Sociologia dei processi culturali, prof. Scalon
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Di cosa parla
- La globalizzazione viene definita come la fase acuta e critica del processo di modernizzazione, caratterizzata da complessità e riflessività che generano effetti indesiderati e perversi rispetto alle aspettative iniziali di uguaglianza e benessere.
- Sotto l'aspetto canonico, il fenomeno comporta il progressivo superamento del registro statale-nazionale a favore di dinamiche globali incontrollabili dagli stati nazionali nei settori economico, politico e culturale.
- Il processo è intrinsecamente contingente poiché non procede per inerzia ma è orientato da soggetti potenti, pur rimanendo esposto a variabili imprevedibili che sfuggono a qualsiasi governance globale ordinata democraticamente.
- Nella società tardo moderna le operazioni di riduzione della complessità attivano un circolo vizioso tra complessità, riflessività e rischiosità, portando alla configurazione inevitabile di una società del rischio endemico.
- I rischi specifici includono il tracollo economico finanziario, la devastazione dell'ecosistema, le pandemie, il terrorismo e la deriva totalitaria distopica, tutti esiti della mancanza di un controllo globale efficace.
- L'analisi sociologica si articola in quattro principali quadri interpretativi concorrenti tra loro: neo-funzionalista, neo-marxiano, neo-illuminista e postmoderno, che rielaborano approcci classici per spiegare le cause degli effetti perversi.
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