Corso di laurea

Scienze socioantropologiche per l'integrazione e la sicurezza sociale

Università degli Studi di Perugia · 83 materie · 0 file condivisi

Il Corso di Laurea magistrale in Scienze socioantropologiche per l'integrazione e la sicurezza sociale si inscrive nelle classi LM-01 (Antropologia culturale ed etnologia ) e LM-88 (Sociologia e ricerca sociale ); il Corso ha sede a Narni ed ha una durata biennale per un totale di 120 CFU (60 CFU per anno). Alla fine del corso viene rilasciato il titolo di Dottore in Scienze socioantropologiche per l'integrazione e la sicurezza per la classe LM o LM-88.
Il Corso di Laurea Interclasse soddisfa i requisiti delle due classi differenti e lo studente dovrà al momento dell'immatricolazione scegliere la classe entro cui intende conseguire il titolo di studio, pur potendo modificare la sua scelta, che diverrà definitiva al momento dell'iscrizione al secondo anno (cfr. Tabelle Ministeriali Magistrali). Analogamente dovrà optare per uno dei due curricula in cui il corso è suddiviso, uno più focalizzato sulle tematiche dell' integrazione e della migrazione l'altro più focalizzato sulle tematiche del rischio e della sicurezza.
Il CdL definisce obiettivi formativi e attività comuni alle due classi, garantendo così una formazione interdisciplinare, quale tratto qualificante di questa interclasse. Come meglio specificato nel quadro A4A, proprio l'integrazione tra le due classi permette di soddisfare esigenze formative necessarie a preparare figure professionali in grado di operare con funzioni di responsabilità in strutture e contesti in cui è necessaria una elevata competenza nel campo della convivenza interculturale e delle pratiche e politiche capaci di garantire nello stesso tempo sicurezza e inclusione. I distinti percorsi intrapresi, a seconda della scelta fatta dallo studente, hanno obiettivi formativi comuni ai corsi di laurea o della classe LM-01 o della classe LM-88. Il corso viene erogato in modalità mista in modo da consentire che alcuni corsi erogati nella sede di Perugia siano usufruiti in via telematica anche nella sede di Narni.
Il percorso interclasse è orientato all'acquisizione di:
- conoscenze nelle discipline demoetnoantropologiche e sociologiche, relativamente alle diversità e alle dinamiche socio-culturali locali e globali, alle differenze identitarie e di genere, alle questioni del rischio e della sicurezza e alle teorie e metodologie sociologiche e demoetnoantropologiche;
- conoscenze di base nell'area delle scienze storiche, geografiche, giuridiche, politologiche, psicologiche, economico-statistiche;
- competenze relative all'analisi del funzionamento delle società complesse e agli effetti sociali e culturali dei processi di globalizzazione.
Più in particolare è prevista l'acquisizione di competenze concernenti l'analisi delle problematiche connesse alla stratificazione sociale, alle dinamiche urbane, ai fenomeni di marginalità e devianza a quelli del mutamento sociale e della mediazione culturale, nonché all'indagine dei contesti formali e informali della vita sociale.
Dovranno essere acquisite anche conoscenze metodologiche avanzate relative alla documentazione e al rilevamento, trattamento e interpretazione dei dati empirici attraverso metodi di ricerca sociale qualitativi e quantitativi e strumenti per la comunicazione e la gestione dell'informazione. Saranno inoltre acquisite competenze per utilizzare, in forma scritta e orale, la lingua inglese anche con riferimento ai lessici disciplinari.
Nel percorso di studi le diverse discipline vengono affrontate, con riferimenti a casi di studio e con approfondimenti relativamente all'uso sociale della ricerca.


DIPARTIMENTO FISSUF

Ecco tutti i dettagli sul corso di laurea selezionato. Sul UniDocs troverai gli appunti condivisi dagli altri studenti del tuo corso di laurea, ordinati per materia. Ricordati che per poter visualizzare il materiale devi essere registrato al sito e possedere un numero di crediti sufficiente.

Sfoglia il materiale didattico

Con UniDocs hai l'opportunità di studiare insieme a tutto il tuo corso di laurea. Guadagna subito dei crediti, carica il materiale del tuo ultimo esame!
Più condividi, più tempo avrai per studiare con tutta la community!

Materie del corso

ANTROPOLOGIA DELL'ALIMENTAZIONE 1° anno · 0 file
ANTROPOLOGIA DELL'AMBIENTE E DEL PAESAGGIO 1° anno · 0 file
ANTROPOLOGIA DELLA GLOBALIZZAZIONE 1° anno · 0 file
ANTROPOLOGIA DELLA GLOBALIZZAZIONE 1° anno · 0 file
ANTROPOLOGIA DELLA GLOBALIZZAZIONE 1° anno · 0 file
ANTROPOLOGIA MEDICA ED ETNOPSICHIATRIA 1° anno · 0 file
DIRITTO PROCESSUALE PENALE 1° anno · 0 file
DIRITTO PUBBLICO COMPARATO E DELLE MIGRAZIONI 1° anno · 0 file
DIRITTO PUBBLICO COMPARATO E DELLE MIGRAZIONI 1° anno · 0 file
ECONOMIA DELLE IMPRESE SOCIALI 1° anno · 0 file
ECONOMIA DELLE IMPRESE SOCIALI 1° anno · 0 file
Ecologie Del Sapere: Sociologie Dell'Ambiente E Della Conoscenza 1° anno · 1° semestre · 9 CFU · GSPS-05/A · 0 file

Perfezionamento delle competenze professionali attraverso un coinvolgimento in prima persona in attività di ricerca ed elaborazione teorica; sensibilità e capacità propositiva nell'applicazione al tema della sicurezza di…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Perfezionamento delle competenze professionali attraverso un coinvolgimento in prima persona in attività di ricerca ed elaborazione teorica; sensibilità e capacità propositiva nell'applicazione al tema della sicurezza di quanto appreso; inizio dello sviluppo di competenze specifiche in settori in via di formazione e precisazione; sviluppo di un pensiero critico sulla professione e migliore capacità di elaborazione delle informazioni pertinenti.

Programma

Il corso si focalizza sulla complessità delle relazioni ecologiche di cui l’uomo è parte integrante e sull’inadeguatezza del paradigma corrente a darne conto, in una prospettiva globale e locale; come anche di proporre una realistica rappresentazione dell’uomo stesso e della conoscenza che è in grado di elaborare. L’ambiente è IL temi che necessita di un nuovo sapere per poter essere affrontato efficacemente.

Lo studente dev'essere in possesso di una solida cultura generale e dei fondamenti di sociologia generale e del rischio.

Lezioni frontali e online, ricerche e lavori di gruppo, presentazioni.

Elementi di sociologia dell'ambiente; La condizione umana nel XXI secolo dopo la Modernità; Il rischio ambientale come nuova categoria di analisi della realtà e sua messa alla prova in contesti specifici; La necessità di un nuovo paradigma di comprensione dell’umanità, della sua conoscenza e del suo ruolo nella generazione del mondo.

Modalità d'esame

Colloquio orale con domande miranti a valutare la comprensione critica dei temi dell'insegnamento e la capacità di applicarli a casi di studio reali. La prova valuterà altresì la qualità delle capacità espositive e argomentative dei candidati e la consistenza di eventuali sviluppi autonomi nell’elaborazione della disciplina. Nel caso in cui lo studente intenda anticipare l’esame in un anno precedente a quello programmato nel piano di studio, si raccomanda di frequentare il ciclo delle lezioni e di sostenere l’esame nel primo appello utile dopo che le lezioni medesime siano terminate, nel rispetto quindi del semestre di programmazione dell’insegnamento Per informazioni sui servizi di supporto agli studenti con disabilità e/o DSA visita la pagina http://www.unipg.it/disabilita-e-dsa

Testi di riferimento

L. Pellizzoni, G. Osti, Sociologia dell'ambiente, Il Mulino, 2008 (capitoli 1, 2, 4); F. D’Andrea, E. Ferreri (a cura di), Il volto del territorio, la maschera della città. Percorsi sociologici nell’ambiente ternano, Terni, ElleO, 2023; saggi messi a disposizione dal docente sul sito www.sociologica.it. Letture di approfondimento consigliate: U. Beck, Conditio Humana, Laterza, 2008; U. Beck, La metamorfosi del mondo, Laterza, 2017; E. Morin, I sette saperi necessari all’educazione del futuro, Cortina, 2001; E. Morin, Sette lezioni sul pensiero globale, Cortina, 2016.

Codice insegnamento 443386

Economia Dei Conflitti E Della Sicurezza 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · ECON-01/A · 0 file

Gli studenti dovrebbero trovare questo corso un modo affascinante per applicare ed espandere le proprie conoscenze economiche affrontando importanti problemi del mondo reale. In particolare, il corso esamina i contributi…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Gli studenti dovrebbero trovare questo corso un modo affascinante per applicare ed espandere le proprie conoscenze economiche affrontando importanti problemi del mondo reale. In particolare, il corso esamina i contributi che l’economia offre alla comprensione del conflitto, della guerra e della pace. Affronta l’economia della sicurezza, analizzando le cause e gli effetti della spesa militare; l’economia dell’industria e del commercio internazionale di armamenti; le cause e gli effetti economici dei conflitti, sia internazionali che nazionali; l’economia della ricostruzione post-conflitto; e le cause ed effetti economici del terrorismo.

Programma

La pace, la guerra e la sicurezza internazionale sono ambiti in cui gli economisti sono spesso notevolmente assenti, in modo che contrasta con l'importanza delle questioni economiche nei problemi in questione. Sebbene i conflitti abbiano effetti negativi significativi su alcune delle economie più povere del mondo, i manuali di economia dello sviluppo vi dedicano poca attenzione (non più di un accenno superficiale). Quando vengono considerati, i conflitti sono spesso semplicemente visti come un altro shock esogeno per le economie. La realtà è che l’economia gioca ruoli importanti nella preparazione, nello scoppio e nella prosecuzione delle guerre, spesso andando oltre gli Stati nazionali direttamente coinvolti. L’economia ha anche ruoli fondamentali nella creazione e nel mantenimento della pace e della sicurezza, nonché nella gestione degli effetti post-conflitto. Ruoli che in passato ha spesso svolto in modo insoddisfacente.

Aver superato l'esame di Economia Politica (consigliato)

Lezioni online, seminari e sessioni laboratoriali

Di seguito è presentata una breve panoramica degli argomenti che verranno trattati. Ogni argomento richiederà circa 4 ore. Sessione 1: Introduzione Fornisce una panoramica delle tematiche principali e alcune nozioni di base. È prevista anche una discussione sui progetti. Sessione 2: Spesa militare ed economia Esamina le diverse scuole di pensiero economico e il loro approccio al ruolo della spesa militare nell’economia, prendendo in considerazione sia i paesi avanzati che quelli in via di sviluppo. Verranno analizzati i canali attraverso cui il settore militare può influenzare il resto dell’economia. Sessione 3: I determinanti della spesa militare Analizza la letteratura sui fattori che determinano i livelli di spesa militare e il peso relativo degli aspetti economici, politici e strategici. Sessione 4: Spesa militare, crescita e sviluppo Tratta la letteratura teorica ed empirica sugli effetti probabili della spesa militare sull’economia. Sessione 5: La produzione dei mezzi di distruzione Analizza la natura mutevole dell’industria internazionale degli armamenti, affrontando temi come il monopolio, il monopsonio e la globalizzazione. Sessione 6: L’economia dei conflitti Esamina il contributo degli economisti alla comprensione della guerra e dei conflitti tra Stati. Sessione 7: I determinanti delle guerre civili Si concentra sulle cause che portano all’inizio e alla prosecuzione dei conflitti civili, soffermandosi sul dibattito “avidità vs. rivendicazione”. Sessione 8: I costi del conflitto Analizza i costi economici (e non solo) che i conflitti impongono ai paesi e alle regioni coinvolte. Affronta anche i problemi di misurazione e passa in rassegna le principali analisi empiriche disponibili. Sessione 9: Ricostruzione post-conflitto Esamina l’economia della ricostruzione dopo un conflitto, sottolineando come le problematiche economiche possano cambiare radicalmente e i problemi che insorgono quando le organizzazioni internazionali non ne tengono conto. Sessione 10: Commercio di armi e compensazioni industriali (offsets) Analizza le questioni economiche legate al commercio di armi, la sua dinamica e l’influenza esercitata da iniziative e interessi consolidati. Verrà menzionato anche il processo in corso legato al cosiddetto "Arms Deal". Sessione 11: L’economia del terrorismo Esamina come l’economia abbia contribuito a comprendere la natura del terrorismo. Sessione 12: Presentazione dei progetti In questa sessione gli studenti presenteranno e discuteranno i propri progetti. Progetto di gruppo da sviluppare in laboratorio I gruppi, composti da 2 o 3 studenti, dovranno individuare una domanda di ricerca o un’ipotesi da analizzare in dettaglio, preferibilmente utilizzando dati e con un focus sull’Africa. Il limite massimo è di 5.000 parole. I dettagli completi verranno forniti durante la prima settimana.

Modalità d'esame

  • Esame scritto (60%) -Presentazione dei progetti seminariali durante il corso (10%) - Progetto finale (30%)

Testi di riferimento

Caruso R. Economia della pace, Il Mulino, 2016 Letture complementari • Collier, Paul, 2007 "The Bottom Billion" Oxford University Press. • Feinstein, A. 2012. The Shadow World: Inside the Global Arms Trade, pb, Penguin. • Holden, P. 2017. Indefensible: Seven myths that sustain the global arms trade, Zed Books and University of Chicago Press. Collected by Paul Holden • Smith, Ron P "Military Economics", Palgrave, 2009, an excellent nontechnical overview

Codice insegnamento 444186

Economia Dell'Ambiente 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · ECON-02/A · 0 file

Il corso intende fornire alcune conoscenze di base nel campo dell’Economia Ecologica e dell’Economia Civile, con un’attenzione particolare alle problematiche ambientali ed economico-sociali esistenti a livello…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso intende fornire alcune conoscenze di base nel campo dell’Economia Ecologica e dell’Economia Civile, con un’attenzione particolare alle problematiche ambientali ed economico-sociali esistenti a livello microeconomico. Il corso vuole offrire una chiave di lettura istituzionalista dei dilemmi ambientali, ovvero attenta al ruolo fondamentale giocato dalle Istituzioni per prevenire e/o riparare i fallimenti del mercato in campo ambientale a livello microeconomico (dai contratti, dall’attribuzione dei diritti di proprietà, dall’intervento dello Stato, dall’etica, dai legami sociali fiduciari tra persone). Il corso intende fornire anche una lettura transdisciplinare dei problemi ambientali, nell’assunzione che, per la loro comprensione ed il loro governo, sia necessaria la contaminazione tra scienza economica (nella variante specifica dell’Economia Civile), scienze della natura (fisica termodinamica, biologia, chimica), scienze umane (filosofia morale), scienze sociali (psicologia, antropologia, sociologia, etnologia), come avviene nel paradigma dell’ecological economics nei suoi vari filoni (termodinamico, bioeconomico, istituzionalista) e nel paradigma dell’economia evoluzionista e comportamentale. Il corso vuole fornire anche una panoramica degli Obiettivi di Agenda 2030 con alcuni approfondimenti specifici dedicati a produzione e consumo responsabili, energia, clima, rifiuti e un’analisi critica del loro conseguimento da parte dell’Italia nel corso del tempo. Le principali conoscenze acquisite saranno: 1. conoscenze relative ai diversi fallimenti microeconomici del mercato in campo ambientale (esternalità negative, beni pubblici, beni comuni, rifiuti) ed ai relativi rimedi (di mercato e non) a tali fallimenti; 2. conoscenze relative al ruolo che le diverse Istituzioni possono svolgere in campo ambientale a livello microeconomico; 3. conoscenze relative alle esternalità negative ed alle strategie per il loro contenimento 4. conoscenze relative al tema dei beni comuni (tipologie e modalità di gestione ottimale) con un focus sul bene comune globale clima, sulle politiche di contrasto del mutamento climatico, sulla giustizia climatica; 5. conoscenze relative al rapporto tra cultura e natura con una valutazione delle differenti concezioni di natura sullo sfruttamento della medesima 6. conoscenze relative al legame tra religioni, ambiente e sviluppo economico 7. conoscenze relative al legame tra Francescanesimo e rivoluzione industriale 8. conoscenze relative all’Enciclica “Laudato Si`”: spiegazione delle cause della crisi ecologica, linee dia zione per il suo superamento Le principali abilità che il corso potrà sviluppare saranno: 1. capacità di analizzare a livello microeconomico i diversi fallimenti del mercato; 2. capacità di rileggere a livello microeconomico la tragedia dei beni comuni in chiave relazionale; 3. capacità di cogliere le criticità dei problemi ambientali a livello microeconomico mettendo in discussione il dogma della massimizzazione del profitto e dell’utilità del consumatore attraverso l’analisi di nozioni alternative di impresa (l’impresa socialmente responsabile; l’impresa civile a partire da Adriano Olivetti, imprenditore umanista e civile, attento alla sostenibilità); 4. capacità di scegliere, a seconda del contesto istituzionale esistente, il giusto mix di strumenti economici, amministrativi, volontari di gestione (singola o di gruppo) ambientale aziendale da adottare e gli strumenti più idonei per un consumo critico e consapevole.

