Corso di laurea

Diritto dell'impresa, del lavoro e delle pubbliche amministrazioni

Università degli studi di Pisa · 83 materie · 5 file condivisi


Il Corso di laurea in Diritto dell'Impresa, del Lavoro e delle Pubbliche Amministrazioni è volto ad assicurare un'adeguata preparazione nelle materie giuridiche di base, nonché l'acquisizione di conoscenze di carattere economico, sociologico e statistico, funzionali alla formazione di un giurista capace, con autonomia di giudizio, di interpretare ed applicare in concreto la normativa vigente in diversi ambiti del contesto sociale, economico e istituzionale.

L'attivazione del corso risponde, infatti, ad una significativa scelta che il Dipartimento di Giurisprudenza ha compiuto al fine di innovare e diversificare la sua offerta formativa, in relazione ai molteplici sbocchi occupazionali possibili. In particolare, nel settore pubblico, la laurea in Diritto dell'Impresa, del Lavoro ed delle Pubbliche Amministrazioni consente l'accesso alla carriera di funzionario, fino alle cariche direttive, nelle varie aziende ed uffici pubblici dell'amministrazione centrale e degli altri enti pubblici (comprese le amministrazioni giudiziarie, penitenziarie), nonché nel settore dei servizi pubblici.

Nel settore privato, oltre all'attività di collaborazione presso studi professionali di avvocato e notaio, sarà possibile esercitare la professione di consulente del lavoro, ai sensi della legge n. 46/2007, e collaborare allo svolgimento dell'attività imprenditoriale, con mansioni di consulenza nell'interpretazione ed applicazione delle regole sul governo dell'economia e di gestione delle relazioni sindacali, nonché dei servizi e delle attività di azienda che richiedano adeguate conoscenze giuridiche (c.d. giurista d'impresa).

Il Corso di Laurea in Diritto dell'Impresa, del Lavoro ed delle Pubbliche Amministrazioni mira quindi a creare una nuova figura di giurista che operi sulla base di una conoscenza della tecnica giuridica e della sua applicazione pratica. A questo fine, il corso prevede l'attivazione di insegnamenti anche a carattere integrativo, mirati ad approfondire la preparazione di base ed a fornire le necessarie abilità in ambiti e settori specifici, così da completare la formazione in senso professionalizzante.

Il necessario collegamento tra preparazione accademica e formazione professionale è garantito mediante l'instaurazione di rapporti strutturati con la realtà professionale e produttiva: sono infatti previsti tirocini formativi da svolgersi all'interno di enti ed organismi pubblici e privati, con lo scopo di fornire agli studenti strumenti operativi adeguati a rispondere alle domande del mondo del lavoro. Come ulteriore opportunità, i laureati in Diritto dell'Impresa, del Lavoro ed delle Pubbliche Amministrazioni possono accedere direttamente alla Laurea magistrale biennale in Scienze delle Pubbliche Amministrazioni (LM-63), attivato in collaborazione con il Dipartimento di Scienze politiche.

I laureati possono inoltre seguire un percorso di perfezionamento post laurea presso il medesimo Dipartimento, frequentando il Master di primo livello in "Giurista dell'economia e Manager pubblico".

Requisiti di ammissione: diploma di scuola secondaria superiore, o altro titolo di studio conseguito all'estero e riconosciuto idoneo. E' previsto un test di ingresso in relazione agli obiettivi formativi del corso di laurea, con particolare riferimento alle aree storica, filosofica, economica e di educazione civica. L'esito del test non pregiudica l'iscrizione al Corso di laurea.

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Materie del corso

DIRITTO COSTITUZIONALE 1° anno · 2° semestre · 9 CFU · IUS/08 · 0 file
Archivio Globale

Lo studente che completi il corso con successo acquisirà una conoscenza critica del diritto costituzionale italiano, anche considerando le sue interazioni con l’ordinamento sovranazionale dell’Unione europea. Ciò gli…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Lo studente che completi il corso con successo acquisirà una conoscenza critica del diritto costituzionale italiano, anche considerando le sue interazioni con l’ordinamento sovranazionale dell’Unione europea. Ciò gli consentirà di ottenere adeguate chiavi di lettura per interpretare le trasformazioni ordinamentali e istituzionali che attraversano la nostra epoca, e, dunque, anche i processi politici e i mutamenti sociali che in questo contesto hanno luogo. Inoltre, il bagaglio acquisito rappresenta uno strumento assai utile da impiegare in attività lavorative che richiedono competenze giuridiche, e tale da impreziosire e irrobustire la professionalità del futuro lavoratore. Il processo di apprendimento è finalizzato, più in generale, ad accrescere ed integrare la formazione di persone consapevoli dei principi, diritti e doveri costituzionali, come dell’articolazione istituzionale della Repubblica, dunque interessate e partecipi alla vita della comunità politica e alle sue regole.

Programma

Il diritto costituzionale sta vivendo una stagione di profonda evoluzione, in cui le regole della Costituzione conoscono una diversa attualità rispetto ai bisogni della politica e si pone la questione se possa sussistere il diritto costituzionale inteso solo come insieme di regole, privo di un sostrato di valori costituzionali.

Lo scopo del corso è formare degli studiosi di diritto costituzionale che conoscono la Costituzione e che sono in grado di apprezzare i valori su cui si fondano le regole costituzionali e di discuterne l’attualità.

ARGOMENTI DEL CORSO:

  • Cenni di storia costituzionale, dallo Statuto albertino all’esperienza repubblicana
  • Elementi costitutivi dello Stato e forme di Stato e di governo
  • Costituzione e principi fondamentali
  • Cittadinanza, corpo elettorale, sistemi elettorali
  • Parlamento
  • Governo
  • Presidente della Repubblica
  • Regioni ed enti locali
  • Elementi di diritto dell'UE
  • Libertà, diritti e doveri costituzionali
  • Le fonti del diritto in un sistema di multilevel governance
  • La magistratura
  • La giustizia costituzionale
Nessun prerequisito e nessuna conoscenza iniziale sono richiesti oltre alle nozioni di cultura generale che dovrebbero essere possedute al termine della scuola media superiore.

Modalità d'esame

Durante il corso si affronteranno tematiche di attualità che contribuiscano ad illustrare gli istituti costituzionali. Il corso si articola in lezioni frontali, ma verrà stimolata la partecipazione degli studenti in relazione ai temi trattati.

L'esame consiste in una prova orale su tutto il programma. Per gli studenti frequentanti, si valuterà anche la possibilità di una prova in itinere scritta facoltativa. La prova non è superata se il candidato mostra di non essere in grado di orientarsi sugli argomenti oggetto del programma di studi. Lingua d'esame: Italiano

Testi di riferimento

Per la preparazione dell’esame, agli studenti frequentanti verrà fornito materiale di studio (tramite piattaforma e-learning moodle).

In ogni caso, gli studenti frequentanti potranno sempre fare riferimento, in particolare per gli argomenti non trattati a lezione, al manuale di:

R. Bin - G. Pitruzzella, Diritto pubblico, Torino, Giappichelli, ultima edizione, tranne i capitoli "l'amministrazione pubblica" e "gli atti e i provvedimenti amministrativi".

Lo studio dovrà essere sempre accompagnato dalla consultazione di un testo aggiornato della Costituzione italiana

Codice insegnamento P778871550

DIRITTO COSTITUZIONALE 1° anno · Annuale · 12 CFU · IUS/08 · 0 file
Archivio Globale

Lo studente che completi il corso con successo sarà in grado di comprendere gli elementi fondamentali della democrazia italiana e come il diritto costituzionale influenzi la politica. Lo studente che completi con…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Lo studente che completi il corso con successo sarà in grado di comprendere gli elementi fondamentali della democrazia italiana e come il diritto costituzionale influenzi la politica. Lo studente che completi con successo il corso sarà consapevole delle libertà costituzionali e comprenderà l'influenza della libertà nella costruzione ideale della democrazia italiana. Lo studente che completi con successo il corso sarà in grado di discutere i risultati dei processi politici e la loro corrispondenza ai valori costituzionali. Lo studente che completi con successo il corso sarà in grado di dimostrare conoscenza avanzata del linguaggio costituzionale e di utilizzarlo al fine di trasformare i valori costituzionali in regole costituzionali. In ultima analisi, lo studente che completi con successo il corso sarà in grado di leggere la realtà attraverso il prisma costituzionale.

Programma

Il diritto costituzionale sta vivendo una stagione di profonda evoluzione, in cui le regole della Costituzione conoscono una diversa attualità rispetto ai bisogni della politica e nel quale il problema è se il diritto costituzionale come regola possa sopravvivere al tramonto della Costituzione come valore.
Lo scopo del corso è formare degli studiosi di diritto costituzionale che conoscono la Costituzione perché sono in grado di apprezzare i valori su cui si fondano le regole costituzionali e di discuterne l’attualità.
Gli argomenti del corso sono:

  • Cenni di storia costituzionale: dallo Statuto albertino all'esperienza repubblicana (fino al le più recenti revisioni costituzionali del triennio 2020-2023)
  • Il funzionamento dell’UE
  • Il corpo elettorale
  • Parlamento
  • Governo
  • Presidente della Repubblica
  • Corte costituzionale
  • CSM e referendum
  • le regioni
  • le fonti del diritto
  • le libertà

Nessuna in particolare, al di là delle nozioni di cultura generale che dovrebbero essere possedute al termine della Scuola media superiore.

Il corso stimola una cittadinanza attiva

Il diritto costituzionale sta vivendo una stagione di profonda evoluzione, in cui le regole della Costituzione conoscono una diversa attualità rispetto ai bisogni della politica e nel quale il problema è se il diritto costituzionale come regola possa sopravvivere al tramonto della Costituzione come valore.

Lo scopo del corso è formare degli studiosi di diritto costituzionale che conoscono la Costituzione perché sono in grado di apprezzare i valori su cui si fondano le regole costituzionali e di discuterne l’attualità.

Gli argomenti del corso sono:

  • Cenni di storia costituzionale: dallo Statuto albertino all'esperienza repubblicana (fino al le più recenti revisioni costituzionali del triennio 2020-2023)
  • Il funzionamento dell’UE
  • Il corpo elettorale
  • Parlamento
  • Governo
  • Presidente della Repubblica
  • Corte costituzionale
  • CSM e referendum
  • le regioni
  • le fonti del diritto
  • le libertà

Modalità d'esame

Durante il corso si affronteranno tematiche di attualità per illustrare gli istituti costituzionali

Esame orale

Testi di riferimento

A scelta uno dei seguenti Manuali:

  • R. Bifulco, Diritto costituzionale, Torino, Giappichelli, ultima edizione.
  • C. Pinelli, Diritto pubblico, Bologna, il Mulino, ultima edizione.

Per tutti

A. Pertici, Presidenti della Repubblica. Da De Nicola al secondo mandato di Mattarella, Bologna, il Mulino, 2022.

Codice insegnamento P415575533

ECONOMIA POLITICA 1° anno · 2° semestre · 9 CFU · SECS-P/01 · 0 file
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Il corso di Economia Politica si propone di fornire le nozioni di microeconomia e di macroeconomia fondamentali per la comprensione del funzionamento delle moderne economie.

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso di Economia Politica si propone di fornire le nozioni di microeconomia e di macroeconomia fondamentali per la comprensione del funzionamento delle moderne economie.

Programma

Il corso copre concetti di base e la logica economica e si divide in una parte di Microeconomia ed una parte di Macroeconomia.

Microeconomia:

  • I mercati, il ruolo dello Stato e i sistemi economici. La domanda e l'offerta nei mercati. Le scelte del consumatore. Le interazioni Sociali e la Teoria dei Giochi. La funzione della produzione e l'organizzazione delle imprese. L'analisi dei costi. L'equilibrio nei mercati concorrenziali. Il monopolio. La concorrenza monopolistica. L'oligopolio. La produttività e l'efficienza dei mercati. I fattori della produzione: lavoro, capitale e rendita. I fallimenti del mercato. L'intervento pubblico e l'ambiente.

Macroeconomia:

  • La contabilità nazionale. Domanda e offerta aggregate. Disoccupazione. Inflazione. Investimenti. La moneta. Il sistema finanziario. Il sistema bancario. La banca centrale e la politica monetaria. Le crisi economiche.

Per questo corso non è richiesta nessuna conoscenza pregressa di Economia, tuttavia si presuppone la presenza solide conoscenze di matematica di base.

La/o studente potrà sviluppare un maggiore interesse ai fenomeni economici, abituandosi a considerare i fatti economici come parte integrante di una più ampia analisi delle scelte individuali e collettive.

Modalità d'esame

Si valuterà la capacità di interpretare e applicare quanto appreso durante il corso.

Esame finale orale.

Testi di riferimento

Il corso segue fedelmente il seguente manuale:

"L’economia – Comprendere il mondo che cambia", il Mulino, Bologna, 2018, edizione italiana a cura del Dipartimento di Economia Politica e Statistica dell’Università di Siena.

Il manuale è disponibile sia in formato cartaceo (acquistabile presso il sito dell'editore), sia in formato ebook gratuito al sito: https://www.core-econ.org/project/leconomia/

In aggiunta, saranno rese disponibili sulla piattaforma e-learning del corso — e sono parte integrante del programma — ulteriori risorse:

  • Slide utilizzate durante le lezioni
  • Dispense del docente su argomenti specifici
  • Esercitazioni pratiche
  • Ulteriore materiale integrativo (se necessario)

Codice insegnamento P827502113

ELEMENTI DI DIRITTO ROMANO 1° anno · 0 file
ELEMENTI DI DIRITTO ROMANO 1° anno · 1 file
FILOSOFIA DEL DIRITTO 1° anno · 1° semestre · 9 CFU · IUS/20 · 1 file
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Il corso si propone di far acquisire alle/agli studenti piena padronanza delle questioni più rilevanti della riflessione teorica sul diritto e sullo Stato, in modo da metterle/i in condizioni di affrontare con buone…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso si propone di far acquisire alle/agli studenti piena padronanza delle questioni più rilevanti della riflessione teorica sul diritto e sullo Stato, in modo da metterle/i in condizioni di affrontare con buone capacità di analisi critica lo studio del diritto positivo, in modo da contribuire, in armonia con gli obiettivi fondamentali del Corso di Studi, allo sviluppo di un’approfondita cultura giuridica di base, soprattutto per ciò che riguarda le conoscenze storiche necessarie per la piena comprensione e valutazione degli istituti di diritto positivo alla luce della loro evoluzione storica.

Programma

Il corso verterà sui seguenti temi:

  • Introduzione alla filosofia del diritto
  • Due paradigmi: giusnaturalismo e positivismo giuridico
  • Altri paradigmi possibili? (realismo giuridico e neocostituzionalismo)
  • Giusnaturalismo e positivismo giuridico nell'Antigone di Sofocle
  • Lo sviluppo politico di Atene da Dracone a Pericle
  • Il valore della legge per i sofisti e per Socrate
  • L'evoluzione della filosofia politico-giuridica di Platone: dalla Repubblica alle Leggi
  • Aristotele: la società e la giustizia
  • La filosofia del diritto nel pensiero ellenistico: stoicismo ed epicureismo
  • Cicerone: la prima sintesi della filosofia del diritto
  • Seneca e San Paolo: il problema della schiavitù
  • Rotture e continuità nel pensiero cristiano: da Agostino d'Ippona a Tommaso d’Aquino
  • Legge divina e laicismo in Marsilio da Padova
  • Il feudalesimo e la nascita degli stati nazionali
  • Forza e legge in Niccolò Machiavelli
  • La nascita della legalità moderna: Jean Bodin
  • Il giusnaturalismo moderno: Grozio
  • Le lotte politiche in Inghilterra nel XVII secolo
  • Diritto naturale e diritto positivo nel pensiero di Th. Hobbes
  • Legge naturale e resistenza all'oppressione in John Locke
  • Stato di natura e contratto sociale in Jean-Jacques Rousseau
  • Diritto e morale in Immanuel Kant
  • Tra storicismo e illuminismo: la disputa sulla codificazione tra Savigny e Thibaut
  • Il comando della legge: il positivismo giuridico di Bentham e Austin
  • La pandettistica e la giurisprudenza dei concetti
  • Jhering e la giurisprudenza degli interessi
  • La dottrina pura del diritto di Hans Kelsen
  • La giustizia oltre la legge: la formula di Radbruch e il diritto ingiusto
  • Il realismo giuridico in America e in Scandinavia
  • Regole sociali e leggi nel giuspositivismo di H.L.A. Hart

Il corso presuppone un’adeguata conoscenza delle principali tematiche di carattere storico-politico che sono oggetto dei programmi delle scuole secondarie di secondo grado.

Il corso intende fare acquisire alle/agli studenti attitudine a prendere posizione in modo argomentato e coerente sulle questioni affrontate.

Modalità d'esame

Nel corso dell’esame verrà verificata la capacità della/o studente di riconoscere e utilizzare criticamente le nozioni fondamentali della teoria giuridica, della teoria della giustizia, e della dottrina dello Stato (vedi "Modalità di verifica dei comportamenti").

L’esame si svolgerà esclusivamente in forma orale e consisterà in un colloquio nel corso del quale la/o studente dovrà dimostrare di avere acquisito le conoscenze e le competenze richieste rispondendo correttamente alle domande che gli saranno rivolte.

Testi di riferimento

I frequentanti potranno studiare prevalentemente sugli appunti presi personalmente a lezione (si sconsiglia vivamente l'uso di sbobinature vendute dalle copisterie).

È in ogni caso suggerita la lettura del seguente testo:

  • T. Casadei-G. Zanetti, Manuale multimediale di filosofia del diritto, Giappichelli 2022.

Codice insegnamento P826427205

Fondamenti romanistici del diritto privato 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · IUS/18 · 0 file

Il corso si propone di presentare agli studenti del primo anno un panorama sintetico delle fonti e degli istituti di diritto privato romano, illustrando la loro evoluzione nell'opportuna prospettiva storica Nel…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso si propone di presentare agli studenti del primo anno un panorama sintetico delle fonti e degli istituti di diritto privato romano, illustrando la loro evoluzione nell'opportuna prospettiva storica Nel medesimo tempo, mira anche ad offrire un primo approccio all'approfondimento di problematiche specifiche. Al termine del corso, lo studente avrà ottenuto una conoscenza delle fonti e degli istituti del diritto privato quali:

  • diritto delle persone,
  • diritto ereditario,
  • diritti reali,
  • obbligazioni,
  • diritto commerciale,
  • ordinamenti processuali,

con richiami relativi all’evoluzione dei diversi istituti e cenni al diritto vigente, utili alla prosecuzione del corso di studi.

Programma

L'insegnamento ha il seguente contenuto:

1) Fonti del diritto Romano:

  • dalla nascita di Roma a Giustiniano.

2) Istituti privatistici:

  • persone e famiglia;
  • successioni ereditarie;
  • donazioni;
  • organizzazione ed esercizio delle attività imprenditoriali
  • cose;
  • proprietà;
  • diritti reali di godimento;
  • possesso;
  • nozione e fonti delle obbligazioni da atto lecito: contratti;
  • nozione e fonti delle obbligazioni da fatto illecito: delitti;
  • processo civile
Al fine del raggiungimento degli obiettivi rappresenta un presupposto necessario ed indispensabile la conoscenza di base della storia romana dalle origini al VI secolo d.C., fondata su qualunque corrente manuale scolastico.

Lo studente potrà acquisire gli elementi essenziali del diritto romano anche in funzione di una corretta interpretazione e comprensione degli istituti moderni.

Modalità d'esame

In sede di esame finale sarà valutata la capacità applicativa da parte degli studenti delle nozioni apprese durante il corso.

L’esame orale consiste in un colloquio tra il candidato, il docente e i collaboratori del docente volto a verificare:

(a) la conoscenza e la comprensione degli istituti oggetto del corso;

(b) la capacità di argomentare in modo critico e consapevole, collocando gli istituti nel rispettivo contesto storico;

(c) la chiarezza e la correttezza dell’esposizione, nonché l’uso appropriato del linguaggio giuridico.

La valutazione finale è espressa in trentesimi ed è determinata sulla base di una valutazione complessiva delle seguenti dimensioni:

  • conoscenza e capacità di comprensione dei contenuti del corso;
  • autonomia di giudizio, intesa come capacità critica di interpretazione e valutazione delle fonti e dei materiali giuridici;
  • abilità comunicative, in termini di chiarezza espositiva, coerenza argomentativa e correttezza terminologica.

Ai fini dell’attribuzione del voto finale, la performance dello studente è valutata secondo la seguente scala qualitativa indicativa:

  • 18–21: conoscenza essenziale degli argomenti, capacità applicative limitate e argomentazione semplice;
  • 22–25: conoscenza complessivamente adeguata e argomentazione corretta ma non approfondita;
  • 26–28: conoscenza buona e articolata e argomentazione critica coerente;
  • 29–30: conoscenza molto approfondita, autonomia di giudizio e capacità argomentativa matura;
  • 30 e lode: eccellente conoscenza dei contenuti, elevata capacità di analisi e di rielaborazione autonoma.

Il superamento dell’esame è subordinato al conseguimento di una valutazione complessivamente positiva rispetto a tutte le dimensioni sopra indicate.

Testi di riferimento

A. Petrucci, Fondamenti romanistici di diritto privato, Giappichelli, Torino, 2023. Su indicazione del docente, gli studenti FREQUENTANTI potranno sostituire parti del programma con gli appunti delle lezioni.

Codice insegnamento 77293

Fondamenti romanistici del diritto pubblico 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · IUS/18 · 0 file

Il corso è diretto a fornire adeguate conoscenze di elementi di base del diritto pubblico romano (ordinamento costituzionale, fonti del diritto, diritto penale, inquadramento giuridico dei rapporti internazionali e…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso è diretto a fornire adeguate conoscenze di elementi di base del diritto pubblico romano (ordinamento costituzionale, fonti del diritto, diritto penale, inquadramento giuridico dei rapporti internazionali e dell'organizzazione amministrativa del territorio), offrendo spunti di comparazione con la storia istituzionale posteriore e in particolare con modelli giuridici affini ravvisabili nell'esperienza giuridica degli Stati moderni.

Programma

Il contenuto dell'insegnamento verte sui seguenti argomenti:

a) le strutture costituzionali;

b) le fonti del diritto;

c) gli elementi del diritto e della procedura penale;

d) i profili giuridici dei rapporti internazionali;

e) l'organizzazione amministrativa del territorio.

Al fine del raggiungimento degli obiettivi del corso rappresenta un prerequisito la conoscenza delle nozioni di base di storia istituzionale romana (VII sec. a.C. — VI sec. d.C.) e di diritto pubblico contemporaneo (forme di Stato e forme di governo, diritti fondamentali, rapporto tra Stato ed enti locali e principi essenziali del diritto internazionale).

Lo studente potrà acquisire e/o sviluppare sensibilità alle problematiche giuridiche trattate.

Modalità d'esame

In sede di esame finale sarà valutata la capacità applicativa da parte degli studenti delle nozioni apprese durante l'insegnamento.

La prova prevede un test scritto preliminare a risposta multipla. Chi avrà raggiunto la sufficienza nel test scritto sarà ammesso all'esame orale, consistente in due colloqui: uno tra candidato/a e un membro della commissione d'esame e uno tra candidato/a e docente titolare. La prova orale non è superata se il candidato mostra di non aver compreso le nozioni fondamentali e/o non essere in grado di esprimersi in modo chiaro e di usare la terminologia corretta.

Testi di riferimento

Il testo consigliato è:

A. PETRUCCI, Fondamenti romanistici di diritto pubblico, Torino 2022, ed. Giappichelli, per intero.

Codice insegnamento 77476

ISTITUZIONI DI DIRITTO PRIVATO 1° anno · 1° semestre · 12 CFU · IUS/01 · 0 file
Archivio Globale

Il Corso di Istituzioni di diritto privato è diretto, in primo luogo, all’insegnamento delle nozioni generali del diritto privato (cosi da costituire un’introduzione allo studio dell’intera materia) e, in secondo…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il Corso di Istituzioni di diritto privato è diretto, in primo luogo, all’insegnamento delle nozioni generali del diritto privato (cosi da costituire un’introduzione allo studio dell’intera materia) e, in secondo luogo, all’approfondimento di alcuni temi di primario rilievo.

Programma

La prima e la seconda parte del Corso sono svolte unitamente con gli studenti del Corso di Istituzioni di Diritto privato I nell'ambito dell'insegnamento omonimo da 12 crediti (cod. 508NN).

La terza parte del Corso è rivolta soltanto agli studenti del Corso in oggetto.

