Dispense VERIFICATO

Slide commentate Space propulsion

Politecnico di Milano space engineering - ingegneria spaziale 2020
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Di cosa parla

  • I propellanti liquidi sono classificati in mono-, bi- e tri-propellanti, dove i primi si decompongono autonomamente o tramite catalizzatori mentre i secondi richiedono l'iniezione simultanea di ossidante e combustibile nella camera di combustione per una reazione esotermica.
  • La selezione dei propellanti comporta un compromesso tra prestazioni (impulso specifico), affidabilità, tossicità e costi, privilegiando spesso fluidi storable a basso punto di congelamento e alta densità per ridurre il volume dei serbatoi.
  • I sistemi di alimentazione possono essere divisi in pressure-fed, che utilizzano gas ad alta pressione per espellere i propellanti senza pompe, o pump-fed, impiegati per missioni ad alto spinta dove è necessario gestire grandi volumi di fluido contro le perdite di carico.
  • Il rapporto di miscelazione (mixture ratio) definisce il funzionamento del motore come rapporto tra portate massiche di ossidante e combustibile, ma la scelta operativa ottimale non coincide necessariamente con quella stechiometrica per massimizzare l'efficienza.
  • L'architettura generale di un unità di propulsione liquida include serbatoi, camera di reazione, ugello gassodinamico e sistema di pressurizzazione, dove la scelta tra turbopompa e alimentazione a pressione dipende dal volume dei serbatoi e dalla spinta richiesta.
  • Le caratteristiche di accensione e raffreddamento sono critiche nella progettazione: i propellanti ipergolici offrono accensioni semplici ma introducono ritardi, mentre il raffreddamento regenerativo richiede materiali resistenti alla decomposizione termica come l'idrogeno liquido o l'ossigeno liquido.

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