Il corso fornisce agli studenti un quadro di conoscenze finalizzato a inquadrare la disciplina del restauro del patrimonio culturale in ambito architettonico. L’architettura, infatti, pone specifiche questioni conservative nell'ambito di una generale unità di metodologia che accomuna anche le opere d’arte mobili. Il corso si propone quindi, in primo luogo, di fornire nozioni sull’evoluzione storica che ha portato all’affermazione del restauro architettonico come pratica culturale autonoma rispetto alla progettazione del nuovo. Successivamente, saranno analizzati i principali nodi critici della disciplina, con i quali ci si confronta nella redazione di un progetto di restauro architettonico.
Al termine del corso e superato l’esame lo studente sarà in grado di conoscere l’evoluzione delle teorie e della prassi del restauro architettonico e urbano in rapporto al dibattito disciplinare contemporaneo e di applicare tali conoscenze nella interpretazione del patrimonio storico nella sua processualità.
Conoscenza e capacita' di comprensione: Lo studente deve:
- dimostrare di conoscere e saper interpretare i contesti storici e i protagonisti che hanno segnato l’evoluzione delle teorie e della prassi del restauro architettonico e urbano a partire dall’antichità classica al dibattito disciplinare attuale;
- dimostrare di conoscere i principali progetti e interventi che testimoniano l’evoluzione delle teorie e della prassi del restauro architettonico e urbano nel corso dei secoli;
- dimostrare di sapere elaborare discussioni anche complesse concernenti i processi che hanno condotto a una progressiva acquisizione dei valori del patrimonio costruito nel corso dei secoli;
- dimostrare di conoscere criticamente gli orientamenti contemporanei del dibattito disciplinare in materia di restauro.
Il percorso formativo del corso intende fornire allo studente le conoscenze e gli strumenti metodologici di base necessari per analizzare e comprendere l’evoluzione delle teorie e della prassi del restauro architettonico e urbano in rapporto al dibattito disciplinare contemporaneo. Tali strumenti, corredati da esemplificazioni e dall’approfondimento di casi specifici nel corso dei secoli, consentiranno allo studente di comprendere che ogni fabbrica stratificata contiene una sedimentazione storica di interventi trasformativi/conservativi, attuati con diversi gradi di consapevolezza del suo valore culturale, in ragione della progressiva evoluzione della sensibilità nei confronti del patrimonio costruito. Ciò consentirà allo studente di interpretare ciascuna fabbrica nella sua processualità, in vista della sua trasmissione al futuro.
Capacita' di applicare conoscenza e comprensione: Lo studente deve dimostrare: - di essere in grado di comprendere la fabbrica con la sua sedimentazione e di individuarne la storicità e le fasi evolutive in rapporto alla sua processualità, distinguendo gli interventi di trasformazione, restauro e/o conservazione e rapportandoli al grado di consapevolezza culturale delle diverse epoche e all’orientamento metodologico e operativo delle figure che vi hanno lavorato;
- di saper cogliere il carattere di palinsesto e il valore storico delle stratificazioni che ogni fabbrica esprime, riconoscendone le diverse tracce e rapportandole al contesto storico-critico che le ha prodotte, in vista della loro integrale trasmissione al futuro.
Il percorso formativo è orientato a trasmettere le capacità critico-interpretative utili alla comprensione dei valori tangibili e intangibili del patrimonio costruito nel suo carattere di palinsesto e nei suoi significati testimoniali, anche ai fini della definizione di strategie per la sua conservazione e valorizzazione.
Autonomia di giudizio
Lo studente deve essere in grado di rielaborare criticamente, con buona padronanza della cronologia storica, l’evoluzione delle teorie e della prassi del restauro architettonico e urbano, acquisendo la capacità di porsi in dialettica con gli orientamenti attuali e di elaborare una personale visione critica in linea con l’impianto metodologico scientificamente condiviso dalla disciplina del Restauro. L'autonomia di giudizio viene progressivamente affinata e verificata attraverso le attività in aula, i sopralluoghi e l’esame finale.
