Riassunto libro Paolo Migone "DSM-5"
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Di cosa parla
- Il DSM-5, pubblicato nel maggio 2013 dopo intense polemiche sulle revisioni del precedente manuale, segna un passaggio fondamentale verso un approccio dimensionale che concepisce i disturbi mentali come variazioni quantitative lungo continuum di variabili quali umore e ansia.
- L'adozione del modello dimensionale ha favorito l'introduzione del concetto di "spettro", portando però a un generale abbassamento delle soglie diagnostiche tra salute e malattia, con il rischio di medicalizzare fenomeni normali come la tristezza nel lutto o le dimenticanze legate all'invecchiamento.
- Nella stesura della bozza del DSM-5 è stata proposta l'eliminazione di cinque disturbi di personalità (paranoide, schizoide, narcisistico, istrionico e dipendente) per ridurre la frammentazione diagnostica, decisione che ha suscitato forti critiche da parte delle task force precedenti.
- L'aumento esponenziale dei dati epidemiologici in edizioni come il DSM-IV, ad esempio nel disturbo bipolare infantile o nell'autismo, è stato criticato per aver generato un'epidemia di prescrizioni farmacologiche e una tendenza a trattare difficoltà della vita comuni come patologie.
- Nuove diagnosi introdotte nel manuale includono condizioni quali il disturbo da accumulo e la dermatillomania, mentre l'approccio ateorico del DSM-III è stato progressivamente integrato con considerazioni dimensionali per migliorare la validità clinica pur mantenendo aspetti pratici.
- L'eliminazione dell'asse multiassiale a favore di una valutazione più integrata ha permesso di includere nuovi disturbi comportamentali e dipendenze, ma solleva preoccupazioni riguardo alla possibile confusione tra abusi occasionali di sostanze o gioco d'azzardo patologico con tossicodipendenza cronica.
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