHIMICI 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · CHEM-02/A · 0 file

Obiettivo generale L’obiettivo di questo corso è trasmettere a studentesse e studenti la conoscenza e la comprensione dei fondamenti dell’elettrochimica e dei processi elettrochimici d’interesse nei beni culturali, con…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Obiettivo generale L’obiettivo di questo corso è trasmettere a studentesse e studenti la conoscenza e la comprensione dei fondamenti dell’elettrochimica e dei processi elettrochimici d’interesse nei beni culturali, con particolare riguardo alla corrosione ed elettrodeposizione di metalli e loro leghe. Il corso è inoltre volto a fornire gli strumenti per applicare, in autonomia, metodi di indagine chimico-fisica ed elettrochimica per lo studio dello stato di conservazione dei manufatti metallici e il riconoscimento di pigmenti ed altre specie elettroattive nei beni culturali.
Obiettivi specifici A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere i principali materiali costitutivi delle opere d’arte OF 2) Comprendere i principi fondamentali dell’elettrochimica OF 3) Comprendere i fenomeni di corrosione elettrochimica OF 4) Comprendere i processi di elettrodeposizione OF 5) Conoscere i principali metodi d’indagine elettrochimica OF 6) Conoscere i principi della spettroscopia laser applicata allo studio dei materiali
B – Capacità applicative OF 7) Saper progettare un protocollo di analisi per lo studio delle proprietà dei materiali OF 8) Saper dedurre dalle proprietà chimiche dei materiali la loro suscettibilità alla corrosione OF 9) Essere in grado di implementare metodi di prevenzione dalla corrosione elettrochimica
C - Autonomia di giudizio OF 10) Essere in grado di individuare le tecniche di indagine chimico-fisica più adeguate allo studio dei materiali in base alla loro natura OF 11)Essere in grado di valutare lo stato di conservazione dei materiali metallici attraverso metodi elettrochimici
D – Abilità nella comunicazione OF 12) Saper comunicare la causa e gli effetti dei processi di corrosione dei materiali OF 13) Saper comunicare le proprietà dei materiali e i principi dei metodi d’indagine
E - Capacità di apprendere OF 14) Avere la capacità di consultare la letteratura su materiali e metodi d’indagine OF 15) Avere la capacità di valutare schede tecniche e prospetti informativi di nuovi materiali

Programma

1) Fondamenti di elettrochimica

La cella elettrochimica e suoi costituenti (elettrodi ed elettroliti); la teoria della conducibilità ionica; semielementi galvanici; termodinamica delle celle elettrochimiche, calcolo del potenziale di cella; cinetica elettrochimica: sovratensioni ohmiche e polarizzazioni elettrodiche di concentrazione, di trasferimento di carica e di cristallizzazione.

2) Processi elettrochimici

Corrosione: principi termodinamici della corrosione, costruzione e valutazione dei diagrammi di Pourbaix dei metalli più noti per la definizione dei loro parametri di stabilità; descrizione del meccanismo e della cinetica della corrosione elettrochimica, diagrammi di Evans; tecniche di protezione dalla corrosione.

Elettrodeposizione: parametri fondamentali e grandezze misurabili; procedure per la ricopertura elettrochimica di manufatti metallici.

3) Metodi elettrochimici

Spettroscopia d’impedenza elettrochimica per la valutazione dei fenomeni di corrosione dei materiali metallici: teoria e applicazioni.

Voltammetria ciclica per il riconoscimento di specie redox d’interesse nei beni culturali: teoria e applicazione (pigmenti).

4) Metodi chimico-fisici

Tecniche di spettroscopia laser (seminario) per lo studio dei materiali costituenti opere d’arte e beni architettonici: teoria e applicazioni.

Esercitazioni guidate di laboratorio

i) studio dei fenomeni di superficie in campioni metallici tramite voltammetria ciclica e/o spettroscopia d’impedenza elettrochimica;

ii) studio delle proprietà dei materiali costituenti un manufatto tramite spettroscopia laser (da concordare).

Modalità d'esame

La prova orale verrà svolta dopo il termine del corso, nelle sessioni d'esame previste. Per superare l'esame occorre conseguire un voto non inferiore a 18/30. Lo studente deve dimostrare di aver acquisito una conoscenza sufficiente dei fenomeni di natura elettrochimica che possono intervenire a carico dei materiali costitutivi le opere d’arte e dei metodi di analisi utili alla loro diagnostica.

Per conseguire un punteggio pari a 30/30 e lode, lo studente deve invece dimostrare di aver acquisito una conoscenza eccellente di tutti gli argomenti trattati durante il corso, essendo in grado di raccordarli in modo logico e coerente.

Testi di riferimento

W.F. Smith, J. Hashemi

Scienza e tecnologia dei materiali (IV edizione). McGraw-Hill

C.H. Hamann, A. Hamnett, W. Vielstich

Electrochemistry. Ed. Wiley-VCH

M.A. Navarra

Elettrochimica: principi e metodi (dispense del docente).

Materiale didattico predisposto dal docente.

  • Emilio Cano, Diana Lafuente, David M. Bastidas. J Solid State Electrochem 14 (2010) 381–391: Use of EIS for the evaluation of the protective properties of coatings for metallic cultural heritage: a review.
  • Ligia Maria Moretto, Francesca Montagner, Renzo Ganzerla, Paolo Ugo. Anal Bioanal Chem 405 (2013) 3603–3610: Nafion® as advanced immobilisation substrate for the voltammetric analysis of electroactive microparticles: the case of some artistic colouring agents.
  • Valeria Spizzichino, et al. Lasers in the Conservation of Artworks XI, Proceedings of LACONA XI, P. Targowski et al. (Eds.), NCU Press, Toruń 2017, DOI: 10.12775/3875-4.18: Laser-based techniques for a multidisciplinary action aimed at the restitutive restoration of S. Costanzo church in Ronciglione (Italy).
  • Valeria Spizzichino, Roberta Fantoni. Spectrochimica Acta Part B 99 (2014) 201–209: Laser Induced Breakdown Spectroscopy in archeometry: A review of its application and future perspectives.

Codice insegnamento 10629366

DEGRADO E COLORE 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · GEOS-01/D · 0 file

L’obiettivo di questo corso è saper comunicare agli addetti al restauro la natura dei processi di degrado dei metalli e dei pigmenti minerali. Obiettivi specifici A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

L’obiettivo di questo corso è saper comunicare agli addetti al restauro la natura dei processi di degrado dei metalli e dei pigmenti minerali.
Obiettivi specifici A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere le principali forme di degrado dei metalli e delle loro leghe OF 2) Conoscere le principali caratteristiche dei minerali utilizzati come pigmenti OF 3) Conoscere la natura delle principali forme di degrado dei pigmenti
B – Capacità applicative OF 7) Saper dedurre i principali processi di degrado dei metalli dalla natura dei prodotti OF 8) Essere in grado di riconoscere i principali minerali metallici in luce riflessa
C - Autonomia di giudizio OF 10) Essere in grado di valutare la natura dei prodotti di degrado dei metalli OF 11) Essere in grado di proporre le metodologie di indagine più idonee in funzione del tipo di degrado
D – Abilità nella comunicazione OF 13) Saper comunicare agli addetti al restauro la natura dei processi di degrado OF 14) Saper comunicare agli addetti al restauro le caratteristiche delle procedure applicate
E - Capacità di apprendere OF 15) Avere la capacità di consultare la letteratura scientifica sui processi di degrado dei metalli e dei pigmenti minerali OF 16) Avere la capacità di valutare il grado di alterazione dei metalli in luce riflessa

Programma

Richiami di argomenti trattati nella laurea di I livello in Scienze applicate alla diagnostica dei Beni Cuturali: minerali, rocce, malte. Definizione di degrado – Degrado meteorico (weathering), chimico, biologico. Degrado dei materiali lapidei – Le alterazioni macroscopiche secondo NORMAL 1/88.

