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Materie del corso
Diritto costituzionale1° anno · Annuale · 12 CFU · GIUR-05/A · 0 file
Il Corso si propone di fornire gli strumenti utili a comprendere e acquisi-re le regole e le prassi più rilevanti che disciplinano l’organizzazione costituzionale dello Stato e i rapporti tra quest’ultimo e le…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
Il Corso si propone di fornire gli strumenti utili a comprendere e acquisi-re le regole e le prassi più rilevanti che disciplinano l’organizzazione costituzionale dello Stato e i rapporti tra quest’ultimo e le autonomie territoriali, con specifico riferimento alla formazione, composizione, poteri e interazioni degli organi costituzionali e regionali, nonché ai principi che informano il sistema costituzionale delle fonti del diritto e dei diritti fondamentali.
Il Corso introduce ai principi e alla conoscenza critica del Diritto costituzionale e delle sue tradizionali partizioni (fonti del diritto; libertà e diritti fondamentali; organizzazione costituzionale dello Stato; giurispru-denza costituzionale) considerandone il concreto funzionamento nel relativo contesto storico e teorico. Attraverso le lezioni e i seminari monotematici non ci si limiterà a facilitare l’apprendimento degli istituti fondamentali dell’ordinamento costituzionale, ma anche a confrontarsi costantemente con le più rile-vanti problematiche di natura pubblicistica poste dall’attualità.
Autonomia di giudizio Al termine del Corso gli studenti dovranno essere in grado di utilizzare criticamente le nozioni acquisite applicandole ad una corretta in-terpretazione giuridica della realtà.
Abilità comunicative Durante il Corso si incentiverà l’utilizzazione del linguaggio giuridico proprio della materia, sottolineandone l’indispensabile padronanza ai fini del superamento della prova d’esame e, in generale, per conseguire una corretta formazione giuridica.
Capacità di apprendere in modo autonomo L’eccezionale vitalità del Diritto costituzionale e la sua peculiare con-nessione con tutte le altre discipline giuridiche, grazie anche alla interdisciplinarità della giurisprudenza costituzionale, consentiranno agli studenti di avere un primo e generale contatto con la complessità dell’organizzazione sociale e con le regole che vi presiedono da una prospettiva giuspubblicistica.
Attraverso le lezioni e i seminari monotematici non ci si limiterà a fa-cilitare l’apprendimento degli istituti fondamentali dell’ordinamento costituzionale, ma anche a confrontarsi costantemente con le più rile-vanti problematiche di natura pubblicistica poste dall’attualità.
Autonomia di giudizio Al termine del Corso gli studenti dovranno essere in grado di utilizzare criticamente le nozioni acquisite applicandole ad una corretta interpretazione giuridica della realtà.
Abilità comunicative Durante il Corso si incentiverà l’utilizzazione del linguaggio giuridico proprio della materia, sottolineandone l’indispensabile padronanza ai fini del superamento della prova d’esame e, in generale, per conseguire una corretta formazione giuridica.
Capacità di apprendere in modo autonomo L’eccezionale vitalità del Diritto costituzionale e la sua peculiare connessione con tutte le altre discipline giuridiche, grazie anche alla interdisciplinarità dellagiurisprudenza costituzionale, consentiranno agli studenti di avere un primo e generale contatto con la complessità dell’organizzazione sociale e con le regole che vi presiedono da una prospettiva giuspubblicistica.
Programma
Il fenomeno giuridico. Pluralità degli ordinamenti giuridici. Costituzionalismo e Costituzione
Lo Stato. Forme di Stato e forme di governo. Lo Stato e gli altri ordinamenti: l’ordinamento internazionale; l’ordinamento dell’Unione Europea e i suoi rapporti con quello italiano
Le fonti del diritto e i criteri di risoluzione delle antinomie. Le singole fonti statali e le fonti dell’U.E.
La Costituzione italiana. Il principio di uguaglianza. Libertà e diritti fondamentali
L’organizzazione costituzionale dei pubblici poteri: principi generali.
Il Parlamento
Il Governo. La Pubblica Amministrazione. Gli organi ausiliari
La Magistratura. Il Consiglio Superiore della magistratura
Il Presidente della Repubblica
La Corte costituzionale
Le autonomie territoriali. Evoluzione del regionalismo italiano. Gli organi regionali e le fonti delle autonomie
Modalità d'esame
È previsto un esame orale che verterà, oltre che sui contenuti della disciplina, sulla possibile sottoposizione di “casi” da risolvere in base alle conoscenze acquisite e sulla sollecitazione di valutazioni critiche. È prevista una prova intermedia facoltativa nel corso del II Semestre, in una data da concordare con gli studenti, e comunque non oltre il mese di marzo 2027. Tale prova può essere sostenuta una sola volta durante l’a. a. I criteri di iscrizione alla prova intermedia e le parti del Programma oggetto di valutazione saranno pubblicati entro la fine del I Semestre. L’esito della prova intermedia ha validità di un anno (dunque, fino all’appello di marzo 2028 compreso) e concorre, qualora l’esito sia accettato, alla valutazione finale. CRITERI DI VALUTAZIONE:
Conoscenza e capacità di comprensione: Livello di approfondimento dei temi indicati nel Programma; maturità critica acquisita; capacità di svolgere collegamenti tra i diversi istituti
Conoscenza e capacità di comprensione applicate: Inquadramento degli argomenti studiati; applicazione di quanto appreso anche a casi pratici e di attualità
Autonomia di giudizio: Apporto critico individuale, con particolare attenzione alla capacità di “collegamento” tra le varie parti del Programma
Abilità comunicative: Capacità espositiva e argomentativa; terminologia tecnica; precisione nel linguaggio
Capacità di apprendere: In particolare, si verificheranno le seguenti capacità: esposizione e inquadramento sistematico delle regole costituzionali vigenti e dell’organizzazione costituzionale dei pubblici poteri; conoscenza della teoria delle forme di Stato e di governo nonché del sistema multilivello delle fonti del diritto; identificazione degli strumenti giuridici di garanzia dei diritti fondamentali; utilizzazione della giurisprudenza costituzionale come strumento interpretativo. Nella preparazione all’esame orale si prevedono, ove finalizzati a chiari-re dubbi o a valutare la correttezza del metodo di studio adottato, colloqui preliminari da concordare con la docente e da svolgersi durante l’orario di ricevimento studenti. L’oralità dell’esame richiede un confronto tra il docente e l’esaminando, nell’intento di verificare con ragionevole approssimazione quale consa-pevolezza dei principi, delle fonti e degli istituti studiati lo studente abbia maturato. Per coloro che si siano iscritti a che abbiano superato la prova intermedia, l’esito di quest’ultima concorrerà alla valutazione finale. La valutazione formale è espressa in trentesimi; l’esame si intende su-perato con la valutazione minima di 18 trentesimi.
Testi di riferimento
R. BIN, G. PITRUZZELLA, Diritto Costituzionale, Giappichelli, Torino, 2025 o, in alternativa, A. BARBERA, C. FUSARO, C. CARUSO, Corso di Diritto Costituzionale, Il Mulino, Bologna, 2026. Una corretta comprensione della materia e uno studio consapevole implicano la diretta e sistematica consultazione, nella versione aggiornata, della Costituzione italiana e delle principali leggi di diritto pubblico e costituzionale (cfr. sito www.normattiva.it ). In generale, si raccomanda il costante aggiornamento sulle vicende di inte-resse costituzionale che si verifichino nel periodo del Corso, attraverso la stampa quotidiana e/o periodica o il mezzo radio-televisivo e/o multi-mediale.
Codice insegnamento UC443004
Diritto romano1° anno · Annuale · 15 CFU · GIUR-15/A · 0 file
Il corso intende fornire un quadro esauriente della complessa articolazione del diritto privato romano con riguardo allo svolgimento storico e dogmatico delle principali figure giuridiche. Durante le lezioni i concetti e…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
Il corso intende fornire un quadro esauriente della complessa articolazione del diritto privato romano con riguardo allo svolgimento storico e dogmatico delle principali figure giuridiche. Durante le lezioni i concetti e gli istituti più importanti saranno discussi ed esaminati alla luce delle testimonianze antiche. Una parte del corso sarà dedicata al problema storiografico costituito dall’uso di nozioni e categorie elaborate dalla tradizione scientifica europea lungo i secoli, dal Medioevo all’età moderna.
Gli studenti dovranno essere in grado di comprendere, elaborare e valutare in maniera autonoma e matura i processi di elaborazione sviluppatisi nel corso dei secoli, che hanno condotto alla formazione di nozioni, classificazioni e categorie concettuali rilevanti nell’ambito del diritto antico.
Da acquisire in base allo studio e approfondimento delle singole tematiche.
Autonomia di giudizio: da acquisire in base all’approfondimento delle singole tematiche, in modo da formare una capacità di discernimento critico nell’analisi di questione giuridiche teoriche e pratiche. Abilità comunicative: le abilità che il corso permette di acquisire consistono nella possibilità di individuare le matrici storiche delle singole figure giuridiche e i legami tra loro intercorrenti nell’ambito del sistema, contribuendo in tal modo all’incremento delle proprie capacità argomentative, di riflessione e di analisi critica. Capacità di apprendere in modo autonomo: comprensione e apprendimento delle principali figure giuridiche oggetto di una riflessione plurisecolare, in modo da incrementare la propria conoscenza e le personali capacità argomentative e di analisi critica.
Programma
Premesse: il diritto romano e la tradizione romanistica. Linee cronologiche essenziali e prospettiva storica. I documenti e il problema del testo. L’età tardo-antica. Diritto codificato e diritto giurisprudenziale. Una mentalità legalistica. Iura et leges: il problema della certezza del diritto. Il codice: libro e testo normativo. Codice antico e codice moderno. Le codificazioni tardoantiche. La compilazione giustinianea. L’esperienza giuridica repubblicana e classica. Una cultura “orale”. La giurisprudenza: una professione aristocratica. La giurisprudenza come letteratura e come attività pratica. Contesti sociali e istituzioni politiche. Le tecniche e i “valori”. Le fonti normative: un ordinamento “stratificato”. I cataloghi delle fonti di produzione del diritto nella riflessione giurisprudenziale tardo-repubblicana e imperiale. Ius civile: polivalenza semantica. Le XII Tavole e il formalismo arcaico. Ius gentium: superamento del formalismo e nuovi principii. Ius honorarium: l’editto, un testo fragile e persistente. L’attività normativa imperiale. La giurisprudenza. Dai giuristi-sacerdoti ai giuristi laici. Sesto Elio e i Tripertita. Quinto Mucio e la sua opera “sistematica”. Servio Sulpicio Rufo: responso serviano e nuove forme letterarie. Dal caso al problema. Tecniche interpretative e metodi argomentativi. Il Principe e il giurista. Ius respondendi e consilium principis. Tipologie letterarie in epoca classica. Labeone fra conservatorismo e innovazione. Le scuole giuridiche del Principato: Sabiniani e Proculiani. Gaio e la sua eredità letteraria. La giurisprudenza severiana: assolutismo e giusnaturalismo. Vicende postclassiche delle opere giurisprudenziali. La preparazione non potrà prescindere dalla esegesi di frammenti particolarmente significativi contenuti nel manuale, con particolare attenzione ai profili inerenti alle tecniche e metodologie interpretative dei giuristi romani e al progressivo costituirsi dell’esperienza vissuta del diritto come “scienza”.1. Introduzione. Il Corpus Iuris Civilis tra storia e sistema. Ius controversum. Il valore attuale dell’esperienza giuridica antica. Il processo privato. Legis actiones e processo formulare. Le persone e il problema della ‘soggettività’ giuridica. Le nozioni di status e di capitis deminutio. Liberi e schiavi, cittadini e stranieri, persone sui iuris e alieni iuris. Soggettività limitata. Soggetti diversi dalle persone fisiche. Famiglia e matrimonio. Il pater familias e la patria potestas. La concezione romana del matrimonio. II regime patrimoniale. Lo scioglimento del matrimonio. Altre situazioni giuridicamente rilevanti. Negotia gerere. Fatti e atti giuridici. Il rapporto giuridico. Formalismo e tipicità. L’atto privato e i suoi elementi. Interpretazione. Invalidità e inefficacia. La rappresentanza ‘negoziale’. Forme di appartenenza dei beni. Diritti reali e possesso. La tutela giurisdizionale. Obbligazioni. Svolgimento storico e fonti delle obbligazioni. Oggetto e ‘tipi’. La nozione di ‘responsabilità’. L’estinzione delle obbligazioni. Successione legittima e testamentaria. Hereditas e bonorum possessio.
Modalità d'esame
Le modalità di svolgimento della valutazione sono costituite da colloqui e discussioni intrattenute dal docente con gli studenti durante il corso, senza prove scritte e/o intermedie o pre-appelli. L’esame finale è svolto esclusivamente in forma orale. Non vi sono modalità di verifica differenziate per studenti frequentanti e non frequentanti.
Testi di riferimento
M. BRETONE, STORIA DEL DIRITTO ROMANO, Roma-Bari, Laterza, 202424 (esclusi i capitoli I e XII). A. LOVATO – S. PULIATTI – L. SOLIDORO, Profili di diritto privato romano, Giappichelli, Torino 2024
Codice insegnamento UC443000
Economia politica1° anno · 1° semestre · 6 CFU · ECON-01/A · 0 file
Il corso si propone di offrire strumenti idonei per una conoscenza degli aspetti microeconomici e macroeconomici e formulare interpretazioni dei più rilevanti fenomeni economici. Gli studenti dovrebbero acquisire le…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
Il corso si propone di offrire strumenti idonei per una conoscenza degli aspetti microeconomici e macroeconomici e formulare interpretazioni dei più rilevanti fenomeni economici. Gli studenti dovrebbero acquisire le conoscenze e le competenze di base tese a fornire una adeguata capacità interpretativa dei problemi economici. Le abilità acquisite dovrebbero permettere agli studenti di utilizzare gli strumenti tecnici e ottenere una cultura economica di base atta a formulare autonomamente dei giudizi nel contesto giuridico imprenditoriale e le competenze atte ad individuare le regole di comportamento degli operatori del sistema economico.
Gli studenti al termine del corso dovranno essere in grado di interpretare con spirito critico i principali fenomeni economici e i principali interventi di politica economica.
Gli studenti al termine del corso acquisiranno competenze economiche sul piano del metodo e dei contenuti disciplinari di base, avranno la capacità di interpretare il significato dei più importanti indicatori economici e di comprendere, interpretare tecnicamente le notizie di carattere economico, di rappresentare ed interpretare i fenomeni economici.
Autonomia di giudizio Questa capacità sarà stimolata attraverso l’analisi di casi pratici e l’interpretazione di notizie di attualità anche nell’ambito di seminari ed esercitazioni.
Abilità comunicative Gli studenti acquisiranno un’adeguata padronanza del linguaggio tecnico economico e la capacità e questa abilità sarà stimolata attraverso la discussione in aula e l’esposizione da parte dei gruppi di lavoro, e dei singoli, dei risultati raggiunti nell’analisi dei casi pratici proposti durante le attività di tutorato, di laboratorio e le esercitazioni Capacità di apprendere in modo autonomo Questa capacità sarà sviluppata per effetto degli approfondimenti tematici e mettendo a disposizione degli studenti i principali canali di informazione economica, sia accademica che istituzionale, stimolando congiuntamente la loro capacità di ricerca delle informazioni utilizzando, prevalentemente, i canali digitali.
Programma
1.Concetti introduttivi 2.La teoria del comportamento del consumatore e del produttore 3.I regimi di mercato: concorrenza perfetta ed economia del benessere; monopolio; concorrenza imperfetta e oligopolio 4.Il mercato delle risorse. 5.Il mercato del lavoro e disoccupazione 6.La contabilità nazionale e la crescita economica 7.Macroeconomia Keynesiana e principio della domanda effettiva 8.La teoria keynesiana dell’investimento e il mercato della moneta 9.La sintesi neoclassica e la teoria keynesiana. Il modello di Hicks 10.Inflazione 11.Spesa pubblica e tassazione 12.Politica fiscale e politica monetaria 13.Commercio estero e la bilancia dei pagamenti 14.Integrazione Europea, Unione Monetaria e ruolo della BCE
Modalità d'esame
Esame scritto della durata di 45 minuti, articolato in quesiti brevi, domande a risposta aperta, domande a risposta multipla, quesiti vero/falso e rappresentazioni grafiche. Sono previste esercitazioni e attività laboratoriali su parti del programma svolte a lezione. È previsto un esonero intermedio facoltativo su una parte del programma. L'esonero si intende superato qualora la votazione sia uguale o superiore a 18. Il voto dell'esonero, concorre alla valutazione della prova finale tramite una media con il risultato della prova scritta.
Testi di riferimento
Begg, Fischer e Dornbusch, Economia, McGraw-Hill, ultima edizione, dal capitolo 3 al capitolo 11, capitolo 14, dal capitolo 17 al capitolo 25, più il capitolo 31. oppure in alternativa Antonelli G. et al. Economia, Giappichelli Editore, ultima edizione, dal capitolo 1 al capitolo 3 e dal capitolo 5 al capitolo 12 sino 12.4 incluso.
Codice insegnamento UC443005
Filosofia del Diritto1° anno · 1° semestre · 9 CFU · GIUR-17/A · 0 file
Il corso si propone di fornire allo studente i principali strumenti logico concettuali elaborati dalla filosofia giuridica e dalla teoria del diritto del Novecento, volgendo particolare attenzione a temi quali la…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
Il corso si propone di fornire allo studente i principali strumenti logico concettuali elaborati dalla filosofia giuridica e dalla teoria del diritto del Novecento, volgendo particolare attenzione a temi quali la filosofia dell’impresa, i nuovi modelli di Governance, il rapporto fra mercato e diritto, e la crisi dei “fatti istituzionali” che hanno segnato l’esperienza giuridica del Novecento.
Lo studente dovrà acquisire le conoscenze di teoria generale del diritto di base e di livello avanzato idonee a preparalo alla comprensione del linguaggio giuridico e delle tecniche di interpretazione giuridica
Lo studente dovrà dimostrare la propria capacità di ragionare e decodificare il linguaggio giuridico ed i concetti base del lessico del diritto
Autonomia di giudizio Lo studente dovrà dimostrare di aver acquisito capacità critiche e logico-deduttive idonee ad interpretare testo e linguaggi normativi Abilità comunicative Lo studente dovrà dimostrare di aver acquisito capacità comunicative ed espositive dell’argomento filosofico-giuridico Capacità di apprendere in modo autonomo Lo studente dovrà dimostrare di aver metabolizzato schemi e metodologie di ragionamento logico-deduttivo applicati all’oggetto filosofico-giuridico
Programma
Il corso si divide in tre parti. La prima ha carattere istituzionale ed attraversa i principali luoghi e spazi teoretici della riflessione giusfilosofica del Novecento: i concetti di ordinamento, di norma giuridica, di validità, giustizia ed efficacia, sono affrontati rileggendo criticamente le opere di Hans Kelsen, Herbert L.A. Hart, Carl Schmitt, Gustav Radbruch ed Alf Ross. La seconda esamina le possibili connessioni fra diritto e morale alla luce delle più moderne teorie di filosofia e semiotica del linguaggio normativo. La terza parte analizza la crisi delle forme giuridiche del Novecento attraverso la figura estetico-politica del “barocco giuridico”. La metamorfosi di alcuni concetti chiave della filosofia del diritto del Novecento, in particolare della figura epistemica dell’“osservatore”, è lo spunto per riflettere sull’evoluzione e le problematiche del diritto contemporaneo, sulla trasformazione della forma-stato e del conetto di sovranità, sul rapporto sempre più stretto fra istituzioni economiche e sistemi giuridici e, soprattutto, sul ruolo “passivo” assegnato ai destinatari delle norme dai processi giuridici della post-modernità.
Modalità d'esame
Esame orale
Testi di riferimento
Bruno Montanari [ed.], Luoghi della filosofia del diritto. Idee strutture mutamenti, Giappichelli Editore, Torino, 2012, da p. 35 a 99; da p. 171 a 233; e da p. 275 a 372; Antonio Incampo, Filosofia del dovere giuridico, Cacucci Editore, Bari 2012, pp. 15-185; Guglielmo Siniscalchi, Barocco giuridico. Osservatori, osservanti, spettatori, Franco Angeli, Milano 2017, pp.13-179.
Codice insegnamento 3097
Istituzioni di diritto privato1° anno · Annuale · 12 CFU · GIUR-01/A · 0 file
Il corso è diretto a far acquisire agli studenti: conoscenza degli istituti giuridici alla base del codice e della legislazione civile nelle sue fondamentali articolazioni, sotto il profilo strutturale e funzionale;…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
Il corso è diretto a far acquisire agli studenti:
conoscenza degli istituti giuridici alla base del codice e della legislazione civile nelle sue fondamentali articolazioni, sotto il profilo strutturale e funzionale;
capacità di accostarsi a un problema giuridico con metodo critico-pratico. Evitando, cioè, di rifugiarsi nell’enunciazione di formule astratte, essere in grado di ricercare e reperire le norme giuridiche che, sulla base di una lettura storico-sistematica delle disposizioni di legge o dell’analogia, siano in grado di supportare soluzioni interpretative-applicative in grado di restituire un sistema di regole coerente. All’esito del percorso formativo, lo studente sarà tendenzialmente in grado di: a) comprendere la struttura delle principali situazioni giuridiche; b) individuare la funzione delle norme studiate e gli interessi che esse sono dirette a tutelare; c) argomentare autonomamente la soluzione di questioni giuridiche, individuando le norme applicabili alla fattispecie, con l’abilità specifica che si richiede alla figura professionale del giurista d’impresa; d) approcciarsi in modo critico all’interpretazione/applicazione delle norme giuridiche, utilizzando le conoscenze acquisite per raggiungere un’autonomia di giudizio sempre più ampia, che consenta di affrontare consapevolmente i successivi anni di studio, prima, e di lavoro, in seguito.
Capacità di comprensione e interpretazione di testi normativi alla luce dell’acquisita conoscenza delle nozioni giuridiche fondamentali del diritto civile.
Capacità di comprensione e di elaborazione di argomentazioni giuridiche utili per pervenire alla ricostruzione della risposta dell’ordinamento rispetto a casi concreti problematici.
Capacità di elaborare argomenti critici rispetto a ricostruzioni giuridiche.
Capacità di reperire e applicare – anche mediante il ricorso all’analogia – le norme da applicare a casi concreti problematici.
Capacità di valutare le diverse possibili soluzioni di un problema giuridico.
Capacità di giustificare consapevolmente la soluzione prescelta.
Autonomia di giudizio Nel corso di lezioni e nello svolgimento delle attività seminariali si offriranno gli strumenti per sviluppare la capacità di comprendere e sottoporre a vaglio critico soluzioni giurisprudenziali o dottrinali, dedicando particolare attenzione all’analisi del linguaggio giuridico.
Abilità comunicative La frequenza delle lezioni e, soprattutto, l’esposizione di casi nel corso delle attività seminariali favoriranno lo sviluppo della capacità di individuare ed esporre in modo sintetico il problema giuridico di volta in volta oggetto di studio e le possibili soluzioni, evidenziandone vantaggi e svantaggi.
Capacità di apprendere in modo autonomo Lo studio della materia avvalendosi, oltre che del manuale e dei testi normativi, di casi giurisprudenziali, anche estratti da riviste giuridiche, favorirà le capacità di reperire fonti di informazioni attendibili e di approfondire in modo autonomo specifici casi o questioni giuridiche.
Programma
Parte generale. Norme giuridiche, disposizioni normative e ordinamento. Le fonti. L’interpretazione e l’applicazione della legge. Diritto pubblico e diritto privato. La teoria del diritto soggettivo e l’analisi del linguaggio giuridico. I soggetti. La persona fisica e le incapacità. I diritti della personalità. La soggettività giuridica degli enti e il linguaggio dei soggetti. Gli enti non economici. Beni, diritti reali e possesso. La garanzia della proprietà. Autonomia del proprietario e funzione sociale. I diritti reali: diritti o rapporti? I diritti reali su cosa altrui e il numero chiuso dei diritti reali. L’oggetto: beni e cose in senso giuridico. Disciplina del diritto e disciplina del bene. Il contenuto e le modificazioni convenzionali e giudiziali dei diritti reali. Le vicende circolatorie: i modi d’acquisto e le azioni a difesa della proprietà. La rilevanza giuridica degli atti di destinazione economica: pertinenze, universalità, condominio. Detenzione e possesso. Gli effetti del possesso e la tutela delle situazioni di fatto. La responsabilità civile. Funzioni e disciplina generale. Ingiustizia del danno, criteri di imputazione e quantificazione del risarcimento. La responsabilità aggravata e oggettiva. Regimi speciali di responsabilità. Le obbligazioni. Fonti e disciplina generale delle obbligazioni. L’adempimento, l’inadempimento e i modi di estinzione dell’obbligazione. Le modificazioni soggettive e la circolazione del credito. Le obbligazioni pecuniarie, alternative e solidali. Disciplina dei contratti in generale e tutela dei diritti. Contratto e negozio giuridico: fattispecie complessa o atto di autoregolamento sul piano della realtà sociale? Contratti tipici e atipici. La formazione, l’interpretazione, l’efficacia e l’integrazione del contratto. Le trattative. Le condizioni generali e i contratti dei consumatori. La condizione. Le invalidità: contratto nullo, annullabile e rescindibile. Il contratto simulato e i mezzi di conservazione della garanzia patrimoniale generica. I rimedi sinallagmatici e risoluzione del contratto. Il contratto come strumento della circolazione: atti soggetti a trascrizione. Pegno e ipoteca. Prescrizione e decadenza. Rappresentanza, mandato e gestione d’affari altrui. La comunità familiare. Matrimonio, unione civile, convivenza. I regimi patrimoniali della famiglia. La crisi: separazione personale e scioglimento del matrimonio. La filiazione e le relazioni genitoriali. Le successioni a causa di morte. Successione legittima, successione testamentaria e successione necessaria. Eredità e legato. La tutela dei legittimari. La divisione.
Modalità d'esame
Esame orale. Al candidato sono sottoposte domande che gli consentano di esprimere le conoscenze acquisite. La valutazione sarà espressa con un voto (in trentesimi) che tenga conto sia della padronanza (in termini di conoscenza tecnica) degli argomenti trattati nel corso di lezioni, sia della capacità di interpretazione critica e di collegamento sistematico dei diversi istituti giuridici oggetto del programma. Ai fini della valutazione si terrà conto del livello di preparazione raggiunto alla stregua dei richiamati criteri e, in coerenza con i risultati di apprendimento attesi, i diversi livelli di preparazione porteranno a diversi giudizi: eccellente (30/30 e lode), ottimo (28/29), buono (25/27), discreto (21/24), sufficiente (18/20).
Testi di riferimento
Gli argomenti trattati nel corso delle lezioni possono essere preparati studiando uno dei seguenti manuali, a libera scelta dello studente:
A. TORRENTE – P. SCHLESINGER, Manuale di diritto privato, Giuffrè, Milano, ultima edizione. oppure
E. GABRIELLI (a cura di), Diritto privato, Giappichelli, Torino, ultima edizione. oppure
A. Trabucchi, Istituzioni di diritto civile, Cedam, Padova, ultima edizione.
Codice insegnamento UC442998
Storia del Diritto Italiano 11° anno · 2° semestre · 5 CFU · GIUR-16/A · 0 file
Il corso si propone di condurre gli studenti ad una buona conoscenza dello sviluppo storico del diritto italiano ed europeo, durante il medioevo e l’età moderna. Esso punta, inoltre, a sollecitare gli studenti a…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
Il corso si propone di condurre gli studenti ad una buona conoscenza dello sviluppo storico del diritto italiano ed europeo, durante il medioevo e l’età moderna. Esso punta, inoltre, a sollecitare gli studenti a sviluppare le loro capacità critiche.
Al termine del corso, lo studente dovrà aver acquisito una conoscenza delle caratteristiche fondamentali dell'esperienza giuridica medievale e moderna in Europa, con particolare attenzione all'area italiana. Inoltre, gli studenti dovranno aver acquisito una conoscenza delle principali istituzioni giuridiche e delle scuole dottrinali più significative, nonché della prassi giuridica.
Il corso si propone di far acquisire agli studenti una buona capacità di riconoscimento e comprensione delle fonti giuridiche, di collocarle nel loro contesto storico e di sviluppare le loro considerazioni critiche.
Al termine dell’insegnamento lo/la studente/studentessa dovrà essere in grado di: Autonomia di giudizio
Approcciare libri e ai documenti antichi
Contestualizzare le diverse fonti storico-giuridiche o Analizzare una fonte storico-giuridica. Abilità comunicative
Discussione e dibattito durante le lezioni, i seminari e le esercitazioni.
Acquisire competenze linguistiche storico-giuridiche. Capacità di apprendere in modo autonomo
Conoscenza e utilizzo di archivi e biblioteche
Acquisizione degli strumenti necessari per comprendere gli istituti giuridici esaminati nella loro evoluzione storica
Programma
Il programma del corso riguarda la formazione e lo sviluppo del diritto medievale e moderno dell’Europa occidentale, con un’attenzione specifica all’area italiana. Particolare cura sarà rivolta all’assetto e all’analisi delle fonti di produzione del diritto (consuetudine, legislazione, giurisprudenza e dottrina) nei diversi contesti storici, così come all’evoluzione e ai diversi statuti teorici della scienza giuridica. Il corso sarà incentrato principalmente sui seguenti argomenti: La transizione dal mondo antico al medioevo - L'organizzazione della Chiesa primitiva - Il diritto dei regni romano-germanici - Il diritto longobardo - Il ruolo della consuetudine e la cultura giuridica altomedievale - L’età carolingia e il Sacro Romano Impero - La formazione e lo sviluppo del diritto della Chiesa - Il feudo e il diritto feudale – La Renovatio imperii ottoniana - La riforma gregoriana e le collezioni canoniche - Il rinascimento giuridico e la nuova scienza giuridica civilistica e canonistica – L’Aequitas - L’età comunale e i diritti particolari e locali - Il Regnum Siciliae - Ius commune e iura propria - La formazione del Common law - La diffusione del ius commune in Europa – Bartolismo, consilia e communis opinio - Umanesimo giuridico, scuola culta e mos gallicus iura docendi - La formazione degli stati territoriali e la legislazione dei principi - La dottrina giuridica d’età moderna e lo sviluppo di nuove discipline: la criminalistica e la scienza del diritto commerciale - Grandi tribunali e decisiones.
Modalità d'esame
La valutazione dell’apprendimento avverrà attraverso un esame orale finale. L’esame orale consiste in una serie di domande poste allo studente e finalizzate all’accertamento delle conoscenze e abilità descritte nelle sezioni “Obiettivi formativi” e “Contenuti dell’insegnamento” e “Risultati di apprendimento previsti”. Il voto finale è attribuito in trentesimi. L’esame s’intende superato quando il voto è maggiore o uguale a 18/30. I voti in trentesimi corrispondono a diversi giudizi: eccellente (30/30 e lode), ottimo (28-29/30), buono (25-27/30), discreto (21-24/30), sufficiente (18-20/30). La misurazione e l’attribuzione del voto finale avverrà sulla base dei seguenti criteri di valutazione:
conoscenza dei contenuti del programma d’insegnamento
conoscenza dei diversi contesti storici e delle varie categorie storiografiche
capacità espositiva e argomentativa
acquisizione del linguaggio tecnico storico-giuridico
capacità critica ed autonomia di giudizio
Testi di riferimento
A. PADOA SCHIOPPA, Storia del diritto in Europa. Dal medioevo all’età contemporanea, Bologna, il Mulino 2016, pp. 15-328.
Codice insegnamento 16912
1° modulo: Inglese giuridico2° anno · 3 CFU · L-LIN/12 · 0 file
Il corso ha l’obiettivo di fornire agli studenti gli strumenti per familiarizzare con l’Inglese giuridico, “lingua franca” del processo di globalizzazione del diritto. A tal fine, si intendono consolidare non solo le…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
Il corso ha l’obiettivo di fornire agli studenti gli strumenti per familiarizzare con l’Inglese giuridico, “lingua franca” del processo di globalizzazione del diritto. A tal fine, si intendono consolidare non solo le competenze linguistiche, ma anche quelle giuridiche, soffermandosi sul ruolo dell’inglese giuridico nell’evoluzione degli ordinamenti giuridici. In particolare, l’uso e l’evoluzione del lessico giuridico inglese sarà analizzato, attraverso lo studio delle fonti normative, della giurisprudenza e della dottrina nel contesto, da una parte, dei sistemi giuridici della tradizione di common law, e, dall’altra, delle organizzazioni sovrastatali, internazionali ed europee.
Padronanza dell’Inglese giuridico con riferimento alle competenze linguistiche e giuridiche.
Capacità di comprensione e utilizzo dell’Inglese giuridico in attività giuridiche internazionali diversificate.
Autonomia di giudizio Capacità di comprendere e valutare in via autonoma, in lingua inglese, le problematiche giuridiche più rilevanti nel contesto del common law e del diritto internazionale ed europeo.
Abilità comunicative Capacità di argomentare in lingua inglese sulle problematiche giuridiche più rilevanti nel contesto del common law e del diritto europeo.
Capacità di apprendere in modo autonomo Capacità di leggere e tradurre autonomamente testi giuridici e argomentare su tematiche giuridiche in lingua inglese.
Programma
Il corso è articolato in due moduli: Modulo 1 – L’Inglese giuridico nei sistemi di common law a. Il metodo di common law b. Lo stare decisis e il precedente vincolante c. L’evoluzione dei sistemi giuridici del Regno Unito e degli Stati Uniti d. La legislazione e il Parlamento e. La Camera dei Comuni e la Camera dei Lord f. La legislazione e le Corti g. Le leggi costituzionali h. La sovranità parlamentare Modulo 2 – L’Inglese giuridico nel diritto internazionale e in Europa a. Il Consiglio d’Europa b. Le Nazioni Unite c. L’Unione europea d. La Convenzione europea dei diritti dell’uomo e. Lo Human Rights Act del 1998
Modalità d'esame
Esame scritto. Criteri di valutazione.
Conoscenza e capacità di comprensione: padronanza dell’Inglese giuridico con riguardo alle competenze inguistiche e giuridiche.
Conoscenza e capacità di comprensione applicate: capacità di comprensione e utilizzo dell’Inglese giuridico in attività giuridiche internazionali diversificate.
Autonomia di giudizio: capacità di elaborare concetti e risolvere in modo autonomo le problematiche giuridiche nel contesto dei sistemi di common law e del diritto europeo, in lingua inglese.
Abilità comunicative: capacità di argomentare in lingua inglese sulle problematiche giuridiche più rilevanti nel contesto del common law e del diritto europeo.
Capacità di apprendere: le capacità di apprendimento saranno verificate alla luce degli argomenti indicati nel programma e in considerazione della comprensione delle fonti normative e giurisprudenziali più rilevanti per lo studio della disciplina. Criteri di misurazione dell'apprendimento e di attribuzione del voto finale. Idoneità. Alla stregua dei criteri richiamati e coerentemente con i risultati di apprendimento attesi, l’idoneità è attribuita in presenza dei seguenti livelli di preparazione: eccellente, ottimo, buono, discreto, sufficiente.
Testi di riferimento
A. Riley, Legal English and the Common Law, Cedam (ultima edizione disponibile, con riferimento ai seguenti capitoli: 1 (par. 1.1, 1.1.1), 2, 3, 5 (parte 2)
Codice insegnamento UC443026
2° modulo: Inglese giuridico2° anno · 3 CFU · L-LIN/12 · 0 file
Il corso ha l’obiettivo di fornire agli studenti gli strumenti per familiarizzare con l’Inglese giuridico, “lingua franca” del processo di globalizzazione del diritto. A tal fine, si intendono consolidare non solo le…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
Il corso ha l’obiettivo di fornire agli studenti gli strumenti per familiarizzare con l’Inglese giuridico, “lingua franca” del processo di globalizzazione del diritto. A tal fine, si intendono consolidare non solo le competenze linguistiche, ma anche quelle giuridiche, soffermandosi sul ruolo dell’inglese giuridico nell’evoluzione degli ordinamenti giuridici. In particolare, l’uso e l’evoluzione del lessico giuridico inglese sarà analizzato, attraverso lo studio delle fonti normative, della giurisprudenza e della dottrina nel contesto, da una parte, dei sistemi giuridici della tradizione di common law, e, dall’altra, delle organizzazioni sovrastatali, internazionali ed europee.
Padronanza dell’Inglese giuridico con riferimento alle competenze linguistiche e giuridiche.
Capacità di comprensione e utilizzo dell’Inglese giuridico in attività giuridiche internazionali diversificate.
Autonomia di giudizio Capacità di comprendere e valutare in via autonoma, in lingua inglese, le problematiche giuridiche più rilevanti nel contesto del common law e del diritto internazionale ed europeo.
Abilità comunicative Capacità di argomentare in lingua inglese sulle problematiche giuridiche più rilevanti nel contesto del common law e del diritto europeo.
Capacità di apprendere in modo autonomo Capacità di leggere e tradurre autonomamente testi giuridici e argomentare su tematiche giuridiche in lingua inglese.
Programma
Il corso è articolato in due moduli: Modulo 1 – L’Inglese giuridico nei sistemi di common law a. Il metodo di common law b. Lo stare decisis e il precedente vincolante c. L’evoluzione dei sistemi giuridici del Regno Unito e degli Stati Uniti d. La legislazione e il Parlamento e. La Camera dei Comuni e la Camera dei Lord f. La legislazione e le Corti g. Le leggi costituzionali h. La sovranità parlamentare Modulo 2 – L’Inglese giuridico nel diritto internazionale e in Europa a. Il Consiglio d’Europa b. Le Nazioni Unite c. L’Unione europea d. La Convenzione europea dei diritti dell’uomo e. Lo Human Rights Act del 1998
Modalità d'esame
Esame scritto. Criteri di valutazione.
Conoscenza e capacità di comprensione: padronanza dell’Inglese giuridico con riguardo alle competenze inguistiche e giuridiche.
Conoscenza e capacità di comprensione applicate: capacità di comprensione e utilizzo dell’Inglese giuridico in attività giuridiche internazionali diversificate.
Autonomia di giudizio: capacità di elaborare concetti e risolvere in modo autonomo le problematiche giuridiche nel contesto dei sistemi di common law e del diritto europeo, in lingua inglese.
Abilità comunicative: capacità di argomentare in lingua inglese sulle problematiche giuridiche più rilevanti nel contesto del common law e del diritto europeo.
Capacità di apprendere: le capacità di apprendimento saranno verificate alla luce degli argomenti indicati nel programma e in considerazione della comprensione delle fonti normative e giurisprudenziali più rilevanti per lo studio della disciplina. Criteri di misurazione dell'apprendimento e di attribuzione del voto finale. Idoneità. Alla stregua dei criteri richiamati e coerentemente con i risultati di apprendimento attesi, l’idoneità è attribuita in presenza dei seguenti livelli di preparazione: eccellente, ottimo, buono, discreto, sufficiente.
