Scheda dell'insegnamento
Modalità d'esame
Orale
Codice insegnamento S975515200
Corso di laurea
Università degli studi di Siena · 26 materie · 1 file condivisi
Caratteristiche del Corso di Studio
Il corso di Laurea magistrale in Storia dell'arte fornisce agli studenti un'ampia e solida formazione nel campo della storia dell'arte, dal Medio Evo all'età contemporanea, integrata entro il più generale contesto delle discipline umanistiche. Il corso mantiene l'impianto storico-filologico che questi studi hanno assunto negli anni presso l'Ateneo senese, nel quale hanno insegnato grandi maestri della disciplina, ma tende anche a caratterizzare meglio il profilo dei laureati, affinandone alcune peculiarità in funzione dei possibili sbocchi lavorativi, come ad esempio nell'ambito dei musei e della tutela, gestione e valorizzazione del patrimonio culturale.
Obiettivi formativi
-Offrire una solida formazione nel campo della storia dell'arte in relazione alle altre discipline, la cui conoscenza è fondamentale per la piena comprensione delle opere d'arte e dei manufatti architettonici (storia, letteratura, arti performative).
-Fornire una rigorosa metodologia sia per affrontare ricerche di carattere storico-artistico sia per sviluppare una capacità critica autonoma.
-Formare le competenze di base necessarie per inserirsi in ambiti lavorativi pubblici (musei, soprintendenze, enti di ricerca) e privati (fondazioni, gallerie d'arte, enti organizzatori di manifestazioni culturali).
Accesso
Per l'acceso al corso di laurea è necessario possedere alcuni requisiti curricolari, per cui si rimanda al quadro A3.b.
Insegnamenti/Attività formative
Il percorso formativo si articola fin dal primo anno in tre diversi indirizzi (storia dell'arte medievale, storia dell'arte moderna, storia dell'arte contemporanea); gli studenti, optando per uno dei tre, oltre alle materie comuni, potranno confrontarsi con discipline specifiche dell'ambito che intendono approfondire. In questo modo il loro sapere viene a costituire fondamento e garanzia anche per la tutela e la piena valorizzazione del patrimonio artistico e architettonico, secondo quanto è indicato anche dalla Costituzione italiana (art. 9).
Tirocini ed eventuali opportunità internazionali
L'ampia rete di relazioni accademiche del corpo docente consente di offrire esperienze di tirocinio sia presso istituzioni nazionali che estere: soprintendenze (a livello principalmente regionale), musei (statali, civici, privati), centri di cultura, biblioteche, archivi, gallerie d'arte. A livello europeo, numerose convenzioni sono già attive con importanti istituzioni museali e di ricerca in Francia, Svizzera, Germania, Austria, Belgio, Spagna.
Sbocchi occupazionali e professionali
Il percorso formativo crea professionalità in grado di trovare occupazione sia in ambito pubblico che privato:
-musei, soprintendenze, enti di ricerca, gallerie d'arte, imprese per l'organizzazione di eventi culturali, cooperative per la valorizzazione e la gestione del patrimonio culturale, editoria d'arte, turismo culturale.
La laurea magistrale consente inoltre la partecipazione ai concorsi per l'insegnamento della Storia dell'Arte negli istituti medi superiori e per l'ammissione ai corsi di specializzazione in beni storico-artistici e ai dottorati di ricerca in Storia dell'Arte.
https://storia-dell-arte.unisi.it/it
Con UniDocs hai l'opportunità di studiare insieme a tutto il tuo corso di laurea. Guadagna subito dei crediti, carica il materiale del tuo ultimo esame!
Più condividi, più tempo avrai per studiare con tutta la community!
Orale
Codice insegnamento S975515200
Il modulo, facendo tesoro delle competenze e della sensibilità acquisite dagli studenti nelle discipline storico-artistiche, intende fornire alcuni strumenti utili all’applicazione pratica delle medesime nell’ambito…
Il modulo, facendo tesoro delle competenze e della sensibilità acquisite dagli studenti nelle discipline storico-artistiche, intende fornire alcuni strumenti utili all’applicazione pratica delle medesime nell’ambito dei musei e degli istituti culturali e offrire le basi metodologiche per la progettazione culturale e per l’analisi critica delle politiche culturali, in Italia e all’estero. L’interdisciplinarietà dei vari moduli del corso si pone come chiave di lettura necessaria a fronteggiare le esigenze del mondo della gestione del patrimonio culturale, soprattutto in relazione ai temi della sostenibilità (ambientale, economica e sociale) e ad interagire efficacemente con competenze professionali diverse. Le lezioni si configurano fortemente calate nella contemporaneità, in grado di evidenziare i limiti e le potenzialità delle professioni museali e stimolare una riflessione sul concetto di museo oggi che sappia valutare da un lato la bontà delle collezioni e dell’attività scientifica che svolge, dall’altro il “valore aggiunto culturale” creato da iniziative di comunicazione, digitale e non, e di educazione al patrimonio. Il modulo sarà utile a indirizzare la formazione ulteriore di chi voglia operare come progettista culturale in collaborazione con istituzioni museali, gallerie, fondazioni, suggerendo alcune linee comuni con altre organizzazioni culturali legate alle arti performative, alla musica e allo spettacolo, ma anche archivi e biblioteche. L'analisi di casi di studio e di project work mira a sviluppare le capacità di lavoro di gruppo, di problem solving e di definizione delle priorità, stimolando una risposta creativa alla complessa gestione di un evento o di un progetto culturale.
Il modulo si articola in alcuni nuclei tematici interconnessi, presentati attraverso esempi concreti e casi di studio, e si propone di utilizzare le competenze teoriche acquisite in un approccio critico al concetto di museo e alla sua evoluzione, stimolando la riflessione su alcuni aspetti legati alla rilevanza e alla sostenibilità del patrimonio culturale oggi. Tra i principali argomenti del corso: • le associazioni e le professioni museali, anche rispetto ai profili richiesti nei diversi ruoli; • i servizi aggiuntivi e i principali regimi di gestione dei musei e degli istituti culturali; • i livelli uniformi di qualità della valorizzazione e il Sistema Museale Nazionale; • i paesaggi culturali, l’ecomuseo e le pratiche partecipative; • l’organizzazione di mostre ed eventi, con particolare riferimento all’attività del registrar e alla gestione delle collezioni; • cenni di project management nell’ambito culturale e strategie di sviluppo e finanziamento dei progetti culturali; • comunicazione, digital media, edutainment e nuove tecnologie; • accessibilità, interculturalità, sostenibilità; • dall’audience development al marketing culturale e all'accountability. I contenuti del corso consentiranno di: - conoscere i modelli gestionali dei musei/istituti culturali; - acquisire gli strumenti di organizzazione e pianificazione operativa minimi; - analizzare l’identità di un museo/istituto culturale per migliorarne la fruizione e la sostenibilità attraverso strategie di sviluppo; - riflettere sul ruolo sociale del museo; - aggiornarsi sulle politiche culturali nazionali e internazionali in essere.
Il corso intende aprirsi ad ogni studente e studentessa; può rivelarsi utile una conoscenza base della lingua inglese e della normativa sul patrimonio culturale.
Il corso consiste in lezioni frontali; sono previste esercitazioni, sondaggi e analisi di casi di studio, possibilmente in gruppo, che negli anni sono state sempre particolarmente apprezzate consentendo di mettere in pratica le nozioni acquisite; a commento e verifica si svolgeranno eventuali visite a musei e istituti culturali.
