Lezione 6/10
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Di cosa parla
- Il rapporto tra impresa e territorio si evolve attraverso modelli internazionali che trasformano le aree urbane in dormitori operai, come a Torino (Vallette) e Milano, riflettendo una cultura aziendale trasmessa da discorsi ufficiali, riviste interne e l'attivismo politico degli imprenditori.
- Nei villaggi operai del XIX secolo emerge un paternalismo che funge da welfare sostitutivo dello Stato, offrendo pensioni private, mense, scuole e colonie estive per gestire la socialità operaia, il corpo e i valori attraverso filtri ideologici e religiosi.
- L'architettura dei quartieri operai passa dal modello utopico collettivo dei falansteri di Fourier e Owen, criticato da Marx, al ripiegamento familiare che privilegia case monofamiliari, cottage e schiere abitative per disciplinare il lavoro e la residenza.
- L'evoluzione urbanistica distingue tra modelli come quello francese dell'Alsazia con lottizzazioni moderne e servizi igienici, e quello tedesco della Ruhr o italiano di Fiat, caratterizzato da quartieri anonimi a più piani privi di spazi pubblici strutturati.
- Le esposizioni universali del XIX secolo hanno promosso un nuovo standard abitativo salubre e illuminato, mentre la gestione dei villaggi operai ha spesso creato gerarchie sociali visibili tra le residenze dei dirigenti e quelle degli operai.
- Nella seconda metà dell'Ottocento e nel Novecento, l'espansione industriale rompe la solidarietà territoriale e familiare, portando a tensioni sociali e scioperi quando la residenzialità non è più funzionale alla fabbrica e alle catene di montaggio parallele.
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