Testi di riferimento
A. Riley, Legal English and the Common Law, Cedam (ultima edizione disponibile, con riferimento ai seguenti capitoli: 1 (par. 1.1, 1.1.1), 2, 3, 5 (parte 2)
Codice insegnamento UC443028
Diritto commerciale I2° anno · 6 CFU · IUS/04 · 0 file
Il corso rappresenta il primo di due insegnamenti specialistici sulle modalità di organizzazione ed esercizio dell'attività economica ed esamina il modo di essere degli interessi coinvolti e delle relative forme di…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
Il corso rappresenta il primo di due insegnamenti specialistici sulle modalità di organizzazione ed esercizio dell'attività economica ed esamina il modo di essere degli interessi coinvolti e delle relative forme di composizione e tutela all'uopo disposte dall'ordinamento per il sistema peculiare del «Diritto Commerciale». L’obiettivo principale del corso consiste nel fornire agli studenti le basi del diritto dell’impresa, dei contratti commerciali e dei titoli di credito. In termini sia di identificazione delle fattispecie sia di conoscenza della disciplina. Le principali conoscenze fornite saranno dedicate
all’individuazione della natura di impresa delle attività economiche sulla scorta dell’analisi dei requisiti normativi;
all’emissione e circolazione dei titoli di credito;
alle forme contrattuali impiegate dall’imprenditore; L’acquisizione di tali competenze avverrà attraverso l’esame della disciplina positiva attraverso la lente dell’interpretazione della legge ai fini dell’individuazione degli interessi tutelati.
Lo studente deve acquisire la conoscenza degli istituti e delle discipline così come recati dalle fonti normative della materia. Tale conoscenza deve condurre alla costruzione e individuazione delle fattispecie astratte a cui applicare la relativa disciplina.
Lo studente deve raggiungere una capacità interpretativa delle norme, l’individuazione del problema giuridico e lo sviluppo dell’argomentazione giuridica.
Autonomia di giudizio: Lo studente deve giungere ad elaborare in modo originale, consapevole ed ermeneuticamente corretto una tesi relativa alla qualificazione giuridica di fattispecie concrete a cui applicare le proprie conoscenze acquisite. Abilità comunicative: Sulla scorta dell’acquisizione della conoscenza delle discipline dei relativi istituti della materia, nonché dell’apparato ermeneutico, lo studente deve acquisire la padronanza lessicale ed espositiva della materia sia nell’esposizione orale sia per iscritto. Capacità di apprendere: L’intero processo di apprendimento deve giungere a rendere lo studente capace di adattare il proprio bagaglio di conoscenze della materia tale da poterla applicare non solo a fattispecie concrete sempre nuove ma, in particolare all’evoluzione vuoi normativa vuoi del contesto socio economico nel quale applicarle.
Programma
Oggetto del corso è l'esame dei problemi giuridici afferenti all';esercizio dell';attività economica, il modo di essere degli interessi coinvolti e delle relative forme di composizione e tutela all'uopo disposte dall';ordinamento per il sistema peculiare del Diritto Commerciale. La materia sarà, pertanto, suddivisa in tre parti dedicate rispettivamente alle modalità organizzative dell’impresa, ai contratti d’impresa e ai titoli di credito. In particolare, saranno presi in considerazione gli istituti seguenti: I parte IMPRENDITORE E IMPRESA IMPRESE COMMERCIALI E NON COMMERCIALI.
L’impresa agricola. LO “STATUTO” DELL’IMPRENDITORE COMMERCIALE
Registro delle Imprese;
La rappresentanza commerciale;
Le scritture contabili;
La capacità all’esercizio dell’impresa commerciale; AZIENDA E CONCORRENZA:
Definizione di azienda e l’individuazione dei “beni aziendali”;
Trasferimento e relativa disciplina;
Usufrutto e affitto d’azienda;
I segni distintivi tra codice civile e codice della proprietà industriale: ditta, insegna e domain name;
Il marchio nel diritto italiano e dell’Unione Europea
Le invenzioni industriali: fonti, categorie e requisiti.
Diritti morali ed economici discendenti dalle invenzioni industriali;
La disciplina della concorrenza sleale: interessi tutelati, soggetti e rimedi;
Le limitazioni alla concorrenza dal Codice Civile alla legge antitrust; II PARTE IL FINANZIAMENTO DELL’IMPRESA: Le operazioni bancarie, i contratti di credito e i contratti di finanziamento parabancari:
Conto corrente bancario;
Deposito bancario;
Mutuo e finanziamenti agevolati;
L’apertura di credito, l’anticipazione bancaria, l’apertura di credito documentario, lo sconto bancario; Il leasing, il factoring, il forfaiting I CONTRATTI COMMERCIALI:
La contrattazione d’impresa
I contratti per l’esecuzione di opere o di servizi: Contratto di appalto; I contratti di subfornitura; Il contratto di assicurazione;
I contratti per la promozione o la conclusione di affari: Il mandato L’agenzia La mediazine III Parte I TITOLI DI CREDITO
Disciplina generale dei titoli di credito
Le categorie di titoli di credito maggiormente diffuse e libertà di emissione di titoli di credito atipici;
I titoli cambiari e l’assegno
Modalità d'esame
Esame scritto con 20 domande a risposta multipla e 3 domande a risposta aperta. Il corso di Diritto Commerciale I è una partizione didattica dell’intero corso di Diritto Commerciale che si completa con l’esame finale di Diritto Commerciale II. In ogni caso sono previsti appositi appelli per una prova scritta sul programma del corso di Diritto Commerciale 1. Durante il corso saranno espletate prove scritte intermedie su una parte del programma consistenti in parte in test a risposta multipla (20 quesiti) ed in parte con domande a risposta aperta (3 domande). Nell’ipotesi di superamento della prova intermedia lo studente potrà sostenere l’esame scritto di Diritto Commerciale I sulla sola parte residua di programma non oggetto della stessa prova, in tal caso il voto della prova intermedia inciderà sul risultato della prova scritta conclusiva. In alternativa, nella stessa sede di esame lo studente che abbia superato la prova intermedia potrà scegliere di sostenere la prova scritta conclusiva sull’intero programma del Corso di Diritto Commerciale 1. In tal ultimo caso, la valutazione non terrà conto del risultato ottenuto nella prova intermedia. 1) Lo studente deve dare dimostrazione: a) della conoscenza della disciplina riferita alle singole parti di programma e della capacità di individuare le fonti delle relative discipline; b) della capacità di costruire argomentazioni delle tesi interpretative adottate; c) della capacità di applicare gli strumenti giuridici acquisiti a simulazioni di casi concreti semplificati 2) Il voto sulla prova di Diritto Commerciale I è espresso in trentesimi.
Testi di riferimento
G.F. Campobasso, Diritto Commerciale, Vol. 1, Diritto dell'Impresa, ult. ed. per intero
G.F. Campobasso, Diritto Commerciale, Vol, 3, Contratti, titoli di credito, procedure concorsuali ul. ed. fatta eccezione per Parte Prima capp. XVI, Parte Terza.
Codice insegnamento UC443007
Diritto delle banche2° anno · 6 CFU · IUS/05 · 0 file
Il corso si propone di fornire agli studenti nozioni di base e conoscenze aggiornate: sulla disciplina delle banche e degli intermediari finanziari non bancari, come regolati principalmente dal Testo Unico Bancario;…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
Il corso si propone di fornire agli studenti nozioni di base e conoscenze aggiornate:
sulla disciplina delle banche e degli intermediari finanziari non bancari, come regolati principalmente dal Testo Unico Bancario;
sui profili regolamentari in corso per le FinTech Banks e sui players innovativi che, nell’ecosistema FinTech, interagiscono con le banche tradizionali (incumbents) e/o operano nel settore del credito tramite piattaforme digitali;
sull’evoluzione del sistema bancario alla luce delle innovazioni digitali (i.e. FinTech) e delle molteplici iniziative intraprese in materia e/o in corso di sviluppo ad opera della Commissione europea, dell’Autorità Bancaria Europea, della Banca Centrale Europea, del Comitato di Basilea, del Financial Stability Board, unitamente a quelle realizzate dalle Autorità nazionali.
Al termine dell’insegnamento gli studenti potranno essere in grado di comprendere:
l’architettura del sistema finanziario a livello nazionale, europeo ed internazionale;
le innovazioni tecnologiche e le modifiche normative in corso sul perimetro operativo dei soggetti – bancari e non - operanti nel settore bancario/creditizio.
Gli studenti potranno acquisire gli strumenti conoscitivi utili per valutare e descrivere le prospettive offerte:
dagli attuali corpi normativi, nonché dai relativi processi di definizione regolamentare o di revisione in corso;
dall’evoluzione dell’ecosistema FinTech;
dall’implementazione delle tecnologie emergenti (i.e. Big Data Analytics, Cloud Computing, Intelligenza Artificiale, Machine Learning, etc.) e dalle implicazioni per il sistema bancario/creditizio tradizionale, ormai proiettato verso ecosistemi finanziari digitali più complessi.
Gli studenti potranno acquisire un bagaglio conoscitivo utile per:
intraprendere un percorso di ulteriore approfondimento delle tematiche affrontate nel corso delle lezioni e dei seminari;
estendere il novero delle tematiche già considerate alla luce dell’evoluzione del settore e in funzione tanto di un lavoro finale in materia, quanto di nuovi sbocchi professionali sul mercato.
Programma
Il corso esamina l’evoluzione della disciplina bancaria a livello nazionale ed europeo, da un lato inquadrata nel contesto dell’attuale regolamentazione, dall’altro proiettata verso le molteplici innovazioni tecnologiche che stanno ridisegnando il settore bancario/creditizio (i.e. FinTech, TechFin, RegTech e SupTech; Open Banking ed Open Finance; Ecosistemi Finanziari Digitali). Le tematiche, oggetto di considerazione nelle lezioni del corso (inter alia: soggetti operanti nel settore bancario e creditizio; autorità e funzioni di vigilanza e di supervisione; tutela del cliente), terranno conto della indicata duplice dimensione, dal punto di vista giuridico, operativo ed innovativo.
Modalità d'esame
Esame finale orale Criteri di valutazione La valutazione finale terrà conto:
delle conoscenze acquisite nel corso delle lezioni, dei seminari di approfondimento e dello studio individuale;
del livello di approfondimento nello studio della materia;
della capacità: a) di interpretazione dei testi normativi; b) di argomentare le problematiche afferenti alle tematiche oggetto di studio; c) di relativa esposizione, anche a mezzo di collegamenti tra più istituti giuridici;
della correttezza della terminologia giuridica utilizzata. Criteri di misurazione dell'apprendimento e di attribuzione del voto finale Il voto d’esame, quale modalità di formulazione della valutazione finale, terrà conto di tutti i criteri di valutazione già indicati, tali da esprimere il livello di apprendimento della materia conseguito dallo studente. Il voto d’esame espresso in trentesimi, attesterà il livello di preparazione accertato; il livello di preparazione è valutato secondo la seguente graduazione: eccellente 30/30, ottimo 28/29, buono 25/27, discreto 21/24, sufficiente 18/20. L’attribuzione della lode presuppone l’unanimità dei consensi della commissione d’esame.
Testi di riferimento
FRANCESCO VELLA e GIACOMO BOSI (a cura di), Diritto ed economia di banche e mercati finanziari, Il Mulino, 2023 [Cap. 1 (solo quadro 1.1); Cap. 2 (solo par. 2); Capp. da 6 a 13; Cap. 15 (solo parr. 1, 5, quadro 15.1)] e MARIA-TERESA PARACAMPO (a cura di), FINTECH. Introduzione ai profili giuridici di un mercato unico tecnologico dei servizi finanziari, Vol. II, Giappichelli, 2° ed., 2019 (Capitoli da 1 a 10). In considerazione della continua evoluzione normativa che caratterizza il corso in questione, il docente si riserva di indicare, previa modifica del presente programma, testi di riferimento di nuova pubblicazione.
Codice insegnamento UC443010
Diritto internazionale2° anno · 9 CFU · IUS/13 · 0 file
Fornire la conoscenza del diritto internazionale «pubblico» e del diritto internazionale privato, privilegiando i profili innovativi e di sviluppo delle discipline, nonché l’analisi e la soluzione di problemi che si…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
Fornire la conoscenza del diritto internazionale «pubblico» e del diritto internazionale privato, privilegiando i profili innovativi e di sviluppo delle discipline, nonché l’analisi e la soluzione di problemi che si riferiscono in particolare all’Italia.
Livello di approfondimento dei temi indicati nel programma; maturità critica acquisita; capacità di svolgere collegamenti tra i diversi istituti.
Inquadramento degli argomenti studiati e capacità di applicazione a casi pratici
● Conoscenza e capacità di comprensione: discussione sui temi oggetto del programma e capacità di effettuare collegamenti. Esposizione corretta dei temi studiati. ● Conoscenza e capacità di comprensione applicate: capacità di collegamento e applicazione di quanto appreso a situazioni specifiche. ● Autonomia di giudizio: rielaborazione in modo personale delle conoscenze acquisite. ● Abilità comunicative: proprietà di espressione con l’utilizzo di termini precisi e chiarezza nell’esposizione. ● Capacità di apprendere: padronanza della materia e capacità di cogliere le finalità dei diversi istituti.
Programma
DIRITTO INTERNAZIONALE «PUBBLICO»: Nozioni e caratteri dell’ordinamento internazionale. I soggetti internazionali. La posizione dell’individuo. I crimini internazionali. La protezione internazionale dei diritti dell’uomo. Le fonti del diritto internazionale. La sovranità territoriale e i suoi limiti, incluso il cyberspazio. Il trattamento dei cittadini e degli Stati stranieri (e dei relativi organi). Il trattamento di beni e investimenti. Il trattamento delle organizzazioni internazionali. Il diritto internazionale del mare. Il rapporto tra diritto interno e diritto internazionale. La responsabilità internazionale. L'autotutela. La disciplina dell'uso della forza. Il sistema di sicurezza collettiva delle Nazioni Unite. La soluzione pacifica delle controversie internazionali. DIRITTO INTERNAZIONALE PRIVATO: Concetto, oggetto e funzioni del diritto internazionale privato. Il diritto internazionale privato dell'Unione europea: principi e caratteri generali. La disciplina della giurisdizione secondo il regolamento (UE) n. 1215/2012 e la legge n. 218/95. Le questioni generali concernenti l'individuazione del diritto applicabile. La legge regolatrice dei contratti secondo il regolamento (CE) n. 593/2008 («Roma I») con focus sulla circolazione internazionale di crediti. L'efficacia delle sentenze e degli atti stranieri secondo il regolamento (UE) n. 1215/2012 e la legge n. 218/95. Gli studenti Erasmus incoming potranno concordare con il docente i testi di studio della parte di diritto internazionale privato.
Modalità d'esame
Prova orale con voto. La valutazione finale è espressa con voto in trentesimi. L’esame è superato conseguendo almeno 18/30. La lode è attribuita esclusivamente a seguito di un esame risultato eccellente nel merito e nella esposizione. Ai fini della valutazione in trentesimi si terrà conto del livello di preparazione raggiunto alla stregua dei richiamati criteri e, in coerenza con i risultati di apprendimento attesi, i diversi livelli di preparazione porteranno a diversi giudizi: eccellente (30/30 e lode), ottimo (28/29), buono (25/27), discreto (21/24), sufficiente (18/20).
Testi di riferimento
Per il Diritto internazionale pubblico: VILLANI U., Lezioni di diritto internazionale, II ed., Cacucci, Bari, 2023 Oppure B. Conforti, M. Iovane, Diritto internazionale, Ed. Scientifica, Napoli, 2023 Per il Diritto internazionale privato: CARELLA G., Fondamenti di diritto internazionale privato, II ed., Giappichelli, Torino, 2021, con esclusione delle pagine da 31 a 39; da 66 a 72; da 93 a 101; e, in aggiunta ai manuali scelti, una lettura di approfondimento a scelta dello studente: -Analisi della Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sull’intelligenza artificiale e i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto (lettura del rapporto esplicativo, in inglese) o, in alternativa, CASTELLANETA M., La responsabilità sociale di impresa nel contesto internazionale: il programma Global Compact delle Nazioni Unite, in La responsabilità sociale d’impresa tra diritto societario e diritto internazionale, a cura di CASTELLANETA M. e VESSIA F., Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 2019, da p. 265 a p. 290, o in alternativa, VITUCCI M.C., Le ciberoperazioni e il diritto internazionale, con alcune considerazioni sul conflitto ibrido russo-ucraino, in La Comunità internazionale, 2023, da p. 7 a p. 32.
Codice insegnamento UC443020
Diritto penale I2° anno · 6 CFU · IUS/17 · 0 file
conoscenza dei principi che governano il sistema punitivo
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
conoscenza dei principi che governano il sistema punitivo
Programma
descrizione critica dei principi del diritto penale
Modalità d'esame
esame orale
Testi di riferimento
un qualsiasi Manuale di diritto penale, Pulitanò, Marinucci-Dolcini, Fiandaca-Musca, Padovani
Codice insegnamento UC443008
Inglese giuridico2° anno · 6 CFU · L-LIN/12 · 0 file
Il corso ha l’obiettivo di fornire agli studenti gli strumenti per familiarizzare con l’Inglese giuridico, “lingua franca” del processo di globalizzazione del diritto. A tal fine, si intendono consolidare non solo le…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
Il corso ha l’obiettivo di fornire agli studenti gli strumenti per familiarizzare con l’Inglese giuridico, “lingua franca” del processo di globalizzazione del diritto. A tal fine, si intendono consolidare non solo le competenze linguistiche, ma anche quelle giuridiche, soffermandosi sul ruolo dell’inglese giuridico nell’evoluzione degli ordinamenti giuridici. In particolare, l’uso e l’evoluzione del lessico giuridico inglese sarà analizzato, attraverso lo studio delle fonti normative, della giurisprudenza e della dottrina nel contesto, da una parte, dei sistemi giuridici della tradizione di common law, e, dall’altra, delle organizzazioni sovrastatali, internazionali ed europee.
Padronanza dell’Inglese giuridico con riferimento alle competenze linguistiche e giuridiche.
Capacità di comprensione e utilizzo dell’Inglese giuridico in attività giuridiche internazionali diversificate.
Autonomia di giudizio Capacità di comprendere e valutare in via autonoma, in lingua inglese, le problematiche giuridiche più rilevanti nel contesto del common law e del diritto internazionale ed europeo.
Abilità comunicative Capacità di argomentare in lingua inglese sulle problematiche giuridiche più rilevanti nel contesto del common law e del diritto europeo.
Capacità di apprendere in modo autonomo Capacità di leggere e tradurre autonomamente testi giuridici e argomentare su tematiche giuridiche in lingua inglese.
Programma
Il corso è articolato in due moduli: Modulo 1 – L’Inglese giuridico nei sistemi di common law a. Il metodo di common law b. Lo stare decisis e il precedente vincolante c. L’evoluzione dei sistemi giuridici del Regno Unito e degli Stati Uniti d. La legislazione e il Parlamento e. La Camera dei Comuni e la Camera dei Lord f. La legislazione e le Corti g. Le leggi costituzionali h. La sovranità parlamentare Modulo 2 – L’Inglese giuridico nel diritto internazionale e in Europa a. Il Consiglio d’Europa b. Le Nazioni Unite c. L’Unione europea d. La Convenzione europea dei diritti dell’uomo e. Lo Human Rights Act del 1998
Modalità d'esame
Esame scritto. Criteri di valutazione.
Conoscenza e capacità di comprensione: padronanza dell’Inglese giuridico con riguardo alle competenze inguistiche e giuridiche.
Conoscenza e capacità di comprensione applicate: capacità di comprensione e utilizzo dell’Inglese giuridico in attività giuridiche internazionali diversificate.
Autonomia di giudizio: capacità di elaborare concetti e risolvere in modo autonomo le problematiche giuridiche nel contesto dei sistemi di common law e del diritto europeo, in lingua inglese.
Abilità comunicative: capacità di argomentare in lingua inglese sulle problematiche giuridiche più rilevanti nel contesto del common law e del diritto europeo.
Capacità di apprendere: le capacità di apprendimento saranno verificate alla luce degli argomenti indicati nel programma e in considerazione della comprensione delle fonti normative e giurisprudenziali più rilevanti per lo studio della disciplina. Criteri di misurazione dell'apprendimento e di attribuzione del voto finale. Idoneità. Alla stregua dei criteri richiamati e coerentemente con i risultati di apprendimento attesi, l’idoneità è attribuita in presenza dei seguenti livelli di preparazione: eccellente, ottimo, buono, discreto, sufficiente.
Testi di riferimento
A. Riley, Legal English and the Common Law, Cedam (ultima edizione disponibile, con riferimento ai seguenti capitoli: 1 (par. 1.1, 1.1.1), 2, 3, 5 (parte 2)
Codice insegnamento UC443024
Ragioneria generale ed applicata2° anno · 9 CFU · SECS-P/07 · 0 file
Il corso ha la finalità di fornire agli studenti gli strumenti concettuali e tecnici per comprendere e analizzare le variabili strutturali e gestionali delle aziende, con particolare attenzione ai sistemi di…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
Il corso ha la finalità di fornire agli studenti gli strumenti concettuali e tecnici per comprendere e analizzare le variabili strutturali e gestionali delle aziende, con particolare attenzione ai sistemi di rilevazione economico-finanziaria e al bilancio d'esercizio. Al termine del corso lo studente sarà in grado di:
comprendere la struttura e il funzionamento del sistema informativo aziendale;
applicare il metodo della partita doppia alla rilevazione delle principali operazioni di gestione;
rilevare correttamente le operazioni di funzionamento (acquisti, vendite, costo del lavoro, immobilizzazioni, finanziamenti);
eseguire le scritture di assestamento, epilogo e chiusura del conto;
leggere e interpretare gli schemi civilistici di Stato Patrimoniale e Conto Economico;
applicare i principi contabili italiani (OIC) alla valutazione delle principali poste di bilancio;
collegare le rilevazioni contabili alla formazione del reddito e del patrimonio d'impresa.
Al termine del corso gli studenti avranno acquisito le competenze di base relative alle differenti tipologie aziendali, alle principali operazioni di gestione e al loro impatto sull'equilibrio economico-finanziario d'impresa. Sapranno comprendere le dinamiche di formazione del reddito d'esercizio e del patrimonio netto attraverso il sistema delle rilevazioni contabili in partita doppia, e sapranno leggere e interpretare gli schemi di bilancio d'esercizio previsti dal codice civile.
Gli studenti saranno in grado di comprendere e rilevare le operazioni aziendali nel modo più appropriato, applicando il metodo della partita doppia e i criteri di valutazione corretti alle poste di bilancio. Sapranno inoltre, in maniera inversa, collegare le poste dello Stato Patrimoniale e del Conto Economico alle operazioni gestionali e alle scelte di valutazione che le hanno generate.
DD3 Autonomia di giudizio Gli studenti saranno in grado di esprimere giudizi motivati sulla base delle quantificazioni e delle rilevazioni effettuate, di interpretare i dati contabili e di bilancio per valutare la situazione economica e patrimoniale di un'impresa, e di operare con autonomia e responsabilità in contesti lavorativi e professionali che richiedono competenze di analisi contabile. DD4 Abilità comunicative Gli studenti avranno acquisito la capacità di comunicare in modo chiaro ed efficace utilizzando il lessico tecnico della ragioneria e della contabilità. Sapranno esporre e argomentare, sia in forma scritta sia orale, le scelte di rilevazione e valutazione adottate, le dinamiche di formazione del reddito e le risultanze del bilancio d'esercizio. DD5 Capacità di apprendere in modo autonomo Gli studenti avranno sviluppato la capacità di utilizzare in modo autonomo documenti contabili, bilanci d'esercizio e fonti normative per acquisire le informazioni necessarie alla soluzione di problematiche gestionali e informative. Saranno inoltre in grado di aggiornarsi autonomamente in relazione alle evoluzioni della normativa civilistica e dei principi contabili nazionali (OIC).
Programma
Parte I — L'azienda e le operazioni di gestione (circa 14 ore)
Elementi costitutivi, soggetti e classificazioni delle aziende.
Il sistema informativo e il sistema contabile d'impresa.
I metodi di rilevazione; le rilevazioni mediante standard contabili.
Circuito della produzione e dei finanziamenti.
Aspetto finanziario ed economico della gestione. I cicli aziendali.
Classificazione delle operazioni. Il concetto di periodo e il principio di competenza.
La determinazione e la struttura del Capitale di funzionamento.
La determinazione del Reddito d'esercizio. Parte II — Il metodo della partita doppia e le rilevazioni contabili (circa 20 ore) Le rilevazioni di funzionamento:
Acquisti di beni e servizi: fatture d'acquisto, IVA, resi, pagamento dei debiti.
Il costo del lavoro.
Le immobilizzazioni materiali e immateriali.
Vendite: fatture di vendita, IVA, resi, riscossione dei crediti.
Il capitale proprio. Finanziamenti a lungo e breve termine. Cenni sul prestito obbligazionario.
Investimenti in attività finanziarie. Le rilevazioni finali:
Assestamento: storno, integrazione, ammortamento.
Epilogo: rilevazione del reddito.
Chiusura dei conti. Parte III — Il bilancio d'esercizio e i Principi Contabili (circa 18 ore)
Composizione del bilancio d'esercizio: i documenti obbligatori.
Lo schema di Stato Patrimoniale ex art. 2424 c.c.
Lo schema di Conto Economico ex art. 2425 c.c.
I principi contabili OIC e il loro ruolo nelle valutazioni di bilancio.
Valutazione delle immobilizzazioni materiali e immateriali.
Valutazione di titoli, partecipazioni e crediti.
Valutazione di ratei, risconti e rimanenze.
Valutazione dei debiti e dei fondi rischi e oneri.
Modalità d'esame
Modalità di verifica L'esame si svolge in forma scritta ed è strutturato in due parti: Parte 1 — Rilevazioni contabili in partita doppia Quantificazione e rilevazione delle principali operazioni aziendali (esercizi pratici). Parte 2 — Domande a risposta aperta Verifica della comprensione della dinamica di formazione del reddito e del patrimonio, delle problematiche di valutazione delle poste contabili e degli schemi civilistici di bilancio. Durata indicativa complessiva: 90 minuti. Prove intermedie facoltative (disponibili per tutti gli studenti) Durante lo svolgimento delle lezioni possono essere organizzate prove intermedie scritte, disponibili a tutti gli studenti. La prima prova riguarda gli argomenti delle Parti I e II del programma; la seconda prova riguarda gli argomenti della Parte III. Entrambe le prove sono valutate in trentesimi. Si accede alla seconda prova avendo superato la prima con almeno 18/30. Il voto finale scaturisce dalla media delle due prove. In alternativa, è possibile sostenere l'esame in unica sessione ordinaria. Le modalità di verifica sono identiche per studenti frequentanti e non frequentanti. Criteri di valutazione DD1 — Conoscenza e comprensione: Verifica della capacità di soluzione di esercizi e casi aziendali relativi alle rilevazioni contabili e alla struttura del bilancio. DD2 — Conoscenza e comprensione applicate: Valutazione della capacità di rilevare e quantificare correttamente le operazioni aziendali in partita doppia e di applicare i criteri di valutazione alle poste di bilancio. DD3 — Autonomia di giudizio: Valutazione della capacità di esprimere giudizi sulla base delle quantificazioni e delle rilevazioni effettuate, e di interpretare i dati di bilancio per trarne conclusioni motivate. DD4 — Abilità comunicative: Valutazione della capacità di esprimersi con un linguaggio tecnico contabile corretto e coerente nelle risposte scritte. DD5 — Capacità di apprendere: Valutazione della capacità di utilizzare autonomamente documenti contabili e bilanci per acquisire informazioni utili alla soluzione di problematiche gestionali e informative. Criteri di misurazione e attribuzione del voto finale Il voto finale è espresso in trentesimi. L'esame si intende superato con un voto ≥ 18/30. Struttura della valutazione: La prova scritta ordinaria consta di due parti:
Parte 1 (rilevazioni pratiche): valutazione della correttezza e completezza delle scritture contabili in partita doppia.
Parte 2 (domande aperte): criteri di valutazione: correttezza dei contenuti, completezza rispetto al quesito, chiarezza espositiva, padronanza del lessico tecnico; dove richiesta, capacità di argomentazione critica. Il voto finale è determinato dalla valutazione complessiva delle due parti. Nel caso di prove intermedie, il voto finale è la media aritmetica delle valutazioni riportate nelle due prove. La lode (30 e lode) viene attribuita quando il voto finale è 30/30 e lo studente dimostra eccellenza in tutte le dimensioni valutative: padronanza tecnica, precisione nelle rilevazioni, rigore nell'esposizione e capacità di analisi critica.
Testi di riferimento
Manuale adottato: Cerbioni, F., Cinquini, L., Sòstero, U. (2025). Contabilità e bilancio. McGraw-Hill Education, Milano. Capitoli di riferimento per ciascuna parte del programma:
Parte I — Fondamenti: Parte prima, capp. 2, 3, 4.
Parte II — Partita doppia e rilevazioni: Parte seconda, capp. 5, 6, 7, 8, 9.
Parte III — Bilancio e principi contabili: Parte terza, capp. 14, 15, 16, 17, 18, 20 (solo §20.1); Parte quarta, cap. 26 (escluso il Rendiconto finanziario). Materiale integrativo: Slide e dispense delle lezioni, tracce delle esercitazioni e materiale tecnico di supporto, disponibili sul canale Teams del corso. Codice canale Teams corso: xvle81tI materiali sono resi disponibili nel rispetto del requisito di disponibilità triennale previsto dal sistema AVA3.
Codice insegnamento UC443011
Storia del diritto italiano II2° anno · 9 CFU · IUS/19 · 0 file
Obiettivo del corso è l’acquisizione da parte degli studenti di una conoscenza e comprensione della dimensione storica del diritto e dello sviluppo di quest’ultimo in area italiana ed europea. Al fine di stimolare ed…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
Obiettivo del corso è l’acquisizione da parte degli studenti di una conoscenza e comprensione della dimensione storica del diritto e dello sviluppo di quest’ultimo in area italiana ed europea. Al fine di stimolare ed accrescere le capacità critiche degli studenti, il corso offrirà ampio spazio all’esame diretto delle fonti giuridiche, collocandole nella relativa epoca storica e nel contesto socio-economico di riferimento. In questo modo sarà altresì possibile per gli studenti sia di ampliare le loro conoscenze e competenze in ambito storico-giuridico, sia di valutare l’impatto effettivo avuto dalle fonti giuridiche analizzate, tramite un’analisi sia di tipo sincronico che diacronico.
Acquisizione da parte degli studenti di un buon livello di conoscenza generale delle fonti, delle istituzioni, della dottrina e delle prassi giuridiche in area italiana ed europea in età Moderna e Contemporanea, così da poterne comprendere l’impatto avuto nei contesti di riferimento e avere una corretta percezione dello sviluppo del diritto nel corso dei secoli oggetto del corso.
Acquisizione di un buon livello di capacità di esaminare e comprendere le fonti giuridiche, sia collocandole in maniera puntuale nel loro contesto di riferimento, sia approcciando ad un loro esame critico.
Autonomia di giudizio:
Sviluppo dell’analisi critica tramite un esame diretto delle fonti giuridiche, volto alla loro comprensione, collocazione spaziotemporale affiancato dallo studio degli istituti giuridici nella loro evoluzione storica tra età Moderna e Contemporanea. Abilità comunicative
Sviluppo delle abilità comunicative tramite momenti di dibattito e discussione durante lezioni, seminari ed esercitazioni, favorendo l’acquisizione da parte degli studenti di un appropriato linguaggio storico-giuridico Capacità di apprendere in modo autonomo
Sviluppo di capacità autonome di studio e ricerca tramite lo studio delle principali metodologie di indagine storica durante il corso.
Programma
Il programma prevede un esame storico dell’evoluzione del diritto a partire dall’inizio dell’età Moderna fino al Novecento, esaminando legislazione, giurisprudenza e dottrina delle singole epoche di riferimento, e dedicando poi uno spazio ad approfondimenti sulla storia del diritto commerciale in Europa. In sintesi: - Età moderna (a partire dall’affermazione della legislazione regia rispetto ai diritto locali) - Età delle Riforme - Età delle Nazioni - Il Novecento (fino alla caduta del fascismo)
Modalità d'esame
La verifica dell’apprendimento avviene mediante esame finale orale, volto ad accertare la conoscenza e la comprensione degli argomenti oggetto del programma. A tal fine saranno valutate la capacità di contestualizzare e analizzare le fonti e gli istituti storico-giuridici, di operare collegamenti, nonché l’autonomia di giudizio, la capacità argomentativa e l’uso appropriato del linguaggio della disciplina. Il voto finale è espresso in trentesimi e l’esame si intende superato con una votazione pari o superiore a 18/30. La valutazione è graduata in relazione al livello di raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi. La lode può essere attribuita in presenza di una conoscenza particolarmente approfondita e completa degli argomenti, accompagnata da elevata capacità di analisi critica e di collegamento, autonomia di giudizio e piena padronanza del linguaggio storico-giuridico.
Testi di riferimento
A) Padoa Schioppa, Storia del diritto in Europa. Dal medioevo all’età contemporanea, Il Mulino, ultima edizione, pp. 329-647. e in aggiunta B) M. MESSINETTI, Diritto e Schiavitù, Editoriale Scientifica, 2020
Codice insegnamento UC443018
Abilità informatiche per giuristi3° anno · 4 CFU · 0 file
Comparative Contract Law3° anno · 9 CFU · 0 file
Contrattazione Collettiva3° anno · 9 CFU · 0 file
Criminologia3° anno · 9 CFU · 0 file
L’insegnamento si propone di fornire le conoscenze di base relative alla criminologia, con particolare riferimento al suo statuto epistemologico, all’oggetto di studio, agli strumenti di ricerca e ai principali metodi di…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
L’insegnamento si propone di fornire le conoscenze di base relative alla criminologia, con particolare riferimento al suo statuto epistemologico, all’oggetto di studio, agli strumenti di ricerca e ai principali metodi di indagine, nonché all’evoluzione del pensiero criminologico. Il corso mira inoltre a sviluppare un approccio critico all’analisi dei fenomeni criminali, dei sistemi di giustizia e dei processi sociali di costruzione della criminalità.
Al termine dell’insegnamento, lo/la studente/studentessa dovrà aver acquisito conoscenze di base e capacità di comprensione dei concetti fondamentali, dei principali paradigmi teorici e degli strumenti di ricerca della criminologia.
Al termine del corso, lo/la studente/studentessa dovrà essere in grado di utilizzare le conoscenze teoriche acquisite per comprendere criticamente i principali fenomeni criminali, i processi di criminalizzazione e il funzionamento del sistema di giustizia penale.
Autonomia di giudizio Al termine dell’insegnamento, lo/la studente/studentessa dovrà essere in grado di accedere a dati e statistiche relativi ai principali fenomeni criminali e di interpretarli criticamente alla luce delle conoscenze teoriche acquisite, comprendendo i meccanismi e le finalità delle risposte istituzionali a tali fenomeni. Abilità comunicative Al termine dell’insegnamento, lo/la studente/studentessa dovrà essere in grado di argomentare e comunicare le conoscenze acquisite utilizzando un linguaggio tecnico e scientificamente appropriato. Capacità di apprendimento Al termine dell’insegnamento, lo/la studente/studentessa dovrà essere in grado di proseguire autonomamente lo studio della criminologia, approfondendo le proprie conoscenze anche in vista di studi successivi e più avanzati.
Programma
La criminologia come scienza: statuto epistemologico e oggetto di studio. La metodologia della ricerca criminologica: strumenti e tecniche. Le origini e l’evoluzione della criminologia e del pensiero criminologico: il libero arbitrio e la Scuola classica; il positivismo, Cesare Lombroso, la Scuola positiva e il determinismo. La criminologia in Italia dopo Lombroso. Disturbi mentali, criminalità e criminologia. Le principali teorie criminologiche: approcci socio-culturali, biologici, psicologici e multifattoriali. La criminalità minorile e la devianza di gruppo. La vittima e i processi di vittimizzazione. Il controllo sociale: prevenzione, carcere, detenzione, misure alternative e crisi dell’ideologia del trattamento. La questione migratoria: il reato culturalmente motivato e i processi di costruzione sociale dello straniero come criminale. La criminalità transnazionale e le organizzazioni criminali.
Modalità d'esame
L’esame si svolge in forma orale. Non sono previste prove intermedie, preappelli o verifiche in itinere. Lo/la studente/studentessa sarà valutato/a in relazione ai risultati di apprendimento attesi indicati nel syllabus.
Testi di riferimento
M. Correra, P. Martucci, Elementi di criminologia, Cedam, Padova, 2013.
Codice insegnamento 1696
Diritto Agrario3° anno · 9 CFU · 0 file
Il corso si propone di offrire alla comunità studentesca una solida e approfondita conoscenza della disciplina dell’impresa agricola e delle relative strutture organizzative, collocata nel quadro sistematico delle…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
Il corso si propone di offrire alla comunità studentesca una solida e approfondita conoscenza della disciplina dell’impresa agricola e delle relative strutture organizzative, collocata nel quadro sistematico delle fonti normative che regolano la materia. Esso è altresì volto a promuovere competenze avanzate di carattere operativo, finalizzate all’interpretazione e all’applicazione della normativa e della giurisprudenza rilevante in contesti concreti.
Conoscenza approfondita dei fondamenti del diritto agrario e del sistema multilivello delle fonti, comprensione delle ragioni dell’autonomia della disciplina e dei tratti di specialità che caratterizzano la regolazione dell’attività economica agricola. Capacità di comprendere e ricostruire lo statuto dell’impresa agricola, nonché di individuare e classificare i beni dell’organizzazione aziendale agraria, cogliendone funzione e rilevanza nel sistema normativo.
Capacità di applicare norme e principi del diritto agrario a casi concreti, interpretando correttamente la disciplina codicistica dell’impresa agricola e le regole che governano l’organizzazione aziendale. Capacità di utilizzare gli strumenti concettuali per analizzare questioni connesse all'esercizio dell’attività agricola, con particolare riferimento al ruolo dell'impresa agricola sul territorio.
Autonomia di giudizio Capacità di rielaborare in modo autonomo i principi e le regole oggetto di studio, esercitando senso critico nell’interpretazione delle fonti e nella valutazione delle scelte normative che incidono sull’attività agricola. Tale autonomia è favorita da attività di confronto in aula, esercitazioni e seminari che promuovono la partecipazione attiva e la discussione guidata. Abilità comunicative Capacità di esprimere le conoscenze giuridiche con linguaggio tecnico appropriato e di sviluppare abilità logico argomentative coerenti con l’analisi delle questioni del diritto agrario. Tali abilità sono consolidate attraverso attività laboratoriali e esercitazioni che richiedono la presentazione e la discussione di casi e materiali. Capacità di apprendere in modo autonomo Padronanza nella ricerca e individuazione delle fonti normative rilevanti della materia e sviluppo della capacità di comprendere la giurisprudenza trattata nel corso; capacità di aggiornamento delle proprie conoscenze, di integrazione di nuove informazioni e orientamenti interpretativi nel proprio percorso formativo.
Programma
Il Corso approfondisce le seguenti aree tematiche: le ragioni dello studio del diritto agrario e la specialità della disciplina giuridica dell’attività agricola; il sistema multilivello delle fonti del diritto agrario; il ruolo dell’agricoltura nella Costituzione; lo statuto dell’impresa agricola nel codice civile; il criterio agro-biologico; le attività connesse e il criterio della prevalenza; i beni dell’organizzazione aziendale agraria (6 CFU). È inoltre oggetto di trattazione il rapporto tra agricoltura, ambiente e territorio (3 CFU).