La verifica consiste in un colloquio orale articolato in una serie di domande sui temi principali trattati nel corso delle lezioni e approfonditi sui testi di riferimento. Il colloquio ha lo scopo di valutare le competenze e le capacità critiche e metodologiche maturate durante il corso e con lo studio individuale, anche attraverso l’analisi di casi di particolare interesse. Gli studenti frequentanti potranno concordare con il docente la realizzazione di un elaborato che concorrerà al voto d’esame in quota percentuale che verrà concordata all’inizio del corso (circa il 30%, da definire in relazione alle caratteristiche del progetto); si auspicano progetti di gruppo da presentare e condividere in aula piuttosto che individuali da discutere in sede d’esame. La valutazione terrà conto della padronanza dei contenuti (conoscenze sui nuclei teorici trattati nel corso), della capacità di argomentazione, di sintesi e analisi dei temi e dei concetti, di giudizio critico e dell’uso della terminologia tecnica acquisita durante il corso. Voti eccellenti (28-30 e lode) saranno quindi attribuiti a fronte del raggiungimento di una piena conoscenza dei temi affrontati, di una capacità di lettura critica e interdisciplinare e alla padronanza del linguaggio specifico; voti apprezzabili (24-27) saranno assegnati a chi dimostrerà una conoscenza mnemonica e manualistica della materia e un linguaggio corretto ma non sempre appropriato; voti sufficienti o appena sufficienti (18-23) saranno assegnati a fronte di una conoscenza minima dei contenuti e all’uso di un linguaggio non adeguato. Il docente valuterà negativamente i colloqui che dimostrino gravi lacune sui temi oggetto di studio, in tal caso la prova avrà esito negativo e dovrà essere ripetuta.
TESTI DI RIFERIMENTO - L. Solima, Management per l’impresa culturale, Carocci, Roma 2018. - L. Argano, A. Bollo, P. Della Sega, Organizzare eventi culturali. Ideazione, progettazione e gestione strategica del pubblico, FrancoAngeli, Milano 2017 (cap. II pp. 89-208 sul PM, cap. III pp. 209-265 sull’AD). - F. Pirani, Che cos’è una mostra d’arte, Carocci, Roma 2019. - C. Barbati, M. Cammelli, L. Casini, G. Piperata, G. Sciullo, Diritto del patrimonio culturale, Il Mulino, Bologna 2017, pp. 83-142, 223-228 (solo per chi non partecipa al project work). LETTURE (FORTEMENTE) CONSIGLIATE: - E. Christillin, C. Greco, Le memorie del futuro. Musei e ricerca, Einaudi 2021. - F. Irace (a cura di), Musei possibili. Storia, sfide, sperimentazioni, Carocci 2024. -M.P. Guermandi, Decolonizzare il patrimonio: l’Europa, l’Italia e un passato che non passa, Castelvecchi 2021. -Gli ecomusei. Una risorsa per il futuro, a cura di G. Reina, Marsilio, Venezia 2014 (soltanto pp. 7-88).
Codice insegnamento S458488965
Il fine dell’insegnamento è mostrare le potenzialità dello studio della vasta gamma dei testi letterari relativi alle arti figurative e all'architettura ai fini della considerazione storica dei fenomeni artistici. Ha…
Il fine dell’insegnamento è mostrare le potenzialità dello studio della vasta gamma dei testi letterari relativi alle arti figurative e all'architettura ai fini della considerazione storica dei fenomeni artistici. Ha pertanto l'obiettivo primario di familiarizzare alla letteratura artistica e alla comprensione della logica e delle tradizioni della trattatistica e della storiografia.
Risultati di apprendimento attesi: a) acquisizione di una conoscenza specifica dei generi e dei principali testi della letteratura artistica del periodo preso in esame; b) essere in grado di analizzare e contestualizzare un testo dedicato alle arti figurative e all’architettura.
LA LETTERATURA SULLE ARTI NELL’ETÀ MODERNA
Le lezioni si svilupperanno affrontando i seguenti temi: la Pittura trionfante di Giulio Cesare Gigli e il ‘sistema delle scuole’; generi, maniere e scuole nelle Con¬siderazioni sulla pittura di Giulio Mancini; i modi e i gradi della pittura se¬condo Vincenzo Giustiniani; la storiografia classicistica da Giovan Battista Agucchi a Giovan Pietro Bellori; scuole regionali e cultori lo¬cali: il romano Giovanni Baglione, il veneziano Carlo Ridolfi, il bolognese Carlo Cesare Malvasia; la disputa seicentesca sul primato delle scuole; Marco Boschini e la pittura veneziana; collezionismo mediceo e storia ‘universale’ delle arti: le Notizie de’ professori del Disegno di Filippo Baldinucci; le Vite d’artista nella storiografia italiana del Settecento; un nuovo paradigma: la Geschichte der Kunst des Altertums di Johann Joachim Winckelmann; Neoclassicismo: la disputa sul pri¬mato tra arte greca e arte romana; il dibattito sull’architettura: Algarotti, Lodoli, Visentini, Milizia; la storia dell’arte in Italia dopo Winckelmann: Anton Maria Zanetti, Jean-Baptiste Seroux d’Agincourt, Luigi Lanzi.
Gli studenti Erasmus e coloro che non appartengono al corso di laurea magistrale in Storia dell'arte devono aver acquisito nella loro carriera universitaria almeno 9 CFU di Storia dell'arte medievale e 9 CFU di Storia dell'arte moderna.
Lezioni. La lettura e il commento puntuale di passi scelti dei testi, di non sempre facile avvicinamento data la loro natura linguistica, è parte sostanziale delle lezioni.
L'esame si svolgerà in forma orale. Il colloquio ha lo scopo di valutare la conoscenza dei generi e dei principali testi della letteratura artistica del periodo preso in esame, nonché la capacità di analizzare e contestualizzare i testi oggetto di studio.
La valutazione tiene conto della capacità di argomentazione, di controllo degli argomenti e di giudizio critico. Tiene conto, inoltre, della padronanza del linguaggio della disciplina. Il raggiungimento della piena conoscenza dei temi affrontati, di una loro visione critica e la padronanza del linguaggio disciplinare saranno valutati con voti di eccellenza. Una conoscenza meramente mnemonica della materia e l’uso di un linguaggio corretto, ma non sempre appropriato, porteranno a valutazioni medie. Conoscenze minime dei temi oggetto di studio e linguaggio inappropriato condurranno a voti appena sufficienti. Laddove, infine, emergano delle consistenti lacune, la prova avrà esito negativo e andrà ripetuta.
Codice insegnamento S952095935
Il corso si propone di fornire gli strumenti museografici e museologici per accostarsi al vasto tema del museo, attraverso un approccio di tipo sia storico sia critico che possa permettere allo studente di “leggere” la…
Il corso si propone di fornire gli strumenti museografici e museologici per accostarsi al vasto tema del museo, attraverso un approccio di tipo sia storico sia critico che possa permettere allo studente di “leggere” la complessa realtà museale contemporanea. Essendo l’ambito museale uno dei possibili sbocchi lavorativi dei laureati magistrali in Storia dell’arte, si ritiene di grande importanza la conoscenza delle modalità, tanto storiche che contemporanee, di “presentare” il patrimonio culturale nelle sue componenti museografiche e museologiche, al fine di sviluppare nello studente una consapevolezza critica circa la fondamentale operazione delle scelte allestitive.
Risultati di apprendimento attesi: a) conoscenza dello sviluppo della tipologia museale dalle origini ai giorni nostri; c) acquisizione dei fondamentali strumenti di analisi museologica e museografica; b) capacità di valutare criticamente le scelte allestitive, sia quelle a carattere permanente (musei) sia quelle a carattere temporaneo (esposizioni).
In un intersecarsi degli aspetti museografici con quelli museologici, il corso tratterà l’evoluzione della tipologia architettonica del museo, riservando particolare attenzione alle tendenze museografiche contemporanee: dagli antecedenti rappresentati dagli studioli, dalle Wunderkammern e dalle gallerie dei palazzi nobliari, alla nascita del museo a fine Settecento e all’edificazione dei grandi musei ottocenteschi, per poi focalizzarsi sulle varie interpretazioni del museo nel XX secolo.
Oltre all’analisi dei più importanti esempi di architetture appositamente progettate a fini espositivi (dalla Casa della Secessione a Vienna, 1898, al Guggenheim Museum a Bilbao, 1997, e oltre), un segmento del corso sarà dedicato al diffuso riutilizzo, soprattutto in Europa, di edifici storici a fini museali: dai palazzi antichi alle ex chiese, dai castelli alle regge, dalle strutture industriali alle stazioni, ecc.