Una prima parte del Corso, introduttiva e propedeutica, verte sul diritto in generale, con particolare riguardo al settore del diritto privato (ordinamenti giuridici; diritto pubblico e diritto privato; fonti e norme nel diritto privato; interpretazione).

Una seconda parte del Corso verte in via diretta sui seguenti argomenti, ciascuno dei quali presuppone la conoscenza della parte introduttiva:

1) Soggetti individuali e collettivi. Diritti della persona.

2) Situazioni giuridiche soggettive e rapporto giuridico.

3) Attività giuridica.

4) Autonomia privata e contratto.

5) Obbligazioni.

6) Fatto illecito.

La terza parte del Corso verte sui seguenti argomenti:

7) I beni, il diritto di proprietà e il possesso.

8) Pubblicità e tutela dei diritti.

9) Contratti tipici più diffusi.

10) Diritto alla riservatezza e tutela dei dati personali.

Si richiede la conoscenza della storia dello Stato italiano dalla sua nascita fino alla attuale configurazione politica e territoriale.

Lo studente avrà acquisito conoscenze generali indispensabili per orientarsi anche negli altri ambiti del diritto.

Per le prime 48 ore (Primo Modulo) il Corso viene svolto unitamente al Corso corrispondente di 72 ore (cod. 158NN).

Le successive 48 ore (Secondo Modulo) vengono tenute nel secondo semestre e sono riservate agli studenti di questo Corso.

Una prima parte del Corso, introduttiva e propedeutica, verte sul diritto in generale, con particolare riguardo al settore del diritto privato (ordinamenti giuridici; diritto pubblico e diritto privato; fonti e norme nel diritto privato; interpretazione).

Una seconda parte del Corso verte in via diretta sui seguenti argomenti, ciascuno dei quali presuppone la conoscenza della parte introduttiva:

1) Soggetti individuali e collettivi. Diritti della persona.

2) Situazioni giuridiche soggettive e rapporto giuridico.

3) Attività giuridica.

4) Autonomia privata e contratto.

5) Obbligazioni.

6) Fatto illecito.

Il secondo modulo didattico del Corso, che si svolge nel secondo semestre, è rivolto esclusivamente agli studenti di questo Corso ed è dedicato ai seguenti argomenti:

7) Beni, diritti reali e possesso.

8) Pubblicità e tutela dei diritti.

9) Diritto alla riservatezza e tutela dei dati personali.

10) Contratti tipici più rilevanti e diffusi.

11) Famiglia, successioni e donazioni.

12) Impresa e azienda.

Modalità d'esame

Saranno svolte brevi esercitazioni di autovalutazione da parte degli studenti.

La verifica dell’apprendimento avverrà attraverso un esame orale.

Testi di riferimento

Per la preparazione dell’esame, è consigliato il seguente manuale:

NIVARRA RICCIUTO SCOGNAMIGLIO, Istituzioni di diritto privato, Giappichelli, ultima edizione, con esclusione dei paragrafi 3,4,5 e 6 del cap. VIII; delle sezioni II e III del cap. XII; dei capitoli X, XIII (ad eccezione del par. 2) e XIV.

E’ indispensabile un’edizione del Codice civile aggiornata e corredata delle principali leggi speciali.

Per la preparazione dell’esame, è consigliato il seguente manuale:

NIVARRA RICCIUTO SCOGNAMIGLIO, Istituzioni di diritto privato, Giappichelli, ultima edizione.

E’ indispensabile un’edizione del Codice civile aggiornata e corredata delle principali leggi speciali.

Codice insegnamento P357906565

ISTITUZIONI DI DIRITTO PRIVATO 1° anno · 1° semestre · 9 CFU · IUS/01 · 0 file
Archivio Globale

Il Corso di Istituzioni di diritto privato è diretto, in primo luogo, all’insegnamento delle nozioni generali del diritto privato (cosi da costituire un’introduzione allo studio dell’intera materia) e, in secondo…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il Corso di Istituzioni di diritto privato è diretto, in primo luogo, all’insegnamento delle nozioni generali del diritto privato (cosi da costituire un’introduzione allo studio dell’intera materia) e, in secondo luogo, all’approfondimento di alcuni temi di primario rilievo.

Programma

La prima e la seconda parte del Corso sono svolte unitamente con gli studenti del Corso di Istituzioni di Diritto privato I nell'ambito dell'insegnamento omonimo da 12 crediti (cod. 508NN).

La terza parte del Corso è rivolta soltanto agli studenti del Corso in oggetto.

Una prima parte del Corso, introduttiva e propedeutica, verte sul diritto in generale, con particolare riguardo al settore del diritto privato (ordinamenti giuridici; diritto pubblico e diritto privato; fonti e norme nel diritto privato; interpretazione).

Una seconda parte del Corso verte in via diretta sui seguenti argomenti, ciascuno dei quali presuppone la conoscenza della parte introduttiva:

1) Soggetti individuali e collettivi. Diritti della persona.

2) Situazioni giuridiche soggettive e rapporto giuridico.

3) Attività giuridica.

4) Autonomia privata e contratto.

5) Obbligazioni.

6) Fatto illecito.

La terza parte del Corso verte sui seguenti argomenti:

7) I beni, il diritto di proprietà e il possesso.

8) Pubblicità e tutela dei diritti.

9) Contratti tipici più diffusi.

10) Diritto alla riservatezza e tutela dei dati personali.

Si richiede la conoscenza della storia dello Stato italiano dalla sua nascita fino alla attuale configurazione politica e territoriale.

Lo studente avrà acquisito conoscenze generali indispensabili per orientarsi anche negli altri ambiti del diritto.

Modalità d'esame

Saranno svolte brevi esercitazioni di autovalutazione da parte degli studenti.

La verifica dell’apprendimento avverrà attraverso un esame orale.

Testi di riferimento

Per la preparazione dell’esame, è consigliato il seguente manuale:

NIVARRA RICCIUTO SCOGNAMIGLIO, Istituzioni di diritto privato, Giappichelli, ultima edizione, con esclusione dei paragrafi 3,4,5 e 6 del cap. VIII; delle sezioni II e III del cap. XII; dei capitoli X, XIII (ad eccezione del par. 2) e XIV.

E’ indispensabile un’edizione del Codice civile aggiornata e corredata delle principali leggi speciali.

Codice insegnamento P001432447

Inglese giuridico 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · 0 file

CORSO B1+ /B2 L'obiettivo principale del corso è di migliorare l'abilità di ascolto e l'abilità del parlato per raggiungere il livello B1+/B2. Tutto il materiale didattico è presente sulla piattaforma Teams.

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

CORSO B1+ /B2

L'obiettivo principale del corso è di migliorare l'abilità di ascolto e l'abilità del parlato per raggiungere

il livello B1+/B2.  

Tutto il materiale didattico è presente sulla piattaforma Teams.

Programma

Conoscenza della lingua inglese pre B1+/B2

Modalità d'esame

Le abilità linguistiche saranno verificate durante le lezioni.

L'esame è un colloquio basato sul materiale tratto dal libro di testo.

Il voto finale è idoneo/non-idoneo.

Testi di riferimento

Cambridge Professional English In Use Law by Gillian D. Brown, Sally Rice

Codice insegnamento 69992

Storia del diritto italiano (privato) 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · IUS/19 · 0 file

Conoscenza delle esperienze giuridiche dal basso medioevo fino alla codificazione. In particolare verranno prese in esame le origini dell'odierno sistema contrattuale di dirirtto privato. Il corso intende fornire al…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Conoscenza delle esperienze giuridiche dal basso medioevo fino alla codificazione. In particolare verranno prese in esame le origini dell'odierno sistema contrattuale di dirirtto privato. Il corso intende fornire al futuro giurista una prospettiva storica necessaria per poter svolgere bene il proprio mestiere, rafforzando le proprie competenze critiche.

Programma

Il corso intende, in primo luogo, fornire allo studente una serie di informazioni e di dati di riflessione sullo sviluppo del sistema di esperienza giuridica attivo sul territorio italiano ed europeo, a partire dal basso medioevo fino all'età contemporanea. Le lezioni si articoleranno, quindi, lungo un percorso che contemplerà sia l'esposizione dell'evoluzione storica degli ordinamenti normativi ed istituzionali succedutisi nel tempo, sia l'analisi delle origini dell'odierno sistema contrattuale di diritto privato.

E' raccomandata la conoscenza delle grandi linee della storia europea, dal medioevo all'età contemporanea, ricavabile dalla consultazione di un qualunque manuale di storia per le scuole superiori.

Lo studente potrà acquisire e/o sviluppare sensibilità alle problematiche giuridiche trattate. La propsettiva storico-giuridica lo aiuterà ad affrontare le problematiche giuridiche autonomamente e nella piena consapevolezza della storicità dell'ordinamento giuridico nel quale si troverà ad operare, dopo il conseguimento della laurea.

Modalità d'esame

In sede di esame sarà valutata la capacità applicativa dello studente delle nozioni apprese durante l'insegnamento. Lo studente dovrà dimostrare la conoscenza delle vicende storico-giuridiche trattate nel corso ed il saper utilizzare gli strumenti della ricerca storico-giuridica.

L'esame si svolgerà con prova orale. La prova orale consiste in un colloquio tra il candidato ed il docente, o anche tra il candidato ed altri collaboratori del docente titolare.

La verifica dell'apprendimento è finalizzata ad accertare il raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi, in coerenza con gli obiettivi formativi del corso e con i Descrittori di Dublino. In particolare, la prova d'esame è progettata per valutare in modo integrato le conoscenze acquisite, la capacità di applicare il metodo storico-giuridico all'analisi degli istituti giuridici, le abilità comunicative.

Il colloquio di esame è volto a verificare:

  1. la conoscenza e la comprensione delle principali esperienze giuridiche e degli istituti oggetto del corso;
  2. la capacità di applicare il metodo storico-giuridico all'analisi delle fonti e delle vicende storico-giuridiche, anche attraverso esempi;
  3. la capacità di argomentare in modo critico collocando gli istituti nel rispettivo contesto storico ed istituzionale;
  4. la chiarezza e la correttezza dell'esposizione, nonché l'uso appropriato del linguaggio giuridico.

La valutazione è espressa in trentesimi ed determinata sulla base di una valutazione complessiva delle seguenti dimensioni:

  • conoscenza e capacità di comprensione dei contenuti del corso;
  • capacità di applicare conoscenza e comprensione, con particolare riferimento all'uso del metodo storico-giuridico;
  • capacità critica di interpretazione e di valutazione delle fonti e dei materiali giuridici;
  • abilità comunicative, in termini di chiarezza espositiva, coerenza espositiva e correttezza terminologica.

Ai fini dell'attribuzione del voto finale, la prova dello studente è valutata secondo la seguente scala qualitativa indicativa:

  • 18-21: conoscenza essenziale degli argomenti, capacità applicative limitate e argomentazione semplice;
  • 22-25: conoscenza complessivamente adeguata, discreta capacità di applicazione del metodo storico-giuridico e argomentazione corretta ma non approfondita;
  • 26-28: conoscenza buona e articolata, capacità di applicazione consapevole del metodo storico-giuridico e argomentazione critica coerente;
  • 29-30: conoscenza molto approfondita, piena padronanza del metodo storico-giuridico, autonomia di giudizio e capacità argomentativa matura;
  • 30 e lode: eccellente conoscenza dei contenuti, uso particolarmente efficace e critico del metodo storico-giuridico, elevata capacità di analisi e di rielaborazione autonoma.

Il superamento dell'esame è subordinato al conseguimento di una valutazione complessivamente positiva rispetto a tutte le dimensioni sopra indicate.

Testi di riferimento

  1. G. S. Pene Vidari, Storia del diritto in età medievale e moderna, Torino, Giappichelli, 2023, pp. 129-328;
  2. U. Santarelli, La categoria dei contratti irregolari, Torino, Giappichelli, 1990, pp. 51-210.

Codice insegnamento 77294

Storia del diritto italiano (pubblico) 1° anno · 2° semestre · 6 CFU · IUS/19 · 0 file

Conoscenza delle esperienze giuridiche dal basso medioevo fino alla codificazione. In particolare verrà presa in esame la storia delle costituzioni moderne. Il corso intende fornire al futuro giurista una prospettiva…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Conoscenza delle esperienze giuridiche dal basso medioevo fino alla codificazione. In particolare verrà presa in esame la storia delle costituzioni moderne. Il corso intende fornire al futuro giurista una prospettiva storica necessaria per poter svolgere bene il proprio mestiere, rafforzando le proprie competenze critiche.

Programma

Il corso intende, in primo luogo, fornire allo studente una serie di informazioni e di dati di riflessione sullo sviluppo del sistema di esperienza giuridica attivo sul territorio italiano ed europeo, a partire dal basso medioevo fino all'età contemporanea. Le lezioni si articoleranno, quindi, lungo un percorso che contemplerà sia l'esposizione dell'evoluzione storica degli ordinamenti normativi ed istituzionali succedutisi nel tempo, sia l'analisi delle origini delle costituzioni moderne.

E' raccomandata la conoscenza delle grandi linee della storia europea, dal medioevo all'età contemporanea, ricavabile dalla consultazione di un qualunque manuale di storia per le scuole superiori.

Lo studente potrà acquisire e/o sviluppare sensibilità alle problematiche giuridiche trattate. La propsettiva storico-giuridica lo aiuterà ad affrontare le problematiche giuridiche autonomamente e nella piena consapevolezza della storicità dell'ordinamento giuridico nel quale si troverà ad operare, dopo il conseguimento della laurea.

Modalità d'esame

In sede di esame sarà valutata la capacità applicativa dello studente delle nozioni apprese durante l'insegnamento. Lo studente dovrà dimostrare la conoscenza delle vicende storico-giuridiche trattate nel corso ed il saper utilizzare gli strumenti della ricerca storico-giuridica.

L'esame si svolgerà con prova orale. La prova orale consiste in un colloquio tra il candidato ed il docente, o anche tra il candidato ed altri collaboratori del docente titolare.

La verifica dell'apprendimento è finalizzata ad accertare il raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi, in coerenza con gli obiettivi formativi del corso e con i Descrittori di Dublino. In particolare, la prova d'esame è progettata per valutare in modo integrato le conoscenze acquisite, la capacità di applicare il metodo storico-giuridico all'analisi degli istituti giuridici, le abilità comunicative.

Il colloquio di esame è volto a verificare:

  1. la conoscenza e la comprensione delle principali esperienze giuridiche e degli istituti oggetto del corso;
  2. la capacità di applicare il metodo storico-giuridico all'analisi delle fonti e delle vicende storico-giuridiche, anche attraverso esempi;
  3. la capacità di argomentare in modo critico collocando gli istituti nel rispettivo contesto storico ed istituzionale;
  4. la chiarezza e la correttezza dell'esposizione, nonché l'uso appropriato del linguaggio giuridico.

La valutazione è espressa in trentesimi ed determinata sulla base di una valutazione complessiva delle seguenti dimensioni:

  • conoscenza e capacità di comprensione dei contenuti del corso;
  • capacità di applicare conoscenza e comprensione, con particolare riferimento all'uso del metodo storico-giuridico;
  • capacità critica di interpretazione e di valutazione delle fonti e dei materiali giuridici;
  • abilità comunicative, in termini di chiarezza espositiva, coerenza espositiva e correttezza terminologica.

Ai fini dell'attribuzione del voto finale, la prova dello studente è valutata secondo la seguente scala qualitativa indicativa:

  • 18-21: conoscenza essenziale degli argomenti, capacità applicative limitate e argomentazione semplice;
  • 22-25: conoscenza complessivamente adeguata, discreta capacità di applicazione del metodo storico-giuridico e argomentazione corretta ma non approfondita;
  • 26-28: conoscenza buona e articolata, capacità di applicazione consapevole del metodo storico-giuridico e argomentazione critica coerente;
  • 29-30: conoscenza molto approfondita, piena padronanza del metodo storico-giuridico, autonomia di giudizio e capacità argomentativa matura;
  • 30 e lode: eccellente conoscenza dei contenuti, uso particolarmente efficace e critico del metodo storico-giuridico, elevata capacità di analisi e di rielaborazione autonoma.

Il superamento dell'esame è subordinato al conseguimento di una valutazione complessivamente positiva rispetto a tutte le dimensioni sopra indicate.

Testi di riferimento

  1. G. S. Pene Vidari, Storia del diritto in età medievale e moderna, Torino, Giappichelli, 2023, pp. 129-328;
  2. M. Fioravanti, Appunti di storia delle costituzioni moderne. Le libertà fondamentali (terza edizione), Torino, Giappichelli, 2014.

Codice insegnamento 77299

DIRITTO AMMINISTRATIVO 2° anno · 9 CFU · IUS/10 · 0 file

Il corso si propone di fornire conoscenze approfondite del rapporto fra esercizio del potere pubblico e dimensione soggettiva privata. Viene fornito un quadro aggiornato dei principi e delle regole del diritto…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso si propone di fornire conoscenze approfondite del rapporto fra esercizio del potere pubblico e dimensione soggettiva privata. Viene fornito un quadro aggiornato dei principi e delle regole del diritto amministrativo nazionale, anche in rapporto al contesto ed alle regole europee ed internazionali. Si intende far conoscere le regole di esercizio del potere pubblico in vista dell'adempimento delle funzioni che soddisfano gli interessi pubblici della collettività. Si offre un quadro complessivo dei principi, degli istituti del diritto amministrativo, dei soggetti che operano, dei mezzi e dei modi in cui operano, delle regole che presiedono all'esercizio del potere e dello svolgimento dell'azione amministrativa amministrativa in funzione del soddisfacimento dell'interesse pubblico ed in rapporto agli interessi legittimi dei privati.

Programma

Il corso si propone di fornire le basi per un inquadramento dei principi del diritto amministrativo, anche in rapporto al contesto europeo. La ricostruzione dei confini della materia consentirà di proseguire ed estendere l’analisi all’organizzazione ed alle regole che presiedono l’azione amministrativa.

Saranno oggetto di studio, in particolare, l’articolazione soggettiva della pubblica amministrazione e dei soggetti privati riconducibili alla sfera pubblica, con peculiare attenzione all’impiego di strumenti societari ed alle trasformazioni degli enti pubblici.

Sotto il profilo dinamico dell’esercizio del potere, sarà affrontata l’analisi delle regole procedimentali che presiedono l’agire amministrativo, il provvedimento amministrativo - nella sua formazione, nei suoi profili essenziali e nelle eventuali patologie.

Un ruolo centrale, poi, sarà affidato all’approfondimento del profilo statico del potere amministrativo, alle caratteristiche strutturali dell’attività amministrativa ed al conseguente impatto dell’esercizio del potere pubblico in tal modo configurato sulle situazioni giuridiche dei soggetti incisi da esso.

Sarà offerto altresì un inquadramento del profilo della responsabilità amministrativa e dei beni pubblici.

Con riferimento alle funzioni, sarà affrontato il tema dei servizi pubblici, rispetto ai quali saranno approfondite alcune problematiche di carattere qualificatorio generale, anche in relazione al contesto eurounitario, e saranno esaminati alcuni modelli di servizi pubblici, con l’attenzione rivolta agli strumenti ed ai soggetti di regolazione.

Si ritiene indispensabile procedere attraverso l’analisi non meramente dogmatica degli istituiti, preferendo, ad un approccio formale e classificatorio, una modalità di insegnamento più dinamica ed

attuale, che ancori le necessarie basi teoriche all’evoluzione giurisprudenziale, nazionale e comunitaria, così da fornire allo studente non soltanto la conoscenza astratta degli istituti e delle regole del diritto amministrativo, quanto, piuttosto, un adeguato quadro dinamico del diritto amministrativo, che consenta di orientarsi nella quotidianità dei numerosi rapporti con i poteri pubblici ed in un eventuale, futuro rapporto lavorativo con le strutture pubblicistiche.

ESAMI

Conoscenze giuridiche di base e linguaggio giuridico adeguato. Le conoscenze richieste comprendono la capacità di orientamento nell'ambito dei principi del diritto costituzionale e, possibilmente, del diritto privato, nonchè l'utilizzo di un corretto linguaggio giuridico in relazione alle tematiche trattate Il corso si svolgerà con una modalità interattiva, dove le lezioni frontali saranno alternate a lezioni seminariali ed alla proiezione di slides. La modalità di docenza è partecipata e proattiva: gli studenti saranno coinvolti nel dialogo con la docente e saranno stimolati a interagire fra loro e con la docente. Lo studente potrà acquisire e/o sviluppare sensibilità alle problematiche giuridiche trattate, che gli consentiranno un approccio informato e documentato alle vicende giuridiche attuali, ponendolo in grado di potersi orientare nei quotidiani rapporti con le strutture pubbliche e con le nuove dinamiche fra pubblica amministrazione e cittadini

Modalità d'esame

La modalità di verifica viene attuata mediante una prova orale, spesso su tematiche di studio a scelta dello studente ed attraverso una illustrazione delle stesse in aula, La prova orale consente, attraverso un colloquio fra docente e studente, di valutare la capacità applicativa acquisita in relazione al modo in cui le nozioni apprese durante l’insegnamento possano trovare realizzazione nella realtà quotidiana ed in fattispecie concrete ; lo svolgimento della prova orale consentirà allo studente di affinare il proprio linguaggio giuridico e di perfezionare la capacità di visione d'insieme della materia trattata, con particolare riferimento all'approfondimento degli aspetti critici incontrati nell'ambito del corso e dello studio .

esame finale con svolgimento prova orale, il cui accesso è generalizzato e non condizionato dal previo svolgimento della prova di verifica intermedia. Nel caso comunque in cui lo studente abbia deciso di svolgere la prova di verifica intermedia, la valutazione complessiva della prova orale finale terrà conto anche dell'esito positivo o negativo della prova intermedia. L'esame si svolge mediante un colloquio orale con la docente o con i collaboratori della docente. Durante lo svolgimento del colloquio saranno sottoposti allo studente una serie di domande rappresentative dei principali argomenti trattati nel corso di studio e svolti nel testo di esame. L'articolazione delle domande presuppone che lo studente, nel fornire la propria risposta, dimostri una adeguata capacità di inquadramento della tematica richiesta, una buona capacità di espressione attraverso un linguaggio giuridico appropriato ed una sviluppata capacità di analisi critica dell'istitutooggetto di indagine. il superamento dell'esame, il cui voto finale viene espresso in trentesimi, è subordinato all'esito positivo del colloquio orale, rispetto al quale si richiede che il candidato sia in grado di affrontare in modo almeno sufficiente tutte le macro questioni introdotte con le domande generali proposte dal docente

Testi di riferimento

MARCELLO CLARICH: MANUALE DI DIRITTO AMMINISTRATIVO , Bologna, Il Mulino, 2026. A) Studenti e studentesse NON ERASMUS Parti incluse nel programma: - PARTE PRIMA: CAPITOLI 1 E 2. - PARTE SECONDA: CAPITOLI 3, 4 E 5 - PARTE TERZA: CAPITOLO 8 B) PROGRAMMA RISERVATO STUDENTI ERASMUS: MARCELLO CLARICH: MANUALE DI DIRITTO AMMINISTRATIVO , Bologna, Il Mulino, 2026: DA STUDIARE SOLAMENTE: PARTE SECONDA. PROFILI POLIFUNZIONALI - capitolo 3, CAPITOLO 4 E CAPITOLO 5. PER TUTTI: E' RICHIESTA LA CONOSCENZA DELLA LEGGE SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO N. 241 DEL 1990. Il testo può essere reperito sul web in PDf con modalità open access attraverso qualsiasi motore di ricerca.

Codice insegnamento P034258548

DIRITTO COMMERCIALE 2° anno · 9 CFU · IUS/04 · 1 file
Archivio Globale

Temi scelti di diritto commerciale e segnatamente di diritto societario.

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Temi scelti di diritto commerciale e segnatamente di diritto societario.

Programma

Il perché di un "diritto commerciale".

L'impresa: la fattispecie. Attività produttiva, organizzazione, azienda: il "piccolo imprenditore" al confine della fattispecie. La professionalità. Il diritto commerciale quale sistema a base oggettiva (le codificazioni ottocentesche e il codice civile italiano del 1942).

Impresa agricola e impresa commerciale.

L'insolvenza e l'impresa: liquidazione giudiziale e liquidazione controllata.

LE FORME GIURIDICHE DI ORGANIZZAZIONE DELL'IMPRESA:

A) l'imprenditore individuale. Il piccolo imprenditore (art. 2083 c.c.). Rischio d'impresa e art. 2740 c.c.: il concorso di creditori aziendali ed extra-aziendali nella liquidazione giudiziale e controllata. Impresa individuale e libertà d'impresa. L'impresa familiare. Il principio di effettività: significato; corollari (l'impresa illecita; l'inizio dell'impresa tra atti di organizzazione e atti dell'organizzazione); limiti (l'impresa degli incapaci).