Modalità d'esame
Modalità di verifica dell’apprendimento L’apprendimento è verificato mediante colloquio orale, volto ad accertare la capacità di comprendere, interpretare e applicare la disciplina dell’attività economica agricola. La prova consente di valutare la padronanza del quadro normativo, la capacità di collegare regole, principi e casi concreti, nonché la chiarezza espositiva e la coerenza argomentativa nell’analisi delle questioni giuridiche. Criteri di valutazione La valutazione si basa su:
correttezza e completezza delle conoscenze acquisite;
capacità applicativa delle norme e dei principi a situazioni concrete;
coerenza logica e qualità dell’esposizione;
autonomia di giudizio dimostrata nell’interpretazione delle questioni giuridiche e nella valutazione delle implicazioni regolatorie. Criteri di misurazione dell’apprendimento e attribuzione del voto finale Il voto finale, espresso in trentesimi, riflette il livello di raggiungimento degli obiettivi formativi del corso:
18–22/30: preparazione essenziale, con conoscenze corrette ma non pienamente approfondite;
23–27/30: buona comprensione dei contenuti, adeguata capacità applicativa e argomentazione coerente;
28–30/30: preparazione completa, padronanza critica della materia, esposizione chiara e capacità di collegare norme, principi e casi con elevata autonomia di giudizio. L’eventuale lode è attribuita previo giudizio unanime della Commissione, che riconosce un livello di maturità, approfondimento e qualità argomentativa superiore agli standard del voto massimo.
Testi di riferimento
Il testo di riferimento è il MANUALE DI DIRITTO AGRARIO, di A. Germanò, Decima edizione, Giappichelli editore, Torino, 2026. Per esigenze di frazionamento dei crediti formativi, il programma è articolato come segue: Esame da 9 CFU – Diritto agrario Comprende lo studio delle pagine 1–383 e 405–449. Esame da 6 CFU – La disciplina giuridica dell’attività agricola Comprende lo studio delle pagine 1–306. Esame da 3 CFU – Agricoltura, alimentazione e ambiente Comprende lo studio delle pagine 311–449.
Codice insegnamento 1912
Diritto Agrario Dell'Unione Europea3° anno · 9 CFU · 0 file
Il corso mira a offrire un’analisi approfondita del diritto europeo dell’agricoltura e della Politica Agricola Comune, esaminandone i fondamenti normativi, l’evoluzione istituzionale e le principali linee di…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
Il corso mira a offrire un’analisi approfondita del diritto europeo dell’agricoltura e della Politica Agricola Comune, esaminandone i fondamenti normativi, l’evoluzione istituzionale e le principali linee di intervento. L’obiettivo è fornire agli studenti una comprensione strutturata dei meccanismi regolativi che governano il settore agroalimentare nell’Unione europea, mettendo in luce il ruolo delle istituzioni europee, gli strumenti giuridici impiegati e le dinamiche che orientano la definizione e l’attuazione delle politiche agricole.
Conoscenza di livello avanzato delle regole legali e operative in materia di politica agricola comune, della circolazione dei prodotti agricoli e dei modelli di produzione della qualità.
Capacità di cogliere la portata applicativa delle regole della PAC, della normativa sulla circolazione dei prodotti agricoli e dei modelli giuridici di produzione della qualità.
Autonomia di giudizio Capacità di rielaborazione dei principi e delle regole oggetto di studio e di applicazione delle conoscenze acquisite alle fattispecie concrete.
Abilità comunicative Capacità di esprimere le conoscenze acquisite con appropriato linguaggio giuridico e coerenza argomentativa.
Capacità di apprendere in modo autonomo Capacità di analisi critica del sistema normativo multilivello del diritto agrario dell’UE e della giurisprudenza della Corte di giustizia.
Programma
Il corso ha come obiettivo l’apprendimento dei contenuti normativi della politica agricola europea, attraverso lo studio delle fonti, del rapporto tra fonti europee e nazionali e degli orientamenti giurisprudenziali. La capacità di conoscenza e comprensione che lo studente acquisisce durante il corso concerne le basi normative del sistema promozionale di regolazione dei mercati agroalimentari, dei diversi segni distintivi e dell’etichettatura per la valorizzazione della qualità dei prodotti agricoli, nonché dei profili di sicurezza alimentare. Particolare attenzione è dedicata ai profili di sostenibilità, oggi parte integrante della PAC e delle strategie europee di transizione ecologica. Al termine del corso, lo studente acquisisce la capacità di comprendere l’evoluzione della politica agricola dell’Unione europea, di individuare gli istituti giuridici che regolano il settore agricolo e di applicare la disciplina giuridica dei segni distintivi della qualità e del sistema della sicurezza alimentare.
Modalità d'esame
Esame orale CRITERI DI VALUTAZIONE
Conoscenza e capacità di comprensione La valutazione accerterà la conoscenza dei contenuti normativi della politica agricola europea, con particolare riguardo all’evoluzione della PAC, alla struttura delle fonti e al rapporto tra diritto dell’Unione e diritto nazionale. Saranno inoltre oggetto di verifica le basi giuridiche del sistema promozionale di regolazione dei mercati agroalimentari, dei segni distintivi della qualità e dell’etichettatura, nonché i profili essenziali della sicurezza alimentare.
Capacità di comprensione applicate Capacità di cogliere le potenzialità applicative delle conoscenze acquisite e di proporre soluzioni coerenti a questioni giuridiche concrete.
Autonomia di giudizio Capacità di rielaborazione dei principi e delle regole oggetto di studio, analisi della portata applicativa e formulazione di conclusioni critiche.
Abilità comunicative Esposizione chiara e coerente.
Capacità di apprendere Padronanza del metodo dell’analisi delle regole legali e operative in materia di agricoltura e alimentazione. CRITERI DI MISURAZIONE DELL'APPRENDIMENTO E DI ATTRIBUZIONE DEL VOTO FINALE 1) Durante l’esame si tenderà ad accertare la conoscenza delle problematiche relative, da un lato, alla formazione delle norme regolatrici di politica agricola comune, dall’altro, della circolazione dei prodotti agricoli e dei modelli di produzione della qualità. 2) La valutazione finale terrà conto della conoscenza della disciplina e delle funzioni delle norme della PAC e delle regole che governano la circolazione dei prodotti agricoli e i modelli di produzione della qualità, con particolare attenzione alla loro collocazione sistematica e alle implicazioni applicative. 3) L’esame finale sarà orale: l’apprendimento sarà verificato attraverso quesiti vertenti sulle diverse parti del programma. Durante l'esame saranno testate la conoscenza degli argomenti oggetto del programma, la capacità di collocare sistematicamente gli istituti oggetto di studio, la capacità di interpretare le fonti normative e di discutere le problematiche applicative. Il voto è espresso in trentesimi. Ai fini della valutazione, si terrà conto del livello di preparazione raggiunto secondo i criteri di cui sopra e, in linea con i risultati di apprendimento attesi, i diversi livelli di preparazione porteranno a voti diversi: ottimo (30/30 e lode), molto buono (28/29), buono (25/27), discreto (21/24), sufficiente (18/20). Il conferimento delle onorificenze richiede l'approvazione unanime della commissione esaminatrice.
Testi di riferimento
Il testo di riferimento è: L.Costato, L. Russo, Corso di diritto agrario italiano e dell’Unione Europea, Giuffrè Lefebvre, Milano, 2023, pagg 1-315. Per esigenze di frazionamento dei crediti, la suddivisione del programma è la seguente: Esame da 9 CFU: DIRITTO AGRARIO DELL’UNIONE EUROPEA: pp. 1-315 Esame da 6 CFU – La politica agricola comune: pagg. 1-166; 253-294. Esame da 3 CFU: Prodotti agroalimentari e mercato degli alimenti: pp. 170- 252; 295-315
Codice insegnamento 62708
Diritto Bancario3° anno · 9 CFU · 0 file
Acquisizione delle nozioni fondamentali relative alla disciplina dei rapporti fra banche e clienti. Conoscenza della disciplina dei contratti bancari con particolare attenzione alla prassi e all’evoluzione…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
Acquisizione delle nozioni fondamentali relative alla disciplina dei rapporti fra banche e clienti. Conoscenza della disciplina dei contratti bancari con particolare attenzione alla prassi e all’evoluzione giurisprudenziale, con acquisizione delle abilità necessarie a svolgere autonomi approfondimenti sulle materie oggetto del Corso.
Al termine del corso, gli studenti sono in condizione di: 1) conoscere le peculiarità del sistema delle fonti d'interesse; 2) conoscere i contenuti delle fonti normative e regolamentari; 3) conoscere analiticamente la disciplina dei più diffusi contratti bancari, anche con riguardo al formante giurisprudenziale.
Al termine del corso, gli studenti sono in grado di: 1) inquadrare sistematicamente le fattispecie concrete; 2) individuare i percorsi disciplinari ed ermeneutici funzionali a risolvere casi pratici.
Autonomia di giudizio Il corso tende a stimolare la capacità individuale degli studenti di sviluppare con flessibilità argomentazioni giuridiche a sostegno della tesi da ciascuno preferita. A tal fine si vale di ripetute discussioni su casi pratici di particolare rilievo giurisprudenziale.
Abilità comunicative Il corso, attraverso ripetute sollecitazioni a manifestare le proprie opinioni specie su questioni controverse, tende a stimolare la capacità individuale degli studenti di valersi in maniera appropriata del linguaggio tecnico- giuridico e di rappresentare in maniera chiara e argomentata gli argomenti trattati.
Capacità di apprendere in modo autonomo In considerazione della costante evoluzione della materia affrontata, il corso è orientato a fornire agli studenti una salda conoscenza dei principi e delle coordinate disciplinari, sulla cui base affrontare le fattispecie concrete, con indicazioni anche pratiche sui sistemi più efficienti di monitoraggio dell'evoluzione normativa e giurisprudenziale. Al termine del corso, gli studenti dovranno essere in grado di riferire sulle conoscenze acquisite con adeguato linguaggio tecnico-giuridico, appropriato uso delle categorie esegetiche, esposizione chiara e argomentata.
Programma
Programma per il modulo da 6 cfu - I CONTRATTI Nel quadro della disciplina delle banche e del mercato bancario, il modulo approfondisce lo studio della disciplina dei contratti bancari, con particolare attenzione alla prassi e all’evoluzione giurisprudenziale. Programma per il modulo da 3 cfu - REGOLE DI TRASPARENZA Il modulo approfondisce i principali istituti orientati alla tutela della clientela bancaria. Programma per l’intero corso (9 cfu) Il corso approfondisce tutti i temi indicati nei programmi per il modulo da 6 cfu e per il modulo da 3 cfu.
Modalità d'esame
Esame orale finale Durante lo svolgimento del colloquio ai fini dell'esame finale è opportuno valersi delle fonti normative Modalità di formulazione della valutazione finale: voto d’esame oppure idoneità, a seconda di quanto indicato dallo studente in base al proprio piano di studi. Il voto d’esame espresso in trentesimi, attesterà il livello di preparazione accertato; il livello di preparazione è valutato secondo la seguente graduazione: eccellente 30/30, ottimo 28/29, buono 25/27, discreto 21/24, sufficiente 18/20.
Testi di riferimento
De Poli, Il mercato bancario, in Manuale di diritto dell'economia, a cura di Corrias e Lener, Torino, Giappichelli, 2024 Per il modulo da 6 CFU Capitoli VI, par. 1-4, cap. VII, par. 1-3 Per il modulo da 3 CFU Capitolo VII, par. 4 Per il modulo da 9 CFU I Capitoli indicati per i moduli da 6 e da 3 cfu oppure CAVALLI – CALLEGARI, Lezioni sui contratti bancari, Bologna, Zanichelli, ult. ediz. Per il modulo da 6 CFU Capp. 1-11 Per il modulo da 3 CFU Capp. 1-2, 9-11 Per il modulo da 9 cfu I Capitoli indicati per i moduli da 6 e da 3 cfu oppure URBANI A. (a cura di), L’attività delle banche, Milano, Wolters Kluwer, ult. ed. Per il modulo da 6 cfu Capp. I – III, VIII – IX, XII – XVIII, XXXVI. Per il modulo da 3 cfu Capp. IV – V – XIX – XX. Per il modulo da 9 cfu I Capitoli indicati per i moduli da 6 e da 3 cfu Inoltre: Eventuale materiale di aggiornamento, pubblicato sulla pagina web del Docente.
Codice insegnamento 1936
Diritto Canonico3° anno · 9 CFU · 0 file
Il corso si propone di avviare gli studenti alla conoscenza e all’approfondimento degli elementi di specificità del Diritto canonico offrendo criteri metodologici idonei all’elaborazione dei dati desumibili dal…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
Il corso si propone di avviare gli studenti alla conoscenza e all’approfondimento degli elementi di specificità del Diritto canonico offrendo criteri metodologici idonei all’elaborazione dei dati desumibili dal pensiero giuridico, dalla normativa e dalla giurisprudenza. L’obiettivo principale del corso consiste nel fornire agli studenti le basi per affrontare lo studio del diritto della Chiesa latina anche nell’ottica della comparazione con i principi che reggono gli istituti giuridici degli ordinamenti secolari, appartenenti all’area del Civil Law, salve le imprescindibili peculiarità dell’ordinamento canonico. Le abilità che il corso permette di acquisire consistono nella capacità degli studenti di applicare le conoscenze acquisite alla interpretazione e alla risoluzione di casi pratici, che s’impongono numerosi all’attenzione del giurista specie alla luce delle riforme che di recente hanno riguardato il sistema giuridico della Chiesa.
Gli studenti acquisiranno un’adeguata conoscenza dei concetti essenziali del diritto canonico e saranno in grado di comprendere la ratio degli istituti e il loro collegamento sistematico. In particolare, saranno in grado di conoscere e comprendere l’ordinamento giuridico della Chiesa cattolica attraverso l’elaborazione dei dati desumibili dal pensiero giuridico, dalla normativa e dalla giurisprudenza.
Gli studenti acquisiranno competenze giuridiche sul piano del metodo e dei contenuti disciplinari di base, della ricerca delle fonti legislative e giurisprudenziali. Al termine di un proficuo percorso formativo saranno in grado di orientarsi nella soluzione di problemi giuridici inerenti al diritto canonico, sviluppando capacità di analisi e risoluzione di questioni emergenti nella prospettiva del riconoscimento di nuove istanze collegate alla dimensione della multiculturalità.
Autonomia di giudizio: L’impostazione didattica dei corsi afferenti al Dipartimento di Giurisprudenza si propone di far acquisire agli studenti una piena capacità di soluzione di problemi giuridici e favorire lo sviluppo di autonomia di giudizio attraverso seminari interdisciplinari, uso delle fonti normative e giurisprudenziali anche attraverso la consultazione delle banche dati. Abilità comunicative: Gli studenti acquisiranno un’adeguata padronanza di linguaggio tecnico-giuridico e la capacità di illustrare i tratti essenziali degli istituti di maggiore rilievo nel settore. La didattica prevede attività progettuali di gruppo che consentono il confronto degli studenti sulle tematiche affrontate attraverso l’esposizione orale dei risultati raggiunti favorendo così l’affinamento delle loro abilità di comunicazione. Capacità di apprendere: L’obiettivo principale dell’insegnamento consiste nel fornire agli studenti le conoscenze fondamentali dei vari istituti ai fini della piena padronanza dei principi e delle regole su cui si fonda l’ordinamento giuridico della Chiesa cattolica.
Programma
9 CREDITI: Diritto e religione: sviluppo istituzionale delle comunità religiose. Diritto e teologia. Unità e pluralismo. Diritto universale e diritto particolare. Diritto divino positivo e diritto naturale. Processo storico del diritto della Chiesa: dal Decretum di Graziano al Corpus iuris canonici. Concilio di Trento e Codice pio-benedettino. I principi del Concilio Vaticano II. Il Codice del 1983. Il Codice dei canoni delle Chiese orientali. Le fonti del diritto canonico: La legge. Elasticità del diritto canonico: aequitas, epicheia, consuetudine, dissimulazione, tolleranza, precetto, privilegio, dispensa. Gli atti amministrativi singolari. Il diritto suppletorio. I fedeli nella Chiesa: I diritti fondamentali. Chierici, laici, religiosi. I non battezzati. Le persone giuridiche. Il matrimonio: I preliminari alla celebrazione. Il consenso matrimoniale. Gli impedimenti. La forma di celebrazione. Gli effetti del matrimonio. Scioglimento e convalida del matrimonio. La costituzione della Chiesa cattolica e l’azione di governo: i mezzi per governare e i poteri di governo. Il governo nelle Chiese locali: i poteri dei Vescovi, l’organizzazione delle curie. Le conferenze episcopali nazionali. Il governo nella Chiesa universale: i poteri del Papa, l’organizzazione della curia romana. La Pastor bonus e le modifiche recenti. Il collegio dei vescovi, il sinodo dei vescovi, il collegio cardinalizio, il concistoro. La commissione dei cardinali. La Santa Sede. Lo IOR. La diplomazia vaticana. Il diritto penale canonico: la legge penale. L’imputabilità. Le sanzioni penali. I delicta graviora. Il diritto processuale canonico: Il giudizio contenzioso. I processi speciali. Il processo penale. Le procedure nei ricorsi amministrativi. Ius connubii e cause di nullità matrimoniali nell’evoluzione giurisprudenziale canonica. 6 CREDITI: Diritto e religione: sviluppo istituzionale delle comunità religiose. Diritto e teologia. Unità e pluralismo. Diritto universale e diritto particolare. Diritto divino positivo e diritto naturale. Processo storico del diritto della Chiesa: dal Decretum di Graziano al Corpus iuris canonici. Concilio di Trento e Codice pio-benedettino. I principi del Concilio Vaticano II. Il Codice del 1983. Il Codice dei canoni delle Chiese orientali. Le fonti del diritto canonico: La legge. Elasticità del diritto canonico: aequitas, epicheia, consuetudine, dissimulazione, tolleranza, precetto, privilegio, dispensa. Gli atti amministrativi singolari. Il diritto suppletorio. I fedeli nella Chiesa: I diritti fondamentali. Chierici, laici, religiosi. I non battezzati. Le persone giuridiche. Il matrimonio: I preliminari alla celebrazione. Il consenso matrimoniale. Gli impedimenti. La forma di celebrazione. Gli effetti del matrimonio. Scioglimento e convalida del matrimonio. La costituzione della Chiesa cattolica e l’azione di governo: i mezzi per governare e i poteri di governo. Il governo nelle Chiese locali: i poteri dei Vescovi, l’organizzazione delle curie. Le conferenze episcopali nazionali. Il governo nella Chiesa universale: i poteri del Papa, l’organizzazione della curia romana. La Pastor bonus e le modifiche recenti. Il collegio dei vescovi, il sinodo dei vescovi, il collegio cardinalizio, il concistoro. La commissione dei cardinali. La Santa Sede. Lo IOR. La diplomazia vaticana. Il diritto penale canonico: la legge penale. L’imputabilità. Le sanzioni penali. I delicta graviora. Il diritto processuale canonico: Il giudizio contenzioso. I processi speciali. Il processo penale. Le procedure nei ricorsi amministrativi. 3 CREDITI: Ius connubii e cause di nullità matrimoniali nell’evoluzione giurisprudenziale canonica.
Modalità d'esame
La verifica finale consiste in un colloquio orale sugli argomenti del programma, volto ad accertare la conoscenza degli istituti, la capacità di applicare le nozioni acquisite, l’autonomia di giudizio e la padronanza del linguaggio giuridico. La valutazione è espressa in trentesimi secondo i seguenti criteri: -Conoscenza e capacità di comprensione: conoscenza corretta e approfondita degli istituti, dei principi e delle fonti oggetto del programma. -Conoscenza e capacità di comprensione applicate: capacità di interpretare le fonti e applicare le conoscenze acquisite all’esame di questioni e casi concreti. -Autonomia di giudizio: capacità di analisi critica, confronto tra diversi orientamenti e formulazione di valutazioni motivate. -Abilità comunicative: chiarezza e coerenza espositiva, corretto uso del lessico giuridico ed efficacia argomentativa. -Capacità di apprendere: capacità di rielaborare autonomamente le conoscenze acquisite e di approfondire gli argomenti attraverso lo studio delle fonti. Criteri di misurazione dell'apprendimento e di attribuzione del voto finale: -18–20/30: preparazione essenziale ed esposizione sufficientemente corretta. -21–23/30: preparazione discreta e adeguata capacità applicativa. -24–26/30: buona preparazione, capacità critica e padronanza del linguaggio specialistico. -27–29/30: preparazione approfondita, capacità di collegamento ed esposizione rigorosa. -30/30 e lode: preparazione completa, eccellente autonomia di giudizio e capacità di elaborazione originale.
Testi di riferimento
9 CREDITI: VENTRELLA Carmela, Diritto canonico e formazione giuridica. Fondamenti, metodi e prospettive professionalizzanti, Cacucci, Bari, in corso di stampa; e, inoltre, VENTRELLA Carmela (a cura di), La dimensione giuridica della fragilità. Matrimonio e famiglia nella giurisprudenza canonica, Cacucci, Bari, 2023. 6 CREDITI: VENTRELLA Carmela, Diritto canonico e formazione giuridica. Fondamenti, metodi e prospettive professionalizzanti, Cacucci, Bari, in corso di stampa. 3 CREDITI: VENTRELLA Carmela (a cura di), La dimensione giuridica della fragilità. Matrimonio e famiglia nella giurisprudenza canonica, Cacucci, Bari, 2023.
Codice insegnamento 1942
Diritto Civile della Sostenibilità3° anno · 9 CFU · 0 file
Obiettivi di apprendimento: l’insegnamento si propone di introdurre allo studio progredito del diritto civile della sostenibilità, offrendo una visione critica e problematica della materia, alla luce del paradigma…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
Obiettivi di apprendimento: l’insegnamento si propone di introdurre allo studio progredito del diritto civile della sostenibilità, offrendo una visione critica e problematica della materia, alla luce del paradigma universalmente diffuso della sostenibilità, declinato nelle sue varie accezioni di sostenibilità ambientale, economica, sociale, etica e culturale. Capacità di conoscenza e comprensione: lo studente acquisisce la piena consapevolezza critica della revisione concettuale e della modernizzazione dei principali istituti del diritto civile, dovute all’impatto del paradigma della sostenibilità, e la conoscenza approfondita della disciplina dei medesimi istituti e delle principali applicazioni giurisprudenziali, mediante la frequenza, non obbligatoria, ma notevolmente consigliata, alle attività didattiche, organizzate in lezioni frontali e seminari integrativi su “casi di studio”. Autonomia di giudizio: lo studente sviluppa la comprensione critica dei temi e problemi di diritto civile, finalizzati sia all’attuazione del principio di sostenibilità, nella sua proiezione diacronica di solidarietà intergenerazionale, sia alla ricerca di un punto d’equilibrio e integrazione tra esigenze produttive e di protezione ambientale. Si pensi all’uso razionale delle fonti di energia rinnovabile, che può assurgere a criterio di valutazione dell’offerta più vantaggiosa in materia di appalti “verdi”; all’incentivazione delle innovazioni tecnologiche compatibili con l’ambiente, realizzata attraverso il ricorso a contratti “ecologici” (appalti pubblici o privati sostenibili, contratti di rendimento energetico) oppure a strumenti negoziali (accordi, convenzioni, patti territoriali, partenariato pubblico-privato, ecc.) nei rapporti tra pubbliche amministrazioni e soggetti privati in materia ambientale; o, infine, al regime italo-europeo del danno ambientale, nel segno della valorizzazione di tecniche di tutela preventiva e inibitoria, in attuazione dei principi del “chi inquina paga” e dello sviluppo sostenibile. Abilità acquisite: lo studente è in grado di padroneggiare la struttura e la funzione degli istituti del diritto civile della sostenibilità; sa applicare ed esprimere correttamente le nozioni acquisite per risolvere casi pratici anche complessi e affrontare esperienze professionali in enti pubblici operanti sul piano territoriale, nazionale, europeo e internazionale, imprese private ed enti no profit; acquisisce le cognizioni più approfondite per l’adeguata elaborazione della tesi di laurea e per proseguire gli studi in corsi post-laurea (Dottorato, Master, Specializzazione).
Al termine dell’insegnamento lo studente acquisisce la piena consapevolezza critica della revisione concettuale e della modernizzazione dei principali istituti del diritto civile, dovute all’impatto del paradigma della sostenibilità, e la conoscenza approfondita della disciplina di tali istituti, delle fonti del diritto civile dello “sviluppo umano ed ecologico” e dei principali orientamenti giurisprudenziali.
Al termine dell’insegnamento lo studente dovrà essere in grado di conoscere e realizzare, nelle attività delle pubbliche amministrazioni, delle istituzioni sovranazionali e internazionali, delle imprese, degli studi professionali, delle organizzazioni del Terzo Settore e della ricerca avanzata, gli obiettivi di sviluppo sostenibile indicati dall’Agenda 2030 dell’ONU, al fine di contribuire, nella prospettiva civilistica, ad uno sviluppo “umano ed ecologico”, che integri obiettivi di crescita economica, tutela sociale e protezione dell’ambiente in una unitaria visione “eco-antropo-centrica”.
Autonomia di giudizio. Le abilità o competenze utili a favorire la formazione della capacità critica sui profili civilistici della sostenibilità economica, sociale e ambientale, l’individuazione delle relazioni con altri campi del diritto e delle scienze sociali, la capacità di selezionare e interpretare i dati appropriati a formare giudizi autonomi, sono sviluppate e acquisite mediante il corso di lezioni e una serie di seminari integrativi del corso stesso. Abilità comunicative. Le abilità utili a favorire una esposizione chiara, precisa, sintetica e priva di errori, così da condurre lo studente a saper comunicare informazioni, idee, problemi e soluzioni a interlocutori specialisti e non specialisti, sono sviluppate e acquisite mediante il corso di lezioni e una serie di seminari integrativi del corso stesso. Capacità di apprendere in modo autonomo. Le abilità utili a favorire il reperimento delle fonti e la padronanza del metodo di analisi, nonché a migliorare e sviluppare le conoscenze dello studente, al fine di consentirgli di intraprendere studi successivi e attività professionali con un alto grado di autonomia, sono sviluppate e acquisite mediante il corso di lezioni e una serie di seminari integrativi del corso stesso.
Programma
1. Origine e declinazioni del concetto di “sostenibilità”. – 2. La traduzione giuridica della sostenibilità: il principio dello “sviluppo sostenibile”. – 3. Le critiche al concetto di sviluppo sostenibile: verso un diritto dello “sviluppo umano ed ecologico”. – 4. Sostenibilità e “diritto ecologico”: oltre il diritto dell’ambiente. – 5. Le fonti giuridiche della sostenibilità: la dimensione internazionale ed europea. – 6. La dimensione costituzionale: gli art. 9 e 41 Cost. – 7. La dimensione civilistica e la ricodificazione ecologica del diritto: il “principio verde” tra Italia e Cina. – 8. Sostenibilità, insegnamento del diritto civile e riconcettualizzazione delle categorie civilistiche. – 9. Sostenibilità e soggettività: generazioni future, natura e animali come soggetti di diritto? – 10. Sostenibilità e beni (“proprietà collettiva” e “beni comuni”, acqua e godimento condiviso delle risorse idriche, bene “terra” e “proprietà ambientale”, beni paesaggistici, energie rinnovabili e nuovi beni). – 11. Sostenibilità, contratti e “conformazione ecologica” dell’autonomia contrattuale: il paradigma del “contratto ecologico”. – 12. Il “bilanciamento” tra ambiente e iniziativa economica: dallo sviluppo sostenibile alla “primazia ecologica”. Il “caso Ilva” e il “caso Priolo”. - 13. Sostenibilità e codice del consumo: dal consumatore “debole” al consumatore “attivo”. – 14. Sostenibilità, “consumo critico”, sharing economy ed economia circolare: riciclo dei rifiuti, riparazione dei beni e “responsabilità estesa del produttore”. – 15. Sostenibilità e imprese: la direttiva “reporting” e la direttiva “due diligence”. – 16. La comunicazione di sostenibilità tra greenwashing e social washing: la direttiva “green claims”. – 17. Sostenibilità e finanza: tassonomia delle attività economiche sostenibili e principio DNSH. - 18. Sostenibilità e transizione energetica. – 19. Sostenibilità e mobilità. – 20. Sostenibilità e alimentazione. – 21. Sostenibilità e danno ambientale. – 22. Sostenibilità e danno climatico. – 23. Sostenibilità e Intelligenza Artificiale: quale nesso tra le “transizioni gemelle”? – 24. Sostenibilità e Terzo Settore nell’orizzonte della transizione digitale ed ecologica.
Modalità d'esame
L'esame consiste in una prova orale, in presenza, composta da almeno tre domande, attinenti al programma di studio. La prova orale mira a valutare se lo studente abbia conoscenza e comprensione dei concetti e degli istituti affrontati nel corso delle lezioni o nello studio del programma, nonché la capacità di applicare tali conoscenze a fattispecie concrete anche complesse, prospettate in sede di esame. La soglia di sufficienza si considera raggiunta qualora lo studente mostri conoscenza e comprensione adeguate della materia e sia in grado di attuare le corrette connessioni logiche e sistematiche tra le varie parti del programma. Se non raggiunge tale risultato l'esame sarà da considerarsi insufficiente. Il voto della prova orale è comunicato immediatamente al termine della prova stessa e rimesso all’accettazione dello studente interessato.
Testi di riferimento
M. PENNASILICO (a cura di), Manuale di diritto civile dell’ambiente, ESI, Napoli, 2014, con esclusione dei seguenti paragrafi: cap. III, § 15; cap. IV, §§ 8 e 9; cap. V, §§ 5, 6, 7, 10, 12, 13, 14, 16, 17, 18, 20. M. PENNASILICO, Ambiente e iniziativa economica: quale “bilanciamento”?, in AmbienteDiritto.it, 4, 2023, pp. 52-91 (disponibile in www.ambientediritto.it). M. PENNASILICO, Contratto e sostenibilità ambientale: la conformazione ecologica dell’autonomia negoziale, in Rassegna di diritto civile, 4, 2024, pp. 1354-1414. M. PENNASILICO, Sostenibilità, economia circolare e giustizia contrattuale nella filiera agroalimentare, in Diritto e Clima, 2, 2025, pp. 411-447 (disponibile in www.dirittoeclima.it). M. PENNASILICO, Lo “sviluppo sostenibile” alla prova del contenzioso climatico: per una contro-narrazione “eco-antropo-centrica” dell’esperienza giuridica, in AmbienteDiritto.it, 4, 2025, pp. 277-331 (disponibile in www.ambientediritto.it). M. PENNASILICO, Costituzione e categorie del diritto civile: l’ordine giuridico della sostenibilità, in AmbienteDiritto.it, 4, 2026, in corso di pubblicazione (disponibile in www.ambientediritto.it). È inoltre indispensabile, ai fini dello studio del programma e della partecipazione a lezioni e seminari, l’assidua consultazione delle principali fonti normative (Costituzione, Trattati europei e internazionali, codice dell’ambiente, codice civile, codice dei contratti pubblici, ecc.).
Codice insegnamento 68994
Diritto Dell' Esecuzione Civile3° anno · 9 CFU · 0 file
L’attività formativa ha l’obiettivo di offrire un’adeguata conoscenza della materia dell’esecuzione civile, nelle sue forme e nella sua disciplina. In particolare, il corso ha per oggetto lo studio della disciplina…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
L’attività formativa ha l’obiettivo di offrire un’adeguata conoscenza della materia dell’esecuzione civile, nelle sue forme e nella sua disciplina. In particolare, il corso ha per oggetto lo studio della disciplina dell’esecuzione forzata degli obblighi civili, come regolata dal III libro del Codice di procedura civile. L’esecuzione forzata rappresenta una fase della tutela giurisdizionale dei diritti in particolare per l’effettivo raggiungimento dello scopo istituzionale della tutela esecutiva. In questa direzione, essa si profila al contempo come momento di approdo e di completamento della tutela fornita dal processo di cognizione, e di ulteriore e necessario avvio per la realizzazione materiale del diritto sostanziale. Per tali ragioni, l’esecuzione forzata rappresenta altresì osservatorio privilegiato per l’individuazione dei rapporti tra diritto sostanziale e processo, e per l’analisi dei beni e del patrimonio dell’obbligato inteso come garanzia per l’adempimento degli obblighi di carattere civile. Il corso prende avvio dalla disamina del concetto di esecuzione in tutte le sue forme e dalla individuazione dei tratti qualificanti l’esecuzione forzata diretta da forme di esecuzione meramente indiretta, per poi incentrarsi sullo studio dei principi del processo di esecuzione civile e sull’analisi dei diversi tipi di esecuzione forzata contemplati dall’ordinamento.
Conoscenza e comprensione: gli studenti avranno modo di apprendere i temi centrali del sistema dell’esecuzione forzata a tutela dei diritti soggettivi nonché i singoli procedimenti.
Capacità di applicare conoscenza e comprensione: attraverso il continuo collegamento tra nozioni teoriche e casi pratici, lo studente acquisirà un’ottima conoscenza dei profili applicativi della materia sviluppando un apposito metodo diretto a consentirgli di individuare la disciplina applicabile a singole fattispecie.
Autonomia di giudizio: attraverso l’analisi delle fonti normative e il commento dei casi giurisprudenziali lo studente potrà acquisire flessibilità, iniziativa, attitudine al problem solving, capacità critiche di valutazione dei problemi, nonché, capacità generali di redazione degli atti processuali. Abilità comunicative: lo studente sarà in grado di rielaborare e comunicare con rigore metodologico informazioni, idee, problemi e soluzioni relativi a tutte le tematiche del corso. Capacità di apprendimento: lo studente, affrontando le tematiche oggetto del corso, potrà apprendere la ricostruzione sistematica del tema della tutela esecutiva dei diritti .
Programma
Il corso ha ad oggetto lo studio dell’esecuzione forzata degli obblighi civili regolata dal Codice di procedura civile; nello specifico affronterà le tematiche di seguito indicate. Nozioni generali sul processo esecutivo. Rapporti tra processo esecutivo e diritto sostanziale. Rapporti tra processo esecutivo e processo di cognizione. Distinzione dell’esecuzione forzata in senso stretto da altre forme di esecuzione. In particolare: l’esecuzione indiretta e le misure coercitive. Principi e disposizioni generali del processo esecutivo. Il titolo esecutivo. L’azione esecutiva. Gli atti prodromici all’esecuzione forzata (notificazione del titolo esecutivo e del precetto). La domanda esecutiva. Domanda esecutiva e prescrizione. L’espropriazione forzata in generale. Forme di pignoramento (mobiliare, presso terzi, immobiliare). Gli effetti sostanziali del pignoramento. L’intervento dei creditori. La vendita forzata e l’assegnazione: forme ed effetti sostanziali. La distribuzione del ricavato e le controversie in sede di riparto. L’espropriazione dei beni indivisi. L’espropriazione contro il terzo proprietario. L’esecuzione in forma specifica. L’esecuzione per consegna o rilascio. L’esecuzione degli obblighi di fare o non fare. L’opposizione all’esecuzione. L’opposizione agli atti esecutivi. L’opposizione di terzo all’esecuzione. La sospensione e l’estinzione del processo esecutivo.
Modalità d'esame
L’esame è esclusivamente orale. La valutazione è espressa con un voto in trentesimi. L’esame finale si intende superato quando il voto è maggiore o uguale a 18/30.
Testi di riferimento
G. Balena, Diritto processuale civile, Vol. III, Cacucci, Bari, 2025, Parte II, cap. IV, V, VI, VII, VIII, IX.
Codice insegnamento 2069
Diritto Dell' Esecuzione Penale3° anno · 9 CFU · 0 file
L’obiettivo del corso è quello di fornire una conoscenza approfondita delle modalità di esecuzione della sentenza passata in giudicato con l’approfondimento, in caso di sentenza di condanna, del regime di esecuzione…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
L’obiettivo del corso è quello di fornire una conoscenza approfondita delle modalità di esecuzione della sentenza passata in giudicato con l’approfondimento, in caso di sentenza di condanna, del regime di esecuzione penitenziaria, anche mediante l’ulteriore ausilio di visite didattiche a Case circondariali e di reclusione della Regione Puglia. Lo studente dovrà essere in grado di approfondire quanto appreso, al fine di utilizzare le conoscenze acquisite per raggiungere risultati tali da consolidare una matura autonomia di giudizio, unitamente ad una capacità di trasferire ai propri interlocutori, con un linguaggio giuridicamente corretto, le conoscenze acquisite
Al termine del corso, lo studente dovrà dimostrare di conoscere la genesi e lo sviluppo della normativa in tema di esecuzione penale e di diritto penitenziario. Lo studente dovrà dimostrare di conoscere il quadro dei diritti fondamentali garantito nel nostro ordinamento e nei principali trattati internazionali ai soggetti in regime di detenzione. Lo studente dovrà dimostrare di conoscere in termini generali l’organizzazione del sistema penitenziario italiano.
Al termine del corso, lo studente dovrà essere in grado di reperire, riconoscere e interpretare un testo normativo. Lo studente dovrà essere in grado di reperire e interpretare una decisione giurisprudenziale degli organi giurisdizionali italiani e della Corte europea dei diritti dell’uomo. Lo studente dovrà essere in grado di comprendere una nota a sentenza o un articolo di commento su rivista giuridica.
Autonomia di giudizio Al termine del corso, lo studente dovrà essere in grado di analizzare e ricostruire diverse e possibilmente alternative opzioni interpretative in ordine ad un testo normativo o una decisione giudiziaria.
Abilità comunicative Al termine del corso, lo studente dovrà dimostrare di essere in grado di esporre le nozioni di cui al punto relativo alla conoscenza e capacità di comprensione.
Capacità di apprendere in modo autonomo Al termine del corso, lo studente dovrà dimostrare di essere in grado di reperire ed apprendere autonomamente gli orientamenti giurisprudenziali e la regolamentazione in materia di diritto dell’esecuzione penale.
Programma
Contenuti di insegnamento (Programma) Programma da nove crediti: Parte I Il giudicato penale e l’esecuzione dei provvedimenti del giudice - Irrevocabilità, esecutività e giudicato –Il divieto di instaurazione di un secondo giudizio - Gli effetti extra-penali del giudicato penale –Il pubblico ministero nella fase esecutiva –Il giudice dell’esecuzione -Le principali questioni oggetto del procedimento di esecuzione: a) la pluralità di sentenze per il medesimo fatto contro la stessa persona; b) le questioni sul titolo esecutivo; c) l’applicazione della disciplina del concorso formale e del reato continuato –Il procedimento di esecuzione. Parte II L’esecuzione penitenziaria - I principi costituzionali e le finalità rieducative della pena - Il trattamento penitenziario -Le misure alternative alla detenzione: a) l’affidamento in prova al servizio sociale; b) la detenzione domiciliare; c) la semilibertà; d) la liberazione condizionale – Le misure premiali: a) la liberazione anticipata; b) la disciplina dei permessi – Le misure di rigore: a) il divieto di concessione di benefici penitenziari; b) il regime di sorveglianza particolare; c) la sospensione temporanea delle normali regole di trattamento; d) le sanzioni disciplinari -Le misure speciali per i tossicodipendenti, gli alcool dipendenti e gli affetti da sindrome da immunodeficienza acquisita -Le misure speciali per le condannate madri: a) la detenzione domiciliare speciale; b) l’assistenza all’esterno dei figli minori-Il regime speciale per le persone che collaborano con la giustizia. Programma da sei crediti: L’esecuzione penitenziaria - I principi costituzionali e le finalità rieducative della pena - Il trattamento penitenziario - Le misure alternative alla detenzione: a) l’affidamento in prova al servizio sociale; b) la detenzione domiciliare; c) la semilibertà; d) la liberazione condizionale – Le misure premiali: a) la liberazione anticipata; b) la disciplina dei permessi – Le misure di rigore: a) il divieto di concessione di benefici penitenziari; b) il regime di sorveglianza particolare; c) la sospensione temporanea delle normali regole di trattamento; d) le sanzioni disciplinari -Le misure speciali per i tossicodipendenti, gli alcool dipendenti e gli affetti da sindrome da immunodeficienza acquisita -Le misure speciali per le condannate madri: a) la detenzione domiciliare speciale; b) l’assistenza all’esterno dei figli minori-Il regime speciale per le persone che collaborano con la giustizia. Programma da tre crediti: giudicato penale e l’esecuzione dei provvedimenti del giudice - Irrevocabilità, esecutività e giudicato – Il divieto di instaurazione di un secondo giudizio - Gli effetti extra-penali del giudicato penale – Il pubblico ministero nella fase esecutiva
Il giudice dell’esecuzione - Le principali questioni oggetto del procedimento di esecuzione: a) la pluralità di sentenze per il medesimo fatto contro la stessa persona; b) le questioni sul titolo esecutivo; c) l’applicazione della disciplina del concorso formale e del reato continuato – Il procedimento di esecuzione.
