La storia dell'arte dopo l'autocoscienza. A partire dal diario di Carla Lonzi
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Di cosa parla
- Il femminismo degli anni settanta ha introdotto una prospettiva transnazionale nella storia dell'arte, fondando un dialogo interdisciplinare tra discipline artistiche, psicoanalisi e post-strutturalismo che continua a influenzare la ricerca contemporanea.
- I diari di Carla Lonzi rappresentano il documento fondamentale del gruppo Rivolta Femminile, dove l'autocoscienza ha permesso alle donne di elaborare collettivamente una soggettività alternativa ai modelli patriarcali della cultura istituzionale.
- La pratica dell'autocoscienza ha portato a un radicale rifiuto dei sistemi critici tradizionali e del ruolo dello spettatore, sostituendo il monologo autoreferenziale con un dialogo intersoggettuale che decostruisce i miti artistici maschili.
- L'esperienza di Lonzi dimostra come la storia dell'arte debba essere riscritta non attraverso una cronologia lineare ma mediante giustapposizioni anacronistiche e frammentarie capaci di rivelare le assenze sistematiche delle donne.
- Il concetto di creatività viene ridefinito come capacità politica di generare pensiero autonomo, permettendo alle artiste di sottrarre l'atto creativo alla sfera della celebrazione maschile per ricostruire una nuova epistemologia culturale.
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