All’analisi dell’architettura museale si affiancherà quella degli allestimenti, tanto dei musei che delle mostre temporanee, che in un continuo intrecciarsi di esigenze scientifiche e didattiche, di promozione e di comunicazione, traccerà un percorso, reale e metaforico al tempo stesso, attraverso i diversi modi di “mostrare” il patrimonio culturale.
È richiesta una conoscenza generale della storia dell'arte e dell'architettura dal medioevo ad oggi.
Il corso consiste in lezioni frontali; a loro commento e verifica si svolgeranno viaggi di studio e visite a musei ed esposizioni, nonché incontri con curatori e direttori di museo.
La prova finale verterà sui temi trattati nel corso delle lezioni, e consisterà in un colloquio. Lo studente dovrà dimostrare la conoscenza dello sviluppo della tipologia museale dalle origini ai giorni nostri, e delle trasformazioni delle modalità di allestimento tanto dei musei che delle mostre temporanee. Oltre alla conoscenza e al corretto inquadramento storico dei principali musei, è richiesta la capacità di istituire connessioni con i coevi avvenimenti culturali e politici, che consentono la piena comprensione delle scelte museografiche e museologiche di una determinata epoca.
La parte finale della prova consisterà nel riconoscimento e nel commento di alcune tra le più note realizzazioni museali degli ultimi quaranta anni, delle quali è fornita dal docente una specifica documentazione iconografica.
La valutazione terrà conto della capacità di argomentazione, di controllo degli argomenti e di giudizio critico, nonché della matura padronanza del lessico disciplinare. Il raggiungimento della piena conoscenza dei temi affrontati, di una loro visione critica e la padronanza del lessico disciplinare saranno valutati con voti di eccellenza (28-30 e lode). Una conoscenza meramente mnemonica della materia e l’uso di un linguaggio corretto, ma non sempre appropriato, porteranno a valutazioni medie (24-27). Conoscenze minime dei temi oggetto di studio e linguaggio inappropriato condurranno a voti appena sufficienti (18-23). Laddove, infine, emergano delle consistenti lacune il risultato della prova avrà esito negativo ed essa andrà ripetuta.
Per la parte generale relativa alla storia e alla tipologia del museo:
P. BONARETTI, La città del museo, Edifir, Firenze 2002, pp. 79-147.
A. NEGRI, L’arte in mostra. Una storia delle esposizioni, Bruno Mondadori, Milano 2011, cap. 1 (pp. 5-43) e cap. 4 (pp. 155-221).
Museo d’arte e architettura, Charta, Milano-Firenze 1992: il saggio di P. FUMAGALLI, pp. 56-75, e l’apparato illustrativo.
L. BASSO PERESSUT, Musei. Architetture 1990-2000, Motta, Milano 1999: pp. 9-52, e l’apparato illustrativo.
Per le tematiche e i casi particolari trattati nel corso:
M. BISANZ-PRAKKEN, Gustav Klimt e le origini della Secessione viennese, catalogo della mostra alla Fondazione Mazzotta di Milano, Mazzotta, Milano 1999: pp. 11-33 e pp. 133-139.
E. BAIRATI - D. RIVA, Il liberty in Italia. Guide all’architettura moderna, Laterza, Roma-Bari 1985: pp. 96-115.
E. GODOLI, Il futurismo. Guide all’architettura moderna, Laterza, Roma-Bari 1983: pp. 49-52 e pp. 151-153.
A. RUSSO, Il fascismo in mostra, Editori Riuniti, Roma 1999, pp. 5-16.
E. TORELLI LANDINI, Lazar’ Markovič Lisickij 1890-1941, Officina, Roma 1995: pp. 119-130; da integrare con le immagini n. 184-229 e le pp. 354-356 del volume El Lisitskij. Pittore architetto tipografo fotografo, Editori Riuniti, Roma 1992.
Luciano Baldessari, a c. di Z. Mosca Baldessari, catalogo della mostra a Palazzo delle Albere a Trento e alla Triennale di Milano, Mondadori, Milano 1985: il saggio di A. PICA, pp. 9-14.
M. DALAI EMILIANI, Disegnare il museo, Accademia Nazionale di San Luca, Roma 2012
A. HUBER - M. MULAZZANI, Il Museo italiano, Lybra, Milano 1997: pp. 27-57 e pp. 77-87.
F. PURINI, I Musei dell’Iperconsumo, in I Musei dell’Iperconsumo, Accademia Nazionale di San Luca, Roma 2002, pp. 7-18.
Per quanto riguarda i musei degli ultimi quaranta anni, verrà fornita una documentazione iconografica specifica.
Codice insegnamento S616096296
Orale
Codice insegnamento S773748266
Il corso intende fornire una strumentazione storico-critica di livello avanzato che solleciti una più matura capacità di riflessione sulla produzione artistica in età moderna e consolidi allo stesso tempo una metodologia…
Il corso intende fornire una strumentazione storico-critica di livello avanzato che solleciti una più matura capacità di riflessione sulla produzione artistica in età moderna e consolidi allo stesso tempo una metodologia di ricerca nella direzione di una sempre maggiore autonomia, indipendenza e originalità.
Attraverso l’approfondimento monografico di un caso esemplare di studio si verificheranno pratiche di acquisizione dei dati e uso delle fonti e si metteranno alla prova competenze, nozioni e informazioni, da rileggere e reinterpretare nel più ampio contesto storico-epocale di riferimento.
Arte in Italia: 1900-2000
Il corso propone una rilettura dell'arte italiana del Novecento attraverso sei diversi momenti-chiave entrati ormai nel canone della storiografia ufficiale. Gli approfondimenti proposti mireranno in realtà a mettere in discussione certezze da manuale e revisioni costanti (anche assai recenti) di svolgimenti tutt'altro che lineari, attraverso una serrata contestualizzazione dei fatti, delle opere e dei protagonisti - artisti, critici, galleristi - di questa storia, per sondare momenti di continuità e di discontinuità della ricerca artistica in Italia così come del suo sistema (istituzionale e non), verificare fondamento e tenuta di una sua presunta peculiare 'identità', tra sciovinismi e propaganda, recuperare aperture e confronti internazionali, ricomporre fortune e miserie della sua affermazione e del suo riconoscimento, critico e collezionistico, su scala globale.
A ciascuno dei seguenti focus sarà dedicata una settimana di lezioni (sei diversi focus per ciascuna delle sei settimane della durata complessiva dell'insegnamento):
1. Futurismo
2. Metafisica, Novecento e Anti-Novecento
3. Realismi e astrazioni
4. Pop italiano e Nuova Figurazione
5. Arte Povera più azioni povere
6. La trans-avanguardia italiana
Il conseguimento di almeno nove crediti in Storia dell'arte contemporanea. Una buona conoscenza della Storia contemporanea.
Lezioni frontali, esercitazioni, incontri seminariali.
Una prova orale sui temi generali del corso, nella cui discussione verranno valutati rigore d’informazione e maturità di rielaborazione critica, sui temi affrontati e discussi nel corso delle lezioni e nella bibliografia di riferimento, tanto nella prova orale sulla parte generale quanto nella presentazione di un approfondimento scritto sulla parte monografica. Il raggiungimento di una visione critica pienamente consapevole dei temi e dei contesti affrontati e la padronanza del linguaggio specifico saranno valutati con voti di eccellenza (28-30 lode). La sola conoscenza manualistica della materia e l’uso di un linguaggio corretto porteranno a valutazioni buone (24-27). Conoscenze approssimative dei temi affrontati e linguaggio inappropriato condurranno a voti appena sufficienti (18-23). In caso di gravi lacune, l'esame sarà valutato negativamente e la prova dovrà essere ripetuta.
a. Per la preparazione dell'esame:
Codice insegnamento S095383069
L’insegnamento mira a fornire una conoscenza avanzata di snodi, momenti e figure fondamentali della storia dell’arte medievale, al fine di esercitare gli studenti alle metodologie di analisi e di ricerca storica.…
L’insegnamento mira a fornire una conoscenza avanzata di snodi, momenti e figure fondamentali della storia dell’arte medievale, al fine di esercitare gli studenti alle metodologie di analisi e di ricerca storica. Parallelamente si terranno delle esercitazioni di analisi iconografica e stilistica, tese a sviluppare ed affinare le capacità di valutazione critica e di contestualizzazione delle opere d’arte.
