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Riassunto Laboratorio attrezzi dello storico

Università degli Studi di Torino scienze politiche e sociali Curriculum scienze politiche 2018
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La storiografia, scienza della scrittura della storia, si è evoluta dall'antichità, influenzata da mitologia e religione, fino all'approccio scientifico moderno. Dalla verifica filologica di Valla all'introduzione di diplomatica e paleografia di Mabillon, la disciplina ha ridefinito il suo metodo. La scuola degli Annales, con Bloch, ha rivoluzionato il concetto di fonte, considerandola come un elemento da interrogare attivamente e promuovendo l'interdisciplinarità. Oggi, l'analisi include fonti orali e audiovisive, riconoscendo la centralità del ruolo dello storico e la soggettività nella costruzione della narrativa storica.
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  • La storiografia è lo studio di come la storia è stata scritta e interpretata, mentre il metodo storico è l'insieme di strumenti per l'analisi. Gli storici lavorano con fonti primarie e secondarie.
  • L'evoluzione storica: dalle narrazioni legate a mitologia e teodicea nell'antichità (Erodoto, Tucidide), alla storiografia sotto l'autorità religiosa nel Medioevo.
  • Nel periodo moderno (dal XV secolo), l'umanesimo e il rinascimento portarono a una distinzione tra politica e religione. Figure come Valla, con la sua analisi filologica della Donazione di Costantino, furono pivotal.
  • Machiavelli vedeva la storia come fonte di leggi politiche, mentre Guicciardini enfatizzava la frammentarietà degli eventi. Le tipologie includevano storie patrie, cronologie universali e biografie.
  • Il XVII secolo fu l'età dell'oro per la critica delle fonti: Agostino Mascardi interrogò la veridicità delle narrazioni e Jean Mabillon sviluppò diplomatica e paleografia per un'analisi rigorosa.
  • Nel Settecento illuminista, Muratori separò provvidenza e causalità. Voltaire attribuì alla storia una funzione politica di denuncia, mentre Moreau si concentrò sull'amministrazione.
  • L'Ottocento fu il "secolo della storia", con l'emergere del romanticismo e del positivismo. Ranke promosse l'uso di fonti primarie e un'analisi scientifica. Droysen classificò le fonti e nacquero la storia della cultura (Burckhardt) e delle religioni (Weber).
  • Nel primo Novecento, la storia divenne una disciplina autonoma e interdisciplinare. La scuola degli Annales (Marc Bloch) ruppe con le visioni precedenti, enfatizzando la centralità umana, l'interdisciplinarità, i lunghi periodi e un approccio attivo all'interrogazione delle fonti ("tutto è fonte").
  • Figure italiane come Chabod rinnovarono gli studi, valorizzando le fonti e la loro analisi filologica, anche per le fonti false, per comprenderne il contesto e le motivazioni.
  • Dalla metà del XX secolo, lo storico assume un ruolo centrale nell'interrogare e selezionare le fonti, superando una concezione passiva.
  • Le fonti orali (interviste) sono diventate importanti per studiare la vita quotidiana e le esperienze delle classi non eccezionali, pur con la consapevolezza della soggettività e delle imprecisioni della memoria.
  • Il cinema serve come fonte storica su più livelli: come materiale visivo, come "agente di storia" che influenza socialmente e politicamente, e come strumento didattico.

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