Corso di laurea

Scritture e produzioni dello spettacolo e dei media (cinema, teatro, danza)

Università degli Studi di Roma - La Sapienza · 60 materie · 0 file condivisi

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Materie del corso

ANTROPOLOGIA CULTURALE MAGISTRALE 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · SDEA-01/A · 0 file

Il corso permette a studenti e studentesse di: conoscere e comprendere i concetti fondamentali, le teorie chiave e i metodi di ricerca dell’antropologia urbana; di comprendere i temi delle migrazioni da una prospettiva…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso permette a studenti e studentesse di:

  • conoscere e comprendere i concetti fondamentali, le teorie chiave e i metodi di ricerca dell’antropologia urbana; di comprendere i temi delle migrazioni da una prospettiva antropologica e delle implicazioni trasformative degli spazi in relazione alla mobilità umana religioni (descrittore 1); - essere in grado di applicare concetti e teorie antropologiche per l’analisi delle migrazioni e dei fenomeni urbani (descrittore 2); - sviluppare consapevolezza critica, autonoma di giudizio e d’analisi in rapporto ai fenomeni migratori e urbani (descrittore 3); - essere in grado di comunicare informazioni, idee, problemi e soluzioni in modo chiaro ed efficace a interlocutori specialisti e non specialisti utilizzando un linguaggio appropriato (descrittore 4).

Codice insegnamento 10628324

ARCHIVISTICA, MUSEOLOGIA, BIBLIOTECONOMIA PER LO SPETTACOLO 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · PEMM-01/A · 0 file

Il corso si propone di fornire le conoscenze di base per comprendere il quadro teorico e pratico entro cui si inseriscono le iniziative di gestione, conservazione e valorizzazione dei patrimoni documentali, museali e…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso si propone di fornire le conoscenze di base per comprendere il quadro teorico e pratico entro cui si inseriscono le iniziative di gestione, conservazione e valorizzazione dei patrimoni documentali, museali e bibliotecari legati al teatro, alla danza, alla musica e al cinema. L’obiettivo è anche quello di stimolare lo sviluppo di una consapevolezza critica sul ruolo che archivi, musei e biblioteche svolgono nello studio, nella diffusione e nella tutela della memoria dello spettacolo.

Codice insegnamento 10628323

CINEMA E NUOVI MEDIA 1° anno · 2° semestre · 12 CFU · PEMM-01/B · 0 file

Il corso Cinema e Nuovi Media si propone di approfondire i processi di scambio, contaminazione e convergenza tra il cinema e le forme espressive emergenti nell’ambito dei nuovi media digitali. Attraverso un approccio…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso Cinema e Nuovi Media si propone di approfondire i processi di scambio, contaminazione e convergenza tra il cinema e le forme espressive emergenti nell’ambito dei nuovi media digitali. Attraverso un approccio interdisciplinare, il corso indaga le dinamiche di influenza reciproca tra il cinema e i nuovi linguaggi mediali - dalla televisione ai videogiochi, dalle piattaforme streaming ai social media, fino alle esperienze immersive della realtà virtuale e aumentata - con l’obiettivo di comprendere come, e in quali modi, i confini tradizionali tra i media siano diventati sempre più porosi, generando nuove forme narrative, estetiche e produttive.

Codice insegnamento 10630829

CINEMA E SCRITTURA CRITICA 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · PEMM-01/B · 0 file
CINEMA E SCRITTURA CRITICA: FORME E MODELLI DEL CINEMA ITALIANO 1° anno · 1° semestre · 12 CFU · PEMM-01/B · 0 file

The course Cinema and New Media aims to explore the dynamics of exchange, contamination, and convergence between cinema and the emerging expressive forms of digital new media. Adopting an interdisciplinary approach,…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

The course Cinema and New Media aims to explore the dynamics of exchange, contamination, and convergence between cinema and the emerging expressive forms of digital new media. Adopting an interdisciplinary approach, the course investigates how cinema has influenced — and in turn has been transformed by — other media languages: from television to video games, from streaming platforms to social media, all the way to immersive experiences in virtual and augmented reality. The goal is to understand how traditional boundaries between media have become increasingly porous, giving rise to new narrative, aesthetic, and productive forms.

Codice insegnamento 10631975

CINEMA E VIDEOARTE DEL PATRIMONIO IMMATERIALE 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · PEMM-01/B · 0 file

Studio delle forme di narrazione video applicate al patrimonio culturale immateriale, tecniche di restauro e approcci transmediali. Esplora la documentazione filmica e artistica delle tradizioni orali, performative e…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Studio delle forme di narrazione video applicate al patrimonio culturale immateriale, tecniche di restauro e approcci transmediali. Esplora la documentazione filmica e artistica delle tradizioni orali, performative e antropologiche. Analizza il restauro del cinema etnografico e l'uso di linguaggi contemporanei per preservare culture immateriali.

Codice insegnamento 10632002

CINEMA IN THE PLATFORM ERA 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · PEMM-01/B · 0 file

Il corso fornisce gli strumenti metodologici e analitici per osservare l'evoluzione del settore audiovisivo a seguito dell'arrivo delle piattaforme di streaming sul mercato. Verranno discusse le implicazioni culturali,…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso fornisce gli strumenti metodologici e analitici per osservare l'evoluzione del settore audiovisivo a seguito dell'arrivo delle piattaforme di streaming sul mercato. Verranno discusse le implicazioni culturali, tecnologiche ed estetiche di questa trasformazione, con particolare riferimento al contesto hollywoodiano e a quello europeo.

Codice insegnamento 10628095

DRAMMATURGIA 1° anno · 2° semestre · 12 CFU · PEMM-01/A · 0 file

Il corso si propone di fornire agli studenti conoscenze e competenze critiche, teoriche e pratiche nell’ambito della drammaturgia teatrale, con un approccio integrato che tenga conto sia della dimensione…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso si propone di fornire agli studenti conoscenze e competenze critiche, teoriche e pratiche nell’ambito della drammaturgia teatrale, con un approccio integrato che tenga conto sia della dimensione storico-contestuale sia di quella strutturale e analitica del testo teatrale.
In particolare, il corso mira a
Acquisire conoscenze storiche e culturali relative all’evoluzione della drammaturgia teatrale, con particolare attenzione ai contesti produttivi, organizzativi e culturali che ne hanno condizionato la forma e i contenuti.
Comprendere la natura processuale e artigianale del lavoro drammaturgico, inteso come pratica creativa intrecciata con la dimensione economica, sociale e culturale del teatro.
Sviluppare competenze di analisi strutturale del testo teatrale, attraverso lo studio di elementi fondamentali quali la costruzione del conflitto, l’articolazione dei personaggi (protagonista, antagonista), gli obiettivi e gli archi di trasformazione, le dinamiche narrative e dialogiche.
Applicare strumenti teorici e metodologici alla lettura e all’interpretazione critica di testi drammaturgici esemplari, con esercitazioni mirate che stimolino l’autonomia analitica e l’elaborazione scritta.
Approfondire le interazioni tra drammaturgia, regia e cultura attoriale, in particolare attraverso casi di studio emblematici.
Stimolare una riflessione metacognitiva sul rapporto tra teoria e pratica nel fare teatrale, favorendo una consapevolezza critica dell’intero processo produttivo-drammaturgico.
Al termine del corso, lo studente sarà in grado di:
collocare storicamente e culturalmente un testo teatrale;
riconoscere e descrivere le principali strutture drammaturgiche;
utilizzare gli strumenti dell’analisi drammaturgica in modo autonomo;
redigere contributi scritti articolati e coerenti, in grado di coniugare riflessione teorica e osservazione pratica;
interpretare in modo critico il ruolo della drammaturgia all’interno della macchina teatrale e del sistema culturale.

Programma

TECNICHE E PRATICHE DI SCRITTURA PER IL TEATRO
Modulo: TECNICHE E PRATICHE DI SCRITTURA PER IL TEATRO
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA DRAMMATURGIA
Il corso si tiene nel secondo semestre 2025/2026

Modulo: TECNICHE E PRATICHE DI SCRITTURA PER IL TEATRO
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA DRAMMATURGIA
N/D

STORIA E TEORIA DELLA DRAMMATURGIA
Modulo: TECNICHE E PRATICHE DI SCRITTURA PER IL TEATRO
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA DRAMMATURGIA
Il corso si tiene nel secondo semestre 2025/2026

Modulo: TECNICHE E PRATICHE DI SCRITTURA PER IL TEATRO
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA DRAMMATURGIA
N/D

Modalità d'esame

TECNICHE E PRATICHE DI SCRITTURA PER IL TEATRO
Modulo: TECNICHE E PRATICHE DI SCRITTURA PER IL TEATRO
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA DRAMMATURGIA
N/D

STORIA E TEORIA DELLA DRAMMATURGIA
Modulo: TECNICHE E PRATICHE DI SCRITTURA PER IL TEATRO
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA DRAMMATURGIA
N/D

Testi di riferimento

TECNICHE E PRATICHE DI SCRITTURA PER IL TEATRO
Modulo: TECNICHE E PRATICHE DI SCRITTURA PER IL TEATRO
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA DRAMMATURGIA
N/D

Modulo: TECNICHE E PRATICHE DI SCRITTURA PER IL TEATRO
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA DRAMMATURGIA
N/D

STORIA E TEORIA DELLA DRAMMATURGIA
Modulo: TECNICHE E PRATICHE DI SCRITTURA PER IL TEATRO
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA DRAMMATURGIA
N/D

Modulo: TECNICHE E PRATICHE DI SCRITTURA PER IL TEATRO
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA DRAMMATURGIA
N/D

Codice insegnamento 10631109

DRAMMATURGIA DEL BALLETTO NARRATIVO 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · PEMM-01/A · 0 file

Alla fine del corso lo studente acquisisce strumenti avanzati di ricerca nel campo della storia della danza avendo lavorato soprattutto su fonti dirette. Le attività svolte per aumentare le capacità critiche sono la…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Alla fine del corso lo studente acquisisce strumenti avanzati di ricerca nel campo della storia della danza avendo lavorato soprattutto su fonti dirette. Le attività svolte per aumentare le capacità critiche sono la stesura di relazioni scritte e laboratori di danza con danzatori e coreografi. Le capacità di comunicazione vengono sperimentate attraverso la scrittura di relazioni. Alla fine del corso lo studente avrà acquisito capacità autonoma di studio grazie alla maggiore conoscenza della tipologia delle fonti storiche, della loro disponibilità in biblioteche ed archivi, attraverso la capacità di metterle in relazione alla cultura dell’epoca che le ha prodotte.

Attraverso l'analisi dei documenti presentati e illustrati dal docente a lezione, e l'elaborazione personale e condivisa con gli altri studenti, arrivare ad una più che buona consapevolezza teorica e metodologica nel campo dei dance studies.

Programma

Modulo: DRAMMATURGIA DEL BALLETTO NARRATIVO
Il corso affronterà il balletto narrativo, una delle principali forme di danza teatrale occidentale del Sette e Ottocento, le sue peculiarità estetiche e il valore culturale nella società dell’epoca. I contenuti verranno esposti e problematizzati partendo dalle fonti coeve primarie (libretti di ballo, trattati, iconografia, periodici e documenti di archivio) e l’aspetto della narrazione verrà indagato non solo attraverso la descrizione dei soggetti utilizzati dai coreografi – presi in prestito il più delle volte dalla letteratura e dal teatro di prosa e musicale – ma anche attraverso ipotesi di “ricostruzione” delle modalità sceniche, con il fine di mettere in luce stili coreografici, tecniche del corpo e prassi proprie della danza dell’epoca.

Modulo: STORIA. TEORIE E TECNICHE DELLA DANZA
La danza moderna e contemporanea attraverso l'analisi di fonti e documenti letterari e iconografici con particolare riferimento all'area americana, francese, russa, tedesca e italiana.

Modulo: DRAMMATURGIA DEL BALLETTO NARRATIVO

  • Introduzione alla disciplina nel XVIII e XIX secolo e agli argomenti del corso da un punto di vista storico-critico. [10 ore]
  • Testi di riferimento: Pappacena, Storia della danza e del balletto. Vol. II: il Settecento e l’Ottocento, Gremese, Roma 2019. 1. Pappacena, La danza classica tra arte e scienza, a cura di Valerio Basciano, Gremese, Roma 2021 (nuova edizione).
  • Approfondimento della metodologia di ricerca.Studio e analisi e interpretazione delle fonti primarie attraverso una serie di esempi, attraverso cui gli studenti verranno sollecitati a osservare la natura e il possibile uso dei vari documenti. [24 ore]
  • Testi di riferimento: Corea, Louis Henry e il balletto a Napoli in età napoleonica, Libreria Musicale Italiana, Lucca 2021.Tomasevic, Tra pulcinellate e favole. Il ballo pantomimo a Roma al tramonto dello stato pontificio, Libreria Musicale Italiana, Lucca 2023, pp. 103-140 (III cap. La pantomima nel ballo italiano di fine Settecento).Onesti (a cura di), Gasparo Angiolini tra Vienna e l’Italia. Antologia di libretti, Kinetès, Benevento 2022.
  • Attività seminariale. Gli studenti sono chiamati a esporre il proprio lavoro di ricerca in classe, singolarmente o in gruppo (massimo tre studenti), su un tema o un coreografo, da concordare con la docente. [8 ore]
  • Testi di riferimento: come al secondo punto

Modulo: STORIA. TEORIE E TECNICHE DELLA DANZA

  • già indicati

Modalità d'esame

Mod. 1 Attraverso la discussione si ripercorerrano i momenti importanti del lavoro fatto in classe anche attraverso gli approfondimenti provenienti dalle letture dei testi studiati per la preparazione dell'esame.

Mod. 2 Facoltativo è il lavoro scritto, eventualmente da commentare durante l'esame orale.

Testi di riferimento

Modulo: DRAMMATURGIA DEL BALLETTO NARRATIVO
1. Flavia Pappacena, Storia della danza e del balletto. Vol. II: il Settecento e l’Ottocento, Gremese, Roma 2019. 1. Per chi lo avesse già studiato, sostituire con Flavia Pappacena, La danza classica tra arte e scienza, a cura di Valerio Basciano, Gremese, Roma 2021 (nuova edizione).

2. Annamaria Corea, Louis Henry e il balletto a Napoli in età napoleonica, Libreria Musicale Italiana, Lucca 2021.

3. Nika Tomasevic, Tra pulcinellate e favole. Il ballo pantomimo a Roma al tramonto dello stato pontificio, Libreria Musicale Italiana, Lucca 2023, pp. 103-140 (III cap. La pantomima nel ballo italiano di fine Settecento).

4. Stefania Onesti (a cura di), Gasparo Angiolini tra Vienna e l’Italia. Antologia di libretti, Kinetès, Benevento 2022.

N. B. Gli studenti frequentanti che sceglieranno di consegnare il lavoro in forma scritta, previo accordo con la docente, porteranno il programma seguente.

1. Flavia Pappacena, Storia della danza e del balletto. Vol. II: il Settecento e l’Ottocento, Gremese, Roma 2019.

2. Annamaria Corea, Louis Henry e il balletto a Napoli in età napoleonica, Libreria Musicale Italiana, Lucca 2021.

3. Lavoro scritto.

Modulo: STORIA. TEORIE E TECNICHE DELLA DANZA
La descrizione verrà fatta in classe alla prima lezione. E' impossibile una sintesi significativa all'interno di una scheda

Vito Di Bernardi, Cosa può la danza, Bulzoni

Alessandro Pontremoli, La danza 2.0, Laterza

Vito Di Bernardi, Ossatura, Bulzoni

Elena Cervellati, Storia della danza o per chi ha già dato storia della danza al triennio: Elena Randi, Protagonosti della danza del XX secolo, Carrocci

Modulo: DRAMMATURGIA DEL BALLETTO NARRATIVO
Flavia Pappacena, Storia della danza e del balletto. Vol. II: il Settecento e l’Ottocento, Gremese, Roma 2019.

Flavia Pappacena, La danza classica tra arte e scienza, a cura di Valerio Basciano, Gremese, Roma 2021 (nuova edizione).

Annamaria Corea, Louis Henry e il balletto a Napoli in età napoleonica, Libreria Musicale Italiana, Lucca 2021.

Nika Tomasevic, Tra pulcinellate e favole. Il ballo pantomimo a Roma al tramonto dello stato pontificio, Libreria Musicale Italiana, Lucca 2023.

Stefania Onesti (a cura di), Gasparo Angiolini tra Vienna e l’Italia. Antologia di libretti, Kinetès, Benevento 2022.

Albano Roberta, Scafidi Nadia, Zambon Rita, La danza in Italia. La Scala, La Fenice, il San Carlo dal XVIII secolo ai giorni nostri, Gremese, Roma 1998.

Hansell, Kathleen Kuzmick, Il ballo teatrale e l’opera italiana, in Storia dell’opera italiana, a cura di Lorenzo Bianconi e Giorgio Pestelli, Torino, EDT, 1987-1988, 6 voll., vol. V: La spettacolarità, pp. 177-306.

Contributi di Lorenzo Tozzi e Claudia Celi in Musica in scena: storia dello spettacolo musicale, diretta da Alberto Basso, Torino, UTET, 1995-97, 6 voll., vol. V: L’arte della danza e del balletto.

Carmela Lombardi (a cura di), Il ballo pantomimo. Lettere, saggi e libelli sulla danza (1773-1785), Torino, Paravia, 1998, pp. 209-234.

Excelsior. Documenti e saggi / Documents and Essays, a cura di / edited by Flavia Pappacena, “Chorégraphie”, Scuola Nazionale di Cinema-Cineteca Nazionale, Roma, Di Giacomo, 1998.

Aa. Vv., Recupero, ricostruzione, conservazione del patrimonio coreutico italiano del XIX secolo, Atti del convegno: Roma, CNR, 10 dicembre 1999, numero monografico di “Chorégraphie”, 2000.

Nye, Edward, Mime, Music and Drama on the Eighteenth-Century Stage. The Ballet d’action, Cambridge University Press, Cambridge 2011.

Pappacena, Flavia, Il Linguaggio della danza classica. Guida all'interpretazione delle fonti iconografiche, Roma, Gremese, 2012.

Stefania Onesti, Di passi, di storie e di passioni. Teorie e pratiche del ballo teatrale nel secondo Settecento italiano, Accademia University Press, Torino 2016.

Annamaria Corea, Dalla storia alla scena: Giovanna d’Arco nei libretti di ballo di Jean Aumer e Salvatore Viganò (1821), in “Biblioteca Teatrale”, n. 136, luglio dicembre 2021 (2022), pp. 67-85.

Annamaria Corea, A., Donne “compositrici” di balli pantomimi in Italia fra Sette e Ottocento, in M. Gurgul, T. Megale, M. Surma-Gawlowska (a cura di), Donne del/nel Teatro Italiano: nodi storici, pratiche d’arte e di vita, numero monografico di “Italica Wratislaviensia”, vol. 10 (2), 2019, pp. 175-192.

Annamaria Corea, A., Il ballo pantomimo, precursore dei soggetti shakespeariani in Italia fra Sette e Ottocento, in C. Faverzani (a cura di), The lark and the nigthingale. Shakespeare et l’Opéra, Libreria Musicale Italiana, Lucca 2017, pp. 23-38.

Elena Randi (a cura di), La storia di Giselle. Due secoli di metamorfosi, Kinetès, Benevento 2025.

Elena Cervellati, Théophile Gautier e la danza. La rivelazione del corpo nel balletto del XIX secolo, Clueb, Bologna 2007.

Ornella Di Tondo, La censura sui balli teatrali nella Roma dell’Ottocento, Utet, Torino 2005.

Rita Maria Fabris, Il Corsaro di Giovanni Galzerani: danza, medialità e storiografia del Risorgimento, in “Romanticismi”, n. 7, 2022, pp. 257-282.

Il Bildungsroman di August Bournonville. Studi di danza e identità in movimento, in “Mimesis”, 8 (2) 2019, pp. 67-87.

Paologiovanni Maione, Maria Venuso (a cura di), Danza e ballo a Napoli: un dialogo con l’Europa (1806-1861), Turchini edizioni, Napoli 2020, pp. 189-201.

Modulo: STORIA. TEORIE E TECNICHE DELLA DANZA
N/D

Codice insegnamento AID-37f42ec3-417

DRAMMATURGIE DELLA PERFORMANCE 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · PEMM-01/A · 0 file

Il corso, Estetica e politica della performance (I anno di LM) mira principalmente a fornire alle studentesse e agli studenti una solida base di conoscenza storica e teorica sull'evoluzione della performance e i…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso, Estetica e politica della performance (I anno di LM) mira principalmente

a fornire alle studentesse e agli studenti una solida base di conoscenza storica e

teorica sull'evoluzione della performance e i performance studies. Inoltre, il

corso dovrebbe sviluppare nelle studentesse e negli studenti la capacità di

analizzare criticamente le arti performative, e soprattutto la performance art.

Inoltre, uno dei obbiettivi sarà di introdurre le nuove teorie (performance

studies) e prassi di performance artistica e culturale e di preparare le

studentesse e gli studenti come leggere, interpretare ed analizzare le arti

performative contemporanee. Il corso includerà anche l’analisi del linguaggio

performativo, comprendendo la sua forma, il contenuto e l’interpretazione. Il

corso dovrà anche indicare le metodologie della ricerca, cioè di dare gli

strumenti come utilizzare le fonti storiche, documenti e gli archivi, così come i

studi critici.

Il corso, Estetica e politica della performance (I anno di LM) mira principalmente

a fornire alle studentesse e agli studenti una solida base di conoscenza storica e

teorica sull'evoluzione della performance e i performance studies. Inoltre, il

corso dovrebbe sviluppare nelle studentesse e negli studenti la capacità di

analizzare criticamente le arti performative, e soprattutto la performance art.

Inoltre, uno dei obbiettivi sarà di introdurre le nuove teorie (performance

studies) e prassi di performance artistica e culturale e di preparare le

studentesse e gli studenti come leggere, interpretare ed analizzare le arti

performative contemporanee. Il corso includerà anche l’analisi del linguaggio

performativo, comprendendo la sua forma, il contenuto e l’interpretazione. Il

corso dovrà anche indicare le metodologie della ricerca, cioè di dare gli

strumenti come utilizzare le fonti storiche, documenti e gli archivi, così come i

studi critici.

Programma

Il corso, Estetica e politica della performance, è diviso in due moduli. Il primo modulo del corso si propone di indagare performance studies, una nuova disciplina accademica, nata negli USA tra gli anni Settanta e Ottanta. Nella più breve delle definizioni, performance studies offre un continuo approfondimento del concetto della performance che, nello stesso tempo, si definisce come una vitale prassi artistica, ma anche come mezzo per una migliore comprensione dei processi sociali, politici e culturali. Il nuovo concetto della performance supera non solo i confini della performance art, ma anche dell’arte in generale e si riferisce alle diverse pratiche performative presenti nella politica, nella cultura e nella società. Negli ultimi decenni, in arte si è persa la distinzione tra la prassi e la teoria, tra l’artista, il teorico e il curatore, ma anche tra la performance e il processo della sua preparazione, così come tra la sovversione e la promozione dell’arte. Se il “regime estetico dell’arte” aveva fatto entrare il lavoro infinito della critica che la alterava, ora si assiste al passaggio a una specie di performance post-estetica, la performance “politica” dove la performance diviene strumento di comprensione del mondo e forma di espressione del pensiero. Così, vengono cancellati i confini stessi tra la prassi artistica e la teoria, tra l’arte e la vita.