Abilità comunicative
Lo studente deve essere in grado di esporre e argomentare, con buona padronanza della cronologia e della terminologia specifica, l’evoluzione delle teorie e della prassi del restauro architettonico e urbano ponendole sempre in relazione con i contesti storici e geografici di riferimento e, in senso più generale, con la storia della cultura. Lo studente deve essere in grado di esprimersi con linguaggio chiaro e di saper rapportare le conoscenze acquisite alle problematiche contemporanee di restauro e conservazione.
Capacità di apprendimento
Lo studente deve acquisire una adeguata capacità di apprendimento che gli consenta di ampliare le proprie conoscenze attraverso la consultazione di fonti bibliografiche diversificate e la partecipazione a seminari, conferenze, worskshop anche internazionali offerti dal Dipartimento e dal CdS.
Il corso è articolato in due parti: la prima dedicata all'evoluzione storica della disciplina del restauro architettonico dalla fine del XVIII secolo agli anni Trenta del Novecento, la seconda al dopoguerra agli orientamenti più recenti del restauro e ai principali nodi critici e metodologici attuali. Nella prima parte gli studenti vengono progressivamente avvicinati, attraverso la rilettura di alcune tappe fondamentali della storia del restauro architettonico, allo sviluppo delle riflessioni teoriche che hanno progressivamente condotto agli attuali orientamenti disciplinari. Nella seconda vengono presentati gli orientamenti più attuali, anche attraverso esemplificazioni e casi-studio, con particolare riferimento al tema museografico ed espositivo.
Il restauro architettonico dal XVIII secolo alla "Carta" di Atene: questioni teoriche, personalità e interventi
Dal riuso alla conoscenza dell’antico: archeologia e restauro nel XVIII secolo. Restauro e tutela nel periodo neoclassico. Conservazione e restauro nei primi decenni dell’Ottocento a Roma. Trasformazioni dell’architettura e della città nel decennio francese a Napoli. Restauro e medievalismo nell’Ottocento: il ruolo dei «pensatori» francesi da Quatremère de Quincy a L. Vitet e P. Mérimée. Il restauro stilistico attraverso la figura e l’opera di E.E. Viollet-le-Duc. Il contributo inglese alla teoria del restauro e della conservazione: J. Ruskin e W. Morris. Il restauro stilistico e la fortuna critica di E.E. Viollet-le-Duc in Italia: cenni all’opera di F. Travaglini e A. Rubbiani. Il restauro nell’Italia post-unitaria tra avanzamenti teorici e contraddizioni operative: le origini del restauro filologico e le declinazioni del restauro storico nell’attività di C. Boito, L. Beltrami, A. D’Andrade. Il restauro nel pensiero di un protagonista della scuola viennese: il contributo di Alois Riegl. Il restauro in Italia tra le due guerre e la figura di G. Giovannoni: riflessioni teoriche ed interventi operativi. L’ampliamento delle problematiche di tutela dal singolo monumento all’ambiente urbano. L’attività napoletana di G. Chierici. La "Carta" di Atene del 1931.
Il restauro architettonico dal secondo dopoguerra agli attuali orientamenti: nodi critici e casi studio
Problemi di ricostruzione architettonica ed urbana a seguito delle distruzioni belliche della seconda guerra mondiale: i casi di S. Chiara a Napoli e del ponte a S. Trinita a Firenze. Il problema dei ruderi di guerra in Italia e in Europa, differenze e analogie: Germania, Inghilterra, Francia. Le origini del restauro critico. Il pensiero di R. Pane e la teoria di C. Brandi. Evoluzione delle teorie del restauro dalla Carta di Atene alla Carta di Venezia (1964). Restauro e museografia nell'Italia del secondo Novecento. Il restauro negli attuali orientamenti teorici e le sue principali declinazioni: conservazione pura, restauro critico-conservativo, manutenzione-ripristino. Distruzioni e restauri: il caso dei Buddha di Bamiyan e e di Notre-Dame. Patrimonio e globalizzazione nel terzo millennio, il pensiero di F. Choay.
