Corso di laurea

ingegneria edile-architettura

Università degli Studi di Perugia · 70 materie · 5 file condivisi

Il CdS è attivo presso la sede di Perugia ed è gestito dal Consiglio di Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale attraverso un Coordinatore coadiuvato da un apposito Comitato costituito da non più di tre docenti (ai sensi dell'art. 22 comma 5 del Regolamento didattico di Ateneo).
Il CdS rilascia il titolo di "Dottore magistrale in Ingegneria edile e Architettura".

Scheda sintetica del CdS
sito di Ateneo
https://www.unipg.it/didattica/offerta-formativa/offerta-formativa-2020-21
sito di Dipartimento
https://www.ing1.unipg.it/didattica/studiare/lauree-magistrali-a-ciclo-unico
Introduzione
Il CdS in Ingegneria edile-Architettura, che appartiene alla classe LM-4 c.u. (Architettura e ingegneria edile architettura - quinquennale), attraverso insegnamenti di elevato profilo sia culturale sia tecnico, offre una formazione avanzata, organica e completa nel settore dell'ingegneria edile e dell'architettura. Il CdS in Ingegneria edile-Architettura, di durata quinquennale, è strutturato in base alle direttive europee, preparando laureati il cui titolo di studio è riconosciuto nei Paesi dell'Unione.

Obiettivi
L'obiettivo principale del CdS in Ingegneria edile-Architettura è quello di formare una figura professionale qualificata, che accompagni alla capacità progettuale a livello architettonico e urbanistico la padronanza degli strumenti relativi alla fattibilità costruttiva e alla corretta esecuzione dell'opera. La finalità formativa di fondo è perciò quella di realizzare un'integrazione delle conoscenze di tipo storico-critico e di tipo tecnico-ingegneristico, secondo un'impostazione didattica che concepisca la progettazione come processo di sintesi e momento fondamentale del costruire.

Profilo
Il CdS in Ingegneria edile-Architettura prevede una ripartizione equilibrata tra conoscenze teoriche e pratiche, con un curriculum che assume come elemento centrale l'architettura nei suoi vari aspetti e contenuti, da quelli edilizi a quelli urbanistici. Le competenze tradizionalmente proprie dell'ingegnere, per quanto attiene agli strumenti operativi utili ad affrontare la progettazione nell'ambito strutturale, tecnologico e urbanistico, sono integrate alle competenze tradizionalmente proprie dell'architetto, per quanto attiene alla progettazione architettonica e urbana, ponendo specifica attenzione verso il recupero del patrimonio edilizio esistente nonché verso il restauro e la conservazione del patrimonio storico-monumentale.

Piano di studio
Il piano di studio del CdS in Ingegneria edile-Architettura è strutturato in 28 insegnamenti obbligatori (di cui 15 laboratori comprendenti la tesi di laurea), cui si aggiungono le attività a scelta dello studente. Gli insegnamenti sono di norma articolati in lezioni teoriche, esercitazioni (per lo sviluppo delle tematiche affrontate nelle lezioni) e laboratori (di applicazione dei concetti generali per la progettazione); vengono inoltre organizzate attività esterne quali tirocini e stages. I laboratori sono concepiti come luogo didattico irrinunciabile sia ai fini del monitoraggio delle conoscenze acquisite sia allo scopo di favorire, in linea con lo standard europeo, una formazione di tipo integrato, fondata sul confronto con tecnici e specialisti dei settori tecnologici e scientifici; in tale ambito, gli studenti sono organizzati in più gruppi e assistiti da esperti esterni qualificati che prestano attività di supporto alla didattica in virtù delle proprie competenze.

Corso di Laurea Magistrale in Ingegnieria edile-Architettura

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Materie del corso

ANALISI MATEMATICA 1 1° anno · 1° semestre · 5 CFU · MATH-03/A · 1 file
Archivio Globale

Il corso si propone di fornire agli studenti le conoscenze matematiche di base necessarie per affrontare le materie scientifiche e professionalizzanti del corso di laurea. In particolare, oltre alle conoscenze teoriche…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso si propone di fornire agli studenti le conoscenze matematiche di base necessarie per affrontare le materie scientifiche e professionalizzanti del corso di laurea. In particolare, oltre alle conoscenze teoriche di base (concetti, definizioni, teoremi), gli studenti dovranno essere in grado di modellizzare da un punto di vista matematico problematiche applicative, quali metodi di ottimizzazione, calcolo di aree e applicazioni di tipo fisico.

Programma

Struttura topologica della retta reale. Limiti di successioni e funzioni. Continuità. Derivazione e teoremi sulle funzioni derivabili. Studio qualitativo delle funzioni di una variabile reale. Applicazioni a problemi di ottimizzazione. Integrazione secondo Riemann. Teoremi fondamentali del calcolo integrale e calcolo delle aree. Formula di Taylor. Serie numeriche. Serie di Taylor.

Matematica elementare: funzioni elementari, teoria elementare degli insiemi, algebra elementare (equazioni e disequazioni). Si tratta di conoscenze di carattere fondamentale per una corretta comprensione del corso.

L'insegnamento è organizzato in lezioni teoriche in aula, nelle quali si sviluppano gli argomenti principali del corso, accompagnate da esercitazioni pratiche finalizzate anche a verificare l'abilità raggiunta nello sviluppo dei metodi di calcolo.

1. Struttura topologica della retta reale: insiemi numerici, intervalli, intorni, punti di accumulazione, estremo superiore e inferiore. 2. Successioni, limiti e continuità: limiti di successioni e di funzioni; teoremi sui limiti; forme indeterminate; continuità delle funzioni e teoremi sulle funzioni continue. 3. Calcolo differenziale: derivata e suo significato geometrico; regole di derivazione; teoremi di Rolle, Lagrange; studio qualitativo delle funzioni di una variabile reale (monotonia, concavità, convessità, flessi, asintoti); applicazioni a problemi di ottimizzazione. 4. Calcolo integrale secondo Riemann: teoremi fondamentali del calcolo integrale; calcolo di aree; cenni sugli integrali generalizzati. 5. Serie numeriche: criteri di convergenza per le serie numeriche 6. Formula di Taylor e approssimazione; serie di Taylor.

Modalità d'esame

L'esame prevede lo svolgimento di una prova scritta, seguita da una prova orale. La prova scritta è finalizzata a verificare la corretta applicazione delle regole teoriche e l'abilità raggiunta nella risoluzione di esercizi; la prova orale è finalizzata a verificare le conoscenze teoriche, la consapevolezza acquisita dallo studente nel trattare gli argomenti del corso e le capacità espositive.

Testi di riferimento

C. Vinti, “Lezioni di Analisi Matematica Vol. I”, Joelle Editrice.

Codice insegnamento P130847470

ANALISI MATEMATICA 2 1° anno · 2° semestre · 5 CFU · MATH-03/A · 0 file

Il corso si prefigge come obiettivo quello di rendere lo studente capace di elaborare i concetti acquisiti con il fine di essere in grado di utilizzarli per interpretare e descrivere alcuni problemi delle scienze…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso si prefigge come obiettivo quello di rendere lo studente capace di elaborare i concetti acquisiti con il fine di essere in grado di utilizzarli per interpretare e descrivere alcuni problemi delle scienze applicate ed in particolare dell'ingegneria.

Programma

Funzioni di più variabili. Serie. Equazioni differenziali lineari e applicazioni. Integrazione multipla. Curve e superfici, integrali curvilinei e superficiali. Fome differenziali lineari

Al fine di comprendere e saper applicare la teoria argomento del presente insegnamento è importante aver seguito e sostenuto il corso di Analisi Matematica I (Obbligatorio) e di Geometria (facoltativo). In particolare le conoscenze richieste per comprendere i contenuti del corso e raggiungere gli obiettivi formativi previsti sono: trigonometria, geometria del piano e dello spazio, studio di funzioni, tecniche di derivazione ed integrazione, serie numeriche.

Il corso è organizzato nel seguente modo: -lezioni in aula su tutti gli argomenti del corso -esercitazioni in aula

Successioni e serie di funzioni, funzioni di più variabili e studio del loro grafico. Introduzione alle equazioni differenziali ordinarie: problema di Cauchy, esistenza e unicità, metodi di risoluzione di alcuni tipi di equazioni differenziali e equazioni differenziali lineari di ordine n a coefficienti costanti. Integrazione multipla con calcolo di aree e volumi. Curve regolari, integrali curvilinei, formule di Green nel piano, calcolo di lunghezze, baricentri e momenti di inerzia. Forme differenziali lineari e loro applicazioni ai campi conservativi; calcolo di un potenziale, flusso e divergenza di un campo vettoriale nel piano. Superfici regolari, area di una superficie, integrali di superficie e teorema di Stokes. Area di una superficie di rotazione e volume di un solido di rotazione. Utilizzo del software Maple per la visualizzazione di alcuni tra gli argomenti del corso e per la risoluzione di alcuni problemi.

Modalità d'esame

La modalità di verifica del profitto avviene in due fasi: una prova scritta della durata di 3 ore e una prova orale della durata di circa 40 minuti. La prova scritta prevede lo svolgimento di tre esercizi sugli argomenti affrontati a lezione ed è finalizzata a verificare la capacità di applicare correttamente le conoscenze teoriche, la capacità di comprensione dei problemi proposti e la capacità di comunicare in modo scritto. La prova pratica può essere svolta in un qualsiasi momento, previo accordo con il docente, ed è valida per sempre. La prova orale è finalizzata ad accertare il livello di conoscenza e la capacità di comprensione raggiunto dallo studente sui contenuti indicati nel programma, tale prova inoltre consentirà di verificare le capacità espositive dello studente. La prova orale va sostenuta nella stessa sessione di esame. Le prove nel loro insieme consentono di accertare le capacità di: - conoscenza e comprensione, - applicare le competenze acquisite, - esposizione, - elaborare soluzioni. Per informazioni sui servizi di supporto agli studenti con disabilità e/o DSA visita la pagina http://www.unipg.it/disabilita-e-dsa Gli Studenti con disabilità devono informare il docente del proprio stato con una nota all'atto della prenotazione dell'esame (almeno una settimana prima) al fine di permettere una organizzazione opportuna della prova scritta

Testi di riferimento

C. Vinti , Lezioni di Analisi Matematica , Vol 2 Galeno Ed. C. Bardaro - C. Vinti, Esercizi di Analisi Matematica 2, COM Ed. Le slides delle lezioni sono pubblicate settimanalmente su Unistudium

Codice insegnamento P429957153

CHIMICA 1° anno · 1° semestre · 5 CFU · CHEM-06/A · 0 file
Archivio Globale

Conoscenze di base della chimica generale. Acquisizione delle basi per la comprensione dei fenomeni chimici importanti nelle tecnologie e, in particolare, di quelli legati alle interazioni tra l’attività umana e…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Conoscenze di base della chimica generale. Acquisizione delle basi per la comprensione dei fenomeni chimici importanti nelle tecnologie e, in particolare, di quelli legati alle interazioni tra l’attività umana e l’ambiente per saper valutare gli effetti prodotti dall’uso delle tecnologie e per sapere come intervenire nella salvaguardia delle condizioni ambientali e dei materiali.

Programma

Fondamenti della teoria atomica. Proprietà dei gas. Termodinamica. Equilibri di fase e soluzioni. Equilibrio chimico. Equilibri in soluzione. Elettrochimica. Cinetica. Struttura atomica e molecolare. Legame chimico.

Conoscenze di matematica acquisite nella scuola secondaria: Equazioni algebriche di I e II grado, sistemi di equazioni lineari, disequazioni, potenze e logaritmi, funzioni trigonometriche, uso dei grafici e percentuali, derivate ed integrali.

Lezioni frontali e esercitazioni numeriche in aula.

Fondamenti della teoria atomica: Leggi di combinazione. Teoria atomica di Dalton. Massa molecolare. Concetto di mole. Numero di Avogadro. Struttura dell'atomo. Equazioni chimiche. Formule empiriche e molecolari. Proprietà dei Gas: Gas ideale. Temperatura assoluta. Principio di Avogadro. Equazione di stato. Miscele gassose e legge di Dalton. Teoria cinetica dei gas. Energia cinetica e temperatura. Distribuzione delle velocità molecolari. Effusione e diffusione. Gas non ideali. Termodinamica: Sistemi, stati e funzioni di stato. Lavoro e calore. Primo principio. Calori specifici. Entalpia e suo uso in chimica. Termochimica. Trasformazioni reversibili e irreversibili. Secondo principio. Entropia e suo significato microscopico. Terzo principio: entropie assolute. Energia libera ed equilibrio. Equilibri di fase e soluzioni: Cenni sulle proprietà dei liquidi. Equilibri di fase. Tensione di vapore. Equazione di Clapeyron. Diagrammi di fase. Soluzioni ideali. Concentrazioni. Proprietà colligative. Equilibrio chimico: Equilibri omogenei ed eterogenei. Costante di equilibrio. Effetti della pressione, concentrazione e temperatura. Equazione di van't Hoff. Equilibri in soluzione. Sali poco solubili e prodotto di solubilità. Acidi e basi e loro forza. Autoprotolisi dell'acqua. pH. Elettrochimica: Stati di ossidazione. Concetto di semireazione. Celle galvaniche. Termodinamica della trasformazione di energia chimica in energia elettrica; equazione di Nernst. Scala dei potenziali standard. Tipi di pile. Elettrolisi e applicazioni. Accumulatori. Cinetica: Velocità di reazione. Equazioni cinetiche. Ordine e molecolarità. Teoria delle collisioni. Effetti della temperatura. Energia di attivazione. Catalisi. Struttura atomica e molecolare: Meccanica quantistica: dualismo onda-particella e principio di indeterminazione. Equazione di Schrödinger. Quantizzazione e proprietà delle funzioni d'onda. Numeri quantici. Orbitali e loro energie. Atomi a più elettroni. Energia di ionizzazione e affinità elettronica. Parametri della struttura molecolare. Legame ionico. Legame covalente e orbitali molecolari. Geometria molecolare. Legame metallico. Solidi ionici, molecolari, metallici e loro proprietà. Proprietà periodiche degli elementi.

Modalità d'esame

La verifica consiste in una prova scritta della durata di 90 minuti. La prova prevede 20 risposte a quesiti numerici e a domande teoriche. Ad ogni risposta esatta vengono attribuiti 1,5 punti per un totale di 30 punti. Non ci sono penalizzazioni per le risposte sbagliate. Alla prova scritta segue una prova orale che consiste soprattutto in una discussione della prova scritta e in qualche domanda sulla struttura dell'atomo, sulla tavola periodica e sul legame chimico. Durante la prova scritta è possibile consultare libri e appunti. Per informazioni sui servizi di supporto agli studenti con disabilità e/o DSA visita la pagina http://www.unipg.it/disabilita-e-dsa

Testi di riferimento

David W. Oxtoby, H. P. Gillis & Laurie J. Butler, Chimica Moderna, EdiSES, VI Edizione, Napoli, 2025

Codice insegnamento P976648755

DISEGNO DELL'ARCHITETTURA 1° anno · 1° semestre · 12 CFU · CEAR-10/A · 1 file

Conoscenza dei metodi di rappresentazione, delle norme e dei codici grafici per il disegno architettonico, capacità di gestione della forma dalla fase ideativa alla sua rappresentazione. Obiettivo principale del corso…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Conoscenza dei metodi di rappresentazione, delle norme e dei codici grafici per il disegno architettonico, capacità di gestione della forma dalla fase ideativa alla sua rappresentazione. Obiettivo principale del corso è favorire lo sviluppo del disegno come forma-pensiero dell’architettura. In tal senso, il corso si propone sia di fornire la capacità di trasposizione degli enti tridimensionali nelle rappresentazioni bidimensionali e viceversa, sia di saldare i concetti teorici, che costituiscono la base del disegno, alla sua attuazione pratica, al fine di consentire la gestione, ideativa e conoscitiva, dei processi di trasformazione/conservazione della realtà architettonica e ambientale.In tal senso è utile che lo studente possieda le conoscenze di base acquisite alla scuola superiore riguardanti la geometria euclidea e il disegno ed abbia dimestichezza con il personal computer.

Obiettivo primario è la sperimentazione delle possibilità operative dello strumento informatico nell’espressione del pensiero architettonico.

Programma

Nel corso si affronteranno tre unità didattiche articolate in lezioni teoriche, esercitazioni applicative e revisioni periodiche: - Fondamenti di geometria descrittiva e i metodi di rappresentazione; - Forme istituzionali del disegno di architettura - Fondamenti di disegno edile Il corso intende inoltre introdurre alla progettazione assistita dal computer mediante il perfezionamento nell’uso di software specifici per il disegno 2D e 3D.

Il laboratorio si propone di fornire allo studente capacità critiche e competenze sui temi della rappresentazione dell’architettura attraverso le tecniche e gli strumenti sia tradizionali sia digitali.

no

Nessuno

Nel corso si affronteranno le unità didattiche articolate in lezioni teoriche, esercitazioni applicative e revisioni periodiche. - Lezioni teoriche ed esercitazoni pratiche - Seminari

Esercitazione in aula svolta con il supporto del docente, finalizzata all'acquisizione e all'utilizzo critico delle tecniche e degli strumenti di disegno tradizionali e digitali.

Prolusione – Finalità e strumenti della rappresentazione Introduzione – Teoria del disegno digitale esercitazione in aula (SketchUp) Comune genesi delle proiezioni parallele e centrali – Metodi di rappresentazione esercitazione in aula (CAD) Costruzioni grafiche elementari esercitazione in aula (CAD) Archi – Norme e convenzioni grafiche per il disegno esercitazione in aula (CAD) Norme e convenzioni grafiche per il disegno esercitazione in aula (CAD) Proiezioni ortogonali di Monge – Le coniche esercitazione in aula (CAD) Misura e proporzione – Assonometria ortogonale e obliqua esercitazione in aula (Adobe cs) Assonometrie – Ingrandimento convenzionale – Volte – L’ordine classico esercitazione in aula (arredi e spazi minimi) Tetto a padiglione – Prospettiva indiretta esercitazione in aula (arredi e spazi minimi) La prospettiva diretta – Schizzo a mano libera esercitazione in aula (Rhinoceros) Prospettiva a quadro inclinato esercitazione in aula (Rhinoceros, 3dstudio) Rappresentazione del territorio esercitazione in aula (Rhinoceros, 3dstudio) Tipologia edilizia esercitazione in aula – revisione

Il programma affronta le tematiche del Corso: Disegno dell'Architettura - Book - Tema d'anno Introduzione – Teoria del disegno digitale Schizzi Digitali 3D Fondamenti CAD 2D Fondamenti CAD 3D Fondamenti BIM Fondamenti di Rendering Representatione Raster Fondamenti di grafica

Modalità d'esame

Lo studente dovrà produrre durante il corso Tavole in formato A3 (disegno tradizionale) e alcuni elaborati (disegno digitale) che riguarderanno temi specifici relativi al disegno, al rilievo architettonico e alla progettazione. Tali elaborati saranno oggetto di revisione e valutazione e l'esame finale consisterà in una prova orale (circa 30 minuti) che verterà sul programma del corso e sulla discussione degli elaborati prodotti dallo studente.L’iscrizione all’esame è prevista attraverso il servizio informatico

Discussione sulla raccolta di elaborati, sviluppati durante il laboratorio

Testi di riferimento

Fabio Bianconi, Segni Digitali, Morlacchi Editore, Perugia 2005; Fabio Bianconi, Tommaso Empler, Roberto Bagagli, La rappresentazione del paesaggio, DEI, Roma 2006; Fabio Bianconi, Marco Filippucci, Paolo Verducci, Architetture dal Giappone: disegno, progetto e tecnica, Gangemi Editore, Roma, 2006; Fabio Bianconi, Nuovi Paesaggi, Morlacchi Editore, Perugia, 2008; Paolo Belardi, Brouillons d'architects. Una lezione sul disegno inventivo, Libria, Melfi 2004; Paolo Belardi, Il rilievo insolito. Irrilevabile, irrilevante, irrilevato, Quattroemme, Perugia 2002; Roberto de Rubertis, Il disegno dell'architettura, NIS, Roma 1994; Roberto de Rubertis, Fondamenti e applicazioni di geometria descrittiva, Edizioni Kappa, Roma 1993; Claudio Moriconi, Il disegno a mappa di bit. Verso una nuova identità del disegno, Quattroemme, Perugia 1996; Giuseppe Cento, Rilievo edilizio architettonico, Vitali e Ghianda, Genova 1992; Mario Docci, Riccardo Migliari, Scienza della Rappresentazione, NIS, Roma, 1996; Mario Docci, Diego Maestri, Il rilevamento architettonico. Storia, metodi e disegno, Laterza, Roma-Bari 1989; Mario Docci, Manuale di Disegno Architettonico, Editore Laterza, Bari, 1985; Riccardo Migliari, Geometria dei modelli, Kappa Edizioni, Roma, 2003; Elena Ippoliti, Rilevare, Edizioni Kappa, Roma, 2000; Francesco Cellini, Manualetto. Norme tecniche, costruttive e grafiche per lo svolgimento di una esercitazione progettuale sul tema della casa unifamiliare, CittàStudi, Venezia 1991.

Bianconi, F. (2006). Segni Digitali. Perugia: Morlacchi. Bianconi, F., Verducci, P., & Filippucci, M. (2006). Architetture dal Giappone: disegno, progetto e tecnica. Roma: Gangemi. de Rubertis, R. (1994). Il disegno dell’architettura. Roma: NIS. Docci, M., Gaiani, M., & Maestri, D. (2011). Scienza del disegno. Migliari, R. (2009). Geometria descrittiva. Novara: CittàStudi. Bianconi, F., Filippucci, M. (2019). Landscape Lab. Drawing, Perception and Design for the Next Landscape Models. Cham. Springer. Bianconi, F., Filippucci, M. (2019). Digital Wood Design. Innovative Techniques of Representation in Architectural Design. Cham. Springer.

Codice insegnamento P709310849

Fisica Generale 1° anno · 2° semestre · 8 CFU · PHYS-01/A · 0 file
Archivio Globale

Comprendere ed enunciare i principi della fisica newtoniana e spiegare la derivazione delle principali proprieta` meccaniche di particelle, sistemi di particelle, corpi rigidi e fluidi, trattando un certo numero di…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Comprendere ed enunciare i principi della fisica newtoniana e spiegare la derivazione delle principali proprieta` meccaniche di particelle, sistemi di particelle, corpi rigidi e fluidi, trattando un certo numero di esempi significativi, in particolare connessi con forze elastiche, reazioni vincolari Risolvere problemi di interesse pratico sul moto di particelle e corpi rigidi, scegliendo le approssimazioni appropriate e utilizzando metodi elementari di calcolo vettoriale e differenziale

Comprendere ed enunciare i principi dell'elettromagnetismo e spiegare la derivazione delle principali proprieta` elettromagnetiche di cariche elettriche, sistemi di cariche, , trattando un certo numero di esempi significativi. Risolvere problemi di interesse pratico sul moto di cariche e calcolo di campi elettrici e magnetici scegliendo le approssimazioni appropriate e utilizzando metodi elementari di calcolo vettoriale e differenziale.

Programma

Cinematica, dinamica del punto materiale, dinamica dei sistemi di punti, dinamica del corpo rigido, fluidi, termodinamica

Elettrostatica, conduttori all'equilibrio, dielettrici. Corrente elettrica, circuiti elettrici. Magnetostatica. Forza di Lorentz. Legge di Ampere. Magnetismo nella materia. Legge di Gauss per il campo magnetico. Legge di induzione di Faraday. Oscillazioni elettriche. Legge di Ampere-Maxwell. Circuiti oscillanti.

geometria analitica, equazioni, disequazioni, trigonometria, elementi di analisi infinitesimale

geometria analitica, equazioni, disequazioni, trigonometria, nozioni di calcolo infinitesimale (limiti, derivate, integrali). Fisica 1

Lezioni frontali

Lezioni frontali

Vettori, coordinate, algebra vettoriale. Somma di vettori, differenza, prodotto scalare e vettoriale. Calcolo infinitesimale, derivate, integrali. Cos’e` la fisica. Gli esperimenti, misure, unita` di misura. Moto rettilineo, velocita` del moto rettilineo, accelerazione nel moto rettilineo, moto verticale del corpo, moto armonico semplice, moto rettilineo smorsato esponenzialmente, velocita` e accelerazione in funzione della posizione. Moto nel piano: posizione e velocita`, accelerazione nel piano, moto circolare, moto parabolico dei corpi, moto nello spazio, moto relativo rettilineo e nel piano. Principio di inerzia. Leggi di Newton. Risultante delle forze ed equilibrio. Reazioni vincolari. Classificazione delle forze. Azione dinamica delle forze. Forza peso. Forza di attrito: statica, dinamica, viscosa. Piano inclinato. Forze elastica. Introduzione all’oscillatore armonico semplice. Forza Centripete. Moto di un punto materiale che percorre una curva piana e sopraelevata in assenza e presenza di attrito. Tensione di fili. Pendolo semplice e oscillatore armonico semplice. Quantita` di moto e impulso. Lavoro. Potenza. Energia cinetica. Lavoro della forza peso. Lavoro di una forza elastica. Lavoro di una forza di attrito radente. Forze conservative. Energia potenziale. Conservazione dell’energia meccanica. Conservazione della quantita` di moto. Moti relativi. Sistemi di riferimento inerziali e non inerziali. Sistemi di punti. Forza interne e forze esterne. Centro di massa. Teorema del moto del centro di massa. Conservazione della quantita` di moto. Teorema del momento angolare. Conservazione del momento angolare. Sistema di riferimento del centro di massa. Teoremi di Koenig. Proprieta' del corpo rigido. Corpo continuo. Densita' e posizione del centro di massa. Moto di un corpo rigido. Rotazione rigide intorno a un asse fisso in un sistema di riferimento inerziale. Momento di inerzia. Teorema di Huygens-Steiner. Leggi di conservazione del corpo rigido.Equilibrio statico di un corpo rigido. Pendolo composto. Moto di puro rotolamento. Equazioni del moto oscillatorio. Oscillazioni smorzate. Oscillzioni forzate. Risonanza. Fluidi. Pressione. Equilibrio statico di un fluido. Principio di Archimede. Legge di Stevino. Viscosita` e attrito viscoso. Fluido ideale. Regime stazionario. Portata. Teorema di Bernoulli. Cenni al moto vorticoso: il numero di Reynolds. Sistemi e stati termodinamici. Equilibrio termodinamico. Temperatura, termometri. Lavoro e calore. Primo principio della termodinamica. Energia interna. Trasformazioni termodinamiche. Calorimetria. Calori specifici. Gas ideali e reali. Equazione di stato dei gas ideali. Energia interna del gas ideale. Trasformazioni adiabatiche, isoterme, isocore e isobare. Trasformazioni cicliche. Secondo principio della termodinamica. Ciclo di Carnot. Entropia. Potenziali termodinamici. Teoria cinetica dei gas. Temperatura assoluta. Terzo principio della termodinamica. Entropia e disordine.

Elettrostatica, conduttori all'equilibrio, dielettrici. Corrente elettrica, circuiti elettrici. Magnetostatica. Forza di Lorentz. Legge di Ampere. Magnetismo nella materia. Legge di Gauss per il campo magnetico. Legge di induzione di Faraday. Oscillazioni elettriche. Legge di Ampere-Maxwell. Circuiti oscillanti.

Modalità d'esame

esame scritto

esame scritto

Testi di riferimento

Mazzoldi-Nigro-Voci Elementi di fisica- Meeccanica e termodinamica.

Mazzoldi-Nigro-Voci Elementi di fisica-Elettromagnetismo e onde

Codice insegnamento 410457

GEOMETRIA 1° anno · 1° semestre · 6 CFU · MATH-02/B · 0 file
Archivio Globale

Al termine del corso gli studenti dovranno essere in grado di risolvere sistemi lineari e semplici problemi di algebra lineare (determinare la base e la dimensione di un sottospazio, determinare il rango di una matrice…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Al termine del corso gli studenti dovranno essere in grado di risolvere sistemi lineari e semplici problemi di algebra lineare (determinare la base e la dimensione di un sottospazio, determinare il rango di una matrice eventualmente dipendente da un parametro, determinare il nucleo e l'immagine di una applicazione lineare, determinare autovalori e autovettori di un endomorfismo). Dovranno inoltre essere in grado di applicare l'algebra lineare a problemi geometrici nello spazio. Dovranno inoltre essere in grado di esprimere i principali concetti teorici del corso in un linguaggio matematicamente corretto e privo di ambiguità, dimostrando familiarità con le notazioni di base della matematica moderna.

Programma

Algebra lineare. Geometria analitica elementare nel piano e nello spazio.

Nozioni base di matematica e logica.

Il corso è organizzato in lezioni frontali in aula su tutti gli argomenti del corso. Le lezioni sono accompagnate da appunti, esercizi, ed esempi.

Algebra lineare. Spazi vettoriali. Dipendenza lineare. Teorema dello scambio. Basi. Teorema di equicardinalità delle basi. Dimensione. Teorema del completamento della base. Sottospazi. Intersezione e somme di sottospazi. Relazione di Grassmann. Applicazioni lineari. Nucleo ed immagine. Teorema fondamentale di isomorfismo tra spazi vettoriali. Lo spazio vettoriale delle matrici m x n. Prodotto di matrici. Matrice associata ad una applicazione lineare. Determinante di una matrice quadrata. Matrice inversa. Rango di una matrice. Sistemi lineari. Teorema di Rouché-Capelli. Sistemi omogenei. Lo spazio delle soluzioni di un sistema omogeneo. Teorema di Cramer. Algoritmo generale per determinare l'insieme delle soluzioni di un sistema lineare compatibile. Geometria nel piano e nello spazio. Riferimenti cartesiani. Segmenti orientati. Vettori geometrici. Vettori paralleli e complanari. Coordinate dei vettori geometrici. Equazioni parametriche di una retta. Equazione di un piano. Intersezione e parallelismo tra piani. Equazioni cartesiane di una retta. Fasci di piani. Intersezione e parallelismo tra una retta e un piano. Intersezione e parallelismo tra rette. Rette sghembe. Prodotto scalare. Distanza tra due punti. Angolo tra due rette. Distanza punto-retta nel piano. Distanza punto-piano. Angolo tra due piani. Angolo tra retta e piano. Distanza punto-retta nello spazio. Distanza tra due rette sghembe.

