Neuroscienze cognitive
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Di cosa parla
- Le modifiche genetiche nel processo evolutivo hanno prodotto nuovi caratteri fenotipici attraverso geni strutturali, responsabili della costituzione di strutture cellulari, e geni regolatori che controllano l'espressione di altri geni.
- L'evoluzione ha portato alla formazione di caratteristiche primitive (ereditate dal progenitore comune) e derivate (specializzate come risposta a sfide specifiche), con omologia per caratteristiche simili ereditate e analogia per quelle acquisite indipendentemente.
- Nelle mammiferi, la corteccia cerebrale è più complessa e strutturata in 6 strati (Neocorteccia) rispetto ai rettili che ne hanno solo 3 (Allocortex), con una maggiore densità cellulare.
- L'encefalizzazione, aumento della corteccia cerebrale, è correlata allo sviluppo delle funzioni cognitive e ha permesso l'evoluzione di circuiti neurali più complessi, come nella specie umana dove la neocorteccia è più estesa.
- Nelle specie primati, la corteccia prefrontale è notevolmente più grande e specializzata in funzioni cognitive superiore, con una lamina IV densamente stipata di cellule granulari che ricevono informazioni sensoriali.
- L'ipotesi dell'approvvigionamento suggerisce che lo sviluppo corticale dei primati è legato alla necessità di trovare cibo in modo efficiente, mentre l'ipotesa dell'intelligenza machiavellica attribuisce il suo sviluppo al vivere in gruppi sociali complessi.
- Le caratteristiche neuroanatomiche specifiche della specie umana includono una neocorteccia più grande, un sistema per il controllo motorio fine delle dita, neuroni specializzati nell'elaborazione di informazioni sociali e un aumento del comportamento cognitivo.
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