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appunti economia delle forme di mercato per primo parziale

Cattolica del Sacro Cuore direzione e consulenza aziendale Curriculum manageriale 2020
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Di cosa parla

  • L'economia delle forme di mercato studia l'organizzazione di un mercato con imprese in competizione, analizzando la struttura emergente dall'interazione nella produzione e vendita di un prodotto.
  • Le imprese affrontano domande su cosa produrre (quantità/prezzo), come produrre (integrazione verticale, mix di input) e come gestire l'integrazione strategica.
  • Il mercato è inteso come il "luogo della competizione" per prodotti sostituti, con riferimento a specifici prodotti o industrie.
  • La conoscenza della struttura dell'organizzazione industriale è cruciale, considerando il numero e le dimensioni delle imprese, le fasi produttive e le dinamiche industriali.
  • I livelli di analisi spaziano dal comportamento delle imprese, alla gestione del portafoglio prodotti, al contributo dell'industria al PIL e alle scelte d'impresa/politica economica.
  • L'efficienza allocativa si verifica quando il beneficio marginale per il consumatore eguaglia il costo di produzione, mentre l'efficienza produttiva esprime il livello di produttività delle imprese (output/input).
  • La riallocazione è un concetto dinamico, dove il mercato assegna quote alle imprese più produttive.
  • La razionalità implica che gli agenti formulino preferenze coerenti e individuino la scelta ottima, talvolta con interazione strategica.
  • L'equilibrio di Nash si raggiunge quando nessun giocatore ha incentivo a deviare dal proprio comportamento, date le scelte degli altri.
  • I settori possono presentare imprese eterogenee per dimensione, conoscenze tacite o "learning by doing", con approcci statici (struttura/performance) e dinamici (entrata/uscita, crescita).
  • La produttività del lavoro è il rapporto tra valore aggiunto e numero di addetti; gli indici multi-fattore considerano più input per una misura più completa.
  • La crescita del PIL pro capite è correlata alla produttività totale dei fattori (TFP) e alle ore lavorate pro capite.
  • La persistenza delle performance aziendali può derivare da qualità manageriale, capacità selettiva del mercato e path dependency.
  • Il "learning by doing" indica una riduzione dei costi unitari con l'aumento della produzione cumulata.
  • La curva di domanda riflette le preferenze dei consumatori; la sua elasticità determina come i ricavi variano con i cambiamenti di prezzo.
  • Nella concorrenza perfetta, il ricavo marginale (RMg) è costante e pari al prezzo; nel monopolio, è decrescente e inferiore al prezzo. Le imprese producono fino a quando RMg = Costo Marginale (CMg).
  • Il monopolio porta a inefficienza allocativa, generando una "perdita secca" di benessere, che può essere mitigata dalla regolamentazione o dall'asta per l'assegnazione del monopolio.
  • Il problema della doppia marginalizzazione si verifica quando due monopoli consecutivi applicano un mark-up, aumentando il prezzo finale. Soluzioni includono l'integrazione verticale o contratti come il franchising.
  • Il paradigma Struttura-Condotta-Performance analizza come la struttura di mercato influenzi il comportamento delle imprese e, di conseguenza, le loro performance.

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