Appunti corso Letteratura italiana
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Di cosa parla
- Il concetto di "secolo breve" elaborato da Hobsbawm definisce il periodo tra il 1914 e il 1991 come un'unità storica distinta dall'Ottocento a causa della globalizzazione dei conflitti e della fine dell'egemonia europea, culminata con la dissoluzione dell'Unione Sovietica nel 1991.
- La letteratura del Novecento assume una funzione prevalentemente testimoniale e di resistenza contro l'oblio, come dimostrato dalle opere di Primo Levi e Virginia Woolf che affrontano temi quali la Shoah, la distopia sociale e il ruolo dell'intellettuale impegnato.
- L'evoluzione scientifica e medica del secolo ha modificato la percezione della follia e della malattia, spostando l'attenzione dalla dicotomia genio-follia ottocentesca verso una visione più complessa delle patologie mentali e della crisi dell'umanesimo classico.
- Il fascismo ha tentato di controllare le istituzioni culturali e universitarie, ma una generazione di intellettuali autodidatti e antiscolastici, rappresentata da figure come Giovanni Papini e Emilio Cecchi, ha mantenuto un'autonomia critica attraverso riviste come "La Voce" e il dibattito generazionale.
- Il genere autobiografico si afferma nel primo Novecento come strumento di verità assoluta e di rottura con le convenzioni letterarie tradizionali, permettendo agli autori di esporre senza filtri la propria esperienza esistenziale e ideologica.
- La transizione dall'utopia alla distopia riflette il pessimismo verso il progresso tecnologico e scientifico, evidenziato da opere come "Il signore delle mosche" e "1984", che mettono in luce i rischi della perdita di umanità e dell'aumento del divario tra chi possiede la conoscenza e il resto della società.
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