Domande d'esame VERIFICATO

Domande computer forense

Università degli Studi di Milano sicurezza informatica Curriculum sistemi sicuri 2019
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Di cosa parla

  • L'informatica forense è la disciplina che concerne l'identificazione, conservazione, protezione, estrazione e documentazione dei dati memorizzati su supporto informatico per essere valutati come prova.
  • La rilevanza dell'adozione di best practice nell'informatica forense consiste nella conferma oggettiva delle conclusioni attraverso la prova di resistenza, aumentando la credibilità e le argomentazioni davanti al giudizio.
  • I limiti e criticità dell'informatica forense includono l'estrema alterazione dei reperti informatici, la facile creazione ad arte di elementi probatori e la difficile riconducibilità dei reperti ai veri autori, richiedendo una profonda attività di autocritica.
  • Un indirizzo IP individua univocamente in un preciso istante un sistema o utenza telefonica in una rete, ma non è sufficiente elemento di prova senza aver prima accertato la presenza di manomissioni nelle architetture della rete.
  • La data di ultimo accesso ad un file indica l'ultima volta che il file è stato aperto (anche copiato), mentre l'ultima modifica specifica l'ultima volta che il file è stato aggiornato, questi non danno una prova certa dell'orario di avvenimento poiché potrebbero essere modificati ad arte.
  • Per eseguire il wiping di un reperto identificato come /dev/sda si utilizza il comando: for i in {1..7} ; do dd if=/dev/zero of=/dev/sda bs=16M ; done.
  • Il ruolo del consulente tecnico è quello di aiutare il giudice nell'investigazione governando le tecnologie forensi mostrando elementi di prova senza sostituirsi al giurista.
  • La mobile forensics è la branca dell'informatica forense che si occupa della identificazione, preservazione e analisi dei dati informatici contenuti in dispositivi mobili, richiedendo gli stessi accorgimenti riconosciuti dalle comunità scientifiche.
  • Se l'hash calcolato sulla stessa immagine forense risulta diverso due anni dopo la sua prima acquisizione, il reperto non è in una condizione normale e le manomissioni potrebbero essere state commesse durante il periodo di conservazione del reperto.
  • I comandi pwd, ls, dd, mkdir permettono rispettivamente di rito

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