B) Le società: parte generale.

C) I consorzi con attività esterna: nozione; funzione; autonomia patrimoniale; responsabilità per le obbligazioni consortili (analisi dell'art. 2615 c.c.). Le società consortili.

D) Associazioni e fondazioni che esercitano impresa: profili strutturali e funzionali.

Il mutamento della forma giuridica di organizzazione dell'impresa: la trasformazione. Trasformazioni omogenee ed eterogenee: fattispecie e disciplina. Trasformazioni omogenee e mutamento del regime di rischio: gli artt. 2500-quinquies e 2500-sexies c.c.

I DOVERI DI CHI ESERCITA IMPRESA: A) L'iscrizione nel registro delle imprese. B) Le scritture contabili. C) Assetti e misure anti-crisi: nozioni.

Insolvenza e crisi. Impresa societaria e "rescue culture": principi giuridici. Il concordato preventivo tra gli strumenti di regolazione della crisi e dell'insolvenza: nozione; struttura; esiti; funzione.

L'ORGANIZZAZIONE DELL'IMPRESA: I) Rappresentanza d'impresa e institore.

II) L'azienda e il suo trasferimento. Trasferimento e affitto dell'azienda: contratti, crediti e debiti; l'art. 2557 c.c.

LE SOCIETÀ: PARTE SPECIALE. Premesse e coordinate di vertice: società di persone vs società di capitali. In particolare: le modificazioni statutarie. Il recesso. La posizione dell'accomandatario di s.a.p.a. Cooperative e democrazia societaria: principio di maggioranza e voto capitario.

A) LA PARTECIPAZIONE SOCIALE. La partecipazione sociale (I): (A) Il trasferimento per atto tra vivi. (B) Morte del socio e vicende della partecipazione: l'art. 2284 c.c. nelle società di persone; la morte dell'accomandante di s.a.s.; azioni e quote di s.r.l. (la clausola di riscatto); la morte del socio cooperatore. (C) Creditori (particolari) del socio ed espropriazione della quota. (D) La costituzione di diritti frazionari sulla partecipazione.

La partecipazione sociale (II): azioni vs quote di s.r.l. L'azione e la quota in rapporto al capitale: principi generali. Le categorie di azioni: nozione; principio di atipicità; azioni privilegiate; azioni senza voto, a voto limitato o condizionato; azioni a voto plurimo. I "particolari diritti" dei soci di s.r.l. Diritti diversi e diritti particolari: a) il rapporto con la circolazione della partecipazione; b) le modificazioni dei diritti (le assemblee speciali e l'art. 2376 c.c.; l'art. 2468, co. 4, c.c.). Tecnica azionaria e circolazione della partecipazione. Azioni e titoli di credito. La dematerializzazione totale e parziale. La circolazione della quota di s.r.l. e il registro delle imprese. Le società di capitali e l'offerta al pubblico di (partecipazioni come) prodotti finanziari. Le cosiddette "s.r.l. aperte". Società per azioni e pubblico risparmio. Società per azioni che fanno appello al mercato del capitale di rischio, emittenti diffusi e quotati: nozioni. I patti parasociali: vincoli di durata e di pubblicità nella s.p.a. chiusa, aperta e quotata.

B) LE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO.

L'organizzazione dei poteri nelle società di persone.

L'organizzazione dei poteri nelle società per azioni.

L'organizzazione dei poteri nelle società a responsabilità limitata.

L'organizzazione dei poteri nelle società mutualistiche.

C) PATRIMONIO, CAPITALE, PROVVISTA FINANZIARIA. L'ordinamento patrimoniale e il capitale nelle società di persone, di capitali e cooperative. Il capitale e le riserve.

La funzione vincolistica del capitale: (i) il ruolo del capitale ai fini della distribuzione dell'utile (artt. 2303, 2433, co. 3, e 2478-bis, co. 5, c.c.); (ii) il capitale quale limite alle (altre) distribuzioni dirette e alle distribuzioni indirette di patrimonio netto (artt. 2306, 2445 e 2482 c.c.; acquisto di azioni proprie e assistenza finanziaria). La c.d. riduzione volontaria e reale del capitale. Sorteggio di azioni e azioni di godimento. La distribuzione delle riserve. Il passaggio di riserve a capitale: il c.d. aumento gratuito del capitale. Le perdite di capitale tra regole societarie e concorsuali. Recesso del socio e liquidazione dell'investimento: l'incidenza del "rimborso" sul patrimonio netto. Esclusione del socio da s.r.l. e liquidazione della quota.

La provvista finanziaria delle società: i conferimenti. (I) La selezione delle entità conferibili. Il conferimento d'opera nella s.r.l. Azioni con prestazioni accessorie e strumenti finanziari partecipativi nella s.p.a. (II) L'esecuzione del conferimento: le regole. I conferimenti in natura nelle società di capitali. Il conferimento di know-how. Aumento di capitale e conferimenti già dovuti. La circolazione della partecipazione non liberata nelle s.p.a., s.r.l. e cooperative. (III) La stima dei conferimenti di beni diversi dal denaro: società di persone e società di capitali. S.p.a. e conferimenti in natura valutati con metodi alternativi. Gli acquisti pericolosi. (IV) La patologia del conferimento. Conferimenti in denaro: mora dell'azionista e del socio di s.r.l. (artt. 2344 e 2466 c.c.). L'inadempimento dell'apporto d'opera nelle società di persone e nelle s.r.l. Conferimenti in proprietà e in godimento: passaggio dei rischi e garanzie. Conferimento di crediti e garanzie.

La provvista finanziaria delle società: i prestiti. Prestito bancario e prestito obbligazionario. Obbligazioni di s.p.a. e titoli di debito non obbligazionari di s.r.l. I prestiti anomali del socio di s.r.l.: l'art. 2467 c.c.

L'aumento di capitale a pagamento e il diritto di opzione: a) la titolarità del diritto (e le regole speciali in tema di obbligazioni convertibili); b) i tempi di esercizio; c) la sorte dell'inoptato; d) la limitazione e l'esclusione. Diritto di opzione e concordato preventivo. Riduzione del capitale a zero e diritto d'opzione.

Il diritto di recesso. D) DIRITTO SOCIETARIO: PATOLOGIE E RIMEDI.

Elementi di diritto civile.

Per il docente, ai fini del percorso di maturazione delle studentesse e degli studenti, rilevano i soli comportamenti idonei a far emergere le (e a denotare uno sviluppo e un progressivo affinamento delle) “Capacità” evidenziate più sopra.

Modalità d'esame

Esame orale. Verranno poste domande alle studentesse e agli studenti allo scopo di verificare le capacità di cui sopra.

La prova d'esame è orale; è tuttavia prevista una prova in itinere, la cui modalità (orale o scritta) sarà definita all'inizio del corso di lezioni.

Testi di riferimento

Per la preparazione dell'esame orale, sono sufficienti gli appunti presi a lezione.

Agli studenti non frequentanti si consiglia il "Manuale di diritto commerciale" a cura di M. Cian (volume unico), ultima edizione (settima), 2026, da pag. 1 a pag. 80 (Introduzione e Sezioni I-IV), e da pag. 301 a 690 (Sezioni VIII-XV). Resta inteso che lo studente può affidarsi a qualsiasi altro manuale in commercio, se previamente concordato con il docente.

Codice insegnamento P005004759

DIRITTO DEL LAVORO 2° anno · 9 CFU · IUS/07 · 0 file
Archivio Globale

Lo studente attraverso gli argomenti trattati acquisirà una sensibilità verso i temi giuslavoristici e sarà capace di analizzare e comprendere testi complessi sui temi trattati nel corso, sviluppando una conoscenza…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Lo studente attraverso gli argomenti trattati acquisirà una sensibilità verso i temi giuslavoristici e sarà capace di analizzare e comprendere testi complessi sui temi trattati nel corso, sviluppando una conoscenza critica della materia.

Programma

I contenuti della materia si dividono in due nuclei principali.

Il primo attiene al diritto sindacale e i suoi principali contenuti sono i seguenti:

  • Le fonti
  • La contrattazione collettiva
  • Le associazioni sindacali
  • Il diritto di sciopero e la serrata
  • I diritti sindacali nei luoghi di lavoro.

Il secondo attiene al diritto del lavoro in senso stretto (rapporto di lavoro) e i suoi principali contenuti riguardano la dinamica del contratto di lavoro e sono i seguenti:

  • Il tipo contrattuale e la subordinazione
  • Le figure del datore di lavoro e del lavoratore
  • La fase formativa (nelle sue componenti strutturali ed avendo riguardo all’intervento eteronomo di ordine pubblico)
  • La fase esecutiva
  • I poteri datoriali nell’amministrazione del rapporto
  • Gli obblighi del datore di lavoro (obbligo di sicurezza e retribuzione)
  • Le vicende modificative
  • La sospensione del rapporto
  • L’estinzione del rapporto
  • Mercato del lavoro e occupazione
  • Le garanzie dei diritti.

Il corso si svolgerà nella maggioranza dei casi in forma di lezioni frontali; potranno anche essere previste lezioni in forma seminariale con esercitazioni. In questa sede gli studenti potranno anche presentare e discutere delle relazioni.

Il corso sarà tenuto in lingua italiana. 

Lo studente dovrà acquisire e sviluppare sensibilità alle problematiche giuridiche trattate, comprendendo quali sono i principi fondamentali della materia e come è opportuno muoversi tra le fonti per trovare le regole di cui fare applicazione. Inoltre, poiché il diritto del lavoro costituisce una esperienza vicina alla vita quotidiana del cittadino, lo studente sarà in grado di comprendere la terminologia tecnica e le caratteristiche dei principali istituti, anche allo scopo di muoversi con consapevolezza nel mondo del lavoro e di comprendere il dibattito pubblico inerente alla disciplina del mercato del lavoro.

Modalità d'esame

Le capacità saranno verificate attraverso l’analisi in aula di casi concreti. I criteri di valutazione saranno: la capacità di comprensione e di esposizione; l’autonomia di giudizio; le abilità argomentative. Ai fini di affinare tali capacità la partecipazione in aula è raccomandata, da interpretare come un’opportunità di apprendimento. Le capacità saranno sottoposte a verifica durante l’esame finale, seguendo i criteri appena esposti.

La verifica dell’apprendimento è finalizzata ad accertare il raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi. 

La prova d’esame è progettata per valutare in modo integrato le conoscenze acquisite, la capacità di applicare gli istituti giuridici, l’autonomia di giudizio e le abilità comunicative.

L’esame si svolge in forma orale e consiste in un colloquio volto a verificare:

(1) la conoscenza e la comprensione degli istituti oggetto del corso;

(2) la capacità di applicare gli istituti trattati, anche attraverso esempi o casi concreti;

(3) la capacità di argomentare in modo critico e consapevole;

(4) la chiarezza e la correttezza dell’esposizione, nonché l’uso appropriato del linguaggio giuridico.

La valutazione finale è espressa in trentesimi ed è determinata sulla base di una valutazione complessiva delle dimensioni appena indicate. 

Ai fini dell’attribuzione del voto finale, la performance dello studente è valutata secondo la seguente scala qualitativa indicativa:

  • 18–21: conoscenza essenziale degli argomenti, capacità applicativa limitata e argomentazione semplice;
  • 22–25: conoscenza complessivamente adeguata, discreta capacità applicativa e argomentazione corretta ma non approfondita;
  • 26–28: conoscenza buona e articolata, consapevole capacità applicativa e argomentazione critica coerente;
  • 29–30: conoscenza molto approfondita, piena padronanza della capacità di applicare gli istituti trattati a casi concreti, autonomia di giudizio e capacità argomentativa matura;
  • 30 e lode: eccellente conoscenza dei contenuti, uso particolarmente efficace e critico degli istituti trattati, elevata capacità di analisi e di rielaborazione autonoma.

Testi di riferimento

P. ALBI, Manuale di diritto del lavoro, Giuffrè, ultima edizione 

Codice insegnamento P872417343

DIRITTO PENALE 2° anno · 9 CFU · IUS/17 · 0 file

Al termine del corso lo studente dovrà aver acquisti conoscenze sufficienti in ordine allo strumentario punitivo penale, ai principi costituzionali posti a garanzia dell'esercizio di tale potere, alla struttura del reato…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Al termine del corso lo studente dovrà aver acquisti conoscenze sufficienti in ordine allo strumentario punitivo penale, ai principi costituzionali posti a garanzia dell'esercizio di tale potere, alla struttura del reato e delle sue forme di manifestazione. Lo studio, per quanto ancorato al diritto positivo, richiede acquisizioni di carattere dogmatico

Programma

Programma (contenuti dell'insegnamento)

Nelle settandue ore del corso si affronta:

  • Studio della pena e delle implicazioni del suo carattere afflittivo sul piano delle garanzie;
  • Studio dei principi costituzionali di legalità, di colpevolezza e di rieducazione;
  • Analisi degli elementi strutturali del reato secondo la teoria tripartita:
  • fatto tipico offensivo
  • antigiuridicità obiettiva
  • colpevolezza;
  • Analisi delle forme di manifestazione del reato:
  • concorso di reati;
  • reato circostanziato;
  • delitto tentato;
  • fattispecie plurisoggettiva eventuale;
  • Cenni su misure di sicurezza e di prevenzione;
  • Cenni su punibilità e cause estintive.
Non sono previsti prerequisiti, salvo il rispetto delle propedeuticità Per agevolare lo sviluppo di una simile consapevolezza della materia, tutti gli studenti sono invitati a partecipare agli incontri con il docente in sede di ricevimento e a partecipare al seminario che avrà proprio lo scopo di rendere più chiari ed immediati i concetti esposti a lezione

Modalità d'esame

In sede di esame finale (non sono previste infatti prove intermedie) lo studente deve dimostrare la capacità di fare impiego dei principi di parte generale studiati in riferimento ad ipotesi di reato.

L'esame si svolge mediante colloquio orale, finalizzato a verificare la conoscenza della disciplina, la capacità di ragionamento giuridico e di applicazione delle norme a casi concreti

Testi di riferimento


T.Padovani, Diritto penale, XIV ed., Giuffrè 2025

Codice insegnamento P567533113

Diritto amministrativo per l'impresa 2° anno · 9 CFU · IUS/10 · 0 file

L’insegnamento contribuisce agli obiettivi del Corso di Laurea in Diritto dell’impresa, del lavoro e delle pubbliche amministrazioni, che mira ad assicurare un’adeguata preparazione nelle materie giuridiche di base,…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

L’insegnamento contribuisce agli obiettivi del Corso di Laurea in Diritto dell’impresa, del lavoro e delle pubbliche amministrazioni, che mira ad assicurare un’adeguata preparazione nelle materie giuridiche di base, integrata da conoscenze utili a operare nei contesti sociali, economici e istituzionali, pubblici e privati, formando un giurista in grado, con autonomia di giudizio, di interpretare e applicare in concreto la normativa vigente e la relativa prassi/giurisprudenza, con un orientamento anche professionalizzante.

In tale prospettiva, i contenuti del corso (principi dell’azione amministrativa, organizzazione e funzioni della P.A., procedimento e provvedimento, vizi e rimedi, autorizzazioni e controlli, regolazione e rapporti impresa–amministrazione, strumenti di tutela) rafforzano le competenze necessarie a comprendere e gestire correttamente le interazioni tra operatori economici e amministrazioni, sviluppando capacità di analisi del caso concreto, argomentazione tecnico-giuridica e valutazione delle alternative decisionali in coerenza con il profilo in uscita del CdS.

In tale prospettiva, il corso mira a fornire allo studente la conoscenza delle regole e dei concetti fondamentali del diritto amministrativo italiano, partendo dai principi costituzionali in materia e tenendo conto dell'influenza sullo stesso del diritto eurounitario e dello sviluppo di un diritto amministrativo europeo. In tale prospettiva, il corso evidenzierà come i fattori menzionati abbiano contribuito in maniera determinante ad una significativa evoluzione di tale branca del diritto che, in estrema sintesi, non è più concepito dall'ordinamento, come derivava dalla sua origine storica "autoritaria", come "diritto speciale" delle entità pubbliche finalizzato a consentire alle stesse di esercitare poteri di governo/dominio sulla società civile ed affrancarsi dalle regole del "diritto comune" cui sono assoggettati i privati; ma, all’opposto, il mezzo attraverso il quale strutturare efficientemente l’organizzazione amministrativa, onde rendere al cittadino utilità funzionali al pieno sviluppo e godimento dei suoi diritti e contribuire positivamente allo sviluppo economico e sociale della collettività.

Verranno quindi esaminati in particolare gli istituti fondamentali del diritto amministrativo, dei soggetti operanti nello stesso e dei peculiari poteri connessi alla personalità giuridica di diritto pubblico, le regole speciali e le modalità dell'azione amministrativa e del suo procedimento. Verranno in particolare evidenziati i profili della materia maggiormente attinenti al rapporto tra attività delle amministrazioni pubbliche e attività dei cittadini e delle imprese private, con specifico riferimento a quelle regolamentate e che presentino interferenza con la tutela dei pubblici interessi.

Programma

Nella prima parte del corso saranno illustrati i profili generali ed essenziali dell'organizzazione amministrativa. Si passerà quindi ad analizzare la nozione di potere amministrativo e le connesse situazioni giuridiche correlate (interessi legittimi, collettivi, diffusi), al fine di evidenziare le problematiche dell'equilibrio tra "potere autoritativo" e "libertà", perseguimento dell'"interesse pubblico-collettivo" rispetto agli interessi individuali ad esso potenzialmente antagonisti. Successivamente, dopo aver trattato dei "soggetti" dell'amministrazione pubblica e delle regole generali che disciplinano la loro organizzazione, si passerà ad analizzare la parte "dinamica" dello svolgimento dell'azione amministrativa, esaminando la disciplina del procedimento amministrativo, non solo come strumento di formazione del "provvedimento", ma anche come luogo di confronto e composizione degli interessi pubblici con quelli privati da esso incisi e/o comunque connessi. Si dedicherà attenzione anche ai moduli alternativi di esercizio della pubblica funzione (c.d. liberalizzazione delle attività economiche, istituti di semplificazione del rapporto tra amministrazione e amministrati, soprattutto nel settore delle attività economiche e di impresa), nonché alla contrattualizzazione dell'agire amministrativo. Sarà quindi dedicato spazio alla patologia della funzione amministrativa e all'esposizione dei principi fondamentali della responsabilità amministrativa.

Le tematiche sopra indicate verranno affrontate in una prospettiva non meramente "teorico-dottrinale", ma cercando sempre di collegare gli istituti esaminati ad esempi di fattispecie tratte dall'esperienza concreta e tenendo conto dell'opera della giurisprudenza che nella materia amministrativistica ha da sempre assunto una funzione non meramente "interpretativa", ma spesso anche "creativa" ed anticipatoria degli sviluppi della legislazione.

Sono da ritenersi pre-requisito dello studio del diritto amministrativo la conoscenza dei principi del diritto pubblico e costituzionale e del diritto privato. In particolare, secondo il vigente regolamento didattico del Corso di laurea in Diritto dell'Impresa, del Lavoro e delle P.A., sono propedeutici rispetto a quello di Diritto Amministrativo per l'Impresa gli esami di Diritto Costituzionale e di Istituzioni di Diritto Privato.

Ci si attende che lo studente acquisisca conoscenza e sensibilità rispetto alla materia del rapporto tra amministrazione e società civile, con particolare riferimento alle problematiche delll'interferenza tra l'attività della prima con quelle private svolte dai cittadini e dalle imprese, tale da essere in grado di avvicinarsi e trattare in maniera consapevole e documentata le vicende inerenti i relativi rapporti e le relative dinamiche.

Modalità d'esame

V. modalità di verifica delle conoscenze

Alla luce della propria esperienza didattica e professionale, il docente ritiene che sia opportuno stimolare ed "allenare" più di quanto abitualmente avviene gli studenti dei corsi universitari in materie giuridiche all'utilizzo della forma di espressione scritta, con la quale essi, essendo nella grande maggioranza dei casi gli esami soltanto orali, si confrontano raramente durante lo svolgimento dei propri studi, se non (e spesso incontrando rilevanti difficoltà) al momento della "tesi". La forma di espressione scritta e la capacità di utilizzare la stessa in maniera fluida e corretta, anche tecnicamente, in ambito giuridico è invece fondamentale ed è del resto la forma prevalentemente utilizzata nei concorsi pubblici e successivamente nello svolgimento delle attività lavorative e/o professionali connesse con l'applicazione e l'interpretazione del "diritto" (negli uffici pubblici, nelle Corti, nelle professioni).

Sulla base di tali considerazioni, l'esame finale del corso di Diritto Amministrativo per l'Impresa, con l'unica eccezione per gli studenti stranieri ERASMUS, come di seguito specificato, consisterà in una PROVA SCRITTA nella quale gli studenti saranno chiamati a svolgere un elaborato su n. TRE "domande a risposta aperta" sugli argomenti del corso trattati nelle lezioni e nel Manuale di riferimento, individuate dal docente ed indicate dallo stesso all'inizio di ogni appello a coloro che si presenteranno allo stesso. Gli studenti iscritti all'appello e che intenderanno sostenere l'esame avranno a disposizione 90 minuti di tempo per completare e consegnare il proprio elaborato. La valutazione della prova sarà espressa, come al solito, in "trentesimi". Per ogni risposta a ciascuna delle tre "domande a risposta aperta" verrà assegnato un punteggio parziale da 0 a 10. Il voto finale della prova di esame per ciascun candidato deriverà dalla somma dei punteggi parziali ottenuti dal candidato per ciascuna delle tre parti dell'elaborato. L'esame sarà considerato superato se il voto complessivo sarà almeno pari a 18/30. Potrà essere assegnata la "lode" a quegli elaborati che abbiano ottenuto il massimo voto finale (30/30) nei quali il candidato abbia dimostrato, oltre all'approfondita conoscenza degli istituti trattati, capacità logico-argomentativa ed espositiva e piena proprietà di espressione giuridica.

Il docente provvederà nei giorni successivi alla data dell'appello ad esaminare e valutare gli elaborati, assegnando a ciascuno il voto finale secondo i criteri sopra descritti. Prima della registrazione dei risultati in forma elettronica sull'apposito portale, comunicherà per email (utilizzando l'indirizzo email indicato nel sistema di iscrizione all'appello) a ciascuno studente che avrà consegnato l'elaborato il voto complessivo ottenuto, anche al fine di consentire eventualmente ad ognuno degli interessati di comunicare, entro il termine che sarà specificato, l'eventuale "non accettazione" del voto ottenuto e la richiesta di sostenere nuovamente l'esame in altro appello al fine di migliorare il risultato.

IL DOCENTE SI RISERVA compatibilmente con il numero degli studenti frequentanti interessati e del tempo a disposizione nell'ambito del numero di "crediti" assegnato al corso, di proporre ai soli studenti frequentanti l'effettuazione nella prima metà del mese di novembre di una "prova intermedia", da svolgersi sempre in forma scritta con modalità analoghe a quelle dell'esame finale, relativamente a parti del programma già precedentemente affrontate a lezione. La "prova intermedia", laddove venga proposta ed effettuata, sarà oggetto di valutazione e concorrerà per il 50% alla valutazione finale.

PER I SOLI STUDENTI ERASMUS L'ESAME SARA' SVOLTO IN FORMA ORALE, SUL PROGRAMMA SPECIFICO RIDOTTO PER ESSI PREVISTO E SOPRA INDICATO

Testi di riferimento

1) Per la preparazione dell'esame, gli studenti, sia frequentanti che non frequentanti, potranno utilizzare il seguente testo, per le parti specificamente di seguito indicate: 

G. DELLA CANANEA, M. DUGATO., B. MARCHETTI, A. POLICE, M. RAMAJOLI: MANUALE DI DIRITTO AMMINISTRATIVO , Torino, Giappichelli, Terza edizione 2025

CON L'ESCLUSIONE DELLE SEGUENTI PARTI:

  • DA PG. 241 A PG. 247 ("LA FINANZA PUBBLICA")

-DA PG. 381 A PG. 438 ("L'ATTIVITA' CONTRATTUALE DELLA P.A" e "I SERVIZI PUBBLICI")

2) PROGRAMMA RISERVATO a STUDENTI ERASMUS:

G. DELLA CANANEA, M. DUGATO., B. MARCHETTI, A. POLICE, M. RAMAJOLI: MANUALE DI DIRITTO AMMINISTRATIVO , Torino, Giappichelli, 2025: solamente i capitoli I, II, III, IV

Il docente si riserva di fornire agli studenti indicazioni per la scelta di possibili testi alternativi all'inizio del corso

Codice insegnamento 77296

Diritto del lavoro (nella pubblica amministrazione) 2° anno · 9 CFU · IUS/07 · 0 file

Lo studente attraverso gli argomenti trattati acquisirà una sensibilità verso i temi giuslavoristici e sarà capace di analizzare e comprendere testi complessi sui temi trattati nel corso, sviluppando una conoscenza…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Lo studente attraverso gli argomenti trattati acquisirà una sensibilità verso i temi giuslavoristici e sarà capace di analizzare e comprendere testi complessi sui temi trattati nel corso, sviluppando una conoscenza critica della materia.

