introduzione dsa e caso clinico
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Di cosa parla
- I nuovi criteri diagnostici del DSM 5 e dell'ICD 11 abbandonano il concetto di disturbo specifico per adottare una visione più generale dei disturbi dell'apprendimento, considerandoli come difficoltà scolastiche che possono manifestarsi in ambiti diversi simultaneamente.
- Il passaggio a un modello bio-psico-sociale riconosce l'interazione tra fattori genetici e ambientali, affermando che i contesti educativi contribuiscono significativamente all'espressività del disturbo senza essere necessariamente la sua causa primaria esclusiva.
- L'intervento mirato richiesto per la diagnosi implica l'utilizzo di strategie evidence-based raccomandate dalle linee guida scientifiche, distinguendosi dagli approcci generici spesso adottati nel contesto scolastico tradizionale che non garantiscono il riconoscimento della compromissione.
- I manuali diagnostici aggiornano i criteri temporali permettendo una valutazione fino alla tarda adolescenza e oltre, riconoscendo la possibilità di un esordio apparentemente tardivo quando le richieste scolastiche superano le capacità cognitive dell'individuo.
- Ogni diagnosi deve includere specificatori che definiscono l'ambito della compromissione (lettura, scrittura o calcolo) con i relativi aspetti interessati come accuratezza e velocità, nonché la gravità del disturbo classificata in lieve, moderato o grave.
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