Corso di laurea
Relazioni internazionali
Università degli Studi di Perugia · 69 materie · 1 file condivisi
Il Corso di Studio Magistrale in Relazioni Internazionali si propone di mettere gli studenti in grado di interpretare la realtà internazionale contemporanea in tutti i suoi aspetti e di acquisire le capacità professionali necessarie ad operarvi efficacemente a livello dirigenziale, pubblico e privato, negli ambiti internazionale, europeo, nazionale e locale. Mira dunque a favorire l'ingresso nelle carriere internazionalistiche (intese nella più ampia accezione) attraverso l'acquisizione, in una prospettiva multidisciplinare, di competenze avanzate nei settori della storia, del diritto, dell'economia, dell'antropologia, della sociologia e delle abilità linguistiche. Più in generale, esso mira a creare competenze professionali focalizzate sull'analisi politico-strategica delle relazioni internazionali, sulla gestione delle situazioni di crisi (assistenza umanitaria, tutela dei diritti umani, cooperazione allo sviluppo, operazione di peace-enforcing e di state-building), sul governo dei processi economico-sociali globali (con particolare riferimento al tema dellimmigrazione). Il Corso di laurea è articolato in tre curricula:
Il curriculum ''CONFLITTI INTERNAZIONALI, STUDI STRATEGICI E ANALISI DI POLITICA ESTERA" ha un orientamento politico-strategico e privilegia lo studio dei conflitti (interni e internazionali) e i mezzi per la loro soluzione, nonché la formazione nel campo dellanalisi politico-strategica applicata allo scenario internazionale.
Esso è dunque finalizzato alla formazione di: - analisti di politica internazionale in grado di operare in centri di ricerca (privati e pubblici) e nel mondo dell'informazione (riviste e pubblicazioni specializzate in politica estera e in studi strategici), ovvero di svolgere attività di consulenza per conto di aziende e imprese attive sui mercati internazionali.- esperti in relazioni internazionali e in studi strategico-diplomatici, con particolare riferimento alla soluzione dei conflitti; - funzionari internazionali, indirizzati alla carriera diplomatica, all'impiego in strutture pubbliche o private nel settore della sicurezza; - esperti nell'ambito dell'intelligence e dei servizi di informazione e difesa, come le carriere pubbliche nei diversi segmenti delle Forze Armate; - consulenti specializzati nelle amministrazioni statali e negli enti locali.
Il curriculum ''COOPERAZIONE INTERNAZIONALE E STATE BUILDING" ha un orientamento internazionalistico-umanitario indirizzato operativamente verso la costruzione di figure professionali impegnate nelle politiche di cooperazione e assistenza umanitaria (in ambito civile-militare) e in quelle di state/nation-building, nonché nella gestione dei contesti di crisi internazionale (emergenze umanitarie e ambientali, conflitti armati civili e inter-statuali, ecc.).
Il curriculum è finalizzato alla formazione di: - funzionari ad alto livello presso le organizzazioni internazionali, governative e non governative; - esperti del dialogo e cooperazione fra le culture, in grado di analizzare le caratteristiche storiche, demografiche, antropologiche e politico-istituzionali in un dato contesto territoriale; - esperti in grado di ideare, elaborare e dirigere l'attuazione di progetti a sostegno di uno sviluppo socialmente ed economicamente sostenibile.
- professionisti civili e militari impegnati nelle attività di state-building e di ricostruzione post-conflitto. Tali figure sono pensate per operare principalmente nelle organizzazioni internazionali governative, nelle forze armate e nelle organizzazioni umanitarie non governative.
Il curriculum' 'MIGRATION, GLOBALISATION AND WORLD GOVERNANCE" (in lingua inglese) è specificamente dedicato allo studio dei trend politico-sociali ed economici globali, con una particolare attenzione per i temi dellimmigrazione e per le dinamiche (in particolare economica) della globalizzazione. Prevede esperienze formative presso aziende in fase di internazionalizzazione, imprese multinazionali e organizzazioni internazionali.
Il curriculum mira a formare: - funzionari e cooperanti attivi nella protezione dei diritti umani;
- esperti in politiche dellimmigrazione; - esperti in politiche di internazionalizzazione delle imprese; - funzionari nelle organizzazioni internazionali, economiche e finanziarie; - esperti nelle aziende multinazionali o nazionali con prospettive di internazionalizzazione;
- analisti di politica internazionale (elaborazioni di scenari globali) in grado di operare in centri di ricerca (privati e pubblici) e nel mondo dell'informazione (riviste e pubblicazioni specializzate in politica estera e in studi strategici), ovvero di svolgere attività di consulenza per conto di aziende e imprese attive sui mercati internazionali.
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Materie del corso
Lo scopo principale dell'insegnamento è quello di fornire agli studenti la capacità di decentrare il proprio punto di vista e di contestualizzare i fenomeni politici ed economici.
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
Lo scopo principale dell'insegnamento è quello di fornire agli studenti la capacità di decentrare il proprio punto di vista e di contestualizzare i fenomeni politici ed economici.
Programma
L'insegnamento di antropologia politica ed economica si prefigge di rendere gli studenti capaci di riconoscere le dinamiche culturali comunque presenti nei fenomeni comunemente considerati come prettamente politici o economici. Partendo dai lavori etnografici svolti presso alcune società non occidentali, i quali serviranno ad illustrare concezioni altre dell'economico e del politico, il corso vuole infine approdare ad una riconsiderazione critica di alcuni concetti dell'economia neoclassica e della politologia occidentale
Lezioni frontali
L'insegnamento toccherà i seguenti punti: La nascita dell'antropologia economica Il dibattito tra formalisti e sostantivisti L'antropologia marxista L'approccio culturalista Antropologia e cooperazione La nascita dell'antropologia politica I classici dell'antropologia sociale britannica Violenza simbolica e violenza strutturale Il nazionalismo e il concetto di etnia
Modalità d'esame
Esame orale
Testi di riferimento
Ai frequentanti verranno consegnate alcune dispense durante lo svolgimento del corso Per i non frequentanti: Li Causi Luciano, Uomo e potere. Una introduzione all'antropologia politica, Carocci, Roma,1993. Wilk Richard, Economie e culture, Bruno Mondadori, Milano, 1997. Più un libro a scelta tra i seguenti: Amselle, Jean-Loup, Connessioni. Antropologia dell'universalità delle culture, Bollati Boringhieri 2001. Anderson Benedict, Comunità immaginate, Manifestolibri, 1996. Appadurai Arjun, Modernità in polvere, Meltemi editore, 2001. Appadurai Arjun, La vita sociale delle cose, Meltemi editore, 2021. Balandier Georges, Antropologia politica, Armando editore, 2000. Bourdieu Pierre, Il senso pratico, Armando editore, 2022. Bourdieu Pierre, La parola e il potere: L'economia degli scambi linguistici, PM edizioni, 2025 Bourgois Philippe, Cercando rispetto. Drug economy e cultura di strada, Derive Approdi, Roma, 2005 Bourgois Philippe, Reietti e fuorilegge, Derive Approdi, 2019. Dei Fabio (a cura di), Antropologia della violenza, Meltemi editore, 2005. Gellner Ernest, Nazioni e nazionalismo, Editori riuniti, 1997. Holmes Seth, Frutta fresca, corpi spezzati: Braccianti migranti negli Stati Uniti d’America, Meltemi editore, 2023. Miller Daniel, Per un'antropologia delle cose, Ledizioni, 2013. Miller Daniel, Cose che parlano di noi. Un antropologo a casa nostra, il Mulino, 2020. Polanyi Karl, La grande trasformazione, Einaudi, 2000. Taussig Michael, Cocaina. Per un'antropologia della polvere bianca, Bruno Mondadori, 2005. Zinn Dorothy L., La raccomandazione. Clientelismo vecchio e nuovo, Donzelli, 2001.
Codice insegnamento 504240
L'insegnamento consente l'apprendimento dei lineamenti della storia, della geopolitica e delle culture della Cina e dell'Asia orientale e l'approfondimento del contesto interno e politico-diplomatico di un paese asiatico…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
L'insegnamento consente l'apprendimento dei lineamenti della storia, della geopolitica e delle culture della Cina e dell'Asia orientale e l'approfondimento del contesto interno e politico-diplomatico di un paese asiatico in particolare, a scelta dei singoli studenti. L'obiettivo principale dell'insegnamento consiste nel fornire agli studenti le basi per affrontare lo studio della politica interna ed estera della Cina e dei diversi paesi del Sud Est Asiatico e dei rapporti che intercorrono tra loro. Le principali conoscenze acquisite alla fine del corso saranno: lineamenti di base della politica interna ed estera della Cina dei paesi dell'Asia orientale; conoscenze di base delle dinamiche del colonialismo europeo in Asia e una conoscenza approfondita delle relazioni internazionali nello scacchiere dell'Estremo Oriente dal secondo dopoguerra ai giorni nostri. Alla fine del corso gli studenti saranno in grado di comprendere l'iter e i passaggi chiave delle relazioni internazionali nel settore Asia-Pacifico nel corso del Novecento e avranno approfondito il percorso di un paese asiatico a loro scelta. Le principali abilità conseguite saranno dunque: una capacità di analizzare il contesto cinese e asiatico dalla metà del Novecento ai giorni nostri, evidenziando i temi di maggiore attualità trattati nel corso; una capacità di identificare le tematiche che caratterizzano lo sviluppo della Cina e del continente asiatico nel corso del Novecento, dalla decolonizzazione alla crescita economica e dalla difficile transizione dall’autoritarismo politico ai processi di democratizzazione; una capacità di analisi dei conflitti localizzati in Asia connessi alla logica bipolare durante la Guerra fredda e al persistere di contrasti politici e internazionali nel contesto odierno, illustrando nozioni approfondite e fornendo valutazioni con capacità di giudizio autonome e abilità di tipo comunicativo e relazionale. Gli studenti saranno in grado di elaborare argomentazioni logiche rispetto ai suddetti argomenti esponendole in maniera chiara e coerente, sapranno opportunamente utilizzare le categorie storico-analitiche affrontate a lezione e interpretare in modo critico i dati storici, riconoscendone le implicazioni metodologiche. Al termine del corso gli studenti avranno dunque significativamente esteso e rafforzato le conoscenze precedentemente acquisite in campo storico durante il ciclo della triennale e saranno capaci di integrarle con le nuove tematiche assimilate inserendole in un contesto interdisciplinare, interpretando il contesto cinese e asiatico contemporaneo in tutti i suoi aspetti. I ragazzi potranno quindi formulare giudizi di ampio respiro in maniera autonoma, elaborare idee originali ed esporre in modo chiaro le loro conclusioni in un contesto professionale sia a interlocutori specialisti che non specialisti.
Programma
Il corso approfondisce la storia, la geopolitica e le culture della Cina e dell'Asia orientale a partire dalla seconda metà del Novecento fino ai giorni nostri, con un focus specifico sulle relazioni internazionali tra la Cina e i diversi competitor asiatici e tra questi ultimi e gli altri attori internazionali. Saranno analizzate le tematiche che caratterizzano lo sviluppo della Cina e del continente asiatico nel corso della seconda metà del Novecento, dal processo di decolonizzazione alla crescita economica, dalla difficile transizione dall’autoritarismo politico ai processi - talvolta incompiuti o mancati - di democratizzazione, dai conflitti localizzati connessi alla logica bipolare al persistere di contrasti politici e internazionali.
Al fine di comprendere la maggior parte degli argomenti che caratterizzano l'insegnamento è necessario aver sostenuto con successo gli esami di Storia contemporanea e di Storia delle relazioni internazionali. La conoscenza di queste materie rappresenta un prerequisito importante per lo studente che intenda seguire il corso con profitto.
L'organizzazione complessiva delle attività didattiche si svolgerà attraverso lezioni frontali in aula sugli argomenti del programma e cicli di seminari su argomenti più specifici affini al corso (come ad esempio le principali filosofie e religioni diffuse in Asia orientale). Sono previste lezioni frontali a carattere seminariale con audiovisivi, esercitazioni e discussioni in classe sui temi affrontati a lezione, anche con il supporto di materiali audiovisivi. Gli studenti potranno scegliere di approfondire specifici argomenti attinenti al corso e di loro particolare interesse, discutendo in classe un elaborato (exposé) svolto individualmente o in gruppo e di cui sarà poi tenuto conto in sede d'esame. Durante la discussione saranno illustrate le problematiche poste dall'argomento prescelto, il contesto internazionale all'interno del quale esso si svolge, le fonti utilizzate e l'impostazione metodologica adottata. La discussione potrà avvalersi di slide e prevedere la richiesta di approfondimenti e di chiarimenti da parte del docente e dei colleghi in classe.
Parte generale: gli equilibri in Estremo Oriente dopo la Seconda guerra mondiale; la guerra civile in Cina, la nascita della Repubblica popolare cinese e le sue conseguenze politico-diplomatiche; l’emancipazione dell’Asia sud-orientale: l’India, il Pakistan e la questione del Kashmir; l’indipendenza birmana; l’indipendenza delle Filippine; l’indipendenza dell’Indonesia; la guerra di Corea; il trattato di pace con il Giappone e l’accordo difensivo nippo-americano (1951); la crisi indocinese e la conferenza di Ginevra (1954); la Seato; le relazioni sino-sovietiche; la questione di Formosa; la conferenza di Bandung (1955); il movimento dei non allineati; la guerra del Vietnam; la svolta di Nixon nelle relazioni sino-americane; il persistere dei conflitti in Asia. Parte monografica: Questa parte consiste in un approfondimento relativo al percorso di singoli paesi dell’Asia orientale a scelta degli studenti.
Modalità d'esame
L'esame prevede una prova orale consistente in una discussione della durata di circa 25-30 minuti finalizzata ad accertare il livello di conoscenza e capacità di comprensione raggiunto dallo studente sui contenuti teorici e metodologici indicati nel programma. La prova orale consentirà inoltre di verificare la capacità di comunicazione dell'allievo con proprietà di linguaggio ed organizzazione autonoma dell'esposizione sugli stessi argomenti a carattere teorico. Per informazioni sui servizi di supporto agli studenti con disabilità e/o DSA visita la pagina http://www.unipg.it/disabilita-e-dsa
Testi di riferimento
A. Fiori, M. Milani, A. Passeri, Asia. Storia, Istituzioni e Relazioni internazionali, Le Monnier Univeristà, 2022; oppure: David Shambaugh (ed.), China & the World, Oxford, Oxford University Press, 2020.