Programma

Il corso intende fornire le conoscenze di base per poter interpretare con spirito critico la nozione di crescita economica a livello aziendale cogliendone tutti i limiti bio-fisici ed etico-sociali; per poter effettuare le dovute distinzioni, anche a livello microeconomico, tra la nozione di crescita, quella di sviluppo e di sviluppo sostenibile; per poter comprendere l’importanza, negletta dall’economia neoclassica, del capitale naturale nell’economia aziendale e del consumatore; per poter capire i fallimenti del mercato operanti in campo ambientale a livello micro ed i possibili rimedi, di natura non solo economica, da adottare per ovviare a tali fallimenti. Nell’analisi delle problematiche ambientali e delle possibili soluzioni viene operato un confronto comparato, anche a livello microeconomico, tra l’approccio tradizionale offerto dall’economia dell’ambiente e quello più innovativo propugnato dall’economia ecologica nei suoi diversi filoni di pensiero (termodinamico, bioeconomico, istituzionalista), dall’economia evoluzionista, dall’economia civile.

Al fine di comprendere i contenuti della disciplina è utile aver superato l’esame di microeconomia. Sono utili conoscenze di base di microeconomia relative sopratutto alla nozione di equilibrio microeconomico.

Il corso prevede lezioni frontali; approfondimenti monotematici; realizzazione di seminari interdisciplinari o di altre iniziative con la partecipazione di esperti; proiezioni filmiche e cineforum; convegni interdisciplinari; il giardino d’impresa, ovvero dialoghi con le imprese su problematiche ambientali; visite di istruzione; presentazioni di libri e/o ricerche.

La microeconomia dell’ambiente – 1. La microeconomia dell’ambiente: i fallimenti del mercato connessi alle questioni ambientali. – 2. I principali fallimenti del mercato: il caso dei beni comuni globali e locali, dei beni pubblici, delle esternalità negative, dei rifiuti. – 3. Limiti e pregi degli strumenti adottabili per ovviare alle esternalità negative: accordi fra privati (teorema di Coase), strumenti amministrativi (norme “comando e controllo”), strumenti economici (tasse, canoni, sussidi, assicurazioni, mercati artificiali), strumenti volontari (strumenti, singoli o di gruppo, di gestione ambientale ed etica aziendale, accordi volontari in campo ambientale). Stili di conduzione ambientale aziendale. – 4. Le soluzioni per ovviare ai fallimenti del mercato sottesi ai beni pubblici: attribuzione dei diritti di proprietà, produzione pubblica, regolamentazione pubblica, regolazione sociale, la via etica e delle virtù civili. – 5. Le soluzioni per ovviare ai fallimenti del mercato sottesi ad alcune tipologie di beni comuni globali: accordi tra stati, attribuzione dei diritti di proprietà agli Stati per una quota parte del bene comune, creazione di agenzie internazionali. Il caso del clima, dell’acqua, delle grandi foreste, della biodiversità. – 6. Le soluzioni per ovviare ai fallimenti del mercato sottesi ai beni comuni locali ed ai beni comuni di nuova generazione: attribuzione dei diritti di proprietà al privato, allo Stato, alla comunità. –7. Differenze tra impresa socialmente responsabile ed impresa civile. Adriano Olivetti, imprenditore umanista e civile, nell’orizzonte della sostenibilità economica, sociale, ambientale.

Modalità d'esame

L'esame è in forma SCRITTA. L’esame prevede una prova scritta della durata di mezz’ora finalizzata ad accertare il livello di conoscenza raggiunto dallo studente sui contenuti teorici della disciplina, la capacità di comprensione delle problematiche proposte e la capacità di comunicare in modo scritto con proprietà di linguaggio. La prova scritta è una prova a stimolo chiuso con risposta aperta (lo studente deve rispondere a tre quesiti formulati dal docente). Il voto finale d’esame consiste nella media aritmetica dei voti (con range da 18 a 30) riportati nelle tre risposte (che hanno uguale peso). Nella stessa giornata dell’appello d’esame, preliminarmente alla effettuazione della prova scritta descritta in precedenza, verrà somministrato allo studente un test, costituito da 15 quiz a risposta multipla, relativo alla microeconomia dell’ambiente. Il test serve a far conseguire allo studente l’idoneità relativa alla microeconomia dell’ambiente, che è propedeutica allo svolgimento dell’esame scritto. Il test consiste in 15 quiz a risposta multipla. Il punteggio di ogni quiz è pari a 2. Le risposte sbagliate non danno luogo a penalizzazioni. Il voto finale del test è la somma dei punteggi conseguiti con i quiz. Per conseguire l’idoneità relativa al modulo (macroeconomia dell’ambiente) bisogna ottenere un punteggio di almeno 18 (rispondendo correttamente a 9 quiz su 15). Per gli studenti con DSA, la cui certificazione sia formalmente accertata, sono previste in sede di esame misure compensative e/o dispensative ai fini del superamento dell’esame. Le misure saranno valutate caso per caso allo scopo di adattare le modalità d’esame alle singole esigenze. A tal fine è necessario contattare il docente con congruo anticipo mediante la segreteria didattica ed il delegato di Dipartimento e/o di Ateneo. Gli studenti e le studentesse con disabilità e/o con DSA sono quindi invitati/e a visitare la pagina dedicata agli strumenti e alle misure previste e a concordare preventivamente quanto necessario con il/la docente (https://www.unipg.it/disabilita-e-dsa). Nel caso in cui lo studente intenda anticipare l’esame in un anno precedente a quello programmato nel piano di studio, si raccomanda di frequentare il ciclo delle lezioni e di sostenere l’esame nel primo appello utile dopo che le lezioni medesime siano terminate nel rispetto quindi del semestre di programmazione dell’insegnamento.

Testi di riferimento

Testi per la parte generale 1) C. Montesi, Raccolta di scritti in tema di Economia Ecologica ed Economia Civile, 2023 (dispensa). 2) R. Federici, C. Montesi (2021), I rapporti fra economia e politica. Robert Michels, antiretorica per un sociologo, Gambini Editore, Attigliano. Testi per la parte monotematica I testi consigliati per la parte monotematica sono comunicati non appena il tema monografico da trattare nell’anno in corso è stato individuato o al più tardi all’inizio delle lezioni. Per gli studenti con DSA, la cui certificazione sia formalmente accertata, sono previste misure compensative e/o dispensative. Le misure saranno valutate caso per caso allo scopo di adattare il programma ed i relativi testi di riferimento alle singole esigenze. A tal fine è necessario contattare il docente con congruo anticipo, mediante la segreteria didattica ed il delegato di Dipartimento e/o di Ateneo.

Codice insegnamento 441591

Ermeneutica Dell'Alterita' 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · PHIL-01/A · 0 file

Gli obiettivi formativi sono rivolti all'acquisizione di strumenti e competenze e al loro utilizzo critico individuale, che l'insegnamento, articolato in tre parti, si propone di trasmettere allo studente e la cui…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Gli obiettivi formativi sono rivolti all'acquisizione di strumenti e competenze e al loro utilizzo critico individuale, che l'insegnamento, articolato in tre parti, si propone di trasmettere allo studente e la cui effettiva acquisizione sarà valutata in sede di esame finale. Il corso intende inoltre raggiungere i seguenti obiettivi: Analisi critica delle principali metodologie per l'insegnamento sviluppate nella ricerca in didattica della filosofia, anche in riferimento allo specifico ruolo dell'insegnante, ai nodi concettuali, epistemologici e didattici dell'insegnamento e apprendimento delle discipline di interesse, e in funzione dello sviluppo delle capacita` semiotiche nonche´ dell'ampliamento delle potenzialita` espressive e conoscitive nell'ambito disciplinare specifico. Progettazione e sviluppo di attivita` di insegnamento della filosofia: illustrazione dei principi e delle metodologie per la costruzione di attivita` e piu` in generale di un curriculum di filosofia, tenendo presente anche le esigenze di potenziamento del linguaggio e di consolidamento delle pratiche linguistiche necessarie al raggiungimento degli obiettivi di formazione e istruzione nelle discipline di interesse.

Programma

Essere, Tempo, Relazione. Un percorso nella filosofia contemporanea.

Al fine di comprendere le tematiche dell'insegnamento è necessario che lo studente abbia una buona conoscenza dei percorsi e delle tradizioni del pensiero filosofico e sappia rapportarsi all'astrazione concettuale (sappia cioè ripercorrere la storia di un concetto e compiere un processo astrattivo in merito alla elaborazione storico-concettuale dei singoli autori). La conoscenza di questi due aspetti è assolutamente indispensabile allo studente che voglia seguire il corso con profitto.

il corso comprende 9h di lezioni video registrate reperibili sulla pagina unistudium del corso di ermeneutica dell'alterità 2022-2023. successivamente verrando svolte le restanti 27 ore con lezioni teoriche frontali, in cui verranno sviluppate le tematiche fondamentali del Corso.

Il corso intende esplorare l'origine e lo sviluppo della dimensione relazionale nella filosofia contemporanea indagando il nesso che lega l’essere, il tempo e la relazione.

Modalità d'esame

L'esame si svolgerà con prova orale della durata variabile dai 30 minuti circa e ha l'obiettivo di ripercorrere il cammino seguito nello svolgimento del corso, con particolare attenzione agli autori svolti. La valutazione dell'esame è misurata in trentesimi. La prova finale intende verificare le seguenti conoscenze e competenze: acquisizione delle conoscenze degli argomenti trattati nel corso; acquisizione di un lessico appropriato alla materia affrontata; capacità di esprimersi filosoficamente operando connessioni appropriate nell'ambito delle tematiche proposte dall'insegnamento; capacità di orientarsi autonomamente nelle tematiche filosofiche proposte. Nel caso in cui lo studente intenda anticipare l’esame in un anno precedente a quello programmato nel piano di studio, si raccomanda di frequentare il ciclo delle lezioni e di sostenere l’esame nel primo appello utile dopo che le lezioni medesime siano terminate, nel rispetto quindi del semestre di programmazione dell’insegnamento. Per informazioni sui servizi di supporto agli studenti con disabilità e/o DSA visita la pagina http://www.unipg.it/disabilita-e-dsa

Testi di riferimento

Antologia di testi a cura del docente

Codice insegnamento 441587

FIGURE DELLA PERSONA E DELLA RELAZIONE 1° anno · 0 file
FIGURE DELLA PERSONA E DELLA RELAZIONE 1° anno · 0 file
FIGURE DELLA PERSONA E DELLA RELAZIONE 1° anno · 0 file
FIGURE DELLA PERSONA E DELLA RELAZIONE 1° anno · 0 file
Globalization, Conflicts And Social Justice 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · SDEA-01/A · 0 file

Partendo dalle prospettive antropologiche costruttiviste contemporanee, il corso mira a interrogarsi su stereotipi e luoghi comuni sui conflitti, sulle proiezioni e sulle fantasie che continuano a caratterizzare le…

Scheda dell'insegnamento

Programma

Partendo dalle prospettive antropologiche costruttiviste contemporanee, il corso mira a interrogarsi su stereotipi e luoghi comuni sui conflitti, sulle proiezioni e sulle fantasie che continuano a caratterizzare le nostre immagini degli “altri”. Il corso parte dal concetto di Orientalismo proposto da Edward Said, cardine del pensiero postcoloniale contemporaneo. Dai confini fluidi e incerti, la relazione tra Occidente e Oriente continua a costituire un punto cardine per comprendere i conflitti nel mondo contemporaneo, il rapporto tra noi e gli altri e la geopolitica mondiale. Come definisce Edward Said l'Orientalismo? Successivamente si intende di estendere lo sguardo, spostandosi verso il concetto di Occidentalismo. In che modo l'Orientalismo crea una dicotomia tra "Occidente" (razionale, superiore) e "Oriente" (esotico, irrazionale, da controllare)? Qual è il ruolo del colonialismo e dell'imperialismo nella creazione e diffusione dell'Orientalismo?

Lezioni frontali, seminari, gruppi di lavoro

Modalità d'esame

Esame orale. Gli studenti frequentanti possono optare per un esonero basato su una breve tesina che discute alcuni temi scelti tra quelli affrontati a lezioni. Nel caso in cui lo studente intenda anticipare l’esame in un anno precedente a quello programmato nel piano di studio, si raccomanda di frequentare il ciclo delle lezioni e di sostenere l’esame nel primo appello utile dopo che le lezioni medesime siano terminate, nel rispetto quindi del semestre di programmazione dell’insegnamento.

Testi di riferimento

TESTI DI RIFERIMENTO: (1) Said, E.W. 2012. Orientalismo. Milano: Feltrinelli Editore (soltanto cap. 1 e 3). (2) Buruma, I., e A. Margalit. 2004. Occidentalismo. L'Occidente agli occhi dei suoi nemici. Torino: Einaudi (3) Un libro a scelta tra: (a) Koensler, A. 2009. Amicizie vulnerabili. Coesistenza e conflitto in Israele. Perugia: Morlacchi - Khayyat, M. 2023. (b) Dei, F. 2016. Terrore suicida. Religione, politica e violenza nelle culture del martirio. Roma: Donzelli. Gli studenti frequentanti possono optare per una tesina (circa 12-15 pagine) di esonero da concordare durante le lezioni.

Codice insegnamento 479621

INTELLIGENCE, RETI E SISTEMI COMPLESSI 1° anno · 0 file
INTELLIGENCE, RETI E SISTEMI COMPLESSI 1° anno · 0 file
METODO E TECNICHE DELL'INDAGINE SOCIALE 1° anno · 0 file
METODO E TECNICHE DELL'INDAGINE SOCIALE 1° anno · 0 file
METODOLOGIA DELLA RICERCA ETNOGRAFICA 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · SDEA-01/A · 0 file

L’insegnamento intende fornire le basi conoscitive sulla ricerca qualitativa e favorire l’acquisizione di competenze epistemologiche e metodologiche nel campo della etnografia. La didattica è finalizzata all’elaborazione…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

L’insegnamento intende fornire le basi conoscitive sulla ricerca qualitativa e favorire l’acquisizione di competenze epistemologiche e metodologiche nel campo della etnografia. La didattica è finalizzata all’elaborazione di progetti di ricerca con un alto grado di autonomia e competenza. Le principali conoscenze che gli studenti acquisiranno saranno: - conoscenza degli approcci e dei metodi qualitativi; - conoscenza del rapporto tra antropologia, sociologia e ricerca etnografica; - conoscenza degli strumenti e delle tecniche per l’interpretazione dei processi socio-culturali. Le principali abilità che permettono di applicare le conoscenze acquisite saranno: - capacità di formulare il problema della ricerca e di adottare scelte metodologiche efficaci e innovative; - capacità di analisi dei dati e di presentazione dei risultati della ricerca; - capacità di combinare efficacemente interpretazione socio-antropologica e tecniche di intervento e partecipazione ai processi indagati, in dialogo con gli attori sociali.