Risultati di apprendimento attesi: a) conoscenza analitica dei fenomeni presi in esame; b) capacità di analizzare criticamente e contestualizzare le opere d’arte del periodo; c) acquisizione, a partire dagli esempi affrontati, dei principali strumenti e delle metodologie essenziali dell’indagine storico-artistica.
ARTE E COMMITTENZA ARTISTICA AD AREZZO NEL SUO MOMENTO AUREO (1300-1370)
Dopo un’introduzione sul mutamento d’orizzonte nell’ambito dell’arte italiana al passaggio tra Due e Trecento, che consiste anche nell’affermarsi di un’ampia gamma di varianti cittadine, il corso affronterà l’analisi delle vicende della pittura (e in parte della scultura) ad Arezzo nel corso della prima metà Trecento, la cui riscoperta è conquista critica piuttosto recente. Le lezioni si svilupperanno ricostruendo la stagione protogiottesca, studiando la committenza del vescovo-principe Guido Tarlati e la svolta che si attua con l’attività aretina di Pietro Lorenzetti e dell’irregolare Buffalmacco. È questa infatti la stagione nella quale affondano le loro radici i fatti più rilevanti della pittura trecentesca ad Arezzo, vale a dire l’attività del Maestro del Vescovado e di Andrea di Nerio. Studieremo inoltre l’affermazione in città degli scultori senesi, la committenza della famiglia Tarlati nel momento in cui tenta di radicare ad Arezzo una signoria dinastica e i messaggi affidati agli interventi urbanistici e alle opere d’arte da loro promossi.
Gli studenti Erasmus e coloro che non appartengono al corso di laurea magistrale in Storia dell'arte devono aver acquisito nella loro carriera universitaria almeno 9 CFU di Storia dell'arte medievale.
Lezioni; parallelamente si terranno delle esercitazioni di analisi iconografica e stilistica e attività seminariali. Su base volontaria, le studentesse e gli studenti, con la guida del docente, approfondiranno una delle tematiche del corso, presentando e discutendo pubblicamente il proprio lavoro nell’ambito di un seminario che si terrà alla fine delle lezioni.
L'esame si svolgerà in forma orale. Il colloquio ha lo scopo di valutare la padronanza dei temi oggetto di studio, nonché delle loro implicazioni metodologiche quanto alla ricostruzione dei contesti storici nell’ambito delle arti figurative. Per le studentesse e gli studenti che abbiano partecipato al seminario, esso costituirà parte della prova di esame. Gli altri, invece, completeranno l’esame con una prova di analisi iconografica e stilistica (due/tre opere d'arte, presentate mediante fotografie), volta a valutare la loro capacità di analizzare e contestualizzare i manufatti artistici del periodo.
La valutazione tiene conto della capacità di argomentazione, di controllo degli argomenti e di giudizio critico. Tiene conto, inoltre, della matura padronanza del linguaggio della storia dell’arte. La piena conoscenza dei temi oggetto di studio, la consapevolezza delle implicazioni metodologiche e la padronanza del linguaggio disciplinare saranno valutati con voti di eccellenza. Una conoscenza meramente mnemonica della materia e l’uso di un linguaggio corretto, ma non sempre appropriato, porteranno a valutazioni medie. Conoscenze minime e linguaggio inappropriato condurranno a voti appena sufficienti. Laddove, infine, emergano delle consistenti lacune, il risultato della prova avrà esito negativo ed essa andrà ripetuta.
Codice insegnamento S538330238
L’insegnamento intende fornire una conoscenza avanzata dei contenuti della disciplina, affrontando argomenti significativi che, sotto il profilo metodologico, mettano in luce nel modo più appropriato figure, correnti…
L’insegnamento intende fornire una conoscenza avanzata dei contenuti della disciplina, affrontando argomenti significativi che, sotto il profilo metodologico, mettano in luce nel modo più appropriato figure, correnti artistiche e snodi di particolare rilievo per la storia dell’arte in età moderna. Su questi temi verranno sottoposte all’attenzione degli studenti posizioni critiche e storiografiche diverse e punti di vista plurimi, che dimostrino in termini efficaci il modo di procedere diversificato degli studi su un tema determinato, per abituarli metodologicamente alla varietà dei punti di vista, anche nella prospettiva del lavoro personale che dovranno svolgere per la tesi di laurea. Le esercitazioni, che verranno tenute in parallelo alla conduzione del corso monografico, hanno lo scopo di abituare gli studenti all’analisi delle opere d’arte dal punto di vista tecnico, iconografico e stilistico, facilitando una certa familiarità con il linguaggio della critica d’arte e con il lessico specifico della disciplina. Risultati di apprendimento attesi: a) conoscenza dei dati acquisiti in termini analitici e buona abilità di porli in relazione tra loro; b) capacità di considerare i manufatti artistici nel loro contesto storico più appropriato, esaminandoli e descrivendoli adeguatamente anche sotto il profilo linguistico e lessicale; c) piena acquisizione degli strumenti metodologici, così da affrontare lo studio e la ricerca anche in futuro nel modo più autonomo possibile.
Gli studi anche recenti, dedicati all’attività di Bernini, si sono concentrati soprattutto sulla fase giovanile o della prima maturità dell’artista, con particolare riferimento a quella del pontificato Barberini, che registrò effettivamente la piena affermazione di Gian Lorenzo. Talvolta la sua produzione artistica della piena maturità, che coincide invece con il pontificato di Alessandro VII Chigi, è maggiormente trascurata ma è proprio in quella fase che Bernini trovò, col pieno consenso della committenza pontificia, modo di realizzare progetti suggestivi talvolta perfino utopistici, che avevano come fulcro la piena fusione delle varie tecniche artistiche, con gli effetti sperimentali dovuti al ‘maraviglioso composto tra le arti’. Al termine del corso è previsto un seminario organizzato dagli studenti su un argomento attinente a quello trattato a lezione. In occasione dell’esame gli studenti dovranno dimostrare anche di conoscere il programma generale di storia dell’arte moderna.
Gli studenti che affrontano questo esame devono aver superato nel corso del triennio almeno l'esame di Storia dell'arte moderna di taglio istituzionale.
Il corso prevede che due terzi delle ore vengano impiegate con lezioni frontali, che hanno come argomento il tema indicato nei 'contenuti'. Un terzo delle ore a disposizione verrà invece impegnato in esercitazioni che portino all'attenzione degli studenti opere d'arte e manufatti di diversa tipologia - dalla opere pittoriche a quelle scultoree, ai disegni e alle stampe - entro un arco temporale che vada dal XV al XVIII secolo, per esaminarne i caratteri tecnici, materiali, iconografici e di stile e proporne un adeguato inquadramento cronologico e geografico. sono previsti anche incontri seminariali tra gli studenti interessati, dedicati all'organizzazione di una giornata di studio gestita da loro, durante la quale presenteranno relazioni incentrate sui temi del corso. In questa occasione gli studenti daranno prova delle loro capacità di organizzare un discorso in autonomia, basandosi sulla bibliografia che via via verrà indicata, presentandolo in pubblico con l'ausilio di immagini da proiettare e di dibatterne in modo corale.
L’esame si svolgerà in forma orale. Nel corso del colloquio dovrà essere valutata l’acquisizione da parte dello studente dei contenuti del corso monografico, ma anche come egli riesca a inserire questi dati nel programma generale della disciplina, che viene rinfrescato grazie alle esercitazioni settimanali. Sia la parte monografica del programma, sia quella generale verranno testate con l’analisi di alcune opere d’arte in riproduzione che verranno sottoposte all’attenzione dello studente. Di queste dovranno essere messi in luce gli aspetti tecnici, iconografici e stilistici, per proporre un’adeguata contestualizzazione entro le coordinate cronologiche e geografiche più appropriate. La valutazione è scalata, in base ai risultati ottenuti durante l’esame orale, in questi termini: da 18 a 23 se lo studente dimostra uno studio sufficiente, ma a tratti lacunoso e recepito in termini relativamente scolastici. Da 24 a 27 se dimostra una buona preparazione, una discreta esposizione presentata con un linguaggio appropriato e con un soddisfacente lessico specifico. Da 28 a 30 per una preparazione davvero discreta, in alcuni casi ottima, che dimostri familiarità e profonda assimilazione nonché rielaborazione delle tematiche affrontate, capacità di muoversi con agio nell’analisi del linguaggio figurativo della prima età moderna.
