Domande d'esame VERIFICATO

terremoti

Università degli Studi di MILANO-BICOCCA scienze e tecnologie geologiche 2022
12 visualizzazioni
13 download
Nessun voto ancora
Condividi: WhatsApp Telegram
Anteprima pagina 1 — terremoti Anteprima pagina 2 — terremoti

Di cosa parla

  • I terremoti sono causati dal movimento delle placche tettoniche, che genera sforzi, deformazioni e rotture improvvise lungo le faglie, rilasciando energia sotto forma di onde sismiche.
  • Lo sforzo si accumula e si riduce ciclicamente lungo le faglie attive, situate ai margini delle placche.
  • Concetti chiave includono sforzo (forza per unità di superficie), deformazione (misura dell'effetto) e punto di rottura (valore critico per la divisione delle rocce).
  • L'ipocentro è il punto di origine dello scivolamento, mentre l'epicentro è il punto sulla superficie terrestre direttamente sovrastante.
  • I terremoti crostali avvengono solitamente tra 2 e 20 km di profondità, ma nelle zone di subduzione possono raggiungere i 700 km.
  • L'energia immagazzinata si converte in calore d'attrito, fratturazione delle rocce e principalmente onde sismiche.
  • Le onde sismiche sono di tre tipi: onde P (compressione, veloci, attraverso solidi, liquidi, gas), onde S (taglio, più lente, solo attraverso solidi) e onde superficiali (le più lente, ma spesso le più distruttive).
  • I terremoti sono misurati tramite:
    • Magnitudo Richter: scala logaritmica basata sull'ampiezza massima del movimento del suolo; un aumento di un'unità Richter corrisponde a un movimento del terreno 10 volte maggiore e un'energia rilasciata circa 32 volte superiore.
    • Magnitudo di momento: legata più direttamente alle proprietà fisiche della faglia (area di superficie attivata e scivolamento medio).
    • Intensità del terremoto (es. scala Mercalli modificata): descrive gli effetti distruttivi locali con valori da I a XII.
  • Fenomeni associati includono repliche (terremoti successivi al principale), scosse preliminari (piccole scosse prima del principale, raramente predittive) e tsunami (onde marine distruttive generate da terremoti sottomarini, specialmente lungo grandi faglie inverse).
  • Si distingue tra pericolosità sismica (frequenza e intensità attesa) e rischio sismico (danno atteso, influenzato da esposizione e vulnerabilità).
  • La previsione dei terremoti a breve termine rimane estremamente difficile a causa della complessità delle faglie e delle variazioni nelle loro proprietà.

Altri appunti di INTRODUZIONE ALLA GEOLOGIA

Condividi questi appunti

WhatsApp Telegram