Programma

Il corso presenta le principali modalità di ricerca qualitativa, prendendo in esame metodi, tecniche e strategie di analisi. L'etnografia, come "pratica-teorica", è esaminata nelle due fasi di indagine di terreno e interpretazione dei dati: disegno della ricerca; osservazione; note etnografiche; diario; interviste in profondità; analisi dei dati qualitativi; analisi e narrazione nella costruzione del testo etnografico; Grounded Theory, case studies e extended case method.

Al fine di saper comprendere e per meglio affrontare il corso, che ha un orientamento critico e riflessivo rispetto alla ricerca sul campo, lo studente deve possedere nozioni di base concernenti le teorie delle scienze sociali e la storia dell’antropologia culturale. Questo prerequisito è valido sia per gli studenti frequentanti sia per i non frequentanti.

Il corso è organizzato nel seguente modo: - lezioni frontali; - attività laboratoriale e gruppi di discussione; - visione di materiali etnografici audiovisuali come integrazione delle lezioni frontali; - realizzazione di un’etnografia in area urbana e riflessione sui problemi affrontati nelle varie fasi dell’indagine: a tal fine si prevede la costituzione di una équipe formata dai partecipanti al corso.

Il corso esamina le principali strategie di ricerca sociale qualitativa, promuovendo lo sviluppo di specifiche competenze riguardo a metodi e tecniche dell’etnografia. L'etnografia, considerata come una “pratica-teorica”, è indagata nelle sue principali fasi di ideazione, indagine e interpretazione nel corso del fieldwork. La prima parte del corso delinea un quadro della ricerca qualitativa nelle scienze sociali, con particolare attenzione al lavoro sul campo: in particolare le sue caratteristiche interattive, processuali e riflessive. Inoltre propone una esplorazione della pratica etnografica, attraverso l'analisi dei metodi di ricerca e delle forme di iscrizione impiegate nella realizzazione della ricerca sul campo. In particolare, saranno presi in considerazione i rapporti tra "costruzione dell'oggetto" e "definizione del terreno", seguendo la impostazione e lo sviluppo del disegno della ricerca. L'etnografia è così interrogata in riferimento ai metodi e alle tecniche impiegate in diverse fasi di lavoro: definizione del problema; stesura del progetto e disegno della ricerca; rapporto con la committenza; accesso al fieldwork e interazioni; osservazione partecipante; intervista in profondità; storie di vita; organizzazione e interpretazione dei dati; analisi e narrazione nella costruzione del testo etnografico; le interazioni tra lavoro antropologico e il posizionamento durante il lavoro sul campo. La seconda parte del corso propone un percorso monografico focalizzato sul rapporto tra ricerca sociale e analisi di casi nel campo della antropologia urbana. Si prenderanno in esame gli approcci che indagano la relazione tra caso di studio e contesto, mostrando la peculiare dimensione storica e processuale della ricerca sociale: “situational analysis”, “case study”, “extended case method”. Allo scopo di sperimentare direttamente l’analisi delle situazioni sociali, gli studenti saranno coinvolti in pratiche di gruppo basate sulla osservazione diretta in aree urbane e su una esplorazione etnografica delle pratiche quotidiane.

Modalità d'esame

L’esame consiste in una prova orale finale, che si sviluppa come una discussione-colloquio sugli argomenti trattati durante le lezioni e approfonditi sui testi consigliati. I frequentanti potranno integrare l’esame orale con la discussione di un elaborato scritto in cui sono presentati e analizzati i dati etnografici prodotti durante il corso. Il lavoro di scrittura etnografica, fondamentale per un percorso formativo di metodologia della ricerca, sarà considerato come esonero da una parte del carico didattico complessivo. La prova orale individuale comincia, di norma, con una domanda sulle esperienze di fieldwork fatte durante il corso. Il colloquio di durata non superiore a circa 30 minuti è finalizzato ad accertare: - il livello di conoscenza dei contenuti teorici del corso (descrittore di Dublino 1); - il livello di competenza nell’esporre le proprie conoscenze (descrittore di Dublino 2); - l’autonomia di giudizio (descrittore di Dublino 3). - la capacità dello studente di rispondere con proprietà di linguaggio alle domande proposte dalla Commissione, di sostenere un rapporto dialettico durante il colloquio e di dimostrare capacità logico-deduttive e di sintesi nell'esposizione (descrittore di Dublino 4). La valutazione finale verrà stabilita dalla Commissione in trentesimi. Studenti con disabilità e/o con DSA: per la modalità di svolgimento delle prove di verifica, gli studenti possono giovarsi delle tecnologie inclusive, degli strumenti compensativi e delle misure dispensative previste dalla normativa. Tecnologie, strumenti e misure vanno richiesti e concordarti con il docente con congruo anticipo rispetto alle prove. Per le informazioni generali, consultare i Servizi di Ateneo alla pagina http://www.unipg.it/disabilita-e-dsa e mettersi in contatto con il Referente per il Dipartimento. Nota: Nel caso in cui lo studente intenda anticipare l’esame in un anno precedente a quello programmato nel piano di studio, si raccomanda di frequentare il ciclo delle lezioni e di sostenere l’esame nel primo appello utile dopo che le lezioni medesime siano terminate, nel rispetto quindi del semestre di programmazione dell’insegnamento.

Testi di riferimento

I seguenti 3 testi: (1) Cappelletto F. (a cura di), Vivere l'etnografia, Seid Editori, Firenze, 2009. (oppure in alternativa: Pavanello M., Fare antropologia. Metodi per la ricerca etnografica, Zanichelli, Bologna, 2010) (2) Palumbo B., Lo sguardo inquieto. Etnografia tra scienza e narrazione. Bologna, Mariett, 2021i. (3) Ingold T., Making. Making. Antropologia, archeologia, arte e architettura, Raffaello Cortina, Milano, 2019. Per coloro che desiderano sostenere l’esame su testi in lingua inglese, sono indicati in alternativa i testi seguenti: (1) Atkinson P. - Coffey A. - Delamont S. - Lofland J. - Lofland L. (Eds.) Handbook of ethnography, Sage Publications, Los Angeles - London - New Delhi - Singapore, 2007. (2) Ingold T., Making. Anthropology, Archaeology, Art, and Architecture, Taylor & Francis Group, 2013. (3) Un volume a scelta tra i seguenti: Biehl J., Vita: a life in a Zone of social abandonment, University of California Press, Berkeley, 2005. Bourgois P. - Schonberg J., Righteous dopefiend. Homelessness, addiction, and poverty in urban America, University of California Press, Berkeley - Los Angeles, 2009. Fassin D., Enforcing Order: An Ethnography of Urban Policing, Polity Press, Cambridge, 2013.

Codice insegnamento P102014343

PEDAGOGIA SOCIALE 1° anno · 0 file
PEDAGOGIA SOCIALE 1° anno · 0 file
PROBABILITA E STATISTICA PER L'INVESTIGAZIONE 1° anno · 0 file
PROBABILITA E STATISTICA PER L'INVESTIGAZIONE 1° anno · 0 file
PROBABILITA E STATISTICA PER L'INVESTIGAZIONE 1° anno · 0 file
Patrimoni Culturali 1° anno · 1° semestre · 9 CFU · SDEA-01/A · 0 file

L’insegnamento intende fornire le basi conoscitive sullo studio antropologico dei patrimoni culturali e dei processi di patrimonializzazione. Le principali conoscenze che gli studenti acquisiranno sono: - conoscenza…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

L’insegnamento intende fornire le basi conoscitive sullo studio antropologico dei patrimoni culturali e dei processi di patrimonializzazione. Le principali conoscenze che gli studenti acquisiranno sono: - conoscenza dei riferimenti teorici e metodologici della antropologia dei patrimoni; - conoscenza del rapporto tra pratiche patrimoniali, etnografia e quadri normativi. Le principali abilità che permettono di applicare le conoscenze acquisite saranno: - capacità di formulare il problema della ricerca e di adottare scelte metodologiche efficaci e innovative; - capacità di analisi antropologica dei processi di patrimonializzazione.

Programma

L’insegnamento è finalizzato a riflettere sul patrimonio culturale e sulle nozioni di tangible e intangible discutendo, a partire dalla storia degli studi, posture metodologiche e modelli interpretativi. Il concetto di patrimonio sarà affrontato da una prospettiva socio-antropologica, dedicando particolare attenzione alle pratiche, alle poetiche, alle retoriche e alle politiche di costruzione, di manipolazione di ri-semantizzazione del tempo e dello spazio, del locale e del globale, del pubblico e del privato, della storia e degli immaginari sulla storia. Utilizzando la metodologia didattica blended si alterneranno learning objects dedicati a letture e approfondimenti testuali su cui si apriranno spazi di approfondimento e dibattiti nel corso delle lezioni in presenza. Il percorso formativo, che comprenderà anche seminari e incontri con importanti studiosi, si chiuderà con il laboratorio “Tangible and intangible. Relazione oggetto-persona”.

Lo studente deve possedere nozioni di base concernenti le teorie delle Scienze sociali e la storia dell’Antropologia culturale. Questo prerequisito è valido sia per gli studenti frequentanti sia per i non frequentanti.

Lezioni frontali con una forte interazione e lavori di gruppo.

Primo blocco (valido per LM-1 e LM-88): 27 ore - 3 ore (LM-1 + LM-88). Presentazione del corso: calendario didattico; programma, libri di testo e letture. Introduzione all’utilizzo della piattaforma UniStudium. Illustrazione delle modalità d’esame. - 3 ore (LM-1 + LM-88). Dagli studi demologici al patrimonio culturale. Il “potere” degli oggetti: presentazione del laboratorio “Tangible and intangible. Relazione oggetto-persona”. - Registrazione (LM-1 + LM-88). Letture commentate: le parole del “Codice” e le parole delle “convenzioni” (15 min) - Registrazione (LM-1 + LM-88). Letture commentate: le parole del “Codice” e le parole delle “convenzioni” (15 min) - 3 ore (LM-1 + LM-88). Il concetto di patrimonio culturale. Categorie su cui riflettere: tangible, intangible; materiale, immateriale; mobile, immobile. - Registrazione (LM-1 + LM-88). Letture commentate. L’identità (15 min) - Registrazione (LM-1 + LM-88). Letture commentate. L’identità (15 min) - 3 ore (LM-1 + LM-88). Il concetto di patrimonio nella costruzione dei contesti locali. Memoria, identità, autenticità, coscienza dei luoghi: festivo, folclorismi, comunità. - Registrazione (LM-1 + LM-88). Letture commentate. Processi di patrimonializzazione (15 min). - Registrazione (LM-1 + LM-88). Letture commentate. Processi di patrimonializzazione (15 min). - 3 ore (LM-1 + LM-88). Essenzialismi e processi di patrimonializzazione. Dalla gestione della tradizione alle politiche patrimoniali. - Registrazione (LM-1 + LM-88). Letture commentate. Metamorfosi museali in Francia. Il Musée de l’Homme (15 min). - Registrazione (LM-1 + LM-88). Letture commentate. Metamorfosi museali in Francia. Il Musée du quai Branly (15 min). - Registrazione (LM-1 + LM-88). Letture commentate. Metamorfosi museali in Francia. Il Musée du quai Branly (15 min). - 3 ore (LM-1 + LM-88). Antropologia e musei. Il caso francese. Oggetto etnografico, oggetto d’arte. Rapporti tra digitalizzazione e patrimonio Secondo blocco (valido per LM-88, facoltativo ma consigliato per LM-1): 18 ore - Registrazione (LM-88). Letture commentate. Preparazione al seminario n° 1 (15 min). - Registrazione (LM-88). Letture commentate. Preparazione al seminario n° 1 (15 min). - Registrazione (LM-88). Letture commentate. Preparazione al seminario n° 1 (15 min). - 3 ore. Seminario n° 1 (LM-88). Dialoghi sul patrimonio. La vita delle cose. - Registrazione (LM-88). Letture commentate. Preparazione al seminario n° 2 (15 min) - Registrazione (LM-88). Letture commentate. Preparazione al seminario n° 2 (15 min). - Registrazione (LM-88). Letture commentate. Preparazione al seminario n° 2 (15 min). - 3 ore. Seminario n° 2 (LM-88). Il paesaggio. - Registrazione (LM-88). Letture commentate. Preparazione al seminario n° 3 (15 min). - Registrazione (LM-88). Letture commentate. Preparazione al seminario n° 3 (15 min). - Registrazione (LM-88). Letture commentate. Preparazione al seminario n° 3 (15 min). - 3 ore. Seminario n° 4 (LM-88). Antropologia e musei DEA in Italia. Terzo blocco (valido per LM-1 e LM-88): 9 ore - 3 ore (LM-1 + LM-88). Conclusione del laboratorio “Tangible and intangible. Relazione oggetto-persona”. Gli studenti dialogano con il docente e i colleghi di corso. - 3 ore (LM-1 + LM-88). Conclusione del laboratorio “Tangible and intangible. Relazione oggetto-persona”. Gli studenti dialogano con il docente e i colleghi di corso. - 3 ore (LM-1 + LM-88). Ricostruzione del percorso formativo. Conclusione dell’insegnamento.

Modalità d'esame

L’esame consiste in una prova orale finale che si sviluppa come una discussione-colloquio sugli argomenti trattati durante le lezioni e approfonditi sui testi consigliati. La prova serve per accertare i livelli di conoscenza, la capacità di comprensione, nonché di sintesi e di analisi critica dei dati. Il colloquio consentirà inoltre di verificare la capacità di comunicare quanto acquisito, con metodo, proprietà di linguaggio e chiarezza espositiva. La prova verifica i seguenti aspetti: · Conoscenza e comprensione – Capacità di applicare conoscenza e comprensione: Sintesi · Conoscenza e comprensione – Capacità di applicare conoscenza e comprensione: Dettaglio · Autonomia di giudizio, intesa come capacità di produrre giudizi autonomi, pervenendo a riflessioni coerenti su tematiche sociali, scientifiche o etiche; · Abilità comunicative, concepite come capacità di trasmettere informazioni, idee, problemi e soluzioni ad altri interlocutori; · Capacità di apprendimento, intesa come abilità necessaria ad avanzare negli studi con un elevato grado di autonomia Per informazioni sui servizi di supporto agli studenti con disabilità e/o DSA visita la pagina https://www.unipg.it/disabilita-e-dsa.

Testi di riferimento

  • Parbuono Daniele, Sbardella, Francesca (a cura di), Costruzione di patrimoni. Le parole degli oggetti e delle convenzioni, Pàtron, Bologna, 2017. - Palumbo Berardino, Patrimonializzare, «AM Antropologia Museale», anno 8, n. 22, 2009, pp. XXXVIII-XL. - Lenclud Gerard, La tradizione non è più quella d’un tempo, in Clemente Pietro, Mugnaini Fabio (a cura di), Oltre il folklore. Tradizioni popolari e antropologia nella società contemporanea, Carocci, Roma, 2001, pp. 123-133. - de L’Estoile Benoît, Musei post-etnografici. Le trasformazioni dei rapporti tra antropologia e museo in Francia, «Anuac», 4 (2), 2015: 78-105. Letture facoltative di approfondimento: - Cirese Alberto Mario, Cultura egemonica e culture subalterne. Rassegna di studi sul mondo popolare tradizionale, Palermo, Palumbo, 1971. - Clemente Pietro, Rossi Emanuela, Il terzo principio della museografia. Antropologia, contadini, musei, Carocci, Roma, 1999. - Dei Fabio, Beethoven e le mondine. Ripensare la cultura popolare, Roma, Meltemi, 2002. - Palumbo Berardino, L’UNESCO e il campanile. Antropologia, politica e beni culturali in Sicilia orientale, Roma, Meltemi, 2003. - Poulot Dominique. Elementi in vista di un’analisi della ragione patrimoniale in Europa, secoli XVIII-XX, in Maffi, Irene (a cura di) Il patrimonio culturale, «Antropologia» 6, 7, 2006, pp. 129-154.

