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Appunti paletnologia

Università degli studi di Firenze diagnostica e materiali per la conservazione e il restauro 2020
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Di cosa parla

  • Introduzione alla Paletnologia: Si occupa dello studio delle civiltà più antiche, branchia dell'archeologia. Fondamentale la conoscenza dell'ambiente preistorico, basata sull'analisi di reperti. La cultura materiale comprende la produzione di oggetti e l'intervento sull'ambiente. Gli scavi archeologici mirano alla ricostruzione di eventi passati, documentando i ritrovamenti con quadrettatura, annotazioni, scanner e fotografia digitale. I ritrovamenti includono manufatti, resti faunistici, vegetali e minerali. I resti umani sono studiati dall'antropologo per età, malattie, cause di morte e bagaglio genetico. Importante anche il geologo per la sedimentologia, il geomorfologo per le variazioni territoriali/ambientali, il paleobotanico per i resti vegetali e il paleontologo/archeozoologo per i resti faunistici. La microanalisi approfondisce lo studio dei residui dei manufatti.
  • Cronologia Preistorica: I metodi di datazione si dividono in relativi (stratigrafico, ecologico, archeologico) e assoluti (cicli annuali come dendrocronologia; non radiometrici come orologio biomolecolare e paleomagnetismo; radiometrici come C14, potassio-argon e uranio-torio). La cultura archeologica, definita da Gordon Childe, si basa sulla classificazione e analisi funzionale dei manufatti. La sperimentazione è usata per ipotizzare funzioni e confrontare manufatti.
  • Successione Culturale: Include il Paleolitico (2 My - 10k, suddiviso in Arcaico, Medio, Superiore), Mesolitico (10k - 7.5k), Neolitico (7.5k - 5.5k), Età del Rame (5.5k - 3k), Età del Bronzo (3k - 900) ed Età del Ferro (IX-VIII secolo a.C.).
  • Il Paleolitico: È l'epoca in cui compare il genere homo, basato su caccia e raccolta con nomadismo, con manufatti principalmente in pietra, osso e legno. La lavorazione della pietra segna un importante passaggio. Si assiste all'introduzione dell'uso del fuoco e delle pratiche funerarie da parte del Neanderthal. L'arrivo del sapiens in Europa porta arte figurativa e insediamenti articolati. Il processo di ominazione, il bipedismo, la capacità cranica e l'uso delle mani sono elementi chiave. Le industrie litiche evolvono dal pre-olduvaiano all'Acheuleano con tecniche come la Levallois. Le migrazioni Out of Africa e le culture litiche europee sono analizzate. Il Paleolitico Medio vede l'avvento del Neanderthal e l'industria musteriana, con diverse facies. L'Italia presenta una regionalizzazione del musteriano e una progressiva diffusione della tecnica Levallois.
  • Attività Simbolica del Neanderthal: Include riti funebri con inumazioni in fossa, la consapevolezza della finitezza e la creazione di uno spazio della memoria. Si discute di reliquie e possibili casi di cannibalismo rituale (Grotta Guattari). La pratica del fare segno evolve da motivi geometrici a decorazioni a scansione ritmica.
  • Paleolitico Superiore Arcaico: Coincide con l'espansione del sapiens in Europa (40k anni fa) in un clima instabile. L'origine africana del sapiens e le migrazioni portano a complessi di transizione (musteriano-aurignaziano). Complessi foliati (Jerzmanowiziano, Ranisiano, Szeletiano) caratterizzati dal ritocco piatto. Complessi con strumenti a dorso e geometrici includono il Castelperroniano e l'Uluzziano (principale complesso di transizione italiano, con diverse fasi).
  • Aurignaziano: Prima cultura diffusa dai sapiens in Europa, caratterizzata da ampi insediamenti, sviluppo delle arti visive (invenzione della linea), rito funerario articolato e complesso, industria litica laminare efficace per la caccia e uso sistematico di materia dura animale per manufatti e oggetti ornamentali. L'Aurignaziano italiano presenta una periodizzazione con facies come Dorsi marginali, Classico o a punte ossee e Uluzzo-Aurignaziano.
