medicina del lavoro
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Di cosa parla
- La medicina del lavoro esiste dal 1700, con Ramazzini, ma solo a partire dagli anni '50 dell'OMS si promuove la preservazione del benessere lavorativo oltre l'assenza di malattie.
- Le malattie professionali non sono sempre distinguibili dalle non professionali; il rischio è valutato considerando esposizione e sintomi, con test specifici per alcuni metalli pesanti. Il livello di esposizione predice il tipo di effetto, ma non c'è un NOEL sicuro per tutti i tossici.
- La medicina del lavoro si occupa della salute in relazione al lavoro, suddivisa in fisiologia, patologia, ergonomia, psicologia, igiene e sicurezza sul lavoro. Le malattie professionali sono definite dalle cause lavorative, mentre le correlate non lo sono necessariamente.
- Per l'INAIL, le malattie sono divise in tabellate (es: silicosi) e non tabellate (es: sindrome del tunnel carpale); la diagnosi richiede un iter complesso che include valutazione del rischio, primo certificato medico, denuncia all'Organo di Vigilanza e referto giudiziario.
- La prevenzione è tripartita: primaria (inibizione dei fattori di rischio), secondaria (diagnosi precoce) e terziaria (limitazione dell'invalidità). L'ISPESL si occupa della prevenzione sul lavoro, con obblighi legali per il medico e il datore di lavoro riguardo la denuncia delle malattie professionali.
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