Codice insegnamento 415467
Sviluppare una comprensione generale dei concetti, delle teorie e degli strumenti metodologici associati allo studio della politica comparata su scala internazionale; capire come il sistema politico internazionale…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
Sviluppare una comprensione generale dei concetti, delle teorie e degli strumenti metodologici associati allo studio della politica comparata su scala internazionale; capire come il sistema politico internazionale interagisce con il sistema economico e istituzionale; fare collegamenti tra teoria e pratica, passato e presente, aspettative e realtà; sviluppare un senso critico su come alternare al meglio i vari approcci teorici; applicare ciò che gli studenti hanno imparato in classe a problemi reali di politica comparata e internazionale attraverso discussioni in classe.
Programma
Conoscenze di base di Scienza Politica
Le lezioni sono integrate da seminari, simulazioni, test, e corsi brevi con esperti invitati. Saranno, ove necessario, fornite anche letture su casi di studio e argomenti specifici. Attraverso lezioni e letture, discussioni e simulazioni, esercizi individuali e di gruppo, questo corso intende fornire gli strumenti concettuali e le abilità metodologiche che permetteranno allo/a studente/ssa di formare i suoi giudizi critici su alcune questioni di attualità in comparative and global issues. Ci si aspetta che gli/le studenti/esse svolgano un ruolo attivo in classe e che studino attentamente e preparino eventuali compiti assegnati in classe.
Modalità d'esame
Gli esami orali finali valuteranno la consapevolezza teorica sulle principali questioni nelle relazioni internazionali contemporanee; la capacità di discuterle criticamente; e applicare le strategie esplicative delle teorie studiate a casi empirici. Sarà valutata anche la partecipazione agli esercizi individuali o a gruppi in aula (es. simulation games o quiz tests) per verificare il livello di apprendimento delle nozioni man mano veicolate, nonchè le brevi relazioni scritte in caso di seminari e/o short courses. Una volta terminate le prime lezioni introduttive accompagnate da eventuali quiz test e simulazioni, nella parte II del corso, che consiste in seminari tematici/corsi brevi, gli studenti dovranno preparare delle brevi relazioni (circa 2 pagine) su ciascuna delle lezioni che compongono tali seminari/corsi brevi. Le relazioni devono essere consegnate la settimana successiva a quella in cui si è tenuto il seminario tematico/corso breve. Nella relazione si espongono i contenuti della lezione e i punti principali trattati dal docente durante il seminario. Presentazione orale. All'interno del corso, ci saranno sessioni dedicate alle presentazioni orali degli studenti. Queste presentazioni saranno dedicate a temi e fenomeni legati agli argomenti sviluppati durante il corso. I temi saranno scelti dagli studenti in accordo con il docente.
Codice insegnamento 415469
(i) Concettualizzazione dell'idea di benessere economico e della sua possibile misurazione. (ii) Conoscenza dei dati e metodi per la misurazione del benessere economico, della povertà e disuguaglianza. (iii) Conoscenza…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
(i) Concettualizzazione dell'idea di benessere economico e della sua possibile misurazione. (ii) Conoscenza dei dati e metodi per la misurazione del benessere economico, della povertà e disuguaglianza. (iii) Conoscenza dei regimi di welfare state e delle politiche mirate a ridurre le disuguaglianze e incentivare la mobilità sociale. (iv) Fornire gli strumenti necessari alla comprensione e all'analisi critica di articoli accademici e rapporti istituzionali su sviluppo, povertà e disuguaglianze. (v) Capacità di condurre analisi del benessere, povertà e disuguaglianza a partire da dati di inchiesta. (vi) Conoscenza del ruolo del capitale umano come variabile di sviluppo economico socialmente sostenibile.
Programma
Il corso affronta il tema del benessere economico e della sua distribuzione all'interno dei Paesi e fra Paesi a livello globale. Il corso fornisce gli strumenti per analizzare il benessere economico da un punto di vista empirico attraverso l'uso di dati individuali. Nel corso viene inoltre dedicato spazio all'analisi della povertà con una attenzione particolare alla povertà infantile e femminile. La seconda parte sarà dedicata allo studio delle politiche pubbliche mirate a ridurre povertà e disuguaglianze e ai metodi di valutazione di queste politiche. L'ultima parte sarà dedicata al ruolo del capitale umano, e in particolare dell'investimento pubblico in istruzione come variabile chiave per la riduzione delle disuguaglianze nella distribuzione del benessere e per la lotta alla povertà.
Nozioni di base di microeconomia, matematica e statistica.
Gli argomenti verranno sviluppati principalmente con lezioni di tipo magistrale. Ci saranno anche delle lezioni organizzate come "flipped classroom": in questo caso gli studenti dovranno leggere alcuni articoli accademici e discuterli in classe. Gli studenti lavoreranno insieme alla docente a un breve lavoro di ricerca sui temi affrontati durante il corso.
1. Benessere e sviluppo economico: (i) quadro concettuale, (ii) misurazione e (iii) dati. 2. Diseguaglianze: (i) diseguaglianza nella distribuzione del reddito e della ricchezza, (ii) diseguaglianza di opportunità, (iii) diseguaglianza di genere. 3. Povertà: (i) linee di povertà, (ii) indici, (iii) multidimensionalità. 4. Politiche per la riduzione della povertà e disuguaglianza. 5. Metodi di valutazione delle politiche: metodi sperimentali e non sperimentali. 6. Capitale umano e sviluppo economico: (i) rendimento dell'istruzione, (ii) il capitale umano e la famiglia, (iii) capitale umano e disuguaglianze. 7. Migration and development
Modalità d'esame
Consegna di un elaborato (paper) su un tema a scelta fra i contenuti del corso da concordare con la docente (2/3 del voto finale). Presentazione di un articolo fra quelli proposti nella reading list (1/3 del voto finale). I non frequentanti sono tenuti a contattare la docente via e-mail prima dell'inizio del corso per ricevere indicazioni specifiche sul programma e sulle modalità di verifica dell'apprendimento
Testi di riferimento
La docente propone una lista di articoli scientifici da analizzare e studiare durante lo svolgimento del corso nella piattaforma Unistudium.
Codice insegnamento 505047
Gli studenti dovrebbero trovare questo corso un modo affascinante per applicare ed espandere le proprie conoscenze economiche affrontando importanti problemi del mondo reale. In particolare, il corso esamina i contributi…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
Gli studenti dovrebbero trovare questo corso un modo affascinante per applicare ed espandere le proprie conoscenze economiche affrontando importanti problemi del mondo reale. In particolare, il corso esamina i contributi che l’economia offre alla comprensione del conflitto, della guerra e della pace. Affronta l’economia della sicurezza, analizzando le cause e gli effetti della spesa militare; l’economia dell’industria e del commercio internazionale di armamenti; le cause e gli effetti economici dei conflitti, sia internazionali che nazionali; l’economia della ricostruzione post-conflitto; e le cause ed effetti economici del terrorismo.
Programma
La pace, la guerra e la sicurezza internazionale sono ambiti in cui gli economisti sono spesso notevolmente assenti, in modo che contrasta con l'importanza delle questioni economiche nei problemi in questione. Sebbene i conflitti abbiano effetti negativi significativi su alcune delle economie più povere del mondo, i manuali di economia dello sviluppo vi dedicano poca attenzione (non più di un accenno superficiale). Quando vengono considerati, i conflitti sono spesso semplicemente visti come un altro shock esogeno per le economie. La realtà è che l’economia gioca ruoli importanti nella preparazione, nello scoppio e nella prosecuzione delle guerre, spesso andando oltre gli Stati nazionali direttamente coinvolti. L’economia ha anche ruoli fondamentali nella creazione e nel mantenimento della pace e della sicurezza, nonché nella gestione degli effetti post-conflitto. Ruoli che in passato ha spesso svolto in modo insoddisfacente.
Aver superato l'esame di Economia Politica (consigliato)
Lezioni online, seminari e sessioni laboratoriali
Di seguito è presentata una breve panoramica degli argomenti che verranno trattati. Ogni argomento richiederà circa 4 ore. Sessione 1: Introduzione Fornisce una panoramica delle tematiche principali e alcune nozioni di base. È prevista anche una discussione sui progetti. Sessione 2: Spesa militare ed economia Esamina le diverse scuole di pensiero economico e il loro approccio al ruolo della spesa militare nell’economia, prendendo in considerazione sia i paesi avanzati che quelli in via di sviluppo. Verranno analizzati i canali attraverso cui il settore militare può influenzare il resto dell’economia. Sessione 3: I determinanti della spesa militare Analizza la letteratura sui fattori che determinano i livelli di spesa militare e il peso relativo degli aspetti economici, politici e strategici. Sessione 4: Spesa militare, crescita e sviluppo Tratta la letteratura teorica ed empirica sugli effetti probabili della spesa militare sull’economia. Sessione 5: La produzione dei mezzi di distruzione Analizza la natura mutevole dell’industria internazionale degli armamenti, affrontando temi come il monopolio, il monopsonio e la globalizzazione. Sessione 6: L’economia dei conflitti Esamina il contributo degli economisti alla comprensione della guerra e dei conflitti tra Stati. Sessione 7: I determinanti delle guerre civili Si concentra sulle cause che portano all’inizio e alla prosecuzione dei conflitti civili, soffermandosi sul dibattito “avidità vs. rivendicazione”. Sessione 8: I costi del conflitto Analizza i costi economici (e non solo) che i conflitti impongono ai paesi e alle regioni coinvolte. Affronta anche i problemi di misurazione e passa in rassegna le principali analisi empiriche disponibili. Sessione 9: Ricostruzione post-conflitto Esamina l’economia della ricostruzione dopo un conflitto, sottolineando come le problematiche economiche possano cambiare radicalmente e i problemi che insorgono quando le organizzazioni internazionali non ne tengono conto. Sessione 10: Commercio di armi e compensazioni industriali (offsets) Analizza le questioni economiche legate al commercio di armi, la sua dinamica e l’influenza esercitata da iniziative e interessi consolidati. Verrà menzionato anche il processo in corso legato al cosiddetto "Arms Deal". Sessione 11: L’economia del terrorismo Esamina come l’economia abbia contribuito a comprendere la natura del terrorismo. Sessione 12: Presentazione dei progetti In questa sessione gli studenti presenteranno e discuteranno i propri progetti. Progetto di gruppo da sviluppare in laboratorio I gruppi, composti da 2 o 3 studenti, dovranno individuare una domanda di ricerca o un’ipotesi da analizzare in dettaglio, preferibilmente utilizzando dati e con un focus sull’Africa. Il limite massimo è di 5.000 parole. I dettagli completi verranno forniti durante la prima settimana.
Modalità d'esame
- Esame scritto (60%) -Presentazione dei progetti seminariali durante il corso (10%) - Progetto finale (30%)
Testi di riferimento
Caruso R. Economia della pace, Il Mulino, 2016 Letture complementari • Collier, Paul, 2007 "The Bottom Billion" Oxford University Press. • Feinstein, A. 2012. The Shadow World: Inside the Global Arms Trade, pb, Penguin. • Holden, P. 2017. Indefensible: Seven myths that sustain the global arms trade, Zed Books and University of Chicago Press. Collected by Paul Holden • Smith, Ron P "Military Economics", Palgrave, 2009, an excellent nontechnical overview
Codice insegnamento 444384
Il corso intende fornire i principi teorici ed analitici per comprendere i fondamentali aspetti economici del processo di integrazione economica e monetaria europea. Il processo di integrazione economica sarà studiato…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
Il corso intende fornire i principi teorici ed analitici per comprendere i fondamentali aspetti economici del processo di integrazione economica e monetaria europea. Il processo di integrazione economica sarà studiato attraverso gli strumenti di analisi macroeconomica. In particolare, il corso ha l’obiettivo di guidare lo studente all’approfondimento dei nessi fra modelli teorici e questioni reali.
Programma
A conclusione del corso, lo studente acquisisce conoscenza dei principali temi della Unione Monetaria Europea: in particolare, la teoria delle aree valutarie ottimali (AVO), i costi ed i benefici di una moneta comune, la fragilità delle unioni monetarie incomplete, come completare un’unione monetaria, la transizione verso un’unione monetaria, la politica monetaria della BCE e le politiche fiscali nazionali nell’Unione Monetaria Europea, i piani per una difesa comune.
Corso di base di economia
Lezioni, seminari
Costi di una moneta comune La teoria delle aree valutarie ottimali: una critica Benefici di una moneta comune Costi e benefici a confronto La fragilità delle unioni monetarie incomplete La transizione verso un’unione monetaria Piani per una difesa comune
Modalità d'esame
Esame scritto e orale
Testi di riferimento
De Grauwe P., “Economics of Monetary Union”, Fifteenth Edition, Oxford University Press, 2026. Baldwin R., Wyplosz C., “The Economics of European Integration”, Seventh Edition, McGraw Hill, 2022.
Codice insegnamento 417119
L’obiettivo dell’insegnamento è far comprendere agli studenti come avvengono la nascita e il consolidamento delle istituzioni politiche democratiche dopo un cambio di regime. Accanto ai casi di successo, l’obiettivo è…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
L’obiettivo dell’insegnamento è far comprendere agli studenti come avvengono la nascita e il consolidamento delle istituzioni politiche democratiche dopo un cambio di regime. Accanto ai casi di successo, l’obiettivo è far comprendere perché, al contrario, alcuni processi democratici non si consolidano, perché si arrestano o perché, addirittura, vanno incontro a un sostanziale insuccesso.
Programma
Il corso analizza, in una prospettiva storica e politica, i differenti casi di transizione verso la democrazia dal 1945 ad oggi, soffermandosi sulle situazioni di contesto che hanno favorito oppure reso difficile la nascita e il consolidamento della democrazia dopo un cambio di regime.
Per comprendere gli argomenti trattati è necessario possedere una conoscenza generale della storia contemporanea
La prima parte prevede lezioni frontali sul tema generale delle transizioni politiche; la seconda parte del corso è in forma seminariale ed approfondisce singoli casi di studio.