Modalità d'esame
Modalità di verifica dell' apprendimento L’esame si svolgerà in forma orale con valutazione in trentesimi. Criteri di valutazione
Conoscenza e capacità di comprensione Grado di conoscenza e comprensione dimostrato rispetto a tematiche indicate nel programma.
Conoscenza e capacità di comprensione applicate Acquisizione di competenze rilevanti sul piano del metodo, dei contenuti disciplinari di base, della ricerca delle fonti legislative e giurisprudenziali a fronte della prospettazione di questioni giuridiche applicative.
Autonomia di giudizio Capacità di elaborare concetti e risolvere in modo autonomo questioni inerenti al diritto dell’esecuzione penale.
Abilità comunicative Padronanza del linguaggio giuridico e capacità di esporre in modo esaustivo, anche mediante il ricorso a esemplificazioni e collegamenti, la disciplina degli istituti.
Capacità di apprendere Le capacità di apprendimento saranno verificate alla luce dei testi di riferimento indicati in relazione al programma e in considerazione della comprensione delle fonti più rilevanti per lo studio della disciplina. Sarà oggetto di valutazione il grado di approfondimento degli argomenti in programma, la capacità di esposizione con linguaggio tecnico-specialistico, al fine della verifica del conseguimento dei risultati dell’apprendimento indicati nella precedente voce “Risultati di apprendimento previsti”. Criteri di misurazione dell' apprendimento e di attribuzione del voto finale L’esame s’intende superato quando il voto è maggiore o uguale a 18/30. Ai fini della valutazione in trentesimi si terrà conto del livello di preparazione raggiunto alla stregua dei richiamati criteri e, in coerenza con i risultati di apprendimento attesi, i diversi livelli di preparazione porteranno a diversi giudizi: eccellente (30/30 e lode), ottimo (28/29), buono (25/27), discreto (21/24), sufficiente (18/20). L’attribuzione della lode presuppone il giudizio unanime della commissione d’esame.
Testi di riferimento
Programma da nove crediti Per i temi relativi alla Parte I del programma si può utilizzare un qualsiasi manuale universitario di Diritto processuale penale, limitatamente alla parte relativa all’Esecuzione penale, ovvero al Libro X del codice di procedura penale. Per i temi relativi alla Parte II (esecuzione penitenziaria), si consigliano I seguenti testi: 1) Filippi-Spangher - Cortesi - Chelo, Manuale di diritto penitenziario, 6ª ed., Giuffrè, Milano, 2025, (limitatamente ai capitoli 1 e 2) oppure in alternativa: 2) Della Casa-Giostra, Manuale di diritto penitenziario, 4ª ed., Giappichelli, Torino, 2025, limitatamente ai capitoli 1, 2, 3, 5 (paragrafi da tre a sette) e 6. Programma da sei crediti Si consigliano I seguenti testi: 1) Filippi - Spangher- Cortesi - Chelo, Manuale di diritto penitenziario, 6ª ed., Giuffrè, Milano, 2025, (limitatamente ai capitoli 1 e 2) oppure in alternativa: 2) Della Casa-Giostra, Manuale di diritto penitenziario, 3ª ed., Giappichelli, Torino, 2023, limitatamente ai capitoli 1, 2, 3, 5 (paragrafi da tre a sette) e 6. Programma da tre crediti Si può utilizzare un qualsiasi manuale universitario di Diritto processuale penale, limitatamente alla parte relativa all’Esecuzione penale, ovvero al Libro X del codice di procedura penale. Quanto ai testi sopra indicati, il riferimento deve intendersi effettuato ad altra edizione più recente, se disponibile in corso di anno accademico. Ulteriore materiale didattico, che può essere utilizzato per approfondimenti specifici, sarà eventualmente reso disponibile sul sito del docente. Si raccomanda di coniugare lo studio manualistico con la consultazione costante dei principali testi normativi, in versione aggiornata.
Codice insegnamento 2029
Diritto Dell'Arbitrato e delle Adr3° anno · 9 CFU · 0 file
1) Il corso si propone di far acquisire allo studente le competenze per collocare le ADR nell’ambito del sistema giuridico sostanziale e per poterle adottare in concreto in alternativa e/o a supporto della tutela…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
1) Il corso si propone di far acquisire allo studente le competenze per collocare le ADR nell’ambito del sistema giuridico sostanziale e per poterle adottare in concreto in alternativa e/o a supporto della tutela giurisdizionale.
sotto il profilo strutturale e funzionale, degli strumenti alternativi e/o di supporto alla giurisdizione statale;
per mezzo della individuazione delle garanzie costituzionali “minime” e, con specifico riguardo al procedimento arbitrale, dei margini applicativi dei principi del “giusto processo”
9) La conoscenza e le capacità di comprensione contemplate nel precedente campo trovano applicazione nelle attività laboratoriali e nelle simulazioni di mediazione e di arbitrato.
Autonomia di giudizio
da far conseguire allo studente in ordine alla effettività della tutela dei diritti attraverso le ADR e nel confronto con la funzione giurisdizionale in senso tecnico; Abilità comunicative
il corso si propone di implementare le abilità comunicative nell’uso del linguaggio giuridico e della terminologia adeguata al settore scientifico di riferimento; Capacità di apprendere in modo autonomo
che il corso si propone di far acquisire allo studente nell’analisi delle tecniche di risoluzione stragiudiziale della controversia partendo proprio dal caso concreto.
Programma
I modulo (3 CFU) – Alternative dispute resolution: la risoluzione anche negoziale delle controversie. La mediazione. La conciliazione giudiziale; la conciliazione nelle controversie di lavoro. La negoziazione assistita; la negoziazione assistita in tema di separazione, divorzio e mantenimento dei figli; la negoziazione assistita nelle controversie di lavoro. II modulo (6 CFU) – L’arbitrato: profili generali; la convenzione di arbitrato; l’arbitrato irrituale; gli arbitri; il procedimento arbitrale: la domanda arbitrale; la difesa tecnica; l’istruzione probatoria; il lodo. I mezzi di impugnazione del lodo: l’impugnazione per nullità; la revocazione; l’opposizione di terzo. I e II modulo (9 CFU): Alternative dispute resolution: la risoluzione anche negoziale delle controversie. La mediazione. La conciliazione giudiziale; la conciliazione nelle controversie di lavoro. La negoziazione assistita; la negoziazione assistita in tema di separazione, divorzio e mantenimento dei figli; la negoziazione assistita nelle controversie di lavoro. L’arbitrato: profili generali; la convenzione di arbitrato; l’arbitrato irrituale; gli arbitri; il procedimento arbitrale: la domanda arbitrale; la difesa tecnica; l’istruzione probatoria; il lodo. I mezzi di impugnazione del lodo: l’impugnazione per nullità; la revocazione; l’opposizione di terzo.
Modalità d'esame
5) La prova di esame è orale; sono altresì previste, in base anche al numero degli iscritti, delle verifiche intermedie di carattere pratico (es. simulazioni di mediazione e di procedimento arbitrale). Sarà oggetto di valutazione l’effettiva acquisizione da parte dello studente delle conoscenze e abilità descritte nella sezione “Risultati di apprendimento previsti”. La formulazione della valutazione finale avviene con voto d’esame o con idoneità; in entrambi i casi l’esame orale si struttura in un numero minimo di tre domande, una sui principi di carattere generale, le altre sul procedimento e sulle tecniche relative; ciascuna di esse implica un approfondimento direttamente proporzionale al numero di crediti della prova da sostenere. Delle prove intermedie relative a esercitazioni pratiche (simulazione di mediazione o di processo arbitrale e/o altro) e/o a laboratori di ricerca giurisprudenziali anche finalizzati alla risoluzione di un caso concreto, si terrà conto ai fini della valutazione finale. Ai fini della valutazione in trentesimi si terrà conto del livello di preparazione raggiunto alla stregua dei richiamati criteri e, in coerenza con i risultati di apprendimento attesi, i diversi livelli di preparazione porteranno a diversi giudizi: eccellente (30/30 e lode), ottimo (28/29), buono (25/27), discreto (21/24), sufficiente (18/20). L’attribuzione della lode presuppone il giudizio unanime della commissione d’esame.
Testi di riferimento
F.P. LUISO, Diritto processuale civile, V. La risoluzione non giurisdizionale delle controversie, XV edizione, Giuffrè, Milano, 2025. I modulo: pagg. 3-116; II modulo: pagg. 3-26; 117-277. I-II modulo: pagg. 3-277. Per tutti gli studenti, a supporto dei libri di testo, l’integrazione delle slides utilizzate a lezione è senz’altro efficace. Tenuto conto delle recenti Riforme, in caso di aggiornamento del testo di riferimento, è fortemente consigliato l’utilizzo dell’ultima edizione.
Codice insegnamento 63979
Diritto Digitale Dell’Unione Europea3° anno · 9 CFU · 0 file
Il corso ha come obiettivo l’acquisizione delle conoscenze normative essenziali del Diritto digitale dell’Unione europea, nei suoi aspetti istituzionali, tra cui i princìpi e i valori online e offline, e sostanziali…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
Il corso ha come obiettivo l’acquisizione delle conoscenze normative essenziali del Diritto digitale dell’Unione europea, nei suoi aspetti istituzionali, tra cui i princìpi e i valori online e offline, e sostanziali (in particolare: DSA, DMA, Data Act e DATA Governance Act, cibersicurezza, digitalizzazione della giustizia, Digital Omnibus); l’acquisizione del metodo di interpretazione e applicazione del sistema giuridico europeo in tema di diritto digitale.
Lo studente acquisisce le nozioni fondamentali relative al Diritto digitale dell’Unione europea nelle sue diverse articolazioni e declinazioni, dalla normativa specifica alla tutela dei diritti digitali europei.
Lo studente conosce i profili essenziali del Diritto digitale dell’Unione europea, il sistema normativo europeo di riferimento, le tutele giurisdizionali spettanti alle persone fisiche e giuridiche, i profili essenziali della trasformazione tecnologica antropocentrica, i valori europei online e offline. Lo studente è in grado di contestualizzare ed applicare correttamente la principale disciplina europea in materia di diritto digitale.
Autonomia di giudizio Lo studente è in grado di interpretare le norme di derivazione europea in materia di diritto digitale, la Dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali, la transizione digitale antropocentrica dei territori europei, i valori dell’Unione online e offline, il DSA e il DMA, il Data Act e il DATA Governance Act, la cibersicurezza, la digitalizzazione della giustizia, il Digital Omnibus.
Abilità comunicative Lo studente relaziona sul diritto digitale dell’Unione europea e sulle sue peculiarità; sul quadro normativo di riferimento (diritto primario e derivato); sulla Dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali; sulla transizione digitale antropocentrica dei territori europei; sui valori dell’Unione online e offline; sul DSA; sul DMA; sul Data Act e sul DGA; sulla cibersicurezza; sulla digitalizzazione della giustizia; sul Digital Omnibus per consolidare le regole e armonizzare l’ecosistema digitale; sulla tutela dei diritti digitali che l’Unione riconosce ai propri cittadini e alle proprie imprese. Lo studente è in grado di confrontare e rapportare le discipline europee che formano il diritto digitale europeo.
Capacità di apprendere in modo autonomo Lo studente ha nozioni fondamentali in tema di diritto digitale dell’Unione europea, di oneri gravanti sugli Stati concernenti settori del diritto digitale europeo. Lo studente conosce i principali e fondamentali diritti e tutele che spettano alle persone fisiche e giuridiche in base al diritto digitale europeo.
Programma
Il corso comprende una parte concernente i profili istituzionali e una parte relativa a taluni aspetti di diritto sostanziale del Diritto digitale dell’Unione europea. I profili istituzionali: le origini e lo sviluppo del Diritto digitale dell’Unione europea; le strategie digitali dell’Unione dal modo in cui si formano al modo in cui evolvono; gli obiettivi, i valori e i princìpi online e offline che fondano il Diritto digitale dell’Unione europea. Le competenze dell’Unione e degli Stati membri nel contesto del Diritto digitale UE. La formazione delle norme europee in ambito digitale e le istituzioni coinvolte. La cittadinanza dell’Unione in tema di digitale. Il sistema di tutela giurisdizionale dei diritti digitali. I rapporti tra diritto dell’Unione europea e diritto interno con particolare riguardo all’ordinamento italiano e alle modalità con cui le normative UE di diritto digitale sono recepite. Taluni aspetti di diritto sostanziale: i servizi digitali (DSA) tesi a garantire la sicurezza degli utenti online e a regolamentare lo spazio digitale; i mercati digitali (DMA) volti a creare imprese digitali innovative, a garantire loro condizioni di parità; la condivisione volontaria dei dati per il rilancio dell'economia europea dei dati (condivisione nell’interesse generale dell’Unione), oggetto del Data Act e del Data Governance Act (DGA); l’istituzione di un’identità digitale europea (e-ID) che garantisca alle persone il controllo della loro identità e dei loro dati online, che consenta l'accesso a servizi digitali pubblici, privati e transfrontalieri; il Digital Omnibus teso a ridefinire l’equilibrio tra semplificazione normativa, competitività e tutela effettiva dei diritti fondamentali, soprattutto, in merito all’AI; il Percorso per il decennio digitale, il programma strategico dell'UE per la trasformazione digitale entro il 2030; l’intelligenza artificiale etica per un'economia più innovativa, efficiente, sostenibile e competitiva che migliora la sicurezza, l'istruzione e l'assistenza sanitaria per i cittadini e contribuisce alla lotta contro i cambiamenti climatici; la cibersicurezza finalizzata a migliorare la capacità di risposta dell’Unione alle minacce e ai reati informatici, a salvaguardare l'integrità, la sicurezza e la resilienza dell'infrastruttura digitale così come delle reti e dei servizi di comunicazione per favorire la fiducia nella tecnologia digitale e proteggere il ciberspazio; la digitalizzazione della giustizia per migliorare l'accesso di cittadini e imprese alla giustizia e aumentare l'efficacia e l'efficienza dei procedimenti giudiziari; la tutela dei diritti digitali nel contesto dell’Unione.
Modalità d'esame
Esame orale. A discrezione del docente, la valutazione può aver luogo anche attraverso lo svolgimento di una prova intermedia orale facoltativa. Il colloquio orale attraverso l’articolazione delle domande inerenti al programma e l’interazione con lo studente consentirà di accertare che quest’ultimo abbia effettivamente acquisito le conoscenze e le abilità previste. La valutazione finale ha luogo sotto forma di voto d’esame in trentesimi, con eventuale lode. Per gli studenti che sostengono la prova intermedia, il voto conseguito è destinato a fare media con la prova orale che riguarderà la restante parte del programma. Per gli studenti che non superano la prova intermedia o rifiutano il voto, l’esame orale comprenderà tutto il programma. Ai fini della valutazione in trentesimi si terrà conto del livello di preparazione raggiunto alla stregua dei richiamati criteri e, in coerenza con i risultati di apprendimento attesi, i diversi livelli di preparazione porteranno a diversi giudizi: eccellente (30/30 e lode), ottimo (28/29), buono (25/27), discreto (21/24), sufficiente (18/20). L’attribuzione della lode presuppone il giudizio unanime della commissione d’esame.
Testi di riferimento
1) Calzolaio S. Iannuzzi A., Longo E., Orofino M., Pizzetti F., La regolazione europea della società digitale, 2024, Giappichelli, 256 pp. e 2) Calzolaio S. Iannuzzi A., Longo E., Orofino M., Pizzetti F., La regolazione europea dell'intelligenza artificiale nella società digitale, 2025, Giappichelli, 176 pp.
Codice insegnamento 69007
Diritto Ecclesiastico Comparato3° anno · 9 CFU · 0 file
Il corso si propone di fornire gli strumenti metodologici e le conoscenze necessarie per analizzare, in prospettiva comparata, i diversi modelli di disciplina giuridica del fenomeno religioso. Particolare attenzione sarà…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
Il corso si propone di fornire gli strumenti metodologici e le conoscenze necessarie per analizzare, in prospettiva comparata, i diversi modelli di disciplina giuridica del fenomeno religioso. Particolare attenzione sarà dedicata ai sistemi di relazione tra Stati e confessioni religiose, alle differenti forme di tutela della libertà religiosa e al rapporto tra appartenenza religiosa, ordinamenti statali e società multiculturali. Attraverso l’esame di esperienze europee ed extraeuropee, il corso mira inoltre a sviluppare la capacità di individuare analogie e differenze tra i diversi ordinamenti, tenendo conto dei rispettivi contesti storici, politici e culturali. Specifico approfondimento sarà riservato anche al diritto comparato delle religioni.
Conoscenza dei principali metodi della comparazione giuridica applicata al fenomeno religioso e comprensione dei diversi modelli di relazione tra Stati e confessioni religiose. Inquadramento della tutela della libertà religiosa nei differenti contesti ordinamentali, storici e culturali esaminati, nonché comprensione delle principali questioni giuridiche connesse al pluralismo religioso e alle prescrizioni alimentari di matrice religiosa.
Capacità di applicare le conoscenze acquisite all’analisi di norme, documenti e casi riguardanti la libertà religiosa e i rapporti tra autorità pubbliche e confessioni religiose. Capacità di confrontare le soluzioni adottate nei diversi ordinamenti, individuandone analogie e differenze, e di esaminare questioni giuridiche concrete connesse al pluralismo religioso.
Autonomia di giudizio: capacità di formulare valutazioni autonome e giuridicamente motivate sui diversi modelli di disciplina del fenomeno religioso e sulla loro compatibilità con i principi di libertà religiosa, eguaglianza, non discriminazione e pluralismo. Abilità comunicative: capacità di esporre con chiarezza e proprietà di linguaggio le conoscenze acquisite, utilizzando correttamente la terminologia giuridica e comparatistica e illustrando gli elementi di convergenza e divergenza tra gli ordinamenti esaminati. Capacità di apprendimento: acquisizione di un metodo di studio e di ricerca idoneo all’approfondimento autonomo delle tematiche del diritto ecclesiastico comparato, alla consultazione critica delle fonti e all’aggiornamento delle conoscenze.
Programma
9 CFU -Diritto, religioni e comparazione giuridica: Francia; Regno Unito; Spagna; Grecia; Turchia; Albania; Israele; Federazione Russa; Bahrein; Giordania; la libertà religiosa nelle «Carte e Dichiarazioni» del mondo musulmano; Canada; Stati Uniti D’America. -Introduzione al diritto comparato delle religioni. -Religioni e regole alimentari. 6 CFU -Diritto, religioni e comparazione giuridica: Francia; Regno Unito; Spagna; Grecia; Turchia; Albania; Israele; Federazione Russa. -Introduzione al diritto comparato delle religioni. -Religioni e regole alimentari. 3 CFU -Diritto, religioni e comparazione giuridica: Francia; Regno Unito; Spagna; Grecia; Turchia; Albania; Israele; Federazione Russa.
Modalità d'esame
La verifica finale consiste in un colloquio orale sugli argomenti del programma, volto ad accertare la conoscenza degli istituti, la capacità di applicare le nozioni acquisite, l’autonomia di giudizio e la padronanza del linguaggio giuridico. La valutazione è espressa in trentesimi secondo i seguenti criteri: -Conoscenza e capacità di comprensione: conoscenza corretta e approfondita degli istituti, dei principi e delle fonti oggetto del programma. -Conoscenza e capacità di comprensione applicate: capacità di interpretare le fonti e applicare le conoscenze acquisite all’esame di questioni e casi concreti. -Autonomia di giudizio: capacità di analisi critica, confronto tra diversi orientamenti e formulazione di valutazioni motivate. -Abilità comunicative: chiarezza e coerenza espositiva, corretto uso del lessico giuridico ed efficacia argomentativa. -Capacità di apprendere: capacità di rielaborare autonomamente le conoscenze acquisite e di approfondire gli argomenti attraverso lo studio delle fonti. Criteri di misurazione dell'apprendimento e di attribuzione del voto finale: -18–20/30: preparazione essenziale ed esposizione sufficientemente corretta. -21–23/30: preparazione discreta e adeguata capacità applicativa. -24–26/30: buona preparazione, capacità critica e padronanza del linguaggio specialistico. -27–29/30: preparazione approfondita, capacità di collegamento ed esposizione rigorosa. -30/30 e lode: preparazione completa, eccellente autonomia di giudizio e capacità di elaborazione originale.
Testi di riferimento
9 CFU -Antonio Giuseppe Maria Chizzoniti - Anna Gianfreda (a cura di), Religioni e società. Modelli di relazioni tra Stati e confessioni religiose, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli, 2024 (pp. 5-12; pp. 49-225). -Silvio Ferrari (a cura di), Strumenti e percorsi di diritto comparato delle religioni, Il Mulino Editore, Bologna, 2022, II edizione (pp. 17-32; pp. 41-79; pp. 361-404). 6 CFU -Antonio Giuseppe Maria Chizzoniti - Anna Gianfreda (a cura di), Religioni e società. Modelli di relazioni tra Stati e confessioni religiose, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli, 2024 (pp. 5-12; pp. 49-158). -Silvio Ferrari (a cura di), Strumenti e percorsi di diritto comparato delle religioni, Il Mulino Editore, Bologna, 2022, II edizione (pp. 17-32; pp. 41-79; pp. 361-404). 3 CFU -Antonio Giuseppe Maria Chizzoniti - Anna Gianfreda (a cura di), Religioni e società. Modelli di relazioni tra Stati e confessioni religiose, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli, 2024 (pp. 5-12; pp. 49-158).
Codice insegnamento 2091
Diritto Internazionale Penale3° anno · 9 CFU · 0 file
Fornire la conoscenza del funzionamento dei tribunali penali internazionali e dell’opera di codificazione dei crimini internazionali e dei principi generali sulla giustizia internazionale penale, tenendo conto…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
Fornire la conoscenza del funzionamento dei tribunali penali internazionali e dell’opera di codificazione dei crimini internazionali e dei principi generali sulla giustizia internazionale penale, tenendo conto dell’importanza del funzionamento della giustizia nell’attuazione dell’obiettivo di sviluppo sostenibile n. 16. Lo studente sarà in grado di individuare in quali casi le autorità giurisdizionali possono esercitare la giurisdizione nel perseguimento dei crimini di diritto internazionale, nonché gli obblighi derivanti dall’adesione allo Statuto della Corte penale internazionale. L’esame di casi pratici permetterà agli studenti di acquisire abilità critiche. Lo svolgimento di 10 ore affidate al dott. Ignacio Tredici, ex Judicial Affairs Officer delle Nazioni Unite, permetterà un alto livello di conoscenza dal punto di vista del funzionamento effettivo della giustizia internazionale penale. Inquadramento dei temi trattati nell’ambito dell’obiettivo di sviluppo sostenibile n. 16
discussione sui temi oggetto del programma e capacità di effettuare collegamenti. Esposizione corretta dal punto di vista tecnico dei temi studiati.
capacità di collegamento e applicazione di quanto appreso a situazioni specifiche. rielaborazione in modo personale delle conoscenze acquisite.
Autonomia di giudizio: valutazione critica autonoma con riguardo ai limiti della giustizia penale internazionale e ai passi necessari per rendere effettivi i principi sanciti sul piano internazionale anche nell’ordinamento italiano.
Abilità comunicative: utilizzo di un linguaggio tecnico appropriato, capacità di discussione, utilizzo della scrittura giuridica per gli studenti che intendono partecipare ai seminari sui casi pratici. Capacità di apprendere in modo autonomo. Individuazione dei sistemi di reperimento delle fonti e delle principali sentenze dei tribunali penali internazionali.
Programma
Programma del corso 1) La responsabilità penale individuale. Le fonti del diritto internazionale penale. I crimini di diritto internazionale: i crimini di guerra; i crimini contro l’umanità; il genocidio; il crimine di aggressione. Le infrazioni gravi delle Convenzioni di Ginevra del 1949. 2) La struttura delle fattispecie penali internazionali: il dolo e la colpa. 3) I tribunali militari internazionali di Norimberga e Tokyo. I tribunali penali internazionali per la ex ex-Iugoslavia e il Ruanda. Cenni sui tribunali ibridi. 4) I principi di diritto internazionale penale. L’imprescrittibilità. Il principio di legalità. L’ordine superiore. Le cause di esclusione della responsabilità penale. Il giusto processo. 5) La Corte penale internazionale: struttura, competenza e funzionamento. Le vittime. Le sanzioni. L’esecuzione delle sentenze. I rapporti con il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. 6) I rapporti tra Corte penale internazionale e Stati. Il principio di complementarità. La cooperazione. L’estradizione. L’esecuzione della pena. 7) La repressione dei crimini da parte dei tribunali nazionali. La giurisdizione universale. PROGRAMMA PER 6 CREDITI: gli argomenti indicati da 1 a 5 incluso. PROGRAMMA PER 3 CREDITI: include gli argomenti da 1 a 3.
Testi di riferimento
AITALA R. S., Diritto internazionale penale, Le Monnier, Milano, 2021.
Codice insegnamento 64471
Diritto Internazionale Privato3° anno · 9 CFU · 0 file
Fornire agli studenti le basi e gli opportuni approfondimenti della disciplina del diritto internazionale privato e processuale. L’esame di casi pratici permetterà agli studenti di acquisire abilità critiche che…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
Fornire agli studenti le basi e gli opportuni approfondimenti della disciplina del diritto internazionale privato e processuale. L’esame di casi pratici permetterà agli studenti di acquisire abilità critiche che risulteranno utili nella futura pratica professionale.
Acquisizione della metodologia e delle nozioni necessarie per conoscere e comprendere i principali istituti del diritto internazionale privato e processuale, avendo particolare riguardo alla loro applicazione giurisprudenziale.
Gli studenti saranno in grado di comprendere il contenuto e lo scopo dei rilevanti atti di diritto dell’Unione europea, delle Convenzioni internazionali in materia di cui l’UE e l’Italia sono parti e della Legge n. 218/1995
Competenze trasversali • Autonomia di giudizio Gli studenti conseguiranno un livello di conoscenza del diritto internazionale privato e processuale tale da raggiungere autonomia di giudizio rispetto all’individuazione e interpretazione delle diverse fonti che regolano i rapporti privatistici transfrontalieri e alla concreta disciplina di tali rapporti e svilupperanno capacità critiche in relazione a problematiche giuridiche nel settore in oggetto.
Abilità comunicative Gli studenti, acquisendo padronanza dei mezzi teorici di base e del significato corretto di nozioni specifiche del settore in oggetto, si abitueranno ad utilizzare il lessico giuridico appropriato nelle situazioni nelle quali si troveranno ad operare.
Capacità di apprendere in modo autonomo Gli studenti potranno utilizzare le competenze conseguite per apprendere in maniera più proficua altre discipline giuridiche connesse a quella in oggetto e per affrontare questioni pratiche nella prospettiva di futuri percorsi destinati all’ingresso nell’attività professionale o nei ruoli pubblici, nazionali e internazionali, per i quali è richiesta una competenza specialistica di diritto internazionale privato e processuale.
Programma
9 CFU: Nozione, oggetto e funzioni del diritto internazionale privato. Partizione fondamentale della disciplina: determinazione dell'ambito della giurisdizione, individuazione della legge applicabile, riconoscimento ed esecuzione delle decisioni straniere. Profili generali di ciascuno dei suddetti settori alla luce della legge 31 maggio 1995 n. 218, delle convenzioni internazionali in materia, nonché della normativa dell’Unione europea. Le norme sulla giurisdizione internazionale del giudice italiano previste nella legge italiana e nel regolamento n. 1215/2012 (Bruxelles I rifuso) L’individuazione del diritto applicabile. Struttura della norma di conflitto. Metodi utilizzati per la disciplina di fattispecie transnazionali. Questioni generali sulla legge applicabile. Riconoscimento ed esecuzione delle decisioni straniere tra normativa italiana e normativa dell’Unione europea. 6 CFU: Concetto, oggetto e funzioni del diritto internazionale privato. La determinazione dell'àmbito della giurisdizione e l’individuazione della legge applicabile. Profili generali e speciali dei due settori alla luce della legge 31 maggio 1995 n. 218, delle convenzioni internazionali in materia, nonché della normativa dell’Unione europea (in particolare del regolamento n. 1215/2012 per la giurisdizione in materia civile e commerciale) 3 CFU: Concetto, oggetto e funzioni del diritto internazionale privato. Riconoscimento ed esecuzione delle decisioni straniere secondo la legge 31 maggio 1995 n. 218 e secondo il regolamento n. 1215/2012.
Modalità d'esame
Esame orale con voto o idoneità, a seconda della scelta dello studente in base al corso di studio. Criteri di valutazione:
Conoscenza e capacità di comprensione: Esposizione corretta dal punto di vista tecnico-giuridico dei temi studiati. Capacità di individuare i diversi istituti giuridici oggetto del programma e di effettuare gli opportuni collegamenti.
Conoscenza e capacità di comprensione applicate: capacità di collegamento e applicazione di quanto appreso a situazioni concrete, nonché di esporre correttamente il percorso logico-argomentativo sviluppato in pronunce di organi giurisdizionali.
Autonomia di giudizio: rielaborazione in modo personale delle conoscenze acquisite.
Abilità comunicative: proprietà di espressione con l’utilizzo di termini precisi e chiarezza nell’esposizione. Capacità di affrontare e discutere problematiche giuridiche connesse al settore in oggetto.
Capacità di apprendere: padronanza della materia, capacità di cogliere le finalità dei diversi istituti e di sviluppare un’analisi critica su casi concreti e di attualità. Criteri di misurazione dell'apprendimento e di attribuzione del voto finale: Nel corso dell’esame finale, il voto in trentesimi sarà attribuito tenendo conto di una serie di fattori:
appropriatezza nell’uso del linguaggio tecnico- giuridico
conoscenza delle fonti normative, dei diversi istituti giuridici e dei casi giurisprudenziali trattati durante il corso
analisi critica e capacità di ragionamento sulle tematiche oggetto del corso. Il voto è attribuito secondo la scala dei trentesimi. Il voto minimo è 18/30. Per l’attribuzione dell’idoneità sarà valutato il possesso di un grado sufficiente delle abilità precedentemente indicate.
Testi di riferimento
Testi di riferimento principali: Per 9 CFU: CARELLA G., Fondamenti di diritto internazionale privato, II ed., Giappichelli, Torino, 2021; Per 6 CFU: CARELLA G., Fondamenti di diritto internazionale privato, II ed., Giappichelli, Torino, 2021 (tranne cap. V); Per 3 CFU: CARELLA G., Fondamenti di diritto internazionale privato, II ed., Giappichelli, Torino, 2021 (capitoli I, II e V).
Codice insegnamento 2120
Diritto Internazionale del Mare3° anno · 9 CFU · IUS/13 · 0 file
Fornire la conoscenza del diritto internazionale «pubblico» e del diritto internazionale privato, privilegiando i profili innovativi e di sviluppo delle discipline, nonché l’analisi e la soluzione di problemi che si…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
Fornire la conoscenza del diritto internazionale «pubblico» e del diritto internazionale privato, privilegiando i profili innovativi e di sviluppo delle discipline, nonché l’analisi e la soluzione di problemi che si riferiscono in particolare all’Italia.
Livello di approfondimento dei temi indicati nel programma; maturità critica acquisita; capacità di svolgere collegamenti tra i diversi istituti.
Inquadramento degli argomenti studiati e capacità di applicazione a casi pratici
● Conoscenza e capacità di comprensione: discussione sui temi oggetto del programma e capacità di effettuare collegamenti. Esposizione corretta dei temi studiati. ● Conoscenza e capacità di comprensione applicate: capacità di collegamento e applicazione di quanto appreso a situazioni specifiche. ● Autonomia di giudizio: rielaborazione in modo personale delle conoscenze acquisite. ● Abilità comunicative: proprietà di espressione con l’utilizzo di termini precisi e chiarezza nell’esposizione. ● Capacità di apprendere: padronanza della materia e capacità di cogliere le finalità dei diversi istituti.
Programma
DIRITTO INTERNAZIONALE «PUBBLICO»: Nozioni e caratteri dell’ordinamento internazionale. I soggetti internazionali. La posizione dell’individuo. I crimini internazionali. La protezione internazionale dei diritti dell’uomo. Le fonti del diritto internazionale. La sovranità territoriale e i suoi limiti, incluso il cyberspazio. Il trattamento dei cittadini e degli Stati stranieri (e dei relativi organi). Il trattamento di beni e investimenti. Il trattamento delle organizzazioni internazionali. Il diritto internazionale del mare. Il rapporto tra diritto interno e diritto internazionale. La responsabilità internazionale. L'autotutela. La disciplina dell'uso della forza. Il sistema di sicurezza collettiva delle Nazioni Unite. La soluzione pacifica delle controversie internazionali. DIRITTO INTERNAZIONALE PRIVATO: Concetto, oggetto e funzioni del diritto internazionale privato. Il diritto internazionale privato dell'Unione europea: principi e caratteri generali. La disciplina della giurisdizione secondo il regolamento (UE) n. 1215/2012 e la legge n. 218/95. Le questioni generali concernenti l'individuazione del diritto applicabile. La legge regolatrice dei contratti secondo il regolamento (CE) n. 593/2008 («Roma I») con focus sulla circolazione internazionale di crediti. L'efficacia delle sentenze e degli atti stranieri secondo il regolamento (UE) n. 1215/2012 e la legge n. 218/95. Gli studenti Erasmus incoming potranno concordare con il docente i testi di studio della parte di diritto internazionale privato.
Modalità d'esame
Prova orale con voto. La valutazione finale è espressa con voto in trentesimi. L’esame è superato conseguendo almeno 18/30. La lode è attribuita esclusivamente a seguito di un esame risultato eccellente nel merito e nella esposizione. Ai fini della valutazione in trentesimi si terrà conto del livello di preparazione raggiunto alla stregua dei richiamati criteri e, in coerenza con i risultati di apprendimento attesi, i diversi livelli di preparazione porteranno a diversi giudizi: eccellente (30/30 e lode), ottimo (28/29), buono (25/27), discreto (21/24), sufficiente (18/20).
Testi di riferimento
Per il Diritto internazionale pubblico: VILLANI U., Lezioni di diritto internazionale, II ed., Cacucci, Bari, 2023 Oppure B. Conforti, M. Iovane, Diritto internazionale, Ed. Scientifica, Napoli, 2023 Per il Diritto internazionale privato: CARELLA G., Fondamenti di diritto internazionale privato, II ed., Giappichelli, Torino, 2021, con esclusione delle pagine da 31 a 39; da 66 a 72; da 93 a 101; e, in aggiunta ai manuali scelti, una lettura di approfondimento a scelta dello studente: -Analisi della Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sull’intelligenza artificiale e i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto (lettura del rapporto esplicativo, in inglese) o, in alternativa, CASTELLANETA M., La responsabilità sociale di impresa nel contesto internazionale: il programma Global Compact delle Nazioni Unite, in La responsabilità sociale d’impresa tra diritto societario e diritto internazionale, a cura di CASTELLANETA M. e VESSIA F., Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 2019, da p. 265 a p. 290, o in alternativa, VITUCCI M.C., Le ciberoperazioni e il diritto internazionale, con alcune considerazioni sul conflitto ibrido russo-ucraino, in La Comunità internazionale, 2023, da p. 7 a p. 32.
Codice insegnamento 60836
Diritto Parlamentare e delle Assemblee Elettive3° anno · 9 CFU · 0 file
Il corso intende offrire una conoscenza approfondita del Diritto parlamentare italiano. In particolare, il fine è quello di fornire allo studente strumenti idonei a comprendere il funzionamento dinamico delle Assemblee…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
Il corso intende offrire una conoscenza approfondita del Diritto parlamentare italiano. In particolare, il fine è quello di fornire allo studente strumenti idonei a comprendere il funzionamento dinamico delle Assemblee legislative. E tanto, alla luce dei fenomeni della crisi della rappresentanza politica e dei processi di esternalizzazione e verticalizzazione delle funzioni normative.
Gli studenti e le studentesse dovranno essere in grado di comprendere gli elementi teorici ed applicativi inerenti il diritto parlamentare italiano, nonché di elaborare idee originali sulla base di una comprensione non meramente dogmatica delle conoscenze acquisite.
I corsisti e le corsiste saranno chiamati/e a confrontarsi con una serie di problematiche inerenti il sistema parlamentare italiano, attraverso l’analisi di fattispecie concrete sottoposte alla loro attenzione dal docente.
Autonomia di giudizio Gli studenti e le studentesse dovranno dimostrare capacità di indagare, sulla scorta degli strumenti conoscitivi acquisiti, gli esiti applicativi degli istituti analizzati e di comprendere ed analizzare criticamente i fenomeni giuridici e politici del sistema parlamentare. Abilità comunicative Agli studenti e alle studentesse sarà richiesta capacità di esposizione articolata ed organica degli elementi acquisiti, nonché di comunicazione chiara delle personali riflessioni maturate. Capacità di apprendere in modo autonomo Gli studenti e le studentesse frequentanti saranno sollecitati/e a confrontarsi con l’analisi di testi giuridici (sentenze, atti normativi, ecc.) al fine di verificare in concreto le competenze acquisite durante il corso e le eventuali lacune nella preparazione di base, da colmare tempestivamente.
Programma
Il corso avrà ad oggetto lo studio e l’approfondimento dei seguenti argomenti: I) la politica e i suoi limiti; II) diritto parlamentare e diritto costituzionale; III) la storia dei regolamenti parlamentari; IV) le fonti del diritto parlamentare; V) lo status dei parlamentari; VI) i parlamentari e la rappresentanza politica; VII) genealogia dei Gruppi politici nello Stato liberale; VIII) i Gruppi politici negli anni della transizione costituzionale repubblicana; IX) dinamiche di funzionamento dei gruppi parlamentari (post)moderni; X) ingegneria elettorale e (corto)circuito rappresentativo odierno; XI) natura giuridica dei gruppi parlamentari; XII) l’organizzazione del Parlamento; XIII) le funzioni del Parlamento; XIV) i procedimenti parlamentari; XV) il Parlamento italiano nell’Unione europea; XVI) la pubblicità dei lavori parlamentari.
Modalità d'esame
La modalità di verifica dei risultati di apprendimento attesi è rappresentata dalla prova orale, la quale consta di un minimo di due domande poste dai commissari esaminatori (salvo libera scelta del candidato e della candidata di “ritirarsi” prima). Qualora la candidata/il candidato non dimostri la conoscenza, almeno sufficiente, di argomenti basilari nell’àmbito dell’insegnamento, non si potrà procedere con le successive domande. La valutazione del livello di apprendimento avverrà con voto finale espresso in trentesimi. La concessione della lode spetta al docente titolare del corso, il quale è da ultimo chiamato a verificare che lo studente abbia raggiunto un eccellente livello di preparazione. L’esame si intende superato quando il voto è maggiore o uguale a 18.
