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Mario Vargas Llosa e l'elogio della lettura e della finzione

Università degli Studi di MILANO-BICOCCA comunicazione interculturale 2021
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Mario Vargas Llosa, premio Nobel per la letteratura, è un autore peruviano di origine meticcia che ha vissuto tra Europa e America Latina, affrontando temi come dittature, fanatismo e difesa della democrazia liberale. Il suo discorso al Nobel esalta la finzione letteraria non come evasione solipsista, ma come strumento civile per abbattere barriere ideologiche, immaginare alternative alla realtà inevitabile e forgiare le coscienze attraverso l'identificazione con personaggi immaginari.
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  • La biografia di Mario Vargas Llosa abbraccia le radici meticce e borghesi del Perù, i traumi infantili legati alla menzogna sulla morte del padre, la formazione scolastica militare che ispira La città e i cani, l'evoluzione politica dal marxismo al liberalismo neoliberista e il ruolo attivo nella difesa dell'unità della lingua spagnola attraverso il Manifesto Por Una Lengua Comun.
  • Nel discorso di accettazione del Nobel 2010, l'autore analizza il titolo "Elogio della lettura e della finzione", definendo la scrittura come passione, vizio e meraviglia, sottolineando come leggere e scrivere costituisca una protesta contro le ingiustizie perché la vita reale non è sufficiente.
  • La letteratura viene descritta come un incantesimo che offre sollievo dall'esistenza ordinaria permettendo di identificarsi con personaggi immaginari per vivere molte vite, fungendo da ponte tra culture diverse e dimostrando attraverso la dimensione della possibilità che la realtà attuale non è inevitabile.
  • L'impegno civile dell'autore si manifesta nella distinzione tra patriottismo sano e nazionalismo violento, nel rischio di perdere la cittadinanza peruviana denunciando le dittature, e nell'elenco degli autori influenti che spaziano da Cervantes e Tolstoj a Borges, García Márquez e Carpentier.
  • La riflessione storica affronta l'orrore del fanatismo e il fallimento delle aspettative post-imperiali, evidenziando la necessità di neutralizzare il fanatismo per difendere la democrazia liberale e descrivendo come il teatro permetta di vivere in carne e ossa il miracolo della finzione.
  • L'autore sostiene che i romanzi offrono una fine necessaria per interpretare gli eventi e battezzano le contingenze esistenziali, riducendo l'ansia dell'insensato attraverso la mimesi che non garantisce sempre un rapporto di analogia perfetto tra realtà e finzione.
  • In conclusione, la lettura è definita come strumento per alleviare la condizione mortale, sconfiggere il tempo e trasformare l'impossibile in possibile, permettendo al lettore di collaborare alla creazione narrativa modificando i finali dei racconti.

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