De Officiis libro II Cicerone
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Di cosa parla
- Cicerone giustifica il suo passaggio alla filosofia e alla scrittura dopo la caduta della Repubblica romana come mezzo per dedicarsi all'attività intellettuale in assenza delle cariche pubbliche.
- L'autore definisce la sapienza come scienza delle cose divine e umane, affermando che l'amore di essa costituisce l'unica via degna dell'uomo per raggiungere il bene supremo.
- Viene criticata la separazione comune tra onestà e utile: i filosofi sostengono invece che ogni cosa giusta sia necessariamente anche utile e viceversa, condannando chi confonde malizia con saggezza.
- Tutte le cose inanimate (oro, ferro) e animate prive di ragione sono state rese utili all'uomo esclusivamente attraverso il lavoro intellettuale e manuale dell'umanità.
- La convivenza degli uomini ha reso possibile la nascita delle città, delle leggi, dei costumi e delle arti che allontanano l'esistenza umana dalle condizioni animali.
- L'autore conclude sostenendo che i grandi comandanti storici non avrebbero potuto compiere imprese senza lo zelo umano, mentre le più detestabili pesti sono quelle originate dall'uomo contro gli altri uomini.
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