paleontologia dei vertebrati
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Di cosa parla
- I processi di fossilizzazione dei vertebrati, caratterizzati spesso da conservazione eccezionale come nel caso degli squali con denti e nuclei rocciosi o delle balene del pliocene a Matera, permettono agli studiosi di ricostruire anatomia, dimensioni, dieta e persino la morfologia della pelle.
- Oltre ai resti corporei (body fossils), le tracce fossili quali impronte, coproliti contenenti denti predatori o nidi associati alle uova forniscono informazioni complementari sulla locomozione, il comportamento sociale e l'ecologia degli organismi estinti.
- I vertebrati attuali si suddividono in pesci agnati privi di mascelle, condroitti con scheletro cartilagineo, pesci ossei (actinopterigi e sarcopterigi), anfibi derivanti dalla terrestrializzazione del carbonifero, rettili che includono gli uccelli come gruppo monofiletico ed endotermici.
- I caratteri fondamentali unitari di tutti i vertebrati sono la presenza di un endoscheletro osseo o cartilagineo con vertebre metameriche e una notocorda, struttura flessibile presente almeno durante lo sviluppo embrionale anche negli umani.
- L'evoluzione dei cordati è documentata dal Cambriano attraverso fossili guida come i graptoliti (pterobranchi) e organismi ancestrali quali Pikaia, considerato un cefalocordato basale che funge da ponte evolutivo verso i vertebrati propriamente detti.
- L'analisi filogenetica distingue gruppi monofiletici come il gruppo corona (viventi + antenato comune più prossimo) dai taxa parafiletici, mentre la colonna vertebrale e gli arti definiscono l'architettura corporea e i piani di simmetria degli animali.
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