Manuale di Neuropsicologia - Vallar/Papagno
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Di cosa parla
- La neuropsicologia si definisce come disciplina scientifica interdisciplinare che studia i deficit cognitivi ed emotivo-motivazionali derivanti da lesioni o disfunzioni del sistema nervoso centrale, integrando conoscenze neurologiche e psicologiche per indagare le relazioni tra funzioni mentali e strutture cerebrali.
- L'approccio neuropsicologico moderno si fonda su tre presupposti fondamentali: la modularità dei processi mentali in componenti distinte, la corrispondenza tra organizzazione funzionale della mente e struttura anatomica del cervello, e la costanza dovuta alla riorganizzazione plastica delle funzioni dopo una lesione.
- Il metodo della dissociazione, sia semplice che doppia, rappresenta uno strumento basilare per dimostrare l'indipendenza di diverse funzioni mentali, permettendo di distinguere tra sindromi funzionali forti (determinate da un unico meccanismo) e sindromi anatomiche o miste.
- Dal periodo classico basato su casi singoli e osservazioni cliniche non standardizzate, la ricerca si è evoluta verso l'uso di test quantitativi tarati su gruppi di controllo, fino ad arrivare alla neuropsicologia senza sindromi che analizza i deficit in pazienti non classificati a priori.
- I modelli storici del linguaggio, come quelli di Wernicke e Lichtheim, hanno anticipato le attuali teorie sull'elaborazione dell'informazione introducendo il concetto di centri funzionali collegati da connessioni (fasci di sostanza bianca) la cui interruzione può causare deficit specifici.
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