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IL ROMANZO DISPOTICO

Università degli Studi di Padova lingue, letterature e mediazione culturale 2020
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Anteprima pagina 1 — IL ROMANZO DISPOTICO

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Di cosa parla

  • ROMANZO DISTOPICO: è definito come una narrazione di società angosciose e distorte, illiberali, caratterizzate da un'allegoria politica e critica. Nasce nella e per la società di massa, con istanza politica.
  • Lord of the World (Robert Hugh Benson, 1907): romanzo inglese che prefigura una società governata da un regime comunista e massonico, esprimendo timori verso nuovi tipi di governo e legato alla nascita del socialismo.
  • Socialismo:
    • Emergenza nel 1800 con il 'Manifesto del Partito Comunista' (1849) e la creazione della classe operaia.
    • Prima stagione chiamata socialismo utopico, che vede l'abbattimento dello stato capitalista.
    • Sorge la letteratura distopica come negazione e risposta a questa corrente.
    • La classe operaia è vista come potenziale rivoluzionaria (tentativo di rivoluzione in Russia, 1905).
    • 1864: Prima Internazionale, unione delle associazioni per la tutela dei lavoratori.
    • Fine '800: Seconda Internazionale socialista, meno centralizzata.
    • Caratteristiche: dimensione sovranazionale, minaccia alla proprietà privata, collettivismo.
  • 'Noi' (Eugenij Ivanovic Zamjatin, 1921): l'infelicità individuale è conseguenza del libero arbitrio; limando quest'ultimo si raggiunge la felicità collettiva.
  • Nuovo mondo (Aldous Huxley): descrive un futuro in cui la Terra è sotto il controllo di dieci “controllori”, con la società rigidamente controllata tramite pratiche scientifiche (controllo delle nascite, indottrinamento psicologico, selezione eugenetica). Prefigura i totalitarismi del '900 (Nazismo, Fascismo, Stalinismo) attraverso la cancellazione dell'opposizione politica e delle libertà democratiche, di stampa e di pensiero.
  • CORRADO ALVARO (1895-1956):
    • Nato a San Luca (RC) nel 1895, si laurea in Lettere e collabora con 'Il Mondo'.
    • Partecipa alla Prima Guerra Mondiale (1915-18).
    • Si trasferisce a Roma nel 1922, poi lascia l'Italia per Parigi e Berlino nel 1926.
    • Opere: 'Gente in Aspromonte' (1930), 'L'uomo è forte' e 'I Maestri del diluvio' (1938).
    • 1934: Viaggia in Russia, descrivendo il regime stalinista (NEP, Piani quinquennali, purghe).
    • 'L'uomo è forte' (1938):
      • Trama: Un ingegnere russo espatriato torna in patria dopo la Rivoluzione d'ottobre e la guerra civile, ritrovando una società distopica che controlla e persegue gli individui. Incontra Barbara, e l'amore tra i due è impossibile poiché isola dalla collettività (individuo < massa), richiamando il concetto di 'Grande Fratello'.
      • L'opera d'arte 'L'operaio e la kolchoziana' simboleggia la fine della Rivoluzione russa per un futuro prospero e felice (esposta a Parigi nel 1937).

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