decamerone
Di cosa parla
- Genesi e Intenti dell'Opera:
- Il Decameron, scritto da Giovanni Boccaccio, si colloca tra il 1348 (anno della peste descritta nell'Introduzione) e il 1360 (data di circolazione attestata da una lettera).
- Boccaccio intende creare un'opera strutturata con un titolo e un autore definiti, sottolineando il carattere di "manufatto" (codice "chiuso"). Il sottotitolo "prencipe Galeotto" nobilita l'opera richiamando Dante e la tradizione cortese.
- L'Autore interviene direttamente nel testo (Proemio, Introduzione IV Giornata, Conclusione) per guidare il lettore e difendere le sue scelte narrative e stilistiche, in particolare la destinazione alle "donne innamorate" e la "bassezza" della materia.
- Le rubriche delle novelle si concentrano sulla conclusione degli eventi, mentre le novelle stesse esplorano le cause e motivazioni.
- Architettura della Cornice Narrativa:
- L'opera adotta una cornice narrativa di origine orientale, rielaborata da Boccaccio con elementi della tradizione degli exempla medievali.
- Si articola su più livelli diegetici: extradiegetico (Autore-Lettrici), intradiegetico (dieci novellatori), diegetico (le novelle vere e proprie), e metadiegetico (personaggi che narrano all'interno delle novelle).
- L'influenza della Commedia dantesca è visibile nell'avvio con l'"orrido cominciamento" della peste, che simboleggia una condizione negativa di partenza.
- La staticità centripeta della cornice è rappresentata dal "giardino", simbolo di equilibrio, armonia e di un progetto di convivenza serena basata sullo scambio verbale e su "una morale rispettosa della vita e delle passioni".
- Dinamismo della Brigata:
- La brigata non si isola per egoismo, ma per rilanciare la vita associata e ricostruire il mondo civile frammentato dalla peste. Il titolo stesso è ispirato all'Exameron di Sant'Ambrogio, suggerendo una "ri-creazione".
- La vita della brigata è improntata all'onestà e a una condotta lieta. Il gioco del novellare è uno strumento dinamico per la conoscenza morale e retorica, basato su collaborazione e dialogicità.
- I commenti della brigata e le introduzioni dei narratori rendono la cornice un'espressione dinamica, non solo statica.
- Le Novelle: Temi e Tipologie:
- Il Proemio menziona "piacevoli e aspri casi d'amore e altri fortunati avvenimenti", evidenziando Amore e Fortuna come temi centrali, affiancati da una notevole presenza di novelle comiche.
- La "novitas" delle novelle risiede nell'abilità narrativa e nella credibilità della finzione, non necessariamente nell'originalità del contenuto. Il realismo è dato dalla "forma dell'esposizione".
- La varietà tematica e tipologica (varietas) stimola il piacere narrativo (delectatio).
- La comicità è un assetto fondativo dell'opera, presente quantitativamente, strutturalmente (Dioneo), retoricamente (motti) e sociologicamente (riso di esclusione e inclusione).
- Oralità e Scrittura:
- Le novelle boccacciane sono "ri-raccontate" dall'Autore, che assume un ruolo di regia. Questa finzione narrativa obbedisce a criteri di "verosimiglianza pragmatica".
- Il passaggio dall'oralità della brigata alla scrittura del libro è enfatizzato, distinguendo l'oralità primaria (nella cornice) dalla tradizione popolare/folkloristica e dalla predicazione religiosa con exempla.
- La "re-citazione" rende il Decameron un libro dinamico, con possibili modifiche d'autore e un ruolo attivo del lettore nell'interpretazione.
- Tradizione Manoscritta:
- Il manoscritto più importante è l'Hamilton 90 (Berlino), autografo di Boccaccio (ca. 1370), incompleto ma fondamentale per la redazione definitiva. La sua organizzazione grafica riflette strategie editoriali per un pubblico intellettuale.
- Il suo riconoscimento tardivo fu dovuto a errori di trascrizione, alterazioni successive e perdita di tracce.
- Il manoscritto Parigino (Italiano 482) è cruciale per studiare l'evoluzione dell'opera, poiché rappresenta una versione precedente del testo (anni '40-'50 del '300), permettendo di ricostruire le modifiche apportate da Boccaccio.
- Altri manoscritti sono il frammento Magliabechiano e il Vitali 26.