Metalli e leghe: caratteristiche principali del legame metallico (richiami) – Proprieta' principali dei metalli: Au, Ag, Cu e Pb. I metalli nell'antichità. Rame e sua alterazione. Ferro e sua alterazione. Degrado dell'argento. Cenni sull'alterazione del Pb e Sn. I minerali di ferro: pirite e marcassite, ematite e magnetite, siderite, e loro alterazione.

Leghe: bronzo (Cu+Sn) e ottone (Cu+Zn). Degrado del bronzo. Colore: cause del colore. I pigmenti e i coloranti. Principali pigmenti minerali rossi: ossidi e idrossidi di ferro: ematite, maghemite, goethite; cinabro, realgar. Il degrado del realgar. Principali pigmenti minerali bianchi: calcite, barite, gesso, apatite, caolinite, talco. Pigmenti neri: grafite, pirolusite, idrossidi di manganese. Pigmenti gialli: ocra gialla, lepidocrocite, orpimento, oro. Pigmenti verdi: malachite, crisocolla, glauconite, celadonite. Pigmenti azzurri: lazurite, azzurrite, cuprorivaite, turchese, vivianite.

Esercitazioni: Introduzione all'uso del microscopio metallografico.

  • I principali pigmenti minerali utilizzati nella storia dell'arte, le loro caratteristiche e le problematiche relative alla loro stabilità.
  • I principali metalli e leghe metalliche nella storia dell'uomo. Fenomeni di alterazione e degrado.
  • Esercitazioni di laboratorio per il riconoscimento al microscopio a luce riflessa dei principali minerali metallici.

Modalità d'esame

L’accertamento dell’effettivo conseguimento da parte dello studente avviene attraverso una prova orale a stimolo aperto e con risposta aperta durante la quale lo studente presenta un progetto su argomenti concordati con il docente. Per superare l'esame occorre conseguire un voto non inferiore a 18/30.

La determinazione del voto finale tiene conto della logica seguita dallo studente nel rispondere ai quesiti, l’adeguatezza della risposta in relazione alle competenze che si presuppone lo studente abbia acquisito e l’impiego di un appropriato linguaggio.

Lo studente deve dimostrare di aver acquisito una conoscenza sufficiente delle principali forme di degrado dei metalli, delle loro leghe e dei pigmenti. Inoltre, deve essere in grado di applicare le conoscenze acquisite in modo competente e riflessivo.

Per conseguire un punteggio pari a 30/30 e lode, lo studente deve invece dimostrare di aver acqui- sito una conoscenza eccellente di tutti gli argomenti trattati nel corso, averne approfondito gli aspetti focali ed essere in grado di collegare tra loro tali argomenti in modo coerente e logico.

Testi di riferimento

Appunti e dispense del docente.

Articoli scientifici.

Codice insegnamento 10626882

DEGRADO E CONSERVAZIONE DEI MATERIALI NON METALLICI 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · CHEM-06/A · 0 file

Conoscenza dei principali meccanismi di degrado dei materiali non metalli, conoscenza del giusto approccio scientifico per la conservazione dei materiali non metalli, Sistemi di conservazione tradizionali e innovativi.…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Conoscenza dei principali meccanismi di degrado dei materiali non metalli, conoscenza del giusto approccio scientifico per la conservazione dei materiali non metalli, Sistemi di conservazione tradizionali e innovativi. Conoscenza dei sistemi architettonici storici per la definizione del giusto approccio scientifico per la conservazione di monumenti e materiali archeologici
Obiettivo generale L’obiettivo di questo corso è migliorare la conoscenza dei materiali innovativi (nanomateriali e materiali intelligenti) per la conservazione di monumenti e siti archeologici.
Obiettivi specifici A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere le strutture chimiche, le applicazioni, il comportamento nel tempo di protettivi e consolidanti sia tradizionali che innovativi OF 2) Comprendere l’applicazione di protettivi e consolidanti su diversi materiali e su diverse condizioni di degrado, tenendo in considerazione le varie strutture architettoniche in cui i materiali dei beni culturali sono impiegati OF 3) OF 4) OF 5) OF 6) …. B – Capacità applicative OF 7) Saper dedurre le cause di degrado in strutture architettoniche specifiche OF 8) Risolvere problemi di intervento conservativo considerando natura, degrado e utilizzo dei materiali dei beni culturali OF 9) Essere in grado di definire metodi di applicazione di trattamenti protettivi e consolidanti in relazione alla natura dei materiali degradato e della natura del degrado … C - Autonomia di giudizio OF 10) Essere in grado di riconoscere i materiali dei beni culturali e del loro degrado OF 11) Integrare le conoscenze acquisite al fine di poter affrontare una richiesta di intervento conservativo OF 12) … D – Abilità nella comunicazione OF 13) Saper comunicare con architetti, ingegneri e personale addetto alla conservazione OF 14) … E - Capacità di apprendere OF 15) Avere la capacità di consultare una scheda tecnica e di sicurezza OF 16) Avere la capacità di valutare la necessità e le modalità di un intervento protettivo e consolidante OF 17) Essere in grado di ideare e sviluppare un progetto di conservazione mediante trattamenti protettivi e consolidanti tradizionali e innovativi

Programma

Classificazione dei materiali non metallici: materiali leganti e materiali non leganti.

Classificazione delle tipologie di degrado e definizione delle metodologie di recupero, ripristino e restauro.

Materiali da costruzione leganti e non leganti di natura silicea: argilla cruda e cotta. Caratteristiche chimico fisiche e meccaniche. Produzione antica e moderna, tecniche di messa in opera, azioni di degrado. Esempi di interventi di recupero e conservazione.

Materiali da costruzione leganti e non leganti di natura calcarea. Caratteristiche chimico fisiche e meccaniche. Produzione antica e moderna, tecniche di messa in opera, azioni di degrado. Esempi di interventi di recupero e conservazione.

Il legno e la pietra come materiale da costruzione e decorativo antico e moderno: problemi di recupero e conservazione.

I materiali polimerici come materiali per la conservazione e gli interventi di restauro.

Trattamenti conservativi antichi e moderni di superfici monumentali dipinte e non dipinte.

