Storia moderna
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Di cosa parla
- Lo studio della popolazione nell'età moderna si è sviluppato grazie alle preoccupazioni per la crescita demografica e all'interesse per la famiglia, con Malthus che teorizzò lo squilibrio tra crescita geometrica della popolazione e progressione aritmetica delle risorse, suggerendo freni preventivi limitati ai poveri.
- Le fonti ecclesiastiche come gli stati delle anime e i libri dei battesimi e sepolture costituiscono la base per ricostruire le dimensioni demografiche, la composizione per sesso ed età e le strutture familiari preindustriali.
- I dati demografici mostrano che tra il 1400 e l'800 l'Asia ospitava oltre metà della popolazione mondiale, mentre l'Europa subì una crescita accelerata nel Settecento dopo un rallentamento nel Seicento causato da carestie e pestilenze.
- Le ricerche di Laslett hanno distinto modelli familiari diversi tra Europa nord-occidentale (matrimonio tardivo, neolocalità) ed Europa orientale/meridionale (matrimonio precoce, patrilocità), evidenziando come eredità e dote influenzassero la struttura domestica.
- Nell'economia preindustriale l'agricoltura evolvette verso risposte estensive o intensive mentre il sistema fondiario centro-occidentale vide indebolirsi i poteri signorili grazie alla crisi demografica, alla monetizzazione e alle rivolte contadine.
- Le élite utilizzarono strumenti giuridici come fedecommessi e primogenitura per conservare il patrimonio, mentre la famiglia fungeva sia da unità di consumo che di produzione in contesti agricoli e artigianali.
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