Un ulteriore spazio sarà dedicato a quelle questioni che si pongono tra i limiti disciplinari facendo emergere questioni tutt'oggi inevase, sia riguardo i linguaggi (lo statuto delle media performance tra evento live ed opera in studio che ha supporti materiali), le teorie (la performance non come qui e ora ma come allora e là, tra storia e futurità), metodologiche (post-disciplina o trans-disciplina?), storiche (quale documento per quale evento?). Il corso si occuperà anche delle nuove teorie dei queer e gender studies, la deculturalizzazione e decolonizzazione dei discorsi teorici e storici, e infine l’inevitabile rapporto tra le “vecchie” arti performative e i nuovi media. Le nuove metodologie e teorie hanno provocato la re-definizione del ruolo della performance non solo su piano linguistico quanto su quello delle ricadute sociali.

Da quando molte artiste e artisti della performance hanno tentato di sviluppare le proprie poetiche in riferimento alla svolta performativa, tutte le arti hanno modificato il concetto della performance e del performativo avvicinandosi a una teoria discorsiva, cioè a una situazione di condivisione della ricerca attraverso le argomentazioni critiche all’interno di qualsiasi forma della performance. Inoltre, tutte le teorie e le prassi performative stanno partendo dall’epistemologie del corpo e della corporeità, che, nel corso, saranno presentate attraverso una cartografia di concetti che esistono tra i performance studies e le teorie femministe. Quindi, il secondo modulo, propone una riflessione sulla presenza femminile nella performance del Novecento. Il corso indagherà attraverso alcuni esempi la nascita della scrittura femminile e gli esiti di una sperimentazione originale e trasgressiva, piuttosto esterna che inerente alle correnti e ai movimenti dall’avanguardia storica e neoavanguardia euro-americana. Inoltre, il corso affronterà la questione della partecipazione delle artiste al processo della costruzione dell’arte femminista e al femminile nello spettacolo e nell’arte della performance, video arte, danza, teatro ed anche filosofia.

Una delle questioni sollevate sarà l’invito a riflettere sulle relazioni tra la produzione artistica e il contesto sociale e culturale, in senso intenzionalmente molto ampio, comprendendo anche le nuove tecnologie e i linguaggi performativi. Come si riflettono tutti questi cambiamenti sulla storia dell’arti performative, sulle istituzioni artistiche, sui percorsi della critica? Quali concetti e metodologie dobbiamo usare nei nuovi percorsi teorici? Come cambia ed è cambiata la storia della performance da quando è stato riconosciuto il contribuito delle donne artiste e teoriche come protagoniste? Sono le domande alle quali proveremo a rispondere durante il corso.

  • introduction to performance studies
  • Storia di performance studies 1
  • Storia di performance studies 2
  • Storia della performance art 1
  • Storia della performance art 2
  • Nuovo materialismo
  • Femminismo e performance art 1
  • femminismo e performance art 2
  • Nuove prassi performative
  • Nuove teorie della performance

Modalità d'esame

I voti degli studenti frequentanti saranno basati sulla partecipazione alle lezioni (frequentazione, lettura e analisi dei testi teatrali – 50%), e la tesina di 2,500 parole -- altri 50% del voto finale. I non frequentanti devono svolgere l’esame in modalità orale, basandosi sui testi teatrali obbligatori e le dispense online.

Testi di riferimento

I. Caleo, “Corpo-Performance” in Performance, materia, affetti: Una cartografia femminista, Bulzoni, Roma 2021, pp 21-77.

A. Cavarero, “Il pensiero femminista. Un approccio teoretico,” Adriana Cavarero,

Franco Restaino, Le filosofie femministe, Bruno Mondadori, 2002, pp 78-119.

F. Deriu, “La ricezione dei Performance Studies in Italia. Appunti di cronaca e riflessioni epistemologiche”; A. Jovicevic, “Per una nuova storia e metodologia dei Performance Studies” in Thinking the Theatre – New Theatrology and Performance Studies, a cura di G.Guccini e A. Petrini, Dipartimento delle Arti, Alma Mater Studiorum-Università di Bologna, https://creativecommons.org/licenses/by-nc/3.0/it/2018, pp 193-209.

E. Fischer-Lichte, “Fondazione di un’estetica di performativo” e “Chiarificazioni

concettuali” in Estetica del performativo. Una teoria del teatro e dell’arte; edizione

italiana a cura di Tancredi Gusman, Roma, Carocci editore, 2015, pp 21-66.

D. Haraway, “Un Manifesto per Cyborg” in Manifesto Cyborg. Donne, tecnologie e biopolitiche del corpo, Feltrinelli, (1995) 2018, pp 39-101;

bell hooks, Insegnare il pensiero critico, Meltemi, 2023, pp 25-42; 49-54; 119-123.

b. hooks, Comunità. Una pedagogia della speranza, Meltemi, 2023, pp. 31-43.

A. Jovicevic, “Quale testo della performance? Questioni aperte tra creazione e documentazione del testo performativo nel teatro contemporaneo”, Biblioteca teatrale, BT 137, pp 173-187.

B. Kunst, “Istituzioni artistiche e precarietà contemporanea” in Performance + curatela, a cura di Piersandra di Matteo, Luca Sosella Editore, 2021, pp77-89.

B. Marranca, “La performance, storia personale” in American Performance

1975/2005, Bulzoni 2006, 121-139;

J. E. Munoz, “Introduzione. Sentire Utopia” in Cruising Utopia: L’orizzonte della futurità queer, Nero, Roma, 2022, pp 1-25.

R. Schechner, "Che cos'è la performance" in Introduzione ai performance studies, Cue Press, 2018, pp 70-109;

R. Schechner, "Ferite autoinflitte. Arti, rituali, cultura popolare", in Il nuovo

terzo mondo dei performance studies, Bulzoni, 2017, 153-181;

R. Schechner, “L’avanguardia conservatrice”, Biblioteca teatrale, BT 95-96, 2010, pp. 29-5.

C. Subrizi, “Introduzione”, Azioni che cambiano il mondo: Donne, arte e politiche dello sguardo, postmedia books, 2012, pp 9-47.

D. Taylor, “L’oggetto e la lente”, in Performance, Politica e Memoria Culturale, Artemide, 2019; pp 29-90;

P. Ugolini, Artiste e femminismo in Italia, Chirstian Marinotti Edizioni, 2023, pp 5-15 e pp 194-223.

V. Valentini, "Formato performance "in Teatro contemporaneo, 1989-2019, Roma, Carocci editore, 2020, pp. 110-117.

D. Vergni, Il teatro contro lo spettacolo, strategie della (nuova) performance nel Nuovo Teatro italiano (1976-1982), in «Biblioteca Teatrale», n. 138, Bulzoni, Roma gennaio-giugno 2023, pp. 83-101.

Testi di A. Jones, Piotr Pavlenskij, Franco B., Allan Kaprow e Philip Auslander,

in Performance Art, Traiettorie ed esperienze internazionali, a cura di Chiara Mu e Paolo Martore, Castelvecchi, 2018.

Testi di Viviana Gravano, Milo Rau, Kader Attia, Alessandra Ferrini in performance+ decolonialità, a cura di Anna Serlenga Luca Sossella editore, 2023.

Modulo: DRAMMATURGIE DELLA PERFORMANCE
N/D
Modulo: ESTETICA E POLITICA DELLA PERFORMANCE
N/D

Codice insegnamento AID-7f3921fb-9cc

ESTETICA DEL CINEMA E DELLA RAPPRESENTAZIONE 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · PHIL-04/A · 0 file

Obiettivo del corso è fornire agli studenti gli strumenti concettuali di base per la comprensione delle fondamentali questioni dell’estetica e dell’arte. Gli studenti non soltanto affineranno e specializzeranno la loro…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Obiettivo del corso è fornire agli studenti gli strumenti concettuali di base per la comprensione delle fondamentali questioni dell’estetica e dell’arte. Gli studenti non soltanto affineranno e specializzeranno la loro conoscenza dei testi esaminati, ma svilupperanno anche la loro capacità di analizzare e commentare quegli stessi testi.

Codice insegnamento 10631951

ESTETICA E POLITICA DELLA PERFORMANCE 1° anno · 2° semestre · 12 CFU · PEMM-01/A · 0 file

Il corso, Estetica e politica della performance (I anno di LM) mira principalmente a fornire alle studentesse e agli studenti una solida base di conoscenza storica e teorica sull'evoluzione della performance e i…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso, Estetica e politica della performance (I anno di LM) mira principalmente a fornire alle studentesse e agli studenti una solida base di conoscenza storica e teorica sull'evoluzione della performance e i performance studies. Inoltre, il corso dovrebbe sviluppare nelle studentesse e negli studenti la capacità di analizzare criticamente le arti performative, e soprattutto la performance art. Inoltre, uno dei obbiettivi sarà di introdurre le nuove teorie (performance studies) e prassi di performance artistica e culturale e di preparare le studentesse e gli studenti come leggere, interpretare ed analizzare le arti performative contemporanee. Il corso includerà anche l’analisi del linguaggio performativo, comprendendo la sua forma, il contenuto e l’interpretazione. Il corso dovrà anche indicare le metodologie della ricerca, cioè di dare gli strumenti come utilizzare le fonti storiche, documenti e gli archivi, così come i studi critici.

Programma

DRAMMATURGIE DELLA PERFORMANCE
Il corso, Estetica e politica della performance, è diviso in due moduli. Il primo modulo del corso si propone di indagare performance studies, una nuova disciplina accademica, nata negli USA tra gli anni Settanta e Ottanta. Nella più breve delle definizioni, performance studies offre un continuo approfondimento del concetto della performance che, nello stesso tempo, si definisce come una vitale prassi artistica, ma anche come mezzo per una migliore comprensione dei processi sociali, politici e culturali. Il nuovo concetto della performance supera non solo i confini della performance art, ma anche dell’arte in generale e si riferisce alle diverse pratiche performative presenti nella politica, nella cultura e nella società. Negli ultimi decenni, in arte si è persa la distinzione tra la prassi e la teoria, tra l’artista, il teorico e il curatore, ma anche tra la performance e il processo della sua preparazione, così come tra la sovversione e la promozione dell’arte. Se il “regime estetico dell’arte” aveva fatto entrare il lavoro infinito della critica che la alterava, ora si assiste al passaggio a una specie di performance post-estetica, la performance “politica” dove la performance diviene strumento di comprensione del mondo e forma di espressione del pensiero. Così, vengono cancellati i confini stessi tra la prassi artistica e la teoria, tra l’arte e la vita.

Un ulteriore spazio sarà dedicato a quelle questioni che si pongono tra i limiti disciplinari facendo emergere questioni tutt'oggi inevase, sia riguardo i linguaggi (lo statuto delle media performance tra evento live ed opera in studio che ha supporti materiali), le teorie (la performance non come qui e ora ma come allora e là, tra storia e futurità), metodologiche (post-disciplina o trans-disciplina?), storiche (quale documento per quale evento?). Il corso si occuperà anche delle nuove teorie dei queer e gender studies, la deculturalizzazione e decolonizzazione dei discorsi teorici e storici, e infine l’inevitabile rapporto tra le “vecchie” arti performative e i nuovi media. Le nuove metodologie e teorie hanno provocato la re-definizione del ruolo della performance non solo su piano linguistico quanto su quello delle ricadute sociali.

Da quando molte artiste e artisti della performance hanno tentato di sviluppare le proprie poetiche in riferimento alla svolta performativa, tutte le arti hanno modificato il concetto della performance e del performativo avvicinandosi a una teoria discorsiva, cioè a una situazione di condivisione della ricerca attraverso le argomentazioni critiche all’interno di qualsiasi forma della performance. Inoltre, tutte le teorie e le prassi performative stanno partendo dall’epistemologie del corpo e della corporeità, che, nel corso, saranno presentate attraverso una cartografia di concetti che esistono tra i performance studies e le teorie femministe. Quindi, il secondo modulo, propone una riflessione sulla presenza femminile nella performance del Novecento. Il corso indagherà attraverso alcuni esempi la nascita della scrittura femminile e gli esiti di una sperimentazione originale e trasgressiva, piuttosto esterna che inerente alle correnti e ai movimenti dall’avanguardia storica e neoavanguardia euro-americana. Inoltre, il corso affronterà la questione della partecipazione delle artiste al processo della costruzione dell’arte femminista e al femminile nello spettacolo e nell’arte della performance, video arte, danza, teatro ed anche filosofia.

Una delle questioni sollevate sarà l’invito a riflettere sulle relazioni tra la produzione artistica e il contesto sociale e culturale, in senso intenzionalmente molto ampio, comprendendo anche le nuove tecnologie e i linguaggi performativi. Come si riflettono tutti questi cambiamenti sulla storia dell’arti performative, sulle istituzioni artistiche, sui percorsi della critica? Quali concetti e metodologie dobbiamo usare nei nuovi percorsi teorici? Come cambia ed è cambiata la storia della performance da quando è stato riconosciuto il contribuito delle donne artiste e teoriche come protagoniste? Sono le domande alle quali proveremo a rispondere durante il corso.

  • introduction to performance studies
  • Storia di performance studies 1
  • Storia di performance studies 2
  • Storia della performance art 1
  • Storia della performance art 2
  • Nuovo materialismo
  • Femminismo e performance art 1
  • femminismo e performance art 2
  • Nuove prassi performative
  • Nuove teorie della performance

ESTETICA E POLITICA DELLA PERFORMANCE
Il corso, Estetica e politica della performance, è diviso in due moduli. Il primo modulo del corso si propone di indagare performance studies, una nuova disciplina accademica, nata negli USA tra gli anni Settanta e Ottanta. Nella più breve delle definizioni, performance studies offre un continuo approfondimento del concetto della performance che, nello stesso tempo, si definisce come una vitale prassi artistica, ma anche come mezzo per una migliore comprensione dei processi sociali, politici e culturali. Il nuovo concetto della performance supera non solo i confini della performance art, ma anche dell’arte in generale e si riferisce alle diverse pratiche performative presenti nella politica, nella cultura e nella società. Negli ultimi decenni, in arte si è persa la distinzione tra la prassi e la teoria, tra l’artista, il teorico e il curatore, ma anche tra la performance e il processo della sua preparazione, così come tra la sovversione e la promozione dell’arte. Se il “regime estetico dell’arte” aveva fatto entrare il lavoro infinito della critica che la alterava, ora si assiste al passaggio a una specie di performance post-estetica, la performance “politica” dove la performance diviene strumento di comprensione del mondo e forma di espressione del pensiero. Così, vengono cancellati i confini stessi tra la prassi artistica e la teoria, tra l’arte e la vita.

Un ulteriore spazio sarà dedicato a quelle questioni che si pongono tra i limiti disciplinari facendo emergere questioni tutt'oggi inevase, sia riguardo i linguaggi (lo statuto delle media performance tra evento live ed opera in studio che ha supporti materiali), le teorie (la performance non come qui e ora ma come allora e là, tra storia e futurità), metodologiche (post-disciplina o trans-disciplina?), storiche (quale documento per quale evento?). Il corso si occuperà anche delle nuove teorie dei queer e gender studies, la deculturalizzazione e decolonizzazione dei discorsi teorici e storici, e infine l’inevitabile rapporto tra le “vecchie” arti performative e i nuovi media. Le nuove metodologie e teorie hanno provocato la re-definizione del ruolo della performance non solo su piano linguistico quanto su quello delle ricadute sociali.

Da quando molte artiste e artisti della performance hanno tentato di sviluppare le proprie poetiche in riferimento alla svolta performativa, tutte le arti hanno modificato il concetto della performance e del performativo avvicinandosi a una teoria discorsiva, cioè a una situazione di condivisione della ricerca attraverso le argomentazioni critiche all’interno di qualsiasi forma della performance. Inoltre, tutte le teorie e le prassi performative stanno partendo dall’epistemologie del corpo e della corporeità, che, nel corso, saranno presentate attraverso una cartografia di concetti che esistono tra i performance studies e le teorie femministe. Quindi, il secondo modulo, propone una riflessione sulla presenza femminile nella performance del Novecento. Il corso indagherà attraverso alcuni esempi la nascita della scrittura femminile e gli esiti di una sperimentazione originale e trasgressiva, piuttosto esterna che inerente alle correnti e ai movimenti dall’avanguardia storica e neoavanguardia euro-americana. Inoltre, il corso affronterà la questione della partecipazione delle artiste al processo della costruzione dell’arte femminista e al femminile nello spettacolo e nell’arte della performance, video arte, danza, teatro ed anche filosofia.

Una delle questioni sollevate sarà l’invito a riflettere sulle relazioni tra la produzione artistica e il contesto sociale e culturale, in senso intenzionalmente molto ampio, comprendendo anche le nuove tecnologie e i linguaggi performativi. Come si riflettono tutti questi cambiamenti sulla storia dell’arti performative, sulle istituzioni artistiche, sui percorsi della critica? Quali concetti e metodologie dobbiamo usare nei nuovi percorsi teorici? Come cambia ed è cambiata la storia della performance da quando è stato riconosciuto il contribuito delle donne artiste e teoriche come protagoniste? Sono le domande alle quali proveremo a rispondere durante il corso.

  • introduction to performance studies
  • Storia di performance studies 1
  • Storia di performance studies 2
  • Storia della performance art 1
  • Storia della performance art 2
  • Nuovo materialismo
  • Femminismo e performance art 1
  • femminismo e performance art 2
  • Nuove prassi performative
  • Nuove teorie della performance

Modalità d'esame

DRAMMATURGIE DELLA PERFORMANCE
I voti degli studenti frequentanti saranno basati sulla partecipazione alle lezioni (frequentazione, lettura e analisi dei testi teatrali – 50%), e la tesina di 2,500 parole -- altri 50% del voto finale. I non frequentanti devono svolgere l’esame in modalità orale, basandosi sui testi teatrali obbligatori e le dispense online.

ESTETICA E POLITICA DELLA PERFORMANCE
I voti degli studenti frequentanti saranno basati sulla partecipazione alle lezioni (frequentazione, lettura e analisi dei testi teatrali – 50%), e la tesina di 2,500 parole -- altri 50% del voto finale. I non frequentanti devono svolgere l’esame in modalità orale, basandosi sui testi teatrali obbligatori e le dispense online.

Testi di riferimento

DRAMMATURGIE DELLA PERFORMANCE
I. Caleo, “Corpo-Performance” in Performance, materia, affetti: Una cartografia femminista, Bulzoni, Roma 2021, pp 21-77.

A. Cavarero, “Il pensiero femminista. Un approccio teoretico,” Adriana Cavarero,

Franco Restaino, Le filosofie femministe, Bruno Mondadori, 2002, pp 78-119.

F. Deriu, “La ricezione dei Performance Studies in Italia. Appunti di cronaca e riflessioni epistemologiche”; A. Jovicevic, “Per una nuova storia e metodologia dei Performance Studies” in Thinking the Theatre – New Theatrology and Performance Studies, a cura di G.Guccini e A. Petrini, Dipartimento delle Arti, Alma Mater Studiorum-Università di Bologna, https://creativecommons.org/licenses/by-nc/3.0/it/2018, pp 193-209.

E. Fischer-Lichte, “Fondazione di un’estetica di performativo” e “Chiarificazioni

concettuali” in Estetica del performativo. Una teoria del teatro e dell’arte; edizione

italiana a cura di Tancredi Gusman, Roma, Carocci editore, 2015, pp 21-66.

D. Haraway, “Un Manifesto per Cyborg” in Manifesto Cyborg. Donne, tecnologie e biopolitiche del corpo, Feltrinelli, (1995) 2018, pp 39-101;

bell hooks, Insegnare il pensiero critico, Meltemi, 2023, pp 25-42; 49-54; 119-123.

b. hooks, Comunità. Una pedagogia della speranza, Meltemi, 2023, pp. 31-43.

A. Jovicevic, “Quale testo della performance? Questioni aperte tra creazione e documentazione del testo performativo nel teatro contemporaneo”, Biblioteca teatrale, BT 137, pp 173-187.

B. Kunst, “Istituzioni artistiche e precarietà contemporanea” in Performance + curatela, a cura di Piersandra di Matteo, Luca Sosella Editore, 2021, pp77-89.

B. Marranca, “La performance, storia personale” in American Performance

1975/2005, Bulzoni 2006, 121-139;

J. E. Munoz, “Introduzione. Sentire Utopia” in Cruising Utopia: L’orizzonte della futurità queer, Nero, Roma, 2022, pp 1-25.

R. Schechner, "Che cos'è la performance" in Introduzione ai performance studies, Cue Press, 2018, pp 70-109;

R. Schechner, "Ferite autoinflitte. Arti, rituali, cultura popolare", in Il nuovo

terzo mondo dei performance studies, Bulzoni, 2017, 153-181;

R. Schechner, “L’avanguardia conservatrice”, Biblioteca teatrale, BT 95-96, 2010, pp. 29-5.

C. Subrizi, “Introduzione”, Azioni che cambiano il mondo: Donne, arte e politiche dello sguardo, postmedia books, 2012, pp 9-47.

D. Taylor, “L’oggetto e la lente”, in Performance, Politica e Memoria Culturale, Artemide, 2019; pp 29-90;

P. Ugolini, Artiste e femminismo in Italia, Chirstian Marinotti Edizioni, 2023, pp 5-15 e pp 194-223.

V. Valentini, "Formato performance "in Teatro contemporaneo, 1989-2019, Roma, Carocci editore, 2020, pp. 110-117.

D. Vergni, Il teatro contro lo spettacolo, strategie della (nuova) performance nel Nuovo Teatro italiano (1976-1982), in «Biblioteca Teatrale», n. 138, Bulzoni, Roma gennaio-giugno 2023, pp. 83-101.

Testi di A. Jones, Piotr Pavlenskij, Franco B., Allan Kaprow e Philip Auslander,

in Performance Art, Traiettorie ed esperienze internazionali, a cura di Chiara Mu e Paolo Martore, Castelvecchi, 2018.

Testi di Viviana Gravano, Milo Rau, Kader Attia, Alessandra Ferrini in performance+ decolonialità, a cura di Anna Serlenga Luca Sossella editore, 2023.

Modulo: DRAMMATURGIE DELLA PERFORMANCE
N/D
Modulo: ESTETICA E POLITICA DELLA PERFORMANCE
N/D

ESTETICA E POLITICA DELLA PERFORMANCE
I. Caleo, “Corpo-Performance” in Performance, materia, affetti: Una cartografia femminista, Bulzoni, Roma 2021, pp 21-77.

A. Cavarero, “Il pensiero femminista. Un approccio teoretico,” Adriana Cavarero,

Franco Restaino, Le filosofie femministe, Bruno Mondadori, 2002, pp 78-119.

F. Deriu, “La ricezione dei Performance Studies in Italia. Appunti di cronaca e riflessioni epistemologiche”; A. Jovicevic, “Per una nuova storia e metodologia dei Performance Studies” in Thinking the Theatre – New Theatrology and Performance Studies, a cura di G.Guccini e A. Petrini, Dipartimento delle Arti, Alma Mater Studiorum-Università di Bologna, https://creativecommons.org/licenses/by-nc/3.0/it/2018, pp 193-209.

E. Fischer-Lichte, “Fondazione di un’estetica di performativo” e “Chiarificazioni

concettuali” in Estetica del performativo. Una teoria del teatro e dell’arte; edizione

italiana a cura di Tancredi Gusman, Roma, Carocci editore, 2015, pp 21-66.

D. Haraway, “Un Manifesto per Cyborg” in Manifesto Cyborg. Donne, tecnologie e biopolitiche del corpo, Feltrinelli, (1995) 2018, pp 39-101;

bell hooks, Insegnare il pensiero critico, Meltemi, 2023, pp 25-42; 49-54; 119-123.

b. hooks, Comunità. Una pedagogia della speranza, Meltemi, 2023, pp. 31-43.

A. Jovicevic, “Quale testo della performance? Questioni aperte tra creazione e documentazione del testo performativo nel teatro contemporaneo”, Biblioteca teatrale, BT 137, pp 173-187.

B. Kunst, “Istituzioni artistiche e precarietà contemporanea” in Performance + curatela, a cura di Piersandra di Matteo, Luca Sosella Editore, 2021, pp77-89.