R. Krautheimer, Roma di Alessandro VII 1655-1667, Roma 1987; A. Angelini, Gian Lorenzo Bernini e i Chigi tra Roma e Siena, Cinisello Balsamo (MI), Alessandro VII Chigi. Il papa senese di Roma moderna, catalogo della mostra di Siena a cura di A. Angelini, M. Butzek, B. Sani, Siena 2000 (consultare); M. G. Bernardini, Bernini. Catalogo delle sculture, II voll., Torino 2021 (consultare); A. Angelini, Arte di corte nell’Europa del Seicento. Velázquez, Bernini, Poussin, Roma 2014, pp. 117-170
Codice insegnamento S640456729
L’insegnamento si propone di fornire agli studenti le conoscenze e gli strumenti metodologici necessari per orientarsi criticamente sui principali problemi relativi alla tutela, alla conservazione e al restauro del…
L’insegnamento si propone di fornire agli studenti le conoscenze e gli strumenti metodologici necessari per orientarsi criticamente sui principali problemi relativi alla tutela, alla conservazione e al restauro del patrimonio storico-artistico, con particolare riferimento alle opere mobili. Intende sviluppare la capacità di valutare in maniera autonoma problemi e situazioni che possano essere oggetto di scelte operative, acquisendo gli strumenti necessari per analizzarne le problematiche e interagire con le diverse professionalità coinvolte nella direzione di interventi di restauro offrendo il proprio specifico contributo. Lo studente dovrà essere in grado di aggiornarsi e di ampliare le proprie conoscenze attingendo in maniera autonoma a testi, articoli scientifici, seminari specialistici e conferenze, sia sotto il profilo delle conoscenze storiche che sotto quello dell’elaborazione teorica delle problematiche attuali.
Il corso tratterà questioni metodologiche e vicende storiche rilevanti del restauro dal XVIII al XX secolo. Saranno discusse le metodologie di restauro e manutenzione, anche in riferimento alle misure di condizionamento ambientale, al restauro preventivo e alla conservazione programmata. Verranno illustrate le tecniche di documentazione e i mezzi di indagine scientifica a supporto degli interventi. Saranno svolti e commentati con casi di studio i temi ricorrenti nel dibattito sulla disciplina e i principi guida del restauro moderno (conservazione dei materiali originali, compatibilità e reversibilità, l’imperativo dell’intervento minimo). Approfondimenti saranno dedicati al dibattito intorno a questioni particolarmente rilevanti sorto in congiunture storiche fondamentali per la definizione della disciplina, come la fine del XVIII secolo (Pietro Edwards a Venezia, la Lettera sull’uso delle vernici di Hackert a Napoli e Roma) e il secondo dopoguerra nel XX secolo (la Cleaning Controversy e gli esiti successivi). Ulteriori riferimenti bibliografici su specifici interventi di restauro analizzati a lezione e nei sopraluoghi verranno forniti durante il corso.
Il corso presuppone una conoscenza pregressa di tipo manualistico della storia dell’arte italiana.
Lezioni frontali, con discussione in classe e approfondimenti seminariali strutturati con lezioni-sopralluogo.
Esame orale
Criteri di valutazione:
La prova finale verterà sui temi trattati nel corso delle lezioni e consisterà in un colloquio. Lo studente dovrà dimostrare la conoscenza delle principali vicende storiche e questioni metodologiche del restauro. È richiesta la conoscenza di base e il corretto inquadramento critico dei temi ricorrenti nel dibattito sulla disciplina e dei principi guida del restauro moderno.
La valutazione terrà conto della capacità di argomentazione, di giudizio critico e della padronanza del lessico specifico. Il raggiungimento della piena conoscenza dei temi affrontati, con una autonoma visione critica e totale padronanza del linguaggio disciplinare saranno valutati con voti di eccellenza (30 -30 e lode). Una conoscenza soddisfacente della materia e l’uso di un linguaggio corretto porteranno a valutazioni molto buone (27-29). Una conoscenza meramente mnemonica della materia e l’uso di un linguaggio non del tutto adeguato porteranno a valutazioni medie (24-26). Conoscenze minime dei temi oggetto di studio e linguaggio inappropriato condurranno a voti appena sufficienti (18-23). La verifica di consistenti lacune nelle conoscenze e nel linguaggio comporterà infine il mancato superamento dell’esame e la prova andrà ripetuta.
Codice insegnamento S702341881
Orale
Codice insegnamento 8716
Orale
Codice insegnamento 25794
L'insegnamento da 12 CFU intende fornire strumenti metodologici e nozioni di base necessarie all'analisi delle arti della performance accumunate dalla capacità di raccontare storie attraverso elementi e stili…
L'insegnamento da 12 CFU intende fornire strumenti metodologici e nozioni di base necessarie all'analisi delle arti della performance accumunate dalla capacità di raccontare storie attraverso elementi e stili peculiari.
MUSICA E SCENA intende fornire gli strumenti metodologici necessari all’analisi dell’opera in musica, affrontandola dal punto di vista letterario, drammaturgico, musicale, visivo, della messinscena. Partendo da uno studio storico-sociale sugli spazi deputati alla messinscena e sui vari agenti del teatro musicale e le professioni ad essi connesse, le lezioni guideranno gli studenti e le studentesse nell’analisi delle performance tramite la documentazione audiovisiva e la lettura di testi e partiture, con particolare attenzione verso le scelte interpretative, scenografiche e di regia.
Obiettivi del corso sono l’offerta di conoscenze relative al paradigma teorico-metodologico degli studi sulla performance, partendo dall’analisi di un oggetto complesso quale la messa in scena operistica; conoscenze relative all’approccio drammaturgico-musicale per analizzare e comprendere la co-occorrenza di codici performativi, tecnici, artistici e comunicativi di cui la messa in scena operistica offre ampia evidenza, sviluppate sia in senso diacronico che orientate alla sperimentazione contemporanea.
Tra i risultati attesi si evidenziano l’acquisizione di nozioni e di strumenti analitici drammaturgico-musicologici, specifici per quanto riguarda l’oggetto del corso e il consolidamento delle conoscenze relative al paradigma teorico-metodologico della performance; capacità di applicare la conoscenze e la comprensione dell’oggetto di studio, adottando metodologie di indagine musicologica, integrate con altre competenze metodologiche transdisciplinari, per arrivare a svolgere autonomamente ricerche nel campo della prassi performativa; acquisizione di spirito critico e autonomia di giudizio attuando percorsi di ricerca personali.
TEORIE E PRATICHE DELLA DANZA propone di fornire gli strumenti critici e metodologici necessari per analizzare la danza come forma di narrazione scenica, con particolare attenzione alla riforma del ballo pantomimo nel secondo Settecento e ai successivi sviluppi tra XIX e XX secolo. Attraverso un inquadramento storico e teorico e l'analisi di casi studio, il corso approfondisce le modalità attraverso cui il corpo danzante costruisce significati drammaturgici, espressivi e simbolici all'interno dell'evento performativo.
Al termine dell'insegnamento lo studente/la studentessa avrà maturato conoscenza e capacità di comprensione nel descrivere l'evoluzione della danza teatrale europea tra XVIII e XX secolo; riconoscere le principali caratteristiche delle poetiche coreutiche affrontate; comprendere il rapporto tra danza, musica, scenografia e drammaturgia. Sarà capace di applicare conoscenza e comprensione nell’applicare strumenti storico-critici all'analisi di spettacoli e materiali audiovisivi; interpretare una performance coreutica collocandola nel relativo contesto storico e culturale; utilizzare correttamente il lessico specialistico della disciplina. Avrà maturato autonomia di giudizio e abilità comunicative nell’elaborare valutazioni critiche sulle strategie narrative adottate nelle diverse esperienze coreografiche; nel confrontare differenti modelli di costruzione del racconto attraverso il movimento; nell’esporre in modo chiaro e rigoroso i principali temi affrontati nel corso; nell’argomentare criticamente le proprie osservazioni utilizzando una terminologia appropriata. Sarà in grado di utilizzare in autonomia strumenti bibliografici, fonti audiovisive e materiali di studio per approfondire temi relativi alla storia della danza e dello spettacolo.
