Storia della filologia classica
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Di cosa parla
- Un'antica leggenda attribuisce l'iniziativa della biblioteca di Alessandria a Alessandro Magno, ma in realtà fu Tolomeo I Lago ad avviare il progetto per tradurre gli antichi testi grechi in greco.
- La biblioteca era costruita nel palazzo reale e venne realizzata rapidamente. Le trascrizioni di esecuzioni oralie portavano a problemi di classificazione, sia implicita che esplicita, dei generi letterari.
- Nell'ellenistica, la conservazione del testo poetico mutò il carattere e la modalità della sua fruizione. La cultura ellenistica divenne più elitaria e distaccata dalle pratiche sociali quotidiane, con una crescente autonomia dello scrittore.
- Le biblioteche di Alessandria svolsero un ruolo fondamentale nell'omogeneizzazione del testo antico, avviando la filologia. I grammatici, originariamente bibliotecari, divennero filologi editori con l'avvento della stampa.
- La filologia si affermò come strumento educativo e scientifico, ma affrontava una contraddizione tra la necessità di un approccio critico e la volontà di appropriazione immediata del testo antico. Nel XVIII secolo, la filologia divenne parte della scienza dell'antichità classica.
- Richard Bentley, nel XVII-XVIII secolo, innovò la filologia anglosassone con l'uso della congettura e dell'analisi critica. Lavori suoi importanti includono l'Epistola ad Johannem Millium e Dissertation upon the Epistles of Phalaris, che contestavano l'autenticità di testi antichi.
- Nella sua opera, Bentley sottolineava la necessità di un approccio critico alle tradizioni testuali, valorizzando la capacità di divinazione del critico e criticando l'idea di una fede cieca nei confronti dei manoscritti.
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