Psicodiagnostica clinica
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Di cosa parla
- L'assessment clinico rappresenta un processo attivo e multidimensionale che integra colloqui, questionari psicometrici come il CBA 2.0 o il MCMI-III, osservazione comportamentale strutturata e rilevazione di indici psicofisiologici per raggiungere una concettualizzazione completa del caso oltre la semplice diagnosi.
- Il processo diagnostico segue una logica ipotetico-deduttiva basata sulla falsificazione delle ipotesi, richiedendo al clinico di indagare attivamente anche gli elementi che potrebbero smentire un'ipotesi iniziale per escludere correttamente altre cause e formulare una diagnosi differenziale accurata.
- La raccolta delle informazioni deve avvenire evitando l'uso di scalette di domande predefinite, poiché tali comportamenti costituiscono safety behaviors che suggeriscono il paziente, limitano l'ascolto attivo e impediscono di cogliere le risposte inaspettate ma rilevanti per la valutazione.
- Un assessment adeguato è fondamentale per decidere se prendere o meno in carico un paziente, identificare le tecniche di trattamento più appropriate in base ai fattori predisponenti ed esacerbanti, e concordare obiettivi terapeutici condivisi tra clinico e paziente.
- Dopo la fase iniziale di valutazione che può richiedere diverse sedute, il clinico deve procedere alla refertazione dei risultati e alla restituzione al paziente per chiarire la condizione, definire gli obiettivi del trattamento e presentare un piano d'intervento strutturato.
- Il professionista deve essere consapevole delle proprie reazioni controtransferenziali ed emozioni suscitate dal paziente, gestendole attraverso supervisione o invio a colleghi esperti quando queste interferiscono con l'etica professionale o la competenza specifica richiesta.
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