Corso di laurea

Politiche sociali, sistemi di welfare e terzo settore

Università degli Studi di Perugia · 17 materie · 0 file condivisi

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Materie del corso

Antropologia Dei Processi Migratori 1° anno · 2° semestre · 8 CFU · SDEA-01/A · 0 file

Lavorare con utenti stranieri, o con famiglie di stranieri, è un'esperienza sempre più frequente tra gli assistenti sociali e gli operatori sociali, anche in Italia. Il corso intende familiarizzare studentesse e studenti…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Lavorare con utenti stranieri, o con famiglie di stranieri, è un'esperienza sempre più frequente tra gli assistenti sociali e gli operatori sociali, anche in Italia. Il corso intende familiarizzare studentesse e studenti con alcune dinamiche delle migrazioni contemporanee al fine di favorire l’integrazione di tali competenze con la pratica professionale del servizio sociale. Essi svilupperanno uno sguardo analitico volto a discutere criticamente le retoriche dell’umanitario, i concetti di etnicità e identità, le forme di violenza ed esclusione e i meccanismi di produzione delle disuguaglianze sociali, lavorative, razziali e di genere. Al termine del corso le studentesse e gli studenti avranno sviluppato una capacità di analisi culturale, critica e storicamente sedimentata, sulle migrazioni come snodo di processi storico-politici della contemporaneità. Sapranno integrare i concetti e i paradigmi discussi in classe con il proprio percorso di studi, con ricadute positive sulla loro capacità di lavorare e agire in contesti multiculturali. Attraverso un lavoro di scavo su alcune parole-chiave, gli studenti e le studentesse acquisiranno maggiori abilità comunicative per comprendere e discutere alcune dinamiche chiave della contemporaneità. Agli studenti e alle studentesse verranno forniti gli strumenti concettuali e metodologici per sviluppare giudizi autonomi nella comprensione di fenomeni quali il razzismo, la migrazione e la marginalità sociale e lavorativa.

Al termine del corso, le studentesse e gli studenti saranno in grado di comprendere meglio i processi migratori contemporanei e di descrivere e discutere i principali approcci antropologici allo studio delle migrazioni, della mobilità, dell’etnicità e del transnazionalismo. Acquisiranno la capacità di applicare concetti e prospettive antropologiche chiave all’analisi di casi empirici relativi a migrazioni, cittadinanza, discriminazione e inclusione sociale, e di riconoscere come le disuguaglianze sociali legate a classe, genere, razza, status giuridico e nazionalità siano prodotte ed esperite nei contesti migratori. Saranno inoltre in grado di esaminare criticamente le assunzioni, le categorie e i discorsi che strutturano la governance delle migrazioni, gli interventi umanitari e le politiche di accoglienza, nonché di valutare le implicazioni delle politiche migratorie e degli interventi sociali dal punto di vista dei diversi attori sociali. Per coloro che hanno già seguito il corso erogato in lingua italiana di Antropologia e migrazione, questo insegnamento offre un rafforzamento della competenza linguistica in inglese sui temi delle migrazioni. Inoltre, consente di acquisire una maggiore profondità storica e una prospettiva europea e globale sulle politiche di intervento.

Programma

L’insegnamento intende fornire a studenti e studentesse lenti di analisi e conoscenze per meglio comprendere le dinamiche migratorie contemporanee. Dopo aver ricostruito la storicità delle migrazioni contemporanee e aver chiarito la specificità dell’approccio antropologico ai processi migratori, saranno illustrate alcune prospettive attraverso cui cogliere la complessità di tali fenomeni (la prospettiva transnazionale, la prospettiva della mobilità, i regimi di frontiera). L’insegnamento prevede alcuni focus tematici che pongono i processi migratori in relazione con altri aspetti della vita sociale dei e delle migranti, quali le relazioni famigliari, le reti sociali, il lavoro, il genere, i processi di crescita e di invecchiamento, i desideri e le aspettative. Ampia attenzione verrà riservata a concetti-chiave quali intercultura/multiculturalismo/inclusione, nonché alle pratiche e alle politiche di accoglienza e di intervento sociale .

L'insegnamento, svolto in lingua inglese, introduce le studentesse e gli studenti alle dinamiche che caratterizzano le migrazioni contemporanee e alle prospettive analitiche e alle metodologie attraverso cui l’antropologia culturale esamina e interpreta tali processi. Dopo una sezione introduttiva dedicata alla storia, alle caratteristiche distintive e ai principali orientamenti teorici dell’antropologia delle migrazioni — in particolare per le studentesse e gli studenti che si avvicinano per la prima volta alla disciplina — il corso si concentra sulle politiche di accoglienza e sulle pratiche di intervento sociale in una prospettiva comparativa, mettendo in dialogo esperienze sviluppate in diversi contesti regionali e nazionali. Particolare attenzione sarà dedicata all’analisi critica di presupposti (quali la distinzione tra migrazione “forzata” e “volontaria”) e di cornici interpretative (tra cui il paradigma della sofferenza e il sistema umanitario) che contribuiscono a plasmare le pratiche contemporanee di accoglienza e le politiche di intervento sociale.

Pur non essendo previsti prerequisiti formali, alle studentesse e agli studenti che non abbiano precedentemente seguito un insegnamento di Antropologia culturale è fortemente consigliata la lettura di uno dei seguenti testi introduttivi: • U. Fabietti, Elementi di antropologia culturale, Mondadori, 2015 (almeno i primi tre capitoli della Parte I); • F. Dei, Antropologia culturale, Il Mulino, 2016 (almeno i primi cinque capitoli della Parte I); • D. Palumbo, G. Pizza, P. Schirripa, Antropologia culturale e sociale. Concetti, storia, prospettive, Hoepli, Milano, 2023 (almeno la Parte I).

Pur non essendo previsti prerequisiti formali, alle studentesse e agli studenti che non abbiano precedentemente seguito un insegnamento di Antropologia culturale è fortemente consigliata la lettura di uno dei seguenti testi introduttivi: • U. Fabietti, Elementi di antropologia culturale, Mondadori, 2015 (almeno i primi tre capitoli della Parte I); • F. Dei, Antropologia culturale, Il Mulino, 2016 (almeno i primi cinque capitoli della Parte I); • D. Palumbo, G. Pizza, P. Schirripa, Antropologia culturale e sociale. Concetti, storia, prospettive, Hoepli, Milano, 2023 (almeno la Parte I).

Il corso si svolgerà prevalentemente attraverso lezioni frontali in italiano con l'ausilio di materiale video e fotografico. Saranno invitati esperti della materia per presentare le proprie ricerche.

L'insegnamento avrà un carattere seminariale e le lezioni frontali saranno alternate a presentazioni ed esercitazioni di gruppo. Saranno invitati esperti della materia per presentare le proprie ricerche.

L'insegnamento introduce i processi migratori contemporanei e ne favorisce la comprensione da parte di studenti e studentesse. Esso ricostruisce i fondamenti dell’antropologia delle migrazioni attraverso l’esame di concetti quali cultura, etnicità, nazione e confine, nonché dei principali sviluppi storici della disciplina, dalla Scuola di Manchester alla prospettiva transnazionale. Attraverso la presentazione di specifici casi etnografici, saranno esaminati alcuni dei principali ambiti di ricerca dell’antropologia delle migrazioni, tra cui le culture dell’emigrazione, le diaspore, il mondo del lavoro, le dinamiche di genere e generazionali, le dimensioni religiose e identitarie, il razzismo e i processi di discriminazione ed esclusione. Il modulo introdurrà inoltre le politiche di accoglienza in Italia e in Europa, nonché i concetti di multiculturalismo e intercultura. Particolare attenzione sarà dedicata ad alcune questioni metodologiche centrali nello studio delle migrazioni, quali il viaggio, la ricerca multisituata e il ruolo delle immagini e delle nuove tecnologie nella produzione della conoscenza antropologica.

Il corso introduce il contributo che le prospettive antropologiche hanno offerto all’analisi dei fenomeni migratori e delle società multiculturali, approfondendone gli apporti teorici e metodologici. Si concentra sulle politiche di accoglienza, sui regimi di frontiera tra Sud e Nord del mondo e sulle categorie giuridiche delle migrazioni, adottando una prospettiva comparativa. Attraverso l’analisi di casi di studio e la partecipazione attiva delle studentesse e degli studenti, saranno esplorate le modalità con cui questioni quali l’arrivo di persone migranti, i processi di (ir)regolarizzazione, il riconoscimento della protezione internazionale, l’inserimento abitativo e lavorativo, l’accesso alla cittadinanza, le espulsioni e le discriminazioni vengono affrontate in diversi contesti, europei e non. Ciò consentirà di sviluppare una riflessione critica sui presupposti (quali la distinzione tra migrazioni “forzate” e “volontarie”) e sulle cornici interpretative (tra cui il paradigma della sofferenza e il sistema umanitario) che contribuiscono a plasmare le pratiche contemporanee di accoglienza e le politiche di intervento sociale.

Modalità d'esame

La valutazione si basa su una prova orale finale che prevede un colloquio articolato in domande aperte volte a verificare l’apprendimento e la comprensione degli argomenti discussi durante il corso e esposti nei testi d’esame. Oltre all’esattezza e alla completezza dei contenuti delle risposte e alla qualità dell’esposizione, sono valutate le capacità di argomentare, di fare collegamenti e di utilizzare la terminologia specialistica. La durata dell'esame varia a seconda dell'andamento della prova stessa.

La valutazione avviene sulla base delle attività svolte in aula e di un colloquio orale finale. Studenti e studentesse frequentanti possono sostituire il colloqui orale con la redazione e la discussione di un elaborato scritto su argomenti concordati con la docente. Nella valutazione delle attività in aula sono presi in considerazione la partecipazione attiva e informata alle discussioni, la capacità di lavorare in gruppo, il contributo apportato alle esercitazioni e la capacità di applicare criticamente i concetti e gli strumenti analitici discussi durante il corso. L’elaborato scritto sarà valutato in base alla chiarezza dell’argomentazione, alla capacità di utilizzare in modo critico la letteratura e i materiali del corso, alla coerenza dell’analisi e alla qualità della discussione finale. Studenti e studentesse con disabilità e/o DSA possono contattare la docente per concordare compensazioni e misure dispensative ad hoc.

