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appunti comunicazione di massa

Università degli Studi di Padova comunicazione 2024
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Di cosa parla

  • Modello di Shannon e Weaver: un modello generale per misurare la quantità di informazione trasmessa senza disturbi, con emittente, destinatario, canale e codice come attori e componenti.
  • Tipi di comunicazione:
    • Faccia a faccia: numero ristretto, condivisione di tempo e spazio, compresenza fisica, turni di conversazione, codici verbali e non verbali.
    • Personale mediata: due soggetti, turni, comunicazione chiusa, condivisione di tempo ma non di spazio, concentrazione sensoriale, no comunicazione non verbale.
    • Di gruppo: compresenza fisica, estensione sensoriale, flusso monodirezionale ma comunicazione bidirezionale (verbale e non verbale).
    • Essere umano-macchina: si interagisce con il simulacro del programmatore.
    • Di massa: prende caratteristiche da tutti i tipi, medium al centro, diffusione massificata, non compresenza, monodirezionalità, destinatario collettivo. L'emittente è complesso e duplice (molteplici soggetti, circuito di selezione e salienza). Media possono essere flessibili o coercitivi.
  • Tipi di teorie sui media: socio-scientifiche (accademici), degli addetti ai lavori (professionisti), di senso comune (consumatori). Esistono scambi tra questi livelli.
  • Evoluzione delle teorie sui media:
    • Anni '30: media potenti e manipolatori (contesto totalitarismi).
    • Anni '40-'60: media con effetti limitati.
    • Anni '70-'80: ritorno ai media potenti, come agenzie di socializzazione e produttori di realtà.
    • Anni '80: introduzione dell'interattività con i nuovi media.
  • Teorie delle società di massa:
    • Il passaggio da società tradizionali a moderne/industriali porta a cambiamenti sociali (atomizzazione, anonimato).
    • Mannheim: concentrazione di mezzi, declino del giudizio razionale, imposizione di modelli.
    • Mills: vicinanza tra società totalitarie e di consumo, possibilità di resistenza nelle democrazie (concorrenza media, esperienza diretta, reti informali).
    • Scuola di Francoforte (Horkheimer e Adorno): industria culturale, divertimento alienato, standardizzazione, pessimismo. Il consumo uniforma e legittima il sistema economico.
    • Shils: visione democratizzante, emancipazione individuale, perdita di sacralità dell'autorità. Cultura di massa come miglioramento rispetto all'assenza di cultura.
    • Bell: livellamento degli stili di vita, società consensuale.
    • Morin: cultura di massa come “Cultura Terza”, risultato della crisi delle culture colta e popolare, gestita dall'industria culturale “ultra-leggera” attraverso il “divismo”.
  • Funzionalismo (Lasswell, Merton, Lazarsfeld, Wright): Società come organismo in equilibrio. Funzioni dei media: informazione, correlazione, continuità, intrattenimento. Merton e Lazarsfeld aggiungono il conferimento di status sociale e identificano disfunzioni (panico individuale, ripiegamento sul privato, narcotizzazione) che portano al conformismo.
  • Meyrowitz: determinismo tecnologico (McLuhan) + micro-interazione situata (Goffman). I media modificano le percezioni individuali e sfumano i confini tra ribalta e retroscena, influenzando rapporti tra infanzia/età adulta, mondi maschile/femminile, pubblico/privato.
  • Teorie contemporanee:
    • Bourdieu: il gusto è legato all'appartenenza di classe e influenzato da scolarizzazione, origine sociale e autodidattismo. Distingue cultura legittima, media e popolare.
    • Cultural Studies (Hall): si concentrano sui consumatori, cultura come stile di vita, molteplici culture con lotte simboliche. Il modello di encoding/decoding di Hall propone tre tipi di lettura (dominante, negoziata, oppositiva) per via della polisemia del messaggio e la distinzione tra destinatario implicito ed empirico.
    • Fiske: estende Hall, enfatizzando la testualità, la produzione di piacere e l'autonomia del pubblico. Distingue economia finanziaria (consumo) da economia culturale (produzione di significato).
  • La produzione di senso:
    • Due livelli di comunicazione (fonte-destinatario, trasmissione tecnica) e due momenti di codifica/decodifica.
    • Il messaggio dell'emittente non è uguale all'interpretazione del destinatario a causa di discrepanze nei codici, legittimità dell'emittente, gerarchie di rilevanza, e diverse concezioni della comunicazione.
    • Modello semiotico-informazionale (Eco e Fabbri): introduce i sottocodici. La decodifica aberrante si ha quando l'interpretazione diverge dall'intenzione. Incomprensione per carenza o disparità di codice, interferenze circostanziali o delegittimazione dell'emittente.
    • Modello semiotico-testuale: la comunicazione di massa è un processo di apprendimento linguistico. L'interpretazione si basa sulle pratiche testuali (repertori testuali) a disposizione del destinatario.
    • Modello semiotico-enunciazionale: la negoziazione avviene tra i simulacri di emittente e destinatario nel messaggio. L'emittente costruisce un simulacro del destinatario per rendere il messaggio appetibile; il destinatario empirico accetta o meno le regole conversazionali imposte.

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