Codice insegnamento 441592

RETI GLOBALI E SICUREZZA 1° anno · 0 file
RISCHIO AMBIENTALE E SICUREZZA 1° anno · 0 file
RISCHIO AMBIENTALE E SICUREZZA 1° anno · 0 file
SICUREZZA SUL LAVORO 1° anno · 0 file
SICUREZZA SUL LAVORO 1° anno · 0 file
SOCIOLOGIA DELLA DEVIANZA 1° anno · 0 file
SOCIOLOGIA MILITARE 1° anno · 0 file
Sicurezza Internazionale E Sociologia Politica 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · GSPS-06/A · 0 file

Al termine dell'insegnamento la studentessa/lo studente dovrà maturare conoscenze e strumenti di analisi nel campo degli studi sulla sicurezza internazionale. Grazie allo studio della letteratura significativa e…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Al termine dell'insegnamento la studentessa/lo studente dovrà maturare conoscenze e strumenti di analisi nel campo degli studi sulla sicurezza internazionale. Grazie allo studio della letteratura significativa e un'attiva partecipazione alle lezioni, affinerà inoltre la capacità di comprendere le principali dinamiche politico-strategiche delle principali aree del sistema internazionale, le logiche di azione globale e regionale degli attori e le maggiori trasformazioni della natura dei rischi e delle minacce alla sicurezza internazionale. Il bagaglio concettuale acquisito consentirà agli studenti e alle studentesse di formarsi una capacità indipendente di analisi sulla coppia sicurezza/insicurezza, aggiungendo nuove chiavi di lettura a quelle già acquisite negli altri corsi internazionalistici. Infine, gli studenti e le studentesse padroneggeranno un lessico adeguato ad esprimere in modo autorevole le loro opinioni sui temi di sicurezza internazionale nei diversi contesti professionali in cui avranno modo di impegnarsi.

Programma

Il corso si propone di offrire un’ampia rassegna di studi e di ricerche sul rapporto tra politica e società alla luce delle trasformazioni intervenute nella società contemporanea.

nessuno

Lezioni frontali seminari in italiano e in inglese

L'insegnamento si propone di fornire agli studenti e alle studentesse gli strumenti di analisi e comprensione per approfondire in particolare la dimensione della sicurezza nell'arena politico-strategica mondiale. Scopo dell'insegnamento è quello di offrire una rassegna dei temi e delle tendenze fondamentali relative alle fonti dell'insicurezza internazionale, ai modi in cui l'insicurezza si manifesta nelle diverse aree geografiche e alle politiche adottate dagli stati per far fronte a rischi e minacce politici e geostrategici. L'insegnamento si prefigge di offrire un approfondimento nello studio della politica internazionale con un'attenzione in particolare alle questioni di sicurezza, che consenta agli studenti e alle studentesse di sviluppare consapevolezza e capacità di analisi delle sfide politico-strategiche con cui si misura l'azione degli stati nell'attuale sistema internazionale.

Modalità d'esame

esame orale

Testi di riferimento

L. Ceccarini, I. Diamanti, “Tra politica e Società” Il Mulino, Bologna 2018. R.Federici, D. Rahimia, L'abisso o la tolleranza, Gambini, Attigliano, 2024

Codice insegnamento 441590

Sociologia Del Lavoro 1° anno · 2° semestre · 9 CFU · GSPS-08/A · 0 file

L’insegnamento intende fornire una conoscenza avanzata della sociologia del lavoro e delle organizzazioni, ricostruendone lo sviluppo storico e concentrandosi poi sulla dimensione culturale e relazionale del lavoro. In…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

L’insegnamento intende fornire una conoscenza avanzata della sociologia del lavoro e delle organizzazioni, ricostruendone lo sviluppo storico e concentrandosi poi sulla dimensione culturale e relazionale del lavoro. In coerenza con il profilo socio-antropologico del corso di studio, il lavoro è analizzato come esperienza sociale e culturale, luogo di costruzione di identità, significati e appartenenze, e le organizzazioni come contesti in cui si producono culture, climi e forme di benessere o malessere. Conoscenza e capacità di comprensione. Lo studente acquisirà conoscenze approfondite su: l’evoluzione della sociologia industriale e del lavoro, dal taylorismo alla “società dei lavori”; i principali approcci allo studio della cultura organizzativa; i processi di socializzazione organizzativa e di costruzione delle identità professionali; il clima e la comunicazione organizzativa; il benessere organizzativo, la qualità della vita lavorativa, i rischi psicosociali e la cultura della sicurezza. Capacità di applicare conoscenza e comprensione. Lo studente sarà in grado di utilizzare i concetti e i modelli appresi per leggere contesti organizzativi reali, riconoscendone la cultura, il clima, i processi di socializzazione e le condizioni di benessere, anche attraverso strumenti di osservazione di tipo etnografico. Autonomia di giudizio. Lo studente saprà valutare criticamente le pratiche organizzative e le politiche di gestione delle persone alla luce delle loro implicazioni culturali, sociali e per la salute dei lavoratori. Abilità comunicative. Lo studente saprà argomentare in modo chiaro e con linguaggio disciplinare appropriato i temi del corso, presentando anche in forma orale e scritta i risultati di analisi di casi. Capacità di apprendimento. Lo studente acquisirà strumenti teorici e metodologici per proseguire in autonomia lo studio delle trasformazioni del lavoro e delle culture organizzative, anche in vista della prova finale e dell’attività professionale.

Programma

Modulo 1 – Il lavoro tra sociologia e antropologia. Significati e culture del lavoro; lavoro, identità e riconoscimento; il lavoro nei classici della sociologia (Marx, Durkheim, Weber); lo sguardo sociologico sui luoghi di lavoro. Modulo 2 – Dalla sociologia industriale alla sociologia del lavoro. La questione industriale; Taylorismo e fordismo; la Scuola delle Relazioni Umane; l’approccio socio-tecnico; la scuola francese e la sociologia del lavoro italiana; il modello giapponese; il post-fordismo e la “società dei lavori”: flessibilità, precarietà e nuove disuguaglianze. Modulo 3 – La cultura organizzativa. La dimensione simbolica delle organizzazioni; la cultura come variabile e come metafora; artefatti, valori e assunti di base; riti, miti, linguaggi e narrazioni; subculture e culture professionali; culture nazionali, diversità e organizzazioni multiculturali; l’etnografia organizzativa. Modulo 4 – La socializzazione organizzativa. Socializzazione anticipatoria e ingresso nell’organizzazione; tattiche e fasi della socializzazione; apprendimento situato e comunità di pratica; ruoli, carriere e identità professionali; il lavoro emozionale. Modulo 5 – Clima e comunicazione organizzativa. Clima e cultura: distinzioni e connessioni; dimensioni e strumenti di rilevazione del clima; la comunicazione organizzativa interna ed esterna; la comunicazione come costruzione di senso; leadership e comunicazione; conflitto, negoziazione e mediazione nei contesti di lavoro. Modulo 6 – Benessere organizzativo, salute e sicurezza. Dalla prevenzione del rischio alla promozione del benessere; benessere organizzativo e qualità della vita lavorativa; stress lavoro-correlato, burnout e rischi psicosociali; normativa e attori della sicurezza sul lavoro; cultura della sicurezza e conciliazione vita/ lavoro.

Non obbligatorie, ma raccomandate le conoscenze di base di sociologia generale acquisite nel percorso di laurea triennale. Le nozioni fondamentali saranno comunque richiamate nelle lezioni introduttive.

Lezioni frontali e seminariali, secondo le modalità di erogazione previste dal corso di studio, coadiuvate da strumenti multimediali e da approfondimenti sulla piattaforma unistudium. Quando possibile, una parte delle ore è dedicata alla didattica attiva: lettura e discussione di casi di studio, videoproiezioni, lavori in piccoli gruppi ed esercitazioni di osservazione di contesti di lavoro, seminari con esperti e testimoni privilegiati del mondo del lavoro e delle organizzazioni.

Il corso di Sociologia del lavoro ripercorre lo sviluppo storico della disciplina e si concentra poi sulla dimensione culturale e relazionale del lavoro nelle organizzazioni, attraverso sei moduli. Modulo 1 – Il lavoro tra sociologia e antropologia - i significati del lavoro e le culture del lavoro; lavoro, identità e riconoscimento; - il lavoro nei classici: divisione del lavoro (Durkheim), alienazione (Marx), razionalizzazione ed etica del lavoro (Weber); Modulo 2 – Dalla sociologia industriale alla sociologia del lavoro - la questione industriale e la nascita della sociologia del lavoro; - Taylor e Ford; la Scuola delle Relazioni Umane (Mayo e gli esperimenti di Hawthorne); l’approccio socio-tecnico del Tavistock Institute; - la scuola francese (Friedmann, Touraine) e la sociologia del lavoro italiana; - il modello giapponese: flessibilità e attivazione nell’organizzazione del lavoro; - il post-fordismo e la “società dei lavori”: flessibilità, precarietà, lavoro migrante e nuove disuguaglianze; Modulo 3 – La cultura organizzativa - la dimensione simbolica delle organizzazioni; la cultura come variabile e come metafora; - il modello di Schein: artefatti, valori dichiarati e assunti di base; - riti, miti, linguaggi e narrazioni organizzative; subculture, controculture e culture professionali; - culture nazionali e organizzazioni multiculturali; diversità e inclusione nei luoghi di lavoro; Modulo 4 – La socializzazione organizzativa - socializzazione anticipatoria, ingresso e inserimento nell’organizzazione; - tattiche e fasi della socializzazione organizzativa (Van Maanen e Schein); - apprendimento situato e comunità di pratica; - ruoli, carriere e costruzione delle identità professionali; Modulo 5 – Clima e comunicazione organizzativa - clima e cultura organizzativa: distinzioni e connessioni; dimensioni e strumenti di rilevazione del clima; - la comunicazione organizzativa interna ed esterna; la comunicazione come costruzione di senso (Weick); - leadership e comunicazione; - conflitto, negoziazione e mediazione nei contesti di lavoro; Modulo 6 – Benessere organizzativo, salute e sicurezza - dalla prevenzione del rischio alla promozione del benessere: il benessere organizzativo e i suoi indicatori; - qualità del lavoro e qualità della vita lavorativa; conciliazione tra vita e lavoro; - stress lavoro-correlato, burnout e rischi psicosociali; - il quadro normativo italiano (D.Lgs. 81/2008) e gli attori della prevenzione; - cultura della sicurezza nelle organizzazioni.

Modalità d'esame

L’esame consiste in una prova orale volta ad accertare il livello di conoscenza dei contenuti del corso, la capacità di collegare teorie e casi concreti, l’autonomia di giudizio e la proprietà del linguaggio disciplinare. Per poter sostenere l’esame è obbligatorio prenotarsi tramite il sistema esse3 dell’Unipg. Coloro che hanno necessità di ricevere informazioni sui servizi di supporto agli studenti con disabilità e/o DSA possono trovare informazioni utili alla pagina http://www.unipg.it/disabilita-e-dsa.

Testi di riferimento

Studio obbligatorio: - Dispensa e slides di lezione. - Garzi R., Cappello, S., Fazzi, G., & Zamaro, N. (2019). Benessere, sicurezza e motivazione nelle organizzazioni. FrancoAngeli. Letture consigliate per l’approfondimento (i capitoli di riferimento saranno indicati a lezione): - Materiali forniti dalla docente e disponibili online su piattaforma unistudium. - Gosetti G., Percorsi di sociologia del lavoro. Da Taylor alla società dei lavori, FrancoAngeli, Milano 2024. - Avallone F., Bonaretti M. (a cura di), Benessere organizzativo. Per migliorare la qualità del lavoro nelle amministrazioni pubbliche, Rubbettino, Soveria Mannelli 2003 (parti indicate a lezione). - Schein E.H., Schein P., Organizational Culture and Leadership, 5th ed., Wiley, Hoboken 2017. - Morgan G., Images. Le metafore dell’organizzazione, FrancoAngeli, Milano. - Catino M., Trovare il colpevole. La costruzione del capro espiatorio nelle organizzazioni, Il Mulino, Bologna 2022.

Codice insegnamento 441585

Sociologia Della Devianza E Del Controllo Sociale 1° anno · 1° semestre · 9 CFU · GSPS-07/B · 0 file

1. Elementi di sociologia della devianza 2. La devianza come costruzione sociale. 3. Tecniche di neutralizzazione 3. Stati di negazione

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

1. Elementi di sociologia della devianza 2. La devianza come costruzione sociale. 3. Tecniche di neutralizzazione 3. Stati di negazione

Programma

1. Elementi di sociologia della devianza 2. La devianza come costruzione sociale. 3. Tecniche di neutralizzazione 3. Stati di negazione

Conoscenza delle teorie sociologiche. Per chi non ha mai sostenuto esami in questo ambito, non frequenta le lezioni o è interessato a un maggiore approfondimento di questo settore scientifico-disciplinare, si consiglia di aggiungere (ma non è obbligatorio) la lettura del testo: S. Curti, Criminologia e sociologia della devianza, Cedam 2025.

Lezioni frontali Seminari di approfondimento Proiezione video e film documentari Paper scritti Incontri con esperti e testimoni privilegiati Esercizi di riflessività e di ricerca

Introduzione al corso, modalità didattiche, laboratoriali e di valutazione. 1. Elementi di sociologia della devianza e del controllo sociale: norme, socializzazione, controllo sociale, analisi delle cause della devianza, sanzioni, sistemi di prevenzione e di controllo. Approfondimento della devianza come costruzione sociale. 2. Stati di negazione e analisi di casi. 3. Tecniche di neutralizzazione analisi di casi.

Modalità d'esame

La prova consisterà in un esame scritto con domande aperte e chiuse per valutare: - la comprensione e la conoscenza delle questioni trattate, la capacità di saperle collocare storicamente e di spiegarne i metodi utilizzati; - la capacità di analisi critica rispetto alle tematiche affrontate dal punto di vista scientifico, etico e sociale; - la capacità di utilizzare il linguaggio sociologico e criminologico relativamente ai fenomeni indagati; - la capacità di progettare ricerche sociali e interventi di prevenzione in ipotetici contesti lavorativi, in ambito penale ed extrapenale.

Testi di riferimento

Programma per l'esame da 9 cfu: - Contenuti delle lezioni in Unistudium. - A. Dal Lago, La produzione della devianza. Teoria sociale e meccanismi di controllo, Ombre corte, 2022. - S. Cohen, Stati di negazione, Carocci 2000. Programma per l'esame da 6 cfu: - Contenuti delle lezioni in Unistudium. Uno a scelta tra i seguenti: - A. Dal Lago, La produzione della devianza. Teoria sociale e meccanismi di controllo, Ombre corte, 2022. - S. Cohen, Stati di negazione, Carocci 2000.

Codice insegnamento 441593

TECNICHE DI INVESTIGAZIONE FORENSE 1° anno · 0 file
ANTROPOLOGIA DELL'AMBIENTE E DEL PAESAGGIO 2° anno · 0 file
ANTROPOLOGIA MEDICA ED ETNOPSICHIATRIA 2° anno · 0 file
ANTROPOLOGIA MEDICA ED ETNOPSICHIATRIA 2° anno · 0 file
Antropologia Dell'Ambiente 2° anno · 12 CFU · SDEA-01/A · 0 file

L’insegnamento si propone di fornire agli studenti strumenti teorici, metodologici e applicativi per comprendere le relazioni tra esseri umani, ambiente, salute e territorio attraverso la prospettiva dell’antropologia…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

L’insegnamento si propone di fornire agli studenti strumenti teorici, metodologici e applicativi per comprendere le relazioni tra esseri umani, ambiente, salute e territorio attraverso la prospettiva dell’antropologia contemporanea. Il corso approfondisce l’evoluzione del pensiero antropologico sull’ambiente, analizzando criticamente le principali categorie interpretative (natura, cultura, territorio, paesaggio, abitare, patrimonio, salute) e i processi sociali, politici ed economici che contribuiscono alla costruzione degli ambienti di vita. Particolare attenzione sarà dedicata ai processi di trasformazione territoriale, ai saperi ambientali locali, alle relazioni multispecie, ai conflitti ambientali, alle disuguaglianze ecologiche, alle pratiche di cura dei territori e ai temi della salute globale. Attraverso l’analisi di casi etnografici, seminari specialistici ed esercitazioni sul campo, gli studenti acquisiranno competenze utili alla progettazione e all'interpretazione di ricerche antropologiche in ambito ambientale. Al termine del corso gli studenti saranno in grado di: • conoscere i principali approcci teorici dell'antropologia dell’ambiente e della salute; • interpretare criticamente le relazioni tra processi sociali, trasformazioni ambientali e pratiche territoriali; • utilizzare strumenti propri della ricerca etnografica per l’osservazione e l’analisi dei contesti locali; • collegare i principali dibattiti teorici ai casi di studio affrontati durante il corso; • sviluppare capacità autonome di analisi e riflessione critica sui temi dell’ambiente, della sostenibilità e della cura dei territori.