B. Marranca, “La performance, storia personale” in American Performance

1975/2005, Bulzoni 2006, 121-139;

J. E. Munoz, “Introduzione. Sentire Utopia” in Cruising Utopia: L’orizzonte della futurità queer, Nero, Roma, 2022, pp 1-25.

R. Schechner, "Che cos'è la performance" in Introduzione ai performance studies, Cue Press, 2018, pp 70-109;

R. Schechner, "Ferite autoinflitte. Arti, rituali, cultura popolare", in Il nuovo

terzo mondo dei performance studies, Bulzoni, 2017, 153-181;

R. Schechner, “L’avanguardia conservatrice”, Biblioteca teatrale, BT 95-96, 2010, pp. 29-5.

C. Subrizi, “Introduzione”, Azioni che cambiano il mondo: Donne, arte e politiche dello sguardo, postmedia books, 2012, pp 9-47.

D. Taylor, “L’oggetto e la lente”, in Performance, Politica e Memoria Culturale, Artemide, 2019; pp 29-90;

P. Ugolini, Artiste e femminismo in Italia, Chirstian Marinotti Edizioni, 2023, pp 5-15 e pp 194-223.

V. Valentini, "Formato performance "in Teatro contemporaneo, 1989-2019, Roma, Carocci editore, 2020, pp. 110-117.

D. Vergni, Il teatro contro lo spettacolo, strategie della (nuova) performance nel Nuovo Teatro italiano (1976-1982), in «Biblioteca Teatrale», n. 138, Bulzoni, Roma gennaio-giugno 2023, pp. 83-101.

Testi di A. Jones, Piotr Pavlenskij, Franco B., Allan Kaprow e Philip Auslander,

in Performance Art, Traiettorie ed esperienze internazionali, a cura di Chiara Mu e Paolo Martore, Castelvecchi, 2018.

Testi di Viviana Gravano, Milo Rau, Kader Attia, Alessandra Ferrini in performance+ decolonialità, a cura di Anna Serlenga Luca Sossella editore, 2023.

Modulo: DRAMMATURGIE DELLA PERFORMANCE
N/D
Modulo: ESTETICA E POLITICA DELLA PERFORMANCE
N/D

Codice insegnamento 10630209

ESTETICA E POLITICA DELLA PERFORMANCE 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · PEMM-01/A · 0 file

Il corso, Estetica e politica della performance (I anno di LM) mira principalmente a fornire alle studentesse e agli studenti una solida base di conoscenza storica e teorica sull'evoluzione della performance e i…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso, Estetica e politica della performance (I anno di LM) mira principalmente

a fornire alle studentesse e agli studenti una solida base di conoscenza storica e

teorica sull'evoluzione della performance e i performance studies. Inoltre, il

corso dovrebbe sviluppare nelle studentesse e negli studenti la capacità di

analizzare criticamente le arti performative, e soprattutto la performance art.

Inoltre, uno dei obbiettivi sarà di introdurre le nuove teorie (performance

studies) e prassi di performance artistica e culturale e di preparare le

studentesse e gli studenti come leggere, interpretare ed analizzare le arti

performative contemporanee. Il corso includerà anche l’analisi del linguaggio

performativo, comprendendo la sua forma, il contenuto e l’interpretazione. Il

corso dovrà anche indicare le metodologie della ricerca, cioè di dare gli

strumenti come utilizzare le fonti storiche, documenti e gli archivi, così come i

studi critici.

Il corso, Estetica e politica della performance (I anno di LM) mira principalmente

a fornire alle studentesse e agli studenti una solida base di conoscenza storica e

teorica sull'evoluzione della performance e i performance studies. Inoltre, il

corso dovrebbe sviluppare nelle studentesse e negli studenti la capacità di

analizzare criticamente le arti performative, e soprattutto la performance art.

Inoltre, uno dei obbiettivi sarà di introdurre le nuove teorie (performance

studies) e prassi di performance artistica e culturale e di preparare le

studentesse e gli studenti come leggere, interpretare ed analizzare le arti

performative contemporanee. Il corso includerà anche l’analisi del linguaggio

performativo, comprendendo la sua forma, il contenuto e l’interpretazione. Il

corso dovrà anche indicare le metodologie della ricerca, cioè di dare gli

strumenti come utilizzare le fonti storiche, documenti e gli archivi, così come i

studi critici.

Programma

Il corso, Estetica e politica della performance, è diviso in due moduli. Il primo modulo del corso si propone di indagare performance studies, una nuova disciplina accademica, nata negli USA tra gli anni Settanta e Ottanta. Nella più breve delle definizioni, performance studies offre un continuo approfondimento del concetto della performance che, nello stesso tempo, si definisce come una vitale prassi artistica, ma anche come mezzo per una migliore comprensione dei processi sociali, politici e culturali. Il nuovo concetto della performance supera non solo i confini della performance art, ma anche dell’arte in generale e si riferisce alle diverse pratiche performative presenti nella politica, nella cultura e nella società. Negli ultimi decenni, in arte si è persa la distinzione tra la prassi e la teoria, tra l’artista, il teorico e il curatore, ma anche tra la performance e il processo della sua preparazione, così come tra la sovversione e la promozione dell’arte. Se il “regime estetico dell’arte” aveva fatto entrare il lavoro infinito della critica che la alterava, ora si assiste al passaggio a una specie di performance post-estetica, la performance “politica” dove la performance diviene strumento di comprensione del mondo e forma di espressione del pensiero. Così, vengono cancellati i confini stessi tra la prassi artistica e la teoria, tra l’arte e la vita.

Un ulteriore spazio sarà dedicato a quelle questioni che si pongono tra i limiti disciplinari facendo emergere questioni tutt'oggi inevase, sia riguardo i linguaggi (lo statuto delle media performance tra evento live ed opera in studio che ha supporti materiali), le teorie (la performance non come qui e ora ma come allora e là, tra storia e futurità), metodologiche (post-disciplina o trans-disciplina?), storiche (quale documento per quale evento?). Il corso si occuperà anche delle nuove teorie dei queer e gender studies, la deculturalizzazione e decolonizzazione dei discorsi teorici e storici, e infine l’inevitabile rapporto tra le “vecchie” arti performative e i nuovi media. Le nuove metodologie e teorie hanno provocato la re-definizione del ruolo della performance non solo su piano linguistico quanto su quello delle ricadute sociali.

Da quando molte artiste e artisti della performance hanno tentato di sviluppare le proprie poetiche in riferimento alla svolta performativa, tutte le arti hanno modificato il concetto della performance e del performativo avvicinandosi a una teoria discorsiva, cioè a una situazione di condivisione della ricerca attraverso le argomentazioni critiche all’interno di qualsiasi forma della performance. Inoltre, tutte le teorie e le prassi performative stanno partendo dall’epistemologie del corpo e della corporeità, che, nel corso, saranno presentate attraverso una cartografia di concetti che esistono tra i performance studies e le teorie femministe. Quindi, il secondo modulo, propone una riflessione sulla presenza femminile nella performance del Novecento. Il corso indagherà attraverso alcuni esempi la nascita della scrittura femminile e gli esiti di una sperimentazione originale e trasgressiva, piuttosto esterna che inerente alle correnti e ai movimenti dall’avanguardia storica e neoavanguardia euro-americana. Inoltre, il corso affronterà la questione della partecipazione delle artiste al processo della costruzione dell’arte femminista e al femminile nello spettacolo e nell’arte della performance, video arte, danza, teatro ed anche filosofia.

Una delle questioni sollevate sarà l’invito a riflettere sulle relazioni tra la produzione artistica e il contesto sociale e culturale, in senso intenzionalmente molto ampio, comprendendo anche le nuove tecnologie e i linguaggi performativi. Come si riflettono tutti questi cambiamenti sulla storia dell’arti performative, sulle istituzioni artistiche, sui percorsi della critica? Quali concetti e metodologie dobbiamo usare nei nuovi percorsi teorici? Come cambia ed è cambiata la storia della performance da quando è stato riconosciuto il contribuito delle donne artiste e teoriche come protagoniste? Sono le domande alle quali proveremo a rispondere durante il corso.

  • introduction to performance studies
  • Storia di performance studies 1
  • Storia di performance studies 2
  • Storia della performance art 1
  • Storia della performance art 2
  • Nuovo materialismo
  • Femminismo e performance art 1
  • femminismo e performance art 2
  • Nuove prassi performative
  • Nuove teorie della performance

Modalità d'esame

I voti degli studenti frequentanti saranno basati sulla partecipazione alle lezioni (frequentazione, lettura e analisi dei testi teatrali – 50%), e la tesina di 2,500 parole -- altri 50% del voto finale. I non frequentanti devono svolgere l’esame in modalità orale, basandosi sui testi teatrali obbligatori e le dispense online.

Testi di riferimento

I. Caleo, “Corpo-Performance” in Performance, materia, affetti: Una cartografia femminista, Bulzoni, Roma 2021, pp 21-77.

A. Cavarero, “Il pensiero femminista. Un approccio teoretico,” Adriana Cavarero,

Franco Restaino, Le filosofie femministe, Bruno Mondadori, 2002, pp 78-119.

F. Deriu, “La ricezione dei Performance Studies in Italia. Appunti di cronaca e riflessioni epistemologiche”; A. Jovicevic, “Per una nuova storia e metodologia dei Performance Studies” in Thinking the Theatre – New Theatrology and Performance Studies, a cura di G.Guccini e A. Petrini, Dipartimento delle Arti, Alma Mater Studiorum-Università di Bologna, https://creativecommons.org/licenses/by-nc/3.0/it/2018, pp 193-209.

E. Fischer-Lichte, “Fondazione di un’estetica di performativo” e “Chiarificazioni

concettuali” in Estetica del performativo. Una teoria del teatro e dell’arte; edizione

italiana a cura di Tancredi Gusman, Roma, Carocci editore, 2015, pp 21-66.

D. Haraway, “Un Manifesto per Cyborg” in Manifesto Cyborg. Donne, tecnologie e biopolitiche del corpo, Feltrinelli, (1995) 2018, pp 39-101;

bell hooks, Insegnare il pensiero critico, Meltemi, 2023, pp 25-42; 49-54; 119-123.

b. hooks, Comunità. Una pedagogia della speranza, Meltemi, 2023, pp. 31-43.

A. Jovicevic, “Quale testo della performance? Questioni aperte tra creazione e documentazione del testo performativo nel teatro contemporaneo”, Biblioteca teatrale, BT 137, pp 173-187.

B. Kunst, “Istituzioni artistiche e precarietà contemporanea” in Performance + curatela, a cura di Piersandra di Matteo, Luca Sosella Editore, 2021, pp77-89.

B. Marranca, “La performance, storia personale” in American Performance

1975/2005, Bulzoni 2006, 121-139;

J. E. Munoz, “Introduzione. Sentire Utopia” in Cruising Utopia: L’orizzonte della futurità queer, Nero, Roma, 2022, pp 1-25.

R. Schechner, "Che cos'è la performance" in Introduzione ai performance studies, Cue Press, 2018, pp 70-109;

R. Schechner, "Ferite autoinflitte. Arti, rituali, cultura popolare", in Il nuovo

terzo mondo dei performance studies, Bulzoni, 2017, 153-181;

R. Schechner, “L’avanguardia conservatrice”, Biblioteca teatrale, BT 95-96, 2010, pp. 29-5.

C. Subrizi, “Introduzione”, Azioni che cambiano il mondo: Donne, arte e politiche dello sguardo, postmedia books, 2012, pp 9-47.

D. Taylor, “L’oggetto e la lente”, in Performance, Politica e Memoria Culturale, Artemide, 2019; pp 29-90;

P. Ugolini, Artiste e femminismo in Italia, Chirstian Marinotti Edizioni, 2023, pp 5-15 e pp 194-223.

V. Valentini, "Formato performance "in Teatro contemporaneo, 1989-2019, Roma, Carocci editore, 2020, pp. 110-117.

D. Vergni, Il teatro contro lo spettacolo, strategie della (nuova) performance nel Nuovo Teatro italiano (1976-1982), in «Biblioteca Teatrale», n. 138, Bulzoni, Roma gennaio-giugno 2023, pp. 83-101.

Testi di A. Jones, Piotr Pavlenskij, Franco B., Allan Kaprow e Philip Auslander,

in Performance Art, Traiettorie ed esperienze internazionali, a cura di Chiara Mu e Paolo Martore, Castelvecchi, 2018.

Testi di Viviana Gravano, Milo Rau, Kader Attia, Alessandra Ferrini in performance+ decolonialità, a cura di Anna Serlenga Luca Sossella editore, 2023.

Modulo: DRAMMATURGIE DELLA PERFORMANCE
N/D
Modulo: ESTETICA E POLITICA DELLA PERFORMANCE
N/D

Codice insegnamento AID-2c76fc4b-9bb

FORME E CULTURE DEL CINEMA ITALIANO 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · PEMM-01/B · 0 file
INTELLIGENZA ARTIFICIALE E LINGUAGGI DELLO SPETTACOLO 1° anno · 2° semestre · 12 CFU · PEMM-01/A · 0 file

Il corso si propone di indagare le trasformazioni che l'AI intelligenza artificiale sta introducendo nei processi creativi, produttivi e comunicativi delle arti performative, offrendo agli studenti strumenti tanto…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso si propone di indagare le trasformazioni che l'AI intelligenza artificiale sta introducendo nei processi creativi, produttivi e comunicativi delle arti performative, offrendo agli studenti strumenti tanto teorici quanto operativi per orientarsi criticamente in un panorama in rapida evoluzione. Attraverso un approccio interdisciplinare che intreccia teoria dei media, studi teatrali e cultura digitale, il percorso formativo accompagna lo studente dalla comprensione dei fondamenti dell' AI alla sperimentazione applicata nei contesti dello spettacolo dal vivo, del cinema, della performance multimediale e delle arti sonore.
Modulo I — AI per lo Spettacolo (6 CFU) Il primo modulo affronta il rapporto tra intelligenza artificiale e pratiche spettacolari da una prospettiva storica, estetica e tecnologica. Partendo da una ricognizione critica dei principali paradigmi dell'AI generativa — con particolare attenzione ai modelli linguistici, visivi e sonori — il modulo analizza le modalità con cui questi strumenti stanno ridefinendo i ruoli autoriali, le logiche produttive e le forme di fruizione dello spettacolo contemporaneo. Attraverso l'analisi di case study tratti dal teatro, dalla danza, dall'opera lirica, dalla performance digitale e dall'installazione interattiva, gli studenti acquisiscono la capacità di leggere le opere AI-mediated in chiave estetica e culturale, e di valutarne le implicazioni etiche in relazione all'identità artistica, al diritto d'autore e alla partecipazione del pubblico. Il modulo alterna lezioni frontali, seminari con artisti e professionisti del settore, e sessioni di analisi critica su materiali audiovisivi e scenici.
Modulo II — Tecniche di scrittura intermediale per le performing arts (6 CFU) Il secondo modulo ha carattere prevalentemente laboratoriale e si struttura attorno a due assi complementari: la drammaturgia per la scena contemporanea e le pratiche di scrittura intermediale assistita dall'intelligenza artificiale. Esplorando le possibilità offerte dall'AI come strumento di composizione drammaturgica, narrazione generativa e progettazione dello spazio sonoro e visivo, gli studenti apprendono metodologie di prompt design applicate alla scrittura per la scena, tecniche di scrittura ipertestuale e non lineare, e approcci alla costruzione di partiture performative che integrano linguaggi verbali, visivi e digitali. Il modulo prevede la realizzazione di esercitazioni pratiche individuali e di gruppo, culminanti in un progetto finale di scrittura intermediale — drammaturgia, soggetto, concept scenico o partitura multimediale — sviluppato con il supporto critico di strumenti AI e discusso in sede seminariale.

Codice insegnamento 10631974

INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER LO SPETTACOLO 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · PEMM-01/A · 0 file
MEDIOLOGIA DELLA LETTERATURA DELL'ARTE E DELLO SPETTACOLO 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · GSPS-06/A · 0 file

L'obiettivo generale del modulo è l’apprendimento delle teorie e metodi per comprendere e interpretare le opere e i processi nel campo delle arti secondo l’approccio della mediologia. Ciò richiede, in una prima sezione…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

L'obiettivo generale del modulo è l’apprendimento delle teorie e metodi per comprendere e interpretare le opere e i processi nel campo delle arti secondo l’approccio della mediologia. Ciò richiede, in una prima sezione del corso, l’apprendimento delle nozioni fondamentali della scienza dei media, mentre una seconda sezione è orientata a acquisire le basi teoriche della riflessione mediologica sulle arti e a confrontarsi con i problemi di interpretazione, e una terza sezione è dedicata ad esempi di interpretazione, e all’applicazione delle conoscenze nella analisi di testi e opere letterarie, artistiche e spettacolari. Nel complesso, il percorso di apprendimento prevede come obiettivi parziali: a) la conoscenza di nozioni della scienza dei media e del suo versante di riflessione sulle arti, con le sue basi in Walter Benjamin, nella sociologia della letteratura e delle arti del secondo Novecento e nella scuola mcluhaniana di Toronto, e il suo sviluppo nel XXI secolo; b) la capacità di applicare le conoscenze attraverso analisi di singole opere e testi; c) la capacità di elaborare criticamente teorie, metodi ed esperienza sul campo; d) lo sviluppo di abilità comunicative specifiche, come la scrittura di paper; e) lo sviluppo di capacità di apprendimento attraverso il blended learning (mix di lezioni e seminari, attività in piattaforma on line, lavoro individuale di analisi)

Programma

L’interpretazione mediologica. Analisi di classici e movimenti: letteratura, opere d'arte e cinema.

Il modulo è composto da due sezioni. La prima, da frequentare in aula o in blended learning, è dedicata all’apprendimento delle nozioni fondamentali della scienza dei media. La seconda sezione comprende l'apprendimento in aula o in e-learning di nozioni teoriche e esempi di interpretazione, un seminario intensivo di analisi di testi e opere, e la partecipazione a lezioni/conferenze.

Modalità d'esame

Gli studenti svolgono test on line sugli argomenti teorici e sviluppano analisi di testi e opere in forma scritta.

Il voto finale è dato dalla media ponderata dei risultati nelle prove (test, paper di analisi). I risultati delle singole prove sono resi disponibili on line in piattaforma. Per superare l'esame occorre avere conseguito almeno 18/30 in tutte le prove seguenti:

a) test di mediologia generale

b) test su elementi teorici di mediologia delle arti

c) paper breve su almeno 4 seminari/conferenze

d) lavoro individuale di interpretazione di testi letterari, opere d’arte o film

Testi di riferimento

a)- Video lezioni di mediologia generale e videolezioni di mediologia della letteratura, dell'arte e dello spettacolo (disponibili sul modulo Moodle in elearning.uniroma1.it)

b)- Alberto Abruzzese e Paolo Mancini, Sociologie della comunicazione, Roma-Bari, Laterza, 2007

c)- Giovanni Ragone e Fabio Tarzia (a cura di): Storia e teoria della serialità, vol. I: Dal canto omerico al cinema degli anni Trenta, Meltemi, Milano 2023; oppure: Sergio Brancato, Stefano Cristante, Emiliano Ilardi (a cura di). Storia e teoria della serialità, vol. II: Il Novecento: dalle narrazioni di massa alla svolta digitale, Meltemi, Milano 2024; oppure: Giovanni Boccia Artieri, Giovanni Fiorentino (a cura di:) Storia e teoria della serialità, vol. III: Le forme della narrazione contemporanea tra arte, consumi e ambienti artificiali, Meltemi, Milano 2024.

d)- Giovanni Ragone, Per la mediologia della letteratura, Aracne, Roma 2019 (disponibile sul modulo Moodle in elearning. uniroma1.it); oppure: Donatella Capaldi (a cura di), Kafka e le metafore dei media, Liguori, Napoli 2012 (anche in ebook).

Codice insegnamento 10628566

PROSPETTIVE DI GENERE NELL'ARTE CONTEMPORANEA 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · ARTE-01/C · 0 file

Il corso si propone di fornire una conoscenza storico-critica e teorica dei rapporti tra arti visive, pratica politica e pensiero femminista in Italia negli anni Sessanta e Settanta, attraverso lo studio delle opere, dei…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso si propone di fornire una conoscenza storico-critica e teorica dei rapporti tra arti visive, pratica politica e pensiero femminista in Italia negli anni Sessanta e Settanta, attraverso lo studio delle opere, dei collettivi di artiste, delle mostre di sole donne e del dibattito critico dell’epoca. Il corso intende offrire una conoscenza delle prospettive storico-artistiche sviluppate nell’ambito dei Women’s Studies e dei Feminist Studies. Particolare attenzione verrà data ai legami tra la scena artistica italiana, lo sviluppo delle pratiche femministe e il contributo teorico di Carla Lonzi.

Programma

Il corso affronterà i seguenti argomenti:

Il saggio di Linda Nochlin "Why Have There Been No Great Women Artists?"

Il pensiero critico di Carla Lonzi, Lea Vergine, Anne Marie Sauzeau.

L'attività curatoriale di Romana Loda e Mirella Bentivoglio.

Le mostre di sole donne in Italia e in Nord America.

I collettivi artistici e i legami con la pratica politica del neo-femminismo.

Fotografia, autoritratti fotografici e femminismo.

I legami tra femminismo e poesia visiva, arte concettuale e arte performativa.

  • Il neo-femminismo in Italia e il pensiero di Carla Lonzi
  • Testi di riferimento: Laura Iamurri, Un margine che sfugge. Carla Lonzi e l’arte in Italia 1955-1970, Quodlibet, Macerata 2016
  • Le mostre di sole donne in Italia
  • Testi di riferimento: Giorgia Gastaldon (a cura di), Now We Have Seen. Women and Art in 1970s Italy, Silvana Editoriale, 2024
  • Prospettive di genere nella poesia visiva
  • Testi di riferimento: Giorgia Gastaldon (a cura di), Now We Have Seen. Women and Art in 1970s Italy, Silvana Editoriale, 2024
  • I collettivi artistici femministi in Italia
  • Testi di riferimento: Giorgia Gastaldon (a cura di), Now We Have Seen. Women and Art in 1970s Italy, Silvana Editoriale, 2024
  • Fotografia e femminismo in Italia negli anni Settanta
  • Testi di riferimento: Raffaella Perna, Arte, fotografia e femminismo in Italia negli anni Settanta, Postmedia Books, Milano 2013

Modalità d'esame

Prova finale orale.

Per la valutazione dell’esame si terrà conto della padronanza dei contenuti e delle competenze acquisite, dell’accuratezza linguistica e proprietà lessicale, nonché della capacità argomentativa dimostrata dal/la candidato/a.

Testi di riferimento

Gli studenti e le studentesse dovranno studiare:

Laura Iamurri, Un margine che sfugge. Carla Lonzi e l’arte in Italia 1955-1970, Quodlibet, Macerata 2016

Raffaella Perna, Arte, fotografia e femminismo in Italia negli anni Settanta, Postmedia Books, Milano 2013

Giorgia Gastaldon (a cura di), Now We Have Seen. Women and Art in 1970s Italy, Silvana Editoriale, 2024

Ulteriori testi di approfondimento verranno forniti durante il corso, insieme alle slide delle lezioni.

Codice insegnamento 10629815

SCREENWRITING 1° anno · 2° semestre · 12 CFU · PEMM-01/B · 0 file

Il corso si propone di fornire i principi fondamentali della scrittura per il cinema, applicandoli a una serie di esercitazioni da svolgere in classe. Lo studente sarà inoltre chiamato a lavorare su sceneggiature…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso si propone di fornire i principi fondamentali della scrittura per il cinema, applicandoli a una serie di esercitazioni da svolgere in classe. Lo studente sarà inoltre chiamato a lavorare su sceneggiature originali fornite dal docente per imparare ad analizzare la struttura narrativa e la costruzione dei dialoghi. Infine sarà chiamato a confrontarsi con gli aspetti produttivi ed economici della sceneggiatura.