  • Introduzione ai materiali antichi
  • Testi di riferimento: Slides e appunti , 5 ore
  • Gelo/Disgelo Efflorescenze e Porosità dei materiali
  • Testi di riferimento: Slides e appunti , 5 ore
  • Nanomateriali nel restauro
  • Testi di riferimento: Slides e appunti , 5 ore
  • Il materiale argilla nell'architettura pre-romana
  • Testi di riferimento: Slides e appunti , 5 ore
  • Calci aeree e idrauliche, principi della produzione e della reazione
  • Testi di riferimento: Slides e appunti , 5 ore
  • Calce idraulica: produzione e utilizzo nel restauro
  • Testi di riferimento: Slides e appunti , 5 ore
  • Calcestruzzo degradato e ripristino e applicazioni nell'architetturamoderna e contemporanea
  • Testi di riferimento: Slides e appunti , 5 ore
  • Sistemi trilitici nell'architettura. Stabilità e forme del sistema trilitico
  • Testi di riferimento: Slides e appunti , 5 ore
  • L'arco: materiali e tecniche costruttive. Tipologie di archi e loro degrado
  • Testi di riferimento: Slides e appunti , 5 ore
  • Degrado degli archi in pietra e in mattone e loro ripristino
  • Testi di riferimento: Slides e appunti , 5 ore
  • La cupola del Pantheon, la cupola di San Pietro, la cupola di Santa Mariadel Fiore
  • Testi di riferimento: Slides e appunti , 5 ore
  • Basamenti, fondazioni, contrafforti e loro ripristino e restauro
  • Testi di riferimento: Slides e appunti , 5 ore

Modalità d'esame

Esame orale a domande/risposte su argomenti trattati a lezione. Durata dell'esame max 1 ora. L'esame dovrà dimostrare la conoscenza acquisita dallo studente sui diversi aspetti della natura del materiale non metallico, del suo degrado chimico, fisico e meccanico e sulla capacità di fornire una soluzione conservativa

Testi di riferimento

Fulvio Cairoli Giuliani L' edilizia nell'antichità. Con CD-ROM, Carocci, 2006

Aurora Cagnana, L'archeologia dei materiali da costruzione, SAP società archeologica editore, 2000

T.Mannoni, E.Giannichedda, Archeologia della produzione, Einaudi editore, 2003

G.Torraca, Lectures on Materials Science for Architectural Conservation, The Getty Conservation Institute 2009

Codice insegnamento 10627470

ETRUSCOLOGIA E ANTICHITA' ITALICHE 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · ARCH-01/C · 0 file

Il corso ha l’obiettivo di presentare il quadro storico e archeologico relativo alla formazione e allo sviluppo delle principali città dell’Etruria meridionale tra la protostoria e la romanizzazione.

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso ha l’obiettivo di presentare il quadro storico e archeologico relativo alla formazione e allo sviluppo delle principali città dell’Etruria meridionale tra la protostoria e la romanizzazione.

Programma

Per gli uomini e per gli dei. Produzioni in contesto tra abitati, santuari e necropoli.

Il corso si focalizzerà sulle produzioni artigianali che hanno caratterizzato lo sviluppo storico delle città d'Etruria, dalle produzioni ceramiche alla scultura in pietra, dalla bronzistica alle arti minori, dalle terrecotte architettoniche a quelle votive. Centrale sarà il riferimento ai contesti di ritrovamento e il rapporto con la diversa committenza e destinazione dei prodotti. Saranno presi in esame diversi casi studio analizzati nella loro complessità, anche nel rapporto tra artigiani immigrati e autoctono e élites locali. Lo svolgimento delle lezioni nell'auletta del Museo delle Antichità Etrusche e Italiche consentirà un rapporto diretto con i materiali oggetto del corso.

Il primo modulo (30 ore) sarà incentrato sulla presentazione generale del problema e sulle fasi formative fino al periodo orientalizzante; il secondo modulo (30 ore) estenderà l'analisi fino all'età della romanizzazione.

Al corso si affiancheranno incontri seminariali (12 ore) che coinvolgeranno più direttamente gli studenti con approfondimenti specifici.

Le lezioni in aula saranno integrate da visite didattiche ad aree e musei archeologici (12 ore). La partecipazione alla visita del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia è necessaria per poter sostenere l'esame.

Dati i contenuti del corso la frequenza è vivamente consigliata.

Al corso sono collegate una serie di Altre attività formative utili all'acquisizione dei cfu: campagne di scavo presso il santuario di Pyrgi ("Grandi Scavi" di Ateneo), nell'area urbana di Veio, nelle necropoli di Vulci, laboratorio di schedatura di materiali archeologici dagli scavi di Veio e Pyrgi, laboratorio di documentazione grafica dei reperti di scavo, tirocini presso il Museo delle Antichità etrusche e italiche ecc.

  • Introduzione al Corso_1
  • Introduzione al Corso_2
  • Storia degli studi
  • Approcci metodologici
  • Il periodo villanoviano_1
  • Il periodo villanoviano_2
  • Il periodo villanoviano_3
  • L'incontro con il mondo greco e fenicio_1
  • L'incontro con il mondo greco e fenicio_1
  • L'età orientalizzante_1
  • L'età orientalizzante_2
  • L'età orientalizzante_3
  • L'età orientalizzante_4
  • L'età orientalizzante_5
  • Lezione al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia_1
  • Artigiani immigrati e artigiani locali
  • Gli artigiani e le città
  • L'età arcaica_1
  • L'età arcaica_2
  • L'età arcaica_3
  • L'età arcaica_4
  • L'età arcaica_5
  • Lezione a Pyrgi - Antiquarium e depositi
  • Il V secolo_1
  • Il V secolo_2
  • Il V secolo_3
  • Lezione al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia_2
  • L'età tardo-classica ed ellenistica_1
  • L'età tardo-classica ed ellenistica_2
  • L'età tardo-classica ed ellenistica_3
  • L'età tardo-classica ed ellenistica_4
  • Lezione a Cerveteri
  • Lezione a Vulci
  • La romanizzazione_1
  • La romanizzazione_2
  • Lezione al Museo Gregoriano Etrusco
  • Il Patrimonio disperso: oggetti senza contesto_1
  • Il Patrimonio disperso: oggetti senza contesto_2
  • Seminario studenti_1
  • Seminario studenti_2
  • Approccio con i materiali nel Museo delle Antichità_1
  • Approccio con i materiali nel Museo delle Antichità_2

Modalità d'esame

La verifica consiste in un esame orale durante il quale verranno proposti quesiti sulla bibliografia indicata nel programma e sugli argomenti trattati a lezione. La valutazione del candidato si baserà sulla sua capacità di esporre con una corretta terminologia le conoscenze acquisite, dando prova di saperle inquadrare in modo organico all'interno del periodo di riferimento.

Sono considerati fondamentali ai fini della valutazione la frequenza, la partecipazione attiva, la capacità di ragionamento e di studio autonomo; viene ritenuta importante la partecipazione alle Altre Attività Formative (scavi, tirocini) svolte nell'ambito dell'insegnamento.

Per superare l'esame occorre conseguire un voto non inferiore a 18/30. Lo studente deve dimostrare di esprimersi con un linguaggio appropriato, di aver acquisito una conoscenza sufficiente degli argomenti di base e della parte monografica, e di essere in grado di orientarsi negli aspetti metodologici di base della disciplina.

Per conseguire un punteggio pari a 30/30 e lode, lo studente deve invece dimostrare di aver acquisito una conoscenza eccellente di tutti gli argomenti trattati durante il corso, essendo in grado di raccordarli in modo logico e coerente.

