il fascismo giapponese
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Di cosa parla
- Il primo capitolo analizza come il Giappone si trasformò rapidamente in un capitalismo monopolistico guidato dalle Zaibatsu, grandi gruppi industriali e finanziari controllati da singole famiglie che dominarono l'economia nazionale sfruttando le condizioni favorevoli della Prima Guerra Mondiale.
- L'espansione imperialista giapponese verso la Cina e la Corea fu favorita dallo sviluppo produttivo ma ostacolata dalla resistenza delle potenze occidentali, come dimostrato dal fallimento del Giappone a ottenere lo Shantung alla Conferenza di Versailles e dalle limitazioni navali imposte al Trattato di Washington.
- Il secondo capitolo illustra l'ideologia nazionalista della classe dominante basata su concetti come Sonno Joi (onore all'imperatore ed espulsione dei barbari) e Fukoku Kyohei, che legittimavano il kokutai attraverso valori confuciani di lealtà e obbedienza promossi dall'istruzione scolastica imperiale.
- La struttura politica del Giappone era caratterizzata da un sistema "dall'alto" dove i partiti non nascevano dal basso ma erano influenzati dai centri di potere informale come il Consiglio dei Genro, l'alta burocrazia e la corte imperiale che fungeva da filtro tra lo Stato e i sudditi.
- Il terzo capitolo descrive le gravi crisi economiche degli anni Venti causate dalla depressione mondiale del 1920 e dal terremoto di Kantô, che portarono a recessione industriale, inflazione dovuta all'intervento statale sui prestiti bancari e fallimenti commerciali.
- Nell'ambito agricolo si sviluppò un movimento sindacale dei contadini guidato dall'Unione Nihon no min kumiai del 1922, che nonostante la propaganda dell'ideologia Kyoson Kyohei (coesistenza e prosperità) non riuscì a superare le divisioni interne o ad affrontare efficacemente i conflitti tra proprietari terrieri e affittuari.
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