Programma

TECNICHE DI SCRITTURA PER IL CINEMA
Modulo: TECNICHE DI SCRITTURA PER IL CINEMA
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA

Il corso di SCREENWRITING (12 CFU) si divide in due moduli.

Modulo I - STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA (Prof. Andrea Minuz)

Nel primo si affrontano aspetti storici, teorici e si discutono modelli di composizione e analisi della sceneggiatura.

Il corso affronta i principali aspetti della sceneggiatura attraverso una prospettiva storica ed estetica. Le lezioni si concentreranno sulle tecniche di scrittura, con particolare riferimento alla struttura narrativa, al conflitto, alla caratterizzazione e ai dialoghi del cinema di genere americano. Sarà riservato un focus all'analisi del lavoro di tre importanti sceneggiatori: Billy Wilder, Nora Ephron e Aaron Sorkin.

Modulo II - TECNICHE DI SCRITTURA PER IL CINEMA (docente a contratto, in incarico a partire da gennaio/febbraio 2024)

Nel modulo II, compatibilmente con il numero dei frequentanti, gli studenti dovranno misurarsi con esercitazioni pratiche di scrittura, sia in aula che con compiti assegnati a casa (riscritture di una scena, impostazione di un soggetto e di un pitch, costruzione dei dialoghi).

Gli studenti di altri corsi di studi possono sostenere 6 CFU con esclusivo riferimento al Modulo I - STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA, tenuto dal Prof. Andrea Minuz

NB: NON CI SONO DIFFERENZE DI PROGRAMMA TRA STUDENTI FREQUENTANTI E NON FREQUENTANTI

Modulo: TECNICHE DI SCRITTURA PER IL CINEMA
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA
N/D

STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA
Modulo: TECNICHE DI SCRITTURA PER IL CINEMA
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA

Il corso di SCREENWRITING (12 CFU) si divide in due moduli.

Modulo I - STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA (Prof. Andrea Minuz)

Nel primo si affrontano aspetti storici, teorici e si discutono modelli di composizione e analisi della sceneggiatura.

Il corso affronta i principali aspetti della sceneggiatura attraverso una prospettiva storica ed estetica. Le lezioni si concentreranno sulle tecniche di scrittura, con particolare riferimento alla struttura narrativa, al conflitto, alla caratterizzazione e ai dialoghi del cinema di genere americano. Sarà riservato un focus all'analisi del lavoro di tre importanti sceneggiatori: Billy Wilder, Nora Ephron e Aaron Sorkin.

Modulo II - TECNICHE DI SCRITTURA PER IL CINEMA (docente a contratto, in incarico a partire da gennaio/febbraio 2024)

Nel modulo II, compatibilmente con il numero dei frequentanti, gli studenti dovranno misurarsi con esercitazioni pratiche di scrittura, sia in aula che con compiti assegnati a casa (riscritture di una scena, impostazione di un soggetto e di un pitch, costruzione dei dialoghi).

Gli studenti di altri corsi di studi possono sostenere 6 CFU con esclusivo riferimento al Modulo I - STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA, tenuto dal Prof. Andrea Minuz

NB: NON CI SONO DIFFERENZE DI PROGRAMMA TRA STUDENTI FREQUENTANTI E NON FREQUENTANTI

Modulo: TECNICHE DI SCRITTURA PER IL CINEMA
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA
N/D

Modalità d'esame

TECNICHE DI SCRITTURA PER IL CINEMA
Modulo: TECNICHE DI SCRITTURA PER IL CINEMA
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA
MODULO DA 12 CFU

L'esame consiste nell'elaborazione di un paper di 8-12 cartelle (+ bibliografia), ovvero nell'ANALISI DI UNA SCENEGGIATURA a partire da una delle sceneggiature contenute nel google drive disponibile all'inizio delle lezioni. Il paper va inviato al docente via mail il giorno dell'esame (non prima, non dopo).

L'ANALISI FARA' EMERGERE la scaletta, la strtuttura di riferimento dello script, il funzionamento degli atti e dei priniciplai turning point, i conflitti, l'arco di trasformazione dei personaggi, la costruzione dei dialoghi.

MODULO DA 6 CFU

Gli studenti che portano SOLO IL PRIMO MODULO (Prof Minuz) da 6 CFU sosteranno una prova scritta (domande aperte) sui testi e i film in programma.

NB: IL PROGRAMMA DEL SECONDO MODULO TECNICHE DI SCRITTURA PER IL CINEMA (affidato a un docente a contratto) sarà visibile sulla bacheca del docente più avanti

NB: NON CI SONO DIFFERENZE DI PROGRAMMA TRA STUDENTI FREQUENTANTI E NON FREQUENTANTI

STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA
Modulo: TECNICHE DI SCRITTURA PER IL CINEMA
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA
MODULO DA 12 CFU

L'esame consiste nell'elaborazione di un paper di 8-12 cartelle (+ bibliografia), ovvero nell'ANALISI DI UNA SCENEGGIATURA a partire da una delle sceneggiature contenute nel google drive disponibile all'inizio delle lezioni. Il paper va inviato al docente via mail il giorno dell'esame (non prima, non dopo).

L'ANALISI FARA' EMERGERE la scaletta, la strtuttura di riferimento dello script, il funzionamento degli atti e dei priniciplai turning point, i conflitti, l'arco di trasformazione dei personaggi, la costruzione dei dialoghi.

MODULO DA 6 CFU

Gli studenti che portano SOLO IL PRIMO MODULO (Prof Minuz) da 6 CFU sosteranno una prova scritta (domande aperte) sui testi e i film in programma.

NB: IL PROGRAMMA DEL SECONDO MODULO TECNICHE DI SCRITTURA PER IL CINEMA (affidato a un docente a contratto) sarà visibile sulla bacheca del docente più avanti

NB: NON CI SONO DIFFERENZE DI PROGRAMMA TRA STUDENTI FREQUENTANTI E NON FREQUENTANTI

Testi di riferimento

TECNICHE DI SCRITTURA PER IL CINEMA
Modulo: TECNICHE DI SCRITTURA PER IL CINEMA
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA
(Utili per seguire le lezioni e per costruire il paper ai fini della valutazione d’esame)

  • L. Aimeri, Manuale di sceneggiatura cinematografica, Utet, 2002
  • F. De Angelis, A. Minuz, The Apartment. Analisi della sceneggiatura di Billy Wilder e I.A.L. Diamond, Dino Audino, Roma, 2022
  • A. Minuz, A. Nobili, I soliti ignoti. Analisi della sceneggiatura di Analisi della sceneggiatura di Age & Scarpelli, Suso Cecchi D'Amico, Mario Monicelli, Dino Audino, Roma, 2025

Si consiglia agli studenti non frequentanti, oltre al programma sopraindicato, anche la lettura dei seguenti testi:

  • S. Field, Four Screenplays. Studies in the American Screenplay, Delta, 1998
  • C. Vogler, Il viaggio dell'eroe. La struttura del mito ad uso di scrittori di narrativa e di cinema, Dino Audino, 2010

Per quanto riguarda il II modulo, il docente a contratto mettere a disposizione delle dispense all'inizio del corso

FILMOGRAFIA DI RIFERIMENTO DEL CORSO

(Gli studenti frequentanti sono pregati di vedere i film PRIMA dell'inizio delle lezioni)

  • Double Indemnity (Billy Wilder, Raymond Chandler, 1943)
  • The Apartment (Billy Wilder, I.A.L. Diamond, 1960)
  • Il sorpasso (Ruggero Maccari, Dino Risi, Ettore Scola, 1960)
  • I soliti ignoti (Suso Cecchi D'Amico, Mario Monicelli, 1958)
  • The Social Network (Aaron Sorkin, 2010)
  • Million Dollar Baby (Clint Eastwood, 2005)
  • When Harry Met Sally (Nora Ephron, 1989)
  • You've Got Mail (Nora Ephron, Delia Ephron, 1998)
  • Slepless in Seattle (Nora Ephron, 1993)
  • Fatal Attraction (Adrian Lyne, James Dearden 1997)
  • Silence of the Lambs (Jonathan Demme, Ted tally, 1991)
  • Rocky (John G. Avildsen, 1976)

Modulo: TECNICHE DI SCRITTURA PER IL CINEMA
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA
N/D

STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA
Modulo: TECNICHE DI SCRITTURA PER IL CINEMA
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA
(Utili per seguire le lezioni e per costruire il paper ai fini della valutazione d’esame)

  • L. Aimeri, Manuale di sceneggiatura cinematografica, Utet, 2002
  • F. De Angelis, A. Minuz, The Apartment. Analisi della sceneggiatura di Billy Wilder e I.A.L. Diamond, Dino Audino, Roma, 2022
  • A. Minuz, A. Nobili, I soliti ignoti. Analisi della sceneggiatura di Analisi della sceneggiatura di Age & Scarpelli, Suso Cecchi D'Amico, Mario Monicelli, Dino Audino, Roma, 2025

Si consiglia agli studenti non frequentanti, oltre al programma sopraindicato, anche la lettura dei seguenti testi:

  • S. Field, Four Screenplays. Studies in the American Screenplay, Delta, 1998
  • C. Vogler, Il viaggio dell'eroe. La struttura del mito ad uso di scrittori di narrativa e di cinema, Dino Audino, 2010

Per quanto riguarda il II modulo, il docente a contratto mettere a disposizione delle dispense all'inizio del corso

FILMOGRAFIA DI RIFERIMENTO DEL CORSO

(Gli studenti frequentanti sono pregati di vedere i film PRIMA dell'inizio delle lezioni)

  • Double Indemnity (Billy Wilder, Raymond Chandler, 1943)
  • The Apartment (Billy Wilder, I.A.L. Diamond, 1960)
  • Il sorpasso (Ruggero Maccari, Dino Risi, Ettore Scola, 1960)
  • I soliti ignoti (Suso Cecchi D'Amico, Mario Monicelli, 1958)
  • The Social Network (Aaron Sorkin, 2010)
  • Million Dollar Baby (Clint Eastwood, 2005)
  • When Harry Met Sally (Nora Ephron, 1989)
  • You've Got Mail (Nora Ephron, Delia Ephron, 1998)
  • Slepless in Seattle (Nora Ephron, 1993)
  • Fatal Attraction (Adrian Lyne, James Dearden 1997)
  • Silence of the Lambs (Jonathan Demme, Ted tally, 1991)
  • Rocky (John G. Avildsen, 1976)

Modulo: TECNICHE DI SCRITTURA PER IL CINEMA
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA
N/D

Codice insegnamento 10630680

SOCIOLOGIA DELLA CULTURA E DEI MEDIA 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · GSPS-06/A · 0 file

Si perseguono tre obiettivi: a) acquisire strumenti utili all'interpretazione delle immagini mediali, della loro storia e della loro ricezione; b) raggiungere la capacità di ricostruire i legami di reciprocità tra…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Si perseguono tre obiettivi: a) acquisire strumenti utili all'interpretazione delle immagini mediali, della loro storia e della loro ricezione; b) raggiungere la capacità di ricostruire i legami di reciprocità tra rappresentazioni mediali e ambienti sociali; c) ideazione e scrittura di un testo critico su singoli argomenti trattati durante il corso.

Codice insegnamento 10631918

STORIA DELL'ARTE CONTEMPORANEA 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · ARTE-01/C · 0 file

Obiettivo principale: approfondire la conoscenza di alcuni aspetti dell’arte dal XIX secolo a oggi, con avanzati strumenti storico-critici e tecnologici. Obiettivi specifici: a) capacità di orientarsi nella letteratura…

Scheda dell'insegnamento

Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.

Obiettivi formativi

Obiettivo principale: approfondire la conoscenza di alcuni aspetti dell’arte dal XIX secolo a oggi, con avanzati strumenti storico-critici e tecnologici. Obiettivi specifici: a) capacità di orientarsi nella letteratura critica e nella conoscenza diretta dei fenomeni affrontati; b) capacità di analizzare i temi affrontati, anche in vista della produzione di elaborati personali; c) acquisizione di una autonomia di giudizio e di selezione di fonti e risorse sui temi del corso.
Sia durante le lezioni frontali, sia durante le visite a mostre, musei, atelier d’artista, repertori digitali, si solleciterà il coinvolgimento attivo di allievi e allieve, al fine di costruire una conoscenza avanzata anche dei maggiori centri espositivi e di ricerca relativi ai temi del corso. Gli argomenti dell’insegnamento, così come le competenze e le abilità che si intendono sviluppare, rientrano nei contenuti caratterizzanti il Corso di Laurea in Storia dell’arte.

Programma

Lineamenti di Storia dell’arte contemporanea

Il corso ripercorre gli sviluppi dei linguaggi figurativi attraverso i principali movimenti del XIX e XX secolo. A lezione si illustrano e commentano, in ordine cronologico, le poetiche di artisti e gruppi, il dibattito critico e le singole opere d'arte. In particolare saranno oggetto delle lezioni Neoclassicismo, Romanticismo e Realismo; Impressionismo e Postimpressionismo; Espressionismo e Avanguardie storiche; Espressionismo astratto e Informale; Ricerche degli anni Sessanta e Neoavanguardie; Postmoderno.

  • Introduzione di metodo
  • Testi di riferimento: G. Dorfles et al., Capire l’arte, Bergamo, Atlas (qualsiasi edizione) oppure V. Terraroli et al., Arte, Milano, Bompiani-Skira (qualsiasi edizione
  • Rococo e Neoclassicismo (il salon e l’emergere della sfera pubblica; sguardo e partecipazione)
  • Testi di riferimento: G. Dorfles et al., Capire l’arte, Bergamo, Atlas (qualsiasi edizione) oppure V. Terraroli et al., Arte, Milano, Bompiani-Skira (qualsiasi edizione
  • Romanticismo e Realismo (orientalismo e colonialismo; pittura di paesaggio, ecologia, nazionalismo)
  • Testi di riferimento: G. Dorfles et al., Capire l’arte, Bergamo, Atlas (qualsiasi edizione) oppure V. Terraroli et al., Arte, Milano, Bompiani-Skira (qualsiasi edizione
  • Impressionismo e Post-impressionismo (sorveglianza e exhibitionary complex; artist-run spaces; emergere del mercato internazionale dell’arte)
  • Testi di riferimento: G. Dorfles et al., Capire l’arte, Bergamo, Atlas (qualsiasi edizione) oppure V. Terraroli et al., Arte, Milano, Bompiani-Skira (qualsiasi edizione
  • Modernismo e avanguardismo 1 (Espressionismo-cubismo)
  • Testi di riferimento: G. Dorfles et al., Capire l’arte, Bergamo, Atlas (qualsiasi edizione) oppure V. Terraroli et al., Arte, Milano, Bompiani-Skira (qualsiasi edizione
  • Modernismo e avanguardismo 2 (Futurismo e Dada)
  • Testi di riferimento: G. Dorfles et al., Capire l’arte, Bergamo, Atlas (qualsiasi edizione) oppure V. Terraroli et al., Arte, Milano, Bompiani-Skira (qualsiasi edizione
  • Modernismo e avanguardismo 3 (Astrazione e Costruttivismo)
  • Testi di riferimento: G. Dorfles et al., Capire l’arte, Bergamo, Atlas (qualsiasi edizione) oppure V. Terraroli et al., Arte, Milano, Bompiani-Skira (qualsiasi edizione
  • Modernismo e avanguardismo 4 (Ritorno all'ordine, metafisica, surrealismo)
  • Testi di riferimento: G. Dorfles et al., Capire l’arte, Bergamo, Atlas (qualsiasi edizione) oppure V. Terraroli et al., Arte, Milano, Bompiani-Skira (qualsiasi edizione
  • Dopoguerra e ricostruzione: Ab Ex, Gutai, Informale
  • Testi di riferimento: G. Dorfles et al., Capire l’arte, Bergamo, Atlas (qualsiasi edizione) oppure V. Terraroli et al., Arte, Milano, Bompiani-Skira (qualsiasi edizione
  • Neoavanguardie e società dei consumi: New Dada e Pop
  • Testi di riferimento: G. Dorfles et al., Capire l’arte, Bergamo, Atlas (qualsiasi edizione) oppure V. Terraroli et al., Arte, Milano, Bompiani-Skira (qualsiasi edizione
  • Crisi del modernismo: Minimal, Postminimal, Concettuale
  • Testi di riferimento: G. Dorfles et al., Capire l’arte, Bergamo, Atlas (qualsiasi edizione) oppure V. Terraroli et al., Arte, Milano, Bompiani-Skira (qualsiasi edizione
  • Crisi Guerra fredda e globalizzazione: postmoderno, postcoloniale, guerre culturali
  • Testi di riferimento: G. Dorfles et al., Capire l’arte, Bergamo, Atlas (qualsiasi edizione) oppure V. Terraroli et al., Arte, Milano, Bompiani-Skira (qualsiasi edizione

Modalità d'esame

Il colloquio d'esame mira all'accertamento della conoscenza del manuale da studiare e degli argomenti trattati a lezione; particolare attenzione viene rivolta alla capacità dello studente di riconoscere stili e movimenti partendo dalle opere illustrate nei testi.

Testi di riferimento

G. Dorfles et al., Capire l’arte, Bergamo, Atlas (qualsiasi edizione)

oppure

V. Terraroli et al., Arte, Milano, Bompiani-Skira (qualsiasi edizione)

Codice insegnamento 10626867

STORIA DELL'ARTE MODERNA 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · ARTE-01/B · 0 file

l’insegnamento è finalizzato alla conoscenza e all’approfondimento del panorama storico-artistico italiano tra XVII e XVIII secolo, con particolare riferimento alle all’affermarsi di nuove tematiche iconografiche. Alla…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

l’insegnamento è finalizzato alla conoscenza e all’approfondimento del panorama storico-artistico
italiano tra XVII e XVIII secolo, con particolare riferimento alle all’affermarsi di nuove tematiche iconografiche. Alla fine del
Cinquecento e nel corso del secolo successivo l’iconografia musicale si arricchisce di nuovi elementi dovuti alla rivoluzione della
pittura caravaggesca. Obiettivo specifico del corso è la conoscenza di queste tematiche e l’apprendimento di elementi specifici
nel vasto campo nell’iconografia musicale. nonché della capacità critica di confronto tra opere d’arte afferenti ad ambiti
cronologici e geografici diversi.

Programma

Il corso intende tracciare un percorso in particolare tra i protagonisti della pittura veneziana del Settecento. Si vuole osservare, in primo luogo, la fortuna internazionale di alcuni artisti nel rapporto con il gusto dell’epoca, analizzarne la specificità della proposta figurativa e, al contempo, la tenuta nel confronto con il linguaggio classicista unanimemente accolto in Europa con l’avanzare del Settecento.

  • Le lezioni seguiranno un orientativo ordine cronologico dal Quattrocento alla fine del Settecento, dando conto di singoli contesti, di questioni tematiche e di stile, di committenza e dei protagonisti delle diverse epoche storiche.
  • The lessons will follow a rough chronological order from the fifteenth century to the end of the eighteenth century, taking into account individual contexts, thematic and stylistic issues, patrons and the protagonists of the different historical periods.

Modalità d'esame

Conoscenza degli aspetti metodologici e delle più significative opere d'arte del periodo. Proprietà di linguaggio nel colloquio orale

Testi di riferimento

Verrà indicata su classroom con l'avvio delle lezioni

Codice insegnamento 10628231

STORIA DELLA DISTRIBUZIONE CINEMATOGRAFICA 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · PEMM-01/B · 0 file

Il corso si propone di analizzare la distribuzione cinematografica come oggetto storico, tracciandone l'evoluzione dalle origini fino alle trasformazioni contemporanee. Attraverso un approccio storico-istituzionale, il…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso si propone di analizzare la distribuzione cinematografica come oggetto storico, tracciandone l'evoluzione dalle origini fino alle trasformazioni contemporanee. Attraverso un approccio storico-istituzionale, il corso esaminerà i meccanismi economici, le strategie commerciali, le dinamiche culturali e le pratiche distributive che hanno caratterizzato la circolazione dei film e, più in generale, dell'audiovisivo in contesti nazionali e transnazionali. Particolare attenzione sarà dedicata al caso italiano, sia nel mercato domestico sia nelle dinamiche di circolazione internazionale, nonché alle forme di distribuzione informale e alternativa che hanno sempre accompagnato i circuiti ufficiali. Nel corso, saranno inoltre affrontati i temi della circolazione non-theatrical, nonché la nozione di economia sommersa applicata alla distribuzione.

Codice insegnamento 10632734

STORIA DELLA FOTOGRAFIA 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · ARTE-01/C · 0 file

Il corso intende offrire un quadro delle tecniche fotografiche e della storia dell'immagine dalla nascita della ripresa fotografica sino ad oggi.

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso intende offrire un quadro delle tecniche fotografiche e della storia dell'immagine dalla nascita della ripresa fotografica sino ad oggi.

Programma

Il corso si concentra sulla fotografia tra le due guerre mondiali ed è diviso in due parti. La prima parte è dedicata alla riflessione teorica sulla fotografia, particolarmente incentrata sul periodo in esame, con un excursus sull’immagine di sintesi prodotta dall’intelligenza artificiale (R. Barthes, W. Benjamin, R. Krauss e altri). La seconda parte approfondisce la storia della fotografia modernista tra le due guerre mondiali.

Una parte del corso è dedicata alla presentazione di lavori degli studenti su temi relativi al programma. Gli studenti caricheranno su classroom i power point/pdf e un file di testo (5 cartelle + bibliografia). I contenuti delle presentazioni saranno parte del programma di esame per gli studenti frequentanti.

Sono previste visite guidate alle mostre di fotografia in corso.

  • Prima parte: Riflessioni teoriche sullo statuto della fotografia e della post-fotografia (8 ore)
  • Testi di riferimento: Slide delle lezioni e testi in programma
  • Seconda parte: Principali orientamenti nella fotografia modernista in Europa tra le due guerre anche in relazione con il cinema (dadaismo, futurismo, surrealismo, nuova oggettività, nuova visione e Bauhaus, la fotografia in URSS) (20 ore)
  • Testi di riferimento: Slide delle lezioni e testi in programma
  • Visite guidate a mostre in corso (2-4 ore)
  • Assegnazione e presentazione di lavori seminariali (10-12 ore)
  • Testi di riferimento: PPT/Pdf e Testi su Classroom

Modalità d'esame

Esame orale. Per gli studenti frequentanti che partecipano al seminario sarà valutato anche il progetto, dedicato all’approfondimento di temi e questioni critiche del corso sarà presentato in aula al termine delle lezione e sarà consegnato su Classroom (power Point e word, massimo 10.000 battute). Agli studenti che presentano la tesina si richiede la conoscenza a grandi linee dei temi presentati dai colleghi.