Programma

Il primo attiene al diritto sindacale e i suoi principali contenuti sono i seguenti:

  • Le fonti
  • La contrattazione collettiva
  • Le associazioni sindacali
  • Il diritto di sciopero e la serrata
  • I diritti sindacali nei luoghi di lavoro.

Il secondo attiene al diritto del lavoro pubblico in senso stretto (rapporto di lavoro); i suoi principali contenuti riguardano la dinamica del contratto di lavoro e sono i seguenti:

  • Reclutamento del personale e costituzione del rapporto di lavoro
  • La flessibilità nel lavoro pubblico
  • La fase esecutiva
  • I poteri datoriali nell’amministrazione del rapporto
  • Gli obblighi del datore di lavoro (obbligo di sicurezza e retribuzione)
  • Le vicende modificative
  • La sospensione del rapporto
  • L’estinzione del rapporto
  • Le garanzie dei diritti.

Il corso si svolgerà nella maggioranza dei casi in forma di lezioni frontali; potranno anche essere previste lezioni in forma seminariale con esercitazioni. In questa sede gli studenti potranno anche presentare e discutere delle relazioni.

Il corso sarà tenuto in lingua italiana.

Lo studente dovrà acquisire e sviluppare sensibilità alle problematiche giuridiche trattate, comprendendo quali sono i principi fondamentali della materia e come è opportuno muoversi tra le fonti per trovare le regole di cui fare applicazione. Inoltre, poiché il diritto del lavoro costituisce una esperienza vicina alla vita quotidiana del cittadino, lo studente sarà in grado di comprendere la terminologia tecnica e le caratteristiche dei principali istituti, anche allo scopo di muoversi con consapevolezza nel mondo del lavoro e di comprendere il dibattito pubblico inerente alla disciplina del mercato del lavoro.

Modalità d'esame

Le capacità saranno verificate attraverso l’analisi in aula di casi concreti. I criteri di valutazione saranno: la capacità di comprensione e di esposizione; l’autonomia di giudizio; le abilità argomentative. Ai fini di affinare tali capacità la partecipazione in aula è raccomandata, da interpretare come un’opportunità di apprendimento. Le capacità saranno sottoposte a verifica durante l’esame finale, seguendo i criteri appena esposti.

La verifica dell’apprendimento è finalizzata ad accertare il raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi.

In particolare, la prova d’esame è progettata per valutare in modo integrato le conoscenze acquisite, la capacità di applicare gli istituti giuridici, l’autonomia di giudizio e le abilità comunicative.

L’esame si svolge in forma orale e consiste in un colloquio volto a verificare:

(1) la conoscenza e la comprensione degli istituti oggetto del corso;

(2) la capacità di applicare gli istituti trattati, anche attraverso esempi o casi concreti;

(3) la capacità di argomentare in modo critico e consapevole;

(4) la chiarezza e la correttezza dell’esposizione, nonché l’uso appropriato del linguaggio giuridico.

La valutazione finale è espressa in trentesimi ed è determinata sulla base di una valutazione complessiva delle dimensioni appena indicate.

Ai fini dell’attribuzione del voto finale, la performance dello studente è valutata secondo la seguente scala qualitativa indicativa:

  • 18–21: conoscenza essenziale degli argomenti, capacità applicativa limitata e argomentazione semplice;
  • 22–25: conoscenza complessivamente adeguata, discreta capacità applicativa e argomentazione corretta ma non approfondita;
  • 26–28: conoscenza buona e articolata, consapevole capacità applicativa e argomentazione critica coerente;
  • 29–30: conoscenza molto approfondita, piena padronanza della capacità di applicare gli istituti trattati a casi concreti, autonomia di giudizio e capacità argomentativa matura;
  • 30 e lode: eccellente conoscenza dei contenuti, uso particolarmente efficace e critico degli istituti trattati, elevata capacità di analisi e di rielaborazione autonoma.

Testi di riferimento

I testi di esame consigliati sono (alternativamente):

  • F. Carinci, A. Boscati, S. Mainardi, Diritto del lavoro nelle pubbliche amministrazioni, Utet, 2024, II ed.
  • L. Galantino, Diritto del lavoro pubblico, Giappichelli, 2024, IX ed.

Codice insegnamento 77300

Diritto privato comparato 2° anno · 9 CFU · IUS/02 · 0 file

L'obiettivo del corso è quello di abilitare lo studente all'apprendimento del metodo comparatistico attraverso l’analisi delle modalità operative dei principali sistemi giuridici vigenti, a partire dalle…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

L'obiettivo del corso è quello di abilitare lo studente all'apprendimento del metodo comparatistico attraverso l’analisi delle modalità operative dei principali sistemi giuridici vigenti, a partire dalle classificazioni esistenti e dai rapporti tra le famiglie di ordinamenti giuridici. Oggetto d'indagine sarà la tradizionale dicotomia tra civil law e common law e la verifica della sua validità mediante lo studio in chiave comparatistica degli istituti più importanti del diritto privato (la proprietà, il contratto e i suoi rimedi, i contratti con i consumatori, la responsabilità civile, alcuni istituti del diritto della famiglia e delle successioni).

Programma

  • Per l'a.a. 2026/2027, le docenti e il docente del corso intendono prendere in considerazione i seguenti argomenti:
  • Studio della nascita della comparazione giuridica e dei metodi utilizzati in funzione dell'attività di comparazione;
  • Criteri finalizzati a identificare le principali famiglie di sistemi giuridici;
  • Aspetti di diversità e di uniformità delle famiglie di sistemi giuridici.
  • Alcuni dei principali istituti del diritto privato:
  • La proprietà nei sistemi di civil law e di common law;
  • Il diritto dei contratti, con cenni alle origini storiche; gli elementi costitutivi; la disciplina, i rimedi nei sistemi di civil law e di common law.
  • I contratti conclusi con i consumatori.
  • Il sistema della responsabilità civile nella comparazione, con un focus su alcune ipotesi speciali di responsabilità.
  • Dal diritto alla riservatezza al trattamento dei dati personali.
  • Alcuni istituti del diritto della famiglia e delle successioni.
Come prerequisito per il corso, dall'a.a. 2021/2022 è stata prevista la propedeuticità dell'esame di Istituzioni di diritto privato, in quanto tale corso è rivolto a consentire la conoscenza e lo studio dei principali istituti del diritto privato.

Lo studente sarà in grado di acquisire e approfondire le competenze relative ai principali istituti del diritto privato mediante l'approccio comparatistico alla materia, individuando le soluzioni adottate dalle famiglie degli ordinamenti giuridici, la loro utilità e la condivisione delle soluzioni anche nell'ambito di sistemi differenti da quello di provenienza.

Modalità d'esame

La verifica delle capacità avverrà sia a conclusione del corso, con l’esame orale finale, sia durante lo svolgimento delle lezioni, mediante il rinvio a istituti del diritto privato già oggetto di studio, con la discussione di casi proposti e l'illustrazione delle possibili soluzioni.Durante le lezioni, si svolgerà una prova scritta non obbligatoria. Le studentesse e gli studenti saranno invitati a prendere parte anche alle attività di volta in volta individuate dai docenti e inerenti alla conoscenza e all'impiego, in ambito di studio e lavorativo, degli strumenti di intelligenza artificiale.

L'esame finale e conclusivo del corso si svolge mediante un colloquio orale, finalizzato alla verifica delle competenze acquisite dagli studenti al termine delle lezioni di didattica frontale e di altre attività eventualmente svolte all'interno del corso.

Durante il corso, potrà essere previsto lo svolgimento di un compito scritto inerente a una parte degli argomenti trattati.

Testi di riferimento

Il programma d'esame comprende lo studio dei seguenti testi e materiali:

  • Per la parte generale, R. Sacco – A. Gambaro, Sistemi giuridici comparati, Torino, ultima ed., capitoli I, II, III.

Per la parte speciale, le slide e il materiale inserito dalle docenti e dal docente sulle piattaforme di condivisione (teams, moodle e-learning).

Codice insegnamento 77297

Diritto pubblico comparato 2° anno · 9 CFU · IUS/21 · 0 file

Saranno acquisite le conoscenze fondamentali nell'ambito del diritto costituzionale comparato, con particolare riferimento alla comparazione giuridica, alle famiglie giuridiche, alle origini e all'evoluzione del…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Saranno acquisite le conoscenze fondamentali nell'ambito del diritto costituzionale comparato, con particolare riferimento alla comparazione giuridica, alle famiglie giuridiche, alle origini e all'evoluzione del costituzionalismo, all'organizzazione territoriale, forme di stato, forme di governo, e garanzie costituzionali.

Programma

Il metodo comparativo e le origini della comparazione giuridica. Famiglie giuridiche (e le relazioni con le forme di stato). Il concetto di Costituzione e i costituzionalismi. Diritti e libertà fondamentali. Le generazioni dei diritti. La tutela dei diritti nel diritto comparato. Le forme di stato: l'organizzazione territoriale. Forme di governo. Le garanzie della Costituzione. Sfide e prospettive del costituzionalismo contemporaneo.

Conoscenze propedeutiche al corso sono quelle relative al diritto costituzionale. A seconda del livello della classe in termini di conoscenze in ambito storico, di storia del diritto e circa i fondamenti del diritto europeo, saranno programmati e svolti specifici momenti di recupero. capacità di analisi critica di testi normativi e giurisprudenziali capacità di argomentazione giuridica capacità di applicare strumenti di comparazione capacità di discussione e confronto in contesto seminariale

Modalità d'esame

La capacità apprese e sviluppate saranno verificate in itinere.

L'esame finale si svolgerà consisterà in un prova orale. Gli/le studenti frequentanti potranno (facoltativamente) svolgere una prova scritta intermedia con domande a risposta aperta, e lavorare, in vista della prova orale, ad un approfondimento tematico concordato e progettato con la docente.

Testi di riferimento

G. Morbidelli - M. Volpi - G. Cerrina Feroni, Diritto costituzionale comparato, ultima edizione. Gli/le studenti frequentanti lavoreranno su materiali didattici messi a disposizione durante il corso attraverso la piattaforma MS Teams.

Codice insegnamento 77301

Istituzioni di diritto processuale (per l'impresa) 2° anno · 9 CFU · IUS/16 · 0 file

Al termine del corso lo studente dimostrerà di conoscere i principi fondamentali del diritto processuale e dell'organizzazione giudiziaria civile e penale. Avrà acquisito conoscenza delle norme che disciplinano il…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Al termine del corso lo studente dimostrerà di conoscere i principi fondamentali del diritto processuale e dell'organizzazione giudiziaria civile e penale. Avrà acquisito conoscenza delle norme che disciplinano il processo, con riguardo alla legge italiana e alle Carte internazionali.

Programma

Il corso si compone di due parti (entrambe necessarie): Parte prima: diritto processuale civile - la tutela dei diritti - i principi sovranazionali e costituzionali - il diritto processuale - la tutela dichiarativa in generale - la giurisdizione ordinaria - la capacità, la legittimazione e l'interesse ad agire - il processo di cognizione di rito ordinario - il provvedimento e i suoi effetti - il regime giuridico della sentenza - la risoluzione negoziale delle controversie - la tutela esecutiva in generale - l'espropriazione singolare - l'esecuzione in forma specifica - la tutela cautelare in generale - la tutela cautelare nel processo civile Parte seconda: diritto processuale penale - il processo penale: nozioni di base; i modelli: accusatorio, inquisitorio, misto - i principi costituzionali e sovranazionali, con particolare riguardo al "giusto processo" - la struttura del codice di procedura penale e del procedimento penale - i soggetti: giudice, pubblico ministero, polizia giudiziaria, imputato, persona offesa, parte civile, difensori - la disciplina delle prove: nozione, mezzi di prova, mezzi di ricerca della prova - le misure cautelari: personali e reali - la dinamica del procedimento: la notizia di reato, le indagini preliminari, l’azione penale e l’archiviazione, l’udienza preliminare, i procedimenti speciali, il dibattimento, le impugnazioni, il giudicato (cenni)

Lo studente ha conoscenze di:

  • principi costituzionali
  • nozioni istituzionali di diritto civile.
Lo studente potrà acquisire dimestichezza nel rapportarsi con attività processuali.

Modalità d'esame

Nell'esame orale lo studente deve dimostrare la capacità di applicare le competenze acquisite anche con esempi pratici.

La prova orale consiste in un colloquio con il docente o con i suoi collaboratori. La prova non è superata se il candidato mostra di non conoscere i contenuti essenziali della materia e/o non usa una terminologia appropriata.

Testi di riferimento

Lo studente può preparare l'esame sui seguenti testi:

  • LUISO, Istituzioni di diritto processuale civile, Giappichelli, nell'ultima edizione disponibile

e

  • FERRUA-LAVARINI, Diritto processuale penale, Giappichelli, nell’ultima edizione disponibile

Per quanto riguarda la disciplina delle misure cautelari, si suggerisce lo studio dei seguenti capitoli del manuale di M. CHIAVARIO, Diritto processuale penale, Giappichelli, ultima edizione: cap. XXVIII (Procedimento penale e limitazioni interinali di libertà e diritti) e cap. XXXIII (Misure cautelari reali).

Una ottima introduzione allo studio della materia è costituita dal volume di G. GIOSTRA, Prima lezione sulla giustizia penale, Edizioni Laterza, 2020; ne è consigliata la lettura.

E' indispensabile la consultazione dei codici di procedura civile e di procedura penale in edizioni aggiornate.

Codice insegnamento 77298

Istituzioni di diritto processuale (per la p.a.) 2° anno · 9 CFU · IUS/15 · 0 file

L'insegnamento si articola in un modulo di 6 cfu di diritto processuale penale e in un modulo di 3 cfu di diritto processuale civile. Nel modulo di diritto processuale penale sarà trattata la cornice dei principi…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

L'insegnamento si articola in un modulo di 6 cfu di diritto processuale penale e in un modulo di 3 cfu di diritto processuale civile.

Nel modulo di diritto processuale penale sarà trattata la cornice dei principi costituzionali, convenzionali e del sistema codicistico, per poi analizzare i tratti fondamentali dell'architettura del procedimento penale nella dimensione statica e dinamica.

Nel modulo di diritto processuale civile sarà delineata la funzione della giurisdizione civile, in riguardo al diritto privato e alla tutela delle situazioni sostanziali protette. I principi sovranazionali e costituzionali verranno specificamente rapportati al processo civile, allo scopo di introdurre a una conoscenza per grandi linee delle forme di tutela dichiarativa, cautelare ed esecutiva.

Programma

Il corso si compone di due parti:

Parte prima: diritto processuale penale

-introduzione al Diritto processuale penale

-i principi costituzionali e sovranazionali

-I soggetti e le parti (necessarie ed eventuali). Giudice, p.m. e p.g., imputato, p.o. e p.c., difensore

  • la disciplina degli atti del procedimento penale e il procedimento penale telematico. In particolare, forma, documentazione, termini, comunicazioni e invalidità

-le prove: il procedimento probatorio, i principi generali, i singoli mezzi di prova e di ricerca della prova

-misure cautelari e precautelari

-le indagini preliminari: finalità, caratteristiche, protagonisti, cadenze ed esiti

-l’udienza preliminare

-i procedimenti speciali: giudizio abbreviato, applicazione della pena su richiesta delle parti, procedimento per decreto, giudizio direttissimo, giudizio immediato e messa alla prova

-il giudizio di primo grado e i riti differenziati: principi generali, atti preliminari e atti introduttivi, istruzione e decisione

  • cenni al sistema delle impugnazioni: principi generali, appello, ricorso per cassazione

-cenni alla fase dell'esecuzione delle pene

Parte seconda: diritto processuale civile

  • la tutela dei diritti
  • i principi sovranazionali e costituzionali
  • il diritto processuale
  • la tutela dichiarativa in generale
  • la giurisdizione ordinaria
  • la tutela esecutiva in generale
  • la tutela cautelare in generale

Lo studente ha conoscenze di:

-principi costituzionali

-nozioni istituzionali di diritto penale

-nozioni istituzionali di diritto privato

Lo studente potrà acquisire dimestichezza nel rapportarsi ad attività processuali.

Modalità d'esame

Nel corso della prova orale, sarà privilegiato un approccio che stimoli lo studente ad una esposizione della disciplina correttamente collocata nel quadro sistematico di riferimento, senza trascurare le implicazioni pratiche della stessa.

La prova orale consiste in un colloquio con i docenti sul programma di entrambi i moduli.

L’esame è condotto in forma orale e consiste in un colloquio con i docenti. Lo studente dovrà dimostrare adeguata conoscenza delle tematiche trattate durante il corso e di aver maturato la capacità di interpretazione e lettura critica, anche in una prospettiva sistematica, delle conoscenze acquisite. Il punteggio della prova d’esame è attribuito mediante un voto espresso in trentesimi a partire dal voto di 18/30, conferito quando le conoscenze sono almeno elementari, fino al voto 30/30 con eventuale lode quando vi sia eccellente padronanza delle conoscenze e una spiccata capacità di argomentazione e spiegazione, anche in riferimento all’applicazione delle conoscenze acquisite.

La prova non è superata se il candidato non dimostra di conoscere i contenuti essenziali della materia ovvero di essere in grado di usare una terminologia appropriata.

Testi di riferimento

Per la parte di diritto processuale penale

SCALFATI e altri, Fisionomia della procedura criminale, Giappichelli 2025 (capitoli da 1 a 14 compreso). In alternativa LOZZI, Lineamenti di procedura penale, XIII ed., Giappichelli, 2025, pagine 3-469, 485-492, 513-522, 539-540, 549-573

Per la parte di diritto processuale civile LUISO, Istituzioni di diritto processuale civile, Giappichelli, 2023 (o l'ultima edizione successivamente pubblicata, si veda www.giappichelli.it), limitatamente ai capitoli I-II-III-IV-V-XV-XXI

Codice insegnamento 77302

CRIMINOLOGIA 3° anno · 6 CFU · IUS/17 · 0 file

Al termine dell'insegnamento lo studente sarà in grado di: applicare le principali categorie concettuali della criminologia all'analisi dei fenomeni criminali, con riferimento alla loro evoluzione storica e ai modelli…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Al termine dell'insegnamento lo studente sarà in grado di:

applicare le principali categorie concettuali della criminologia all'analisi dei fenomeni criminali, con riferimento alla loro evoluzione storica e ai modelli interpretativi contemporanei;

integrare approcci di matrice giuridico-penale, sociologica e psicologica nella lettura dei comportamenti devianti e delle risposte istituzionali al crimine;

interpretare casi e politiche criminali, utilizzando strumenti teorici propri della criminologia moderna;

sviluppare autonome capacità di analisi e di valutazione critica in chiave interdisciplinare.

Programma

Programma

. introduzione allo studio della criminologia

. lo sviluppo storico del pensiero criminologico

. sociologia e criminalità

. i disturbi mentali in criminologia

. criminologia clinica ed applicata

i crimini dei colletti bianchi

Per meglio comprendere il programma saranno necessarie conoscenze generali sul concetto di pena, di reato e sul concetto di diritti fondamentali.

Lo studente potrà acquisire e/o sviluppare sensibilità alle problematiche giuridiche trattate. L'insegnamento favorisce

atteggiamenti critici e riflessivi nell'analisi dei fenomeni criminali, evitando semplificazioni letture stereotipate del comportamento deviante

consapevolezza della complessità multidisciplinare del fenomeno criminologico, promuovendo il rispetto e l'integrazione di prospettive giuridiche , psicologiche e criminologiche

capacità di confronto argomentato anche su temi sensibili e socialmente rilevanti , nel rispetto dei principi del pluralismo, della legalità e dei diritti fondamentali;

attitudini all'ascolto e all'osservazione critica, fondamentali per la futura attività giuridica, giudiziaria, forense, soprattutto nei contesti in cui il diritto interagisce con la persona e con il disagio sociale.

Modalità d'esame

La verifica delle capacità acquisite sarà finalizzata ad accertare la capacità dello studente di applicare in modo critico e autonomo le categorie criminologiche all'analisi dei fenomeni criminali, nonché di integrare prospettive giuridiche , sociologiche e psicologiche nella lettura dei casi di studio.

In particolare la valutazione mirerà a verificare le capacità di argomentare il ragionamento critico

la capacità di interpretare e discutere su casi concreti situazioni problematiche alla luce degli strumenti concettuali acquisiti

la capacità di stabilire collegamenti tra criminologia e diritto penale, cogliendone le reciproche influenze.

la capacità di esporre in modo chiaro, coerente e strutturato le proprie argomentazioni;

La valutazione terrà conto della autonomia di giudizio, della chiarezza espositiva e della coerenza logico -argomentativa .

Al termine dell'insegnamento lo studente sarà in grado di:

applicare le principali categorie concettuali della criminologia all'analisi dei fenomeni criminali con riferimento alla loro evoluzione storica e ai modelli interpretativi contemporanei;

sviluppare autonome capacità di analisi e di valutazione critica in chiave interdisciplinare.

L’esame finale consiste in una prova orale, articolata in due domande, ed è considerato superato con il conseguimento di una votazione non inferiore a 18/30.

Per gli studenti non frequentanti, entrambe le domande vertono sui contenuti della parte generale del corso, con riferimento ai principali modelli criminologici, alla loro evoluzione storica e ai concetti fondamentali della disciplina.

Per gli studenti frequentanti, la prima domanda verte sui contenuti della parte generale del corso, mentre la seconda domanda riguarda le attività seminariali, in particolare l’analisi e la discussione di perizie psichiatriche e la simulazione del procedimento di accertamento della capacità di intendere e di volere.

La valutazione degli studenti frequentanti tiene conto anche dell’attiva e consapevole partecipazione alle attività seminariali, quale elemento integrativo della valutazione complessiva

Testi di riferimento

G. Marotta L. Cornacchia, Criminologia, Storia, Teorie, Metodi, IV edizione , Cedam 2024 dal Cap. I al VII.

Inoltre uno dei due testi a scelte :

1) Marco Pelisero, Sistema sanzionatorio e infermità psichica. I nodi delle questioni presenti tra riforme parziali effettuate e riforme generali mancate, AP 2019, n. 3.

2) M. Cartabia- L. Violante, Giustizia e mito, Mulino, 2018

Codice insegnamento P927702160

DIRITTO BANCARIO 3° anno · 6 CFU · IUS/05 · 0 file
DIRITTO DEGLI ENTI LOCALI 3° anno · 6 CFU · IUS/09 · 0 file
DIRITTO DEI MERCATI FINANZIARI 3° anno · 6 CFU · IUS/05 · 0 file

Il Corso ha ad oggetto lo studio dei principi e delle regole del c.d. mercato mobiliare (intermediari). Il Corso si propone di esaminare le discipline speciali delle diverse tipologie di attività attinenti al mercato dei…

Scheda dell'insegnamento

Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.

Obiettivi formativi

Il Corso ha ad oggetto lo studio dei principi e delle regole del c.d. mercato mobiliare (intermediari). Il Corso si propone di esaminare le discipline speciali delle diverse tipologie di attività attinenti al mercato dei capitali diverse dall'attività bancaria e dall'attività assicurativa.

Programma

1. Sistema a "soggetto" e sistema ad "attività" - 2. Le attività rilevanti - 2.1. La diversità dall'attività bancaria e il concetto di strumento finanziario - 2.3. L'esercizio professionale e nei confronti del pubblico di attività e servizi di investimento - 2.4. La gestione collettiva del risparmio. Gli OCIR. SICAV, SICAF e fondi comuni di investimento - 3. Gli statuti speciali delle attivit rilevanti - 3.1. La riserva di attività in favore dei soggetti abilitati - 3.2. La vigilanza pubblicistica di Consob e Banca d'Italia. Organizzazione e modalità operative della vigilanza - 3.3. L'accesso alle attività rilevanti. Modello autorizzativo e comunicazione preventiva - 3.4. Lo svoglimento dell'attività. I profili esterni: le regole di trasparenza e correttezza dei comportamenti in rapporto al grado di competenza ed esperienza della clientela - 3.5. Lo svolgimento dell'attività. I profili interni: le regole di adeguatezza organizzativa e patrimoniali - 3.6. (Segue): Esponenti aziendali e assetti proprietari - 3.7.(Segue): capitale minimo, patrimonio di vigilanza e patrimonio adeguato.