  • Paleolitico Superiore Medio - Epigravettiano: Corrisponde al periodo del Gravettiano (29k-20k), con il sapiens come unica specie e un clima di glaciazione. L'industria litica gravettiana si distingue per lame grandi e bulini. Le fasi (antico, evoluto, finale) mostrano una crescente regionalizzazione, specialmente tra le aree tirrenica e adriatica in Italia.
  • Paleolitico Superiore Recente o Finale: L'Epigravettiano finale (da 20k) è caratterizzato da profonde mutazioni geomorfologiche, barriere naturali e una marcata regionalizzazione culturale. Le culture si adattano a regimi di vita diversi in Europa (continentale/occidentale e mediterranea). Le facies includono il Solutreano, il Maddaleniano e l'Aziliano per la Regione Occidentale, e diverse espressioni dell'Epigravettiano per la Regione Mediterranea.
  • Sepolture e Culto del Morire Preistorici: Lo studio delle sepolture permette di ricostruire usi e costumi, e di effettuare analisi genetiche. Il Neanderthal introdusse la semplice inumazione in fossa, con un significato simbolico. Il sapiens arricchì il rito funerario con maggiore complessità, corredi abbondanti e pratiche come la 'toilette funeraria'. Si analizzano le sepolture del Paleolitico Medio (es. La Farassie, Shanidar 4) e del Paleolitico Superiore (es. Grotta di Caviglione, Giovane Principe delle Arene Candide).
  • Pigmenti, Tecniche e Cultura Visuale Preistorica: L'evoluzione della pittura preistorica si evidenzia nell'uso di pigmenti inorganici (ocre rosse, ematite, carbone, ossido di manganese) e coloranti organici, con testimonianze di uso risalenti a 1.5-0.7 My fa. Vengono descritte le tecniche di applicazione, i leganti e le datazioni. L'arte preistorica si divide in rupestre/parietale, mobiliare e modellazione. Si distingue tra arte eidetica e non eidetica, con esempi celebri come Lascaux e Rouffignac. La datazione delle opere avviene tramite contesti archeologici, stili e metodi radiometrici. I grandi temi includono il mondo animale, l'attività venatoria, le figure antropomorfe e la fertilità femminile. Vengono analizzate le province stilistiche (mediterranea, franco-cantabrica) e i santuari (Lascaux, Rouffignac, Altamira, Niaux). La cultura visuale in Italia presenta specificità regionali (Grotta Fumane, Grotta Paglicci, Addaura).
  • Metallurgia Preistorica: La nascita e diffusione della metallurgia si colloca nel Medio Oriente. Le ipotesi sulla diffusione in Europa sono 'diffusionista' e 'multiregionale'. Il rame è il primo metallo utilizzato, inizialmente nativo, poi estratto da minerali. La fusione richiede alte temperature e fornaci. Il bronzo, una lega rame-stagno, rappresenta un'evoluzione con maggiore resistenza e minor temperatura di fusione, portando a un grande sviluppo commerciale. Il ferro (dal VII secolo a.C.) si ottiene in altiforni riducenti e richiede successiva lavorazione. La figura del metallurgo emerge come specialista nella filiera produttiva.
  • Approfondimento della Litotecnica: L'uomo ha modificato la pietra sin dalle origini (2 My). La selezione si basa su caratteristiche fisico-meccaniche. Le pietre utilizzate includono rocce sedimentarie silicee (selce, diaspro), metamorfiche (quarzite), eruttive microcristalline/vetri vulcanici (ossidiana) e calcari. La lavorazione evolve da nuclei percossi (choppers) a scheggiatura sistematica (Acheuleano, Levallois), producendo raschiatoi, grattatoi e bulini. Vengono descritte le proprietà e le modalità di recupero delle principali pietre.
  • Ceramica: La scoperta dell'argilla nel Paleolitico Superiore ha portato allo sviluppo dell'industria ceramica nel Neolitico. La ceramica è un materiale amorfo composto da argilla, acqua e smagrante. Vengono descritte le proprietà dell'argilla, i trattamenti (stagionatura, depurazione) e le fasi di produzione (impasto, foggiatura, essiccamento, cottura). La cottura provoca trasformazioni chimico-fisiche influenzate dalla temperatura massima e dall'ambiente (ossidante/riducente). I manufatti possono avere rivestimenti come ingobbio o vernice. Vengono tracciate le evoluzioni dei forni (da focolari a forni verticali/orizzontali) e le tecniche di decorazione (cardiale, policrome).

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