Testi di riferimento

  • G. BARTOLONI (a cura di), Introduzione all’Etruscologia, Ed. Hoepli, Roma 2012.
  • G. COLONNA, s.v. Etrusca, arte, in Enciclopedia dell'Arte Antica, Classica e Orientale, II Suppl., 1994: https://www.treccani.it/enciclopedia/arte-etrusca_(Enciclopedia-dell'-Arte-Antica)/
  • S. BRUNI, Gli Etruschi delle città. Fonti, ricerche e scavi, Silvana Editoriale, 2010 (solo le città di Veio, Cerveteri, Tarquinia, Vulci, Orvieto, Chiusi).

Ai non frequentanti e a coloro che sono interessati ad approfondire, si consiglia la lettura di:

  • due articoli a scelta dal volume Gli artigiani e la città. Officine e aree produttive tra VIII e III sec. a.C. nell'Italia centrale tirrenica, In Scienze dell'Antichità 23.2, 2017, pp. 91-329.

Codice insegnamento 10626989

FIRST MODULE 2° anno · 1° semestre · 3 CFU · CHEM-01/B · 0 file

1) Miglioramento della capacità di lettura critica di articoli scientifici Acquisizione della capacità di concepire e sviluppare una ricerca scientifica: l’obiettivo sarà raggiunto tramite l’ideazione, la presentazione e…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

1) Miglioramento della capacità di lettura critica di articoli scientifici

Acquisizione della capacità di concepire e sviluppare una ricerca scientifica: l’obiettivo sarà raggiunto tramite l’ideazione, la presentazione e la discussione di una proposta di tesi.

A - Conoscenza e capacità di comprensione

Capacità di comprendere i contenuti essenziali di un articolo scientifico

B – Capacità applicative

Capacità di leggere criticamente un articolo scientifico

Capacità di progettare una ricerca scientifica

C - Autonomia di giudizio

Essere in grado di valutare la rilevanza di un articolo scientifico

Essere in grado di ideare e realizzare una proposta di tesi

D – Abilità nella comunicazione

Saper presentare e discutere una proposta di tesi

E - Capacità di apprendere

Avere la capacità di consultare la letteratura scientifica al fine di un continuo aggiornamento

2) OBIETTIVI FORMATIVI

Questo corso mira a fornire allo studente la capacità di lettura critica di articoli scientifici e gli strumenti concettuali per sviluppare una ricerca scientifica. Tale obiettivo sarà raggiunto tramite l’ideazione, la presentazione e la discussione di una proposta di tesi.

Obiettivo generale

L’obiettivo di questo corso è preparare lo studente a sviluppare e presentare la propria ricerca di tesi.

Obiettivi specifici

A - Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Comprendere i contenuti essenziali di un articolo scientifico

B – Capacità applicative

OF 7) Capacità di leggere criticamente un articolo scientifico

OF 8) Capacità di progettare una ricerca scientifica

C - Autonomia di giudizio

OF 10) Essere in grado di valutare la rilevanza di un articolo scientifico

OF 11) Essere in grado di ideare e realizzare una proposta di tesi

D – Abilità nella comunicazione

OF 13) Saper presentare e discutere una proposta di tesi

E - Capacità di apprendere

OF 15) Avere la capacità di consultare la letteratura scientifica al fine di un continuo aggiornamento

Il corso “Introduction to Thesis” si propone di fornire agli studenti le competenze metodologiche, tecniche e organizzative necessarie per la progettazione e la redazione della tesi di laurea magistrale. L’insegnamento intende guidare gli studenti nelle diverse fasi del percorso di ricerca, dalla definizione dell’argomento e degli obiettivi scientifici alla strutturazione del progetto, fino all’analisi critica delle fonti e alla stesura del testo accademico finale. Nel primo modulo saranno approfonditi, in particolare, gli aspetti relativi alla formulazione chiara e coerente dello scopo della tesi, all’organizzazione della sua struttura — dall’elaborazione dell’abstract alla redazione delle conclusioni — e alle principali strategie di scrittura accademica. Il modulo includerà, inoltre, seminari dedicati alla presentazione e alla discussione pubblica del lavoro di tesi, con esempi pratici di esposizione dei risultati della ricerca.

Programma

Modulo: FIRST MODULE
Il corso “Introduction to Thesis” si propone di fornire agli studenti le competenze metodologiche, tecniche e organizzative necessarie per la progettazione e la redazione della tesi di laurea magistrale. L’insegnamento intende guidare gli studenti nelle diverse fasi del percorso di ricerca, dalla definizione dell’argomento e degli obiettivi scientifici alla strutturazione del progetto, fino all’analisi critica delle fonti e alla stesura del testo accademico finale.

Nel primo modulo saranno approfonditi, in particolare, gli aspetti relativi alla formulazione chiara e coerente dello scopo della tesi, all’organizzazione della sua struttura — dall’elaborazione dell’abstract alla redazione delle conclusioni — e alle principali strategie di scrittura accademica. Il modulo includerà, inoltre, seminari dedicati alla presentazione e alla discussione pubblica del lavoro di tesi, con esempi pratici di esposizione dei risultati della ricerca.

Modulo: SECOND MODULE
Per fornire allo studente la capacità di lettura critica di articoli scientifici e gli strumenti concettuali per sviluppare una ricerca scientifica, il programma svilupperà i seguenti aspetti:

1 - come eseguire una corretta ricerca bibliografica in ambito scientifico: principi, problemi, applicazioni;

2 - come usare i più aggiornati motori di ricerca in ambito scientifico: principi, problemi, applicazioni;

3 - come svolgere l'elaborato scritto e la presentazione di progetto: linee guida e strumenti.

4 - come applicare l'Intelligenza Artificiale alla ricerca scientifica: potenzialità e limitazioni.

Durante il modulo saranno previsti:

1 - seminario pratico sulla preparazione di un progetto di Dottorato di Ricerca: stesura, programmazione delle attività, valutazione dei rischi;

2 - seminario pratico sulla preparazione di una tesi di Laurea: dalla stesura alla presentazione;

3 - visite didattiche presso musei per la valutazione della fattibilità di un progetto di ricerca scientifica.

Alla fine lo studente sarà guidato nell'ideazione, presentazione e discussione di una proposta di tesi da lui scelta.

Modulo: FIRST MODULE

Modulo: SECOND MODULE

Modalità d'esame

L'esame consistera' di un prova scritta, ovvero della proposta di un progetto di ricerca, che la studentessa/lo studente dovra' inviare una settimana prima della data di esame. Il giorno dell'appello poi portera' una presentazione ppt esponendo criticamente il suo progetto di ricerca.

Testi di riferimento

Modulo: FIRST MODULE
Slide del corso e bibliografia di riferimento sul sito e-learning del corso.

Modulo: SECOND MODULE
Slides e materiale fornito dal docente

Modulo: FIRST MODULE
Slide del corso e bibliografia di riferimento sul sito e-learning del corso.