Testi di riferimento
L. GIANNITI – N. LUPO, Corso di diritto parlamentare, il Mulino, ultima edizione. Per maggiori approfondimenti è consigliata la lettura di A. GUSMAI, Il Gruppo parlamentare. Profili evolutivi di un soggetto della rappresentanza politica, Cacucci, Bari, 2019.
Codice insegnamento 64491
Diritto Penale Commerciale3° anno · 9 CFU · 0 file
Con riguardo alle capacità di conoscenza e comprensione, lo studente deve acquisire competenze che gli permettano di collocare nel sistema giuridico le diverse fattispecie; individuare il significato delle regole ad esse…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
Con riguardo alle capacità di conoscenza e comprensione, lo studente deve acquisire competenze che gli permettano di collocare nel sistema giuridico le diverse fattispecie; individuare il significato delle regole ad esse applicabili; comprendere la ratio degli istituti e gli interessi tutelati. Con riferimento all’autonomia di giudizio, lo studente deve essere in grado di svolgere autonomamente una corretta esegesi degli istituti del Diritto penale commerciale alla luce dell’intera teoria generale del reato, e soprattutto di “contestualizzare” tali istituti nei case-studies oggetto di approfondimento. Con riferimento alle abilità che il corso permette di acquisire, lo studente deve essere in grado di risolvere i problemi esegetici degli istituti del Diritto penale commerciale, utilizzando il linguaggio e la terminologia giuridiche corrette e trasferendo ai propri interlocutori, in modo chiaro e compiuto, le conoscenze acquisite
Il corso mira a consentire allo studente l’acquisizione dei profili normativi e logico-giuridici degli istituti del Diritto penale commerciale e una piena padronanza degli stessi attraverso la proiezione nei case- studies oggetto di approfondimento
Lo studente deve acquisire competenze che gli permettano di collocare nel sistema giuridico le diverse fattispecie; individuare il significato delle regole ad esse applicabili; comprendere la ratio degli istituti e gli interessi tutelati.
Autonomia di giudizio: lo studente deve essere in grado di svolgere autonomamente una corretta esegesi degli istituti del Diritto penale commerciale oggetto del corso.
Abilità comunicative: lo studente deve essere in grado di risolvere i problemi esegetici degli istituti del Diritto penale commerciale oggetto del corso, utilizzando il linguaggio e la terminologia giuridiche corrette e trasferendo ai propri interlocutori, in modo chiaro e compiuto, le conoscenze acquisite.
Capacità di apprendere in modo autonomo: lo studente deve acquisire le conoscenze di base e le capacità critiche che gli consentano di estrapolare, dai materiali normativi e giurisprudenziale, la disciplina degli istituti analizzati
Programma
Programma da 9 CFU: Illeciti in materia societaria e bancaria. – I: La tutela penale dell’informazione societaria e gli abusi di informazioni. – Sezione I: Art. 2621 c.c.: False comunicazioni sociali. – Sezione II: Art. 2621- bis c.c.: «Fatti di lieve entità. – Sezione III: Art. 2621-ter c.c.: «Non punibilità per particolare tenuità». – Sezione IV: Art. 2622 c.c.: «False comunicazioni delle società quotate». – Sezione V: Falso in prospetto: art. 173-bis t.u.f. – II: L’infedeltà patrimoniale e il conflitto di interessi (art. 2629-bis, 2634 c.c., 646 c.p.). – III: Le altre disposizioni penali previste dal codice civile e dal t.u.f. in materia di società e consorzi. – Sezione I: La tutela penale del capitale sociale. – I reati fallimentari. – I: La bancarotta fraudolenta patrimoniale (art. 216 legge fall.). – II: La bancarotta fraudolenta documentale. – III: La bancarotta preferenziale. – IV: La bancarotta semplice (art. 217 legge fall.). – V: La bancarotta fraudolenta “impropria” (art. 223 legge fall.). – VI: La bancarotta semplice “impropria” (art. 224 legge fall.). – VII: Il ricorso abusivo al credito (artt. 218, 22, 225, 225 legge fall.). – VIII: Gli altri reati fallimentari. – IX: Le soluzioni concordate alla crisi dell’impresa. Programma da 6 CFU: I reati fallimentari. – I: La bancarotta fraudolenta patrimoniale (art. 216 legge fall.). – II: La bancarotta fraudolenta documentale.
III: La bancarotta preferenziale. – IV: La bancarotta semplice (art. 217 legge fall.). – V: La bancarotta fraudolenta “impropria” (art. 223 legge fall.). – VI: La bancarotta semplice “impropria” (art. 224 legge fall.).
VII: Il ricorso abusivo al credito (artt. 218, 22, 225, 225 legge fall.). – VIII: Gli altri reati fallimentari. – IX: Le soluzioni concordate alla crisi dell’impresa. Programma da 3 CFU: Illeciti in materia societaria e bancaria. – I: La tutela penale dell’informazione societaria e gli abusi di informazioni. – Sezione I: Art. 2621 c.c.: False comunicazioni sociali. – Sezione II: Art. 2621- bis c.c.: «Fatti di lieve entità». – Sezione III: Art. 2621-ter c.c.: «Non punibilità per particolare tenuità». – Sezione IV: Art. 2622 c.c.: «False comunicazioni delle società quotate». – Sezione V: Falso in prospetto: art. 173-bis t.u.f. – II: L’infedeltà patrimoniale e il conflitto di interessi (art. 2629-bis, 2634 c.c., 646 c.p.). – III: Le altre disposizioni penali previste dal codice civile e dal t.u.f. in materia di società e consorzi. – Sezione I: La tutela penale del capitale sociale.
Modalità d'esame
Esame orale In relazione agli obiettivi formativi, il corso mira a far acquisire allo studente conoscenze normative e logico-giuridiche in materia di diritto penale commerciale. Il voto finale è espresso in trentesimi. L'esame si intende superato quando il voto è pari o superiore a 18/30. Ai fini della valutazione in trentesimi, si terrà conto del livello di preparazione raggiunto secondo i criteri sopra indicati; in linea con i risultati di apprendimento attesi, i diversi livelli di preparazione daranno luogo a differenti valutazioni: eccellente (30/30 e lode), ottimo (28-29/30), buono (25-27/30), discreto (21-24/30), sufficiente (18-20/30). L'attribuzione della lode richiede il giudizio unanime della commissione d'esame.
Testi di riferimento
Programma da 9 CFU: A. ALESSANDRI (a cura di), Reati in materia economica, in F.C. PALAZZO – C.E. PALIERO (diretto da), Trattato teorico-pratico di diritto penale, Giappichelli, Torino, 2017, limitatamente agli argomenti indicati nel programma e quindi alle pagg. 3-76; 113-187; 407-636 Programma da 6 CFU: ALESSANDRI (a cura di), Reati in materia economica, in F.C. PALAZZO – C.E. PALIERO (diretto da), Trattato teorico-pratico di diritto penale, Giappichelli, Torino, 2017, limitatamente agli argomenti indicati nel programma e quindi alle pagg. 407-636 Programma da 3 CFU: A. ALESSANDRI (a cura di), Reati in materia economica, in F.C. PALAZZO – C.E. PALIERO (diretto da), Trattato teorico-pratico di diritto penale, Giappichelli, Torino, 2017, limitatamente agli argomenti indicati nel programma e quindi alle pagg. 3-76; 113-187
Codice insegnamento 2129
Diritto Penale del Lavoro3° anno · 9 CFU · 0 file
Con riguardo alle capacità di conoscenza e comprensione, lo studente deve acquisire competenze che gli permettano di collocare nel sistema giuridico le diverse fattispecie; individuare il significato delle regole ad esse…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
Con riguardo alle capacità di conoscenza e comprensione, lo studente deve acquisire competenze che gli permettano di collocare nel sistema giuridico le diverse fattispecie; individuare il significato delle regole ad esse applicabili; comprendere la ratio degli istituti e gli interessi tutelati. Con riferimento all’autonomia di giudizio, lo studente deve essere in grado di svolgere autonomamente una corretta esegesi degli istituti del Diritto penale del lavoro alla luce dell’intera teoria generale del reato, e soprattutto di “contestualizzare” tali istituti nei case-studies oggetto di approfondimento. Con riferimento alle abilità che il corso permette di acquisire, lo studente deve essere in grado di risolvere i problemi esegetici degli istituti del Diritto penale del lavoro, utilizzando il linguaggio e la terminologia giuridiche corrette e trasferendo ai propri interlocutori, in modo chiaro e compiuto, le conoscenze acquisite
Lo studente dovrà essere in grado di comprendere la collocazione di ogni istituto all’interno del sistema e ricostruirne i fondamenti e la disciplina
Lo studente dovrà essere in grado di risolvere le problematiche sottese all’applicazione degli istituti, come emergenti dalla prassi
Autonomia di giudizio: lo studente deve essere in grado di svolgere autonomamente una corretta esegesi degli istituti della parte generale e della parte speciale oggetto del corso.
Abilità comunicative: lo studente deve essere in grado di risolvere i problemi esegetici degli istituti della parte generale oggetto del corso, utilizzando il linguaggio e la terminologia giuridiche corrette e trasferendo ai propri interlocutori, in modo chiaro e compiuto, le conoscenze acquisite.
Capacità di apprendere in modo autonomo: lo studente deve acquisire le conoscenze di base e le capacità critiche che gli consentano di estrapolare, dai materiali normativi e giurisprudenziale, la disciplina degli istituti analizzati
Programma
Programma da 9 CFU: Introduzione: I fondamenti costituzionali. – Parte Prima: La tutela penale della sicurezza e della salute del lavoro. – I. I profili costituzionali della sicurezza del lavoro. – II. I soggetti tenuti alla prevenzione e le posizioni di garanzia. – III La delega di funzioni. – IV. Gli stadi della tutela e la spiegazione causale. – V. I coefficienti soggettivi di imputazione. – VI. Le fattispecie sanzionatorie di carattere generale. – VII. Le fattispecie sanzionatorie speciali. – VIII. Lavori in appalto e sicurezza nei cantieri. – IX. Le previsioni in materia di radiazioni ionizzanti. – X. Criteri di definizione degli illeciti in materia di sicurezza e salute del lavoro. – XI. Le fattispecie accessorie di cui agli artt. 589 comma 2 e 590 comma 3 c.p. – XII. I rapporti con i delitti di cui agli artt. 437 e 451 c.p. – XIII. Costituzione di parte civile e partecipazione dell’Inail e dell’Ipsema al processo penale. – XIV. Responsabilità amministrativa degli enti collettivi. – Parte Seconda: Altri ambiti di tutela. – XV. Lo Statuto dei lavoratori: profili penali. – XVI. Disciplina penale del collocamento e della intermediazione illecita. – XVII. I reati in materia di previdenza e assistenza sociale. Programma da 6 CFU: Introduzione: I fondamenti costituzionali. – Parte Prima: La tutela penale della sicurezza e della salute del lavoro. – I. I profili costituzionali della sicurezza del lavoro. – II. I soggetti tenuti alla prevenzione e le posizioni di garanzia. – III La delega di funzioni. – IV. Gli stadi della tutela e la spiegazione causale. – V. I coefficienti soggettivi di imputazione. – VI. Le fattispecie sanzionatorie di carattere generale. – VII. Le fattispecie sanzionatorie speciali. – VIII. Lavori in appalto e sicurezza nei cantieri. – IX. Le previsioni in materia di radiazioni ionizzanti. – X. Criteri di definizione degli illeciti in materia di sicurezza e salute del lavoro. – XI. Le fattispecie accessorie di cui agli artt. 589 comma 2 e 590 comma 3 c.p. – XII. I rapporti con i delitti di cui agli artt. 437 e 451 c.p. Programma da 3 CFU: Introduzione: I fondamenti costituzionali. – Parte Prima: La tutela penale della sicurezza e della salute del lavoro. – I. I profili costituzionali della sicurezza del lavoro. – II. I soggetti tenuti alla prevenzione e le posizioni di garanzia. – III La delega di funzioni. – IV. Gli stadi della tutela e la spiegazione causale. – V. I coefficienti soggettivi di imputazione.
Modalità d'esame
Esame orale Con riferimento agli obiettivi di apprendimento, il corso mira a consentire allo studente l’acquisizione delle conoscenze normative e logico-giuridiche degli istituti del Diritto Penale del Lavoro. Il voto finale è attribuito in trentesimi. L’esame si intente superato quando il voto è maggiore o uguale a 18 trentesimi. Ai fini della valutazione in trentesimi si terrà conto del livello di preparazione raggiunto alla stregua dei richiamati criteri e, in coerenza con i risultati di apprendimento attesi, i diversi livelli di preparazione porteranno a diversi giudizi: eccellente (30/30 e lode trentesimi), ottimo (28/29 trentesimi), buono (25/27 trentesimi), discreto (21/24 trentesimi), sufficiente (18/20 trentesimi). L’attribuzione della lode presuppone il giudizio unanime della commissione d’esame.
Testi di riferimento
Programma da 9 CFU: B. DEIDDA – A. GARGANI (a cura di), Reati contro la salute e la dignità dei lavoratori, in F.C. PALAZZO – C.E. PALIERO (diretto da), Trattato teorico-pratico di diritto penale, Giappichelli, Torino, 2012, integralmente Programma da 6 CFU: B. DEIDDA – A. GARGANI (a cura di), Reati contro la salute e la dignità dei lavoratori, in F.C. PALAZZO – C.E. PALIERO (diretto da), Trattato teorico-pratico di diritto penale, Giappichelli, Torino, 2012, limitatamente agli argomenti indicati nel programma (pagg. 1-454) Programma da 3 CFU: B. DEIDDA – A. GARGANI (a cura di), Reati contro la salute e la dignità dei lavoratori, in F.C. PALAZZO – C.E. PALIERO (diretto da), Trattato teorico-pratico di diritto penale, Giappichelli, Torino, 2012, limitatamente agli argomenti indicati nel programma (pagg. 1-234)
Codice insegnamento 2134
Diritto Privato delle Nuove Tecnologie3° anno · 9 CFU · 0 file
Il corso si propone di fornire allo studente una solida conoscenza dei principi e degli istituti del diritto privato applicati ai fenomeni della trasformazione digitale e dell'innovazione tecnologica. Attraverso lo…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
Il corso si propone di fornire allo studente una solida conoscenza dei principi e degli istituti del diritto privato applicati ai fenomeni della trasformazione digitale e dell'innovazione tecnologica. Attraverso lo studio della disciplina civilistica delle nuove tecnologie, l'insegnamento approfondisce le principali problematiche giuridiche connesse ai rapporti tra persone, imprese e piattaforme digitali, con particolare attenzione alla tutela del consumatore, alla protezione dei dati personali, alla responsabilità delle piattaforme online, alla regolazione dei mercati digitali e alle applicazioni dell'intelligenza artificiale, della blockchain e degli smart contract. Il corso intende fornire gli strumenti giuridici e metodologici necessari per comprendere l'evoluzione del diritto privato nell'ambiente digitale e le principali sfide poste dall'innovazione tecnologica.
Al termine dell'insegnamento lo studente/la studentessa avrà acquisito:
la conoscenza dei principali istituti del diritto privato applicati ai fenomeni digitali e alle nuove tecnologie, con particolare riferimento alla disciplina del contratto, della responsabilità civile, dei beni e dei diritti della persona nell'ambiente digitale;
la conoscenza dei principi e delle regole giuridiche che disciplinano le piattaforme digitali, la protezione dei dati personali, l'intelligenza artificiale e le tecnologie basate su registri distribuiti;
la capacità di comprendere il quadro normativo europeo e nazionale relativo alla trasformazione digitale, con particolare riferimento alle principali discipline di settore (GDPR, DSA, DMA, AI Act e Data Act) e alle problematiche giuridiche poste dall'innovazione tecnologica.
Al termine dell'insegnamento lo studente/la studentessa sarà in grado di:
utilizzare in modo consapevole le fonti normative, giurisprudenziali e dottrinali rilevanti per analizzare e interpretare questioni giuridiche relative al diritto digitale;
applicare gli istituti del diritto privato delle nuove tecnologie all'analisi di casi concreti, individuando soluzioni coerenti attraverso il confronto con la disciplina normativa, gli orientamenti giurisprudenziali e i provvedimenti delle Autorità di regolazione.
Autonomia di giudizio. Al termine dell'insegnamento lo studente/la studentessa sarà in grado di elaborare valutazioni autonome e critiche sulle principali problematiche del diritto privato delle nuove tecnologie, attraverso l'analisi di casi concreti, orientamenti giurisprudenziali e provvedimenti delle Autorità di regolazione, con particolare riferimento alla tutela dei dati personali, alla responsabilità algoritmica, ai contratti digitali e alla regolazione delle piattaforme.
Abilità comunicative Alla fine del corso lo studente/la studentessa sarà in grado di comunicare con chiarezza e proprietà di linguaggio i principi, gli istituti e le principali problematiche del diritto privato delle nuove tecnologie, utilizzando un lessico tecnico-giuridico appropriato e adattando l'esposizione a interlocutori specialisti e non specialisti.
Capacità di apprendere in modo autonomo Alla fine del corso lo studente/la studentessa avrà acquisito gli strumenti metodologici necessari per aggiornare autonomamente le proprie conoscenze attraverso la consultazione delle fonti normative, giurisprudenziali e dottrinali e per proseguire lo studio delle evoluzioni del diritto privato delle nuove tecnologie, caratterizzato da una continua trasformazione normativa e interpretativa.
Programma
Modulo da 9 CFU – Disciplina giuridica delle nuove tecnologie. Il corso approfondisce i principali istituti del diritto privato applicati all'ambiente digitale e alle nuove tecnologie.
Fondamenti del diritto privato digitale: diritti digitali e cyberspazio; documenti, identità e contrattazione digitale; tutela del consumatore e rapporti contrattuali sulle piattaforme digitali.
Piattaforme, dati e mercato digitale: responsabilità delle piattaforme digitali; regolazione del mercato digitale (DSA e DMA); protezione dei dati personali (GDPR).
Innovazione tecnologica e diritto privato: data economy e circolazione dei dati; Internet of Things (cenni); successione digitale; diritto d'autore nell'ambiente digitale (cenni); intelligenza artificiale; blockchain e smart contract (cenni). Modulo da 6 CFU – Fondamenti e responsabilità nel diritto digitale Il modulo esamina i principali profili del diritto privato digitale con particolare riguardo alla tutela del consumatore, alla responsabilità delle piattaforme e alla protezione dei dati personali.
Fondamenti del diritto privato digitale: diritti digitali; documenti e contrattazione digitale; tutela del consumatore sulle piattaforme digitali.
Piattaforme e protezione dei dati: responsabilità delle piattaforme digitali; regolazione del mercato digitale; protezione dei dati personali.
Dati e contenuti digitali (cenni): data economy; Internet of Things; diritto d'autore nell'ambiente digitale. Modulo da 3 CFU – Introduzione al diritto privato digitale Il modulo introduce i principali istituti del diritto privato applicati all'ambiente digitale.
Fondamenti del diritto privato digitale: diritti digitali; documenti e contrattazione digitale.
Piattaforme e protezione dei dati: responsabilità delle piattaforme digitali; regolazione del mercato digitale; protezione dei dati personali.
Modalità d'esame
Esame orale, volto ad accertare la conoscenza degli istituti trattati, la capacità di applicarli a fattispecie concrete e la capacità di esposizione con linguaggio tecnico-giuridico appropriato. Modalità di svolgimento: colloquio orale su almeno tre argomenti del programma, articolato in modo da coprire le diverse parti del corso. Non sono previste prove scritte, prove intermedie o pre-appelli. Criteri di valutazione Il voto finale è attribuito in trentesimi. L'esame si intende superato con una votazione pari o superiore a 18/30. La valutazione complessiva tiene conto del livello di conoscenza e comprensione degli istituti oggetto dell'insegnamento, della capacità di applicare le conoscenze acquisite all'analisi di questioni giuridiche concrete, dell'autonomia di giudizio, della capacità argomentativa e della padronanza del linguaggio tecnico-giuridico. Ai fini dell'attribuzione del voto finale si applicano i seguenti criteri: 18-20/30 (sufficiente): conoscenza essenziale degli argomenti del corso e capacità di esposizione complessivamente adeguata; 21-24/30 (discreto): conoscenza adeguata degli istituti e capacità di applicazione delle conoscenze acquisite a problematiche giuridiche semplici; 25-27/30 (buono): buona conoscenza della disciplina, capacità di collegamento tra gli istituti e adeguata autonomia nell'analisi delle questioni giuridiche; 28-29/30 (ottimo): conoscenza approfondita degli argomenti, capacità critica e argomentativa e piena padronanza del linguaggio tecnico-giuridico; 30/30 e lode (eccellente): piena padronanza della materia, elevata capacità di analisi critica, autonomia di giudizio e particolare efficacia nell'argomentazione e nell'esposizione. La lode può essere attribuita agli studenti che dimostrino una preparazione eccellente, caratterizzata da approfondita conoscenza degli istituti, capacità critica, autonomia di giudizio e particolarmente sviluppate capacità argomentative ed espositive.
Testi di riferimento
Modulo da 9 CFU – Disciplina giuridica delle nuove tecnologie E. Battelli (a cura di), Diritto privato digitale, Giappichelli, 2024. Lo studio del volume è richiesto integralmente, con particolare riferimento ai temi relativi ai diritti digitali, alla contrattazione online, alla tutela del consumatore digitale, alla responsabilità delle piattaforme, alla protezione dei dati personali, alla regolazione dei mercati digitali, all'intelligenza artificiale, alla blockchain e agli smart contract.
Modulo da 6 CFU – Fondamenti e responsabilità nel diritto digitale E. Battelli (a cura di), Diritto privato digitale, Giappichelli, 2024. Lo studio è limitato alle parti relative ai fondamenti del diritto privato digitale, alla contrattazione online, alla tutela del consumatore digitale, alla responsabilità delle piattaforme, alla regolazione del mercato digitale e alla protezione dei dati personali.
Modulo da 3 CFU – Introduzione al diritto privato digitale E. Battelli (a cura di), Diritto privato digitale, Giappichelli, 2024. Lo studio è limitato alle parti introduttive relative ai principi del diritto privato digitale, ai diritti digitali, ai contratti online, alla responsabilità delle piattaforme e ai principi fondamentali della protezione dei dati personali.
Codice insegnamento 68999
Diritto Processuale Penale Minorile3° anno · 9 CFU · 0 file
Comprendere lo sviluppo dinamico del rito minorile e degli strumenti di diversion tesi al recupero e all’educazione del minore deviante. Il corso di Diritto processuale penale minorile si propone di offrire un quadro…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
Comprendere lo sviluppo dinamico del rito minorile e degli strumenti di diversion tesi al recupero e all’educazione del minore deviante.
Il corso di Diritto processuale penale minorile si propone di offrire un quadro generale riguardante le risposte del sistema giustizia nei confronti dei minorenni autori di reato. Muovendo dalla disamina delle problematiche legate alla devianza minorile, all’imputabilità e alle risorse del sistema penale (talora ambigue, perché equivalenti a quelle previste per gli adulti), si analizzano i percorsi processuali e, in particolare, gli interventi di diversion che meglio rispondono all’esigenze di recupero del minorenne deviante quale obiettivo primario del rito minorile.
Lo studio individuale, la frequenza e la partecipazione alle attività seminariali consentono agli studenti di osservare direttamente il funzionamento del processo penale minorile e di mettere in pratica le conoscenze teoriche acquisite. Al termine dell’insegnamento, lo studente avrà maturato le competenze necessarie sia per affrontare l'esame finale che per l'attività professionale futura.
Autonomia di giudizio: Gli studenti dovranno essere in grado di leggere ed esaminare criticamente, con autonomia di giudizio, articoli scientifici e testi di sentenze delle Corti di merito, di legittimità e della Corte costituzionale, oltre che delle Corti sovranazionali. Abilità comunicative: Gli studenti dovranno acquisire un linguaggio tecnico giuridico appropriato ed utilizzarlo per esprimersi in modo corretto, trasmettendo le conoscenze apprese in modo chiaro ed efficace. Capacità di apprendere: Gli studenti dovranno acquisire la capacità di affinare ed approfondire le proprie conoscenze, proseguendo in modo autonomo nello studio e nell'aggiornamento delle competenze.
Programma
Programma (9 crediti): Parte generale: I. La disciplina sovranazionale. II. I principi costituzionali. III. Evoluzione e caratteri fondanti del sistema. IV. Organi e soggetti pubblici. V. I soggetti e le parti private. VI. Le misure precautelari. VII. Le misure cautelari. VIII. Le indagini preliminari e l’udienza preliminare. IX. Il dibattimento e le impugnazioni. X. I riti speciali. XI. Le strategie di diversion. Parte speciale: Dalla legge delega ai pilastri normativi dell’ordinamento penitenziario minorile. L’esecuzione della pena extra moenia: le misure penali di comunità. L’esecuzione delle pene detentive e delle misure penali di comunità. I canali di comunicazione con il mondo esterno: l’istruzione, la formazione professionale, il lavoro, la custodia attenuata e la dimissione. il diritto all’”affettività” del minorenne detenuto. I modulo (6 crediti): parte generale I. La disciplina sovranazionale. II. I principi costituzionali. III. Evoluzione e caratteri fondanti del sistema. IV. Organi e soggetti pubblici. V. I soggetti e le parti private. VI. Le misure precautelari. VII. Le misure cautelari. VIII. Le indagini preliminari e l’udienza preliminare. IX. Il dibattimento e le impugnazioni. X. I riti speciali. XI. Le strategie di diversion. II modulo (3 crediti) Dalla legge delega ai pilastri normativi dell’ordinamento penitenziario minorile. L’esecuzione della pena extra moenia: le misure penali di comunità. L’esecuzione delle pene detentive e delle misure penali di comunità. I canali di comunicazione con il mondo esterno: l’istruzione, la formazione professionale, il lavoro, la custodia attenuata e la dimissione. il diritto all’”affettività” del minorenne detenuto.
Modalità d'esame
L'esame si svolgerà in forma esclusivamente orale e si articolerà attraverso domande tese ad accertare sia l'acquisizione delle necessarie conoscenze teoriche, sia la capacità di applicare queste ultime a fronte di situazioni concrete di cui si potrà richiedere, o proporre, un'esemplificazione. Ai fini della valutazione si terrà adeguato conto della capacità dello studente di esprimersi attraverso un linguaggio tecnico corretto.
Testi di riferimento
Esame da 9 crediti: Parte generale: AA.VV., Procedura penale minorile, quinta edizione, a cura di M. BARGIS, Giappichelli, Torino, 2024, limitatamente alle pp. 1-314. Parte speciale: AA.VV., La nuova disciplina penitenziaria, a cura di M. COLAMUSSI, Giappichelli, Torino, 2020, limitatamente alla prima parte (“Il primo ordinamento penitenziario minorile”) e precisamente i seguenti capitoli: II-III- IV-VI-VII, corrispondenti alle pp. 19-71; pp. 141-175. Esame da 6 crediti: AA.VV., Procedura penale minorile, quinta edizione, a cura di M. BARGIS, Giappichelli, Torino, 2024, limitatamente alle pp. 1-314. Esame da 3 crediti: AA.VV., La nuova disciplina penitenziaria, a cura di M. COLAMUSSI, Giappichelli, Torino, 2020, limitatamente alla prima parte (“Il primo ordinamento penitenziario minorile”) e precisamente i seguenti capitoli: II-III-IV-VI-VII, corrispondenti alle pp. 19-71; pp. 141-175.
Codice insegnamento 61186
Diritto Processuale del Lavoro3° anno · 9 CFU · 0 file
L'insegnamento è finalizzato all'apprendimento degli istituti del diritto processuale del lavoro e delle specifiche caratteristiche che contraddistinguono il rito lavoristico con l'obiettivo di fornire allo studente…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
L'insegnamento è finalizzato all'apprendimento degli istituti del diritto processuale del lavoro e delle specifiche caratteristiche che contraddistinguono il rito lavoristico con l'obiettivo di fornire allo studente una maggiore e più qualificata preparazione che completi e arricchisca il suo percorso di studi
Al termine dell'insegnamento lo studente acquisirà una specifica conoscenza delle forme di tutela giurisdizionale dei diritti inerenti al rapporto di lavoro nonché dei principi e delle regole che governano il rito speciale
Lo studente acquisirà gli strumenti necessari per inquadrare gli argomenti trattati e affrontare le principali questioni interpretative sollevate dalla disciplina positiva del rito del lavoro, conseguendo capacità di ragionamento e di collegamento tra le conoscenze teoriche apprese e la loro applicazione pratica
Autonomia di giudizio attraverso le lezioni frontali, il confronto con il docente e lo studio individuale, lo studente conseguirà un metodo per apprendere e analizzare i testi normativi, sviluppando la capacità di svolgere riflessioni critiche e trovare soluzioni in relazione ai problemi e alle questioni maggiormente controverse
Abilità comunicative lo studente acquisirà padronanza del linguaggio tecnico-giuridico così da essere in grado di esporre con chiarezza le nozioni e i concetti appresi
Capacità di apprendere in modo autonomo Gli studenti acquisiranno una conoscenza dei principi e degli istituti del diritto processuale del lavoro, la capacità di orientarsi all'interno del rito e di interpretare le norme che lo disciplinano, riuscendo a risolvere le questioni giuridiche che più comunemente si pongono nella pratica professionale . La capacità di apprendimento sarà verificata attraverso lo scambio comunicativo all'interno delle lezioni, i colloqui individuali e la prova finale d'esame.
Programma
L'ambito di applicazione del rito del lavoro. La giurisdizione e la competenza del giudice del lavoro. il processo di primo grado. Gli atti introduttivi. Il decreto di fissazione dell'udienza. L'intervento volontario. L'udienza di discussione. la fase istruttoria. i poteri istruttori del giudice del lavoro. I mezzi di prova. Le ordinanze di pagamento dii somme. L'incompetenza del giudice. la pronuncia della sentenza. L'esecutorietà della sentenza. I mezzi di impugnazione. Le controversie in materia di previdenza e assistenza obbligatorie. Il procedimento di repressione della condotta antisindacale. La tutela contro le discriminazioni. Le controversie in materia di impugnazione dei licenziamenti. Le misure cautelari. I percorsi conciliativi. La negoziazione assistita in materia di lavoro. L'arbitrato.
Modalità d'esame
La verifica dell'apprendimento avverrà attraverso un esame in forma orale. La valutazione sarà complessiva ed espressa in trentesimi.
Testi di riferimento
G. Trisorio Liuzzi - D. Dalfino, Manuale del processo del lavoro, 2a ed., Cacucci, Bari, 2023
Codice insegnamento 2192
Diritto Pubblico Anglo-Americano3° anno · 9 CFU · 0 file
Il corso ha l’obiettivo di fornire gli strumenti per l’approfondimento e l’analisi critica dei principi del costituzionalismo contemporaneo, attraverso lo studio, in chiave comparata, dei processi evolutivi e degli…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
Il corso ha l’obiettivo di fornire gli strumenti per l’approfondimento e l’analisi critica dei principi del costituzionalismo contemporaneo, attraverso lo studio, in chiave comparata, dei processi evolutivi e degli istituti del modello di common law e del diritto pubblico angloamericano. A tal fine, il corso fornirà conoscenze relative alle origini, all’evoluzione e alle caratteristiche della famiglia giuridica di common law, con particolare riferimento agli ordinamenti costituzionali britannico e statunitense. I temi saranno trattati attraverso il metodo comparativo, proponendone il costante confronto con le soluzioni adottate sia nei diversi ordinamenti della stessa famiglia di common law che nella famiglia di civil law. Alla fine del corso, la capacità degli studenti di valutare con spirito critico non solo le specificità degli ordinamenti esaminati ma anche le comuni radici del costituzionalismo, così come le sfide che i sistemi costituzionali che i sistemi costituzionali contemporanei sono chiamati ad affrontare
Apprendimento dei contenuti tecnici della materia in senso sincronico e diacronico. Apprendimento e comprensione del linguaggio giuridico comparativo con riguardo specifico alla famiglia del common law
Apprendimento dei metodi di analisi e ricerca e capacità di applicazione di tali metodologie nel contesto della common law e del diritto pubblico angloamericano
Autonomia di giudizio Capacità di analisi, contestualizzazione, valutazione delle dinamiche e risoluzione delle problematiche giuridiche nell’evoluzione del modello di common law e del diritto pubblico angloamericano.
Abilità comunicative Apprendimento del lessico specifico della materia e delle metodologie di contestualizzazione linguistica nella traduzione.
Capacità di apprendere in modo autonomo Qualificazione epistemologica del contesto giuridico di common law e del diritto pubblico anglo americano. Le nozioni apprese consentiranno un continuo e proficuo aggiornamento, anche in autonomia.
Programma
Programma da 9 crediti: Modulo 1. Il modello di common law: famiglie giuridiche, evoluzione istituzionale e culturale del modello anglo americano. Le Corti regie; le forms of action; i writs; l’equity; il principio del precedente vincolante. Modulo 2. Il Regno Unito: evoluzione storica costituzionale; la Costituzione; le libertà fondamentali; il Parlamento, l’Esecutivo, la Monarchia e la forma di governo; le Corti; la devolution e la questione dell’indipendenza scozzese; il Regno Unito nell’Unione Europea e la Brexit. Modulo 3. Gli Stati Uniti: evoluzione storica costituzionale; la Costituzione; il Presidente, il Congresso e la forma di governo; il federalismo; il sistema giudiziario e la Corte suprema; il judicial review of legislation; le libertà fondamentali. Programma da 6 crediti: Uno dei seguenti programmi: Modulo 1+ un modulo a scelta fra il 2 ed il 3 Programma da 3 crediti: Un modulo a scelta tra 1 e 2 e 3
Modalità d'esame
Esame orale. È prevista una verifica intermedia facoltativa su parti del programma svolte a lezione.
Testi di riferimento
Modulo 1:. U. Mattei, Il modello di common law, Torino, Giappichelli, ultima edizione disponibile, limitatamente ai capitoli: I, II (Introduzione e sezione prima), III (par. 1), V (par. 1-4) e VI. Modulo 2: A. Torre, Regno Unito, Bologna, il Mulino, ultima edizione disponibile, limitatamente ai capitoli: II, III; IV, V, VI, VII, VIII, IX Modulo 3: C. Bassu, M. Betzu, F. Clementi, G. Coinu, Diritto Costituzionale degli Stati Uniti d’America), Giappichelli, Ultima edizione disponibile.
Codice insegnamento 40957
Diritto Pubblico Romano3° anno · 9 CFU · 0 file
Il corso intende fornire agli studenti un quadro analitico dello svolgimento storico dell’esperienza del diritto in Roma antica, con riguardo alle trasformazioni interne dell’ordinamento giuridico nel corso di tredici…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
Il corso intende fornire agli studenti un quadro analitico dello svolgimento storico dell’esperienza del diritto in Roma antica, con riguardo alle trasformazioni interne dell’ordinamento giuridico nel corso di tredici secoli. L’obiettivo principale del corso è di far acquisire la piena conoscenza dei processi sociali, politico-economici e militari che caratterizzano il diritto pubblico romano. Gli studenti dovranno essere in grado di comprendere e valutare in maniera autonoma e matura una serie di profili storici, nonché i fattori che hanno condotto, attraverso i secoli, alla genesi e allo sviluppo degli ordinamenti giuridici che fondano la propria identità sul diritto romano.
Conoscenza e capacità di comprensione dell’esperienza giuridica romana in senso storico.
Conoscenza e capacità di comprensione applicate all’analisi dei testi della letteratura giurisprudenziale romana contenenti casi e problemi.
Autonomia di giudizio: Al termine della preparazione lo studente dovrà dimostrare di aver sviluppato senso critico circa lo svolgimento e la rilevanza dei fenomeni storici.
Abilità comunicative: Al termine della preparazione lo studente dovrà dimostrare di aver acquisito padronanza del vocabolario tecnico per una appropriata comunicazione dei concetti giuridici, sia orale che scritta, e per affrontare l’esperienza della ricerca.
Capacità di apprendere in modo autonomo: Al termine della preparazione lo studente dovrà dimostrare di aver maturato capacità di comprendere e mettere a sistema nozioni, eventi storici, metodologie del pensiero giuridico antico e consapevolezza dei fondamenti della tradizione giuridica europea.
Programma
Programma del corso: 3 CFU La fondazione di Roma e gli organi cittadini in età monarchica. La formazione dell’assetto costituzionale repubblicano. La progressiva stabilizzazione durante il V e IV secolo a.C. Il regime costituzionale tra il 287 e il 133 a.C. I magistrati. Il senato. Le assemblee popolari. I collegi sacerdotali. La crisi della costituzione repubblicana. Il principato. La burocrazia imperiale. I modi dell’amministrazione. La crisi del principato. Fonti del diritto. La consuetudine. 6 CFU Programma da 3 CFU più: La crisi del sistema. Diocleziano. Costantino. Teodosio. Le codificazioni. Iura et leges. Il ius puniendi. La iurisdictio. La repressione criminale. La sovranità. Le quaestiones perpetuae. La cognitio extra ordinem. La maiestas populi romani. Organizzazione del territorio. 9 CFU Programma da 6 CFU più: Il senatoconsulto Silaniano: cronologia e testo. L’individuazione dei colpevoli. La familia e il servus. Il dominus e l’auctor criminis. Crimen maiestatis in età neroniana. Il caso di Trasea Peto. Non sono previsti programmi specifici di insegnamento per gli studenti Erasmus.
Modalità d'esame
Lo studente viene sottoposto a una verifica dell’apprendimento articolata in tradizionali domande poste in modo da accertare l’effettiva acquisizione delle conoscenze e abilità descritte.
Testi di riferimento
Per 3 CFU: A. Petrucci, Fondamenti romanistici di diritto pubblico, Torino 2022. In particolare le pagine 1-83 Per 6 CFU: A. Petrucci, Fondamenti romanistici di diritto pubblico, Torino 2022. In particolare le pagine 83-162. Per 9 CFU: A. Petrucci, Fondamenti romanistici di diritto pubblico, Torino 2022. In particolare le pagine indicate per conseguire 3 e 6 CFU. D.V. Piacente, Lo schiavo nella disciplina del senatoconsulto Silaniano, Bari 2018. In particolare le pagine 14-38, 63-82, 97-123. Y. Gonzalez Roldan, Crimen maiestatis in età neroniana. Il caso di Trasea Peto in Bollettino di Studi Latini, v. 52.1, 2022, pp. 42-68. Il PDF può essere richiesto al docente via email: [email protected]
Codice insegnamento 2212
Diritto Urbanistico3° anno · 9 CFU · 0 file
L’insegnamento mira a illustrare in forma interattiva gli istituti giuridici convenzionalmente ricompresi nella formula “governo del territorio” con un approccio volto a valorizzare la rielaborazione di concetti, il…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
L’insegnamento mira a illustrare in forma interattiva gli istituti giuridici convenzionalmente ricompresi nella formula “governo del territorio” con un approccio volto a valorizzare la rielaborazione di concetti, il collegamento logico tra gli stessi, lo sviluppo di capacità critiche, in modo da consentire l’acquisizione di metodologie e contenuti professionalizzanti necessari e utili anche per l’accesso al mondo del lavoro.
Gli studenti saranno in grado di ricercare liberamente modalità di approccio alla disciplina incentrate sui concetti essenziali e sulle problematiche sottese, nonché sul collegamento logico-giuridico degli istituti di diritto del “governo del territorio”, coltivando capacità di lettura e comprensione dei contenuti del materiale didattico. In particolare, saranno in grado di conoscere e comprendere i principi generali della “materia” ed il regime delle competenze legislative e amministrative; le dinamiche giuridiche della pianificazione urbanistica, generale e attuativa, anche in rapporto a quella paesaggistica e ai diversi piani a incidenza territoriale, senza trascurare profili di tutela ambientale; gli strumenti giuridici e le questioni sottese alla rigenerazione urbana; la disciplina aggiornata del regime dei titoli edilizi in relazione alle diverse tipologie di intervento; i regimi sanzionatori, la sanatoria e i condoni edilizi; gli espropri.