Programma

La prima parte del corso è dedicata ai fondamenti teorici dell’antropologia dell’ambiente, ripercorrendo l’evoluzione del pensiero antropologico sulle relazioni tra esseri umani e ambiente, dalle prime prospettive ecologiche ai più recenti sviluppi della disciplina. Saranno approfonditi i principali orientamenti teorici e i temi dell’ecologia culturale, della svolta ontologica, dei saperi ambientali locali, dell’ecologia politica, dell’Antropocene e delle trasformazioni ambientali contemporanee. La seconda parte del corso affronta le pratiche dell’abitare, le trasformazioni territoriali, le dinamiche di marginalità e mobilità, le relazioni multispecie, il rapporto tra ambiente e salute, i processi di patrimonializzazione e le pratiche di cura dei territori. Attraverso l’analisi di casi etnografici nazionali e internazionali, gli studenti saranno guidati a riflettere criticamente sulle interazioni tra processi sociali, contesti ambientali e forme di vita contemporanee. Il corso prevede inoltre seminari di approfondimento con studiosi esterni ed esercitazioni etnografiche sul territorio finalizzate all'acquisizione delle principali tecniche della ricerca antropologica, con particolare riferimento all'osservazione partecipante, al diario di campo e alla restituzione etnografica.

Non si richiede nessuna propedeuticità per la frequenza.

Le lezioni saranno prevalentemente di tipo frontale, con una forte componente interattiva. Si svolgeranno con l’ausilio di materiale documentale di vario tipo (fotografico, audiovideo) e supporti informatici (Slide Powerpoint). Sono previsti seminari di approfondimento a partire da letture, fotografie e filmati presentati in aula e attività di gruppo, tra cui uscite etnografiche sul territorio.

Modulo I: Prof. Dario Scozia (36 ore) Antropologia dell'ambiente: relazioni, potere e crisi - Fondamenti teorici e storici (6 ore) Origini dell’antropologia dell’ambiente e dei primi modelli di interazione uomo-ambiente; critica al determinismo geografico ottocentesco; natura come limite e possibilità in Boas; ecologia culturale e sistemica; - Oltre la Natura e la Cultura (6 ore) Critica all’universalismo occidentale e svolta ontologica; decostruzione dell’idea di “natura” e invenzione della separazione natura-cultura; naturalismo, altri modi di identificazione (animismo, totemismo, analogismo) e prospettivismo amerindo; ambiente come “paesaggio abitato” attraverso la pratica; - Saperi locali e biodiversità (6 ore) Sistemi di conoscenza indigeni e modelli coloniali di protezione ambientale; epistemologie locali e tassonomie native di piante, funghi e animali; critica alla “conservazione fortezza”; biopirateria e diritti di proprietà intellettuale; - Ecologia politica e conflitti ambientali (6 ore) Asimmetria del potere, estrattivismo e distribuzione iniqua dei danni ecologici; estrattivismo e neo-estrattivismo dal Sud al Nord globale; giustizia e razzismo ambientale nella distribuzione di rifiuti e industrie; “frizioni” tra logiche capitaliste globali, governi nazionali e movimenti locali di resistenza - Antropocene (6 ore) Etnografie della fine del mondo, collasso climatico e risposte affettive; dibattito antropocene o capitalocene?; etnografia multispecie; geografie del danno; solastalgia ed eco-ansia; - SEMINARIO Poetiche e politiche dello sviluppo: il caso dell’industria estrattiva in Area Nzema, Ghana (3 ore). Seminario [sviluppo dell’industria estrattiva nel quadrante sud-occidentale del Ghana e suoi effetti sociali e ambientali; elaborazione di teorie locali su ambiente e natura; meccanismi magico-religiosi di risposta e confronto con processi di sviluppo; dinamiche di inclusione ed esclusione lavorativa, intensificazione presenze internazionali] - Esercitazione etnografica (3 ore) Modulo II: Prof.ssa Elisa Rondini (36 ore) Antropologia dell'ambiente: abitare, salute e trasformazioni territoriali • Abitare territori e margini: prospettive antropologiche (6 ore) Che cosa significa abitare? Luogo, spazio e territorialità; abitare come pratica relazionale; margini, periferie e aree interne; la marginalità come costruzione sociale; centro e periferia; antropologia politica dello Stato; trasformazioni territoriali e pratiche dell’abitare. • Mobilità, restanza e trasformazioni delle comunità locali (6 ore) La restanza; ritorni e neo-ruralità; migrazioni e nuovi abitanti; processi di ripopolamento; costruzione delle comunità locali; forme di socialità e partecipazione; associazionismo e produzione del capitale sociale. • Ambiente, salute e relazioni multispecie (6 ore) Ambiente e salute nella riflessione antropologica; antropologia medica critica e determinanti socio-ambientali della salute; relazioni tra esseri umani, animali e ambiente; prospettive multispecie e interspecismo; pratiche di cura e convivenza interspecifica; approcci One Health e Planetary Health. • Seminari di approfondimento (4 ore) 1. Interspecismo, cura e convivenza multispecie (2 ore). Seminario [Le relazioni interspecifiche come ambito di innovazione dell’antropologia contemporanea; agency animale; pratiche di cura; co-costruzione dei mondi sociali; implicazioni delle relazioni multispecie per la riflessione antropologica su ambiente, salute e benessere] 2. Pratiche ambientali, saperi locali ed ecologie native (2 ore). Seminario [Il ruolo dei saperi locali nella costruzione delle relazioni con l’ambiente; pratiche ecologiche situate; memoria ecologica; forme di conoscenza territoriale; abitare e cura dei luoghi nelle comunità montane] • Casi etnografici di antropologia dell’ambiente e della salute (4 ore) 1. Chernobyl: contaminazione, rischio e cittadinanza biologica (2 ore) Il disastro nucleare e le sue conseguenze sociali; ambiente, contaminazione e salute; percezione e gestione del rischio; memoria del disastro; corpi, tossicità e incertezza; il concetto di cittadinanza biologica 2. Ebola: ambiente, zoonosi e salute globale (2 ore) Le epidemie come fenomeni biosociali; relazioni tra esseri umani, animali e ambiente; zoonosi e salute globale; pratiche locali della cura; rituali funerari e gestione dell'emergenza; saperi biomedici e saperi locali. • Patrimonio, memoria e immaginazione del futuro (4 ore) Patrimonializzazione e comunità patrimoniali; memoria locale e memoria ambientale; narrazioni territoriali; pratiche di cura dei luoghi; sostenibilità culturale; immaginazione del futuro e progettazione territoriale. • Uscita etnografica (6 ore) Tema: Abitare, ambiente e pratiche di cura dei territori nelle aree interne umbre. Attività: Passeggiata etnografica guidata; osservazione degli spazi pubblici e delle relazioni tra comunità e ambiente; Analisi delle pratiche di cura e uso del territorio; incontri con amministratori, associazioni e abitanti; esercitazione sul diario di campo; restituzione/relazione etnografica individuale o di gruppo.

Modalità d'esame

L’esame si compone di una prova orale. Gli studenti che partecipano attivamente alla maggior parte delle lezioni e alle gite frequentanti possono optare per un esonero che consiste in una tesina scritta (circa 10-15 pagine) che viene discussa all’esame orale e le cui indicazioni vengono fornite all’inizio delle lezioni e sulla piattaforma UNISTUDIUM.. La prova orale è finalizzata alla verifica della conoscenza dei principali contenuti teorici, dei concetti e degli approcci metodologici presentati nel corso

Testi di riferimento

Testo di riferimento: Descola P., 2021, Oltre natura e cultura, Raffaello Cortina Editore, Milano. Un testo a scelta tra: Bonato L., Broccolini A., Copertino D., Parbuono D. (2026), Abitare i margini, oggi. Etnografia di paesi in Italia, Aguaplano, Perugia Farmer P., 2024, Aggiustare il mondo. Disuguaglianze sociali, salute pubblica e diritti umani, Meltemi, Milano. Ingold T., 2016, Ecologia della cultura, Meltemi, Roma. Mangiameli G., 2023, Le abitudini dell’acqua. Antropologia, ambiente e complessità in Africa Occidentale, Unicopli, Milano. Teti V., 2022, La restanza, Einaudi, Torino. Viveiros de Castro E., 2017, Metafisiche cannibali. Elementi di antropologia post-strutturale, Ombre Corte, Verona. Gli studenti frequentanti hanno diritto ad un esonero in forma di una tesina scritta. Le indicazioni vengono fornite durante la lezione e sulla pagina UNISTUDIUM del corso.

Codice insegnamento 441601

Antropologia Medica 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · SDEA-01/A · 0 file
Antropologia Visuale 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · SDEA-01/A · 0 file

Le principali conoscenze che gli studenti acquisiranno saranno: conoscenza degli approcci e dei metodi; conoscenza del rapporto tra antropologia e forme di governamentabilità; conoscenza degli strumenti e delle…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Le principali conoscenze che gli studenti acquisiranno saranno: conoscenza degli approcci e dei metodi; conoscenza del rapporto tra antropologia e forme di governamentabilità; conoscenza degli strumenti e delle tecniche per l’interpretazione dei processi socio-culturali implicati

Programma

Il corso di questo anno è incentrato sull'antropologia visiva. Esso offre quindi gli strumenti per analizzare le rappresentazioni visuali e i contesti in cui essi sono prodotti: chi rappresenta chi e con quali mezzi? Nella prima parte verranno introdotti temi generali relativi alla rappresentazione della diversità culturale. Nella seconda parte su riflette attraverso casi specifici su immaginari, stereotipi e resistenze attraverso film etnografici, documentari e cinema sperimentale.

n/a

Verranno introdotti i temi generali e saranno poi visionati ed analizzati insieme film, video e documentari.

Il corso di questo anno è incentrato sull'antropologia visiva. Esso offre quindi gli strumenti per analizzare le rappresentazioni visuali e i contesti in cui essi sono prodotti: chi rappresenta chi e con quali mezzi? Nella prima parte verranno introdotti temi generali relativi alla rappresentazione della diversità culturale. Nella seconda parte su riflette attraverso casi specifici su immaginari, stereotipi e resistenze attraverso film etnografici, documentari e cinema sperimentale.

Modalità d'esame

Esame orale. Gli studenti frequentanti possono optare per un esonero basato su una breve tesina che discute alcuni temi scelti tra quelli affrontati a lezioni. Nel caso in cui lo studente intenda anticipare l’esame in un anno precedente a quello programmato nel piano di studio, si raccomanda di frequentare il ciclo delle lezioni e di sostenere l’esame nel primo appello utile dopo che le lezioni medesime siano terminate, nel rispetto quindi del semestre di programmazione dell’insegnamento.

Testi di riferimento

L'esame si basa sui seguenti tre testi: Pennacini, Cecilia (2005), Filmare le culture. Un'introduzione all'antropologia visiva. Milano: Carrocci Canevacci, Massimo (2017 ) Antropologia della comunicazione visuale. Esplorazioni etnografiche attraverso il feticismo metodologico. Roma: Postmedia Books Benjamin, Walter (2014), Breve storia della fotografia, pp. 19-55. In: Banjamin, Walter, Breve storia della fotografia. Firenze: Passigli

Codice insegnamento 441596

DIRITTO AMMINISTRATIVO 2° anno · 0 file
DIRITTO AMMINISTRATIVO 2° anno · 0 file
DIRITTO AMMINISTRATIVO 2° anno · 0 file
DIRITTO AMMINISTRATIVO 2° anno · 0 file
DIRITTO PENALE 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · GIUR-14/A · 0 file

Il corso affronta l’analisi della regolamentazione penalistica degli scenari umani “offensivi” propri dell’epoca contemporanea, attraverso l’approfondimento dei mutamenti sociali penetrati nell’evoluzione dei testi…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso affronta l’analisi della regolamentazione penalistica degli scenari umani “offensivi” propri dell’epoca contemporanea, attraverso l’approfondimento dei mutamenti sociali penetrati nell’evoluzione dei testi normativi e degli orientamenti esegetici giurisprudenziali e dottrinali formatisi in materia. Mettendo al centro della riflessione la persona umana, nelle molteplici sue sfaccettature che ne rappresentano i valori fondamentali, il corso si pone l’obiettivo di far comprendere la portata e i limiti dell’attuale sfera di rilevanza penale della realtà con cui si confrontano i membri del consesso sociale. Al termine del processo di apprendimento, le principali abilità acquisite, applicative e comunicative, consisteranno nella: - analisi dei sotto-sistemi del diritto penale “dell’uomo”: in particolare, l’individuo – ed i suoi valori fondamentali - come parte di società complesse e come membro della comunità sociale; - verifica critica dell’applicabilità della norma del diritto penale al confronto con le nuove esigenze di sicurezza dei “valori penali” (i nuovi beni giuridici, i nuovi fenomeni di aggressione criminale); - argomentazione giuridica solida circa il risultato qualificativo cui si perviene sotto il profilo penalistico.

Programma

  • Introduzione generale al diritto penale moderno: i classici moduli della tutela penale alla prova dei nuovi scenari dell’insicurezza umana ed al confronto con le misure di prevenzione; la disciplina della responsabilità da reato degli enti. - Reati contro la personalità dello Stato: lo statuto penale del terrorismo e le metamorfosi della struttura del terrore (il terrorismo interno, il terrorismo internazionale, il terrorismo “mobile”). - Reati contro l’ordine pubblico: le forme di istigazione nel modello classico dell’anticipazione della tutela penale; le fattispecie associative nel segno del dolo specifico di offesa; la protezione dell’ordine pubblico contro il metodo mafioso: la Mafia, le mafie. - Reati in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro: i soggetti dei doveri di sicurezza e la delega di funzioni; in particolare, la casistica giurisprudenziale in materia di morte/lesioni per esposizione ad amianto o ad altre sostanze pericolose.

La comprensione degli argomenti trattati nel corso richiede una adeguata conoscenza degli istituti della parte generale del diritto penale, per cui è necessario aver sostenuto l’esame di Diritto penale (parte generale).

Il corso si sviluppa attraverso lezioni di didattica frontale, in aula, sugli argomenti del corso, che verranno approfonditi in particolare attraverso l’esame e la discussione critica dei più significativi casi giurisprudenziali di riferimento.

  • Introduzione generale al diritto penale moderno: i classici moduli della tutela penale alla prova dei nuovi scenari dell’insicurezza umana ed al confronto con le misure di prevenzione; la disciplina della responsabilità da reato degli enti. - Reati contro la personalità dello Stato: lo statuto penale del terrorismo e le metamorfosi della struttura del terrore (il terrorismo interno, il terrorismo internazionale, il terrorismo “mobile”). - Reati contro l’ordine pubblico: le forme di istigazione nel modello classico dell’anticipazione della tutela penale; le fattispecie associative nel segno del dolo specifico di offesa; la protezione dell’ordine pubblico contro il metodo mafioso: la Mafia, le mafie. - Reati in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro: i soggetti dei doveri di sicurezza e la delega di funzioni; in particolare, la casistica giurisprudenziale in materia di morte/lesioni per esposizione ad amianto o ad altre sostanze pericolose.