Modalità d'esame

L'esame consiste di un esame finale scritto e di una prova orale. La prova scritta è suddivisa in due parti, da svolgere in un totale di 180 minuti. La prima parte dell'esame è di stampo teorico, ed il superamento di questa è necessario per accedere alla seconda parte dello scritto. La prima parte dell'esame non contribuisce alla votazione finale. La seconda parte dell'esame scritto è costituita da esercizi sui seguenti argomenti - Sistemi Lineari - Matrici - Applicazioni Lineari - Geometria Affine ed Euclidea Il voto della prova scritta sarà espresso in 30esimi e gli studenti che avranno ottenuto un voto di almeno 15/30 saranno ammessi all'orale. La prova orale è finalizzata ad accertare il livello di conoscenza e capacità di comprensione raggiunto dallo studente sui contenuti teorici e metodologici indicati nel programma. La prova orale consentirà inoltre di verificare la capacità di comunicazione dell'allievo con proprietà di linguaggio ed organizzazione autonoma dell'esposizione sugli stessi argomenti a contenuto teorico. Per informazioni sui servizi di supporto agli studenti con disabilità e/o DSA visita la pagina http://www.unipg.it/disabilita-e-dsa

Testi di riferimento

E. Schlesinger, Algebra lineare e geometria. Zanichelli editore. K. Nicholson, Algebra lineare, McGraw Hill. Eventuale materiale integrativo reperibile su Unistudium.

Codice insegnamento P564412800

Inglese 1° anno · Annuale · 2 CFU · 0 file

Insegnamento integrato composto dai moduli: LINGUA INGLESE; LINGUA INGLESE.

Scheda dell'insegnamento

Programma

Insegnamento integrato composto dai moduli: LINGUA INGLESE; LINGUA INGLESE.

Codice insegnamento 410444

LEGISLAZIONE OO.PP. - DIRITTO URBANISTICO 1° anno · 2° semestre · 5 CFU · GIUR-06/A · 2 file

L'insegnamento è la prima esperienza di confronto con materie giuridiche degli studenti, nonchè l'unica.Le materie oggetto di esame saranno infatti riprese e approfondite soltanto nel corso della futura esperienza…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

L'insegnamento è la prima esperienza di confronto con materie giuridiche degli studenti, nonchè l'unica.Le materie oggetto di esame saranno infatti riprese e approfondite soltanto nel corso della futura esperienza professionale, per la quale saranno imprescindibili. le principali conoscenze acquisite saranno: 1) conoscenza dei contenuti essenziali delle procedure di pianificazione, statali e regionali. In particolare, p.r.g. e piani attuativi2) conoscenza dei contenuti essenziali della disciplina dell'attività edilizia, attraverso le norme del testo unico dell'edilizia3) conoscenza delle tematiche più attuali in materia di rigenerazione urbana. 4) contenuti essenziali dell'edilizia pubblica per il territorio Quanto alle principali abilità, intese come capacità di applicare le conoscenze acquisite, l'obiettivo che l'insegnamento si propone è fornire agli studenti la capacità di lettura degli strumenti giuridici per l'ingegneria, l’architettura e l’urban design, consentendogli di saper interpretare, oltre il dato normativo contingente, le procedure amministrative in cui saranno coinvolti come operatori del territorio

Programma

Il corso è articolato in moduli didattici che corrispondono alle lezioni tenute in aula e consente di essere ricostruito nel suo andamento attraverso la piattaforma Unistudium. Ogni modulo corrisponde a un argomento didattico; per ciascuno di esso è indicato il materiale per studiare. Modulo 1: le nozioni basi preliminari • Introduzione alle fonti del diritto: le fonti del diritto interno e del diritto europeo Materiale di studio: manuale, cap. 1, par. 1, 2, 3 e materiale Unistudium modulo 1 Modulo 2:Le amministrazioni e il governo del territorio • Chi sono le pubbliche amministrazioni e cosa fanno: in particolare, le funzioni amministrative e il procedimento • L’attività amministrativa per il territorio: la distinzione fra urbanistica ed edilizia Materiale di studio: manuale, cap. 1 par. 3, 8; materiale Unistudium modulo 2 Modulo 3: la funzione urbanistica L’attività di pianificazione: 1. La disciplina nazionale del procedimento di pianificazione: il prg (procedimento di formazione e contenuti) Materiale di studio: manuale cap. II par. 8; materiale modulo 3.1 unistudium 2. Le esperienze regionali di pianificazione: Materiale di studio: modulo 3.2 Unistudium 3. La pianificazione attuativa I piani di lottizzazione e i piani particolareggiati di esecuzione. Materiale di studio: manuale cap. II par. 11.1 e par. 11. 3 e materiale modulo 3.3 Unistudium I piani di recupero e di rigenerazione urbana Materiale di studio: manuale cap. II, par. 11. 5 e 12 e materiale modulo 3.4 Unistudium La disciplina dell’attività edilizia: La disciplina dell’attività edilizia nel Testo Unico dell’edilizia Materiale di studio: libro di testo cap. III par. 1.1., 1.2., 2, 3, 4, 5, 6, 8, 10; modulo 4 Unistudium La rigenerazione urbana La rigenerazione urbana nella disciplina urbanistica Gli strumenti edilizi per la rigenerazione urbana Materiale di studio: libro di testo cap. III par. 9.1.; 9.2; 9.3. Materiale Modulo 5 Unistudium Le espropriazioni per pubblica utilità e l’edilizia pubblica Materiale di studio: libro di testo cap. II, par. 3; materiale Modulo 6 Unistudium

Il corso, essendo al primo anno ed essendo l'unica esperienza con materie giuridiche, non richiede conoscenze specialistiche di base. Le conoscenze di base necessarie ad affrontare lo studio di un settore specialistico del diritto amministrativo saranno fornite dalla docente nelle prime lezioni.

Lezioni frontali, accompagnate dall'utilizzo di slides.

Il corso è articolato in moduli didattici che corrispondono alle lezioni tenute in aula e consente di essere ricostruito nel suo andamento attraverso la piattaforma Unistudium. Ogni modulo corrisponde a un argomento didattico; per ciascuno di esso è indicato il materiale per studiare. Modulo 1: le nozioni basi preliminari • Introduzione alle fonti del diritto: le fonti del diritto interno e del diritto europeo Materiale di studio: manuale, cap. 1, par. 1, 2, 3 e materiale Unistudium modulo 1 Modulo 2:Le amministrazioni e il governo del territorio • Chi sono le pubbliche amministrazioni e cosa fanno: in particolare, le funzioni amministrative e il procedimento • L’attività amministrativa per il territorio: la distinzione fra urbanistica ed edilizia Materiale di studio: manuale, cap. 1 par. 3, 8; materiale Unistudium modulo 2 Modulo 3: la funzione urbanistica L’attività di pianificazione: 1. La disciplina nazionale del procedimento di pianificazione: il prg (procedimento di formazione e contenuti) Materiale di studio: manuale cap. II par. 8; materiale modulo 3.1 unistudium 2. Le esperienze regionali di pianificazione: Materiale di studio: modulo 3.2 Unistudium 3. La pianificazione attuativa I piani di lottizzazione e i piani particolareggiati di esecuzione. Materiale di studio: manuale cap. II par. 11.1 e par. 11. 3 e materiale modulo 3.3 Unistudium I piani di recupero e di rigenerazione urbana Materiale di studio: manuale cap. II, par. 11. 5 e 12 e materiale modulo 3.4 Unistudium La disciplina dell’attività edilizia: La disciplina dell’attività edilizia nel Testo Unico dell’edilizia Materiale di studio: libro di testo cap. III par. 1.1., 1.2., 2, 3, 4, 5, 6, 8, 10; modulo 4 Unistudium La rigenerazione urbana La rigenerazione urbana nella disciplina urbanistica Gli strumenti edilizi per la rigenerazione urbana Materiale di studio: libro di testo cap. III par. 9.1.; 9.2; 9.3. Materiale Modulo 5 Unistudium Le espropriazioni per pubblica utilità e l’edilizia pubblica Materiale di studio: libro di testo cap. II, par. 3; materiale Modulo 6 Unistudium

Modalità d'esame

Modalità di verifica dell'apprendimento MOD_VER_APPR Sì la prova consiste in un esame orale; le domande vertono sul programma come descritto dal/dalla docente nella relativa scheda, avendo riguardo alla conoscenza della materia, alla capacità di ragionamento, alla logicità dell’argomentazione e all’apprendimento della metodologia propria del singolo insegnamento. Per facilitare gli studenti nel compimento di questo percorso, il docente mette a disposizione sulla pagina unistudium del corso dei focus per valutare progressivamente la preparazione, che verranno esaminati anche a lezione. Questo metodo è fortemente consigliato perché di ausilio nel portare con successo a compimento il percorso didattico e di apprendimento. la durata dell’esame varia secondo l’andamento della prova. Si sconsiglia vivamente la preparazione all'esame con materiale diverso da quello messo a disposizione del docente, in particolare estratto da altri siti internet (es: studocu e simili), trattandosi di materiale illecito per il quale è stata fatta segnalazione all'autorità giudiziaria. Gli studenti disabili e/o con DSA possono utilizzare gli strumenti idonei e specifici per le loro esigenze, dandone cortesemente comunicazione al docente prima di sostenere l'esame. saranno comunque seguite le linee guida di Ateneo contenute al seguente link https://www.unipg.it/disabilita-e-dsa/studenti-con-dsa#strumenti

Testi di riferimento

Il corso è articolato in moduli didattici che corrispondono alle lezioni tenute in aula e consente di essere ricostruito nel suo andamento attraverso la piattaforma Unistudium. Ogni modulo corrisponde a un argomento didattico; per ciascuno di esso è indicato il materiale per studiare. Il libro di testo è Spasiano, Calabrò e altri Fondamenti di diritto per l’architettura e l’ingegneria civile. SECONDA EDIZIONE Il testo è disponibile OPEN ACCESS al link https://www.editorialescientifica.com/shop/autori/calabr%C3%B2-m/fondamenti-di-diritto-per-larchitettura-e-lingegneria-civile-1-detail.html Lo studio del libro di testo è accompagnato dal materiale messo a disposizione su unistudium è VIETATO l'utilizzo di materiale estratto da altri siti internet (es: studocu e simili), trattandosi di materiale illecito per il quale è stata fatta segnalazione all'autorità giudiziaria.

Codice insegnamento P089752308

STORIA DELL'ARCHITETTURA 1 1° anno · Annuale · 12 CFU · CEAR-11/A · 0 file
Archivio Globale

Il corso prevede l’acquisizione da parte dello studente di conoscenze di base dell’architettura greca, romana, italica e altomedievale, delle caratteristiche strutturali e tecniche dei monumenti, e, in particolare, della…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso prevede l’acquisizione da parte dello studente di conoscenze di base dell’architettura greca, romana, italica e altomedievale, delle caratteristiche strutturali e tecniche dei monumenti, e, in particolare, della filosofia delle forme insediamentali antiche e del loro rapporto con il territorio, l’ambiente e il paesaggio

Il corso prevede l’acquisizione da parte dello studente di conoscenze di base dell’architettura greca, romana, italica e altomedievale, delle caratteristiche strutturali e tecniche dei monumenti, e, in particolare della filosofia delle forme insediamentali antiche e del loro rapporto con il territorio, l’ambiente e il paesaggio.

Programma

Il laboratorio si concentra sull’analisi strutturale e insediamentale di alcuni tra i più significativi monumenti dell’architettura greca e romana. Verranno fornite nozioni sulle tecniche edilizie antiche e sui principi per una lettura critica degli alzati murari. Parallelamente, saranno esaminate le metodologie di documentazione e i criteri di datazione (cronologie relative e assolute) degli edifici. A ciascuno studente sarà assegnato un monumento specifico da studiare in modo approfondito: attraverso rilievi, immagini, piante e sezioni, elaborerà un breve dossier critico in cui applicherà gli strumenti metodologici appresi, confrontandosi singolarmente con la morfologia, la tecnica costruttiva e le fasi cronologiche del proprio edificio.

Storia dell’architettura dall’età minoica-micenea all’età carolingia. Il corso affronterà le nozioni di base relative all’architettura greca, romana, italica e altomedievale, analizzando le caratteristiche strutturali e tecniche dei monumenti e, in particolare, la filosofia delle forme insediative antiche, inclusi i rapporti tra tali configurazioni e l’attuale assetto del territorio, del paesaggio e dell’ambiente.

Non sono richiesti prerequisiti, anche se si presuppone una conoscenza dei principi fondamentali di Storia dell’Architettura da parte dello studente

Non sono richiesti prerequisiti

Il corso è organizzato attraverso lezioni frontali e un laboratorio di approfondimento di particolari aspetti relativi a monumenti ed edifici antichi. Saranno a questo scopo organizzati anche alcuni viaggi di studio (facoltativi) presso siti e monumenti di particolare rilevanza ai fini del corso

Il corso è organizzato nel seguente modo:- lezioni frontali che verteranno su tutte le tematiche e le problematiche relative al corso- un laboratorio di approfondimento di particolari aspetti relativi a monumenti ed edifici e loro caratteristiche strutturali

Il laboratorio di Storia dell’Architettura 1 sarà dedicato all'analisi di alcuni fra i principali monumenti dell’architettura greca, romana, medievale dal punto di vista strutturale e insediamentale. Saranno inoltre fornite nozioni sulle tecniche edilizie e indicate le modalità alla base di una lettura critica degli alzati murari. Saranno affrontati al contempo problematiche connesse ai metodi di documentazione e di datazione degli edifici (cronologie relative e assolute)

Il corso si articolerà in una prima parte introduttiva, di carattere metodologico e cronologico, seguita dallo sviluppo dei seguenti temi: 1. Fonti e metodologie. Vitruvio, De architectura e le altre testimonianze letterarie, epigrafiche e archeologiche per lo studio dell’architettura antica. 2. Alle origini del monumento in Grecia. Dalle strutture mitiche alle prime edificazioni monumentali: contesti, materiali e tecniche costruttive. 3. Scambi culturali e nascita dell’architettura europea 4. Europa continentale, Fenici e Creta: percorsi di contatto e ibridazione formale. 5. Dal labirinto al palazzo. Cnosso, Festos, Micene, Tirinto: planimetrie, strutture e valore simbolico dei complessi palaziali. 6. Evoluzione delle dimore principesche. Dal megaron, nucleo primigenio della casa, all’anaktoron come residenza di élite: funzioni, piani e decorazioni. 7. Le origini del tempio greco. Tipologie (in antis, prostilo, periptero), ordini architettonici e elementi strutturali fondamentali. 8. Culto e monumentalità. Dal rito alla forma: origini delle feste religiose e loro riverbero nelle strutture sacre. 9. I santuari panellenici. Olimpia, Delfi, Nemea: concetti spaziali, organizzazione del santuario e manifestazioni rituali. 10. I Greci in Occidente. Le prime colonie in Sicilia e Magna Grecia e i monumenti architettonici più antichi. 11. Architetture dello spettacolo. Dalle tauromachie di Festos al Teatro di Dioniso: evoluzione tipologica, acustica e integrazione urbana. 12. Spazi per il governo e la cultura. Bouleuterion, odeion, agorà: funzioni politiche, sociali e simboliche. 13. Competizione atletica e monumentalizzazione. Circhi, stadi, palestre: tipologie architettoniche e contesti di celebrazione sportiva. 14. Insediamenti e filosofie spaziali. Modelli di pianificazione urbana greci e romani: ortogonalità, organicità e relazioni con il paesaggio. 15. Architettura tardo-antica e transizione carolingia. Edifici sacri, civili e funerari dall’età imperiale al primo Medioevo: continuità, trasformazioni e nuovi linguaggi.

Modalità d'esame

La verifica degli obiettivi formativi dell’insegnamento prevede la presentazione scritta del lavoro di tesina, il cui argomento è stato assegnato durante le lezioni del laboratorio. La prova orale consiste in una discussione-colloquio relativa agli argomenti trattati durante il corso e approfonditi sui testi consigliati.La prova orale è finalizzata ad accertare: 1) il livello di conoscenza e la capacità di comprensione, nonché di sintesi, raggiunti dallo studente (descrittore di Dublino 1); 2) padronanza e autonomia di giudizio nell'affrontare le varie tematiche del corso (descrittore di Dublino 3). Le prove orali hanno anche l’obiettivo di verificare la capacità dello studente di esporre con proprietà di linguaggio i temi proposti dalla Commissione, di sostenere un rapporto dialettico durante la discussione di esame (descrittore di Dublino 4).La durata dell'esame varia a seconda dell'andamento della prova stessa. La valutazione finale verrà effettuata dalla Commissione in trentesimi mediando i risultati della prova orale e del laboratorio. Per informazioni sui servizi di supporto agli studenti con disabilità e/o DSA visita la pagina http://www.unipg.it/disabilita-e-dsa

La verifica degli obiettivi formativi dell’insegnamento (esame) prevede una prova orale e la presentazione scritta del lavoro di tesina, il cui argomento è stato assegnato durante le lezioni del laboratorio. La prova orale consiste in una discussione-colloquio relativa agli argomenti trattati durante il corso e approfonditi sui testi consigliati.La prova orale è finalizzata ad accertare: 1) il livello di conoscenza e la capacità di comprensione, nonché di sintesi, raggiunti dallo studente (descrittore di Dublino 1); 2) padronanza e autonomia di giudizio nell'affrontare le varie tematiche del corso (descrittore di Dublino 3). Le prove orali hanno anche l’obiettivo di verificare la capacità dello studente di esporre con proprietà di linguaggio i temi proposti dalla Commissione, di sostenere un rapporto dialettico durante la discussione di esame (descrittore di Dublino 4).La durata dell'esame varia a seconda dell'andamento della prova stessa. La valutazione finale verrà effettuata dalla Commissione in trentesimi mediando i risultati della prova orale e del laboratorio. Per informazioni sui servizi di supporto agli studenti con disabilità e/o DSA visita la pagina http://www.unipg.it/disabilita-e-dsa

Testi di riferimento

Informazioni bibliografiche specifiche saranno fornite durante il corso

(Volumi consigliati): H. Berve, G. Gruben, I templi greci, Firenze 1962; P. Gros, L’architettura romana. Dagli inizi del III secolo a.C. alla fine dell’alto impero, Milano 1996 (Longanesi); C. Tosco, Il castello, la casa, la chiesa, Architettura e società nel medioevo, Torino 2003 (Piccola Biblioteca Einaudi); M.C. Bozzoni, V. Franchetti Pardo, G. Ortolani, A. Viscogliosi, L’architettura del mondo antico, Roma-Bari 2006 (Ed. Laterza); E. Lippolis, M. Liviadiotti, G. Rocco, Architettura greca. Storia dei monumenti del mondo della polis dalle origini al V secolo, Milano 2007 (Bruno Mondadori Editore); C. Tosco, L’architettura medievale in Italia, Bologna 2016 (Il Mulino); AA.VV., Lineamenti di Storia dell’architettura, varie edizioni (Sovera Edizioni)

Codice insegnamento P851274691

ARCHITETTURA E COMPOSIZIONE 1 2° anno · 0 file
ARCHITETTURA TECNICA 1 2° anno · 2° semestre · 12 CFU · CEAR-08/A · 0 file

Insegnamento integrato composto dai moduli: ARCHITETTURA TECNICA 1; LABORATORIO DI ARCHITETTURA TECNICA 1.

Scheda dell'insegnamento

Programma

Insegnamento integrato composto dai moduli: ARCHITETTURA TECNICA 1; LABORATORIO DI ARCHITETTURA TECNICA 1.

Codice insegnamento P289312252

Architettura E Composizione1 2° anno · 2° semestre · 12 CFU · CEAR-09/A · 0 file

Il corso è mirato a fornire metodi e strumenti per l’elaborazione di un progetto architettonico semplice, attraverso il controllo delle tecniche compositive in relazione al luogo, incrementando la conoscenza dei…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso è mirato a fornire metodi e strumenti per l’elaborazione di un progetto architettonico semplice, attraverso il controllo delle tecniche compositive in relazione al luogo, incrementando la conoscenza dei sistemi insediativi.

Il laboratorio è mirato a fornire metodi e strumenti interpretativi-valutativi in grado di sviluppare capacità progettuali alle diverse scale, attraverso il controllo delle tecniche compositive, e di incrementare la conoscenza delle dinamiche insediative e ambientali nei diversi contesti.

Programma

Il corso è articolato in lezioni teoriche ed esercitazioni progettuali, che affronteranno i seguenti temi: architettura come arte del costruire; gli elementi generatori dell’architettura: la pianta, la sezione, la facciata; il sistema distributivo; interno ed esterno; tipo, carattere, linguaggio, ordine in architettura; il sistema di relazioni con la città; scegliere e usare i riferimenti.

Le lezioni e le esercitazioni previste affronteranno i seguenti temi: disegno e progetto, la corte come elemento generatore dell’architettura e della città mediterranea, i modelli di architettura (da 0 a 3D), lo spazio, i riferimenti (alcuni maestri), dal riferimento al progetto.

Conoscenze di base del disegno e della storia dell’architettura.

Conoscenze di base del disegno e della storia dell’architettura.

L'attività didattica comprende lezioni frontali, esercitazioni guidate, revisioni e momenti di condivisione delle varie fasi di lavoro degli studenti. Sono previste sia revisioni individuali, sia collettive, con la partecipazione di tutti gli studenti del corso. L’insegnamento sarà integrato da seminari specialistici volti ad approfondire alcuni temi progettuali e l’elaborazione completa di un progetto, dalla planimetria a scala urbana fino allo studio dello spazio.

L'attività didattica comprende lezioni frontali, esercitazioni guidate, revisioni e momenti di condivisione delle varie fasi di lavoro degli studenti. Sono previste sia revisioni individuali, sia collettive, con la partecipazione di tutti gli studenti del laboratorio. Le lezioni frontali tratteranno la teoria e la tecnica della composizione architettonica e urbana, con particolare attenzione al processo compositivo in relazione alla preesistenza.

Il corso si articola in diverse attività: lezioni frontali, alcune delle quali da parte di docenti invitati; esercitazioni ex tempore; esercitazioni in situ (fuori dall’aula); attività di laboratorio in aula; correzioni e revisioni collettive. Per svolgere le attività laboratoriali è necessario che gli studenti siano muniti di materiale adeguato per il disegno a mano e la realizzazione di modelli. Il laboratorio ha l’obiettivo di fornire agli studenti gli strumenti di base per intraprendere e completare un’elaborazione progettuale semplice, che rappresenta il principale risultato del corso.

Il laboratorio si articola in diverse attività: lezioni frontali, alcune delle quali da parte di docenti invitati; esercitazioni ex tempore; esercitazioni in situ (fuori dall’aula); attività di laboratorio in aula; correzioni e revisioni collettive. Per svolgere le attività laboratoriali è necessario che gli studenti siano muniti di materiale adeguato per il disegno a mano e la realizzazione di modelli. Il laboratorio ha l’obiettivo di fornire agli studenti gli strumenti di base per intraprendere un’elaborazione progettuale, nei suoi aspetti analitico-interpretativi e compositivi. Pertanto, saranno affrontati i seguenti temi: analisi come progetto, attraverso lo strumento del disegno; gli elementi generatori dell’architettura e della città, in particolare il rapporto tra pieni e vuoti; da pianta e sezione (2d) a idea di spazio (3d), attraverso l’ausilio di modelli; dai riferimenti al progetto. Ogni tema sarà affrontato da lezioni, esercitazioni e revisioni collettive opportunamente studiate.

Modalità d'esame

L’esame, preceduto dalla valutazione delle esercitazioni pratiche individuali e/o di gruppo (tutte obbligatorie al fine di sostenere l’esame), consiste in una prova orale dedicata alla presentazione del progetto finale e del percorso svolto.

L’esame, preceduto dalla valutazione delle esercitazioni pratiche individuali e/o di gruppo (tutte obbligatorie al fine di sostenere l’esame), consiste in una prova orale dedicata alla presentazione del percorso svolto con le diverse esercitazioni, facendo specifico riferimento ai testi consigliati e ai riferimenti teorici affrontati.

Testi di riferimento

CASABELLA n. 509-510, 1985, I terreni della tipologia, gennaio-febbraio, Elemond Periodici, Milano. Collotti F., 2002, Appunti per una teoria dell'architettura, Quart Verlag, Luzern. Collotti, F., 2018, Idea civile di architettura – Scritti scelti 1990-2017, LetteraVentidue, Siracusa. Grassi G., 1980, Architettura lingua morta, Electa, Milano. Le Corbusier (Jeanneret C. E.), 1973, Verso una architettura, Longanesi, Milano. Loos, A., 1972, Parole nel vuoto, Adelphi, Milano. Rossi A., 2009, Autobiografia scientifica, Il Saggiatore, Milano. Rossi A., 2018, L'architettura della città, Il Saggiatore, Milano. Semerani L., 1993, Dizionario critico illustrato delle voci più utili all'architetto moderno, Edizioni CELI, Faenza. Tessenow, H., 1981, Osservazioni elementari sul costruire, Franco Angeli Editore, Milano. Tessenow, H., 1999, La costruzione della casa, Edizioni Unicopli, Milano. Ulteriori approfondimenti bibliografici saranno indicati in riferimento ai diversi temi.

CASABELLA n. 509-510, 1985, I terreni della tipologia, gennaio-febbraio, Elemond Periodici, Milano. Collotti F., 2002, Appunti per una teoria dell'architettura, Quart Verlag, Luzern. Collotti, F., 2018, Idea civile di architettura – Scritti scelti 1990-2017, LetteraVentidue, Siracusa. Focillon, H., 2002, Vita delle forme – Elogio della mano, Einaudi, Torino. Grassi G., 1980, Architettura lingua morta, Electa, Milano. Le Corbusier (Jeanneret C. E.), 1973, Verso una architettura, Longanesi, Milano. Loos, A., 1972, Parole nel vuoto, Adelphi, Milano. Rossi A., 2009, Autobiografia scientifica, Il Saggiatore, Milano. Rossi A., 2018, L'architettura della città, Il Saggiatore, Milano. Semerani L., 1993, Dizionario critico illustrato delle voci più utili all'architetto moderno, Edizioni CELI, Faenza. Tessenow, H., 1981, Osservazioni elementari sul costruire, Franco Angeli Editore, Milano. Tessenow, H., 1999, La costruzione della casa, Edizioni Unicopli, Milano. Ulteriori approfondimenti bibliografici saranno indicati per le diverse esercitazioni previste.

Codice insegnamento 410468

ECONOMIA ED ESTIMO CIVILE 2° anno · 1° semestre · 8 CFU · CEAR-03/C · 0 file
LABORATORIO ARCHITETTURA E COMPOSIZIONE 1 2° anno · 0 file
LABORATORIO DI ARCHITETTURA TECNICA 1 2° anno · 0 file
LABORATORIO DI ARCHITETTURA VERDE 2° anno · 0 file
LABORATORIO DI URBANISTICA 2° anno · 0 file
STATICA 2° anno · 0 file
STORIA DELL'ARCHITETTURA 2 2° anno · Annuale · 9 CFU · CEAR-11/A · 0 file

Il corso si propone di fornire il supporto conoscitivo e gli strumenti critici fondamentali per interpretare l'architettura fra il Romanico e l’inizio del Novecento. In particolare gli studenti devono acquisire chiare…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso si propone di fornire il supporto conoscitivo e gli strumenti critici fondamentali per interpretare l'architettura fra il Romanico e l’inizio del Novecento. In particolare gli studenti devono acquisire chiare competenze di storia dell’architettura nelle sue costituenti essenziali: la periodizzazione, la nomenclatura, i componenti fondanti, le tecniche costruttive, il cantiere, i materiali, i temi compositivi, i “tipi” architettonici, il disegno e il rilievo storico, la rappresentazione dell’architettura, il ruolo della committenza e il rapporto con le arti figurative, il progetto e la sua capacità di trasformazione dell’ambiente, della città, del territorio nel tempo.

Programma

Il corso tratterà dell’uso dell’architettura classica come linguaggio architettonico nella Storia dell’Architettura. Nel corso verranno trattati i principali episodi architettonici e urbani collocati nelle diverse epoche, con la seguente periodizzazione: l'ordine architettonico e le sue componenti; architettura romanica; architettura gotica; architettura del Rinascimento; architettura Barocca; il Neoclassicismo; Industrializzazione e Modernismi; Chicago School; Secessione Viennese; Art Nouveau e Modernismo Catalano.

Aver frequentato il corso di Storia dell’Architettura 1. Inoltre lo studente dovrà possedere conoscenze basilari di carattere storico e culturale relative ai periodi storici trattati.

Lezioni ex-cathedra, approfondimenti tematici e seminariali, sopralluoghi di studio.

