Fotoluminescenza e risonanze magnetiche: applicazioni in chimica inorganica e metallorganica
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Di cosa parla
- La luminescenza è definita come emissione di luce fredda risultante dal ritorno di specie in stato elettronico eccitato allo stato fondamentale tramite l'emissione di fotoni, distinguendosi dall'incandescenza che è un processo termico.
- Nella fotofisica dei complessi di metalli di transizione e lantanidi, le molecole possono popolare diversi stati eccitati con strutture elettroniche distinte dallo stato fondamentale, determinando proprietà chimico-fisiche specifiche per ogni livello energetico raggiunto.
- L'eccitazione a più fotoni, come quella bifotonica simultanea o sequenziale, avviene ad alte intensità di radiazione e genera emissione con energia maggiore rispetto alla luce incidente, producendo una lunghezza d'onda minore rispetto ai processi monofotonici.
- Il funzionamento dei laser si basa sull'emissione stimolata che produce fotoni coerenti e monocromatici, richiedendo un'inversione di popolazione ottenuta tramite pompaggio ottico in sistemi a tre o quattro livelli per superare l'assorbimento termico.
- L'assorbimento della radiazione elettromagnetica segue le leggi di Grotthuss-Draper e Stark-Einstein, dove solo la radiazione assorbita induce trasformazioni fotochimiche e il processo avviene tipicamente tramite interazione uno-a-uno tra fotone ed elettrone.
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