Testi di riferimento

TESTO OBBLIGATORIO Capello C., Cingolani, P., Vietti, F. Etnografia delle migrazioni, Carocci, Roma, 2023 UN TESTO A SCELTA TRA: - Biffi D. Auto-etnografia dell'accoglienza. Lavorare nei servizi per richiedenti asilo e rifugiati, Edizioni Junior, 2025 – Quagliariello C. L'isola dove non si nasce. Lampedusa tra esperienze procreative, genere e migrazioni, Unicopli, 2021 - Costantini O. Riprendersi la vita. Etnografia dell’Hotel Quattrostelle occupato tra bisogno e socialità, Ombrecorte, 2022 - Massa A. Intrecci di frontiera. CISU 2021 – Sanò G. Fabbriche di plastica. Il lavoro nell'agricoltura industriale, Ombre Corte 2018 NON FREQUENTANTI (in aggiunta ai testi sopra indicati) Riccio B. (a cura di) Antropologia e migrazioni, CISU

Brettell, Caroline (2015) Theorizing migration in anthropology: The social construction of networks, identities, communities, and globalscapes, in Brettell & Hollifield (eds.) Migration theory:Talking across disciplines, Routledge. London Dispensa disponibile su Unistudium.

Codice insegnamento 421617

Diritto Privato Del Terzo Settore 1° anno · 2° semestre · 8 CFU · GIUR-01/A · 0 file

Il corso fornisce una solida base giuridica sui principali istituti del diritto privato applicati al Terzo Settore, con un linguaggio accessibile e una prospettiva orientata alla pratica. È rivolto a studenti di…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso fornisce una solida base giuridica sui principali istituti del diritto privato applicati al Terzo Settore, con un linguaggio accessibile e una prospettiva orientata alla pratica. È rivolto a studenti di Scienze Politiche e a figure professionali attive nei sistemi di welfare pubblico e privato — assistenti sociali, operatori del Terzo Settore, progettisti e funzionari pubblici — e offre strumenti utili per comprendere e gestire i profili giuridico-organizzativi degli enti del Terzo Settore. L'approccio è interdisciplinare e comparato: accanto ai fondamenti del diritto civile, il corso analizza la disciplina introdotta dalla riforma del Terzo Settore (Legge 106/2016 e D.Lgs. 112 e 117/2017), con costanti riferimenti ai modelli europei più rilevanti. Questo consente agli studenti di collocare le norme giuridiche nel più ampio quadro delle politiche sociali e dei sistemi di governance del welfare territoriale. Al termine del corso, lo studente sarà in grado di: Rileggere in chiave Terzo Settore le nozioni di diritto privato già acquisite, individuando gli istituti civilistici rilevanti per gli enti. Conoscere e interpretare le principali disposizioni del Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017), con particolare attenzione agli aspetti civilistici, organizzativi e gestionali degli ETS. Applicare correttamente le norme in contesti operativi reali, relativi a contrattualistica, governance, responsabilità e rapporti con la pubblica amministrazione. Leggere e analizzare statuti e atti costitutivi, riconoscere le responsabilità degli organi sociali e comprendere i principali strumenti giuridici per la gestione patrimoniale degli enti. Orientarsi tra gli adempimenti di trasparenza, rendicontazione e fiscalità degli ETS. Cogliere il rilievo del rapporto tra volontariato e lavoro all'interno degli enti. Sviluppare un approccio critico e comparato al diritto del Terzo Settore, con la capacità di confrontare il modello italiano con quelli di altri paesi europei. Acquisire competenze giuridiche funzionali alla progettazione e realizzazione di interventi sociali efficaci e sostenibili.

Programma

Il corso fornisce agli studenti le conoscenze fondamentali del diritto applicabile agli enti del Terzo Settore, attraverso un percorso formativo strutturato e accessibile, progettato per favorire la comprensione dei principali istituti giuridici che ne disciplinano l'organizzazione e l'attività. L'insegnamento è rivolto a studenti che si preparano a operare nei settori delle politiche sociali, del welfare e dell'amministrazione pubblica e privata: futuri assistenti sociali, operatori del Terzo Settore, professionisti della progettazione sociale e responsabili di interventi e servizi rivolti alla collettività. Il Terzo Settore comprende un insieme eterogeneo di organizzazioni private senza scopo di lucro che perseguono finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Ne fanno parte associazioni, fondazioni, organizzazioni di volontariato, imprese sociali, cooperative sociali e altri enti disciplinati dal Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017), che costituisce oggi il principale riferimento normativo per la regolazione del non-profit in Italia. Il corso adotta una prospettiva interdisciplinare che integra competenze giuridiche, economiche, sociologiche e di analisi delle politiche pubbliche, collocando la disciplina del Terzo Settore all'interno delle più ampie trasformazioni del welfare contemporaneo, dei processi di partecipazione civica e della governance dei servizi alla persona. Particolare attenzione è dedicata al ruolo degli enti come attori istituzionali nella produzione di beni e servizi di interesse generale e nella costruzione di reti collaborative con le amministrazioni pubbliche e le comunità locali. Una componente qualificante è l'analisi comparata dei principali modelli europei e internazionali, che offre agli studenti strumenti per leggere criticamente le peculiarità del sistema italiano nel contesto europeo. Il corso si articola in due moduli. Modulo introduttivo (circa 20 ore) Muovendo dagli istituti di diritto privato già acquisiti durante la laurea triennale, il modulo li rilegge in chiave Terzo Settore, soffermandosi sulle disposizioni del Codice Civile più rilevanti per questi enti. Verranno approfonditi i temi della personalità giuridica, dell'organizzazione interna degli enti, della gestione patrimoniale, della responsabilità degli organi sociali, delle principali tipologie contrattuali e della redazione e interpretazione di statuti e atti costitutivi. Modulo specialistico (circa 40 ore) Il modulo è dedicato all'analisi approfondita del Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017). Saranno esaminati la classificazione degli Enti del Terzo Settore (ETS), i modelli di governance, il rapporto tra volontariato e lavoro all'interno degli enti, gli obblighi di trasparenza e rendicontazione, gli strumenti patrimoniali e finanziari, le basi del regime fiscale introdotto dal Titolo X del Codice — entrato in vigore nel 2026 — i rapporti con la pubblica amministrazione, le attività di interesse generale e le diverse modalità di raccolta fondi, comprese le più recenti forme di crowdfunding e finanziamento partecipativo. Il modulo include inoltre un approfondimento comparato dei modelli giuridici adottati in Francia, Germania, Regno Unito, Spagna e nei Paesi nordici, evidenziando come differenti tradizioni istituzionali abbiano dato luogo a diverse soluzioni in materia di regolazione, sostegno economico e partecipazione civica. Tale prospettiva internazionale consente di collocare il modello italiano in una dimensione comparata e di valutarne criticamente punti di forza, limiti e potenziali sviluppi.

Previo superamento dell’esame di laurea Triennale in Diritto delle persone e delle famiglie.

Verrà adottato un metodo didattico basato sull'analisi di casi concreti, l'esame di statuti ed esempi reali, simulazioni operative e lettura guidata di testi normativi. Questo approccio favorisce il collegamento tra teoria e pratica, facilitando la comprensione del quadro giuridico e del suo impatto sulle attività quotidiane degli enti del Terzo Settore.