Ai fini dell'esame e del Corso è necessaria la conoscenza dei fondamenti del diritto delle imprese e del diritto delle società, nonché del diritto delle obbligazioni e dei contratti.

Il Corso si propone di far acquisire allo studente sensibilità per i profili giuridici della disciplina del c.d. mercato mobiliare e la capacità di gestire operativamente le problematiche relative allo svolgimento delle attività dell'intermediario.

Modalità d'esame

L'acquisizione delle capacità sarà verificata durante il corso con metodi di interazione con gli studenti nonché durante la prova di esame orale.

L'esame consisterà in una prova orale diretta a verificare l'acquisizione delle conoscenze, delle capacità e dei comportamenti attesi all'esito del corso di lezioni

Testi di riferimento

Testo consigliato per lo studio: F. Annunziata, La disciplina del mercato mobiliare, Giappichelli, Torino, ultima edizione, limitatamente ai cap. I-X e XII.

Gli studenti frequentanti hanno facoltà di sostenere l'esame sulla base degli argomenti svolti a lezioni (con l'aggiunta di eventuali parti minori da studiare sul libro di testo, indicate durante il corso).

E' consigliata la consultazione del testo aggiornato del D.lgs. n. 58/1998 ("TUF"), della corrispondente disciplina europea (Dir. 2014/65/UE) e dei relativi regolamenti attuativi (i testi normativi sono consultabili sul sito www.consob.it)

Codice insegnamento P612379184

DIRITTO DEL TERZO SETTORE 3° anno · 6 CFU · IUS/01 · 0 file

Il corso mira a fornire una conoscenza sistematica del diritto del Terzo settore, con particolare riferimento ai suoi fondamenti costituzionali, alla disciplina degli enti del Terzo settore, alla loro organizzazione e…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso mira a fornire una conoscenza sistematica del diritto del Terzo settore, con particolare riferimento ai suoi fondamenti costituzionali, alla disciplina degli enti del Terzo settore, alla loro organizzazione e attività, ai rapporti con le pubbliche amministrazioni e ai principali profili fiscali. Al termine del corso lo studente/la studentessa dovrà conoscere: la nozione di Terzo settore; i principi costituzionali di pluralismo, solidarietà, eguaglianza e sussidiarietà; il Codice del Terzo settore e la disciplina dell’impresa sociale; le diverse tipologie di ETS; attività di interesse generale e attività diverse; volontariato e lavoro; governance, bilancio, trasparenza e controlli; RUNTS; fiscalità; strumenti di promozione e sostegno; rapporti con le pubbliche amministrazioni e istituti dell’amministrazione condivisa.

Codice insegnamento P693230635

DIRITTO DELL'IMMIGRAZIONE 3° anno · 6 CFU · IUS/08 · 0 file

Lo studente che completi il corso con successo sarà in grado di comprendere gli elementi fondamentali della democrazia italiana e come il diritto costituzionale influenzi la politica. Lo studente che completi con…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Lo studente che completi il corso con successo sarà in grado di comprendere gli elementi fondamentali della democrazia italiana e come il diritto costituzionale influenzi la politica. Lo studente che completi con successo il corso sarà consapevole delle libertà costituzionali e comprenderà l'influenza della libertà nella costruzione ideale della democrazia italiana. Lo studente che completi con successo il corso sarà in grado di discutere i risultati dei processi politici e la loro corrispondenza ai valori costituzionali. Lo studente che completi con successo il corso sarà in grado di dimostrare conoscenza avanzata del linguaggio costituzionale e di utilizzarlo al fine di trasformare i valori costituzionali in regole costituzionali. In ultima analisi, lo studente che completi con successo il corso sarà in grado di leggere la realtà attraverso il prisma costituzionale.

Programma

Il diritto costituzionale sta vivendo una stagione di profonda evoluzione, in cui le regole della Costituzione conoscono una diversa attualità rispetto ai bisogni della politica e nel quale il problema è se il diritto costituzionale come regola possa sopravvivere al tramonto della Costituzione come valore.
Lo scopo del corso è formare degli studiosi di diritto costituzionale che conoscono la Costituzione perché sono in grado di apprezzare i valori su cui si fondano le regole costituzionali e di discuterne l’attualità.
Gli argomenti del corso sono:

  • Cenni di storia costituzionale: dallo Statuto albertino all'esperienza repubblicana (fino al le più recenti revisioni costituzionali del triennio 2020-2023)
  • Il funzionamento dell’UE
  • Il corpo elettorale
  • Parlamento
  • Governo
  • Presidente della Repubblica
  • Corte costituzionale
  • CSM e referendum
  • le regioni
  • le fonti del diritto
  • le libertà

Nessuna in particolare, al di là delle nozioni di cultura generale che dovrebbero essere possedute al termine della Scuola media superiore.

Il corso stimola una cittadinanza attiva

Modalità d'esame

Durante il corso si affronteranno tematiche di attualità per illustrare gli istituti costituzionali

Esame orale

Testi di riferimento

A scelta uno dei seguenti Manuali:

  • R. Bifulco, Diritto costituzionale, Torino, Giappichelli, ultima edizione.
  • C. Pinelli, Diritto pubblico, Bologna, il Mulino, ultima edizione.

Per tutti

A. Pertici, Presidenti della Repubblica. Da De Nicola al secondo mandato di Mattarella, Bologna, il Mulino, 2022.

Codice insegnamento P949148225

DIRITTO DELLA PREVIDENZA E SICUREZZA SOCIALE 3° anno · 1 file
DIRITTO INTERCULTURALE 3° anno · 6 CFU · IUS/11 · 0 file

Al termine del corso studentesse e studenti avranno acquisito le conoscenze essenziali per distinguere fra approccio multiculturalista e interculturale alla trasformazione dei conflitti, nonché sui modelli e sugli…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Al termine del corso studentesse e studenti avranno acquisito le conoscenze essenziali per distinguere fra approccio multiculturalista e interculturale alla trasformazione dei conflitti, nonché sui modelli e sugli strumenti di facilitazione, negoziazione e mediazione per la gestione e trasformazione nonviolenta dei conflitti a livello interpersonale e sociale, secondo un approccio interculturale.

Programma

Elementi e terminologia tecnica di base per la classificazione e l'analisi dei conflitti (elementi, attori e livelli). Struttura definitoria del conflitto: dimensioni interne (emozioni, percezioni, bisogni, diritti e identità) ed esterne (comunicazione e stili conflittuali). Il ruolo della violenza nel conflitto (livelli conflittuali: escalazione e descalazione della violenza). Il passaggio dal modello di "soluzione dei conflitti" a quello di "gestione dei conflitti". Il concetto di "trasformazione" dei conflitti.

Principali relazioni fra conflitti e diritto: lo 'choc culturale' e lo 'choc giuridico' e il tema delle identità. Identità personali e identità collettive (costruzione dell'identità fra natura, cultura e società). Come il diritto affronta il tema delle identità (personali e collettive). Lo "scontro di civiltà" e lo "scontro di ignoranze". Il "diritto multiculturalista" e l'estraniamento del giurista. La mediazione e gli accomodamenti come strumenti giuridici complementari o alternativi al modello giurisdizionale.

La mediazione dei conflitti come tecnica di gestione e trasformazione: cenni sul modello interculturale (la gestione dei conflitti determinati dalle diversità identitarie: stili e trasformazione dei conflitti), sul metodo Transcend (lo schema di Galtung e il suo vocabolario tecnico), sul modello equivalenza (lo schema di Patfoort), sul modello della comunicazione interculturale, sulla mediazione trasformativa, sulla mediazione civile e commerciale. 

Definizione concettuale di diritto interculturale. Il dialogo interculturale (concetto e prassi istituzionali). I diritti umani in realzione al dialogo interculturale (questioni concettuali e dimensione istituzionale). Il diritto interculturale: elementi oggettivi (cos'è), elementi funzionali (a che cosa serve), elementi distintivi (in che cosa si differenzia da altri campi giuridici: in particolare dalla comparazione). 

Esempi di rapporti fra cultura e diritto. L'implicazione giuridica della distinzione fra cultura e religione. I diritti culturali (cosa sono), reati culturali (cosa sono e come si affrontano), i reati religiosi (cosa sono e come si affrontano); il glocalismo giuridico (definizione concettuale). Modelli di gestione delle differenze culturali e religiose: i test culturali, i test religiosi, gli accomodamenti culturali. Il "matrimonio" e le "circoncisioni" come test del diritto interculturale in atto.  

Nessuno.

Studentesse e studenti sapranno accostarsi ai conflitti con responsabilità ed empatia, con capacità mediative di base e le altre competenze relazionali (comunicative e strategiche) necessarie per una gestione trasformativa e nonviolenta dei conflitti, nonché di sviluppare capacità di analisi critica e creativa delle dinamiche conflittuali.

Modalità d'esame

Colloqui, test, laboratori, presentazione di papers, giochi di ruolo svolti durante il Corso e in occasione di una verifica conclusiva svolta con un esame orale al termine del corso.

L'esame si svolge con una prova orale (in italiano) finale, consistente in un colloquio con i docenti del Corso o con loro collaboratori, sugli argomenti presenti nel programma del Corso e tesa a verificare una sufficiente acquisizione delle conoscenze, capacità e comportamenti indicati nel programma.

La prova orale è superata quando il candidato mostra di aver acquisito le conoscenze necessarie e compreso le nozioni fondamentali e le interconnessioni tra i vari modelli, approcci e strumenti presentati durante il Corso, esprimendosi in italiano in modo chiaro e usando correttamente la terminologia tecnica. 

La valutazione (punteggio/voto) ove possibile terrà conto anche della presenza alle lezioni e alle attività seminariali, alla qualità della partecipazione alle altre attività didattiche (workshop, simulazioni, presentazione di papers). 

Testi di riferimento

Letture obbligatorie:

P. Consorti, Conflitti, mediazione e diritto interculturale, Pisa, Pisa University Press, 2013

P. Consorti, Reati 'culturali' e reati 'religiosi'. Un fenomeno di glocalismo giuridico (pubblicato sulla rivista Diritto e religioni, volume 22, numero 2 del 2016, pp. 353-366 (il fascicolo della Rivista si trova in biblioteca, il saggio sarà scaricabile dal sito e.learning)

Ulteriori letture suggerite:

P. Consorti, A. Valdambrini (a cura di), Gestire i conflitti interculturali e interreligiosi. Approcci a confronto, Pisa University Press, 2013 

Codice insegnamento P810693538

DIRITTO PENALE SPECIALE 3° anno · 6 CFU · IUS/17 · 0 file
DIRITTO PENITENZIARIO 3° anno · 6 CFU · IUS/16 · 0 file

Il corso si propone, anzitutto, di rendere note agli studenti le conoscenze di base della materia: il senso della pena nella sua conformazione costituzionale, il regime carcerario, il rispetto dei diritti delle persone…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso si propone, anzitutto, di rendere note agli studenti le conoscenze di base della materia: il senso della pena nella sua conformazione costituzionale, il regime carcerario, il rispetto dei diritti delle persone recluse, la proiezione rieducativa della detenzione, i regimi speciali, le interconnessioni con le fonti e le corti internazionali. Gli argomenti di base troverano sviluppo essenzialmente attraverso un duplice filone di indagine. In un primo momento ci si dedicherà a una sintetica ricostruzione delle vicende storiche che hanno caratterizzato la nascita dell’istituzione carceraria in senso moderno. Verrà esaminato, poi, il significato ed esplorate le ricadute sistematiche del finalismo rieducativo che il Costituente ha voluto assegnare alla pena. Infine, sarà illustrato il sistema europeo di protezione dei diritti dei detenuti, con particolare riguardo alla giurisprudenza della Corte di Strasburgo. In una seconda fase, si procederà allo studio sistematico della disciplina penitenziaria (distribuita essenzialmente fra la l. 354/1975 e il codice di procedura penale), allo scopo di fornire i necessari strumenti di conoscenza delle fonti nonché un’adeguata guida metodologica per affrontare la casistica applicativa. L'insegnamento ha l’obiettivo di fornire le conoscenze giuridiche avanzate che sono indispensabili non solo al professionista della giustizia penale, ma anche a chi operi nell’ambito delle strutture pubbliche che si occupano di esecuzione della pena (personale delle istituzioni carcerarie e uffici dell’esecuzione penale esterna)

Programma

Gli argomenti sviluppati durante il corso saranno i seguenti:

1) La pena detentiva: dal disegno dei Riformatori fino ai giorni nostri. Il problema teorico della sua stessa ragione di esistere.

2) L’ordinamento penitenziario: principi sovranazionali e costituzionali.

3) Le regole di umanizzazione della vita carceraria. La disciplina dei permessi.

4) Trattamento penitenziario e trattamento rieducativo.

5) Il regime disciplinare.

6) Sicurezza penitenziaria e meccanismi di differenziazione dell’esecuzione.

7) Le misure alternative alla detenzione. La remissione del debito.

8) La magistratura di sorveglianza: organizzazione e funzioni.

9) Il procedimento di sorveglianza. I riti “atipici” disciplinati nella l. 354/1975.

10) L’organizzazione dell’Amministrazione penitenziaria.

11) Il regime speciale di accesso ai “benefici” penitenziari (art. 4-bis l. 354/1975).

12) Il c.d. carcere duro (art. 41 bis l. 354/1975).

13) La sospensione dell’esecuzione della pena detentiva e le nuove opportunità di fruizione anticipata delle misure alternative (art.656 c.p.p.).

14) Il Regolamento di esecuzione (d.P.R. 230/2000): profili sistematici

15) Le misure di sicurezza: i presupposti e la gestione.

16) Il sovraffollamento carcerario: la giurisprudenza della Corte Edu e le sue ricadute nell'ordinamento interno.

17) Il progressivo affermarsi della tutela giurisdizionale dei diritti dei detenuti.

18) Il carcere al tempo della pandemia

19) Le prospettive di una riforma organica della legge di ordinamento penitenziario e del sistema sanzionatorio (cenni alla giustizia riparativa).

Per una più proficua partecipazione al corso, lo studente dovrebbe avere già acquisito alcune conoscenze di base dei precetti costituzionali posti a garanzia della libertà personale, in materia di assetto della magistratura (indipendenza, imparzialità, pre-costituzione del giudice e organizzazione interna degli uffici), nonché relativamente ai canoni del giusto processo. È altresì raccomandata la padronanza di alcune nozioni fondamentali del diritto penale (in particolare: la teoria generale del reato, la colpevolezza, la imputabilità, il sistema delle sanzioni alla luce del c.d. doppio binario) e del diritto processuale penale (in specie, il concetto di giudicato e i profili essenziali della disciplina della fase dell’esecuzione).

Lo studente dovrà possedere una adeguata conoscenza degli argomenti “istituzionali” trattati durante il corso e dimostrare di essere in grado di affrontare con il necessario spirito critico le singole questioni che gli verranno sottoposte alla luce dei principi di ordine sistematico e costituzionale che fanno da cornice alla materia.

Modalità d'esame

In sede di esame finale, agli studenti sarà chiesto non solo la conoscenza degli istituti giuridici che caratterizzano la legge di ordinamento penitenziario, ma anche la capacità di interpretare la disciplina e gli orientamenti della giurisprudenza nel contesto di una normativa che, disegnata nelle sue linee di fondo dalla l. 26/6/1975 n. 354, presenta oggi una fisionomia sempre più complessa e tortuosa, in conseguenza di frequenti operazioni di riforma parziale, di significative pronunce di incostituzionalità e di un crescente “interventismo” della Corte Edu.

L’esame consiste in una prova orale che si sostanzia in un colloquio tra il candidato e il docente titolare. Dal momento che l’esame verterà esclusivamente sugli argomenti illustrati durante le lezioni dal docente e ulteriormente sviluppati dagli esperti in occasione delle lezioni integrative (ciò che rende possibile, fra l’altro, una preparazione basata esclusivamente sugli appunti), allo studente è richiesta una buona conoscenza delle tematiche trattate durante il corso, dimostrando altresì di essere in grado di “gestire” consapevolmente, e anche in una prospettiva sistematica, le conoscenze acquisite. Il punteggio della prova d’esame è attribuito mediante un voto espresso in trentesimi a partire dal voto di 18/30, conferito quando le conoscenze sono almeno elementari, fino al voto 30/30 con eventuale lode quando vi sia eccellente padronanza delle conoscenze e una spiccata capacità di argomentazione e spiegazione, anche in riferimento all’applicazione delle conoscenze acquisite. La prova orale non potrà ritenersi superata se il candidato mostri di non aver appreso le nozioni fondamentali ovvero di non essere in grado di esprimere una valutazione critica degli istituti giuridici che caratterizzano la materia e comunque nel caso in cui non riesca a esprimersi in modo chiaro e con terminologia appropriata.

Testi di riferimento

In vista della pubblicazione di una dispensa dal titolo “Diritto penitenziario – Appunti dalle lezioni”, che riprodurrà i contenuti degli argomenti sviluppati in questi anni durante il corso, e precisato che gli studenti potranno proficuamente assumere come riferimento per la preparazione anche in via esclusiva gli appunti tratti dalle lezioni, lo studio della materia può avvenire, per le parti corrispondenti agli argomenti sopra enunciati, su qualunque manuale. Si segnalano, fra gli altri, AA.VV., “Manuale della esecuzione penitenziaria”, a cura di P. CORSO (Monduzzi editore); S. ARDITA - L. DEGL’INNOCENTI - F. FALDI, “Diritto penitenziario” (Laurus Robuffo editore); AA.VV., "Manuale di diritto penitenziario", a cura di F. Della Casa e G. Giostra (Giappichelli editore); F.Fiorentin - C. Fiorio, "Manuale di diritto penitenziario" (Il foro italiano - La tribuna editore)); G.Forti - F. Giunta - G. Varraso, "Manuale di diritto penitenziario" (Wolters Kluwer editore). Molti dei manuali più diffusi, peraltro, non risultano sempre “al passo” con le ultime novità legislative e i più recenti orientamenti della giurisprudenza. Anche per questo motivo, è vivamente raccomandata quanto meno la consultazione di testi di legge aggiornati. Da questo punto di vista, dopo aver ricordato che la l. 354/1975 e il Regolamento di esecuzione (d.P.R. 230/2000) sono normalmente riprodotti nelle edizioni più recenti del codice penale (e di procedura penale), un’organica raccolta della normativa (anche di natura secondaria) in materia penitenziaria è reperibile in “Codice di diritto penitenziario", a cura di G.Di Rosa e G. Varraso, (ed. La Tribuna).

In ogni caso, allo studente è richiesta la conoscenza (ancorché per sommi capi) delle novità legislative e delle pronunce di illegittimità costituzionale che siano eventualmente sopravvenute almeno sino a tre mesi prima della prova di esame. A tal fine si suggerisce la lettura sistematica di riviste on line (si ricorda, fra le altre, www.penalecontemporaneo.it, www.archiviopenale.it, www.lalegislazionepenale.eu) che forniscono tempestivi ed esaustivii commenti in ordine agli interventi di riforma e alle più significative decisioni della Corte costituzionale.

Codice insegnamento P395085581

DIRITTO PUBBLICO DELL'ECONOMIA 3° anno · 6 CFU · IUS/05 · 0 file

Il corso, in coerenza con gli obiettivi formativi del Corso di Studio DIR-L – Diritto dell’Impresa, del Lavoro e delle Pubbliche Amministrazioni e con l’impostazione dell’insegnamento mutuato dal Corso di Laurea…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso, in coerenza con gli obiettivi formativi del Corso di Studio DIR-L – Diritto dell’Impresa, del Lavoro e delle Pubbliche Amministrazioni e con l’impostazione dell’insegnamento mutuato dal Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza, fornisce le conoscenze fondamentali del diritto pubblico dell’economia. In particolare, vengono approfonditi l’evoluzione storica e teorica dei rapporti tra Stato e mercato, i principi della Costituzione economica nazionale ed europea, il regime dei servizi pubblici e dei servizi di interesse economico generale (anche nella dimensione locale), la disciplina delle imprese pubbliche e delle società a partecipazione pubblica, gli aiuti di Stato e gli strumenti di sostegno all’economia, nonché i profili essenziali della governance della finanza pubblica nell’ordinamento interno ed europeo.

Programma

Il corso offre una ricostruzione critica del complesso intreccio di poteri pubblici che incidono sull’attività d’impresa e sul funzionamento dei mercati, muovendo dalla riflessione teorica sul rapporto tra Stato e mercato e giungendo all’analisi delle principali trasformazioni indotte dal diritto europeo e dalle crisi economiche e globali.

In particolare, il programma si articola nei seguenti nuclei tematici:

  • modelli storici e teorici dell’intervento pubblico nell’economia e rapporti tra Stato e mercato;
  • principi della Costituzione economica nazionale ed europea e loro incidenza sulle forme e sui limiti dell’azione pubblica;
  • servizi pubblici e servizi di interesse economico generale (SIEG), nella dimensione nazionale, europea e locale, con attenzione alle tensioni tra autonomia territoriale, esigenze di efficienza economica e vincoli concorrenziali;
  • autorità amministrative indipendenti e regolazione dei mercati;
  • impresa pubblica e sue trasformazioni: aziende speciali, enti pubblici economici, società a partecipazione pubblica e processi di privatizzazione;
  • aiuti di Stato e strumenti di sostegno pubblico all’economia, inclusi gli interventi emergenziali e quelli connessi alla transizione ecologica, nonché i profili di compatibilità con il diritto della concorrenza e con la politica commerciale europea (dazi, misure antidumping);
  • finanza pubblica e governance economica europea, dal Patto di stabilità e crescita al Fiscal Compact, fino alla recente riforma del quadro di sorveglianza e coordinamento;
  • nuovi strumenti e attori dell’intervento pubblico nell’economia, con particolare riferimento al ruolo della Cassa Depositi e Prestiti, al golden power e all’utilizzo di green e social bonds, nel quadro di un possibile ritorno a forme di neo-interventismo statale.

Non sono richiesti prerequisiti obbligatori.

Il corso mira a sviluppare negli studenti autonomia di giudizio e un atteggiamento critico e consapevole nello studio del diritto pubblico dell’economia. Particolare attenzione è riservata alla capacità di affrontare i temi trattati con rigore argomentativo, alla precisione nell’uso del linguaggio giuridico e alla capacità di collegare in modo coerente i diversi istituti della materia, anche in relazione al contesto istituzionale nazionale ed europeo.

Modalità d'esame

Le capacità acquisite sono verificate attraverso la prova intermedia, ove sostenuta, e la prova finale orale. In particolare, la valutazione è volta ad accertare la capacità dello studente di comprendere e applicare le categorie e gli istituti del diritto pubblico dell’economia all’analisi di casi e problemi giuridici, di individuare e interpretare correttamente le fonti normative e giurisprudenziali rilevanti e di ricostruire i rapporti tra Stato, mercato e istituzioni europee.

La verifica tiene conto della capacità di rielaborazione critica dei contenuti, dell’autonomia di giudizio e della capacità di argomentare in modo coerente le soluzioni prospettate, utilizzando un linguaggio giuridico appropriato, secondo quanto indicato nella sezione “Modalità d’esame”.

La verifica dell’apprendimento è finalizzata ad accertare il raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi, in coerenza con gli obiettivi formativi dell’insegnamento e con i Descrittori di Dublino. L’esame prevede una prova finale orale, volta a valutare in modo integrato:

  • la conoscenza e la comprensione degli istituti e dei principi fondamentali del diritto pubblico dell’economia;
  • la capacità di applicare le conoscenze acquisite all’analisi di casi e problemi giuridici, anche attraverso l’interpretazione di fonti normative e giurisprudenziali;
  • l’autonomia di giudizio e la capacità di argomentazione critica in relazione alle forme e ai limiti dell’intervento pubblico nell’economia;
  • le abilità comunicative, intese come chiarezza espositiva e uso appropriato del linguaggio giuridico.

Per gli studenti che scelgono di sostenerla, è prevista una prova intermedia valutativa, facoltativa, la cui modalità (scritta o orale) è concordata con gli studenti all’inizio del corso. La prova intermedia può consistere, alternativamente, in una prova scritta a risposta aperta, nell’elaborazione di un breve paper o in un colloquio orale, ed è volta a verificare la capacità di comprensione e di rielaborazione critica dei contenuti trattati.