Programma esteso Contenuto del corso Il corso tratterà dell’uso dell’architettura classica come linguaggio architettonico nella Storia dell’Architettura. Nel corso verranno trattati i principali episodi architettonici e urbani collocati nelle diverse epoche, con la seguente periodizzazione: l'ordine architettonico e le sue componenti; architettura romanica; architettura gotica; architettura del Rinascimento; architettura Barocca; il Neoclassicismo; Industrializzazione e Modernismi; Chicago School; Secessione Viennese; Art Nouveau e Modernismo Catalano. Testi di riferimento Manuali: - Autori Vari, Lineamenti di storia dell'architettura, Armando Edizioni, 2019 (oppure Roma, Sovera Edizioni, 2018 o precedenti). - W. Curtis, L'architettura moderna dal 1900, Phaidon, 2006. Durante il corso la Professoressa renderà disponibile agli studenti articoli e saggi di approfondimento. Questo materiale sarà disponibile su Unistudium con chiave di accesso. Obiettivi formativi Il corso si propone di fornire il supporto conoscitivo e gli strumenti critici fondamentali per interpretare l'architettura fra il Romanico e l’inizio del Novecento. In particolare gli studenti devono acquisire chiare competenze di storia dell’architettura nelle sue costituenti essenziali: la periodizzazione, la nomenclatura, i componenti fondanti, le tecniche costruttive, il cantiere, i materiali, i temi compositivi, i “tipi” architettonici, il disegno e il rilievo storico, la rappresentazione dell’architettura, il ruolo della committenza e il rapporto con le arti figurative, il progetto e la sua capacità di trasformazione dell’ambiente, della città, del territorio nel tempo. Prerequisiti Aver frequentato il corso di Storia dell’Architettura 1. Inoltre lo studente dovrà possedere conoscenze basilari di carattere storico e culturale relative ai periodi storici trattati. Metodi didattici Lezioni ex-cathedra, approfondimenti tematici e seminariali, sopralluoghi di studio. Altre informazioni La storia dell’architettura si compone di un insieme di paradigmi che ne documentano efficacemente il valore fenomenologico, simbolico e sociale; visitare tali paradigmi costituisce un aspetto fondante per affrontare lo studio della stessa. La consistenza fisica dei manufatti e le loro caratteristiche spaziali e materiche devono quindi essere oggetto di studio diretto da parte degli studenti. Per questo si raccomanda la visita diretta delle opere oggetto di studio al fine di completarne la conoscenza. A Firenze: Battistero; Santa Maria del Fiore, chiesa, cupola, campanile; San Miniato al Monte; Palazzo Vecchio e Uffizi; Santa Croce, cappella Pazzi; Santa Maria Novella (facciata); Piazza della Santissima Annunziata; Palazzo Medici Riccardi; San Lorenzo, chiesa, sagrestia Vecchia, biblioteca Laurenziana, cappelle Medicee; Palazzo (facciata) e loggia Rucellai; Santo Spirito, chiesa e sagrestia; palazzo Pitti e giardino di Boboli. A Roma: Tempietto di San Pietro in Montorio; piazza del Campidoglio; San Pietro, basilica, baldacchino, piazza; Fontana dei Quattro Fiumi a piazza Navona; Cappella Cornaro a Santa Maria della Vittoria; Scala Regia in Vaticano; Galleria di palazzo Capodiferro-Spada; Chiesa e convento di San Carlo alle Quattro Fontane; chiesa di Sant’Agnese in Agone; Sant’Ivo alla Sapienza. Modalità di verifica apprendimento Esame orale su tutto il programma, dall’architettura Romanica ai Modernismi (Art Nouveau, Modernismo Catalano e Secessione Viennese). Ogni studente (se vuole) può fornire il materiale iconografico necessario su pc, tablet o carta. Per il superamento dell'esame lo studente dovrà dimostrare di avere raggiunto gli obiettivi generali del corso. In particolare, dovrà possedere una conoscenza non superficiale (e quindi comprendente la cronologia, la committenza, il processo progettuale i caratteri distributivi e strutturali, i materiali, gli aspetti spaziali e formali) delle seguenti opere: 1. S. Foy, Conques 2. S. Martino, Tours 3. S. Sernin, Tolosa 4. Cattedrale di Santiago di Compostela 5. Cluny III, chiesa abbaziale 6. Milano, Sant’Ambrogio 7. Venezia, San Marco 8. Modena, Cattedrale 9. Pisa, cattedrale e torre pendente 10. Firenze, Battistero 11. Firenze, San Miniato al Monte 12. Assisi, San Rufino (Duomo) 13. Spoleto, Cattedrale di Santa Maria Assunta 14. Todi, concattedrale della Santissima Annunziata 15. Saint-Denis, coro 16. Sens, cattedrale di Saint Etienne 17. Noyon, cattedrale di Nôtre Dame 18. Laon, Cattedrale 19. Parigi, cattedrale di Nôtre Dame 20. Chartres, Cattedrale di Nôtre Dame 21. Reims, Cattedrale 22. Amiens, Cattedrale 23. Bourges, cattedrale di Saint-Étienne 24. Abbazia di Casamari, Veroli 25. Abbazia di Fossanova, Priverno 26. Santa Maria Novella, Firenze 27. Todi, San Fortunato 28. Assisi, basilica di San Francesco 29. Santa Croce, Firenze 30. Siena, cattedrale 31. Orvieto, cattedrale 32. Firenze, cattedrale 33. Ospedale degli Innocenti 34. Chiesa di San Lorenzo e Sagrestia Vecchia 35. Cappella Pazzi 36. Chiesa di Santo Spirito (e sacrestia) 37. Cupola, Tribune Morte e Lanterna di Santa Maria del Fiore 38. Il Tempio Malatestiano a Rimini 39. Palazzo Rucellai, Sacello e fronte di Santa Maria Novella 40. San Sebastiano e Sant’Andrea a Mantova 41. La città nel Quattrocento: Pienza 42. La città nel Quattrocento: Urbino 43. La città nel Quattrocento: Ferrara 44. La nascita del Palazzo nel Quattrocento: Palazzo Medici in via Larga 45. Santa Maria presso San Satiro 46. Santa Maria delle Grazie 47. Sant’Ambrogio (chiostri e canonica) 48. Chiostro di Santa Maria della Pace 49. San Pietro in Montorio 50. Cortile del Belvedere e Scala a Lumaca 51. Sacrestia Nuova 52. Libreria Medicea Laurenziana 53. Piazza del Campidoglio 54. Andrea Palladio, Chiesa di San Pietro di Castello (Venezia, Isola di San Pietro), 1558 55. Andrea Palladio, Chiesa di San Francesco della Vigna, 1564/65 56. Andrea Palladio, Chiesa di San Giorgio Maggiore, 1565 57. Andrea Palladio, Chiesa del Redentore, 1577 58. Andrea Palladio, La Basilica Palladiana a Vicenza, iniziata nel 1549 59. Andrea Palladio, Villa Almerico Capra detta “La Rotonda” 60. I ponti di Andrea Palladio 61. Uffizi, Palazzo Vecchio e Corridoio Vasariano 62. Basilica di San Pietro (dall’epoca Costantiniana a Carlo Maderno) 63. Baldacchino di San Pietro 64. Piazza di San Pietro 65. Fontana dei Quattro Fiumi a piazza Navona 66. Cappella Cornaro a Santa Maria della Vittoria 67. La vicenda dei campanili di San Pietro 68. Scala Regia in Vaticano 69. Galleria di palazzo Capodiferro-Spada 70. Chiesa e convento di San Carlo alle Quattro Fontane 71. Chiesa di Sant’Agnese in Agone 72. Sant’Ivo alla Sapienza 73. L’architettura Neoclassica 74. Joseph Paxton, Crystal Palace 75. Gustave Eiffel, Tour Eiffel 76. Henry Labrouste, Bibliothèque de Sainte-Geneviève 77. Thomas Deane, Benjamin Woodward, Oxford Museum 78. William Le Baron Jenney, First Leiter Building, Chicago 79. William Le Baron Jenney, Fair Store, Chicago 80. Henry Hobson Richardson, Marshall Field Store, Chicago 81. Louis Sullivan, Dankmar Adler, Auditorium, Chicago 82. John Wellborn Root, Daniel Burnham, Monadnock Building, Chicago 83. Daniel Burnham, Charles Bowler Atwood, John Wellborn Root, Reliance Building, Chicago 84. Louis Sullivan, Dankmar Adler, Wainwright Building, St. Louis 85. Louis Sullivan, Dankmar Adler, Guaranty Building, Buffalo 86. Joseph Maria Olbrich, Palazzo della Secessione 87. Josef Hoffmann, palazzo per Adolphe Stoclet 88. Adolf Loos, Villa Müller, Praga 89. Victor Horta, hôtels particuliers, Tassel-Bruxelles 90. Victor Horta, Maison du Peuple, Bruxelles 91. Hector Guimard, Maison Coilliot 92. Hector Guimard, Stazioni del Métro di Parigi 93. Antoni Gaudí, casa Batllò, Barcellona 94. Antoni Gaudí, per Eusebi Güell (Padiglioni Güell, Palazzo Güell, Parco Güell, Cantine Güell, Cripta della Colonia Güell e Colonia Güell) 95. Antoni Gaudí, parco Güell, Barcellona 96. Antoni Gaudí, casa Milà (la Pedrera), Barcellona 97. Antoni Gaudí, Sagrada Familia, Barcellona 98. Auguste Perret, L’immeble de rapport, 25bis Rue Franklin 99. Charles-Édouard Jeanneret-Gris Le Corbusier, Maison Citrohan 100. Charles-Édouard Jeanneret-Gris Le Corbusier, Villa Savoye.

Modalità d'esame

Esame orale su tutto il programma, dall’architettura Romanica ai Modernismi (Art Nouveau, Modernismo Catalano e Secessione Viennese). Ogni studente (se vuole) può fornire il materiale iconografico necessario su pc, tablet o carta. Per il superamento dell'esame lo studente dovrà dimostrare di avere raggiunto gli obiettivi generali del corso. In particolare, dovrà possedere una conoscenza non superficiale (e quindi comprendente la cronologia, la committenza, il processo progettuale i caratteri distributivi e strutturali, i materiali, gli aspetti spaziali e formali) delle opere indicate nel "Programma esteso".

Testi di riferimento

Manuali: - Autori Vari, Lineamenti di storia dell'architettura, Armando Edizioni, 2019 (oppure Roma, Sovera Edizioni, 2018 o precedenti). - W. Curtis, L'architettura moderna dal 1900, Phaidon, 2006. Durante il corso la Professoressa renderà disponibile agli studenti articoli e saggi di approfondimento. Questo materiale sarà disponibile su Unistudium con chiave di accesso.

Codice insegnamento P746878459

Statica E Fondamenti Di Water Design 2° anno · 1° semestre · 10 CFU · CEAR-01/A · 0 file

Il corso di FONDAMENTI DI WATER DESIGN rappresenta il primo insegnamento nel filone che si interessa alle risorse idriche. Esso vuole fornire allo studente le conoscenze fondamentali per una analisi quantitativa di tutti…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso di FONDAMENTI DI WATER DESIGN rappresenta il primo insegnamento nel filone che si interessa alle risorse idriche. Esso vuole fornire allo studente le conoscenze fondamentali per una analisi quantitativa di tutti i problemi che interessano il ciclo delle acque. Il primo obiettivo del corso è quello di tradurre i principi fondamentali della meccanica (principio di conservazione della massa e seconda equazione della dinamica) in equazioni nelle quali compaiano esplicitamente le grandezze che caratterizzano i processi di moto tipici dell'Idraulica. In tale contesto vengono seguiti sia l'approccio locale - che porta ad equazioni valide in un volume infinitesimo - sia quello globale - che porta ad equazioni valide per volumi finiti. Particolare attenzione viene quindi dedicata al caso delle correnti che rappresenta il carattere peculiare dell'Idraulica rispetto alla Meccanica dei Fluidi: è infatti il concetto di corrente che consente di semplificare i problemi rendendo possibile l'analisi di problemi relativi ad impianti e sistemi idrici facendo uso di limitate risorse di calcolo. Le principali conoscenze acquisite saranno: - "traduzione" in forma di equazione dei principi fondamentali della meccanica, sia in termini locali sia globali; - schematizzazione dei processi di moto in correnti, eventualmente gradualmente variate; - caratteri fondamentali delle correnti in pressione e a pelo libero; - definizione della dipendenza o meno dal tempo delle grandezze che caratterizzano i processi di moto; - definizione dei problemi di verifica e progetto in termini di grandezze rispettivamente note e incognite; - definizione dei caratteri principali dei moti turbolenti; - inquadramento dell'apporto sperimentale allo sviluppo della disciplina; - consapevolezza nell'impiego di relazioni di origine sperimentale.

L’obbiettivo principale è di fornire allo studenti le basi per affrontare lo studio di sistemi strutturali, costituiti da aste ad asse rettilineo, in condizioni di equilibrio statico. In particolare lo studente dovrà acquisire conoscenze teorico-pratiche per la risoluzione di strutture isostatiche. Le principali abilità riguarderanno l’analisi del comportamento cinematico e statico dei sistemi di aste, la determinazione delle caratteristiche di sollecitazione (forza assiale, taglio e momento). Queste conoscenze sono indispensabili per poter seguire con profitto l'insegnamento di Scienza delle Costruzioni.

Programma

Equazioni fondamentali in forma locale Caratteri degli sforzi e metodi di analisi del campo di moto. Equazione locale di continuità. Equazione indefinita dell'equilibrio dinamico. Equazione di stato. Casi particolari Idrostatica. Fluidi perfetti (Equazione di Eulero e Teorema di Bernoulli). Correnti gradualmente variate. Equazione fondamentale della foronomia. Estensione del teorema di Bernoulli ad una corrente di sezione finita. Cenni sul significato energetico del carico idraulico totale. Equazione di continuità per una corrente. Moto dei fluidi reali. Misura delle grandezze idrauliche. Estensione del teorema di Bernoulli alle correnti di liquidi reali. Esperienza di Reynolds: moto laminare e moto turbolento. Formule di resistenza e loro rappresentazione. Brevi condotte: problemi di verifica Lunghe condotte: problemi di verifica e progetto Correnti a pelo libero in moto permanente

Corpo rigido (trave ad asse rettilineo), spostamenti rigidi. Cinematica. Reazioni vincolari e interazioni. Equazioni di equilibrio. Diagrammi delle azioni interne (N,T,M). Travature reticolari. Principio dei lavori virtuali per corpi rigidi.

Al fine di comprendere e saper applicare i più importanti concetti illustrati e discussi nell'ambito dell'insegnamento di FONDAMENTI DI WATER DESIGN è necessario che lo studente abbia superato i corsi di Fisica Generale e Analisi Matematica II. In particolare è necessario che lo studente abbia dimestichezza con: i concetti di funzione continua, limite, derivata e integrale (semplice, di superficie e di volume) - non solo dal punto di vista dell'analisi matematica ma soprattutto da quello della Meccanica - le funzioni esponenziale e trigonometriche, le equazioni fondamentali della Meccanica (principio di conservazione della massa, equazione di Newton e teorema della quantità di moto). Con riferimento alle applicazioni numeriche, che costituiscono parte importante del corso, è necessario che lo studente sia in grado di risolvere numericamente equazioni implicite mediante le più elementari tecniche dell'analisi numerica (ad esempio: metodo della bisezione).

Sono necessarie le conoscenze acquisite ai corsi di Analisi I, Fisica e Geometria.

Il corso prevede lezioni di teoria ed esercitazioni. Le lezioni di teoria riguardano tutti gli argomenti del programma. L'approccio seguito prevede la derivazione delle equazioni nel caso più generale e la loro successiva specializzazione con riferimento a casi particolari. Ad esempio, ricavata l'equazione locale dell'equilibrio dinamico, il caso dei liquidi in quiete (Idrostatica) e quello dei fluidi perfetti vengono affrontati come casi particolari dell'equilibrio dinamico. Nel corso delle lezioni di teoria, a completamento delle trattazioni analitiche, vengono proposti e risolti qualitativamente dei problemi, spesso di diretto interesse ingegneristico. Nelle lezioni dedicate alle esercitazioni, la soluzione dei problemi viene spinta fino al raggiungimento del risultato numerico, anche al fine di fornire agli allievi i necessari ordini di grandezza. Utile completamento alla preparazione è rappresentato dalle visite ed esercitazioni svolte presso il laboratorio di Ingegneria delle Acque del Dipartimento di Ingegneria delle Acque, struttura dotata di alcune delle più importanti installazioni sperimentali nel campo delle correnti in pressione. Informazioni sul laboratorio di Ingegneria delle Acque si possono trovare al seguente indirizzo: http://www.ing1.unipg.it/laboratori/sede-principale/laboratorio-di-ingegneria-delle-acque Si tiene inoltre un ciclo di lezioni sull'impiego del codice EPANET e sul dispositivo AQUALIBRIUM, strumenti molto utili per comprendere il funzionamento di sistemi complessi di condotte in pressione. Informazioni su EPANET e AQUALIBRIUM si possono trovare, ad esempio, rispettivamente ai seguenti indirizzi: https://www.epa.gov/water-research/epanet http://www.aqualibriumcompetition.net/joomla/ Infine, si introduce il codice HECR-RAS per tracciare profili di corrente a pelo libero in moto permanente. Informazioni su HECR-RAS si possono trovare al seguente indirizzo: https://www.hec.usace.army.mil/software/hec-ras/

Lezioni, teoriche e pratiche, saranno esclusivamente frontali. Sono previste esercitazioni in classe affinché lo studente possa verificare il livello di apprendimento raggiunto.

Equazioni fondamentali in forma locale Definizione di fluido e liquido: principali differenze fra essi e rispetto ai solidi. I fluidi come sistemi continui. Principali unità di misura. Tensioni in un mezzo fluido. Legge di Newton e definizione di fluido newtoniano. Equazione di stato. Approccio lagrangiano e approccio euleriano. Regola di derivazione euleriana. Grandezze caratteristiche del campo di moto. Equazione locale di continuità. Equazione indefinita dell'equilibrio dinamico. Idrostatica Equazione indefinita dell'equilibrio statico. Legge di Stevin. Distribuzione idrostatica delle pressioni. Spinta su pareti piane. Formula di Mariotte. Applicazioni. Fluidi perfetti Equazione di Eulero. Teorema di Bernoulli. Correnti gradualmente variate. Estensione del teorema di Bernoulli ad una corrente di sezione finita. Cenni sul significato energetico del carico idraulico totale. Applicazioni. Equazione di continuità per una corrente. Moto dei fluidi reali Estensione del teorema di Bernoulli alle correnti di liquidi reali. Esperienza di Reynolds: moto laminare e moto turbolento. Ricerche sperimentali per la definizione delle leggi di resistenza (abaco di Moody, formule monomie). Cenni di metrologia: definizione di misura, fondo scala, frequenza di acquisizione, accuratezza, precisione, SNR. Misuratori di pressione, portata, livello. Brevi condotte: problemi di verifica Brusca espansione in una corrente in pressione. Valutazione delle perdite di carico concentrate. Perdita di carico concentrata provocata da una valvola. Linea piezometrica e linea dei carichi per una condotta breve. Definizione di brevi e lunghe condotte. Applicazioni. Lunghe condotte: problemi di verifica e progetto Verifica e progetto di sistemi di condotte (ad esempio: condotta semplice, funzionamento di un sistema a tubi nuovi e a tubi usati, verifica di una condotta con erogazione concentrata, principio di economia al nodo, condotta con punto alto,...). Impianti di sollevamento: verifica con individuazione delle condizioni limiti di funzionamento e progetto in condizioni di moto uniforme (criterio economico). Applicazioni. Utilizzo di software per la verifica dei sistemi di condotte (EPANET). Competizione AQUALIBRIUM. Correnti a pelo libero Caratteri delle correnti a pelo libero. Equazione del moto delle correnti a pelo libero gradualmente variate. Equazione del moto uniforme per le correnti a pelo libero. Scala delle portate (sezioni aperte, chiuse e banchinate). Legame fra carico idraulico specifico, tirante idrico e portata. Condizione di stato critico. Alvei a debole e forte pendenza. Profili di corrente in alvei a debole e forte pendenza. Risalto idraulico. Spinta totale di una corrente. Localizzazione del risalto. Esempi di profili di corrente (effetto di una variazione di scabrezza, della pendenza di fondo, ...). Applicazioni. Utilizzo di software per il tracciamento quantitativo di profilo di corrente in moto permanente (HEC-RAS)

Corpo rigido, spostamenti rigidi finiti e infinitesimi. Cinematismi e analisi cinematica delle strutture isostatiche con aste rigide ad asse rettilineo: vincoli esterni ed interni, condizioni di vincolo, cinematismi, teorema di Chasles, teoremi delle catene cinematiche. Reazioni vincolari e interazioni. Equazioni cardinali della statica, equazioni ausiliarie di equilibrio. Diagrammi delle azioni interne (N,T,M). Travature reticolari piane: metodo di Ritter e metodo dell’equilibrio ai nodi. Principio dei lavori virtuali (PLV) per corpi rigidi. Determinazione degli spostamenti e delle sollecitazioni interne con il PLV.

Modalità d'esame

A completa discrezione dello studente, l'esame può svolgersi secondo due differenti modalità: in due soluzioni o in un'unica soluzione. Modalità "due soluzioni" - In questo caso l'esame prevede due prove scritte - da sostenersi nella pausa didattica del primo semestre e alla fine del corso. Le prove scritte consistono nel rispondere in maniera dettagliata (ossia citando chiaramente tutte le ipotesi di partenza, gli sviluppi analitici e le implicazioni di tipo applicativo) ad alcune domande (tipicamente tre) sugli argomenti trattati durante la prima e la seconda parte del corso; la prima parte del corso comprende gli argomenti dalle equazioni fondamentali in forma locale alle brevi condotte; la seconda parte comprende gli argomenti dalle lunghe condotte ai moti di filtrazione. La prima prova prevede un esercizio di idrostatica o di verifica brevi condotte. Per lo svolgimento della prova scritta gli studenti hanno a disposizione 1.5 ore. Il voto complessivo riflette un giudizio di sintesi delle due prove. Modalità "unica soluzione" - In questo caso l'esame consiste unicamente in una prova orale - della durata di circa un'ora - durante la quale allo studente vengono proposte domande relative all'intero programma. Nella discussione verrà valutata la capacità dello studente di illustrare le ipotesi di partenza, gli sviluppi analitici e le implicazioni di tipo applicativo con riferimento a mediamente tre argomenti di carattere teorico. La domanda conclusiva consiste in un'applicazione su uno degli argomenti di carattere applicativo affrontati durante il corso (distribuzione idrostatica delle pressioni; spinta idrostatica su pareti piane e curve; verifica di brevi e lunghe condotte; profili di corrente). La valutazione della prova orale si basa anche sulla capacità di espressione e di discutere in autonomia esibite dallo studente. Per entrambe le modalità di esame, premialità derivano dagli esiti della AQUALIBRIUM competition svolta al termine del corso fra gli studenti divisi in gruppi. Per informazioni sui servizi di supporto agli studenti con disabilità e/o DSA visita la pagina http://www.unipg.it/disabilita-e-dsa

La verifica dell'apprendimento consiste in una prova scritta e una prova orale. Nella prova scritta è richiesta la risoluzione di una struttura isostatica da svolgere nel tempo di 2 ore. E' necessario raggiungere il voto di 18/30 per l'ammissione alla prova orale. La prova orale verte su tutti gli argomenti trattati nei corso. Verranno valutati la completezza della risposta, il rigore argomentativo e la proprietà di linguaggio. Nel voto finale la prova scritta e la prova orale avranno lo stesso peso. Language of instruction Italian Contents Educational objectives Prerequisites Teaching methods Extended program Verranno valutati la completezza della risposta, il rigore argomentat

Testi di riferimento

Utile supporto è rappresentato dal classico volume: D. Citrini, G. Noseda: IDRAULICA, casa editrice Ambrosiana, Milano. Ad integrazione, gli studenti possono fare riferimento ai seguenti testi di esercizi: Brunone, B., Ferrante, M., Berni, A. Esercizi di Idraulica – parte I. Morlacchi Editore, Perugia. Brunone, B., Ferrante, M., Meniconi, S., e Almandori, C.. Esercizi di Idraulica – parte II. Morlacchi Editore, Perugia. curati dai docenti del corsi e nei quali tutti gli esercizi sono risolti completamente e per ciascun argomento è proposta una sintesi dei principali concetti. Durante il corso agli studenti viene fornito, su supporto elettronico, il fascicolo: C. Montuori: Le equazioni globali della meccanica dei fluidi e l'interpretazione energetica del carico idraulico. Al fine di migliorare la comunicazione fra studenti e docenti - non solo per lo scambio di materiale didattico ma anche per l'organizzazione delle sedute di esame e di lezioni suppletive – è stato istituito un gruppo Telegram.

Testo principale di riferimento: “Statica –Fondamenti di meccanica strutturale” E. Guarenti, F. Buccino, E. Garavaglia, G. Novati, - Mac Graw Hill. Altri testi consigliati per le esercitazioni: “Lezioni di Scienza delle Costruzioni”, G. Menditto, - Pitagora “Esercitazioni di Scienza delle Costruzioni”, E. Viola – Pitagora – vol.1 Tutti i testi indicati sono disponibili presso la biblioteca del Polo di Ingegneria. Su Unistudium sono rese disponibili: - le slide che il docente avrà utilizzato durante le lezioni; - Testi di esercizi che gli studenti sono invitati a risolvere per la preparazione dell'esame. - Testi di esercizi d'esame degli anni precedenti.

Codice insegnamento 410461

TECNICHE DELLA RAPPRESENTAZIONE 2° anno · 1° semestre · 5 CFU · CEAR-10/A · 0 file

Il corso si propone di fornire allo studente una formazione tecnica e culturale sui temi della rappresentazione dell’architettura attraverso le tecniche digitali. In linea con questa finalità generale, obiettivo primario…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso si propone di fornire allo studente una formazione tecnica e culturale sui temi della rappresentazione dell’architettura attraverso le tecniche digitali. In linea con questa finalità generale, obiettivo primario del corso è la sperimentazione delle possibilità operative dello strumento informatico nell’espressione del pensiero architettonico e nella gestione delle varie fasi del percorso progettuale

Programma

Il corso è strutturato in quattro parti: la prima parte affronta i temi fondamentali della geometria descrittiva per la ricostruzione di ambienti, la seconda affronta il tema della fotomodellazione e delle tecniche rappresentative per lo studio e l’interpretazione del costruito, la terza la modellazione digitale di architetture contemporanee nelle sue diverse accezioni, mentre la quarta introduce alla modellazione BIM. Le finalità del corso consistono nel rileggere i principi mongiani applicandoli alla rappresentazione eidomatica, concentrandosi sulla modellazione delle superfici complesse, in particolare attraverso tecniche NURBS e software di modellazione parametrica. Gli studi sono inseriti nell’analisi del contesto urbano e della sua immagine, con l’obiettivo di fornire al discente una formazione tecnica e culturale. Il corso si struttura pertanto con lezioni di natura teorica ed esercitazioni pratiche volte all’apprendimento delle nuove logiche dettate dagli strumenti informatici che rinnovano la modellazione digitale.

Il corso prevede l’insegnamento di software specifici per la modellazione digitale ed in particolare sarà utilizzato Autocad - 3DStudio - Rhinoceros - Grasshopper (con diversi add-on) - Remake – Arc3D – Meshlab - Photoscan - Geomagic - Photoshop – Illustrator – Indesign. Per tanto si invitano gli studenti a dotarsi di tali software (licenze studenti e versioni prova).

Il corso si struttura pertanto con lezioni di natura teorica ed esercitazioni pratiche volte all’apprendimento delle nuove logiche dettate dagli strumenti informatici che rinnovano la modellazione digitale.

Il corso è strutturato in quattro parti: la prima parte affronta i temi fondamentali della geometria descrittiva per la ricostruzione di ambienti, la seconda affronta il tema della fotomodellazione e delle tecniche rappresentative per lo studio e l’interpretazione del costruito, la terza la modellazione digitale di architetture contemporanee nelle sue diverse accezioni, mentre la quarta introduce alla modellazione BIM. Le finalità del corso consistono nel rileggere i principi mongiani applicandoli alla rappresentazione eidomatica, concentrandosi sulla modellazione delle superfici complesse, in particolare attraverso tecniche NURBS e software di modellazione parametrica. Gli studi sono inseriti nell’analisi del contesto urbano e della sua immagine, con l’obiettivo di fornire al discente una formazione tecnica e culturale. Il corso si struttura pertanto con lezioni di natura teorica ed esercitazioni pratiche volte all’apprendimento delle nuove logiche dettate dagli strumenti informatici che rinnovano la modellazione digitale. Il corso si propone di fornire allo studente una formazione tecnica e culturale sui temi della rappresentazione dell’architettura attraverso le tecniche digitali. In linea con questa finalità generale, obiettivo primario del corso è la sperimentazione delle possibilità operative dello strumento informatico nell’espressione del pensiero architettonico e nella gestione delle varie fasi del percorso progettuale Il corso prevede l’insegnamento di software specifici per la modellazione digitale ed in particolare sarà utilizzato Autocad - 3DStudio - Rhinoceros - Grasshopper (con diversi add-on) - Remake – Arc3D – Meshlab - Photoscan - Geomagic - Photoshop – Illustrator – Indesign. Per tanto si invitano gli studenti a dotarsi di tali software (licenze studenti e versioni prova). Il corso si struttura pertanto con lezioni di natura teorica ed esercitazioni pratiche volte all’apprendimento delle nuove logiche dettate dagli strumenti informatici che rinnovano la modellazione digitale. Per sostenere l’esame gli studenti dovranno sviluppare i temi concordati con la docenza. Il lavoro sarà presentato all’esame sia in formato cartaceo (Book in formato A3) che digitale (CD-Rom).

Modalità d'esame

Per sostenere l’esame gli studenti dovranno sviluppare i temi concordati con la docenza. Il lavoro sarà presentato all’esame sia in formato cartaceo (Book in formato A3) che digitale (CD-Rom).

Testi di riferimento

F. Bianconi, T. Empler, R. Bagagli, La rappresentazione del paesaggio, DEI, Roma 2006; F. Bianconi, Segni Digitali, Morlacchi Editore, Perugia 2005; F. Bianconi, Nuovi paesaggi, Morlacchi Editore, Perugia 2008; F. Bianconi, M. Filippucci, P. Verducci, Architetture dal Giappone: disegno, progetto e tecnica, Gangemi, Roma 2006; R. Migliari, Geometria dei modelli, Kappa Edizioni, Roma 2003; M. Docci, R. Migliari, Scienza della Rappresentazione, NIS, Roma 1996; K. Lynch, L’immagine della città, ried. Marsilio, Venezia 2006; R. de Rubertis, La città mutante, Franco Angeli, Roma 2009; A. Rolando, Forma, Geometria, Struttura, Città Studi Edizioni, Milano 2008; B. Kolarevic, Architecture in the Digital Age: Design and Manufacturing, Taylor & Francis, New York 2003.

