diritto pubblico comparato la divisione dei poteri
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Di cosa parla
- La divisione dei poteri rappresenta il modello organizzativo tipico dello stato moderno occidentale, nato come superamento del pluralismo medioevale e dello stato assoluto a favore di una struttura che protegge i diritti fondamentali dell'individuo.
- Tale modello si distingue dalla concentrazione dei poteri per l'attribuzione tendenzialmente esclusiva delle tre funzioni fondamentali — legislativa, esecutiva e giurisdizionale — a organi statali nettamente distinti tra loro.
- Nel sistema liberale classico le tre funzioni non sono poste sullo stesso piano ma gerarchizzate, in quanto la norma generale emanata dal legislatore definisce i diritti e doveri che vincolano l'azione dell'esecutivo e della giurisdizione.
- L'ordinamento italiano del 1948 presenta un caso anomalo rispetto agli altri modelli occidentali, caratterizzato da una concreta messa in opera della Costituzione senza che si sia mai sviluppato un vero e proprio potere governante unitario.
- Dalla fine dell'Ottocento l'avvento dello stato interventista ha introdotto trasformazioni nel modello classico, evolvendolo verso una nuova divisione dei poteri di tipo democratico e sociale che pone al centro la centralità del potere governante.
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