Il corso fornisce agli studenti una solida base giuridica sui principali istituti del diritto privato applicati al Terzo Settore, con un linguaggio accessibile e una prospettiva pratica. È rivolto a studenti di Scienze Politiche e a figure professionali in ambito sociale, pubblico e privato sociale — assistenti sociali, progettisti, operatori del welfare — e offre strumenti utili per comprendere e gestire gli aspetti giuridici degli enti del Terzo Settore. Il Terzo Settore comprende un insieme eterogeneo di organizzazioni private senza scopo di lucro che perseguono finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale: associazioni, fondazioni, organizzazioni di volontariato, imprese sociali, cooperative sociali e altri enti disciplinati dal Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017). Il corso ne colloca la disciplina all'interno delle più ampie trasformazioni del welfare contemporaneo, dei processi di partecipazione civica e delle dinamiche di governance dei servizi alla persona, con particolare attenzione al ruolo di questi enti come attori istituzionali nella produzione di beni e servizi di interesse generale e nella costruzione di reti collaborative con le amministrazioni pubbliche e le comunità locali. L'approccio è interdisciplinare e comparato: integra competenze giuridiche, economiche, sociologiche e di analisi delle politiche pubbliche, e affianca ai fondamenti di diritto civile la normativa specifica introdotta dalla riforma del Terzo Settore (Legge 106/2016 e D.Lgs. 112 e 117/2017). Una componente qualificante è l'analisi comparata dei principali modelli europei e internazionali, che fornisce strumenti per leggere criticamente le caratteristiche del sistema italiano nel contesto europeo. Modulo 1 – Istituzioni di diritto privato per il Terzo Settore (circa 20 ore) Muovendo dalle conoscenze di diritto privato già acquisite durante la laurea triennale, questa prima parte rilegge gli istituti civilistici in chiave Terzo Settore, concentrandosi sulle categorie che ricorrono nella vita di un ente non profit e chiarendo come il diritto comune si combini con la disciplina speciale del Terzo Settore. L'obiettivo è offrire una chiave di lettura critica delle principali categorie civilistiche riviste alla luce delle esigenze del mondo non profit. Temi trattati: fonti del diritto e rapporti tra Codice Civile e Codice del Terzo Settore; persone giuridiche riconosciute e non riconosciute (associazioni, fondazioni, comitati) e il regime di responsabilità per le obbligazioni; capacità giuridica e capacità di agire; il contratto come strumento operativo dell'ente — requisiti, tipologie, nullità; obbligazioni e responsabilità civile degli enti e dei loro amministratori; patrimonio, diritti reali e vincoli di destinazione; le successioni e i lasciti testamentari a favore degli enti; statuti e atti costitutivi: struttura, contenuti, modifiche. L'approccio pratico evidenzia come molte disposizioni del Codice Civile conservino un ruolo centrale anche dopo l'introduzione del Codice del Terzo Settore, che in parte le richiama e in parte le adatta alle esigenze degli enti. Modulo 2 – Il Codice del Terzo Settore e il diritto degli ETS (circa 40 ore) Il modulo si apre con uno sguardo comparato, perché la regolazione italiana del Terzo Settore nasce da un dialogo con modelli europei consolidati e da scelte precise rispetto ad essi. L'Économie Sociale et Solidaire francese valorizza la governance partecipativa e la finanza sociale; la Germania si fonda sul principio fiscale di Gemeinnützigkeit (utilità pubblica), con struttura decentralizzata e forti controlli; il Regno Unito vanta una lunga tradizione di charity law, imperniata su un'autorità di vigilanza dedicata (la Charity Commission), sul test del "public benefit" e su forme giuridiche innovative come la Community Interest Company; la Spagna riconosce giuridicamente il Terzo Settore e ne promuove il coinvolgimento istituzionale; i Paesi nordici adottano un modello universalistico, in cui gli enti non profit sono parte integrante del welfare pubblico. Le differenze per grado di regolazione, strategie di finanziamento e forme di partecipazione permettono di leggere il modello italiano per ciò che è: una sintesi originale, con i suoi punti di forza e i suoi limiti. Su questo sfondo si colloca il Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017), che ha ridisegnato il quadro giuridico degli enti non lucrativi in Italia portando a unità una materia fino ad allora frammentata in una pluralità di leggi speciali. Temi trattati: struttura e principi del Codice del Terzo Settore; classificazione degli ETS (APS, ODV, imprese sociali, fondazioni, cooperative); costituzione e iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS); governance interna, organi sociali, ruoli e responsabilità; attività di interesse generale e attività diverse; volontariato e lavoro negli ETS: gratuità della prestazione volontaria, regime dei rimborsi spese e divieto di retribuzione del volontario da parte dello stesso ente; strumenti economico-finanziari: raccolte fondi, donazioni, sponsorizzazioni, crowdfunding; obblighi di trasparenza e rendicontazione: bilancio d'esercizio differenziato per dimensione, bilancio sociale, deposito degli atti al RUNTS; le basi del regime fiscale (Titolo X): non commercialità, regime forfettario, agevolazioni e 5×1000; rapporti con la pubblica amministrazione e strumenti di collaborazione (co-programmazione e co-progettazione); analisi di casi giurisprudenziali recenti e statuti reali. Il regime fiscale, in particolare, viene trattato segnalandone la stretta attualità: il Titolo X è entrato in vigore il 1° gennaio 2026 e si trova nel suo primo anno di applicazione, accompagnato dai primi chiarimenti interpretativi dell'Agenzia delle Entrate (Circolare 1/E del 2026) e dalla conclusione, con il termine del 31 marzo 2026, della fase di transizione delle ex ONLUS verso il RUNTS. Risultati attesi Al termine del corso gli studenti avranno una visione organica delle norme che regolano il Terzo Settore, sapranno orientarsi tra Codice Civile e Codice del Terzo Settore e avranno sviluppato competenze pratiche per la gestione giuridico-amministrativa degli ETS, con una consapevolezza critica delle sfide e delle opportunità anche alla luce dei modelli europei e internazionali.

Modalità d'esame

La valutazione finale si svolge mediante una prova orale composta da 3-4 domande che coprono entrambi i moduli del corso: le nozioni di diritto privato applicate al Terzo Settore e gli approfondimenti sul Codice del Terzo Settore. Durante la prova, della durata compresa tra i trenta e i quarantacinque minuti, lo studente dovrà dimostrare una solida padronanza del linguaggio tecnico-giuridico, capacità di analisi e comprensione critica dei temi affrontati durante le lezioni. L’esame orale generalmente inizia con una domanda libera, scelta dallo studente, e ha l’obiettivo di valutare conoscenze, comprensione e abilità espositive. Per gli studenti frequentanti è prevista una prova scritta facoltativa al termine del primo modulo, composta da 15 domande a risposta singola e 2 domande a risposta aperta. La durata della prova sara’ di circa due ore. Il superamento di questa prova consente l’esclusione del primo modulo dall’esame finale, e il relativo voto concorrerà per 1/3 alla valutazione complessiva. Tale prova è opzionale e non viene verbalizzata nel registro SOL. Gli studenti lavoratori possono accedere all’esonero previa presentazione di idonea certificazione. Chi supera l’esonero sosterrà l’esame finale limitatamente al secondo modulo, restando tuttavia libera la scelta di sostenere l’intero esame qualora lo desideri. Il voto di questa seconda prova concorrera’ per 2/3 alla valutazione complessiva. Nel caso in cui lo studente intenda anticipare l’esame in un anno precedente a quello programmato nel piano di studio, si raccomanda di frequentare il ciclo delle lezioni e sostendere l’esame nel primo appello utile dopo che le lezioni medesime siano terminate, nel rispetto quindi del semestre di programmazione dell’insegnamento.

Testi di riferimento

Lyda Favali, Il Diritto del Terzo Settore (titolo provvisorio), Giappichelli, 2026 OPPURE Marilena Gorgoni, Il codice del terzo settore. Commento al Decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, Seconda edizione aggiornata con il DM 15 settembre 2020, Pacini Giuridica, 2021 • Materiali integrativi (norme, sentenze, casi studio) forniti dal docente

Codice insegnamento 421621

Governance E Analisi Delle Politiche Pubbliche 1° anno · 1° semestre · 8 CFU · GSPS-07/A · 0 file

Al termine del corso lo studente dovrà essere in grado di padroneggiare le basi teorico-metodologiche relative agli aspetti fondamentali delle politiche pubbliche e al modello della governance, sapendo svolgere…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Al termine del corso lo studente dovrà essere in grado di padroneggiare le basi teorico-metodologiche relative agli aspetti fondamentali delle politiche pubbliche e al modello della governance, sapendo svolgere approfondimenti analitici di casi concreti e proporre simulazioni. Poiché il corso è rivolto agli studenti di diverse lauree magistrali, gli studenti dovranno essere in grado di muoversi con competenza nell’ambito dei processi di governance delle rispettive aree di studio.

Programma

Il corso è diviso in due parti, una parte teorica e una parte empiricometodologica. L’obiettivo è fornire i contenuti dei concetti di governance e politiche pubbliche per poi sperimentare una simulazione empirica di un caso di governace.

Nessuno.

Il corso prevede lezioni frontali da parte del docente. Nell'ultima parte del corso viene lasciato spazio al lavoro di gruppo degli studenti che intendono svolgere il lavoro di ricerca seminariale.

La prima parte del corso è volta ad approfondire tre concetti teorici fondamentali: 1) la governance; 2) il capitale sociale; 3) le politiche pubbliche. La seconda parte del corso è invece dedicata a un lavoro laboratoriste di gruppo, che intende approfondire attraverso l'esperienza le fondamenta della governance.

Modalità d'esame

È prevista la verifica scritta sulla prima parte del programma, a cui possono partecipare studenti frequentanti.

Testi di riferimento

PER GLI STUDENTI FREQUENTANTI: 1) Arienzo A., La governance, Ediesse, Roma, 2013. 2) Andreotti A., Il capitale sociale, Carocci, Roma, 2009. 3) Howlett M. e M. Ramesh, Come studiare le politiche pubbliche, Il Mulino, Bologna, 2003. 4) Piccola Antologia di saggi – Disponibile su Unistudium in versione online o in cartaceo c/o Segreteria Dipartimento Istituzioni e Società, Via Elce di sotto. Per informazioni: 075 5855405 PER GLI STUDENTI NON FREQUENTANTI: in alternativa al lavoro di gruppo, oltre ai tre libri indicati e alla piccola antologia di saggi, va aggiunto un altro testo: - Segatori R., I sindaci, Donzelli, Roma, 2003 (CAP. 3, 4 e 5) Per “frequentanti” si considerano gli studenti che seguono le lezioni e che partecipano al lavoro di gruppo seminariale. Ai fini del computo del programma d’esame, tutti gli studenti che non seguono le lezioni e/o non partecipano al lavoro seminariale verranno considerati studenti “non frequentanti”.

Codice insegnamento 421613

Metodi E Tecniche Del Servizio Sociale I 1° anno · 1° semestre · 8 CFU · GSPS-05/A · 0 file

Il corso si propone di consolidare e approfondire le conoscenze e le competenze acquisite nel primo anno, con l'obiettivo di formare assistenti sociali capaci di operare in contesti complessi e di rispondere ai bisogni…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso si propone di consolidare e approfondire le conoscenze e le competenze acquisite nel primo anno, con l'obiettivo di formare assistenti sociali capaci di operare in contesti complessi e di rispondere ai bisogni emergenti della società. In particolare, il corso mira a: 1. Fornire un metodo di lavoro progettuale e basato sul dialogo con le persone. 2. Sviluppare competenze relazionali e comunicative 3. Favorire una comprensione approfondita della dimensione relazionale dell'intervento sociale, con attenzione alla comunicazione verbale e non verbale, alla gestione delle emozioni e all'uso di strumenti durante i colloqui. 4. Applicare il processo di aiuto in ottica integrata e valutativa 5. Fornire strumenti per la co-costruzione dell'intervento von le persone, 6. Favorire la capacità di documentazione e scrittura professionale 7. Promuovere l'utilizzo corretto della documentazione nel servizio sociale, con esercitazioni sulla redazione di relazioni scritte e sulla produzione di documenti tecnici essenziali per la pratica professionale. 8. Integrare teoria e pratica attraverso casi studio e simulazioni 9. Offrire opportunità di apprendimento attivo tramite casi studio, discussioni di gruppo e simulazioni per rafforzare la capacità di analisi critica e applicazione concreta delle metodologie apprese.