Codice insegnamento P718755147

URBANISTICA 2° anno · Annuale · 12 CFU · CEAR-12/B · 0 file

Il Corso si propone di trattare e discutere le principali conoscenze di base in campo urbanistico, tenendo conto della particolare collocazione al secondo anno del Corso di laurea in Ingegneria Edile – Architettura,…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il Corso si propone di trattare e discutere le principali conoscenze di base in campo urbanistico, tenendo conto della particolare collocazione al secondo anno del Corso di laurea in Ingegneria Edile – Architettura, quindi in una fase iniziale della formazione. Di conseguenza gli obiettivi del Corso sono di diverso genere: conoscitivi, metodologici, operativi. In particolare ci si prefigge di: - costruire un quadro di conoscenze generali su temi e concetti dell’urbanistica utile per la comprensione degli assetti attuali e dei fenomeni di trasformazione della città e del territorio contemporanei, in particolare in Italia, secondo una visione organica ma in grado di restituire la varietà degli aspetti essenziali del dibattito in corso; - illustrare le basi conoscitive e di metodo per la lettura della città e del territorio, l’interpretazione delle diverse domande di trasformazione e la definizione degli obiettivi nel processo collettivo di costruzione delle scelte urbanistiche a diverse scale espresso all’interno dei piani urbanistici; - sviluppare i riferimenti cardine per la comprensione della dimensione culturale, tecnica e normativa dei diversi strumenti urbanistici per il governo delle trasformazioni delle città e del territorio, contribuendo alla formazione delle esperienze di base per la lettura critica degli insediamenti urbani e la progettazione urbanistica. Oltre allo sviluppo di conoscenze e di capacità tecniche e operative si ritiene essenziale agevolare la formazione di un atteggiamento critico, indispensabile per l’intervento consapevole nei contesti insediati a diverse scale

Il Corso si propone di trattare e discutere le principali conoscenze di base in campo urbanistico, tenendo conto della particolare collocazione al secondo anno del Corso di laurea in Ingegneria Edile – Architettura, quindi in una fase iniziale della formazione. Di conseguenza gli obiettivi del Corso sono di diverso genere: conoscitivi, metodologici, operativi. In particolare ci si prefigge di: - costruire un quadro di conoscenze generali su temi e concetti dell’urbanistica utile per la comprensione degli assetti attuali e dei fenomeni di trasformazione della città e del territorio contemporanei, in particolare in Italia, secondo una visione organica ma in grado di restituire la varietà degli aspetti essenziali del dibattito in corso; - illustrare le basi conoscitive e di metodo per la lettura della città e del territorio, l’interpretazione delle diverse domande di trasformazione e la definizione degli obiettivi nel processo collettivo di costruzione delle scelte urbanistiche a diverse scale espresso all’interno dei piani urbanistici; - sviluppare i riferimenti cardine per la comprensione della dimensione culturale, tecnica e normativa dei diversi strumenti urbanistici per il governo delle trasformazioni delle città e del territorio, contribuendo alla formazione delle esperienze di base per la lettura critica degli insediamenti urbani e la progettazione urbanistica. Oltre allo sviluppo di conoscenze e di capacità tecniche e operative si ritiene essenziale agevolare la formazione di un atteggiamento critico, indispensabile per l’intervento consapevole nei contesti insediati a diverse scale

Programma

La didattica del Corso di Urbanistica (formato da due moduli interconnessi, il modulo di Pianificazione territoriale e urbana e dal modulo di Laboratorio di rigenerazione urbana) è articolata secondo tre percorsi distinti ma in forte relazione tra loro: 1. Le conoscenze di base, in cui attraverso blocchi di lezioni tematiche si introducono i concetti principali e gli strumenti dell’urbanistica affrontandone in sintesi lo sviluppo storico, in particolare in Italia, legando insieme trasformazioni territoriali e urbane e modifiche nei piani urbanistici e nelle norme di riferimento. Si cercherà di evidenziare come i temi e le pratiche di pianificazione si delineino in rapporto alle trasformazioni fisiche e socio-economiche della città e del territorio e alle variazioni normative secondo processi non sempre univoci; 2. Il metodo e le tecniche, in cui si propongono le principali chiavi di lettura, il lessico specifico, le modalità operative di base ritenute indispensabili per la comprensione dei contesti urbani e territoriali attuali e la costruzione dei piani. Gli approfondimenti conoscitivi necessari e le forme di definizione tecnica dei diversi tipi di piani urbanistici, soprattutto alla scala comunale e locale, sono posti in rapporto alle necessità rilevate e agli obiettivi perseguiti; 3. La sperimentazione, condotta all’interno del Laboratorio, basata su esercitazioni pratiche necessarie per applicare in contesti reali le conoscenze di base, il metodo e le tecniche via via acquisiti. I tre percorsi sono interdipendenti e, dopo una prima fase di inquadramento saranno affrontati in modo integrato. Programma di massima delle lezioni Le conoscenze di base I processi di trasformazione fisica e funzionale della città e del territorio. Trasformazioni naturali e antropiche, pianificate e ‘spontanee’. Le diverse forme di controllo delle trasformazioni: analogie, differenze e rapporti. La città, i soggetti pubblici e privati, gli interessi. Piani e progetti urbanistici come processo di conoscenza e visione collettiva delle trasformazioni degli insediamenti. Introduzione alla pianificazione urbanistica e le diverse forme di governo del territorio. Città, territorio, ambiente, paesaggio: riferimenti di base. La città come fenomeno storico e campo d’azione dell’urbanistica. Riferimenti per l’avvio allo studio della storia della città. Le trasformazioni urbane ottocentesche e la discontinuità nella struttura urbana. Le interpretazioni della nascita dell’urbanistica come disciplina specifica: definizioni e sviluppo in Europa e in Italia. Il piano urbanistico ottocentesco e il primo Novecento. Il dibattito sulla città, il piano moderno e la zonizzazione. La legge urbanistica fondamentale, la ricostruzione e le trasformazioni territoriali nel secondo Dopoguerra. Sviluppo industriale, espansioni urbane, crisi. I piani comunali e l’evoluzione della normativa. Alcuni piani esemplificativi del Novecento. La città contemporanea e gli studi urbani. Le principali trasformazioni recenti delle città e del territorio italiano. Variazioni negli assetti, divari territoriali, modifiche del ruolo delle istituzioni pubbliche e il nuovo dibattito sul ruolo dell’urbanistica. Politiche, programmi, piani, progetti. Le variazioni nel quadro istituzionale e normativo e i diversi strumenti urbanistici. Piani generali, settoriali, attuativi, progetti urbanistici: temi, procedure, competenze statali, regionali e locali. Vincoli e principali normative di tutela dei beni storico-archeologici, paesaggistici e ambientali. Il piano comunale: innovazioni e dibattito recente. Struttura e processo di formazione dei piani. Dimensione strategica, programmatica, regolativa dei piani. Alcuni temi significativi: l’ambiente, il paesaggio, il patrimonio storico-archeologico, la prevenzione dei rischi, il diritto alla casa, la distribuzione dei servizi, la mobilità e i loro trattamento nei piani comunali e nei progetti urbanistici locali. Il metodo e le tecniche Le conoscenze per il piano e il progetto urbanistico e il rapporto tra conoscenze e azioni: obiettivi e livelli di lettura. Le analisi urbanistico-territoriali: finalità, tipologie, modalità di approccio (per analisi sistematiche, per temi prioritari, per obiettivi). Ipotesi iniziali e approfondimenti successivi. Le relazioni tra sistemi naturali e antropici; sistemi, ambiti, luoghi. Territorio, ambiente, paesaggio: riferimenti di base per l’interpretazione operativa. Il rapporto tra scale. Le rappresentazioni cartografiche e le altre forme di analisi della città e del territorio. Esempi di letture della città e del territorio attraverso le rappresentazioni cartografiche. Le componenti sistemiche naturali: morfologia fisica, idrografia, vegetazione. Reti ecologiche. Le componenti sistemiche antropiche: costruito, percorsi, infrastrutture, funzioni. L’individuazione delle parti di città: tessuti, nuclei, aree di urbanizzazione diffusa, tipi edilizi; alcune chiavi di lettura. Le funzioni non residenziali. Spazi aperti, verdi, aree di margine. Luoghi di relazione, polarità urbane. Componenti del paesaggio e caratteristiche percettive. Il trattamento delle conoscenze specialistiche nei piani urbanistici; cenni alle analisi socio-economiche e demografiche e all’utilizzo dei dati statistici in urbanistica. Primi riferimenti ai sistemi informativi territoriali. Elementi per la lettura delle trasformazioni storiche urbane: fonti, ipotesi, modalità di rappresentazione. La storia urbanistica e le trasformazioni documentabili. Dal monumento alla città storica: il dibattito sul ruolo delle permanenze ambientali e storico-archeologiche nelle trasformazioni urbane e nella lettura della città attuale. Il patrimonio storico-archeologico riconosciuto. Emergenze architettoniche e urbane e tessuti storici. Valori e trasformabilità dei luoghi. Le categorie di trasformazione. La definizione dei livelli di trasformabilità come processo collettivo. I processi partecipativi nella sintesi delle conoscenze sulla città e nella costruzione dei progetti urbanistici. L’interpretazione della domanda di trasformazione e l’individuazione degli obiettivi. Le categorie generali di riferimento per l’indirizzo delle trasformazioni. Il piano comunale: dimensioni, contenuti, strumenti. Trasformazioni diffuse e trasformazioni concentrate. Attuazione diretta, indiretta, condizionata. Il ruolo di indirizzi, prescrizioni, regole, prefigurazioni di assetto. Le procedure istituzionali per la definizione del piano comunale: fasi, attori, significati. Gli elementi di struttura del piano: componenti ambientali, spazi aperti, infrastrutture. La costruzione tecnica delle norme. Indici, parametri, indicazioni progettuali. Riferimenti per il dimensionamento dei servizi e delle dotazioni collettive. Cenni alla perequazione. Cenni alle specificità della normativa urbanistica umbra. Il disegno urbanistico e le relazioni tra disegno e forma-piano. I diversi tipi di disegni: descrittivi, normativi, comunicativi. La rappresentazione attraverso gli schemi. Attività del Laboratorio e contenuti indicativi delle esercitazioni Il Laboratorio prevede lo svolgimento di una esercitazione di analisi, valutazione e proposta di uno schema di piano alla scala comunale, con inquadramenti territoriali e approfondimenti esemplificativi a scala più ravvicinata. Le attività, condotte in prevalenza in aula, saranno portate avanti da gruppi preferibilmente di tre-quattro studenti e richiederanno anche sopralluoghi ed elaborazioni condotti in autonomia. Le aree per l’esercitazione saranno suggerite dal Corso, che fornirà le indicazioni per reperire la cartografia e le informazioni di base. Si potranno valutare proposte per la scelta di diverse aree, se motivate, a condizione che si tratti di comuni medio-piccoli, e che le basi cartografiche e informative necessarie siano reperibili in tempi brevi. Saranno predisposte elaborazioni di diverso tipo, non necessariamente definite in via preventiva o alle stesse scale per ogni gruppo. Al contrario, gli approfondimenti potranno essere diversi in funzione dei contesti e delle ipotesi preliminari su necessità e obiettivi del lavoro, così come proposto dal gruppo, e confermate o variate in seguito. La sperimentazione, nei limiti del tempo disponibile, terrà conto delle diverse necessità di formazione delle conoscenze che è possibile incontrare nei processi reali di costruzione dei piani urbanistici: sopralluoghi, analisi di fonti esistenti, redazione di elaborati grafici e testi di diversa natura, discussione collettiva delle attività e delle proposte. Si prevede di strutturare l’esercitazione secondo diverse fasi, precisate durante il Corso. Per ogni fase sono indicati i contenuti principali e le scale di riferimento, da considerare come indicazione di massima e da valutare nei diversi casi specifici. Il lavoro sarà comunque impostato con frequenti rimandi tra diverse scale e fasi, evitando procedure unidirezionali negli approfondimenti o nel rapporto tra conoscenze acquisite e formazione delle proposte.

La didattica del Corso di Urbanistica (formato da due moduli interconnessi, il modulo di Pianificazione territoriale e urbana e dal modulo di Laboratorio di rigenerazione urbana) è articolata secondo tre percorsi distinti ma in forte relazione tra loro: 1. Le conoscenze di base, in cui attraverso blocchi di lezioni tematiche si introducono i concetti principali e gli strumenti dell’urbanistica affrontandone in sintesi lo sviluppo storico, in particolare in Italia, legando insieme trasformazioni territoriali e urbane e modifiche nei piani urbanistici e nelle norme di riferimento. Si cercherà di evidenziare come i temi e le pratiche di pianificazione si delineino in rapporto alle trasformazioni fisiche e socio-economiche della città e del territorio e alle variazioni normative secondo processi non sempre univoci; 2. Il metodo e le tecniche, in cui si propongono le principali chiavi di lettura, il lessico specifico, le modalità operative di base ritenute indispensabili per la comprensione dei contesti urbani e territoriali attuali e la costruzione dei piani. Gli approfondimenti conoscitivi necessari e le forme di definizione tecnica dei diversi tipi di piani urbanistici, soprattutto alla scala comunale e locale, sono posti in rapporto alle necessità rilevate e agli obiettivi perseguiti; 3. La sperimentazione, condotta all’interno del Laboratorio, basata su esercitazioni pratiche necessarie per applicare in contesti reali le conoscenze di base, il metodo e le tecniche via via acquisiti. I tre percorsi sono interdipendenti e, dopo una prima fase di inquadramento saranno affrontati in modo integrato. Programma di massima delle lezioni Le conoscenze di base I processi di trasformazione fisica e funzionale della città e del territorio. Trasformazioni naturali e antropiche, pianificate e ‘spontanee’. Le diverse forme di controllo delle trasformazioni: analogie, differenze e rapporti. La città, i soggetti pubblici e privati, gli interessi. Piani e progetti urbanistici come processo di conoscenza e visione collettiva delle trasformazioni degli insediamenti. Introduzione alla pianificazione urbanistica e le diverse forme di governo del territorio. Città, territorio, ambiente, paesaggio: riferimenti di base. La città come fenomeno storico e campo d’azione dell’urbanistica. Riferimenti per l’avvio allo studio della storia della città. Le trasformazioni urbane ottocentesche e la discontinuità nella struttura urbana. Le interpretazioni della nascita dell’urbanistica come disciplina specifica: definizioni e sviluppo in Europa e in Italia. Il piano urbanistico ottocentesco e il primo Novecento. Il dibattito sulla città, il piano moderno e la zonizzazione. La legge urbanistica fondamentale, la ricostruzione e le trasformazioni territoriali nel secondo Dopoguerra. Sviluppo industriale, espansioni urbane, crisi. I piani comunali e l’evoluzione della normativa. Alcuni piani esemplificativi del Novecento. La città contemporanea e gli studi urbani. Le principali trasformazioni recenti delle città e del territorio italiano. Variazioni negli assetti, divari territoriali, modifiche del ruolo delle istituzioni pubbliche e il nuovo dibattito sul ruolo dell’urbanistica. Politiche, programmi, piani, progetti. Le variazioni nel quadro istituzionale e normativo e i diversi strumenti urbanistici. Piani generali, settoriali, attuativi, progetti urbanistici: temi, procedure, competenze statali, regionali e locali. Vincoli e principali normative di tutela dei beni storico-archeologici, paesaggistici e ambientali. Il piano comunale: innovazioni e dibattito recente. Struttura e processo di formazione dei piani. Dimensione strategica, programmatica, regolativa dei piani. Alcuni temi significativi: l’ambiente, il paesaggio, il patrimonio storico-archeologico, la prevenzione dei rischi, il diritto alla casa, la distribuzione dei servizi, la mobilità e i loro trattamento nei piani comunali e nei progetti urbanistici locali. Il metodo e le tecniche Le conoscenze per il piano e il progetto urbanistico e il rapporto tra conoscenze e azioni: obiettivi e livelli di lettura. Le analisi urbanistico- territoriali: finalità, tipologie, modalità di approccio (per analisi sistematiche, per temi prioritari, per obiettivi). Ipotesi iniziali e approfondimenti successivi. Le relazioni tra sistemi naturali e antropici; sistemi, ambiti, luoghi. Territorio, ambiente, paesaggio: riferimenti di base per l’interpretazione operativa. Il rapporto tra scale. Le rappresentazioni cartografiche e le altre forme di analisi della città e del territorio. Esempi di letture della città e del territorio attraverso le rappresentazioni cartografiche. Le componenti sistemiche naturali: morfologia fisica, idrografia, vegetazione. Reti ecologiche. Le componenti sistemiche antropiche: costruito, percorsi, infrastrutture, funzioni. L’individuazione delle parti di città: tessuti, nuclei, aree di urbanizzazione diffusa, tipi edilizi; alcune chiavi di lettura. Le funzioni non residenziali. Spazi aperti, verdi, aree di margine. Luoghi di relazione, polarità urbane. Componenti del paesaggio e caratteristiche percettive. Il trattamento delle conoscenze specialistiche nei piani urbanistici; cenni alle analisi socio-economiche e demografiche e all’utilizzo dei dati statistici in urbanistica. Primi riferimenti ai sistemi informativi territoriali. Elementi per la lettura delle trasformazioni storiche urbane: fonti, ipotesi, modalità di rappresentazione. La storia urbanistica e le trasformazioni documentabili. Dal monumento alla città storica: il dibattito sul ruolo delle permanenze ambientali e storico-archeologiche nelle trasformazioni urbane e nella lettura della città attuale. Il patrimonio storico- archeologico riconosciuto. Emergenze architettoniche e urbane e tessuti storici. Valori e trasformabilità dei luoghi. Le categorie di trasformazione. La definizione dei livelli di trasformabilità come processo collettivo. I processi partecipativi nella sintesi delle conoscenze sulla città e nella costruzione dei progetti urbanistici. L’interpretazione della domanda di trasformazione e l’individuazione degli obiettivi. Le categorie generali di riferimento per l’indirizzo delle trasformazioni. Il piano comunale: dimensioni, contenuti, strumenti. Trasformazioni diffuse e trasformazioni concentrate. Attuazione diretta, indiretta, condizionata. Il ruolo di indirizzi, prescrizioni, regole, prefigurazioni di assetto. Le procedure istituzionali per la definizione del piano comunale: fasi, attori, significati. Gli elementi di struttura del piano: componenti ambientali, spazi aperti, infrastrutture. La costruzione tecnica delle norme. Indici, parametri, indicazioni progettuali. Riferimenti per il dimensionamento dei servizi e delle dotazioni collettive. Cenni alla perequazione. Cenni alle specificità della normativa urbanistica umbra. Il disegno urbanistico e le relazioni tra disegno e forma-piano. I diversi tipi di disegni: descrittivi, normativi, comunicativi. La rappresentazione attraverso gli schemi. Attività del Laboratorio e contenuti indicativi delle esercitazioni Il Laboratorio prevede lo svolgimento di una esercitazione di analisi, valutazione e proposta di uno schema di piano alla scala comunale, con inquadramenti territoriali e approfondimenti esemplificativi a scala più ravvicinata. Le attività, condotte in prevalenza in aula, saranno portate avanti da gruppi preferibilmente di tre-quattro studenti e richiederanno anche sopralluoghi ed elaborazioni condotti in autonomia. Le aree per l’esercitazione saranno suggerite dal Corso, che fornirà le indicazioni per reperire la cartografia e le informazioni di base. Si potranno valutare proposte per la scelta di diverse aree, se motivate, a condizione che si tratti di comuni medio-piccoli, e che le basi cartografiche e informative necessarie siano reperibili in tempi brevi. Saranno predisposte elaborazioni di diverso tipo, non necessariamente definite in via preventiva o alle stesse scale per ogni gruppo. Al contrario, gli approfondimenti potranno essere diversi in funzione dei contesti e delle ipotesi preliminari su necessità e obiettivi del lavoro, così come proposto dal gruppo, e confermate o variate in seguito. La sperimentazione, nei limiti del tempo disponibile, terrà conto delle diverse necessità di formazione delle conoscenze che è possibile incontrare nei processi reali di costruzione dei piani urbanistici: sopralluoghi, analisi di fonti esistenti, redazione di elaborati grafici e testi di diversa natura, discussione collettiva delle attività e delle proposte. Si prevede di strutturare l’esercitazione secondo diverse fasi, precisate durante il Corso. Per ogni fase sono indicati i contenuti principali e le scale di riferimento, da considerare come indicazione di massima e da valutare nei diversi casi specifici. Il lavoro sarà comunque impostato con frequenti rimandi tra diverse scale e fasi, evitando procedure unidirezionali negli approfondimenti o nel rapporto tra conoscenze acquisite e formazione delle proposte

Per la frequentazione del Corso non sono previsti particolari pre-requisiti diversi da quanto indicato dai regolamenti didattici per l'ammissione al secondo anno di corso

Per la frequentazione del Corso non sono previsti particolari pre-requisiti diversi da quanto indicato dai regolamenti didattici per l'ammissione al secondo anno di corso

La didattica è articolata in rapporto agli obiettivi generali secondo tre percorsi distinti ma in forte relazione tra loro: 1. Le conoscenze di base, in cui attraverso blocchi di lezioni tematiche si introducono i concetti principali e gli strumenti dell’urbanistica affrontandone in sintesi lo sviluppo storico, in particolare in Italia, legando insieme trasformazioni territoriali e urbane e modifiche nei piani urbanistici e nelle norme di riferimento. Si cercherà di evidenziare come i temi e le pratiche di pianificazione si delineino in rapporto alle trasformazioni fisiche e socio-economiche della città e del territorio e alle variazioni normative secondo processi non sempre univoci; 2. Il metodo e le tecniche, in cui si propongono le principali chiavi di lettura, il lessico specifico, le modalità operative di base ritenute indispensabili per la comprensione dei contesti urbani e territoriali attuali e la costruzione dei piani. Gli approfondimenti conoscitivi necessari e le forme di definizione tecnica dei diversi tipi di piani urbanistici, soprattutto alla scala comunale e locale, sono posti in rapporto alle necessità rilevate e agli obiettivi perseguiti; 3. La sperimentazione, condotta all’interno del Laboratorio, basata su esercitazioni pratiche necessarie per applicare in contesti reali le conoscenze di base, il metodo e le tecniche via via acquisiti. I tre percorsi sono interdipendenti e, dopo una prima fase di inquadramento saranno affrontati in modo integrato.

La didattica è articolata in rapporto agli obiettivi generali secondo tre percorsi distinti ma in forte relazione tra loro: 1. Le conoscenze di base, in cui attraverso blocchi di lezioni tematiche si introducono i concetti principali e gli strumenti dell’urbanistica affrontandone in sintesi lo sviluppo storico, in particolare in Italia, legando insieme trasformazioni territoriali e urbane e modifiche nei piani urbanistici e nelle norme di riferimento. Si cercherà di evidenziare come i temi e le pratiche di pianificazione si delineino in rapporto alle trasformazioni fisiche e socio-economiche della città e del territorio e alle variazioni normative secondo processi non sempre univoci; 2. Il metodo e le tecniche, in cui si propongono le principali chiavi di lettura, il lessico specifico, le modalità operative di base ritenute indispensabili per la comprensione dei contesti urbani e territoriali attuali e la costruzione dei piani. Gli approfondimenti conoscitivi necessari e le forme di definizione tecnica dei diversi tipi di piani urbanistici, soprattutto alla scala comunale e locale, sono posti in rapporto alle necessità rilevate e agli obiettivi perseguiti; 3. La sperimentazione, condotta all’interno del Laboratorio, basata su esercitazioni pratiche necessarie per applicare in contesti reali le conoscenze di base, il metodo e le tecniche via via acquisiti. I tre percorsi sono interdipendenti e, dopo una prima fase di inquadramento saranno affrontati in modo integrato.

