Stati Italiani durante le Guerre d'Italia
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Di cosa parla
- I principi di sovranità nell'Italia del Cinquecento si distinguono in monarchici, dove le cariche sono ereditarie a vita, e repubblicani come Venezia, basati su elezioni temporali che restituiscono il cittadino alla collettività.
- L'egemonia spagnola progressiva tra la fine del Quattrocento e gli anni Trenta del Cinquecento unifica i domini diretti nel Sud Italia, a Milano e nello Stato dei Presidi sotto l'autorità di Carlo V e successivamente Filippo II.
- I caratteri fondamentali della sovranità moderna includono l'esistenza di una corte, il diritto di battere moneta, la diplomazia, un esercito autonomo e soprattutto la capacità fiscale di imporre tasse in cambio di servizi pubblici.
- Nel Ducato di Savoia Emanuele Filiberto consolida lo stato attraverso la leva obbligatoria che bypassa le nobiltà frammentate, sposta la capitale a Torino nel 1563 per accentuare l'identità italiana e concede tolleranza religiosa ai Valdesi con il trattato di Cavour.
- Milano funge da chiave strategica tra Francia e Spagna subendo alternanze di dominio che ne indeboliscono le finze attraverso pesanti tasse, mentre Venezia mantiene la propria potenza economica nonostante la sconfitta ad Agnadello grazie al controllo delle rotte commerciali.
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