Modalità d'esame

L’esame si svolge con una prova finale in forma orale, mediante l’analisi di temi facenti parte del programma del corso attraverso una discussione della durata di circa 20-30 minuti, a seconda dell’andamento della prova stessa, articolata in domande su distinti argomenti. La prova è finalizzata ad accertare il livello e la capacità di comprensione raggiunto dallo studente sui contenuti teorici e metodologici indicati nel programma. I frequentanti che vogliano approfondire singole tematiche, potranno discutere in sede di esame anche l’argomento previamente concordato con il docente. La prova, nel suo insieme, consente di accertare sia la capacità di conoscenza e comprensione della materia sia la capacità di esporre ed applicare le conoscenze acquisite, sia la capacità di elaborare in autonomia di giudizio soluzioni circa la qualificazione giuridico-penalistica di fattispecie concrete. Per studenti disabili e/o con DSA, è prevista la condivisione delle modalità didattiche e di verifica della comprensione della materia più opportune a seconda delle personali esigenze dello studente. Nel caso in cui lo studente intenda anticipare l’esame in un anno precedente a quello programmato nel piano di studio, si raccomanda di frequentare il ciclo delle lezioni e di sostenere l’esame nel primo appello utile dopo che le lezioni medesime siano terminate, nel rispetto quindi del semestre di programmazione dell’insegnamento

Testi di riferimento

AA.VV. (a cura di L. Foffani, D. Castronuovo), Casi di diritto penale dell’economia II. Impresa e sicurezza (Porto Marghera, Eternit, Ilva, Thyssenkrupp), Bologna, Il Mulino, 2016. G. Fiandaca – E. Musco, Diritto penale. Parte speciale – vol. 1, quinta edizione, Bologna, Zanichelli, 2019 (esclusivamente cap. I – Delitti contro la personalità dello Stato, pagg. 1- 65; e cap. V – Delitti contro l’ordine pubblico, pagg. 473-504). Specifiche indicazioni sui singoli argomenti verranno fornite durante il corso; durante le lezioni verrà affrontata l’analisi della casistica giurisprudenziale di maggiore attualità e rilievo scientifico rispetto agli argomenti trattati; materiale giurisprudenziale sarà messo a disposizione degli studenti tramite l’apposito spazio di Unistudium. Si raccomanda di utilizzare costantemente un codice penale aggiornato (non commentato né esplicato) corredato della legislazione complementare di riferimento, da portare altresì a lezione.

Codice insegnamento P789768670

DIRITTO PUBBLICO DELL'ECONOMIA 2° anno · 0 file
DIRITTO PUBBLICO DELL'ECONOMIA 2° anno · 0 file
Diritto Pubblico E Diritti Fondamentali 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · GIUR-05/A · 0 file

Gli obbiettivi formativi del corso sono orientati a dotare gli studenti di una approfondita conoscenza dei profili istituzionali del Diritto Pubblico. Peculiare attenzione sarà rivolta alla materia delle fonti del…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Gli obbiettivi formativi del corso sono orientati a dotare gli studenti di una approfondita conoscenza dei profili istituzionali del Diritto Pubblico. Peculiare attenzione sarà rivolta alla materia delle fonti del Diritto e dei diritti fondamentali. In particolare saranno acquisite competenze sul tema delle generazioni dei diritti e sull’impatto delle nuove tecnologie per i diritti nell'ordinamento

Programma

Introduzione al fenomeno giuridico - forme di Stato - forme di Governo - la Costituzione italiana e le altre fonti di produzione del Diritto - la forma di Governo italiana - le generazioni dei diritti e le loro garanzie - i diritti e le libertà nell’ordinamento costituzionale - le sfide sociali ed ambientali per i diritti - approfondimenti sull’impatto delle tecnologie per i diritti - le Pubbliche Amministrazioni - la Giustizia.

Non sono richiesti prerequisiti per affrontare la materia. La prima parte del corso avrà ad oggetto gli elementi fondamentali del lessico giuridico e le conoscenze di base indispensabili per la prosecuzione dello studio.

I metodi didattici sono tradizionali ed articolati mediante lezionifrontali. Per la natura della disciplina impartita non sono previste esercitazioni.

Nozioni introduttive al Diritto Pubblico. Che cosa è il Diritto? I caratteri di una disposizione giuridica e la pluralità degli ordinamenti giuridici; il concetto di sovranità e le sue declinazioni; lo Stato-Comunità, lo Stato-Persona; lo Stato-Ordinamento; la nozione di Organo; la nozione di Ufficio; le distinzioni tra il disporre ed il provvedere; le distinzioni tra l’indirizzo politico e la gestione amministrativa; il circuito democratico; il principio di legalità nell’ordinamento. Il potere e le sue articolazioni. La nozione di forma di Stato ed i modelli conosciuti; la nozione dei tipi di Stato ed i modelli riconducibili (lo Stato Unitario e gli Stati Composti); la nozione di forma di Governo ed i modelli conosciuti. Le fonti del Diritto. Nozioni generali. Le fonti nell’ordinamento italiano: la Costituzione italiana (studio ed analisi del suo significato, dei suoi principi e della sua strutturazione), le fonti internazionali ed europee, le leggi ordinarie dello Stato, gli atti aventi forza di legge, le leggi regionali e le fonti normative secondarie. Il referendum abrogativo. Elementi di organizzazione ed attività istituzionali. La forma di Governo italiana. Il Parlamento italiano. Il Governo italiano e le Pubbliche Amministrazioni nel sistema multilivello e policentrico della Repubblica italiana. Il Capo di Stato e Presidente della Repubblica. L’attività amministrativa, i suoi principi, i suoi atti. Le patologie degli atti amministrativi. Il sistema autonomistico nella Repubblica italiana. Il regionalismo italiano. Il ruolo degli enti locali. Le garanzie. I rapporti tra il potere ed il cittadino e le “generazioni” dei diritti e delle libertà costituzionali. Le situazioni giuridiche soggettive. I diritti e le libertà nell’ordinamento costituzionale. Le sfide sociali ed ambientali per i diritti. Approfondimenti sull’impatto delle tecnologie per i diritti. La giustizia italiana.

Modalità d'esame

La verifica dell'apprendimento avrà luogo mediante esame orale. dell'apprendimento Nel corso del colloquio saranno rivolte domande relative all'intero programma di studi. La prova d'esame avrà una durata complessiva, anche in dipendenza dell'andamento della prova, di 15-20 minuti. Per informazioni sui servizi di supporto agli studenti con disabilità e/o DSA visita la pagina http://www.unipg.it/disabilita-e-dsa

Testi di riferimento

R. Bin – G. Pitruzzella, Diritto Pubblico, Giappichelli, ultima ed.

Codice insegnamento 441600

ETNOPSICHIATRIA 2° anno · 0 file
FIDUCIA E RISCHIO 2° anno · 0 file
FIDUCIA E RISCHIO 2° anno · 0 file
La Tutela Del Lavoratore Nel Mercato E Nel Rapporto 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · GIUR-04/A · 0 file

Il corso si propone di offrire allo studente una panoramica, con diversi gradi di approfondimento, delle principali tematiche inerenti al diritto del lavoro, con particolare attenzione all’analisi del diritto vigente…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso si propone di offrire allo studente una panoramica, con diversi gradi di approfondimento, delle principali tematiche inerenti al diritto del lavoro, con particolare attenzione all’analisi del diritto vigente ma senza tralasciare i profili evolutivi e le prospettive de iure condendo. L'obiettivo del corso è sviluppare nello studente un metodo giuridico di approccio alle problematiche di interesse giuslavoristico presentate dalla realtà quotidiana che consenta di risolvere ogni questione applicando correttamente le nozioni apprese. Il bagaglio di conoscenze ed esperienze accumulate nel corso di lezioni consentirà allo studente di prendere posizione in ordine alle questioni controverse e di rendersi conto delle conseguenze giuridiche che derivano dal sostenere una tesi piuttosto che un’altra.

Programma

Nascita, evoluzione e contenuto del diritto del lavoro. Le fonti del diritto del lavoro. Nozione, confini e tipologia del lavoro subordinato. La costituzione del rapporto di lavoro. I diritti dei lavoratori subordinati. Gli obblighi del prestatore di lavoro. Le cause di sospensione dell’attività lavorativa e le vicende modificative del rapporto di lavoro. L’estinzione del rapporto di lavoro subordinato. Le tipologie contrattuali. La tutela dei diritti del lavoratore.

Al fine di saper comprendere e saper affrontare il corso, lo studente deve possedere le conoscenze delle istituzioni di diritto privato e di diritto pubblico. Questo prerequisito è valido sia per gli studenti frequentanti sia per i non frequentanti.

Il metodo didattico prevalente prevede lezioni frontali in aula, coadiuvate dall'analisi di casi giudiziari, seminari di approfondimento ed esercitazioni. Tutti gli strumenti presuppongono e incentivano la partecipazione attiva dei collaboratori della cattedra e degli studenti, in modo da favorire la comprensione e l’esplicazione, anche in forma di dibattito, delle possibili interpretazioni giuridiche e dei conseguenti effetti. Nell’ambito del programma, l’obiettivo perseguito è lo sviluppo di un metodo individuale per l’analisi del quadro normativo-giurisprudenziale e di una coerente esposizione orale.

Nascita, evoluzione e contenuto del diritto del lavoro. Le fonti del diritto del lavoro. Nozione, confini e tipologia del lavoro subordinato. La costituzione del rapporto di lavoro. I diritti a contenuto economico. L'inquadramento e gli obblighi del prestatore di lavoro. I poteri del datore di lavoro. I diritti personali del lavoratore. L'orario di lavoro. Le cause di sospensione dell’attività lavorativa e le vicende modificative del rapporto di lavoro. L’estinzione del rapporto di lavoro subordinato. Crisi d'impresa, insolvenza e rapporti di lavoro. Le tipologie contrattuali. Il lavoro agile e il diritto alla disconnessione. Il lavoro autonomo. Le collaborazioni coordinate e continuative. Le collaborazioni etero-organizzate. La certificazione dei contratti. Il lavoro alle dipendenze della p.a. La tutela dei diritti del lavoratore.

Modalità d'esame

La verifica finale avverrà attraverso un esame orale volto ad accertare il grado di conoscenza della materia, il livello di approfondimento e la qualità dell’esposizione Gli studenti e le studentesse con disabilità e/o con DSA sono invitati/e a visitare la pagina dedicata agli strumenti e alle misure previste e a concordare preventivamente quanto necessario con il/la docente (https://www.unipg.it/disabilita-e-dsa)

Testi di riferimento

G. Santoro-Passarelli, Diritto dei lavori e dell'occupazione, Giappichelli, ult. ed. (2024), con esclusione della parte di diritto sindacale e dei capitoli 38, 45, 46, 49, 50, 51, 52, 53.

Codice insegnamento 441605

Legal Cultures, Fundamental Rights And Migrations 2° anno · 1° semestre · 9 CFU · GIUR-11/B · 0 file
PROBABILITA E STATISTICA PER L'INVESTIGAZIONE 2° anno · 0 file
PSICODINAMICA DELLE RELAZIONI INTERPERSONALI 2° anno · 1° semestre · 9 CFU · M-PSI/07 · 0 file
RETI GLOBALI E SICUREZZA 2° anno · 0 file
RISCHIO AMBIENTALE E SICUREZZA 2° anno · 0 file
RITUALITA' E PRATICHE RELIGIOSE 2° anno · 0 file
RITUALITA' E PRATICHE RELIGIOSE 2° anno · 0 file
Ritualita',Pratiche Religiose E Cultura Materiale 2° anno · 9 CFU · ARCH-01/D · 0 file

Il corso si propone di far conoscere agli studenti, con una prospettiva storica ed archeologica, temi basilari relativi alle religioni antiche ed alla mitologia classica. Obiettivi formativi più generali riguardano: •…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso si propone di far conoscere agli studenti, con una prospettiva storica ed archeologica, temi basilari relativi alle religioni antiche ed alla mitologia classica. Obiettivi formativi più generali riguardano: • Conoscenza e capacità di comprensione • Autonomia di giudizio • Abilità comunicative • Capacità di apprendere.

Programma

Introduzione alle religioni del mondo antico - Introduzione alla mitologia classica.

Conoscenza basilare delle discipline storico-archeologiche e/o antropologiche.

Lezioni frontali, proiezioni.

Il corso affronterà temi generali relativi alla storia delle religioni antiche e alla mitologia classica.

Modalità d'esame

La valutazione prevede una prova di verifica orale, della durata di 20 minuti circa, durante la quale si discuteranno gli argomenti trattati nel corso delle lezioni ed approfonditi sui testi consigliati. Il colloquio è finalizzato ad accertare il livello di conoscenza della disciplina, quindi le capacità di comprensione, di giudizio, di comunicazione e di apprendimento dello studente. Studenti con disabilità e/o con DSA: per la modalità di svolgimento delle prove di verifica, gli studenti possono giovarsi delle tecnologie inclusive, degli strumenti compensativi e delle misure dispensative previste dalla normativa. Tecnologie, strumenti e misure vanno richiesti e concordati con il docente con congruo anticipo rispetto alle prove. Per le informazioni generali, consultare i Servizi di Ateneo e mettersi in contatto con il referente per il Dipartimento (https://www.unipg.it/disabilita-e-dsa)

Testi di riferimento

Programma da 36 ore (6 CFU) per studentesse e studenti frequentanti: - G. Filoramo, M. Massenzio, M. Raveri, P. Scarpi, Manuale di storia delle religioni, Roma–Bari 1998 (Laterza) (pp. 5-137, 173-269). - B. Santorelli, Introduzione alla mitologia classica, Milano 2024 (Mondadori), pp. 1-128 + due capitoli a scelta tra i seguenti: Capitolo 6. I miti degli Argivi Capitolo 7. I miti di Creta e di Atene Capitolo 8. Tebe Capitolo 9. Eracle Capitolo 10. Gli Argonauti Capitolo 11. La guerra di Troia Capitolo 12. I ritorni degli Eroi Capitolo 13. La fondazione di Roma. Programma da 54 ore (9 CFU) per studentesse e studenti frequentanti: - G. Filoramo, M. Massenzio, M. Raveri, P. Scarpi, Manuale di storia delle religioni, Roma–Bari 1998 (Laterza) (pp. 5-287, 439-567). Un libro a scelta tra: - U. Fabietti, Materia sacra. Corpi, oggetti, immagini, feticci nella pratica religiosa, Milano 2014 (Raffaele Cortina Editore) - G. Ferraro, Il linguaggio del mito: valori simbolici e realtà sociale nelle mitologie primitive, Milano 2001 (Meltemi). Programma da 72 ore (12 CFU): - G. Filoramo, M. Massenzio, M. Raveri, P. Scarpi, Manuale di storia delle religioni, Roma–Bari 1998 (Laterza) (pp. 5-287, 439-567). Gli studenti del corso di Filosofia ed Etica delle Relazioni (12 CFU) dovranno concordare con il docente gli altri saggi da studiare insieme al Manuale.

Codice insegnamento 441609

SICUREZZA INDUSTRIALE 2° anno · 0 file
SICUREZZA INDUSTRIALE 2° anno · 0 file
SOCIETA E CULTURA CINESE 2° anno · 1° semestre · 9 CFU · ASIA-01/F · 0 file

Conoscenza dei fondamenti del pensiero, della cosmologia e dell'ortoprassi buddhista, in linea con gli obiettivi del del CdS in Filosofia ed Etica delle Relazioni (acquisizione di ulteriori basi culturali necessarie…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

  • Conoscenza dei fondamenti del pensiero, della cosmologia e dell'ortoprassi buddhista, in linea con gli obiettivi del del CdS in Filosofia ed Etica delle Relazioni (acquisizione di ulteriori basi culturali necessarie per l'insegnamento della ilosofia). - Conoscenze della storia, delle pratiche e delle dottrine del Buddhismo cinese, nella sua evoluzione storica, con particolare focus sull'epoca moderna, in linea con gli obiettivi formativi del CdS in Filosofia ed Etica delle Relazioni (perfezionamento della conoscenza generale dell'evoluzione storica del pensiero filosofico). - Sviluppo di capacità di elaborazione teorica del pensiero buddhista, con particolare riferimento dell'Asia Orientale, per quanto concerne questioni riguardanti l'uomo nella sua dimensione, sociale e politica, religiosa, estetica e conoscitiva, in linea con il linea con gli obiettivi del CdS in Filosofia ed Etica delle Relazioni (abilità). -Competenze necessarie per porsi come mediatore culturale con migranti provenienti dall’Asia Orientale e del Sud-est, soprattutto in riferimento a contesti religiosi in linea con gli obiettivi del CdS in Scienze Socioantropologichee (conoscenza e abilità).

Programma

Il corso intende fornire elementi base del pensiero buddhista e delineare un quadro della trasmissione e del consolidamento del Buddhismo in Cina, per poi indagare in particolare il Buddhismo cinese contemporaneo, seguendo le tendenze del buddhismo cinese dal primo Novecento fino agli sviluppi più recenti nella contemporaneità.