Riferimenti generali La città e il territorio sono l’esito di un processo di stratificazione storica in cui le trasformazioni, di diversa origine e natura, si susseguono a varie scale a seconda dei momenti e dei contesti. I loro effetti ricadono sulla configurazione fisica, le funzioni e i modi d’uso, i valori sociali attribuiti ai luoghi. Sia che si tratti di interventi singoli e circoscritti o di modificazioni di aree più estese, nel tempo questo processo produce comunque effetti d’insieme di diverso tipo, che è necessario conoscere e valutare perché possano essere indirizzati almeno in parte. Ad ogni nuovo assetto fisico e funzionale possono corrispondere cambiamenti nei modi e nei diritti di uso dello spazio per ciascun gruppo coinvolto (residenti, operatori economici, cittadini); e ogni trasformazione può avere una rilevanza e un significato collettivo diverso per ciascuna delle molte comunità interessate. Di conseguenza per inserirsi in modo consapevole in questo processo è necessario confrontarsi con conoscenze di diverso tipo, comprendere il ruolo di ciascun intervento in un contesto più ampio, a varie scale, e misurarsi con interessi e visioni espressi dai molti gruppi sociali e dalle istituzioni che, su più livelli e spesso in modo contraddittorio, usano e organizzano lo stesso spazio. Il confronto tra una pluralità di soggetti e diverse ipotesi di scenario costituisce un momento fondativo e ineliminabile nel processo di definizione delle scelte sui possibili assetti futuri. Per questo non è sufficiente limitarsi a risposte parziali e ‘corrette’ sotto il profilo tecnico-scientifico o normativo – anche se queste sono naturalmente condizioni indispensabili. È necessaria anche una visione generale di riferimento, in cui diverse domande di trasformazione, spesso contraddittorie, possano trovare una sintesi coerente e costituire un orizzonte più ampio ed entro certi termini condiviso. In altre parole: per orientare le trasformazioni fisiche e funzionali della città e del territorio è inevitabile considerare, oltre agli aspetti tecnici, finalità che in senso generale possono essere definite politiche. L’urbanistica si struttura come disciplina per tentare di fornire risposte efficaci alle necessità di indirizzo e controllo delle trasformazioni della città e del territorio, e si definisce come disciplina autonoma in una fase di particolare intensificazione delle loro modificazioni dovute ai cambiamenti produttivi e socio-economici. Le modalità di azione e gli strumenti che la contraddistinguono, in primo luogo i piani, oltre che cambiare a seconda delle varie posizioni dei suoi rappresentanti e delle istituzioni, soprattutto sono variabili nel tempo al mutare delle condizioni degli insediamenti, del quadro socio-economico e istituzionale, del clima politico-culturale; ne seguono le modifiche e a loro volta le influenzano almeno in parte. Allo stesso modo variano gli esiti concreti delle scelte compiute. Tener conto di questi aspetti è indispensabile all’aumentare della complessità degli insediamenti e delle spinte alla trasformazione; in particolare nelle grandi città e in periodi di transizione nelle condizioni sociali e ambientali. Allo stesso tempo, il contesto socio-economico e culturale e le modificazioni dello spazio, anche se connessi, non si corrispondono in modo diretto e lineare. Gli insediamenti si trasformano con tempi diversi e inerzie specifiche, in funzione della loro struttura e della loro storia, secondo modalità che è necessario conoscere a fondo per poterne cogliere i possibili orientamenti. Le condizioni attuali, in Italia e altrove, che per diversi aspetti sono molto diverse rispetto ad altre fasi storiche, impongono una valutazione attenta delle basi di metodo e delle pratiche a disposizione in campo urbanistico: alcune sono da superare o reinventare, altre da mantenere negli aspetti essenziali, alla luce delle esperienze e di nuove sperimentazioni. Le conoscenze, le tecniche e le pratiche sono da circostanziare di volta in volta seppure a partire da principi comuni: equità sociale, equilibrio ambientale, funzionalità degli insediamenti. In questo quadro, l’urbanistica è chiamata a contribuire per definire contenuti e significati dei processi di trasformazione delle città e del territorio, orientandoli per favorire il miglioramento delle condizioni esistenti nell’ottica dell’interesse generale; e nella consapevolezza delle possibilità concrete e dei limiti, spesso consistenti, determinati dalle condizioni materiali e culturali in cui si opera. Obiettivi A partire da questi riferimenti, il Corso si propone di trattare e discutere le principali conoscenze di base in campo urbanistico, tenendo conto della particolare collocazione al secondo anno del Corso di laurea in Ingegneria Edile – Architettura, quindi in una fase iniziale della formazione. Di conseguenza gli obiettivi del Corso sono di diverso genere: conoscitivi, metodologici, operativi. In particolare ci si prefigge di: - costruire un quadro di conoscenze generali su temi e concetti dell’urbanistica utile per la comprensione degli assetti attuali e dei fenomeni di trasformazione della città e del territorio contemporanei, in particolare in Italia, secondo una visione organica ma in grado di restituire la varietà degli aspetti essenziali del dibattito in corso; - illustrare le basi conoscitive e di metodo per la lettura della città e del territorio, l’interpretazione delle diverse domande di trasformazione e la definizione degli obiettivi nel processo collettivo di costruzione delle scelte urbanistiche a diverse scale espresso all’interno dei piani urbanistici; - sviluppare i riferimenti cardine per la comprensione della dimensione culturale, tecnica e normativa dei diversi strumenti urbanistici per il governo delle trasformazioni delle città e del territorio, contribuendo alla formazione delle esperienze di base per la lettura critica degli insediamenti urbani e la progettazione urbanistica. Oltre allo sviluppo di conoscenze e di capacità tecniche e operative si ritiene essenziale agevolare la formazione di un atteggiamento critico, indispensabile per l’intervento consapevole nei contesti insediati a diverse scale. Organizzazione Il Corso, annuale, occupa sei mesi di lezione (da settembre a maggio con pausa didattica prevista dal Corso di laurea tra fine dicembre e fine febbraio) ed è suddiviso in due moduli strettamente connessi. Il primo modulo, Urbanistica (nella denominazione del Corso di laurea indicato come Pianificazione territoriale e urbana) è di carattere teorico e metodologico ed è strutturato in lezioni frontali, letture e discussioni collettive; il secondo, Laboratorio di Urbanistica (denominato Rigenerazione urbana) è dedicato alla sperimentazione e prevede lo svolgimento di esercitazioni di gruppo, anche in aula, e di revisioni del lavoro svolto in autonomia dagli studenti. Ai due moduli sono assegnati rispettivamente 81 e 45 ore di insegnamento. L’orario prevede un incontro a settimana, il venerdì dalle 10.30 alle 19.30 con un’ora di pausa (13.30-14.30). In seguito ad un primo inquadramento dei temi da trattare le lezioni del Corso e le esercitazioni di Laboratorio saranno portate avanti di norma nella stessa giornata o a giornate alterne. Diverse modalità di svolgimento potranno essere definite per esigenze specifiche emerse durante il Corso. Allo stesso modo il programma delle lezioni e l’organizzazione del Laboratorio potranno essere modificati in parte sulla base di richieste motivate. La discussione collettiva degli argomenti trattati sarà parte integrante sia delle lezioni sia del Laboratorio. Struttura della didattica La didattica è articolata in rapporto agli obiettivi generali secondo tre percorsi distinti ma in forte relazione tra loro: 1. Le conoscenze di base, in cui attraverso blocchi di lezioni tematiche si introducono i concetti principali e gli strumenti dell’urbanistica affrontandone in sintesi lo sviluppo storico, in particolare in Italia, legando insieme trasformazioni territoriali e urbane e modifiche nei piani urbanistici e nelle norme di riferimento. Si cercherà di evidenziare come i temi e le pratiche di pianificazione si delineino in rapporto alle trasformazioni fisiche e socio-economiche della città e del territorio e alle variazioni normative secondo processi non sempre univoci; 2. Il metodo e le tecniche, in cui si propongono le principali chiavi di lettura, il lessico specifico, le modalità operative di base ritenute indispensabili per la comprensione dei contesti urbani e territoriali attuali e la costruzione dei piani. Gli approfondimenti conoscitivi necessari e le forme di definizione tecnica dei diversi tipi di piani urbanistici, soprattutto alla scala comunale e locale, sono posti in rapporto alle necessità rilevate e agli obiettivi perseguiti; 3. La sperimentazione, condotta all’interno del Laboratorio, basata su esercitazioni pratiche necessarie per applicare in contesti reali le conoscenze di base, il metodo e le tecniche via via acquisiti. I tre percorsi sono interdipendenti e, dopo una prima fase di inquadramento saranno affrontati in modo integrato. Programma di massima delle lezioni Le conoscenze di base I processi di trasformazione fisica e funzionale della città e del territorio. Trasformazioni naturali e antropiche, pianificate e ‘spontanee’. Le diverse forme di controllo delle trasformazioni: analogie, differenze e rapporti. La città, i soggetti pubblici e privati, gli interessi. Piani e progetti urbanistici come processo di conoscenza e visione collettiva delle trasformazioni degli insediamenti. Introduzione alla pianificazione urbanistica e le diverse forme di governo del territorio. Città, territorio, ambiente, paesaggio: riferimenti di base. La città come fenomeno storico e campo d’azione dell’urbanistica. Riferimenti per l’avvio allo studio della storia della città. Le trasformazioni urbane ottocentesche e la discontinuità nella struttura urbana. Le interpretazioni della nascita dell’urbanistica come disciplina specifica: definizioni e sviluppo in Europa e in Italia. Il piano urbanistico ottocentesco e il primo Novecento. Il dibattito sulla città, il piano moderno e la zonizzazione. La legge urbanistica fondamentale, la ricostruzione e le trasformazioni territoriali nel secondo Dopoguerra. Sviluppo industriale, espansioni urbane, crisi. I piani comunali e l’evoluzione della normativa. Alcuni piani esemplificativi del Novecento. La città contemporanea e gli studi urbani. Le principali trasformazioni recenti delle città e del territorio italiano. Variazioni negli assetti, divari territoriali, modifiche del ruolo delle istituzioni pubbliche e il nuovo dibattito sul ruolo dell’urbanistica. Politiche, programmi, piani, progetti. Le variazioni nel quadro istituzionale e normativo e i diversi strumenti urbanistici. Piani generali, settoriali, attuativi, progetti urbanistici: temi, procedure, competenze statali, regionali e locali. Vincoli e principali normative di tutela dei beni storico-archeologici, paesaggistici e ambientali. Il piano comunale: innovazioni e dibattito recente. Struttura e processo di formazione dei piani. Dimensione strategica, programmatica, regolativa dei piani. Alcuni temi significativi: l’ambiente, il paesaggio, il patrimonio storico-archeologico, la prevenzione dei rischi, il diritto alla casa, la distribuzione dei servizi, la mobilità e i loro trattamento nei piani comunali e nei progetti urbanistici locali. Il metodo e le tecniche Le conoscenze per il piano e il progetto urbanistico e il rapporto tra conoscenze e azioni: obiettivi e livelli di lettura. Le analisi urbanistico-territoriali: finalità, tipologie, modalità di approccio (per analisi sistematiche, per temi prioritari, per obiettivi). Ipotesi iniziali e approfondimenti successivi. Le relazioni tra sistemi naturali e antropici; sistemi, ambiti, luoghi. Territorio, ambiente, paesaggio: riferimenti di base per l’interpretazione operativa. Il rapporto tra scale. Le rappresentazioni cartografiche e le altre forme di analisi della città e del territorio. Esempi di letture della città e del territorio attraverso le rappresentazioni cartografiche. Le componenti sistemiche naturali: morfologia fisica, idrografia, vegetazione. Reti ecologiche. Le componenti sistemiche antropiche: costruito, percorsi, infrastrutture, funzioni. L’individuazione delle parti di città: tessuti, nuclei, aree di urbanizzazione diffusa, tipi edilizi; alcune chiavi di lettura. Le funzioni non residenziali. Spazi aperti, verdi, aree di margine. Luoghi di relazione, polarità urbane. Componenti del paesaggio e caratteristiche percettive. Il trattamento delle conoscenze specialistiche nei piani urbanistici; cenni alle analisi socio-economiche e demografiche e all’utilizzo dei dati statistici in urbanistica. Primi riferimenti ai sistemi informativi territoriali. Elementi per la lettura delle trasformazioni storiche urbane: fonti, ipotesi, modalità di rappresentazione. La storia urbanistica e le trasformazioni documentabili. Dal monumento alla città storica: il dibattito sul ruolo delle permanenze ambientali e storico-archeologiche nelle trasformazioni urbane e nella lettura della città attuale. Il patrimonio storico-archeologico riconosciuto. Emergenze architettoniche e urbane e tessuti storici. Valori e trasformabilità dei luoghi. Le categorie di trasformazione. La definizione dei livelli di trasformabilità come processo collettivo. I processi partecipativi nella sintesi delle conoscenze sulla città e nella costruzione dei progetti urbanistici. L’interpretazione della domanda di trasformazione e l’individuazione degli obiettivi. Le categorie generali di riferimento per l’indirizzo delle trasformazioni. Il piano comunale: dimensioni, contenuti, strumenti. Trasformazioni diffuse e trasformazioni concentrate. Attuazione diretta, indiretta, condizionata. Il ruolo di indirizzi, prescrizioni, regole, prefigurazioni di assetto. Le procedure istituzionali per la definizione del piano comunale: fasi, attori, significati. Gli elementi di struttura del piano: componenti ambientali, spazi aperti, infrastrutture. La costruzione tecnica delle norme. Indici, parametri, indicazioni progettuali. Riferimenti per il dimensionamento dei servizi e delle dotazioni collettive. Cenni alla perequazione. Cenni alle specificità della normativa urbanistica umbra. Il disegno urbanistico e le relazioni tra disegno e forma-piano. I diversi tipi di disegni: descrittivi, normativi, comunicativi. La rappresentazione attraverso gli schemi. Attività del Laboratorio e contenuti indicativi delle esercitazioni Il Laboratorio prevede lo svolgimento di una esercitazione di analisi, valutazione e proposta di uno schema di piano alla scala comunale, con inquadramenti territoriali e approfondimenti esemplificativi a scala più ravvicinata. Le attività, condotte in prevalenza in aula, saranno portate avanti da gruppi preferibilmente di tre-quattro studenti e richiederanno anche sopralluoghi ed elaborazioni condotti in autonomia. Le aree per l’esercitazione saranno suggerite dal Corso, che fornirà le indicazioni per reperire la cartografia e le informazioni di base. Si potranno valutare proposte per la scelta di diverse aree, se motivate, a condizione che si tratti di comuni medio-piccoli, e che le basi cartografiche e informative necessarie siano reperibili in tempi brevi. Saranno predisposte elaborazioni di diverso tipo, non necessariamente definite in via preventiva o alle stesse scale per ogni gruppo. Al contrario, gli approfondimenti potranno essere diversi in funzione dei contesti e delle ipotesi preliminari su necessità e obiettivi del lavoro, così come proposto dal gruppo, e confermate o variate in seguito. La sperimentazione, nei limiti del tempo disponibile, terrà conto delle diverse necessità di formazione delle conoscenze che è possibile incontrare nei processi reali di costruzione dei piani urbanistici: sopralluoghi, analisi di fonti esistenti, redazione di elaborati grafici e testi di diversa natura, discussione collettiva delle attività e delle proposte. Si prevede di strutturare l’esercitazione secondo diverse fasi, indicate di seguito. Per ogni fase sono indicati di seguito i contenuti principali e le scale di riferimento, da considerare come indicazione di massima e da valutare nei diversi casi specifici. Il lavoro sarà comunque impostato con frequenti rimandi tra diverse scale e fasi, evitando procedure unidirezionali negli approfondimenti o nel rapporto tra conoscenze acquisite e formazione delle proposte. Fase 1. Inquadramento, obiettivi iniziali e programma di lavoro Avvicinamento al tema. Ricerca di informazioni e conoscenze specifiche sulle aree di studio e costruzione dei riferimenti di base (cartografie e dati) (scale di riferimento di massima: da 1:25000 a 1:5000 / 1:2000); Sopralluogo, sintesi delle prime conoscenze acquisite, prime ipotesi sui temi di approfondimento e progetto; Fase 2. Costruzione del quadro conoscitivo Letture territoriali e urbane a diverse scale, in funzione dei temi principali individuati nell’inquadramento: sistema fisico-morfologico e idrografico, vegetazione e usi del suolo, sistema insediativo-residenziale (nuclei e frazioni, tessuti e parti di città), sistema produttivo, sistema infrastrutturale, elementi e sistemi di valore storico-archeologico, paesistico, ambientale. Potrà essere affrontata anche la sintesi di alcune delle principali conoscenze specialistiche esistenti (ad esempio geologiche o storiche) (scale di riferimento di massima: da 1:20000 a 1:5000); Sintesi delle principali trasformazioni urbane e territoriali tramite analisi delle cartografie e delle altre fonti disponibili (bibliografie, piani urbanistici) (scale di riferimento: schemi fuori scala, planimetrie 1:25000 – 1:10000); Fase 3. Valutazione e obiettivi Individuazione sintetica delle principali dinamiche di trasformazione socio-economiche e urbanistiche recenti; interpretazione della domanda di trasformazione (valutazione delle opportunità e delle necessità in funzione delle analisi svolte; raccolta delle istanze organizzate espresse da cittadini, operatori economici, associazioni; sintesi delle previsioni di piano vigenti a diverse scale, vincoli esistenti, programmi delle amministrazioni, progetti definiti e interventi in corso); evidenziazione dei diversi attori e dei diversi interessi, delle sinergie e dei potenziali conflitti (scale di riferimento di massima: schemi fuori scala, planimetrie da 1:25000 a 1:10000); Individuazione dei temi principali da trattare (questioni-chiave), argomentazione delle ipotesi alternative (scenari) e definizione degli obiettivi di progetto (idee-guida) in risposta alle questioni chiave emerse e agli scenari prescelti; Fase 4. Schema di piano Formulazione di uno schema di piano esteso in funzione degli obiettivi; definizione degli indirizzi generali, delle principali categorie di trasformazione per sistemi, parti di città, luoghi specifici; individuazione degli ambiti di approfondimento progettuale (scale di riferimento: planimetrie 1:25000 – 1:10000, schemi fuori scala); Approfondimenti con progetti urbanistici esemplificativi per temi o luoghi specifici da definire in funzione degli obiettivi e dello schema di piano (scale di riferimento di massima: 1:5000 / 1:2000). Sia le fasi di inquadramento sia quelle di analisi e progetto saranno contraddistinte da una lettura interscalare, indispensabile per mettere in evidenza le relazioni morfologiche e funzionali tra sistemi generali e luoghi specifici. In linea di massima, quindi, il lavoro si tradurrà nella preparazione di planimetrie a diverse scale accompagnate da altri elaborati grafici di diverso tipo, fotografie e testi di accompagnamento. Le tecniche di rappresentazione e le modalità di costruzione degli elaborati saranno libere, scelte da ciascun gruppo in funzione dei contenuti e degli scopi degli elaborati. Tra le possibilità, oltre agli elaborati planimetrici, si possono indicare schemi e schizzi; sezioni territoriali e urbane; volumetrie sintetiche; fotografie, videoriprese, registrazioni, questionari. Tutti gli elaborati grafici, preliminari e definitivi, oltre che dalle legende saranno accompagnati da brevi testi. Gli appunti di sopralluogo, da restituire con grafici schematici, fotografie e testi in forma libera, faranno parte delle elaborazioni d’esame. È favorita la scrittura di una breve relazione finale (in linea di massima 4/5 pagine) strutturata in paragrafi distinti secondo l’articolazione delle fasi di lavoro. La relazione potrà anche essere inserita come testo a corredo degli elaborati grafici. Sono possibili diverse forme di rappresentazione finale degli elaborati, a scelta libera, con mezzi informatici o manuali. Ferme restando le attività condotte in autonomia dagli studenti (sopralluoghi, approfondimenti e redazione finale degli elaborati), tutte le elaborazioni saranno impostate negli orari di Laboratorio attraverso le indicazioni fornite dal docente. Il lavoro sarà discusso anche in revisioni collettive in cui sarà favorita la partecipazione di tutti gli studenti del Corso. Se necessario, oltre alle indicazioni in aula saranno forniti materiali didattici specifici.

Programma del Corso di Urbanistica Riferimenti generali La città e il territorio sono l’esito di un processo di stratificazione storica in cui le trasformazioni, di diversa origine e natura, si susseguono a varie scale a seconda dei momenti e dei contesti. I loro effetti ricadono sulla configurazione fisica, le funzioni e i modi d’uso, i valori sociali attribuiti ai luoghi. Sia che si tratti di interventi singoli e circoscritti o di modificazioni di aree più estese, nel tempo questo processo produce comunque effetti d’insieme di diverso tipo, che è necessario conoscere e valutare perché possano essere indirizzati almeno in parte. Ad ogni nuovo assetto fisico e funzionale possono corrispondere cambiamenti nei modi e nei diritti di uso dello spazio per ciascun gruppo coinvolto (residenti, operatori economici, cittadini); e ogni trasformazione può avere una rilevanza e un significato collettivo diverso per ciascuna delle molte comunità interessate. Di conseguenza per inserirsi in modo consapevole in questo processo è necessario confrontarsi con conoscenze di diverso tipo, comprendere il ruolo di ciascun intervento in un contesto più ampio, a varie scale, e misurarsi con interessi e visioni espressi dai molti gruppi sociali e dalle istituzioni che, su più livelli e spesso in modo contraddittorio, usano e organizzano lo stesso spazio. Il confronto tra una pluralità di soggetti e diverse ipotesi di scenario costituisce un momento fondativo e ineliminabile nel processo di definizione delle scelte sui possibili assetti futuri. Per questo non è sufficiente limitarsi a risposte parziali e ‘corrette’ sotto il profilo tecnico-scientifico o normativo – anche se queste sono naturalmente condizioni indispensabili. È necessaria anche una visione generale di riferimento, in cui diverse domande di trasformazione, spesso contraddittorie, possano trovare una sintesi coerente e costituire un orizzonte più ampio ed entro certi termini condiviso. In altre parole: per orientare le trasformazioni fisiche e funzionali della città e del territorio è inevitabile considerare, oltre agli aspetti tecnici, finalità che in senso generale possono essere definite politiche. L’urbanistica si struttura come disciplina per tentare di fornire risposte efficaci alle necessità di indirizzo e controllo delle trasformazioni della città e del territorio, e si definisce come disciplina autonoma in una fase di particolare intensificazione delle loro modificazioni dovute ai cambiamenti produttivi e socio-economici. Le modalità di azione e gli strumenti che la contraddistinguono, in primo luogo i piani, oltre che cambiare a seconda delle varie posizioni dei suoi rappresentanti e delle istituzioni, soprattutto sono variabili nel tempo al mutare delle condizioni degli insediamenti, del quadro socio-economico e istituzionale, del clima politico-culturale; ne seguono le modifiche e a loro volta le influenzano almeno in parte. Allo stesso modo variano gli esiti concreti delle scelte compiute. Tener conto di questi aspetti è indispensabile all’aumentare della complessità degli insediamenti e delle spinte alla trasformazione; in particolare nelle grandi città e in periodi di transizione nelle condizioni sociali e ambientali. Allo stesso tempo, il contesto socio-economico e culturale e le modificazioni dello spazio, anche se connessi, non si corrispondono in modo diretto e lineare. Gli insediamenti si trasformano con tempi diversi e inerzie specifiche, in funzione della loro struttura e della loro storia, secondo modalità che è necessario conoscere a fondo per poterne cogliere i possibili orientamenti. Le condizioni attuali, in Italia e altrove, che per diversi aspetti sono molto diverse rispetto ad altre fasi storiche, impongono una valutazione attenta delle basi di metodo e delle pratiche a disposizione in campo urbanistico: alcune sono da superare o reinventare, altre da mantenere negli aspetti essenziali, alla luce delle esperienze e di nuove sperimentazioni. Le conoscenze, le tecniche e le pratiche sono da circostanziare di volta in volta seppure a partire da principi comuni: equità sociale, equilibrio ambientale, funzionalità degli insediamenti. In questo quadro, l’urbanistica è chiamata a contribuire per definire contenuti e significati dei processi di trasformazione delle città e del territorio, orientandoli per favorire il miglioramento delle condizioni esistenti nell’ottica dell’interesse generale; e nella consapevolezza delle possibilità concrete e dei limiti, spesso consistenti, determinati dalle condizioni materiali e culturali in cui si opera. Obiettivi A partire da questi riferimenti, il Corso si propone di trattare e discutere le principali conoscenze di base in campo urbanistico, tenendo conto della particolare collocazione al secondo anno del Corso di laurea in Ingegneria Edile – Architettura, quindi in una fase iniziale della formazione. Di conseguenza gli obiettivi del Corso sono di diverso genere: conoscitivi, metodologici, operativi. In particolare ci si prefigge di: - costruire un quadro di conoscenze generali su temi e concetti dell’urbanistica utile per la comprensione degli assetti attuali e dei fenomeni di trasformazione della città e del territorio contemporanei, in particolare in Italia, secondo una visione organica ma in grado di restituire la varietà degli aspetti essenziali del dibattito in corso; - illustrare le basi conoscitive e di metodo per la lettura della città e del territorio, l’interpretazione delle diverse domande di trasformazione e la definizione degli obiettivi nel processo collettivo di costruzione delle scelte urbanistiche a diverse scale espresso all’interno dei piani urbanistici; - sviluppare i riferimenti cardine per la comprensione della dimensione culturale, tecnica e normativa dei diversi strumenti urbanistici per il governo delle trasformazioni delle città e del territorio, contribuendo alla formazione delle esperienze di base per la lettura critica degli insediamenti urbani e la progettazione urbanistica. Oltre allo sviluppo di conoscenze e di capacità tecniche e operative si ritiene essenziale agevolare la formazione di un atteggiamento critico, indispensabile per l’intervento consapevole nei contesti insediati a diverse scale. Organizzazione Il Corso, annuale, occupa sei mesi di lezione (da settembre a maggio con pausa didattica prevista dal Corso di laurea tra fine dicembre e fine febbraio) ed è suddiviso in due moduli strettamente connessi. Il primo modulo, Urbanistica (nella denominazione del Corso di laurea indicato come Pianificazione territoriale e urbana) è di carattere teorico e metodologico ed è strutturato in lezioni frontali, letture e discussioni collettive; il secondo, Laboratorio di Urbanistica (denominato Rigenerazione urbana) è dedicato alla sperimentazione e prevede lo svolgimento di esercitazioni di gruppo, anche in aula, e di revisioni del lavoro svolto in autonomia dagli studenti. Ai due moduli sono assegnati rispettivamente 81 e 45 ore di insegnamento. L’orario prevede un incontro a settimana, il venerdì dalle 10.30 alle 19.30 con un’ora di pausa (13.30-14.30). In seguito ad un primo inquadramento dei temi da trattare le lezioni del Corso e le esercitazioni di Laboratorio saranno portate avanti di norma nella stessa giornata o a giornate alterne. Diverse modalità di svolgimento potranno essere definite per esigenze specifiche emerse durante il Corso. Allo stesso modo il programma delle lezioni e l’organizzazione del Laboratorio potranno essere modificati in parte sulla base di richieste motivate. La discussione collettiva degli argomenti trattati sarà parte integrante sia delle lezioni sia del Laboratorio. Struttura della didattica La didattica è articolata in rapporto agli obiettivi generali secondo tre percorsi distinti ma in forte relazione tra loro: 1. Le conoscenze di base, in cui attraverso blocchi di lezioni tematiche si introducono i concetti principali e gli strumenti dell’urbanistica affrontandone in sintesi lo sviluppo storico, in particolare in Italia, legando insieme trasformazioni territoriali e urbane e modifiche nei piani urbanistici e nelle norme di riferimento. Si cercherà di evidenziare come i temi e le pratiche di pianificazione si delineino in rapporto alle trasformazioni fisiche e socio-economiche della città e del territorio e alle variazioni normative secondo processi non sempre univoci; 2. Il metodo e le tecniche, in cui si propongono le principali chiavi di lettura, il lessico specifico, le modalità operative di base ritenute indispensabili per la comprensione dei contesti urbani e territoriali attuali e la costruzione dei piani. Gli approfondimenti conoscitivi necessari e le forme di definizione tecnica dei diversi tipi di piani urbanistici, soprattutto alla scala comunale e locale, sono posti in rapporto alle necessità rilevate e agli obiettivi perseguiti; 3. La sperimentazione, condotta all’interno del Laboratorio, basata su esercitazioni pratiche necessarie per applicare in contesti reali le conoscenze di base, il metodo e le tecniche via via acquisiti. I tre percorsi sono interdipendenti e, dopo una prima fase di inquadramento saranno affrontati in modo integrato. Programma di massima delle lezioni Le conoscenze di base I processi di trasformazione fisica e funzionale della città e del territorio. Trasformazioni naturali e antropiche, pianificate e ‘spontanee’. Le diverse forme di controllo delle trasformazioni: analogie, differenze e rapporti. La città, i soggetti pubblici e privati, gli interessi. Piani e progetti urbanistici come processo di conoscenza e visione collettiva delle trasformazioni degli insediamenti. Introduzione alla pianificazione urbanistica e le diverse forme di governo del territorio. Città, territorio, ambiente, paesaggio: riferimenti di base. La città come fenomeno storico e campo d’azione dell’urbanistica. Riferimenti per l’avvio allo studio della storia della città. Le trasformazioni urbane ottocentesche e la discontinuità nella struttura urbana. Le interpretazioni della nascita dell’urbanistica come disciplina specifica: definizioni e sviluppo in Europa e in Italia. Il piano urbanistico ottocentesco e il primo Novecento. Il dibattito sulla città, il piano moderno e la zonizzazione. La legge urbanistica fondamentale, la ricostruzione e le trasformazioni territoriali nel secondo Dopoguerra. Sviluppo industriale, espansioni urbane, crisi. I piani comunali e l’evoluzione della normativa. Alcuni piani esemplificativi del Novecento. La città contemporanea e gli studi urbani. Le principali trasformazioni recenti delle città e del territorio italiano. Variazioni negli assetti, divari territoriali, modifiche del ruolo delle istituzioni pubbliche e il nuovo dibattito sul ruolo dell’urbanistica. Politiche, programmi, piani, progetti. Le variazioni nel quadro istituzionale e normativo e i diversi strumenti urbanistici. Piani generali, settoriali, attuativi, progetti urbanistici: temi, procedure, competenze statali, regionali e locali. Vincoli e principali normative di tutela dei beni storico-archeologici, paesaggistici e ambientali. Il piano comunale: innovazioni e dibattito recente. Struttura e processo di formazione dei piani. Dimensione strategica, programmatica, regolativa dei piani. Alcuni temi significativi: l’ambiente, il paesaggio, il patrimonio storico-archeologico, la prevenzione dei rischi, il diritto alla casa, la distribuzione dei servizi, la mobilità e i loro trattamento nei piani comunali e nei progetti urbanistici locali. Il metodo e le tecniche Le conoscenze per il piano e il progetto urbanistico e il rapporto tra conoscenze e azioni: obiettivi e livelli di lettura. Le analisi urbanistico-territoriali: finalità, tipologie, modalità di approccio (per analisi sistematiche, per temi prioritari, per obiettivi). Ipotesi iniziali e approfondimenti successivi. Le relazioni tra sistemi naturali e antropici; sistemi, ambiti, luoghi. Territorio, ambiente, paesaggio: riferimenti di base per l’interpretazione operativa. Il rapporto tra scale. Le rappresentazioni cartografiche e le altre forme di analisi della città e del territorio. Esempi di letture della città e del territorio attraverso le rappresentazioni cartografiche. Le componenti sistemiche naturali: morfologia fisica, idrografia, vegetazione. Reti ecologiche. Le componenti sistemiche antropiche: costruito, percorsi, infrastrutture, funzioni. L’individuazione delle parti di città: tessuti, nuclei, aree di urbanizzazione diffusa, tipi edilizi; alcune chiavi di lettura. Le funzioni non residenziali. Spazi aperti, verdi, aree di margine. Luoghi di relazione, polarità urbane. Componenti del paesaggio e caratteristiche percettive. Il trattamento delle conoscenze specialistiche nei piani urbanistici; cenni alle analisi socio-economiche e demografiche e all’utilizzo dei dati statistici in urbanistica. Primi riferimenti ai sistemi informativi territoriali. Elementi per la lettura delle trasformazioni storiche urbane: fonti, ipotesi, modalità di rappresentazione. La storia urbanistica e le trasformazioni documentabili. Dal monumento alla città storica: il dibattito sul ruolo delle permanenze ambientali e storico-archeologiche nelle trasformazioni urbane e nella lettura della città attuale. Il patrimonio storico-archeologico riconosciuto. Emergenze architettoniche e urbane e tessuti storici. Valori e trasformabilità dei luoghi. Le categorie di trasformazione. La definizione dei livelli di trasformabilità come processo collettivo. I processi partecipativi nella sintesi delle conoscenze sulla città e nella costruzione dei progetti urbanistici. L’interpretazione della domanda di trasformazione e l’individuazione degli obiettivi. Le categorie generali di riferimento per l’indirizzo delle trasformazioni. Il piano comunale: dimensioni, contenuti, strumenti. Trasformazioni diffuse e trasformazioni concentrate. Attuazione diretta, indiretta, condizionata. Il ruolo di indirizzi, prescrizioni, regole, prefigurazioni di assetto. Le procedure istituzionali per la definizione del piano comunale: fasi, attori, significati. Gli elementi di struttura del piano: componenti ambientali, spazi aperti, infrastrutture. La costruzione tecnica delle norme. Indici, parametri, indicazioni progettuali. Riferimenti per il dimensionamento dei servizi e delle dotazioni collettive. Cenni alla perequazione. Cenni alle specificità della normativa urbanistica umbra. Il disegno urbanistico e le relazioni tra disegno e forma-piano. I diversi tipi di disegni: descrittivi, normativi, comunicativi. La rappresentazione attraverso gli schemi. Attività del Laboratorio e contenuti indicativi delle esercitazioni Il Laboratorio prevede lo svolgimento di una esercitazione di analisi, valutazione e proposta di uno schema di piano alla scala comunale, con inquadramenti territoriali e approfondimenti esemplificativi a scala più ravvicinata. Le attività, condotte in prevalenza in aula, saranno portate avanti da gruppi preferibilmente di tre-quattro studenti e richiederanno anche sopralluoghi ed elaborazioni condotti in autonomia. Le aree per l’esercitazione saranno suggerite dal Corso, che fornirà le indicazioni per reperire la cartografia e le informazioni di base. Si potranno valutare proposte per la scelta di diverse aree, se motivate, a condizione che si tratti di comuni medio-piccoli, e che le basi cartografiche e informative necessarie siano reperibili in tempi brevi. Saranno predisposte elaborazioni di diverso tipo, non necessariamente definite in via preventiva o alle stesse scale per ogni gruppo. Al contrario, gli approfondimenti potranno essere diversi in funzione dei contesti e delle ipotesi preliminari su necessità e obiettivi del lavoro, così come proposto dal gruppo, e confermate o variate in seguito. La sperimentazione, nei limiti del tempo disponibile, terrà conto delle diverse necessità di formazione delle conoscenze che è possibile incontrare nei processi reali di costruzione dei piani urbanistici: sopralluoghi, analisi di fonti esistenti, redazione di elaborati grafici e testi di diversa natura, discussione collettiva delle attività e delle proposte. Si prevede di strutturare l’esercitazione secondo diverse fasi, indicate di seguito. Per ogni fase sono indicati i contenuti principali e le scale di riferimento, da considerare come indicazione di massima e da valutare nei diversi casi specifici. Il lavoro sarà comunque impostato con frequenti rimandi tra diverse scale e fasi, evitando procedure unidirezionali negli approfondimenti o nel rapporto tra conoscenze acquisite e formazione delle proposte. Fase 1. Inquadramento, obiettivi iniziali e programma di lavoro Avvicinamento al tema. Ricerca di informazioni e conoscenze specifiche sulle aree di studio e costruzione dei riferimenti di base (cartografie e dati) (scale di riferimento di massima: da 1:25000 a 1:5000 / 1:2000); Sopralluogo, sintesi delle prime conoscenze acquisite, prime ipotesi sui temi di approfondimento e progetto; Fase 2. Costruzione del quadro conoscitivo Letture territoriali e urbane a diverse scale, in funzione dei temi principali individuati nell’inquadramento: sistema fisico-morfologico e idrografico, vegetazione e usi del suolo, sistema insediativo-residenziale (nuclei e frazioni, tessuti e parti di città), sistema produttivo, sistema infrastrutturale, elementi e sistemi di valore storico-archeologico, paesistico, ambientale. Potrà essere affrontata anche la sintesi di alcune delle principali conoscenze specialistiche esistenti (ad esempio geologiche o storiche) (scale di riferimento di massima: da 1:20000 a 1:5000); Sintesi delle principali trasformazioni urbane e territoriali tramite analisi delle cartografie e delle altre fonti disponibili (bibliografie, piani urbanistici) (scale di riferimento: schemi fuori scala, planimetrie 1:25000 – 1:10000); Fase 3. Valutazione e obiettivi Individuazione sintetica delle principali dinamiche di trasformazione socio-economiche e urbanistiche recenti; interpretazione della domanda di trasformazione (valutazione delle opportunità e delle necessità in funzione delle analisi svolte; raccolta delle istanze organizzate espresse da cittadini, operatori economici, associazioni; sintesi delle previsioni di piano vigenti a diverse scale, vincoli esistenti, programmi delle amministrazioni, progetti definiti e interventi in corso); evidenziazione dei diversi attori e dei diversi interessi, delle sinergie e dei potenziali conflitti (scale di riferimento di massima: schemi fuori scala, planimetrie da 1:25000 a 1:10000); Individuazione dei temi principali da trattare (questioni-chiave), argomentazione delle ipotesi alternative (scenari) e definizione degli obiettivi di progetto (idee-guida) in risposta alle questioni chiave emerse e agli scenari prescelti; Fase 4. Schema di piano Formulazione di uno schema di piano esteso in funzione degli obiettivi; definizione degli indirizzi generali, delle principali categorie di trasformazione per sistemi, parti di città, luoghi specifici; individuazione degli ambiti di approfondimento progettuale (scale di riferimento: planimetrie 1:25000 – 1:10000, schemi fuori scala); Approfondimenti con progetti urbanistici esemplificativi per temi o luoghi specifici da definire in funzione degli obiettivi e dello schema di piano (scale di riferimento di massima: 1:5000 / 1:2000). Sia le fasi di inquadramento sia quelle di analisi e progetto saranno contraddistinte da una lettura interscalare, indispensabile per mettere in evidenza le relazioni morfologiche e funzionali tra sistemi generali e luoghi specifici. In linea di massima, quindi, il lavoro si tradurrà nella preparazione di planimetrie a diverse scale accompagnate da altri elaborati grafici di diverso tipo, fotografie e testi di accompagnamento. Le tecniche di rappresentazione e le modalità di costruzione degli elaborati saranno libere, scelte da ciascun gruppo in funzione dei contenuti e degli scopi degli elaborati. Tra le possibilità, oltre agli elaborati planimetrici, si possono indicare schemi e schizzi; sezioni territoriali e urbane; volumetrie sintetiche; fotografie, videoriprese, registrazioni, questionari. Tutti gli elaborati grafici, preliminari e definitivi, oltre che dalle legende saranno accompagnati da brevi testi. Gli appunti di sopralluogo, da restituire con grafici schematici, fotografie e testi in forma libera, faranno parte delle elaborazioni d’esame. È favorita la scrittura di una breve relazione finale (in linea di massima 4/5 pagine) strutturata in paragrafi distinti secondo l’articolazione delle fasi di lavoro. La relazione potrà anche essere inserita come testo a corredo degli elaborati grafici. Sono possibili diverse forme di rappresentazione finale degli elaborati, a scelta libera, con mezzi informatici o manuali. Ferme restando le attività condotte in autonomia dagli studenti (sopralluoghi, approfondimenti e redazione finale degli elaborati), tutte le elaborazioni saranno impostate negli orari di Laboratorio attraverso le indicazioni fornite dal docente. Il lavoro sarà discusso anche in revisioni collettive in cui sarà favorita la partecipazione di tutti gli studenti del Corso. Se necessario, oltre alle indicazioni in aula saranno forniti materiali didattici specifici. Approfondimenti tematici Gli approfondimenti tematici individuano argomenti sui quali potranno essere definite lezioni monografiche e fornite bibliografie specifiche. Nei limiti del tempo disponibile si potranno organizzare anche incontri mirati con l’apporto di esperti esterni. In linea di massima si prevede di trattare argomenti significativi per la conoscenza di alcune delle questioni più rilevanti per lo studio delle dinamiche urbane attuali e la pratica dell’urbanistica in Italia. Tra i possibil temi: l’archeologia urbana nel progetto urbanistico; le città storiche e la lettura dei tessuti urbani; la prevenzione sismica a scala urbana e le esperienze urbanistiche di ricostruzione post-sismica; la rendita urbana e le trasformazioni delle città; l’edilizia residenziale pubblica e il problema della casa; piani e progetti urbani; i divari territoriali in Italia e le strategie per le aree interne; le città e le dinamiche del turismo di massa; la partecipazione e il ruolo dei diversi attori sociali nei processi di pianificazione locale. Verifiche intermedie ed esame finale Verifiche intermedie Si prevede di svolgere due verifiche intermedie sulle conoscenze generali, collocate di massima a dicembre e ad aprile, con lo scopo di verificare eventuali necessità di approfondimento della didattica su argomenti specifici e di fornire indicazioni per la preparazione dell’esame finale. Le verifiche, individuali e in forma scritta, consisteranno in una serie di domande sugli argomenti trattati, cui rispondere tramite brevi note a testo libero. La valutazione sarà espressa in forma di giudizio sintetico. L’esito della verifica contribuirà a definire i principali temi su cui potranno vertere gli argomenti trattati in sede di colloquio finale. Di concerto con gli studenti potranno essere definite anche consegne intermedie per l’esercitazione di laboratorio. Esame finale L’esame finale sarà strutturato in tre parti: ¿ l’esposizione argomentata dell’esercitazione condotta nel Laboratorio, sia in forma collettiva che individuale; ¿ un colloquio individuale esteso ai diversi argomenti trattati nel Corso; ¿ l’esposizione individuale di un testo tra quelli consigliati in bibliografia a scelta dello studente, da concordare prima dell’esame. I colloqui individuali saranno orientati anche in funzione degli esiti delle verifiche intermedie e dell’andamento della discussione sull’esercitazione di Laboratorio. La votazione finale, individuale, è unica, ossia comprende in unico voto sia il modulo di Urbanistica che il Laboratorio. Il voto terrà conto delle conoscenze acquisite, delle capacità critiche possedute e della proprietà di linguaggio evidenziate durante la discussione degli argomenti e l’esposizione del lavoro svolto. Riferimenti bibliografici La bibliografia è formata dalle dispense didattiche (rese progressivamente disponibili sul sito del Corso in Unistudium) e da testi di riferimento. Per le dispense si rimanda all’indirizzo https://unistudium.unipg.it/unistudium/course/view.php?id=54352 I testi di riferimento sono suddivisi in testi essenziali e testi consigliati. I testi essenziali, assieme alle dispense didattiche, formano le conoscenze di base indispensabili per il colloquio d’esame. I testi consigliati costituiscono un insieme tra cui scegliere per possibili approfondimenti. Sono indicati anche alcuni testi di riferimento per la lettura del territorio della Regione Umbria. Durante le lezioni saranno forniti ulteriori riferimenti bibliografici su temi specifici trattati nel Corso e indicazioni sull’utilizzo dei testi consigliati. Nelle attività di Laboratorio si forniranno indicazioni per la ricerca di testi monografici di storia locale dedicati ai comuni scelti per l’esercitazione. Testi essenziali Giovanni Astengo, Voce “Urbanistica” in Enciclopedia Universale dell’Arte, 1964 (disponibile in http://circe.iuav.it/astengo/dati/B66a.pdf) Leonardo Benevolo, La città nella storia d’Europa, Laterza, Roma-Bari 1993 (disponibile presso la Biblioteca di ingegneria) Patrizia Gabellini, Tecniche urbanistiche, Carocci, Roma 2000 (Biblioteca di ingegneria) Luca Gaeta, Umberto Janin Rivolin, Luigi Mazza, Governo del territorio e pianificazione spaziale, Città Studi, Novara 2018 (Biblioteca di ingegneria) Luca Gaeta, Il primo libro di urbanistica, Einaudi, Torino 2024 (Biblioteca di ingegneria) Testi consigliati (testi di riferimento per la scelta degli approfondimenti su Le conoscenze di base e Il metodo e le tecniche) Testi generali sulla storia della città e la storia dell’urbanistica Leonardo Benevolo, Le origini dell’urbanistica moderna, Laterza, Roma-Bari 2000 (disponibile presso la Biblioteca di ingegneria) Leonardo Benevolo, Storia della città, Laterza, Bari 1978 Donatella Calabi, Storia dell’urbanistica europea. Questioni, strumenti, casi esemplari, Paravia, Torino 2000 (disponibile presso la Biblioteca di ingegneria) Massimo Cacciari, La città, Pazzini Editore, Verucchio 2021 Paola Di Biagi (ed.), I classici dell’urbanistica moderna, Donzelli, Roma 2002 Vere Gordon Childe, La rivoluzione urbana, a cura di Alessandro Bianchi e Mario Liverani, Rubbettino, Soveria Mannelli 2004 Giuseppe Gisotti, La fondazione delle città. Le scelte insediative da Uruk a New York, Carocci, Roma 2016 David Harvey, La crisi della modernità. Riflessioni sulle origini del presente, Net, Milano 2002 Guido Morbelli, Città e piani in Europa. La formazione dell’urbanistica contemporanea, Dedalo, Bari 1997 Lewis Mumford, La città nella storia, Castelvecchi Editore, Roma 2013 (1a ed. italiana Etas Kompass Milano 1967) Agostino Petrillo, Villaggi, città, megalopoli, Carocci, Roma 2006 Giorgio Piccinato, La costruzione dell’urbanistica. Germania 1871-1914, Officina Edizioni, Roma 1977 Joseph Rykwert, La seduzione del luogo. Storia e futuro delle città, Einaudi, Torino 2003 Bernardo Secchi, La città nel ventesimo secolo, Laterza, Roma 2005 (disponibile presso la Biblioteca di Antropologia e Pedagogia (Coll. BAS SS 444.1 A) Emilio Sereni, Storia del paesaggio agrario italiano, Laterza, Roma 2000 (disponibile presso la Biblioteca di ingegneria) Serena Vicari Haddock, La città contemporanea, Il Mulino, Bologna 2004 Testi generali sull’urbanistica Andrea Filpa, Michele Talia, Fondamenti di governo del territorio. Dal piano di traduzione alle nuove pratiche urbanistiche, Carocci, Roma 2009 (disponibile presso la Biblioteca di ingegneria) Luigi Mazza, Spazio e cittadinanza. Politica e governo del territorio, Donzelli, Roma 2015 Gabriele Pasqui, Urbanistica oggi. Piccolo lessico critico, Roma 2017 Edoardo Salzano, Fondamenti di urbanistica. La storia e la norma, Laterza, Roma-Bari 2003 (disponibile presso la Biblioteca di ingegneria) Bernardo Secchi, Prima lezione di urbanistica, Laterza, Roma 2000 Testi sugli sviluppi dell’urbanistica e il dibattito recente sulla disciplina in Italia Antonio G. Calafati, Economie in cerca di città. La questione urbana in Italia, Donzelli, Roma 2009 Giuseppe Campos Venuti, Cinquant’anni di urbanistica in Italia, Laterza, Roma-Bari 1993 Patrizia Gabellini, Le mutazioni dell’urbanistica. Principi, tecniche, competenze, Carocci, Roma 2020 Arturo Lanzani, Città territorio urbanistica tra crisi e contrazione, Franco Angeli, Milano 2016 Gianluigi Nigro (ed.), Urbanistica innovazione possibile, Gangemi, Roma 1997 Gianluigi Nigro (ed.), Piani regolatori generali di ultima generazione. Argomenti di riflessione e letture di piani locali, Gangemi, Roma 1999 Gianluigi Nigro, Giovanna Bianchi, Politiche, programmi e piani nel governo della città, Gangemi, Roma 2003 Gabriele Pasqui, La città, i saperi, le pratiche, Donzelli, Roma 2018 Gilles Pinson, La città neoliberale, Mimesi, Milano 2022 Barbara Pizzo, Vivere o morire di rendita. La rendita urbana nel XXI secolo, Donzelli, Roma 2022 Giancarlo Storto (ed.), Territorio senza governo. Stato e Regioni a cinquant’anni dall’istituzione delle Regioni, DeriveApprodi, Roma 2020 (disponibile presso la Biblioteca di ingegneria) (disponibile presso la Biblioteca di ingegneria) Serena Vicari Haddock, Frank Moulaert, Rigenerare la città. Pratiche di innovazione sociale nelle città europee, Il Mulino, Bologna 2009 Serena Vicari Haddock, Questioni urbane. Caratteri e problemi della città contemporanea, Il Mulino, Bologna 2013 Touring Club Italiano, Le città, collana “Capire l’Italia”, TCI, Milano 1978 Riferimenti generali per l’inquadramento e la storia del territorio umbro Sandra Camicia, Umbria e regioni contermini: ambienti insediativi locali e relazioni transregionali, Marsilio, Venezia 2000 (disponibile presso la Biblioteca di Ingegneria) Sandra Camicia, Interpretazioni di una regione. Trasformazioni territoriali e pianificazione in Umbria, Alinea, Firenze 2005 Maria Rosa Prete Pedrini, Umbria, Collana “Le regioni d’Italia” diretta da Roberto Almagià, UTET, Torino 1974 (disponibile presso la Biblioteca di Agraria (Coll. VIII-M-08-09) solo consultazione; Ex Biblioteca Centrale (Coll. FF-1734) Henri Desplanques, Paesaggi Umbri. Contributo allo studio dei paesaggi rurali dell’Italia centrale, Quattroemme, Perugia 2007 Renato Corvino, Giampaolo Gallo, Umbria, Collana “Storia d’Italia”, Le Regioni vol. VIII, Einaudi, Torino 1988 (disponibile presso la Biblioteca Umanistica (Coll. BSM C I 29/8) Alberto Grohman, Perugia, Collana “Le città”, Laterza, Roma 1988 (disponibile presso la Biblioteca di Ingegneria) Giovanni Astengo, Città e terre dell’Umbria, documentario video (1961) (disponibile una parte al sito https://www.youtube.com/watch?v=lyg4UGdSULI)

