trulli di alberobello
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Di cosa parla
- Nel primo Ottocento la villeggiatura e le ville d'estate si diffondono in Puglia emulando il modello napoletano, portando i viaggiatori a scoprire per la prima volta i trulli come residenze estive di media ricchezza situate nelle campagne vicine al mare.
- Gli scienziati italiani come Giuseppe Galanti e Sigismondo Castromediano iniziano a classificare i trulli e le specchie non solo come capanne temporanee ma come monumenti storici da tutelare, collegandoli alle antiche popolazioni messapiche e ai nuraghi sardi.
- L'archeologo francese François Lenormant contribuisce all'interesse europeo per i trulli interpretandoli come costruzioni preistoriche permanenti legate a superstizioni popolari, sostenendo la tesi che i nuraghi fossero abitazioni e non solo torri difensive.
- Sul finire dell'Ottocento l'ingresso dei trulli nell'immaginario nazionale avviene grazie all'iniziativa della Società Dante Alighieri e alla pubblicazione di volumi illustrati che diffondono la conoscenza della tecnica costruttiva a secco del paese di Alberobello.
- La storia di Alberobello è definita dall'interazione tra popolazione locale che chiede protezione per il proprio bene, Stato italiano che ne favorisce la salvaguardia e Unesco che ne riconosce il valore universale per l'umanità intera.
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