Modulo: SECOND MODULE
Slides e materiale fornito dal docente

Codice insegnamento AID-875eae33-a26

GEOMATERIALS FOR CULTURAL HERITAGE 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · GEOS-01/D · 0 file

L’obiettivo del corso è di approfondire le conoscenze acquisite in laurea triennale sulla natura, processi di alterazione e degrado dei materiali di interesse nel campo dei beni culturali (marmo bianco, ceramiche, vetri,…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

L’obiettivo del corso è di approfondire le conoscenze acquisite in laurea triennale sulla natura, processi di alterazione e degrado dei materiali di interesse nel campo dei beni culturali (marmo bianco, ceramiche, vetri, malte), oltre a comprendere le diverse metodologie d’indagine utilizzate, con una maggior attenzione alle applicazioni recenti ed innovative.
A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere la natura e composizione dei principali geomateriali utilizzati nei beni culturali (ceramica, vetro, malte e marmo bianco) OF 2) Conoscere i processi di produzione, processi di alterazione e degrado dei principali geomateriali utilizzati nei beni culturali OF 3) Conoscere le metodologie d’indagine usualmente applicate nella caratterizzazione archeometrica dei principali geomateriali utilizzati nei beni culturali OF 4) Conoscere alcune metodologie innovative d’indagine recentemente applicate nella caratterizzazione archeometrica dei principali geomateriali utilizzati nei beni culturali OF 5) Conoscere le problematiche relative alla datazione delle malte e i recenti progetti focalizzati su questo argomento OF 6) Conoscere le problematiche relative alla provenienza dei marmi bianchi e i recenti progetti focalizzati su questo argomento
B – Capacità applicative OF 7) Saper individuare le problematiche archeologiche legate ai principali geomateriali utilizzati nei beni culturali (ceramica, vetro, malte e marmo bianco) OF 8) Saper individuare le problematiche conservative dei principali geomateriali utilizzati nei beni culturali
C – Autonomia di giudizio OF 9) Saper individuare una possibile metodologia di analisi nella risoluzione delle problematiche connesse allo studio dei principali geomateriali utilizzati nei beni culturali
D – Abilità nella comunicazione OF 10) Saper comunicare informazioni scientifiche anche ai non addetti ai lavori
E - Capacità di apprendere OF 11) Avere la capacità di consultare la letteratura scientifica con oggetto uno dei principali geomateriali utilizzati nei beni culturali ( ceramica, vetro, malte e marmo bianco)

Programma

ITA: Durante le lezioni frontali verranno analizzati in dettaglio e in modo più approfondito i processi di formazione e produzione, processi di alterazione e degrado di materiali lapidei, ceramici, vetri e malte-intonaci. Particolare attenzione sarà focalizzata non tanto sulle metodologie di analisi usualmente applicate per una caratterizzazione archeometrica del materiale, quanto sulle metodologie innovative d’indagine applicate recentemente nel campo. Le tematiche affrontate sono qui di seguito riassunte:

Ceramiche

Definizioni e tecnologia produttiva del materiale ceramico. Processi di alterazione, degrado e relative problematiche nella conservazione. Metodologie per la caratterizzazione e studi di provenienza. Casi di studio di materiale ceramico di epoche e caratteri differenti.

Innovazioni tecnologiche applicate nello studio del materiale ceramico.

Materiale lapideo

Definizione e origine di materiale lapideo utilizzato nel campo dei beni culturali. Principali tecniche di estrazione e trattamento delle superfici. Processi di alterazioni e problematiche conservative connesse. Problematica connessa alla provenienza del marmo bianco. Casi di studio e applicazioni innovative recenti.

Vetro

Definizione e tecnologia di produzione del vetro e tessere vitree. Problematiche conservative relative ai differenti processi di alterazione. Principali metodologie di analisi utilizzate. Casi di studio e innovazioni tecnologiche recentemente applicate.

Malte e intonaci

Definizione e metodi di produzione di malte e intonaci. Alterazione e problemi conservativi. Metodi usuali applicati nella caratterizzazione, datazione e provenienza. Casi di studio ed esempi di progetti innovativi applicati nell’ambito della datazione delle malte.

Le ore di laboratorio permetteranno di approfondire le fasi di analisi e caratterizzazione di uno dei materiali presentati durante le lezioni frontali.

  • Definition of geomaterials - lesson 1
  • Ceramic definition, production - lessons 2-3
  • Archeometric analysis of ceramic -lessons 4-5
  • Laboratory selection of the material, analytical approach (4 hours)
  • Lab Optical microscopy on archaeological ceramics (8 hours)
  • Glass definition, production - lesson 6-7
  • Archeometric analysis of glass-lessons 8-9
  • Mortar definition, production - lesson 10-11
  • Dating mortars lessons 12-13
  • Stone materials definition, origin, extraction. Alteration processes and conservative problems lessons 14-16
  • Provenance studies of white marbles. lessons 17-20

Modalità d'esame

Per superare l'esame occorre conseguire un voto non inferiore a 18/30. Lo studente deve dimostrare di aver acquisito una conoscenza sufficiente delle proprietà dei geomateriali applicati nei beni culturali, dei metodi di produzione, dei loro processi di degrado e delle metodologie usuali e innovative applicate nel loro studio.

Per conseguire un punteggio pari a 30/30 e lode, lo studente deve invece dimostrare di aver acquisito una conoscenza eccellente di tutti gli argomenti trattati durante il corso, essendo in grado di raccordarli in modo logico e coerente.

Testi di riferimento

Teaching materials, including handouts, thematic websites and scientific articles will be distributed in class and posted on a dedicated Moodle page.

  • Reedy, C. L. (2008). Thin-section petrography of stone and ceramic cultural materials. Archetype.
  • Maggetti M and Messiga B. (2006) Geomaterials In Cultural Heritage (Geological Society Special Publication) (No. 257).
  • Winkler E.M. (1994) – Stone in Architecture. Properties, durability. Springer-Verlag, Berlin. 313 pp.

Codice insegnamento 10627631

INTRODUCTION TO THESIS AND PRACTICAL SEMINARS 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · CHEM-01/B · 0 file

1) Miglioramento della capacità di lettura critica di articoli scientifici Acquisizione della capacità di concepire e sviluppare una ricerca scientifica: l’obiettivo sarà raggiunto tramite l’ideazione, la presentazione e…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

1) Miglioramento della capacità di lettura critica di articoli scientifici Acquisizione della capacità di concepire e sviluppare una ricerca scientifica: l’obiettivo sarà raggiunto tramite l’ideazione, la presentazione e la discussione di una proposta di tesi.
A - Conoscenza e capacità di comprensione Capacità di comprendere i contenuti essenziali di un articolo scientifico
B – Capacità applicative Capacità di leggere criticamente un articolo scientifico Capacità di progettare una ricerca scientifica
C - Autonomia di giudizio Essere in grado di valutare la rilevanza di un articolo scientifico Essere in grado di ideare e realizzare una proposta di tesi
D – Abilità nella comunicazione Saper presentare e discutere una proposta di tesi
E - Capacità di apprendere Avere la capacità di consultare la letteratura scientifica al fine di un continuo aggiornamento
2) Questo corso mira a fornire allo studente la capacità di lettura critica di articoli scientifici e gli strumenti concettuali per sviluppare una ricerca scientifica. Tale obiettivo sarà raggiunto tramite l’ideazione, la presentazione e la discussione di una proposta di tesi.
Obiettivo generale L’obiettivo di questo corso è preparare lo studente a sviluppare e presentare la propria ricerca di tesi.
Obiettivi specifici A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Comprendere i contenuti essenziali di un articolo scientifico
B – Capacità applicative OF 7) Capacità di leggere criticamente un articolo scientifico OF 8) Capacità di progettare una ricerca scientifica
C - Autonomia di giudizio OF 10) Essere in grado di valutare la rilevanza di un articolo scientifico OF 11) Essere in grado di ideare e realizzare una proposta di tesi
D – Abilità nella comunicazione OF 13) Saper presentare e discutere una proposta di tesi
E - Capacità di apprendere OF 15) Avere la capacità di consultare la letteratura scientifica al fine di un continuo aggiornamento

Programma

FIRST MODULE
Modulo: FIRST MODULE
Il corso “Introduction to Thesis” si propone di fornire agli studenti le competenze metodologiche, tecniche e organizzative necessarie per la progettazione e la redazione della tesi di laurea magistrale. L’insegnamento intende guidare gli studenti nelle diverse fasi del percorso di ricerca, dalla definizione dell’argomento e degli obiettivi scientifici alla strutturazione del progetto, fino all’analisi critica delle fonti e alla stesura del testo accademico finale.

