l'italia nel secondo dopo guerra
Di cosa parla
- Contesto Post-Bellico e Ricostruzione: L'Italia, gravemente colpita dalla guerra, affrontò estese distruzioni infrastrutturali (strade, ferrovie) e abitative. Inizialmente, mancò una pianificazione nazionale centralizzata, affidandosi a logiche liberistiche e iniziative private, con le istituzioni non preparate a gestire le dinamiche territoriali post-regime.
- Crisi del Razionalismo: La cultura razionalista, attiva prima della guerra con figure come Terragni e Pagano, perse molti dei suoi esponenti, rendendo necessaria una reimpostazione con nuovi riferimenti.
- Pianificazione Territoriale (Legge n.1150 del '42):
- Prevedeva il Piano Regolatore Generale (PRG) per capoluoghi e comuni maggiori, definendo assetto fisico, infrastrutture e spazi pubblici.
- Il PRG si dimostrò eccessivamente complesso e fu accantonato a favore dei Piani di Ricostruzione (1945), più operativi e puntuali, ma limitati alle aree bombardate e spesso privi di una visione territoriale complessiva, portando a progetti autoreferenziali.
- Riscoperta della Tecnica: Il Primo Convegno Nazionale per la Ricostruzione (1945) sottolineò l'importanza delle case prefabbricate e della standardizzazione. Fu creato il Manuale dell'Architetto (Mario Ridolfi, Nervi, Piccinato) per uniformare le pratiche costruttive. Il quartiere QT8 a Milano (Bottoni) divenne un laboratorio di sperimentazione per la prefabbricazione.
- Neorealismo Architettonico:
- Nacque dal gruppo romano Quaroni-Ridolfi, con l'obiettivo di rispondere alle esigenze delle nuove classi urbane e valorizzare una “purezza” etica e comportamentale.
- Esempi notevoli includono la Stazione Termini di Roma (Quaroni e Fiorentino) e i quartieri INA Casa (finanziati dai contributi salariali), nati per arginare la disoccupazione e promuovere l'edilizia popolare.
- Progetti come il Quartiere Tiburtino (Quaroni, Ridolfi) cercarono di integrare caratteri rurali, mentre altri come quello di Viale Etiopia e Tuscolano a Roma introdussero elementi più moderni, ma spesso soffrirono la mancanza di servizi e integrazione urbana.
- Emigrazione Interregionale: Tra il '55 e il '71, milioni di italiani si spostarono, causando disequilibri economici e ambientali, e un'intensa speculazione edilizia nei centri urbani (Torino, Milano, Genova).
- Architettura Organica: Proposta da Bruno Zevi nel 1945 come alternativa al razionalismo, mirava a un'architettura più umana e attenta alle esigenze dell'individuo, ma ebbe scarso successo nel panorama italiano a causa della speculazione e della pianificazione.
- Architettura negli Anni '50 (Italia '50):
- Genova: Luigi Carlo Daneri (Villa Venturini, Monoblocco Acuti) e Franco Albini (Museo del Tesoro di S. Lorenzo, Rinascente a Roma) si distinsero per la lettura contestuale e l'uso del cemento armato.
- Venezia: Lo IUAV fu un centro importante. Carlo Scarpa si affermò con un approccio artigianale e grande attenzione ai dettagli e materiali (Museo di Castelvecchio, Fondazione Querini Stampalia).
- Torino: Si realizzò il Quartiere Falchera. Carlo Mollino (Slittovia) rappresentò una figura eccentrica e autoreferenziale, con una forte corrispondenza tra arte e architettura. Gabetti e Isola (Bottega d'Erasmo) proposero elementi decorativi in contrasto con i canoni dell'epoca.
- Neoliberty: Questa corrente si legò all'approccio di valorizzazione dell'elemento unico e autonomo, non ripetuto in serie, come qualità progettuale.