Attraverso esempi musicali e coreutici il corso si propone di offrire alle studentesse e agli studenti i fondamenti metodologici e gli strumenti di base per accostarsi alla storia culturale e visiva dello spettacolo, esplorando al contempo la capacità dello spettacolo dal vivo di raccontare storie e di costruire significati attraverso la performance.
Il modulo di MUSICA E SCENA (I semestre, prof. Giovani) affronta gli aspetti drammaturgico-performativi dell'opera in musica dal '600 al '900, concentrandosi sui legami tra musica, testo, gesto e azione scenica, fornendo agli studenti e alle studentesse gli strumenti teorico/analitici necessari a comprendere testo, partiture e materiali audiovisivi proposti ad esempio. Durante la seconda parte del corso sarà affrontata l’analisi di una selezione di scene tratte da opere e regie rappresentative, concentrando l’attenzione sulle scelte di scenografia e di regia funzionali alla drammaturgia
Il modulo di TEORIE E PRATICHE DELLA DANZA (II semestre, prof. Onesti) propone di approfondire le diverse possibilità di raccontare attraverso il movimento a partire dalla riforma del ballo pantomimo nella seconda metà del Settecento. Verranno, poi, toccati altri momenti fondamentali della storia della danza, tra Otto e Novecento, in cui la narrazione rimane l’elemento cardine dell’evento performativo. Nel corso delle lezioni si esamineranno una serie di spettacoli particolarmente significativi in tal senso.
Buona conoscenza della lingua italiana
Modulo MUSICA E SCENA: Le attività didattiche si articoleranno secondo un modello integrato che favorisce l’apprendimento attivo e comprende: lezioni frontali dedicate alle conoscenze di base e all’inquadramento storico-critico dei temi del corso; peer teaching (apprendimento tra pari) basato su sezioni della bibliografia che la docente assegnerà di settimana in settimana e che gli studenti e le studentesse dovranno leggere preliminarmente all’arrivo in aula; didattica laboratoriale e seminariale su testi, partiture, materiali visivi e audiovisivi.
Modulo TEORIE E PRATICHE DELLA DANZA: L’insegnamento si svolge attraverso lezioni frontali integrate con la visione e l'analisi guidata di materiali audiovisivi, fonti iconografiche e documenti storici.
Particolare attenzione sarà dedicata alla discussione collettiva delle performance analizzate, al confronto critico tra differenti interpretazioni storiografiche e all’applicazione degli strumenti metodologici presentati durante il corso.
Durante lo svolgimento del Corso saranno proposte alcune attività seminariali (in orario extra curriculare) in collaborazione con il Progetto Body Speaking curato da Francesca Lettieri.
La valutazione del corso si svolge attraverso due prove distinte corrispondenti ai due moduli (MUSICA E SCENA; TEORIE E PRATICHE DELLA DANZA) con le rispettive docenti, che potranno essere affrontate dagli studenti e dalle studentesse anche in momenti diversi e che saranno valutate con un voto finale di sintesi.
MUSICA E SCENA: L’esame consiste in una prova orale articolata in una serie di domande sugli aspetti affrontati durante il corso. Il colloquio orale è impostato sotto forma di un dialogo sulla bibliografia proposta; durante il colloquio la docente terrà conto dell’eventuale partecipazione alle attività di peer teaching e dei risultati raggiunti in tali sessioni, valutati con prove in itinere (questionari a risposta aperta) somministrati alla conclusione di ciascuna sessione. Si valuteranno l’acquisizione di conoscenze specifiche sui temi e la correttezza dei riferimenti alle letture proposte, la capacità di sapersi esprimere con padronanza del linguaggio specifico e una appropriazione personale delle nozioni, tale da comprovare il raggiungimento degli obiettivi formativi.
TEORIE E PRATICHE DELLA DANZA: La verifica finale consiste in un colloquio orale finalizzato ad accertare il raggiungimento dei risultati di apprendimento previsti. Durante il colloquio saranno valutati: la conoscenza dei contenuti affrontati durante il corso; la comprensione del quadro storico e teorico di riferimento; la capacità di analizzare criticamente esempi e casi di studio; la capacità di stabilire collegamenti tra i diversi argomenti trattati; l'uso corretto della terminologia disciplinare; l'autonomia di giudizio e la chiarezza dell'esposizione. La valutazione finale terrà conto sia della preparazione teorica sia della capacità di applicare gli strumenti metodologici acquisiti all'analisi della danza come fenomeno storico, estetico e performativo.
Voti eccellenti (28-30) saranno quindi attribuiti a fronte del raggiungimento di una capacità di lettura critica e originale dei temi affrontati e alla padronanza del linguaggio specifico; la lode potrà essere attribuita a chi, oltre a soddisfare pienamente tutti i criteri previsti per il voto 30/30, dimostrerà particolare maturità critica, capacità di collegamento tra gli argomenti e proprietà espositiva. Voti apprezzabili (24-27) saranno attribuiti a chi dimostrerà una conoscenza meramente nozionistica e utilizzerà un linguaggio corretto ma non sempre adeguato. Voti sufficienti o appena sufficienti (18-23) saranno assegnati a fronte di una conoscenza limitata delle nozioni di base. Le eventuali valutazioni insufficienti saranno accompagnate da indicazioni di miglioramento.
Modulo MUSICA E SCENA:
1) Gloria Staffieri, Un teatro tutto cantato. Introduzione all’opera italiana, Roma, Carocci, 2012;
2) Mercades Viale Ferrero, L’opera in scena. Luogo teatrale e spazio scenico, a cura di Maria Ida Biggi, Torino EDT, 2024 (può andare bene anche la versione dello stesso saggio edita in Storia dell’opera italiana, vol. 5, Torino, EDT, 1988, pp. 1-122);
3) Gerardo Guggini, La regia lirica, livello contemporaneo della regia teatrale, «Il castello di Elsinore», 62 (2010), pp. 83-104.
Agli studenti non frequentanti è chiesto di studiare, in aggiunta ai suddetti testi, un saggio a scelta tra: 1) Maria Ida Biggi, Metamorfosi della scena: dalla prospettiva alla macchina, «Zeitsprünge. Forschungen zur Frühen Neuzeit», 27, 2023, voll. 3-4, pp. 557-578 (numero dedicato a Hybdride Gattungen. Proteische Figuren. Zirkulationen, Konfigurationen, Innovationen des Europäischen Dramas in der Frühen Neuzeit); 2) Mercedes Viale Ferrero, Riflessioni sulle scenografie pucciniane, «Studi pucciniani» 1, 1998, pp. 19-39.
Modulo TEORIE E PRATICHE DELLA DANZA:
1) Elena Cervellati, Storia della danza, Milano-Torino, Pearson, 2020 (seconda edizione).
2) Stefania Onesti, Di passi, di storie, di passioni. Teorie e pratiche del ballo teatrale nel secondo Settecento italiano, Torino, Accademia University Press, 2016.
3) Un testo a scelta tra:
Codice insegnamento 25793
Orale
Codice insegnamento 25357
Orale
Codice insegnamento 15648
MODULO A Il corso offre gli strumenti di base per lo studio della storia della lingua italiana, dalle Origini all'età contemporanea. Alla fine del corso, studenti e studentesse saranno in grado di padroneggiare gli…
MODULO A
Il corso offre gli strumenti di base per lo studio della storia della lingua italiana, dalle Origini all'età contemporanea. Alla fine del corso, studenti e studentesse saranno in grado di padroneggiare gli argomenti studiati nella bibliografia di riferimento e gli approfondimenti proposti dal docente a lezione su testi o problemi di particolare rilievo.