Testi di riferimento

A. Selezione di testi teorici sulla fotografia

1. Roland Barthes, La camera chiara. Nota sulla fotografia, Einaudi 1980 (Lettura)

2. Walter Benjamin, Piccola storia della fotografia (1931) e L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, in L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, Einaudi 1991

3. Rosalind Krauss, Note sull’indice, parte I (1976), in L’originalità dell’avanguardia e altri saggi, pp. 208-223

B. Fotografia e arte tra le due guerre mondiali

4. Ilaria Schiaffini, Metafisica, Dada, Surrealismo, Carocci 2012, pp. 87-101 e 158-168

5. Etgar, Un dolcissimo terremoto. Il collage come metodo nell'opera di Max Ernst

6. C. Phillips, The New Vision. Photography between the two world wars (con traduzione approssimativa in Italiano)

7. F. Zanot, Film und Foto e la fotografia come Sistema, in Photoshow, a cura di A. Mauro, pp. 128-147.

8. Antonio Somaini, Fotografia, cinema, montaggio. La “nuova visione” di László Moholy-Nagy, in László Moholy-Nagy, Pittura fotografia film, Einaudi 2010, pp. IX-LXI e Moholy-Nagy, Produzione-riproduzione 1922

9. Peter Galassi, Rodchenko and Photography’s Revolution, MoMa 1998, pp. 104-137

10. Rosalind Krauss, Fotografia e Surrealismo e Corpus delicti, in Teoria e storia della fotografia, Bruno Mondadori Editore 1996, pp. 169-204 e pp. 169-204

C. Contenuti delle lezioni. I pdf saranno caricati via via su Moodle Sapienza e sono utili anche per gli studenti non frequentanti, almeno per le immagini (2025-2026 Storia della fotografia magistrale)

Le dispense del corso (A e B) si trovano in questa cartella:

https://drive.google.com/drive/folders/1aBHeVM4i_r36UdJW1dMUrq0Mt0tOFOir?usp=sharing

Studenti frequentanti:

Sono previste visite guidate al Centro della fotografia (Mattatoio visite guidate introdotte dalle curatrici delle mostre), alla mostra Lanterne magiche. Fotografie dalla collezione De Paolis al Museo Bilotti e alla mostra di Doisneau al Museo del genio.

Gli studenti frequentanti sono invitati a partecipare a un workshop (facoltativo), dove potranno presentare una tesina sugli argomenti proposti dalla docente da presentare in aula alla fine del corso e da caricare su Classroom: 1 pdf con le immagini + 1 testo word di 5 cartelle (10.000 battute) + bibliografia). La tesina contribuisce alla valutazione finale e sostituisce la lettura de La camera chiara di Roland Barthes (1). Si invita a presentare un lavoro anche in due o al massimo tre persone (ciascuno presenterà le sue 5 cartelle, ma la bibliografia sarà condivisa).

Ciascuno dovrà caricare i due file (word e pdf, nominati "TEMA-COGNOME"), su Classroom due volte: sia nello Stream del corso, sia nei Lavori del Corso.

La scelta degli argomenti avverrà tramite questo link entro il 25 marzo:

https://docs.google.com/spreadsheets/d/1qXxwhXJ0PFjL8Q4YNmbUTMOAcCGYOQDdkXhXAHxlJno/edit?usp=sharing

Il calendario delle presentazioni, che saranno alla fine del corso, sarà stabilito a consuntivo delle proposte.

Anche per le comunicazioni rapide, iscriversi su Classroom a questo link:

https://classroom.google.com/c/MTYyMzc1NjA5NTQ1?cjc=hik6tzbv

Codice insegnamento 10627179

STORIA E TEORIA DELLA DRAMMATURGIA 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · PEMM-01/A · 0 file

Il corso si propone di fornire agli studenti conoscenze e competenze critiche, teoriche e pratiche nell’ambito della drammaturgia teatrale, con un approccio integrato che tenga conto sia della dimensione…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso si propone di fornire agli studenti conoscenze e competenze critiche, teoriche e pratiche nell’ambito della drammaturgia teatrale, con un approccio integrato che tenga conto sia della dimensione storico-contestuale sia di quella strutturale e analitica del testo teatrale.

In particolare, il corso mira a

Acquisire conoscenze storiche e culturali relative all’evoluzione della drammaturgia teatrale, con particolare attenzione ai contesti produttivi, organizzativi e culturali che ne hanno condizionato la forma e i contenuti.

Comprendere la natura processuale e artigianale del lavoro drammaturgico, inteso come pratica creativa intrecciata con la dimensione economica, sociale e culturale del teatro.

Sviluppare competenze di analisi strutturale del testo teatrale, attraverso lo studio di elementi fondamentali quali la costruzione del conflitto, l’articolazione dei personaggi (protagonista, antagonista), gli obiettivi e gli archi di trasformazione, le dinamiche narrative e dialogiche.

Applicare strumenti teorici e metodologici alla lettura e all’interpretazione critica di testi drammaturgici esemplari, con esercitazioni mirate che stimolino l’autonomia analitica e l’elaborazione scritta.

Approfondire le interazioni tra drammaturgia, regia e cultura attoriale, in particolare attraverso casi di studio emblematici.

Stimolare una riflessione metacognitiva sul rapporto tra teoria e pratica nel fare teatrale, favorendo una consapevolezza critica dell’intero processo produttivo-drammaturgico.

Al termine del corso, lo studente sarà in grado di:

collocare storicamente e culturalmente un testo teatrale;

riconoscere e descrivere le principali strutture drammaturgiche;

utilizzare gli strumenti dell’analisi drammaturgica in modo autonomo;

redigere contributi scritti articolati e coerenti, in grado di coniugare riflessione teorica e osservazione pratica;

interpretare in modo critico il ruolo della drammaturgia all’interno della macchina teatrale e del sistema culturale.

Modulo: TECNICHE E PRATICHE DI SCRITTURA PER IL TEATRO
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA DRAMMATURGIA
N/D

Programma

Modulo: TECNICHE E PRATICHE DI SCRITTURA PER IL TEATRO
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA DRAMMATURGIA
Il corso si tiene nel secondo semestre 2025/2026

Modulo: TECNICHE E PRATICHE DI SCRITTURA PER IL TEATRO
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA DRAMMATURGIA
N/D

Modalità d'esame

Modulo: TECNICHE E PRATICHE DI SCRITTURA PER IL TEATRO
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA DRAMMATURGIA
N/D

Testi di riferimento

Modulo: TECNICHE E PRATICHE DI SCRITTURA PER IL TEATRO
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA DRAMMATURGIA
N/D

Modulo: TECNICHE E PRATICHE DI SCRITTURA PER IL TEATRO
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA DRAMMATURGIA
N/D

Codice insegnamento AID-70340d1d-06e

STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · PEMM-01/B · 0 file

Il corso si propone di fornire i principi fondamentali della scrittura per il cinema, applicandoli a una serie di esercitazioni da svolgere in classe. Lo studente sarà inoltre chiamato a lavorare su sceneggiature…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso si propone di fornire i principi fondamentali della scrittura per il cinema, applicandoli a una serie di esercitazioni da svolgere in classe. Lo studente sarà inoltre chiamato a lavorare su sceneggiature originali fornite dal docente per imparare ad analizzare la struttura narrativa e la costruzione dei dialoghi. Infine sarà chiamato a confrontarsi con gli aspetti produttivi ed economici della sceneggiatura.

Modulo: TECNICHE DI SCRITTURA PER IL CINEMA
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA

  • Analizzare uno script
  • Conoscere le principali teorie di riferimento della sceneggiatura

Programma

Modulo: TECNICHE DI SCRITTURA PER IL CINEMA
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA

Il corso di SCREENWRITING (12 CFU) si divide in due moduli.

Modulo I - STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA (Prof. Andrea Minuz)

Nel primo si affrontano aspetti storici, teorici e si discutono modelli di composizione e analisi della sceneggiatura.

Il corso affronta i principali aspetti della sceneggiatura attraverso una prospettiva storica ed estetica. Le lezioni si concentreranno sulle tecniche di scrittura, con particolare riferimento alla struttura narrativa, al conflitto, alla caratterizzazione e ai dialoghi del cinema di genere americano. Sarà riservato un focus all'analisi del lavoro di tre importanti sceneggiatori: Billy Wilder, Nora Ephron e Aaron Sorkin.

Modulo II - TECNICHE DI SCRITTURA PER IL CINEMA (docente a contratto, in incarico a partire da gennaio/febbraio 2024)

Nel modulo II, compatibilmente con il numero dei frequentanti, gli studenti dovranno misurarsi con esercitazioni pratiche di scrittura, sia in aula che con compiti assegnati a casa (riscritture di una scena, impostazione di un soggetto e di un pitch, costruzione dei dialoghi).

Gli studenti di altri corsi di studi possono sostenere 6 CFU con esclusivo riferimento al Modulo I - STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA, tenuto dal Prof. Andrea Minuz

NB: NON CI SONO DIFFERENZE DI PROGRAMMA TRA STUDENTI FREQUENTANTI E NON FREQUENTANTI

Modulo: TECNICHE DI SCRITTURA PER IL CINEMA
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA
N/D

Modalità d'esame

Modulo: TECNICHE DI SCRITTURA PER IL CINEMA
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA
MODULO DA 12 CFU

L'esame consiste nell'elaborazione di un paper di 8-12 cartelle (+ bibliografia), ovvero nell'ANALISI DI UNA SCENEGGIATURA a partire da una delle sceneggiature contenute nel google drive disponibile all'inizio delle lezioni. Il paper va inviato al docente via mail il giorno dell'esame (non prima, non dopo).

L'ANALISI FARA' EMERGERE la scaletta, la strtuttura di riferimento dello script, il funzionamento degli atti e dei priniciplai turning point, i conflitti, l'arco di trasformazione dei personaggi, la costruzione dei dialoghi.

MODULO DA 6 CFU

Gli studenti che portano SOLO IL PRIMO MODULO (Prof Minuz) da 6 CFU sosteranno una prova scritta (domande aperte) sui testi e i film in programma.

NB: IL PROGRAMMA DEL SECONDO MODULO TECNICHE DI SCRITTURA PER IL CINEMA (affidato a un docente a contratto) sarà visibile sulla bacheca del docente più avanti

NB: NON CI SONO DIFFERENZE DI PROGRAMMA TRA STUDENTI FREQUENTANTI E NON FREQUENTANTI

Testi di riferimento

Modulo: TECNICHE DI SCRITTURA PER IL CINEMA
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA
(Utili per seguire le lezioni e per costruire il paper ai fini della valutazione d’esame)

  • L. Aimeri, Manuale di sceneggiatura cinematografica, Utet, 2002
  • F. De Angelis, A. Minuz, The Apartment. Analisi della sceneggiatura di Billy Wilder e I.A.L. Diamond, Dino Audino, Roma, 2022
  • A. Minuz, A. Nobili, I soliti ignoti. Analisi della sceneggiatura di Analisi della sceneggiatura di Age & Scarpelli, Suso Cecchi D'Amico, Mario Monicelli, Dino Audino, Roma, 2025

Si consiglia agli studenti non frequentanti, oltre al programma sopraindicato, anche la lettura dei seguenti testi:

  • S. Field, Four Screenplays. Studies in the American Screenplay, Delta, 1998
  • C. Vogler, Il viaggio dell'eroe. La struttura del mito ad uso di scrittori di narrativa e di cinema, Dino Audino, 2010

Per quanto riguarda il II modulo, il docente a contratto mettere a disposizione delle dispense all'inizio del corso

FILMOGRAFIA DI RIFERIMENTO DEL CORSO

(Gli studenti frequentanti sono pregati di vedere i film PRIMA dell'inizio delle lezioni)

  • Double Indemnity (Billy Wilder, Raymond Chandler, 1943)
  • The Apartment (Billy Wilder, I.A.L. Diamond, 1960)
  • Il sorpasso (Ruggero Maccari, Dino Risi, Ettore Scola, 1960)
  • I soliti ignoti (Suso Cecchi D'Amico, Mario Monicelli, 1958)
  • The Social Network (Aaron Sorkin, 2010)
  • Million Dollar Baby (Clint Eastwood, 2005)
  • When Harry Met Sally (Nora Ephron, 1989)
  • You've Got Mail (Nora Ephron, Delia Ephron, 1998)
  • Slepless in Seattle (Nora Ephron, 1993)
  • Fatal Attraction (Adrian Lyne, James Dearden 1997)
  • Silence of the Lambs (Jonathan Demme, Ted tally, 1991)
  • Rocky (John G. Avildsen, 1976)

Modulo: TECNICHE DI SCRITTURA PER IL CINEMA
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA
N/D

Codice insegnamento AID-45c1ecbe-f8a

STORIA. TEORIE E TECNICHE DELLA DANZA 1° anno · 1° semestre · 12 CFU · PEMM-01/A · 0 file

Alla fine del corso lo studente acquisisce strumenti avanzati di ricerca nel campo della storia della danza avendo lavorato soprattutto su fonti dirette. Le attività svolte per aumentare le capacità critiche sono la…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Alla fine del corso lo studente acquisisce strumenti avanzati di ricerca nel campo della storia della danza avendo lavorato soprattutto su fonti dirette. Le attività svolte per aumentare le capacità critiche sono la stesura di relazioni scritte e laboratori di danza con danzatori e coreografi. Le capacità di comunicazione vengono sperimentate attraverso la scrittura di relazioni. Alla fine del corso lo studente avrà acquisito capacità autonoma di studio grazie alla maggiore conoscenza della tipologia delle fonti storiche, della loro disponibilità in biblioteche ed archivi, attraverso la capacità di metterle in relazione alla cultura dell’epoca che le ha prodotte.

Programma

DRAMMATURGIA DEL BALLETTO NARRATIVO
Modulo: DRAMMATURGIA DEL BALLETTO NARRATIVO
Il corso affronterà il balletto narrativo, una delle principali forme di danza teatrale occidentale del Sette e Ottocento, le sue peculiarità estetiche e il valore culturale nella società dell’epoca. I contenuti verranno esposti e problematizzati partendo dalle fonti coeve primarie (libretti di ballo, trattati, iconografia, periodici e documenti di archivio) e l’aspetto della narrazione verrà indagato non solo attraverso la descrizione dei soggetti utilizzati dai coreografi – presi in prestito il più delle volte dalla letteratura e dal teatro di prosa e musicale – ma anche attraverso ipotesi di “ricostruzione” delle modalità sceniche, con il fine di mettere in luce stili coreografici, tecniche del corpo e prassi proprie della danza dell’epoca.

Modulo: STORIA. TEORIE E TECNICHE DELLA DANZA
La danza moderna e contemporanea attraverso l'analisi di fonti e documenti letterari e iconografici con particolare riferimento all'area americana, francese, russa, tedesca e italiana.

Modulo: DRAMMATURGIA DEL BALLETTO NARRATIVO

  • Introduzione alla disciplina nel XVIII e XIX secolo e agli argomenti del corso da un punto di vista storico-critico. [10 ore]
  • Testi di riferimento: Pappacena, Storia della danza e del balletto. Vol. II: il Settecento e l’Ottocento, Gremese, Roma 2019. 1. Pappacena, La danza classica tra arte e scienza, a cura di Valerio Basciano, Gremese, Roma 2021 (nuova edizione).
  • Approfondimento della metodologia di ricerca.Studio e analisi e interpretazione delle fonti primarie attraverso una serie di esempi, attraverso cui gli studenti verranno sollecitati a osservare la natura e il possibile uso dei vari documenti. [24 ore]
  • Testi di riferimento: Corea, Louis Henry e il balletto a Napoli in età napoleonica, Libreria Musicale Italiana, Lucca 2021.Tomasevic, Tra pulcinellate e favole. Il ballo pantomimo a Roma al tramonto dello stato pontificio, Libreria Musicale Italiana, Lucca 2023, pp. 103-140 (III cap. La pantomima nel ballo italiano di fine Settecento).Onesti (a cura di), Gasparo Angiolini tra Vienna e l’Italia. Antologia di libretti, Kinetès, Benevento 2022.
  • Attività seminariale. Gli studenti sono chiamati a esporre il proprio lavoro di ricerca in classe, singolarmente o in gruppo (massimo tre studenti), su un tema o un coreografo, da concordare con la docente. [8 ore]
  • Testi di riferimento: come al secondo punto

Modulo: STORIA. TEORIE E TECNICHE DELLA DANZA

  • già indicati

STORIA. TEORIE E TECNICHE DELLA DANZA
Modulo: DRAMMATURGIA DEL BALLETTO NARRATIVO
Il corso affronterà il balletto narrativo, una delle principali forme di danza teatrale occidentale del Sette e Ottocento, le sue peculiarità estetiche e il valore culturale nella società dell’epoca. I contenuti verranno esposti e problematizzati partendo dalle fonti coeve primarie (libretti di ballo, trattati, iconografia, periodici e documenti di archivio) e l’aspetto della narrazione verrà indagato non solo attraverso la descrizione dei soggetti utilizzati dai coreografi – presi in prestito il più delle volte dalla letteratura e dal teatro di prosa e musicale – ma anche attraverso ipotesi di “ricostruzione” delle modalità sceniche, con il fine di mettere in luce stili coreografici, tecniche del corpo e prassi proprie della danza dell’epoca.

Modulo: STORIA. TEORIE E TECNICHE DELLA DANZA
La danza moderna e contemporanea attraverso l'analisi di fonti e documenti letterari e iconografici con particolare riferimento all'area americana, francese, russa, tedesca e italiana.

Modulo: DRAMMATURGIA DEL BALLETTO NARRATIVO

  • Introduzione alla disciplina nel XVIII e XIX secolo e agli argomenti del corso da un punto di vista storico-critico. [10 ore]
  • Testi di riferimento: Pappacena, Storia della danza e del balletto. Vol. II: il Settecento e l’Ottocento, Gremese, Roma 2019. 1. Pappacena, La danza classica tra arte e scienza, a cura di Valerio Basciano, Gremese, Roma 2021 (nuova edizione).
  • Approfondimento della metodologia di ricerca.Studio e analisi e interpretazione delle fonti primarie attraverso una serie di esempi, attraverso cui gli studenti verranno sollecitati a osservare la natura e il possibile uso dei vari documenti. [24 ore]
  • Testi di riferimento: Corea, Louis Henry e il balletto a Napoli in età napoleonica, Libreria Musicale Italiana, Lucca 2021.Tomasevic, Tra pulcinellate e favole. Il ballo pantomimo a Roma al tramonto dello stato pontificio, Libreria Musicale Italiana, Lucca 2023, pp. 103-140 (III cap. La pantomima nel ballo italiano di fine Settecento).Onesti (a cura di), Gasparo Angiolini tra Vienna e l’Italia. Antologia di libretti, Kinetès, Benevento 2022.
  • Attività seminariale. Gli studenti sono chiamati a esporre il proprio lavoro di ricerca in classe, singolarmente o in gruppo (massimo tre studenti), su un tema o un coreografo, da concordare con la docente. [8 ore]
  • Testi di riferimento: come al secondo punto

Modulo: STORIA. TEORIE E TECNICHE DELLA DANZA

  • già indicati

Modalità d'esame

DRAMMATURGIA DEL BALLETTO NARRATIVO
Mod. 1 Attraverso la discussione si ripercorerrano i momenti importanti del lavoro fatto in classe anche attraverso gli approfondimenti provenienti dalle letture dei testi studiati per la preparazione dell'esame.

Mod. 2 Facoltativo è il lavoro scritto, eventualmente da commentare durante l'esame orale.

STORIA. TEORIE E TECNICHE DELLA DANZA
Mod. 1 Attraverso la discussione si ripercorerrano i momenti importanti del lavoro fatto in classe anche attraverso gli approfondimenti provenienti dalle letture dei testi studiati per la preparazione dell'esame.

Mod. 2 Facoltativo è il lavoro scritto, eventualmente da commentare durante l'esame orale.

Testi di riferimento

DRAMMATURGIA DEL BALLETTO NARRATIVO
Modulo: DRAMMATURGIA DEL BALLETTO NARRATIVO
1. Flavia Pappacena, Storia della danza e del balletto. Vol. II: il Settecento e l’Ottocento, Gremese, Roma 2019. 1. Per chi lo avesse già studiato, sostituire con Flavia Pappacena, La danza classica tra arte e scienza, a cura di Valerio Basciano, Gremese, Roma 2021 (nuova edizione).

2. Annamaria Corea, Louis Henry e il balletto a Napoli in età napoleonica, Libreria Musicale Italiana, Lucca 2021.

3. Nika Tomasevic, Tra pulcinellate e favole. Il ballo pantomimo a Roma al tramonto dello stato pontificio, Libreria Musicale Italiana, Lucca 2023, pp. 103-140 (III cap. La pantomima nel ballo italiano di fine Settecento).

4. Stefania Onesti (a cura di), Gasparo Angiolini tra Vienna e l’Italia. Antologia di libretti, Kinetès, Benevento 2022.

N. B. Gli studenti frequentanti che sceglieranno di consegnare il lavoro in forma scritta, previo accordo con la docente, porteranno il programma seguente.

1. Flavia Pappacena, Storia della danza e del balletto. Vol. II: il Settecento e l’Ottocento, Gremese, Roma 2019.

2. Annamaria Corea, Louis Henry e il balletto a Napoli in età napoleonica, Libreria Musicale Italiana, Lucca 2021.

3. Lavoro scritto.

Modulo: STORIA. TEORIE E TECNICHE DELLA DANZA
La descrizione verrà fatta in classe alla prima lezione. E' impossibile una sintesi significativa all'interno di una scheda

Vito Di Bernardi, Cosa può la danza, Bulzoni

Alessandro Pontremoli, La danza 2.0, Laterza

Vito Di Bernardi, Ossatura, Bulzoni

Elena Cervellati, Storia della danza o per chi ha già dato storia della danza al triennio: Elena Randi, Protagonosti della danza del XX secolo, Carrocci

Modulo: DRAMMATURGIA DEL BALLETTO NARRATIVO
Flavia Pappacena, Storia della danza e del balletto. Vol. II: il Settecento e l’Ottocento, Gremese, Roma 2019.

Flavia Pappacena, La danza classica tra arte e scienza, a cura di Valerio Basciano, Gremese, Roma 2021 (nuova edizione).

Annamaria Corea, Louis Henry e il balletto a Napoli in età napoleonica, Libreria Musicale Italiana, Lucca 2021.

Nika Tomasevic, Tra pulcinellate e favole. Il ballo pantomimo a Roma al tramonto dello stato pontificio, Libreria Musicale Italiana, Lucca 2023.

Stefania Onesti (a cura di), Gasparo Angiolini tra Vienna e l’Italia. Antologia di libretti, Kinetès, Benevento 2022.

Albano Roberta, Scafidi Nadia, Zambon Rita, La danza in Italia. La Scala, La Fenice, il San Carlo dal XVIII secolo ai giorni nostri, Gremese, Roma 1998.

Hansell, Kathleen Kuzmick, Il ballo teatrale e l’opera italiana, in Storia dell’opera italiana, a cura di Lorenzo Bianconi e Giorgio Pestelli, Torino, EDT, 1987-1988, 6 voll., vol. V: La spettacolarità, pp. 177-306.

Contributi di Lorenzo Tozzi e Claudia Celi in Musica in scena: storia dello spettacolo musicale, diretta da Alberto Basso, Torino, UTET, 1995-97, 6 voll., vol. V: L’arte della danza e del balletto.

Carmela Lombardi (a cura di), Il ballo pantomimo. Lettere, saggi e libelli sulla danza (1773-1785), Torino, Paravia, 1998, pp. 209-234.

Excelsior. Documenti e saggi / Documents and Essays, a cura di / edited by Flavia Pappacena, “Chorégraphie”, Scuola Nazionale di Cinema-Cineteca Nazionale, Roma, Di Giacomo, 1998.

Aa. Vv., Recupero, ricostruzione, conservazione del patrimonio coreutico italiano del XIX secolo, Atti del convegno: Roma, CNR, 10 dicembre 1999, numero monografico di “Chorégraphie”, 2000.

Nye, Edward, Mime, Music and Drama on the Eighteenth-Century Stage. The Ballet d’action, Cambridge University Press, Cambridge 2011.

Pappacena, Flavia, Il Linguaggio della danza classica. Guida all'interpretazione delle fonti iconografiche, Roma, Gremese, 2012.

Stefania Onesti, Di passi, di storie e di passioni. Teorie e pratiche del ballo teatrale nel secondo Settecento italiano, Accademia University Press, Torino 2016.

Annamaria Corea, Dalla storia alla scena: Giovanna d’Arco nei libretti di ballo di Jean Aumer e Salvatore Viganò (1821), in “Biblioteca Teatrale”, n. 136, luglio dicembre 2021 (2022), pp. 67-85.