Modalità d'esame

Verifiche intermedie Si prevede di svolgere due verifiche intermedie sulle conoscenze generali, collocate di massima a dicembre e ad aprile, con lo scopo di verificare eventuali necessità di approfondimento della didattica su argomenti specifici e di fornire indicazioni per la preparazione dell’esame finale. Le verifiche, individuali e in forma scritta, consisteranno in una serie di domande sugli argomenti trattati, cui rispondere tramite brevi note a testo libero. La valutazione sarà espressa in forma di giudizio sintetico. L’esito della verifica contribuirà a definire i principali temi su cui potranno vertere gli argomenti trattati in sede di colloquio finale. Di concerto con gli studenti potranno essere definite anche consegne intermedie per l’esercitazione di laboratorio. Esame finale L’esame finale sarà strutturato in tre parti: ¿ l’esposizione argomentata dell’esercitazione condotta nel Laboratorio, sia in forma collettiva che individuale; ¿ un colloquio individuale esteso ai diversi argomenti trattati nel Corso; ¿ l’esposizione individuale di un testo tra quelli consigliati in bibliografia a scelta dello studente, da concordare prima dell’esame. I colloqui individuali saranno orientati anche in funzione degli esiti delle verifiche intermedie e dell’andamento della discussione sull’esercitazione di Laboratorio. La votazione finale, individuale, è unica, ossia comprende in unico voto sia il modulo di Urbanistica che il Laboratorio. Il voto terrà conto delle conoscenze acquisite, delle capacità critiche possedute e della proprietà di linguaggio evidenziate durante la discussione degli argomenti e l’esposizione del lavoro svolto.

Verifiche intermedie Si prevede di svolgere due verifiche intermedie sulle conoscenze generali, collocate di massima a dicembre e ad aprile, con lo scopo di verificare eventuali necessità di approfondimento della didattica su argomenti specifici e di fornire indicazioni per la preparazione dell’esame finale. Le verifiche, individuali e in forma scritta, consisteranno in una serie di domande sugli argomenti trattati, cui rispondere tramite brevi note a testo libero. La valutazione sarà espressa in forma di giudizio sintetico. L’esito della verifica contribuirà a definire i principali temi su cui potranno vertere gli argomenti trattati in sede di colloquio finale. Di concerto con gli studenti potranno essere definite anche consegne intermedie per l’esercitazione di laboratorio. Esame finale L’esame finale sarà strutturato in tre parti: l’esposizione argomentata dell’esercitazione condotta nel Laboratorio, sia in forma collettiva che individuale; un colloquio individuale esteso ai diversi argomenti trattati nel Corso; l’esposizione individuale di un testo tra quelli consigliati in bibliografia a scelta dello studente, da concordare prima dell’esame. I colloqui individuali saranno orientati anche in funzione degli esiti delle verifiche intermedie e dell’andamento della discussione sull’esercitazione di Laboratorio. La votazione finale, individuale, è unica, ossia comprende in unico voto sia il modulo di Urbanistica che il Laboratorio. Il voto terrà conto delle conoscenze acquisite, delle capacità critiche possedute e della proprietà di linguaggio evidenziate durante la discussione degli argomenti e l’esposizione del lavoro svolto

Testi di riferimento

La bibliografia è formata dalle dispense didattiche (rese progressivamente disponibili sul sito del Corso in Unistudium) e da testi di riferimento. Per le dispense si rimanda all’indirizzo https://unistudium.unipg.it/unistudium/course/view.php?id=54352 I testi di riferimento sono suddivisi in testi essenziali e testi consigliati. I testi essenziali, assieme alle dispense didattiche, formano le conoscenze di base indispensabili per il colloquio d’esame. I testi consigliati costituiscono un insieme tra cui scegliere per possibili approfondimenti. Sono indicati anche alcuni testi di riferimento per la lettura del territorio della Regione Umbria. Durante le lezioni saranno forniti ulteriori riferimenti bibliografici su temi specifici trattati nel Corso e indicazioni sull’utilizzo dei testi consigliati. Nelle attività di Laboratorio si forniranno indicazioni per la ricerca di testi monografici di storia locale dedicati ai comuni scelti per l’esercitazione. Testi essenziali Giovanni Astengo, Voce “Urbanistica” in Enciclopedia Universale dell’Arte, 1964 (disponibile in http://circe.iuav.it/astengo/dati/B66a.pdf) Leonardo Benevolo, La città nella storia d’Europa, Laterza, Roma-Bari 1993 (disponibile presso la Biblioteca di ingegneria) Patrizia Gabellini, Tecniche urbanistiche, Carocci, Roma 2000 (Biblioteca di ingegneria) Luca Gaeta, Umberto Janin Rivolin, Luigi Mazza, Governo del territorio e pianificazione spaziale, Città Studi, Novara 2018 (Biblioteca di ingegneria) Luca Gaeta, Il primo libro di urbanistica, Einaudi, Torino 2024 (Biblioteca di ingegneria) Testi consigliati (testi di riferimento per la scelta degli approfondimenti su Le conoscenze di base e Il metodo e le tecniche) Testi generali sulla storia della città e la storia dell’urbanistica Leonardo Benevolo, Le origini dell’urbanistica moderna, Laterza, Roma-Bari 2000 (disponibile presso la Biblioteca di ingegneria) Leonardo Benevolo, Storia della città, Laterza, Bari 1978 Donatella Calabi, Storia dell’urbanistica europea. Questioni, strumenti, casi esemplari, Paravia, Torino 2000 (disponibile presso la Biblioteca di ingegneria) Massimo Cacciari, La città, Pazzini Editore, Verucchio 2021 Paola Di Biagi (ed.), I classici dell’urbanistica moderna, Donzelli, Roma 2002 Vere Gordon Childe, La rivoluzione urbana, a cura di Alessandro Bianchi e Mario Liverani, Rubbettino, Soveria Mannelli 2004 Giuseppe Gisotti, La fondazione delle città. Le scelte insediative da Uruk a New York, Carocci, Roma 2016 David Harvey, La crisi della modernità. Riflessioni sulle origini del presente, Net, Milano 2002 Guido Morbelli, Città e piani in Europa. La formazione dell’urbanistica contemporanea, Dedalo, Bari 1997 Lewis Mumford, La città nella storia, Castelvecchi Editore, Roma 2013 (1a ed. italiana Etas Kompass Milano 1967) Agostino Petrillo, Villaggi, città, megalopoli, Carocci, Roma 2006 Giorgio Piccinato, La costruzione dell’urbanistica. Germania 1871-1914, Officina Edizioni, Roma 1977 Joseph Rykwert, La seduzione del luogo. Storia e futuro delle città, Einaudi, Torino 2003 Bernardo Secchi, La città nel ventesimo secolo, Laterza, Roma 2005 (disponibile presso la Biblioteca di Antropologia e Pedagogia (Coll. BAS SS 444.1 A) Emilio Sereni, Storia del paesaggio agrario italiano, Laterza, Roma 2000 (disponibile presso la Biblioteca di ingegneria) Serena Vicari Haddock, La città contemporanea, Il Mulino, Bologna 2004 Testi generali sull’urbanistica Andrea Filpa, Michele Talia, Fondamenti di governo del territorio. Dal piano di traduzione alle nuove pratiche urbanistiche, Carocci, Roma 2009 (disponibile presso la Biblioteca di ingegneria) Luigi Mazza, Spazio e cittadinanza. Politica e governo del territorio, Donzelli, Roma 2015 Gabriele Pasqui, Urbanistica oggi. Piccolo lessico critico, Roma 2017 Edoardo Salzano, Fondamenti di urbanistica. La storia e la norma, Laterza, Roma-Bari 2003 (disponibile presso la Biblioteca di ingegneria) Bernardo Secchi, Prima lezione di urbanistica, Laterza, Roma 2000 Testi sugli sviluppi dell’urbanistica e il dibattito recente sulla disciplina in Italia Antonio G. Calafati, Economie in cerca di città. La questione urbana in Italia, Donzelli, Roma 2009 Giuseppe Campos Venuti, Cinquant’anni di urbanistica in Italia, Laterza, Roma-Bari 1993 Patrizia Gabellini, Le mutazioni dell’urbanistica. Principi, tecniche, competenze, Carocci, Roma 2020 Arturo Lanzani, Città territorio urbanistica tra crisi e contrazione, Franco Angeli, Milano 2016 Gianluigi Nigro (ed.), Urbanistica innovazione possibile, Gangemi, Roma 1997 Gianluigi Nigro (ed.), Piani regolatori generali di ultima generazione. Argomenti di riflessione e letture di piani locali, Gangemi, Roma 1999 Gianluigi Nigro, Giovanna Bianchi, Politiche, programmi e piani nel governo della città, Gangemi, Roma 2003 Gabriele Pasqui, La città, i saperi, le pratiche, Donzelli, Roma 2018 Gilles Pinson, La città neoliberale, Mimesi, Milano 2022 Barbara Pizzo, Vivere o morire di rendita. La rendita urbana nel XXI secolo, Donzelli, Roma 2022 Giancarlo Storto (ed.), Territorio senza governo. Stato e Regioni a cinquant’anni dall’istituzione delle Regioni, DeriveApprodi, Roma 2020 (disponibile presso la Biblioteca di ingegneria) (disponibile presso la Biblioteca di ingegneria) Serena Vicari Haddock, Frank Moulaert, Rigenerare la città. Pratiche di innovazione sociale nelle città europee, Il Mulino, Bologna 2009 Serena Vicari Haddock, Questioni urbane. Caratteri e problemi della città contemporanea, Il Mulino, Bologna 2013 Touring Club Italiano, Le città, collana “Capire l’Italia”, TCI, Milano 1978 Riferimenti generali per l’inquadramento e la storia del territorio umbro Sandra Camicia, Umbria e regioni contermini: ambienti insediativi locali e relazioni transregionali, Marsilio, Venezia 2000 (disponibile presso la Biblioteca di Ingegneria) Sandra Camicia, Interpretazioni di una regione. Trasformazioni territoriali e pianificazione in Umbria, Alinea, Firenze 2005 Maria Rosa Prete Pedrini, Umbria, Collana “Le regioni d’Italia” diretta da Roberto Almagià, UTET, Torino 1974 (disponibile presso la Biblioteca di Agraria (Coll. VIII-M-08-09) solo consultazione; Ex Biblioteca Centrale (Coll. FF-1734) Henri Desplanques, Paesaggi Umbri. Contributo allo studio dei paesaggi rurali dell’Italia centrale, Quattroemme, Perugia 2007 Renato Corvino, Giampaolo Gallo, Umbria, Collana “Storia d’Italia”, Le Regioni vol. VIII, Einaudi, Torino 1988 (disponibile presso la Biblioteca Umanistica (Coll. BSM C I 29/8) Alberto Grohman, Perugia, Collana “Le città”, Laterza, Roma 1988 (disponibile presso la Biblioteca di Ingegneria) Giovanni Astengo, Città e terre dell’Umbria, documentario video (1961) (disponibile una parte al sito https://www.youtube.com/watch?v=lyg4UGdSULI)

La bibliografia è formata dalle dispense didattiche (rese progressivamente disponibili sul sito del Corso in Unistudium) e da testi di riferimento. Per le dispense si rimanda all’indirizzo https://unistudium.unipg.it/unistudium/course/view.php?id= 54352 I testi di riferimento sono suddivisi in testi essenziali e testi consigliati. I testi essenziali, assieme alle dispense didattiche, formano le conoscenze di base indispensabili per il colloquio d’esame. I testi consigliati costituiscono un insieme tra cui scegliere per possibili approfondimenti. Sono indicati anche alcuni testi di riferimento per la lettura del territorio della Regione Umbria. Durante le lezioni saranno forniti ulteriori riferimenti bibliografici su temi specifici trattati nel Corso e indicazioni sull’utilizzo dei testi consigliati. Nelle attività di Laboratorio si forniranno indicazioni per la ricerca di testi monografici di storia locale dedicati ai comuni scelti per l’esercitazione. Testi essenziali Giovanni Astengo, Voce “Urbanistica” in Enciclopedia Universale dell’Arte, 1964 (disponibile in http://circe.iuav.it/astengo/dati/B66a.pdf) Leonardo Benevolo, La città nella storia d’Europa, Laterza, Roma-Bari 1993 (disponibile presso la Biblioteca di ingegneria) Patrizia Gabellini, Tecniche urbanistiche, Carocci, Roma 2000 (Biblioteca di ingegneria) Luca Gaeta, Umberto Janin Rivolin, Luigi Mazza, Governo del territorio e pianificazione spaziale, Città Studi, Novara 2018 (Biblioteca di ingegneria) Luca Gaeta, Il primo libro di urbanistica, Einaudi, Torino 2024 (Biblioteca di ingegneria) Testi consigliati (testi di riferimento per la scelta degli approfondimenti su Le conoscenze di base e Il metodo e le tecniche) Testi generali sulla storia della città e la storia dell’urbanistica Leonardo Benevolo, Le origini dell’urbanistica moderna, Laterza, Roma- Bari 2000 (disponibile presso la Biblioteca di ingegneria) Leonardo Benevolo, Storia della città, Laterza, Bari 1978 Donatella Calabi, Storia dell’urbanistica europea. Questioni, strumenti, casi esemplari, Paravia, Torino 2000 (disponibile presso la Biblioteca di ingegneria) Massimo Cacciari, La città, Pazzini Editore, Verucchio 2021 Paola Di Biagi (ed.), I classici dell’urbanistica moderna, Donzelli, Roma 2002 Vere Gordon Childe, La rivoluzione urbana, a cura di Alessandro Bianchi e Mario Liverani, Rubbettino, Soveria Mannelli 2004 Giuseppe Gisotti, La fondazione delle città. Le scelte insediative da Uruk a New York, Carocci, Roma 2016 David Harvey, La crisi della modernità. Riflessioni sulle origini del presente, Net, Milano 2002 Guido Morbelli, Città e piani in Europa. La formazione dell’urbanistica contemporanea, Dedalo, Bari 1997 Lewis Mumford, La città nella storia, Castelvecchi Editore, Roma 2013 (1a ed. italiana Etas Kompass Milano 1967) Agostino Petrillo, Villaggi, città, megalopoli, Carocci, Roma 2006 Giorgio Piccinato, La costruzione dell’urbanistica. Germania 1871-1914, Officina Edizioni, Roma 1977 Joseph Rykwert, La seduzione del luogo. Storia e futuro delle città, Einaudi, Torino 2003 Bernardo Secchi, La città nel ventesimo secolo, Laterza, Roma 2005 (disponibile presso la Biblioteca di Antropologia e Pedagogia (Coll. BAS SS 444.1 A) Emilio Sereni, Storia del paesaggio agrario italiano, Laterza, Roma 2000 (disponibile presso la Biblioteca di ingegneria) Serena Vicari Haddock, La città contemporanea, Il Mulino, Bologna 2004 Testi generali sull’urbanistica Andrea Filpa, Michele Talia, Fondamenti di governo del territorio. Dal piano di traduzione alle nuove pratiche urbanistiche, Carocci, Roma 2009 (disponibile presso la Biblioteca di ingegneria) Luigi Mazza, Spazio e cittadinanza. Politica e governo del territorio, Donzelli, Roma 2015 Gabriele Pasqui, Urbanistica oggi. Piccolo lessico critico, Roma 2017 Edoardo Salzano, Fondamenti di urbanistica. La storia e la norma, Laterza, Roma-Bari 2003 (disponibile presso la Biblioteca di ingegneria) Bernardo Secchi, Prima lezione di urbanistica, Laterza, Roma 2000 Testi sugli sviluppi dell’urbanistica e il dibattito recente sulla disciplina in Italia Antonio G. Calafati, Economie in cerca di città. La questione urbana in Italia, Donzelli, Roma 2009 Giuseppe Campos Venuti, Cinquant’anni di urbanistica in Italia, Laterza, Roma-Bari 1993 Patrizia Gabellini, Le mutazioni dell’urbanistica. Principi, tecniche, competenze, Carocci, Roma 2020 Arturo Lanzani, Città territorio urbanistica tra crisi e contrazione, Franco Angeli, Milano 2016 Gianluigi Nigro (ed.), Urbanistica innovazione possibile, Gangemi, Roma 1997 Gianluigi Nigro (ed.), Piani regolatori generali di ultima generazione. Argomenti di riflessione e letture di piani locali, Gangemi, Roma 1999 Gianluigi Nigro, Giovanna Bianchi, Politiche, programmi e piani nel governo della città, Gangemi, Roma 2003 Gabriele Pasqui, La città, i saperi, le pratiche, Donzelli, Roma 2018 Gilles Pinson, La città neoliberale, Mimesi, Milano 2022 Barbara Pizzo, Vivere o morire di rendita. La rendita urbana nel XXI secolo, Donzelli, Roma 2022 Giancarlo Storto (ed.), Territorio senza governo. Stato e Regioni a cinquant’anni dall’istituzione delle Regioni, DeriveApprodi, Roma 2020 (disponibile presso la Biblioteca di ingegneria) (disponibile presso la Biblioteca di ingegneria) Serena Vicari Haddock, Frank Moulaert, Rigenerare la città. Pratiche di innovazione sociale nelle città europee, Il Mulino, Bologna 2009 Serena Vicari Haddock, Questioni urbane. Caratteri e problemi della città contemporanea, Il Mulino, Bologna 2013 Touring Club Italiano, Le città, collana “Capire l’Italia”, TCI, Milano 1978 Riferimenti generali per l’inquadramento e la storia del territorio umbro Sandra Camicia, Umbria e regioni contermini: ambienti insediativi locali e relazioni transregionali, Marsilio, Venezia 2000 (disponibile presso la Biblioteca di Ingegneria) Sandra Camicia, Interpretazioni di una regione. Trasformazioni territoriali e pianificazione in Umbria, Alinea, Firenze 2005 Maria Rosa Prete Pedrini, Umbria, Collana “Le regioni d’Italia” diretta da Roberto Almagià, UTET, Torino 1974 (disponibile presso la Biblioteca di Agraria (Coll. VIII-M-08-09) solo consultazione; Ex Biblioteca Centrale (Coll. FF-1734) Henri Desplanques, Paesaggi Umbri. Contributo allo studio dei paesaggi rurali dell’Italia centrale, Quattroemme, Perugia 2007 Renato Corvino, Giampaolo Gallo, Umbria, Collana “Storia d’Italia”, Le Regioni vol. VIII, Einaudi, Torino 1988 (disponibile presso la Biblioteca Umanistica (Coll. BSM C I 29/8) Alberto Grohman, Perugia, Collana “Le città”, Laterza, Roma 1988 (disponibile presso la Biblioteca di Ingegneria)

Codice insegnamento P342505636

ANALISI COMPUTAZIONALE DELLE STRUTTURE 3° anno · 0 file
ANALISI COMPUTAZIONALE DELLE STRUTTURE 3° anno · 0 file
ARCHITETTURA E COMPOSIZIONE 2 3° anno · 2° semestre · 10 CFU · CEAR-09/A · 0 file

Insegnamento integrato composto dai moduli: ARCHITETTURA E COMPOSIZIONE 2; LABORATORIO ARCHITETTURA E COMPOSIZIONE 2.

Scheda dell'insegnamento

Programma

Insegnamento integrato composto dai moduli: ARCHITETTURA E COMPOSIZIONE 2; LABORATORIO ARCHITETTURA E COMPOSIZIONE 2.

Codice insegnamento P244960034

ARCHITETTURA TECNICA 2 3° anno · 1° semestre · 9 CFU · CEAR-08/A · 0 file

Insegnamento integrato composto dai moduli: ARCHITETTURA TECNICA 2; LABORATORIO DI ARCHITETTURA TECNICA 2.

Scheda dell'insegnamento

Programma

Insegnamento integrato composto dai moduli: ARCHITETTURA TECNICA 2; LABORATORIO DI ARCHITETTURA TECNICA 2.

Codice insegnamento P320214252

COSTRUZIONI STORICHE IN MURATURA 3° anno · 0 file
COSTRUZIONI STORICHE IN MURATURA 3° anno · 0 file
Energetica Degli Edifici E Benessere Ambientale 3° anno · Annuale · 12 CFU · IIND-07/B · 0 file

Insegnamento integrato composto dai moduli: FISICA TECNICA; IMPIANTI, EFFICIENZA ENERGETICA E RINNOVABILI.

Scheda dell'insegnamento

Programma

Insegnamento integrato composto dai moduli: FISICA TECNICA; IMPIANTI, EFFICIENZA ENERGETICA E RINNOVABILI.

Codice insegnamento 410483

Fisica Tecnica Ambientale 3° anno · Annuale · 12 CFU · IIND-07/B · 0 file

Insegnamento integrato composto dai moduli: FISICA TECNICA; MICROCLIMA, ILLUMINOTECNICA E ACUSTICA.

Scheda dell'insegnamento

Programma

Insegnamento integrato composto dai moduli: FISICA TECNICA; MICROCLIMA, ILLUMINOTECNICA E ACUSTICA.