Lo studente è valutato attraverso un colloquio orale finalizzato a verificare conoscenza e il grado di comprensione dei contenuti erogati durante il corso, nonché la capacità critica maturata attraverso la applicazione della conoscenza e comprensione in relazione agli argomenti del corso.
A. Pane, Alle origini del restauro architettonico: il Dictionnaire di Quatremère de Quincy e la sua diffusione in Italia , in Alle origini del restauro architettonico , Atti della Giornata di Studi (Ferrara, 26 marzo 2021), a cura di R. Dalla Negra, A. Ippoliti, Ginevra Bentivoglio Editoria, Roma 2022, pp. 75-94.
A. Pane, Il restauro ottocentesco dell’arco di Tito e la sua fortuna critica , in A. Pane, R. Picone, E. Romeo, V. Russo (a cura di), Restauro tra ricerca e militanza. Studi in onore di Stella Casiello , «L’Erma» di Bretschneider, Roma-Bristol (USA) 2026, pp. 69-84.
S. Casiello (a cura di), La cultura del restauro. Teorie e fondatori , Marsilio, Venezia 2005.
J. Ruskin, Le sette lampade dell’architettura (1849), Jaca Book, Milano 1981, aforismi 30 e 31, pp. 219-230.
E. Viollet-le-Duc, voce Restauro , in Id., L’architettura ragionata , Jaca Book, Milano 1981, pp. 247-271.
C. Boito, I restauri in architettura (1884), in Id., Questioni pratiche di belle arti, Milano 1893, ora in Id., Il nuovo e l’antico in architettura , Jaca book, Milano 1988, pp. 107-126.
A. Pane, Da Boito a Giovannoni: una difficile eredità , in «’ANAKH», n. 57, maggio 2009, pp. 144-153.
C. Brandi, Teoria del restauro , De Luca, Roma 1963; Einaudi, Torino 1997.
R. Pane, Attualità e dialettica del restauro , antologia a cura di M. Civita, Solfanelli, Chieti 1987, pp. 23-40; 76-83; 113-149; 171-195; 279-288; 299-306.
E. Romeo, Documenti e norme per il restauro architettonico , in S. Casiello (a cura di), Restauro, criteri, metodi, esperienze , Napoli 1990 (Carta di Atene, 1931; Carta italiana del restauro, 1932; Istruzioni del 1938; Carta di Venezia, 1964; Carta italiana del restauro, 1972), pp. 237-240; 252-256.
G. Carbonara, Gli orientamenti attuali del restauro architettonico, in S. Casiello (a cura di), Restauro dalla teoria alla prassi, Electa Napoli, ivi 2000, pp. 9-26.
A. Pane, Roberto Pane (1897-1987) , in «’ANAKH», n. 50-51, gennaio-maggio 2007, pp. 24-33.
A. Pane, Da Croce a Jung: Roberto Pane tra estetica, psiche e memoria , in Memoria, bellezza e transdisciplinarità. Riflessioni sull’attualità di Roberto Pane , a cura di A. Anzani, E. Guglielmi, Maggioli Editore, Santarcangelo di Romagna 2017, pp. 29-58.
A. Pane, Ragioni del restauro, ragioni del progetto: il dibattito sul futuro di Notre-Dame , in Il progetto di architettura come intersezioni dei saperi. Per una nozione rinnovata di Patrimonio , Atti del VIII Forum ProArch, Società Scientifica nazionale dei docenti di Progettazione Architettonica, SSD ICAR 14, 15 e 16 (Napoli, 21-23 novembre 2019), a cura di A. Calderoni, B. Di Palma, A. Nitti, G. Oliva, ProArch, s.l. 2019, pp. 484-489.
A. Pane, Françoise Choay e l’Italia: urbanistica, architettura e restauro da Alberti a Giovannoni , in «Conversaciones con…», Revista de conservación, Insitituto Nacional de Antropología e Historia, Secretaría de Cultura, Coordinación Nacional de Conservación del Patrimonio Cultural (Mexico), a. 6, n. 10, dicembre 2020, pp. 291-320.