Dispense VERIFICATO

metabolismo cellula neoplastica

Università degli Studi di Padova medicina e chirurgia 2020
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Riassunto AI · si legge in un minuto

Il documento analizza il ruolo delle cellule staminali tumorali (CSC) nella biologia del cancro, evidenziando come questa sottopopolazione guidi l'iniziazione del tumore, la metastatizzazione e la resistenza alle terapie convenzionali grazie alla capacità di autorinnovamento. Le CSC rappresentano una piccola frazione delle cellule tumorali che, sopravvivendo a chemioterapia e radioterapia, sono responsabili della ricaduta della malattia dopo il trattamento apparentemente efficace.
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  • Le cellule staminali tumorali (CSC) costituiscono una sottopopolazione specifica all'interno dei tumori che possiede proprietà uniche, come la capacità di autorinnovamento indefinito e differenziazione in tutti i tipi cellulari della linea tumorale.
  • Solo una frazione minima delle cellule presenti in un tumore solido ha la capacità di avviare la tumorigenesi, mentre le CSC sono responsabili dell'innesco del processo metastatico staccandosi dal tumore primario per colonizzare siti distanti.
  • Le cellule staminali tumorali mostrano una marcata resistenza alle terapie convenzionali come chemioterapia e radioterapia, portando spesso a ricadute della malattia dopo il trattamento apparentemente efficace delle masse cellulari differenziate.
  • L'ambiente di nicchia microambientale è fondamentale per il mantenimento e la sopravvivenza delle CSC, influenzando direttamente il loro destino biologico e la progressione della malattia.
  • I metodi di identificazione includono l'analisi della frequenza delle CSC (spesso tra 10^-3 e 10^-6), i saggi di formazione di sfere in vitro e la tracciatura della linea cellulare per determinare quali cellule danno origine ai tumori nei modelli animali.
  • L'obiettivo terapeutico cruciale consiste nel mirare specificamente alle cellule staminali tumorali, poiché l'eliminazione delle sole cellule differenziate non è sufficiente a prevenire la recidiva se le CSC rimangono intatte.

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Quali sono le differenze morfologiche e biochimiche tra danno cellulare reversibile e irreversibile? Gira la carta
Il danno reversibile è una alterazione in cui la cellula può ripristinare l'omeostasi una volta rimossa la causa, con rigonfiamento cellulare, degenerazione idropica e steatosi. Il danno irreversibile rappresenta il punto di non ritorno: si perde l'integrità della membrana plasmatica, si rilasciano enzimi lisosomiali e si instaura la necrosi, spesso preceduta da grave deplezione di ATP e disfunzione mitocondriale.
Che cosa sono oncogeni e geni oncosoppressori, e quale ruolo hanno nella trasformazione neoplastica? Gira la carta
Gli oncogeni derivano da proto-oncogeni che, se attivati per mutazione o amplificazione, promuovono la proliferazione cellulare. I geni oncosoppressori frenano la crescita, riparano il DNA o inducono apoptosi; la loro inattivazione favorisce la trasformazione neoplastica. La neoplasia nasce tipicamente dall'alterazione combinata di oncogeni e oncosoppressori.
Qual è la differenza tra una malattia genetica monogenica e una multifattoriale? Gira la carta
Le malattie monogeniche derivano dalla mutazione di un singolo gene e seguono modalità di trasmissione mendeliane. Le malattie multifattoriali risultano dall'interazione di più geni, ciascuno con effetto modesto, e di fattori ambientali; hanno un'ereditarietà complessa e spesso penetranza variabile.

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PATOLOGIA GENERALE E FISIOPATOLOGIA · 3° anno · 1° semestre · 16 CFU · MEDS-02/A

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