Annamaria Corea, A., Donne “compositrici” di balli pantomimi in Italia fra Sette e Ottocento, in M. Gurgul, T. Megale, M. Surma-Gawlowska (a cura di), Donne del/nel Teatro Italiano: nodi storici, pratiche d’arte e di vita, numero monografico di “Italica Wratislaviensia”, vol. 10 (2), 2019, pp. 175-192.

Annamaria Corea, A., Il ballo pantomimo, precursore dei soggetti shakespeariani in Italia fra Sette e Ottocento, in C. Faverzani (a cura di), The lark and the nigthingale. Shakespeare et l’Opéra, Libreria Musicale Italiana, Lucca 2017, pp. 23-38.

Elena Randi (a cura di), La storia di Giselle. Due secoli di metamorfosi, Kinetès, Benevento 2025.

Elena Cervellati, Théophile Gautier e la danza. La rivelazione del corpo nel balletto del XIX secolo, Clueb, Bologna 2007.

Ornella Di Tondo, La censura sui balli teatrali nella Roma dell’Ottocento, Utet, Torino 2005.

Rita Maria Fabris, Il Corsaro di Giovanni Galzerani: danza, medialità e storiografia del Risorgimento, in “Romanticismi”, n. 7, 2022, pp. 257-282.

Il Bildungsroman di August Bournonville. Studi di danza e identità in movimento, in “Mimesis”, 8 (2) 2019, pp. 67-87.

Paologiovanni Maione, Maria Venuso (a cura di), Danza e ballo a Napoli: un dialogo con l’Europa (1806-1861), Turchini edizioni, Napoli 2020, pp. 189-201.

Modulo: STORIA. TEORIE E TECNICHE DELLA DANZA
N/D

STORIA. TEORIE E TECNICHE DELLA DANZA
Modulo: DRAMMATURGIA DEL BALLETTO NARRATIVO
1. Flavia Pappacena, Storia della danza e del balletto. Vol. II: il Settecento e l’Ottocento, Gremese, Roma 2019. 1. Per chi lo avesse già studiato, sostituire con Flavia Pappacena, La danza classica tra arte e scienza, a cura di Valerio Basciano, Gremese, Roma 2021 (nuova edizione).

2. Annamaria Corea, Louis Henry e il balletto a Napoli in età napoleonica, Libreria Musicale Italiana, Lucca 2021.

3. Nika Tomasevic, Tra pulcinellate e favole. Il ballo pantomimo a Roma al tramonto dello stato pontificio, Libreria Musicale Italiana, Lucca 2023, pp. 103-140 (III cap. La pantomima nel ballo italiano di fine Settecento).

4. Stefania Onesti (a cura di), Gasparo Angiolini tra Vienna e l’Italia. Antologia di libretti, Kinetès, Benevento 2022.

N. B. Gli studenti frequentanti che sceglieranno di consegnare il lavoro in forma scritta, previo accordo con la docente, porteranno il programma seguente.

1. Flavia Pappacena, Storia della danza e del balletto. Vol. II: il Settecento e l’Ottocento, Gremese, Roma 2019.

2. Annamaria Corea, Louis Henry e il balletto a Napoli in età napoleonica, Libreria Musicale Italiana, Lucca 2021.

3. Lavoro scritto.

Modulo: STORIA. TEORIE E TECNICHE DELLA DANZA
La descrizione verrà fatta in classe alla prima lezione. E' impossibile una sintesi significativa all'interno di una scheda

Vito Di Bernardi, Cosa può la danza, Bulzoni

Alessandro Pontremoli, La danza 2.0, Laterza

Vito Di Bernardi, Ossatura, Bulzoni

Elena Cervellati, Storia della danza o per chi ha già dato storia della danza al triennio: Elena Randi, Protagonosti della danza del XX secolo, Carrocci

Modulo: DRAMMATURGIA DEL BALLETTO NARRATIVO
Flavia Pappacena, Storia della danza e del balletto. Vol. II: il Settecento e l’Ottocento, Gremese, Roma 2019.

Flavia Pappacena, La danza classica tra arte e scienza, a cura di Valerio Basciano, Gremese, Roma 2021 (nuova edizione).

Annamaria Corea, Louis Henry e il balletto a Napoli in età napoleonica, Libreria Musicale Italiana, Lucca 2021.

Nika Tomasevic, Tra pulcinellate e favole. Il ballo pantomimo a Roma al tramonto dello stato pontificio, Libreria Musicale Italiana, Lucca 2023.

Stefania Onesti (a cura di), Gasparo Angiolini tra Vienna e l’Italia. Antologia di libretti, Kinetès, Benevento 2022.

Albano Roberta, Scafidi Nadia, Zambon Rita, La danza in Italia. La Scala, La Fenice, il San Carlo dal XVIII secolo ai giorni nostri, Gremese, Roma 1998.

Hansell, Kathleen Kuzmick, Il ballo teatrale e l’opera italiana, in Storia dell’opera italiana, a cura di Lorenzo Bianconi e Giorgio Pestelli, Torino, EDT, 1987-1988, 6 voll., vol. V: La spettacolarità, pp. 177-306.

Contributi di Lorenzo Tozzi e Claudia Celi in Musica in scena: storia dello spettacolo musicale, diretta da Alberto Basso, Torino, UTET, 1995-97, 6 voll., vol. V: L’arte della danza e del balletto.

Carmela Lombardi (a cura di), Il ballo pantomimo. Lettere, saggi e libelli sulla danza (1773-1785), Torino, Paravia, 1998, pp. 209-234.

Excelsior. Documenti e saggi / Documents and Essays, a cura di / edited by Flavia Pappacena, “Chorégraphie”, Scuola Nazionale di Cinema-Cineteca Nazionale, Roma, Di Giacomo, 1998.

Aa. Vv., Recupero, ricostruzione, conservazione del patrimonio coreutico italiano del XIX secolo, Atti del convegno: Roma, CNR, 10 dicembre 1999, numero monografico di “Chorégraphie”, 2000.

Nye, Edward, Mime, Music and Drama on the Eighteenth-Century Stage. The Ballet d’action, Cambridge University Press, Cambridge 2011.

Pappacena, Flavia, Il Linguaggio della danza classica. Guida all'interpretazione delle fonti iconografiche, Roma, Gremese, 2012.

Stefania Onesti, Di passi, di storie e di passioni. Teorie e pratiche del ballo teatrale nel secondo Settecento italiano, Accademia University Press, Torino 2016.

Annamaria Corea, Dalla storia alla scena: Giovanna d’Arco nei libretti di ballo di Jean Aumer e Salvatore Viganò (1821), in “Biblioteca Teatrale”, n. 136, luglio dicembre 2021 (2022), pp. 67-85.

Annamaria Corea, A., Donne “compositrici” di balli pantomimi in Italia fra Sette e Ottocento, in M. Gurgul, T. Megale, M. Surma-Gawlowska (a cura di), Donne del/nel Teatro Italiano: nodi storici, pratiche d’arte e di vita, numero monografico di “Italica Wratislaviensia”, vol. 10 (2), 2019, pp. 175-192.

Annamaria Corea, A., Il ballo pantomimo, precursore dei soggetti shakespeariani in Italia fra Sette e Ottocento, in C. Faverzani (a cura di), The lark and the nigthingale. Shakespeare et l’Opéra, Libreria Musicale Italiana, Lucca 2017, pp. 23-38.

Elena Randi (a cura di), La storia di Giselle. Due secoli di metamorfosi, Kinetès, Benevento 2025.

Elena Cervellati, Théophile Gautier e la danza. La rivelazione del corpo nel balletto del XIX secolo, Clueb, Bologna 2007.

Ornella Di Tondo, La censura sui balli teatrali nella Roma dell’Ottocento, Utet, Torino 2005.

Rita Maria Fabris, Il Corsaro di Giovanni Galzerani: danza, medialità e storiografia del Risorgimento, in “Romanticismi”, n. 7, 2022, pp. 257-282.

Il Bildungsroman di August Bournonville. Studi di danza e identità in movimento, in “Mimesis”, 8 (2) 2019, pp. 67-87.

Paologiovanni Maione, Maria Venuso (a cura di), Danza e ballo a Napoli: un dialogo con l’Europa (1806-1861), Turchini edizioni, Napoli 2020, pp. 189-201.

Modulo: STORIA. TEORIE E TECNICHE DELLA DANZA
N/D

Codice insegnamento 10630283

STORIA. TEORIE E TECNICHE DELLA DANZA 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · PEMM-01/A · 0 file

Alla fine del corso lo studente acquisisce strumenti avanzati di ricerca nel campo della storia della danza avendo lavorato soprattutto su fonti dirette. Le attività svolte per aumentare le capacità critiche sono la…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Alla fine del corso lo studente acquisisce strumenti avanzati di ricerca nel campo della storia della danza avendo lavorato soprattutto su fonti dirette. Le attività svolte per aumentare le capacità critiche sono la stesura di relazioni scritte e laboratori di danza con danzatori e coreografi. Le capacità di comunicazione vengono sperimentate attraverso la scrittura di relazioni. Alla fine del corso lo studente avrà acquisito capacità autonoma di studio grazie alla maggiore conoscenza della tipologia delle fonti storiche, della loro disponibilità in biblioteche ed archivi, attraverso la capacità di metterle in relazione alla cultura dell’epoca che le ha prodotte.

Attraverso l'analisi dei documenti presentati e illustrati dal docente a lezione, e l'elaborazione personale e condivisa con gli altri studenti, arrivare ad una più che buona consapevolezza teorica e metodologica nel campo dei dance studies.

Programma

Modulo: DRAMMATURGIA DEL BALLETTO NARRATIVO
Il corso affronterà il balletto narrativo, una delle principali forme di danza teatrale occidentale del Sette e Ottocento, le sue peculiarità estetiche e il valore culturale nella società dell’epoca. I contenuti verranno esposti e problematizzati partendo dalle fonti coeve primarie (libretti di ballo, trattati, iconografia, periodici e documenti di archivio) e l’aspetto della narrazione verrà indagato non solo attraverso la descrizione dei soggetti utilizzati dai coreografi – presi in prestito il più delle volte dalla letteratura e dal teatro di prosa e musicale – ma anche attraverso ipotesi di “ricostruzione” delle modalità sceniche, con il fine di mettere in luce stili coreografici, tecniche del corpo e prassi proprie della danza dell’epoca.

Modulo: STORIA. TEORIE E TECNICHE DELLA DANZA
La danza moderna e contemporanea attraverso l'analisi di fonti e documenti letterari e iconografici con particolare riferimento all'area americana, francese, russa, tedesca e italiana.

Modulo: DRAMMATURGIA DEL BALLETTO NARRATIVO

  • Introduzione alla disciplina nel XVIII e XIX secolo e agli argomenti del corso da un punto di vista storico-critico. [10 ore]
  • Testi di riferimento: Pappacena, Storia della danza e del balletto. Vol. II: il Settecento e l’Ottocento, Gremese, Roma 2019. 1. Pappacena, La danza classica tra arte e scienza, a cura di Valerio Basciano, Gremese, Roma 2021 (nuova edizione).
  • Approfondimento della metodologia di ricerca.Studio e analisi e interpretazione delle fonti primarie attraverso una serie di esempi, attraverso cui gli studenti verranno sollecitati a osservare la natura e il possibile uso dei vari documenti. [24 ore]
  • Testi di riferimento: Corea, Louis Henry e il balletto a Napoli in età napoleonica, Libreria Musicale Italiana, Lucca 2021.Tomasevic, Tra pulcinellate e favole. Il ballo pantomimo a Roma al tramonto dello stato pontificio, Libreria Musicale Italiana, Lucca 2023, pp. 103-140 (III cap. La pantomima nel ballo italiano di fine Settecento).Onesti (a cura di), Gasparo Angiolini tra Vienna e l’Italia. Antologia di libretti, Kinetès, Benevento 2022.
  • Attività seminariale. Gli studenti sono chiamati a esporre il proprio lavoro di ricerca in classe, singolarmente o in gruppo (massimo tre studenti), su un tema o un coreografo, da concordare con la docente. [8 ore]
  • Testi di riferimento: come al secondo punto

Modulo: STORIA. TEORIE E TECNICHE DELLA DANZA

  • già indicati

Modalità d'esame

Mod. 1 Attraverso la discussione si ripercorerrano i momenti importanti del lavoro fatto in classe anche attraverso gli approfondimenti provenienti dalle letture dei testi studiati per la preparazione dell'esame.

Mod. 2 Facoltativo è il lavoro scritto, eventualmente da commentare durante l'esame orale.

Testi di riferimento

Modulo: DRAMMATURGIA DEL BALLETTO NARRATIVO
1. Flavia Pappacena, Storia della danza e del balletto. Vol. II: il Settecento e l’Ottocento, Gremese, Roma 2019. 1. Per chi lo avesse già studiato, sostituire con Flavia Pappacena, La danza classica tra arte e scienza, a cura di Valerio Basciano, Gremese, Roma 2021 (nuova edizione).

2. Annamaria Corea, Louis Henry e il balletto a Napoli in età napoleonica, Libreria Musicale Italiana, Lucca 2021.

3. Nika Tomasevic, Tra pulcinellate e favole. Il ballo pantomimo a Roma al tramonto dello stato pontificio, Libreria Musicale Italiana, Lucca 2023, pp. 103-140 (III cap. La pantomima nel ballo italiano di fine Settecento).

4. Stefania Onesti (a cura di), Gasparo Angiolini tra Vienna e l’Italia. Antologia di libretti, Kinetès, Benevento 2022.

N. B. Gli studenti frequentanti che sceglieranno di consegnare il lavoro in forma scritta, previo accordo con la docente, porteranno il programma seguente.

1. Flavia Pappacena, Storia della danza e del balletto. Vol. II: il Settecento e l’Ottocento, Gremese, Roma 2019.

2. Annamaria Corea, Louis Henry e il balletto a Napoli in età napoleonica, Libreria Musicale Italiana, Lucca 2021.

3. Lavoro scritto.

Modulo: STORIA. TEORIE E TECNICHE DELLA DANZA
La descrizione verrà fatta in classe alla prima lezione. E' impossibile una sintesi significativa all'interno di una scheda

Vito Di Bernardi, Cosa può la danza, Bulzoni

Alessandro Pontremoli, La danza 2.0, Laterza

Vito Di Bernardi, Ossatura, Bulzoni

Elena Cervellati, Storia della danza o per chi ha già dato storia della danza al triennio: Elena Randi, Protagonosti della danza del XX secolo, Carrocci

Modulo: DRAMMATURGIA DEL BALLETTO NARRATIVO
Flavia Pappacena, Storia della danza e del balletto. Vol. II: il Settecento e l’Ottocento, Gremese, Roma 2019.

Flavia Pappacena, La danza classica tra arte e scienza, a cura di Valerio Basciano, Gremese, Roma 2021 (nuova edizione).

Annamaria Corea, Louis Henry e il balletto a Napoli in età napoleonica, Libreria Musicale Italiana, Lucca 2021.

Nika Tomasevic, Tra pulcinellate e favole. Il ballo pantomimo a Roma al tramonto dello stato pontificio, Libreria Musicale Italiana, Lucca 2023.

Stefania Onesti (a cura di), Gasparo Angiolini tra Vienna e l’Italia. Antologia di libretti, Kinetès, Benevento 2022.

Albano Roberta, Scafidi Nadia, Zambon Rita, La danza in Italia. La Scala, La Fenice, il San Carlo dal XVIII secolo ai giorni nostri, Gremese, Roma 1998.

Hansell, Kathleen Kuzmick, Il ballo teatrale e l’opera italiana, in Storia dell’opera italiana, a cura di Lorenzo Bianconi e Giorgio Pestelli, Torino, EDT, 1987-1988, 6 voll., vol. V: La spettacolarità, pp. 177-306.

Contributi di Lorenzo Tozzi e Claudia Celi in Musica in scena: storia dello spettacolo musicale, diretta da Alberto Basso, Torino, UTET, 1995-97, 6 voll., vol. V: L’arte della danza e del balletto.

Carmela Lombardi (a cura di), Il ballo pantomimo. Lettere, saggi e libelli sulla danza (1773-1785), Torino, Paravia, 1998, pp. 209-234.

Excelsior. Documenti e saggi / Documents and Essays, a cura di / edited by Flavia Pappacena, “Chorégraphie”, Scuola Nazionale di Cinema-Cineteca Nazionale, Roma, Di Giacomo, 1998.

Aa. Vv., Recupero, ricostruzione, conservazione del patrimonio coreutico italiano del XIX secolo, Atti del convegno: Roma, CNR, 10 dicembre 1999, numero monografico di “Chorégraphie”, 2000.

Nye, Edward, Mime, Music and Drama on the Eighteenth-Century Stage. The Ballet d’action, Cambridge University Press, Cambridge 2011.

Pappacena, Flavia, Il Linguaggio della danza classica. Guida all'interpretazione delle fonti iconografiche, Roma, Gremese, 2012.

Stefania Onesti, Di passi, di storie e di passioni. Teorie e pratiche del ballo teatrale nel secondo Settecento italiano, Accademia University Press, Torino 2016.

Annamaria Corea, Dalla storia alla scena: Giovanna d’Arco nei libretti di ballo di Jean Aumer e Salvatore Viganò (1821), in “Biblioteca Teatrale”, n. 136, luglio dicembre 2021 (2022), pp. 67-85.

Annamaria Corea, A., Donne “compositrici” di balli pantomimi in Italia fra Sette e Ottocento, in M. Gurgul, T. Megale, M. Surma-Gawlowska (a cura di), Donne del/nel Teatro Italiano: nodi storici, pratiche d’arte e di vita, numero monografico di “Italica Wratislaviensia”, vol. 10 (2), 2019, pp. 175-192.

Annamaria Corea, A., Il ballo pantomimo, precursore dei soggetti shakespeariani in Italia fra Sette e Ottocento, in C. Faverzani (a cura di), The lark and the nigthingale. Shakespeare et l’Opéra, Libreria Musicale Italiana, Lucca 2017, pp. 23-38.

Elena Randi (a cura di), La storia di Giselle. Due secoli di metamorfosi, Kinetès, Benevento 2025.

Elena Cervellati, Théophile Gautier e la danza. La rivelazione del corpo nel balletto del XIX secolo, Clueb, Bologna 2007.

Ornella Di Tondo, La censura sui balli teatrali nella Roma dell’Ottocento, Utet, Torino 2005.

Rita Maria Fabris, Il Corsaro di Giovanni Galzerani: danza, medialità e storiografia del Risorgimento, in “Romanticismi”, n. 7, 2022, pp. 257-282.

Il Bildungsroman di August Bournonville. Studi di danza e identità in movimento, in “Mimesis”, 8 (2) 2019, pp. 67-87.

Paologiovanni Maione, Maria Venuso (a cura di), Danza e ballo a Napoli: un dialogo con l’Europa (1806-1861), Turchini edizioni, Napoli 2020, pp. 189-201.

Modulo: STORIA. TEORIE E TECNICHE DELLA DANZA
N/D

Codice insegnamento AID-a6ffe6c6-7e0

Storia contemporanea 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · HIST-03/A · 0 file

Al termine del corso gli studenti saranno in grado di: - articolare una comprensione complessa della storia e dei problemi della guerra e della pace nel corso del XX e XXI secolo; - analisi articolate sulla storia…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Al termine del corso gli studenti saranno in grado di: - articolare una comprensione complessa della storia e dei problemi della guerra e della pace nel corso del XX e XXI secolo; - analisi articolate sulla storia della guerra e sulle trasformazioni della pace nel tempo e in prospettiva comparata - Analizzare criticamente il ruolo della cultura, dei mass media e degli intellettuali nel plasmare immaginari, memorie e idee collettive sulla pace e sulla guerra

Programma

Guerra e pace dal XX al XXI secolo: una prospettiva storica.

Il corso è dedicato ad approfondire le trasformazioni della guerra e la questione della pace nel corso del XX e all’inizio del XXI secolo, dalle guerre mondiali della prima metà del Novecento alla deterrenza nucleare nel mondo post-1945, dai conflitti legati ai processi di decolonizzazione a quelli successivi alla fine della Guerra Fredda; dalle diverse forme di pacifismo alle sfide della nonviolenza. Particolare attenzione verrà dedicata ai processi culturali che presiedono alla formazione degli immaginari collettivi e alla costruzione della memoria di fronte ai conflitti, al ruolo dei mass media e al contributo degli intellettuali nelle riflessioni su pace e guerra.

  • La pace e la guerra in prospettiva storica nell'età

contemporanea

  • Testi di riferimento: G.L. Mosse, Le guerre mondiali. Dalla tragedia al mito

dei caduti, Laterza, 2002 o altre edizioni; J. Black, Le guerre nel mondo contemporaneo, il Mulino,

2006; N. Bobbio, Il problema della guerra e le vie della

pace, il Mulino, 1997 (quarta edizione)

  • George L. Mosse: un nuovo approccio allo studio della guerra

moderna; i volontari in guerra dalla Rivoluzione francese alla prima guerra

mondiale

  • Testi di riferimento: G.L. Mosse, Le guerre mondiali ..., cit.
  • Il culto del soldato caduto dalla Rivoluzione francese alla

prima guerra mondiale; le trasformazioni dei luoghi di sepoltura tra la fine

del Settecento e nel corso dell'Ottocento; i primi cimiteri militari

  • Testi di riferimento: G.L. Mosse, Le guerre mondiali ..., cit.
  • La prima guerra mondiale e il Mito dell'esperienza di

guerra: giovani e cameratismo; la tecnologia moderna al servizio della nazione;

il ruolo del cristianesimo; cimiteri militari e monumenti ai caduti in Europa

  • Testi di riferimento: G.L. Mosse, Le guerre mondiali ..., cit.
  • Il pacifismo: tipologie e prospettiva storica
  • Testi di riferimento: N. Bobbio, Il problema della guerra e le vie della pace, cit.
  • Il Mito dell'esperienza di guerra e l'appropriazione della natura; il processo di banalizzazione; la

brutalizzazione della politica tedesca; la guerra civile spagnola e il Mito

dell'esperienza di guerra

  • Testi di riferimento: G.L. Mosse, Le guerre mondiali ..., cit.
  • La prima guerra mondiale nella letteratura e nel cinema tra anni Venti e Trenta; "Niente di nuovo sul fronte occidentale"
  • Testi di riferimento: G.L. Mosse, Le guerre mondiali ..., cit.
  • Il pacifismo tra le due guerre mondiali; la seconda guerra mondiale e il Mito dell'esperienza di guerra
  • Testi di riferimento: G.L. Mosse, Le guerre mondiali ..., cit.
  • La fine della seconda guerra mondiale, la bomba atomica e le origini della guerra fredda
  • Testi di riferimento: G.L. Mosse, Le guerre mondiali ..., cit.; J. Black, Le guerre nel mondo contemporaneo, cit.
  • I conflitti del dopoguerra: la guerra civile cinese e la guerra di Corea
  • Testi di riferimento: J. Black, Le guerre nel mondo contemporaneo, cit.
  • Guerra fredda, armi nucleari e i problemi della pace tra anni Cinquanta e Sessanta
  • Testi di riferimento: J. Black, Le guerre nel mondo contemporaneo, cit.; N. Bobbio, Il problema della guerra e le vie della pace, cit.
  • La guerra come via bloccata nell'era atomica
  • Testi di riferimento: N. Bobbio, Il problema della guerra e le vie della pace, cit.
  • Le teorie della "Guerra giusta" nell'era atomica e il pacifismo nella riflessione di Norberto Bobbio
  • Testi di riferimento: N. Bobbio, Il problema della guerra e le vie della pace, cit.
  • I conflitti della decolonizzazione
  • Testi di riferimento: J. Black, Le guerre nel mondo contemporaneo, cit.
  • I conflitti armati della Guerra fredda; la guerra del Vietnam e i media
  • Testi di riferimento: J. Black, Le guerre nel mondo contemporaneo, cit.
  • La nonviolenza
  • Testi di riferimento: N. Bobbio, Il problema della guerra e le vie della pace, cit.
  • I

confronti politico-militari della Guerra fredda e i timori per la pace negli anni Settanta e Ottanta

  • Testi di riferimento: J. Black, Le guerre nel mondo contemporaneo, cit.
  • Il conflitto arabo-israeliano in prospettiva storica
  • Testi di riferimento: J. Black, Le guerre nel mondo contemporaneo, cit.
  • Le guerre tra potenze non occidentali fino agli

anni Novanta

  • Testi di riferimento: J. Black, Le guerre nel mondo contemporaneo, cit.
  • La fine della guerra fredda e la ricerca di un "nuovo ordine mondiale"
  • Testi di riferimento: J. Black, Le guerre nel mondo contemporaneo, cit.
  • I problemi della guerra e della pace alla fine del XX e all'inizio del XXI

secolo

  • Testi di riferimento: N. Bobbio, Il problema della guerra e le vie della pace, cit.; J. Black, Le guerre nel mondo contemporaneo, cit.