Gli studenti acquisiranno competenze giuridiche sul piano del metodo e della ricerca delle fonti legislative e giurisprudenziali a fronte di questioni applicative, così da sviluppare adeguate capacità di problem solving. Al termine di un proficuo percorso formativo, saranno in grado di comprendere le modalità di funzionamento degli istituti di pianificazione urbanistica e di intervento sul territorio, di leggere e interpretare le norme pertinenti, di comprendere problematiche applicative e modalità di soluzione individuate dalla dottrina e dalla giurisprudenza.
Autonomia di giudizio Gli studenti saranno in grado di valutare la disciplina attuale degli istituti giuridici di tutela, pianificazione, gestione e valorizzazione del territorio e svilupperanno attitudine alla rielaborazione autonoma dei concetti oggetto di studio.
Abilità comunicative Gli studenti acquisiranno precisione terminologica e appropriata capacità di linguaggio, essenziali per comprendere e risolvere temi e questioni inerenti al diritto urbanistico e ai settori giuridici contermini.
Capacità di apprendere in modo autonomo Gli studenti matureranno una conoscenza di base completa della materia oggetto dell’insegnamento e saranno in grado di coglierne i profili evolutivi nel quadro di riferimento normativo e giurisprudenziale. Le nozioni apprese consentiranno agli studenti un continuo e proficuo aggiornamento, anche in autonomia.
Programma
Modulo da 6 CFU: Profili generali e disciplina di settore: “Urbanistica” e “governo del territorio”: disciplina costituzionale, normativa vigente e indirizzi giurisprudenziali Le tecniche giuridiche di governo del territorio La pianificazione urbanistica generale Gli strumenti di pianificazione attuativa L’evoluzione dai piani di recupero ai programmi di rigenerazione urbana Il problema giuridico del consumo di suolo Le tipologie di interventi edilizi e il regime dei titoli abilitativi edilizi Regime sanzionatorio in materia edilizia, sanatoria e condoni edilizi L’espropriazione per motivi di interesse generale Dall’espropriazione “indiretta” al provvedimento di acquisizione “sanante” Modulo da 3 CFU: I rapporti tra gli strumenti di pianificazione a incidenza territoriale Urbanistica, paesaggio, ambiente: inquadramento concettuale Il paesaggio nella disciplina costituzionale La tutela del paesaggio nel “Codice Urbani”. In particolare: il piano paesaggistico e il suo rapporto con gli altri strumenti di pianificazione La tutela dell’ambiente nella gerarchia delle fonti I procedimenti di valutazione in materia ambientale. In particolare: la v.i.a. e la v.a.s.
Modalità d'esame
Esame orale. È prevista una verifica intermedia facoltativa su parti del programma. Criteri di valutazione:
Conoscenza e capacità di comprensione Grado di conoscenza e comprensione dimostrato rispetto a tematiche indicate nel programma.
Conoscenza e capacità di comprensione applicate Acquisizione di competenze rilevanti sul piano del metodo, dei contenuti disciplinari di base, della ricerca delle fonti legislative e giurisprudenziali a fronte della prospettazione di questioni giuridiche applicative.
Autonomia di giudizio Capacità di elaborare concetti e risolvere in modo autonomo questioni inerenti al diritto urbanistico.
Abilità comunicative Padronanza del linguaggio giuridico e capacità di esporre in modo esaustivo, anche mediante il ricorso a esemplificazioni e collegamenti, la disciplina degli istituti.
Capacità di apprendere Le capacità di apprendimento saranno verificate alla luce dei testi di riferimento indicati in relazione al programma e in considerazione della comprensione delle fonti più rilevanti per lo studio della disciplina. Voto espresso in trentesimi. Per l’attribuzione del voto finale si considererà la valutazione ottenuta all’esito della verifica intermedia facoltativa, ove accettata. Ai fini della valutazione in trentesimi si terrà conto del livello di preparazione raggiunto alla stregua dei richiamati criteri e, in coerenza con i risultati di apprendimento attesi, i diversi livelli di preparazione porteranno a diversi giudizi: eccellente (30/30 e lode), ottimo (28/29), buono (25/27), discreto (21/24), sufficiente (18/20). L’attribuzione della lode presuppone il giudizio unanime della commissione d’esame.
Testi di riferimento
Modulo da 6 CFU: P. Stella Richter, Diritto urbanistico. Manuale breve, Milano, GFL, 2022, 7^ ed.; oppure F. Salvia - C. Bevilacqua - N. Gullo, Manuale di diritto urbanistico, Padova, Wolters Kluwer Cedam, 2021, 4^ ed., pt. I-III. Modulo da 3 CFU: F. Salvia - C. Bevilacqua - N. Gullo, Manuale di diritto urbanistico, Padova, Wolters Kluwer Cedam, 2021, 4^ ed., pt. IV. Letture consigliate per approfondimenti: F.G. Scoca - P. Stella Richter - P. Urbani (a cura di), Trattato di diritto del territorio, Torino, Giappichelli, 2018; P. Stella Richter, Profili funzionali dell’urbanistica, Napoli, Editoriale Scientifica, 2016.
Codice insegnamento 12847
Diritto amministrativo I3° anno · 9 CFU · 0 file
Diritto commerciale II3° anno · 9 CFU · 0 file
Diritto degli Enti Ecclesiastici3° anno · 9 CFU · 0 file
Attraverso l’approfondimento del diritto degli enti ecclesiastici il corso intende fornire ai laureati una formazione specifica nel settore del diritto delle religioni, tenendo conto dell’incidenza del fattore…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
Attraverso l’approfondimento del diritto degli enti ecclesiastici il corso intende fornire ai laureati una formazione specifica nel settore del diritto delle religioni, tenendo conto dell’incidenza del fattore religioso nella vita quotidiana e nell’ambito giuridico. In particolare, lo studio ha quale obiettivo di riscoprire l’utilità delle attività imprenditoriali svolte dagli enti ecclesiastici anche alla luce della riforma del Terzo settore al fine di acquisire la piena capacità di analisi e di consapevolezza dei risvolti tecnico-giuridici, culturali e pratici per lo svolgimento di attività professionali presso amministrazioni e imprese a carattere confessionale. Per questa ragione, il corso verterà sullo studio dell’attività di gestione di impresa da parte delle confessioni religiose e dell’ente ecclesiastico imprenditore, anche alla luce della sostenibilità ambientale.
Il corso permetterà di conoscere e comprendere le norme e i principi fondamentali inerenti la disciplina del fenomeno religioso sia con riguardo all’ordinamento statuale sia a livello europeo con particolare attenzione alla gestione giuridico-economica degli enti ecclesiastici
Al termine del corso lo studente sarà in grado di orientarsi con senso critico nelle questioni giuridiche aventi implicazioni col fenomeno religioso con particolare riguardo all’ente ecclesiastico imprenditore.
Autonomia di giudizio: Il corso permetterà di acquisire un’autonomia di giudizio nell’analisi dei fenomeni religiosamente sensibili con particolare riguardo al diritto degli enti ecclesiastici
Abilità comunicative: Il corso consentirà di possedere l’abilità necessaria al fine di orientarsi con un approccio critico ed autonomo a questioni giuridico-economiche degli enti ecclesiastici.
Capacità di apprendere: Il corso consentirà allo studente di acquisire la capacità di comprensione del fenomeno religioso anche con esempi concreti riguardanti singole fattispecie giuridiche in prospettiva confessionale ed ecclesiasticistica..
Programma
Ordinamento statale e ordinamenti confessionali. Il fattore religioso nella della Costituzione italiana. La libertà religiosa individuale e collettiva: contenuti e limiti. Art. 20 della Costituzione. Enti ecclesiastici e disciplina giuridica. Attività degli enti ecclesiastici. Enti ecclesiastici e Terzo settore. Ai frequentanti sarà distribuito materiale dottrinale e giurisprudenziale su argomenti specifici trattati a lezione anche attraverso eventuali seminari e strumenti multimediali.
Modalità d'esame
La verifica dell’apprendimento si svolgerà attraverso l’esame orale. Ai frequentanti (che abbiano seguito almeno la metà del corso) verrà proposta una verifica scritta intermedia facoltativa su uno degli argomenti trattati a lezione. Conoscenze e abilità previste saranno verificate con un esame finale che si svolgerà in forma orale attraverso almeno tre domande tese a valutare la conoscenza di argomenti generali ed anche più specifici concernenti il programma del corso. La valutazione sarà espressa attraverso un voto in trentesimi. Gli studenti frequentanti che abbiano effettuato la verifica intermedia mediante prova scritta, discuteranno con la docente i risultati di suddetta prova in sede di esame orale.
Testi di riferimento
ESAME DA 9 CFU: G. DALLA TORRE, Lezioni di diritto ecclesiastico, Torino, Giappichelli, ultima edizione (capitolo sugli enti ecclesiastici, pp. 187-225) e A. GUARINO, Enti religiosi e riforma del non profit, Napoli, Jovene, 2020. ESAME DA 6 CFU (pp. G. DALLA TORRE, Lezioni di diritto ecclesiastico, Torino, Giappichelli, ultima edizione (capitolo sugli enti ecclesiastici, pp. 187-225) e A. GUARINO, Enti religiosi e riforma del non profit, Napoli, Jovene, 2020 (pp. 33-102). ESAME DA 3 CFU: G. DALLA TORRE, Lezioni di diritto ecclesiastico, Torino, Giappichelli, ultima edizione (capitolo sugli enti ecclesiastici, pp. 187-225) e A. GUARINO, Enti religiosi e riforma del non profit, Napoli, Jovene, 2020 (pp. 89-102). In ogni caso è imprescindibile l’ausilio di P. MONETA (a cura di), Codice di diritto ecclesiastico, La Tribuna, (edizione più recente)
Codice insegnamento 64149
Diritto dei Contratti Pubblici3° anno · 9 CFU · 0 file
L’obiettivo del corso, suddiviso in 2 moduli, è quello di fornire un quadro completo sull’attuale disciplina in materia di contratti pubblici, che è stata oggetto di un'importante opera di riorganizzazione sistematica…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
L’obiettivo del corso, suddiviso in 2 moduli, è quello di fornire un quadro completo sull’attuale disciplina in materia di contratti pubblici, che è stata oggetto di un'importante opera di riorganizzazione sistematica realizzata con il nuovo Codice dei contratti pubblici (d.lgs. n. 36/2023), che ha sostituito la normativa precedente (d. lgs. n. 50/2016) adottata in attuazione delle direttive dell'Unione europea e più volte modificato con i decreti legge nn. 32/2019 (c.d. “Sblocca Cantieri”, convertito in legge n. 55/2019), n. 76/2020 (convertito in legge n. 120/2020), e dal d.l. n. 77/2021 (conv. in l. n. 08/2021). Nel 1° modulo, partendo dall’analisi della genesi normativa, europea e nazionale, del nuovo Codice, verranno successivamente illustrati i principi fondamentali cui devono uniformarsi le stazioni appaltanti nell'affidamento di opere, forniture e servizi pubblici e le varie fasi attraverso cui si sviluppa la procedura di affidamento, anche diretti e sottosoglia. Particolare attenzione sarà dedicata a ciascuna delle fasi del ciclo di vita dei contratti pubblici, anche a partire dal confronto con il codice previgente e alla disciplina emergenziale, soffermandosi sulle regole che disciplinano i conflitti che possono sorgere nella fase dell'affidamento e dell’esecuzione del contratto e sui mezzi di tutela. Il 2° modulo del corso, invece, sarà diretto ad analizzare le concessioni pubbliche (e le forme di affidamento) e la disciplina del partenariato pubblico/privato nelle sue diverse forme. Lo studente, inoltre, dovrà essere in grado di approfondire autonomamente quanto imparato, al fine di utilizzare le conoscenze acquisite per raggiungere ulteriori risultati, a conferma di una maturata autonomia di giudizio anche nella eventuale soluzione di casi concreti.
Gli studenti acquisiranno la conoscenza di base e avanzata del diritto dei contratti pubblici e saranno in grado di comprendere la ratio della normativa e i collegamenti sistematici della normativa a livello nazionale ed europeo.
Gli studenti acquisiranno la conoscenza di base e avanzata del diritto dei contratti pubblici e saranno in grado di comprendere la ratio della normativa e i collegamenti sistematici della normativa a livello nazionale ed europeo.
Autonomia di giudizio Gli studenti acquisiranno la capacità di analisi e giudizio della legittimità e dell’opportunità dell’azione della Pubblica Amministrazione in materia di public procurement.
Abilità comunicative Gli studenti acquisiranno il linguaggio giuridico specifico e la capacità di esaminare la ratio e i caratteri principali degli istituti del diritto dei contratti pubblici.
Capacità di apprendere in modo autonomo Gli studenti acquisiranno la conoscenza generale necessaria per approfondire temi specifici della materia e collocarli all’interno del diritto amministrativo dei contratti pubblici.
Programma
MODULO I – I contratti pubblici: principi generali, regole delle fasi del ciclo di vita e rimedi (6 CFU). La normativa vigente: dal “vecchio codice” del 2016 al “nuovo codice” del 2023; il PNRR, la legge delega e le altre tappe della riforma degli appalti; la disciplina europea in materia di contratti pubblici; le norme di esecuzione. I principi generali: risultato, fiducia e accesso al mercato; gli altri principi e la digitalizzazione del ciclo vita dei contratti pubblici; programmazione e progettazione. I contratti di appalto: nozione, tipologie, oggetto; soglie di rilevanza europea. I soggetti e le procedure: stazioni appaltanti e operatori economici; requisiti di partecipazione generali e speciali; procedure di scelta del contraente e relativo svolgimento; criteri di selezione; anomalia dell’offerta; aggiudicazione. Gli affidamenti sottosoglia e quelli diretti; La fase dell'esecuzione del contratto. Il contenzioso ed i mezzi di tutela tra Codice degli appalti e Codice del processo amministrativo. MODULO II - Le concessioni pubbliche e il partenariato pubblico-privato (3 CFU). I contratti di concessione. Le diverse forme di partenariato pubblico-privato. Gli affidamenti in house.
Testi di riferimento
AA.VV., Manuale breve di diritto dei contratti pubblici (a cura di A. Meale), Pacini Editore, 2024; oppure ulteriori manuali a scelta dello studente purché aggiornati al nuovo codice dei contratti pubblici. Si consiglia di coniugare lo studio del manuale con la consultazione costante dei principali testi normativi, in versione aggiornata.
Codice insegnamento 63564
Diritto dei Mercati Finanziari e Dell'Innovazione Digitale3° anno · 9 CFU · 0 file
Il corso è finalizzato a fornire agli studenti nozioni di base sui mercati finanziari ed a sviluppare conoscenze aggiornate sulle innovazioni normative e tecnologiche (i.e. FinTech, Big Data, Intelligenza Artificiale,…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
Il corso è finalizzato a fornire agli studenti nozioni di base sui mercati finanziari ed a sviluppare conoscenze aggiornate sulle innovazioni normative e tecnologiche (i.e. FinTech, Big Data, Intelligenza Artificiale, Machine Learning, etc.) che stanno interessando, in particolare, la prestazione dei servizi finanziari, inquadrati in una dimensione sostenibile e digitale. Parte integrante del corso sarà il confronto con gli operatori del mondo della finanza e con rappresentanti di Autorità di vigilanza, Organismi, Associazioni di Categoria e Istituzioni finanziarie che, nell’ambito di seminari tematici di approfondimento, potranno fornire testimonianze dirette, tali da arricchire il bagaglio culturale degli studenti, anche in funzione di eventuali sbocchi professionali nel settore dei servizi finanziari.
Al termine dell’insegnamento gli studenti potranno essere in grado di comprendere:
l’architettura del sistema finanziario in ambito nazionale ed europeo;
le innovazioni a livello normativo, tecnologico e di sostenibilità.
Gli studenti potranno acquisire gli strumenti conoscitivi utili per valutare e descrivere le prospettive offerte:
dagli attuali corpi normativi, nonché dai relativi processi di definizione regolamentare o di revisione in corso;
dall’evoluzione dell’ecosistema FinTech;
dagli sviluppi in tema di sostenibilità e di Green FinTech;
dall’implementazione delle tecnologie emergenti (i.e. Big Data Analytics, Cloud Computing, Intelligenza Artificiale, Machine Learning, etc.) e dalle implicazioni per il sistema finanziario tradizionale, proiettato verso ecosistemi finanziari digitali più complessi.
Gli studenti potranno acquisire gli strumenti conoscitivi utili:
da “maneggiare” nella vita quotidiana, in qualità di attuali o potenziali investitori, ormai inseriti in misura crescente in un contesto digitale e sostenibile;
per intraprendere un percorso di ulteriore approfondimento delle tematiche affrontate nel corso delle lezioni e dei seminari;
proseguire la conoscenza del settore alla luce della relativa evoluzione, in funzione tanto di un lavoro finale in materia, quanto di nuovi sbocchi professionali sul mercato.
Programma
Il corso esamina l’evoluzione della disciplina dei mercati finanziari, interessata da diverse novità normative, europee e nazionali, nonché da processi di innovazione tecnologica (i.e. FinTech) e sostenibile che stanno ridisegnando il settore dei servizi finanziari. Programma da 9 CFU Il corso esamina la disciplina giuridica dei mercati finanziari, con particolare riferimento alle tematiche delle autorità di controllo, della ripartizione delle rispettive competenze nell’esercizio dell’attività di vigilanza, della prestazione dei servizi di investimento e della tutela degli investitori, inquadrate tutte in una duplice prospettiva, che tiene conto dell’attuale framework normativo e delle prospettive di regolazione connesse agli sviluppi delle innovazioni tecnologiche e della sostenibilità nel settore finanziario (i.e. FinTech e Green FinTech). Programma da 6 CFU Il modulo approfondisce le problematiche giuridiche relative alla vigilanza sui soggetti abilitati alla prestazione dei servizi di investimento, unitamente agli approcci di regolamentazione e supervisione adottati dalle Autorità inmateria di FinTech, a livello nazionale, europeo ed internazionale. Programma da 3 CFU Il modulo approfondisce le problematiche giuridiche relative sia alla prestazione dei servizi di investimento alla clientela, sia ai mezzi di tutela degli investitori nel rapporto con consulenti finanziari, banche ed imprese di investimento. Particolare attenzione sarà riservata alla tutela degli investitori nell’era FinTech, degli algoritmi, delle innovazioni tecnologiche (i.e. Big Data, Intelligenza Artificiale, Machine Learning, etc.) e della Green Finance, che per un verso stanno modificando velocemente le modalità di prestazione dei servizi di investimento, automatizzando e frammentando la catena di valore distributiva, per altro verso stanno attenzionando gli investitori su tematiche ESG, favorendo la canalizzazione degli investimenti verso obiettivi sostenibili.
Modalità d'esame
Esame finale orale Criteri di valutazione La valutazione finale terrà conto:
delle conoscenze acquisite nel corso delle lezioni, dei seminari di approfondimento e dello studio individuale;
del livello di approfondimento nello studio della materia;
della capacità: a) di interpretazione dei testi normativi; b) di argomentare le problematiche afferenti alle tematiche oggetto di studio; c) di relativa esposizione, anche a mezzo di collegamenti tra più istituti giuridici;
della correttezza della terminologia giuridica utilizzata. Criteri di misurazione dell'apprendimento e di attribuzione del voto finale La prova finale sarà valutata con voto o con idoneità, a seconda del corso di laurea e a discrezione dello studente. In entrambi i casi, il docente terrà conto di tutti i criteri di valutazione già indicati, tali da esprimere il livello di apprendimento della materia conseguito dallo studente. Il voto d’esame espresso in trentesimi, attesterà il livello di preparazione accertato; il livello di preparazione è valutato secondo la seguente graduazione: eccellente 30/30, ottimo 28/29, buono 25/27, discreto 21/24, sufficiente 18/20. L’attribuzione della lode presuppone l’unanimità dei consensi della commissione d’esame.
Testi di riferimento
Il programma delle lezioni potrà subire variazioni in relazione a specifici interessi degli studenti ed alle innovazioni normative attualmente in corso. La prova finale verterà: a) Per gli studenti frequentanti su:
MARIA-TERESA PARACAMPO (a cura di), FINTECH. Introduzione ai profili giuridici di un mercato unico tecnologico dei servizi finanziari, Vol. I, Giappichelli, 2° ed., 2021 (anche in versione digitale) [solo Capp. 1, 2, 3, 4 (Sez. I, II. III), 5 e 6]; e
argomenti trattati durante le lezioni. b) Per gli studenti non frequentanti: Programma da 9 CFU MICHELE DE MARI, Diritto delle Imprese e dei Servizi di Investimento, Cedam, Padova, 2023 [solo Capp. 1 (paragrafi 1 a 5), 2 (paragrafi 1, 2, 4, 5, 11, 12, 13, 14, 16), 3 (paragrafi 1, 2, 4, 5, 6)]; 4]; e MARIA-TERESA PARACAMPO (a cura di), FINTECH. Introduzione ai profili giuridici di un mercato unico tecnologico dei servizi finanziari, Vol. I, Giappichelli, 2° ed., 2021 (anche in versione digitale) [solo Capp. 1, 2, 3, 4 (Sez. I, II, III), 5 e 6]; Programma da 6 CFU MICHELE DE MARI, Diritto delle Imprese e dei Servizi di Investimento, Cedam, Padova, 2023 [solo capp. 1 (paragrafi 1 a 5), 4]; e MARIA-TERESA PARACAMPO (a cura di), FINTECH. Introduzione ai profili giuridici di un mercato unico tecnologico dei servizi finanziari, Vol. I, Giappichelli, 2° ed., 2021 (anche in versione digitale) [solo Capp. 1, 2, 4 (Sez. I, II, III)]; Programma da 3 CFU MICHELE DE MARI, Diritto delle Imprese e dei Servizi di Investimento, Cedam, Padova, 2023 [solo Capp. 2 (paragrafi 1, 2, 4, 5, 11, 12, 13, 14, 16), 3 (paragrafi 1, 2, 4, 5, 6)]; e MARIA-TERESA PARACAMPO (a cura di), FINTECH. Introduzione ai profili giuridici di un mercato unico tecnologico dei servizi finanziari, Vol. I, Giappichelli, 2° ed., 2021 (anche in versione digitale) [solo Capp. 4 (Sez. I, II, III), 5 e 6]. In considerazione della continua evoluzione normativa che caratterizza il corso in questione, il docente si riserva di indicare, previa modifica del presente programma, testi di riferimento di nuova pubblicazione. Per maggiori informazioni sul programma, si invitano gli studenti a contattare il docente via mail.
Codice insegnamento 64075
Diritto del Commercio Internazionale3° anno · 9 CFU · 0 file
Il corso intende fornire le nozioni del diritto del commercio internazionale. Le lezioni vertono principalmente sul quadro regolatorio delle relazioni economiche e finanziarie mondiali, dando risalto al ruolo del Fondo…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
Il corso intende fornire le nozioni del diritto del commercio internazionale. Le lezioni vertono principalmente sul quadro regolatorio delle relazioni economiche e finanziarie mondiali, dando risalto al ruolo del Fondo Monetario Internazionale e dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, nonché ai fenomeni di integrazione economica regionale più avanzata. Inoltre, il corso analizza le tutele sostanziali e processuali degli investimenti esteri diretti. Vengono anche esaminate le ricadute su obiettivi extraeconomici quali la tutela dell’ambiente, del lavoro, della sicurezza alimentare, della salute e dei diritti umani, e la realizzazione dello sviluppo sostenibile in generale.
Livello di approfondimento dei temi indicati nel programma; maturità critica acquisita; capacità di svolgere collegamenti tra i diversi istituti.
Inquadramento degli argomenti studiati e capacità di applicazione a casi pratici
Autonomia di giudizio Apporto critico individuale; qualificazione giuridica delle fattispecie alla luce delle norme vigenti. Analisi critica della giurisprudenza.
Abilità comunicative Capacità espositiva; terminologia tecnico-giuridica; precisione nel linguaggio.
Capacità di apprendere in modo autonomo: Individuazione del metodo di apprendimento più efficace; capacità argomentativa.
Programma
Programma del corso a) Gli accordi di Bretton Woods e l’ordine economico internazionale post-bellico. La nascita del GATT e le sue caratteristiche iniziali. Evoluzione normativa ed istituzionale del sistema. La creazione dell'OMC e il nuovo sistema del commercio internazionale. b) Struttura istituzionale, poteri e funzioni dell'OMC. La normativa di base per gli scambi di merci. Obiettivi, principi generali e regole fondamentali. La clausola della nazione più favorita. La clausola del trattamento nazionale. Il principio di reciprocità. Il divieto generale di restrizioni quantitative. Deroghe ed eccezioni alla normativa generale. Le “guerre tariffarie”. Il sistema di soluzione delle controversie commerciali tra Stati ed il suo funzionamento nel GATT e nell'OMC.
Modalità d'esame
Esame orale articolato in almeno due domande. Esso è superato conseguendo almeno 18/30, dove è previsto il voto in trentesimi. Tale soglia minima deve essere conseguita su ciascuna domanda. La lode è attribuita esclusivamente a seguito di un esame risultato eccellente nel merito e nella esposizione.
Testi di riferimento
Per il programma da 3 crediti: A. Mazzoni, M.C. Malaguti, Diritto del commercio internazionale, Giappichelli, Torino, 2019, capitoli I, II, IV-VI, VIII-X. Per il programma da 6 crediti: A. Mazzoni, M.C. Malaguti, Diritto del commercio internazionale, Giappichelli, Torino, 2019, capitoli I, II, III-VI, VIII-X. Per il programma da 9 crediti: A. Mazzoni, M.C. Malaguti, Diritto del commercio internazionale, Giappichelli, Torino, 2019, senza esclusioni.
Codice insegnamento 2002
Diritto del Lavoro Pubblico3° anno · 9 CFU · 0 file
Il corso intende illustrare gli istituti del diritto del lavoro e del diritto sindacale avvalendosi di un approccio critico e interattivo allo studio della materia, così da fornire le conoscenze di base della materia e…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
Il corso intende illustrare gli istituti del diritto del lavoro e del diritto sindacale avvalendosi di un approccio critico e interattivo allo studio della materia, così da fornire le conoscenze di base della materia e gli strumenti per la ricerca e la comprensione dei materiali normativi (legislazione e fonti dell’autonomia collettiva) e giurisprudenziali di riferimento, utili anche ad orientarsi autonomamente rispetto agli sviluppi futuri della disciplina, ad applicare le conoscenze teoriche acquisite nella soluzione delle questioni pratiche connesse con il rapporto di lavoro e, complessivamente, a facilitare l’accesso al lavoro.
Studenti e studentesse avranno un’adeguata conoscenza del complesso della disciplina e della sua evoluzione normativa e giurisprudenziale, delle categorie generali e delle nozioni fondamentali del diritto del lavoro nell’ambito del sistema giuslavoristico italiano e con riferimento al quadro normativo sovranazionale. In particolare, saranno in grado di conoscere e comprendere le principali questioni concernenti il contratto di lavoro subordinato e i più importanti istituti del diritto sindacale, maturando consapevolezza in ordine agli interessi e ai diritti tutelati e alle logiche che vi sono sottese, specie con riferimento ai principi costituzionali coinvolti.
Studenti e studentesse acquisiranno conoscenze disciplinari di base e competenze di ordine metodologico che consentiranno di ricercare autonomamente le fonti legislative e dell’autonomia collettiva nonché quelle giurisprudenziali, così da orientarsi nella comprensione e nella elaborazione di soluzioni rispetto ai problemi giuridici concernenti il funzionamento del mercato del lavoro e la gestione del lavoro e delle relazioni sindacali nelle organizzazioni complesse.
Studenti e studentesse acquisiranno la capacità valutare in via autonoma le questioni giuridiche concernenti l’instaurazione, lo svolgimento e la cessazione del rapporto di lavoro subordinato e riusciranno a riconoscere i diritti e gli interessi in gioco tenendo conto dei principi costituzionali implicati. Studenti e studentesse acquisiranno un’adeguata padronanza del linguaggio tecnico giuridico e la capacità di illustrare e argomentare gli aspetti significativi dei temi oggetto di studio. Studenti e studentesse svilupperanno abilità adeguate di apprendimento che consentiranno di orientarsi autonomamente rispetto agli sviluppi normativi e giurisprudenziali futuri e di aggiornare e approfondire lo studio in modo autonomo, anche per intraprendere successivi percorsi formativi di livello magistrale o di tipo professionale.
Programma
Rapporto individuale di lavoro
Le origini del diritto del lavoro: dalla legislazione sociale al Codice civile del 1942, al diritto del lavoro repubblicano, all’ordinamento europeo.
La nozione di lavoro subordinato. Le forme di lavoro prive del vincolo di subordinazione: collaborazioni coordinate e continuative e collaborazioni autonome. La disciplina della etero-organizzazione. Le prestazioni di lavoro occasionale.
La costituzione del rapporto di lavoro. Le fonti del regolamento contrattuale e lo svolgimento del rapporto di lavoro
Rapporto fra autonomia privata e norme imperative. I poteri organizzativi del datore di lavoro.
I diritti e gli obblighi del lavoratore.
La disciplina della retribuzione.
La tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori: ambiente di lavoro e durata della prestazione lavorativa.
Le garanzie dei diritti del lavoratore.
L’estinzione del rapporto di lavoro: dimissioni, risoluzione consensuale, licenziamento. Le forme di lavoro flessibile e il lavoro non standard
lavoro a tempo determinato; part time; somministrazione di lavoro; altri rapporti di lavoro a disciplina speciale La tutela dei lavoratori in caso di appalto e di trasferimento di azienda. Diritto sindacale
Le origini del diritto sindacale: dall’ordinamento dello Stato liberale, all’ordinamento corporativo, all’ordinamento repubblicano.
La definizione delle categorie generali: le nozioni di sindacato, interesse collettivo, e ordinamento intersindacale.
L’art. 39 Cost. e la libertà sindacale.
Le diverse forme di organizzazione sindacale. Rappresentanza e rappresentatività sindacale. L’evoluzione delle forme di rappresentanza dei lavoratori sui luoghi di lavoro. L’attività sindacale nei luoghi di lavoro.
La nozione di contratto collettivo. Le questioni della efficacia soggettiva e della efficacia oggettiva del contratto collettivo. Il sistema della contrattazione collettiva e il rapporto fra contratti collettivi di diverso livello. Il rapporto fra il contratto collettivo e la legge.
La contrattazione collettiva nel lavoro pubblico.
Sindacati e sistema politico.
L’autotutela e il diritto di sciopero. I limiti al diritto di sciopero. Sciopero e servizi essenziali. Le altre forme di lotta sindacale e la serrata.
Modalità d'esame
Colloquio orale. Attraverso l’articolazione delle domande inerenti al programma e l’interazione con studenti e studentesse, il colloquio consentirà di accertare che costoro abbiano effettivamente acquisito le conoscenze e le abilità previste. È prevista una verifica intermedia facoltativa su parti del programma svolte a lezione.
Testi di riferimento
Per l’approfondimento dei temi relativi al diritto sindacale G. Giugni, Diritto Sindacale, Cacucci, Bari, ultima edizione disponibile. Per l’approfondimento dei temi relativi al rapporto individuale di lavoro E. Ghera-A. Garilli–D. Garofalo, Manuale di diritto del lavoro, Giappichelli, ultima edizione disponibile. Oppure, per tutto il programma, R. Del Punta, Diritto del lavoro, Giuffré, ultima edizione disponibile.
Codice insegnamento 60354
Diritto del lavoro I3° anno · 6 CFU · 0 file
Diritto della Crisi di Impresa e Dell’Insolvenza3° anno · 9 CFU · 0 file
In ragione dell’entrata in vigore del D. lgs. 14/2019 (“Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”), decreto che ha riorganizzato radicalmente l’assetto normativo della disciplina della crisi e dell’insolvenza delle…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
In ragione dell’entrata in vigore del D. lgs. 14/2019 (“Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”), decreto che ha riorganizzato radicalmente l’assetto normativo della disciplina della crisi e dell’insolvenza delle imprese, è indispensabile incentrare lo studio della materia sulle rilevanti novità destinate a connotare il sistema della crisi d’impresa e dell’insolvenza.
Il corso fornisce agli studenti gli strumenti cognitivi necessari a: o Collocare nel sistema giuridico le diverse fattispecie; o Comprendere la ratio degli istituti, gli interessi tutelati, la derogabilità o imperatività dellenorme; o Individuare i problemi interpretativi delle fattispecie definitorie e della disciplina loro applicabile; o Conoscere la disciplina del diritto societario
Il corso permette agli studenti, grazie alle competenze e conoscenze tecniche, di: o Qualificare le fattispecie concrete o Risolvere casi pratici o Usare le tecniche ermeneutiche per addivenire asoluzioni pratiche.
Autonomia di giudizio Il corso permette agli studenti di acquisire: o La capacità critica e di analisi delle questioni interpretative sottese alla disciplina positiva, finalizzata alla risoluzione di casi pratici e all’autonomia di giudizio o Capacità di qualificazione giuridica delle fattispecie nel sistema normativo e di collegamento tra gli istituti, con padronanza ed elasticità mentale.
Abilità comunicative Il corso permette di acquisire le abilità tipiche del giurista positivo, ossia: o La capacità di espressione mediante il linguaggio tecnico specialistico delle materie economico-giuridiche o La capacità di riferire ai propri interlocutori, in maniera chiara e completa, le conoscenze acquisite
Capacità di apprendere in modo autonomo In ultima istanza gli studenti saranno in grado di sviluppare processi di apprendimento autonomi e di auto-apprendimento del diritto commerciale nell’ottica del “lifelong learning”-
Programma
Modulo da 3 cfu Il diritto della crisi e dell’insolvenza. La tempestiva emersione della crisi d’impresa. La composizione negoziata della crisi. Le disposizioni comuni agli strumenti di regolazione. Il piano attestato di risanamento, gli accordi di ristrutturazione e la convenzione di moratoria. Il concordato preventivo. Il piano di ristrutturazione soggetto a omologazione. Il concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio Modulo da 6 cfu
In aggiunta a tutto quanto già proprio del modulo da 3 CFU, La liquidazione giudiziale e La crisi e l’insolvenza nei gruppi di imprese. Modulo da 9 cfu
In aggiunta a tutto quanto già proprio del modulo da 6 CFU, Le procedure di sovraindebitamento, La liquidazione coatta amministrativa e Le amministrazioni straordinarie delle grandi imprese in stato di insolvenza.
Modalità d'esame
Esame orale Non sono previsti esoneri, prove scritte o altre modalità di verifica
Testi di riferimento
Modulo da 3 cfu:
G. D’ATTORRE, Manuale di diritto della crisi e dell’insolvenza, Giappichelli, Torino, ultimaedizione, (Capitoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 8). o, in alternativa:
G. FAUCEGLIA, Il nuovo diritto della crisi e dell’insolvenza, Giappichelli, Torino, ultimaedizione (Capitoli corrispondenti ai temi del modulo); Modulo da 6 cfu:
G. D’ATTORRE, Manuale di diritto della crisi e dell’insolvenza, Giappichelli, Torino, ultimaedizione, (Capitoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10). o, in alternativa:
G. FAUCEGLIA, Il nuovo diritto della crisi e dell’insolvenza, Giappichelli, Torino, ultimaedizione (Capitoli corrispondenti ai temi del modulo); Modulo da 9 cfu:
G. D’ATTORRE, Manuale di diritto della crisi e dell’insolvenza, Giappichelli, Torino, ultimaedizione (per intero). o, in alternativa:
G. FAUCEGLIA, Il nuovo diritto della crisi e dell’insolvenza, Giappichelli, Torino, ultimaedizione (Capitoli corrispondenti ai temi del modulo);
Codice insegnamento 64497
Diritto della Sicurezza Sociale e della Salute Sui Luoghi di Lavoro3° anno · 9 CFU · 0 file
Il corso mira a fornire le nozioni essenziali del sistema previdenziale italiano coniugando i profili teorici di maggior rilievo con aspetti più strettamente operativi. Al termine dell’insegnamento lo studente deve…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
Il corso mira a fornire le nozioni essenziali del sistema previdenziale italiano coniugando i profili teorici di maggior rilievo con aspetti più strettamente operativi. Al termine dell’insegnamento lo studente deve essere in grado di:
conoscere le principali fonti normative e i principali orientamenti giurisprudenziali in materia;
comprendere i tratti essenziali della disciplina (ratio degli istituti ed interessi tutelati);
mettere a sistema gli istituti fondamentali della disciplina;
acquisire un adeguato linguaggio tecnico-giuridico
sviluppare abilità adeguate di apprendimento che gli consentano di orientarsi autonomamente rispetto agli inevitabili sviluppi normativi futuri, alla complessità dei processi socio-giuridici
valutare, con autonomia di giudizio, le diverse tecniche regolative degli istituti esaminati e le ricadute applicative delle stesse.
Conoscenza degli istituti fondamentali del diritto della sicurezza sociale e raggiungimento della capacità di comprendere le disposizioni normative e contrattuali.
Conoscenza e capacità di sussumere la fattispecie concreta in quella giuridica al fine della risoluzione delle questioni giuridiche ed operative sottoposte.
Autonomia di giudizio Al termine dell’insegnamento, lo studente dovrà essere in grado di elaborare una propria valutazione delle questioni giuridiche con autonomia e spirito critico.
Abilità comunicative Al termine dell’insegnamento, lo studente dovrà essere in grado di esprimersi con rigore concettuale e proprietà di linguaggio.
Capacità di apprendere in modo autonomo Al termine dell’insegnamento, lo studente dovrà essere in grado di orientarsi e comprendere autonomamente il dato normativo e le questioni ad esso connesse.
Programma
Il programma si compone di tre moduli ognuno dei quali corrisponde a n. 3 crediti. Per gli studenti che intendono sostenere l’esame per n. 3 crediti è previsto lo studio del modulo I; Per gli studenti che intendono sostenere l’esame per n. 6 crediti è previsto lo studio del modulo I e II; Per gli studenti che intendono sostenere l’esame per n. 9 crediti è previsto lo studio di tutti i moduli; I modulo:
Dalla previdenza sociale alla sicurezza sociale
Il sistema giuridico della previdenza sociale
Il rapporto contributivo
Il rapporto giuridico previdenziale II modulo: Cenni al sistema generale prevenzionistico (d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81):
Il quadro normativo e i principi del sistema prevenzionistico
Il campo di applicazione e la nozione di lavoratore
I soggetti della prevenzione e le posizioni di garanzia; la delega di funzioni
Gli obblighi del datore di lavoro e la valutazione dei rischi (DVR)
Il servizio di prevenzione e protezione; l'informazione e la formazione
Il medico competente e la sorveglianza sanitaria
La rappresentanza dei lavoratori per la sicurezza e gli organismi paritetici
La vigilanza e il sistema sanzionatorio
La tutela per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali
La tutela per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti
La tutela della salute - III modulo:
La tutela per la disoccupazione
La tutela della famiglia
Il sistema di assistenza sociale e le prestazioni assistenziali
Modalità d'esame
Una verifica intermedia verte sulla prima parte del corso ed il superamento vale come esonero per la stessa.