Programma

Il corso approfondirà le seguenti tematiche: la prospettiva teorica del servizio sociale; la dimensione relazionale in una prospettiva di co-costruzione dell'intervento e di empowerment, con attenzione alla comunicazione verbale e non verbale, alla gestione delle emozioni, all'uso di strumenti durante il colloquio e alla relazione scritta di servizio sociale; il processo di intervento del servizio sociale secondo un approccio valutativo e integrato: l'analisi della domanda e dell'invio. Approfondimento del Codice Deontologico degli assistenti sociali.

Al fine di comprendere gli argomenti descritti nell’insegnamento è necessario che gli studenti abbiano conoscenze in merito ai presupposti epistemologici del servizio sociale, i modelli teorico-operativi e i principi di etica professionale.

Lezioni frontali, discussioni, lavoro di gruppo, seminari, studi di caso, dispense.

1. Approfondimento della Teoria del Servizio Sociale: APPROCCIO dei diritti umani con riferimento al progetto FRIDAS (Fundamental Rights In Daily Actions of Social workers). Consolidamento di alcuni contenuti trattati nel primo anno in merito al Codice Deontologico degli assistenti sociali (2023). 2. Il Processo di aiuto nel Servizio Sociale . Analisi dei passaggi chiave: Analisi della domanda e dell'invio, Valutazione ed elaborazione di un progetto personalizzato integrato per rispondere ai bisogni complessi delle persone. Approccio valutativo all'intervento sociale, con particolare attenzione alla verifica degli esiti e al monitoraggio. 2. La Dimensione Relazionale e Comunicativa nell'Intervento Sociale. Approfondimento della relazione d'aiuto in una prospettiva di co-costruzione ed empowerment. Sviluppo di competenze nella comunicazione verbale e non verbale durante i colloqui professionali. Esercitazioni sulla gestione delle emozioni nel rapporto con le persone e sull'utilizzo di strumenti comunicativi specifici. Laboratori di scrittura professionale per la redazione di relazioni e documenti scritti del servizio sociale. 4. Documentazione e Scrittura Professionale. Studio delle metodologie di documentazione in servizio sociale. 5. Approccio Interdisciplinare e Integrazione Socio-Sanitaria . Analisi dell'integrazione tra servizi sociali e sanitari. Sviluppo di capacità per il lavoro di rete con altre professioni. 6. Servizio sociale di comunità. 7. Ambiti di Intervento del Servizio Sociale. Approfondimento di alcuni servizi/ambiti attraverso lavori di gruppo (salute mentale, Affidamento familiare, Adozione, giustizia penale minorile, disabilità e Consultorio Familiare). 8. Ricerca e servizio sociale

Modalità d'esame

L’esame verrà effettuato in forma ORALE. Prevista prova intermedia scritta su una prima parte del programma.

Testi di riferimento

I. Zilianti, A. e Rovai, B. (2007). Assistenti sociali professionisti. Metodologia del lavoro sociale (capp. 1,2,3,4, 5 e 6), Carocci Faber, Roma - II. Allegri, E. (2015). Il servizio sociale di comunità. Carocci Faber (capp. 2, 3, 4, 5 ) - III. Filippini, S. (2020). Nuovo Codice Deontologico: le responsabilità professionali, Carocci, Roma (capp. 1, 2, 3) - IV. Campanini A. M. (a cura di) (2016). Gli ambiti di intervento del servizio sociale. Carocci Faber (capp. 2, 4, 5, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14) - V. Raineri, M.L. e Corradini, F. (2022). Linee guida e procedure di servizio sociale. Erickson (capp. DAL CAP. 13 AL cap.15) VI. Normativa di riferimento AGGIORNATE per ogni ambito di intervento del servizio sociale RICHIESTO da programma. VII. ARTICOLO DI RICERCA: approfondimento su un ambito di intervento del servizio sociale attraverso lo studio di un articolo di ricerca (in italiano o in inglese o in spagnolo) scelto insieme al docente (almeno un mese prima). Verrà predisposto un elenco di articoli tra cui poter scegliere caricato su unistudium.

Codice insegnamento 512468

Metodi quantitativi per la ricerca sociale 1° anno · 1° semestre · 8 CFU · STAT-03/B · 0 file

L'insegnamento, appartenente all'area metodologica quantitativa, si propone di fornire le basi applicative per la misurazione dei fenomeni sociali complessi, con particolare attenzione alla costruzione, validazione e…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

L'insegnamento, appartenente all'area metodologica quantitativa, si propone di fornire le basi applicative per la misurazione dei fenomeni sociali complessi, con particolare attenzione alla costruzione, validazione e interpretazione di indicatori compositi. Particolare rilievo è attribuito alla misurazione del benessere e alla valutazione di fenomeni sociali multidimensionali. L'insegnamento è coerente con gli obiettivi del Corso di Laurea Magistrale in POLITICHE SOCIALI, SISTEMI DI WELFARE E TERZO SETTORE, in quanto fornisce agli studenti le competenze necessarie per analizzare e interpretare dati sociali attraverso strumenti quantitativi, utili per la progettazione, la gestione e la valutazione di interventi e politiche sociali, nonché per la formazione di assistenti sociali specialisti e dirigenti di imprese sociali.

L'insegnamento, appartenente all'area metodologica quantitativa, si propone di fornire le basi metodologiche per comprendere la complessità dei fenomeni sociali e della loro misurazione, con particolare riferimento alla loro operativizzazione, funzionale alla costruzione di indicatori elementari, e alla costruzione di indicatori compositi come strumenti di sintesi. L'insegnamento magistrale è coerente con gli obiettivi del Corso di Laurea Magistrale in Politiche e Servizi Sociali, poiché fornisce agli studenti le conoscenze e le competenze necessarie per comprendere e analizzare la complessità del sociale attraverso strumenti quantitativi, essenziali per la formazione di assistenti sociali specialisti e dirigenti di imprese sociali.

Programma

Gli studenti realizzeranno un project work individuale basato sui dati BES (Benessere Equo e Sostenibile) di ISTAT. Dopo un'analisi preliminare della struttura dell'indagine e degli indicatori disponibili, utilizzeranno Excel per organizzare e analizzare i dati, esaminando trend temporali, differenze territoriali e relazioni tra fenomeni sociali. L'attività si concluderà con la costruzione e la valutazione di un indicatore sintetico o composito di benessere.

L'insegnamento introduce i principali concetti e metodi per la misurazione quantitativa dei fenomeni sociali complessi, approfondendo il passaggio dalle statistiche agli indicatori e le principali fonti di dati utilizzate nelle scienze sociali. Particolare attenzione è dedicata alla costruzione e validazione delle scale di misura e degli indicatori compositi, analizzati come strumenti di sintesi della complessità sociale e di supporto alla valutazione delle politiche pubbliche e del benessere sociale.

È auspicabile il superamento di un insegnamento di statistica nel corso di laurea triennale.

Il superamento di un insegnamento di statistica nel corso di laurea triennale è auspicabile.

L'insegnamento prevede lezioni frontali caratterizzate da un forte orientamento applicativo. Le attività didattiche sono finalizzate allo sviluppo progressivo del project work individuale, che accompagna lo studente lungo tutto il percorso formativo. Durante il corso verranno svolte esercitazioni pratiche e attività di laboratorio su dati reali utilizzando il software excel di Office, con particolare riferimento agli indicatori BES e alla costruzione di indicatori compositi.

l metodo didattico prevalente prevede lezioni frontali in aula, supportate da strumenti multimediali. Durante il semestre sono inoltre previste esercitazioni di ripasso al termine di ciascun argomento. Le prove esercitative comprendono sia domande di carattere generale sia quesiti applicativi, finalizzati a verificare la comprensione degli argomenti trattati e la capacità di applicarli a casi concreti. Le esercitazioni vengono corrette e discusse in aula, generalmente entro una settimana dalla loro somministrazione. Le esercitazioni non costituiscono uno strumento di valutazione e non concorrono alla determinazione del voto finale.

Gli studenti svilupperanno un project work individuale utilizzando dati reali relativi agli indicatori BES (Benessere Equo e Sostenibile) messi a disposizione da ISTAT. Con il supporto del docente, gli studenti analizzeranno preliminarmente la struttura dell’indagine BES, i domini tematici considerati e gli indicatori disponibili. Successivamente definiranno gli obiettivi del proprio lavoro sulla base dei propri interessi e della disponibilità dei dati, selezioneranno e organizzeranno in Excel le informazioni necessarie e realizzeranno analisi statistiche descrittive e rappresentazioni grafiche finalizzate a studiare il fenomeno oggetto di interesse. In particolare, gli studenti analizzeranno l’evoluzione temporale degli indicatori, eventuali differenze territoriali, di genere o relative ad altre caratteristiche rilevanti, nonché le relazioni tra il fenomeno oggetto di studio e altri fenomeni sociali correlati. Infine, procederanno alla costruzione di un indicatore sintetico o composito di benessere, verificandone la robustezza e la sensibilità rispetto alle scelte metodologiche adottate.

PARTE I – La misurazione dei fenomeni sociali Questa prima parte introduce i principali concetti e metodi per la misurazione dei fenomeni sociali complessi. Verranno affrontati i temi della costruzione delle misure statistiche, del passaggio dalle statistiche agli indicatori, delle problematiche connesse alla rilevazione e alla rappresentazione quantitativa dei fenomeni sociali, nonché delle principali fonti di dati e degli strumenti utilizzati nelle scienze sociali per descrivere e analizzare la realtà. PARTE II – La costruzione e validazione delle scale di misura e degli indicatori compositi La seconda parte è dedicata agli strumenti più avanzati di misurazione. Verranno approfonditi i principi di costruzione e validazione delle scale di misura, con particolare attenzione ai concetti di affidabilità e validità. Saranno inoltre analizzati gli indicatori compositi come strumenti di sintesi della complessità sociale, esaminandone le diverse fasi di costruzione, dalla selezione degli indicatori alla definizione dei pesi, dalle tecniche di aggregazione alle procedure di verifica della robustezza e interpretazione dei risultati. Particolare attenzione sarà riservata alle applicazioni degli indicatori compositi nella valutazione delle politiche pubbliche e del benessere sociale.

