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UGO FOSCOLO

Università degli Studi di Padova lingue, letterature e mediazione culturale 2020
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Anteprima pagina 1 — UGO FOSCOLO

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Di cosa parla

  • Contesto Storico e Biografico di Ugo Foscolo:
    • Nasce a Zante nel 1728, in un periodo di grandi cambiamenti geopolitici in Europa (campagne napoleoniche, Rivoluzione Francese).
    • Incarna il "nuovo letterato" libero e indipendente, una voce per le aspirazioni nazionali, in contrapposizione al letterato di corte.
    • La sua formazione a Venezia lo porta a contatto con l'ambiente intellettuale locale (Isabella Teotochi Albrizzi, Melchiorre Cesarotti), dove cerca di integrare la cultura greca d'origine con quella italiana.
    • Costretto all'esilio dopo il Trattato di Campoformio (1797), che cede Venezia all'Austria, si sposta tra la Repubblica Cisalpina, la Svizzera e l'Inghilterra.
    • Durante questo periodo, scrive articoli politici per il "monitore", la tragedia "Il Tieste" e le "odi" politiche.
  • Le Opere e il Percorso Letterario:
    • Le "lettere di Jacopo Ortis", romanzo epistolare (prima edizione 1798, poi 1802), segnano un punto di svolta.
    • Foscolo abbandona il focus politico per concentrarsi sulle proprie aspirazioni, filtrate dalla disillusione politica, adottando uno stile neoclassico che recupera modelli classici e forme chiuse (sonetti, "I Sepolcri", traduzione dell'Illide, "Carme delle Grazie").
    • Le sue poesie, tra cui "Né più mai toccherò le sacre sponde" (1802-1803) e "Un dì, s'io non andrò sempre fuggendo" (1803), esplorano miti greci e temi esistenziali legati al suo tempo.
  • Analisi di "Né più mai toccherò le sacre sponde":
    • Questo sonetto di ascendenza petrarchesca, ma con toni più cupi alla Della Casa, ritrae il viaggiatore esule, costretto ad abbandonare la patria.
    • La figura di Ulisse viene reinterpretata non come avventuriero, ma come eroe desideroso di tornare a casa.
    • La sintassi è ampia, con una forte negazione che apre e chiude il componimento ("sepoltura inanimata"), collegando il tema della sepoltura al concetto di patria.
    • Caratterizzato da rime inclusive e numerosi enjambement che creano un flusso continuo.
    • L'opera evoca figure mitologiche (Venere) e letterarie (Omero) con cui l'io lirico stabilisce un rapporto empatico, enfatizzando il destino e la fatalità.
  • Analisi di "Un dì, s'io non andrò sempre fuggendo":
    • Questa ode è dedicata al fratello Giovanni, suicida, e rappresenta un dialogo con la sua tomba, evidenziando il legame tra vita e letteratura.
    • Lo stile si ispira al sonetto dellacasiano, con sintassi più regolare e l'uso di enjambement e allitterazioni.
    • Il tema della sepoltura del fratello, inaccessibile per motivi politici, è reso con l'espressione "il fior de' tuoi gentili anni caduto".
    • La madre funge da mediatrice nel dialogo tra i fratelli.
    • Foscolo utilizza la metafora della vita come navigazione e conclude con la speranza che il suo corpo possa un giorno ritornare nella terra d'origine ("madre mesta"), indicando una visione circolare dell'esistenza.
  • Confronto con Catullo (Carme 101, traduzione di Parini):
    • Mentre Catullo visita la tomba del fratello anni dopo, offre doni e pronuncia un "addio definitivo", Foscolo non può piangere il fratello e spera di essere sepolto accanto a lui.
    • Foscolo non ha doni materiali da offrire, trasformando il rito funebre in un atto poetico.
    • Il suo saluto finale è un "arrivederci", esprimendo la speranza di un ricongiungimento nella sepoltura, non per fede nell'aldilà, ma nella memoria e nella poesia che trascendono la morte.

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