È auspicato (ma non obbligatorio) lo studio della lingua cinese. Per frequentare il corso è necessario avere delle conoscenze di base di storia della Cina imperiale e moderna.

Il corso è organizzato nel seguente modo: - lezioni frontali in aula sugli argomenti del corso; - seminari e lezioni di approfondimento, anche con docenti esterni; - laboratori per approfondire specifiche tematiche, anche attraverso la visione di film e documentari; - visite di istruzione (monasteri buddhisti.in Italia). Si farà ampio utilizzo del portale Unistudium (piattaforma didattica d’Ateneo) per fornire materiale didattico (da programma o integrativo) e comunicare con gli studenti.

Il corso intende fornire elementi base del pensiero buddhista e delineare un quadro della trasmissione e del consolidamento del Buddhismo in Cina, per poi focalizzare l'attenzione sulle modalità con cui i buddhisti si sono confrontati e continuano a confrontarsi con la modernità. Nell'era moderna, i buddhisti cinesi si sono trovati di fronte a nuovi modelli culturali, strutture sociali, ideologie politiche, concetti filosofici e alla globalizzazione. Il buddhismo cinese moderno è emerso da una varietà di reazioni a queste e altre sfide poste dalla modernità. Il corso seguirà le tendenze del buddhismo cinese dal primo Novecento fino agli sviluppi più recenti nella contemporaneità. Esploreremo le costruzioni moderne del buddhismo in Cina, distinguendo tra modernismo e modernità e indagando come i buddhisti cinesi abbiano introdotto riforme e innovazioni, cercando al contempo di mantenere la continuità con gli ideali e le modalità di pratica tradizionali. Le prime due settimane del corso proporranno un'introduzione alla storia e ai principi dottrinali e di pratica del buddhismo in India, e una panoramica sulla sua storia e influenza in Cina. In seguito, il corso si concentrerà sulle risposte dei buddisti cinesi all'emergere di uno Stato-nazione moderno e di una società moderna, e allo sviluppo di un Buddhismo panasiatico moderno. Le lezioni successivi tratteranno le tensioni tra tendenze di riforma e forme tradizionali di pratica durante la Repubblica di Cina (1911-1949), dando spazio alle azioni e all'impatto di figure buddhiste di spicco, alla ricostruzione delle tradizioni e all'invenzione di nuove pratiche, alle interazioni tra laici e monaci e all'incontro tra buddhismo e una visione moderna del sapere. Esploreremo poi aspetti specifici del buddhismo cinese moderno e contemporaneo, in particolare il suo coinvolgimento con le scienze moderne e e le questioni di genere nel buddhismo, argomenti che ci introdurranno alla seconda metà del XX secolo. In seguito, ci concentreremo sul buddhismo durante la Cina maoista (1949-1979) e l'era delle riforme nella Cina continentale (1978-presente), inclusi i rapporti tra stato e religione e le modalità di pratica religiosa. Successivamente esploreremo il buddhismo a Taiwan e nelle varie aree della diaspora cinese. Infine analizzeremo una delle principali caratteristiche del buddhismo cinese moderno nella vasta Sinosfera, ovvero il buddhismo umanistico e il suo impegno sociale. Il corso sarà integrato dalla proiezione di documentari sulla vita monastica e le pratiche nella Cina contemporanea.

Modalità d'esame

L’esame finale si tiene in lingua italiana o inglese (a scelta dello studente) e consiste in una prova orale: il colloquio orale, di circa mezzora, permette di verificare la capacità dello studente di contestualizzare le conoscenze acquisite nel quadro storico, socio-culturale e filosofico-religioso di riferimento. Oltre ai quattro saggi principali, lo studente dovra' selezionare dalla lista ulteriori qinque saggi da portare all'esame. Durante il corso si darà agli studenti la possibilità di preparare un PPT su un argomento specifico (su uno dei saggi selezionati dalla lista), che sarà presentata alla classe durante le ore seminariali, e che varrà come prova in itinere (per 1/3 del punteggio). STUDENTI NON FREQUENTANTI: Oltre ai quattro saggi principali, lo studente dovra' selezionare dalla lista ulteriori sette saggi da portare all'esame. In generale, la prova verifica i seguenti aspetti: *Conoscenza e comprensione – Capacità di applicare conoscenza e comprensione: Sintesi. *Conoscenza e comprensione – Capacità di applicare conoscenza e comprensione: Dettaglio · Autonomia di giudizio, intesa come capacità di produrre giudizi autonomi, pervenendo a riflessioni coerenti su tematiche sociali, scientifiche o etiche; *Abilità comunicative, concepite come capacità di trasmettere informazioni, idee, problemi e soluzioni ad altri interlocutori; *Capacità di apprendimento, intesa come abilità necessaria ad avanzare negli studi con un elevato grado di autonomia. ***Nel caso in cui lo studente intenda anticipare l’esame in un anno precedente a quello programmato nel piano di studio, si raccomanda di frequentare il ciclo delle lezioni e di sostenere l’esame nel primo appello utile dopo che le lezioni medesime siano terminate, nel rispetto quindi del semestre di programmazione dell’insegnamento. ***Gli studenti e le studentesse con disabilità e/o con DSA sono invitati/e a visitare la pagina dedicata agli strumenti e alle misure previste e a concordare preventivamente quanto necessario con il/la docente (https://www.unipg.it/disabilita-e-dsa).

Testi di riferimento

*** SAGGI/ARTICOLI OBBLIGATORI: *1. Lamotte, Etienne, “The Buddha, his Teachings and his Sangha.” In Bechert and R. Gombrich (eds.), The World of Buddhism: Buddhist Monks and Nuns in Society and Culture, Facts on File, New York 1984, pp. 41-58. * 2. Zürcher, Erik, “‘Beyond the Jade Gate’: Buddhism in China, Vietnam and Korea.” In Bechert and R. Gombrich (eds.), The World of Buddhism: Buddhist Monks and Nuns in Society and Culture, Facts on File, New York 1984, pp. 193-211. * 3. Tansen Sen, “The Spread of Buddhism to China: A Re-examination of the Buddhist Interactions between Ancient India and China, China Report 48, 1&2 (2012): 11–27. * 4. Xing Guang, “Buddhist Impact on Chinese Culture.” Asian Philosophy 23/4, 2013: 305-322. * 5. Ji, Zhe, “Buddhist Institutional Innovations.” In Goossaert, J. Kiely and J. Lagerwey (eds.), Modern Chinese Religion II: 1850-2015, Brill, Leiden 2015, pp. 729-766. *** OLTRE AI CINQUE SAGGI PRINCIPALI, LO STUDENTE DOVRA' SELEZIONARE DALLA SEGUENTE LISTA UN SAGGIO DA PRESENTARE IN CLASSE (ESONERO) E ULTERIORI QUATTRO SAGGI (SEI PER LO STUDENTE CHE NON PREPARA L'ESONERO) DA PORTARE ALL'ESAME: -. Nedostup, Rebecca, “Introduction: Religion, Modernity, Nationalism.” In Superstitious Regimes. Religion and the Politics of Chinese Modernity, Harvard University Press, Cambridge 2009, pp. 1-24. -. Ritzinger, Justin R., “Parsing Buddhist Modernity in Republican China. Ten Contrasting Terms.” In H. Havnevik, U. Hüsken, M. Teeuwen, V. Tikhonov, and K. Wellens, (eds.), Buddhist Modernities: Re-inventing Tradition in the Globalizing Modern World, Routledge, London and New York 2017, pp. 51-65. -. Ritzinger, Justin R., “Original Buddhism and its Discontents: The Chinese Buddhist Exchange Monks and the Search for the Pure Dharma in Ceylon.” Journal of Chinese Religions 44/2, 2016, pp. 149-173. - Schicketanz, Erik, “Narratives of Buddhist Decline and the Concept of the Sect (zong) in Modern Chinese Buddhist Thought”, Studies in Chinese Religions 3/3, 2017, pp. 281-300. - Eyal Aviv, “Ambitions and Negotiations: The Growing Role of Laity in 20th Century Chinese Buddhism”, Journal of the Oxford Centre of Buddhist Studies 1 (2011): 31-54. -. Welch, Holmes, The Practice of Chinese Buddhism, Harvard University Press, Cambridge MA 1967, pp. 179-206. - Bianchi, Ester, “Yi jie wei shi ¿¿¿¿. Theory and Practice of Monastic Discipline in Modern and Contemporary Chinese Buddhism.” Studies in Chinese Religions 3/2, 2017: 111-141. - Welch, Holmes, The Practice of Chinese Buddhism, Harvard University Press, Cambridge MA 1967, pp. 47-88. - Yifeng Liu, “Forging Sanctity: The Way Laiguo became a Saint”, Studies in Chinese Religions 6, 4 (2020): 386-406. - Kiely, Jan, “The Charismatic Monk and Chanting Masses: Master Yinguang and His Pure Land Revival Movement.” In Goossaert, Z. Ji and D. Ownby (eds.), Making Saints in Modern China, Oxford University Press, New York 2017, pp. 30-77. - Ester Bianchi, “Revisiting Impurity in Republican China: An Evaluation of the Modern Rediscovery of Bujing guan ¿¿¿”, in Religions, 12, 903 (2021): 1-20. - Chen, Bing. “The Tantric Revival and Its Reception in Modern China.” In M. Esposito (ed.), Images of Tibet in the 19th and 20th Centuries, E.F.E.O., Paris 2008, pp. 387-427. - McMahan, David L., “Modernity and the Discourse of Scientific Buddhism.” In D. L. McMahan (ed.), The Making of Buddhist Modernism, Oxford University Press, Oxford 2008, 89-116. • - Kang Xiaofei, “Women and the Religion Question in Modern China.” In Goossaert, J. Kiely and J. Lagerwey (eds.), Modern Chinese Religion II: 1850-2015, Brill, Leiden 2015, pp. 492-559. - De Vido, Elise A. 2015. “Networks and Bridges: Nuns in the Making of Modern Chinese Buddhism.” The Chinese Historical Review, 22/1: 72-93. - Kiely, Jan, “The Communist Dismantling of Temple and Monastic Buddhism in Suzhou.” In Kiely and J. B. Jessup (eds.), Recovering Buddhism in Modern China, Columbia University Press, New York 2016, pp. 216-254. - Laliberté, André, “Buddhist Revival Under State Watch”, Journal of Current Affairs 40/2, 2011a, pp. 107-134. - Birnbaum, Raoul, “Buddhist China at the Century’s Turn”, The China Quarterly 174, 2003, pp. 451-467. - Campo Daniela, “Chinese Buddhism in the post-Mao era: Preserving and Reinventing the Received Tradition”, in Stephan Feuchtwang (ed.), Handbook on Religion in China, Edward Elgar Publishing, 2020, pp. 255-280. - Bingenheimer, Marcus, “Chinese Buddhism Unbound: Rebuilding and Redefining Chinese Buddhism in Taiwan”, in Kalpakam Sankarnarayan (ed.), Buddhism in Global Perspective, Somaiya Publications, Mumbai 2003, pp. 122-146. - Ashiwa, Yoshiko and David L. Wank, “The Globalization of Chinese Buddhism: Clergy and Devotee Networks in the Twentieth Century”, International Journal of Asian Studies 65/2, 2006, pp. 337-359. - Ji Zhe, “Zhao Puchu and His Renjian Fojiao”, The Eastern Buddhist 44/2, 2013: 35-58. - Lai, Rongdao and Jessica Main, “Introduction: Reformulating ‘Socially Engaged Buddhism’ as an Analytical Category.” The Eastern Buddhist (feature on Socially Engaged Buddhism) 44/2, 2014: 1-34. - tra i possibili articoli sono inclusi i capitoli del volume "Buddhist Masters in Modern China" (ed. Benjamin Brose, Shambala, 2025). *** VISIONE E COMMENTO DEI SEGUENTI DOCUMENTARI: The Buddhist Nun of Emei Mountain (Chengdu Economy TV Station, 1995, 30 minutes). ¿¿ ALMS (2010, 26 minutes). ¿ VOWS (2013, 37 minutes). «¿¿¿¿¿¿¿¿¿¿¿»(The Most Outstanding Bhik¿u¿i in Modern China: Master Longlian). “The Mountain Path” (2022, 1 h 30 minutes). *** PROGRAMMA PER NON FREQUENTANTI Rispetto al programma da frequentanti, aggiunta di due saggi a scelta (6 anziché 4). *** Per eventuali richieste di testi in formato accessibile gli studenti con disabilità e/o con DSA possono rivolgersi alla Referente di Dipartimento.

Codice insegnamento P153546483

SOCIOLOGIA DELLA DEVIANZA 2° anno · 0 file
SOCIOLOGIA DELLA DEVIANZA 2° anno · 0 file
SOCIOLOGIA E POLITICHE SOCIALI 2° anno · 0 file
Sistemi Complessi E Management Della Sicurezza 2° anno · 6 CFU · GSPS-06/A · 0 file

Al termine delle lezioni e delle attività di esercitazione, gli studenti dovranno mostrare: 1.la conoscenza dei temi di maggiore attualità trattati nel corso; 2.la capacità di formulare argomentazioni, in modo logico e…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Al termine delle lezioni e delle attività di esercitazione, gli studenti dovranno mostrare: 1.la conoscenza dei temi di maggiore attualità trattati nel corso; 2.la capacità di formulare argomentazioni, in modo logico e coerente, sui temi del corso e quella di individuare le connessioni tra i livelli di analisi coinvolti; 3.la capacità di interpretare i dati e riconoscere le implicazioni metodologiche; 4.la capacità di fornire valutazioni con un buon livello di autonomia; 5.abilità e capacità di tipo comunicativo nel saper sviluppare ragionamenti a sostegno delle proprie tesi; 6.saper indicare, alla luce dei ragionamenti condotti, possibili soluzioni ai problemi ipotizzati.

Programma

Sicurezza è complessità sociale**. Questa è la premessa forte, premessa epistemologica e di metodo, da cui ha origine questo corso universitario. Dentro la cornice teorica riguardante il dibattito scientifico sul cambio di paradigma, le Scienze della Complessità e la trasformazione antropologica, il corso affronta le dimensioni complesse della sicurezza collocandole in una prospettiva di analisi sistemica, che cerca di tenere insieme le sfide della (iper)complessità – ripensare educazione e formazione, governare l'incertezza, attraverso le tecnologi e i sistemi di AI, e costruire una “nuova cultura della comunicazione” (del rischio, della sicurezza, dell’innovazione) – con quelle che, di fatto, si configurano come le illusioni della civiltà ipertecnologica. Tra queste illusioni, oltre a quelle ricorrenti della razionalità e del controllo, sarà discussa quella riguardante la convinzione, estremamente diffusa, di poter arrivare, attraverso tecnologie e dispositivi tecnologici, alla sicurezza totale nelle organizzazioni e nei sistemi sociali. Eliminando l'errore e l'imprevedibilità e, soprattutto, sottovalutando, ancora una volta il “fattore umano”, sociale, relazionale, vero “anello debole” degli ecosistemi sociali. Continuando a confondere sistemi complicati e sistemi complessi.

Conoscenza delle principali teorie sociologiche e filosofiche. Conoscenza delle implicazioni epistemologiche e metodologiche della ricerca sociale.