Nel primo modulo saranno approfonditi, in particolare, gli aspetti relativi alla formulazione chiara e coerente dello scopo della tesi, all’organizzazione della sua struttura — dall’elaborazione dell’abstract alla redazione delle conclusioni — e alle principali strategie di scrittura accademica. Il modulo includerà, inoltre, seminari dedicati alla presentazione e alla discussione pubblica del lavoro di tesi, con esempi pratici di esposizione dei risultati della ricerca.

Modulo: SECOND MODULE
Per fornire allo studente la capacità di lettura critica di articoli scientifici e gli strumenti concettuali per sviluppare una ricerca scientifica, il programma svilupperà i seguenti aspetti:

1 - come eseguire una corretta ricerca bibliografica in ambito scientifico: principi, problemi, applicazioni;

2 - come usare i più aggiornati motori di ricerca in ambito scientifico: principi, problemi, applicazioni;

3 - come svolgere l'elaborato scritto e la presentazione di progetto: linee guida e strumenti.

4 - come applicare l'Intelligenza Artificiale alla ricerca scientifica: potenzialità e limitazioni.

Durante il modulo saranno previsti:

1 - seminario pratico sulla preparazione di un progetto di Dottorato di Ricerca: stesura, programmazione delle attività, valutazione dei rischi;

2 - seminario pratico sulla preparazione di una tesi di Laurea: dalla stesura alla presentazione;

3 - visite didattiche presso musei per la valutazione della fattibilità di un progetto di ricerca scientifica.

Alla fine lo studente sarà guidato nell'ideazione, presentazione e discussione di una proposta di tesi da lui scelta.

Modulo: FIRST MODULE

Modulo: SECOND MODULE

SECOND MODULE
Modulo: FIRST MODULE
Il corso “Introduction to Thesis” si propone di fornire agli studenti le competenze metodologiche, tecniche e organizzative necessarie per la progettazione e la redazione della tesi di laurea magistrale. L’insegnamento intende guidare gli studenti nelle diverse fasi del percorso di ricerca, dalla definizione dell’argomento e degli obiettivi scientifici alla strutturazione del progetto, fino all’analisi critica delle fonti e alla stesura del testo accademico finale.

Nel primo modulo saranno approfonditi, in particolare, gli aspetti relativi alla formulazione chiara e coerente dello scopo della tesi, all’organizzazione della sua struttura — dall’elaborazione dell’abstract alla redazione delle conclusioni — e alle principali strategie di scrittura accademica. Il modulo includerà, inoltre, seminari dedicati alla presentazione e alla discussione pubblica del lavoro di tesi, con esempi pratici di esposizione dei risultati della ricerca.

Modulo: SECOND MODULE
Per fornire allo studente la capacità di lettura critica di articoli scientifici e gli strumenti concettuali per sviluppare una ricerca scientifica, il programma svilupperà i seguenti aspetti:

1 - come eseguire una corretta ricerca bibliografica in ambito scientifico: principi, problemi, applicazioni;

2 - come usare i più aggiornati motori di ricerca in ambito scientifico: principi, problemi, applicazioni;

3 - come svolgere l'elaborato scritto e la presentazione di progetto: linee guida e strumenti.

4 - come applicare l'Intelligenza Artificiale alla ricerca scientifica: potenzialità e limitazioni.

Durante il modulo saranno previsti:

1 - seminario pratico sulla preparazione di un progetto di Dottorato di Ricerca: stesura, programmazione delle attività, valutazione dei rischi;

2 - seminario pratico sulla preparazione di una tesi di Laurea: dalla stesura alla presentazione;

3 - visite didattiche presso musei per la valutazione della fattibilità di un progetto di ricerca scientifica.

Alla fine lo studente sarà guidato nell'ideazione, presentazione e discussione di una proposta di tesi da lui scelta.

Modulo: FIRST MODULE

Modulo: SECOND MODULE

Modalità d'esame

FIRST MODULE
L'esame consistera' di un prova scritta, ovvero della proposta di un progetto di ricerca, che la studentessa/lo studente dovra' inviare una settimana prima della data di esame. Il giorno dell'appello poi portera' una presentazione ppt esponendo criticamente il suo progetto di ricerca.

SECOND MODULE
L'esame consistera' di un prova scritta, ovvero della proposta di un progetto di ricerca, che la studentessa/lo studente dovra' inviare una settimana prima della data di esame. Il giorno dell'appello poi portera' una presentazione ppt esponendo criticamente il suo progetto di ricerca.

Testi di riferimento

FIRST MODULE
Modulo: FIRST MODULE
Slide del corso e bibliografia di riferimento sul sito e-learning del corso.

Modulo: SECOND MODULE
Slides e materiale fornito dal docente

Modulo: FIRST MODULE
Slide del corso e bibliografia di riferimento sul sito e-learning del corso.

Modulo: SECOND MODULE
Slides e materiale fornito dal docente

SECOND MODULE
Modulo: FIRST MODULE
Slide del corso e bibliografia di riferimento sul sito e-learning del corso.

Modulo: SECOND MODULE
Slides e materiale fornito dal docente

Modulo: FIRST MODULE
Slide del corso e bibliografia di riferimento sul sito e-learning del corso.

Modulo: SECOND MODULE
Slides e materiale fornito dal docente

Codice insegnamento 10630801

ORGANIC CHEMISTRY AND DYES 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · CHEM-05/A · 0 file

Obiettivo generale L’obiettivo di questo corso è fornire i principi teorici di chimica organica e le abilità pratiche di base per rapportare tali principi allo studio dei materiali organici di interesse in ambito…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Obiettivo generale L’obiettivo di questo corso è fornire i principi teorici di chimica organica e le abilità pratiche di base per rapportare tali principi allo studio dei materiali organici di interesse in ambito artistico e storico-archeologico, in modo da poter sviluppare protocolli diagnostici e archeometrici utili alla loro caratterizzazione e identificazione.
Obiettivi specifici A - Conoscenza e capacità di comprensione OF 1) Conoscere le classi di leganti e coloranti organici in base alle caratteristiche molecolari e all’uso
B – Capacità applicative OF 2) Saper interpretare dei dati analitici per composti organici in modo basilare OF 3) Essere in grado di rapportare reazioni chimiche organiche di base allo studio dei materiali organici nell’arte
C - Autonomia di giudizio OF 4) Valutare le tecniche diagnostiche utili al riconoscimento delle specie chimiche in base alle loro caratteristiche molecolari OF 5) Classificare la formazione di un film pittorico attraverso meccanismi di reazione e processi chimico-fisici
D – Abilità nella comunicazione OF 6) Saper spiegare il fenomeno del colore dal punto di vista chimico-fisico OF 7) Saper spiegare i diversi processi di formazione del film pittorico e i meccanismi di tintura
E - Capacità di apprendere OF 8) Essere in grado di ideare un protocollo analitico per materiali organici nell’arte