Testi di riferimento
Si consiglia: M. Persiani, M. Martone, Diritto della sicurezza sociale, Giappichelli, 2024. In particolare: I modulo: cap. I, II, III e IV; II modulo: cap. V, VI, VII; III modulo: cap. VIII; IX; X. Per i cenni al sistema generale di prevenzione e protezione della salute dei lavoratori (d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81), da studiare nell'ambito del II modulo, si consiglia, in alternativa, uno dei seguenti testi: G. Natullo (a cura di), Salute e sicurezza sul lavoro, Utet Giuridica, 2015. P. Pascucci, I principi fondamentali della tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, Giappichelli, 2025. In particolare: G. Natullo (a cura di), Salute e sicurezza sul lavoro, cit.: capp. 1, 5, 8, 9, 12, 13, 14, 15 e 16; P. Pascucci, I principi fondamentali della tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, cit.: capp. I, III e IV.
Codice insegnamento 68503
Diritto dell’Unione europea3° anno · 9 CFU · 0 file
Diritto di Famiglia3° anno · 9 CFU · 0 file
La studentessa/lo studente acquisirà un approfondito bagaglio di conoscenze nel diritto delle persone e delle famiglie; sarà in grado di seguire, anche in via autonoma, oltre che attraverso il materiale didattico sulla…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
La studentessa/lo studente acquisirà un approfondito bagaglio di conoscenze nel diritto delle persone e delle famiglie; sarà in grado di seguire, anche in via autonoma, oltre che attraverso il materiale didattico sulla pagina web della docente, l’aggiornamento continuo della normativa, della dottrina e della giurisprudenza a livello nazionale, europeo e internazionale, sui temi di attualità del diritto di famiglia. La studentessa/lo studente sarà, quindi, capace di individuare, analizzare e proporre soluzioni per le problematiche emergenti in sede applicativa nel settore del diritto di famiglia. Tra le modalità con cui sono verificate le capacità attese si segnalano le seguenti: analisi di casi, affrontati dalla dottrina e dalla giurisprudenza nazionale, europea ed internazionale; presentazione di ricerche, mentoring e realizzazione di progetti di gruppo.
La studentessa/lo studente acquisisce le nozioni fondamentali della materia mediante la frequenza, non obbligatoria ma notevolmente consigliata, alle attività didattiche, organizzate in lezioni di tipo euristico-socratico, seminari integrativi, anche interdisciplinari, ed esercitazioni su “casi di studio”.
La studentessa/lo studente acquisisce una capacità di comprensione del diritto delle persone e delle famiglie anche attraverso la lettura critica di vicende contemporanee di pubblica notorietà; è in grado di comprendere la materia, anche nella prospettiva della sua continua evoluzione dottrinale e giurisprudenziale, attraverso lo stretto collegamento con le dinamiche politiche, economiche, sociali nazionali ed europee.
Autonomia di giudizio: la studentessa/lo studente è in grado di applicare le conoscenze acquisite, nella consapevolezza della necessità di ridefinire le nozioni e le categorie classiche del diritto delle persone e delle famiglie nella sua evoluzione storica e nelle sue connessioni con il diritto europeo e i trattati internazionali; sa operare gli opportuni collegamenti sistematici e assiologici tra i diversi istituti; utilizza in modo appropriato i testi normativi, legge criticamente le opere della letteratura scientifica e sa approfondire anche la casistica giurisprudenziale.
Abilità comunicative: la studentessa/lo studente è in grado di applicare le nozioni acquisite per risolvere casi pratici anche complessi; di comunicare efficacemente, ossia trasmettere informazioni e idee in modo chiaro e formalmente corretto, esprimendole in termini adeguati rispetto agli interlocutori specialisti o non specialisti del settore. Gli/Le studenti, nel corso di seminari ed esercitazioni, saranno invitati a interloquire con il docente sulle soluzioni adottate.
Capacità di apprendere in modo autonomo: la studentessa/lo studente acquisisce cognizioni approfondite utili per accedere al mondo del lavoro, nonché ad esperienze di studio post-laurea (Dottorato, Master, Specializzazione).
Programma
La parte generale del corso avrà a oggetto l’approfondimento dottrinale e giurisprudenziale sia della pluralità dei modelli familiari (matrimoni, unioni civili, convivenze, riguardo sia ai regimi personali, sia a quelli patrimoniali, di fonte legale e negoziale), sia delle varie tipologie di filiazione alla luce del principio di unicità dello status filiationis (Riforma Bianca 2012/2013). In particolare, si procederà all’analisi delle invalidità degli atti e della crisi dei vari modelli familiari (separazione, divorzio, cessazione delle convivenze e scioglimento delle unioni civili), alla luce delle più recenti riforme, inclini ad una maggiore privatizzazione del diritto di famiglia (legge sulla negoziazione assistita, Riforma Cartabia del 2022, che ha introdotto il rito unico per tutti i procedimenti in materia di persone, famiglie e minorenni). La parte speciale del corso dedicherà particolare attenzione al tema dei negozi atipici di destinazione, in particolare ai vincoli di destinazione a tutela dell’interesse personale e sociale all’habitat familiare, a quelli costituiti in sede di crisi familiare ed infine ai vincoli di destinazione a tutela delle persone, prive in tutto o in parte di autonomia. 1) Parte generale: Nozioni introduttive - Il matrimonio – Unioni civili e convivenze di fatto - Il regime personale – Cenni sul regime patrimoniale - Il fondo patrimoniale, il trust e gli atti di destinazione - L’invalidità del matrimonio - La separazione - Il divorzio – La negoziazione assistita - La filiazione - La responsabilità genitoriale - L’adozione - L’affidamento familiare - Gli alimenti - Gli ordini di protezione contro gli abusi familiari - Il diritto al sostegno - Riflessioni sulla l. 9 gennaio 2004, n. 6 e sulla sua applicazione. 2) Parte speciale: Vincoli reali di destinazione ex art. 2645-ter e istituti affini come il fondo patrimoniale, i vincoli di destinazione a tutela dell’interesse personale e sociale all’habitat familiare, vincoli costituiti in sede di crisi familiare e a tutela delle persone, prive in tutto o in parte di autonomia.
Modalità d'esame
Si richiede alla/al candidata/o di mostrare, nel colloquio orale, l’apprendimento sistematico e analitico dei principi, delle regole e degli istituti del diritto di famiglia, secondo il sistema italo-europeo e internazionale delle fonti, alla luce dei più recenti orientamenti della dottrina e della giurisprudenza nazionale e delle corti europee e internazionali. Il voto finale è attribuito valutando, oltre alla completa preparazione sui contenuti della materia, anche la capacità di effettiva comprensione di essi, la capacità di ragionamento critico e sistematico intorno ai temi trattati, nonché la padronanza espositiva dei concetti. La prova sarà esclusivamente orale. Il voto finale sarà attribuito attraverso la valutazione del livello di preparazione dimostrata dalle/dagli studentesse/i in sede di esame in relazione agli orientamenti ermeneutici della dottrina e della giurisprudenza sui casi più complessi, dibattuti e attuali che potranno presentarsi nel corso dell’attività professionale di assistente sociale, in materia di diritto delle persone e della famiglia. Il voto sarà espresso in trentesimi (da 18/30 a 30/30 e lode). Per l’assegnazione della lode verrà formulata una domanda ad hoc, attraverso la quale la studentessa/lo studente dovrà dimostrare di saper interpretare in modo autonomo le norme, motivare l’adesione ai filoni dottrinali e giurisprudenziali relativi soprattutto alle nuove questioni emergenti nella prassi applicativa e argomentare su eventuali qualificazioni difformi rispetto a quanto oggetto di analisi in sede dottrinale e giurisprudenziale, con particolare riguardo ai temi e ai problemi oggetto di approfondimento nell’ambito della parte speciale e del materiale didattico. La modalità di verifica dei risultati di apprendimento attesi è rappresentata dalla prova orale, la quale consta di un minimo di tre domande sul programma dell’insegnamento. La votazione è espressa in trentesimi. Qualora il/la candidato/a non dimostri la conoscenza, almeno sufficiente, di argomenti basilari nell’àmbito dell’insegnamento, non si potrà procedere con le successive domande. I criteri seguiti per la valutazione dei risultati di apprendimento espressi in trentesimi sono: Insufficiente: 0-17 Mancata, lacunosa e inadeguata conoscenza degli argomenti contenuti nel programma, utilizzo di un lessico non giuridico Sufficiente: 18-20 Conoscenza sufficiente degli argomenti contenuti nel programma e adeguatezza complessiva del lessico giuridico utilizzato Discreto: 21-23 Discreta conoscenza degli argomenti contenuti nel programma, discreta capacità di argomentazione e di collegamento tra i vari argomenti, attraverso l’utilizzo di un lessico giuridico adeguato Buono: 24-26 Buona conoscenza degli argomenti contenuti nel programma, buona capacità di approfondimento e di critica, attraverso l’utilizzo di un lessico giuridico adeguato Distinto: 27-28 Conoscenza più che buona degli argomenti contenuti nel programma, più che buona capacità di approfondimento, di collegamento tra i diversi argomenti, di critica e padronanza del lessico giuridico Ottimo: 29-30 Conoscenza ottima degli argomenti contenuti nel programma, ottima capacità di approfondimento, di collegamento tra i diversi argomenti, nonché di critica e padronanza del lessico giuridico Eccellente: 30L Conoscenza eccellente degli argomenti contenuti nel programma, eccellente capacità di approfondimento, di collegamento tra i diversi argomenti, di critica e padronanza del lessico giuridico.
Testi di riferimento
1) T. Auletta, Diritto di famiglia, Torino, Giappichelli, 2024 2) V. Corriero, Autonomia negoziale e vincoli negli atti di destinazione patrimoniale, Napoli, Edizioni scientifiche italiane, 2015 (con esclusione delle pp. 155-221; 296-302). Lo studio del programma richiede la consultazione di un codice civile aggiornato e corredato delle principali fonti normative, nonché l’approfondimento e l’aggiornamento continuo di alcuni temi di attualità nel diritto delle persone e delle famiglie, attraverso lo studio di sentenze, commenti alla giurisprudenza e saggi. Si consiglia: Codice civile, a cura di G. Perlingieri e M. Angelone, ESI, Napoli, ultima edizione. Materiali didattici Il materiale didattico aggiuntivo è reperibile nella pagina della docente.
Codice insegnamento 2078
Diritto penale II3° anno · 9 CFU · 0 file
Economia ed organizzazione aziendale3° anno · 6 CFU · 0 file
Epigrafia Giuridica3° anno · 9 CFU · 0 file
Il corso si propone di analizzare alcune testimonianze epigrafiche della civiltà romana, fra le più rilevanti sotto il profilo giuridico. Valutazione delle conoscenze acquisite e della capacità di esporre in modo…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
Il corso si propone di analizzare alcune testimonianze epigrafiche della civiltà romana, fra le più rilevanti sotto il profilo giuridico.
Valutazione delle conoscenze acquisite e della capacità di esporre in modo corretto e adeguato le questioni teoriche apprese.
Valutazione della capacità di leggere e interpretare una serie di documenti epigrafici antichi.
Autonomia di giudizio: da acquisire in base alla formazione ricevuta durante il corso. Abilità comunicative: valutate attraverso colloqui e discussioni da svolgere durante il corso. Capacità di apprendere: valutata attraverso colloqui e discussioni da svolgere durante il corso.
Programma
PROGRAMMA DA NOVE CREDITI 1. Importanza della comunicazione epigrafica nelle civiltà antiche. 2. L'epigrafia e il diritto romano. 3. I materiali epigrafici e le tecniche di lavorazione. 4. La scrittura epigrafica e le abbreviazioni. 5. Classificazione delle iscrizioni. 6. Le carriere pubbliche. 7. L'onomastica romana e le titolature imperiali. 8. Collezioni epigrafiche. 9. Leggi regie, repubblicane, statuti municipali, costituzioni imperiali. 10. Res gestae divi Augusti. 11. Lex de imperio Vespasiani. 12. Senatusconsulta. Il Senatusconsultum de Bacchanalibus. 13. Il testamento del cittadino romano. 14. Negotia. Documenti della prassi negoziale e processuale. 15. Le denominazioni imperiali: Imperator, Caesar, Augustus. 16. ‘Restitutio rei publicae’ tra teoria e prassi politica. Augusto e l’eredità di Cicerone. PROGRAMMA DA SEI CREDITI: 1.Importanza della comunicazione epigrafica nelle civiltà antiche . 2. L'epigrafia e il diritto romano. 3. I materiali epigrafici e le tecniche di lavorazione. 4. La scrittura epigrafica e le abbreviazioni. 5. Classificazione delle iscrizioni. 6. Le carriere pubbliche. 7. L'onomastica romana e le titolature imperiali. 8. Collezioni epigrafiche. 9. Leggi regie, repubblicane, statuti municipali, costituzioni imperiali. 10. Res gestae divi Augusti. 11. Lex de imperio Vespasiani. 12. Senatusconsulta. Il Senatusconsultum de Bacchanalibus. 13. Il testamento del cittadino romano. 14. Negotia. Documenti della prassi negoziale e processuale. 15. Le denominazioni imperiali: Imperator, Caesar, Augustus. PROGRAMMA DA TRE CREDITI 1. Importanza della comunicazione epigrafica nelle civiltà antiche. 2. L'epigrafia e il diritto romano. 3. I materiali epigrafici e le tecniche di lavorazione. 4. La scrittura epigrafica e le abbreviazioni. 5. Classificazione delle iscrizioni. 6. Le carriere pubbliche. 7. L'onomastica romana e le titolature imperiali. 8. Collezioni epigrafiche. 9. Leggi regie, repubblicane, statuti municipali, costituzioni imperiali.
Modalità d'esame
Le modalità di svolgimento della valutazione sono costituite da colloqui e discussioni intrattenute dal docente con gli studenti durante il corso, senza prove scritte e/o intermedie o pre-appelli. L’esame finale è svolto esclusivamente in forma orale. Non vi sono modalità di verifica differenziate per studenti frequentanti e non frequentanti. Il voto finale è attribuito in trentesimi. L’esame s’intende superato quando il voto è maggiore o uguale a 18/30. Ai fini della valutazione in trentesimi si terrà conto del livello di preparazione raggiunto alla stregua dei richiamati criteri e, in coerenza con i risultati di apprendimento attesi, i diversi livelli di preparazione porteranno a diversi giudizi: eccellente (30/30 e lode), ottimo (28/29), buono (25/27), discreto (21/24), sufficiente (18/20). L’attribuzione della lode presuppone l’unanimità dei consensi della commissione d’esame.
Testi di riferimento
PER L’ESAME DA NOVE CREDITI LA PREPARAZIONE DEVE SVOLGERSI SUI SEGUENTI TESTI: -A. LOVATO, Elementi di epigrafia giuridica romana, Ediz. Adriatica, Bari 2006; -D.A. MUSCA, Le denominazioni del principe nei documenti epigrafici romani (27 a.C. – 69 d.C.), vol. II, Bari 1982 (esclusi i capp. IV – V – VI), -O. LICANDRO, Augusto e la res publica imperiale. Studi epigrafici e papirologici, Torino 2018, da pag. 183 a pag. 251. PER L’ESAME DA SEI CREDITI LA PREPARAZIONE DEVE SVOLGERSI SUI SEGUENTI TESTI: -A. LOVATO, Elementi di epigrafia giuridica romana, Ediz. Adriatica, Bari 2006; -D.A. MUSCA, Le denominazioni del principe nei documenti epigrafici romani (27 a.C. – 69 d.C.), vol. II, Bari 1982 (esclusi i capp. IV – V – VI). PER L’ESAME DA TRE CREDITI LA PREPARAZIONE DEVE SVOLGERSI SUL SEGUENTE TESTO: A. LOVATO, Elementi di epigrafia giuridica romana, Ediz. Adriatica, Bari 2006
Codice insegnamento 2824
Ethics And The Law3° anno · 9 CFU · 0 file
Acquisizione dei contenuti fondamentali di tre principali teorie generali: etica della virtù, l;etica dei diritti e ;etica dell'utilità. Acquisizione dei contenuti e del dibattito generale relativi alle principali teorie…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
Acquisizione dei contenuti fondamentali di tre principali teorie generali: etica della virtù, l;etica dei diritti e ;etica dell'utilità. Acquisizione dei contenuti e del dibattito generale relativi alle principali teorie dell'etica applicata. Acquisizione delle tematiche chiave di quattro modelli di etica applicata: etica ambientale, etica D'impresa, bioetica ed etica del territorio. Lo studente sarà in grado di riconoscere e distinguere i principali approcci teorici nell'ambito delle teorie etiche. Sarà inoltre in grado di applicare diversi modelli di ragionamento pratico e giuridico a svariate problematiche, utilizzando i concetti e le modalità di ragionamento appresi durante il corso.
Gli studenti dimostreranno conoscenze e capacità di comprensione di livello post-secondario; tale comprensione sarà caratterizzata dall'uso di testi avanzati e includerà la comprensione delle principali questioni del dibattito etico contemporaneo.
Gli studenti dimostreranno la capacità di applicare le proprie conoscenze e la propria comprensione, acquisendo un approccio professionale in ogni situazione – sia professionale che non – in cui emergano questioni etiche, e possedendo le competenze necessarie per formulare e sostenere argomentazioni volte a risolvere tali questioni.
Formulare giudizi e compiere scelte consapevoli
Possedere la capacità di integrare diverse tipologie di conoscenze e di gestire la complessità, formulando giudizi anche sulla base di informazioni limitate e incomplete, inclusa la riflessione sulle responsabilità sociali ed etiche connesse all'applicazione delle proprie conoscenze e dei propri giudizi.
Comunicare conoscenze e comprensione Comunicare in modo chiaro e univoco le proprie conclusioni, le conoscenze acquisite e le relative motivazioni a interlocutori specialisti e non specialisti, rendendo così evidenti a tutti le diverse basi su cui poggia una decisione etica.
Capacità di continuare ad apprendere
Sviluppare le capacità di apprendimento necessarie per continuare a riflettere su questioni etiche, traendo spunto dalla realtà e verificando tale comprensione alla luce delle teorie etiche.
Programma
Il corso di "Etica e Diritto" propone un nuovo orientamento rispetto ai tradizionali corsi di filosofia politica, pur riconoscendone la vicinanza. L'intento sotteso a questa nuova denominazione è, da un lato, riaffermare la centralità dell'etica, intesa come "etica pubblica". Si tratta della dimensione pubblica di una disciplina dalle radici antiche, presente nella tradizione filosofica della cultura occidentale e non solo; il suo obiettivo principale, a nostro avviso, è riflettere sulle modalità corrette per vivere bene, sia individualmente che collettivamente. In tale contesto, prenderemo in esame il rapporto – spesso trascurato – tra ragione e passioni. Sebbene tale relazione fosse trattata in modo equilibrato da filosofi antichi come Aristotele, in seguito è stata oggetto di una netta contrapposizione, che ha relegato passioni ed emozioni alla sfera dell'irrazionale. D'altro canto, il legame tra etica e diritto è fondamentale per una democrazia che non si limiti a prescrivere regole e diritti da osservare, ma che offra ai cittadini risorse per la propria crescita personale. Focalizzare l'attenzione sulla relazione tra etica e diritto permette di sottolineare come le norme giuridiche debbano essere inquadrate in una prospettiva più ampia di comprensione della condotta umana. Quanto ai contenuti, intendiamo affiancare alcuni elementi fondamentali delle teorie della giustizia – tipiche dell'approccio liberale – ad altre tematiche di interesse per gli studenti, quali: (1) il ragionamento pratico (in continuità con quello giuridico), utile a individuare le caratteristiche salienti delle scelte individuali nella vita quotidiana; (2) i concetti chiave dell'etica contemporanea (come diritti, utilità e virtù), la cui comprensione analitica è essenziale per cogliere il nucleo delle problematiche giuridiche, politiche e sociali; (3) infine, le questioni centrali dell'etica applicata che caratterizzano la nostra esperienza quotidiana, quali l'etica ambientale, l'etica d'impresa e la bioetica.
Modalità d'esame
Esame orale. Criteri di valutazione:
Conoscenza e comprensione
Comprensione degli argomenti principali trattati nel materiale didattico.
Applicazione di conoscenza e comprensione
Capacità di ragionare sui contenuti e di comprendere le argomentazioni a favore e contro relative alle questioni etiche affrontate.
Autonomia di giudizio
Capacità di assumere una posizione su un caso etico diversa dalla decisione presa, fornendo una motivazione alternativa.
Comunicazione di conoscenze e comprensione
Capacità di comunicare chiaramente il proprio pensiero e le proprie considerazioni sulle questioni etiche, cercando di analizzarle da diverse prospettive.
Abilità comunicative
Capacità di argomentare a favore di una o dell'altra posizione etica, tenendo presente l'importanza centrale di concetti quali la giustizia, la realizzazione umana o le virtù.
Capacità di apprendimento
Capacità di studiare e apprendere in autonomia, indipendentemente dal raggiungimento degli obiettivi di studio specifici.
Testi di riferimento
P.Singer, A Companion to Ethics, Blackwell, Oxford, 1991, selected chapters. 9 credits = 8 chapters 13-14-15-19-21-22-24-31 6 credits = 5 chapters 13-14-15-19-21 3 credits = 3 chapters 13-14-15 Materiali online solo per frequentanti.
Codice insegnamento 63989
Eu Social Law3° anno · 9 CFU · 0 file
The Course aims at providing students with basic legal knowledge and at developing critical thinking skills with regard to the traditional institutions of labour law in a European Union perspective. Principles and…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
The Course aims at providing students with basic legal knowledge and at developing critical thinking skills with regard to the traditional institutions of labour law in a European Union perspective.
Principles and crucial concepts of individual (contract of employment, statutory employment rights, terms and conditions of employment etc.) and collective labour law (trade union freedom, collective bargaining and collective agreements, industrial conflict) will be explored through the analysis of relevant EU law sources and by making use of an historical and comparative approach. Attention will also be paid to the role of the European Union Court of Justice (CJEU) and relevant CJEU case law. At the end of the Course students are expected to have acquired abilities, knowledge and skills as described in the following sections.
The main objective of the Course is to provide students with basic knowledge and understanding of the EU integration process of the rationale and feasibility of a European Social Union. Students will be able to better understand questions involving domestic employment relations and labour market functioning both from a legal and an industrial relations point of view. Students are expected to understand the functioning of labour law by developing knowledge and awareness about concepts and essential legal questions concerning:
the institutional framework of EU and the legislative instruments
EU employment policies
the relationship between social rights and economic freedoms conflict and collective social rights
decent working conditions in the digitalised era
Making informed judgments and choices. Students will be asked to understand and apply EU principles and rules in the field of employment and labour relations. Communicating knowledge and understanding Knowledge and skills which will enable them to describe basic institutions and concepts of employment law using appropriate legal language and terminology. Capacities to continue learning Students will be able to acquire basic reasoning and problem-solving skills that will prove to be valuable in their future career. Such skills will also enable students to use bibliographic references recommended in the course syllabus as well as to learn through basic research All the above-mentioned skills will be acquired while attending the Course and by individual study.
Programma
Module of 6 credits: The Evolution of EU Social Policy. Law-making in the Field of Social Policy. The Lisbon Strategy and the Employment Title of the EU Treaty (TFEU). The EU Pillar of Social Rights and its implementation Module of 3 credits: Collective Social Rights and Economic Freedoms Recent trends in EU social policy EU Regulation on Digital transition at Work
Modalità d'esame
Oral final exams, i.e. a 20-minute test during which each student will answer questions concerning the topics of the program or those discussed in class. The oral exam is based on questions concerning general principles and concepts of EU labour law (e.g. the status of the Charter of fundamental rights; the right to strike in the EU legal framework etc.) and on further discussion of the topics dealt with, aimed at assessing whether the students have achieved the intended learning outcomes. Examination results are expressed by mark based on a 30-point scale.
Testi di riferimento
Module of 6 Cfu: T.Jaspers, F.Pennings, S. Peters, European Labour Law (2nd edition), Larcier/Intersentia 2024, Ch. 1. Module of 3 Cfu: J.M- Miranda Boto, E. Brameshuber (eds.), Collective Bargaining and the Gig Economy, ch. 3. T. Gyulavary, E Menegatti (eds.), Decent Work in the Digital Age, ch. 4. In parallel to the textbooks or other material suggested during the Course, students have to read relevant legal texts and documents (i.e. articles of the EU Treaties, directives etc.). Students can prepare the final examination/thesis by getting in touch with the teacher at least a semester before the Thesis defence
Codice insegnamento 64483
Fondamenti Storici del Diritto Europeo3° anno · 9 CFU · 0 file
Il corso mira a fornire un quadro completo dell’elaborazione scientifica che ha alimentato la formazione dei moderni sistemi giuridici nel corso dei secoli. Durante le lezioni verranno approfondite le questioni…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
Il corso mira a fornire un quadro completo dell’elaborazione scientifica che ha alimentato la formazione dei moderni sistemi giuridici nel corso dei secoli. Durante le lezioni verranno approfondite le questioni concettuali e le correnti storiografiche emerse nell’arco della tradizione giuridica europea dal Medioevo fino al secolo scorso, con particolare riferimento ai “fondamenti” metodologici costituiti dall’argomentazione e dall’interpretazione del diritto.
Gli studenti dovrebbero essere in grado di comprendere, elaborare e valutare in modo autonomo una serie di fenomeni storico-giuridici che hanno portato alla genesi e al consolidamento della matrice “identitaria” del diritto europeo.
Conoscenza e comprensione: valutazione delle conoscenze acquisite e della capacità di esporre in modo corretto e adeguato gli argomenti teorici appresi. Applicazione delle conoscenze e della comprensione: valutazione della capacità di tradurre le principali problematiche della disciplina nell’analisi critica e nella risoluzione dei casi pratici discussi. Autonomia di giudizio: da acquisire sulla base della formazione ricevuta durante il corso. Capacità comunicative valutate attraverso colloqui e discussioni da svolgersi durante il corso. Capacità di apprendimento continuo valutate attraverso colloqui e discussioni da svolgersi durante il corso.
Formulare giudizi e compiere scelte consapevoli
Giudizio autonomo: da acquisire sulla base dello studio delle tematiche sopra menzionate, al fine di sviluppare una capacità di discernimento critico nell’analisi delle questioni giuridiche teoriche e pratiche.
Capacità comunicative: acquisizione della capacità di trasmettere agli interlocutori, sia specialisti che non specialisti, le nozioni e le idee apprese durante il corso.
Capacità di apprendimento autonomo: comprensione e apprendimento dei nodi problematici oggetto di una riflessione plurisecolare, contribuendo in tal modo al potenziamento delle proprie capacità argomentative e di analisi critica.
Programma
PROGRAMMA DA NOVE CREDITI: 1. Gli usi del diritto romano nella storia europea; 2. Dal diritto romano 3. Interpretazione 4. Argomentazione 5. “Il diritto è storia” 6. Tradizione; 7. Ius europaeum commune PROGRAMMA DA SEI CREDITI: 1. Gli utilizzi del diritto romano nella storia europea; 2. Dal diritto romano 3. Interpretazione 4. Argomentazione 5. Tradizione. PROGRAMMA DA TRE CREDITI: 1. Gli utilizzi del diritto romano nella storia europea 2. Interpretazione 3. Tradizione. Non sono previsti programmi specifici per gli studenti Erasmus in arrivo.
Modalità d'esame
L’esame si svolge esclusivamente in forma orale. Ai fini dell’assegnazione di un voto elevato, si terrà conto non solo della preparazione sui testi di riferimento indicati, ma anche della capacità critica di argomentazione ed esposizione, nonché dell’autonomia di giudizio acquisita dallo studente durante il corso. Il voto finale è espresso in trentesimi. L’esame si considera superato quando il voto è maggiore o uguale a 18/30. Ai fini della valutazione in trentesimi, si terrà conto del livello di preparazione raggiunto in base ai criteri sopra indicati e, in linea con i risultati di apprendimento attesi, i diversi livelli di preparazione daranno luogo a valutazioni diverse: eccellente (30/30 e cum laude), eccellente (28/29), buono (25/27), discreto (21/24), sufficiente (18/20). Il conferimento della lode presuppone il consenso unanime della commissione d’esame
Testi di riferimento
Testi tratti da opere di vari Autori, disponibili online sul portale del docente e scaricabili in base al programma scelto (nove crediti, sei crediti o tre crediti): 1. Gli usi del diritto romano nella storia europea: G. Santucci, Diritto romano e diritti europei, Bologna 20102, pp. 11-32. 2. Dal diritto romano: F. Bonin, Romanità, diritto e pensiero antico nella tradizione europea, in AA.VV., Dal diritto romano. Saggi scelti (trad. parziale di F. Wieacker, Vom römischen Recht, con contributi), Torino 2024, pp. 3-30. 3. Interpretazione: E. Stolfi, Gli attrezzi del giurista, Torino 2018, pp. 127-160. 4. Argomentazione: E. Stolfi, Gli attrezzi del giurista, Torino 2018, pp. 161-186. 5. «Il diritto è storia»: L. Garofalo, Giurisprudenza romana e diritto privato europeo, Padova 2008, pp. 37-44; A. Lovato, Lo spirito di Göttingen, in Studi Starace, Napoli 2008, pp. 1983-1991; A. Lovato, Storicità del diritto e ius controversum nella riflessione di Orestano e di Raggi, in Giuristi romani e storiografia moderna, Torino 2017, pp. 74-97. 6. La tradizione: A. Lovato, Tradizione come «modello» per l’uomo e il giurista romano, in AA.VV., Dal diritto romano. Saggi scelti (trad. parziale di F. Wieacker, Vom römischen Recht, con contributi), Torino 2024, pp. 225-244. 7. Ius europaeum commune: L. Labruna, «Ius europaeum commune», in Matrici romanistiche del diritto attuale, Napoli 1999, pp. 1-20; A. Schiavone, Diritto romano e storiografia giuridica: qualche nuova prospettiva, in AA.VV., Dieter Nörr e la romanistica europea tra XX e XXI secolo, Torino 2006, pp. 153-155.
Codice insegnamento 65244
Gestione e Mediazione dei Conflitti Familiari3° anno · 9 CFU · 0 file
L'insegnamento si propone: l'apprendimento degli strumenti di risoluzione alternativa dei conflitti, con particolare riferimento alle più innovative tecniche di mediazione, specialmente applicate ai conflitti…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
L'insegnamento si propone: l'apprendimento degli strumenti di risoluzione alternativa dei conflitti, con particolare riferimento alle più innovative tecniche di mediazione, specialmente applicate ai conflitti familiari, nonché la conoscenza delle più recenti novelle in materia di mediazione (D.M. 151/2023) e successive modifiche e integrazioni; la comprensione del ruolo, delle tecniche e delle dinamiche che contraddistinguono la figura del mediatore; l'apprendimento della letteratura in materia di mediazione familiare, che consenta una valutazione critica di questo istituto. L'insegnamento si rivolge agli studenti che intendono approfondire il tema della soft law in applicazione ai contesti di vita privata, nonché a tutti coloro che intendono, al termine del percorso di studi, acquisire il titolo per svolgere la professione di mediatore familiare.
Al termine del corso lo studente avrà acquisito la conoscenza della natura delle relazioni familiari, delle origini e delle conseguenze dei conflitti interni al nucleo familiare, nonché della disciplina giuridica della famiglia nei suoi aspetti sostanziali e processuali. Lo studente conoscerà inoltre la storia, l'identità e i principali modelli della mediazione familiare, il quadro normativo di riferimento (D.Lgs. 149/2022 e norma UNI 11644) e la letteratura in materia, che gli consentirà una valutazione critica di questo istituto.
Lo studente sarà in grado di applicare le conoscenze acquisite alla gestione concreta dei conflitti familiari. In particolare, avrà sviluppato le capacità di ascolto e padroneggerà gli strumenti, le tecniche di comunicazione e i percorsi per la gestione del conflitto familiare, sapendo riconoscere le diverse fasi del processo di mediazione e le strategie più appropriate a ciascuna di esse, anche in situazioni delicate quali la presenza di minori o di dinamiche di violenza domestica e di genere.
Al termine dell'insegnamento lo studente avrà sviluppato: l'autonomia di giudizio in relazione alla natura e alla gestione dei conflitti familiari, che gli consentirà scelte metodologiche appropriate nei diversi contesti; le abilità comunicative legate alla capacità di ascolto e di trattamento delle dispute, con particolare riguardo all'esposizione chiara e appropriata della natura dei conflitti e delle strategie per la loro composizione; la capacità di apprendere in modo autonomo i percorsi e le strategie disponibili per la composizione dei conflitti familiari, anche in vista dell'eventuale esercizio della professione di mediatore familiare.
Programma
Il corso approfondirà i temi previsti dal percorso formativo per mediatore familiare (D.Lgs. 149/2022 e norma UNI 11644), che saranno i seguenti: teoria del conflitto e conflitto familiare; storia e identità della mediazione familiare; tecniche di comunicazione e di gestione del conflitto; i rapporti patrimoniali e personali della coppia e la filiazione; disciplina giuridica della famiglia: aspetti di diritto sostanziale e processuale; i diversi modelli di coppia e di famiglia e i cicli di vita; fondamenti di psicologia delle relazioni familiari: la coppia, la sua formazione, l'evoluzione, la crisi e le ricomposizioni familiari; la crisi della coppia, le conseguenze sul rapporto con i figli e l'intervento del mediatore; i figli nella mediazione e l'ascolto del minore; elementi fondamentali di pedagogia: i bisogni dei figli e dei genitori; la normativa sulla mediazione familiare; il mediatore: caratteristiche e compiti nel rispetto del principio di autonomia; gli strumenti e le strategie del mediatore; le fasi del percorso di mediazione familiare; i modelli di mediazione familiare: studi ed esperienze di mediazione in Italia e all'estero; violenza domestica e di genere, tutela dei minori e intervento professionale del mediatore; il codice deontologico del mediatore familiare (norma UNI 11644).
Testi di riferimento
G. Servetti, D. Rodella, C. Vendramini, Mediazione familiare: il giudice, l'avvocato e il mediatore, Giuffrè, Milano 2023. J. Morineau, Lo spirito della mediazione, FrancoAngeli, Milano 2003.
Codice insegnamento 67864
Giustizia Costituzionale Comparata3° anno · 9 CFU · 0 file
Il corso di giustizia costituzionale comparata mira a fornire allo studente una conoscenza di base delle origini, dello sviluppo, e delle più recenti evoluzioni della giustizia costituzionale negli ordinamenti…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
Il corso di giustizia costituzionale comparata mira a fornire allo studente una conoscenza di base delle origini, dello sviluppo, e delle più recenti evoluzioni della giustizia costituzionale negli ordinamenti democratici moderni. Muovendo dall’analisi dei modelli classici del controllo politico e giurisdizionale elaborati dalla dottrina gius-comparatistica (modello del judicial review o diffuso, modello kelseniano o accentrato, cd. tertium genus o incidentale e cd. quartum genus o misto), e premessa una analisi strutturale e funzionale di tipo tradizionale (aspetti strutturali delle giurisdizioni costituzionali, selezione dei giudici, forme di accesso, competenze attribuite, tipologia delle decisioni e loro effetti), attraverso una prospettiva diacronica, si offrirà allo studente una visione problematizzante della modellistica dottrinale sulla giustizia costituzionale. Percorrendo i più recenti approdi dottrinali sulla classificazione dei modelli di giustizia costituzionale, e adottando un approccio teso ad unire il diritto nei libri e il diritto in azione, attraverso l’analisi dei più rilevanti mutamenti che le giurisdizioni costituzionali hanno vissuto negli ultimi anni, si giungerà a decostruire la teoria classica, fondata sull’accesso, o sulla politicità o giurisdizionalità del controllo, in favore di una classificazione plurale – ed inevitabilmente ispirata al metodo fuzzy – della giustizia costituzionale, che consideri da un lato il progressivo movimento verso un controllo giurisdizionale dei Paesi storicamente ancorati al controllo politico, e dall’altro l’intrinseca politicità dell’attività del giudice costituzionale, presente, come lo stesso Kelsen segnalava, in ogni forma di controllo giurisdizionale. A tale proposito, rilievo peculiare sarà dato a un tale autentico punctum crucis della giustizia costituzionale, che sempre più si impone come questione centrale nelle riflessioni dottrinali: vagliando le recenti tendenze delle giurisdizioni costituzionali moderne nel rapporto con il circuito politico, si discorrerà, applicando proprio la modellistica plurale, e oltre i formanti verbalizzati, delle ragioni, degli effetti e dei limiti al judicial activism e, inevitabilmente, della judicialization of politics. Un tale approccio consentirà dunque di rileggere gli elementi teorici di base forniti in apertura del corso, per come inveratisi nella realtà pratica della giustizia costituzionale moderna.
Lo studente apprenderà a classificare, nella realtà giuridico-costituzionale moderna, i sistemi di giustizia costituzionale, con senso critico rispetto alla modellistica tradizionale. Apprenderà ad applicare il metodo comparato all'analisi delle forme con cui si amministra la giustizia costituzionale nelle moderne democrazie, nonché a valorizzare l'elemento giurisprudenziale e processuale nella conformazione del ruolo, dei poteri e dei modelli di giustizia costituzionale, nel quadro dei rapporti mutevoli tra giudice costituzionale e poteri politici.
Lo studente è pienamente capace di inquadrare decisioni, orientamenti giurisprudenziali e casi portati all'attenzione delle giurisdizioni costituzionali nell'ambito delle caratteristiche proprie dei modelli appresi, nonché tenendo in debita considerazione gli orientamenti giurisprudenziali consolidati, le peculiari linee di tendenza della specifica giurisdizione costituzionale ed i suoi rapporti con i poteri politici. Lo studente è in grado di analizzare pronunce costituzionali di diverse giurisdizioni costituzionali e rilevarne la forma di accesso, la tipologia di decisione, gli effetti processuali e ordinamentali, come pure di rilevare eventuali innovazioni sul piano processuale o di interpretazione del diritto sostanziale, le connessioni nonché i richiami ai precedenti di altre giurisdizioni costituzionali, al fine di disvelare punti di contatto e momenti di cross-fertilization nel dialogo tra corti.
Autonomia di giudizio Attraverso l'approccio integrato della didattica frontale e della didattica laboratoriale, anche in forma di gruppo, tesa all'analisi di sentenze e leading-cases della giustizia costituzionale, lo studente acquisirà il metodo, le categorie e le capacità critiche necessarie ad analizzare successive decisioni e orientamenti del giudice costituzionale anche nell'ambito di fenomeni e rapporti politico-istituzionali complessi e diversi dall'ordinamento di appartenenza. Quanto in particolare all'autonomia di giudizio, lo studente sarà in grado di comprendere l'eventuale sopraggiungere di innovazioni giurisprudenziali nella giustizia costituzionale italiana e straniera, di comprenderne le ragioni, anche alla luce del mutare del quadro politico, di rilevare l'eventuale mutamento o innovazione dei modelli processuali, assieme alle sue cause e ai suoi effetti sul piano dell'accesso alla giustizia costituzionale, dell'efficacia delle decisioni e dell'impatto sul sistema politico. Abilità comunicative Lo studente, attraverso l'approccio integrato tra didattica frontale e laboratoriale, sarà in grado non solo di inquadrare le conoscenze apprese nell'ambito della giustizia costituzionale con lessico tecnico e con il debito richiamo alle categorie giuscomparatistiche, ma anche di riferirsi a decisioni e orientamenti giurisprudenziali rilevanti delle giurisdizioni costituzionali. Ciò non solo gli consentirà di comunicare e tramettere le conoscenze apprese ad un uditorio o interlocutore specialistico, ma anche di trasmettere le conoscenze, le questioni problematiche e gli elementi cruciali della giustizia costituzionale moderna nell'interlocuzione con un uditorio di non specialisti, nell'ambito di discussioni sulle tendenze dei sistemi politici e delle moderne democrazie rappresentative. Capacità di apprendere in modo autonomo Il corso mira a fornire allo studente gli strumenti e le categorie del diritto comparato applicati alla giustizia costituzionale, sicché al termine dell'insegnamento lo studente avrà sviluppato capacità di applicare categorie e metodo a questioni ulteriori e più attuali della giustizia costituzionale che gli si dovessero presentare nel seguito del percorso di studi o nell'attività professionale. Sarà in particolare in grado di analizzare ulteriori e più recenti decisioni emesse dalla Corte costituzionale italiana o da altre giurisdizioni costituzionali, di inquadrarle nell'ambito delle più recenti tendenze nei rapporti tra giustizia costituzionale, politica e corpo sociale, di comprendere orientamenti giurisprudenziali nuovi, di rilevare il loro impatto sul piano processuale e sostanziale, di rilevare mutamenti nel quadro del sistema delle fonti o scivolamenti e deviazioni rispetto al formante legislativo.