La valutazione finale è determinata dalla media aritmetica tra il voto conseguito nella prova intermedia e quello della prova orale finale. Gli studenti che non sostengono la prova intermedia sono valutati esclusivamente mediante la prova orale finale. La valutazione finale è espressa in trentesimi. Il voto minimo di 18/30 è attribuito allo studente che dimostri una conoscenza sufficiente e corretta degli argomenti fondamentali del corso e una capacità di esposizione adeguata. I voti più elevati sono attribuiti in presenza di una conoscenza approfondita, di capacità di collegamento sistematico tra i temi trattati, di autonomia di giudizio e dell’uso appropriato del linguaggio giuridico. La lode è riservata a prestazioni eccellenti sotto il profilo della completezza, della precisione concettuale e della capacità critica.

Testi di riferimento

Studenti frequentanti: la preparazione dell’esame si svolge sugli appunti delle lezioni e sul materiale didattico fornito dal docente durante il corso, comprensivo di fonti normative, pronunce giurisprudenziali e materiali di approfondimento.

Studenti non frequentanti: il testo adottato è M. Giusti, Fondamenti di diritto pubblico dell’economia, terza edizione, Padova, Cedam, 2013, per intero, ad esclusione del Cap. III (“Disciplina e sorveglianza delle attività produttive”) e dei paragrafi da 9 a 12 del Cap. IV (“Pubblici ausili e sostegni alle attività produttive”). Gli studenti che abbiano già sostenuto l’esame di Diritto bancario possono inoltre omettere lo studio del Cap. VI relativo ai mercati finanziari.

Ulteriori materiali normativi, giurisprudenziali e di aggiornamento saranno indicati o messi a disposizione dalla docente durante il corso.

Codice insegnamento P922242107

DIRITTO REGIONALE 3° anno · 6 CFU · IUS/09 · 0 file

Al termine del corso, lo studente avrà acquisito una conoscenza sistematica dell’ordinamento regionale italiano nel quadro dello Stato costituzionale e della governance multilivello, con particolare attenzione al riparto…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Al termine del corso, lo studente avrà acquisito una conoscenza sistematica dell’ordinamento regionale italiano nel quadro dello Stato costituzionale e della governance multilivello, con particolare attenzione al riparto delle competenze legislative e amministrative tra Stato e Regioni, al ruolo delle autonomie territoriali e alle relazioni tra i diversi livelli di governo.

In particolare, il corso fornisce gli strumenti teorici e metodologici per l’analisi dei sistemi regionali, degli statuti e delle forme di autonomia, delle fonti regionali, dei procedimenti legislativi e amministrativi regionali, nonché delle dinamiche di coordinamento e di leale collaborazione, anche alla luce della giurisprudenza costituzionale.

Attraverso lo studio dei principali modelli di regionalismo e delle esperienze comparate, lo studente svilupperà la capacità di comprendere e interpretare gli istituti dell’autonomia territoriale, valutandone la funzione, la coerenza sistemica e l’evoluzione nel rispettivo contesto storico, politico e giuridico. Il corso mira inoltre a rafforzare le competenze critiche e analitiche proprie del giurista, consentendo allo studente di utilizzare in modo consapevole le fonti normative, giurisprudenziali e dottrinali e di collocarle correttamente nell’ordinamento costituzionale di riferimento.

Programma

1. I principi generali e le fonti

2. Le vicende storiche del regionalismo

3. Le regioni a statuto ordinario e la forma di governo

4. La potestà normativa

5. L'autonomia amministrativa e finanziaria

6. Le Regioni a Statuto speciale: caratteristiche e prerogative

7. Il contenzioso

8- Le Regioni e l'UE

9. Focus di approfondimento:

a. Le Regioni e la sanità

 b. La nuova programmazione dei fondi europei e le Regioni (solo per i frequentanti)

c. Il regionalismo differenziato

d. Regioni e digitalizzazione

Si presuppone la conoscenza di base del diritto costituzionale I e II

Al termine del corso, lo studente avrà sviluppato una consapevole sensibilità nei confronti delle problematiche giuridiche proprie delle autonomie territoriali, dimostrando attenzione al contesto istituzionale, storico e sistematico in cui esse si collocano. L’approccio analitico e comparativo, applicato anche attraverso lo studio puntuale di casi e decisioni giurisprudenziali, consente allo studente di maturare un atteggiamento critico nell’affrontare questioni complesse relative al regionalismo, al coordinamento tra livelli di governo e all’evoluzione delle competenze legislative e amministrative. Tali metodi favoriscono la capacità di affrontare problemi giuridici in modo autonomo e consapevole, valorizzando il confronto tra soluzioni normative diverse come strumento di comprensione e di valutazione critica.

Modalità d'esame

La verifica delle capacità è finalizzata ad accertare l’idoneità dello studente ad applicare in modo consapevole gli strumenti di analisi giuridica allo studio delle fonti regionali, della giurisprudenza costituzionale e dei modelli di governance territoriale. In sede d’esame, lo studente è chiamato a dimostrare di saper collocare istituti e soluzioni normative nel rispettivo contesto costituzionale, di comprendere i meccanismi di coordinamento tra livelli di governo e di utilizzare correttamente le categorie concettuali del diritto regionale. La prova mira inoltre a verificare la capacità di confrontare modelli di autonomia e assetti istituzionali differenti, individuandone le funzioni e le principali criticità, nonché la capacità di argomentare in modo critico e coerente, facendo uso appropriato delle fonti e del linguaggio giuridico.

La verifica dell’apprendimento è finalizzata ad accertare il raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi, in coerenza con gli obiettivi formativi del corso e con i Descrittori di Dublino. In particolare, la prova d’esame è progettata per valutare in modo integrato le conoscenze acquisite, la capacità di applicare il metodo comparatistico all’analisi degli istituti giuridici, l’autonomia di giudizio e le abilità comunicative.

L’esame si svolge in forma orale e consiste in un colloquio volto a verificare:

(a) la conoscenza e la comprensione delle principali fonti e degli istituti oggetto del corso;

(b) la capacità di argomentare in modo critico e consapevole, collocando gli istituti nel rispettivo contesto storico, istituzionale e ordinamentale;

(c) la chiarezza e la correttezza dell’esposizione, nonché l’uso appropriato del linguaggio giuridico.

La valutazione finale è espressa in trentesimi ed è determinata sulla base di una valutazione complessiva delle seguenti dimensioni:

  • conoscenza e capacità di comprensione dei contenuti del corso;
  • capacità di applicare conoscenza e comprensione;
  • autonomia di giudizio, intesa come capacità critica di interpretazione e valutazione delle fonti e dei materiali giuridici;
  • abilità comunicative, in termini di chiarezza espositiva, coerenza argomentativa e correttezza terminologica.

Ai fini dell’attribuzione del voto finale, la performance dello studente è valutata secondo la seguente scala qualitativa indicativa:

  • 18–21: conoscenza essenziale degli argomenti, capacità applicative limitate e argomentazione semplice;
  • 22–25: conoscenza complessivamente adeguata e argomentazione corretta ma non approfondita;
  • 26–28: conoscenza buona e articolata e argomentazione critica coerente;
  • 29–30: conoscenza molto approfondita, autonomia di giudizio e capacità argomentativa matura;
  • 30 e lode: eccellente conoscenza dei contenuti, elevata capacità di analisi e di rielaborazione autonoma.

Il docente potrà inoltre prevedere, previo accordo con gli studenti frequentanti, lo svolgimento di prove intermedie scritte, con funzione formativa e di monitoraggio in itinere dell’apprendimento. Tali prove sono finalizzate a valutare le capacità di analisi comparata, di argomentazione giuridica e di utilizzo consapevole delle fonti, e concorrono alla valutazione complessiva secondo modalità comunicate all’inizio del corso.

Il superamento dell’esame è subordinato al conseguimento di una valutazione complessivamente positiva rispetto a tutte le dimensioni sopra indicate.

Testi di riferimento

I frequentanti possono avvalersi esclusivamente del supporto delle lezioni e del materiale fornito. Durante il corso saranno previsti incontri seminariali, anche attraverso il coinvolgimento di esperti esterni e soggetti istituzionali, da svolgersi anche insieme ad altri insegnamenti. Eventuali modifiche per i frequentanti verranno concordati durante il corso.

Per i non frequentanti si richiede l'integrazione del manuale scelto con le seguenti letture:

Focus a.

G. PROVVISIERO, Le Regioni nella governance del PNRR, IPOF, 2022

M. TRAPANI, Il sistema delle conferenze il regionalismo dimezzato: il difficile rapporto tra PNRR e Regioni alla luce delle recenti evoluzioni normative, in Rivista AIC, n. 4, 2021

E. CATELANI, Centralità della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome durante l’emergenza Covid-19? Più forma che sostanza, in Osservatoriosullefonti.it, n. 2, 2020

C. BIANCA CEFFA, Il limitato ruolo delle autonomie territoriali nel PNRR, scelta contingente o riflesso di un regionalismo in evoluzione?, in Federalismi, 2022

Focus c.

Si consiglia di integrare quanto scritto sul manuale con la lettura, almeno, della S. Corte Costituzionale n. 192 del 2024 e i contributi scientifici della dottrina pubblicati sulla sentenza. Per facilità si rimanda, ad esempio, a quelli raccolti su giurcost.org.

MANUALI CONSIGLIATI (alternativamente)

R. Bin - G. Falcon (a cura di), Diritto regionale, ed. Il Mulino, 2024 [tranne capitolo 1]

P. Caretti - G. Tarli Barbieri, Diritto regionale, ed. Giappichelli, 2024

Codice insegnamento P940047463

DIRITTO SANITARIO 3° anno · 6 CFU · IUS/10 · 0 file
DIRITTO SINDACALE E DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI 3° anno · 6 CFU · IUS/07 · 0 file
DIRITTO URBANISTICO 3° anno · 6 CFU · IUS/10 · 0 file
Diritto agro-alimentare 3° anno · 6 CFU · IUS/03 · 0 file
Diritto agro-ambientale 3° anno · 6 CFU · IUS/03 · 0 file
Diritto ambientale 3° anno · 6 CFU · IUS/09 · 0 file
Diritto dei servizi sociali e sanitario 3° anno · 6 CFU · IUS/10 · 0 file
Diritto dell'ambiente 3° anno · 6 CFU · IUS/01 · 0 file
Diritto della crisi dell'impresa e dell'insolvenza 3° anno · 6 CFU · IUS/04 · 0 file
Diritto della famiglia 3° anno · 6 CFU · IUS/01 · 0 file
Diritto della previdenza e della sicurezza sociale 3° anno · 6 CFU · IUS/07 · 0 file
Diritto delle assicurazioni 3° anno · 6 CFU · IUS/01 · 0 file
Diritto delle risorse umane e tutele del lavoro 3° anno · 6 CFU · IUS/07 · 0 file
Diritto industriale e della proprieta' intellettuale 3° anno · 6 CFU · IUS/04 · 0 file
Diritto penale d'impresa 3° anno · 6 CFU · IUS/17 · 0 file

Al termine del corso, lo studente avrà acquisito una conoscenza sistematica dei principali profili di responsabilità penale connessi all'esercizio della responsabilità di impresa. In particolare, il corso fornisce gli…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Al termine del corso, lo studente avrà acquisito una conoscenza sistematica dei principali profili di responsabilità penale connessi all'esercizio della responsabilità di impresa. In particolare, il corso fornisce gli strumenti teorici e metodologici per l’analisi dei doveri connessi alla gestione di un'attività di impresa, coi dovuti distinguo legati alla struttura organizzativa ed al grado di complessità aziendale.

Attraverso l'analisi dei testi normativi di riferimento, lo studente svilupperà la capacità di comprendere e interpretare i rapporti tra impresa e diritto penale, sotto il profilo delle responsabilità connesse all’assunzione di posizioni dirigenziali, alla responsabilità da reato dell’impresa ed ai modelli organizzativi funzionali alla gestione di tali profili di responsabilità. Verranno anche analizzati i c.d. “reati societari” connessi alla gestione di società nonché gli illeciti relativi alla crisi di impresa. Il corso mira inoltre a rafforzare le competenze critiche e analitiche proprie del giurista, consentendo allo studente di utilizzare

consapevolmente fonti normative, giurisprudenziali e dottrinali , nonché di collocarle correttamente in un quadro organico e coordinato.

Programma

Il corso offre un’introduzione allo studio delle principali fonti di responsabilità penale nell'esercizio dell'attività di impresa, con

particolare attenzione ai modelli di organizzazione, alle deleghe di funzione.

Per ciascuna area sono analizzati il ruolo e la struttura delle fonti del diritto, i

meccanismi di regolamentazione, nonché le modalità di

interpretazione e applicazione delle norme.

Particolare attenzione è riservata allo studio delle fonti giuridiche e al rapporto tra

legge, giurisprudenza e dottrina, nonché alle tecniche di utilizzo dei materiali giuridici. Il

corso approfondisce inoltre il ruolo della dottrina giuridica nei diversi sistemi, esaminandone le funzioni e

l’incidenza nei processi di elaborazione e di evoluzione del diritto.

Per la frequenza del corso non è richiesto il superamento dell'esame di diritto penale, nonostante esso rappresenterebbe sicuramente un importante ausilio per la piena comprensione del contenuto del corso.

Al termine del corso, lo studente avrà sviluppato una consapevole sensibilità nei confronti delle

problematiche giuridiche oggetto di analisi, dimostrando attenzione al contesto istituzionale, storico e

sistematico in cui esse si collocano.

L’approccio didattico, applicato anche attraverso l’analisi puntuale di istituti e soluzioni normative, consente allo studente di maturare un atteggiamento critico e flessibile nell’affrontare

questioni giuridiche complesse, favorendo la capacità di trasferire e adattare strumenti interpretativi e

categorie concettuali a una pluralità di contesti applicativi.

Tali comportamenti si traducono nella capacità di affrontare problemi giuridici in modo autonomo e

consapevole, valorizzando il confronto tra modelli e soluzioni diverse come strumento di comprensione e di

valutazione critica.

Modalità d'esame

La verifica delle capacità è finalizzata ad accertare la capacità dello studente di applicare le conoscenze acquisite allo svolgimento di ricerche e all’analisi delle fonti normative, della dottrina e della

giurisprudenza. In sede d’esame, lo studente è chiamato a dimostrare di saper utilizzare in modo

consapevole la normativa di riferimento, analizzando gli istituti giuridici coinvolti e

collocandoli nel rispettivo contesto ordinamentale.

Particolare attenzione è riservata alla capacità di

argomentare in modo critico e coerente, facendo uso appropriato delle fonti e del linguaggio giuridico.

La verifica dell’apprendimento è finalizzata ad accertare il raggiungimento dei risultati di apprendimento

attesi, in coerenza con gli obiettivi formativi del corso. In particolare, la prova

d’esame è progettata per valutare in modo integrato le conoscenze acquisite, l’autonomia di giudizio e le abilità comunicative.

L’esame si svolge in forma orale e consiste in un colloquio volto a verificare:

(a) la conoscenza e la comprensione dei principali sistemi giuridici e degli istituti oggetto del corso;

(b) la capacità di applicare l’analisi di ordinamenti e modelli giuridici, anche

attraverso esempi e casi;

(c) la capacità di argomentare in modo critico e consapevole, collocando gli istituti nel rispettivo contesto

storico, istituzionale e ordinamentale;

(d) la chiarezza e la correttezza dell’esposizione, nonché l’uso appropriato del linguaggio giuridico.

La valutazione finale è espressa in trentesimi ed è determinata sulla base di una valutazione complessiva

delle seguenti dimensioni:

  • conoscenza e capacità di comprensione dei contenuti del corso;
  • capacità di applicare conoscenza e comprensione;
  • autonomia di giudizio, intesa come capacità critica di interpretazione e valutazione delle fonti e dei

materiali giuridici;

  • abilità comunicative, in termini di chiarezza espositiva, coerenza argomentativa e correttezza

terminologica.

Ai fini dell’attribuzione del voto finale, la performance dello studente è valutata secondo la seguente scala

qualitativa indicativa:

  • 18–21: conoscenza essenziale degli argomenti, capacità applicative limitate e argomentazione semplice;
  • 22–25: conoscenza complessivamente adeguata, discreta capacità di analisi

e argomentazione corretta ma non approfondita;

  • 26–28: conoscenza buona e articolata, capacità di applicazione consapevole del metodo comparatistico e

argomentazione critica coerente;

  • 29–30: conoscenza molto approfondita, piena padronanza della materia, autonomia di

giudizio e capacità argomentativa matura;

  • 30 e lode: eccellente conoscenza dei contenuti, uso particolarmente efficace e critico delle competenze acquisite, elevata capacità di analisi e di rielaborazione autonoma.

Il docente potrà inoltre prevedere, previo accordo con gli studenti frequentanti, lo svolgimento di prove

intermedie scritte, con funzione formativa e di monitoraggio in itinere dell’apprendimento.

Testi di riferimento

A. Alessandri, Sergio Seminara, Diritto penale commerciale. Volume I, I principi generali, seconda edizione, Torino, 2025, intero volume (1-144).

S. Seminara, Diritto penale commerciale. Volume II. I reati societari, seconda edizione, Torino, 2021, pp. 1-70; 109-125; 168-181.

A. Alessandri, Diritto penale commerciale. Volume IV. Reati nelle procedure concorsuali, seconda edizione, Torino, 2023, pp.61-135; 153-202.

Codice insegnamento 77312

Diritto penale della pubblica amministrazione 3° anno · 6 CFU · IUS/17 · 0 file
Diritto privato dell'economia 3° anno · 6 CFU · IUS/01 · 0 file
Diritto processuale monografico 3° anno · 6 CFU · IUS/16 · 0 file
Diritto processuale monografico (diritto processuale civile) 3° anno · 6 CFU · IUS/15 · 0 file
Diritto tributario processuale 3° anno · 6 CFU · IUS/12 · 0 file

Al termine del corso gli studenti avranno acquisito conoscenze di carattere istituzionale della materia tributaria, con particolare riferimento ai mezzi di tutela processuale ed extra-processuale delle situazioni…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Al termine del corso gli studenti avranno acquisito conoscenze di carattere istituzionale della materia tributaria, con particolare riferimento ai mezzi di tutela processuale ed extra-processuale delle situazioni giuridiche soggettive che vengono in rilievo nella materia. Lo svolgimento di seminari contribuirà a costruire la conoscenza degli istituti di diritto processuale.

Programma

1. Introduzione con riferimenti all’evoluzione storica delle commissioni. 2. Giurisdizione tributaria.. 3. I giudici. Astensione, ricusazione, organi di assistenza alle commissioni. 4. Competenza e incompetenza. 5. Le prove nel processo tributario. Atti notori e dichiarazioni di terzi. Approfondimento. 6. I poteri delle Commissioni tributarie. 7. Le parti. 8. Capacità di stare in giudizio, rappresentanza e assistenza. 9. Difetto di giurisdizione. 10. Pluralità di parti, intervento e litisconsorzio. 11. Comunicazioni e notificazioni. 12. Il ricorso. Art. 18. Contenuto e proposizione. 13. Motivi del ricorso con riferimento ai vizi dei singoli atti. 14. Spese del giudizio e soccombenza. 15. Costituzione in giudizio delle parti, motivi aggiunti e assegnazione del ricorso. 16. Esame preliminare del ricorso. Riunione dei ricorsi. 17. Liti da rimborso. 18. Mediazione e reclamo. Conciliazione giudiziale. 19. Trattazione della controversia. Decisione. Sospensione, interruzione ed estinzione. 20. Tutela cautelare. 21. Le impugnazioni: l’appello. 23. Ricorso per Cassazione: cenni. 24. Strumenti deflativi del contenzioso. 25. Esecuzione delle sentenze. 26. Predisposizione ricorso in ottemperanza. 27. L'esecuzione forzata tributaria.

Per l'adeguato approfondimento della materia è fortemente consigliata la conoscenza delle fonti dell'ordinamento nazionale ed europeo, nonché dei principi fondamentali in materia di procedimento amministrativo, dei fondamenti dell'obbligazione e del sistema della responsabilità civile, del diritto dell'impresa, nonché del sistema processuale civile.

Gli studenti potranno acquisire capacità di inquadramento critico e metodologico della materia anche al fine di risolvere casi concreti.

Modalità d'esame

In sede di esame finale sarà valutato l'apprendimento e l'adeguato approfondimento della materia, avuto riguardo agli argomenti inclusi nel programma e al ruolo svolto nei seminari, anche al fine di verificare che sia stata acquisita capacità di inquadramento critico e metodologico degli stessi.

La prova orale consiste in un colloquio tra il candidato e il docente o tra il candidato e un collaboratore del docente titolare. La prova orale non è superata se il candidato mostra di non aver compreso le nozioni fondamentali della materia e/o non essere in grado di esprimersi in modo chiaro usando la terminologia tecnico-giuridico corretta.

Testi di riferimento

F. Batistoni Ferrara - B Bellè, Diritto tributario processuale, ultima edizione, CEDAM

Codice tributario aggiornato

Ultreriore materiale bibliografico potrà essere distribuito e messo a disposizione degli studenti durante lo svolgimento del corso

Codice insegnamento 72678

ECONOMIA AZIENDALE 3° anno · 6 CFU · SECS-P/07 · 1 file
Archivio Globale
ECONOMIA PUBBLICA 3° anno · 6 CFU · SECS-P/03 · 0 file
Economia del lavoro 3° anno · 6 CFU · SECS-P/01 · 0 file
Federalismo e regionalismo comparati 3° anno · 6 CFU · IUS/21 · 0 file

Il corso affronterà le caratteristiche e l'evoluzione del federalismo e del regionalismo, con particolare attenzione agli ordinamenti europei e attraverso un metodo comparatistico. Nel corso delle lezioni saranno…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso affronterà le caratteristiche e l'evoluzione del federalismo e del regionalismo, con particolare attenzione agli ordinamenti europei e attraverso un metodo comparatistico.

Nel corso delle lezioni saranno affontati in primo luogo alcuni concetti giuridici fondamentali come la nozione di spazio giuridico europeo, i diversi sistemi di governo (Stato unitario, regionale e federale), il decentramento, l'integrazione regionale e la secessione. Si tratterà poi di acuni nuovi concetti giuridici (federalismo etnico, sovranità condivisa, federalismo giudiziario, e costituzionalismo internazionale) per comprendere le tensioni di sovranità e lo scontro tra localismo e globalizzazione che caratterizzano molto esperienze costituzionali.

Gli studenti saranno in grado di gestire questi concetti e saranno introdotti ai principali dibattiti accademici.

Frequentando il corso, potranno altresì comprendere - nella prospettiva degli Stati regionali e federali - la divisione dei poteri tra i diversi livelli di governo e come la forma di stato incida sullo stato sociale, la redistribuzione delle risorse, la governance di sistemi sempre più pluralistici e società divise, la tutela dei diritti fondamentali in una prospettiva multilivello, il sistema delle fonti del diritto (e in particolare la modifica costituzionale e le fonti primarie). Infine, gli studenti saranno introdotti alle dinamiche degli Stati federali e regionali nelle relazioni internazionali (nelle forme di cooperazione, competizione e processi federalizzanti). Sul piano delle soft skills, gli studenti potranno sviluppare autonomia in termini di riconoscimento delle teorie affrontate nel corso e un'utile capacità di applicarle in altri contesti.

Programma

Il corso si propone di affrontare i presupposti teorici del federalismo e del regionalismo nello spazio giruidico europeo in una prospettiva di diritto comparato.

Le prime settimane di lezione avranno ad oggetto teorie e argomenti di natura generale, come la nozione di spazio giuridico europeo, i diversi sistemi di governo (Stato unitario, regionale e federale), il decentramento, l'integrazione regionale e la secessione. Si tratterà poi di acuni nuovi concetti giuridici (federalismo etnico, sovranità condivisa, federalismo giudiziario, e costituzionalismo internazionale) per comprendere le tensioni di sovranità e lo scontro tra localismo e globalizzazione che caratterizzano molto esperienze costituzionali.

Nelle settimane successive il corso affronterà le singole esperienze di federalsmo e di regionalismo, sulle diverse forme di organizzazione e sulla autonomia costituzionale delle entità subnazionali, la loro rappresentanza ed il loro ruolo nel federal decision making process, la ripartizione delle competenze legislative, l'esecizio del potere giurisdizionale, la cooperazione tra i diversi livelli di governo, gli strumenti di tutela del federalismo ed il tema del federalismo fiscale. Saranno inoltre affrontati anche attraverso casi giurisprudenziali temi specifici come la secessione, la tutela dei diritti, la politiica estera. Attenzione verrà infine data a temi di attualità costituzionale straniera.