Modalità d'esame

La valutazione finale consiste esclusivamente nella realizzazione di un project work individuale. Ciascuno studente realizza il proprio elaborato originale (di circa 30 pagine) su un tema di interesse coerente con gli obiettivi dell'insegnamento. L'elaborato è finalizzato a verificare la capacità di applicare a contesti reali i concetti e i metodi appresi durante il corso. Specifici strumenti dispensativi e compensativi saranno adottati per studenti con disabilità e/o DSA. Il project work deve essere inviato al docente almeno cinque giorni prima della data dell'appello d'esame, al fine di consentirne la valutazione. Qualora lo studente non accetti il voto proposto, potrà rivedere e migliorare l'elaborato sulla base delle indicazioni ricevute e ripresentarlo all'appello successivo. Non sono previste prove scritte né prove orali.

L'esame finale è composto da una prova scritta, finalizzata a verificare le conoscenze e compoetenze acquisite durante il corso. L'esame scritto ha una durata di un'ora e mezza e consta di domande prevalentemente aperte e esercizi numerici.

Testi di riferimento

Il testo di riferimento è riportato di seguito. Il volume rappresenta principalmente uno strumento metodologico di supporto per la realizzazione del project work e per l'approfondimento delle tecniche di costruzione degli indicatori compositi, piuttosto che un testo da studiare in modo mnemonico. Le presentazioni utilizzate dal docente e ogni altro materiale didattico saranno resi disponibili attraverso la piattaforma Unistudium. Specifici strumenti dispensativi e compensativi saranno adottati per studenti con disabilità e/o DSA. OECD (2008). Handbook on Constructing Composite Indicators: Methodology and User Guide. Paris: OECD Publishing.

Il testo di riferimento è riportato di seguito. I capitoli da studiare saranno indicati durante le lezioni. Le presentazioni utilizzate dal docente e ogni altro materiale di supporto saranno resi disponibili attraverso la piattaforma Unistudium. Specifici strumenti dispensativi e compensativi saranno adottati per gli studenti con disabilità e/o DSA. OECD (2008). Handbook on Constructing Composite Indicators: Methodology and User Guide. Paris: OECD Publishing.

Codice insegnamento 421619

Politiche partecipative e pratiche narrative 1° anno · 2° semestre · 8 CFU · GIUR-05/A · 0 file

Il corso intende fornire le conoscenze teoriche e pratiche dei principali aspetti del modello di democrazia partecipativa, e della sua relazione con i modelli della democrazia rappresentativa e della democrazia…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso intende fornire le conoscenze teoriche e pratiche dei principali aspetti del modello di democrazia partecipativa, e della sua relazione con i modelli della democrazia rappresentativa e della democrazia diretta. Ciò anche alla luce delle più recenti e innovative metodologie che utilizzano il metodo narrativo per la condivisione dei vissuti, le biografie di comunità e la scrittura autobiografica per agevolare forme di collaborazione e co-progettazione delle politiche.

Programma

Il corso analizza i profili teorici, gli istituti applicativi e le prassi del modello politico-giuridico della democrazia partecipativa. A partire dal fondamento costituzionale del principio di partecipazione e dalla configurazione dei diritti di partecipazione, vengono esaminate le problematiche inerenti la disciplina della partecipazione e dei suoi presupposti, le indicazioni comunitarie e le norme vigenti a livello nazionale, regionale, locale. Vengono infine illustrate talune delle principali metodologie e tecniche di costruzione dei processi partecipativi, sia nei loro modi di funzionamento che nelle prassi applicative, con analisi di casi. Inoltre i temi e gli istituti classici della partecipazione politica vengono integrati con il tema della narrazione e del racconto dei vissuti: in questa prospettiva vengono studiate le ricadute politiche e partecipative della scrittura autobiografica. Accanto all’analisi di testi autobiografici scelti in base ad alcuni grandi temi oggetto delle politiche di governo delle vite (la lotta di classe, la Resistenza, l’esilio e l'immigrazione, la malattia, l’emarginazione, il degrado urbano, ecc.), nel corso vi è anche una parte laboratoriale in cui si promuovono momenti di scrittura in prima persona da parte degli studenti. L'integrazione delle pratiche narrative nei processi di costruzione delle politiche partecipative consente di sperimentare metodologie innovative, in termini di ascolto, di costruzione di comunità, di co-progettazione, di cooperazione.

Prerequisiti PREREQ Sì Conoscenza delle Istituzioni di diritto pubblico o del Diritto costituzionale di base Knowledge of public law institutions or basic constitutional law

Didattica frontale, attività laboratoriale, seminari di approfondimento con ospiti esterni.

Introduzione. Poteri pubblici, processi decisionali e partecipazione nei tempi delle crisi e della fragilità - Democrazia partecipativa: un universo di pratiche sempre nuove - Fondamento costituzionale del principio di partecipazione. Ripartire dalla sovranità - Partecipazione e diritti, fra sovranità e cittadinanza - La prospettiva giuridica. Partecipazione come metodo dei processi decisionali: le ragioni e gli ostacoli della sua regolazione - La disciplina della partecipazione: competenze normative, livelli essenziali, principi e criteri. Partecipazione procedurale e partecipazione organica - Disciplina della consultazione e del dibattito pubblico a livello nazionale - La disciplina della partecipazione a livello regionale - Disciplina locale della partecipazione e ruolo dei Comuni - Sussidiarietà orizzontale, amministrazione condivisa, beni comuni - Regolamenti sulla cura condivisa dei beni comuni e patti di collaborazione - Dalla partecipazione alla “presenza” nella sovranità praticata. Emozioni ed esperienza nelle vicende della sovranità - La sovranità come racconto. I risvolti partecipativi della condivisione dei vissuti - I processi narrativi e il valore politico del racconto biografico e autobiografico. - La qualità normativa delle pratiche narrative e la funzione di sorveglianza sul funzionamento della democrazia - Altri linguaggi e altre chiavi di lettura della realtà sociale ATTIVITA’ LABORATORIALE: Storie di democrazia sociale. Costruire cittadinanza attraverso la scrittura autobiografica PERCORSI di RESTITUZIONE delle ATTIVITA’, DISCUSSIONE E CONCLUSIONE CORSO

Modalità d'esame

La verifica dell'apprendimento si svolgerà, oltre che sull'attività laboratoriale (per gli studenti frequentanti), in forma orale negli appelli d'esame.

Testi di riferimento

Dato il carattere fortemente sperimentale del corso, i testi d'esame vengono indicati durante il corso e in parte concordati con gli studenti, anche alla luce dei temi scelti per le attività laboratoriali.

Codice insegnamento 421614

Psicologia Sociale Dei Pregiudizi E Della Violenza Di Genere 1° anno · 2° semestre · 8 CFU · PSIC-03/A · 0 file

Al termine del corso gli/le studenti saranno in grado di applicare le principali teorie psicosociali per la comprensione del fenomeno del pregiudizio, analizzare criticamente il linguaggio come strumento di oppressione o…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Al termine del corso gli/le studenti saranno in grado di applicare le principali teorie psicosociali per la comprensione del fenomeno del pregiudizio, analizzare criticamente il linguaggio come strumento di oppressione o inclusione, valutare l'impatto multidimensionale (personale, relazionale, organizzativo) delle discriminazioni, proporre strategie di intervento a diversi livelli sociali.

Programma

Il corso offre un'analisi approfondita del fenomeno del pregiudizio e della discriminazione, partendo da un inquadramento teorico generale. Successivamente, si adotterà una prospettiva specifica—sebbene non esclusiva—sui pregiudizi legati a genere, orientamento sessuale e identità di genere, nonché sulle forme di discriminazione e violenza sistemica contro donne e minoranze LGBTQIA+. Verranno inoltre esplorati gli impatti negativi del sessismo anche sulla salute maschile e il ruolo cruciale del linguaggio nel perpetuare o contrastare stereotipi e pregiudizi.

Nessuno

Lezioni frontali

Il corso offre un'analisi approfondita del fenomeno del pregiudizio e della discriminazione, partendo da un inquadramento teorico generale (definizioni, categorizzazione sociale, teorie psicosociali sui meccanismi cognitivi e motivazionali, forma manifeste e nascoste di pregiudizio). Successivamente, si adotterà una prospettiva specifica -sebbene non esclusiva - sui pregiudizi legati a genere, orientamento sessuale e identità di genere, nonché sulle forme di discriminazione e violenza sistemica contro donne e minoranze LGBTQIA+. Verranno inoltre esplorati gli impatti negativi del sessismo anche sulla salute maschile e il ruolo cruciale del linguaggio nel perpetuare o contrastare stereotipi e pregiudizi. Sarà approfondito come le discriminazioni influenzano le persone a livello individuale, relazionale e organizzativo. Il corso prevede lezioni frontali, discussioni guidate, analisi di casi reali, con l’obiettivo di fornire strumenti concreti per riconoscere, analizzare e contrastare le discriminazioni nella vita quotidiana e professionale.

Modalità d'esame

Esame scritto. Per informazioni sui servizi di supporto agli studenti con disabilità e/o DSA visita la pagina http://www.unipg.it/disabilita-e-dsa

Testi di riferimento

Programma per non frequentanti: 1)Grumi, S. & Milani, L. (2023) Psicologia della violenza di genere. Vita e pensiero 2)Giovannelli, I., Pacilli, M.G., Pagliaro, S. (2025). Salute e pregiudizio di genere. Un approccio psicosociale. Il Mulino 3) Volpato, C. (2014). Deumanizzazione: Come si legittima la violenza. Laterza Il programma per frequentanti sarà comunicato a lezione

Codice insegnamento 421623

Sociologia Delle Reti Sociali 1° anno · 1° semestre · 8 CFU · GSPS-05/A · 0 file

1) Valutare l'acquisizione di contenuti: teorie, concetti, regole, procedure, metodi. 2) Applicazioni di conoscenze e del know-how per portare a termine compiti e risolvere problemi teorici o pratici. 3) Dimostrare…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

1) Valutare l'acquisizione di contenuti: teorie, concetti, regole, procedure, metodi. 2) Applicazioni di conoscenze e del know-how per portare a termine compiti e risolvere problemi teorici o pratici. 3) Dimostrare capacità di trasferire in modo autonomo conoscenze e abilità in contesti diversi. 4) Dimostrare capacità di presentazione, analisi e discussione critica di tematiche inerenti ai contenuti del corso.