Il corso risponde agli obiettivi formativi del Corso di Laurea in Studi Letterari e Filosofici (Quadro A4 della SUA) relativamente all’Area della Filologia, della Linguistica e della Letteratura italiana, e ha i seguenti risultati di apprendimento attesi (Learning Outcomes).
1) Conoscenza e comprensione (Quadro A4.b2): conoscenza della storia della lingua italiana, dalle Origini all'età contemporanea; comprensione delle principali dinamiche evolutive dell'italiano attraverso i secoli.
2) Capacità di applicare conoscenza e comprensione (Quadro A4.b2): capacità di analizzare i fattori storici, sociali, culturali implicati nello sviluppo diacronico dell'italiano; capacità di leggere, analizzare e situare nel proprio contesto linguistico, sociale, storico-culturale i testi (letterari e non letterari) in lingua italiana, dalle Origini alla contemporaneità.
3) Autonomia di giudizio, abilità comunicative, capacità di apprendimento (Quadro A4.c): ): sviluppo dell’autonomia di giudizio attraverso la partecipazione alle lezioni e lo studio individuale della bibliografia scientifica; sviluppo della capacità di argomentazione e potenziamento delle abilità comunicative attraverso la riflessione e l’esercizio sulle strutture linguistiche dell’italiano; sviluppo della capacità di analisi e di sintesi, anche attraverso un tipo di lettura di testi letterari e non letterari incentrato sugli aspetti linguistici.
MODULO B
L'obiettivo del corso è approfondire la tradizione del melodramma italiano sotto il profilo linguistico e stilistico.
Specificamente, il corso risponde agli obiettivi formativi del Corso di Laurea Magistrale in Lettere Moderne relativamente all’Area della Filologia, della Linguistica e della Letteratura italiana, e ha i seguenti risultati di apprendimento attesi (Learning Outcomes).
1) Conoscenza e comprensione (Quadro A4.b): conoscenza dell’italiano antico e della lingua del melodramma; padronanza della terminologia scientifica per la descrizione di fenomeni linguistici; comprensione della lingua e dello stile dell’opera lirica italiana.
2) Capacità di applicare conoscenza e comprensione (Quadro A4.b): capacità di applicare la conoscenza dell’italiano antico all’analisi della lingua e dello stile dell’italiano del melodramma; capacità di leggere, parafrasare, analizzare dal punto di vista linguistico e stilistico i versi dei libretti d’opera.
3) Autonomia di giudizio, abilità comunicative, capacità di apprendimento (Quadro A4.c): sviluppo dell’autonomia di giudizio attraverso lo studio individuale della bibliografia scientifica e di testi peculiari come i libretti d’opera; sviluppo della capacità di argomentazione e potenziamento delle abilità comunicative attraverso la riflessione e l’esercizio sulle strutture linguistiche dell’italiano antico e moderno; sviluppo della capacità di analisi e di sintesi, attraverso lo studio dei saggi critici.
MODULO A
Titolo del corso: Introduzione alla Storia della lingua italiana
Programma: Il corso mira a illustrare gli ambiti e gli strumenti di ricerca della Storia della lingua italiana (e cioè: di che cosa si occupa questa materia? perché e come se ne occupa?). La vicenda linguistica italiana sarà sinteticamente ripercorsa insistendo su alcuni snodi cruciali ed esaminando da vicino una serie di testi letterari e non letterari rappresentativi.
MODULO B
Titolo del corso: Lingua italiana, musica e musicisti: l’opera lirica (fino a Puccini).
Il corso è dedicato alla lingua dell’opera lirica italiana dagli albori (xvii secolo) al primo quarto del Novecento (Puccini). Nelle lezioni si analizzeranno le caratteristiche del testo operistico e si commenteranno esempi di libretti ‘classici’ di vari secoli, con particolare attenzione alla lingua e allo stile (lessico, sintassi, testualità).
Si esaminerà il contributo del melodramma all’evoluzione diacronica della lingua italiana e al suo ruolo fondamentale per la diffusione dell’italiano nel mondo.
Si analizzeranno infine alcuni estratti dagli epistolari dei musicisti fra Otto e Novecento per riflettere sull’evoluzione di un italiano scritto ‘medio’ in un periodo storico cruciale per lo sviluppo della lingua italiana comune.
I due moduli si integrano fra loro poiché sono entrambi mirati all'acquisizione e al consolidamento dei concetti e dei metodi relativi allo studio scientifico della lingua italiana, con particolare attenzione allo sviluppo diacronico generale dell'italiano (modulo A) e alla lingua del melodramma, un genere molto importante per la storia linguistica dell’italiano e per la sua diffusione in tutto il mondo (modulo B).
MODULO A
Nessun prerequisito. Utile ma non necessaria la conoscenza basilare del latino.
MODULO B
Conoscenza avanzata della lingua italiana.
Conoscenza dei fondamenti della storia della lingua e della letteratura italiana.
MODULO A
Lezioni frontali, studio individuale, eventuali esercizi.
Utilizzo della piattaforma Moodle (https://elearning.unisi.it/).
Per il raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi (vedi sopra "Obiettivi formativi") si prevedono:
1) lezioni frontali, studio e approfondimento della bibliografia scientifica (= conoscenza e comprensione)
2) lettura di testi proposti dal docente ed esercizi su Moodle (= capacità di applicare conoscenza e comprensione)
3) lezioni frontali / studio individuale, discussione in classe, correzione di esercizi (= autonomia di giudizio, abilità comunicative, capacità di apprendimento).
MODULO B
Lezioni frontali, studio individuale, esercitazioni.
Per il raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi (vedi sopra "Obiettivi formativi") si prevedono:
1) lezioni frontali; studio e approfondimento di libretti classici del melodramma italiano, e della relativa bibliografia scientifica (= conoscenza e comprensione)
2) lettura guidata dalla docente di testi significativi; esercitazioni sulla lingua della librettistica e sull’italiano antico (= capacità di applicare conoscenza e comprensione)
3) lezioni frontali / studio individuale, discussione in classe, correzione di esercizi (= autonomia di giudizio, abilità comunicative, capacità di apprendimento).
Utilizzo della piattaforma Moodle (https://elearning.unisi.it/).
I due moduli si integrano fra loro poiché sono entrambi mirati all'acquisizione e al consolidamento dei concetti e dei metodi relativi allo studio scientifico della lingua italiana, con particolare attenzione allo sviluppo diacronico generale dell'italiano (modulo A) e alla lingua del melodramma, un genere molto importante per la storia linguistica dell’italiano e per la sua diffusione in tutto il mondo (modulo B). I metodi didattici dei due moduli perseguono gli obiettivi di apprendimento in modo similare, affiancando alle lezioni frontali alcune esercitazioni sugli argomenti via via affrontati.
MODULO A
Esame scritto
L’esame prevede quattro domande a risposta aperta (due più lunghe e due più brevi) e quattro domande a risposta multipla.
Una prova scritta con struttura differente può essere richiesta dagli studenti Erasmus.
L’esame verterà sugli argomenti affrontati a lezione e sui testi d’esame. Lo scopo è valutare le competenze disciplinari e le capacità critiche e metodologiche maturate durante le lezioni e attraverso lo studio individuale, con particolare riguardo alla conoscenza dello sviluppo diacronico della lingua italiana, e alla capacitò di leggere, analizzare e situare nel proprio contesto linguistico, sociale, storico-culturale i testi in lingua italiana, dalle Origini alla contemporaneità.
La valutazione terrà conto dei seguenti aspetti: padronanza dei contenuti (conoscenza e comprensione della storia della lingua italiana) e della terminologia specialistica acquisita durante il corso (num. 1 degli Obiettivi formativi); capacità di analizzare i fattori implicati nello sviluppo diacronico dell’italiano e di leggere, analizzare e situare nel proprio contesto i testi in lingua italiana, dalla Origini alla contemporaneità (num. 2 degli Obiettivi formativi); capacità di argomentazione, di giudizio critico, di sintesi e di analisi (num. 3 degli Obiettivi formativi).
MODULO B
Esame scritto.
Il compito prevede domande a risposta aperta e/o multipla.