Considerato l'oggetto e la natura del corso (opzionale) si raccomanda agli studenti di aver sostenuto gli esami di Diritto Costituzionale I e II per la LMG o di diritto costituzionale per il DILPA e l'esame di Sistemi giuridici comparati (per la LMG) o di diritto comparato pubblico (per il DILPA).

dal momento che il materiale fornito e discusso durante le lezioni sarà in parte in lingua inglese, è raccomandata una adeguata conoscenza della lingua inglese

Lo studente maturerà un approccio critico rispetto ai temi trattati. A tal fine, sarà incoraggiato, sia durante le lezioni che nell'esame finale, a illustrare le proprie opinioni personali e discutere in modo argomentato le sue deduzioni.

Modalità d'esame

Poichè il corso si propone di fornire la conoscenza dei profili teorici del federalismo e del regionalismo e la looro differente declinazione in diverse esperienze giuridiche, le capacità saranno verificate in primo luogo attraverso la discussione in aula di casi giurisprudenziali e contributi dottrinali. Nella prova finale (sia in forma scritta che in forma orale) i criteri di valutazione saranno: la capacità di comprensione e di esposizione; l’autonomia di giudizio; le abilità argomentative. Ai fini di affinare tali capacità la partecipazione in aula è raccomandata, da interpretare come un’opportunità di apprendimento, tenuto conto che parte del materiale che sarà discusso e la cui conoscenza è necessaria per l'esame sarà in lingua inglese.

L'esame finale è orale. Agli studenti frequentanti sarà offerta la possibilità di sostenere prove scritte le cui modalità verranno concordate a lezione.

Testi di riferimento

Bibliografia e materiale didattico

Per gli studenti frequentanti i docenti metteranno a disposizione del materiale didattico (casi giurisprudenziale e scritti dottrinali) su cui, unitamente agli appunti, gli studenti potranno prepararsi per l'esame finale. Il materiale verrà caricato sulla pagina del corso sulla piattaforma di E-Learning de dipartimento di giurisprudenza.

Per questo motivo, come già precisato, la frequenza dellle lezioni è altamente raccomandata.

Gli studenti non frequentanti potranno invece prepararsi studiando i seguenti testi:

1.A. Di Giovine A. Algostino F. Longo A. Mastromarino Lezioni di diritto costituzionale comparato, Cap. IV, Le Monnier, 2017, 92-109

2.S. Ventura, Voce "Federalismo", Enciclopedia del Novecento, https://www.treccani.it/enciclopedia/federalismo_(Enciclopedia-del-Novecento)/

3.A. Vespaziani, Voce "Federalismo" (dir. cost), Enciclopedia Treccani, https://www.treccani.it/enciclopedia/federalismo-dir-cost_(Diritto-on-line)/

Codice insegnamento 78686

Fondamenti di ragioneria 3° anno · 6 CFU · SECS-P/07 · 0 file
Gestione delle controversie di lavoro 3° anno · 6 CFU · IUS/15 · 0 file
Giustizia amministrativa 3° anno · 6 CFU · IUS/10 · 0 file

Il corso si propone di fornire conoscenze approfondite del sistema di giustizia amministrativa nazionale che offra un quadro complessivo degli strumenti di tutela disponibili dai soggetti che entrino in un rapporto…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso si propone di fornire conoscenze approfondite del sistema di giustizia amministrativa nazionale che offra un quadro complessivo degli strumenti di tutela disponibili dai soggetti che entrino in un rapporto qualificato con la pubblica amministrazione (intesa nella moderna accezione del termine) ed ai quali la Costituzione e l'ordinamento riconoscono l'accesso alla via giurisdizionale.

Il corso persegue l’obiettivo di fornire una conoscenza approfondita degli istituti del sistema italiano di giustizia amministrativa, analizzando sia i rimedi amministrativi sia - soprattutto - i rimedi giurisdizionali, attraverso lo studio del processo amministrativo e dell'esercizio della giurisdizione ordinaria nei confronti della pubblica amministrazione. In tale direzione, il Corso contribuisce agli obiettivi formativi del Cds fornendo allo Studente la conoscenza di tutti gli strumenti che consentono il controllo dell'esercizio dei poteri amministrativi per la cura degli interessi pubblici, compatibilmente con la salvaguardia degli interessi privati.

Programma

Il corso si propone di esaminare, in modo approfondito e critico, il sistema della tutela giurisdizionale offerta dall’ordinamento ai cittadini privati pregiudicati dagli atti e comportamenti delle Pubbliche Amministrazioni.

La giustizia amministrativa costituisce un complesso sistema di tutela giurisdizionale e di garanzie per i cittadini affidata alla cognizione di un giudice speciale e di un sistema processuale speciale.

Il corso muoverà dall’analisi sistematica del nuovo codice del processo amministrativo, entrato in vigore nel 2010 e già riveduto e corretto da recentissimi interventi legislativi, per ricostruire i caratteri, la struttura, lo svolgimento del processo amministrativo in ogni sua componente, fino al giudizio di ottemperanza.

Nel percorso di ricostruzione del nuovo processo amministrativo sarà osservato come il sistema di giustizia amministrativa abbia subito, negli ultimi anni, profonde innovazioni in termini di apertura di tutela e di potenziamento degli strumenti posti a vantaggio del privato a difesa della propria situazione soggettiva pregiudicata dall’esercizio illegittimo o dal comportamento illecito dei pubblici poteri.

Da un lato, la nuova configurazione dell’interesse legittimo come situazione soggettiva potenzialmente risarcibile in caso di lesione da parte dell’Amministrazione, dall’altro, il lungo percorso di integrazione e completamento delle regole della giustizia amministrativa, che hanno portato alla codificazione del processo amministrativo, anche alla luce dei nuovi precetti costituzionali del giusto processo, permettono oggi al processo amministrativo di ridurre le distanze, in termini di garanzia e di tutela, rispetto agli ordinari ambiti di giurisdizione.

L’analisi del processo amministrativo codificato dalla recente legislazione del 2010 avrà come necessario punto di avvio l’esame della normativa codicistica e come indispensabile chiave interpretativa l’esame della giurisprudenza amministrativa che ha avut spesso un ruolo propulsivo per il legislatore-codificatore.

Il corso si pone, quindi, l’obiettivo di inquadrare le parti del processo amministrativo, gli organi di giustizia amministrativa, le azioni proponibili dinnanzi al giudice amministrativo e la tipologia di atti che caratterizzano questo processo.

Lo studio proseguirà, poi, con l’esame della fase dinamica del processo amministrativo di primo grado, con particolare attenzione sia alla fase cautelare, sia alla fase istruttoria, sia alla fase conclusiva.

Saranno, infine, esaminati alcune particolarità del processo aventi ad oggetto la semplificazione temporale e procedurale di alcuni riti, nonché le vicende estintive ed interruttive del processo.

Un particolare attenzione, da ultimo, sarà dedicata alla modalità di esecuzione delle sentenze del giudice amministrativo ed al giudizio di ottemperanza.

le conoscenze richieste comprendono la capacità di orientamento nell'ambito dei principi del diritto processuale ed una inevitabile base di conocenza acquisita sui principali istituti del diritto amministrativo sostanziale, nonchè l'utilizzo di un corretto linguaggio giuridico

Lo studente potrà acquisire e/o sviluppare sensibilità alle problematiche giuridiche trattate, che gli consentiranno un approccio informato e documentato alle vicende giuridiche attuali

Sono oggetto di studio, in particolare:

  • le origini del sistema italiano di giustizia amministrativa;
  • l’affermazione e lo sviluppo della giurisdizione amministrativa;
  • la nozione di interesse legittimo;
  • i principi costituzionali sulla tutela giurisdizionale del cittadino nei confronti della pubblica amministrazione;
  • la giurisdizione ordinaria nei confronti della pubblica amministrazione;
  • i ricorsi amministrativi;
  • le classificazioni generali della giurisdizione amministrativa (giurisdizione di legittimità, giurisdizione c.d. esclusiva, giurisdizione estesa al merito);
  • l’azione nel processo amministrativo;
  • gli elementi preliminari allo studio del processo amministrativo (competenza del giudice amministrativo, parti, capacità processuale, patrocinio legale, principi generali del processo amministrativo, rapporto con la disciplina del processo civile);
  • il giudizio di primo grado;
  • la tutela cautelare;
  • la sentenza e le impugnazioni;
  • i riti speciali;
  • il giudicato amministrativo e l’esecuzione della sentenza.

Lo Studente, per affrontare lo studio della giustizia amministrativa, necessita del possesso delle conoscenze relative al diritto amministrativo sostanziale italiano ed europeo.

Modalità d'esame

La modalità di verifica viene attuata mediante la prova di esame finale, che si svolge oralmente e che permetterà di valutare la capacità applicativa degli studenti delle nozioni apprese durante l’insegnamento. Lo studente dovrà aver acquisito la capacità di orientarsi nell'utilizzo degli strumenti giuridici necessari all'approfondimento delle tematiche inerenti la giustizia amministrativa, con particolare riferimento alla capacità di lettura critica del codice del processo amministrativo ed alla capacità di analisi della giurisprudenza di settore.

Esame finale con svolgimento prova orale, non condizionato dal previo svolgimento della prova di verifica intermedia.

Ai fini della preparazione dell'esame e della modalità di svolgimento dello stesso NON E' OPERATA ALCUNA DISTINZIONE fra studenti frequentanti e studenti non frequentanti

L'esame si svolge mediante un colloquio orale con la docente o con i collaboratori della docente riuniti in apposite commissioni.

Durante lo svolgimento del colloquio saranno sottoposte al candidato una serie di domande rappresentative dei principali argomenti trattati nel corso di studio e svolti nel testo di esame.

L'articolazione delle domande presuppone che il candidato, nel fornire la propria risposta, dimostri una adeguata capacità di inquadramento della tematica richiesta, una buona capacità di espressione attraverso un linguaggio giuridico appropriato ed una sviluppata capacità di analisi critica dell'istituto oggetto di indagine, anche in rapporto al coordinamento con lo strumento codicistico e con la principale giurisprudenza formata in materia

il superamento dell'esame, il cui voto finale viene espresso in trentesimi, è subordinato all'esito positivo del colloquio orale, rispetto al quale si richiede che il candidato sia in grado di affrontare in modo almeno sufficiente tutte le macro questioni introdotte con le domande generali proposte dal docente

Le capacità verranno verificate in sede di esame finale, oralmente, secondo le indicazioni fornite di seguito.

La prova di esame consiste in un colloquio orale, vertente sugli argomenti del Programma, ed è sostenuta dinanzi ad una Commissione, presieduta dal Docente titolare del corso.

La prova di esame si considera superata se il candidato, utilizzando un linguaggio concettualmente corretto e tecnicamente preciso, nonché dimostrando sicure competenze di metodo, dimostra adeguate conoscenze circa gli argomenti del Programma, coi necessari riferimenti sistematici anche agli istituti fondamentali del diritto amministrativo sostanziale.

La votazione della prova orale è espressa dalla Commissione esaminatrice in trentesimi, con possibilità di lode. Più in particolare, per la formulazione della votazione viene adottata la seguente scala qualitativa indicativa:

  • 18–21: conoscenza essenziale degli argomenti, capacità applicative limitate e argomentazione semplice;
  • 22–25: conoscenza complessivamente adeguata, discreta capacità di applicazione degli istituti e argomentazione corretta ma non approfondita;
  • 26–28: conoscenza buona e articolata, capacità di applicazione consapevole degli istituti e argomentazione critica coerente;
  • 29–30: conoscenza molto approfondita, piena padronanza degli istituti, autonomia di giudizio e capacità argomentativa matura;
  • 30 e lode: eccellente conoscenza dei contenuti, uso particolarmente efficace e critico degli istituti, elevata capacità di analisi e di rielaborazione autonoma.

Non sono contemplate prove intermedie di verifica.

Si rammenta che ai sensi del vigente regolamento del Corso di laurea magistrale in Giurisprudenza, per sostenere l’esame di Giustizia amministrativa è necessario aver già superato l’esame di Diritto amministrativo I e II. Anche alla luce dei rinvii operati dal Codice del processo amministrativo al Codice di procedura civile, si consiglia, ad ogni modo, di intraprendere lo studio della Giustizia amministrativa allorché già si disponga di una conoscenza basilare del diritto processuale civile.

Testi di riferimento

  1. F. G. SCOCA (a cura di), Giustizia amministrativa, Giappichelli, Torino, ultima edizione, 2023

LIMITATAMENTE ALLE SEGUENTI PARTI:

  • PARTE 1, CAPITOLI 1 E 2
  • PARTE 2, CAPITOLI 3, 4 E 5
  • PARTE 3, CAPITOLO 1, sez. 2; CAPITOLO 2, SEZIONE PRIMA E SECONDA
  • PARTE 4, CAPITOLO 1( TUTTE LE SEZIONI); CAPITOLO 2, CAPITOLO 3 (sezione prima e seconda)
  • PARTE 5, CAPITOLO 1, CAPITOLO 2 (tutte le sezioni) , CAPITOLO 4 (tutte e sezioni); CAP. 6 (solamente sezione 1, paragrafo 3)
  • PARTE 6, CAPITOLO 2, fino a pg. 683.

Se si è in possesso di edizioni precedenti a quella aggiornata al 2023, l'esame potrà essere sempre sostenuto ed il programma rimane il medesimo i ordine agli argomenti: va solo condotto l'adeguamento delle parti da studiare alla pagine di testo realmente corrispondenti all'argomento, potendosi verificare una piccola variazione nell'indicazione numerica della stessa fra le edizioni differenti.

E’ OBBLIGATORIO L’UTILIZZO DI UN CODICE DEL PROCESSO AMMINISTRATIVO AGGIORNATO (A titolo MERAMENTE INDICATIVO, si suggerisce il seguente codice, A. Pagano, Codice del processo amministrativo e norme complementari, Ed. Simone, VI ed., 2017).

ESAMI PROPEDEUTICI OBBLIGATORI

Ai fini della sostenibilità dell’esame di giustizia amministrativa E’ NECESSARIO AVER SOSTENUTO L’ESAME DI DIRITTO AMMINISTRATIVO I-II.

PROGRAMMA RISERVATO ESCLUSIVAMENTE AGLI STUDENTI ERASMUS:

A. TRAVI, LEZIONI DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA, Giappichelli, Torino, 2019, da pag. 169 a pag. 303.

oppure

A. TRAVI, LEZIONI DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA, Giappichelli, Torino, 2021, da pag. 179 a pag. 307.

Non si segnalano indicazioni speciali per gli studenti non frequentanti

Per la preparazione dell’esame di profitto è necessaria la conoscenza della disciplina contenuta nel Codice del processo amministrativo, nonché della disciplina contenuta nel d.p.r. n. 1199 del 1971.

Per la preparazione dell'esame di profitto, inoltre, è consigliato, oltre alla frequenza delle lezioni, lo studio di UNO dei seguenti Manuali:

  • A. TRAVI, Lezioni di giustizia amministrativa, Torino, 2024, da pag. 1 a pag. 415;
  • M. CLARICH, Manuale di giustizia amministrativa, Bologna, 2025, da pag. 19 a pag. 358;

-C.E. GALLO, Manuale di giustizia amministrativa, Torino, 2025 da pag. 1 a pag. 394.

*********************************************************************************

Esclusivamente per gli STUDENTI del Programma ERASMUS si consiglia, oltre alla frequenza delle lezioni, lo studio di: TRAVI, Lezioni di giustizia amministrativa, Torino, 2024, da pag. 175 a pag. 363.

Codice insegnamento 68706

Giustizia riparativa 3° anno · 6 CFU · IUS/16 · 0 file

Il corso mira a fornire conoscenze relative agli strumenti di soluzione consensuale dei conflitti in materia penale secondo i principi e il modello della giustizia riparativa. In questa prospettiva, il corso…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso mira a fornire conoscenze relative agli strumenti di soluzione consensuale dei conflitti in materia penale secondo i principi e il modello della giustizia riparativa.

In questa prospettiva, il corso costituisce un importante completamento della formazione del giurista, che oggi è sempre più chiamato ad avvalersi dei modelli di giustizia riparativa anche nell'ambito della giustizia penale in un percorso di progressivo riaffermarsi di umanesimo giuridico che metta la persona al centro del servizio-giustizia.

 Lo studente sarà guidato lungo un percorso di analisi delle peculiarità della giustizia riparativa rispetto alle coordinate tradizionali del diritto penale, non solo nella dimensione normativa ormai assai strutturata, ma anche e soprattutto nella dimensione culturale di un approccio alla giustizia penale non conflittuale, non punitivo e incapacitante, ma pacificatorio, riparativo e responsabilizzante. Il corso aspira a promuovere una formazione completa e armoniosa del giurista, che possa affrontare istanze diverse da quelle tradizionalmente incentrate sulla componente sanzionatoria, per impegnarsi nel delicato lavoro di ricomposizione del conflitto.

 Una volta completato questo processo, le lezioni si concentreranno sull'analisi dei contesti procedurali, dove è possibile gestire la mediazione/conciliazione e i programmi riparativi. Lo studio dell'aspetto procedurale della giustizia riparativa, oltre ad offrire la conoscenza degli strumenti operativi, metterà in evidenza la rinnovata attenzione per la vittima nel contesto sovranazionale e nazionale, il diverso ruolo delle parti private nelle dinamiche della giustizia riparativa, la molteplicità delle funzioni attribuite dal legislatore alla giustizia riparativa.

Programma

I MODULO (diritto penale):

Il corso intende promuovere l'acquisizione di conoscenze relative al ruolo delle vittime nello spazio giuridico europeo, alla promozione di percorsi guidati di riconciliazione reo-vittima e di riparazione dell'offesa, alle modalità per avviare un percorso di pacificazione attraverso la ricomposizione della "frattura" della comunicazione sociale provocata dal reato. In particolare saranno oggetto del corso:

  1. l'analisi dei significati e dei principi della giustizia riparativa: la funzionalità educativa e di responsabilizzazione dell'autore del reato; l'offerta di uno spazio fisico informale che garantisca ascolto e attenzione alla vittima, meritevole di un più ampio riconoscimento rispetto a quello offerto nella vicenda processuale;
  2. la ricognizione degli strumenti operativi della giustizia riparativa presenti nel sistema italiano;
  3. la disamina dei tipi di conflitto e della loro suscettibilità ad essere mediati.
  4. le nuove frontiere della giustizia riparativa.

II MODULO (diritto processuale penale):

Il secondo modulo del corso ha ad oggetto gli aspetti procedimentali, sia sotto il profilo del rapporto tra le pratiche riparative e giurisdizione ordinaria, sia sotto il profilo dell’analisi dei diversi contesti procedimentali. In particolare saranno oggetto del corso:

  1. Le funzioni della restorative justice rispetto alle coordinate della giurisdizione penale: 1) la RJ come strumento di economia processuale; 2) la RJ come strumento di valorizzazione del ruolo della persona offesa; 3) la RJ come strumento di responsabilizzazione dell’imputato/condannato.
  2. Le indicazioni sovranazionali in tema di giustizia riparativa; in particolare la Direttiva 2012/29/UE in tema di vittima, la Raccomandazione del Consiglio d'Europa 2018/8; la Risoluzione ECOSOC 2002/12; la dichiarazione di Venezia del 2021.
  3. La disciplina organica della giustizia riparativa delineata dal d.lgs. 150/2022: definizioni, principi, soggetti, programmi, garanzie, esiti, servizi e centri di giustizia riparativa.
  4. Le prime sperimentazioni di RJ nell’ordinamento italiano: la giustizia penale minorile come luogo di affermazione della RJ nel segno della educazione dell’imputato minorenne (sospensione con messa alla prova; mediazione). Il procedimento per le competenze penali del giudice di pace: vocazione conciliativa tra esigenze di semplificazione procedimentale e valorizzazione del ruolo dell’offeso.
  5. RJ come strumento generalizzato: la sospensione del processo con messa alla prova. Il probation come luogo elettivo di implementazione delle dinamiche riparative: un confronto tra la messa alla prova nel processo minorile, nel processo codicistico e in sede esecutiva come misura alternativa alla detenzione.
  6. La costellazione della RJ nella galassia della giurisdizione penale: la procedibilità a querela; le circostanze attenuanti; il tentativo di conciliazione; l’oblazione discrezionale; il risarcimento e la riparazione come condizione di accesso al rito patteggiato; il coinvolgimento di offeso e imputato nelle dinamiche della particolare tenuità del fatto.
  7. Il ruolo del giudice e il ruolo del mediatore: diversità di statuto e diversità di regole processuali. In particolare, l'art. 129-bis c.p.p.
  8. Il ruolo dei partecipanti nelle dinamiche di RJ: distinzione tra istituti conciliativi e istituti riparativi.
  9. Limiti sistematici e limiti costituzionali all’implementazione della RJ come alternativa alla giurisdizione di cognizione.

Tecniche e metodi di conciliazione – laboratori: nell’ambito del corso sarà dato spazio a incontri con mediatori e/o con partecipanti a programmi riparativi.

Ai fini di una efficace e proficua partecipazione al corso lo studente dovrà già essere in possesso delle conoscenze di base relative al sistema penale, sia nella componente sostanziale sia in quella processuale, così da poter apprezzare le specificità della giustizia riparativa

Gli studenti svilupperano una sensibilità e cura per le azioni di riconmposizione del conflitto come soluzione alternativa o complementare alla giustizia punitiva, al fine di offrire una risposta più completa ai bisogni delle persone coinvolte nell'esperienza giudiziaria penale

Modalità d'esame

La capacità di apprezzare, presentare e gestire i programmi di giustizia riparativa sarà valutata non solo nell'esame finale, ma, per gli studenti frequentanti, anche attraverso lo scambio in aula con le docenti, per verificare l'apprendimento del linguaggio e le modalità con cui l'operatore di giustizia riparativa deve operare nei diversi contesti al fine di valutare la fattibilità del programma riparativo e raggiungere il risultato riparativo.

L’esame è condotto in forma orale e consiste in un colloquio con i docenti. Lo studente dovrà dimostrare adeguata conoscenza delle tematiche trattate durante il corso e di aver maturato la capacità di interpretazione e lettura critica, anche in una prospettiva sistematica, delle conoscenze acquisite. Il punteggio della prova d’esame è attribuito mediante un voto espresso in trentesimi a partire dal voto di 18/30, conferito quando le conoscenze sono almeno elementari, fino al voto 30/30 con eventuale lode quando vi sia eccellente padronanza delle conoscenze e una spiccata capacità di argomentazione e spiegazione, anche in riferimento all’applicazione delle conoscenze acquisite.

La prova non è superata se il candidato non dimostra di conoscere i contenuti essenziali della materia ovvero di essere in grado di usare una terminologia appropriata.

Gli studenti frequentanti potranno sostenere una prova intermedia di carattere teorico-pratico

Testi di riferimento

Gli studenti frequentanti sosterranno l'esame sulla base degli appunti, anche valorizzando prove pratiche.

Gli studenti non frequentanti potranno preparare l'esame in alternativa su uno dei seguenti testi:

  • V. Bonini (a cura di), La giustizia riparativa, Giappichelli, 2024
  • M. Bouchard - F. Fiorentin, La giustizia riparativa, Giuffrè 2024
  • G. Mannozzi - A. Lodigiani, La giustizia riparativa, Giappichelli 2025

Codice insegnamento 77307

Istituzioni di diritto dell'unione europea e del mercato interno 3° anno · 6 CFU · IUS/14 · 0 file
Istituzioni di diritto dell'unione europea e della cooperazione giudiziaria 3° anno · 6 CFU · IUS/14 · 0 file
Istituzioni di diritto internazionale e degli scambi internazionali 3° anno · 6 CFU · IUS/13 · 0 file
Istituzioni di diritto internazionale e diritto umanitario 3° anno · 6 CFU · IUS/13 · 0 file
Italiano per il diritto 3° anno · 3 CFU · 0 file
ORDINAMENTO GIUDIZIARIO ITALIANO E COMPARATO 3° anno · 6 CFU · IUS/09 · 0 file

Conoscenze Al termine del corso lo studente potrà acquisire conoscenze rispetto ai contenuti della materia "ordinamento giudiziario" con particolare riguardo alle tematiche riguardanti i principi costituzionali sulla…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Conoscenze

  • Al termine del corso lo studente potrà acquisire conoscenze rispetto ai contenuti della materia "ordinamento giudiziario" con particolare riguardo alle tematiche riguardanti i principi costituzionali sulla magistratura, le fonti dell’ordinamento giudiziario, il principio di unità della giurisdizione, il principio di precostituzione per legge del giudice, l’attività del Consiglio superiore della magistratura, i rapporti tra la magistratura e gli altri poteri dello Stato, il ruolo e le funzioni della Corte di cassazione, il pubblico ministero e la magistratura onoraria, la responsabilità dei magistrati, l’ordinamento forense, il funzionamento dell'ufficio per il processo.