Programma

Il corso di Sociologia delle reti sociali si propone di analizzare in maniera approfondita il concetto di reti sociali dal punto di vista sociologico. La prima parte del corso si concentrerà sull’analisi sociologica del concetto di rete sociale e di gruppo sociale. La seconda parte del corso si concentrerà sull'approfondimento di aspetti sociologici specifici legati all'analisi delle reti sociali e dei gruppi sociali e sulla tematizzazione del rapporto tra solidarietà sociale e reti sociali, con un focus particolare sulle dinamiche empiriche di costruzione di legami solidali nel territorio umbro

E' preferibile disporre di conoscenze sociologiche di base.

Lezioni frontali. Esercitazioni individuali e di gruppo in aula che prevedono lavori di approfondimento individuali e di gruppo. Attività seminariali tenute da esperti.

La prima parte del corso si concentrerà sull’analisi sociologica del concetto di rete, con particolare attenzione alla sua contestualizzazione storica, alle sue declinazioni teoriche e alle sue implicazioni empiriche. In particolare, il concetto di rete sarà affrontato contestualmente a quello di gruppo sociale, al fine di mostrare come le due dimensioni siano accomunate da una stretta familiarità. Tale operazione ricompositiva, percorribile poiché tra l’approccio di rete e quello di gruppo non vi è antitesi, si fonda non solo su una riorganizzazione tecnica e concettuale degli studi di rete, ma soprattutto sulla rivalutazione di grandi classici della teoria e della ricerca sociale, senza il ricorso ai quali non sarebbe apprezzabile il contributo dei contemporanei. La seconda parte del corso si concentrerà sull'approfondimento tematico di aspetti specifici dei concetti di rete sociale e gruppo sociale, mediante la strutturazione di momenti di discussione in aula, e sulla problematizzazione del rapporto tra solidarietà sociale e reti sociali nel contesto del territorio umbro.

Modalità d'esame

La prova di valutazione consisterà in un colloquio orale e avrà una durata non superiore ai 30 minuti.

Testi di riferimento

Testi obbligatori: 1)Stefania Vergati (2008), Gruppi e reti sociali. Tra teoria e ricerca, Bonanno Editore, Acireale-Roma. Per gli studenti frequentanti: Capp. 1-2. Per gli studenti non frequentanti: il testo deve essere studiato integralmente, ad eccezione del cap. IV. 2) Lorenzo Bruni (2021), Solidarietà critica. Patologie neoliberali e nuove forme di socialità, Meltemi, Roma. Nell'ambito del corso verrà approfondito lo studio di ulteriori testi, che saranno oggetto di discussione seminariale in aula. Il docente provvederà a fornire tutte le indicazioni bibliografiche relative ai suddetti testi contestualmente allo svolgimento delle lezioni.

Codice insegnamento 421615

Valutazione Delle Politiche Sociali 1° anno · 1° semestre · 8 CFU · STAT-03/B · 0 file

Sviluppare la capacità • di comprendere, entro un quadro di riferimento integrato, paradigmi valutativi, concetti e parole chiave utilizzati nell’ambito della valutazione istituzionale e dei Servizi Sociali • di…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Sviluppare la capacità • di comprendere, entro un quadro di riferimento integrato, paradigmi valutativi, concetti e parole chiave utilizzati nell’ambito della valutazione istituzionale e dei Servizi Sociali • di comprendere ed utilizzare correttamente termini relativi a Sistemi di Qualità e Carte di Servizi • di individuare la domanda e di organizzare la informazione in strutture di dati, per elaborare informazioni in ambito valutativo, sia a fine diagnostico che comparativo

Programma

Policy-making, sistemi di valutazione e apprendimento. Paradigma cibernetico. Processi decisionali per il governo (indirizzo, guida, regolazione e controllo) della evoluzione di processi sociali. Il policy-maker come agente sociale (parzialmente-)autonomo entro un reticolo organizzativo-decisionale multi-livello (es. Sistema Univ. Nazionale, SSN, etc.). Gerarchia ricorsiva (super-agente, agente, sub-agente). Da uno schema-tipo (decisore, obiettivi, vincoli; alternative; processo, ambiente, spazio degli stati, etc.; spazio degli effetti/risultati, spazio delle conseguenze; sensori/indicatori, etc.), applicato ricorsivamente, oggetti/concetti astratti saranno re-interpretati in specifici concreti casi di interesse. Strategie di regolazione ("open loop", “feedback”, “feed-forward”, etc). Ruolo di dispositivi di apprendimento e valutazione, informazione, valore dell’informazione. Rispetto allo stadio decisionale, sistemi di valutazione ex-ante (tipo VIA, analisi Costi-Benefici, valutazione di progetti, etc.) , ex-post (valutazione di risultati, di impatto sociale, etc.), valutazione adattativa basata su apprendimento in itinere (es. valutazione iterata su cicli-gestionali, verifica di avanzamento su planning, etc.). Servizi, nell’ambito della implementazione di una politica sociale. Servizi alla Persona di Pubblica Utilità (SPPU), riferimenti normativi. Su criteri di classificazione dei servizi sociali e riferimenti ad ambiti valutativi concreti. Disegni valutativi. Sistemi di valutazione di servizi, classificazione per scopo (comparativa vs diagnostica vs certificativa, etc.). Valutazione comparativa di agenti sociali. Sviluppo metodologico: dalla mission del servizio, al disegno concettuale, alla schematizzazione logica, alla selezione di indicatori, alla specificazione dei “parametri evaluandi”, alla sintesi di “scores” utilizzando dati. La costruzione di reports valutativi. Applicazioni a strutture sanitarie e fenomeni tipici di distorsioni tipiche (ignoranza sui meccanismi causali sottostanti e/o asimmetrie informative indotte da fenomeni tipici quali auto-selezione degli utenti “portatori di informazione”, “selezione avversa” operata dal management, etc.). Valutazione diagnostica. Per una politica di miglioramento della qualità nei servizi sociali. Sul concetto di "qualità" e le sue valenze valenze (qualità interna/esterna, qualità normativa/burocratica, qualità tecnica, qualità percepita dagli utenti, etc.); sul concetto di "efficacia" e "efficienza" oltre una mera tipica visione economica. Cenni a sistemi di qualità come concepiti dalla "ingegneria della qualità" (cenni ISO 9000, EFQM). Strumenti per il disegno (albero degli obiettivi, diagrammi di Iskikawa, questionario strutturato, schemi di campionamento, raccolta e archiviazione dei dati). Costruzione di indici sintetici, dai dati archiviati, tramite operatori di aggregazione. Uso di strumenti formali (quali medie ponderate, alberi di pertinenza e "format" informativi tipici per estrarre "pesi di importanza", etc.) per la costruzione di reports valutativi. Oggetti visuali (diagrammi radar, mappe di posizionamento, etc.) per la valutazione diagnostica, e a supporto della programmazione di interventi per il miglioramento del servizio. Disegno di rilevazione e strutture statistiche. Parametri “evaluandi”. Specifiche di accuratezza ed affidabilità. Valutazione dei costi. Tipologia di domande e “formati” tipici (differenziale semantico, Likert, etc.). Scala di Guttman, per lo sviluppo di scale di valutazione delle performance. Scale verbali ordinali: approcci per la quantificazione dei livelli. Definizione ed elaborazione di indici di soddisfazione semplici e complessi.

corso base di statistica o di statistica sociale

Problem solving https://virtualclassroom2.wordpress.com/3-metodologia/3-metodologia-didattica/

Il programma non è sviluppato in modo rigidamente sequenziale, ma attraverso una logica di hyper-testo (da adattare in progress) di cui si rimanda alla mappa concettuale: https://virtualclassroom2.wordpress.com/2-obiettivi-formativi/piano-didattico/mappe-concettuali/

Modalità d'esame

L’esame è costituito da una prova scritta, con tests basati su domande aperte con eventuali dati da applicare, eventualmente integrata con un colloquio orale. L'oggetto della valutazione è soprattutto la capacità dello studente nella "interpretazione ragionata" del testo, con riferimento al quadro concettuale sviluppato nel corso.

Testi di riferimento

https://virtualclassroom2.wordpress.com/6-informazioni/testi-consigliati/ 1. [Introduzione alla valutazione] Bezzi Claudio, La valutazione dei servizi alla persona, Link 2. [Scale di valutazione] Mauro Niero, Metodi e tecniche di ricerca per il servizio sociale, Editore: Carocci (nota: una vecchia edizione è disponibile nella biblioteca di Studi Storici) a. Cap. 4, 6. La Ricerca per la valutazione. La misura degli atteggiamenti e della qualità della vita. 3. [Ambiti applicativi] La customer satisfaction nelle amministrazioni pubbliche, manuale edito dal Dipart. della funzione pubblica (link)

Codice insegnamento 421620

Welfare Di Comunita' E Valutazione 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · GSPS-02/A · 0 file
Economia Del Welfare 2° anno · 1° semestre · 8 CFU · ECON-01/A · 0 file
Management E Innovazione Nelle P.A. 2° anno · 2° semestre · 8 CFU · GIUR-06/A · 0 file

Il corso intende fornire allo studente una conoscenza approfondita del ruolo del dirigente in una amministrazione pubblica e degli strumenti a sua disposizione. L'obiettivo del ciclo di lezioni e seminari è quello di far…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso intende fornire allo studente una conoscenza approfondita del ruolo del dirigente in una amministrazione pubblica e degli strumenti a sua disposizione. L'obiettivo del ciclo di lezioni e seminari è quello di far comprendere quali siano le capacità manageriali necessarie ad esercitare la funzione dirigenziale nella pubblica amministrazione e far acquisire una serie di capacità operative nell'applicazione del diritto in generale e di quello amministrativo in particolare. In particolare, al termine del corso, gli studenti dovranno possedere: - conoscenze e capacità di comprensione che consentano loro di comprendere questioni organizzative che si pongono nella gestione di un servizio amministrativo; - capacità di applicare le conoscenze acquisite nell'ipotizzare soluzioni organizzative nella gestione di servizi amministrativi; - capacità di integrare le conoscenze e le capacità acquisite in maniera autonoma attraverso la ricerca normativa, giurisprudenziale e dottrinale nel campo del diritto amministrativo;- capacità di comunicare in modo adeguato e di argomentare le soluzioni possibili di problemi organizzativi che si pongono nella gestione di servizi amministrativi.

