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Psicobiologia della resilienza e della vulnerabilità - slide

Università degli studi di Firenze Psicologia Clinica E Della Salute E Neuropsicologia 2022
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Riassunto AI · si legge in un minuto

Il documento introduce la resilienza come processo attivo e adattivo di fronte alle avversità, sostenuto dalla neuroplasticità e dal ruolo dell'esperienza nello sviluppo dei circuiti nervosi. Tratta i meccanismi di plasticità sinaptica (Hebb, LTP, metaplasticità, periodi critici, neurogenesi ippocampale) e l'approccio gene-ambiente, con esempi su MAOA, 5-HTT, COMT e BDNF. Affronta infine epigenetica, modelli animali di stress sociale, resilienza attiva e interventi come esercizio fisico e farmaci.
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  • L'introduzione definisce la resilienza come capacità attiva di affrontare e riorganizzare la vita dopo eventi traumatici, ne ricostruisce l'origine con lo studio longitudinale di Werner sull'isola di Kauai e spiega perché l'esperienza e la neuroplasticità producono differenze individuali.
  • Il modulo sulla neuroplasticità descrive la plasticità neurale nelle sue forme sinaptiche e strutturali, con le scale temporali, le regole hebbiane e la STDP, il ruolo di NMDA, LTP e dei fattori molecolari necessari al consolidamento, oltre alla metaplasticità e alla plasticità omeostatica.
  • Vengono trattati i periodi critici dello sviluppo, in cui l'esperienza guida la maturazione dei circuiti sensoriali e ippocampali, la loro chiusura e la possibilità di riaprirla farmacologicamente, con esempi sul sistema serotoninergico e sull'ansia, sulla dinamica delle spine dendritiche e sull'arricchimento ambientale con IGF-1 e massaggio.
  • La neurogenesi ippocampale viene presentata dalla scoperta negli uccelli alle prove nel giro dentato umano, incluse le evidenze contrastanti di Sorrells e Boldrini, e messa in relazione con memoria spaziale, pattern separation e disturbi d'ansia, con effetti dell'esercizio fisico.
  • L'approccio gene-ambiente confronta effetti principali, endofenotipi e interazioni G x E, illustrando con gli studi di Caspi il ruolo del gene MAOA nel maltrattamento infantile e del 5-HTTLPR nello stress e nella depressione, insieme a COMT e cannabis e ai modelli animali di suscettibilità alla dipendenza nei topi C57 e DBA.
  • Il documento discute il sistema endogeno della ricompensa, il ruolo della dopamina e della serotonina nelle interazioni sociali e nelle dipendenze, il modello di suscettibilità differenziale, le varianti genetiche di DRD4, BDNF e COMT nella risposta all'istituzionalizzazione, e i telomeri come indicatori degli effetti dell'ambiente sul DNA.
  • Sono poi presentate l'epigenetica e la sua relazione con plasticità, memoria, periodi critici e dipendenza, la trasmissione intergenerazionale dei tratti, la validità dei modelli animali e il paradigma dello stress sociale cronico, con meccanismi di resilienza attiva, interventi come esercizio fisico, ezogabine e SSRI, differenze di sesso e fattori socioeconomici nella risposta ai trattamenti.

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