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Addenda ai versi 1-25 delle Argonautiche

Università degli Studi di Roma - La Sapienza lettere moderne 2019
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Il monologo di Medea in Valerio Flacco presenta una struttura inversa rispetto ad Apollonio Rodio: mentre nella versione greca l'amore cresce progressivamente, qui la protagonista parte già preda dei sintomi amorosi per giungere a una momentanea rinuncia. Questa complessità nasce dal diverso coinvolgimento della fanciulla verso Giasone e dall'interazione tra il modello virgiliano di Didone, che esalta la consapevolezza dell'amore, e quello ovidiano, dove il monologo è solo un elemento del racconto più ampio.
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  • Il monologo di Medea nei versi 9 e seguenti di Valerio Flacco presenta una struttura inversa rispetto alle Argonautiche di Apollonio, poiché la protagonista parte già preda dei sintomi d'amore per giungere a una rinuncia momentanea all'eroe, mentre nel modello greco il percorso va dall'indifferenza alla simpatia.
  • La complessità narrativa latina deriva dalla coesistenza di due aspetti contraddittori: da un lato la piena consapevolezza del valore di Giasone e dell'influsso della figura didoniana, dall'altro l'apparente rinuncia dettata dal peso del modello apolloniano.
  • Il diverso contenuto e tono dei monologhi sono direttamente legati al grado di coinvolgimento amoroso della protagonista, che in Valerio Flacco è molto più forte grazie alla precedente teichoscopia dell'episodio della guerra contro Perse.
  • Situazioni dissimili caratterizzano i due testi: Apollonio mostra Medea senza aver mai visto Giasone all'opera e dopo un dialogo sfavorevole, mentre Valerio Flacco permette alla fanciulla di apprezzarne il valore in combattimento prima del monologo.
  • Valerio Flacco mantiene in considerazione anche il modello ovidiano delle Metamorfosi, sebbene in quest'ultimo autore il monologo costituisca il punto centrale del racconto, mentre nel poema argonautico latino rappresenta solo uno degli elementi narrativi presenti nel libro VII.
  • Nel confronto con i versi apolloniani si nota come la situazione di Medea latina sia più incerta e frastagliata, esprimendo un dolore che porta a pregare Ecate per il salvataggio dell'eroe o ad accettare fatalmente la sua morte senza rallegrarsene.

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