Il corso analizza, in una prospettiva storica, i diversi casi di transizione alla democrazia partendo dai casi di democratizzazione dopo il 1945 (Italia, Germania e Giappone) fino ai recentissimi tentativi di esportare la democrazia in Iraq e Afghanistan. Attraverso l’esame di questi ed altri casi specifici (India, Spagna, America Latina, Russia ed Europa orientale dopo il 1989, Paesi del Nord Africa), il corso analizza alcuni problemi più generali delle transizioni alla democrazia, fra cui: -il tema della giustizia e dell’epurazione dopo un cambio di regime; - l’appello alla riconciliazione nazionale; - il nesso fra democrazia ed economia di mercato; - il legame tra la diffusione del benessere e il consolidamento delle istituzioni politiche democratiche; - la difficoltà della democrazia ad estendere i suoi confini geografici, a differenza che in passato.
Modalità d'esame
Per gli studenti e le studentesse che frequentano il corso, l’esame è il risultato di una prova intermedia e di una prova finale. La prova intermedia consiste nell’esposizione orale fatta a lezione di un volume assegnato dal docente all’inizio del corso. Attraverso tale prova lo studente approfondisce in maniera autonoma un aspetto specifico delle transizioni politiche alla democrazia. La prova finale è orale, della durata di circa 20 minuti, sugli argomenti trattati durante il corso. La prova vuole accertare il livello di conoscenza dello studente rispetto ai contenuti del programma e la sua capacità di esporli in modo chiaro e appropriato. Per gli studenti non frequentanti c’è un’unica prova orale, della durata massima di 30 minuti, con domande sui contenuti dei testi indicati nel programma. Studenti e studentesse con disabilità e/o disturbi dell'apprendimento sono invitati a prendere contatto con la docente per concordare la più appropriata modalità di supporto, sulla base delle specifiche esigenze.
Testi di riferimento
Testi per studenti frequentanti: -un volume assegnato dal docente all'inizio del corso (agli studenti frequentanti verrà fornito un elenco di libri possibili fra cui scegliere). Sempre per gli studenti frequentanti altri materiali di approfondimento sui temi trattati a lezione saranno resi disponibili sulla piattaforma Unistudium durante il corso. Gli studenti non frequentanti (compresi evenutali studenti lavoratori) possono invece preparare l'esame leggendo i seguenti libri: 1) G. John Ikenberry, Un mondo sicuro per la democrazia. Internazionalismo liberale e crisi dell'ordine globale, Vita e Pensiero 2021 (ed. or. A World Safe for Democracy. Liberal Internationalism and the Crisis of Global Order, Yale University Press 2020); 2) J. Elster, Chiudere i conti. La giustizia nelle transizioni politiche, il Mulino 2008 (ed. or. Closing the Books. Transitional Justice in Historical Perspective, Cambridge University Press 2004); 3) A. Applebaum, Autocrazie. Chi sono i dittatori che vogliono governare il mondo, Mondadori 2024 (ed. or. Autocracy, INC. 2024).
Codice insegnamento P998457860
Conoscenza e comprensione. Alla fine del corso lo studente avrà acquisito: a) una conoscenza avanzata dell'evoluzione del ruolo dei paesi dell'area nel sistema internazionale; b) nozioni specifiche sui conflitti che…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
Conoscenza e comprensione. Alla fine del corso lo studente avrà acquisito: a) una conoscenza avanzata dell'evoluzione del ruolo dei paesi dell'area nel sistema internazionale; b) nozioni specifiche sui conflitti che hanno interessato e interessano l'area; c) la capacità di collocare questi conflitti all'interno di processi storici di lunga durata e aree geografiche più ampie. Applicazione di conoscenze e comprensione. Lo studente acquisirà strumenti di analisi e capacità di comparazione che permetteranno di legare le conoscenze acquisite a problematiche di più ampio interesse per le scienze politiche. Inoltre lo studente alla fine del corso sarà capace di di utilizzare le principali banche dati di specifico interesse per le relazioni internazionali. Abilità comunicative Attraverso la discussione delle letture assegnate e la presentazione delle sue ricerche, lo studente sarà in grado di a) presentare le competenze acquisite relative all'Africa mediterranea e al Medio Oriente a interlocutori specialisti e non specialisti b) presentare le proprie idee in maniera chiara; c) partecipare a un dibattito; d) migliorerà le capacità espositive. Capacità di apprendimento. La capacità di apprendimento è stimolata attraverso la partecipazione attiva alle lezioni, la presentazione e discussione delle letture assegnate e attraverso percorsi di ricerca e approfondimento bibliografico dei concetti e dei temi affrontati.
Programma
Il corso analizzerà in prospettiva storica il ruolo dei paesi del Nord Africa e del Medio oriente allargato nel sistema internazionale, dall'età dell'imperialismo a oggi.
E' indispensabile una buona conoscenza dei principali lineamenti della storia internazionale del XX secolo. E' richiesta una buona conoscenza della lingua inglese.
All’inizio del corso verrà fornita la bibliografia generale di riferimento (in inglese e/o in francese). Gli studenti sono tenuti a leggere il materiale assegnato e a discuterne in classe secondo il calendario stabilito all'inizio del corso. Inoltre, gli studenti, singolarmente o in piccoli gruppi, dovranno approfondire tematiche specifiche. Questi approfondimenti saranno presentate in forma di relazioni orali nel corso delle lezioni secondo un calendario che verrà stabilito durante il corso.
Il corso analizzerà in prospettiva storica l'evoluzione del ruolo dei paesi dell'area del Nord Africa e del Medio Oriente nel sistema internazionale. Saranno trattati i seguenti argomenti: - L'età dell'imperialismo - Gli imperi europei in Africa - la decolonizzazione - le relazioni con i paesi europei ed extra-europei nel secondo dopoguerra
Modalità d'esame
Per gli studenti che frequentano le lezioni le letture effettuate e gli approfondimenti svolti duranti il corso saranno considerati come verifiche intermedie che, se positivamente completate, consentiranno di chiudere l'esame con una verifica orale da svolgersi con modalità semplificate. Per gli studenti non frequentanti l'esame si svolgerà in forma orale.
Testi di riferimento
La bibliografia di riferimento, anche in lingua inglese, sarà resa disponibile all’inizio del corso nella piattaforma Unistudium. Sarà compito dello studente procurarsi copia del materiale. Gli studenti che non potranno frequentare le lezioni sono invitati a contattare le docenti per la scelta dei testi sui quali prepareranno l’esame.
Codice insegnamento P544712896
Gli studenti dovranno acquisire gli strumenti per comprendere l'evoluzione demografica nei paesi ricchi e in quelli poveri, individuando le interrelazioni tra fenomeni demografici, economici e sociali. Dovranno inoltre…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
Gli studenti dovranno acquisire gli strumenti per comprendere l'evoluzione demografica nei paesi ricchi e in quelli poveri, individuando le interrelazioni tra fenomeni demografici, economici e sociali. Dovranno inoltre saper interpretare correttamente i dati, mostrare buone capacità relazionali e comunicative, e dimostrare di conoscere le politiche di popolazione e il ruolo delle migrazioni, integrando l'analisi di fenomeni ad elevata complessità.
Programma
Articolato in tre macro-sezioni, il corso esplora le grandi trasformazioni dei modelli demografici legate alle transizioni demografiche. Durante le lezioni si analizzerà il ruolo delle politiche di popolazione come motore di sviluppo nei Paesi più poveri e la funzione delle migrazioni internazionali nel riequilibrare la pressione demografica differenziale a livello globale. Ampio spazio sarà dedicato alle tendenze recenti della demografia italiana e all'impatto chiave dell'immigrazione negli attuali scenari sociali, economici e politici in Italia e in Europa. Infine, si approfondiranno le complesse interazioni tra comportamenti demografici, disuguaglianze socio-economiche, conflitti internazionali, salute e sviluppo sostenibile, con un'analisi comparata tra Paesi europei ed extra-europei.
Una conoscenza di base delle principali misure demografiche è fortemente raccomandata, anche se i concetti chiave verranno rapidamente richiamati all'inizio delle lezioni.
ll corso si articola in lezioni frontali e seminari di approfondimento.
Il corso si divide in tre parti: Prima parte: Lo spazio e le strategie della crescita demografica. Linee generali del popolamento della terra. Lo sviluppo demografico tra scelta e costrizione. La demografia contemporanea verso l’ordine e l’efficienza. Crescita demografica e sviluppo economico. Le tendenze evolutive e le prospettive future della popolazione italiana ed Europea. Le dinamiche demografiche nei Paesi in via di sviluppo, analizzandone l'evoluzione dal 1950 ad oggi. Focus sui due giganti demografici Cina e Indi vs il calo demografico degli Stati dell’ex-Unione Sovietica. Seconda parte. Le politiche demografiche e le politiche di popolazione. Il ruolo delle Conferenze internazionali delle Nazioni Unite. La Conferenza su popolazione e sviluppo del Cairo (1994), il Piano d’Azione e le sue revisioni. L’attuazione delle politiche di popolazione. Gli indicatori dello sviluppo umano. Gli scenari futuri della popolazione mondiale secondo le recenti previsioni ONU. La sostenibilità dello sviluppo demografico. Terza parte: Le migrazioni internazionali: definizioni, fonti, limiti. Le migrazioni internazionali nel passato: le grandi correnti migratorie mondiali, con particolare riferimento all’emigrazione italiana nell’ultimo secolo. Recenti mutamenti dei flussi migratori internazionali, analizzando il delicato nesso tra migrazioni e sviluppo, il fenomeno degli ingressi irregolari e l'impatto delle crisi economiche. Dinamiche europee contemporanee e politiche migratorie dell'Unione Europea. L'Italia nel nuovo scenario migratorio globale: l'immigrazione straniera sul territorio nazionale verrà indagata a partire dalle fonti statistiche di rilevazione, per comprenderne le tendenze evolutive, le risposte politiche e le prospettive future.
Modalità d'esame
L’esame consiste in una prova orale finale, basata su un colloquio sugli argomenti trattati a lezione e approfonditi nei testi consigliati. L'obiettivo è accertare il livello di conoscenza, la capacità di sintesi e di comprensione raggiunti dallo studente, nonché l'abilità nel fare collegamenti tra i diversi temi del corso. Il colloquio verificherà inoltre la capacità di comunicare le competenze acquisite con metodo, proprietà di linguaggio e chiarezza espositiva. La durata della prova è variabile. Per informazioni sui servizi di supporto agli studenti con disabilità e/o DSA, è possibile visitare la pagina: http://www.unipg.it/disabilita-e-dsa
Testi di riferimento
LIVI BACCI M. (2024). Storia minima della popolazione del mondo. E uno sguardo al futuro. Il Mulino, sesta edizione, (escluso il capitolo III°). O. BUSSINI, Politiche di popolazione e migrazioni, Morlacchi Editore, Nuova edizione 2010, (escluso il capitolo IV°). Ulteriori materiali didattici e di aggiornamento saranno messi a disposizione sulla piattaforma UniStudium
Codice insegnamento 415466
L'obiettivo è quello di offrire agli studenti gli strumenti concettuali e operativi attraverso i quali analizzare (criticamente) le dinamiche della politica internazionale, con particolare riferimento agli scenari…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
L'obiettivo è quello di offrire agli studenti gli strumenti concettuali e operativi attraverso i quali analizzare (criticamente) le dinamiche della politica internazionale, con particolare riferimento agli scenari geopolitici contemporanei. In particolare, l'obiettivo è quello di mettere ogni singolo studente nella condizione di poter autonomamente sviluppare report analitici o schede-Paese. Al termine del corso i frequentanti dovrebbero quindi essere nella condizione di operare alla stregua di analisti di politica estera.
Programma
La politica mondiale del terzo millennio e i suoi presupposti storici, ideologici e geopolitici. Con un approfondimento sulle origini del pensiero politico internazionale dalla modernità ad oggi.
Può essere utile per lo studente aver frequentato l'esame di Storia delle Relazioni internazionali, di Diritto internazionale, di Diritto dell'Unione europea, di Storia dell'America, di Storia dell'Europa orientale, ecc. E' invece necessario aver sostenuto l'esame di Storia contemporanea
Lezioni frontali. Ma all'interno del corso sono anche previste esercitazioni seminariali, conferenze con tecnici ed esperti, conferenze. Ai partecipanti verrà anche richiesto di elaborare dei testi su argomenti che verrà individualmente concordati con il docente.
Il corso è dedicato, nella sua prima parte, ai principali paradigmi teorici e metodologici (dal realismo politico all'istituzionalismo liberale, dal marxismo al costruttivismo) delle relazioni internazionali. Ci si soffermerà sui classici del Novecento che più hanno contribuito, con le loro teorie, all'analisi in chiave scientifica della politica internazionale e delle sue dinamiche: da E. H. Carr a Raymond Aron, da H. J. Morgenthau a K. Waltz. Un particolare approfondimento sarà poi dedicato alle origini della teoria politica internazionale dalla prima modernità alla fine del XIX secolo. La seconda parte del corso si concentra invece sui caratteri che hanno contraddistinto il sistema politico internazionale nel corso del Novecento e sulle trasformazioni che lo hanno investito in età contemporanea. Verrà altresì approfondito lo studio di alcune specifiche aree di crisi con il contributo di analisti ed esperti di politica internazionale.
Modalità d'esame
Valutazioni in itinere (attraverso una prova scritta) ed esame orale finale. Per informazioni sui servizi di supporto agli studenti con disabilità e/o DSA si invita a visitare la pagina http://www.unipg.it/disabilita-e-dsa
Testi di riferimento
Manuale (lettura obbligatoria): J. Grieco, G. J. Ikemberry, M. Mastanduno, Introduzione alle relazioni internazionali. Domande fondamentali e prospettive contemporanee, UTET, Novara, 2017. Testo di lettura (obbligatorio): Alessandro Campi, Michele Chiaruzzi (a cura di), Pensiero politico e relazioni internazionali. Dalla modernità al mondo globale, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2025.