Programma

Programma (contenuti dell'insegnamento)

  • Il corso è dedicato allo studio della materia ordinamento giudiziario italiano e comparato e affronta in particolare le tematiche riguardanti:
  • le fonti dell’ordinamento giudiziario;
  • il principio di unità della giurisdizione;
  • il principio di precostituzione per legge del giudice;
  • l’attività del Consiglio superiore della magistratura;
  • i rapporti tra la magistratura e gli altri poteri dello Stato;
  • il ruolo e le funzioni della Corte di cassazione;
  • il pubblico ministero e la magistratura onoraria;
  • la responsabilità dei magistrati,;
  • l’ordinamento forense.
  • I riferimenti comparatistici tendono principalmente ad inquadrare il modello di ordinamento giudiziario italiano fra i principali modelli che hanno trovato applicazione nei paesi il cui ordinamento giuridico è paragonabile a quello italiano.
  • Nel corso saranno esaminate e commentate la l. 25 luglio 2005 n. 150, di riforma dell’ordinamento giudiziario (c.d. legge Castelli), le successive modifiche apportate alla stessa, e la legge. 17 giugno 2022, n. 71 (cd legge Cartabia) e successivi decreti delegati di attuazione
  • Il corso sarà integrato, per alcuni profili della materia, da lezioni a carattere seminariale professionalizzante tenute da esperti particolarmente qualificati quali avvocati, giudici e pubblici ministeri.
  • Sarà dedicato uno specifico approfondimento al tema dell'ufficio per il processo

Prerequisiti (conoscenze iniziali)

  •  Per affrontare il corso è necessaria la conoscenza degli argomenti riguardanti i programmi di Diritto costituzionale I e di Diritto costituzionale II.

Comportamenti

  •  Lo studente potrà acquisire conoscenza e sensibilità alle problematiche giuridiche trattate nel corso, nonché autonomia di giudizio, capacità di divulgazione delle conoscenze acquisite.

Modalità d'esame

Modalità di verifica delle capacità

  • In sede di esame finale sarà valutata la capacità applicativa degli studenti delle nozioni apprese durante l’insegnamento e lo studente sarà chiamato a dimostrare di conoscere gli istituti implicati nell'ordinamento giudiziario.

Modalità d'esame

  • La verifica dell'apprendimento è finalizzata a verificare il raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi, in coerenza con gli obiettivi formativi del corso e con i Descrittori di Dublino.
  • In particolare, la prova finale è volta ad una verifica integrata delle diverse conoscenze richieste e a dimostrare autonomia e consapevolezza nell'utilizzo delle stesse.
  •  La prova è orale consiste in un colloquio tra il candidato e il docente, o anche tra il candidato e altri collaboratori del docente titolare. La prova orale intende verificare, in particolare, la conoscenza e comprensione degli istituti giuridici che caratterizzano l'ordinamento giudiziario, la capacità di argomentare in modo autonomo, consapevole, critico, con terminologia corretta, le conoscenze acquisite.
  • La prova orale è ritenuta la più idonea alla tipologia di apprendimento richiesto, che sollecita lo studente a manifestare e mettere in pratica soprattutto in forma orale le proprie conoscenze e capacità.
  • Il voto finale è espresso in trentesimi e consta delle seguenti dimensioni: conoscenza e comprensione dei contenuti del corso, capacità di autonomia di giudizio e capacità critica, abilita comunicative ed espositive.
  • Ai fini dell'attribuzione del voto finale la performance dello studente è valutata sulla base della seguente scala: 18-21 conoscenza essenziale degli argomenti, argomentazione basilare, capacità applicative essenziali; 22-25, conoscenze adeguate, discreta capacità di argomentare in modo corretto e autonomo; 26-28, conoscenza approfondita, piena capacità e autonomia nell'argomentare e divulgare le conoscenze; 30 e 30 e lode, eccellente conoscenza, capacità di argomentazione critica notevole.
  • L'esame ha esito positivo se tutte le richiamate dimensioni sono almeno sufficienti.

Testi di riferimento

Bibliografia e materiale didattico

Testo consigliato per seguire con profitto il corso:

F. DAL CANTO, Lezioni di ordinamento giudiziario, Torino, Giappichelli, 2024

Codice insegnamento P147411463

ORGANIZZAZIONE DEL GOVERNO E DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 3° anno · 6 CFU · IUS/08 · 0 file

Il Corso ha ad oggetto lo studio delle funzioni e della struttura del Governo e della Pubblica Amministrazione a livello centrale e con riferimenti anche all’organizzazione degli enti locali, tenendo conto del contesto…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il Corso ha ad oggetto lo studio delle funzioni e della struttura del Governo e della Pubblica Amministrazione a livello centrale e con riferimenti anche all’organizzazione degli enti locali, tenendo conto del contesto europeo in cui l’Italia è collocata.

Al termine del corso lo studente potrà acquisire conoscenze sull’organizzazione del governo e della P.A. alla luce dei vincoli che derivano dall’Unione europea e dalle implicazioni connesse alle competenze regionali.

Negli scorsi anni il corso é stato inserito nel programma dei progetti speciali per la didattica che ha consentito l'approfondimento di alcuni temi specifici di interesse del corso ed in particolare del ruolo del Governo nella realizzazione del contenuto del PNRR. Quest'anno rimane valido il controllo e la verifica sugli effetti del PNRR, ma l'interesse si estenderà e si concentrerà in modo particolare all'uso delle nuove tecnologie nell'azione governativa.

Programma

  • – L’evoluzione del governo e della pubblica amministrazione e definizioni generali
  • – il Governo nello Statuto Albertino, nello stato liberale e nello stato fascista; il dibattito in Assemblea Costituente. Evoluzione nell’organizzazione della p.a.
  • – principi costituzionali in materia di Governo e di Pubblica amministrazione
  • – l’evoluzione della struttura e delle funzioni del Governo dagli anni ’80 del XX secolo
  • – vicende del governo (formazione, attività, crisi)
  • – la Presidenza del Consiglio dei Ministri: poteri e strutture interne
  • – i Ministeri (organizzazione centrale). Distinzione fra organizzazione per dipartimenti e direzioni profili connessi alle procedure per il controllo interno, nuclei di valutazione ed il d.lgs. n. 286/99 e succ. modifiche.
  • – gli apparati tecnici nella p.a.
  • – ruolo del governo nell’attività normativa.
  • – rapporti fra Governo ed UE
  • – rapporti fra Governo e Regioni
  • - L’Amministrazione centrale
  • – Gli organi ausiliari del Governo
  • - IA e attività di governo

E’ utile la conoscenza dei principi fondamentali del diritto pubblico, che possono essere acquisiti con lo studio del diritto costituzionale, del diritto amministrativo o del diritto pubblico o con un particolare interesse alla materia.

Lo studente potrà acquisire e/o sviluppare sensibilità alle problematiche giuridiche trattate che si caratterizzano per l’interdisciplinarietà del settore. Profili di diritto costituzionale e di diritto amministrativo che caratterizzano il corso terranno conto anche delle problematiche di diritto UE e delle conseguenze economiche.

Modalità d'esame

In sede di prove intermedie o di esame finale sarà valutata la capacità applicativa degli studenti delle nozioni apprese durante l’insegnamento per gli studenti frequentanti o delle nozioni apprese dal mero studio "ragionato" per quelli non frequentanti.

La prova orale consiste in un colloquio tra il candidato e la docente, od anche tra il candidato e collaboratori della docente titolare. La prova non è superata se il candidato mostra di non aver compreso le nozioni fondamentali e/o di non essere in grado di esprimersi in modo chiaro e di usare la terminologia corretta. Più nel dettaglio: la valutazione della/dello studente prevede una prova orale in cui vengono proposte almeno tre domande, una sui profili storici, una sulla struttura del governo ed una sui profili amministrativi dell'organizzazione governativa. La/Lo studente dovrà dimostrare in particolare la capacità di ragionamento, la capacità di connessione fra le varie tematiche, la capacità di argomentare in modo critico e consapevole, collocando gli istituti nel rispettivo contesto storico, istituzionale ed infine dovrà dimostrare la chiarezza e la correttezza dell’esposizione, nonché l’uso appropriato del linguaggio giuridico. Il punteggio della prova d'esame è attribuito mediante un voto espresso in trentesimi. Ai fini dell’attribuzione del voto finale, la performance dello studente è valutata secondo la seguente scala qualitativa indicativa: – 18–21: conoscenza essenziale degli argomenti anche tenendo conto degli aspetti storici, capacità applicative limitate, ma in ogni caso sufficienti per comprendere il ruolo nel sistema del tema trattato e un'argomentazione semplice ma comprensibile; – 22–25: conoscenza complessivamente adeguata, discreta capacità di ragionamento e argomentazione corretta ma non approfondita; – 26–28: conoscenza buona e articolata e argomentazione critica coerente; – 29–30: conoscenza molto approfondita, piena padronanza del linguaggio e della connessione fra principi costituzionali, autonomia di giudizio e capacità argomentativa matura; – 30 e lode: eccellente conoscenza dei contenuti, uso particolarmente efficace e critico dei temi studiati, elevata capacità di analisi e di rielaborazione autonoma, capacità critica anche alla luce dei nuovi problemi che si pongono indipendentemente da quanto analizzato a lezione.

Per i frequentanti la prova in itinere consiste in una relazione orale e/o scritta su un tema specifico concordato e non s’intende superata se il candidato mostra di non aver compreso le nozioni 

Testi di riferimento

E. CATELANI, Poteri ed organizzazione del governo nel contesto degli ordinamenti pluralistici contemporanei, Tipografia Editoriale Pisana, Pisa 2017.

nonché

  • E. CATELANI, Evoluzione del rapporto fra tecnica e politica. Quali saranno gli effetti in uno stato tecnologico?, in Osservatoriosullefonti.it, 2/2021
  • E. CATELANI, P.N.R.R. e ordinamento costituzionale: un’introduzione, in Rivista AIC, fasc. 3/ 2022, 210-221
  • E. CATELANI, Modelli di co-regolazione fra diritto interno e UE: l’influenza dei cittadini, delle associazioni, degli stakeholder, in Osservatorio sulle fonti, 1/2024, 219-243
  • Agli studenti frequentanti potranno essere consigliati approfondimenti relativi ad argomenti non trattati o sommariamente trattati nel testo e trattati a lezione, in sostituzione di parti degli stessi.

Codice insegnamento P503856761

Ordinamenti giuridici extra-europei 3° anno · 6 CFU · IUS/02 · 0 file
Politica economica 3° anno · 6 CFU · SECS-P/02 · 0 file
Programmi di finanziamento dell'unione europea 3° anno · 6 CFU · IUS/14 · 0 file
Prova finale 3° anno · 6 CFU · 0 file
Regolazione dei mercati 3° anno · 6 CFU · GIUR-03/A · 0 file

Il corso si propone di fornire una conoscenza specialistica e interdisciplinare dei modelli contemporanei di regolazione dei mercati, attraverso l’analisi integrata delle dimensioni giuridiche, economiche e…

Scheda dell'insegnamento

Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.

Obiettivi formativi

Il corso si propone di fornire una conoscenza specialistica e interdisciplinare dei modelli contemporanei di regolazione dei mercati, attraverso l’analisi integrata delle dimensioni giuridiche, economiche e comportamentali dell’intervento pubblico nell’economia. Le lezioni approfondiscono i principali approcci teorici alla regolazione – dalla law and economics alla behavioural law and economics, fino alle teorie della nudge regulation e della risk regulation – nonché l’evoluzione del ruolo dello Stato, dallo Stato regolatore allo Stato innovatore, nel contesto delle trasformazioni del capitalismo contemporaneo e delle politiche orientate alla sostenibilità ambientale e sociale. Particolare attenzione è dedicata allo studio dei fallimenti del mercato, degli strumenti regolatori (normativi, amministrativi e incentivanti), dei principi giuridici europei quali precauzione e proporzionalità, e delle dinamiche di governance pubblica, inclusi i fenomeni di regulatory capture e lobbying. Al termine del corso, verrà acquisita una conoscenza sistematica dei principi, delle categorie e degli strumenti della regolazione dei mercati nell’ordinamento italiano ed europeo, comprendendo le basi economiche e teoriche dell’intervento pubblico e le modalità attraverso cui esso si realizza mediante norme, politiche pubbliche e azione delle autorità. L’insegnamento di Regolazione dei mercati contribuisce al perseguimento degli obiettivi del Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza, preparando studentesse e studenti a ricoprire funzioni di responsabilità nei settori socio-economici, nelle pubbliche amministrazioni e nelle organizzazioni comunitarie. In coerenza con il percorso formativo, il corso promuove l’acquisizione di una solida cultura giuridica nazionale ed europea, integrata da tecniche e metodologie casistiche, e sviluppa competenze nella redazione di testi giuridici e nell’espressione legale in inglese, francese e spagnolo. L’obiettivo è formare giuristi capaci di comprendere, interpretare e applicare in modo critico e consapevole fonti normative e atti regolatori complessi, collocandoli nel relativo contesto istituzionale ed economico.

Le conoscenze acquisite saranno articolate nei seguenti blocchi tematici:

- Fondamenti metodologici e approccio contemporaneo alla regolazione dei mercati

  • Introduzione alla regolazione dei mercati e ai modelli di analisi interdisciplinare.
  • Metodologia scientifica applicata allo studio della regolazione economica.
  • Evoluzione del ruolo dello Stato da laissez-faire a Stato regolatore e innovatore.

- Scuole economiche e modelli teorici della regolazione

  • Economia neoclassica e razionalità dell’homo economicus.
  • Ordoliberalismo e nascita dell’economia sociale di mercato europea.
  • Capitalismo contemporaneo, crescita economica e diseguaglianze.
  • Modelli alternativi e prospettive critiche (decrescita, sostenibilità).

- Behavioural law and economics e nudge regulation

  • Origini teoriche della nudge regulation e applicazioni ai mercati finanziari, assicurativi e sanitari.
  • Bias cognitivi ed euristiche nella regolazione dei comportamenti economici.
  • Paternalismo libertario, default rules e architetture delle scelte.

- Applicazioni e criticità della nudge regulation

  • Nudge regulation nei sistemi previdenziali, sanitari e ambientali.
  • Politiche pubbliche basate sui nudges (alimentazione, donazione organi, amministrazioni pubbliche).
  • Critiche teoriche e limiti: autonomia individuale, conformismo e rischio di manipolazione.

- Libertà economica e regolazione nell'ordinamento legale italiano ed europeo

  • Iniziativa economica privata nelle fonti del sistema giuridico italiano ed europeo.
  • Articolo 41 Cost. e integrazione della tutela ambientale.
  • Relazioni tra libertà economica, interessi pubblici e sostenibilità.

- Stato innovatore e politiche pubbliche orientate alla missione

  • Evoluzione dallo Stato regolatore allo Stato innovatore.
  • Mission-oriented policies e politiche industriali.
  • Innovazione, ricerca pubblica e intervento statale nell’economia.

- Regolazione del rischio e principi giuridici europei

  • Risk regulation theory e applicazioni a crisi sanitarie, ambientali e sicurezza.
  • Principio di precauzione e analisi costi-benefici.
  • Principio di proporzionalità e bilanciamento degli interessi nel diritto UE.

- Regolazione, governance pubblica e democrazia amministrata

  • Teoria della democrazia amministrata e regolazione degli spazi pubblici.
  • Ruolo delle amministrazioni e governance multilivello.

- Potere economico, regulatory capture e lobbying

  • Teoria della cattura del regolatore.
  • Lobbying, good lobby e dinamiche di pressione politica.
  • Influenza dei gruppi NIMBY e casi studio italiani.

- Teorie critiche del mercato e trasformazioni contemporanee

  • Capitalismo digitale, sorveglianza economica e nuove disuguaglianze.
  • Nuove forme di intervento pubblico e mission-oriented policies.
  • Critiche contemporanee al capitalismo nell’Antropocene e prospettive di decrescita.

Programma

Il programma del corso è organizzato in blocchi tematici progressivi, volti a guidare le studentesse e gli studenti dall’acquisizione dei fondamenti teorici e metodologici della regolazione dei mercati fino alla maturazione di una capacità critica nell’analisi delle trasformazioni contemporanee e dei modelli emergenti di intervento pubblico nell’economia. Attraverso un approccio interdisciplinare che integra prospettive giuridiche, economiche e comportamentali, l’insegnamento approfondisce i principali paradigmi della regolazione, gli sviluppi della behavioural law and economics, l’evoluzione del ruolo dello Stato – da regolatore a innovatore –, i principi giuridici europei e le dinamiche della governance pubblica, con particolare attenzione alle sfide connesse alla sostenibilità ambientale e alle trasformazioni del capitalismo contemporaneo.

Il programma si sviluppa attraverso i seguenti blocchi tematici:

- Fondamenti metodologici e approccio contemporaneo alla regolazione dei mercati

  • Introduzione alla regolazione dei mercati e ai modelli di analisi interdisciplinare.
  • Metodologia scientifica applicata allo studio della regolazione economica.
  • Evoluzione del ruolo dello Stato da laissez-faire a Stato regolatore e innovatore.

- Scuole economiche e modelli teorici della regolazione

  • Economia neoclassica e razionalità dell’homo economicus.
  • Ordoliberalismo e nascita dell’economia sociale di mercato europea.
  • Capitalismo contemporaneo, crescita economica e diseguaglianze.
  • Modelli alternativi e prospettive critiche (decrescita, sostenibilità).

- Behavioural law and economics e nudge regulation

  • Origini teoriche della nudge regulation e applicazioni ai mercati finanziari, assicurativi e sanitari.
  • Bias cognitivi ed euristiche nella regolazione dei comportamenti economici.
  • Paternalismo libertario, default rules e architetture delle scelte.

- Applicazioni e criticità della nudge regulation

  • Nudge regulation nei sistemi previdenziali, sanitari e ambientali.
  • Politiche pubbliche basate sui nudges (alimentazione, donazione organi, amministrazioni pubbliche).
  • Critiche teoriche e limiti: autonomia individuale, conformismo e rischio di manipolazione.

- Libertà economica e regolazione nell’ordinamento legale italiano ed europeo

  • Iniziativa economica privata nelle fonti del sistema giuridico italiano ed europeo.
  • Articolo 41 Cost. e integrazione della tutela ambientale.
  • Relazioni tra libertà economica, interessi pubblici e sostenibilità.

- Stato innovatore e politiche pubbliche orientate alla missione

  • Evoluzione dallo Stato regolatore allo Stato innovatore.
  • Mission-oriented policies e politiche industriali.
  • Innovazione, ricerca pubblica e intervento statale nell’economia.

- Regolazione del rischio e principi giuridici europei

  • Risk regulation theory e applicazioni a crisi sanitarie, ambientali e sicurezza.
  • Principio di precauzione e analisi costi-benefici.
  • Principio di proporzionalità e bilanciamento degli interessi nel diritto UE.

- Regolazione, governance pubblica e democrazia amministrata

  • Teoria della democrazia amministrata e regolazione degli spazi pubblici.
  • Ruolo delle amministrazioni e governance multilivello.

- Potere economico, regulatory capture e lobbying

  • Teoria della cattura del regolatore.
  • Lobbying, good lobby e dinamiche di pressione politica.
  • Influenza dei gruppi NIMBY e casi studio italiani.

- Teorie critiche del mercato e trasformazioni contemporanee

  • Capitalismo digitale, sorveglianza economica e nuove disuguaglianze.
  • Nuove forme di intervento pubblico e mission-oriented policies.
  • Critiche contemporanee al capitalismo nell’Antropocene e prospettive di decrescita.

Per l'insegnamento di Regolazione dei mercati non sono previste propedeuticità vincolanti. Appare utile possedere conoscenze giuridiche di base per comprendere il quadro normativo e i meccanismi dei mercati regolamentati. Si consiglia familiarità con principi della costituzione economica, concetti giuseconomici fondamentali e capacità di lettura critica di testi legali in ambito economico.

Al termine dell’insegnamento, le studentesse e gli studenti avranno sviluppato competenze trasversali rilevanti per il percorso di studi e il futuro ambito professionale, quali l’autonomia di giudizio, le capacità comunicative, l’apprendimento autonomo e il problem solving. Il corso promuove inoltre un approccio critico e riflessivo all’intervento pubblico nell’economia. Tali competenze sono sviluppate attraverso le lezioni, la discussione di casi, il confronto in aula e lo studio individuale dei materiali del corso.

Modalità d'esame

La verifica delle capacità di applicazione delle conoscenze e di argomentazione giuridica avviene tramite la prova finale orale, finalizzata a valutare analisi, interpretazione critica e uso appropriato dei quadri concettuali e normativi. Per le studentesse e gli studenti frequentanti è prevista una prova intermedia facoltativa a carattere formativo (saggio accademico), che non incide sul voto finale, il quale resta determinato esclusivamente dalla prova orale secondo quanto indicato nella sezione “Modalità d’esame”.

Esame orale

Testi di riferimento

Per gli studenti frequentanti il materiale didattico è costituito dagli appunti delle lezioni, dei seminari e delle esercitazioni, nonché da due libri, uno per la parte generale e uno per la parte monografica, come di seguito indicati.

A) Parte generale:

  • R.H. Thaler - C.R. Sunstein, Nudge : la spinta gentile : la nuova strategia per migliorare le nostre decisioni su denaro, salute, felicità. L'edizione definitiva, Feltrinelli, 2022 (In corso di acquisizione in biblioteca).

B) Parte monografica (almeno un libro a scelta tra i seguenti):

  • M. Foucault, Nascita della biopolitica : corso al College de France (1978-1979). Feltrinelli, 2005 (Collezione generale Giurisprudenza ; 16 C.3178).
  • E. Ostrom, Governare i beni collettivi. Marsilio, 2006 (Collezione generale Scienze politiche ; 333.2 OST).
  • K. Saito, Marx in the Anthropocene : Towards the Idea of Degrowth Communism. Cambridge University Press, 2022 (Collezione generale Scienze politiche ; 335 412 SAI).
  • B, Latour, La sfida di Gaia: il nuovo regime climatico, Meltemi, 2020 (Bibl. Italianistica e Romanistica - Collezione generale ; 304.201 LA.s.).
  • B. Latour, Tracciare la rotta : come orientarsi in politica, Cortina, 2018 (Bibl. Giurisprudenza e scienze politiche - Collezione generale Scienze politiche ; 320.01 LAT).
  • G. Calabresi, Il futuro del law and economics : saggi per una rimeditazione ed un ricordo. Giuffrè, 2018 (Collezione generale Giurisprudenza ; 7 C.e.398).
  • M. Passalacqua, Diritto del rischio nei mercati finanziari: prevenzione, precauzione ed emergenza. CEDAM, 2012 (Collezione generale Giurisprudenza ; 4 C.7.1.a.358).
  • M. Mazzucato, Lo stato innovatore : sfatare il mito del pubblico contro il privato. GLF editori Laterza, 2014 (Programmi d'esame Scienze politiche ; DID 338.9 MAZ).
  • S: Zuboff, Il capitalismo della sorveglianza : il futuro dell’umanità nell’era dei nuovi poteri. Luiss University press, 2019 ( Collezione generale Giurisprudenza ; 303.4833 ZUB AGE).
  • A. Zito, La nudge regulation nella teoria giuridica dell’agire amministrativo : presupposti e limiti del suo utilizzo da parte delle pubbliche amministrazioni. Editoriale scientifica, 2021 (Fondi per la ricerca Scienze politiche ; 342.0601 ZIT).
  • C.R. Sunstein, Il diritto della paura : oltre il principio di precauzione. Il mulino, 2010 (Collezione generale Giurisprudenza ; 21/I B.a.409).
  • F.H Hayek, La società libera, Seam, 1999, (Bibl. Giurisprudenza e scienze politiche - Collezione generale Giurisprudenza ; 16 B.3674).

Nota Bene: tutti i libri sopra menzionati sono presenti presso la biblioteca di Giurisprudenza e Scienze politiche, Palazzo della Sapienza, via Curtatone e Montanara 15, Pisa, (la collocazione presso lo scaffale è indicato tra parentesi dopo l'anno di pubblicazione).

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Per i non frequentanti si rinvia alla relativa sezione "indicazioni per non frequentanti".

Codice insegnamento 75674

STATISTICA ECONOMICA 3° anno · 6 CFU · SECS-S/03 · 0 file
Seminari integrativi 3° anno · 6 CFU · 0 file
Sociologia giuridica 3° anno · 6 CFU · SPS/12 · 0 file
Tirocinio 3° anno · 6 CFU · 0 file
Spagnolo giuridico 6 CFU · 0 file
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