Codice insegnamento 410480

IDRAULICA 3° anno · 0 file
IMPIANTI, EFFICIENZA ENERGETICA E RINNOVABILI 3° anno · 0 file
INFRASTRUTTURE IDRAULICHE URBANE 3° anno · Annuale · 10 CFU · CEAR-01/B · 0 file

Il modulo tratta dei principali processi dell’idrologia di base, della formazione della precipitazione, del processo di infiltrazione e di formazione della pioggia effettiva, della determinazione dell’idrogramma di…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il modulo tratta dei principali processi dell’idrologia di base, della formazione della precipitazione, del processo di infiltrazione e di formazione della pioggia effettiva, della determinazione dell’idrogramma di portata; descrive strumenti di misura delle grandezze coinvolte e metodi di stima di variabili di progetto come la portata di massima piena; fornisce strumenti per la progettazione di infrastrutture idrauliche. Gli obiettivi formativi sono i seguenti. Il primo obiettivo riguarda l'acquisizione delle principali conoscenze relative a: •variabili idrologiche principali, processi idrologici di base alla scala locale e di bacino idrografico, quali l’infiltrazione di acqua nel suolo, la generazione della pioggia effettiva e la sua trasformazione in portata diretta, nonché strumenti e tecniche di misura disponibili; •metodologie di base che quantificano i processi idrologici descritti (il metodo SCS-CN per la stima della pioggia effettiva, l’integrale di convoluzione mediante idrogramma unitario istantaneo o il modello della corrivazione per la stima della portata diretta); •differenti approcci (diretto e indiretto) per la stima della portata di progetto necessaria nella progettazione di opere idrauliche; •fabbisogno idrico, consumi idrici, fonti di approvvigionamento, opere di adduzione, reti di distribuzione; •principi generali sulle reti di fognature e metodi di dimensionamento. Un secondo obiettivo è relativo all'acquisizione delle principali abilità riferite alla capacità di: •selezionare, applicare e interpretare strumenti e tecniche di misura delle principali grandezze idrologiche; •selezionare e applicare modelli di base di formazione della pioggia effettiva e di trasformazione pioggia effettiva-portata diretta per la simulazione di un idrogramma atteso in una fissata sezione fluviale di interesse, sulla base delle informazioni disponibili; •selezionare e applicare un metodo appropriato per la stima della portata di progetto in una sezione fluviale al fine di progettare un’opera idraulica; •selezionare una rete di distribuzione e applicare un metodo appropriato per il suo dimensionamento e la sua verifica; •progettare e dimensionare un serbatoio di compenso; •progettare e verificare un impianto di sollevamento; •selezionare e applicare un metodo appropriato per dimensionare una fognatura; •selezionare e dimensionare le opere accessorie per il funzionamento di una rete fognaria (sifoni, scaricatori, caditoie, pozzetti, impianti di sollevamento).

Il modulo fornisce strumenti pratici per la progettazione di infrastrutture idrauliche. Il principale obiettivo è relativo all'acquisizione delle principali abilità riferite alla capacità di: •progettazione esecutiva di una rete di distribuzione applicando un metodo appropriato per il suo dimensionamento e la sua verifica; •progettazione esecutiva e dimensionamento di un serbatoio di compenso; • progettazione esecutiva e dimensionamento di un impianto di sollevamento; •progettazione esecutiva di una fognatura; •selezionare e dimensionare le opere accessorie per il funzionamento di una rete fognaria (sifoni, scaricatori, caditoie, pozzetti, impianti di sollevamento).

Programma

1. IDROLOGIA E CICLO IDROLOGICO 2. ACQUEDOTTI 3. FOGNATURE

1. PROGETTAZIONE DI ACQUEDOTTI 2. PROGETTAZIONE DI FOGNATURE

Al fine di comprendere e saper applicare i più importanti concetti illustrati e discussi nell'ambito dell'insegnamento è: • necessario che lo studente abbia superato gli esami di Analisi Matematica II e di Meccanica Razionale e Statica; • opportuno che conosca gli argomenti trattati nei corsi di Geometria e Fisica Generale; In particolare è necessario che lo studente abbia dimestichezza con: i concetti di funzione continua, limite, derivata e integrale (semplice, di superficie e di volume) - non solo dal punto di vista dell'analisi matematica ma soprattutto da quello della Meccanica - le funzioni esponenziale e trigonometriche, le equazioni fondamentali della Meccanica (principio di conservazione della massa, equazione di Newton e teorema della quantità di moto). Con riferimento alle applicazioni numeriche, che costituiscono parte importante del corso, è necessario che lo studente sia in grado di risolvere numericamente equazioni implicite mediante le più elementari tecniche dell'analisi numerica (ad esempio: metodo del dimezzamento).

Al fine di comprendere e saper applicare i più importanti concetti illustrati e discussi nell'ambito dell'insegnamento è: • necessario che lo studente abbia superato gli esami di Analisi Matematica II e di Meccanica Razionale e Statica; • opportuno che conosca gli argomenti trattati nei corsi di Geometria e Fisica Generale; In particolare è necessario che lo studente abbia dimestichezza con: i concetti di funzione continua, limite, derivata e integrale (semplice, di superficie e di volume) - non solo dal punto di vista dell'analisi matematica ma soprattutto da quello della Meccanica - le funzioni esponenziale e trigonometriche, le equazioni fondamentali della Meccanica (principio di conservazione della massa, equazione di Newton e teorema della quantità di moto). Con riferimento alle applicazioni numeriche, che costituiscono parte importante del corso, è necessario che lo studente sia in grado di risolvere numericamente equazioni implicite mediante le più elementari tecniche dell'analisi numerica (ad esempio: metodo del dimezzamento).

Il Modulo è organizzato in: •lezioni frontali in aula su tutti gli argomenti del programma con confronto con gli studenti; •esercitazioni in aula svolte nella modalità classica (alla lavagna).

Il Modulo è organizzato in: •lezioni frontali in aula su tutti gli argomenti del programma con confronto con gli studenti; •esercitazioni di calcolo idraulico in modalità laboratoriale con il coinvolgimento diretto degli studenti • attività seminariale con il coinvolgimento di esperti professionisti del settore • visita tecnica in un cantiere di una infrastruttura idraulica.

Il Modulo affronta la descrizione dei principali processi dell’idrologia di base, la formazione della precipitazione, il processo di infiltrazione e di formazione della pioggia effettiva, la determinazione dell’idrogramma di portata; descrive strumenti di misura delle grandezze coinvolte e metodi di stima di variabili di progetto come la portata di massima piena; fornisce strumenti per la progettazione di infrastrutture idrauliche. Il programma del Modulo è strutturato nelle seguenti Unità didattiche: 1. IDROLOGIA E CICLO IDROLOGICO Il ciclo naturale delle acque. Il bacino idrografico. La formazione e la misura della precipitazione. Elaborazione statistica dei dati. Variabili casuali e probabilità. Densità di probabilità. Distribuzione normale, lognormale e di Gumbel. Linee segnalatrici di possibilità pluviometrica. Stima delle perdite. Il calcolo dell'infiltrazione. La relazione di Philip. Il metodo CN-SCS. Idrogramma di piena. Trasformazione della pioggia in portata. Portata diretta in termini di IUH. Metodo dell'invaso. Metodo della corrivazione. 2. ACQUEDOTTI Fabbisogno idrico. Orizzonte progettuale. Consumi idrici. Fonti di approvvigionamento. Acque superficiali e sotterranee. Opere di adduzione. Reti di distribuzione. Rete unica. Reti separate. Dimensionamento e verifica. Serbatoi di compenso. Progetto e verifica. Regola del filo teso. Impianti di sollevamento. Tubazioni in ghisa, acciaio, materiale plastico e lapideo. Approvvigionamento idrico negli edifici. 3. FOGNATURE Principi generali sulle fognature. Disposizione delle reti. Gli spechi di fognatura. Calcolo delle portate di massima piena. Formula razionale tradizionale. Metodo cinematico. Metodo dell'invaso lineare. Dimensionamento e verifica delle condotte. Condizioni di funzionamento. Sifoni e scaricatori di piena. Caditoie stradali. Pozzetti di ispezione. Impianti di sollevamento di acque bianche e nere.

Il Modulo fornisce strumenti pratici per la progettazione di infrastrutture idrauliche. Il programma del Modulo è strutturato nelle seguenti Unità didattiche: 1. PROGETTAZIONE DI ACQUEDOTTI Calcolo del fabbisogno idrico. Definizione di orizzonte progettuale. Determinazione dei consumi idrici. Dimensionamento di opere di adduzione e distribuzione. Progetto di serbatoi di compenso e impianti di sollevamento. 2. PROGETTAZIONE DI FOGNATURE Calcolo pratico delle portate di massima piena. Progetto di un collettore fognario. Progetto di una rete di drenaggio urbano. 3. SVILUPPO DI UN CASE-STUDY IN GRUPPI DI LAVORO

Modalità d'esame

La verifica degli obiettivi formativi dell’insegnamento prevede una prova orale. La prova orale consiste in una discussione della durata di circa 45 – 60 minuti finalizzata ad accertare: i) il livello di conoscenza dei contenuti teorico-metodologici relativi alle Infrastrutture Idrauliche, ii) il livello di competenza nell’esporre le possibili soluzioni tecniche di problemi di modellazione idraulica e idrologica, di dimensionamento e verifica delle componenti strutturali ed idrauliche delle infrastrutture idrauliche urbane e delle opere ad esse complementari, iii) l’autonomia di giudizio nel proporre l’approccio più opportuno per ciascun ambito applicativo, con piena consapevolezza delle ipotesi semplificative adottate nelle diverse modellazioni, del significato fisico delle grandezze coinvolte, del livello di indeterminazione dei risultati conseguiti. Le prove orali hanno anche l’obiettivo di verificare la capacità dello studente di esporre con proprietà di linguaggio i temi proposti dalla Commissione, di sostenere un rapporto dialettico durante la discussione e di riassumere i risultati applicativi delle teorie studiate. La valutazione finale verrà effettuata dalla Commissione in trentesimi. Per informazioni sui servizi di supporto agli studenti con disabilità e/o DSA visita la pagina http://www.unipg.it/disabilita-e-dsa Nel caso in cui lo studente intenda anticipare l’esame in un anno precedente a quello programmato nel piano di studio, si raccomanda di frequentare il ciclo delle lezioni e di sostenere l’esame nel primo appello utile dopo che le lezioni medesime siano terminate, nel rispetto quindi del semestre di programmazione dell’insegnamento.

La verifica degli obiettivi formativi dell’insegnamento prevede una prova orale nella quale viene discusso il progetto di una infrastruttura idraulica (caso di studio) assegnato dal docente durante il corso. La prova orale consiste in una discussione della durata di circa 45 – 60 minuti che, a partire dal caso pratico affrontato, sia finalizzata ad accertare: i) il livello di conoscenza dei contenuti teorico-metodologici relativi alle Infrastrutture Idrauliche , ii) il livello di competenza nell’esporre le possibili soluzioni tecniche di problemi di modellazione idraulica e idrologica, di dimensionamento e verifica delle componenti strutturali ed idrauliche delle infrastrutture idrauliche urbane e delle opere ad esse complementari, iii) l’autonomia di giudizio nel proporre l’approccio più opportuno per ciascun ambito applicativo, con piena consapevolezza delle ipotesi semplificative adottate nelle diverse modellazioni, del significato fisico delle grandezze coinvolte, del livello di indeterminazione dei risultati conseguiti. Le prove orali hanno anche l’obiettivo di verificare la capacità dello studente di esporre con proprietà di linguaggio i temi proposti dalla Commissione, di sostenere un rapporto dialettico durante la discussione e di riassumere i risultati applicativi delle teorie studiate. La valutazione finale verrà effettuata dalla Commissione in trentesimi. Per informazioni sui servizi di supporto agli studenti con disabilità e/o DSA visita la pagina http://www.unipg.it/disabilita-e-dsa

Testi di riferimento

•G. BECCIU, A. PAOLETTI, Esercitazioni di costruzioni idrauliche, CEDAM, Padova, 1999; •L. DA DEPPO, C. DATEI, Fognature, Cortina, Padova, 2004; •G. IPPOLITO, Appunti di costruzioni idrauliche, Liguori Editore, Napoli, 2000 ; •R. K. LINSLEY, J. B. FRANZINI, D. L. FREYBERG, G. TCHOBANOGLOUS, Water resources engineering, McGraw-Hill, New York, 1992; •L. MAYS, Y. K. TOUNG, Hydrosystems engineering and management, McGraw-Hill, New York, 1992; •Dispense del docente disponibili sulla piattaforma APE-LEARNING o su UNISTUDIUM.

•G. BECCIU, A. PAOLETTI, Esercitazioni di costruzioni idrauliche, CEDAM, Padova, 1999; •L. DA DEPPO, C. DATEI, Fognature, Cortina, Padova, 2004; •G. IPPOLITO, Appunti di costruzioni idrauliche, Liguori Editore, Napoli, 2000 ; •L. MAYS, Y. K. TOUNG, Hydrosystems engineering and management, McGraw-Hill, New York, 1992; •Dispense del docente disponibili sulla piattaforma APE-LEARNING o su UNISTUDIUM.

Codice insegnamento P975559457

LABORATORIO ARCHITETTURA E COMPOSIZIONE 2 3° anno · 0 file
LABORATORIO DI ARCHITETTURA TECNICA 2 3° anno · 0 file
MICROCLIMA, ILLUMINOTECNICA E ACUSTICA 3° anno · 0 file
Scienza Delle Costruzioni E Costruzioni Storiche In Muratura 3° anno · Annuale · 12 CFU · CEAR-06/A · 0 file

I risultati di apprendimento attesi consistono nella comprensione dei concetti e principi base della Scienza delle costruzioni al fine di impadronirsi degli strumenti necessari per affrontare l'analisi strutturale…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

I risultati di apprendimento attesi consistono nella comprensione dei concetti e principi base della Scienza delle costruzioni al fine di impadronirsi degli strumenti necessari per affrontare l'analisi strutturale (dimensionamento e verifica) sia di elementi monodimensionali sia di continui bi- e tridimensionali. In particolare: Acquisizione di conoscenze relative a (descrittore di Dublino 1): _ stato di deformazione e equazioni indefinite di congruenza; _ stato di tensione e equazioni di equilibrio del continuo; _ principio dei lavori virtuali; _ equazioni costitutive e teoremi del corpo elastico lineare; _ metodi per il calcolo degli spostamenti in travature elastiche piane; _ metodo delle forze per la soluzione di travature elastiche piane ipersatiche; _ criteri di plasticità, resistenza e sicurezza; _ problema della stabilità dell’equilibrio elastico. Abilità nell’applicazione delle conoscenze teoriche a casi pratici riguardanti la soluzione di travature elastiche piane (descrittore di Dublino 2) e autonomia di giudizio nella scelta degli approcci per la modellazione e l’analisi strutturale (descrittore di Dublino 3) con particolare riferimento a: _ determinazione delle caratteristiche di sollecitazione in travature elastiche piane iperstatiche; _ calcolo dello stato della tensione nelle sezioni trasversali delle travi utilizzando il modello del De Saint Venant; _ determinazione dell’equazione della linea elastica di travi piane ad asse rettilineo; _ determinazione del carico critico di aste compresse; _ verifiche di sicurezza di travature elastiche piane.

Programma

Analisi della deformazione. Analisi della tensione. Il principio dei lavori virtuali. Equazioni costitutive. La trave elastica. Calcolo di spostamenti e rotazioni. Travature iperstatiche. Il problema di B. de S. Venant. Criteri di plasticità e di resistenza. Stabilità dell'equilibrio elastico.

Le conoscenze richieste per comprendere i contenuti del corso e raggiungere gli obiettivi formativi previsti sono le seguenti: Analisi Matematica: studio delle funzioni, tecniche di derivazione ed integrazione di funzioni a una o più variabili, equazioni differenziali. Fisica e Meccanica Razionale: calcolo vettoriale, equazioni cardinali della statica e dell’equilibrio dinamico. Geometria: Spazi vettoriali ed applicazioni lineari. Matrici ed applicazioni lineari. Sistemi lineari. Curve algebriche: coniche.

Lezioni frontali teoriche e pratiche.

Analisi della deformazione: deformazione nell'intorno di un punto; tensore delle deformazioni finite ed infinitesime; dilatazione lineare, angolare, superficiale e cubica. Congruenza della deformazione. Analisi della tensione: tensione in un punto; tensore degli sforzi; equazioni indefinite ed ai limiti; tensioni e direzioni principali; stati di tensione mono- bi- e triassiali; linee isostatiche; cerchio di Mohr per fasci principali. Il principio dei lavori virtuali: equilibrio, congruenza ed equazione dei lavori virtuali; il principio dei L.V. nella forma diretta e nella forma inversa. Il solido elastico ed i teoremi energetici: equazioni costitutive; materiale elastico ed elastico lineare; omogeneità ed isotropia; teoremi di Clapeyron, di Betti e di Kirchhoff. Problema dell'equilibrio elastico isotropo: equazioni di Navier e di Beltrami-Michell. La trave elastica: determinazione della linea elastica; influenza del taglio sulla deformazione; il metodo di Mohr. Metodi energetici per le travature: riscrittura del principio dei L.V.; calcolo di spostamenti e rotazioni. Travature iperstatiche e sistemi principali; risoluzione di travature iperstatiche. Il problema di B. de S. Venant: riduzione delle equazioni dell'equilibrio elastico; forza normale; flessione pura; forza normale eccentrica; torsione; flessione e taglio; il postulato di de S. Venant. Criteri di plasticità e di resistenza: diagramma tensione-deformazione; classificazione dei materiali. Verifiche di sicurezza. Stabilità dell'equilibrio elastico. Definizione di carico critico; strutture a deformabilità concentrata ed asta caricata di punta; formula di Eulero e cenno ad altre formule in campo elasto plastico. Verifica di sicurezza a carico di punta: il metodo omega.

Modalità d'esame

La verifica degli obiettivi formativi dell’insegnamento (esame) prevede una prova scritta e una prova orale. La prova scritta, per esigenze logistiche, sarà sostenuta in modo anticipato rispetto alla successiva prova orale che verrà espletata nella stessa sessione secondo il calendario stabilito dal CdS. In casi particolari ed eccezionali la prova orale potrà essere sostenuta in sessioni diverse concordando le modalità con il docente. L’esercitazione pratica viene portata a termine durante le ore del modulo di laboratorio. La prova scritta ha lo scopo di verificare: i) la capacità di comprensione delle problematiche proposte durante il corso (descrittore di Dublino 1), ii) la capacità di applicare correttamente le conoscenze teoriche (descrittore di Dublino 2), iii) l'abilità di scegliere, in autonomia di giudizio, metodi di soluzione appropriati ed efficaci tra le possibili alternative (descrittore di Dublino 3), iv) l'abilità di comunicare in modo efficace e pertinente in forma scritta (descrittore di Dublino 4), v) la capacità di apprendere gli elementi fondamentali alla base dei contenuti teorici del corso (descrittore di Dublino 5). La prova orale consiste in una discussione della durata non superiore a circa 45 minuti finalizzata ad accertare: i) il livello di conoscenza dei contenuti teorico-metodologici dei due moduli (descrittore di Dublino 1), ii) il livello di competenza nell’esporre le tecniche di soluzione di travature elastiche piane, le tecniche di soluzione del problema di De Saint Venant (descrittore di Dublino 2), iii) l’autonomia di giudizio (descrittore di Dublino 3) nel proporre l’approccio più opportuno per ciascun ambito applicativo, con piena consapevolezza delle ipotesi semplificative adottate nelle diverse modellazioni, del significato fisico delle grandezze coinvolte, del livello di indeterminazione dei risultati conseguiti. La prova orale ha anche l’obiettivo di verificare la capacità dello studente di esporre con proprietà di linguaggio i temi proposti dalla Commissione, di sostenere un rapporto dialettico durante discussione e di riassumere i risultati applicativi delle teorie studiate (descrittore di Dublino 4), oltre che dimostrare la capacità di apprendere gli elementi fondamentali alla base dei contenuti teorici del corso (descrittore di Dublino 5). La valutazione finale del modulo Scienza delle Costruzioni verrà effettuata dalla Commissione in trentesimi mediando i risultati delle due prove con i seguenti pesi: prova scritta, peso = 3/12; prova orale, peso = 3/12.

Testi di riferimento

R. Baldacci, Scienza delle Costruzioni, Volumi I e II, UTET, Torino. L. Nunziante, L. Gambarotta, A. Tralli, Scienza delle Costruzioni, McGraw-Hill Leone Corradi dell'Acqua - Meccanica delle strutture, Mc Graw Hill M. Capurso, Lezioni di Scienza delle Costruzioni, Pitagora, Bologna.

Codice insegnamento 410500

Scienza Delle Costruzioni E Metodi Computazionali 3° anno · Annuale · 12 CFU · CEAR-06/A · 0 file

I risultati di apprendimento attesi consistono nella comprensione dei concetti e principi base della Scienza delle costruzioni al fine di impadronirsi degli strumenti necessari per affrontare l'analisi strutturale…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

I risultati di apprendimento attesi consistono nella comprensione dei concetti e principi base della Scienza delle costruzioni al fine di impadronirsi degli strumenti necessari per affrontare l'analisi strutturale (dimensionamento e verifica) sia di elementi monodimensionali sia di continui bi- e tridimensionali. In particolare: Acquisizione di conoscenze relative a (descrittore di Dublino 1): _ stato di deformazione e equazioni indefinite di congruenza; _ stato di tensione e equazioni di equilibrio del continuo; _ principio dei lavori virtuali; _ equazioni costitutive e teoremi del corpo elastico lineare; _ metodi per il calcolo degli spostamenti in travature elastiche piane; _ metodo delle forze per la soluzione di travature elastiche piane ipersatiche; _ criteri di plasticità, resistenza e sicurezza; _ problema della stabilità dell’equilibrio elastico. Abilità nell’applicazione delle conoscenze teoriche a casi pratici riguardanti la soluzione di travature elastiche piane (descrittore di Dublino 2) e autonomia di giudizio nella scelta degli approcci per la modellazione e l’analisi strutturale (descrittore di Dublino 3) con particolare riferimento a: _ determinazione delle caratteristiche di sollecitazione in travature elastiche piane iperstatiche; _ calcolo dello stato della tensione nelle sezioni trasversali delle travi utilizzando il modello del De Saint Venant; _ determinazione dell’equazione della linea elastica di travi piane ad asse rettilineo; _ determinazione del carico critico di aste compresse; _ verifiche di sicurezza di travature elastiche piane.

Programma

Analisi della deformazione. Analisi della tensione. Il principio dei lavori virtuali. Equazioni costitutive. La trave elastica. Calcolo di spostamenti e rotazioni. Travature iperstatiche. Il problema di B. de S. Venant. Criteri di plasticità e di resistenza. Stabilità dell'equilibrio elastico.

Le conoscenze richieste per comprendere i contenuti del corso e raggiungere gli obiettivi formativi previsti sono le seguenti: Analisi Matematica: studio delle funzioni, tecniche di derivazione ed integrazione di funzioni a una o più variabili, equazioni differenziali. Fisica e Meccanica Razionale: calcolo vettoriale, equazioni cardinali della statica e dell’equilibrio dinamico. Geometria: Spazi vettoriali ed applicazioni lineari. Matrici ed applicazioni lineari. Sistemi lineari. Curve algebriche: coniche.

Lezioni frontali teoriche e pratiche.

Analisi della deformazione: deformazione nell'intorno di un punto; tensore delle deformazioni finite ed infinitesime; dilatazione lineare, angolare, superficiale e cubica. Congruenza della deformazione. Analisi della tensione: tensione in un punto; tensore degli sforzi; equazioni indefinite ed ai limiti; tensioni e direzioni principali; stati di tensione mono- bi- e triassiali; linee isostatiche; cerchio di Mohr per fasci principali. Il principio dei lavori virtuali: equilibrio, congruenza ed equazione dei lavori virtuali; il principio dei L.V. nella forma diretta e nella forma inversa. Il solido elastico ed i teoremi energetici: equazioni costitutive; materiale elastico ed elastico lineare; omogeneità ed isotropia; teoremi di Clapeyron, di Betti e di Kirchhoff. Problema dell'equilibrio elastico isotropo: equazioni di Navier e di Beltrami-Michell. La trave elastica: determinazione della linea elastica; influenza del taglio sulla deformazione; il metodo di Mohr. Metodi energetici per le travature: riscrittura del principio dei L.V.; calcolo di spostamenti e rotazioni. Travature iperstatiche e sistemi principali; risoluzione di travature iperstatiche. Il problema di B. de S. Venant: riduzione delle equazioni dell'equilibrio elastico; forza normale; flessione pura; forza normale eccentrica; torsione; flessione e taglio; il postulato di de S. Venant. Criteri di plasticità e di resistenza: diagramma tensione-deformazione; classificazione dei materiali. Verifiche di sicurezza. Stabilità dell'equilibrio elastico. Definizione di carico critico; strutture a deformabilità concentrata ed asta caricata di punta; formula di Eulero e cenno ad altre formule in campo elasto plastico. Verifica di sicurezza a carico di punta: il metodo omega.

Modalità d'esame

La verifica degli obiettivi formativi dell’insegnamento (esame) prevede una prova scritta e una prova orale. La prova scritta, per esigenze logistiche, sarà sostenuta in modo anticipato rispetto alla successiva prova orale che verrà espletata nella stessa sessione secondo il calendario stabilito dal CdS. In casi particolari ed eccezionali la prova orale potrà essere sostenuta in sessioni diverse concordando le modalità con il docente. L’esercitazione pratica viene portata a termine durante le ore del modulo di laboratorio. La prova scritta ha lo scopo di verificare: i) la capacità di comprensione delle problematiche proposte durante il corso (descrittore di Dublino 1), ii) la capacità di applicare correttamente le conoscenze teoriche (descrittore di Dublino 2), iii) l'abilità di scegliere, in autonomia di giudizio, metodi di soluzione appropriati ed efficaci tra le possibili alternative (descrittore di Dublino 3), iv) l'abilità di comunicare in modo efficace e pertinente in forma scritta (descrittore di Dublino 4), v) la capacità di apprendere gli elementi fondamentali alla base dei contenuti teorici del corso (descrittore di Dublino 5). La prova orale consiste in una discussione della durata non superiore a circa 45 minuti finalizzata ad accertare: i) il livello di conoscenza dei contenuti teorico-metodologici dei due moduli (descrittore di Dublino 1), ii) il livello di competenza nell’esporre le tecniche di soluzione di travature elastiche piane, le tecniche di soluzione del problema di De Saint Venant (descrittore di Dublino 2), iii) l’autonomia di giudizio (descrittore di Dublino 3) nel proporre l’approccio più opportuno per ciascun ambito applicativo, con piena consapevolezza delle ipotesi semplificative adottate nelle diverse modellazioni, del significato fisico delle grandezze coinvolte, del livello di indeterminazione dei risultati conseguiti. La prova orale ha anche l’obiettivo di verificare la capacità dello studente di esporre con proprietà di linguaggio i temi proposti dalla Commissione, di sostenere un rapporto dialettico durante discussione e di riassumere i risultati applicativi delle teorie studiate (descrittore di Dublino 4), oltre che dimostrare la capacità di apprendere gli elementi fondamentali alla base dei contenuti teorici del corso (descrittore di Dublino 5). La valutazione finale del modulo Scienza delle Costruzioni verrà effettuata dalla Commissione in trentesimi mediando i risultati delle due prove con i seguenti pesi: prova scritta, peso = 3/12; prova orale, peso = 3/12.

Testi di riferimento

R. Baldacci, Scienza delle Costruzioni, Volumi I e II, UTET, Torino. L. Nunziante, L. Gambarotta, A. Tralli, Scienza delle Costruzioni, McGraw-Hill Leone Corradi dell'Acqua - Meccanica delle strutture, Mc Graw Hill M. Capurso, Lezioni di Scienza delle Costruzioni, Pitagora, Bologna.

Codice insegnamento 410489

Water Design 3° anno · Annuale · 10 CFU · CEAR-01/B · 0 file

Il modulo tratta dei principali processi dell’idrologia di base, della formazione della precipitazione, del processo di infiltrazione e di formazione della pioggia effettiva, della determinazione dell’idrogramma di…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il modulo tratta dei principali processi dell’idrologia di base, della formazione della precipitazione, del processo di infiltrazione e di formazione della pioggia effettiva, della determinazione dell’idrogramma di portata; descrive strumenti di misura delle grandezze coinvolte e metodi di stima di variabili di progetto come la portata di massima piena; fornisce strumenti per la progettazione di infrastrutture idrauliche. Gli obiettivi formativi sono i seguenti. Il primo obiettivo riguarda l'acquisizione delle principali conoscenze relative a: •variabili idrologiche principali, processi idrologici di base alla scala locale e di bacino idrografico, quali l’infiltrazione di acqua nel suolo, la generazione della pioggia effettiva e la sua trasformazione in portata diretta, nonché strumenti e tecniche di misura disponibili; •metodologie di base che quantificano i processi idrologici descritti (il metodo SCS-CN per la stima della pioggia effettiva, l’integrale di convoluzione mediante idrogramma unitario istantaneo o il modello della corrivazione per la stima della portata diretta); •differenti approcci (diretto e indiretto) per la stima della portata di progetto necessaria nella progettazione di opere idrauliche; •fabbisogno idrico, consumi idrici, fonti di approvvigionamento, opere di adduzione, reti di distribuzione; •principi generali sulle reti di fognature e metodi di dimensionamento. Un secondo obiettivo è relativo all'acquisizione delle principali abilità riferite alla capacità di: •selezionare, applicare e interpretare strumenti e tecniche di misura delle principali grandezze idrologiche; •selezionare e applicare modelli di base di formazione della pioggia effettiva e di trasformazione pioggia effettiva-portata diretta per la simulazione di un idrogramma atteso in una fissata sezione fluviale di interesse, sulla base delle informazioni disponibili; •selezionare e applicare un metodo appropriato per la stima della portata di progetto in una sezione fluviale al fine di progettare un’opera idraulica; •selezionare una rete di distribuzione e applicare un metodo appropriato per il suo dimensionamento e la sua verifica; •progettare e dimensionare un serbatoio di compenso; •progettare e verificare un impianto di sollevamento; •selezionare e applicare un metodo appropriato per dimensionare una fognatura; •selezionare e dimensionare le opere accessorie per il funzionamento di una rete fognaria (sifoni, scaricatori, caditoie, pozzetti, impianti di sollevamento).

