Riassunto integrato Kazdin, intervista clinica e slides per esame Colloquio Clinico/Psicologico
Di cosa parla
- Sistemi Classificativi e Diagnosi:
- La classificazione psicologica è un procedimento complesso che facilita l'ordinamento e la registrazione dell'esperienza, considerata un'ipotesi aperta e mutevole nel tempo. Deve essere multidimensionale, multistrumentale, soggettiva, specifica e generalizzabile.
- Il PDM (Psychodynamic Diagnostic Manual) si concentra sulla classificazione delle PERSONE, considerando l'esperienza soggettiva dei sintomi, la personalità e la dimensione evolutiva. È strutturato in Assi M (funzionamento mentale), S (esperienza soggettiva dei pattern sintomatici) e P (personalità), con sezioni dedicate a bambini e adolescenti (Assi MCA, PCA, SCA). Vantaggi includono l'integrazione clinica-ricerca e la valorizzazione della soggettività; limiti la necessità di più ricerca su alcuni pattern e l'influenza del DSM.
- L'ICD (International Classification of Diseases) adotta un approccio categoriale per la diagnosi descrittiva, con un elenco alfabetico di patologie e una presentazione multiassiale per i disturbi psichici (Capitolo V: Asse I sindromi cliniche, Asse II disturbi personalità, Asse III condizioni mediche, Asse IV problemi psicosociali, Asse V funzionamento globale, Asse VI valutazione psicosociale).
- L'ICF (International Classification of Functioning, Disability and Health) completa l'ICD-10, focalizzandosi sul funzionamento e la disabilità come interazione complessa tra condizioni di salute e fattori ambientali/personali, strutturato in Funzioni Corporee, Strutture Corporee, Attività e Fattori Ambientali.
- Il DSM (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders) mira a classificare i disturbi (non le persone) per pianificare interventi, identificare sindromi e formulare diagnosi dettagliate. Ha una struttura multiassiale e criteri diagnostici specifici. Le recenti modifiche per il DSM-V includono nuove categorie per i disturbi dell'apprendimento e dello spettro autistico, la revisione del concetto di dipendenze e l'introduzione di scale per il rischio suicidario.
- Metodologia della Ricerca in Psicologia Clinica:
- Le idee di ricerca nascono da curiosità, teorie, osservazioni cliniche. La ricerca definisce concetti operazionalmente (singolo o multiplo) e studia variabili ambientali, relative alle istruzioni o al soggetto.
- I tipi di ricerca includono veri esperimenti (massimo controllo), quasi esperimenti (controllo approssimativo) e studi passivo-osservazionali. Esistono disegni per gruppo (inter-soggetti, intra-soggetti) e per caso singolo.
- Le strategie di disegno sperimentale considerano condizioni pre-test e post-test, disegni fattoriali (per effetti combinati) e trattamenti multipli (disegni incrociati, bilanciati). L'uso di gruppi di controllo (senza trattamento, in lista d'attesa, senza contatto, placebo, yoked group, patched up) è fondamentale per controllare le minacce alla validità interna ed esterna.
- La verifica della manipolazione sperimentale assicura che l'intervento sia stato implementato come previsto, monitorando variazioni nell'informazione, nel comportamento del soggetto e nelle condizioni dell'intervento.
- Gli strumenti di valutazione devono possedere attendibilità (test-retest, forme alternate, consistenza interna, inter-rater) e validità (di contenuto, di costrutto, concorrente, predittiva, convergente, discriminante). Le modalità di valutazione includono tecniche globali, auto/etero-somministrate, proiettive, comportamentali, psicofisiologiche, neurobiologiche e neuropsicologiche.
- Le fonti di distorsione possono derivare dal ricercatore (istruzioni, procedure), dallo sperimentatore (aspettative, caratteristiche, errori) e da altri fattori (obiettivi trasparenti, caratteristiche della richiesta sperimentale, ruoli dei partecipanti, drop-out).
- La valutazione statistica verifica la significatività (p-value, potenza, effetto dimensione) e gestisce i confronti multipli (Bonferroni). La significatività clinica si riferisce al valore pratico dell'effetto, confrontando con campioni normativi o disfunzionali.
- Il Colloquio Clinico:
- Il colloquio può essere orientato al sintomo (classificazione, predizione) o all'insight (conflitti inconsci, consapevolezza), spesso integrati in un approccio a due tempi.
- Comprende quattro componenti: relazione (transfert/controtransfert, fiducia), tecniche (interpretazione, libera associazione o valutazione sintomi), stato mentale (osservazione del paziente), diagnosi (conflitti inconsci o criteri diagnostici).
- Le fasi sono introduttiva (accoglienza, problema), centrale (follow-up, storia psichiatrica) e conclusiva (diagnosi, prognosi, contratto terapeutico).
- Le strategie relazionali includono presentarsi, raccogliere informazioni socio-demografiche, rispondere ai segni (non verbali e verbali), valutare la sofferenza e l'insight, mostrare competenza e assumere leadership.
- Le tecniche di raccolta informazioni per il paziente collaborante sono domande aperte, specificare, generalizzare, verificare sintomi, sondare, correlare, riassumere. Per il paziente resistente si usano accettazione, confrontazione, conseguenze, spostamento.
- La gestione dei meccanismi di difesa include aggiramento, rassicurazione, distrazione, confrontazione e interpretazione (timing, prospettiva, ampiezza, impatto).
- La valutazione dello stato mentale si basa sull'osservazione (aspetto, coscienza, psicomotricità, conversazione) e sull'inchiesta (umore, energia, percezione, pensiero, sintomi somatici, dissociazione, funzioni esecutive, insight, giudizio).
- Clinimetria e Valutazione dell'Efficacia:
- La clinimetria è la disciplina di sviluppo e validazione delle valutazioni cliniche, distinta dalla psicometria per l'attenzione alla fenomenologia clinica e alla coerenza clinica dei sintomi. Suggerisce un approccio longitudinale e usa macro/microanalisi.
- L'efficacia degli interventi psicoterapeutici si riferisce alla capacità di modificare il decorso di una malattia. Si distingue tra efficacia teorica (sperimentale) e pratica (effectiveness).
- Gli ostacoli all'attribuzione del successo includono remissione spontanea, regressione alla media, effetto placebo e fattori aspecifici. I dieci principi di valutazione dell'efficacia (le "C") sono confronto, confrontabilità dei gruppi e delle rilevazioni, completezza degli esiti e del follow-up, congruenza dei trattamenti e dei pazienti, continuità dello studio e costi, casualità.
- Inventari e Test Psicologici:
- Beck Depression Inventory (BDI/BDI-II): Valuta l'intensità della depressione basandosi sulla teoria delle distorsioni cognitive e della "triade negativa" di Beck.
- State Trait Anxiety Inventory (STAI): Misura l'ansia di stato (situazionale) e di tratto (disposizionale).
- Hamilton Rating Scale for Depression (HAR-S) e Hamilton Anxiety Rating Scale (HAR-S): Scale per valutare l'intensità dei sintomi depressivi e ansiosi, somministrate dal clinico.
- Anxiety Sensitivity Inventory (ASI): Misura la paura delle sensazioni legate all'ansia.
- Minnesota Multiphasic Personality Inventory (MMPI): Questionario di personalità ampiamente utilizzato, con scale cliniche e di validità.
- Mini-International Neuropsychiatric Interview (MINI): Intervista diagnostica strutturata, breve e sensibile, compatibile con i principali sistemi di classificazione, usata per screening e diagnosi.