Programma

TEORIA

1) Risonanza in Chimica Organica – 2 ore

2) Reattività in Chimica Organica - 6 ore: a. Fondamenti della reattività; definizioni di elettrofilo e nucleofilo; reazioni degli alcheni, alchini e dieni; reazioni di sostituzione nucleofila e di eliminazione; reazioni del benzene; reazioni di benzeni sostituiti ed effetti di risonanza/induttivi; formazione dei sali di diazonio; reazioni dei benzochinoni; reazioni dei composti carbonilici di Classe I e dei composti carbonilici di Classe II;

3) Oli siccativi - 6 ore: Storia degli oli siccativi; origine e produzione; composizione degli oli siccativi; processi e meccanismi di essiccazione; catalisi e siccativi; polimerizzazione termica e Stand oil; invecchiamento degli oli siccativi e processi di degrado; caratteristiche degli oli siccativi moderni

4) Leganti a Tempera - 6 ore: Amminoacidi, legame peptidico, proteine e loro strutture; processo di essiccamento dei leganti proteici; colle animali: composizione chimica, struttura, produzione e proprietà; albume, tuorlo d'uovo e caseina: caratteristiche; invecchiamento delle proteine; polisaccaridi: invecchiamento e degradazione

5) Leganti Sintetici - 4 ore: Definizione di polimeri; meccanismi di poliaddizione e policondensazione; leganti acrilici: soluzioni, emulsioni e relative caratteristiche chimiche; fondamenti della polimerizzazione in emulsione; essiccamento dei leganti in emulsione e migrazione dei tensioattivi; invecchiamento fotochimico e degradazione; leganti a base di polivinilacetato e alchidici

6) Principi di Chimica del Colore - 4 ore: Storia dei coloranti naturali e sintetici; cause del colore ed eccitazione elettronica; approccio del legame di valenza alla teoria del colore; applicazione della teoria del legame di valenza ai coloranti azoici e antrachinonici

7) Coloranti Organici, Pigmenti e Lacche Naturali - 6 ore: Definizioni; caratteristiche delle fibre tessili; teorie della tintura (assorbimento, solubilità, reazioni chimiche, elettrocolloidali) e tecniche (a caldo, con mordente, tintura diretta); definizione di lacche; caratteristiche dei pigmenti organici naturali (ambra, bitume, seppia, marrone mummia); principali classi di coloranti naturali e loro caratteristiche e applicazioni (antrachinoni, naftochinoni, benzochinoni e xantoni, chinonoidi, flavonoidi, flavoni, flavonoli, catechine, tannini, altri coloranti flavonoidici, coloranti da licheni, coloranti polienici, indigoidi, alcaloidi)

8) Pigmenti e Coloranti Organici Sintetici - 6 ore: I primi coloranti sintetici (acido picrico, mauveina, magenta); coloranti azoici: storia, sintesi, esempi, equilibri ed effetti delle strutture chimiche, classificazione sintetica e classi; caratteristiche e classi dei coloranti carbonilici (antrachinoni, indigoidi, benzodifuranoni); pigmenti policiclici (antrachinoni, perileni, perinoni, diketo-pirrolo-pirroli, chinacridoni, isoindolinoni, dioxazine, ftalocianine); coloranti polienici e polimetinici; coloranti a base di zolfo e nitro; stabilità dei coloranti con esempi

LABORATORIO:

1) Analisi Raman di pigmenti e coloranti organici - 2 ore

2) Tecniche spettroscopiche e spettrometriche innovative di interesse diagnostico - 2 ore

3) Estrazione di coloranti e preparazione di lacche pigmento - 4 ore

4) Individuazione di un protocollo diagnostico per materiali organici - 2 ore

5) Processamento di dati spettrali per l'analisi di materiali organici - 2 ore

  • Risonanza elettronica
  • Testi di riferimento: “Chimica Organica” , J. McMurry, IX Edizione, Piccin, 2017;“Chimica Organica” , P. Y. Bruice, III Edizione, Edises, 2017
  • Reattività in chimica organica
  • Testi di riferimento: “Chimica Organica” , J. McMurry, IX Edizione, Piccin, 2017;“Chimica Organica” , P. Y. Bruice, III Edizione, Edises, 2017
  • Oli siccativi
  • Tempere
  • Leganti sintetici
  • Teoria del colore in chimica
  • Coloranti naturali
  • Coloranti e pigmenti sintetici
  • Laboratorio

Modalità d'esame

La valutazione si compone di una prova orale, che corrisponde a 83% dei crediti (5 crediti su 6) e fa riferimento ai contenuti teorici erogati mediante lezioni frontali, e di una prova pratica, corrispondente al 17% dei crediti (1 credito su 6) e fa riferimento ai contenuti di carattere pratico svolti durante le esercitazioni e il laboratorio.

Per quanto riguarda la prova orale, essa si compone di una serie di domande incentrate sugli argomenti svolti durante le lezioni frontali, finalizzate ad accertare il raggiungimento degli obiettivi 1, 3, 5, 6 e 7. Le domande sono in lingua inglese, di tipo aperto e riguardano generalmente argomenti estesi. La risposta dello studente deve essere in lingua inglese e devono dimostrare la conoscenza estesa dell'argomento da parte dello studente. Possono essere richieste precisazioni e puntualizzazioni da parte del docente, finalizzate a un maggiore chiarimento e a un più esaustivo accertamento del raggiungimento degli obiettivi formativi.

Per quanto riguarda la prova pratica, essa consiste nella valutazione della partecipazione attiva dello studente durante le esercitazioni di laboratorio (25%) e di un report (75%) relativo a una delle esercitazioni svolte durante le ore di laboratorio scelta dal docente tra quelle previste. La scelta verrà comunicata durante le ore stesse del corso, per cui è necessario che gli studenti partecipino a tali esercitazioni; la frequenza delle esercitazioni è dunque obbligatoria. Qualora lo studente non potesse partecipare, è tenuto a contattare il docente per avvisarlo, in modo che questo possa eventualmente provvedere a un recupero. Il report deve pervenire via e-mail al docente almeno 7 giorni prima della data di esame, in modo tale che il docente possa valutarlo correttamente. La prova pratica è finalizzata ad accertare il raggiungimento degli obiettivi 2, 4 e 8.

Testi di riferimento

“Chimica Organica” , J. McMurry, IX Edizione, Piccin, 2017;

“Chimica Organica” , P. Y. Bruice, III Edizione, Edises, 2017;

“Natural Dyes”, D. Cardon, Archetype Books, 2007

“Colour Chemistry”, R. M. Christie, Edition II, Royal Society of Chemistry, 2014

“Color Chemistry”, H. Zollinger, Edition III, Wiley-VCH, 2001

"Conservation Science: Heritage Materials", Edited by Paul Garside; Emma Richardson

Codice insegnamento 10627814

PROVA FINALE 2° anno · 2° semestre · 30 CFU · 0 file

La prova finale consiste nella discussione di una tesi di laurea, costituita da un documento scritto, in lingua italiana o in lingua inglese, che ha l'obiettivo di far svolgere allo studente uno studio originale condotto…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

La prova finale consiste nella discussione di una tesi di laurea, costituita da un documento scritto, in lingua italiana o in lingua inglese, che ha l'obiettivo di far svolgere allo studente uno studio originale condotto su un problema di natura applicativa, sperimentale o di ricerca attinente gli obiettivi del Corso di Laurea Magistrale. Il lavoro di tesi può essere svolto anche presso strutture extra-universitarie in Italia o all'estero.

