Dispense VERIFICATO

confort termoigrometrico

Università degli studi di Firenze architettura 2019
74 visualizzazioni
Nessun voto ancora
Condividi: WhatsApp Telegram
Anteprima pagina 1 — confort termoigrometrico Anteprima pagina 2 — confort termoigrometrico Anteprima pagina 3 — confort termoigrometrico Anteprima pagina 4 — confort termoigrometrico

Stai vedendo l'anteprima delle prime pagine. Registrati per sbloccare le pagine restanti.

Di cosa parla

  • Il documento introduce il concetto di benessere ambientale negli edifici, suddividendolo in componenti termoigrometriche, acustiche, visive e respiratorio-olfattive (IAQ). Il benessere generale è influenzato da condizioni fisiologiche, psicologiche, fattori ambientali esterni (clima, sito) e interni (edificio, gestione), nonché fattori individuali.
  • Viene dettagliata l'omeotermia del corpo umano, la necessità di mantenere costante la temperatura interna di circa 37°C, e i meccanismi di termoregolazione (vasomotori e comportamentali) che gestiscono lo scambio di calore.
  • I parametri chiave che influenzano il benessere termico includono variabili operative come la temperatura dell'aria (bulbo secco), la temperatura media radiante (calcolata tramite fattori di vista e misurata con globotermometro), l'umidità relativa (ideale 40-60%) e la velocità dell'aria.
  • Fattori individuali essenziali sono l'attività fisica (espressa in met, con tabelle di riferimento per diverse attività) e la resistenza termica del vestiario (espressa in CLO, con tabelle per varie combinazioni di abbigliamento).
  • Il bilancio termico del corpo umano è descritto tramite l'equazione S = M - L - Esk - Rres - C - R - Ck, dove S rappresenta la variazione di energia interna e gli altri termini i flussi di energia metabolica, meccanica e le perdite di calore per evaporazione cutanea e respiratoria, convezione, irraggiamento e conduzione. Il benessere è legato all'equilibrio termico (S=0).
  • Vengono illustrati gli indici di comfort termico PMV (Predicted Mean Vote), una scala da -3 a +3 che indica la sensazione termica media, e PPD (Predicted Percentage of Dissatisfied), che stima la percentuale di persone insoddisfatte. Sono presentati i limiti di accettabilità secondo normative come UNI EN ISO 7730 e ASHRAE 55 (es. PMV tra +/-0.5 per PPD < 10%).
  • Il documento specifica le condizioni di benessere per ambienti invernali ed estivi, includendo intervalli per la temperatura operativa, la differenza verticale di temperatura dell'aria (es. <3°C testa-caviglie), la temperatura superficiale del pavimento (es. 19-26°C) e l'asimmetria della temperatura radiante (es. <10°C per superfici fredde verticali).
  • Infine, vengono analizzati i fattori di discomfort termico locale come l'asimmetria radiante, le correnti d'aria, la temperatura del pavimento e i gradienti verticali di temperatura, con tabelle e grafici che mostrano l'influenza di questi fattori sul PPD. Sono elencate le principali normative di riferimento per il comfort termico.

Registrati e sblocca subito 3 appunti gratis, questo incluso.

Altri appunti di FISICA TECNICA AMBIENTALE E IMPIANTI TECNICI

Condividi questi appunti

WhatsApp Telegram