Programma

Il corso si articola in percorsi teorico-applicativi finalizzati ad approfondire diversi aspetti della gestione amministrativa sotto il profilo del ruolo attuale della dirigenza intesa come espressione del management pubblico.

Per affrontare con successo lo studio di Management Pubblico è importante possedere conoscenze di base del Diritto Pubblico e del Diritto Amministrativo. Queste possono essere acquisite sostenendo i relativi esami erogati in diversi corsi triennali o attraverso lo studio dei testi consigliati per la loro preparazione. Nel corso dell'insegnamento, la docente si preoccuperà di segnalare di volta in volta quali sono le conoscenze specifiche necessarie ad affrontare le diverse partizioni del programma.

Il corso prevede una serie di lezioni frontali a cura del docente, alcuni incontri dibattito con dirigenti pubblici di amministrazioni locali e nazionali e seminari di discussione di casi. Nel corso delle lezioni frontali è previsto l'uso di slides che sintetizzano i contenuti erogati. Lo scambio con gli studenti è favorito dalla presentazione di casi pratici e dall'invito alla loro discussione in aula.

Il corso si articola in percorsi teorico-applicativi finalizzati ad approfondire diversi aspetti della gestione amministrativa sotto il profilo del ruolo attuale della dirigenza intesa come espressione del management pubblico. A questo fine verranno approfonditi sia dal punto di vista teorico, sia con esercitazioni pratiche aspetti quali: il ruolo dirigenziale nella pubblica amministrazione; il rapporto fra politici e dirigenti; la gestione delle risorse pubbliche; il dirigente come privato datore di lavoro; il dirigente come organo dell'amministrazione e come manager delle risorse; strumenti pubblici e privati di gestione della cosa pubblica; il rapporto di lavoro dirigenziale; la responsabilità gestionale e la responsabilità amministrativa. Il corso si avvale di strumenti didattici funzionali allo sviluppo delle tematiche analizzate. Sono previste analisi di giurisprudenza, ricerche di dottrina, studi di caso, esame di atti e provvedimenti, simulazioni in aula e gruppi di studio.

Modalità d'esame

La valutazione dell'apprendimento avviene di norma in due fasi: attraverso la somministrazione di un questionario a risposta aperta (breve) e attraverso un successivo colloquio orale nel corso del quale allo studente viene invitato a commentare una o più delle risposte date nel questionario. Per gli studenti non frequentanti è previsto soltanto l'esame orale. Le domande proposte in forma scritta, o nel caso degli studenti non frequentanti in forma orale, mirano ad accertare che lo studente sia in grado di inquadrare correttamente la funzione dirigenziale nell'ambito dell'amministrazione pubblica e di ricostruire le funzioni e il ruolo dei dirigenti, nonchè di simulare l'impiego dei principali strumenti gestionali.

Testi di riferimento

Agli studenti frequentanti saranno fornite a lezione indicazioni e materiali idonei a supportare l'attività d'aula. Gli studenti non frequentanti possono rivolgersi alla docente per avere indicazioni sui testi da adottare.

Codice insegnamento 421630

Metodi E Tecniche Del Servizio Sociale Ii 2° anno · 1° semestre · 8 CFU · GSPS-05/A · 0 file

Il corso si propone di consolidare e approfondire le conoscenze e le competenze acquisite nel primo anno, con l'obiettivo di formare assistenti sociali capaci di operare in contesti complessi e di rispondere ai bisogni…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso si propone di consolidare e approfondire le conoscenze e le competenze acquisite nel primo anno, con l'obiettivo di formare assistenti sociali capaci di operare in contesti complessi e di rispondere ai bisogni emergenti della società. In particolare, il corso mira a: Approfondire i modelli teorici del servizio sociale Esaminare la prospettiva teorica del servizio sociale con particolare riferimento al modello unitario centrato sul compito. Sviluppare competenze relazionali e comunicative Favorire una comprensione approfondita della dimensione relazionale dell'intervento sociale, con attenzione alla comunicazione verbale e non verbale, alla gestione delle emozioni e all'uso di strumenti durante i colloqui. Applicare il processo di aiuto in ottica integrata e valutativa Fornire strumenti per la co-costruzione dell'intervento e per l'empowerment degli utenti, affrontando i vari passaggi del processo di intervento: analisi della domanda, progettazione del piano assistenziale individualizzato e del progetto personalizzato integrato. Favorire la capacità di documentazione e scrittura professionale Promuovere l'utilizzo corretto della documentazione nel servizio sociale, con esercitazioni sulla redazione di relazioni scritte e sulla produzione di documenti tecnici essenziali per la pratica professionale. Integrare teoria e pratica attraverso casi studio e simulazioni Offrire opportunità di apprendimento attivo tramite casi studio, discussioni di gruppo e simulazioni per rafforzare la capacità di analisi critica e applicazione concreta delle metodologie apprese. Preparare gli studenti al lavoro interdisciplinare Rafforzare le competenze necessarie per collaborare con altre figure professionali in un'ottica di integrazione socio-sanitaria e progettazione di interventi multidimensionali.

Programma

Il corso, riprendendo quanto acquisito durante il primo anno della medesima disciplina approfondirà le seguenti tematiche: la prospettiva teorica del servizio sociale con particolare riferimento al modello unitario centrato sul compito; la dimensione relazionale in una prospettiva di co-costruzione dell'intervento e di empowerment con attenzione alla comunicazione verbale e non verbale, alla gestione delle emozioni, all'uso di strumenti durante il colloquio e alla relazione scritta di servizio sociale; il processo di intervento del servizio sociale secondo un approccio valutativo e integrato: l'analisi della domanda e dell'invio, il progetto assistenziale individuale e il progetto personalizzato integrato. Approfondimento del Codice Deontologico degli assistenti sociali

Al fine di comprendere e saper applicare gli argomenti descritti nell’insegnamento, è necessario che gli studenti abbiano sostenuto e superato con successo l’esame di Metodi e tecniche del Servizio sociale I. Le tecniche e le metodologie che gli stessi studenti devono possedere e che costituiscono i prerequisiti indispensabili per poter seguire il corso con profitto sono: i principi e i fondamenti del servizio sociale professionale, i principi di etica professionale, l’approccio unitario e il processo di aiuto.

Lezioni frontali, discussioni, lavoro di gruppo, seminari, studi di caso, dispense.

1. Approfondimento della Teoria del Servizio Sociale Ripresa e consolidamento dei contenuti trattati nel primo anno. Esplorazione della prospettiva teorica del servizio sociale, con particolare riferimento al modello unitario centrato sul compito. Analisi critica dei principali approcci metodologici alla luce delle nuove sfide del servizio sociale. Approfondimento del Codice Deontologico degli assistenti sociali 2. La Dimensione Relazionale e Comunicativa nell'Intervento Sociale Approfondimento della relazione d'aiuto in una prospettiva di co-costruzione ed empowerment. Sviluppo di competenze nella comunicazione verbale e non verbale durante i colloqui professionali. Esercitazioni sulla gestione delle emozioni nel rapporto con l'utente e sull'utilizzo di strumenti comunicativi specifici. Laboratori di scrittura professionale per la redazione di relazioni e documenti scritti del servizio sociale. 3. Il Processo di Intervento nel Servizio Sociale Analisi dei passaggi chiave del processo di aiuto: Analisi della domanda e dell'invio. Progettazione del piano assistenziale individuale (PAI). Elaborazione di un progetto personalizzato integrato per rispondere ai bisogni complessi dell'utente. Approccio valutativo all'intervento sociale, con particolare attenzione alla verifica degli esiti e al monitoraggio. 4. Documentazione e Scrittura Professionale Studio delle metodologie di documentazione in servizio sociale. 5. Ambiti di Intervento del Servizio Sociale Analisi dei principali ambiti di intervento del servizio sociale attraverso il testo di Campanini (2016). Focus su settori chiave come: Protezione dell'infanzia e della famiglia. Disabilità e inclusione sociale. Servizio sociale di comunità. Discussione di casi studio tratti dalla pratica professionale. 6. Approccio Interdisciplinare e Integrazione Socio-Sanitaria Analisi dell'integrazione tra servizi sociali e sanitari. Sviluppo di capacità per il lavoro di rete con altre professioni. Progettazione di interventi multidimensionali attraverso simulazioni e lavori di gruppo. 7. Studio di Articoli di Ricerca Approfondimento di un settore specifico attraverso lo studio di un articolo di ricerca in lingua italiana, inglese o spagnola, scelto in collaborazione con il docente. Presentazione e discussione in aula dell'articolo selezionato, con l'obiettivo di sviluppare capacità critiche e di analisi.

Modalità d'esame

L’esame verrà effettuato in forma ORALE. Prevista prova intermedia scritta su una prima parte del programma.

