ECONOMIA E GESTIONE DELLE RISORSE UMANE Prof.ssa. Venturni TORINO
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Di cosa parla
- L'offerta di lavoro macroeconomica aggrega le scelte individuali su partecipazione al mercato e procreazione, mentre quella microeconomica riflette la scelta tra consumo di beni e tempo libero per massimizzare il benessere.
- Le statistiche Istat definiscono occupato chi lavora almeno un'ora o percepisce oltre il 50% della retribuzione durante l'assenza, distinguendo forza lavoro (occupati più disoccupati) dalla popolazione in età lavorativa.
- In Italia il tasso di partecipazione maschile è diminuito dal 1960 al 2008 mentre quello femminile è cresciuto notevolmente, influenzato da fattori come redditi familiari stabili, carenza di servizi per l'infanzia e livelli di istruzione.
- Il tasso di disoccupazione misura solo chi cerca attivamente lavoro nelle ultime quattro settimane, escludendo i "fuori dalla forza lavoro" come studenti o pensionati che non sono considerati disoccupati ma inattivi.
- I paesi nordici registrano tassi di partecipazione femminile molto elevati grazie a servizi sociali estesi e uguaglianza salariale, mentre l'Italia soffre di bassi tassi legati all'alto lavoro domestico non retribuito e alla cultura familiare tradizionale.
- Le variazioni dei salari femminili e le politiche sociali spiegano gli spostamenti nell'offerta di lavoro, con un impatto diretto sui ritardi nei matrimoni e sulla natalità che modificano la struttura demografica futura.
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