Lezioni frontali (face-to-face) - utilizzo del dibattito - sugli argomenti oggetto del corso ed esercitazioni (Practical training) finalizzate a prendere consapevolezza rispetto alla complessità delle questioni trattate

Nell’era del mercato globale e della iperconnessione, la produzione sociale di capitale viaggia di pari passo con la produzione sociale di rischi, anzi i rapporti di forza tra le due logiche si sono invertiti proprio a causa della riflessività che nega alle forze produttive l’opportunità di celare i loro effetti collaterali più latenti. I complessi e articolati meccanismi legati alla produzione sociale di conoscenza, supportati dal nuovo ecosistema della comunicazione, disvelano questa dimensione ricollocandola all’interno della sfera pubblica che ha, pur tra mille difficoltà, l’opportunità di tematizzare questioni e istanze (provenienti anche dal basso) escluse, in un primo momento, dal dibattito pubblico. La civiltà ipertecnologica, dai tratti anche paradossali, porta con sé una serie di illusioni, che possono essere ricondotte all’idea/visione, quasi fondativa, che noi saremo sempre più in grado, a qualsiasi livello di complessità, di delegare le nostre scelte e - aggiungo - le nostre responsabilità, a sistemi e dispositivi tecnologici: in altre parole, la dimensione del tecnologicamente controllato continuerà ad aumentare e, con essa, continuerà a diffondersi l’illusione che il fattore umano, sociale e relazionale siano sempre meno importanti, all’interno dei processi produttivi, sociali, culturali. Ci stiamo sempre più convincendo che il digitale e le tecnologie possano risolvere ogni problema, possano preservarci da ogni pericolo, e continuiamo ad ignorare/sottovalutare “la” variabile decisiva: il fattore umano che è “dietro” ogni processo, ogni meccanismo, ogni algoritmo. Siamo di fronte alla necessità ed all’urgenza di scelte strategiche di lungo periodo, anche coraggiose, che riguardano, sempre più, non soltanto la possibilità di adattarsi e/o gestire il cambiamento; riguardano le stesse opportunità di scegliere tra libertà e sicurezza, tra libertà e controllo/sorveglianza, ma anche, e soprattutto, tra “libertà/responsabilità di essere cittadini” e “libertà/responsabilità di essere sudditi”. Tra partecipazione e libertà di essere sudditi. Nell’utopia di poter andare oltre la libertà di essere sudditi (DOMINICI, 2005, 2017)! Oltre la libertà di una vita apparentemente più sicura ma, senza dubbio, meno libera. Vecchi dilemmi e sfide che – lo ribadisco con forza – sono, in primo luogo, educative e conoscitive. Il lavoro fondamentale da farsi – e che non viene fatto – è, in termini di educazione e formazione continua, sulle Persone e sugli spazi relazionali e comunicativi che abitano; con la consapevolezza che non sono, e non possono essere, la tecnologia e il digitale a garantirci fino in fondo “libertà”, “protezione” e “sicurezza”.

Modalità d'esame

L'esame è sempre orale (oral exam) ed ha una durata di almeno 25 minuti. Gli obiettivi della prova sono molteplici: 1) verificare la conoscenza delle tematiche trattate durante il corso; 2) valutare la capacità di analisi e di fare connessioni tra le questioni affrontate; 3) valutare le competenze comunicative maturate. E’ prevista, inoltre, la presentazione da parte degli studenti di tesine individuali su argomenti trattati nel corso; gli studenti potranno anche scegliere di discutere progetti da loro elaborati, concernenti sempre argomenti analizzati a lezione. Per informazioni sui servizi di supporto agli studenti con disabilità e/o DSA visita la pagina http://www.unipg.it/disabilita-e-dsa

Testi di riferimento

I testi obbligatori per l'esame sono tre: 1) P.Dominici, Oltre i Cigni Neri. L'urgenza di aprirsi all'indeterminato, FrancoAngeli, Milano 2023 - con prefazione di Edgar Morin 2) S.Russell (2019), Human Compatible, trad.it., Compatibile con l'uomo. Come impedire che l'IA controlli il mondo, Einaudi, Torino 2025; 3) P.Dominici, Proprietà emergenti. Emergent Properties: dimensioni qualitative del Sociale e sfide epistemologiche dell’Intelligenza Artificiale, FrancoAngeli, Roma 2024.

Codice insegnamento 441604

Societa' E Forme Di Violenza Emergente 2° anno · 1° semestre · 12 CFU · GSPS-05/A · 0 file

Gli obiettivi formativi riguardano: conoscenza e comprensione delle dinamiche emergenti collegate alla violenza. Nel dettaglio riguardano: la conoscenza e la comprensione di differenti fenomeni sociali (violenza…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Gli obiettivi formativi riguardano: conoscenza e comprensione delle dinamiche emergenti collegate alla violenza. Nel dettaglio riguardano: la conoscenza e la comprensione di differenti fenomeni sociali (violenza politica, terrorismo, criminalità). Tali obiettivi riguardano anche: definizione delle fonti per le informazioni e i dati per l’analisi della violenza; comprensione di un fatto come terrorismo; capacità di gestire e di comprendere differenti generi di violenza. In particolare: gli obiettivi riguardano la conoscenza e la capacità di comprensione delle dinamiche violente; e dei principali casi di studio con riferimento al caso italiano; conoscenza e capacità di comprensione applicate al reperimento di informazioni e dati e alla loro elaborazione. Gli obiettivi riferiti alla autonomia di giudizio - intesa come capacità di produrre giudizi autonomi partendo dall’interpretazione di una base di dati, pervenendo a riflessioni coerenti su tematiche sociali - riguardano la definizione di un fatto violento; e le modalità di intervento. In merito alle abilità comunicative - concepite come capacità di trasmettere informazioni, idee, problemi e soluzioni ad altri interlocutori - gli obiettivi riguardano la comunicazione e la propaganda. In merito alla capacità di apprendere - intesa come abilità necessaria ad avanzare negli studi con un elevato grado di autonomia - gli obiettivi riguardano le analisi delle modalità operative per fronteggiare le dinamiche violente.

L’insegnamento è mirato all'acquisizione di: - conoscenze di tipo socio-culturale che permettono di interpretare e comprendere l’evoluzione della cultura patriarcale e del dominio maschile in una prospettiva integrata e interdisciplinare; - competenze di tipo analitico, legate alla capacità di applicare le conoscenze acquisite. Si fa riferimento, in particolare, alla capacità di leggere e interpretare i fenomeni socio-culturali attraverso la conduzione di attività di ricerca empirica e attraverso la lettura di testi accademici e scientifici e mediante l'analisi di materiali didattici di diversa natura (per esempio multimediali e digitali). Capacità di sintesi e di creazione di collegamenti tematici e trasversali dei contenuti disciplinari: - autonomia di giudizio, utile a leggere criticamente le questioni più discusse e controverse della disciplina, anche in relazione allo sviluppo del dibattito pubblico, anche al fine di elaborare e sostenere una propria personale posizione supportata da argomentazioni; - abilità di tipo comunicativo, socio-relazionale e progettuale che consentano di lavorare sia individualmente, sia in gruppo e di comunicare in modo adeguato e convincente le nozioni e le idee, acquisite ed elaborate in modo originale; - capacità di progettare azioni socio-culturali, innovative e orientate a target specifici e differenziati. - capacità di apprendere ad apprendere: acquisire la capacità di implementare continuamente il proprio patrimonio di conoscenze rendendolo spendibile nell'ambito lavorativo e professionale in genere.

Programma

Il corso tratta gli strumenti e le tecniche per conoscere le dinamiche violente, sia con riferimento a contesti sociali nei quali esse persistono nel tempo, sia con riferimento a situazioni improvvise. Il metodo per la conoscenza delle dinamiche violente è presentato con riferimento alle modalità per reperire informazioni e dati e per il loro utilizzo rigoroso. Si considerano i modi per tradurre basi empiriche in adeguate in azioni per conoscere la violenza sociale, in relazione a differenti fenomeni, come ad esempio il terrorismo, al fine di elaborare procedure per il contrasto delle vulnerabilità e per la sicurezza.

L'insegnamento si propone di: - fornire gli strumenti teorici e metodologici per interpretare il tema della violenza di genere, alla luce della trasformazione dei contesti socio-culturali contemporanei; - fornire indicazioni sulla realtà della violenza di genere rispetto ai dati statistici italiani e mondiali.

conoscenza della metodologia della ricerca sociale; conoscenza delle principali teorie sociologiche

Al fine di saper approfondire e sviluppare una analisi critica delle tematiche che saranno affrontate nel corso, è necessario conoscere le nozioni di base della sociologia generale. In specifico le conoscenze riguardanti: i processi di socializzazione, le istituzioni, i ruoli sociali e il concetto di genere.

lezione frontale

Il corso è organizzato nel seguente modo: - lezioni frontali in aula su tutti gli argomenti del corso; - seminari integrativi che saranno organizzati dalla docente o dai colleghi del CdS riguardanti tematiche di approfondimento. Gli studenti e le studentesse con disabilità e/o con DSA sono invitati/e a visitare la pagina dedicata agli strumenti e alle misure previste e a concordare preventivamente quanto necessario con il/la docente (https://www.unipg.it/disabilita-e-dsa).

Il corso analizza i differenti campi di ricerca sulla violenza, attraverso procedure metodologiche per l'elaborazione di informazioni e dati. La violenza è letta attraverso i principali campi della trasformazione sociale: dalla città ai terrorismi, dal fenomeno migratorio alla guerra la concettualizzazione di violenza è proposta in modo critico. La lettura critica decostruisce le principali tematizzazioni contemporanee di violenza, terrorismo e minaccia. In tale prospettiva, la gestione delle informazioni e dei dati corrisponde allo sforzo di superare, attraverso il rigore metodologico, narrazioni mediali relative ad alcune specifiche forme di violenza.

  • La cultura patriarcale e misogina in Italia; - la cultura di genere e le problematiche socio-culturali di coesione e integrazione sociale; - La condizione del femminile e la violenza di genere; - I dati sulla violenza di genere; - Il processo di vittimizzazione.

Modalità d'esame

esame orale. Info per studenti dsa: http://www.unipg.it/disabilita-e-dsa In merito a Conoscenza e comprensione – Capacità di applicare conoscenza e comprensione: Sintesi, l'esame verifica, la conoscenza dei metodi e delle tecniche per comprendere informazioni e dati e la capacità di comprensione della complessità delle e nelle situazioni violente, sia con riferimento alla definizione di un fenomeno come violenza, sia con riferimento alle tecniche per la gestione delle violenze di differenti generi. In particolare, in merito a Conoscenza e comprensione – Capacità di applicare conoscenza e comprensione: Dettaglio, la verifica è riferita a conoscenza e capacità di comprensione delle dinamiche sociali violente; e dei principali casi di studio con riferimento al caso italiano; conoscenza e capacità di comprensione applicate al reperimento di informazioni e dati e alla loro elaborazione. In merito alla autonomia di giudizio si verifica la autonomia di giudizio sulla definizione di un fenomeno come violenza; e sulle modalità di intervento. In tal senso, è verificata l'autonomia di giudizio - intesa come capacità di produrre giudizi autonomi partendo dall’interpretazione di una base di dati, pervenendo a riflessioni coerenti su tematiche sociali. In merito alle abilità comunicative, concepite come capacità di trasmettere informazioni, idee, problemi e soluzioni ad altri interlocutori, si precisa che tali abilità comunicative sono verificate su: propaganda e comunicazione in situazioni violente; capacità di proporre soluzioni a fronte di problemi sociali complessi. La capacità di apprendimento è intesa come abilità necessaria ad avanzare negli studi con un elevato grado di autonomia. Si verifica la capacità di apprendere modalità operative per fronteggiare le dinamiche sociali violente e per interpretarle. Nel caso in cui lo studente intenda anticipare l’esame in un anno precedente a quello programmato nel piano di studio, si raccomanda di frequentare il ciclo delle lezioni e di sostenere l’esame nel primo appello utile dopo che le lezioni medesime siano terminate, nel rispetto quindi del semestre di programmazione dell’insegnamento

L’esame prevede una prova orale e/o l’esposizione di un elaborato su di un tema specifico assegnato, in forma autonoma o di gruppo. La prova orale consiste in una discussione della durata di circa 15/20 minuti, finalizzata ad accertare il livello di conoscenza e di capacità di comprensione raggiunto dallo studente sui contenuti teorici e metodologici indicati nel programma. Le domande vertono sul programma come descritto dalla docente nella relativa scheda, avendo riguardo di verificare la capacità di comunicazione dell’allieva/o con proprietà di linguaggio ed organizzazione autonoma dell’esposizione, alla conoscenza della materia, alla capacità di ragionamento, alla logicità dell’argomentazione e all’apprendimento della metodologia propria del singolo insegnamento. Per informazioni sui servizi di supporto agli studenti con disabilità e/o DSA visita la pagina http://www.unipg.it/disabilita-e-dsa. Nel caso in cui lo studente intenda anticipare l’esame in un anno precedente a quello programmato nel piano di studio, si raccomanda di frequentare il ciclo delle lezioni e di sostenere l’esame nel primo appello utile dopo che le lezioni medesime siano terminate, nel rispetto quindi del semestre di programmazione dell’insegnamento.

Testi di riferimento

Conti U. 2022, a cura di, Le donne e i conflitti armati. Una riflessione su pace e sicurezza, Franco Angeli, Milano Conti, U. 2022, Profili e saperi per l’analisi del cambiamento sociale delle città italiane - Gentrificazione, Franco Angeli Milano

1) Belluati M. (a cura di), Femminicidio. Una lettura tra realtà e rappresentazione, Carocci, Roma 2021; 2) Bourdieu P., Il dominio maschile, Feltrinelli, Milano 2009; Per studenti Erasmus: Bickerstaff L., Lowery Z., Gender-Based Violence and Women's Rights, Rosen Publishing Group, London 2017.

Codice insegnamento 441615

TOSSICOLOGIA 2° anno · 1° semestre · 9 CFU · BIOS-11/A · 0 file

capire il significato di tossicologia, qualunque sia il campo di indagine (ambientale, alimentare, forensico); acquisire la capacità critica ed analitica nel campo tossicologico, effettuare collegamenti tra i vari…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

capire il significato di tossicologia, qualunque sia il campo di indagine (ambientale, alimentare, forensico); acquisire la capacità critica ed analitica nel campo tossicologico, effettuare collegamenti tra i vari campi della tossicologia, con particolare riguardo alle ricadute per la società e la salute dei singoli individui

Programma

concetti generali di tossicologia, tossicologia clinica, tossicologia ambientale, tossicologia alimentare, tossicologia dei veleni e delle tossine animali, tossicologia forense

concetti generali di biologia

lezioni frontali, di 45 minuti, con ampio spazio alla discussione, visione di video correlati all’argomento, sessioni di prove scritte intra-corso su specifici argomenti, approfondimenti con stesura di tesine. Alla fine del corso viene organizzata una uscita didattica in campo aperto per rilevare gli indicatori di inquinamento ambientale, sotto la guida di colleghi dell’area di ecologia, alla cui uscita didattica prevista nel loro corso ci affianchiamo. Sono previsti percorsi, materiali e/o metodologie di accertamento coerenti con le necessità degli studenti disabili e/o DSA.

principi generali di tossicologia (dose, esposizione, rischio, effetti dannosi); ADR, antidoti e tossicodipendenze; tossicologia alimentare, tossine e microrganismi pericolosi nei cibi; veleni e tossine animali; ecotossicologia e tossicologia ambientale, inquinamento atmosferico e delle radiazioni, bioindicatori, pesticidi, radiazioni, radon; reperimento dei campioni in tossicologia forense, metodi di analisi.

Modalità d'esame

esame scritto di 45 minuti, con 31 domande con risposta a scelta multipla, nessuna penalizzazione per risposte errate. Le domande vertono su tutti gli argomenti esaminati per testare la capacità di collegamento fra i vari ambiti della disciplina, con particolare attenzione all’ambito lavorativo e sociologico. Sono previsti percorsi, materiali e/o metodologie di accertamento coerenti con le necessità degli studenti disabili e/o DSA

Testi di riferimento

Tossicologia- Galli, Corsini , Marinovich, III edizione, PICCIN Elementi di Tossicologia – Casarett & Doull, Casa Editrice Ambrosiana. Tutto il materiale didattico è disponibile in Unistudium. Sono previsti percorsi, materiali e/o metodologie di accertamento coerenti con le necessità degli studenti disabili e/o DSA

Codice insegnamento P074353370

Antropologia Dei Processi Migratori 1° semestre · 6 CFU · M-DEA/01 · 0 file
Culture Giuridiche, Diritti Fondamentali E Processi Migratori 1° semestre · 9 CFU · IUS/21 · 0 file
Globalizzazione, Conflitti E Giustizia Sociale 2° semestre · 6 CFU · M-DEA/01 · 0 file

Recensioni del corso

Studi qui? Accedi per lasciare la tua recensione e aiutare altri studenti a scegliere.

★

Nessuna recensione per ora — e la prima è la più preziosa. Condividi la tua esperienza e orienta le future matricole.