Modalità d'esame

La valutazione consisterà in una prova orale, ovvero in un colloquio teso a verificare le conoscenze acquisite dallo studente, la sua capacità di organizzare le informazioni in modo congruente e la sua competenza nello stabilire collegamenti e nessi logici nello studio della storia.

Testi di riferimento

G.L. Mosse, Le guerre mondiali. Dalla tragedia al mito dei caduti, Laterza, 2002 o altre edizioni;

J. Black, Le guerre nel mondo contemporaneo, il Mulino, 2006;

N. Bobbio, Il problema della guerra e le vie della pace, il Mulino, 1997 (quarta edizione)

Codice insegnamento 10626936

Storia dell'Arte Medievale 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · ARTE-01/A · 0 file

Obiettivo del corso è di consentire allo studente di acquisire una approfondita conoscenza della storia dell’arte medievale italiana.

Scheda dell'insegnamento

Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.

Obiettivi formativi

Obiettivo del corso è di consentire allo studente di acquisire una approfondita conoscenza della storia dell’arte medievale italiana.

Programma

Temi di storia dell’arte medievale dal IV al XIV secolo.

Il corso si propone di fornire le conoscenze disciplinari di base della storia dell’arte dal periodo tardoantico all’età gotica. Nel corso si tratteranno la periodizzazione e le più rilevanti problematiche riguardo alla produzione artistica medievale con specifico riguardo all’Italia. Sono previste nel programma formativo visite a monumenti e musei di Roma.

  • I Parte IV-VI/VII secolo Tardoantico e paleocristiano

Le

capitali dell’Impero e i loro monumenti

  • Roma
  • Milano
  • Ravenna
  • Arte longobarda e

carolingia

  • Oreficeria

longobarda

  • Rinascenza

Liutprandea

  • Roma

carolingia

  • Italia

e Europa carolingia

  • Arte romanica in Italia
  • Italia

settentrionale (cantieri architettonici e scultorei)

  • Firenze,

Pisa, Roma, Montecassino

•

Italia meridionale e Sicilia (fondazioni

normanne)

  • IV

Parte Gotico XIII-XIV secolo

Arte gotica in Italia

  • Introduzione

e architettura

  • Scultura:

Nicola e Giovanni Pisano, Arnolfo di Cambio

  • Pittura

in Toscana e Italia centrale

•

Cantiere di Assisi e Giotto

  • V PARTE (Filippo Rusuti)
  • S.

Maria Maggiore, facciata

Icona di S. Maria del

Popolo

  • VI Parte (Il territorio)
  • Abbazia

delle Tre Fontane, cicli pittorici

  • Vescovio

ciclo neo e vetero testamentario

  • Sacro

Speco, chiesa inferiore (Consolo e altre maestranze)

  • VII Parte (Assisi, S.

Francesco, basilica inferiore e superiore, cantieri pittorici (dalla metà del

Duecento al primo decennio del XIV s.) • Maestro

di S. Francesco• Maestro

Oltramontano • Cimabue• Iacopo

Torriti e altri maestri romani• Maestro

di Isacco• Pietro

Cavallini• Giotto

Modalità d'esame

La prova d'esame è svolta in forma orale e prevede una valutazione in trentesimi. Il docente sottoporrà allo/a studente/essa una serie di immagini tratte dai testi in programma o dalle lezioni in aula. Ci si aspetta che l'esaminato/a le riconosca sapendo collocarle nell'ambito cronologico, geografico e storico di riferimento.

Testi di riferimento

P. De Vecchi, E. Cerchiari, Arte nel tempo. Il Medioevo, Milano 1991, vol. I, I tomo, pp. 241-299 (capp. 4-5/parte II); vol. I, II tomo (parte III) pp. 302-382 (capp. 1-2); pp. 383-391, 418-425 (tratti dal cap. 3), 434-489 (cap. 4); pp. 492-651 (capp. 1-4/parteIV).

In alternativa

G. CRICCO, F.P. DI TEODORO, Itinerario nell’arte, vol. 2, Dall’arte paleocristiana a Giotto, versione gialla (non quella compatta), Zanichelli (diverse edizioni).

(pagine da non includere: pp. 456-479; 569-575; 580-588; 594-597; 628-635; 668-680; 703-707; 824-850; 858-859; 862-864).

Codice insegnamento 10627708

TECNICHE DI SCRITTURA INTERMEDIALE PER LE PERFORMING ARTS 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · PEMM-01/A · 0 file
TECNICHE DI SCRITTURA PER IL CINEMA 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · PEMM-01/B · 0 file

Il corso si propone di fornire i principi fondamentali della scrittura per il cinema, applicandoli a una serie di esercitazioni da svolgere in classe. Lo studente sarà inoltre chiamato a lavorare su sceneggiature…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso si propone di fornire i principi fondamentali della scrittura per il cinema, applicandoli a una serie di esercitazioni da svolgere in classe. Lo studente sarà inoltre chiamato a lavorare su sceneggiature originali fornite dal docente per imparare ad analizzare la struttura narrativa e la costruzione dei dialoghi. Infine sarà chiamato a confrontarsi con gli aspetti produttivi ed economici della sceneggiatura.

Modulo: TECNICHE DI SCRITTURA PER IL CINEMA
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA

  • Analizzare uno script
  • Conoscere le principali teorie di riferimento della sceneggiatura

Programma

Modulo: TECNICHE DI SCRITTURA PER IL CINEMA
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA

Il corso di SCREENWRITING (12 CFU) si divide in due moduli.

Modulo I - STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA (Prof. Andrea Minuz)

Nel primo si affrontano aspetti storici, teorici e si discutono modelli di composizione e analisi della sceneggiatura.

Il corso affronta i principali aspetti della sceneggiatura attraverso una prospettiva storica ed estetica. Le lezioni si concentreranno sulle tecniche di scrittura, con particolare riferimento alla struttura narrativa, al conflitto, alla caratterizzazione e ai dialoghi del cinema di genere americano. Sarà riservato un focus all'analisi del lavoro di tre importanti sceneggiatori: Billy Wilder, Nora Ephron e Aaron Sorkin.

Modulo II - TECNICHE DI SCRITTURA PER IL CINEMA (docente a contratto, in incarico a partire da gennaio/febbraio 2024)

Nel modulo II, compatibilmente con il numero dei frequentanti, gli studenti dovranno misurarsi con esercitazioni pratiche di scrittura, sia in aula che con compiti assegnati a casa (riscritture di una scena, impostazione di un soggetto e di un pitch, costruzione dei dialoghi).

Gli studenti di altri corsi di studi possono sostenere 6 CFU con esclusivo riferimento al Modulo I - STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA, tenuto dal Prof. Andrea Minuz

NB: NON CI SONO DIFFERENZE DI PROGRAMMA TRA STUDENTI FREQUENTANTI E NON FREQUENTANTI

Modulo: TECNICHE DI SCRITTURA PER IL CINEMA
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA
N/D

Modalità d'esame

Modulo: TECNICHE DI SCRITTURA PER IL CINEMA
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA
MODULO DA 12 CFU

L'esame consiste nell'elaborazione di un paper di 8-12 cartelle (+ bibliografia), ovvero nell'ANALISI DI UNA SCENEGGIATURA a partire da una delle sceneggiature contenute nel google drive disponibile all'inizio delle lezioni. Il paper va inviato al docente via mail il giorno dell'esame (non prima, non dopo).

L'ANALISI FARA' EMERGERE la scaletta, la strtuttura di riferimento dello script, il funzionamento degli atti e dei priniciplai turning point, i conflitti, l'arco di trasformazione dei personaggi, la costruzione dei dialoghi.

MODULO DA 6 CFU

Gli studenti che portano SOLO IL PRIMO MODULO (Prof Minuz) da 6 CFU sosteranno una prova scritta (domande aperte) sui testi e i film in programma.

NB: IL PROGRAMMA DEL SECONDO MODULO TECNICHE DI SCRITTURA PER IL CINEMA (affidato a un docente a contratto) sarà visibile sulla bacheca del docente più avanti

NB: NON CI SONO DIFFERENZE DI PROGRAMMA TRA STUDENTI FREQUENTANTI E NON FREQUENTANTI

Testi di riferimento

Modulo: TECNICHE DI SCRITTURA PER IL CINEMA
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA
(Utili per seguire le lezioni e per costruire il paper ai fini della valutazione d’esame)

  • L. Aimeri, Manuale di sceneggiatura cinematografica, Utet, 2002
  • F. De Angelis, A. Minuz, The Apartment. Analisi della sceneggiatura di Billy Wilder e I.A.L. Diamond, Dino Audino, Roma, 2022
  • A. Minuz, A. Nobili, I soliti ignoti. Analisi della sceneggiatura di Analisi della sceneggiatura di Age & Scarpelli, Suso Cecchi D'Amico, Mario Monicelli, Dino Audino, Roma, 2025

Si consiglia agli studenti non frequentanti, oltre al programma sopraindicato, anche la lettura dei seguenti testi:

  • S. Field, Four Screenplays. Studies in the American Screenplay, Delta, 1998
  • C. Vogler, Il viaggio dell'eroe. La struttura del mito ad uso di scrittori di narrativa e di cinema, Dino Audino, 2010

Per quanto riguarda il II modulo, il docente a contratto mettere a disposizione delle dispense all'inizio del corso

FILMOGRAFIA DI RIFERIMENTO DEL CORSO

(Gli studenti frequentanti sono pregati di vedere i film PRIMA dell'inizio delle lezioni)

  • Double Indemnity (Billy Wilder, Raymond Chandler, 1943)
  • The Apartment (Billy Wilder, I.A.L. Diamond, 1960)
  • Il sorpasso (Ruggero Maccari, Dino Risi, Ettore Scola, 1960)
  • I soliti ignoti (Suso Cecchi D'Amico, Mario Monicelli, 1958)
  • The Social Network (Aaron Sorkin, 2010)
  • Million Dollar Baby (Clint Eastwood, 2005)
  • When Harry Met Sally (Nora Ephron, 1989)
  • You've Got Mail (Nora Ephron, Delia Ephron, 1998)
  • Slepless in Seattle (Nora Ephron, 1993)
  • Fatal Attraction (Adrian Lyne, James Dearden 1997)
  • Silence of the Lambs (Jonathan Demme, Ted tally, 1991)
  • Rocky (John G. Avildsen, 1976)

Modulo: TECNICHE DI SCRITTURA PER IL CINEMA
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA
N/D

Codice insegnamento AID-afdb918b-0ac

TECNICHE E PRATICHE DI SCRITTURA PER IL TEATRO 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · PEMM-01/A · 0 file

Il corso si propone di fornire agli studenti conoscenze e competenze critiche, teoriche e pratiche nell’ambito della drammaturgia teatrale, con un approccio integrato che tenga conto sia della dimensione…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso si propone di fornire agli studenti conoscenze e competenze critiche, teoriche e pratiche nell’ambito della drammaturgia teatrale, con un approccio integrato che tenga conto sia della dimensione storico-contestuale sia di quella strutturale e analitica del testo teatrale.

In particolare, il corso mira a

Acquisire conoscenze storiche e culturali relative all’evoluzione della drammaturgia teatrale, con particolare attenzione ai contesti produttivi, organizzativi e culturali che ne hanno condizionato la forma e i contenuti.

Comprendere la natura processuale e artigianale del lavoro drammaturgico, inteso come pratica creativa intrecciata con la dimensione economica, sociale e culturale del teatro.

Sviluppare competenze di analisi strutturale del testo teatrale, attraverso lo studio di elementi fondamentali quali la costruzione del conflitto, l’articolazione dei personaggi (protagonista, antagonista), gli obiettivi e gli archi di trasformazione, le dinamiche narrative e dialogiche.

Applicare strumenti teorici e metodologici alla lettura e all’interpretazione critica di testi drammaturgici esemplari, con esercitazioni mirate che stimolino l’autonomia analitica e l’elaborazione scritta.

Approfondire le interazioni tra drammaturgia, regia e cultura attoriale, in particolare attraverso casi di studio emblematici.

Stimolare una riflessione metacognitiva sul rapporto tra teoria e pratica nel fare teatrale, favorendo una consapevolezza critica dell’intero processo produttivo-drammaturgico.

Al termine del corso, lo studente sarà in grado di:

collocare storicamente e culturalmente un testo teatrale;

riconoscere e descrivere le principali strutture drammaturgiche;

utilizzare gli strumenti dell’analisi drammaturgica in modo autonomo;

redigere contributi scritti articolati e coerenti, in grado di coniugare riflessione teorica e osservazione pratica;

interpretare in modo critico il ruolo della drammaturgia all’interno della macchina teatrale e del sistema culturale.

Modulo: TECNICHE E PRATICHE DI SCRITTURA PER IL TEATRO
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA DRAMMATURGIA
N/D

Programma

Modulo: TECNICHE E PRATICHE DI SCRITTURA PER IL TEATRO
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA DRAMMATURGIA
Il corso si tiene nel secondo semestre 2025/2026

Modulo: TECNICHE E PRATICHE DI SCRITTURA PER IL TEATRO
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA DRAMMATURGIA
N/D

Modalità d'esame

Modulo: TECNICHE E PRATICHE DI SCRITTURA PER IL TEATRO
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA DRAMMATURGIA
N/D

Testi di riferimento

Modulo: TECNICHE E PRATICHE DI SCRITTURA PER IL TEATRO
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA DRAMMATURGIA
N/D

Modulo: TECNICHE E PRATICHE DI SCRITTURA PER IL TEATRO
N/D
Modulo: STORIA E TEORIA DELLA DRAMMATURGIA
N/D

Codice insegnamento AID-a97d391a-515

A SCELTA DELLO STUDENTE 2° anno · 2° semestre · 12 CFU · 0 file

Gli studenti possono inserire gli esami rimanenti e che non hai potuto selezionare, oppure pososno inserire quelli fuori facoltà ai fini della tua carriera e/o a cui sei interessata;

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Gli studenti possono inserire gli esami rimanenti e che non hai potuto selezionare, oppure pososno inserire quelli fuori facoltà ai fini della tua carriera e/o a cui sei interessata;

Codice insegnamento AID-6c561aa8-b2e

ANALISI DEI FORMAT TELEVISIVI 2° anno · 2° semestre · 6 CFU · PEMM-01/B · 0 file

Al termine del corso gli studenti dimostreranno una conoscenza approfondita dei principali format televisivi (reality, game, talent, dating, ecc). Saranno in grado di analizzare criticamente le caratteristiche narrative,…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Al termine del corso gli studenti dimostreranno una conoscenza approfondita dei principali format televisivi (reality, game, talent, dating, ecc). Saranno in grado di analizzare criticamente le caratteristiche narrative, stilistiche, e strutturali dei format televisivi, di identificare e valutare i fattori che contribuiscono al successo o al fallimento di un format televisivo. Attraverso il continuo rimando a contesti differenti potranno analizzare e confrontare i format televisivi nazionali e internazionali per evidenziarne le somiglianze e le differenze culturali, sociali e politiche. Infine saranno in grado di collaborare con i colleghi alla produzione di ricerche e analisi approfondite sui format televisivi, integrando prospettive diverse.

Codice insegnamento 10629580

ANALISI DEI MERCATI AUDIOVISIVI 2° anno · 2° semestre · 6 CFU · PEMM-01/B · 0 file
AUDIENCE RESEARCH 2° anno · 2° semestre · 6 CFU · GSPS-06/A · 0 file

Le teorie e le pratiche che accompagnano il processo di ampliamento dei pubblici (audience development) hanno come obiettivo l’incremento, la diversificazione e il coinvolgimento dell’utenza (acquisita e potenziale).…

Scheda dell'insegnamento

Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.

Obiettivi formativi

Le teorie e le pratiche che accompagnano il processo di ampliamento dei pubblici (audience development) hanno come obiettivo l’incremento, la diversificazione e il coinvolgimento dell’utenza (acquisita e potenziale). Pubblici che hanno modificato esigenze e comportamenti, influenzati dalle nuove abitudini digitali e dai cambiamenti che connotano la nostra società “informazionale”.

Programma

La ricerca sulle audience si trova oggi ad affrontare nuove sfide: le pratiche di consumo sono in continua trasformazione per effetto delle trasformazioni tecnologiche introdotte dalla diffusione dei device mobili e delle tecnologie di rete. Rispetto al passato, quindi, le audience contemporanee sono estremamente volubili, sfuggenti e certamente più difficili da comprendere. Allo stesso tempo l’ibridazione tra media tradizionali e internet rende le audience più tracciabili e misurabili nei loro comportamenti.

Il corso prevede una prima fase di "azzeramento" teorico e socializzazione agli audience studies (12 ore), affrontata attraverso la lettura e commento in classe di saggi e articoli (anche in lingua inglese) relativi ai principali nodi teorici del corso. (modulo 1)

La seconda parte del corso sarà volta ad analizzare il ruolo della ricerca sulle audience nei media italiani, con particolare riferimento alle trasformazioni della televisione e alla sua ibridazione con le piattaforme digitali (12 ore)

La terza parte del corso prevede momenti di formazione teorica su metodi e strumenti di indagine sulle audience (8 ore); sessioni di analisi e commento di report di ricerca (8 ore); occasioni di lavoro collettivo sul progetto di ricerca da realizzare durante il corso (8); è prevista la partecipazione di ospiti provenienti dal settore della ricerca sui media.

Alla fine del corso gli studenti dovranno costruire e realizzare un progetto di ricerca sulle audience di un particolare contenuto mediale.

Modalità d'esame

La valutazione è articolata in 3 fasi:

Si terrà conto della partecipazione alle lezioni e alle discussioni proposte durante le lezioni (10%)

Esonero: alla fine della parte teorica del corso (circa a metà delle lezioni) gli studenti potranno partecipare ad una prova scritta o orale di verifica delle competenze acquisite (con riferimento a specifiche parti del programma). La prova scritta si baserà su domande aperte con risposte argomentative brevi (30%)

Project work (individuale o di gruppo) (60%): lo sviluppo del project work richiede collaborazione, creatività, capacità di problem-solving e innovazione; gli studenti sono invitati a pensare aldilà dei confini della classe e a promuovere forme di apprendimento self-directed.

Testi di riferimento

1) R. Andò, 2007, Audience reader, Saggi e riflessioni sull’esperienza di essere audience. Guerini, Milano

2) Hill A.,Esperienze mediali. Dalle serie tv al reality Minimum Fax o altro testo indicato dal docente

3) Audiences, towards2030 Prioritiesfor audience analysis(scaricabile qui http://epubs.surrey.ac.uk/842403/)

4) Journal articles and research report

Codice insegnamento 10628809

DIRITTO DEL LAVORO PER LO SPETTACOLO 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · GIUR-04/A · 0 file

I corsi di diritto del lavoro per lo spettacolo hanno l'obiettivo di fornire conoscenze giuridiche e competenze per operare nel settore dello spettacolo. Contenuti Conoscere le tipologie contrattuali e le relative…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

I corsi di diritto del lavoro per lo spettacolo hanno l'obiettivo di fornire conoscenze giuridiche e competenze per operare nel settore dello spettacolo. Contenuti Conoscere le tipologie contrattuali e le relative ricadute previdenziali Comprendere la normativa di settore e la tutela costituzionale dei diritti Conoscere gli elementi fondamentali di diritto pubblico e privato Conoscere i peculiari aspetti normativi del mondo dello spettacolo Conoscere le più recenti evoluzioni normative in materia di contratti atipici

Codice insegnamento 10628125

ECONOMIA E ORGANIZZAZIONE DEL TEATRO E DELLA DANZA 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · PEMM-01/A · 0 file
ECONOMIA E ORGANIZZAZIONE DEL TEATRO E DELLA DANZA 2° anno · 2° semestre · 6 CFU · PEMM-01/A · 0 file

The course aims to provide students with critical, theoretical and practical knowledge and skills in the field of theatrical dramaturgy, with an integrated approach that takes into account both the…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

The course aims to provide students with critical, theoretical and practical knowledge and skills in the field of theatrical dramaturgy, with an integrated approach that takes into account both the historical-contextual dimension and the structural and analytical dimension of the theatrical text.
In particular, the course aims to
Acquire historical and cultural knowledge relating to the evolution of theatrical dramaturgy, with particular attention to the productive, organizational and cultural contexts that have influenced its form and content.
Understand the processual and artisanal nature of dramaturgical work, understood as a creative practice intertwined with the economic, social and cultural dimension of the theater. Develop skills in the structural analysis of theatrical texts, through the study of fundamental elements such as the construction of conflict, the articulation of characters (protagonist, antagonist), the objectives and arcs of transformation, narrative and dialogic dynamics.
Apply theoretical and methodological tools to the reading and critical interpretation of exemplary dramatic texts, with targeted exercises that stimulate analytical autonomy and written elaboration.
Deepen the interactions between dramaturgy, direction and actor culture, in particular through emblematic case studies.
Stimulate a metacognitive reflection on the relationship between theory and practice in theatrical production, promoting a critical awareness of the entire production-dramaturgical process.
At the end of the course, the student will be able to:
historically and culturally place a theatrical text;
recognize and describe the main dramaturgical structures;
use the tools of dramaturgical analysis independently;
write coherent and articulated written contributions, capable of combining theoretical reflection and practical observation;
critically interpret the role of dramaturgy within the theatrical machine and the cultural system.

Codice insegnamento 10630018

ECONOMIA, ORGANIZZAZIONE E PROMOZIONE DELLO SPETTACOLO 2° anno · 1° semestre · 12 CFU · PEMM-01/A · 0 file

Il corso si propone di fornire elementi base di project management e finanziamento degli eventi dello spettacolo dal vivo, con particolare attenzione alla produzione teatro e danza.

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso si propone di fornire elementi base di project management e finanziamento degli eventi dello spettacolo dal vivo, con particolare attenzione alla produzione teatro e danza.

Codice insegnamento 10631976

FILM DISTRIBUTION 2° anno · 2° semestre · 12 CFU · PEMM-01/B · 0 file

Il corso mira a mettere in evidenza la rete di distribuzione dei film

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso mira a mettere in evidenza la rete di distribuzione dei film

Codice insegnamento 10631142

FILM E MEDIA EDUCATION 2° anno · 2° semestre · 6 CFU · PEMM-01/B · 0 file

Il modulo si rivolge a coloro che sono interessatI a sviluppare le competenze necessarie all'impiego dei media e dell'audiovisivo nella didattica tradizionale.

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il modulo si rivolge a coloro che sono interessatI a sviluppare le competenze necessarie all'impiego dei media e dell'audiovisivo nella didattica tradizionale.