Programma
La giustizia costituzionale tra modelli e classificazioni 1. Pregi e limiti dei modelli classici della giustizia costituzionale 2. La critica dei modelli classici e le classificazioni fuzzy 3. Declino e resurrezione del controllo politico Il controllo giurisdizionale 1. L'archetipo statunitense: il mito e la sua influenza 2. L'affermazione del modello kelseniano 3. Sistemi binari: la difficile convivenza tra controllo diffuso e controllo accentrato La struttura: composizione delle Corti Accesso alle Corti ed espansione del bene tutelato 1. Il controllo di costituzionalità 2. La giurisdizione sui conflitti 3. La giurisdizione costituzionale delle libertà 4. Le altre funzioni Le decisioni delle Corti: tipologia, effetti, esecuzione 1. Il declino della tipicità della sentenza e il polimorfismo delle decisioni di costituzionalità 2. Vincolatività delle decisioni e strumenti per la garanzia del vincolo: i poteri cautelari ed esecutivi delle corti costituzionali 3. Il dominio del tempo Politico e giurisdizionale nella giustizia costituzionale oggi
Modalità d'esame
L'apprendimento sarà saggiato e valutato mediante colloquio orale, con voto finale espresso in trentesimi. Il colloquio mira a saggiare l'apprendimento delle categorie della giustizia costituzionale, della sua evoluzione storica e del metodo comparato applicato all'analisi della giustizia costituzionale. Il colloquio, condotto con spirito dialogico, è teso a saggiare, oltre alle nozioni tecniche e modellistiche necessarie alla riflessione comparatistica sulla giustizia costituzionale, il ragionamento dello studente a partire dalle categorie tradizionali, con la finalità di rintracciare le tendenze recenti sul piano interno ed esterno al processo costituzionale, con particolare riguardo alla posizione del giudice costituzionale e alle relazioni con i poteri dello stato. Il colloquio si articola su due quesiti, a partire dai quali si invita lo studente a procedere alla comparazione con altre esperienze e a svolgere riflessioni evolutive e di sistema sulla giustizia costituzionale. Criteri di valutazione Conoscenza e capacità di comprensione: Lo studente deve essere capace di esporre discorsivamente e sistematicamente le conoscenze teoriche acquisite. Conoscenza e capacità di comprensione applicate: Lo studente deve essere capace di esaminare la giurisprudenza costituzionale sottopostagli con approccio sistematico e applicando criticamente le categorie apprese. Autonomia di giudizio: Lo studente deve mostrare capacità di individuare e inquadrare autonomamente le connessioni tra questioni processuali, sostanziali e ordinamentali, nonché di prefigurare e contestualizzare linee di tendenza in specifiche esperienze di giustizia costituzionale ed il loro impatto sui complessivi assetti costituzionali. Abilità comunicative: Lo studente deve mostrare la capacità di esporre in modo chiaro, sistematico, convincente e con il necessario corredo linguistico-tecnico le conoscenze acquisite, nonché di illustrare con rigore e metodo critico le tendenze evolutive nelle esperienze di giustizia costituzionale oggetto di studio, come pure di avere acquisito il lessico proprio del metodo comparatistico, e di applicarlo nel corso del colloquio orale. Capacità di apprendere: Lo studente deve mostrare di avere acquisito un livello di conoscenza dei temi oggetto dell'insegnamento idoneo a organizzare autonomamente e discorsivamente, anche attraverso collegamenti tematici e/o per disgiunzione la conoscenza acquisita, con spirito critico e padronanza del lessico specialistico. Criteri di misurazione dell'apprendimento e di attribuzione del voto finale L'esame si svolgerà con l'obiettivo di saggiare la capacità dello studente di illustrare gli istituti e i fenomeni costituzionali e di analizzarli in chiave critica. La valutazione finale verrà formulata in una votazione numerica o in un giudizio di idoneità a seconda del piano di studio di ciascuno studente. La votazione finale è attribuita in trentesimi. L'esame con voto si intende superato quando il voto è maggiore o uguale a 18. Per conseguire una valutazione elevata lo studente deve avere sviluppato autonomia di giudizio e adeguata capacità di argomentazione ed esposizione. La lode è attribuita qualora lo studente dimostri una spiccata capacità argomentativa e critica e sia in grado di cogliere considerazioni di sistema ed evolutive concernenti la posizione della giustizia costituzionale nell'ambito del moderno stato democratico, riferendosi alle corrette esperienze paradigmatiche delle rispettive tendenze e agli elementi tecnici rilevanti.
Testi di riferimento
Testi di riferimento L. Pegoraro, Sistemi di giustizia costituzionale, Giappichelli, Torino, 2019 (288 pp.) Note ai testi di riferimento Durante il corso saranno consultati singoli capitoli di: A. Von Bogdandy, P.M. Huber, C. Grabenwarter, Constitutional Adjudication: Institutions, Oxford, Oxford, 2020. Saranno altresì consultate parti selezionate di: H. Kelsen, La Giustizia costituzionale, Giuffrè, Milano, 1981. Materiali didattici Il materiale didattico rimarrà disponibile in qualsiasi momento e in forma permanente su apposite cartelle nel canale Teams del docente, raggiungibile tramite il codice univoco: s1z84wz
Codice insegnamento 63031
Industrial Law3° anno · 9 CFU · 0 file
L’obiettivo del corso consiste nel fornire agli studenti una conoscenza specialistica di una materia altamente professionalizzante, che consente di acquisire la conoscenza degli istituti del diritto della proprietà…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
L’obiettivo del corso consiste nel fornire agli studenti una conoscenza specialistica di una materia altamente professionalizzante, che consente di acquisire la conoscenza degli istituti del diritto della proprietà industriale (segni distintivi, marchi, brevetti, disegni e modelli), della proprietà intellettuale (diritti d’autore), della concorrenza e antitrust nazionali, con riferimento anche al quadro della corrispondente normativa comunitaria. Lo studente acquisirà competenze e conoscenze che gli consentiranno di comprendere gli istituti e la normativa sugli Intellectual Property Rights (IPRs) e sulla concorrenza. Moduli in inglese in Diritto della concorrenza e antitrust e Diritto della proprietà industriale: obiettivo del corso è fornire agli studenti una conoscenza specialistica, da un lato, del Diritto della Concorrenza e dell’Antitrust, dall’altro dei segni distintivi (ditta, insegna, marchi, nomi a dominio e diritti non titolati), dei brevetti, dei modelli di utilità e dei disegni e modelli secondo la legislazione europea e italiana. Gli studenti apprenderanno i principi generali della concorrenza e dell’antitrust, nonché della proprietà industriale, che consentiranno loro di:
sussumere casi concreti nelle fattispecie astratte presenti nell’ordinamento giuridico;
comprendere la logica delle diverse fattispecie giuridiche e quali interessi tutelano;
individuare i problemi interpretativi;
conoscere le norme comunitarie e italiane in materia di concorrenza e antitrust, nonché il diritto della proprietà industriale. Il corso fornisce agli studenti capacità critiche e autonomia di giudizio che consentono loro di:
qualificare casi concreti e reali;
risolvere casi pratici;
utilizzare tecniche interpretative per individuare soluzioni pratiche. Il corso mira, inoltre, allo sviluppo delle competenze tipiche richieste dalle professioni legali, quali:
la capacità di esprimersi utilizzando un linguaggio appropriato e specialistico, adatto al settore economico e giuridico;
la capacità di trasmettere le conoscenze acquisite ad altre persone in modo chiaro e completo;
la capacità di condurre analisi critiche su questioni interpretative finalizzate alla soluzione di casi concreti; la capacità di qualificare una materia specifica secondo un metodo giuridico, collegando diverse discipline all’interno con competenza e padronanza della legge.
Il corso fornisce agli studenti gli strumenti cognitivi necessari a:
collocare nel sistema giuridico le diverse fattispecie;
comprendere la ratio degli istituti, gli interessi tutelati, la derogabilità o imperatività delle norme;
individuare i problemi interpretativi delle fattispecie definitorie e della disciplina loro applicabile;
conoscere la disciplina italiana peculiare degli IPR e della concorrenza, in relazione anche alla normativa comunitaria di riferimento.
Il corso permette agli studenti, grazie alle competenze e conoscenze tecniche, di:
qualificare le fattispecie concrete;
risolvere casi pratici;
usare le tecniche ermeneutiche per addivenire a soluzioni pratiche
Autonomia di giudizio Il corso permette agli studenti di acquisire: o La capacità critica e di analisi delle questioni interpretative sottese alla disciplina positiva, finalizzata alla risoluzione di casi pratici e all’autonomia di giudizio; o Capacità di qualificazione giuridica delle fattispecie nel sistema normativo e di collegamento tra gli istituti, con padronanza ed elasticità mentale.
Abilità comunicative Il corso permette di acquisire le abilità tipiche del giurista positivo, ossia: o la capacità di espressione mediante il linguaggio tecnico specialistico delle materie economico-giuridiche; o la capacità di riferire ai propri interlocutori, in maniera chiara e completa, le conoscenze acquisite.
Capacità di apprendere in modo autonomo In ultima istanza gli studenti saranno in grado di sviluppare processi di apprendimento autonomi e di auto-apprendimento del diritto antitrust e concorrenza nonché del diritto della PI, nell’ottica del “lifelong learning”.
Programma
Programma da 9 CFU Il corso di Diritto Industriale (articolato in 3 moduli) sarà dedicato alla disamina della disciplina dei rapporti fra impresa e mercato, con riguardo alla regolamentazione nazionale e comunitaria dei fenomeni concorrenziali e alla disciplina antitrust, alla disciplina dei segni distintivi d’impresa, dei brevetti per invenzione, disegni e modelli, e del diritto d’autore. In particolare saranno trattati i seguenti argomenti: 1. per la disciplina della concorrenza e dell’antitrust: la nozione di mercato concorrenziale; i principi costituzionali e la libertà di concorrenza; i limiti legali alla concorrenza e la legislazione generale antimonopolistica; i limiti convenzionali alla concorrenza; le regole di correttezza professionale e il divieto di concorrenza sleale; gli atti di concorrenza sleale; la tutela della concorrenza; la disciplina della pubblicità; il concorso della normativa antitrust comunitaria e nazionale; la nozione di impresa comunitaria; la concorrenza e le posizioni dominanti; l’abuso di posizione dominante; gli accordi di comportamento e le modificazioni strutturali nella disciplina delle intese e delle concentrazioni; l’impresa monopolistica; i poteri dell’Autorità garante. 2. Per la disciplina dei segni distintivi e della proprietà industriale: requisiti del marchio; diritto di marchio contenuto, circolazione, tutela ed estinzione; marchi collettivi; marchi celebri; marchi internazionali e comunitari; ditta e insegna; i domain names e le privative non titolate; definizione di invenzione; invenzioni di gruppo, del prestatore di lavoro e su commessa; brevetti: tutela e nullità del brevetto; segreto industriale; disegni e modelli. 3. Per la disciplina del diritto d’autore: l’oggetto della tutela (carattere rappresentativo); opere utili; opere collettive, in collaborazione, semplici e composte; elaborazioni creative; fattispecie costitutiva e soggetti; contenuto del diritto d’autore (diritti morali e patrimoniali); i diritti connessi. Il corso avrà prevalentemente carattere seminariale, preferibilmente con un’unica lezione settimanale, a cui si affiancheranno seminari ed esercitazioni scritte, per approfondire casi pratici d’interesse dottrinale e giurisprudenziale, scelti dai docenti d’intesa con gli studenti. Programma da 6 CFU – DIRITTO INDUSTRIALE - DIRITTO DELLA CONCORRENZAE E DELLA PROPRIETÀ INTELLETTUALE/INDUSTRIALE Il corso è articolato in due moduli di cui uno obbligatorio, sulla disciplina della concorrenza e antitrust, ed uno a scelta dello studente tra due moduli alternativi: diritto della proprietà industriale (segni distintivi, invenzioni industriali, disegni e modelli) ovvero diritto della proprietà intellettuale (diritto d’autore). Per il contenuto dettagliato dei singoli moduli si rinvia a quanto sopraindicato nel Programma da 9 crediti. Programma inglese 3 ECTS - DIRITTO INDUSTRIALE - DIRITTO DELLA CONCORRENZA E ANTITRUST Questa parte del corso è dedicata al diritto della concorrenza e dell’antitrust, in maniera più basilare sui principi dell’UE e più diffusamente sulla regolamentazione antitrust italiana del mercato. In particolare, verranno analizzati i seguenti problemi giuridici: la definizione di mercato rilevante; i principi costituzionali e la libertà di concorrenza; i limiti legali e convenzionali alla concorrenza; la regola della correttezza professionale e il divieto di concorrenza sleale; gli atti di concorrenza sleale e la loro legislazione; la legislazione italiana sulla pubblicità ingannevole e comparativa; il combinato disposto del diritto antitrust comunitario e italiano; la definizione di impresa comunitaria; il diritto antitrust in materia di intese (accordi collusivi), abuso di posizione dominante, concentrazioni (fusioni e acquisizioni o M&A); imprese pubbliche e monopoli; il public enforcement dell’Autorità Antitrust; rapido riferimento agli strumenti di private enforcement.
Modalità d'esame
Esame orale Durante l’esame finale il candidato, con capacità di analisi dei disposti normativi, autonomia di giudizio nella soluzione dei problemi giuridici (teorici e concreti) posti, senso critico e proprietà di linguaggio, dovrà dimostrare di saper rappresentare e dominare in modo chiaro e appropriato la disciplina del diritto industriale. Il metodo di accertamento delle conoscenze e competenze acquisite è quello dell’esame orale, con domande teoriche su specifici istituti volte a verificare: a) il grado di approfondimento delle conoscenze sulla normativa di riferimento vigente; b) le capacità di collegamento con altri istituti affini e/o con le normative previgenti e con la normativa europea; c) la capacità di individuazione e conoscenza dei problemi esegetici; d) la capacità di risoluzione di casi pratici ed esemplificazione di situazioni concrete. L’esame si conclude con l’assegnazione di un voto espresso in trentesimi da un minimo di 18/30. I diversi livelli di preparazione porteranno a diversi giudizi: eccellente (30/30 e lode), ottimo (28/29), buono (25/27), discreto (21/24), sufficiente (18/20).
Testi di riferimento
Programma da 9 CFU P. AUTERI – G. FLORIDIA E ALTRI, Diritto industriale – Proprietà intellettuale e concorrenza, Giappichelli, 2023, 7^ ed., parti I, II, III, IV, V, VI e VII; oppure M. BERTANI – A. COGO – P. FABBIO – A. GENOVESE – A. OTTOLIA, Lineamenti di diritto industriale. Concorrenza e proprietà intellettuale, Wolters Kluwer-CEDAM, 2024, 1^ ed., parti I, II, III, IV, V, VI, VII. Programma da 6 CFU Obbligatoriamente: P. AUTERI – G. FLORIDIA E ALTRI, Diritto industriale – Proprietà intellettuale e concorrenza, Giappichelli, 2023, 7^ ed., parti V, VI; oppure A. VANZETTI – V. DI CATALDO – M.S. SPOLIDORO, Manuale di Diritto Industriale, ed. Giuffrè, Milano, 2021, 9^ ed., parti I, V, VI; oppure M. BERTANI – A. COGO – P. FABBIO – A. GENOVESE – A. OTTOLIA, Lineamenti di diritto industriale. Concorrenza e proprietà intellettuale, Wolters Kluwer-CEDAM, 2024, 1^ ed., parti I, II, III. e, in alternativa: P. AUTERI – G. FLORIDIA E ALTRI, Diritto industriale – Proprietà intellettuale e concorrenza, Giappichelli, 2023, 7^ ed., parti II, III, IV (per il modulo di proprietà industriale); oppure, parte VII (per il modulo di proprietà intellettuale); oppure A. VANZETTI – V. DI CATALDO – M.S. SPOLIDORO, Manuale di Diritto Industriale, ed. Giuffrè, Milano, 2021, 9^ ed., parti II, III (per il modulo di proprietà industriale); oppure M. BERTANI – A. COGO – P. FABBIO – A. GENOVESE – A. OTTOLIA, Lineamenti di diritto industriale. Concorrenza e proprietà intellettuale, Wolters Kluwer-CEDAM, 2024, 1^ ed., parti IV, V, VI (per il modulo di proprietà industriale); oppure, parte VII (per il modulo di proprietà intellettuale). Programma da 3 CFU P. AUTERI – G. FLORIDIA E ALTRI, Diritto industriale – Proprietà intellettuale e concorrenza, Giappichelli, 2023, 7^ ed., parti I, V e VI; oppure A. VANZETTI – V. DI CATALDO – M.S. SPOLIDORO, Manuale di Diritto Industriale, Giuffrè, Milano, 2021, 9^ ed., parti I, V e VI; oppure M. BERTANI – A. COGO – P. FABBIO – A. GENOVESE – A. OTTOLIA, Lineamenti di diritto industriale. Concorrenza e proprietà intellettuale, Wolters Kluwer-CEDAM, 2024, 1^ ed., parti I, II, III.
Codice insegnamento 69018
Ordinamento Giudiziario3° anno · 9 CFU · 0 file
Il corso si propone di analizzare l’organizzazione del sistema giudiziario italiano sotto il profilo ordinamentale e le principali problematiche ad esso inerenti. Partendo dall’esame dei principi costituzionali sulla…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
Il corso si propone di analizzare l’organizzazione del sistema giudiziario italiano sotto il profilo ordinamentale e le principali problematiche ad esso inerenti. Partendo dall’esame dei principi costituzionali sulla magistratura, oggetto d'insegnamento sono gli istituti fondamentali dell’Ordinamento Giudiziario, attraverso l’illustrazione delle norme non soltanto del r.d. 12/1941 e delle sue numerose modifiche, ma anche dei codici di rito e soprattutto la Costituzione. L'obiettivo principale del corso consiste nel fornire agli studenti le basi per comprendere al meglio l’insieme delle disposizioni che disciplinano l’organizzazione degli apparati e delle persone preposti al funzionamento della Giustizia. Lo studente deve acquisire competenze che gli permettano di comprendere i principi che regolano l’organizzazione della Giustizia, contenuti nella Carta costituzionale; ma deve anche acquisire competenze per comprendere le norme di organizzazione “pratica” della giustizia, e cioè quelle disposizioni che, nel rispetto dei principi, tendono ad organizzazione il “servizio” giustizia nel modo più efficiente possibile. Ma soprattutto, data la particolare natura dell’Ordinamento giudiziario, lo studente dovrà, al termine del corso, essere in grado di comprendere pienamente la vera ratio delle norme, atteso che è ben possibile dividere la normativa della disciplina in parole, in tre ambiti: 1) i principi fondamentali dell’amministrazione della giustizia, per loro natura immodificabili; 2) le norme tecnico-pratiche, prive di rilevanza politica; 3) le norme organizzative che invece abbiamo rilevanza di natura politica.
Lo studente dovrà acquisire le conoscenze di ordinamento giudiziario di base e di livello avanzato al fine di comprendere i meccanismi che regolano l’organizzazione della Giustizia, anche in ottica costituzionale
Lo studente dovrà dimostrare la propria capacità di ragionare e di comprendere i principi, anche di natura costituzionale, che disciplinano l’organizzazione della Giustizia
Autonomia di giudizio Lo studente dovrà dimostrare di aver acquisito capacità critiche e logico-deduttive idonee a comprendere l’organizzazione della Giustizia, alla luce della legge anche costituzionale Abilità comunicative Lo studente dovrà dimostrare di aver acquisito capacità comunicative ed espositive dell’argomento Capacità di apprendere in modo autonomo Lo studente dovrà dimostrare di aver fatto propri i principi, anche costituzionali, che sottostanno all’organizzazione della Giustizia
Programma
L’ordinamento giudiziario; i principi costituzionali; il Consiglio superiore della magistratura; la giurisdizione ordinaria e le giurisdizioni speciali; il giudice ordinario: accesso, carriera e responsabilità, il giudice onorario; gli uffici giudiziari giudicanti; la magistratura requirente; la responsabilità civile e disciplinare del magistrato.
Modalità d'esame
Esame orale. Criteri di valutazione Conoscenza e capacità di comprensione: L’esame orale deve verificare che il candidato abbia acquisito le nozioni base dell’Ordinamento giudiziario. Conoscenza e capacità di comprensione applicate: L’esame orale deve, inoltre, accertare che il candidato sia in grado di ragionare utilizzando i concetti e gli strumenti appresi durante il corso Autonomia di giudizio: La prova d’esame è finalizzata ad appurare l’acquisizione da parte del candidato della piena autonomia di giudizio sulle tematiche e sulle problematiche analizzate. Abilità comunicative: Durante la prova d’esame, il candidato dovrà dimostrare di aver acquisito la capacità di argomentare in maniera logica e di comunicare oralmente in maniera chiara ed esaustiva gli argomenti affrontati durante il corso Capacità di apprendere: Lo studente dovrà aver raggiunto una conoscenza sufficiente dei principi e delle norme di Ordinamento giudiziario. Conoscenza e capacità di comprensione: L’esame orale deve verificare che il candidato abbia acquisito le nozioni base dell’Ordinamento giudiziario. Conoscenza e capacità di comprensione applicate: L’esame orale deve, inoltre, accertare che il candidato sia in grado di ragionare utilizzando i concetti e gli strumenti appresi durante il corso Autonomia di giudizio: La prova d’esame è finalizzata ad appurare l’acquisizione da parte del candidato della piena autonomia di giudizio sulle tematiche e sulle problematiche analizzate. Abilità comunicative: Durante la prova d’esame, il candidato dovrà dimostrare di aver acquisito la capacità di argomentare in maniera logica e di comunicare oralmente in maniera chiara ed esaustiva gli argomenti affrontati durante il corso Capacità di apprendere: Lo studente dovrà aver raggiunto una conoscenza sufficiente dei principi e delle norme di Ordinamento giudiziario. Criteri di misurazione dell'apprendimento e di attribuzione del voto finale La verifica avrà la struttura aperta, a partire da domande che intendano accertare da un lato il possesso di nozioni o contenuti essenziali del programma, e, dall’altro, le capacità critiche o dialettiche in ordine agli argomenti e ai principi affrontati nel corso di studi. La valutazione finale sarà espressa in un voto d’esame espresso in trentesimi: eccellente (30 e 30 e lode). ottimo (28/20), buono (25/27), discreto (21/24) e sufficiente (18/20). L’attribuzione della lode richiede il consenso unanime della commissione d’esame.
Testi di riferimento
Per l’esame da 9 crediti: F. DAL CANTO, Lezioni di ordinamento giudiziario, Giappichelli, Torino, 4° ed., 2024; Per l’esame da 6 crediti: F. DAL CANTO, Lezioni di ordinamento giudiziario, Giappichelli, Torino, 4° ed. 2024, dal 1° al 12° capitolo incluso; Per l’esame da 3 crediti: F. DAL CANTO, Lezioni di ordinamento giudiziario, Giappichelli, Torino, 4° ed., 2024, dal 1° al 6° capitolo incluso;
Codice insegnamento 6776
Social Justice And Sustainable Development3° anno · 9 CFU · 0 file
L'obiettivo principale del corso è fornire agli studenti gli strumenti teorici per comprendere e interpretare le questioni di giustizia sociale ed etica ambientale che emergono nella società contemporanea. Il corso…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
L'obiettivo principale del corso è fornire agli studenti gli strumenti teorici per comprendere e interpretare le questioni di giustizia sociale ed etica ambientale che emergono nella società contemporanea. Il corso verterà sulle principali teorie contemporanee della filosofia politica e su alcune delle tematiche più rilevanti dell'etica ambientale.
Gli studenti dimostreranno conoscenze e capacità di comprensione nell'ambito di un percorso di studi post-universitario caratterizzato dall'impiego di materiali avanzati, inclusi i più autorevoli contributi della riflessione teorica contemporanea su temi di filosofia politica ed etica ambientale.
Gli studenti saranno in grado di applicare le conoscenze e la comprensione acquisite – anche attraverso la discussione in aula di casi pratici – per dimostrare un approccio professionale nel proprio lavoro. Le competenze acquisite saranno adeguate ad affrontare la comprensione di problematiche politiche e ambientali, sia a livello globale che locale, proponendo idee e argomentazioni capaci di rispondere alle sfide contemporanee.
Autonomia di giudizio Gli studenti avranno la capacità di raccogliere e interpretare i dati (anche al di fuori del campo giuridico) ritenuti utili a determinare giudizi autonomi, inclusa la riflessione su temi sociali, scientifici o etici ad essi connessi.
Abilità comunicative Gli studenti sapranno ragionare su temi politici ed ambientali di ampio respiro, comunicando informazioni, idee, problemi e soluzioni a interlocutori specialisti e non specialisti.
Capacità di apprendere in modo autonomo Gli studenti svilupperanno quelle capacità di apprendimento che sono loro necessarie per intraprendere studi successivi con un alto grado di autonomia.
Programma
In primo luogo, affronteremo la questione generale della giustizia attraverso le tre chiavi di lettura più dibattute nell'etica contemporanea: utilità, dovere e virtù. In secondo luogo, esamineremo il dibattito liberale sulle teorie della giustizia, prendendo in considerazione l'utilitarismo, la teoria della giustizia di Rawls, il libertarismo, il comunitarismo e la teoria aristotelica del merito. In terzo luogo, affronteremo concetti chiave dell'etica ambientale quali specie e biodiversità, giustizia ambientale e giustizia globale. Infine, sposteremo l'attenzione sul rapporto tra teorie politiche e Unione Europea, esaminando: in primo luogo, la sfida del populismo alla democrazia liberale; in secondo luogo, la questione dell'identità nazionale e dell'immigrazione; in terzo luogo, la sfida populista e la teoria conservatrice.
Testi di riferimento
Materiali da: W.Kymlicka, ‘Contemporary Political Theories’, OUP, 2002; R.Sandler, ‘Environmental Ethics’, OUP, 2018; R.Eatwell and M.Goodwin, “National populism. The revolt against liberal democracy”, Penguin, 2018; L.Orgad, “The cultural defense of nations”, OUP, 2015.
Codice insegnamento 69012
Tutela Internazionale dei Diritti Umani3° anno · 9 CFU · 0 file
Il corso si propone di fornire la conoscenza della normativa internazionale relativa alla protezione dei diritti umani attraverso la individuazione delle norme internazionali consuetudinarie e convenzionali poste a…
Scheda dell'insegnamento
Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.
Obiettivi formativi
Il corso si propone di fornire la conoscenza della normativa internazionale relativa alla protezione dei diritti umani attraverso la individuazione delle norme internazionali consuetudinarie e convenzionali poste a protezione della persona umana. Particolare attenzione sarà prestata all’esame dei vari strumenti adottati dalle Nazioni Unite (Dichiarazione Universale del 1948, Patti del 1966) e dalle organizzazioni internazionali regionali, in particolare dal Consiglio d’Europa (Convenzione europea dei diritti dell’uomo) e dall’Unione europea (Carta dei diritti fondamentali). Nel corso ci si propone di svolgere una verifica dei casi di maggiore attualità e importanza riguardanti l’Italia, l’esame del sistema internazionale di garanzia della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e della problematica relativa alle violazioni dei diritti umani aventi origine sistemica nell’ambito della medesima Convenzione. L’obiettivo principale del corso consiste nel fornire agli studenti le basi utili alla comprensione della disciplina del diritto internazionale dei diritti umani onde consentire una valutazione autonoma delle situazioni implicanti violazioni di diritti umani sia in casi individuali che in situazioni riconducibili a violazioni di diritti umani di carattere sistemico che della rilevanza dei differenti meccanismi internazionali ed europei di garanzia. Quanto alle abilità che il corso permette di acquisire esse riguardano la capacità di analisi delle situazioni implicanti violazioni di diritti umani sia sul piano interstatale che su quello implicante un locus standi dell’individuo nonché la capacità di risolvere le relative questioni partendo da un caso concreto.
Autonomia di giudizio: Acquisizione di una valutazione critica autonoma della funzione storico sociale degli istituti giuridici, al fine di pervenire ad una piena consapevolezza ed autonomia nell’affrontare e trattare, anche con soluzioni originali, i problemi interpretativi ed applicativi dei settori del diritto in questione.
Conseguimento delle conoscenze relative all’applicazione e al funzionamento delle fonti normative e degli istituti relativi alla protezione internazionale ed europea dei diritti umani.
Conoscenza e capacità di comprensione: Conseguimento delle conoscenze relative all’applicazione e al funzionamento delle fonti normative e degli istituti relativi alla protezione internazionale ed europea dei diritti umani.
Conoscenza e capacità di comprensione applicate: Acquisizione delle competenze per la comprensione, l’inquadramento e la soluzione di fattispecie internazionali relative alla protezione dei diritti umani
Autonomia di giudizio: Acquisizione di una valutazione critica autonoma della funzione storico sociale degli istituti giuridici, al fine di pervenire ad una piena consapevolezza ed autonomia nell’affrontare e trattare, anche con soluzioni originali, i problemi interpretativi ed applicativi dei settori del diritto in questione.
Abilità comunicative: Acquisizione della capacità di comunicare in maniera efficace informazioni e idee relative alla protezione internazionale ed europea dei diritti umani; capacità di discutere problemi e soluzioni riguardanti le relative fattispecie adeguandone la forma ed il mezzo di comunicazione in relazione al destinatario della comunicazione.
Capacità di apprendere: Acquisizione delle capacità di apprendimento necessarie per intraprendere studi successivi nonché per la consultazione autonoma di fonti normative, dottrinali e giurisprudenziali internazionalistiche, ai fini di un continuo aggiornamento delle proprie competenze per l’esercizio delle professioni giuridiche nazionali e internazionali nonché delle professioni non giuridiche che richiedono comunque competenze nei vari settori del diritto in questione.
Programma
Modulo da 9 crediti, argomenti trattati: 1. La posizione dell'individuo nel diritto internazionale tradizionale. 2. La protezione dei diritti umani e l'erosione della domestic jurisdiction. 3. L'affermazione dell'universalità dei diritti dell'uomo. 4. Il diritto di autodeterminazione dei popoli e la tutela delle minoranze. 5. Il diritto internazionale umanitario. 6. La responsabilità di proteggere. I crimini internazionali dell'individuo e i tribunali penali internazionali. 7. Il principio della giurisdizione penale universale. 8. Il ruolo e gli organismi delle Nazioni Unite nella tutela dei diritti dell'uomo. Il valore della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948. 9. Il Patto internazionale sui diritti civili e politici e quello sui diritti economici, sociali e culturali. 10. I meccanismi internazionali di controllo. 11. La protezione di specifici diritti, tra cui i diritti digitali. 12. Le convenzioni sulla schiavitù, sul genocidio, sulla tratta degli esseri umani, sulla tortura. La protezione internazionale dei minori. 13. Il sistema regionale di protezione dei diritti umani. 14. Azionabilità in giudizio dei diritti umani 15. Il ruolo degli individui e la tutela dei loro interessi 16. Enti non statali e tutela dei diritti umani 17. La Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. 18. La Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. 19. Violazioni derivanti da problemi sistemici o strutturali e tutela giudiziaria dei diritti dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo. 20. Il valore della Convenzione europea dei diritti dell’uomo nell’ordinamento italiano. Modulo da 6 crediti, argomenti trattati: Punti 1 - 12 e da 17 a 20 del modulo da 9 CFU. Modulo da 3 crediti, argomenti tratti: Punti 17 e 18 del modulo da 9 CFU.
Testi di riferimento
Module of 9 CFU P. PUSTORINO, Lezioni di tutela internazionale dei diritti umani, Cacucci editore, Bari, 2023. Module of 6 CFU P. Pustorino, Lezioni di tutela internazionale dei diritti umani, Cacucci editore, Bari, 2023 (pp. 1 – 54, 89 - 237) Module 3CFU Cannone, Violazioni di carattere sistemico e Convenzione europea dei diritti dell’uomo, Cacucci editore, Bari, 2018 (pp. 1 - 113).
Codice insegnamento 9539
1° modulo: Diritto del lavoro II4° anno · 3 CFU · 0 file
Diritto Costituzionale Comparato4° anno · 9 CFU · 0 file
Diritto Privato Comparato4° anno · 9 CFU · 0 file
Diritto amministrativo II4° anno · 9 CFU · 0 file
Diritto civile I4° anno · 5 CFU · 0 file
Diritto ecclesiastico4° anno · 6 CFU · 0 file
Diritto processuale civile I4° anno · 5 CFU · 0 file
Diritto processuale penale I4° anno · 5 CFU · 0 file
Diritto tributario4° anno · 6 CFU · 0 file
Sociologia del diritto4° anno · 6 CFU · 0 file
Diritto agro-alimentare5° anno · 6 CFU · 0 file
Diritto civile II5° anno · 9 CFU · 0 file
Diritto processuale civile II5° anno · 9 CFU · 0 file
Diritto processuale penale II5° anno · 9 CFU · 0 file
Economia dell’impresa5° anno · 6 CFU · 0 file
Prova finale5° anno · 21 CFU · 0 file
1° modulo: Storia del diritto romano6 CFU · GIUR-15/A · 0 file
Diritto Romano I modulo Storia del Diritto Romano (6 CFU)
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
Diritto Romano I modulo Storia del Diritto Romano (6 CFU)
Programma
Premesse: il diritto romano e la tradizione romanistica. Linee cronologiche essenziali e prospettiva storica. I documenti e il problema del testo. L’età tardo-antica. Diritto codificato e diritto giurisprudenziale. Una mentalità legalistica. Iura et leges: il problema della certezza del diritto. Il codice: libro e testo normativo. Codice antico e codice moderno. Le codificazioni tardoantiche. La compilazione giustinianea. L’esperienza giuridica repubblicana e classica. Una cultura “orale”. La giurisprudenza: una professione aristocratica. La giurisprudenza come letteratura e come attività pratica. Contesti sociali e istituzioni politiche. Le tecniche e i “valori”. Le fonti normative: un ordinamento “stratificato”. I cataloghi delle fonti di produzione del diritto nella riflessione giurisprudenziale tardo-repubblicana e imperiale. Ius civile: polivalenza semantica. Le XII Tavole e il formalismo arcaico. Ius gentium: superamento del formalismo e nuovi principii. Ius honorarium: l’editto, un testo fragile e persistente. L’attività normativa imperiale. La giurisprudenza. Dai giuristi-sacerdoti ai giuristi laici. Sesto Elio e i Tripertita. Quinto Mucio e la sua opera “sistematica”. Servio Sulpicio Rufo: responso serviano e nuove forme letterarie. Dal caso al problema. Tecniche interpretative e metodi argomentativi. Il Principe e il giurista. Ius respondendi e consilium principis. Tipologie letterarie in epoca classica. Labeone fra conservatorismo e innovazione. Le scuole giuridiche del Principato: Sabiniani e Proculiani. Gaio e la sua eredità letteraria. La giurisprudenza severiana: assolutismo e giusnaturalismo. Vicende postclassiche delle opere giurisprudenziali. La preparazione non potrà prescindere dalla esegesi di frammenti particolarmente significativi contenuti nel manuale, con particolare attenzione ai profili inerenti alle tecniche e metodologie interpretative dei giuristi romani e al progressivo costituirsi dell’esperienza vissuta del diritto come “scienza”.
Modalità d'esame
Le modalità di svolgimento della valutazione sono costituite da colloqui e discussioni intrattenute dal docente con gli studenti durante il corso, senza prove scritte e/o intermedie o pre-appelli. L’esame finale è svolto esclusivamente in forma orale. Non vi sono modalità di verifica differenziate per studenti frequentanti e non frequentanti.
Testi di riferimento
M. BRETONE, STORIA DEL DIRITTO ROMANO, Roma-Bari, Laterza, 202424 (esclusi i capitoli I e XII).
Codice insegnamento UC443001
2° modulo: Istituzioni di diritto romano9 CFU · GIUR-15/A · 0 file
Il corso intende fornire un quadro esauriente della complessa articolazione del diritto privato romano con riguardo allo svolgimento storico e dogmatico delle principali figure giuridiche. Durante le lezioni i concetti e…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
Il corso intende fornire un quadro esauriente della complessa articolazione del diritto privato romano con riguardo allo svolgimento storico e dogmatico delle principali figure giuridiche. Durante le lezioni i concetti e gli istituti più importanti saranno discussi ed esaminati alla luce delle testimonianze antiche. Una parte del corso sarà dedicata al problema storiografico costituito dall’uso di nozioni e categorie elaborate dalla tradizione scientifica europea lungo i secoli, dal Medioevo all’età moderna.
Programma
1. Introduzione. Il Corpus Iuris Civilis tra storia e sistema. Ius controversum. Il valore attuale dell’esperienza giuridica antica. 2. Il processo privato. Legis actiones e processo formulare. Le persone e il problema della ‘soggettività’ giuridica. 3. Le nozioni di status e di capitis deminutio. Liberi e schiavi, cittadini e stranieri, persone sui iuris e alieni iuris. Soggettività limitata. Soggetti diversi dalle persone fisiche. 4. Famiglia e matrimonio. Il pater familias e la patria potestas. La concezione romana del matrimonio. II regime patrimoniale. Lo scioglimento del matrimonio. Altre situazioni giuridicamente rilevanti. 5. Negotia gerere. Fatti e atti giuridici. Il rapporto giuridico. Formalismo e tipicità. L’atto privato e i suoi elementi. Interpretazione. Invalidità e inefficacia. La rappresentanza ‘negoziale’. 6. Forme di appartenenza dei beni. Diritti reali e possesso. La tutela giurisdizionale. 7. Obbligazioni. Svolgimento storico e fonti delle obbligazioni. Oggetto e ‘tipi’. La nozione di ‘responsabilità’. L’estinzione delle obbligazioni. 8. Successione legittima e testamentaria. Hereditas e bonorum possessio.
Modalità d'esame
Le modalità di svolgimento della valutazione sono costituite da colloqui e discussioni intrattenute dal docente con gli studenti durante il corso, senza prove scritte e/o intermedie o pre-appelli. L’esame finale è svolto esclusivamente in forma orale. Non vi sono modalità di verifica differenziate per studenti frequentanti e non frequentanti.
Testi di riferimento
A. LOVATO – S. PULIATTI – L. SOLIDORO, Profili di diritto privato romano, Giappichelli, Torino 2024
Codice insegnamento UC443003
Attività a scelta libera9 CFU · 0 file
Diritto del lavoro II e organizzazione9 CFU · 0 file
Insegnamento opzionale (v. elenco esami opzionali attivati dal Dipartimento per l’A.A. 2025/26)9 CFU · 0 file
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