Codice insegnamento P782076459
Il Corso intende favorire una conoscenza dei metodi di analisi e dei contenuti essenziali della disciplina, alla luce degli sviluppi più recenti della prassi in materia di ricorso statale alle armi e di svolgimenti dei…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
Il Corso intende favorire una conoscenza dei metodi di analisi e dei contenuti essenziali della disciplina, alla luce degli sviluppi più recenti della prassi in materia di ricorso statale alle armi e di svolgimenti dei conflitti armati internazionali e interni. Conoscenza e capacità di comprensione: conoscenza dei tratti e dei problemi principali della materia, con particolare riguardo alle caratteristiche distintive dello ius ad bellum e dello ius in bello e dei loro limiti di applicazione e di attuazione. Conoscenze applicate e capacità di comprensione: capacità di interpretazione e analisi delle principali categorie della materia tenendo conto delle variegate posizioni nazionali e internazionali, soprattutto rispetto ai gravissimi conflitti in corso in Ucraina, in Palestina e in Iran. Autonomia di giudizio: capacità di affrontare criticamente le questioni cruciali e più attuali della materia.
Programma
I. Lo ius ad bellum e lo ius in bello. II. Il divieto di uso della forza armata (ius ad bellum). III. Il sistema di sicurezza collettiva delle Nazioni Unite. IV. Le organizzazioni regionali e il loro coordinamento con le Nazioni Unite. V. Diritto internazionale dei conflitti armati e diritto internazionale umanitario (ius in bello). VI. Conflitti armati internazionali e conflitti armati interni. VII. I principi e le regole fondamentali del diritto internazionale dei conflitti armati. VIII. La guerra terrestre. IX. Crimini di guerra e loro repressione. X. Il crimine di aggressione. XI. Il disarmo e la non-proliferazione di armi.
È consigliata la conoscenza del Diritto internazionale e la capacità di comprendere brevi testi in lingua inglese.
Didattica frontale in aula e seminari di approfondimento su temi specifici. Partecipazione attiva degli studenti alla discussione delle questioni più attuali del diritto internazionale dei conflitti armati e dei sistemi di sicurezza collettiva. Possibilità di prevedere la presentazione in aula di brevi ricerche da parte di gruppi di studenti.
I. Lo ius ad bellum e lo ius in bello. II. Il divieto di uso della forza armata come principio strutturale dell’ordinamento internazionale. Il divieto di uso individuale della forza armata nel diritto internazionale generale e nell'art. 2, par. 4, della Carta dell'ONU. L’uso decentrato della forza: la legittima difesa, gli interventi umanitari, gli interventi su invito, gli interventi a protezione dei cittadini all'estero, le rappresaglie armate, gli interventi contro il terrorismo internazionale e le altre possibili eccezioni al divieto di uso decentrato della forza. III. Il sistema di sicurezza collettiva delle Nazioni Unite. La Carta dell'ONU, il cap. VII e le funzioni del Consiglio di sicurezza. L’amministrazione centralizzata della forza da parte delle Nazioni Unite. Le operazioni militari autorizzate dalle Nazioni Unite: prassi e problemi. Le operazioni di peace-keeping, peace-enforcement e post-conflict peace-building delle Nazioni Unite. L'amministrazione internazionale di territori. IV. Le organizzazioni regionali e il loro coordinamento con le Nazioni Unite. Il cap. VIII della Carta dell'ONU. Le nuove tendenze nella prassi più recente. V. Diritto internazionale dei conflitti armati e diritto internazionale umanitario: distinzione, fonti, applicazione, portata. VI. Conflitti armati internazionali e conflitti armati non internazionali. Nozione, fonti, problemi. VII. I principi e le regole fondamentali del diritto internazionale dei conflitti armati. I principi di distinzione, precauzione, proporzionalità, necessità, umanità. VIII. La guerra terrestre: le regole principali. Gli obiettivi militari, i beni di carattere civile, misure di precauzione, i mezzi e i metodi di combattimento. IX. Crimini di guerra, garanzie e giustizia penale internazionale: tribunali penali internazionali e tribunali penali misti. X. Il crimine di aggressione: nozione e repressione. XI. Il disarmo, la non-proliferazione di armi di distruzione di massa e la disciplina sui trasferimenti di armi convenzionali.
Modalità d'esame
Esame orale, della durata di 15/20 minuti, avente ad oggetto due o tre questioni del diritto internazionale dei conflitti armati, con possibilità di prevedere verifiche intermedie scritte riservate agli studenti frequentanti, il cui esito complessivo costituirà il voto finale. Nella determinazione del voto finale si terrà conto dell'attiva partecipazione dello studente alle discussioni che si svolgeranno in aula. Nella determinazione del voto si terrà altresì conto della conoscenza del libro di testo e dei materiali presenti in Unistudium.
Testi di riferimento
Ronzitti N., Diritto internazionale dei conflitti armati, VII ed., Giappichelli, Torino, 2021 (ad esclusione delle pp. 125-144, 293-335, 361-371). Per la preparazione dell’esame si devono studiare anche gli atti normativi e le principali decisioni giudiziarie riportate nel manuale, i cui testi sono disponibili in Unistudium. Tutti gli studenti, siano essi frequentanti o non frequentanti il corso, devono studiare i materiali caricati in Unistudium. Il syllabus del corso, con l'indicazione dei temi trattati nelle singole lezioni, è pubblicato in Unistudium.
Codice insegnamento P495785639
Attraverso l’analisi delle origini, dell’evoluzione storica e del funzionamento delle principali organizzazioni internazionali, il corso mira a fornire agli studenti strumenti critici per interpretare le trasformazioni…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
Attraverso l’analisi delle origini, dell’evoluzione storica e del funzionamento delle principali organizzazioni internazionali, il corso mira a fornire agli studenti strumenti critici per interpretare le trasformazioni del sistema internazionale dalla fine dell’Ottocento a oggi. Esso si propone, inoltre, di affinare le capacità dialettiche e di analisi individuale, proponendo agli studenti occasioni di approfondimento seminariale.
Programma
Oggetto del corso sarà la storia e l’evoluzione delle organizzazioni internazionali dalla fine dell’Ottocento a oggi. In particolare, saranno trattati i seguenti temi: - L’internazionalismo nell’età dei nazionalismi: le prime forme di cooperazione internazionale (le Unioni pubbliche internazionali, il sistema dell’Aja, le prime organizzazioni della società civile a carattere transnazionale) - L’azione della Società delle Nazioni nel campo della sicurezza collettiva e della cooperazione economica e sociale - Il sistema delle Nazioni Unite: sicurezza collettiva, cooperazione allo sviluppo e tutela dei diritti umani - Le Istituzioni finanziarie internazionali: le origini e la trasformazione del loro ruolo (Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale) – Il Gatt e l’Organizzazione internazionale del Commercio - Le organizzazioni regionali e i gruppi informali di stati
Data la natura magistrale del corso, si dà per acquisita la conoscenza dei fondamenti della storia internazionale del Novecento, con particolare riferimento al secondo dopoguerra, quale può risultare dallo studio di un buon manuale. Si vedano, in caso di importanti lacune: - A. Varsori, Storia internazionale. Dal 1919 a oggi, Bologna, il Mulino, 2015 - E. Di Nolfo, Storia delle relazioni internazionali, vol. II: Gli anni della guerra fredda 1946-1990, Laterza, Roma-Bari, 2015. È inoltre richiesta una buona conoscenza della lingua inglese, tale da permettere lo studio di testi in inglese.
Lezioni frontali, attività seminariale, relazioni degli studenti
Il materiale di studio per gli studenti frequentanti sarà indicato sulla piattaforma Unistudium prima dell’inizio del corso. Gli studenti non frequentanti dovranno fare riferimento ai seguenti volumi: 1) Carla Meneguzzi Rostagni, Politica di potenza e cooperazione. L’organizzazione internazionale dal Congresso di Vienna alla globalizzazione, Padova, Cedam, 2013, 452pp E 2) un testo a scelta fra i seguenti: - Alexander Betts, Gil Loescher, James Milner, The United Nations High Commissioner for Refugees (UNHCR). The Politics and Practice of Refugee Protection, London-New York, Routledge, 2011, 220pp - Sakiko Fukuda-Parr, The Millennium Development Goals. Ideas, Interest and Influence, London-New York, Routledge, 2017, 273pp. - Luciano Tosi (a cura di), Le sfide della pace, Wolters Kluwer-Cedam, 2017, Parte prima.
Modalità d'esame
Per gli studenti che frequentano il corso la valutazione si baserà su: - Due prove scritte facoltative, una a metà corso (subito dopo la pausa didattica) e l’altra alla fine del corso - Una presentazione su un argomento oggetto del corso, che dovrà essere approfondito dallo studente ed esposto in classe. - Costituiranno ulteriori e importanti elementi di valutazione la frequenza assidua e la partecipazione attiva alle lezioni Ad ognuna di queste prove sarà assegnata una valutazione che concorrerà a definire la valutazione finale. Saranno considerati frequentanti gli studenti che risulteranno presenti a 25 lezioni su 30. Per gli studenti che non frequentano il corso la valutazione si baserà su: - una prova orale finale durante gli appelli di esame che verterà sia sulla parte generale del programma che su quella monografica. L’esame sarà volto ad accertare la conoscenza, l’approfondimento e la capacità di analisi critica dei temi affrontati. Gli studenti Erasmus e gli studenti internazionali potranno richiedere materiali didattici e sostenere tutte le prove in lingua inglese. Si prega di contattare la docente all’inizio del corso per concordare un percorso specifico.
Testi di riferimento
Agli studenti FREQUENTANTI sarà messo a disposizione il programma, con l'elenco dei saggi e articoli da studiare, prima dell'inizio del corso sulla piattaforma Unistudium. Gli studenti NON FREQUENTANTI faranno riferimento ai seguenti testi: PARTE GENERALE 1) Carla Meneguzzi Rostagni, Politica di potenza e cooperazione. L’organizzazione internazionale dal Congresso di Vienna alla globalizzazione, Padova, Cedam, 2013, 452pp 2) un testo a scelta fra i seguenti: - Alexander Betts, Gil Loescher, James Milner, The United Nations High Commissioner for Refugees (UNHCR). The Politics and Practice of Refugee Protection, London-New York, Routledge, 2011, 220pp - Sakiko Fukuda-Parr, The Millennium Development Goals. Ideas, Interest and Influence, London-New York, Routledge, 2017, 273pp. - Luciano Tosi (a cura di), Le sfide della pace, Wolters Kluwer-Cedam, 2017, Parte prima. Tutti i materiali di studio sono a disposizione degli studenti presso la Biblioteca di Studi storici, politici e sociali o sono reperibili attraverso la biblioteca digitale dell’Ateneo (Unipg Primo https://csb.unipg.it/ ) Soltanto i materiali non reperibili diversamente saranno messi a disposizione attraverso la piattaforma Unistudium.
Codice insegnamento P216761313
Il corso mira a fornire gli strumenti concettuali per interpretare i conflitti contemporanei alla luce della tradizione teorica della strategia. Il fine non è la conoscenza erudita degli autori, ma la capacità di…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
Il corso mira a fornire gli strumenti concettuali per interpretare i conflitti contemporanei alla luce della tradizione teorica della strategia. Il fine non è la conoscenza erudita degli autori, ma la capacità di riconoscere, in un conflitto reale, quali logiche strategiche siano in atto e come si sovrappongano entro un medesimo scenario. Il corso fornisce allo studente una conoscenza approfondita delle principali teorie strategiche, da Sun Tzu e Machiavelli a Clausewitz e Jomini, sino al pensiero dell'età nucleare e contemporanea, considerate nella loro genesi e nella loro tenuta interpretativa. Lo studente acquisisce la capacità di analizzare i conflitti attuali attraverso tali categorie, di distinguere le trasformazioni reali della guerra dagli elementi di permanenza e di riconoscere come, in un medesimo conflitto, coesistano matrici teoriche diverse. Sviluppa infine un'autonomia di giudizio sui fenomeni bellici e sulle loro implicazioni internazionali, e la padronanza espositiva necessaria a sostenerlo.
Programma
le grandi teorie della strategia non sono un lascito da conservare in archivio, ma lo strumento con cui ancora oggi si interpreta un conflitto. È mutato il modo di combattere, non la logica che governa la guerra. In un medesimo teatro contemporaneo si ritrovano, sovrapposte e simultanee, la subordinazione clausewitziana della guerra al fine politico, l'economia dell'inganno di Sun Tzu e la frammentazione degli attori che caratterizza le guerre più recenti. La teoria non è erudizione, ma il codice con cui si riconosce, dentro un conflitto reale, quale logica è in atto e quali strumenti può sostenere la decisione. Al termine dell'insegnamento lo studente sarà in grado di riconoscere le matrici teoriche che operano in un conflitto contemporaneo, di distinguerne la stratificazione e di fondare su di esse un giudizio argomentato.
nessuno
L'insegnamento si svolge in forma prevalentemente seminariale. Ogni lezione muove da un inquadramento teorico proposto dalla docente e prosegue con la lettura diretta delle fonti e con la discussione critica delle tesi dei principali teorici della strategia, verificate sul terreno dei conflitti storici e in corso. Agli studenti si richiede una partecipazione preparata e argomentata, nella convinzione che l'analista e il decisore si formino imparando a sostenere una posizione e a confrontarla con quella altrui. La valutazione privilegia la capacità di analisi e di collegamento tra gli autori e i fenomeni rispetto alla restituzione mnemonica dei contenuti.
