Riassunti VERIFICATO

Parodontologia

Università degli Studi di Milano odontoiatria e protesi dentaria 2018
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Di cosa parla

  • Anatomia Parodontale: Il parodonto è composto da legamento parodontale, cemento radicolare, gengiva (margine libero, aderente, mucosa alveolare) e osso alveolare. La gengiva è stratificata in epitelio orale, sulculare e giunzionale, mentre il legamento parodontale, vascolarizzato e cellulare, ancora il dente e distribuisce le forze masticatorie. Il cemento è un tessuto calcificato che riveste la radice.
  • Epidemiologia e Fattori di Rischio: Le patologie parodontali colpiscono gran parte della popolazione, con la gravità che aumenta con l'età. I principali fattori di rischio includono un microbiota specifico (es. P. Gingivalis, T. Forsythia, T. Denticola), il fumo di sigaretta (che altera la risposta immunitaria e aumenta la perdita ossea) e il diabete mellito (con una relazione bidirezionale). Fattori genetici, obesità, stress e HIV sono sotto studio.
  • Classificazione delle Patologie Parodontali: Vengono distinte in lesioni gengivali (infiammatorie indotte o non indotte da placca, come quelle batteriche, virali, fungine, genetiche, sistemiche o traumatiche) e parodontiti (cronica, aggressiva, necrotizzante). La gengivite è una condizione reversibile, mentre la parodontite comporta perdita di attacco clinico e osso alveolare.
  • Patogenesi: La parodontite è una malattia multifattoriale, dove l'interazione tra i complessi batterici e i meccanismi di difesa dell'ospite determina la distruzione tissutale. Si evolve attraverso fasi iniziali, precoci, stabilizzate e avanzate.
  • Pianificazione del Trattamento: Si articola in fase sistemica (controllo delle condizioni sistemiche), igienica (controllo meccanico e chimico del biofilm), correttiva (chirurgia) e manutentiva (controlli periodici). Gli obiettivi includono la riduzione della gengivite e della profondità di sondaggio, l'assenza di dolore e la stabilità a lungo termine.
  • Terapia non Chirurgica: Consiste in scaling e root planing per eliminare biofilm e tartaro, riducendo l'infiammazione e la profondità delle tasche. L'efficacia dipende dalla corretta strumentazione manuale o con ultrasuoni e dalla compliance del paziente.
  • Terapia Chirurgica (Resettiva): Mira all'allungamento di corona clinica o alla correzione di difetti profondi. Tecniche come la gengivectomia e i lembi (es. Widman originale, Neumann, a riposizionamento apicale) sono utilizzate per esporre le radici, rimodellare l'osso e facilitare l'igiene.
  • Terapia Chirurgica (Rigenerativa): Ha lo scopo di rigenerare i tessuti parodontali persi, come l'osso e il cemento. Utilizza lembi di conservazione della papilla (es. modificata, semplificata, MIST) e biomateriali (membrane, innesti ossei) per favorire la guarigione e prevenire la migrazione epiteliale apicale. Il successo dipende da fattori legati al paziente, al difetto e alla tecnica chirurgica.
  • Endodonzia e Parodontologia: Si esamina la relazione tra lesioni endodontiche e parodontali, distinguendo tra lesioni pure e combinate. La chirurgia endodontica prevede l'enucleazione della lesione, la resezione apicale e il sigillo con materiali biocompatibili come MTA.
  • Terapia di Supporto Parodontale (SPT): Essenziale per il mantenimento a lungo termine, prevenendo recidive. Si basa su richiami periodici e una valutazione individualizzata del rischio del paziente (diagramma di Tonetti), considerando fattori come BoP, tasche residue, perdita di denti, fattori sistemici e fumo.
  • Patologie Perimplantari: Simili alle patologie parodontali. La mucosite perimplantare è un'infiammazione reversibile della mucosa perimplantare, mentre la perimplantite include anche la perdita di osso di supporto. I fattori di rischio sono analoghi a quelli della parodontite, con l'aggiunta delle caratteristiche della superficie implantare e della forma della protesi. Il trattamento prevede l'igiene, terapie non chirurgiche e, se necessario, interventi chirurgici per rimuovere il biofilm e trattare i difetti ossei.

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