Codice insegnamento 10627830

GESTIONE E ORGANIZZAZIONE DEI FESTIVAL CINEMATOGRAFICI 2° anno · 2° semestre · 6 CFU · PEMM-01/B · 0 file

Il corso si propone di avviare gli studenti allo studio approfondito della gestione e dell'organizzazione dei festival cinematografici.

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso si propone di avviare gli studenti allo studio approfondito della gestione e dell'organizzazione dei festival cinematografici.

Codice insegnamento 10629646

INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER LO SPETTACOLO 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · PEMM-01/A · 0 file

Il primo modulo affronta il rapporto tra intelligenza artificiale e pratiche spettacolari da una prospettiva storica, estetica e tecnologica. Partendo da una ricognizione critica dei principali paradigmi dell'AI…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il primo modulo affronta il rapporto tra intelligenza artificiale e pratiche spettacolari da una prospettiva storica, estetica e tecnologica. Partendo da una ricognizione critica dei principali paradigmi dell'AI generativa — con particolare attenzione ai modelli linguistici, visivi e sonori — il modulo analizza le modalità con cui questi strumenti stanno ridefinendo i ruoli autoriali, le logiche produttive e le forme di fruizione dello spettacolo contemporaneo. Attraverso l'analisi di case study tratti dal teatro, dalla danza, dall'opera lirica, dalla performance digitale e dall'installazione interattiva, gli studenti acquisiscono la capacità di leggere le opere AI-mediated in chiave estetica e culturale, e di valutarne le implicazioni etiche in relazione all'identità artistica, al diritto d'autore e alla partecipazione del pubblico. Il modulo alterna lezioni frontali, seminari con artisti e professionisti del settore, e sessioni di analisi critica su materiali audiovisivi e scenici.

Codice insegnamento 10631947

LEGISLAZIONE DELLO SPETTACOLO 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · PEMM-01/A · 0 file

llustrare i capisaldi legislativi e normativi che strutturano in Italia gli orientamenti ed il sostegno delle politiche pubbliche allo spettacolo dal vivo, analizzando le principali fonti giuridiche della disciplina così…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

llustrare i capisaldi legislativi e normativi che strutturano in Italia gli orientamenti ed il sostegno delle politiche pubbliche allo spettacolo dal vivo, analizzando le principali fonti giuridiche della disciplina così come si è sviluppata dalla Costituzione ad oggi, sia in relazione all’attribuzione delle competenze istituzionali, che in rapporto ai cambiamenti del contesto storico-sociale, professionale ed organizzativo.

Codice insegnamento 10628708

MUSICA PER CINEMA E MUSICAL 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · PEMM-01/C · 0 file

Il corso si articola in tre parti. La prima prevede lo studio delle teorie estetiche della musica per il cinema, la televisione, il video e lo spot pubblicitario. Saranno analizzate le diverse problematiche inerenti alla…

Scheda dell'insegnamento

Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.

Obiettivi formativi

Il corso si articola in tre parti. La prima prevede lo studio delle teorie estetiche della musica per il cinema, la televisione, il video e lo spot pubblicitario. Saranno analizzate le diverse problematiche inerenti alla realizzazione del commento sonoro (musica composta, adattata, uso dei motivi conduttori, presenze motiviche e tematiche, fenomenologia del rumore ecc.). La seconda parte è dedicata alla teoria dell’audiovisione; in particolare, saranno prese in esame le riflessioni di Michel Chion e Sergio Miceli. La terza parte prevede l'analisi di casi di studio, dall'età della Golden Age hollywoodiana al cinema del nuovo millennio.

Programma

Il corso offre un’introduzione alla storia, all’estetica e alle funzioni della musica per il cinema e per i principali linguaggi audiovisivi contemporanei (televisione, videoclip, pubblicità, media digitali). Dopo un richiamo ai fondamenti del linguaggio musicale e alle basi teoriche del film, la prima parte sarà dedicata alle principali teorie estetiche e funzionali della musica per immagini, con particolare attenzione ai processi di rimediazione, intermedialità e multimodalità che definiscono le forme audiovisive del presente. Saranno analizzati i diversi elementi che concorrono alla costruzione della colonna sonora — musica originale e adattata, motivi conduttori, ricorrenze tematiche, rumore, silenzio — nella prospettiva dell’esperienza percettiva e affettiva dello spettatore. La seconda parte approfondirà la teoria dell’audiovisione e la fenomenologia dell’ascolto attraverso le riflessioni di Michel Chion e Sergio Miceli, integrate con le prospettive critiche di Claudia Gorbman (sull’ascolto non-diegetico e la narrativa musicale), Anahid Kassabian (sulle forme di ascolto affettivo e identitario), Nicholas Cook (sull’interazione multimodale tra suono e immagine) e Lars Elleström (sulle relazioni intermediali). La terza parte sarà dedicata all’analisi di casi di studio, dall’età della Golden Age hollywoodiana al cinema contemporaneo e alle pratiche transmediali, in cui la musica partecipa alla costruzione di esperienze immersive e interattive. Saranno affrontati i temi dell’espansione sonora e del ruolo della musica nella cultura visiva globale, anche alla luce delle riflessioni di Bolter e Grusin sulla rimediazione dei media. Le lezioni saranno di tipo frontale, con proiezioni, ascolti e analisi collettive di sequenze filmiche. Materiali di approfondimento (testi, articoli, audiovisivi) saranno forniti e discussi durante il corso.

Modalità d'esame

La valutazione prevede una prova orale finale, volta a verificare la comprensione critica dei contenuti trattati e la capacità di analizzare e discutere i fenomeni musicali e audiovisivi affrontati nel corso. Durante il semestre gli studenti e le studentesse realizzeranno inoltre un lavoro di gruppo, da presentare in classe, dedicato all’analisi di un caso di studio (film, sequenza o progetto audiovisivo). Il lavoro sarà discusso collettivamente e contribuirà alla valutazione complessiva. Tutte le indicazioni relative alla preparazione e alla presentazione dei lavori verranno fornite dal docente nel corso delle lezioni.

Testi di riferimento

  • Michel Chion, "L’audiovisione. Suono e immagine nel cinema", Torino, Lindau, 2004.
  • Sergio Miceli, "Musica per film. Storia, estetica, analisi, tipologie", Lucca, LIM, 2009 (parti I e II).
  • Roberto Calabretto, "Lo schermo sonoro", Venezia, Marsilio, 2010.

Ulteriori materiali di approfondimento (articoli, saggi, documenti audiovisivi) saranno forniti e commentati durante le lezioni. I materiali audiovisivi proposti nel corso costituiscono parte integrante del programma e saranno oggetto di verifica in sede d’esame.

Le studentesse e gli studenti che non potranno frequentare il corso dovranno presentare al momento dell'esame una lista di 10 film (selezionati tra quelli citati nei testi d'esame); i film, oggetto di studio, saranno discussi in sede d'esame.

La bibliografia di riferimento e i materiali di approfondimento saranno forniti dal docente durante il corso e resi disponibili sulla piattaforma didattica.

Codice insegnamento 10627590

PROMOZIONE E MARKETING PER LO SPETTACOLO 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · PEMM-01/A · 0 file
PROVA FINALE 2° anno · 2° semestre · 18 CFU · 0 file

Il candidato dovrà produrre un elaborato originale a carattere preferibilmente sperimentale, supportato da adeguato corredo iconografico, attraverso cui dimostri di aver acquisito la capacità di gestire ed elaborare…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il candidato dovrà produrre un elaborato originale a carattere preferibilmente sperimentale, supportato da adeguato corredo iconografico, attraverso cui dimostri di aver acquisito la capacità di gestire ed elaborare autonomamente le competenze teoriche e metodologiche maturate nel corso di studio, con particolare riferimento alla ricerca delle fonti e delle informazioni bibliografiche, alla gestione ed elaborazione dei dati, all'esposizione di riflessioni critiche e personali, alla traduzione ed estensione delle esperienze maturate nell'ambito degli stage e dei tirocini frequentati.

Codice insegnamento AAF1016

SOCIOLOGIA DEGLI IMMAGINARI 2° anno · 2° semestre · 6 CFU · GSPS-06/A · 0 file

Il corso cercherà di sviluppare il concetto di immaginario, inteso come sistema comunicativo basato sulla narrazione metaforica attraverso cui una determinata cultura costruisce la propria identità e la adatta alle…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso cercherà di sviluppare il concetto di immaginario, inteso come sistema comunicativo basato sulla narrazione metaforica attraverso cui una determinata cultura costruisce la propria identità e la adatta alle trasformazioni storiche. Tale studio sarà centrato sull’immaginario americano, osservato nelle sue espressioni letterarie, cinematografiche, artistiche e televisive.

Programma

SOCIOLOGIA DEGLI IMMAGINARI: INIZIO CORSO : MARTEDI' 1 OTTOBRE

Martedì DALLE 12 ALLE 14 AULA B Vetrerie Sciarra

Mercoledì DALLE 12 ALLE 14 AULA B Vetrerie Sciarra

Il corso cercherà di sviluppare il concetto di immaginario, inteso come sistema comunicativo basato sulla narrazione metaforica attraverso cui una determinata cultura costruisce la propria identità e la adatta alle trasformazioni storiche. Tale studio sarà centrato sull’immaginario americano, osservato nelle sue espressioni letterarie, cinematografiche, artistiche e televisive.

Modalità d'esame

Esame orale sui seguenti testi:

Frequentanti:

1) Materiali, slides e appunti delle lezioni

2) Fabio Tarzia, benedetto contro Francesco. Una storia dei rapporti tra cristianesimo e media, Milnao, Meltemi, 2022

3) Un testo a scelta tra i seguenti:

a) Alessio Ceccherelli Emiliano Ilardi, Figure del controllo. Jane Austen, Sherlock Holmes e Dracula nell’immaginario transmediale del XXI secolo, Milano, Meltemi, 2021;

b) Piero Boitani, L'ombra di Ulisse. Figure di un mito, Bologna, il Mulino, 1992;

c) Franco Moretti, Il romanzo di formazione, Torino, Einaudi, 1999.

Non frequentanti:

Esame orale sui seguenti testi:

1) Fabio Tarzia, Benedetto contro Francesco. Una storia dei rapporti tra cristianesimo e media,, Milano, Meltemi, 2022;

2) Alessio Ceccherelli Emiliano Ilardi, Figure del controllo. Jane Austen, Sherlock Holmes e Dracula nell’immaginario transmediale del XXI secolo, Milano, Meltemi, 2021;

3) Un testo a scelta tra i seguenti:

a) Piero Boitani, L'ombra di Ulisse. Figure di un mito, Bologna, il Mulino, 1992;

b) Franco Moretti, Il romanzo di formazione, Torino, Einaudi, 1999.

Testi di riferimento

Frequentanti:

1) Materiali, slides e appunti delle lezioni

2) Fabio Tarzia, benedetto contro Francesco. Una storia dei rapporti tra cristianesimo e media, Milnao, Meltemi, 2022

3) Un testo a scelta tra i seguenti:

a) Alessio Ceccherelli Emiliano Ilardi, Figure del controllo. Jane Austen, Sherlock Holmes e Dracula nell’immaginario transmediale del XXI secolo, Milano, Meltemi, 2021;

b) Piero Boitani, L'ombra di Ulisse. Figure di un mito, Bologna, il Mulino, 1992;

c) Franco Moretti, Il romanzo di formazione, Torino, Einaudi, 1999.

Non frequentanti:

Esame orale sui seguenti testi:

1) Fabio Tarzia, Benedetto contro Francesco. Una storia dei rapporti tra cristianesimo e media,, Milano, Meltemi, 2022;

2) Alessio Ceccherelli Emiliano Ilardi, Figure del controllo. Jane Austen, Sherlock Holmes e Dracula nell’immaginario transmediale del XXI secolo, Milano, Meltemi, 2021;

3) Un testo a scelta tra i seguenti:

a) Piero Boitani, L'ombra di Ulisse. Figure di un mito, Bologna, il Mulino, 1992;

b) Franco Moretti, Il romanzo di formazione, Torino, Einaudi, 1999.

Codice insegnamento 10626836

STORIA DELLA DISTRIBUZIONE CINEMATOGRAFICA 2° anno · 2° semestre · 6 CFU · PEMM-01/B · 0 file
STORIA E TEORIA DELLA DRAMMATURGIA 2° anno · 2° semestre · 6 CFU · PEMM-01/A · 0 file

Il corso si propone di fornire agli studenti conoscenze e competenze critiche, teoriche e pratiche nell’ambito della drammaturgia teatrale, con un approccio integrato che tenga conto sia della dimensione…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso si propone di fornire agli studenti conoscenze e competenze critiche, teoriche e pratiche nell’ambito della drammaturgia teatrale, con un approccio integrato che tenga conto sia della dimensione storico-contestuale sia di quella strutturale e analitica del testo teatrale.
In particolare, il corso mira a
Acquisire conoscenze storiche e culturali relative all’evoluzione della drammaturgia teatrale, con particolare attenzione ai contesti produttivi, organizzativi e culturali che ne hanno condizionato la forma e i contenuti.
Comprendere la natura processuale e artigianale del lavoro drammaturgico, inteso come pratica creativa intrecciata con la dimensione economica, sociale e culturale del teatro.
Sviluppare competenze di analisi strutturale del testo teatrale, attraverso lo studio di elementi fondamentali quali la costruzione del conflitto, l’articolazione dei personaggi (protagonista, antagonista), gli obiettivi e gli archi di trasformazione, le dinamiche narrative e dialogiche.
Applicare strumenti teorici e metodologici alla lettura e all’interpretazione critica di testi drammaturgici esemplari, con esercitazioni mirate che stimolino l’autonomia analitica e l’elaborazione scritta.
Approfondire le interazioni tra drammaturgia, regia e cultura attoriale, in particolare attraverso casi di studio emblematici.
Stimolare una riflessione metacognitiva sul rapporto tra teoria e pratica nel fare teatrale, favorendo una consapevolezza critica dell’intero processo produttivo-drammaturgico.
Al termine del corso, lo studente sarà in grado di:
collocare storicamente e culturalmente un testo teatrale;
riconoscere e descrivere le principali strutture drammaturgiche;
utilizzare gli strumenti dell’analisi drammaturgica in modo autonomo;
redigere contributi scritti articolati e coerenti, in grado di coniugare riflessione teorica e osservazione pratica;
interpretare in modo critico il ruolo della drammaturgia all’interno della macchina teatrale e del sistema culturale.

Codice insegnamento 10629442

STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · PEMM-01/B · 0 file

l corso si propone di fornire i principi fondamentali della scrittura per il cinema, applicandoli a una serie di esercitazioni da svolgere in classe. Lo studente sarà inoltre chiamato a lavorare sulle sceneggiature…

Scheda dell'insegnamento

Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.

Obiettivi formativi

l corso si propone di fornire i principi fondamentali della scrittura per il cinema, applicandoli a una serie di esercitazioni da svolgere in classe. Lo studente sarà inoltre chiamato a lavorare sulle sceneggiature fornite dal docente per imparare ad analizzare la struttura narrativa e la costruzione dei dialoghi. Infine sarà chiamato a confrontarsi con gli aspetti produttivi ed economici della sceneggiatura.

Programma

Modulo I - STORIA E TEORIA DELLA SCENEGGIATURA (Prof. Andrea Minuz)

Nel primo si affrontano aspetti storici, teorici e si discutono modelli di composizione e analisi della sceneggiatura.

Il corso affronta i principali aspetti della sceneggiatura attraverso una prospettiva storica ed estetica. Le lezioni si concentreranno sulle tecniche di scrittura, con particolare riferimento alla struttura narrativa, al conflitto, alla caratterizzazione e ai dialoghi del cinema di genere americano. Sarà riservato un focus all'analisi del lavoro di tre importanti sceneggiatori: Billy Wilder, Nora Ephron e Aaron Sorkin.

Testi di riferimento

(Utili per seguire le lezioni e per costruire il paper ai fini della valutazione d’esame)

  • L. Aimeri, Manuale di sceneggiatura cinematografica, Utet, 2002
  • F. De Angelis, A. Minuz, The Apartment. Analisi della sceneggiatura di Billy Wilder e I.A.L. Diamond, Dino Audino, Roma, 2022
  • A. Minuz, A. Nobili, I soliti ignoti. Analisi della sceneggiatura di Analisi della sceneggiatura di Age & Scarpelli, Suso Cecchi D'Amico, Mario Monicelli, Dino Audino, Roma, 2025

Si consiglia agli studenti non frequentanti, oltre al programma sopraindicato, anche la lettura dei seguenti testi:

  • S. Field, Four Screenplays. Studies in the American Screenplay, Delta, 1998
  • C. Vogler, Il viaggio dell'eroe. La struttura del mito ad uso di scrittori di narrativa e di cinema, Dino Audino, 2010

Per quanto riguarda il II modulo, il docente a contratto mettere a disposizione delle dispense all'inizio del corso

FILMOGRAFIA DI RIFERIMENTO DEL CORSO

(Gli studenti frequentanti sono pregati di vedere i film PRIMA dell'inizio delle lezioni)

  • Double Indemnity (Billy Wilder, Raymond Chandler, 1943)
  • The Apartment (Billy Wilder, I.A.L. Diamond, 1960)
  • Il sorpasso (Ruggero Maccari, Dino Risi, Ettore Scola, 1960)
  • I soliti ignoti (Suso Cecchi D'Amico, Mario Monicelli, 1958)
  • The Social Network (Aaron Sorkin, 2010)
  • Million Dollar Baby (Clint Eastwood, 2005)
  • When Harry Met Sally (Nora Ephron, 1989)
  • You've Got Mail (Nora Ephron, Delia Ephron, 1998)
  • Slepless in Seattle (Nora Ephron, 1993)
  • Fatal Attraction (Adrian Lyne, James Dearden 1997)
  • Silence of the Lambs (Jonathan Demme, Ted tally, 1991)
  • Rocky (John G. Avildsen, 1976)

Codice insegnamento 10627524

STORIA MEDIALE DEL TEATRO MUSICALE 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · PEMM-01/C · 0 file

Al termine del corso, che si concentra ogni anno su più casi di studio, gli studenti acquisiranno le basi concettuali, metodologiche e culturali necessarie per poter analizzare le trasformazioni estetiche e…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Al termine del corso, che si concentra ogni anno su più casi di studio, gli studenti acquisiranno le basi concettuali, metodologiche e culturali necessarie per poter analizzare le trasformazioni estetiche e drammaturgiche del teatro d’opera nel suo incontro con la scena e i media; per poter comprendere le caratteristiche materiali e tecnologiche dei diversi media di cui si serve il teatro musicale; e per approfondire alcuni momenti fondamentali nella storia recente del teatro musicale.

Programma

Storia mediale del teatro musicale per LM (6 CFU)

Il corso si propone di avviare gli studenti allo studio approfondito del teatro musicale e dei suoi rapporti con la cultura e la società attraverso l’analisi delle sue realizzazioni sceniche e delle sue trasformazioni mediali. Particolare attenzione è dedicata allo studio del teatro musicale nei media, cioè le tecnologie usate per fissare, trasmettere, ascoltare e vedere l’opera in musica, soprattutto nel corso degli ultimi decenni.

Modalità d'esame

Esame scritto con alcune domande aperte che richiedono risposte discorsive.

Testi di riferimento

La bibliografia verrà comunicata all’inizio delle lezioni sulla pagina del docente sul sito Corsidistudio:

https://corsidilaurea.uniroma1.it/it/users/emanueleseniciuniroma1it

Codice insegnamento 10626361

STORIA, TEORIE, TECNICHE DELLA DANZA 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · PEMM-01/A · 0 file

Alla fine del corso lo studente acquisisce strumenti avanzati di ricerca nel campo della storia della danza avendo lavorato soprattutto su fonti dirette. Le attività svolte per aumentare le capacità critiche sono la…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Alla fine del corso lo studente acquisisce strumenti avanzati di ricerca nel campo della storia della danza avendo lavorato soprattutto su fonti dirette. Le attività svolte per aumentare le capacità critiche sono la stesura di relazioni scritte e laboratori di danza con danzatori e coreografi. Le capacità di comunicazione vengono sperimentate attraverso la scrittura di relazioni. Alla fine del corso lo studente avrà acquisito capacità autonoma di studio grazie alla maggiore conoscenza della tipologia delle fonti storiche, della loro disponibilità in biblioteche ed archivi, attraverso la capacità di metterle in relazione alla cultura dell’epoca che le ha prodotte.

Codice insegnamento 10631920

TEORIE DELLE FORME LETTERARIE, CINEMATOGRAFICHE E DRAMMATURGICHE 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · GSPS-06/A · 0 file

Si perseguono tre obiettivi: a) acquisire strumenti utili all'interpretazione delle immagini mediali, della loro storia e della loro ricezione; b) raggiungere la capacità di ricostruire i legami di reciprocità tra…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Si perseguono tre obiettivi: a) acquisire strumenti utili all'interpretazione delle immagini mediali, della loro storia e della loro ricezione; b) raggiungere la capacità di ricostruire i legami di reciprocità tra rappresentazioni mediali e ambienti sociali; c) ideazione e scrittura di un testo critico su singoli argomenti trattati durante il corso.

Codice insegnamento 10631952

TEORIE E TECNICHE DELLA RECITAZIONE NELLO SPETTACOLO MODERNO E CONTEMPORANEO 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · PEMM-01/A · 0 file

Storia e analisi delle teorie e delle tecniche della recitazione nello spettacolo moderno e contemporaneo.

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Storia e analisi delle teorie e delle tecniche della recitazione nello spettacolo moderno e contemporaneo.

Codice insegnamento 10625785

TIROCINIO 2° anno · 2° semestre · 2 CFU · 0 file

I crediti in "Altre Attività Formative" (laboratori e tirocini) sono una componente essenziale nel percorso formativo: queste attività consentono di acquisire e approfondire competenze direttamente correlate al mondo del…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

I crediti in "Altre Attività Formative" (laboratori e tirocini) sono una componente essenziale nel percorso formativo: queste attività consentono di acquisire e approfondire competenze direttamente correlate al mondo del lavoro, che integrano quelle previste negli altri insegnamenti. È importante pianificarle per tempo, poiché i CFU di laboratori e tirocini sono necessari al conseguimento del titolo di studio, che per la magistrale in “Scritture e produzioni dello spettacolo e dei media”

Codice insegnamento AAF1040

TIROCINIO - WORKSHOP - ALTRE ATTIVITA' 2° anno · 2° semestre · 4 CFU · 0 file

I crediti in "Altre Attività Formative" (laboratori e tirocini) sono una componente essenziale nel percorso formativo: queste attività consentono di acquisire e approfondire competenze direttamente correlate al mondo del…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

I crediti in "Altre Attività Formative" (laboratori e tirocini) sono una componente essenziale nel percorso formativo: queste attività consentono di acquisire e approfondire competenze direttamente correlate al mondo del lavoro, che integrano quelle previste negli altri insegnamenti. È importante pianificarle per tempo, poiché i CFU di laboratori e tirocini sono necessari al conseguimento del titolo di studio, che per la magistrale in “Scritture e produzioni dello spettacolo e dei media”

Codice insegnamento AAF2535

TIROCINIO ERASMUS 2° anno · 2° semestre · 2 CFU · 0 file

I crediti in "Altre Attività Formative" (laboratori e tirocini) sono una componente essenziale nel percorso formativo: queste attività consentono di acquisire e approfondire competenze direttamente correlate al mondo del…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

I crediti in "Altre Attività Formative" (laboratori e tirocini) sono una componente essenziale nel percorso formativo: queste attività consentono di acquisire e approfondire competenze direttamente correlate al mondo del lavoro, che integrano quelle previste negli altri insegnamenti. È importante pianificarle per tempo, poiché i CFU di laboratori e tirocini sono necessari al conseguimento del titolo di studio, che per la magistrale in “Scritture e produzioni dello spettacolo e dei media”

Codice insegnamento AAF2706

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