Parte prima. I teorici della strategia e la loro attualità • La strategia come sapere autonomo e come strumento della decisione politica. Definizione del campo e delimitazione rispetto alla storia militare, alla polemologia e agli studi sulla sicurezza. Introduzione delle categorie che accompagneranno l'intero corso, potenza, deterrenza, coercizione ed economia delle forze, e delle ragioni per cui conservano validità interpretativa nonostante il mutare delle forme del combattimento. • Le matrici del pensiero strategico. Sun Tzu e la tradizione che subordina la vittoria al calcolo, all'inganno e alla conoscenza dell'avversario, con il primato dell'intelligenza sulla forza. Machiavelli e il rapporto tra ordinamento politico e strumento militare, con la questione delle armi proprie e la sua eco nei rapporti odierni tra potere civile e apparato militare. • Clausewitz e la teoria della guerra. Il primato del fine politico, la dialettica tra scopo e mezzi, la nozione di attrito e il peso del caso e della volontà nella condotta del conflitto. Confronto con Jomini e con l'ambizione, ricorrente sino ai nostri giorni, di ridurre la guerra a un corpo di regole e procedure. • La strategia nell'età industriale e nucleare. La trasformazione della guerra con la nazione in armi e la mobilitazione di massa; l'emergere della potenza navale e aerea come dimensioni autonome della strategia; la deterrenza atomica come caso nel quale la riflessione classica ridefinisce, senza abbandonarla, la nozione stessa di vittoria. Parte seconda. La prova dei conflitti contemporanei • La guerra nell'ordine interstatale. Il monopolio legittimo della forza e i vincoli, giuridici e politici, posti al suo esercizio nel sistema degli Stati. Analisi di ciò che si incrina con la fine del bipolarismo e di ciò che, al contrario, permane come costante della conflittualità internazionale. • Il paradigma delle nuove guerre. Frammentazione e privatizzazione degli attori, economie della violenza e trasformazione del rapporto tra forze combattenti e popolazione civile nell'età della globalizzazione. Esame critico di quanto vi sia di effettivamente inedito e di quanto la tradizione teorica avesse già individuato. • La conflittualità odierna alla prova della tradizione strategica. Verifica della tesi del corso su casi concreti: il modo in cui più teorie classiche si presentano sovrapposte in un medesimo conflitto e la loro coesistenza come chiave d'interpretazione. Continuità e discontinuità rispetto ai classici, con attenzione alla capacità e ai limiti delle categorie ereditate. • Rilettura comparata degli autori e delle categorie alla luce dei casi discussi e valutazione della loro tenuta esplicativa di fronte ai conflitti in corso.
Modalità d'esame
esame orale
Testi di riferimento
M. Kaldor, Le nuove guerre. La violenza organizzata nell'età globale, Carocci, 2001 J. Black, Breve storia della guerra, Mulino, 2019 Letture consigliate Sun Tzu, L'arte della guerra. Universale Economica Feltrinelli, 2024 C. Von Clausewitz, Sulla Guerra, edizioni della Normale, 2024
Codice insegnamento P768272032
Il corso intende formare gli studenti ad uno studio analitico e critico della storia politica, culturale e sociale del Mediterraneo, al fine di fornire loro gli strumenti per una comprensione migliore del mondo…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
Il corso intende formare gli studenti ad uno studio analitico e critico della storia politica, culturale e sociale del Mediterraneo, al fine di fornire loro gli strumenti per una comprensione migliore del mondo contemporaneo.
Programma
Il corso affronterà alcuni profili degli scontri e degli scambi politici, culturali ed economici intercorsi, durante l'età moderna, nel bacino del Mediterraneo.
1. ottima conoscenza della lingua italiana 2. quadri generali di periodizzazione storica, con particolare riferimento all'età moderna 3. nozioni di geografia fisica e politica.
60 ore di lezioni frontali
In questo anno accademico, il punto di vista scelto per analizzare la storia del Mediterraneo sarà quello storiografico, a partire dai testi di Braudel.
Modalità d'esame
esame orale Per informazioni sui servizi di supporto agli studenti con disabilità e/o DSA visita la pagina http://www.unipg.it/disabilita-e-dsa
Testi di riferimento
Studenti frequentanti: La bibliografia e le fonti saranno indicate durante il corso. Studenti non frequentanti: contattare la docente.
Codice insegnamento 415455
Il corso si propone di fornire agli studenti una solida comprensione delle dinamiche storiche, politiche e militari che hanno plasmato l'Eurasia e la Russia contemporanea, dal tardo Impero zarista fino al periodo…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
Il corso si propone di fornire agli studenti una solida comprensione delle dinamiche storiche, politiche e militari che hanno plasmato l'Eurasia e la Russia contemporanea, dal tardo Impero zarista fino al periodo sovietico e la Seconda Guerra Mondiale. Attraverso lo studio dei testi indicati, gli obiettivi formativi includono: • Analizzare criticamente le riforme interne e le politiche estere dell'Impero russo, con particolare enfasi sul periodo stolypiniano e i suoi tentativi di modernizzazione e stabilizzazione. • Comprendere le cause e le conseguenze della Rivoluzione russa e della guerra civile (1917-1921), esaminando il ruolo delle missioni militari e dei corpi di spedizione stranieri, inclusa l'Italia, nel contesto controrivoluzionario. • Studiare l'evoluzione delle relazioni internazionali in Eurasia, con un focus sulle dinamiche di potere, le alleanze e i conflitti che hanno caratterizzato il primo Novecento e la Seconda Guerra Mondiale. • Acquisire la capacità di analizzare eventi storici complessi da molteplici prospettive, integrando aspetti politici, sociali, economici e militari, come dimostrato dall'approccio multi-archivistico e multi-sorgente dei volumi. • Sviluppare un senso critico nella valutazione delle fonti storiche e delle diverse interpretazioni storiografiche, riconoscendo l'importanza del contesto e dei pregiudizi ideologici nella narrazione storica.
Programma
Il corso si propone di esaminare periodi cruciali della storia russa ed eurasiatica, approfondendo le complesse trasformazioni che hanno plasmato questa regione. Si partirà con l'Impero zarista, analizzando la figura di Petr Arkad'evic Stolypin e i suoi tentativi di modernizzazione e stabilizzazione dell'autocrazia. Si esamineranno le riforme agrarie e politiche volte a creare una nuova classe di contadini benestanti, unitamente alle politiche repressive adottate per fronteggiare le sommosse popolari, come la "Domenica di Sangue". Così si potrà meglio comprendere la dialettica tra l'ordine imposto e le nascenti espressioni di rappresentanza popolare, delineando un quadro di tensioni interne estese alle periferie dell'Impero e alle minoranze. Lo scenario di fragilità interna condurrà alla Rivoluzione russa, un evento che determinerà il crollo della dinastia dei Romanov e l'insorgere di una sanguinosa guerra civile. In tale contesto di vastità territoriale e frammentazione politica, si approfondirà il ruolo delle potenze internazionali, incluse le missioni militari e i corpi di spedizione italiani, che operavano tra l'Armata Rossa bolscevica e le Armate Bianche controrivoluzionarie. L'analisi si focalizzerà sulle brutali dinamiche del conflitto, sull'intersezione tra interessi economici, geostrategici e le aspirazioni di indipendenza delle nuove repubbliche caucasiche e siberiane. L'esperienza italiana, spesso marginalizzata dalla storiografia, verrà esaminata per la sua rilevanza nelle relazioni diplomatiche e militari in un'epoca di ridefinizione degli equilibri globali. Successivamente, il percorso si concentrerà sulla Seconda Guerra Mondiale, con particolare riguardo all'intervento italiano sotto il regime di Mussolini. Si analizzeranno i principali teatri bellici: dalla "guerra parallela" in Grecia e le operazioni in Nord Africa, inclusi i fatti di El Alamein, fino alla Campagna di Russia. Attraverso le esperienze di capitani italiani, si indagheranno il senso del dovere, il sacrificio individuale e le complesse dinamiche di lealtà in un conflitto che trasformerà l'Italia da alleata della Germania a nazione divisa e impegnata nella lotta di liberazione. Verranno considerate le vicende di Cefalonia, del fronte del Don, della difesa di Roma e del Montenegro, quali esempi delle estreme prove affrontate dai militari in un contesto di scelte politiche verticistiche, ideologie contrastanti e mutevoli alleanze
Per affrontare con profitto il corso, lo studente dovrà possedere una conoscenza di base della storia contemporanea, in particolare degli eventi e delle principali dinamiche politiche, sociali ed economiche che hanno caratterizzato l'Europa e il mondo tra la fine del XIX secolo e la metà del XX secolo. È fondamentale avere familiarità con: • La storia dell'Impero russo, le sue istituzioni e i principali tentativi di riforma antecedenti al 1917. • Le cause e le conseguenze della Prima Guerra Mondiale, i trattati di pace e la riorganizzazione geopolitica dell'Europa post-bellica. • Le ideologie politiche del Novecento, in particolare il liberalismo, il socialismo, il comunismo, il nazionalismo, il fascismo e il nazismo. • I concetti fondamentali delle relazioni internazionali e della storia militare, inclusi gli attori principali, le dinamiche di alleanza e conflitto, e le implicazioni delle decisioni militari sulle politiche statali. Una conoscenza pregressa di questi argomenti consentirà agli studenti di contestualizzare al meglio le tematiche affrontate nei volumi e di partecipare attivamente alle discussioni, approfondendo le specificità della storia eurasiatica e russa contemporanea.
Il corso adotterà una varietà di metodi didattici volti a promuovere l'apprendimento attivo e critico degli studenti: • Lezioni frontali: Utilizzo di lezioni frontali per introdurre i contesti storici, le figure chiave e le principali dinamiche di ciascun periodo, fornendo un quadro interpretativo generale basato sui testi e su ulteriori approfondimenti. • Uso di PPT e di video: Supporto visivo alle lezioni tramite presentazioni PowerPoint con mappe, immagini storiche e schemi concettuali. Proiezione di documentari e filmati d'epoca per una migliore contestualizzazione visiva e per stimolare la discussione critica. • Filmografia: Analisi di film e opere cinematografiche pertinenti per esplorare le rappresentazioni storiche, le narrazioni e le interpretazioni culturali dei conflitti e delle trasformazioni in Eurasia e Russia. • Tavole rotonde con specialisti: Organizzazione di incontri con esperti del settore (storici militari, diplomatici, analisti di relazioni internazionali) per offrire agli studenti prospettive diverse e aggiornate sulle tematiche del corso. • Conferenze: Invitare accademici e professionisti per conferenze su argomenti specifici, ampliando il raggio delle conoscenze e mettendo a confronto differenti approcci storiografici. • Discussioni guidate: Sessioni dedicate alla discussione dei testi assegnati, incoraggiando gli studenti a formulare domande, esprimere opinioni e sviluppare capacità di argomentazione.
Il contesto del tardo Impero zarista: diplomazia e riforme negli ultimi vent'anni del regime. La figura di Petr Arkad'evic Stolypin: ritratto di uno statista controverso e la sua formazione universitaria. La Rivoluzione del 1905 e la "Domenica di Sangue": cause, sviluppi e reazioni dello zar Nicola II. Le riforme agrarie di Stolypin: la creazione dei kulaki e il tentativo di stabilizzare la società russa. Il rapporto tra Stolypin e la Duma di Stato: il Manifesto d'Ottobre e le prime due Dume. La politica autoritaria e le "cravatte di Stolypin": repressione e ordine dopo l'attentato del 1906. Le tensioni tra Stolypin, lo zar e la corte: il ruolo di Rasputin e l'isolamento del riformatore. La questione ebraica e le politiche di Stolypin: pogrom e tentativi di pacificazione. La colonizzazione della Siberia come soluzione alla questione contadina. Il fallimento delle riforme stolypiniane e la sua eredità nella storia russa. L'Italia e la Seconda Guerra Mondiale: il contesto storico, le motivazioni dell'intervento e le relazioni con la Germania nazista. La "guerra parallela" di Mussolini: ambizioni, fallimenti e la Campagna di Grecia. La figura del Capitano Mario Fascetti: la sua carriera militare dalla Grande Guerra alla Campagna d'Etiopia e la Guerra Civile Spagnola. L'esperienza coloniale italiana in Africa Orientale e la "riconquista della Libia": obiettivi e metodi. La Campagna d'Africa e i fatti di El Alamein: il Capitano Fabio Rugiadi e il sacrificio dei paracadutisti della Folgore. L'intervento italiano in Russia con Hitler: l'avventura del CSIR e dell'ARMIR, e le condizioni estreme sul fronte orientale. Il sacrificio dei Capitani Libero Vinco e Franco Magnani nella battaglia del Don. La difesa di Roma e la guerra di liberazione italiana: il ruolo dei Capitani Romolo Fugazza, Camillo Sabatini e Gastone Giacomini. La resistenza dei militari italiani all'estero: i fatti di Cefalonia e il Capitano d'Artiglieria Antonio Valgoi. I militari italiani in Montenegro all'atto dell'armistizio: il Capitano di Fanteria Mario Riva e il sacrificio di Kolašin. La caduta della dinastia dei Romanov e la presa del potere bolscevico: gli eventi del 1917. Le missioni militari e i corpi di spedizione italiani nella Russia controrivoluzionaria (1917-1921): ruolo e contributo. La guerra civile russa: schieramenti (Armate Bianche vs. Armata Rossa), strategie e atrocità. Il Trattato di Brest-Litovsk (1918): le sue conseguenze per la Russia e le reazioni delle potenze alleate. Il ruolo dell'Italia e la sua politica estera tra ideologia e realismo nel contesto russo post-rivoluzionario. Le delegazioni italiane in Siberia (Corpo di Spedizione in Estremo Oriente di Edoardo Fassini Camossi) e i suoi compiti. La Missione militare italiana a Murmansk di Augusto Sifola e l'intervento nel nord della Russia. La Missione militare italiana di Achille Bassignano presso il generale bianco Anton Denikin nella Russia meridionale e gli interessi economici nell'area. La Missione militare italiana in Transcaucasia di Melchiade Gabba e le dinamiche con la Conferenza di Pace di Versailles. La fine della guerra civile russa e le ripercussioni geopolitiche (guerra russo-polacca, ritiro delle missioni alleate).
Modalità d'esame
La verifica dell'apprendimento avverrà tramite una prova orale sui testi indicati. La prova orale mirerà a valutare: • La conoscenza approfondita dei contenuti dei tre volumi e la capacità di collegare le tematiche trattate. • La comprensione critica delle figure storiche, degli eventi e delle dinamiche analizzate. • La capacità di argomentare le proprie posizioni in modo chiaro e coerente, supportandole con riferimenti specifici ai testi. • La padronanza del linguaggio storico e la capacità di esprimere concetti complessi in modo efficace. • La capacità di contestualizzare gli eventi in un quadro più ampio della storia eurasiatica e delle relazioni internazionali.