Codice insegnamento AAF1028

SECOND MODULE 2° anno · 1° semestre · 3 CFU · BIOS-01/B · 0 file

1) Miglioramento della capacità di lettura critica di articoli scientifici Acquisizione della capacità di concepire e sviluppare una ricerca scientifica: l’obiettivo sarà raggiunto tramite l’ideazione, la presentazione e…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

1) Miglioramento della capacità di lettura critica di articoli scientifici

Acquisizione della capacità di concepire e sviluppare una ricerca scientifica: l’obiettivo sarà raggiunto tramite l’ideazione, la presentazione e la discussione di una proposta di tesi.

A - Conoscenza e capacità di comprensione

Capacità di comprendere i contenuti essenziali di un articolo scientifico

B – Capacità applicative

Capacità di leggere criticamente un articolo scientifico

Capacità di progettare una ricerca scientifica

C - Autonomia di giudizio

Essere in grado di valutare la rilevanza di un articolo scientifico

Essere in grado di ideare e realizzare una proposta di tesi

D – Abilità nella comunicazione

Saper presentare e discutere una proposta di tesi

E - Capacità di apprendere

Avere la capacità di consultare la letteratura scientifica al fine di un continuo aggiornamento

2) OBIETTIVI FORMATIVI

Questo corso mira a fornire allo studente la capacità di lettura critica di articoli scientifici e gli strumenti concettuali per sviluppare una ricerca scientifica. Tale obiettivo sarà raggiunto tramite l’ideazione, la presentazione e la discussione di una proposta di tesi.

Obiettivo generale

L’obiettivo di questo corso è preparare lo studente a sviluppare e presentare la propria ricerca di tesi.

Obiettivi specifici

A - Conoscenza e capacità di comprensione

OF 1) Comprendere i contenuti essenziali di un articolo scientifico

B – Capacità applicative

OF 7) Capacità di leggere criticamente un articolo scientifico

OF 8) Capacità di progettare una ricerca scientifica

C - Autonomia di giudizio

OF 10) Essere in grado di valutare la rilevanza di un articolo scientifico

OF 11) Essere in grado di ideare e realizzare una proposta di tesi

D – Abilità nella comunicazione

OF 13) Saper presentare e discutere una proposta di tesi

E - Capacità di apprendere

OF 15) Avere la capacità di consultare la letteratura scientifica al fine di un continuo aggiornamento

Il corso “Introduction to Thesis” si propone di fornire agli studenti le competenze metodologiche, tecniche e organizzative necessarie per la progettazione e la redazione della tesi di laurea magistrale. L’insegnamento intende guidare gli studenti nelle diverse fasi del percorso di ricerca, dalla definizione dell’argomento e degli obiettivi scientifici alla strutturazione del progetto, fino all’analisi critica delle fonti e alla stesura del testo accademico finale. Nel primo modulo saranno approfonditi, in particolare, gli aspetti relativi alla formulazione chiara e coerente dello scopo della tesi, all’organizzazione della sua struttura — dall’elaborazione dell’abstract alla redazione delle conclusioni — e alle principali strategie di scrittura accademica. Il modulo includerà, inoltre, seminari dedicati alla presentazione e alla discussione pubblica del lavoro di tesi, con esempi pratici di esposizione dei risultati della ricerca.

Programma

Modulo: FIRST MODULE
Il corso “Introduction to Thesis” si propone di fornire agli studenti le competenze metodologiche, tecniche e organizzative necessarie per la progettazione e la redazione della tesi di laurea magistrale. L’insegnamento intende guidare gli studenti nelle diverse fasi del percorso di ricerca, dalla definizione dell’argomento e degli obiettivi scientifici alla strutturazione del progetto, fino all’analisi critica delle fonti e alla stesura del testo accademico finale.

Nel primo modulo saranno approfonditi, in particolare, gli aspetti relativi alla formulazione chiara e coerente dello scopo della tesi, all’organizzazione della sua struttura — dall’elaborazione dell’abstract alla redazione delle conclusioni — e alle principali strategie di scrittura accademica. Il modulo includerà, inoltre, seminari dedicati alla presentazione e alla discussione pubblica del lavoro di tesi, con esempi pratici di esposizione dei risultati della ricerca.

Modulo: SECOND MODULE
Per fornire allo studente la capacità di lettura critica di articoli scientifici e gli strumenti concettuali per sviluppare una ricerca scientifica, il programma svilupperà i seguenti aspetti:

1 - come eseguire una corretta ricerca bibliografica in ambito scientifico: principi, problemi, applicazioni;

2 - come usare i più aggiornati motori di ricerca in ambito scientifico: principi, problemi, applicazioni;

3 - come svolgere l'elaborato scritto e la presentazione di progetto: linee guida e strumenti.

4 - come applicare l'Intelligenza Artificiale alla ricerca scientifica: potenzialità e limitazioni.

Durante il modulo saranno previsti:

1 - seminario pratico sulla preparazione di un progetto di Dottorato di Ricerca: stesura, programmazione delle attività, valutazione dei rischi;

2 - seminario pratico sulla preparazione di una tesi di Laurea: dalla stesura alla presentazione;

3 - visite didattiche presso musei per la valutazione della fattibilità di un progetto di ricerca scientifica.

Alla fine lo studente sarà guidato nell'ideazione, presentazione e discussione di una proposta di tesi da lui scelta.

Modulo: FIRST MODULE

Modulo: SECOND MODULE

Modalità d'esame

L'esame consistera' di un prova scritta, ovvero della proposta di un progetto di ricerca, che la studentessa/lo studente dovra' inviare una settimana prima della data di esame. Il giorno dell'appello poi portera' una presentazione ppt esponendo criticamente il suo progetto di ricerca.

Testi di riferimento

Modulo: FIRST MODULE
Slide del corso e bibliografia di riferimento sul sito e-learning del corso.

Modulo: SECOND MODULE
Slides e materiale fornito dal docente

Modulo: FIRST MODULE
Slide del corso e bibliografia di riferimento sul sito e-learning del corso.

Modulo: SECOND MODULE
Slides e materiale fornito dal docente

Codice insegnamento AID-c19cb7e5-a24

TIROCINIO 2° anno · 1° semestre · 3 CFU · 0 file

Il tirocinio viene assegnato in base alle disponibilità di laboratori interni all'università o di laboratori ed Enti esterni che svolgono attività di ricerca e di supporto alla conservazione e al restauro. Il tirocinio…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il tirocinio viene assegnato in base alle disponibilità di laboratori interni all'università o di laboratori ed Enti esterni che svolgono attività di ricerca e di supporto alla conservazione e al restauro. Il tirocinio viene assegnato su uno specifico tema che il candidato porta avanti sotto la tutela di un docente con il fine di applicare le conoscenze acquisite sul campo o in laboratorio.

Programma

Sarà cura del docente che assegnerà la attività da svolgere definire il programma

Modalità d'esame

Colloquio sulle attività svolte

Codice insegnamento AAF1041

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