Testi di riferimento

Zilianti, A. e Rovai, B. (2007). Assistenti sociali professionisti. Metodologia del lavoro sociale (capp. 1,2,3,4,6), Carocci Faber, Roma Allegri, E. (2015). Il servizio sociale di comunità. Carocci Faber Filippini, S. (2020). Nuovo Codice Deontologico: le responsabilità professionali, Carocci, Roma Campanini A. M. (a cura di) (2016). Gli ambiti di intervento del servizio sociale. Carocci Faber (capp. 2, 4, 9, 11, 13, 14) Raineri, M.L. e Corradini, F. (2022). Linee guida e procedure di servizio sociale. Erickson (capp. DAL CAP. 8 AL cap.15) Normativa di riferimento per ogni ambito di intervento del servizio sociale trattato a lezione. ARTICOLO DI RICERCA: approfondimento su un ambito di intervento del servizio sociale attraverso lo studio di un articolo di ricerca (in italiano o in inglese o in spagnolo) scelto insieme al docente (almeno un mese prima). Verrà predisposto un elenco di articoli tra cui poter scegliere.

Codice insegnamento 421792

Programmazione Delle Politiche Sociali 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · GSPS-05/A · 0 file
Storia Delle Donne Nel Mondo Contemporaneo 2° anno · 2° semestre · 8 CFU · HIST-03/A · 0 file

Le studentesse/gli studenti acquisiranno una consapevolezza di quelli che sono i principali nodi tematici della storia sociale e politica delle donne in età contemporanea, e di come il processo di emancipazione femminile…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Le studentesse/gli studenti acquisiranno una consapevolezza di quelli che sono i principali nodi tematici della storia sociale e politica delle donne in età contemporanea, e di come il processo di emancipazione femminile sia legato a doppio filo alle conseguenze dei due assi portanti della “modernità” politica dell’occidente: la rivoluzione francese e la rivoluzione industriale. Acquisiranno, inoltre, la capacità di utilizzare alcune categorie interpretative generali nell’ambito di un percorso di ricerca individuale, in cui potranno mettere a confronto i propri interessi, curiosità ed esperienze legate anche a problematiche di attualità, con i tempi lunghi e la profondità del sapere storico.

Programma

Perché la condizione delle donne e l'uguaglianza di genere sono anche oggi al centro del dibattito pubblico e delle politiche sociali? Questo corso offre gli strumenti critici per comprendere il presente attraverso le sue radici storiche. Superando visioni semplificate, analizzeremo i nodi politici, sociali e culturali che hanno ridefinito il ruolo delle donne nel mondo contemporaneo. Attraverso gli itinerari biografici e intellettuali di alcune protagoniste dell'Otto-Novecento, approfondiremo la vicenda dell'emancipazione femminile in ambiti cruciali per la vostra formazione: - Cittadinanza: il voto e la politica dalla prospettiva delle donne. - Lavoro: le lotte per i diritti e l'indipendenza economica. - Welfare e Assistenza: il ruolo cardine delle donne nella nascita dei sistemi di cura pubblici, della maternità e dell'educazione. - Corpo e Identità: il dibattito su famiglia, sessualità e religione. - Attivismo Globale: come le idee si sono trasformate in mobilitazioni politiche e reti internazionali. Perché scegliere questo corso? Studiare la storia delle donne non significa solo guardare al passato, ma acquisire competenze indispensabili per agire nel presente: - Capire la complessità attuale: la storia è una lente d'ingrandimento. Vi permetterà di decodificare le radici profonde dei problemi sociali odierni, isolando le logiche e i discorsi che ancora oggi influenzano le dinamiche di genere. - Allenare l'empatia critica: sarete sfidate/i a "mettervi nei panni" di donne e uomini di altre epoche. Questa capacità di immedesimazione profonda è fondamentale per chiunque voglia progettare interventi sociali inclusivi ed efficaci. - Mettere in discussione i propri schemi mentali: confrontarsi con contesti distanti e dinamiche di rottura vi costringerà a decostruire i vostri stessi pregiudizi. Imparerete a non dare mai per scontato il modo in cui oggi pensiamo ai diritti, alla famiglia o al lavoro.

E’ preferibile disporre di una buona conoscenza della storia otto-novecentesca, avendo presenti alcune categorie interpretative di base della storiografia contemporanea.

Il corso avrà una natura seminariale. La didattica prevede di alternare fra lezioni frontali e discussione in aula dei materiali (saggi, articoli, documentari, film, romanzi, libri). Si prevede l’utilizzo della piattaforma Unistudium per la condivisione del materiale.

Vedi sopra i "Contenuti"

Modalità d'esame

La partecipazione alle lezioni e alle attività proposte durante il corso contribuirà in modo essenziale a determinare la valutazione finale. Al termine del corso si richiede ai frequentanti di presentare in aula un lavoro autonomo di approfondimento su un tema concordato, da svolgere nel mese di maggio. Verrà, quindi, proposta una valutazione in trentesimi che tiene conto di tutto il percorso svolto (frequenza, discussione critica dei materiali presentati, partecipazione attiva, lavoro finale). La proposta può essere accettata e, in questo caso, l'esame orale è soltanto facoltativo. Per i/le studenti non frequentanti l'esame è orale. Il colloquio, della durata di circa 20 minuti, verterà su una serie di letture concordate all'inizio del corso, con la possibilità di presentare, anche, un lavoro autonomo di approfondimento (per cui chiedo di contattarmi in tempo utile: entro la metà di marzo).

Testi di riferimento

Tutti i materiali di studio e approfondimento verranno indicati a lezione, in modo personalizzato e saranno caricati sulla piattaforma Unistudium nel periodo di svolgimento delle lezioni.

Codice insegnamento 421626

Trasformazioni Territoriali E Sostenibilita' 2° anno · 1° semestre · 8 CFU · GSPS-08/B · 0 file

L’obiettivo formativo del corso è quello di fornire agli studenti strumenti interpretativi per comprendere i processi di trasformazione culturale e sociale che caratterizzano i territori contemporanei, evidenziando il…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

L’obiettivo formativo del corso è quello di fornire agli studenti strumenti interpretativi per comprendere i processi di trasformazione culturale e sociale che caratterizzano i territori contemporanei, evidenziando il ruolo centrale dell’orientamento all'innovazione e alla sostenibilità nello sviluppo di tali dinamiche. Il corso prevede inoltre una componente applicativa dedicata alle aree interne, analizzate come contesti privilegiati per l’osservazione e la sperimentazione di pratiche di trasformazione sociale “dal basso”. In questi territori emergono infatti iniziative che nascono all’interno delle comunità locali e che, attraverso forme di azione collettiva e partecipata, contribuiscono alla costruzione di soluzioni innovative per lo sviluppo socio-economico, valorizzando le risorse locali e rafforzando la coesione territoriale.

Programma

PARTE TEORICA dedicata ai seguenti temi: Trasformazioni territoriali e processi di territorializzazione Rapporto uomo-ambiente Governo territoriale e processi di trasformazione e innovazione community based Sviluppo sostenibile e pratiche di innovazione territoriale e sociale PARTE APPLICATIVA Aree interne, comunità intraprendenti come luoghi di innovazione sociale e territoriale

nessuno

Il corso prevede lezioni frontali e momenti di confronto collettivo. Sono previsti seminari tematici di studiosi ed esperti che supporteranno l'approfondimento sia la riflessione teorica che la parte applicativa.

L’insegnamento si caratterizza per lo studio del territorio, inteso sia come spazio fisico che come costruzione sociale, trasformato dall’azione dell’uomo e dall’interazione tra attori sociali, istituzionali, risorse e comunità locale. In questa prospettiva, particolare attenzione è rivolta alle aree interne, considerate non solo come contesti di marginalità, ma come ambiti privilegiati per l’emersione di pratiche innovative e di nuove forme di sviluppo. Il corso approfondisce le relazioni tra le diverse dimensioni del territorio, analizzando come le strategie di sviluppo, le pratiche di valorizzazione e i processi di cambiamento si intreccino con gli obiettivi di sostenibilità.Parte del corso sarà dedicata al tema dell’innovazione sociale e territoriale come un processo collettivo e situato, capace di generare nuove risposte ai bisogni locali attraverso il coinvolgimento delle comunità, la valorizzazione delle risorse endogene e la costruzione di reti collaborative. LUna parte applicativa sarà incentrata sullo studio delle aree interne, analizzate come laboratori di innovazione, in cui pratiche di welfare di comunità e modelli di governance partecipativa contribuiscono alla definizione di traiettorie di sviluppo sostenibile, inclusive e territorialmente radicate.

Modalità d'esame

FREQUENTANTI La verifica dell'apprendimento avverra' tramite l'elaborazione di un lavoro di ricerca sui temi del corso concordato con il docente e discusso in aula della lunghezza di 35000 caratteri, spazi e bibliografia inclusi La valutazione si basa sull'applicazione ponderata dei seguenti 4 criteri: Aderenza alle tematiche del corso (fino a 9 punti) Utilizzo delle fonti (quante e quali fonti sono state utilizzate e come sono state inserite nel testo) (fino a 9 punti) Chiarezza e coerenza espositiva (fino a 9 punti) Originalità (fino a 3) NON FREQUENTANTI La verifica dell'apprendimento avverra' tramite colloquio orale individuale basato sui testi di riferimento per l'esame. Saranno valutate positivamente le capacita' dello studente di sapersi orientare all'interno del materiale bibliografico indicato nel programma d'esame, nonche' una visione complessiva dei temi affrontati e il possesso di una padronanza espressiva e di linguaggio.

Testi di riferimento

Battaglini E. (2024) Innovazione Territoriale Carocci editore capitoli 2 e 4 Battaglini E. (2022) Territorio e metaterritorio come spazio di relazioni in Sociologia urbana e rurale n. 127, pp. 119-136 Per la parte applicativa Euricse (2022). Le comunità intraprendenti in Italia, Euricse Research Reports, n. 23|2022 Autori: J. Sforzi, C. Burini, C. De Benedictis, L. Bettani, D. Gaudioso. Trento: Euricse. (scaribile online) Inoltre il docente consegnerà specifico materiale che sarà comunque reperibile nelle pagine di Unistudium

Codice insegnamento 421632

Metodi E Tecniche Del Servizio Sociale Iii 1° semestre · 8 CFU · SPS/07 · 0 file

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