Testi di riferimento
M. Galeotti, Forgiati dalla guerra. Una storia militare della Russia dalle origini a oggi, LEG Edizioni, 2025; F. Randazzo, L’Ultimo comando, L’Armadillo Editore, 2026; F. Randazzo, Petr Arkad’evic Stolypin. Un riformatore nell’Impero zarista, FrancoAngeli, 2024 Per i non frequentanti in aggiunta: S. Walker, Gli infiltrati, Mondadori, 2025
Codice insegnamento 422586
Al termine del primo modulo, lo studente avrà acquisito, attraverso la contestualizzazione del discorso sulla pace e sulla guerra, una solida conoscenza del percorso storico-teorico delle idee di pace e di guerra nella…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
Al termine del primo modulo, lo studente avrà acquisito, attraverso la contestualizzazione del discorso sulla pace e sulla guerra, una solida conoscenza del percorso storico-teorico delle idee di pace e di guerra nella storia del pensiero politico moderno e contemporaneo. Sarà inoltre in grado di comprendere il pensiero degli autori studiati nel secondo modulo alla luce del loro specifico contesto storico e culturale, riconoscendo come ciascun autore elabori le proprie riflessioni in relazione ai problemi e alle esigenze del proprio tempo.
Il secondo modulo si propone di fornire agli studenti la capacità di analizzare testi e materiali politici in prospettiva storica, nonché di acquisire una conoscenza dei contributi teorici più significativi, anche in funzione della comprensione delle problematiche contemporanee.
Programma
Il Modulo I del corso si propone di analizzare il contesto storico e teorico degli autori essenziali al dibattito sulla pace e sulla guerra, sulle relazioni internazionali e sulle diverse concezioni dell’ordine globale, che saranno presi in esame. In alcuni casi, l’analisi del contesto storico-teorico includerà anche riferimenti biografici e una ricostruzione dello spirito dell’epoca in cui gli autori hanno elaborato le loro opere. Il modulo offrirà gli strumenti interpretativi necessari per comprendere l’evoluzione del dibattito sulla pace e sulla guerra, sulla convivenza tra gli Stati e sulla costruzione della pace.
Il Modulo II del corso verterà sulla lettura ed analisi di estratti sostanziali di testi fondamentali degli autori che per loro rilevanza hanno segnato i momenti maggiormente significativi del dibattito sulla pace e sulla guerra. Si farà attenzione al linguaggio utilizzato dagli autori con particolare riferimento al contesto nel quale viene elaborato.
Sono necessarie buone conoscenze nel campo della storia moderna, della storia contemporanea e della storia delle dottrine politiche.
Sono necessarie buone conoscenze nel campo della storia moderna, della storia contemporanea e della storia delle dottrine politiche.
Lezioni frontali basate sulla ricostruzione dei contesti storico-politici, teorici e geografici di riferimento.
Lezioni frontali basate sulla lettura in classe dei testi dei pensatori politici presi in esame in relazione ai contesti storico-politici e geografici di riferimento esaminati nel modulo I.
Il Modulo I del corso analizza il contesto storico e teorico degli autori fondamentali del dibattito sulla pace e sulla guerra nel pensiero politico moderno e contemporaneo, con particolare attenzione alle teorie delle relazioni internazionali e alle diverse concezioni dell’ordine globale. L’analisi include, ove pertinente, riferimenti biografici e la contestualizzazione delle opere nello spirito storico e culturale del loro tempo. Il modulo fornisce pertanto una introduzione ampia e articolata a ciascun autore, offrendo una forma di inquadramento di tipo contestuale e critico, che consenta allo studente di familiarizzare in modo adeguato con gli autori esaminati nel corso e di comprendere meglio il significato delle loro opere all’interno del relativo contesto storico e teorico.
Il secondo modulo analizza nella prospettiva di storia del pensiero politico i testi fondamentali di pensatori politici che si sono occupati della pace e della guerra a partire dall’età premoderna fino all’età contemporanea.
Modalità d'esame
Esame orale svolto in lingua inglese al termine dei due moduli che compongono il corso. Non sono previsti esoneri né prove intermedie.
Esame orale svolto in lingua inglese al termine dei due moduli che compongono il corso. Non sono previsti esoneri né prove intermedie.
Testi di riferimento
Per gli studenti frequentanti, i testi di riferimento per questo primo modulo consistono nel materiale fornito durante le lezioni e reso via via disponibile sulla piattaforma UniStudium. Per gli studenti Erasmus frequentatnti sarà invece messo a disposizione materiale didattico specifico. Per gli studenti non frequentanti: fare riferimento ai testi a scelta inseriti nel syllabus generale del corso.
Per gli studenti frequentanti (compresi gli studenti Erasmus frequentanti), i testi di riferimento per questo secondo modulo consisteranno nei testi in pdf analizzati durante le lezioni e messi via via a disposizione sulla piattaforma UniStudium. Per gli studenti non frequentanti: fare riferimento ai ‘Testi di riferimento’ inseriti nel syllabus generale del corso.
Codice insegnamento P975870781
La tutela internazionale dei diritti umani è una dimensione fondamentale della cooperazione e delle relazioni internazionali. Deve pertanto essere conosciuta in profondità da chiunque intenda operare in tale ambito o…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
La tutela internazionale dei diritti umani è una dimensione fondamentale della cooperazione e delle relazioni internazionali. Deve pertanto essere conosciuta in profondità da chiunque intenda operare in tale ambito o studiarlo ad alto livello. Il corso è pensato per garantire l’acquisizione delle necessarie competenze. In particolare, al termine del percorso formativo previsto dal Corso lo studente avrà acquisito: la comprensione del fondamento teorico e storico dei sistemi di tutela internazionale dei diritti umani; la comprensione dell’incidenza del diritto internazionale dei diritti umani sul diritto internazionale; la conoscenza dei principali sistemi internazionali e regionali di tutela dei diritti umani e degli organi internazionali di controllo; la conoscenza del contenuto dei principali diritti umani internazionalmente protetti e degli obblighi statali da essi derivanti, anche con riguardo all’ambito della loro applicazione giurisdizionale, nonché della metodologia applicata da giudici e studiosi per interpretare, applicare e valutare le norme; l’abilità di applicare tali conoscenze a casi concreti e attuali dell’esperienza internazionale e statale.
Programma
Il corso offrire un inquadramento complessivo del diritto internazionale dei diritti umani (storia e teoria dei diritti umani, origini ed evoluzione delle norme internazionali sui diritti umani, influenza del diritto internazionale dei diritti umani sull’ordinamento internazionale, fonti del diritto internazionale dei diritti umani) e dei principali sistemi internazionali di tutela facenti capo alle Nazioni Unite e ad organizzazioni internazionali a carattere regionale, con particolare riguardo alle organizzazioni regionali europee. Affronta inoltre lo studio degli obblighi derivanti dalle norme internazionali sui diritti umani (titolarità passiva, tipologie di obblighi, ambito di applicazione giurisdizionale) e dei diritti umani (categorie di diritti umani e gerarchia di diritti), approfondendo alcuni dei principali diritti umani tutelati a livello internazionale, anche attraverso casi di studio.
Conoscenza di base del Diritto internazionale
Lezioni frontali con supporto di materiali audio-visivi; simulazione di casi
ASPETTI E PROBLEMI GENERALI: Storia dell’idea dei diritti umani; teoria dei diritti umani: alcune questioni (fondamento dei diritti umani, diritti e doveri, universalità dei diritti umani); critica dei diritti umani (principali teorie critiche). DIRTTO INTERNAZIONALE DEI DIRITTI UMANI: Origini ed evoluzione delle norme internazionali sui diritti umani; influenza del diritto internazionale dei diritti umani sull’ordinamento internazionale e su altri settori del diritto internazionale; le fonti del diritto internazionale dei diritti umani. SISTEMI DI TUTELA INTERNAZIONALE DEI DIRITTI UMANI. - Il Sistema delle Nazioni Unite: Trattati sui diritti umani promossi dalle Nazioni Unite e relativi organi e procedure di controllo; organi e procedure di controllo fondati sulla Carta delle Nazioni Unite (Consiglio dei diritti umani e relative procedure; Alto Commissariato ONU per i diritti umani; altri organi e istituti); - Il Sistema europeo dei diritti umani: a) Consiglio d’Europa (Convenzione e Corte europea dei diritti dell’uomo; altre convenzioni sui diritti umani); b) Unione Europea; - Altri sistemi regionali sui diritti umani. DIRITTI UMANI E OBBLIGHI STATALI: Categorie di diritti umani e questione della gerarchia; Obblighi derivanti dalle norme sui diritti umani: titolarità, categorie e ambito di applicazione spaziale; Studio di specifici diritti umani internazionalmente tutelati, anche attraverso casi studio tratti dall’attualità.
Modalità d'esame
Esame orale. L’esame consiste in una discussione-colloquio della durata di circa 20 minuti, a partire da domande sui contenuti del programma. La prova mira ad accertare il livello di conoscenza degli argomenti oggetto del programma, la capacità critica, e la capacità di esporre le conoscenze acquisite con chiarezza e proprietà di linguaggio Per studenti frequentanti: valutazione della partecipazione al Corso, anche con lavori di approfondimento e presentazioni in aula
Testi di riferimento
R. Pisillo Mazzeschi, Diritto internazionale dei diritti umani: Teoria e prassi, Giappichelli, Torino, 2a ed. (2023) o più recente C. Focarelli, La persona umana nel diritto internazionale, Il Mulino, Bologna, 2013
Codice insegnamento 415450
Enable students to develop a working knowledge of the key social, political, and economic transformations linked to US Foreign policy during the 19th, 20th, 21st century. • Acquire fundamental knowledge of the…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
- Enable students to develop a working knowledge of the key social, political, and economic transformations linked to US Foreign policy during the 19th, 20th, 21st century. • Acquire fundamental knowledge of the historiographical debate and of the main historical transformations that affected the United States and its role in the Americas • Develop students’ critical thinking skills through evaluating historians’ arguments, through connecting analytic frameworks and concepts with scholarly studies of historical processes. • Improve written and oral expressive skills by presenting, discussing, and (substantial) writing.
Programma
The course surveys the main historical processes that affected US foreign policy from the early 19th till the 21st centuries. At the beginning of the course, the main methodological tools for the study of the Americas will be provided. This course explores the common denominators and histprical trajectories between the U.S. and Latin America. The lessons will analyze the historiographical debate and the main historical transformations that affected the United States and its role in the Americas, including imperialism, Good Neighbor Policy, the Second World War, the Alliance for progress, the Dirty wars and CIA operations, the Global Cold War, soft power and cultural diplomacy, the Low Intensity Conflict Doctrine and the militarization of the US-Mexican border. Particular emphasis will be placed on the most recent historiographical positions, providing insights into the approach of global history for the study of the United States. In-class presentations will shed light on specific historical and contemporary process in the Americas.
Working knowledge of English.
Class will meet regularly, three times a week (54 hours course). Lectures will be given with the support of slides and power point presentations to facilitate the first approach to issues and historiographical knots. The course favors a multi-disciplinary method, and therefore the class will use a different array of materials that are relevant as much as readings, including films, photographs, pictures, documentaries, and primary sources. During lectures, students should feel free, in fact are encouraged, to raise hands and ask questions. Students are also expected to come prepared for discussion with questions, comments, and critiques to foster class debates and collective understanding. Detailed and continuous guidance will be given during the whole course so to help students in navigating primary and secondary sources and in preparing oral presentation.
Non-attending students are required to get in contact with the instructor at least one month before the oral exam, and will study the following texts: 1. Petras, J. F. & Veltmeyer, H. (2016) Power and Resistance: US Imperialism in Latin America. 1st ed. Leiden, Netherlands; Brill (chapter 5, pp. 81-100). 2. McPherson, A. (2016) A short history of U.S interventions in Latin America and the Caribbean. 1st ed. Chichester, England: Wiley-Blackwell (chapters 2-9, pp. 34-193). 3. Smith, J. (2005) The United States and Latin America: a history of American diplomacy, 1776-2000. London: Routledge (chapter 7, pp. 168-200). 4. You have to choose two options among the in-class presentations available. For instance, 1A and 1B, or 3A and 4B.
Modalità d'esame
REQUIRED WORK AND FORM OF ASSESSMENT: The final grade will be calculated as follows: • Attendance and participation (20%): students have to attend class sessions and are allowed to a maximum of 5 absences. Students are expected to have completed the readings and actively contribute to class discussions. Class discussions are the driving force behind this course as learning is a collective process that is enriched with everyone’s contribution: students are warmly invited to discuss, ask questions and comment. Required readings will be listed for each class session in the agenda of the course, and should be completed prior to the relevant session. • In-class presentation (30%): the students will choose one option among the ones proposed, and prepare a 20-minute oral presentation to the class. The presentation is not a mere summary, but it is required to critically analyze the texts and present them clearly. They will be held throughout the month of November. • In class short paper (25%): students will write a short scientific article of maximum 600 words/two pages commenting critically a text assigned by the instructor (one chapter selected by the instructor of the monograph by Odd Arne Westad, The Global Cold War: Third World Interventions and the Making of Our Times. Cambridge University Press, 2005). This short essay is not a summary, but a critical work in which doubts are raised, a historiographical problem is analyzed, critics to the paper's author are addressed. The article must be clear in terms of spelling and syntax. Students are allowed two hours to write it, during class hours. • Final exam (25%): the final exam consists of three multiple choice questions and four open-ended questions, and verifies the learning of the main historical processes studied during the lessons and through the study of the mandatory texts. The written exam must be clear in terms of spelling and syntax. It will be held during the last week of course.
Testi di riferimento
Petras, J. F. & Veltmeyer, H. (2016) Power and Resistance: US Imperialism in Latin America. 1st ed. Leiden, Netherlands; Brill (chapter 5, pp. 81-100). McPherson, A. (2016) A short history of U.S interventions in Latin America and the Caribbean. 1st ed. Chichester, England: Wiley-Blackwell (chapters 2-9, pp. 34-193). Kramer, P. A. (2011). “Power and connection: Imperial histories of the United States in the world”. The American Historical Review, 116(5), 1348-91.