Programma

1. IDROLOGIA E CICLO IDROLOGICO 2. ACQUEDOTTI 3. FOGNATURE

Al fine di comprendere e saper applicare i più importanti concetti illustrati e discussi nell'ambito dell'insegnamento è: • necessario che lo studente abbia superato gli esami di Analisi Matematica II e di Meccanica Razionale e Statica; • opportuno che conosca gli argomenti trattati nei corsi di Geometria e Fisica Generale; In particolare è necessario che lo studente abbia dimestichezza con: i concetti di funzione continua, limite, derivata e integrale (semplice, di superficie e di volume) - non solo dal punto di vista dell'analisi matematica ma soprattutto da quello della Meccanica - le funzioni esponenziale e trigonometriche, le equazioni fondamentali della Meccanica (principio di conservazione della massa, equazione di Newton e teorema della quantità di moto). Con riferimento alle applicazioni numeriche, che costituiscono parte importante del corso, è necessario che lo studente sia in grado di risolvere numericamente equazioni implicite mediante le più elementari tecniche dell'analisi numerica (ad esempio: metodo del dimezzamento).

Il Modulo è organizzato in: •lezioni frontali in aula su tutti gli argomenti del programma con confronto con gli studenti; •esercitazioni in aula svolte nella modalità classica (alla lavagna).

Il Modulo affronta la descrizione dei principali processi dell’idrologia di base, la formazione della precipitazione, il processo di infiltrazione e di formazione della pioggia effettiva, la determinazione dell’idrogramma di portata; descrive strumenti di misura delle grandezze coinvolte e metodi di stima di variabili di progetto come la portata di massima piena; fornisce strumenti per la progettazione di infrastrutture idrauliche. Il programma del Modulo è strutturato nelle seguenti Unità didattiche: 1. IDROLOGIA E CICLO IDROLOGICO Il ciclo naturale delle acque. Il bacino idrografico. La formazione e la misura della precipitazione. Elaborazione statistica dei dati. Variabili casuali e probabilità. Densità di probabilità. Distribuzione normale, lognormale e di Gumbel. Linee segnalatrici di possibilità pluviometrica. Stima delle perdite. Il calcolo dell'infiltrazione. La relazione di Philip. Il metodo CN-SCS. Idrogramma di piena. Trasformazione della pioggia in portata. Portata diretta in termini di IUH. Metodo dell'invaso. Metodo della corrivazione. 2. ACQUEDOTTI Fabbisogno idrico. Orizzonte progettuale. Consumi idrici. Fonti di approvvigionamento. Acque superficiali e sotterranee. Opere di adduzione. Reti di distribuzione. Rete unica. Reti separate. Dimensionamento e verifica. Serbatoi di compenso. Progetto e verifica. Regola del filo teso. Impianti di sollevamento. Tubazioni in ghisa, acciaio, materiale plastico e lapideo. Approvvigionamento idrico negli edifici. 3. FOGNATURE Principi generali sulle fognature. Disposizione delle reti. Gli spechi di fognatura. Calcolo delle portate di massima piena. Formula razionale tradizionale. Metodo cinematico. Metodo dell'invaso lineare. Dimensionamento e verifica delle condotte. Condizioni di funzionamento. Sifoni e scaricatori di piena. Caditoie stradali. Pozzetti di ispezione. Impianti di sollevamento di acque bianche e nere.

Modalità d'esame

La verifica degli obiettivi formativi dell’insegnamento prevede una prova orale. La prova orale consiste in una discussione della durata di circa 45 – 60 minuti finalizzata ad accertare: i) il livello di conoscenza dei contenuti teorico-metodologici relativi alle Infrastrutture Idrauliche, ii) il livello di competenza nell’esporre le possibili soluzioni tecniche di problemi di modellazione idraulica e idrologica, di dimensionamento e verifica delle componenti strutturali ed idrauliche delle infrastrutture idrauliche urbane e delle opere ad esse complementari, iii) l’autonomia di giudizio nel proporre l’approccio più opportuno per ciascun ambito applicativo, con piena consapevolezza delle ipotesi semplificative adottate nelle diverse modellazioni, del significato fisico delle grandezze coinvolte, del livello di indeterminazione dei risultati conseguiti. La prova orale hanno anche l’obiettivo di verificare la capacità dello studente di esporre con proprietà di linguaggio i temi proposti dalla Commissione, di sostenere un rapporto dialettico durante la discussione e di riassumere i risultati applicativi delle teorie studiate. La valutazione finale verrà effettuata dalla Commissione in trentesimi. Per informazioni sui servizi di supporto agli studenti con disabilità e/o DSA visita la pagina http://www.unipg.it/disabilita-e-dsa

Testi di riferimento

•G. BECCIU, A. PAOLETTI, Esercitazioni di costruzioni idrauliche, CEDAM, Padova, 1999; •L. DA DEPPO, C. DATEI, Fognature, Cortina, Padova, 2004; •G. IPPOLITO, Appunti di costruzioni idrauliche, Liguori Editore, Napoli, 2000 ; •R. K. LINSLEY, J. B. FRANZINI, D. L. FREYBERG, G. TCHOBANOGLOUS, Water resources engineering, McGraw-Hill, New York, 1992; •L. MAYS, Y. K. TOUNG, Hydrosystems engineering and management, McGraw-Hill, New York, 1992; •Dispense del docente disponibili sulla piattaforma UNISTUDIUM.

Codice insegnamento 410497

ARCHITETTURA E COMPOSIZIONE 3 4° anno · 1° semestre · 9 CFU · CEAR-09/A · 0 file

Insegnamento integrato composto dai moduli: ARCHITETTURA E COMPOSIZIONE 3; LABORATORIO DI ARCHITETTURA E COMPOSIZIONE 3.

Scheda dell'insegnamento

Programma

Insegnamento integrato composto dai moduli: ARCHITETTURA E COMPOSIZIONE 3; LABORATORIO DI ARCHITETTURA E COMPOSIZIONE 3.

Codice insegnamento P708262847

EARTHQUAKE-RESISTANT STRUCTURES 4° anno · 0 file
EARTHQUAKE-RESISTANT STRUCTURES 4° anno · 0 file
Geotechnical Engineering 4° anno · 2° semestre · 7 CFU · CEAR-05/A · 0 file
LABORATORIO DI ARCHITETTURA E COMPOSIZIONE 3 4° anno · 0 file
LABORATORIO DI PROGETTAZIONE URBANISTICA 4° anno · 0 file
LABORATORIO DI RILIEVO DELL'ARCHITETTURA 4° anno · 0 file
LABORATORIO E ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE 4° anno · 0 file
ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE 4° anno · 1° semestre · 9 CFU · CEAR-08/B · 0 file

Insegnamento integrato composto dai moduli: LABORATORIO E ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE; ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE.

Scheda dell'insegnamento

Programma

Insegnamento integrato composto dai moduli: LABORATORIO E ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE; ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE.

Codice insegnamento P045912860

PROGETTAZIONE URBANISTICA 4° anno · Annuale · 12 CFU · CEAR-12/A · 0 file

Insegnamento integrato composto dai moduli: LABORATORIO DI PROGETTAZIONE URBANISTICA; PROGETTAZIONE URBANISTICA.

Scheda dell'insegnamento

Programma

Insegnamento integrato composto dai moduli: LABORATORIO DI PROGETTAZIONE URBANISTICA; PROGETTAZIONE URBANISTICA.

Codice insegnamento P598410506

RILIEVO DELL'ARCHITETTURA 4° anno · 2° semestre · 9 CFU · CEAR-10/A · 0 file

L'insegnamento si prefigge l'obiettivo prioritario di fornire allo studente gli strumenti per rilevare le architetture storiche e contemporanee. L'insegnamento si prefigge di fornire allo studente le seguenti conoscenze.…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

L'insegnamento si prefigge l'obiettivo prioritario di fornire allo studente gli strumenti per rilevare le architetture storiche e contemporanee. L'insegnamento si prefigge di fornire allo studente le seguenti conoscenze. 1. Conoscenza pratica delle tecniche di rilievo tradizionali. 2. Conoscenza pratica delle tecniche di rilievo innovative. L'insegnamento si prefigge di fornire allo studente la seguente abilità. 1. Saper applicare sinergicamente le tecniche di rilievo tradizionali e le tecniche di rilievo innovative.

L'insegnamento si prefigge l'obiettivo prioritario di fornire allo studente gli strumenti per rilevare le architetture intese come sistemi spaziali complessi. L'insegnamento si prefigge di fornire allo studente le seguenti conoscenze. 1. Conoscenza pratica delle tecniche di rilievo tradizionali. 2. Conoscenza pratica delle tecniche di rilievo innovative. L'insegnamento si prefigge di fornire allo studente l'abilità pratica di saper integrare le tecniche di rilievo tradizionali e innovative.

Programma

L'insegnamento si propone di trasmettere agli studenti un’adeguata formazione, sia culturale che professionale, per integrare le tecniche di rilievo tradizionali e innovative, utilizzando gli strumenti, i metodi e le tecniche più congruenti con le finalità conoscitive.

L'insegnamento si propone di trasmettere agli studenti un’adeguata formazione, sia culturale che professionale, per integrare le tecniche di rilievo tradizionali e innovative, utilizzando gli strumenti, i metodi e le tecniche più congruenti con le finalità conoscitive. L'insegnamento è organizzato in lezioni teoriche ed esercitazioni applicative. Nelle lezioni teoriche sono affrontati temi riguardanti l'applicazione delle tecniche di rilievo tradizionali e innovative e la loro integrazione. Le esercitazioni applicative sono assegnate dalla docenza e riguardano temi nodali del rilievo architettonico, con particolare riferimento alla scelta delle tecniche di rappresentazione più opportune. Il quadro teorico. Gli strumenti e le tecniche. I nuovi temi.

Conoscenze di base del disegno dell’architettura e della storia dell’architettura.

Conoscenze di base del disegno dell'architettura: indispensabili. Conoscenze di base della storia dell'architettura: indispensabili.

Il corso è articolato in lezioni teoriche svolte in aula sugli argomenti dell'insegnamento integrate da esercitazioni applicative e seminari specialistici.

Lezioni teoriche svolte in aula sugli argomenti dell'insegnamento integrate da seminari specialistici. Revisioni periodiche delle esercitazioni applicative svolte in aula o all'esterno.

L'insegnamento si propone di trasmettere agli studenti un’adeguata formazione, sia culturale che professionale, per integrare le tecniche di rilievo tradizionali e innovative, utilizzando gli strumenti, i metodi e le tecniche più congruenti con le finalità conoscitive.L'insegnamento è organizzato in lezioni teoriche ed esercitazioni applicative.Nelle lezioni teoriche sono affrontati temi riguardanti l'applicazione delle tecniche di rilievo tradizionali e innovative e la loro integrazione.Le esercitazioni applicative sono assegnate dalla docenza e riguardano temi nodali del rilievo architettonico, con particolare riferimento alla scelta delle tecniche di rappresentazione più opportune.

L'insegnamento si propone di trasmettere agli studenti un’adeguata formazione, sia culturale che professionale, per integrare le tecniche di rilievo tradizionali e innovative, utilizzando gli strumenti, i metodi e le tecniche più congruenti con le finalità conoscitive. L'insegnamento è organizzato in lezioni teoriche ed esercitazioni applicative. Nelle lezioni teoriche sono affrontati temi riguardanti l'applicazione delle tecniche di rilievo tradizionali e innovative e la loro integrazione. Le esercitazioni applicative sono assegnate dalla docenza e riguardano temi nodali del rilievo architettonico, con particolare riferimento alla scelta delle tecniche di rappresentazione più opportune.

Modalità d'esame

L’esame prevede una prova orale individuale sui contenuti teorici e sulle esercitazioni pratiche. Tali prove sono volte ad accertare il livello di conoscenza e la capacità di comprensione nonché di sintesi raggiunti dallo studente.

Esercitazione pratica: elaborazione di un tema di rilievo architettonico alla scala edilizia, di norma da sviluppare in équipe e volta ad accertare le competenze critiche e le capacità relazionali. Prova orale: discussione individuale della durata di circa trenta minuti, supportata dagli elaborati grafici prodotti e volta ad accertare le capacità espressive e comunicative.

Testi di riferimento

  • R. Migliari,a cura di, Frontiere del rilievo. Dalla matita alle scansioni 3D, Gangemi Editore, Roma 2001. - M. Ciammaichella, Architettura in NURBS. Il disegno digitale della deformazione, Testo & Immagine, Torino 2002. - T. Empler, Il disegno automatico tra progetto e rilievo, Officina, Roma 2002. - A. Sdegno, Architettura e rappresentazione digitale, Edizioni Cafoscarina, Venezia 2002. - L. Sacchi, M. Unali, a cura di, Architettura e cultura digitale, Skira Editori, Milano 2003. - P. Belardi, Why Architects Still Draw. Due lezioni sul disegno d'architettura, Libria, Melfi 2015.
  • G. Cento, Rilievo edilizio architettonico, Vitali e Ghianda, Genova 1959. - M. Docci, D. Maestri, Il rilevamento architettonico. Storia metodi e disegno, Edizioni Laterza, Roma-Bari 1984. - R. Chitham, Gli ordini classici in architettura, Ulrico Hoepli Editore, Milano 1987. - M. De Simone, Disegno, rilievo, progetto. Il disegno delle idee, il progetto delle cose,La Nuova Italia Scientifica, Roma 1990. - R. de Rubertis,a cura di, Il rilievo tra storia e scienza, Officina Edizioni, Roma 1991. - R. de Rubertis, Il disegno dell’architettura,La Nuova Italia Scientifica, Roma 1994. - J.P. Saint Aubin, Il rilievo e la rappresentazione dell’architettura, Moretti&Vitali, Bergamo 1999. - E. Ippoliti, Rilevare, Edizioni Kappa, Roma 2000. - P. Belardi, Il rilievo insolito. Irrilevabile Irrilevante Irrilevato, Quattroemme, Perugia 2002. - P. Belardi, Alessi Bernini Borromini. Tre rilievi indiziari, Officina, Roma 2006. - M. Docci, D. Maestri, Manuale di rilevamento architettonico e urbano, Edizioni Laterza, Roma-Bari 2009. - P. Belardi, Nulla dies sine linea. Una lezione sul disegno conoscitivo, Librìa, Melfi 2012.

Codice insegnamento P984942756

TECNICA DELLE COSTRUZIONI IN ACCIAIO 4° anno · 0 file
TECNICA DELLE COSTRUZIONI IN ACCIAIO 4° anno · 0 file
TECNICA DELLE COSTRUZIONI IN C.A. 4° anno · 0 file
TECNICA DELLE COSTRUZIONI IN C.A. 4° anno · 0 file
Tecnica Delle Costruzioni E Analisi Sismica 4° anno · Annuale · 12 CFU · CEAR-07/A · 0 file

Il modulo illustra i metodi di analisi sismica statica e dinamica, lineare e non lineare; gli schemi strutturali sismo-resistenti; le prescrizioni normative per le costruzioni in zona sismica; i dettagli costruttivi…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il modulo illustra i metodi di analisi sismica statica e dinamica, lineare e non lineare; gli schemi strutturali sismo-resistenti; le prescrizioni normative per le costruzioni in zona sismica; i dettagli costruttivi sismoresistenti degli elementi in c.a. Uno spazio didattico è dedicato allo sviluppo guidato e assistito di una applicazione pratica di verifica di una struttura esistente o di progettazione. I risultati di apprendimento attesi sono i seguenti. Le principali conoscenze acquisite saranno: • conoscenza dei metodi per l'analisi delle strutture soggette ad azioni sismiche • conoscenza dei comportamenti sismoresistenti degli schemi strutturali fondamentali per la resistenza alle azioni laterali; • conoscenza delle raccomandazioni normative italiane ed europee riguardanti aspetti generali e di dettaglio del progetto sismo-resistente di costruzioni in c.a; • conoscenza dei principi fondamentali della protezione sismica delle strutture (resistenza, ridondanza, resilienza, duttilità, gerarchia delle resistenze). Le principali abilità acquisite, intese come capacità di applicare le conoscenze e di adottare con autonomia di giudizio l'approccio più opportuno, saranno: • capacità di selezionare e applicare l’opportuno approccio per la valutazione delle conseguenze delle azioni sismiche su una costruzione, con consapevolezza del significato e dei valori dei parametri e delle grandezze coinvolti; • capacità di selezionare e applicare un modello di comportamento di uno schema strutturale ai fini della interpretazione della capacità sismoresistente di un'opera in relazione alle prestazioni attese in caso di terremoto; • capacità di selezionare e applicare le prescrizioni normative rilevanti al progetto di una costruzione in zona sismica e di tradurle in configurazioni costruttive di dettaglio; capacità di progettare un sistema strutturale sismoresistente adeguato per la sicurezza sismica di una costruzione.

Il programma del modulo è volto a fornire le basi teoriche ed i riferimenti normativi per l'impiego nelle costruzioni civili ed industriali del calcestruzzo strutturale.

Programma

Note di sismologia. Dinamica dei sistemi. Analisi sismica statica e dinamica, lineare e non lineare. Edificio e sistemi sismo-resistenti. Prescrizioni normative. Zonazione. Criteri di progetto sismo-resistente. Dettagli c.a. in zona sismica. Laboratorio di applicazione progettuale.

Il modulo si compone di due unità didattiche. La prima unità didattica affronta il tema della sicurezza strutturale, con riferimento anche alle vigenti normative in materia. La seconda unità affronta la progettazione strutturale di strutture in c.a.. Sono previste anche esercitazioni in aula per applicare i concetti teorici visti durante le ore di lezione teoriche a semplici problemi strutturali.

Per la comprensione dei contenuti del modulo e per il raggiungimento degli obiettivi formativi previsti sono richieste le seguenti conoscenze •Analisi Matematica: tecniche di derivazione ed integrazione, equazioni differenziali elementari. •Fisica e Meccanica Razionale: calcolo vettoriale, equazioni di equilibrio. •Scienza e Tecnica delle Costruzioni: elementi di resistenza dei materiali; analisi statica di strutture isostatiche ed iperstatiche (metodo delle forze e degli spostamenti); metodi di verifica di elementi in c.a.; riferimenti normativi per il progetto e la verifica di elementi in c.a.

Al fine di comprendere e saper applicare la maggior parte delle tecniche descritte nell'insegnamento è necessario avere sostenuto con successo l'esame di Scienza delle costruzioni.

Lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche

Il modulo è organizzato nel seguente modo: -Lezioni in aula su tutti gli argomenti del programma; -Esercitazioni in aula; -Visite presso stabilimenti di prefabbricazione e cantieri (qualora possibili).

Elementi di sismologia Dinamica della litosfera. Cause e meccanismi dei terremoti. Propagazione delle onde sismiche. Leggi del moto sismico, magnitudo, energia, intensità. Elementi di rischio sismico e vulnerabilità. Dinamica dei sistemi Cenni di dinamica strutturale: dinamica sismica dell'oscillatore semplice, spettro di risposta. Spettro di risposta elastico di normativa. Dinamica sismica dei sistemi ad N gradi di libertà; analisi modale; troncamento modale. Analisi statica equivalente, analisi modale con forze statiche equivalenti. Codici di calcolo per l'analisi sismica. Analisi sismica non lineare Equazione del moto dell'oscillatore semplice elasto-plastico. Duttilità: domanda, capacità. Spettro di risposta anelastico. Coefficiente di struttura. Analisi dinamica non lineare. Analisi statica non lineare. Spettro di capacità. Normative sismiche italiane ed europee La normativa italiana, confronti con precedenti normative, riferimenti agli Eurocodici. Zonazione del territorio. Sismologia storica. Microzonazione. Progetto prestazionale. Analisi sismica degli edifici: ripartizione delle forze statiche equivalenti sui piani, centro di massa, centro di rigidezza, azioni torcenti. Impostazione del progetto antisismico di un edificio Configurazioni e sistemi sismo-resistenti. Analisi dei carichi, analisi statica equivalente, analisi modale. Morfologia strutturale e coefficiente di struttura per tipologie di sistemi sismoresistenti. Comportamento sismico degli elementi non strutturali. Analisi sismica delle strutture Edifici in c.a.: comportamento sismo-resistente; meccanismi di duttilità; dettagli strutturali. Laboratorio di progettazione: Sviluppo del progetto antisismico/valutazione della sicurezza sismica di un edificio nuovo/esistente in c.a. Progetto/verifica degli elementi strutturali e dei nodi. Gerarchia delle resistenze.

Il Modulo si compone di due unità didattiche e relative esercitazioni: Unità didattica I: Fondamenti teorici (15 ore) La metodologia della progettazione strutturale. Teoria probabilistica della sicurezza. Modelli delle azioni e dei materiali. Normativa Italiana ed Eurocodici. La misura della sicurezza in termini di forze, di componenti di sollecitazione, di tensioni. Unità didattica II: Costruzioni in c.a. (30 ore) Costruzioni di cemento armato: materiali; criteri di calcolo; verifiche di resistenza; verifiche di stabilità; regole pratiche di progettazione e di esecuzione; normativa. Esercitazioni (9 ore) Esempi di progettazione e di verifica di singoli elementi strutturali e di semplici sistemi strutturali (telai, portali).

Modalità d'esame

La verifica degli obiettivi formativi dell’insegnamento (esame) prevede una prova orale. Nell'ambito della prova è prevista la presentazione del progetto sviluppato nel laboratorio di progettazione (esercitazioni). La prova orale consiste in una discussione della durata non superiore a circa 40 minuti finalizzata ad accertare: a) la correttezza, completezza ed accuratezza dell’elaborato sviluppato nel laboratorio di progetto (esercitazioni); b) il livello di conoscenza dei contenuti teorico-metodologici del corso; c) il livello di competenza nell’esporre le possibili soluzioni tecniche di problemi di modellazione e soluzione di schemi strutturali sismo-resistenti, di dimensionamento e verifica delle componenti strutturali sollecitate per effetto delle azioni sismiche in campo elastico e post-elastico; d) l’autonomia di giudizio nel proporre l’approccio più opportuno per ciascun ambito applicativo, con la piena consapevolezza delle ipotesi semplificative adottate nelle diverse modellazioni della struttura e dell'azione sismica, del significato fisico delle grandezze coinvolte, del livello di indeterminazione dei risultati conseguiti; e) la capacità dello studente di esporre con proprietà di linguaggio gli argomenti proposti dalla Commissione, di sostenere un rapporto dialettico durante la discussione e di riassumere i risultati applicativi delle teorie studiate. La valutazione finale verrà effettuata dalla Commissione in trentesimi sulla base del risultato della prova.

L'esame prevede una prova scritta ed una prova orale. La prova scritta consiste nello svolgimento di 2 esercizi numerici. Il primo riguarda le strutture in acciaio e potrà essere relativo alla verifica/progetto di un elemento/sistema strutturale e dei relativi collegamenti bullonati o saldati. Il secondo esercizio è invece attinente le strutture in calcestruzzo armato e potrà essere relativo alla verifica/progetto di un elemento/sistema strutturale. La prova orale consiste in una discussione della durata di circa 45 minuti finalizzato ad accertare il livello di conoscenza e capacità di comprensione raggiunto dallo studente sui contenuti teorici e metodologici indicati nel programma dell'insegnamento. Tale prova consentirà, inoltre, di verificare la capacità di comunicazione dell'allievo con proprietà di linguaggio ed organizzazione autonoma dell'esposizione sugli stessi argomenti a contenuto teorico.

Testi di riferimento

Materiale didattico e riferimenti bibliografici specifici a cura del docente. Castellani A., Faccioli E. "Costruzioni in zona sismica". Hoepli. Parducci A. "Fondamenti di ingegneria sismica in 80 lezioni". Liguori. Testi di approfondimento: Chopra A. "Dynamic of structures: theory and application to earthquake engineering ". Prentice Hall. 1995. Bozorgnia Y., Bertero V.V. "Earthquake Engineering". CRC Press.

Edoardo Cosenza, E., Manfredi, G., Pecce, M., Strutture in cemento armato. Basi della progettazione, Hoepli Radogna, E. F., Tecnica delle Costruzioni", Vol. 2, Zanichelli Giangreco, E., Teoria e tecnica delle costruzioni, Vol. I, Liguori editore

Codice insegnamento 410512

Tecnica Delle Costruzioni E Strutture In Acciaio 4° anno · Annuale · 12 CFU · CEAR-07/A · 0 file

Il programma del modulo è volto a fornire le basi teoriche ed i riferimenti normativi per l'impiego nelle costruzioni civili ed industriali dell'acciaio per carpenteria metallica. Il programma del modulo è volto a…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il programma del modulo è volto a fornire le basi teoriche ed i riferimenti normativi per l'impiego nelle costruzioni civili ed industriali dell'acciaio per carpenteria metallica.

Il programma del modulo è volto a fornire le basi teoriche ed i riferimenti normativi per l'impiego nelle costruzioni civili ed industriali del calcestruzzo strutturale.

Programma

Il modulo si compone di una unità didattica e relative esercitazioni. Nella unità didattica verrà trattata la progettazione strutturale di strutture in acciaio. Durante le esercitazioni in aula verranno applicati i concetti teorici visti durante le ore di lezione teoriche a semplici problemi strutturali.

Il modulo si compone di due unità didattiche. La prima unità didattica affronta il tema della sicurezza strutturale, con riferimento anche alle vigenti normative in materia. La seconda unità affronta la progettazione strutturale di strutture in c.a.. Sono previste anche esercitazioni in aula per applicare i concetti teorici visti durante le ore di lezione teoriche a semplici problemi strutturali.

Al fine di comprendere e saper applicare la maggior parte delle tecniche descritte nell'insegnamento è necessario avere sostenuto con successo l'esame di Scienza delle costruzioni.

Al fine di comprendere e saper applicare la maggior parte delle tecniche descritte nell'insegnamento è necessario avere sostenuto con successo l'esame di Scienza delle costruzioni.

Il modulo è organizzato nel seguente modo: -Lezioni in aula su tutti gli argomenti del programma; -Esercitazioni in aula; -Visite presso officine di carpenteria e cantieri (qualora possibili).

Il modulo è organizzato nel seguente modo: -Lezioni in aula su tutti gli argomenti del programma; -Esercitazioni in aula; -Visite presso stabilimenti di prefabbricazione e cantieri (qualora possibili).

Il modulo si compone di una unità didattica e relative esercitazioni. Unità didattica: Costruzioni in acciaio (40 ore) Costruzioni di acciaio: materiali; criteri di calcolo; verifiche di resistenza; verifiche di stabilità; regole pratiche di progettazione e di esecuzione; normativa. Esercitazioni (14 ore) Esempi di progettazione e di verifica di singoli elementi strutturali, di semplici sistemi strutturali (telai, portali) e di collegamenti.

Il Modulo si compone di due unità didattiche e relative esercitazioni: Unità didattica I: Fondamenti teorici (15 ore) La metodologia della progettazione strutturale. Teoria probabilistica della sicurezza. Modelli delle azioni e dei materiali. Normativa Italiana ed Eurocodici. La misura della sicurezza in termini di forze, di componenti di sollecitazione, di tensioni. Unità didattica II: Costruzioni in c.a. (30 ore) Costruzioni di cemento armato: materiali; criteri di calcolo; verifiche di resistenza; verifiche di stabilità; regole pratiche di progettazione e di esecuzione; normativa. Esercitazioni (9 ore) Esempi di progettazione e di verifica di singoli elementi strutturali e di semplici sistemi strutturali (telai, portali).

Modalità d'esame

L'esame prevede una prova scritta ed una prova orale. La prova scritta consiste nello svolgimento di 2 esercizi numerici. Il primo riguarda le strutture in acciaio e potrà essere relativo alla verifica/progetto di un elemento/sistema strutturale e dei relativi collegamenti bullonati o saldati. Il secondo esercizio è invece attinente le strutture in calcestruzzo armato e potrà essere relativo alla verifica/progetto di un elemento/sistema strutturale. La prova orale consiste in una discussione della durata di circa 45 minuti finalizzato ad accertare il livello di conoscenza e capacità di comprensione raggiunto dallo studente sui contenuti teorici e metodologici indicati nel programma dell'insegnamento. Tale prova consentirà, inoltre, di verificare la capacità di comunicazione dell'allievo con proprietà di linguaggio ed organizzazione autonoma dell'esposizione sugli stessi argomenti a contenuto teorico.

L'esame prevede una prova scritta ed una prova orale. La prova scritta consiste nello svolgimento di 2 esercizi numerici. Il primo riguarda le strutture in acciaio e potrà essere relativo alla verifica/progetto di un elemento/sistema strutturale e dei relativi collegamenti bullonati o saldati. Il secondo esercizio è invece attinente le strutture in calcestruzzo armato e potrà essere relativo alla verifica/progetto di un elemento/sistema strutturale. La prova orale consiste in una discussione della durata di circa 45 minuti finalizzato ad accertare il livello di conoscenza e capacità di comprensione raggiunto dallo studente sui contenuti teorici e metodologici indicati nel programma dell'insegnamento. Tale prova consentirà, inoltre, di verificare la capacità di comunicazione dell'allievo con proprietà di linguaggio ed organizzazione autonoma dell'esposizione sugli stessi argomenti a contenuto teorico.

Testi di riferimento

Ballio, G., Bernuzzi, G., Progettare costruzioni in acciaio, Hoepli Ballio, G., Mazzolani, F.M., Strutture in acciaio, Hoepli Radogna, E. F., Tecnica delle Costruzioni", Vol. 1, Zanichelli

Edoardo Cosenza, E., Manfredi, G., Pecce, M., Strutture in cemento armato. Basi della progettazione, Hoepli Radogna, E. F., Tecnica delle Costruzioni", Vol. 2, Zanichelli Giangreco, E., Teoria e tecnica delle costruzioni, Vol. I, Liguori editore

Codice insegnamento 410523

ARCHITETTURA E COMPOSIZIONE 4 5° anno · 2° semestre · 10 CFU · CEAR-09/A · 0 file

Insegnamento integrato composto dai moduli: ARCHITETTURA E COMPOSIZIONE 4; LABORATORIO ARCHITETTURA E COMPOSIZIONE 4.

Scheda dell'insegnamento

Programma

Insegnamento integrato composto dai moduli: ARCHITETTURA E COMPOSIZIONE 4; LABORATORIO ARCHITETTURA E COMPOSIZIONE 4.

Codice insegnamento P554326012

Esame A Scelta 5° anno · Annuale · 12 CFU · 0 file

Insegnamento integrato composto dai moduli: ESAME A SCELTA; LABORATORIO ESAME A SCELTA.

Scheda dell'insegnamento

Programma

Insegnamento integrato composto dai moduli: ESAME A SCELTA; LABORATORIO ESAME A SCELTA.

Codice insegnamento 410536

LABORATORIO ARCHITETTURA E COMPOSIZIONE 4 5° anno · 0 file
LABORATORIO DI RESTAURO ARCHITETTONICO 5° anno · 0 file
RESTAURO ARCHITETTONICO 5° anno · Annuale · 12 CFU · CEAR-11/B · 0 file

Insegnamento integrato composto dai moduli: LABORATORIO DI RESTAURO ARCHITETTONICO; RESTAURO ARCHITETTONICO.

Scheda dell'insegnamento

Programma

Insegnamento integrato composto dai moduli: LABORATORIO DI RESTAURO ARCHITETTONICO; RESTAURO ARCHITETTONICO.

Codice insegnamento P302061112

Geotechnical Engineerin 2° semestre · 7 CFU · ICAR/07 · 0 file

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