L’esame valuterà le competenze disciplinari e le capacità critiche e metodologiche maturate durante le lezioni e attraverso lo studio individuale. Le domande verteranno sia su specifici argomenti trattati nella bibliografia d’esame, sia sul commento linguistico di testi significativi.
La valutazione terrà conto dei seguenti aspetti: padronanza dei contenuti (conoscenza e comprensione di libretti classici del melodramma italiano, e della relativa bibliografia scientifica); padronanza della terminologia specialistica acquisita durante il corso (num. 1 degli Obiettivi formativi);
capacità di applicare i metodi della linguistica e della storia della lingua italiana all’analisi della librettistica e dell’italiano antico; capacità di argomentazione, di giudizio critico, di sintesi e di analisi (num. 3 degli Obiettivi formativi).
I voti di eccellenza (29-30 Lode) equivalgono al raggiungimento di una visione critica dei temi affrontati, esposti in sede di esame con piena padronanza del linguaggio specialistico. I voti intermedi (25-28) risultano da una buona conoscenza dei temi affrontati, non sempre esposti con piena padronanza del linguaggio specialistico. I voti sufficienti o appena sufficienti (18-24) risultano da conoscenze minime dei temi oggetto di studio e dall'impiego di un linguaggio inappropriato.
L’esame non è superato laddove emergano gravi lacune nella preparazione o un'inadeguata conoscenza della grammatica dell'italiano scritto.
Il voto finale del corso integrato di Storia della lingua italiana I /LS (12 cfu) risulta dalla media dei due moduli A + B (0,5 è arrotondato al decimale superiore).
MODULO A
Testi d’esame:
(1) Pietro Trifone, Emiliano Picchiorri, Giuseppe Zarra, L’italiano nella storia. Lingua d’uso e di cultura, Firenze, Le Monnier Università, 2023;
(2) Lorenzo Tomasin, Storie della lingua. L’italiano in dieci lezioni, Torino, Einaudi, 2025;
(3) appunti delle lezioni e testi caricati su Moodle.
Gli studenti e le studentesse non frequentanti aggiungono lo studio di:
(4) Luca Serianni, Prima lezione di storia della lingua italiana, Roma-Bari, Laterza, 2015.
Per approfondimenti si potrà fare riferimento anche all'"Enciclopedia dell'italiano", dir. da Raffaele Simone, con la collaborazione di Gaetano Berruto e Paolo D'Achille, 2 voll., Treccani, 2010-2011, interamente consultabile online sul sito Treccani (https://www.treccani.it/enciclopedia/elenco-opere/Enciclopedia_dell%27Italiano/); e in particolare alle voci: Storia della lingua” (V. Coletti);
“Questione della lingua” (C. Marazzini); “Lingua del Duecento e Trecento”, (P.G. Beltrami);“Dante” (M. Tavoni);
“Umanesimo e rinascimento” (M. Tavoni);“Età barocca” (G. Alfieri); “Settecento” (T. Matarrese); “Ottocento” (S. Morgana); “Novecento” (F. Sabatini); “Lingua d’oggi” (P. D’Achille);
Letture opzionali:
Codice insegnamento 17892
Orale
Codice insegnamento 15964
La conoscenza delle tecniche, intesa come «filologia dei materiali», è alla base della riflessione critica su ciascuna singola opera e momento qualificante del restauro in cui si individuano scopi e modalità…
La conoscenza delle tecniche, intesa come «filologia dei materiali», è alla base della riflessione critica su ciascuna singola opera e momento qualificante del restauro in cui si individuano scopi e modalità dell’intervento. L’insegnamento illustrerà i materiali costitutivi e le tecniche esecutive del disegno e della pittura, con una particolare attenzione alle specificità dei dipinti su tavola e su tela dal XIII secolo all’epoca moderna. La comprensione delle potenzialità conoscitive della diagnostica consentirà di integrare correttamente i dati scientifici nello studio di opere e contesti e di programmare eventuali approfondimenti con tali mezzi. L’esercizio al riconoscimento dei materiali originali, anche con l’ausilio delle tecniche diagnostiche e di documentazione, discusso in relazione alle problematiche connesse alle possibili alterazioni e alla loro conservazione, fornirà le coordinate metodologiche per porsi in maniera critica e consapevole nei confronti delle testimonianze materiali del passato.
La tecnica della pittura e del disegno attraverso le fonti letterarie e l'esame delle opere. La trattatistica tecnica e le fonti scritte per la conoscenza di materiali e procedimenti del disegno e della pittura verranno illustrate mettendole in rapporto con la cultura artistica e letteraria della loro epoca e cogliendone il rapporto con la pratica operativa testimoniata dalle opere. Il corso fornirà nozioni generali sulle indagini scientifiche per l’individuazione dei materiali e delle tecniche esecutive dei dipinti e come ausilio nel restauro: - tecniche fotografiche a luce radente, in fluorescenza indotta da radiazione ultravioletta, foto agli infrarossi - riflettografia infrarossa - radiografia - sezioni stratigrafiche - spettroscopia di fluorescenza X (XRF) - discutendone le potenzialità e i limiti conoscitivi. La definizione teorica dei problemi, individuata nelle sue linee generali e rapportata ai principali testi di riferimento, verrà esaminata in relazione a casi specifici, scelti fra esperienze significative di dipinti sottoposti ad esame e/o ad intervento.
Il corso presuppone una conoscenza pregressa di tipo manualistico della storia dell’arte italiana.
Lezioni frontali, esercitazioni/seminari, sopralluoghi.
Esame orale
Criteri di valutazione:
La prova finale verterà sui temi trattati nel corso delle lezioni e consisterà in un colloquio. Lo studente dovrà dimostrare la conoscenza dei materiali e delle tecniche esecutive del disegno e della pittura. È richiesta la conoscenza di base e il corretto inquadramento storico dei principali testi letterari e fonti di riferimento, nonché delle tecniche diagnostiche per il riconoscimento dei materiali originali e del loro stato di conservazione.
La valutazione terrà conto della capacità di argomentazione, di giudizio critico e della padronanza del lessico specifico. Il raggiungimento della piena conoscenza dei temi affrontati, con una autonoma visione critica e totale padronanza del linguaggio disciplinare saranno valutati con voti di eccellenza (30 -30 e lode). Una conoscenza soddisfacente della materia e l’uso di un linguaggio corretto porteranno a valutazioni molto buone (27-29). Una conoscenza meramente mnemonica della materia e l’uso di un linguaggio non del tutto adeguato porteranno a valutazioni medie (24-26). Conoscenze minime dei temi oggetto di studio e linguaggio inappropriato condurranno a voti appena sufficienti (18-23). La verifica di consistenti lacune nelle conoscenze e nel linguaggio comporterà infine il mancato superamento dell’esame e la prova andrà ripetuta.
Codice insegnamento 26523
Studi qui? Accedi per lasciare la tua recensione e aiutare altri studenti a scegliere.
Nessuna recensione per ora — e la prima è la più preziosa. Condividi la tua esperienza e orienta le future matricole.
Siamo nati da poco ma abbiamo già migliaia di appunti nella nostra community!
Gli appunti condivisi dagli studenti del tuo corso, divisi per materia.
Trova gli appunti del tuo corso
Solo per te: ti prepariamo il riassunto e le domande per ripassare. Il primo file è gratis e l'originale resta tuo. Oppure condividili con la community e guadagna crediti.
Non hai materiale da caricare? Puoi guadagnare crediti facendo crescere la nostra community! Bastano 3 amici verificati per attivare l'abbonamento…
Se ti va puoi inserirlo tu in pochi click — anche solo il corso di laurea, oppure completo di tutti i corsi! Aggiungilo subito e faremo del nostro meglio per popolarlo di materiale interessante.
Nel frattempo inizia a guadagnare crediti invitando i tuoi amici, così appena saremo attivi potrai subito accedere al materiale disponibile. Bastano 3 amici verificati per attivare l'abbonamento…
Scrivi ai tuoi vecchi amici o ai tuoi nuovi colleghi di studio. Ogni email che inserisci rappresenta un mattone importante per la community. Per ogni amico che porti otterrai nuovi crediti!