Codice insegnamento 415468
Il corso è finalizzato all’acquisizione di conoscenze adeguate per la comprensione e valutazione dei lineamenti del diritto pubblico comparato, con particolare attenzione ai caratteri dell’esperienza giuridica del…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
Il corso è finalizzato all’acquisizione di conoscenze adeguate per la comprensione e valutazione dei lineamenti del diritto pubblico comparato, con particolare attenzione ai caratteri dell’esperienza giuridica del Regno Unito e degli Stati Uniti d’America
Programma
La comparazione nel diritto costituzionale. Costituzioni e costituzionalismo. Le forme di Stato. Le forme di governo. Federalismo e regionalismo. Modelli giustizia costituzionale; Diritti fondamentali
Al fine di comprendere e saper affrontare il corso lo studente deve possedere: - un adeguato livello di conoscenza della lingua inglese - le nozioni base del diritto pubblico;
Lezioni frontali
Costituzioni e costituzionalismo - Forme di Stato - Forme di governo - La ripartizione territoriale dei poteri: Stato unitario, Stato federale, Stato regionale, organizzazioni sopranazionali - la problematica dei diritti fondamentali
Modalità d'esame
L’esame prevede di regola una prova orale finale che consiste in un colloquio relativo agli argomenti trattati durante il corso e approfonditi sui testi consigliati, con possibilità per gli studenti di presentare tesine di approfondimento su singoli temi trattati a lezione
Testi di riferimento
PARTE GENERALE Selezione di capitoli da - M. Rosenfeld, A. Sajó (ed.) The Oxford Handbook of Comparative Constitutional Law, Oxford University Press, Oxford, 2012 - R. Masterman and R. Schütze, The Cambridge Companion to Comparative Constitutional Law (CUP, 2019). APPROFONDIMENTI PARTE SPECIALE M. Volpi, Libertà e autorità, Giappichelli, Torino, ult. ed. In alternativa A. Buratti, Western constitutionalism, Springer Ed, ult. ed. limitatamente ai primi 6 capitioli
Codice insegnamento 445402
La repressione dei crimini internazionali è un obiettivo perseguito dall’attuale ordinamento internazionale. Le norme sui crimini internazionali e i sistemi di repressione tutelano infatti valori essenziali della…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
La repressione dei crimini internazionali è un obiettivo perseguito dall’attuale ordinamento internazionale. Le norme sui crimini internazionali e i sistemi di repressione tutelano infatti valori essenziali della comunità internazionale nel suo insieme: il ripudio di atti che scioccano la coscienza dell’umanità e che attentano alla stabilità del sistema internazionale; la ricostruzione delle comunità statali dopo fenomeni di violenza e atrocità su larga scala; il ripristino della pace internazionale. Il corso si propone di far acquisire una conoscenza solida degli istituti fondamentali del diritto internazionale penale (crimini internazionali, modi di imputazione e di responsabilità) e dei sistemi e meccanismi per la loro punizione, con particolare riguardo al ruolo della Corte penale internazionale; e una comprensione critica del ruolo e della funzione della giustizia penale internazionale nell’attuale contesto internazionale, specie rispetto a situazioni di conflitto armato.
Programma
Genesi ed evoluzione del diritto internazionale penale (DIP); definizione, finalità e giustificazioni del DIP; principi generali del DIP. Diritto sostranziale: struttura delle fattispecie penali internazionali; modelli di imputazione individuale del fatto; cause di esclusione della responsabilità penale; crimini di guerra; aggressione; crimini contro l’umanità; genocidio; altri crimini internazionali (tortura, terrorismo, ecocidio). Repressione: procedimenti davanti a corti nazionali e davanti a tribunali penali internazionali; rapporto tra sistemi nazionali e internazionali. Regime giuridico dei crimini internazionali. Elementi del processo penale internazionale.
Conoscenza di base del Diritto internazionale
Lezioni frontali; casi di studio
Fondamenti del diritto internazionale penale (DIP): genesi ed evoluzione; definizione, finalità e giustificazioni del DIP; fonti e interpretazione; principi generali del DIP: principio di legalità, altri principi. Diritto sostanziale. Struttura delle fattispecie penali internazionali; modelli di imputazione individuale del fatto; cause di esclusione della responsabilità penale; crimini internazionali: crimini di guerra, aggressione, crimini contro l’umanità, genocidio, altri crimini internazionali (tortura, terrorismo, ecocidio). Repressione dei crimini internazionali. Repressione nazionale: funzione, giurisdizione, effettività; Repressione internazionale: origini ed evoluzione della giustizia penale internazionale (tribunali di Norimberga e Tokyo, Tribunali penali internazionali ad hoc, Corte penale internazionale; altri tribunali ibridi e corti speciali). Rapporto tra sistemi nazionali e internazionali: cooperazione statale con corti e tribunali internazionali; forme di giustizia alternative e complementari alla giustizia internazionale. Elementi del processo penale internazionale: Procedura penale internazionale; la posizione delle vittime nella giustizia penale internazionale; sanzioni penali e principi di determinazione della pena; il procedimento alla Corte penale internazionale. Casi studio: le prospettive della giustizia per i crimini internazionali in Ucraina e Palestina.
Modalità d'esame
Esame orale. L’esame consiste in una discussione-colloquio di circa 20 minuti, a partire da domande sui contenuti del programma. La prova mira ad accertare il livello di conoscenza degli argomenti oggetto del programma, e la capacità di esporli e con chiarezza e proprietà di linguaggio; nonché la capacità di riflessione e argomentazione critica. Per studenti frequentanti: valutazione della partecipazione al Corso, anche con lavori di approfondimento e presentazioni in aula
Testi di riferimento
R.S. Aitala, Diritto internazionale penale, Le Monnier, Firenze, 2021 D. Robinson (et al.) An Introduction to International Criminal Law and Procedure, 5a ed., 2024
Codice insegnamento 442786
Il corso intende fornire i principi teorici ed analitici per comprendere i fondamentali aspetti economici del processo di integrazione economica e monetaria europea. Il processo di integrazione economica sarà studiato…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
Il corso intende fornire i principi teorici ed analitici per comprendere i fondamentali aspetti economici del processo di integrazione economica e monetaria europea. Il processo di integrazione economica sarà studiato attraverso gli strumenti di analisi macroeconomica. In particolare, il corso ha l’obiettivo di guidare lo studente all’approfondimento dei nessi fra modelli teorici e questioni reali.
Programma
A conclusione del corso, lo studente acquisisce conoscenza dei principali temi della Unione Monetaria Europea: in particolare, la teoria delle aree valutarie ottimali (AVO), i costi ed i benefici di una moneta comune, la fragilità delle unioni monetarie incomplete, come completare un’unione monetaria, la transizione verso un’unione monetaria, la politica monetaria della BCE e le politiche fiscali nazionali nell’Unione Monetaria Europea, i piani per una difesa comune.
Corso di base di economia
Lezioni, seminari
Costi di una moneta comune La teoria delle aree valutarie ottimali: una critica Benefici di una moneta comune Costi e benefici a confronto La fragilità delle unioni monetarie incomplete La transizione verso un’unione monetaria Piani per una difesa comune
Modalità d'esame
Esame scritto e orale
Testi di riferimento
De Grauwe P., “Economics of Monetary Union”, Fifteenth Edition, Oxford University Press, 2026. Baldwin R., Wyplosz C., “The Economics of European Integration”, Seventh Edition, McGraw Hill, 2022.
Codice insegnamento 415485
Conoscenze di base di linguistica cinese e produzione attiva (orale e scritta) di frasi semplici e di media complessità (livello 3 HSK: B1)
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
Conoscenze di base di linguistica cinese e produzione attiva (orale e scritta) di frasi semplici e di media complessità (livello 3 HSK: B1)
Programma
Il corso mira a fornire agli studenti una conoscenza della lingua cinese e della realtà linguistica della Cina contemporanea di livello B1 del Quadro comune europeo (HSK livello 3).
Propedeuticità come da regolamento.
Lezioni frontali presso il Dipartimento e presso il CLA.
Il corso mira a fornire agli studenti una conoscenza della lingua cinese e della realtà linguistica della Cina contemporanea di livello B1 del Quadro comune europeo (HSK livello 3). Grammatica: strutture sintattiche medio-complesse tipiche del cinese moderno e approfondimenti; traduzione di brevi testi.
Modalità d'esame
ESAME ORALE Colloquio sugli argomenti di grammatica, analisi e traduzione di frasi (anche a prima vista), discussione di esempi. Estrazione di uno o più testi tra quelli tradotti a lezione: lettura, analisi e traduzione. Il voto finale è in trentesimi. Il voto finale di tutto l’esame è il risultato della media tra voto finale del CLA e voto finale del Dipartimento. Lo studente che non supera la parte orale in Dipartimento dovrà sostenere nell’appello successivo anche la parte scritta. ** Gli studenti madrelingua cinese dovranno svolgere solo l’esame del Dipartimento. ** Per gli studenti che devono sostenere un esame di solo 6 CFU da completare e verbalizzare comunque presso il Dipartimento, la durata delle prove orali sarà ridotta. ATTENZIONE: • L’esame è superato e verbalizzato SOLO se sono state superate tutte le parti che lo compongono. • ISCRIZIONE ONLINE AGLI ESAMI OBBLIGATORIA, PENA L’IMPOSSIBILITÀ DI SOSTENERE I TEST E I COLLOQUI. Per le date, consultare calendari ufficiali del Dipartimento. Studenti e studentesse con disabilità e/o con DSA e/o con ADHD o ADD con certificazioni regolarmente caricate nel SOL: per lo svolgimento delle prove di verifica, possono richiedere gli strumenti compensativi, le misure dispensative e le tecnologie inclusive previsti dalla normativa (si veda alla pagina www.unipg.it/disabilita-e-dsa), mettendosi in contatto con la Delegata del Dipartimento (prof.ssa Alessandra Di Pilla: [email protected]).
Testi di riferimento
Testi di riferimento Obbligatori: • MASINI, Federico, ROMAGNOLI, Chiara, ZHANG Tongbing, CHANG Yafang (2021). Comunicare in cinese. Volume 1 e 2. Livello 1 e 2 del Chinese Proficiency Grading Standard. Milano: Hoepli. Grammatiche consigliate: • ROMAGNOLI, Chiara; WANG Jing (2016). Grammatica d'Uso della Lingua Cinese. Milano: Hoepli. • ROMAGNOLI Chiara. Grammatica cinese. Le parole vuote del cinese modern. Milano: Hoepli. • PATERNICÒ Luisa Maria, VARRIANO Valeria, TIAN Huiting (2021), Grammatica della lingua cinese. UTET Università. •Altro materiale d’esame sarà indicato dal docente a lezione. Gli studenti non frequentanti sono invitati a contattare il docente per ulteriori informazioni. •Un dizionario cinese-inglese, consigliato: • A Chinese-English Dictionary. Foreign Language Teaching and Research Press Strumenti consigliati: • PLECO – App gratuita per iPhone, iPad, Android. • WENLIN –Software for Learning Chinese, Wenlin Institute (www.wenlin.com). Gli studenti e le studentesse con disabilità e/o con DSA e/o con ADHD o ADD regolarmente accreditati tramite SOL possono fare richiesta degli strumenti compensativi previsti dalla normativa (ad es. libri di testo in formato digitale accessibile; materiali didattici in formati accessibili: presentazioni, dispense, eserciziari, forniti se necessario in anticipo sulle lezioni), per i quali si veda alla pagina www.unipg.it/disabilita-e-dsa). Per informazioni, mettersi in contatto con la delegata del Dipartimento (dott.ssa Alessandra Di Pilla: [email protected]).
Codice insegnamento 415474
L'insegnamento rappresenta l'occasione principale nel biennio per apprendere i fondamenti del diritto privato comparato e della sistemologia giuridica, essenziali in un Corso di laurea in Relazioni Internazionali. Esso…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
L'insegnamento rappresenta l'occasione principale nel biennio per apprendere i fondamenti del diritto privato comparato e della sistemologia giuridica, essenziali in un Corso di laurea in Relazioni Internazionali. Esso fornisce una panoramica delle principali tradizioni giuridiche mondiali e ne sintetizza le caratteristiche fondamentali. L'obiettivo principale consiste nel fornire agli studenti gli strumenti per effettuare un confronto efficace tra le diverse tradizioni giuridiche e nell'esplorare l'impatto dei processi di integrazione globale e regionale su di esse. Le principali conoscenze acquisite riguarderanno le caratteristiche di fondo delle diverse tradizioni (famiglie) giuridiche e delle regole dei paesi che vi appartengono, le principali trasformazioni avvenute all'interno di ciascuna famiglia nelle diverse fasi storiche — con particolare attenzione agli sviluppi recenti e all'impatto della crescente integrazione globale e regionale — e le principali differenze e somiglianze tra le diverse tradizioni. Sul piano delle abilità, ossia della capacità di applicare quanto appreso, lo studente sarà in grado di individuare e descrivere le caratteristiche salienti delle diverse famiglie giuridiche e le loro differenze e somiglianze, di riconoscere a quale tradizione un determinato ordinamento possa essere ricondotto e di coglierne subito i tratti fondamentali, nonché di individuare le sinergie esistenti tra le diverse tradizioni.
Programma
Il corso offre un'introduzione alla comparazione giuridica e alle principali tradizioni giuridiche del mondo. In un mondo in cui ordinamenti di matrice diversa entrano costantemente in contatto, saper riconoscere la logica di sistemi giuridici diversi dal proprio è una competenza preziosa per chi si forma in Relazioni Internazionali: il diritto comparato fornisce le categorie per orientarsi tra sistemi che, pur regolando spesso gli stessi problemi, lo fanno con strumenti, fonti e mentalità differenti. Una prima parte è dedicata agli obiettivi e ai metodi della comparazione giuridica e al pluralismo giuridico come chiave di lettura per lo studio dei diversi ordinamenti. Durante le lezioni saranno poi approfondite le caratteristiche salienti delle seguenti macroaree giuridiche: • Civil Law (diritto europeo/continentale); • Common Law (diritto anglo/americano); • Famiglia post-socialista (che riunisce tutti i paesi che facevano parte dell'URSS e/o adottarono il socialismo a livello politico); • Tradizione giuridica islamica e diritto dei paesi islamici; • Famiglia "pluralista" (diritto africano e altri sistemi basati sulle regole giuridiche tradizionali). Di ciascuna tradizione si esaminano le origini storiche, le fonti, gli attori giuridici principali e l'evoluzione fino allo stato attuale, sottolineando i fenomeni di contaminazione con le regole provenienti da altri sistemi, nonché i fenomeni di convergenza e/o divergenza promossi dai processi di globalizzazione. L'analisi muove da un principio di fondo: la pari dignità di ciascuna tradizione, evitando di assumere un singolo modello come misura di tutti gli altri. Il corso offre così gli strumenti di base per comparare le regole giuridiche adottate dai diversi paesi a livello regionale e transnazionale e per riconoscere la tradizione cui un determinato ordinamento può essere ricondotto.
