Riassunti VERIFICATO

I suoni e lo sguardo

Università degli Studi di Roma - La Sapienza musicologia 2019
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Il volume esplora il legame tra fotografia etnografica e musica popolare nel Sud Italia, evidenziando come immagini e suoni si integrino in ricerche multimediali condotte dagli anni '50. Figure chiave come Ernesto de Martino e Franco Pinna hanno sviluppato metodologie che uniscono documentazione visiva simultanea a registrazioni sonore per catturare rituali complessi. La raccolta di materiali archiviati presso l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia testimonia questa dialettica, dove le foto non sono semplici supporto ma strumenti attivi per evocare contesti sonori e culturali specifici.
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  • L'autore esamina il legame storico tra fotografia etnografica ed etnomusicologia in Italia centrale e meridionale, evidenziando come da fine Ottocento fino agli anni Settanta si sia consolidata una documentazione multimediale che unisce registrazioni sonore a scatti fotografici per lo studio della musica popolare.
  • L'opera di Ernesto de Martino negli anni Cinquanta rappresenta un punto di svolta con la prima ricerca multimediale italiana, dove le spedizioni in Lucania e Puglia hanno integrato l'impegno sociale dell'intellettuale con una precisa scelta metodologica che valorizzava il mondo contadino al di là degli stereotipi orientalisti.
  • Franco Pinna è identificato come figura chiave per la sua capacità professionale di realizzare reportage simultanei, utilizzando tecniche fotografiche avanzate e un approccio partecipante che permetteva ai musicisti locali di riconoscere nella documentazione visiva una conferma della propria identità artistica.
  • I materiali archiviati presso l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia documentano non solo repertori musicali come il cupa-cupa o la zampogna, ma anche rituali complessi quali i lamenti funebri e le danze delle comunità nomadi, offrendo una visione completa del contesto antropologico.
  • L'evoluzione tecnologica degli strumenti di registrazione, dal mitico registratore Uher analogico ai supporti digitali successivi, ha permesso di superare difficoltà logistiche sul campo mantenendo intatta la funzione dei nastri come archivi della memoria per forme musicali in via di estinzione.

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