Non ci sono propedeuticità. Essendo il corso erogato in inglese, si richiede la conoscenza della lingua almeno a livello intermedio, in modo da poter seguire e partecipare attivamente alle lezioni. Ciò vale sia per gli studenti frequentanti sia per i non frequentanti.
Lezioni frontali in aula su tutti gli argomenti del corso, coadiuvate, all'occorrenza, da strumenti multimediali. Le lezioni lasciano ampio spazio alla discussione: gli studenti sono incoraggiati a preparare in anticipo i materiali della lezione successiva e a intervenire, così da esercitarsi fin da subito nel confronto tra le diverse tradizioni giuridiche, che è il cuore del corso.
Il corso non studia il diritto positivo dei singoli paesi, ma le grandi tradizioni giuridiche in cui gli ordinamenti del mondo si raggruppano, e il metodo per confrontarle. L'obiettivo e’ acquisire le coordinate per riconoscere a quale tradizione un dato ordinamento appartenga, comprenderne la logica di fondo, le fonti e gli attori principali e coglierne i rapporti di influenza reciproca: competenze utili per orientarsi nei contesti internazionali e transnazionali, dove convivono e si intrecciano sistemi di matrice diversa. Il programma procede quindi dalle basi metodologiche della comparazione alle singole tradizioni, seguendone lo sviluppo storico, lo stato attuale e le dinamiche di convergenza e divergenza. Introduzione ai sistemi giuridici comparati • le principali tradizioni giuridiche e la loro diffusione geografica; • obiettivi e metodi della comparazione giuridica; • il pluralismo giuridico come strumento elettivo per lo studio del diritto comparato. La tradizione di Civil Law • origini storiche di questa tradizione giuridica; • le fonti e i protagonisti principali della tradizione di Civil Law; • il ruolo delle università nello sviluppo della Civil Law; • le codificazioni del diritto privato durante il XIX e XX secolo; • gli sviluppi recenti e le sinergie con la Common Law. La tradizione di Common Law La Common Law in Inghilterra: • origini storiche di questa tradizione giuridica; • le fonti e gli attori giuridici principali della tradizione di Common Law; • il ruolo dei tribunali nello sviluppo della Common Law; • lo sviluppo dell'Equity e la competizione con la Common Law; • il ruolo della legge scritta nel sistema di Common Law. La Common Law negli Stati Uniti: • la diffusione del modello inglese nel Nord America; • le principali differenze con la Common Law inglese; • la struttura federale, la costituzione scritta e l'organizzazione delle corti statunitensi; • la teoria del precedente, in Inghilterra e negli Stati Uniti. Distribuzione geografica ed evoluzione della famiglia di Common Law. Convergenza e divergenza delle tradizioni di Common e Civil Law: ha senso parlare di una tradizione giuridica occidentale? La tradizione post-socialista • formazione storica della famiglia socialista; • caratteristiche, fonti principali e principali attori giuridici; • evoluzione del diritto socialista alla fine del ventesimo secolo; • rilevanza attuale, diffusione geografica della famiglia post-socialista e impatto dei modelli di Civil e Common Law su di essa. La tradizione giuridica islamica • formazione della famiglia di diritto islamico; • caratteristiche, fonti principali e principali attori giuridici; • il periodo coloniale e la modernizzazione del diritto islamico; • evoluzione della famiglia di diritto islamico: il diritto dei paesi islamici, la sua modernizzazione e l'impatto dei modelli di Civil e Common Law. La tradizione "pluralista" (diritto africano e altri sistemi basati sulle regole giuridiche tradizionali) • che cosa significa pluralismo giuridico, perché è importante e in che misura; • caratteristiche, fonti principali e principali attori giuridici nella famiglia pluralista; • nozioni di diritto tradizionale e i suoi rapporti con il diritto islamico e con quello statuale; • il diritto africano oggi e l'impatto dei modelli di Civil e Common Law sul diritto tradizionale e religioso africano.
Modalità d'esame
La valutazione si svolge mediante una prova orale finale, della durata di circa trenta minuti, consistente in una discussione-colloquio sugli argomenti trattati durante il corso e approfonditi sui testi consigliati. La prova è volta ad accertare il livello di conoscenza e la capacità di comprensione e di sintesi raggiunti dallo studente, nonché la sua capacità di comunicare quanto acquisito con metodo, padronanza del linguaggio e chiarezza espositiva. La durata può variare a seconda dell'andamento della prova, che generalmente inizia con una domanda libera su un argomento scelto dallo studente, così da metterlo a proprio agio. Per chi non si avvale dell'esonero descritto di seguito, la prova orale verte sull'intero programma e ne determina per intero la valutazione. Al termine della parte dedicata alla Common Law è prevista una prova scritta intermedia facoltativa di esonero, che copre la prima parte del corso (introduzione alla comparazione, Civil Law e Common Law). La prova, della durata di circa due ore, è composta da 15 domande a risposta singola e 2 domande a risposta aperta. Vi possono accedere sia gli studenti frequentanti sia gli studenti lavoratori, questi ultimi previa presentazione di idonea certificazione. Il superamento consente di escludere la prima parte dall'esame finale: il relativo voto concorre per metà alla valutazione complessiva, mentre la prova orale, limitata alla seconda parte del corso (tradizione post-socialista, islamica e pluralista), concorre per la restante metà. La prova è opzionale e non viene verbalizzata nel registro SOL. Chi ha superato l'esonero resta comunque libero di sostenere l'intero esame orale sull'intero programma; in tal caso, ai fini della valutazione complessiva, si terrà conto del migliore tra i due risultati. Nel caso in cui lo studente intenda anticipare l'esame a un anno precedente rispetto a quello previsto nel piano di studio, si raccomanda di frequentare il ciclo delle lezioni e di sostenere l'esame nel primo appello utile dopo la loro conclusione, nel rispetto quindi del semestre di programmazione dell'insegnamento.
Testi di riferimento
Mathias Siems, Comparative Law, 3ª ed., Cambridge University Press, 2022.
Codice insegnamento P833714779
Gli obiettivi del corso possono essere così sintetizzati: Fornire agli studenti una conoscenza approfondita del diritto dell'Unione europea con particolare riferimento al suo sistema di governo ed ai principi e procedure…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
Gli obiettivi del corso possono essere così sintetizzati: Fornire agli studenti una conoscenza approfondita del diritto dell'Unione europea con particolare riferimento al suo sistema di governo ed ai principi e procedure che ne regolano il funzionamento. Sviluppare la capacità di lavorare trovando soluzioni originali in contesti socio-giuridici complessi e transazionali. Gli studenti dovranno saper applicare con successo le nozioni giuridiche apprese durante il corso ai casi pratici, attraverso lo studio di atti ufficiali dell'Unione Europea e, in particolare, della giurisprudenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea. Favorire l'acquisizione di competenze terminologiche giuridiche avanzate. Acquisire una buona padronanza relativa agli strumenti di adattamento alla normativa dell'UE nell’ordinamento italiano.
Programma
Il Corso punta a collocare l’Unione europea ed il suo diritto nel contesto che gli è proprio e che la vede costituire un ordinamento giuridico dotato di tratti del tutto originali, sia rispetto alle organizzazioni internazionali tradizionali, sia agli stati sovrani. Alla luce di tale presupposto si analizzano principi e nozioni chiave quali: la democrazia, lo stato di diritto, la globalizzazione, il Multilevel governance. Segue l’approfondimento degli elementi che contraddistinguono da un lato i sistemi di governo degli stati sovrani (con particolare riferimento a quelli europei) e dall’altro lato l’Unione europea. Dopo questo inquadramento generale di tipo teorico, si passa a trattare alcuni aspetti della governance europea: programmazione, better regulation, forme di partecipazione. Infine, si esaminano i principali attori del processo di integrazione, che partecipano al cosiddetto Multilevel governane della UE, ossia: le istituzioni politiche della UE, gli stati, le regioni e gli enti locali, le lobbies e la società civile.
Al fine di potere seguire e comprendere approfonditamente il corso, è raccomandata un'adeguata conoscenza del diritto pubblico in generale e del diritto dell’Unione europea nozioni di base.
Lezioni frontali Attività laboratoriali Seminari partecipazione ad eventi esterni
Il corso si articola in cinque moduli. Il primo, tratta dell’Unione europea in generale, riproponendo agli studenti, che non sempre hanno sostenuto l’esame di base di diritto dell’Unione europea, i concetti e gli elementi che più caratterizano l’Unione ed il suo diritto. Il secondo modulo è incentrato su principi e nozioni di portata generale la cui conoscenza è essenziale per comprendere in modo adeguato la natura dell’Unione e del suo diritto, tra questi: lo Stato, la democrazia, lo stato di diritto, i principali sistemi di governo, il federalismo e la multilevel governance, la globalizzazione. Il terzo modulo riguarda il sistema di governo della UE, con speciale riferiemento alla programmazione, ai requisiti della better regulation e alle procedure legislative e non. Il quarto modulo investe il tema dei soggetti attivi nel processo di multilevel governance della UE, ossia: gli Stati, le istituzioni UE, gli enti territoriali, i soggetti della società civile. Infine, il quinto modulo a che fare con le modalità e le procedure di partecipazione alla Ue nonché sulla comunicazione europea.
Modalità d'esame
Test online;Esame orale; Valutazione di attività laboratoriali di gruppo.
Testi di riferimento
Agli studenti sono assegnati materiali di studio pubblicati nella piattaforma online d’Ateneo Unistudium. Si consiglia vivamente di affiancare allo studio del manuale un Codice dell'Unione Europea aggiornato.
Codice insegnamento 415486
Enable students to develop a working knowledge of the key social, political, and economic transformations linked to US Foreign policy during the 19th, 20th, 21st century. • Acquire fundamental knowledge of the…
Scheda dell'insegnamento
Obiettivi formativi
- Enable students to develop a working knowledge of the key social, political, and economic transformations linked to US Foreign policy during the 19th, 20th, 21st century. • Acquire fundamental knowledge of the historiographical debate and of the main historical transformations that affected the United States and its role in the Americas • Develop students’ critical thinking skills through evaluating historians’ arguments, through connecting analytic frameworks and concepts with scholarly studies of historical processes. • Improve written and oral expressive skills by presenting, discussing, and (substantial) writing.
Programma
The course surveys the main historical processes that affected US foreign policy from the early 19th till the 21st centuries. At the beginning of the course, the main methodological tools for the study of the Americas will be provided. This course explores the common denominators and histprical trajectories between the U.S. and Latin America. The lessons will analyze the historiographical debate and the main historical transformations that affected the United States and its role in the Americas, including imperialism, Good Neighbor Policy, the Second World War, the Alliance for progress, the Dirty wars and CIA operations, the Global Cold War, soft power and cultural diplomacy, the Low Intensity Conflict Doctrine and the militarization of the US-Mexican border. Particular emphasis will be placed on the most recent historiographical positions, providing insights into the approach of global history for the study of the United States. In-class presentations will shed light on specific historical and contemporary process in the Americas.
Working knowledge of English.
Class will meet regularly, three times a week (54 hours course). Lectures will be given with the support of slides and power point presentations to facilitate the first approach to issues and historiographical knots. The course favors a multi-disciplinary method, and therefore the class will use a different array of materials that are relevant as much as readings, including films, photographs, pictures, documentaries, and primary sources. During lectures, students should feel free, in fact are encouraged, to raise hands and ask questions. Students are also expected to come prepared for discussion with questions, comments, and critiques to foster class debates and collective understanding. Detailed and continuous guidance will be given during the whole course so to help students in navigating primary and secondary sources and in preparing oral presentation.
Non-attending students are required to get in contact with the instructor at least one month before the oral exam, and will study the following texts: 1. Petras, J. F. & Veltmeyer, H. (2016) Power and Resistance: US Imperialism in Latin America. 1st ed. Leiden, Netherlands; Brill (chapter 5, pp. 81-100). 2. McPherson, A. (2016) A short history of U.S interventions in Latin America and the Caribbean. 1st ed. Chichester, England: Wiley-Blackwell (chapters 2-9, pp. 34-193). 3. Smith, J. (2005) The United States and Latin America: a history of American diplomacy, 1776-2000. London: Routledge (chapter 7, pp. 168-200). 4. You have to choose two options among the in-class presentations available. For instance, 1A and 1B, or 3A and 4B.
Modalità d'esame
REQUIRED WORK AND FORM OF ASSESSMENT: The final grade will be calculated as follows: • Attendance and participation (20%): students have to attend class sessions and are allowed to a maximum of 5 absences. Students are expected to have completed the readings and actively contribute to class discussions. Class discussions are the driving force behind this course as learning is a collective process that is enriched with everyone’s contribution: students are warmly invited to discuss, ask questions and comment. Required readings will be listed for each class session in the agenda of the course, and should be completed prior to the relevant session. • In-class presentation (30%): the students will choose one option among the ones proposed, and prepare a 20-minute oral presentation to the class. The presentation is not a mere summary, but it is required to critically analyze the texts and present them clearly. They will be held throughout the month of November. • In class short paper (25%): students will write a short scientific article of maximum 600 words/two pages commenting critically a text assigned by the instructor (one chapter selected by the instructor of the monograph by Odd Arne Westad, The Global Cold War: Third World Interventions and the Making of Our Times. Cambridge University Press, 2005). This short essay is not a summary, but a critical work in which doubts are raised, a historiographical problem is analyzed, critics to the paper's author are addressed. The article must be clear in terms of spelling and syntax. Students are allowed two hours to write it, during class hours. • Final exam (25%): the final exam consists of three multiple choice questions and four open-ended questions, and verifies the learning of the main historical processes studied during the lessons and through the study of the mandatory texts. The written exam must be clear in terms of spelling and syntax. It will be held during the last week of course.
Testi di riferimento
Petras, J. F. & Veltmeyer, H. (2016) Power and Resistance: US Imperialism in Latin America. 1st ed. Leiden, Netherlands; Brill (chapter 5, pp. 81-100). McPherson, A. (2016) A short history of U.S interventions in Latin America and the Caribbean. 1st ed. Chichester, England: Wiley-Blackwell (chapters 2-9, pp. 34-193). Kramer, P. A. (2011). “Power and connection: Imperial histories of the United States in the world”. The American Historical Review, 116(5), 1348-91.
Codice insegnamento 415480
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